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2020: 1 milione e mezzo di prestazioni sanitarie non erogate nella Regione Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Nella sola Regione Lazio, tra il 2019 e il 2020, sono mancate all’appello circa un milione e mezzo – esattamente, 1.433.681 prestazioni sanitarie in meno – tra prime visite, visite specialistiche, interventi chirurgici, ricoveri e prestazioni strumentali di diversa natura. Servizi sanitari non erogati perché l’emergenza Covid-19 del 2020 ha sottratto risorse indispensabili al normale funzionamento dei servizi sanitari. L’unica prestazione che vede aumentare il proprio volume è rappresentata dagli interventi chirurgici per il tumore al retto con una differenza positiva di +63 interventi tra il 2019 e il 2020. Tutto il resto, Prime visite (-678.500), Prestazioni strumentali (-292.618), Esami specialistici (-428.719), Interventi chirurgici (-9.834) e Prestazioni in Ricovero ordinario (-24.010) segnano complessivamente un segno negativo.Sono alcuni dei dati pubblicati nel secondo Report di monitoraggio dei dati d’accesso alle prestazioni sanitarie a cura di Cittadinanzattiva Lazio, realizzato attraverso la verifica di quanto previsto nel Piano di Governo 2019-2021 per le liste di attesa messo a punto dalla Regione Lazio, e a distanza di 6 mesi dal primo Report della stessa organizzazione.Questa attività viene realizzata da Cittadinanzattiva Lazio attraverso la collaborazione con l’Assessorato regionale alla Salute, al fine di individuare criticità, segnalare situazioni di sofferenza e produrre i necessari miglioramenti alle azioni di accessibilità ai servizi sanitari regionali. La novità di questa seconda edizione sta nell’unire ai dati la proposta di 4 azioni prossime a venire, ai fini di preparare i servizi sanitari del futuro e rendere i percorsi socio sanitari sempre più fluidi e accessibili attraverso attività di monitoraggio, tutela e relazioni istituzionali.Il Report offre inoltre una rielaborazione dei dati presentati dalla organizzazione nel 2019 insieme a SIMEU Lazio, e che ha riguardato il monitoraggio di 24 Pronto Soccorso della Regione: su 1.095.763 di interventi nelle 24 strutture monitorate su dati 2018, i Codici bianchi erano il 2,54%; i Codici Verdi, il 66,38%, i Codici Gialli, il 27,09% e i Codici Rossi appena il 4% del totale degli interventi. Sommando quindi il totale dei Codici Bianchi con quello dei Codici Verdi si tocca il 68,92% del totale. Le stesse situazioni di accesso da strutture tipo le RSA in Pronto Soccorso segnalate dai medici del Pronto Soccorso sono un campanello di allarme della situazione che rischia di non essere correttamente governata, seguita, gestita.La terza ed ultima considerazione che si può trarre dal Report è quella del territorio come luogo di governo delle azioni di politiche pubbliche. Storicamente nel Lazio la città di Roma ha avuto e ha ancora una forte centralità dovuta al numero di abitanti, rispetto alla Regione Lazio nel suo complesso, e all’offerta sanitaria pubblica, privata e privata accreditata. Nel Report, i dati di accesso ai Pronto Soccorso della città di Roma in rapporto ai quadranti che la compongono evidenziano delle criticità in ordine ad alcuni di questi: per esempio, il quadrante EST di Roma rappresenta una sfida e un’opportunità rilevante dal punto di vista del governo della salute pubblica.Accanto ai dati utili alle analisi, il Report di luglio 2021 a cura di Cittadinanzattiva Lazio vuol essere fonte di alcune azioni da avviare nelle prossime settimane. 1 – Richiesta formale di convocazione dell’Osservatorio regionale per il Governo delle Liste di Attesa del Lazio e a cascata degli Osservatori Aziendali propri delle ASL territoriali, perché il tema dell’accesso ai servizi (che se non ben organizzati producono le liste di attesa) è tema che viene anche prima dell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute. Chi non riesce ad accedere vede lesa la propria dignità umana. 2 – Avvio di un Monitoraggio sui Distretti sociosanitari, con il concreto supporto, adeguato sostegno e formale collaborazione da parte della Regione Lazio, che coinvolgerà, oltre il mondo della salute, anche gli Enti Locali e le organizzazioni civiche per l’ideazione di percorsi di salute, di benessere e di socialità di cui questa Regione ha saputo dare esempi concreti anche durante la pandemia. 3 – Collaborazione con il Policlinico Tor Vergata per mettere al centro le eccellenze a favore dei territori e dei Comuni limitrofi, con il coinvolgimento delle ASL territoriali, dove il Policlinico Tor Vergata possa diventare un player rilevante nel quadrante sud di Roma con uno sguardo attento ai bisogni, alle necessità, alle opportunità dei territori del quadrante a EST e a SUD di Roma. 4 – Avvio, nel prossimo autunno ed in base alla situazione sanitaria in corso, di un programma di reclutamento, formazione e messa in campo di cittadini volontari che possano nei diversi territori assumere la responsabilità di offrire modalità di tutela dei diritti dei cittadini nei diversi ambiti in cui opera Cittadinanzattiva Lazio. (fonte: Fabio Fantoni Segretario generale Igor)

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Rifiuti. Commissariare Regione Lazio e Comune di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Roma. La Capitale d’Italia è sommersa dai rifiuti. Dire Terzo mondo è già un complimento. Si passa al Quarto.Tutta la crisi della gestione rifiuti nella Capitale d’Italia era prevedibile e oggi i romani pagano le conseguenze di scelte sbagliate, ideologiche, basate su slogan buoni per chi ci vuol credere e, soprattutto, si tiene d’occhio l’elettorato.Sicchè, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, chiude l’unico termovalorizzatore regionale e la sindaca di Roma, Virginia Raggi, rimane ancorata alle favole dei rifiuti come “materiale post consumo”; insomma, è come definire operatori ecologici i netturbini, ovvero, operatori scolastici i bidelli. Così è politicamente corretto.Nel frattempo, i rifiuti ammorbano l’aria della Città Eterna.Non sono bastati 7 anni al presidente Zingaretti e 5 alla sindaca Raggi per affrontare il problema dei rifiuti a Roma.Occorre una decisione. Commissariare Regione e Comune.Lo chiediamo al Governo. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Libertà di stampa e sentenza Tar-Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2021

“Piena e totale solidarietà a Sigfrido Ranucci, alla Redazione di Report ed a RAI3, per il gravissimo attacco politico fascio-leghista, perpetrato per mezzo di una assurda sentenza del TAR Lazio, che mina pesantemente l’attività del giornalismo d’informazione, la libertà di stampa ed i diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione! -cosi Enzo Pirillo Presidente del Circolo Saragat Matteotti- Oggetto del contendere è stato la puntata di Report del 28 ottobre 2020, in particolare il servizio sull’avvocato Mascetti e sul sistema di potere leghista in Lombardia. Nella sentenza odierna il Tar del Lazio ha paragonato il lavoro giornalistico a degli atti amministrativi, ed ha imposto alla Redazione di Report ed alla RAI di svelare le fonti che hanno reso possibile l’inchiesta, peraltro rivelatasi veritiera! Ben venga la scelta della RAI che ha appena comunicato di voler impugnare la sentenza del TAR Lazio davanti al Consiglio di Stato, precisando che <>. Pertanto auspico fortemente l’intervento del Presidente della Repubblica nonché del Ministro Giustizia che è custode dell’Albo dei giornalisti. Tutt’Italia -conclude Pirillo- dovrebbe scendere in piazza per la difesa del lavoro di Ranucci, della Redazione di Report e per la tutela dei diritti costituzionali e della della libertà di stampa, noi siamo pronti!” Enzo Pirillo Presidente del Circolo Culturale “Saragat-Matteotti” Roma

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Con questa Pubblica Amministrazione, l’Italia non ripartirà mai. Il caso Corecom Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

Come associazione, abbiamo spesso a che fare con uffici pubblici inefficienti e impiegati pubblici che ignorano i diritti del cittadino, certi che non subiranno alcuna conseguenza per il loro comportamento. Prendiamo ad esempio il Corecom Lazio, dove si svolgono le conciliazioni e le definizioni delle controversie tra utenti e compagnie telefoniche. Il caso: istanza di conciliazione depositata nel 2019, ad oggi nessuna udienza è stata fissata. Il termine previsto dalla normativa sarebbe di 30 giorni. Ovviamente nessun cittadino sano di mente si illude che un termine così “nordeuropeo” possa minimamente essere rispettato da una pubblica amministrazione italiana. Ma due anni per fissare una conciliazione di 15 minuti rischia di mettere in pericolo il primato che la giustizia civile ha sempre goduto in termini di efficienza… Per questo abbiamo scritto al Corecom Lazio, facendo presente che l’istanza giace ignorata da quasi due anni. In casi analoghi, altri Corecom hanno subito rimediato, chiedendo scusa. Ma non certo il Corecom Lazio, che risponde: non sappiamo che dirle, le udienze le decide il sistema informatico. La rivoluzione digitale incontra la PA italiana: da qui in avanti, la colpa sarà del sistema informatico.Questa la risposta del Corecom Lazio:“non è possibile stabilire una tempistica di attesa per lo svolgimento della stessa udienza, essendo questa effettuata automaticamente dalla piattaforma ConciliaWeb in base all’ordine cronologico di ingresso delle relative istanze, all’Operatore di telecomunicazione nei confronti del quale si è avviato il ricorso e dalla disponibilità dei calendari sulla piattaforma stessa.” Pietro Moretti, vicepresidente Aduc

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Vaccini Lazio: ricorso al Tar contro il CTS, a rischio il piano Figliuolo in tutta Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

Dopo l’incontro con i legali legali Nicola Elmi e Vincenzina Salvatori i cittadini del Lazio hanno le idee chiare. Il 15 maggio sarà presentato il ricorso al Tar di Roma, competente per tutta Italia, che impugna la circolare del CTS recepita dalla Regione Lazio. Il piano Figliuolo, che non è suffragato da nessuna evidenza scientifica ma dalla smania di mostrare una falsa efficienza, rischia di naufragare sul nascere. Centinaia di adesioni al ricorso che crescono di ora in ora.«I cittadini del Lazio hanno detto un NO forte e chiaro – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – nella riunione con i legali, carte alla mano, si sono analizzati tutti i documenti ufficiali e in nessuno di essi si evince un’evidenza scientifica che giustifica la dilatazione dei tempi di somministrazione della seconda dose di vaccino. Una decisione tutta politica che impatterà sulla salute di milioni di persone.» «Gli enti regolatori e la stessa Pfizer mai asseriscono quanto strombazzati in TV a reti unificate. E a parlare sono i documenti ufficiali – prosegue il sindacalista – non subiremo un enorme esperimento empirico di massa al solo fine di far fare bella figura al Generale, che aveva promesso i 500mila vaccini al giorno ma che in realtà non è ancora riuscito a garantire neanche quelli, se non per pochi giorni del mese di maggio.»

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Salgono a 19 le Città dell’Olio del Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Minturno è Città dell’Olio. Alfredo D’Antimi Coordinatore regionale: “Lazio sempre più presente nella grande rete dei territori olivetati italiani” Salgono a 19 le Città dell’Olio del Lazio con l’ingresso del Comune di Minturno in provincia di Latina nell’Associazione nazionale Città dell’Olio, la grande rete che raccoglie 371 enti pubblici impegnati nella promozione dell’olio extravergine di oliva e nella valorizzazione del patrimonio olivicolo italiano, con più di 25 anni di attività alle spalle.“L’adesione alla nostra associazione del Comune di Minturno ci riempie di gioia e di orgoglio. La scelta dell’amministrazione dimostra una grande attenzione all’olivicoltura del proprio territorio e va nella chiara direzione del voler dare un valido supporto ai produttori locali attraverso la partecipazione alle tante iniziative che come Associazione mettiamo in campo per promuovere l’olio EVO, il territorio e le sue bellezze. Ci auguriamo che altre Città dell’Olio del Lazio seguano l’esempio, perché sogniamo di poter mettere in campo progettualità condivise legate al turismo dell’olio: itinerari sulle strade dell’extravergine che portino i visitatori a scoprire i nostri borghi dall’identità unica” ha dichiarato Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio.“Sempre più Comuni laziali credono nelle Città dell’Olio e nel percorso comune di valorizzazione dell’olivicoltura locale che stiamo compiendo da alcuni anni – ha dichiarato Alfredo D’Antimi Coordinatore regionale delle Città dell’Olio del Lazio – questa nuova adesione è un ulteriore incentivo ad essere presenti sul territorio e protagonisti nell’organizzazione di eventi di qualità in grado di dare visibilità alle nostre eccellenze. Sappiamo di dover scommettere soprattutto sul turismo dell’olio per permettere ai nostri Comuni di vedere nell’olivicoltura un’opportunità di riscatto e di ripartenza”. Ufficio Stampa Associazione nazionale Città dell’Olio

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Pronto Soccorso del Lazio nuovamente in emergenza

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

La situazione nei Pronto Soccorso del Lazio precipita già nella giornata di domenica: ancora una volta l’aumento dei casi, preannunciato da giorni, travolge tutto come una bufera e da ieri si registrano di nuovo i blocchi delle ambulanze, con pazienti Covid e no Covid in attesa ore per un ricovero.A Latina 12 ambulanze sono ferme con pazienti in attesa di ricovero. Nel Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti, come se la pandemia non fosse abbastanza, si è proceduto anche alla ristrutturazione di una area riducendo i posti letto Covid. Questa volta anche l’uso della cappella dell’ospedale è compromessa dalla carenza di personale, già insufficiente per la gestione ordinaria.Negli ospedali romani, come il Policlinico Casilino, la situazione non è migliore: a infermieri e OSS è già stato comunicato l’“obbligo di straordinari” per coprire l’emergenza e la carenza di personale.In tutto questo, da settimane chiediamo alla Regione Lazio lo scorrimento della graduatoria degli infermieri idonei e la pubblicazione della manifestazione di interesse OSS emessa dalla Asl Rm2. Richieste che hanno avuto risposte insufficienti e che hanno prodotto non più di duecento chiamate da gennaio 2021. Ora l’emergenza è di nuovo sulle spalle di chi da un anno fronteggia la pandemia con armi spuntate. Ancora una volta chi ci governa continua a pensare che una coperta corta possa veramente garantirci il diritto alla cura… Per noi e per tutti gli operatori sanitari investiti dall’emergenza è chiaro e palese che sulla salute non si specula.Assunzioni subito per garantire la fase attuale e un piano vaccinale adeguato e rapido. fonte: USB Sanità Regione Lazio

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Lazio: Protocollo lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2021

“E’ un’ottima notizia il Protocollo di Intesa per le Politiche attive del Lavoro siglato stamattina dal presidente Nicola Zingaretti e dall’assessore Claudio Di Berardino con tutte le organizzazioni sindacali e datoriali. Il protocollo è il primo in Italia nel suo genere e speriamo faccia presto da apripista. Perché è un protocollo lungimirante che non interviene soltanto sull’emergenza vera e drammatica nella quale potremo trovarci al termine del blocco dei licenziamenti, ma guarda a un nuovo modello di mondo del lavoro. Un lavoro nuovo, di qualità che scommette sulle competenze e sul patto generazionale. E’ composto da 21 misure atte a promuovere l’occupabilità e l’inserimento lavorativo con uno importante stanziamento di 245 milioni di euro e una attenzione particolare ad alcune categorie: giovani, donne, persone con disabilità, disoccupati o persone coinvolte in processi di riorganizzazione industriale. Il protocollo interverrà sulla riorganizzazione produttiva e dei servizi puntando sui fattori di sviluppo, sulle eccellenze del Lazio e sulla digitalizzazione dei servizi pubblici. Il loro rafforzamento è infatti la condizione essenziale per erogare politiche attive del lavoro efficaci. Voglio sottolineare che con questo protocollo ci lasciamo alle spalle vecchie concezioni di occupazione e, grazie al contributo fattivo di Cgil, Cils e Uil, viene costruito un modello diverso di tenuta e rilancio del lavoro che può reggere alle sfide che il futuro ci offre. E’ decisamente una “prima volta” che va esportata nel resto d’Italia”.Così in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio, Marta Bonafoni.

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Vaccini/Lazio: Perché non si tutelano gli assistenti di studi medici?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

Riceviamo e diffondiamo una lettera della dott.ssa Raffaella Fabi:”sono medico di Medicina Generale e segnalo l’urgenza di vaccinare gli “assistenti di studio” come categoria prioritaria: sono lavoratori del comparto sanitario.La mancata vaccinazione, in caso di contagio, innescherebbe pesantissime ripercussioni sul Servizio sanitario: sono sempre a contatto con varie patologie.Da marzo 2020, i medici di Medicina Generale convenzionati col S.S.N. (in seguito: Medici) hanno in carico la gestione:
a) di igiene pubblica, burocratica e medica dei contatti, dei positivi asintomatici e dei malati non ospedalizzati con SARS-CoV-2;
b) dei malati già seguiti da specialisti delle strutture pubbliche che, con la pandemia, hanno sospeso le visite.Ciò ha comportato un pesante aggravio del carico di lavoro.Nell’attuale emergenza, per i Medici è più necessario il loro supporto continuativo. Si interfacciano fisicamente con gli assistiti, con lavoro preliminare al rapporto medico-paziente (es. accompagnamento anziani e disabili, misurazione temperatura corporea, compilazione questionario rischio-Covid, verifiche per l’accesso in studio in sicurezza, preparazione dei consensi informati, ecc.). Gli assistenti sono esposti allo stesso rischio dei Medici di contrarre il Coronavirus e diffonderlo. Anzi, filtrando gli ingressi negli ambulatori, corrono più rischi.E’ indispensabile vaccinarli per contenere i contagi, anche perché la seconda fase vaccinale porterà più assistiti “fragili” negli studi. Segnalo anche diffuse disparità nazionali e regionali, che potrebbero sollevare contenziosi legali: in Regione Lazio, a differenza di altre Regioni, gli assistenti sono stati senza ragione depennati da categoria prioritaria per vaccinarsi. E’ urgente considerarli categoria prioritaria per maggior tutela della salute pubblica. Non è rivendicazione corporativa, ma esigenza legata al rischio di contagio, così come Medici e infermieri. Non sono solo amministrativi, ma assimilabili a personale socio-sanitario a stretto contatto con pazienti. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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“La Regione Lazio da oggi ospita il più grande centro vaccinale d’Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2021

E’ motivo d’orgoglio l’apertura dell’hub nella Nuvola di Fuksas, messa a disposizione dell`Ente Eur grazie allo sforzo del suo presidente Antonio Rosati. E’ un’accelerazione nella grande campagna di vaccinazione dei cittadini e delle cittadine, dovuta al lavoro costante della Regione Lazio. All’interno dei suoi 50mila metri quadrati sarà possibile effettuare oltre 3mila vaccinazioni al giorno. Dall’8 marzo, poi, anche la stazione Termini ospiterà un hub ferroviario vaccinale. Speriamo adesso che la questione della disponibilità dei vaccini si risolva immediatamente. L’unico modo per uscire presto dalla pandemia e dalla crisi sociale che questa ha determinato è la vaccinazione, veloce e pervasiva. La Regione Lazio ce la sta mettendo tutta con responsabilità, impegno e un lavoro corale”. Così in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio, Marta Bonafoni.

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Scuola: I presidi del Lazio raccomandano la doppia mascherina

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

È notizia dei giorni scorsi che l’associazione presidi del Lazio ha invitato i Dirigenti Scolastici a raccomandare l’uso della doppia mascherina per studenti e docenti, anche alla luce della “scarsa qualità di alcune finiture di DPI (dispositivi di protezione individuale) messe a disposizione della struttura commissariale dell’emergenza”, si legge nel comunicato.È dunque evidente che i Dirigenti Scolastici sono pienamente consapevoli della situazione per nulla sicura in cui si trovano i lavoratori della scuola e gli studenti, situazione che USB, insieme a Rete Iside ONLUS e agli studenti di OSA, denuncia dall’inizio dell’anno scolastico.Sulle mascherine di scarsa qualità, prodotte da FCA, dopo aver chiesto conto all’IIS della scarsa vestibilità dei primi lotti, abbiamo sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura regionale del Lazio presso la Corte dei Conti, avendone riscontrato la non rispondenza ai parametri stabiliti dal Dpcm 17 marzo 2020 n.18 in relazione al “potere filtrante”, sulla base delle analisi di Archa srl (società accreditata da Accredia, ente designato dal governo italiano ad attestare competenza, indipendenza e imparzialità dei laboratori che verificano la conformità di beni e servizi alle norme). Le analisi dicono infatti che le mascherine pediatriche hanno un potere filtrante dell’83-86% (invece del 98% previsto dalla norma), mentre quelle per adulti un potere filtrante dell’89-90% (invece del 98%).A questo punto, vista l’iniziativa dei Dirigenti Scolastici del Lazio, chiediamo ai Dirigenti Scolastici di tutta Italia, su cui da un anno viene scaricata la totale responsabilità della gestione della difficile situazione creata dalla pandemia, a fronte della scarsità di risorse loro assegnate e della mancanza di una reale pianificazione nazionale da parte del MIUR, di farsi parte attiva e fare pressione sul Ministero, perché le mascherine fornite alle scuole – ricordiamo che quelle di FCA Itali sono ben11 milioni di mascherine al giorno, il 70% del fabbisogno delle scuole italiane – siano adeguate al rischio per la salute che studenti e lavoratori effettivamente corrono. Che facciano questa richiesta direttamente al neoinsediato ministro Bianchi.In questo senso ribadiamo, come facciamo ormai da settembre, che la richiesta deve essere quella di mascherine FFP2 per tutti, visto l’elevato numero di ore quotidiane che le comunità scolastiche trascorrono insieme. I Dirigenti Scolastici sono stati lasciati soli dal Ministero e su di loro cade la responsabilità civile e penale della salute e della sicurezza dei lavoratori e degli studenti. Si facciano per questo parte in causa e pretendano quella sicurezza che sappiamo tutti bene non ci è garantita da ormai un anno!

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Sanità Regione Lazio: assunzioni ferme al palo

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

La Regione Lazio ha sospeso le assunzioni nella Sanità? Così sembra. Le ultime chiamate a tempo indeterminato degli infermieri idonei della graduatoria del Sant’Andrea risalgono al 4 dicembre 2020. L’avviso pubblico per OSS, emesso in tutta fretta i primi di dicembre, dalla ASL RM2 non ha prodotto ancora nessuna graduatoria. La graduatoria degli autisti soccorritori vincitori del concorso di Ares 118 è uscita da qualche giorno e ancora non è stata attivata e approvata dalla Regione.L’attuazione dell’infermiere di comunità, votato dalla Commissione Salute a metà dicembre, è ferma a prendere polvere in attesa dell’approvazione e della copertura economica in Commissione Bilancio e, visti i tempi biblici della burocrazia, l’iter prima di agosto non sarà concluso. La figura è stata approvata dal governo con il decreto “Cura Italia” a marzo 2020… un anno fa! Però alcune ASL stanno chiamando da avvisi pubblici per emergenza Covid con massimo contrattuale di 12 mesi di contratto, oltre gli infermieri “vaccinatori” affidati dal commissario Arcuri a cinque agenzie interinali immettendo nuove sacche di precariato nel servizio sanitario.La sensazione che abbiamo è che ci sia un blocco volontario delle assunzioni nella sanità pubblica da parte della Regione Lazio. Non vorremmo che i soggetti privati che fino ad ora hanno lucrato sulla sanità e su lavoratori e lavoratrici possano aver esercitato una qualsivoglia pressione temendo di veder lesi i propri interessi economici. Non possiamo permettere che la scelta di riqualificare la sanità pubblica, appena iniziata nella Regione Lazio, venga bruscamente interrotta. Non ci stancheremo mai di dirlo, dove c’è precariato tutto è precario.

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Covid-19: il Lazio sospende la vaccinazione

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2021

Era ormai nell’aria viste le ultime decisioni di Pfizer sul taglio lineare delle forniture vaccinali ai singoli stati. Come si legge nella nota inviata dalla Regione Lazio a tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, per mancanza di approvvigionamenti vengono sospese su tutto il territorio regionale le vaccinazioni. Viene garantita esclusivamente la somministrazione della seconda dose a chi ha già avuto la prima.Non va meglio nel resto d’Italia, pur se in assenza di decisioni ufficiali sul modello Regione Lazio: in Lombardia la Assl di Como garantisce solo i richiami; a Pavia non sono garantiti nemmeno questi e sono sospese le consegne anche alle RSA; a Firenze l’ospedale Careggi assicura solo i richiami. In Lombardia la campagna vaccinale per gli over 80 – che nelle parole di Arcuri doveva partire a fine gennaio – slitta a metà marzo. Rinvii anche in Emilia Romagna e Puglia.Era prevedibile che le multinazionali del farmaco, in questo caso Pfizer praticamente esclusivista in Occidente, mettessero sotto scacco gli stati. È possibile che giganti di questo genere non sapessero che la produzione massiccia li avrebbe messi in difficoltà? O forse il trattamento per i paesi del Sud Europa è lo stesso proposto dalla Moratti? Come abbiamo ripetuto più volte salute e profitto non possono essere messi sullo stesso piano. Gli accordi, economici e non, su un vaccino che come molti hanno ripetuto più volte è l’unica via per uscire dalla crisi pandemica non garantiscono l’incolumità e la salvaguardia della popolazione. Il vaccino non può essere vincolato alle logiche di potere economico di pochi. Il vaccino deve essere un bene di tutti senza che nessuno dall’alto del suo potere ne detti le regole.

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Roma Capitale. La catastrofe rifiuti a Roma e nel Lazio chiamata Raggi e Zingaretti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 dicembre 2020

Roma. Quali “doni” ha portato Babbo Natale ai romani? La monnezza.Vediamo quali sono i “doni”: 1. Il 71% dei rifiuti organici romani prende la strada del Veneto e del Friuli. Costo 21 milioni di euro, con i tir che consumano 3 milioni e mezzo di litri di gasolio e percorrono 10 milioni e mezzo di chilometri, con una produzione di 1 milione e 750 mila kg di anidride carbonica. 2. Il costo medio annuo della Tari per cittadini romani è di 280 euro; per i milanesi è di 210 euro. 3. L’addizionale Irpef (tasse) del Comune di Roma e della Regione Lazio è la più alta d’Italia. 4. La sindaca Raggi e il presidente Zingaretti non vogliono i termovalorizzatori, sicchè i rifiuti sono portati, per l’85%, in altre regioni o provincie. Insomma, Roma tratta in proprio solo il 15% dei rifiuti, contro il 99% di Berlino e il 95% di Parigi. 5. L’amministratore delegato dell’Ama (azienda dei rifiuti romana) ha dichiarato che per chiudere il ciclo dei rifiuti ci vuole il termovalorizzatore. 6. E’ stato chiuso uno dei due termovalorizzatori presenti sul territorio regionale. Rimane in funzione solo l’impianto di S. Vittore da 350 mila t/a, mentre il Lazio ha un fabbisogno, stimato dal Ministero dell’Ambiente, per 900 mila t/a, dunque c’è un deficit di circa 550 mila t/a. Insomma, nel Lazio occorrono almeno altri due termovalorizzatori. In Lombardia ci sono 13 termovalorizzatori, con recupero energetico e produzione di calore e elettricità. 7. Il governo nazionale della passata legislatura, a guida Pd, prevedeva impianti di termovalorizzazione nel Lazio. Lo stabilisce, anche, l’Unione europea. 8. Il Piano rifiuti, approvato lo scorso luglio dalla Regione, oltre che tardivo, contrasta con la direttiva europea e con la legge nazionale. 9. L’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale scrive che il Piano dei rifiuti regionali, getta “un’ombra sia sulla realizzabilità degli obiettivi tendenziali, sia sull’adeguatezza della programmazione impiantistica pluriennale, deputata a chiudere il ciclo in base alle caratteristiche dei flussi attesi”. Insomma, l’Agenzia stronca il Piano regionale. I due Babbo Natale, che i romani ringraziano per i “doni”, non hanno chiara la scelta: l’alternativa ai termovalorizzatori non è la raccolta differenziata, ma la discarica, in sostanza, o termovalorizzatori o discarica. Non se ne esce da questa scelta ma, la Raggi e Zingaretti, si affidano alle chimere. Il risultato è che Roma è sommersa dai rifiuti che i cittadini pagano in termini di degrado e di maggiori costi economici e ambientali. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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“Vogliamo dare supporto economico agli studenti e alle Università del Lazio”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

Vogliamo farlo nei riguardi di quanti sono sempre più in difficoltà durante questa emergenza sanitaria e valorizzare il patrimonio di intelligenza e conoscenza che il Governo Conte, a differenza di altre nazioni europee ha trascurato, lasciando il mondo accademico e la comunità studentesca senza supporto durante la pandemia. Questo è l’obiettivo degli emendamenti che abbiamo presentato durante la discussione della legge di bilancio regionale. Un pacchetto di proposte che spazia dall’aumento dei fondi per la digitalizzazione dei libri di testo e per i buoni acquisto dei libri convenzionali, all’istituzione a livello regionale del programma “Studenti 100 giga”, dedicato a chi si trova dove non c’è copertura di fibra o non dispone di connessione o è un fuori sede, che predispone la fornitura di Sim Card gratuite da 100 giga agli universitari per consentire la fruizione delle attività didattiche telematiche. E ancora, più fondi per il progetto “Torno Subito”, percorsi integrati di alta formazione ed esperienze lavorative in Italia e all’estero, ed inoltre maggiori risorse per le università che sviluppano progetti di riqualificazione economica e sociale dei territori più svantaggiati realizzando Biblioteche e Centri Sportivi. Nel rilevare l’impegno delle opposizioni in Regione Lazio a sostegno delle iniziative promosse dagli studenti negli atenei, auspichiamo che anche la maggioranza della Pisana voglia accogliere le nostre richieste e contribuire a riportare la questione universitaria al centro del dibattito politico nazionale sull’istruzione.>> Così in un comunicato, Giancarlo Righini e Elisa Sciarra presidente Azione Universitaria Roma Tre.

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Il consiglio regionale del Lazio approva il bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

“Siamo soddisfatti dell’approvazione del Bilancio della Regione Lazio 2021-2023 da parte del Consiglio Regionale e ringraziamo l’assessora al Bilancio Alessandra Sartore per l’ottimo lavoro di coordinamento dei vari emendamenti presentati. E’ un bilancio che risente anche del periodo che stiamo vivendo e con il quale si mantengono in ordine i conti della Regione e si lavora per i prossimi anni. Un provvedimento che consentirà una pronta ripartenza. La manovra ammonta complessivamente a 3,48 miliardi di euro per l’anno 2021, 3,40 miliardi per l’anno 2022 e 3,26 miliardi per l’anno 2023. Confermato il Fondo “taglia tasse” che per il 2021 sarà di 344 milioni, mentre tra i servizi essenziali, oltre 900 milioni di euro sono stanziati per il trasporto pubblico locale. Viene mantenuto il criterio della programmazione unitaria per il sostegno della Regione agli investimenti strategici (risorse del Bilancio, Fondo Sviluppo e Coesione e quota regionale dei programmi comunitari), per un totale di 921 milioni di euro per il 2021, 920 mln per il 2022 e 573 per il 2023. Confermate anche le agevolazioni fiscali dello scorso anno con l’esenzione dell’Irpef per 2,3 milioni di contribuenti e una riduzione progressiva per altri 500 mila.Rispetto all’Irap, saranno molte di più le imprese nel Lazio che beneficeranno di un abbassamento dello 0,92%. L’articolo approvato ieri prevede diverse disposizioni concernenti l’introduzione di agevolazioni tributarie, la razionalizzazione del patrimonio regionale e misure di consolidamento finanziario in materia sanitaria. Confermati i maggiori oneri derivanti dalla disapplicazione della maggiorazione Irap per vari settori, questo grazie all’approvazione all’unanimità di un subemendamento dell’assessora Sartore che ha recepito tre emendamenti tesi ad allargare la platea dei soggetti esentati tra cui anche quello che riguarda le cooperative sociali iscritte nell’albo regionale con valore della produzione netta inferiore a un milione di euro e sul quale abbiamo insistito molto. Un risultato ottenuto dopo tre anni per riconoscere il lavoro insostituibile che le cooperative hanno fatto e stanno facendo durante questo periodo di pandemia a sostegno dei più fragili. Esprimiamo inoltre soddisfazione anche per la proroga di un anno per i tirocinanti della giustizia, una questione che seguiamo da tempo e per la quale cercheremo di trovare una soluzione definitiva nel 2021”Lo dichiara in una nota la capogruppo della Lista Civica Zingaretti alla Regione Lazio Marta Bonafoni.

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Bilancio Regione Lazio deludente

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2020

“Non rilancia il territorio e nemmeno incide sui gravi problemi economici ed infrastrutturali del Lazio, Fratelli d’Italia ha votato contro il Bilancio e la legge regionale stabilità, rilevando come per l’ennesimo anno la maggioranza l’abbia portata in Aula con grave ritardo negando di fatto all’opposizione di poter apportare un maggiore contributo di idee e soluzioni alla discussione. Tuttavia sono stati approvati molteplici emendamenti presentati da Fdi trai quali segnaliamo quello a favore dei disabili gravi e gravissimi che consiste nel trasformare le ore del Piano Assistenza Integrato in un bonus socio sanitario valido di 12 mesi che da diritto alla stessa prestazione ma scelta dalle famiglie. Una rivoluzione nelle politiche dell’assistenza sanitaria che mette al centro del PAI i tanto citati Caregiver che di fatto durante l’emergenza sono stati lasciati da soli. Sempre in tema di politiche socio sanitarie, abbiamo ottenuto l’incremento delle risorse per famiglie con minori nello spettro autistico che vorranno avvalersi dei programmi psicologici e comportamentali strutturati per favorire un migliore adattamento alla vita quotidiana. Per quanto concerne il sostegno alle imprese, vanno evidenziate le approvazioni di nostri emendamenti per l’azzeramento della maggiorazione dell’IRAP alle imprese e le partite IVA operanti nei 13 comuni del sisma 2016 e per aumentare i fondi destinati alle attività agricole, il che scongiura una ulteriore penalizzazione delle imprese del settore e cancella la decisione della Regione Lazio di tagliare del 40% gli stanziamenti inclusi nel PSR a favore delle zone montane. Accolto anche l’emendamento per l’azzeramento della addizionale regionale Irap 202I per le imprese del settore della Pesca e per la riprogrammazione delle risorse per le imprese Floro –Vivaistiche. Riferito al comparto dell’edilizia l’emendamento di Fdi che approvato, introduce una norma che consente di riqualificare come manutenzione ordinaria il rifacimento delle facciate degli edifici, per dar modo a cittadini, imprese e progettisti di usufruire del Bonus fiscale del 110% sulle ristrutturazioni che, a causa della bocciatura del PTPR da parte della Corte Costituzionale, rischiava di essere precluso nella nostra Regione. Con riferimento al ‘Fondo per la promozione ed il sostegno della cooperazione’ per il quale non era prevista alcuna copertura economica, è stato accolto un nostro emendamento che incrementa la spesa nell’anno 2021, finalizzata all’ampliamento e alla diversificazione della base produttiva e per agevolare lo sviluppo economico e ulteriori sbocchi occupazionali. Sul tema della riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’aria è stato approvato un emendamento che incrementa la somma per finanziare interventi di installazione di colonnine elettriche per la ricarica degli autoveicoli relativo alla legge regionale “Fondo per la mobilità green”. Nell’anno in cui i giovani hanno dovuto utilizzare la connessione internet non soltanto per svago, ma anche per la didattica è molto importante aver ottenuto l’approvazione del nostro emendamento per agevolare l’interlocuzione tra i comuni e i principali provider di servizi internet per aiutare gli studenti meno abbienti nell’accesso alla rete internet. In ambito culturale è stato accolto l’emendamento che finanzia le attività editoriali per la diffusione e la conservazione della storia e della memoria dell’esodo Giuliano-Dalmata e delle vicende del confine orientale.>>Così in un comunicato i consiglieri regionali del Lazio di Fratelli d’Italia. By Luca de Angelis

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I vaccini antinfluenzali indisponibili nel Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

“Ennesimo bluff di Zingaretti, dietro gli annunci il nulla e poi lo scaricabarile delle responsabilità, come con il caso mascherine, con l’amministrazione di sinistra del Lazio che accusa con un atto tardivo l’azienda produttrice di non aver rispettato i tempi di consegna. Intanto migliaia di anziani e persone particolarmente vulnerabili sono lasciate esposte al rischio di contrarre il virus influenzale, così come il personale sanitario già fortemente colpito dal Covid19. Sconcerta il muro di silenzio opposto alle tre interrogazioni già presentate (29 settembre, 20 ottobre, 20 novembre) per chiedere ragione di questo ritardo. Presidente ed Assessore alla Sanità riferiscano in Consiglio Regionale su quali provvedimenti intendono prendere, per arrivare alla completamento della fornitura da parte della ditta aggiudicatrice della gara e per mettere in condizione i medici di base di poter somministrare il vaccino antinfluenzale alle persone anziane richiedenti. Resta comunque il fatto che la Regione Lazio, nonostante alcuni mesi a disposizione, ha fallito l’obiettivo principale, cioè assicurare che il vaccino sia somministrato al maggior numero possibile di persone, tra quelle più a rischio, prima che l’influenza inizi a propagarsi, per non aggravare ulteriormente questa fase di forte pressione sugli ospedali.>> Così in comunicato Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio. (n.r. E’ semplicemente una vergogna. Le proteste hanno da giorni intasato i nostri telefoni.)

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Il sistema sanitario del Lazio non è stato preparato ad affrontare il ritorno del Covi-19

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Zingaretti e D’Amato hanno preso decisioni sbagliate, nonostante ci fossero tempo, risorse e strumenti, anche normativi ed emergenziali, per agire tempestivamente. Dopo il primo impatto del virus, è stato chiaro che i soli ospedali non potevano reggere l’urto di una ondata di Covid19 e che non sarebbe stato ne giusto ne sufficiente azzerare l’assistenza a malati di patologie croniche gravi. Il sovraffollamento nei Pronto Soccorso che ha incrementato i contagi tra i sanitari e tra i malati poteva essere evitato, se si fosse alleggerita la pressione sui DEA attivando presidi di Medicina Territoriale per i contagiati che non necessitavano il ricovero e dotando i PS di percorsi Covid-Non Covid. Più volte abbiamo cercato di far capire alla giunta di Sinistra del Lazio che era necessario realizzare una rete di strutture ospedaliere dedicate al contrasto al Covid19 per evitare condizioni di promiscuità tra pazienti positivi e altri malati senza dover convertire interi reparti essenziali, come quelli di Cardiologia e Cardiochirurgia e di Oncologia del Policlinico Umberto I e di tanti altri nosocomi, sacrificando prestazioni specialistiche di alta complessità e danneggiando i medici specializzandi. Ribadiamo che servono ulteriori assunzioni oltre a quelle previste per incrementare il personale sanitario,da impegnare contro il Coronavirus e al tempo stesso garantire tutte le altre prestazioni sanitarie.>> Così in un comunicato Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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La sanità nel Lazio? “Un disastro”

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2020

<p style=”text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;”><<Da quando Zingaretti ha iniziato la sua battaglia personale contro la sanità regionale, Fdi ha denunciato la mancanza di visione progettuale e organizzativa e i possibili effetti devastanti dei tagli indiscriminati. Dopo anni di scadimento e riduzione dei servizi, smantellamento e delocalizzazione dei presidi, siamo arrivati addirittura oltre l’impossibilità del ricovero, siamo arrivati all’impossibilità del soccorso. Il blocco delle ambulanze si verifica perché non ci sono i posti letto necessari, mancavano in tempi normali, figuriamoci in piena epidemia.Nemmeno dopo la prima ondata di Covid 19, l’assessore D’Amato ha preso in considerazione le proposte Fdi, formulate già da Marzo, per una riorganizzazione e razionalizzazione in funzione anti Coronavirus del sistema dei soccorsi. Ha trascorso l’estate a vantarsi del “Modello Lazio” senza approntare misure adeguate a fronteggiare una ripresa del virus. Ecco perché oggi l’insufficiente numero di medici, infermieri e operatori sanitari non consente di svolgere in tempi rapidi le procedure di accettazione. I Pronto Soccorso, presi d’assalto quotidianamente prima del Covid, stanno scoppiando, tra contagiati e sospetti tali, pazienti di altre patologie, feriti e traumatizzati del giorno. Tutte queste problematiche ricadono sugli operatori del 118, costretti a sostare per molte ore, a volte per un’intera giornata, in attesa che il paziente che hanno soccorso sia ricoverato e senza poter rispondere ad altre richieste d’aiuto, come più volte rilevato e segnalato anche a mezzo tv e stampa da Stefano Barone segretario provinciale NurSind Roma e Alessandro Saulini segretario Nursind ARES118. Invece di girare l’Italia in campagna elettorale, Zingaretti avrebbe dovuto lavorare al potenziamento del servizio di 118 territoriale che manca di tutto, dalle ambulanze agli infermieri, dagli autisti ai barellieri.>> Così in un comunicato stampa Giancarlo Righini, consigliere regionale del Lazio di Fdi, Rachele Mussolini consigliere comunale di Roma e Federico Rocca dirigente di Fdi Roma.

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