Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘lavoro’

Lavoro: precariato diffuso

Posted by fidest press agency su martedì, 11 maggio 2021

“I dati sulla disoccupazione giovanile e femminile pubblicati oggi non devono indurre a domandarci solo se siano stati stanziati fondi adeguati per incrementare l’offerta di lavoro nel PNRR, ma a porre contestualmente il tema della qualità dell’occupazione attuale e futura.Soprattutto per giovani e donne c’è in campo da anni solo la prospettiva del lavoro precario, in cooperativa, con Amazon, nei call center, cin un trattamento discriminatorio, minori diritti sociali e uno sfruttamento spesso selvaggio da far rabbrividire il più spietato capitalismo industriale del seco scorso. Per dare un futuro ai giovani, consentire loro di costruire una famiglia, contrastare il crollo demografico incoraggiando a dare figli, servono nuove e più qualificate opportunità, insieme a un nuovo stato sociale. Serve misurare la graduale digitalizzazione del sistema garantendo il saldo occupazionale zero, cioè modernizzare sì, ma non sulle spalle dei lavoratori.Così come occorre ridurre le tasse per favorire la nascita di nuove imprese giovanili e femminili”. E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi intervenendo alla trasmissione ‘Omnibus’ su La7.

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Le proposte dei Consulenti del Lavoro per la ripartenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2021

Il documento che raccoglie le indicazioni della Categoria sulle questioni dibattute durante il Festival del Lavoro 2021. Competenze al centro di un mercato del lavoro semplificato, capace di accogliere nuovi modelli organizzativi sull’onda dell’esperienza dell’ultimo anno e di intervenire per ridurre i divari tra lavoratori autonomi e dipendenti anche grazie alle risorse del Recovery Plan. Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha raccolto le numerose proposte di cui si è discusso durante il Festival del Lavoro nel documento “Competenze e strategie per la ripartenza. Il lavoro al centro della ripresa”: un excursus tra nodi e criticità che trasversalmente tocca i numerosi fronti aperti in materia d’occupazione.A partire dall’evidenza di un mercato profondamente modificato dalle conseguenze dell’emergenza pandemica, nel documento la Categoria propone di intervenire, per esempio, sul contratto a termine, il lavoro stagionale, lo smart working, tanto sul piano pratico che su quello normativo, cercando il giusto compromesso tra regolamentazione e flessibilità. Tra le proposte, quella di ripensare i servizi al lavoro e i sistemi di accreditamento dei soggetti erogatori delle misure di politica attiva, in parallelo a una revisione interna del sistema esistente che renda sostenibile economicamente le iniziative per gli operatori, superi la logica degli “avvisi” e dei “bandi” e realizzi uno sportello per i lavoratori autonomi. In particolare, poi, le politiche attive, che potrebbero essere finanziate con il Recovery Plan, e il rifinanziamento dell’Assegno di Ricollocazione, insieme alla revisione del funzionamento previsto per il Reddito di Cittadinanza. Sul fronte della tutela del reddito, se da una parte si ribadisce la necessità di un “ammortizzatore unico” per i dipendenti, dall’altra si torna sulle misure di sostegno al reddito e di protezione accordata in caso di malattia e infortunio per gli autonomi.Un capitolo è poi dedicato alla PA, con la proposta di inserire i professionisti tra i destinatari degli incentivi delle linee di intervento della missione “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” in qualità di “veicolo” delle azioni dell’amministrazione pubblica verso il sistema produttivo, anche nelle realtà “minori” del Paese. Parola chiave è “semplificazione” sui molti fronti d’intervento, anche per quanto riguarda il turn over per cui si propone di far ricorso ai professionisti iscritti in Albi.Sostegno alla famiglia e riduzione del carico fiscale sui fattori produttivi i due obiettivi da perseguire nelle proposte di riforma fiscale a cui si accompagna la questione previdenziale, rispetto alla quale il Consiglio Nazionale propone di mantenere una forma unica di prepensionamento, rilanciando la previdenza complementare.

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Ricerca di lavoro: la parola chiave è aggiornarsi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2021

Gli ultimi dati Istat, relativi a marzo 2021, mostrano una flebile crescita dell’occupazione, pari allo 0,2%, con un tasso di occupazione che arriva così al 56,6%. Lo scenario è pero ancora allarmante: dall’inizio della crisi sanitaria il Paese ha vissuto ripetute flessioni congiunturali nell’occupazione, rendendo ancora più difficile la situazione di chi è alla ricerca di un nuovo lavoro. Tanto più pensando al fatto che le persone in cerca di occupazione sono tantissime, con un +35,4% rispetto allo scorso marzo.Le imprese pronte ad assumere nuovi dipendenti non mancano, e sono anzi tante le ricerche di personale che ancora oggi faticano a individuare il profilo giusto» spiega Carola Adami, co-fondatrice di Adami & Associati.«Molte persone» spiega l’head hunter «affrontano la ricerca di un nuovo lavoro nel modo sbagliato, inviando anche decine e decine di candidature al giorno in risposta agli annunci online. Risulta invece molto più efficace un approccio differente, che punta alla qualità, e non alla quantità: molto meglio quindi concentrarsi su pochi annunci di lavoro, effettivamente coerenti con le proprie skills, e in base a questi personalizzare e migliorare il proprio curriculum vitae e la propria lettera di presentazione, partendo dall’analisi dell’annuncio stesso».«Il candidato alla ricerca di un nuovo lavoro deve migliorare la propria presentazione nonché la propria immagine online, impegnandosi su curriculum vitae, su profilo LinkedIn e via dicendo» spiega Adami «lavorando inoltre per migliorare e aumentare le proprie skills: al momento della ripartenza, infatti, saranno favoriti i professionisti più aggiornati e più competenti. Laddove possibile vale quindi sicuramente la pena effettuare un investimento, in termini economici, ma anche di tempo e di energie, in corsi di formazione e di aggiornamento».Da un lato, quindi, il consiglio di chi si occupa quotidianamente di ricerca e di selezione del personale è quello di lavorare sulla propria immagine, per rendersi maggiormente interessanti agli occhi dei selezionatori; dall’altro, è bene investire sulla formazione, nella consapevolezza che i lunghi mesi di pandemia hanno rallentato e spesso bloccato anche i processi di aggiornamento: un sondaggio della Federazione svizzera per la formazione continua FSEA racconta per esempio che tra metà marzo a inizio giugno 2020 il 56% dei corsi di formazione ha dovuto essere cancellato.Chi sceglie di investire nella propria formazione anche in tempo di crisi, dunque, potrà vantare un vantaggio sugli altri candidati.

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Lavoro: Mura (Pd), morti bianche flagello da fermare a ogni costo

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2021

“Dobbiamo fermare a ogni costo questo flagello delle morti bianche che continua a colpire i lavoratori in ogni parte del Paese. Esprimiamo ancora una volta solidarietà per le vite spezzate ingiustamente, ma al contempo prendiamo tutti un vero e forte impegno a rimettere mano al più presto a norme e proposte di legge che diano impulso a un nuovo approccio alla sicurezza sul lavoro. La pandemia ha stravolto le agende parlamentari ma non possiamo dimenticare che se il Covid è un’emergenza le morti e gli incidenti sul lavoro sono un’emergenza permanente, cui dobbiamo dare finalmente risposta”. Così la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), esprimendo il suo cordoglio per la morte di un lavoratore in un cantiere ad Alessandria, nel cui crollo sono stati coinvolti altri lavoratori, e per la morte di un gruista nel porto di Taranto.

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Scuola: Il Covid ha stravolto il lavoro

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2021

Anche sul piano dei diritti. Il problema della disconnessione dall’attività lavorativa è solo uno dei punti. Vanno definite contrattualmente moltissime questioni che da un anno si trascinano o che hanno avuto risposte parziali, come l’accesso alle tecnologie, le spese per le connessioni, l’ostracismo delle amministrazioni a concedere lo smart working anche laddove le condizioni sono inequivocabili, il riconoscimento del lavoro extra, i rischi per la salute derivante dall’eccesso di esposizione alle attività realizzate in via telematica. E tante altre. Per rispondere a tutto questo, il compito del sindacato diventa ancora più centrale e rilevante. Partendo da questo assunto, l’organizzazione sindacale Anief e l’Unione dei Sindacati Liberi dell’Insegnamento Pre-universitario di IAŞI (USLIP), Romania, hanno stipulato una collaborazione “per attuare in modo efficace politiche in materia di istruzione che permettano di raggiungere la qualità e l’uguaglianza nei sistemi d’istruzione pubblica di tutto il mondo”. “Con questo accordo – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si intende contribuire allo studio e alla difesa degli interessi economici, materiali, morali, individuali e collettivi dei lavoratori. Ma anche puntare dritto, in questo modo, all’innalzamento del livello intellettuale, civico e morale di chi svolge una professione che con il Covid è cambiata profondamente”.

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Recovery: Rotta “Il futuro è nel green, nel digitale e nel lavoro per giovani e donne”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

“I pilastri della ripresa saranno la transizione green dei processi produttivi e la digitalizzazione, come previsto dalla seconda missione del Piano del governo, insieme all’investimento e alla valorizzazione del capitale umano, a partire da giovani e donne, come proposto dal Partito Democratico”. Lo dichiara Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente della Camera.”E’ molto importante che il Presidente del Consiglio abbia accolto la nostra proposta per introdurre una clausola di condizionalità trasversale a tutti i progetti con l’obiettivo di promuovere il lavoro giovanile e femminile: l’Italia per crescere ha bisogno di includere chi finora non è stato pienamente coinvolto nella vita economica del Paese”, spiega la presidente Rotta.”La seconda missione del Pnrr – ricorda -, denominata Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica, permetterà al Paese di migliorare la sostenibilità del sistema economico e promuovere una transizione equa inclusiva verso una società a impatto ambientale pari a zero. La Missione prevede misure per migliorare la gestione dei rifiuti e per l’economia circolare, rafforza le infrastrutture per la raccolta differenziata, e ammoderna o sviluppa nuovi impianti di trattamento rifiuti. Per raggiungere la progressiva decarbonizzazione sono previsti interventi per incrementare significativamente l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili, per il rafforzamento delle reti e per una mobilità più sostenibile. Vi è un significativo sforzo per promuovere l’efficientamento energetico di edifici pubblici e privati”.”Molto bene l’impegno a prorogare il superbonus – conclude – una misura importante perché rientra a pieno titolo nel progetto per l’Italia green, coniugando sostenibilità economica, sociale con il lavoro e il sostegno alle imprese” .

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Recovery: Mura (Pd), lavoro di qualità è obiettivo primario del Pd

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2021

“La creazione di posti di lavoro di qualità è uno degli obiettivi primari del Pd che ci attendiamo di raggiungere dagli investimenti del Recovery, fermando la caduta occupazionale che ha colpito in particolare donne e giovani, soprattutto nel Mezzogiorno. La priorità assegnata dal segretario Letta al lavoro a tempo indeterminato non può che rientrare tra gli effetti indicati dal presidente del Consiglio Draghi. Occorre dunque puntare con decisione alla quinta missione del Recovery sulle politiche attive del lavoro e all’inclusione sociale, e accompagnarla con azioni che privilegino la stabilità contro la precarietà, come ad esempio l’istituzione di un bonus”. Lo ha affermato la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd), raccogliendo la proposta del segretario nazionale Enrico Letta in merito all’istituzione di un “bonus sul lavoro a tempo indeterminato”.

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L’Italia in prima linea a tutela del lavoro creativo

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

“Dopo il voto del Senato, si definisce la strada che porta all’approvazione del decreto di recepimento della direttiva copyright in Italia: un passo di fondamentale importanza per la tutela dell’industria creativa nel nostro Paese” dichiara il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi. Il Senato ha infatti approvato in via definitiva la legge di delegazione europea 2019-2020 che, all’articolo 9, prevede l’attuazione della direttiva Ue 2019/790 a tutela del diritto d’autore. “Il governo italiano – spiega Levi – sarà così in prima linea in Europa per dare al nostro Paese regole capaci di dare nuove tutele al lavoro creativo, agli autori e a tutti gli attori del mondo del libro promuovendo allo stesso tempo la diffusione della conoscenza”. “L’impegno nostro e del Governo non finisce qui; – conclude Levi – la direttiva e il suo recepimento vanno considerati come un punto di partenza e non di arrivo. Perché possano dispiegare i suoi effetti benefici, infatti, devono essere accompagnati da nuovi strumenti che consentano la gestione del diritto d’autore online in maniera semplice ed efficiente. Come AIE siamo impegnati da dieci anni per la costruzione di una infrastruttura tecnologica aperta che assolva questo compito. Il lancio da parte della presidenza di turno dell’Unione europea dell’iniziativa “Copyright infrastructure” e la scelta della Commissione europea di definire prioritario gli investimenti per realizzarla nel suo “Piano d’azione sulla proprietà intellettuale per rafforzare la resilienza e la ripresa economica dell’UE” vanno nella direzione da noi auspicata e sulla quale abbiamo richiamato l’attenzione nelle interlocuzioni con il Governo”.

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Il lavoro dello spettacolo, a bassa retribuzione e ad altissima intermittenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2021

“I lavoratori dello spettacolo – dai ballerini, agli attori, ai musicisti, agli artigiani, agli scenografi, alle maestranze – sono un’eccellenza nazionale, che aumenta il prestigio italiano nel Mondo. Dall’indagine conoscitiva è emerso un quadro, quello del lavoro dello spettacolo, a bassa retribuzione e ad altissima intermittenza. La specificità del lavoro nel settore dello spettacolo dal vivo in funzione della sua natura flessibile e mobile, tra imprese oltre che nel territorio, chiede strumenti normativi necessari a colmare le lacune in termini di diritti e sostenibilità, dovute soprattutto alla natura del processo produttivo – così il capogruppo di FDI in commissione Cultura, deputato Federico Mollicone, a commento della votazione unanime del documento conclusivo dell’Indagine conoscitiva in materia di lavoro e previdenza nel settore dello spettacolo – FDI ha sostenuto, da opposizione responsabile, la proposta di un’indagine conoscitiva sul lavoro nello spettacolo ma non possiamo fermarci qui: nel percorso di riforma è necessario garantire una riduzione delle giornate ai fini contributivi a 60 l’anno e rimodulare i criteri quantitativi e qualitativi del Fondo Unico per lo Spettacolo, oltre che iniziare una revisione dello strumento del DURC che, spesso, ha causato distorsioni nel settore. Non possiamo certo pensare anche all’offerta, e a quei lavoratori spesso esclusi e senza regolamentazione come le maestranze, o alla regolamentazione degli agenti di spettacolo. Ci sono molte criticità nei ristori e nei contributi, come denunciato da ATIP, dal Movimento Spettacolo dal Vivo, dall’UTR, da Assomusica, da AFI e dalle altre associazioni di categoria che hanno attivamente partecipato all’indagine.”

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Ricerca lavoro: come superare il gap tra domanda e offerta

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 aprile 2021

Milano. Della mancanza di figure professionali rispetto a quelle richieste dal mercato del lavoro si parla da tempo. Da una parte le aziende sono alla continua ricerca di figure IT, di ingegneri, di chimici e di altri profili che il mercato non riesce a offrire. Dall’altra non si contano le persone alla ricerca di lavoro che non riescono a superare il processo di selezione del personale.«Il gap tra domanda e offerta nel mondo del lavoro esiste da tempo» spiega Carola Adami, CEO di Adami & Associati «e tale dannosa asimmetria è certamente aumentata nell’ultimo decennio, anche in seguito alla crisi economica internazionale». E l’impressione è che il gap si stia allargando ulteriormente anche in questi mesi, come conseguenza dell’attuale emergenza sanitaria.Ma quali sono i fattori che determinano questo gap? «Da una parte ci sono le aziende che faticano a trovare i profili di cui necessitano» spiega l’head hunter. «I motivi che possono rendere difficile l’individuazione del talento ricercato sono vari, ma in generale le aziende lamentano la presenza di bassi livelli di specializzazione, di conoscenza insufficiente delle principali metodologie di lavoro, nonché di competenze scolastiche troppo generiche, scarsamente applicabili sul mondo del lavoro».Non di rado, poi, le aziende puntano il dito anche su quelle che non sono delle hard skills, come per esempio la scarsa capacità di ascolto, il ridotto senso di responsabilità e l’insufficiente attitudine al problem solving. Ad ampliare ulteriormente il gap sono poi anche le esigenze e le aspettative delle persone alla ricerca di lavoro. «L’asimmetria è formata dal mancato incontro tra le esigenze di entrambi gli attori in gioco» sottolinea la cacciatrice di teste.«Spesso le persone qualificate lamentano la scarsità di opportunità lavorative stimolanti in linea con il proprio curriculum vitae, oppure l’assenza di reali prospettive di carriera. In un contesto in cui i tassi di disoccupazione e di inoccupazione risultano alti, poi, scoraggia il fatto di trovarsi spesso di fronte a un numero importante di partecipanti per ogni singolo processo di selezione. Per non parlare infine della frustrazione che può generare il fatto di confrontarsi quotidianamente con portali di annunci di lavoro gestiti in modo non del tutto efficiente o trasparente».Di certo, in un panorama simile, non sta al singolo trovare la soluzione per colmare il gap tra domanda e offerta di lavoro. L’asimmetria ormai fisiologica presente in Italia deve essere ridotta attraverso cambiamenti forti nelle politiche del lavoro e nel mondo della formazione.«Ciononostante» spiega Adami «chi è alla ricerca di lavoro può muoversi in modo da ridurre al minimo gli effetti di questo fenomeno. È necessario mantenere aggiornato il proprio curriculum vitae e ottimizzarlo al meglio, pensando anche alle esigenze degli algoritmi usati dalle agenzie di selezione del personale.È bene, quando possibile, preparare in anticipo una strategia per la ricerca di una nuova professione, monitorando in modo continuativo i canali più importanti per le offerte di lavoro, attivando dei job alert personalizzati.Non bisogna poi dimenticare l’importanza di lavorare sul networking, mantenendo delle relazioni costruttive con intermediari, selezionatori e cacciatori di teste. Non è sbagliato, anche se in pochi ci pensano, ricordarsi di partecipare di tanto in tanto, almeno una volta all’anno, a dei colloqui di lavoro, per non perdere l’allenamento. Infine, nel caso di un cambiamento profondo di carriera, è sempre bene affidarsi alla consulenza di un career coach, per impostare nel modo più efficace il proprio nuovo percorso professionale».

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AssembraMenti: Clima, lavoro, inclusione

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Il 10 e 11 aprile, tramite ZOOM, si apre il sipario su “AssembraMenti – Clima, lavoro, inclusione”, organizzata da Rinascimento Green in Emilia Romagna, coordinata da Mattia Santori con il patrocinio della Regione e il supporto della European Climate Foundation. L’iniziativa di democrazia dal basso permetterà a cittadine e cittadini emiliano-romagnoli di parlare di clima, transizione ecologica e dei bisogni della loro terra, individuati a seguito del questionario che ha coinvolto diverse centinaia di persone. Un’assemblea che si svolgerà nell’arco di due giornate, con momenti di formazione, alla presenza di esperti e facilitatori che parleranno dei temi emersi dalla cittadinanza, e altri momenti di discussione con “focus” sulle tematiche più specifiche. L’obiettivo è quello di elaborare proposte concrete, interloquendo con esperti e con rappresentanti politici bipartisan, e, in seguito, trasformarle in proposte di legge o in provvedimenti dedicati. Erano previsti 150 posti ma in brevissimo tempo le richieste di adesione sono state più del doppio, infatti gli organizzatori stanno ripianificando l’evento in modo da poter accogliere più persone possibile. Ai partecipanti, che lavoreranno divisi in gruppi di 10/15 persone, è richiesto di formulare delle proposte in merito ad argomenti specifici e tenendo conto di quelli che sono i principi dell’organizzazione. Alla fine verranno votate le proposte più interessanti che, nei giorni seguenti verranno simbolicamente consegnate alla Presidete dell’Assemblea Legislativa Emma Petittie alla Vice Presidente Elly Schlein. La stessa Schlein farà un intervento anche nel primo giorno dell’evento durante l’incontro formativo guidato dal giornalista Marco Merola, autore del documentario Adaptation il quale, nella sezione che riguarda l’italia si concentra proprio sull’Emilia Romagna. http://www.rinascimentogreen.it/

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Istat: Serracchiani, lavoro e ripresa sono priorità assolute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2021

“Per il Pd il lavoro e la ripresa devono essere una priorità assoluta di tutto il Governo. Sono state adottate misure per attutire l’impatto sull’occupazione della crisi covid ma bisogna fare di più e farlo presto, anche attraverso un ulteriore scostamento di bilancio. Per il riavvio delle attività economiche più colpite e il recupero di posti di lavoro, soprattutto nell’ambito dei servizi, è fondamentale che la campagna vaccinale abbia una netta accelerazione. L’altro pilastro della ripresa è la riforma urgente delle politiche attive del lavoro, indifferibile per far fronte alla necessità di riqualificazione già richiesta da una realtà socioeconomica profondamente mutata dalla pandemia”. Lo afferma la presidente del gruppo Pd alla Camera Debora Serracchiani, alla luce dei dati Istat che fotografano una forte flessione dell’occupazione rispetto a febbraio 2020.

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L’identikit di chi cerca lavoro nel settore della logistica in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

La logistica è stato uno dei settori più impegnati durante la pandemia da Covid, assicurando agli italiani 24h su 24 i beni primari sugli scaffali dei supermercati e raggiungendo ogni cittadino con le merci acquistate tramite l’e-commerce. Il settore è diventato particolarmente ambito tra chi cerca lavoro, tanto che assistiamo oggi ad un fenomeno di mismatch tra domanda e offerta. Ma chi sta cercando oggi un impiego nella logistica in Italia? Secondo un’analisi di Jobtech, (https://jobtech.it), prima agenzia per il lavoro digitale, gli italiani che cercano una posizione in questa industria sono prevalentemente uomini (80% del campione), giovani (il 57,7% appartiene alla Gen Z o ai Millennials), colti (il 64% ha un diploma di maturità o un titolo superiore) ed estremamente flessibili e disponibili (il 52% si è detto disponibile al lavoro notturno e 71% a un contratto part time). Analizzando domanda e offerta di lavoro sul territorio nazionale, l’indagine di Jobtech –condotta su un campione di oltre 4000 persone attive sul portale magazzinieri.it e sul volume degli annunci di posizioni aperte nel settore logistica negli ultimi 6 mesi – evidenzia come l’offerta di lavoratori nell’industria della logistica si concentri principalmente in tre regioni: Lombardia (38%), Campania e Lazio che insieme raccolgono più del 60% degli italiani alla ricerca di una posizione. Portando il focus sulle città, preoccupa un grosso gap in negativo tra numero di persone che cercano rispetto alla domanda di lavoro a Napoli, Roma e Genova. Al contrario, Reggio Emilia e Padova sono le città dove potrebbe essere più facile trovare un impiego nella logistica in quanto risultano essere rispettivamente la seconda e terza città per numero di posizioni aperte a dispetto di un’offerta molto contenuta. Milano invece si afferma come la città con la più alta concentrazione sia domanda che di offerta di lavoro. Analizzando gli aspetti demografici, formativi e comportamentali di oltre 4000 italiani alla ricerca di un impiego nel settore logistica, Jobtech traccia un identikit per sesso, età, istruzione e disponibilità. Rispetto al totale, l’80% di chi cerca lavoro in questo ambito è di sesso maschile mentre le donne rappresentano solo il 20%. Altro elemento significativo è l’età: il 57,7% di chi si offre appartiene alla Gen Z o ai Millennials, che si rivelano capaci di individuare nella logistica un settore in crescita e in fase di cambiamento. A conferma di un ramo in fase di innovazione e cambiamento, secondo un report di BCI, nel mondo più della metà (55,6%) delle organizzazioni operanti nella logistica sta usando la tecnologia per ottimizzare il lavoro nella supply chain. Dato che trova conforto in un elevato livello formativo degli italiani che cercano una posizione: il 64% del campione ha conseguito un diploma di maturità o una qualifica superiore, di questi il 6,7% è in possesso di titoli di studio universitari (dalla laurea triennale al dottorato di ricerca). Inoltre, il 51% dichiara di parlare una terza lingua, che di solito è (nell’ordine) il francese, lo spagnolo o l’arabo, mentre solo il 5,3% afferma di non conoscere una seconda lingua, che nel 91% dei casi è l’inglese. A completare l’identikit è il livello di disponibilità e flessibilità dei lavoratori: il 94% del campione si è detto disponibile a lavorare nel weekend, il 71% accetterebbe un contratto di lavoro part time e, dato che evidenzia con chiarezza il bisogno degli italiani di trovare un impiego, il 52% dei lavoratori che si è reso disponibile a lavoro notturno.

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Covid-19 e contagi su lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 marzo 2021

L’impatto della seconda (e terza) ondata della pandemia risulta essere stato più pesante rispetto alla prima ondata in termini di contagi in ambito lavorativo, con una incidenza del periodo ottobre 2020-febbraio 2021 che è il doppio rispetto a quella del trimestre marzo-maggio 2020 e a rilevarlo è l’ultimo Report di Inail, proposto di recente sul sito. Intanto, sempre da Inail sono stati diffusi i risultati di uno studio, pubblicato su PlosOne, in cui emergono, tra gli altri aspetti, le ricadute delle misure di distanziamento, protezione individuale e sicurezza messe in atto nei luoghi di lavoro, come le farmacie, che, essendo essenziali, sono rimasti aperti durante tutta la crisi sanitaria.”Le infezioni di origine professionale segnalate all’Istituto dall’inizio della pandemia fino a fine febbraio” si legge sul 14esimo Report “sono 156.766, pari a circa un quarto del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute all’Inail dal gennaio 2020 e al 5,4% del totale dei contagiati comunicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss) alla stessa data. Rispetto alle 147.875 denunce rilevate dal monitoraggio mensile precedente, i casi in più sono 8.891 (+6,0%)”. A emergere il fatto che la seconda ondata “ha avuto un impatto più intenso della prima anche in ambito lavorativo: il periodo ottobre 2020-febbraio 2021 incide, infatti, per il 64,4% sul totale delle denunce di infortunio da Covid-19, esattamente il doppio rispetto al 32,2% del trimestre marzo-maggio 2020. Le denunce si sono concentrate nei mesi di novembre (24,5%), marzo (18,1%), ottobre (15,3%), dicembre (15,2%), aprile (11,7%), maggio (2,4%) e settembre (1,2%) del 2020, e nei mesi di gennaio (7,7%) e febbraio (1,7%) del 2021, per un totale del 97,8%. Il restante 2,2% riguarda gli altri mesi dell’anno scorso: febbraio (0,7%), giugno e agosto (0,6% per entrambi) e luglio (0,3%), oltre a 19 casi relativi al gennaio 2020”. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, “l’analisi evidenzia la distribuzione delle denunce del 44,6% nel Nord-Ovest (prima la Lombardia con il 26,5%), del 24,3% nel Nord-Est (Veneto 10,7%), del 14,5% al Centro (Lazio 6,1%), del 12,1% al Sud (Campania 5,5%) e del 4,5% nelle Isole (Sicilia 3,0%). Le province con il maggior numero di contagi dall’inizio della pandemia sono Milano (10,2%), Torino (7,1%), Roma (4,8%), Napoli (3,7%), Brescia (2,7%), Varese e Verona (2,6% per entrambe) e Genova (2,5%). Milano è anche la provincia che registra il maggior numero di infezioni di origine professionale accadute nel solo mese di febbraio 2021”.Intanto, sempre dall’Inail sono stati diffusi i risultati di uno studio per la classificazione del rischio nei luoghi di lavoro pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista scientifica Plos One: “L’andamento dell’emergenza sanitaria legata alla diffusione del virus Sars-CoV-2” si legge nella nota “ha evidenziato l’importanza del fattore lavorativo come elemento sostanziale da considerare sia nell’implementazione di strategie volte a contenere il contagio sia nella definizione delle azioni necessarie per una ripresa economica sostenibile. In questo contesto, i ricercatori del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) hanno sviluppato una metodologia per valutare il rischio di infezione da Sars-CoV-2 negli ambienti di lavoro. Una procedura che integra complessivamente l’analisi del processo lavorativo e la prossimità tra i dipendenti, il rischio di infezione connesso al tipo di attività svolta e il coinvolgimento di soggetti terzi con conseguente aggregazione sociale”. In particolare viene ricordato che “in Italia, l’adozione di diverse misure di contenimento ha comportato durante la prima ondata la sospensione temporanea della maggior parte delle attività commerciali, con una conseguente riduzione di circa il 75% dei lavoratori presenti sul posto di lavoro”, mentre a livello Paese, “è stato stimato che circa il 25% dei dipendenti, come quelli impegnati in strutture sanitarie o nelle forze dell’ordine, o in presidi farmaceutici e alimentari, ha frequentato fisicamente il proprio posto di lavoro”. Proprio questi luoghi di lavoro e lavoratori sono oggetto di particolare attenzione e nella ricerca “viene descritto il metodo messo a punto per stimare il rischio di infezione da Sars-CoV-2, tenendo conto sia delle caratteristiche specifiche dei processi produttivi e dell’impatto dell’organizzazione del lavoro sul rischio”, che può portare o meno a una prossimità all’interno del team di lavoro, “sia dello stretto contatto per alcune attività con soggetti esterni”. Il rischio “occupazionale di contagio virale è stato quindi classificato sulla base di tre variabili: esposizione, prossimità e aggregazione”. In generale, “i risultati hanno supportato le attività di indirizzo del Comitato tecnico scientifico (Cts), istituito dal Governo presso il Dipartimento della Protezione civile, nella individuazione degli interventi progressivi di mitigazione per il superamento dell’emergenza epidemiologica. Oltre, quindi, a gestire e a contenere il contagio nei luoghi di lavoro, l’inclusione della dimensione lavorativa nello sviluppo delle misure di prevenzione e protezione nel controllo della pandemia si è configurata una misura utile anche per la gestione del rischio collettivo nel suo complesso. Questo risultato, concludono i ricercatori, potrà essere utile anche nella fase attuale dell’emergenza epidemiologica e nella prospettiva della campagna vaccinale nei luoghi di lavoro”. Per quanto riguarda le farmacie, se è vero che gli operatori della sanità risultano avere un rischio in media alto, a emergere, in generale, è anche un impatto delle misure di sicurezza. In particolare, per tutte le attività, grande importanza viene data all’uso di dispositivi di protezione individuale, di cui, nella prima fase della crisi, c’è stata carenza, ma un peso è rivestito anche da tutte le misure messe in atto per regolamentare l’accesso e il contatto con l’utenza esterna e per tenere sotto controllo fenomeni di aggregazione all’interno del luogo di lavoro. By Francesca Giani fonte Farmacista33

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Lavoro: Serracchiani, parte indagine su nuove disuguaglianze da Covid

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 marzo 2021

“Abbiamo lanciato una vasta indagine per ottenere una fotografia delle nuove disuguaglianze create dalla pandemia Covid. Con il coinvolgimento di Ministeri, sindacati, categorie, organismi e istituzioni nazionali e internazionali, la commissione Lavoro vuole attrezzarsi con strumenti adeguati che permettano di intervenire tempestivamente e in modo efficace su un mondo del lavoro, dalle imprese agli autonomi, profondamente modificato e colpito dalla crisi”. Lo annuncia la presidente della commissione Lavoro della Camera Debora Serracchiani. “Alla luce degli enormi cambiamenti che stanno avvenendo – – spiega Serracchiani – serve alla commissione ma anche a tutta la Camera un mezzo per valutare l’impatto delle misure di politica economica, con particolare riguardo al mondo del lavoro. E anche per monitorare in sede parlamentare l’attuazione delle politiche che saranno finanziate tramite il piano Next Generation EU”. “Tra i dati che ci attendiamo di ottenere – precisa la presidente della Commissione – ci sono le caratteristiche dei lavoratori occupati nelle imprese classificate in base al rischio derivante dalla crisi economica e sanitaria, la situazione degli individui e delle famiglie beneficiari dei provvedimenti di sostegno al reddito, le condizioni abitative e connessioni internet di chi lavora in remoto, gli effetti sui consumi, la correlazione fra rischio di contagio da COVID-19 e altri rischi lavorativi”.“La politica si è mossa ma molti interventi sono stati messi in atto in ritardo e – aggiunge Serracchiani – non sono stati in grado di raggiungere in modo adeguato le persone che ne avevano più bisogno. Dobbiamo essere più pronti e più puntuali e – conclude – a questo obiettivo concreto mira l’indagine”.

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Infermieri: si allenta l’esclusività del rapporto di lavoro

Posted by fidest press agency su domenica, 21 marzo 2021

I dipendenti potranno vaccinare anche dopo il loro orario di lavoro ordinario, moltiplicando esponenzialmente l’offerta e abbattendo le attuali disuguaglianze nell’accesso ai vaccini anche in una stessa area geografica.Oggi infatti gli infermieri dipendenti sono circa 270mila e se solo un terzo di questi dovesse aderire alla campagna vaccinale (ma il numero sarà sicuramente maggiore), ci saranno almeno 90mila vaccinatori in più, in grado, in media, di eseguire 12 vaccinazioni ogni due ore e, quindi, con sole due ore al giorno per cinque giorni a settimana, si potrebbero aggiungere secondo le stime FNOPI a quelle già programmate anche oltre di 5 milioni di vaccinazioni in più ogni settimana. Disponibilità di vaccini permettendo naturalmente e con le necessarie garanzie e tutele legali per i vaccinatori.Questo il risultato dell’introduzione nel decreto Sostegni della previsione di allentare il vincolo di esclusività per gli infermieri dipendenti, dando seguito alla richiesta della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) che nei giorni scorsi ha prospettato e articolato tra le soluzioni possibili per un cambio di passo nella campagna vaccinale, proprio l’allentamento dell’esclusività per gli infermieri, da sempre vaccinatori nei centri vaccinali pubblici.
Grazie a questa nuova possibilità, sarà possibile aumentare la capacità vaccinale del Paese, garantire più equità di accesso ai vaccini e uscire il più rapidamente possibile dalla pandemia.“Accogliamo con soddisfazione la norma richiesta e proposta dalla nostra Federazione di superamento dell’esclusività al ministro della Salute Speranza, alla struttura commissariale del Generale Figliuolo e a tutto il Governo”, ha detto Barbara Mangiacavalli, presidente della FNOPI.
“Siamo certi che questa soluzione sarà in grado di mettere in sicurezza il maggior numero di cittadini possibile ben prima dei tempi finora immaginati”.“Gli infermieri dipendenti – aggiunge – hanno già manifestato la loro piena disponibilità a essere vaccinatori in molte Regioni se fosse stato rimosso lo scoglio dell’incompatibilità a prestazioni extra-azienda da cui dipendono. Gli infermieri ci sono e ci saranno sempre per scrivere la parola fine alla situazione che da oltre un anno vive il Paese e il mondo intero. Come hanno già dimostrato e dimostrano ogni giorno nella pandemia, dove sono i professionisti sempre accanto ai cittadini, a chi soffre, a chi altrimenti sarebbe solo”.

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Dirigenti scolastici: Patto per l’innovazione del lavoro pubblico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 marzo 2021

Dirigenti scolastici: Patto per l’innovazione del lavoro pubblico

Il sindacato dei dirigenti scolastici UDIR, in riferimento al Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale a firma del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro per la Pubblica Amministrazione e delle maggiori sigle sindacali, formula le elaborazioni e proposte di seguito riportate discorso dell’alta figura istituzionale sembra riguardare più che altre attività pubbliche proprio la scuola che con notevole sorpresa degli stessi attori del processo educativo, nell’attuale stato di emergenza, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione. È sotto gli occhi di tutti infatti la grande flessibilità e capacità di adattamento e resilienza, in condizioni che sono mutate con una rapidità frastornante, che ha caratterizzato l’azione di capillare presenza educante e formativa messa in campo dalla scuola italiana in tutti i suoi ordini e dislocazioni territoriali. La scuola italiana infatti si era preparata per tempo per questo inaspettato e non programmato esperimento formativo, probabilmente il più grande che la storia conosca, avendo proprio i Dirigenti Scolastici nell’ultimo ventennio dotato le scuole di hardware e della conseguente ricaduta formativa su alunni, personale docente e ATA. Il trascorso anno, segnato dalla pandemia, ha reso più solida la dotazione di strumentazione informatica nelle scuola e la capacità di corretta utilizzazione da parte di tutti gli attori del processo formativo. Una prima conclusione è che non si può arretrare rispetto a queste dinamiche, in gran parte acquisite, perciò da consolidare e ampliare.In relazione al reperimento delle indicazioni guida e dell’individuazione delle risorse si riparte dal documento citato ad apertura di questa nota, nel punto in cui dice che: l’Italia del 2021 affronta la triplice emergenza sanitaria, economica e sociale indicata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la consapevolezza di non poter perdere l’opportunità straordinaria del Next Generation EU e di dover perseguire, insieme alla modernizzazione del Paese, l’obiettivo cruciale della coesione sociale.Il documento firmato tra gli altri proprio dal Presidente del Consiglio Draghi dichiara intenti positivi quando dice che il Ministero della Pubblica Amministrazione intende avviare una nuova stagione di relazioni sindacali che punti sul confronto con le organizzazioni delle lavoratrici e dei lavoratori e a centrare obiettivi ambiziosi. In questa ottica, i rinnovi contrattuali sono un investimento politico e sociale che favorisce il rilancio dei consumi e un clima di fiducia e di stabilità, precondizioni essenziali per qualsiasi percorso di innovazione e riforma.La riforma dell’ordinamento professionale non potrà così non dare una risposta compiuta e seria all’istanza, annosa oramai, formulata dai Presidi di UDIR di una piena perequazione normativa ed economica dei Dirigenti Scolastici con tutte le altre dirigenze di tutte le Amministrazioni dello Stato. Naturalmente non si tratta di una proposta di livellamento al ribasso, bensì al contrario di un giusto e legittimo posizionamento al livello più alto. Ciò anche in considerazione della complessità del ruolo e delle grandi responsabilità amministrative, penali e patrimoniali che dirigere le scuole comporta. Il ruolo della scuola, quale agenzia formativa permanente, aperta a fasce di lavoratori del settore pubblico e privato, sulla base anche della grande esperienza dell’utilizzo i strumenti informatici nella didattica, è certamente esportabile in altri, amplissimi settori della vita sociale e professionale. A suggerirlo è lo stesso Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale nel dire che viene comunemente assunto l’impegno a definire, previo confronto, politiche formative di ampio respiro in grado di rispondere alle mutate esigenze delle Amministrazioni Pubbliche, garantendo percorsi formativi specifici a tutto il personale con particolare riferimento al miglioramento delle competenze informatiche e digitali e di specifiche competenze avanzate di carattere professionale. In questo le scuole e i loro Dirigenti saprebbero mettere a disposizione di tutti la loro esperienza, la loro capacità e l’esperienza di carattere formativo ed educativo.

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Orientamento al lavoro per gli studenti

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

Anche 300 studenti collegati contemporaneamente, tantissime prenotazioni da tutte le scuole dei territori di Udine e Pordenone per le prossime date. Sono davvero attesi e seguiti i webinar del ciclo che la Camera di Commercio di Pn-Ud, con i suoi uffici specializzati di I.Ter Formazione e Concentro, sta proponendo con l’obiettivo di aiutare i ragazzi nella complessa attività di avvicinamento al mondo dell’impresa e del lavoro. Le tematiche proposte sono varie. Il 3 marzo ha avuto moltissima risposta l’incontro dal titolo “I numeri sepolti sotto la nostra spazzatura”, puntata dedicata al risparmio energetico, all’uso efficiente delle risorse, all’economia di recupero e al riciclo, così come quello del 9 marzo, specifico su scuola e lavoro e su come passare dalla formazione alla professione, tra mercato del lavoro e competenze digitali.
Prossimo appuntamento, in scaletta il 17 marzo, ha il titolo “Le donne, la matematica e gli stereotipi” e affronta proprio il tema degli stereotipi sul lavoro e come superarli. A testimoniarlo, una serie di imprenditrici e professioniste come Oriana Mansutti (Inaf – Istituto Nazionale di Astrofisica, segue la gestione del segmento di terra scientifico di una missione dell’Agenzia Spaziale Europea), Samantha Candoni (Gestisce un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi a Tolmezzo), Romina Romano (diplomata in meccanica meccatronica ed energia all’istituto Malignani di Udine e studia Ingegneria a Modena), Filomena Avolio (titolare di una impresa che si occupa di consulenza in ambito web e social e socia di una start-up innovativa che si occupa di intelligenza artificiale). Quindi il 24 marzo, dalle 9 alle 10 si parlerà di “Innovazione e tradizione: le idee che fanno l’impresa”. Interverranno Filippo Causero di Foxwin Srl, Daniele Delle Case di Addi.Fit srl, Ambra Tilatti di Adelaide 1931 e Angelo Shyrbi di Shyrbi Studio.Ancora due appuntamenti già in scaletta per il 31 marzo e il 30 aprile: il primo con l’imprenditore innovativo Gianpiero Riva, che entrerà nel tema #TheSocialDilemma, titolo del noto docufilm sul mondo social che racconta (e mette in guardia) sul funzionamento e sull’uso di questi strumenti. Riva parlerà agli studenti soprattutto di come sviluppare e coltivare i propri talenti in quest’epoca digitale, su come utilizzare i social in modo efficace senza diventarne dipendenti e su come comunicare le proprie passioni e fare rete online. L’appuntamento di aprile si concentrerà invece su Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e vedrà l’intervento di rappresentanti di Asvis, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Quest’ultimo appuntamento sarà in diretta streaming sempre sul canale YouTube della Camera di Commercio, cioè UP!Economia.

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Gondolieri di Venezia da un anno senza lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 13 marzo 2021

Maurizio Galli della Stazione di Santa Maria del Giglio: “Mesi terribili, anche se la città è splendida nella sua solitudine”. Venezia come non si era mai vista nei tempi moderni: splendida nella sua solitudine, “in mano” solo ai residenti. Ma c’è il rovescio della medaglia e tra le categorie più colpite dallo stop al turismo causato dalla pandemia da Covid-19 ci sono i gondolieri. «Ormai è da più di un anno che il reddito è pari a zero», conferma Maurizio Galli, coordinatore dei gondolieri della stazione gondole Santa Maria del Giglio.I 28 gondolieri che qui, in altri tempi, rimanevano immortalati nelle fotografie di persone arrivate da tutto il mondo e facevano loro conoscere il fascino della città sull’acqua oggi trasportano al più personale sanitario da una parte all’altra delle calli e lo fanno gratuitamente.Condividono la sorte con questi lavoratori i ristoranti Al Giglio e da Messner, luoghi famosi proprio per ospitare i gondolieri e i loro ospiti. Il virus continua a mordere e in questa primavera alle porte è diventato ancora più aggressivo, forse addirittura più di un anno fa. A differenza di allora, però, ora la campagna vaccinale sta cercando di soffocarlo alla radice. Nel frattempo, però, per tutti i 433 gondolieri e i 180 sostituti (gondolieri) di Venezia le condizioni di lavoro continuano a essere pessime. Tra di loro l’auspicio è che l’estate porti un deciso cambio di passo e, come si attende tutta l’economia, il secondo semestre 2021 sia l’inizio della rinascita.«Venezia è straordinariamente bella in questi mesi, sorprende anche noi che pure ne conosciamo ogni dettaglio – ammette Galli -. Tuttavia, il nostro auspicio è che possa tornare al più presto a essere ammirata dai turisti di tutto il mondo, anche grazie al nostro servizio di trasporto».Venezia le gondole e i gondolieri datano addirittura attorno al Mille, mentre la prima rappresentanza visiva di una gondola risale al 1400. Per costruirne una ci vogliono circa due mesi e solo chi ha la tecnica necessaria e si attiene a un rigoroso codice di costruzione ha il permesso di esserne costruttore. Sono lunghe circa 11 metri e pesano 600 chilogrammi, per la sua realizzazione si usano otto diversi tipi di legno: olmo, mogano, betulla, quercia, tiglio, ciliegio, noce e larice.Una “barca” unica, che può essere condotta da “capitani” altrettanto unici, come i gondolieri. Un tempo essi acquistavano il diritto a esercitare questo mestiere come eredità, poiché il titolo di gondoliere veniva tramandato di padre in figlio per generazioni. Oggi, si diventa gondolieri dopo aver superato un test molto competitivo gestito dall’Ente Gondola. Bisogna aver frequentato la scuola di voga, conoscere le lingue straniere e la storia della città. Dopo aver superato il test dell’Ente Gondola, è necessario svolgere uno stage e sostenere l’esame finale di pratica. Solo al termine di questo iter si ottiene la licenza di gondoliere e si ottengono i requisiti per poter esercitare il mestiere di Gondoliere. Chi passa l’esame finale è inizialmente sostituto gondoliere e cioè sostituisce il titolare di licenza x ferie o malattia.

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Lazio: Protocollo lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2021

“E’ un’ottima notizia il Protocollo di Intesa per le Politiche attive del Lavoro siglato stamattina dal presidente Nicola Zingaretti e dall’assessore Claudio Di Berardino con tutte le organizzazioni sindacali e datoriali. Il protocollo è il primo in Italia nel suo genere e speriamo faccia presto da apripista. Perché è un protocollo lungimirante che non interviene soltanto sull’emergenza vera e drammatica nella quale potremo trovarci al termine del blocco dei licenziamenti, ma guarda a un nuovo modello di mondo del lavoro. Un lavoro nuovo, di qualità che scommette sulle competenze e sul patto generazionale. E’ composto da 21 misure atte a promuovere l’occupabilità e l’inserimento lavorativo con uno importante stanziamento di 245 milioni di euro e una attenzione particolare ad alcune categorie: giovani, donne, persone con disabilità, disoccupati o persone coinvolte in processi di riorganizzazione industriale. Il protocollo interverrà sulla riorganizzazione produttiva e dei servizi puntando sui fattori di sviluppo, sulle eccellenze del Lazio e sulla digitalizzazione dei servizi pubblici. Il loro rafforzamento è infatti la condizione essenziale per erogare politiche attive del lavoro efficaci. Voglio sottolineare che con questo protocollo ci lasciamo alle spalle vecchie concezioni di occupazione e, grazie al contributo fattivo di Cgil, Cils e Uil, viene costruito un modello diverso di tenuta e rilancio del lavoro che può reggere alle sfide che il futuro ci offre. E’ decisamente una “prima volta” che va esportata nel resto d’Italia”.Così in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio, Marta Bonafoni.

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