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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

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La musica tradizionale del Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Mercoledì 10 aprile 2019 alle 18.00 la stagione di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) dedica come ogni anno un concerto alla Musica delle Regioni d’Italia: questa volta è il turno del Lazio. Si ascolteranno ciaramelle di Amatrice, improvvisazioni poetiche, organetti, zampogne, saltarelli, canti religiosi.Il concerto è a cura di Giorgio Adamo, professore di etnomusicologia presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, con la collaborazione Giuseppina Colicci, Giancarlo Palombini e Serena Salvatori.Le ciaramelle sono un arcaico strumento a fiato continuo, diverso dalle altre zampogne, sia per la struttura organologica (mancanza di bordone) sia per l’utilizzo di scale musicali pre-tonali e per il repertorio, che comprende la sonata per la sposa, l’accompagnamento del canto a terzina o quartina e la saltarella, per accompagnare l’omonimo ballo. Alessio Di Fabio fa parte dell’ultima leva di ciaramellari. La poesia improvvisata in ottava rima ha nella zona di Amatrice, tradizionalmente pastorale, una presenza forte e diffusa. Pietro e Donato De Acutis rappresentano due generazioni di poeti.I canti a due voci sul lavoro denominati “all’arianella” e “alla monnarella”, eseguiti dalle donne durante i lavori della monda del grano, erano presenti fino a qualche tempo fa soprattutto nella zona di Amatrice e sono riproposti da Susanna Buffa e Ludovica Valori.La ricca tradizione polivocale di canti religiosi del Lazio sarà rappresentata dai due gruppi, ciascuno di circa 25 esecutori, della cantoria della Confraternita del SS. Sacramento e dell’Immacolata Concezione di Fiuggi, Sarà eseguito il repertorio processionale del Venerdì Santo, tra cui il Vexilla Regis, il Pianto della Madonna e la Morte di Gesù.

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Consumi in Lazio: nel 2018 crescita zero per i beni durevoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Nel comparto ‘mobilità’ lieve aumento per le auto usate (+1,9%) e per i motoveicoli (+1%) ma contrazione per le auto nuove (-2,2%); nel comparto ‘casa’ crescita per i mobili (+1,3%), stabili gli elettrodomestici (0%) e flessione per l’elettronica di consumo (-2,6%) e l’information technology (-2,3%). Il quadro della spesa per i beni durevoli nel Lazio nel 2018 viene tracciato dall’Osservatorio dei Consumi Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia. “Nell’anno appena concluso – commenta il responsabile dell’Osservatorio Findomestic Claudio Bardazzi – la spesa delle famiglie laziali è rimasta pressoché invariata (5 miliardi e 935 milioni, pari a +0,2%), a fronte dei moderati aumenti registrati nelle altre regioni del Centro. Su questa dinamica ha influito la deludente performance delle auto usate e dei motoveicoli, che hanno mostrato incrementi di spesa inferiori a quelli medi nazionali (rispettivamente 3,5% e 6,2%). Nel 2018 in Lazio la spesa media per famiglia destinata ai durevoli è stata di 2.230 euro, 126 in meno rispetto alla media nazionale”.
“Secondo l’analisi a livello provinciale dell’Osservatorio Findomestic”, afferma Bardazzi, “Viterbo (2,3%), Latina (1,7%) e Frosinone (1,5%) hanno registrato un aumento della spesa per i durevoli, Roma (-0,2%) ha sperimentato una sostanziale stabilità, mentre Rieti (-0,5%) ha mostrato un lieve calo”.

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I picchi di smog registrati a Roma e nel Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Sono stati presi in osservazione gli otto punti “critici” della città di Roma scelti in base alle segnalazioni dei cittadini e dei circoli di Legambiente. In questi punti sono state fatte misurazioni della durata di un’ora delle polveri sottili con l’obiettivo di scattare una fotografia dell’inquinamento atmosferico. Se i valori medi di polveri sottili (Pm10) registrati a Roma non sono preoccupanti e variano tra 5,8 e 21,1 microgrammi/mc (come media oraria), a destare forte preoccupazione sono i numerosi picchi registrati durante l’ora di monitoraggio. Questi incidono sulla salute delle persone che passeggiano, lavorano, circolano in queste zone congestionate dal traffico.Il picco più elevato si è registrato in Viale Europa dove si è raggiunto il valore di 180 µg/mc per alcuni minuti a cui sono seguiti diversi picchi di polveri sottili oltre i 100 µg/mc e frequenti picchi nell’ora monitorata tra i 50 e i 100 µg/mc. Non è andata tanto meglio sulla Circonvallazione Ostiense, Viale Marconi e via di Portonaccio (all’angolo con via Tiburtina) dove i picchi più elevati di polveri hanno fatto registrare valori rispettivamente di 165,9 µg/mc, 163 µg/mc e 156,1 µg/mc, mentre decine di ulteriori altri picchi tra i 60 e i 120 µg/mc hanno caratterizzato l’ora di monitoraggio in tutte le postazioni.I punti monitorati sono stati Viale Libia (media oraria di 9,2 µg/mc), Viale regina Elena (5,8 µg/mc), Via di Portonaccio all’angolo con via Tiburtina (13,3 µg/mc), Piazza Fiume (10,1 µg/mc), Viale Marconi (21,1 µg/mc), Largo Fochetti nella zona dell’EUR (12,3 µg/mc), Circonvallazione Ostiense (11,8 µg/mc) e Viale Europa (13,4 µg/mc). È quanto emerge dalla fotografia scattata dal Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare che in questi giorni ha fatto tappa a Roma. I risultati del monitoraggio scientifico della qualità dell’aria – realizzato grazie al progetto di Citizen Science di Legambiente Volontari per Natura – sono stati presentati questa mattina, a bordo della quarta carrozza del convoglio ambientalista, dal Coordinatore dell’ufficio scientifico nazionale di Legambiente Andrea Minutolo e da Roberto Scacchi , Presidente di Legambiente Lazio. Com’è noto Roma comincia male l’anno anche per quanto riguarda i risultati delle analisi effettuate dall’ ARPA Lazio per presenza di Polveri Sottili, con due centraline che hanno registrato più di 10 giorni di superamento del limite previsto per il Pm10: quella denominata Tiburtina, dove sono già 15 i giorni di superamento del limite giornaliero previsto dalla normativa (50 µg/mc come media giornaliera da non superare per più di 35 volte in un anno), mentre nella centralina denominata Preneste gli sforamenti sono stati già 11. Seguono con 7 giorni di sforamento le centraline di Fermi e Magna Grecia e Ciampino (RM).
Situazione ben più critica a livello regionale, quella della provincia di Frosinone, dove il bonus dei 35 giorni è stato ampiamente superato già dalla centralina di Frosinone scalo e Ceccano dove si sono raggiunti i 41 superamenti, seguita da quella di Cassino con 33 e Ferentino 16; a Colleferro (centralina Europa) – comune ricadente nella provincia di Roma ma al confine con l’area del frusinate, sono stati già invece 23 i giorni di superamento nel nuovo anno. Dopo la tappa di Roma, il viaggio del Treno Verde prosegue verso Pescara.

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Lazio: sanità in crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Fuga di camici bianchi dal sistema pubblico, blocco del turnover, liste d’attesa interminabili, costi sociali per la formazione di ogni medico con cifre a piu’ zeri. In attesa di capire se la Regione Lazio uscira’ dal commissariamento, Antonio Magi, presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri riguardo il problema della sanita’ italiana e quella del Lazio che perdono sempre piu’ camici bianchi che emigrano all’estero o nel privato dichiara:
“In realta’ il problema e’ che in questo momento la mancata programmazione, sia in ospedale che sul territorio, ha creato una carenza numerica di camici bianchi, in particolar modo nelle branche della medicina che possono sviluppare conflittualita’ medico-legali e risarcimenti. Questo stato di cose, associato poi al blocco del turnover e al conseguente precariato dovuto a contratti soprattutto a termine e malpagati, spinge i giovani medici ad abbandonare il Paese per proposte molto piu’ attrattive. In questo momento ci sono societa’ che reclutano medici offrendo compensi alti fino a 4mila e 400 euro piu’ alloggio e altri benefit. E’ naturale che il medico che riceve un’offerta di questo tipo rispetto a quanto proposto in Italia, magari un contratto con retribuzione di 1.200 euro senza alloggio, assicurazione e formazione, sia spinto ad emigrare. I posti maggiormente vacanti per concorso sono quelli al Nord, mentre al Sud – e’ una amara realta’ – non si pone proprio il problema: i bandi di concorso non vengono programmati. Negli ultimi 5 anni in Italia abbiamo contato 4.500 medici giovani specializzati che hanno abbandonato il Paese per lavorare all’estero. Poi c’e’ tutta la parte di medici non specializzati che sono andati in Ue od Oltreoceano. Insomma, stiamo perdendo quote di specialisti anche perche’ le universita’ italiane formano bene: non a caso i medici italiani sono richiesti in tutto il mondo. A Roma sono 44mila gli iscritti all’Ordine, quindi i medici ancora ci sono. Il problema e’ un altro: se non si fanno i concorsi e non si stabilizzano le persone dando loro una prospettiva, sia lavorativa che di vita, perderemo sempre piu’ cervelli. Se passa poi il regionalismo differenziato forse avremmo qualche problema in piu’, in quanto ci potrebbe essere una autonomia contrattuale tra una Regione e l’altra per cui Regioni piu’ ricche possono essere piu’ attrattive generando ulteriori disparita’ di cure tra Nord e Sud”.
Analizzando che nel Lazio l’eta’ media dei medic e’ di 57 anni, 6 in piu’ rispetto alla media nazionale che si attesta a 51, afferma:
“Il Lazio e’ nella media nazionale, ma nel Nord Italia sono piu’ giovani solo perche’, essendoci state per concorso nuove assunzioni, nell’organico sono entrati piu’ giovani che hanno abbassato la media. Mentre nelle Regioni con piano di rientro – che non possono assumere – ci sono, naturalmente, medici con eta’ media superiore. Quindi al Nord abbiamo una media di 50-52 anni d’eta’ mentre piu’ ci sposta al Centro-Sud piu’ la media sale sfiorando i 57 anni d’eta’. Questo non va bene, perche’ se pensiamo che intorno ai 60-62 anni d’eta’ si potra’ andare in pensione questo vuol dire che nel Lazio abbiamo solamente 5 anni per riorganizzarci. Bisogna capire anche se la Regione Lazio uscira’ dal piano di rientro. A maggior ragione i medici piu’ validi potranno anche decidere di andare in pensione e spostarsi nel privato depauperando ulteriormente il Ssn. Anche i giovani piu’ competenti potranno fare la stessa scelta. Secondo me, e’ assolutamente importante potenziare gli specialisti ambulatoriali in modo che possano fare da filtro tra territorio e ospedale, cosi’ da evitare l’inutile e dannoso sovraccarico di lavoro al Pronto soccorso. Cominciamo ad avere anche qualche carenza nei medici di medicina generale, poi c’e’ il problema delle liste d’attesa. Ribadisco, nel Lazio vanno potenziati gli specialisti del territorio in modo che gli ospedalieri possano, come dovrebbe essere, concentrarsi sulle acuzie e non sulla cronicita’, in modo anche da abbattere i costi del Servizio sanitario a vantaggio della salute di tutti i cittadini”.

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Ogni anno nel Lazio più di 21.320 anziani sono colpiti da tumore

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

L’incidenza di questa malattia aumenta in modo direttamente proporzionale all’età e, secondo i dati dei Registri Tumori Italiani, il 63,7% dei nuovi casi riguarda proprio gli anziani. Il rischio di sviluppare il cancro negli over 65 è circa 40 volte più alto che nelle persone di 20-44 anni. Per pianificare il più adeguato ed integrato percorso assistenziale di questi malati, domani all’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma (ore 9-13), è previsto un incontro (“La difficile sfida dell’assistenza multidisciplinare”) che vedrà coinvolti i responsabili di tutte le aree specialistiche che ruotano intorno al paziente oncologico, inclusi i clinici dell’Hospice Villa Speranza operativi sul territorio.
“Il trattamento dei tumori dell’anziano – spiega il Prof. Antonio Astone, Direttore della UOC di Oncologia dell’Ospedale San Pietro e organizzatore dell’incontro – apre una serie di problematiche poco affrontate in un individuo più giovane, in quanto si tratta di pazienti spesso già affetti da altre patologie croniche, in trattamento con farmaci potenzialmente contrastanti con le cure oncologiche e non sempre in grado di affrontare autonomamente il necessario percorso terapeutico. In aggiunta la letteratura scientifica è carente, in quanto gli anziani sono generalmente esclusi dai trial clinici. Viceversa, essi rappresentano la quota principale di pazienti afferenti ogni giorno nei nostri ospedali e ciò pone il clinico in una situazione di quotidiana difficoltà decisionale”.
L’evento, promosso da una Task Force oncologico-geriatrica coordinata dal prof. Silvio Monfardini insieme al prof Giuseppe Colloca (Geriatra del Policlinico Gemelli Università Cattolica di Roma), rientra nel tour “Road Map dell’Oncologia Geriatrica”, che ha già visto dieci incontri in tutta Italia.
“Devono essere tenuti nella giusta considerazione tutti gli elementi che caratterizzano la salute e la malattia della terza età – afferma il Prof. Silvio Monfardini, Direttore Programma Oncologia Geriatrica Fondazione Don Gnocchi di Milano -, compresi quelli sociali, la condizione e la volontà della famiglia, l’educazione del malato, i suoi sentimenti nei confronti della malattia e della cura”.

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Lavoro: Lazio al primo posto in Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 15 dicembre 2018

“I dati Istat sulla crescita occupazionale ci restituiscono un Lazio al primo posto con una media quattro volte superiore a quella nazionale. Viene premiato il buon lavoro della Giunta Zingaretti che, grazie alle sue politiche e al suo impegno costante, ha permesso a oltre 219mila persone di trovare un lavoro. Un risultato che ci dice che siamo sulla strada giusta e che ci deve stimolare a fare sempre di più”. È quanto afferma il senatore Bruno Astorre, segretario del Pd Lazio.

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Sanità privata Lazio: il 14 dicembre è sciopero dei lavoratori

Posted by fidest press agency su martedì, 20 novembre 2018

Sanità privata, il tempo è davvero scaduto: il 14 dicembre prossimo i lavoratori del Lazio incroceranno le braccia con le categorie di Cgil Cisl e Uil per un rinnovo di contratto atteso ormai da 12 anni. Un’enormità che pesa come un macigno sui bilanci familiari e sulle prospettive professionali dei lavoratori, ma anche sulla tenuta complessiva del sistema sanitario regionale. “25.000 dipendenti sono senza contratto e la trattativa, aperta da oltre un anno, non ha prodotto risultati concreti”, denunciano Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio . “Qui è in gioco il futuro di operatori e professionisti che ogni giorno, 24 ore al giorno 7 giorni a settimana, contribuiscono a garantire la salute dei cittadini e sui quali gravano grandi disparità di salario, diritti, valorizzazione delle competenze, crescita professionale e formazione rispetto ai colleghi della sanità pubblica. Pretendiamo risposte e riconoscimento per un settore che rappresenta il 40% dei servizi pubblici sanitari della regione”. “Dopo due manifestazioni, una a giugno e una a settembre, e una grande petizione alla Regione Lazio, la pazienza dei lavoratori è finita”, proseguono i segretari generali, che il 3 dicembre prossimo porteranno al governatore del Lazio le migliaia di firme raccolte tra i dipendenti della sanità privata con la richiesta di intervenire in Conferenza Stato-Regioni per superare le criticità fin qui cavalcate dalle grandi centrali datoriali per rallentare le trattative. “Aris, Aiop e l’imprenditoria sanitaria continuano a fare cassa sulla pelle dei dipendenti. In tante strutture e in particolare nelle Rsa si fa un larghissimo uso di contratti pirata e dumping contrattuale che abbattono salari e tutele, mentre il ricorso al precariato è sempre più selvaggio. E poi c’è la questione della trasparenza: chi gestisce risorse pubbliche deve essere obbligato a pubblicare i bilanci. La proclamazione di presunti stati di crisi è una scappatoia che va bloccata. Serve una programmazione triennale dei budget che tenga conto anche del costo del lavoro e che rilanci l’investimento in competenze. Servono norme per dare certezza e stabilità alle persone e requisiti chiari sugli organici: il concetto di minimo assistenziale va superato se si vuole assicurare la qualità delle prestazioni, la salute e la sicurezza dei lavoratori. E la Regione Lazio deve garantire legalità e controlli, oltre a mantenere la promessa di un finanziamento ad hoc per il rinnovo di contratto, rimasta completamente lettera morta”.”Di tempo ne è stato perso troppo. Il 14 dicembre saremo in piazza Oderico da Pordenone, sotto la sede regionale, per un grande sciopero di tutto il personale del settore”, concludono Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Indietro non si torna: vogliamo anche per i lavoratori della sanità privata giusto salario, valorizzazione professionale, diritti e dignità”.

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Dossier Ecosistema Scuola nel Lazio 2018

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

In collaborazione con il TGR Lazio, Legambiente Lazio ha presentato i risultati del dossier Ecosistema Scuola nel Lazio 2018. Ecosistema Scuola è il rapporto sulla qualità degli edifici scolastici, giunto alla XIX Edizione nazionale, realizzato con i dati inviati dagli enti comunali. Da anni Roma Capitale non invia dati sufficienti a valutare lo stato di salute delle proprie scuole pertanto, in questa edizione Legambiente Lazio ha utilizzato i dati dell’anagrafe edilizia del MIUR, tenendo in considerazione la sismicità, l’agibilità, il collaudo statico, la presenza di un piano d’emergenza ma anche le energie rinnovabili e le barriere architettoniche. 3.128 sono gli istituti del Lazio che hanno compilato l’anagrafe MIUR.
In tutto il Lazio l’82,6% degli edifici scolastici mappati non ha un certificato di agibilità, il 67,1% non ha certificato di collaudo statico, il 78.9 % non ha un certificato di prevenzione incendi, solo il 6.5% ha un certificato di nulla osta provvisorio di prevenzione incendi e solo il 5.8% ha un certificato di collaudo degli impianti di spegnimento. Inoltre solo il 78.8 % possiede il documento di valutazione del rischio e il piano d’emergenza è presente nel 74.4% degli istituti. Sono appena la metà, il 51.8%, gli edifici che adottano accorgimenti per la riduzione dei consumi energetici e sul fronte rinnovabili il 32.7% dispongono di pannelli solari, il 67.8% utilizza metano per il riscaldamento mentre il 12,2% gasolio. Sul versante barriere architettoniche e accessibilità, il 70,9% degli edifici presenta accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche, il 57.8% è dotato di rampe per l’accesso, il 25.9,% di ascensori per disabili, l’8.4% di piattaforma elevatrice, il 45,5% di servizi igienici per disabili, il 34.9% di percorsi interni dedicati e il 26,2% di percorsi esterni dedicati.“Il nostro dossier, realizzato con dati MIUR del catasto edilizia scolastica, ci mette di fronte a un quadro a dir poco sconsolante, con la quasi totalità delle scuole del Lazio che non ha certificati di agibilità, antisismici, antincendio ed emerge ancor più grave la condizione delle scuole di Roma dove aumentano ulteriormente gli istituti che non sono dotati dei nulla osta fondamentali – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Il cambio di clima mette tutti di fronte a nuove sfide per la sicurezza della collettività, lo abbiamo visto con gli eventi climatici delle scorse ore e lo vediamo sempre più di frequente con giornate che purtroppo stanno diventando ordinarie: in questo contesto bisogna garantire la sicurezza negli edifici pubblici, a partire proprio dall’enorme patrimonio edilizio scolastico. Pensando alla situazione di Roma ci si trova di fronte a una condizione ancor più preoccupante, tenendo anche in considerazione che il Comune non riesce da anni a fornire dati necessari alla valutazione del nostro dossier nazionale. È evidente che se, come in questo caso, non si ha contezza delle problematiche e dello stato dell’arte, non si può fare nulla per migliorare l’ambiente scolastico e infatti, di fronte a un patrimonio immobiliare romano vecchio e ancora assolutamente carente, su 11.604 interventi finanziati in Italia solo lo 0,4% riguarda edifici scolastici della capitale. Una scarsa capacità di accedere a finanziamenti cui segue un ulteriore difficoltà a portare a termine i lavori in tempi stretti; al contrario c’è bisogno di tanti interventi, urgenti e risolutivi per l’efficentamento energetico, la sicurezza e l’ammodernamento dell’enorme patrimonio delle scuole, sia a Roma che in tutto il Lazio”.

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Sono cresciute nel Lazio le esportazioni di beni e servizi

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 agosto 2018

Dal Rapporto annuale “L’Italia nell’economia internazionale 2017-2018” dell’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, giunto quest’anno alla 32° edizione, emerge che le esportazioni italiane di merci sono cresciute nel 2017 ad un ritmo molto sostenuto (7,4%). La crescita è stata più forte nei paesi extra UE (8,2%), trainati dalle Americhe e dall’Asia centrale e orientale, che nel mercato comunitario europeo (6,7%). La quota delle esportazioni italiane sul totale mondiale si è mantenuta costante al 2,9%. Parallelamente, è stata vivace anche la crescita delle importazioni (+9,0%). Nei primi tre mesi del 2018, inoltre, si è registrato un aumento (3,3%) delle esportazioni, rispetto allo stesso periodo del 2017, trainato dai flussi verso i paesi UE (5,5%) e dalle variazioni positive in America centro-meridionale (5,1%) e Oceania (12,4%). L’andamento sul mercato europeo extra-UE e in America settentrionale è rimasto stabile (+0,5%). Nello stesso periodo anche le importazioni sono aumentate, ma ad un tasso lievemente minore (2,6%).
Nel 2017 i conti con l’estero dell’Italia sono migliorati per il settimo anno consecutivo. Il surplus corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un nuovo ampliamento, raggiungendo il 2,8% del PIL. Il numero degli esportatori italiani ha continuato a crescere, raggiungendo un nuovo massimo pari a quasi 221mila operatori. È salito anche il valore medio delle esportazioni per impresa.
In questo contesto, le esportazioni del Lazio nel 2017 hanno registrato una crescita elevata (17,2%) e più del doppio della media nazionale (7,4%). La quota sul totale delle esportazioni nazionali ha continuato a crescere per il quarto anno consecutivo, passando dal 4,8% del 2016 al 5,2%. Anche dal lato delle importazioni si è registrato un aumento rispetto al 2016 (8,6%) in linea con la media nazionale.
Con riferimento ai principali mercati di sbocco, le esportazioni del Lazio nel 2017 hanno registrato andamenti eterogenei. I flussi verso l’UE – dove è diretto il 60% delle vendite della regione – sono diminuiti dell’1,4% sia pure con andamenti diversificati nei principali mercati quali Belgio (-6,5%), Germania (+21,4%), Francia (+1,0%) e Spagna (+16,1%). Si segnala invece un aumento delle esportazioni verso gli Stati Uniti, terzo mercato di sbocco del Lazio, del 120,9%. Si sono rafforzate anche le vendite in Asia Orientale che hanno segnato un incremento del 54,7%, soprattutto per effetto della crescita del 170% in Cina (ottavo mercato di destinazione per la regione). Si sono registrati invece cali del -21,9% verso il Medio Oriente e del -18% verso Altri paesi africani.
A livello settoriale, nel 2017 le esportazioni del Lazio di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici – che sono il primo settore di esportazione della regione con una quota del 38,8% – hanno registrato una crescita del 16,6%. Tra gli altri principali comparti hanno segnato aumenti i prodotti chimici (16,6%) e i mezzi di trasporto (64,4%), con un trend più che positivo degli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+140,6%).
Il Lazio si conferma al secondo posto, dopo la Lombardia, come regione esportatrice di servizi: la quota del 24,9% sul totale nazionale, pari a 20.038 milioni di euro di vendite all’estero nel 2017, con una crescita del 17,7% rispetto all’anno precedente.
La brillante performance all’esportazione della regione si deve sia ad un aumento del numero di esportatori (+2,4%) arrivati a una cifra di 10.872 operatori nel 2017, sia all’aumento del rispettivo valore medio esportato per operatore che ha raggiunto il valore di 2 milioni di euro nel 2017, con un aumento del 12% rispetto all’anno precedente.
A livello provinciale, Roma si conferma il territorio che esporta di più, anche se la sua quota sulle esportazioni regionali nel 2017 si è ridotta di 3 punti percentuali rispetto al 2016. Contemporaneamente il valore delle esportazioni di Frosinone e Rieti ha registrato un consistente aumento (rispettivamente del 42,7% e 18,9%).
Nel primo trimestre del 2018, la regione Lazio ha registrato una variazione lievemente negativa dal lato delle esportazioni dello 0,7% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, sono in aumento le esportazioni dei prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e dei farmaceutici di base (rispettivamente 69,7% e 55,5%) rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre la meccanica di impiego generale, la metallurgia e gli autoveicoli hanno segnato una contrazione (rispettivamente 33,6%, 25,9% e 22,4%).

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Lazio: Interrogazione urgente su viadotti e arterie

Posted by fidest press agency su sabato, 25 agosto 2018

Roma “La Regione Lazio ha chiesto un report, a partire dall’ultimo quinquennio, ad Astral S.p.A, Anas S.p.A, Autostrade per l’Italia S.p.A o ad altri concessionari, agli Ordini professionali e alle associazioni di categoria sulle condizioni dei viadotti del Lazio e sugli eventuali pericoli?”. E’ quanto chiede, lo riferisce in una nota, il capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Lazio, Orlando Tripodi, in un’interrogazione urgente al presidente della Regione Nicola Zingaretti e all’Assessore competente.”Ho chiesto – rivela Tripodi, membro della commissione VI – al Presidente della commissione Lavori pubblici, Infrastrutture, Mobilità e Trasporti Fabio Refrigeri un’audizione degli amministratori delegati di Astral, Anas, Autostrade per l’Italia, dei direttori regionali degli Ordini professionali e dei presidenti delle associazioni di categoria. Inoltre – aggiunge ancora il capogruppo della Lega in Regione Lazio – ho richiesto che la commissione competente disponga un’ispezione, come previsto dal regolamento, sulle condizioni dei viadotti e delle arterie del Lazio, oltre ad un rapporto a cadenza trimestrale”. “Dobbiamo mettere in campo – ritiene Tripodi – tutte quelle iniziative per garantire un monitoraggio capillare e la messa in sicurezza dei viadotti e delle arterie al fine di evitare un tragico evento come quello accaduto a Genova, che ha scosso l’Italia intera. Purtroppo – ricorda – sono numerosissime le segnalazioni dei cittadini: dai ponti della Magliana a quelli sulla Pontina, sulla Frosinone mare, della Scafa e di tanti altri viadotti del Lazio. Bisogna accendere i riflettori anche sul Ponte di Sabaudia, come sollecitato dal consigliere comunale della Lega, Lino Capriglione, il cui progettista e’ stato proprio Riccardo Morandi, che ha bisogno di un intervento immediato di messa in sicurezza. Pretendiamo la massima attenzione anche sui tratti stradali di competenza delle Province, che hanno subito una pesante riduzione di finanziamenti e, dunque, un calo della manutenzione”, conclude il capogruppo della Lega.

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Lazio: Il sistema sanitario è ancora in tilt con le liste d’attesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 luglio 2018

Lunghe liste d’attesa e centralini che rimandano all’anno prossimo per una Tac. Nonostante i dati pubblicati sul sistema di rendicontazione avanzato secondo classi di priorità abbiano fatto della Regione Lazio una tra le poche che, insieme a Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Valle d’Aosta e Provincia autonoma di Bolzano, si possano definire “trasparenti” per aver pubblicato sui rispettivi siti i dati sulle liste d’attesa, non risulta ancora chiaro ai cittadini il numero di giorni da attendere per una visita medica.La Regione Lazio, infatti, ha predisposto un sistema di rilevazione dei tempi di attesa (TDA) che monitora ogni settimana le visite e gli esami diagnostici. I dati riportati si riferiscono alle prime visite e agli esami strumentali, diviso per classe di priorità: urgente, breve e differibile.
Per ogni prestazione viene indicata la percentuale di prenotazioni effettuate con tempo di attesa entro gli standard regionali. Il colore verde indica il rispetto dei tempi per almeno il 90% del totale delle prenotazioni; il colore giallo indica che le prenotazioni entro lo standard sono comprese tra 50-89%; il colore rosso indica che le prenotazioni entro lo standard sono minori del 50% sul totale delle prenotazioni per il periodo selezionato. Vengono presentate le ultime tre rilevazioni settimanali, con possibilità di visualizzarne un numero massimo di cinque. Nella settimana dal 9 al 15 Luglio solo tre prestazioni risultano in verde, e quindi entro gli standard regionali: le visite per chirurgia vascolare, visite ginecologiche e otorinolaringoiatrica.In seguito al Piano nazionale di governo delle liste d’attesa (Pngla) 2010-2012, approvato con l’Intesa Stato-Regioni del 28 ottobre 2010, sono state stabilite un numero di 58 prestazioni tra visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici per cui Asl ed ospedali devono indicare i tempi massimi di attesa.Alle Regioni e Province autonome spettava di pubblicare il loro Piano regionale di governo delle liste d’attesa ed, entro 60 giorni, ogni Azienda sanitaria era tenuta ad adottare il proprio programma attuativo, garantendone adeguata diffusione ai cittadini. Ma a ben vedere dai risultati preliminari dello studio Gimbe la trasparenza sui tempi di attesa, di fatto prevista per legge, rimane in larga parte disattesa da Regioni e Province autonome. Accanto ad alcuni sistemi avanzati di rendicontazione che permettono di conoscere in tempo reale i tempi per ciascuna prestazione in tutte le aziende sanitarie, vi sono persino Regioni che non rendono disponibile alcun dato.Protestano i tanti pazienti che si lamentano di fare telefonate a vuoto al numero verde del Recup. Il centralino regionale per le prenotazioni degli appuntamenti sanitari è in difficoltà nel fissare nuove date in agenda, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni cosiddette “differibili”, ossia non urgenti, anche se altrettanto importanti, soprattutto per la prevenzione.“La salute dei cittadini non può attendere e per questo la Regione si deve attivare al più presto con un programma effettivo al fine di risolvere gravoso problema delle liste d‘attesa – afferma il Segretario Nazionale di CODICI Ivano Giacomelli – Ci sono esami, come le tac, che sono indispensabili nella prevenzione e devono essere garantiti dal sistema sanitario nazionale, come il diritto alla salute e alle cure”, conclude Giacomelli.

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Con Convention Bureau Roma e Lazio salgono a 113 le richieste di eventi fino al 2024

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

Roma A un anno dalla sua costituzione, il Convention Bureau Roma e Lazio taglia il traguardo delle 113 richieste pervenute per eventi da tenersi fino al 2024, con una previsione di presenze che in alcuni casi oltrepassa le 12.000 unità.Presenti oggi all’Assemblea dei big player del turismo congressuale, la Sindaca di Roma Virginia Raggi e l’Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Carlo Cafarotti, hanno dato il benvenuto ai nuovi soci del team: Artainments, Auditorio della Tecnica, CST Ciccarelli, Coop Culture, Hotel Colosseum, Romeo all’Emporio Rst & Catering.“Ad appena 12 mesi dalla sua formazione il Convention Bureau di Roma e del Lazio si è rivelato vincente, parte attiva di un processo che sta riposizionando Roma fra le capitali mondiali della convegnistica, e portabandiera in classifica nazionale. Una sinergia di servizi ed eccellenze premiata da prenotazioni per eventi che impatteranno positivamente su tutta l’economia cittadina. Il business tourist infatti è un “big spender”, che raggiunge livelli di permanenza media in città pari a 3,67 giorni. Puntare sul turismo di qualità ci ha dato ragione”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi. Una realtà, quella del CBReL, fatta di associazioni di categoria, poli fieristico-congressuali, dimensioni dell’accoglienza, della ristorazione e del trasporto, tutte protagoniste di un incremento del business tourism che nel 2018 ha conquistato all’Italia la quinta posizione nella top ten mondiale dei Paesi per numero di congressi.Nota a parte per Roma Capitale: stando ai recenti dati di Federcongressi, è la prima destinazione nazionale per meeting internazionali, che rappresentano un quinto del giro d’affari prodotto dal turismo in Italia.La squadra del CBReL festeggia inoltre un nuovo aumento di capitale, in vista della prossima finestra associativa di settembre.“I numeri del CBReL – afferma Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale – ci motivano a spostare sempre più in alto l’asticella dei traguardi, con interventi mirati in più direzioni. Il nostro supporto va dal miglioramento della qualità dell’offerta e dei servizi cittadini a sostegno dei grandi eventi, al coinvolgimento del CBReL nella partecipazione strategica a Fiere internazionali di settore. Il prossimo 10 luglio saremo a New York, dove i nostri professionisti presenteranno il brand Roma a importanti aziende interessate a eventi di incentive”.

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Sanità Lazio: appalti illegali di manodopera per centinaia di milioni

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

Nonostante la sentenza del Consiglio di Stato 1571/2018 dello scorso 12 marzo censuri il ricorso agli appalti di manodopera illegalmente fatti passare per acquisto di beni e servizi, le ASL regionali e le Aziende Ospedaliere continuano a indire gare e ad affidare appalti alla vecchia maniera.L’ultimo caso è il bando emesso dal Policlinico Umberto I per quasi 23 milioni di euro, rinnovabile sino ad oltre 45 milioni, per un anno di fornitura di supporto infermieristico, in pratica infermieri e ausiliari per il policlinico.La ragione è presto detta, contrabbandare manodopera per acquisto di beni e servizi costa mediamente il 20% in più di quanto si spenderebbe aggiudicandoli in modo legittimo. Chi si aggiudica l’appalto quindi si arricchisce più di quanto sia consentito a scapito di tutti gli utenti.Fa specie il silenzio di Zingaretti. Dei sindacati legati alle cooperative, maggiori fruitori di questi appalti meglio tacere. Nonostante l’USB che rappresenta centinaia di lavoratori del settore già all’indomani della sentenza avesse chiesto un incontro al riguardo, per avviare un processo certo di reinternalizzazione dei servizi appaltati e dei lavoratori coinvolti in essi da decenni, lo stesso Governatore e Commissario alla Sanità non solo rifiuta di interloquire con l’USB, ma di fatto non interviene in nessun modo e così facendo avalla comportamenti dei vari Direttori Generali che disconoscono l’importante sentenza.Come USB chiediamo un’immediata convocazione alla Commissione Sanità della Regione. Se necessario ci rivolgeremo alla Corte dei Conti e alla magistratura penale. All’Anticorruzione la pratica illegale è già stata segnalata da tempo. (fonte: Unione Sindacale di Base)

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Sanità privata: 12 giugno a Montecitorio la manifestazione dei lavoratori del Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

Martedì 12 giugno prossimo, a partire dalle ore 14, i lavoratori delle strutture sanitarie private della regione, saranno in piazza Montecitorio insieme a Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio.L’obiettivo, dichiarato dai segretari generali delle tre federazioni di categoria Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini, è fare pressione sulle parti datoriali – Aris e Aiop – e chiedere un intervento più attivo di Regione Lazio e politica, per arrivare a chiudere una vertenza che pesa come un macigno sul lavoro delle persone e sulla tenuta dei servizi alla salute. Considerando peraltro che nel Lazio la sanità privata accreditata svolge un ruolo determinante, gestendo oltre il 40% dell’intera offerta sanitaria pubblica.”Occorre restituire dignità e riconoscimento ai lavoratori. Lavoratori privati di nome e di fatto, visto che da anni sono ostaggio di una situazione che li vede espropriati degli aumenti salariali, del ruolo, dei diritti e della valorizzazione delle competenze”, attaccano Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Chiediamo alla Regione Lazio – continuano i sindacalisti – di farsi parte attiva, anche in termini economici, e di adoperarsi affinché la Conferenza Stato-Regioni si impegni a promuovere una rapida conclusione delle trattative””Il mancato rinnovo dei contratti del settore, alcuni dei quali scaduti da oltre un decennio, è un prezzo troppo caro pagato dai lavoratori, tanto alla tenuta del sistema quando alle aziende. Dopo il rinnovo del contratto della sanità pubblica le associazioni datoriali non hanno più alibi e non possono continuare ad abusare dell’abnegazione delle lavoratrici e dei lavoratori – concludono Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – perché il tempo è scaduto”.

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Una legge sul “Consumo del suolo” considerando la situazione di degrado e dissesto di Roma e del Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 maggio 2018

Da ben tre anni il nostro paese attende una legge nazionale che fermi il continuo selvaggio consumo del suolo ancora libero che ogni anno scompare sotto il cemento. Dai dati ufficiali si sono ridotti negli ultimi 25 anni del 28% i terreni coltivati, si è devastato il paesaggio e, fatto ancora più grave, si è provocato l’aumento del dissesto idrogeologico dei territori già a rischio. I dati delle percentuali regionali dell’ISPRA rendono evidente questa preoccupante situazione che è collegata alla continuo cambio di destinazione delle aree agricole in aree edificabili, alla devastazione del paesaggio ed in particolare al dissesto idrogeologico che sta provocando enormi danni economici e purtroppo anche vittime.
Per quanto riguarda il territorio agricolo secondo analisi del 2017 negli ultimi 25 anni la cementificazione e l’abbandono provocato dalla speculazione fondiaria hanno portato a una riduzione del 28% dei terreni coltivati e ristretto a 12,8 milioni di ettari la superficie agricola coltivata. Coldiretti stima in 400 milioni l’anno i danni economici che il settore primario agricolo deve a questa gestione dissennata del territorio. Roma ha perso anno dopo anno il suo prezioso “agro romano” ricco di tanti bei casali rurali e di reperti archeologici e di paesaggi storici. Un patrimonio di bellezza perduto per sempre insieme a un terreno particolarmente fertile per far posto a tanti nuovi quartieri costruiti con la legge 167, in mezzo alla campagna, e alle devastanti “compensazioni edilizie”consentite in regalo ai costruttori alleati alla proprietà fondiaria delle antiche grandi tenute agricole, ben lieta di potere realizzare maggiori profitti rispetto a quelli che potevano ricavare dalla attività agricola.
La volontà di poter costruire comunque e dovunque mai contrastata da Sindaci di Roma e dai Presidenti della Regione Lazio, per ragioni spesso di ricerca di consenso elettorale, non ha fermato l’abusivismo man mano premiato con successive sanatorie anche se su terreni vincolati dalla legge Galasso o da altre tutele paesaggistiche. Lo stesso è avvenuto per le richieste dei Comuni che volevano realizzare i loro PRG.
Infatti la Regione Lazio ha adottato dal 2007 un Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR) che ha cancellato le forti tutele dei Piani Territoriali Paesaggistici (PTP) che per Roma approvati in numero di 15. Dal 2007 la Regione con vari passaggi e delibere di Giunta ha reso sempre più permissivo il PTPR (rinviando la sua definitiva approvazione in Consiglio al 2019) proprio con la ragione di dovere accontentare le richieste dei Comuni.Il più esigente e distruttivo è stato il Sindaco Veltroni che ha chiesto per il suo PRG del 2008, che era ancora in itinere circa 500 declassamenti delle aree d’interesse pubblico individuate dai singoli PTP e in particolare proprio di quelle che chiedevano il vincolo di inedificabilità per valori panoramici, di visuali verso i complessi archeologici o architettonici o di propri valori di paesaggio. Ulteriori cancellazioni e modifiche di normativa sono avvenute nel 2015 ed in ultimo nel 2016 sempre attraverso delibere di Giunta. Per fortuna l’approvazione definitiva avverrà solo nel 2019 anche se è uno scandalo che un PTPR serva come continuo strumento di ricatto elettorale.
Per questa grave situazione regionale, che ritengo non riguarda solo il Lazio, non basta una legge sul consumo del suolo in quanto ancora prima va ristabilita la normativa della legge Galasso e le stesse ancora valide linee guida di tutela della 1497/39 (Decreti Ministeriali e provvedimenti regionali).A Roma queste due leggi stanno determinando la distruzione dei bei villini del novecento con sostituzione di edifici con maggiori cubature e altezze e la futura possibilità di potere demolire anche nel centro storico (sito Unesco!) con una sola delibera di Giunta.
La sezione di Roma sta verificando che serve urgentemente la revisione dello stesso
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio del 2004 (modificato ben due volte nel 2016 con D.Lgs.) che non da’ garanzie sull’interpretazione degli articoli spesso prolissi e poco chiari ben diversi dalle poche chiare e valide norme delle due leggi 1089 e 1497 del 1939 del ventennio fascista, che recepivano la legge sulla tutela del paesaggio di Benedetto Croce del 1922 e che anche la nostra Costituzione impone con l’Art.9.Questa richiesta dovrebbe essere una delle priorità del nuovo Consiglio nazionale di Italia Nostra.Un’ultima considerazione riguarda il danno provocato al territorio dalla continua espansione del cemento senza aver prima aver verificato la situazione di grave dissesto già evidente da anni e non aver voluto finanziare un piano nazionale di prevenzione che impedisse di edificare nelle aree a rischio di frane, di alluvioni di cavità sotterranee.
Si è affidato questo compito di mappatura, in maniera frammentaria parte all’ISPRA, parte alle Autorità di Bacino e ai Dipartimenti delle Protezioni Civili locali mentre alle Regioni e al loro Genio Civile la verifica del rischio sismico dei progetti edilizi singoli.Questa frammentazione di competenze non ha prodotto validi risultati come è apparso evidente dalla recente importante convegno del 6 aprile scorso sul dissesto di Roma promosso da Erasmo D’Angelis, Segretario Generale dell’Autorità di Distretto idrografico Italia Centrale. “Per la prima volta –ha dichiarato Erasmo D’Angelis, – Roma avrà l’esatta radiografia del suolo, del sottosuolo e delle acque, dei rischi naturali che nel tempo sono stati molto amplificati da una urbanizzazione a tratti senza limite né cautele e da una scarsa o assente manutenzione in aree molto fragili messe a rischio anche dall’estrema variabilità meteorologica e climatica. Sono temi molto sottovalutati e a lungo rimossi e rilevati da ingegneri idraulici, geologi, esperti di idrologia”
Da questa breve esposizione dello stato insostenibile di un territorio sempre più in dissesto e che continua a perdere i sui valori culturali e ambientali identitari rendono urgente una legge nazionale sul “consumo del suolo” che però non si riduca alla sola esposizione di normative di facciata come di fatto sono anche quelle degli altri paesi europei, ma sia più complessa e faccia riferimento specifico alla immediata salvaguardia e potenziamento del reale utilizzo del territorio agricolo, alla vera tutela del nostro paesaggio, anche quello urbano, e dei suoi beni culturali.Diventa poi essenziale la mappa delle aree a grave rischio di dissesto che devono essere da subito rese inedificabili in attesa d’interventi di messa in sicurezza ancor prima di ottenere la legge.(A cura di Mirella Belvisi, vicepresidente Sezione di Roma di Italia nostra e pubblicato integralmente sul sul bollettino di Italia Nostra di aprile 2018)

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Lazio: mozione di sfiducia a Zingaretti

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

Roma “Detto fatto: il primo atto di Fratelli d’Italia nella Regione Lazio è stato quello di protocollare e depositare la mozione di sfiducia al Presidente Nicola Zingaretti. Non si capisce infatti come un Zingaretti bis, che non ha nemmeno i numeri per governare, possa essere in grado di fare fronte alle emergenze della nostra regione. Ci auguriamo di trovare la piena disponibilità da parte di tutte quelle forze che hanno a cuore il bene del Lazio, perché la nostra regione ha bisogno di risposte immediate che questa nuova consiliatura non è evidentemente in grado di dare”.

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Emergenza sanità nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 8 aprile 2018

Nonostante l’indagine della società Demoskopika diffusa della Regione Lazio stabilisca che l’indice di performance sanitaria collochi il Lazio come prima tra le Regioni in piano di rientro, il problema delle lunghe liste d’attesa nel settore della sanità pubblica non è risolto. Per effettuare visite mediche in strutture pubbliche l’attesa media è ancora di 65 giorni, a fronte di un’offerta privata ben più rapida, circa 7 giorni di attesa per una visita e costi sempre meno distanti tra pubblico e privato.È quanto emerge dallo studio ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi sanitari Regionali’, condotto da Crea, commissionato dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni, che prende a riferimento un arco temporale che va dal 2014 al 2017. L’indagine, presentata a Roma, è stata effettuata su un campione di oltre 26 milioni di utenti, pari al 44% della popolazione totale, perché condotta sulla popolazione residente di 4 regioni: Lombardia, Veneto, Lazio e Campania; la ricerca prende in considerazione esclusivamente le prestazioni mediche senza esplicita indicazione di urgenza.
Nonostante i numerosi proclami politici della Regio Lazio e il fatto che sia uscita dal commissariamento, il cittadino si ritrova ancora a scontrarsi con tempi d’attesa eccessivamente lunghi. Ad esempio, per fare un ecocardiogramma o una ecografia alla tiroide bisogna attendere fino a quattro mesi. Ricorrendo al privato, dietro pagamento, le attese diventano di pochi giorni.Nel dettaglio delle prestazioni, i giorni di attesa della sanità pubblica sono estremamente lunghi: si va da 22,6 giorni per una Rx articolare a 96,2 per una colonscopia. Le stesse prestazioni registrano attese invece in intramoenia di 4,4 (Rx articolare) e 6,7 (colonscopia), privato convenzionato rispettivamente di 8,6 e 46,5; infine, privato a pagamento di 3,3 e 10,2.
Il fatto che i tempi di attesa per effettuare una visita medica attraverso il Sistema sanitario nazionale siano così lunghi, comporta inevitabilmente una maggiore spesa nella sanità privata, che è salita a 35,2 miliardi di euro, da quanto riporta l’ultimo Rapporto Censis-Rbm Assicurazione Salute. Inoltre, il Report sulla sanità in Italia rivela che, nell’ultimo anno 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie, ovvero 1,2 milioni in più rispetto all’anno precedente. Dato ancor più preoccupante è che per potersi curare si ricorra all’indebitamento o si dia fondo ai propri risparmi.Il diritto alla salute è un diritto fondamentale che va preservato ad ogni costo, soprattutto in ragione alle tasse che paghiamo, al diritto alla prevenzione che quindi non può essere rimandato per mesi.
CODICI, oltre ad assistere i cittadini con le varie campagne sulla sanità “Indignamoci”, “Riprendiamoci la salute”, “Piaghe da decubito”, ha aperto uno sportello dedicato alla malasanità dove gli utenti si potranno recare e presentare il loro caso.

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Quinta edizione del Premio CONI Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2018

Roma Martedì 10 aprile alle 10.30 si terrà la quinta edizione del Premio CONI Lazio, tradizionale vetrina delle realtà e delle eccellenze sportive, espressione del nostro territorio. L’evento vedrà sfilare i protagonisti del 2017, secondo il giudizio della Commissione giudicante, scelti tra atleti, tecnici, dirigenti e società sportive.Nella Sala Tevere della Presidenza della Regione Lazio, partner dell’iniziativa, alla presenza dei massimi esponenti delle istituzioni e dello sport regionale, verranno consegnati i premi a coloro che si sono particolarmente distinti nel corso della passata stagione.Tuffarsi nell’impegno di una nuova edizione del Premio CONI Lazio è sempre una scoperta – scrive il Presidente del Coni Lazio Riccardo Viola in una nota – e le sorprese che il panorama sportivo del nostro territorio ci regala ogni volta, con le sue eccellenze in così tante discipline diverse, sono motivo di soddisfazione e di orgoglio.
Offrire a tutte queste realtà il palcoscenico istituzionale della Regione è una scelta condivisa con il Presidente Zingaretti e una tradizione che accompagna il Premio fin dalla prima edizione del 2013. Si tratta del risultato di uno stretto rapporto di collaborazione che si rinnova e che nel corso del 2017 ha preso la forma di un protocollo d’intesa con al centro la promozione dello sport a vari livelli: dal sociale, alla scuola, allo sport per tutti, seguendo un unico fil rouge, per un totale di oltre 40 appuntamenti disseminati in tutte le province.
Sono quattordici i riconoscimenti decisi da una Commissione di giornalisti di settore e destinati al mondo sportivo del Lazio. Come in passato, a decretarne l’assegnazione sono i risultati ottenuti, ma non di meno la valenza sociale del messaggio, l’attività di promozione sul territorio, il fair play sportivo, la passione e l’impegno. Alle categorie tradizionali, in questa edizione si aggiungono il Premo del Ricordo per onorare la memoria di Giorgio d’Arpino; il Premio Speciale del Comitato Lazio che quest’anno va al Gruppo Cinofilo Salvamento della Federazione Nuoto; il Premio Speciale Sport & Simpatia assegnato al poliedrico Max Giusti e il Premio Sport e Coraggio dedicato alla vicenda sportiva e umana di Giovanni Bertini.Una delle caratteristiche del Premio CONI Lazio, oltre a puntare i fari su quelle realtà che generalmente non godono della ribalta mediatica, è rappresentata dalla sua attenzione soprattutto verso i giovani.
Una specificità mantenuta anche in questa V edizione, che vede tra i premiati due campioni del mondo come la schermitrice Camilla Mancini e il velista quattordicenne Marco Gradoni insieme a Brando Caruso, punta di diamante dello sci nautico azzurro e al canottiere Gabriele D’Alfonsi, erede della tradizione remiera pontina, a soli 17 anni bronzo iridato junior nel quattro di coppia. Il Premio incontrerà Massimo Barrovecchio, uno dei più stimati arbitri del pugilato a livello internazionale e Kimberly Boccia, prima donna giudice internazionale di taekwondo. Carlo Varalda, il medico e ricercatore della federazione pesi che ha preparato le olimpiadi vittoriose di Arianna Fontana e dello short track azzurro e Vincenzo Santopadre, allevatore di talenti tennistici e alla guida tecnica dell’Aniene, vincitrice del campionato a squadre 2017. Farà incursioni nel triathlon e nel rugby grazie a due dirigenti che molto si sono spesi nella Capitale a favore delle loro discipline come Marco Comotto e Alberto Emett. Si sintonizzerà su due società sportive che tengono alta la bandiera della pallavolo e del tennis tavolo come la Scarabeo GCF Roma e l’ASD GS CRAL Comune di Roma. Darà voce al coraggio di un lottatore come Giovanni Bertini, difensore giallorosso all’epoca di Liedholm, al quale due anni fa è stata diagnosticata la SLA e ricorderà Giorgio d’Arpino, uomo di sport a 360° che ha legato il suo nome a quello della Polisportiva Lazio, dal calcio degli esordi alla pallavolo, guidata fino alla fine. Il riconoscimento speciale del Comitato vivrà della simpatia e della tenerezza dei cani che formano l’Unità di Salvamento della F.I.N., mentre quello dedicato a “Cosimo Impronta”, tradizionalmente dedicato al mondo CONI, quest’anno verrà assegnato a Giuseppe Coccari e Carlo Tranquilli, due dirigenti di grande esperienza in rappresentanza di Federazioni mai premiate prima, ma fondamentali con il loro lavoro, come i cronometristi e i medici sportivi. Il tutto nella migliore tradizione di una cerimonia che vuole rappresentare, una volta di più, tutte le discipline sportive.

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Gli Oli della provincia di Latina tra gli Orii del Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Sono otto le aziende olivicole della provincia di Latina premiate a Roma, presso il Tempio di Adriano, sala storica della Camera di Commercio capitolina, in occasione della cerimonia conclusiva della XXV edizione del Concorso regionale “Orii del Lazio – Capolavori del Gusto”, l’iniziativa promossa ed organizzata da Unioncamere Lazio, con il supporto tecnico di Agro Camera e la collaborazione delle Camere di Commercio del Lazio.Tutti pontini i primi posti nella Categoria Extra Vergine (EVOO – Extra Virgin Olive Oil). Fruttato intenso: 1^ Santina delle Fate Soc. Coop. (Sonnino), che ha ricevuto anche il Premio Grandi Mercati. Menzione speciale: Az. Agr. Biologica Orsini (Priverno). Fruttato medio: 1^ Az. Agr. Biologica Alessandro Scanavini (Sabaudia). Menzione speciale: Az. Agr. Cosmo Di Russo (Gaeta). Fruttato leggero: 1° Impero Biol s.r.l. (Sonnino), a cui è stato consegnato pure del Premio Fedeltà.Questi sono invece i vincitori dell’altra Categoria Colline Pontine D.O.P. Fruttato intenso: 1^ Villa Pontina di Lucio Pontecorvi (Sonnino), che si è aggiudicata altresì i riconoscimenti in palio sia nella Sezione Olio Biologico e che nella Sezione Olio Monovarietale; 2^ Az. Agr. Biologica Orsini (Priverno). Menzione speciale: Az. Agr. Alfredo Cetrone (Sonnino). Fruttato medio: 1^ Az. Agr. Casino Re di Coletta Filomena (Sonnino).Per il Presidente del CAPOL Luigi Centauri – “L’eccellente risultato conferma quanto emerso dalle analisi organolettiche del concorso provinciale ‘L’Olio delle Colline’: l’extravergine d’oliva Itrana, la cultivar autoctona del nostro territorio, ha mantenuto un elevato livello di qualità, imputabile anche alla siccità della scorsa estate che ha favorito la biosintesi fenolica consentendo all’olio di acquisire un adeguato contenuto di polifenoli bioattivi che fanno bene alla salute”.

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Nel Lazio arriva Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

165 musei tra statali, civici e provinciali, 17 tra università, istituti centrali e organismi di ricerca, 30.000 imprese legate alla filiera della cultura e del turismo: questi sono i numeri dell’inestimabile patrimonio culturale del Lazio, che sarà al centro dell’innovazione tecnologica grazie al Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali (DTC).Pubblicato sul BUR della Regione Lazio, il DTC – Distretto Tecnologico per le nuove tecnologie applicate ai Beni e alle Attività Culturali nasce con l’obiettivo di costruire una rete strutturata di rapporti e di collaborazioni tra la ricerca pubblica e quella privata, collegandole al sistema delle imprese.Il patrimonio culturale del Lazio rappresenta infatti un settore strategico, da tutelare e sviluppare anche in funzione delle opportunità che offre ma che potrebbe ulteriormente svilupparsi grazie a un nuovo sistema che coinvolga tutte le sue componenti. Il nuovo Avviso pubblico – finalizzato alla valorizzazione e fruizione in modalità innovativa del patrimonio culturale della regione – mette a disposizione una dotazione di 3,2 per la progettazione e 20 milioni di euro per la realizzazione: un totale di 23,2 milioni di euro per interventi tecnologici destinati a rendere fruibili luoghi, percorsi e itinerari reali e virtuali fornendo, al contempo, opportunità di lavoro ai giovani professionisti, possibilità di sviluppo alle imprese del territorio e creazione di nuove destinazioni turistiche.I titolari dei beni culturali del Lazio (Istituti e Luoghi della Cultura come definiti dagli artt. 101 e ss del Codice dei Beni Culturali), che siano proprietari, gestori o futuri gestori pubblici/privati, potranno presentare proposte di valorizzazione attraverso l’applicazione e lo sviluppo di nuove tecnologie per i Beni e le Attività Culturali. http://www.lazioinnova.it/news/

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