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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

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Garantire la Green New Deal nel Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2020

“Abbiamo inviato una lettera al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti con la proposta di un Green New Deal della mobilità nel Lazio. Il Paese e la regione non possono permettersi di ripartire dal cemento: per coerenza con le aspirazioni green espresse da Zingaretti, è arrivato il momento di scegliere la sostenibilità”.Così, in una nota, gli esponenti di Europa Verde Francesco Alemanni e Filiberto Zaratti e i co-portavoce del Lazio, Nando Bonessio e Laura Russo.“Nel programma della Regione, – proseguono, – l’84% delle risorse è destinato a nuove autostrade: come Europa Verde, riteniamo che i tempi siano maturi per un ribaltamento del solito schema, portando a destinare il 60% delle risorse al trasporto su ferro e il restante alla manutenzione e messa in sicurezza di strade urbane e grandi arterie regionali già esistenti”. “È per noi fondamentale elaborare un piano strategico per il trasporto su ferro e per favorire la mobilità sostenibile, soprattutto elettrica, – concludono Alemanni, Zaratti, Bonessio e Russo, – pur non dimenticando la necessità di procedere alla verifica dei viadotti e delle gallerie e intervenire per il ripristino dei fondi carrabili spesso ridotti a veri percorsi bellici, come nel caso della SS 148 Pontina”.

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Lazio: Le mascherine “fantasma” e problemi epidemiologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“Noi non muoviamo accuse tanto per criticare, capiamo le difficoltà che ci sono state, ma non crediamo che il contenimento dell’epidemia nel Lazio sia merito della maggioranza, piuttosto è dovuto al provvedimento nazionale di fermo delle attività e divieto degli spostamenti.Il problema del Lazio è il doppio ruolo di Zingaretti: non può lamentarsi dei ritardi del governo sull’erogazione della CIG, essendo segretario del principale partito della coalizione.Illogico anche il comportamento dei consiglieri della sua maggioranza che muovono critiche ai provvedimenti dell’esecutivo quando avrebbero dovuto dedicarsi a sciogliere quei nodi burocratici che rallentano i tempi di accesso agli strumenti di sostegno economico per chi è in difficoltà.Sul caso mascherine nulla ha funzionato, come implicitamente ammesso anche da Zingaretti. Molti esponenti di maggioranza si sono lamentati dei ritardi e delle insufficienti distribuzioni di mascherine ai sanitari. Pur comprendendo le difficoltà del momento, non possiamo giustificare l’affidamento di una commessa da 35milioni di euro ad una società che ha 10.000 euro di capitale .Solo Fdi ha chiesto di affrontare il caso, la maggioranza non ha voluto parlarne né in Commissione Protezione Civile, né davanti al Comitato di Controllo Contabile, ma abbiamo continuato la battaglia per la trasparenza ed i fatti ci hanno dato ragione. I responsabili sono facilmente individuabili e se hanno infranto la legge dovranno essere rimossi dall’incarico. Sul fronte economico la Regione Lazio non può essere penalizzata dal doppio incarico di Zingaretti. Mancano poche ore al 18 Maggio, se il governo non si muove la Regione deve fare pressione su Conte affinché si decida ad emanare le indicazioni sulla riapertura alle aziende, altrimenti rischiamo che i cittadini si sentano presi in giro .Basta proclami con cifre sballate,come il provvedimento di 23ml di euro per il contributo affitti di negozi e laboratori che non è stato più varato. Noi abbiamo presentato proposte concrete, non ci è stato neanche risposto. In questa fase di sospensione della democrazia era indispensabile maggiore disponibilità al confronto. Troppi provvedimenti sono stati calati dall’alto senza discussione. In questa complessa e drammatica congiuntura è stato un errore sottrarsi dai consigli e dalle commissioni. Ci interessano battaglie nel merito delle questioni e per l’interesse dei cittadini, non per interesse di parte.” Così nel suo secondo intervento Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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Regione Lazio: fondi destinati al sostegno

Posted by fidest press agency su domenica, 17 maggio 2020

Con lo stanziamento di ulteriori 13 milioni di euro, la Giunta ha aumentano i fondi destinati al sostegno alla locazione. In totale sono 56 i milioni investiti sul tema affitti delle case, la più grande manovra a livello nazionale, che evidenzia e sottolinea l’impegno da parte della Regione Lazio e che va ad aggiungersi a tutte le misure già adottate.Fin da subito, abbiamo cercato di fare in modo che le risorse fossero disponibili in maniera rapida per i Comuni, come dimostra la decisione del 23 aprile scorso di trasferire i fondi a Roma Capitale senza aspettare le graduatorie, dando liquidità immediata e accelerando così l’erogazione dei bonus.Purtroppo, non tutti i Comuni sono riusciti ad attivarsi nell’immediato, tempi lunghi e troppi passaggi burocratici non fanno che aumentare la forbice delle disuguaglianze e tutto questo grava sulle spalle delle cittadine e dei cittadini.
In questo momento di grande difficoltà c’è bisogno, da parte di tutti, di sentire il sostegno da parte delle istituzioni. Ora è necessario e indispensabile che i Comuni non si perdano in procedure e iter farraginosi ma che si adoperino al più presto per consentire a chi ne ha bisogno di ricevere un aiuto.”Così in una nota la Consigliera del Lazio Marta Bonafoni, Capogruppo della Lista Civica Zingaretti.

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Bloccare l’obbligo vaccinale antinfluenzale nel Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2020

Con una lettera indirizzata ai Capigruppo del Consiglio Regionale del Lazio, l’associazione Codici prosegue l’azione per mettere fine a quello che ritiene un atto gravissimo: l’ordinanza firmata dal Presidente Nicola Zingaretti che rende obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale per i cittadini over 65 anni e per il personale sanitario.“Ci sembra doveroso – afferma il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – che i Consiglieri Regionali si attivino per revocare un provvedimento che viola la libertà fondamentale della persona. L’ordinanza è incostituzionale, irragionevole e scientificamente infondata. Ci auguriamo che la politica si attivi per mettere fine a questa iniziativa gravissima. In caso contrario, saremo costretti a ricorrere al Tar per tutelare i cittadini, danneggiati da un provvedimento che interviene in ambiti dei diritti fondamentali dell’individuo senza averne i poteri costituzionali”. Con una lettera indirizzata ai Capigruppo del Consiglio Regionale del Lazio, l’associazione Codici prosegue l’azione per mettere fine a quello che ritiene un atto gravissimo: l’ordinanza firmata dal Presidente Nicola Zingaretti che rende obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale per i cittadini over 65 anni e per il personale sanitario. “Ci sembra doveroso – afferma il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – che i Consiglieri Regionali si attivino per revocare un provvedimento che viola la libertà fondamentale della persona. L’ordinanza è incostituzionale, irragionevole e scientificamente infondata. Ci auguriamo che la politica si attivi per mettere fine a questa iniziativa gravissima. In caso contrario, saremo costretti a ricorrere al Tar per tutelare i cittadini, danneggiati da un provvedimento che interviene in ambiti dei diritti fondamentali dell’individuo senza averne i poteri costituzionali”.

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Coronavirus: Unione Buddhista Italiana sostiene 12 organizzazioni nel Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2020

Sono dodici le organizzazioni Non profit con sede nella Regione Lazio tra le novanta ammesse alla parte del fondo speciale di 1.5 milioni di euro stanziato dall’Unione Buddhista Italiana a sostegno di chi è impegnato nel contrasto alla diffusione del Covid-19 e che avrà un ruolo ancor più determinante durante la fase post emergenziale per la cura dei soggetti più fragili. Un’iniziativa, quella dell’Ubi, che va ad aggiungersi ai già 1.5 milioni di euro destinati nei giorni scorsi alla Protezione civile italiana e rivolta a tutte quegli enti del Terzo Settore che stanno svolgendo un ruolo essenziale in questa fase di emergenza, rappresentando un fondamentale presidio di socialità a fianco di chi soffre. Tra le dodici realtà con sede nel Lazio che hanno avuto accesso al fondo, sono presenti la Comunità di Sant’Egidio, Medici Senza Frontiere, Aism Onlus, Antea Associazione Onlus, il Consiglio italiano per i Rifugiati, Emmaus Roma, Girolamo De Marco Onlus, Medu, Moby Dick, Progetto Itaca Roma, Tutti giù per terra e Associazione Viterbo con Amore. “In questo momento non semplice – commenta il presidente dell’Unione Buddhista Italiana, Filippo Scianna – vogliamo restituire concretamente alla popolazione italiana la fiducia che ci ha dimostrato con l’8×1000 e per questo abbiamo deciso di stanziare 3 milioni di euro come sostegno immediato a chi è impegnato a contrastare la diffusione del Covid19. Siamo fiduciosi che questo periodo di prova che stiamo vivendo rafforzerà appieno lo spirito di apertura di tutti noi e come buddhisti sentiamo forte l’invito a tradurre in azioni la compassione verso l’altro: è questa l’autentica via del prendersi cura”.

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94 medici positivi nel Lazio e in italia 5280 operatori sanitari infetti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

“Nel Lazio in questo momento sono contagiati 94 medici: 84 a Roma, 6 a Latina, 2 a Viterbo e 2 a Frosinone. I dati pero’ sono sottostimati, perché non tutti i casi sono stati denunciati e molti stanno ‘sfuggendo’ al controllo perché’ non si fanno i tamponi”. Così il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, Antonio Magi, interpellato sul tema dall’agenzia Dire.”Tra questi medici – prosegue Magi – ci sono specialisti che lavorano negli ambulatori, in particolare, delle Asl Roma 1, Roma 2, Roma 3 e Roma 6″. A preoccupare “molto” Magi non sono solo i dati che riguardano la Capitale: “Dal 12 marzo ad oggi siamo passati da 1.116 a oltre 5.280 operatori sanitari infetti – prosegue – Questo vuol dire che in 12 giorni si e’ quadruplicatoin Italia il numero dei sanitari con Coronavirus, con una media di 400 operatori infetti al giorno e dei picchi giornalieri che hanno raggiunto quota 670”.
Il fenomeno, secondo il presidente dell’Omceo Roma, e’ dovuto “sia alla mancanza di protezioni (e mi chiedo come sia possibile che vedo passeggiare in strada persone con le mascherine FFP3 destinate al personale sanitario, quando i medici non le hanno e neppure le aziende) sia al fatto di non aver eseguito su queste persone tamponi nel momento giusto. Cosi’ ogni medico infettato, nei 14 giorni precedenti, ha avuto la probabilita’ di infettare i pazienti, perche’ lui stesso non era a conoscenza di essere infetto”.
Quello che propone Magi, quindi, e’ di fare i tamponi al personale sanitario. “Ho discusso di questo con l’assessore regionale alla Sanita’, Alessio D’Amato – fa sapere – e lui mi e’ sembrato favorevole a fare i tamponi su alcune categorie di operatori sanitari, come per esempio quelli che hanno avuto contatti quotidiani con pazienti risultati poi positivi al Coronavirus. Intanto stiamo aspettando la fine di questa settimana, quando credo si concludera’ la sperimentazione che sta portando avanti il Policlinico Gemelli di Roma per fornire un test rapido proprio agli operatori sanitari, chepotremmo poi estendere a tutti i colleghi. Ci siamo resi disponibili ad intervenire economicamente pur di tutelare i colleghi e ovviamente anche i pazienti”.Magi sottolinea poi la necessita’ “di dare la possibilita’ agli specialisti delle Asl di contattare i pazienti che non sono urgenti, per capire quali sono le loro necessita’, attraverso un triage telefonico. In un secondo momento si potra’ poi decidere se far andare, in totale sicurezza, o meno un paziente in ambulatorio per eseguire una visita oppure un esame diagnostico, se necessario”. Ci sono infatti pazienti che “non hanno piu’ le medicine – prosegue Magi – sto parlando di persone e anziani fragili, di pazienti cronici che non hanno la ricetta e che quindi non possono comprare le medicine e continuare la terapia, per esempio. Ma anche di tutti quei pazienti oncologici che si erano prenotati per fare una visita, magari da un anno, per controllare eventuali metastasi, e arrivato il giorno dell’appuntamento non abbiamo potuto farli entrare negli ambulatori. Non e’ una situazione facile, bisogna utilizzare sistemi di telemedicina, con piattaforme che ci permettano di fare anche dei video consulti”, conclude il presidente dei camici bianchi capitolini. (fonte: Agenzia DIRE)

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Ambulanze per il Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

<< Gli ospedali di riferimento per i pazienti COVID-19 sono pochi e non riescono a gestire l’afflusso di pazienti. Questo determina il fermo delle ambulanze con il paziente a bordo, presso i Pronto Soccorso e di fatto finiscono per essere adibite a posti di pre-triage e di isolamento per le prime visite mediche e cure che, per ragioni di sicurezza sanitaria, non si possono fare all’interno dei Pronto Soccorso. Questo crea un rallentamento della macchina dei soccorsi ed inoltre il possibile rischio di rallentamento delle operazioni stesse, come rappresentato e segnalato dal segretario provinciale Stefano Barone e da Alessandro Saulini del sindacato Nursind che ringraziamo per la importante informazione. Fdi ritiene necessario abilitare con urgenza altri nosocomi per le operazioni di presa in carico dei pazienti, a cominciare dalle diverse strutture sanitarie pubbliche che nell’era Zingaretti sono state chiuse o fortemente ridimensionate, a Roma e nelle altre Provincie del Lazio. Altre unità di operatori potrebbero essere attivati impiegando a termine, personale già formato e già operante a vario titolo nel sistema 118 al fine di incrementare la disponibilità di ambulanze e soccorritori, Fdi propone alla Regione Lazio di stanziare fondi straordinari ragionando sui termini di un accordo commerciale nazionale con le aziende produttrici di veicoli di soccorso, per la fornitura di altri mezzi all’Ares 118 ed ai soggetti convenzionati.>> Così in un comunicato Giancarlo Righini, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia.

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Lazio: Tumore del seno

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 febbraio 2020

Calano nella Regione Lazio il numero di nuovi casi l’anno di tumore del seno. Nel 2019 sono stati in totale 4.600, erano 4.850 quelli registrati l’anno precedente. Una riduzione che segna una tendenza diversa, rispetto a quella nazionale, dove la neoplasia risulta in aumento. Ed è anche la più frequente tra la popolazione femminile: 53mila casi a livello nazionale. Il dato viene presentato in occasione del convegno regionale From Texas To Rome– The DayAfter San Antonio organizzato dalla sezione Regione Lazio dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). L’evento si svolge oggi presso l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e vede la partecipazione di specialisti da tutta la Regione per fare il punto sul carcinoma mammario. “In un anno abbiamo avuto 250 casi in meno – afferma la dott.ssa Alessandra Fabi, Segretario Regionale AIOM -. Ciò è dovuto a una maggiore attenzione nelle nostre latitudini ad alcuni stili di vita, come l’interesse all’esercizio fisico o la più accurata scelta di una dieta. Non bisogna poi sottovalutare la maggiore conoscenza del rischio familiare da parte delle donne che induce ad effettuare test diagnostici con eventuale scelta di una profilassi chirurgica in caso di mutazione del BRCA che annulla l’insorgenza del cancro della mammella”. “La neoplasia potrebbe inoltre essere stata sotto diagnosticata a causa della scarsa partecipazione ai programmi di screening – afferma il dott. Domenico Corsi, coordinatore regionale AIOM Lazio -. Si calcola che solo il 36% delle donne si sottoponga regolarmente alla mammografia e infatti la malattia, solo lo scorso anno, ha determinato in Lazio oltre 1.100 decessi. Serve quindi un maggiore sforzo, da parte di noi specialisti e delle istituzioni, per promuovere maggiormente questi esami”. Al convegno di Roma sono presentate anche le ultime novità terapeutiche per il trattamento della patologia oncologica. “La ricerca sta procedendo nella messa a punto di cure meno invasive e più personalizzate – prosegue la dott.ssa Fabi -. I nuovi farmaci sono più efficaci rispetto anche al più recente passato e ci permettono di intervenire chirurgicamente su tumori di dimensioni ridotte. Nei prossimi anni gli sforzi dei ricercatori proseguiranno nell’individuazione di nuovi bersagli terapeutici. L’immunoterapia, per esempio, potrebbe diventare una valida arma anche nel carcinoma della mammella come lo è già per il melanoma o i tumori polmonari. Oltre l’80% delle pazienti oggi è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Raggiungiamo anche il 90% se riusciamo ad intervenire precocemente. Sono ottime percentuali che tuttavia possono essere ancora migliorate soprattutto per quanto riguarda i casi più gravi della malattia”.

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“In 10 anni nel Lazio ben 967 voragini, in Campania 240, in Sicilia 175”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 gennaio 2020

Lanzini (SIGEA LAZIO): “Ho illustrato tre situazioni romane a testimonianza dell’importanza della documentazione storica al fine della conoscenza del sottosuolo. La presenza di ipogei di origine antropica in aree urbane determina condizioni di rischio per le persone e per le infrastrutture di superfici a seguito di fenomeni di subsidenza e di voragine”.
“A Roma 923 voragini dal 2009 al 2019, a Napoli ben 196, a Cagliari 112. Interessate dal fenomeno le città della Sicilia e Cagliari. I sinkholes antropogenici (questo è il termine tecnico per le voragini) iniziano tuttavia a manifestarsi anche nelle città del nord dove fino a qualche anno fa non si registravano eventi. Dal 2009 al 2019 ben 42 voragini in Abruzzo, 16 in Basilicata, 65 in Calabria, 240 in Campania, 46 in Emilia – Romagna, 23 in Friuli Venezia Giulia, 967 nel Lazio, 36 in Liguria, 81 in Lombardia, 27 nelle Marche, 13 in Molise, 43 in Piemonte, 58 in Puglia, 141 in Sardegna, ben 175 in Sicilia, 29 in Toscana, 31 in Umbria, 47 in Veneto”. Lo ha affermato poco fa Stefania Nisio, geologo dell’Ispra, in apertura dei lavori della conferenza sulle Cavità sotterranee d’Italia, organizzata insieme dalla Società Geografica Italiana, ISPRA e Società Italiana di Geologia Ambientale ed in corso a Roma presso la sede della Società Geografica Italiana, Palazzetto Matteotti. “Il sottosuolo delle grandi città è una ricchezza ma anche un aspetto problematico che non va sottovalutato.Le cavità antropogeniche caratterizzano il tessuto urbano di molti capoluoghi di provincia italiani e di molti piccoli e medi centri – ha proseguito Nisio – e dobbiamo iniziare a pensare di fare i conti con questa realtà.
Le cavità e gli ipogei dimenticati, infatti, possono dar luogo a cedimenti e al formarsi di voragini che assumono importanza e frequenza sempre maggiore nelle nostre città”.Presentati numerosi studi importanti. Fondamentale la documentazione storica per la conoscenza del sottosuolo.
“Ho illustrato studi di situazioni urbane con cavità sotterranee risolte per mezzo della documentazione storica. Ho personalmente condotto ben 3 studi a Roma – ha affermato Maurizio Lanzini, Presidente della SIGEA Lazio- per la valutazione geologica-geotecnica della stabilità di reti caveali e del rischio di voragine, localizzate a Villa Blanc-Via Nomentana, Via Giannetto Valli e Monteverde (quest’ultimo relativo alla ricerca delle catacombe ebraiche perdute di Monteverde). L’intervento sottolinea le problematiche per i geologi ad operare in area urbana e il fondamentale apporto, per la comprensione e valutazione delle problematiche di rischio, avuto dalla documentazione storica (cartografica, fotografica e degli studi dei geologi ed archeologi che hanno operato nei secoli passati). La presenza di ipogei di origine antropica in aree urbane determina condizioni di rischio per le persone e per le infrastrutture di superfici a seguito di fenomeni di subsidenza e di voragine; tale rischio presenta le maggiori problematiche in aree urbane. Tale rischio, rispetto ai rischi determinati da frane, alluvioni e terremoti, è spesso sottovalutato e oggetto di pochi studi di modellazione e valutazione del rischio di crollo, anche per l’incompleta conoscenza della presenza e degli andamenti reti caveali ipogee”.
La Conferenza dal tema: “Cavità sotterranee nascoste o scomparse sotto il tessuto urbano”, ha visto l’intervento di Claudio Campobasso, Capo Dipartimento del Servizio Geologico d’Italia ISPRA, di Claudio Cerreti, Presidente della Società Geografica Italiana, nell’ambito del ciclo “Giornate di studio di Geologia e Storia”, appuntamenti organizzati dal Dipartimento per il Servizio Geologico d’Italia – ISPRA, dalla Società Geografica Italiana e dalla Sigea per fare il punto sull’attuale stato delle conoscenze riguardo l’importanza delle fonti storiche e cartografiche per lo studio dei fenomeni geologici e degli eventi catastrofici naturali.Da anni la Società Italiana di Geologia Ambientale (SIGEA) pone il tema delle cavità sotterranee al centro del dibattito scientifico.
“La Sigea da anni pone il tema delle cavità sotterranee al centro del dibattito scientifico – ha concluso Antonello Fiore, Presidente Nazionale della SIGEA – istituzionale e professionale. Sono diverse le regioni italiane (come Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Umbria e Liguria) che vedono la presenza diffusa di cavità di origine antropica che spesso destano grande preoccupazione per la pubblica e privata incolumità. La ricerca scientifica e gli studi storico culturali suggeriscono l’adozione di politiche di valorizzazione e utilizzo con ricadute socio economiche importanti. Un utilizzo che non deve trascurare gli aspetti della sicurezza.
Su questo tema, come sugli altri argomenti d’interesse multidisciplinare, si deve partire dalle conoscenze acquisite storico-culturali e tecnico-scientifiche, le quali possono garantire una valorizzazione degli ambienti ipogei nel rispetto dei principi di sicurezza degli addetti ai lavori e dei visitatori. Sono molte le cavità di origine antropica che, rivestendo un interesse culturale, storico/religioso, paesaggistico/turistico (chiese rupestri, santuari, catacombe, frantoi ipogei, cantine ecc.), rappresentano un potenziale da tutelare e valorizzare”.

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Roma Multiservizi: Tar Lazio respinge ricorso contro gara a doppio oggetto

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 gennaio 2020

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso contro la delibera di Roma Capitale che dispone una procedura di gara ad evidenza pubblica “a doppio oggetto” relativa al perimetro di attività di Roma Multiservizi.Il provvedimento, ritenuto legittimo dai giudici amministrativi, prevede la creazione di una nuova società a capitale misto pubblico-privato, controllata direttamente dal Campidoglio con il 51%, per la gestione dei servizi di interesse generale svolti in particolare negli istituti scolastici di Roma: pulizia nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali, manutenzione del verde e attività di accoglienza e sorveglianza.Questa soluzione consente la massima salvaguardia dei livelli occupazionali, un controllo più stringente sull’attività dell’azienda (oggi controllata al 51% da Ama) e sull’efficienza dei servizi rispetto alle risorse stanziate.Con la gara a doppio oggetto, sia l’individuazione del socio operativo privato che l’affidamento dei servizi saranno oggetto di una gara europea. La nuova azienda avrà la possibilità di vedere aumentare il volume di attività per i servizi generali svolti principalmente nelle scuole, con un incremento di circa 300 mila ore di lavoro. E in prospettiva potrà attivare nuovi appalti.Per la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, in questo modo si salvano migliaia di posti di lavoro per migliaia di persone che nelle scuole della città si prendono cura dei nostri figli. Il Tar del Lazio ha dato ragione al Campidoglio, che ha portato avanti questo progetto nonostante i ricorsi e le polemiche. Per Raggi si tratta della soluzione migliore per avere finalmente una società sana ed efficiente, in grado di erogare i servizi di cui la città ha bisogno. La sindaca ha espresso un ringraziamento ai lavoratori di Roma Multiservizi per l’impegno che hanno sempre dimostrato in questi anni.

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Terzo Ecoforum del Lazio di Legambiente

Posted by fidest press agency su domenica, 15 dicembre 2019

Roma 17 dicembre, dalle ore 9, presso l’Hotel Quirinale in Via Nazionale 7 Terzo Ecoforum del Lazio di Legambiente. Secondo il rapporto annuale sui rifiuti di ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale del Ministero dell’Ambiente, per la prima volta da sempre, nella capitale diminuisce la percentuale di differenziata scendendo dal 43,2% del 2017 al 42,9% del 2018. Il dato era stato ampiamente anticipato da Legambiente Lazio nelle scorse settimane, con la presentazione del Dossier Ecosistema Urbano. Emerge inoltre dai dati ISPRA un aumenta netto della produzione totale di rifiuti pari al 2,8% annuo, e a Roma risultano prodotte 1.728.428 tonnellate di rifiuti nel 2018, la produzione massima degli ultimi 5 anni. Altro dato (fonte Ama spa) sulla capitale è una pessima riduzione della diffusione di utenze Porta a Porta che scende dal 33,5% delle utenze nel 2017 al 30,7% del 2018.

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“Rapporto 2019 sul mercato immobiliare di Roma e del Lazio”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 novembre 2019

Roma 6 novembre presso la Sala Convegni Sidief (Via degli Scialoja, 20) dalle 10.00 alle 12.30 A cura di Scenari Immobiliari e Casa.it.Il Rapporto sarà presentato da Mario Breglia (Scenari Immobiliari) e Luca Rossetto (Casa.it), e commentato da Alessandra Albani (ITS Controlli Tecnici), Elia Federici (Ares 2002), Martina Gentili (GSSI), Massimo Livi (Jones Lang Lasalle), Ilaria Maggiorotti (RFI), Barbara Mezzaroma (Impreme), Andrea Rasori (BNL Gruppo BNP Paribas), Michele Stella (Torre Sgr), Vincenzo Zubbo (Colliers International)

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6 milioni di nuovi alberi nel Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

La Regione Lazio ha lanciato il progetto Ossigeno, che prevede 6 milioni di nuovi alberi nei prossimi 3 anni, che dal Parco degli Aurunci saranno a disposizione per tutti i territori. Questa mattina piantato il primo albero a Monte Ciocci, nel Parco di Monte Mario, tra le aree protette regionali gestite da RomaNatura. “Il progetto Ossigeno, è quanto di meglio si possa fare per aiutare l’aria, la salute, l’ambiente e le persone della nostra Regione – commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – ancor meglio perché arriva proprio in vista della festa dell’albero del prossimo 21 novembre. In questo modo si da corpo e sostanza alla trasformazione green, alla lotta alle emissioni climalteranti, all’adattamento del territorio al clima che cambia e non solo”. La Regione, aveva istituito per legge la Festa dell’Albero Regionale fornendo anche alberi a quanti ne facevano richiesta. “Questo nuovo impegno, insieme alla legge con la quale si era istituita la festa dell’albero – concude Scacchi-, sono positivi quanto indispensabili al territorio, e lo sono anche per contrastare quelle sciagurate amministrazioni del territorio come a Roma dove sembra che si abbia solo intenzione di tagliare, privando strade e parchi del verde”.

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Lazio: Le cementificazioni alla “Zingaretti”

Posted by fidest press agency su domenica, 4 agosto 2019

“L’approvazione del Ptpr Lazio era un atto doveroso sul quale Fratelli d’Italia ha lavorato alacremente senza tuttavia dare il proprio assenso. Si tratta infatti di un piano assolutamente importante per il territorio laziale al centro del quale c’è una voragine. Questa voragine è Roma Capitale. Ci stupiamo che la sindaca Raggi non se ne sia accorta. Le tutele paesaggistiche infatti non si applicano, a causa di emendamenti presentati dal Pd, al centro di Roma e alla città storica, il che significa che Roma sarà assoggettata agli appetiti di fondi d’investimento convertiti alle attività immobiliari o di giganti dell’economia finanziaria, lo dimostra la vicenda di Caracalla con McDonald’s senza avere alcun potere di veto. Oltre a questo, Zingaretti ha accelerato sull’autonomia differenziata facendo carta straccia delle osservazioni del Mibac, attuando ultra-legem ciò che Zaia e Fontata stanno affrontando con interlocuzioni governative. Ci saranno ricorsi a non finire, oltre all’impugnativa del ministro Bonisoli che ci auguriamo arrivi quanto prima. Il Partito Democratico, governato nel Lazio da Zingaretti, e in tutta Italia da Zingaretti…è il partito della cementificazione e della distruzione di Roma. Del resto, Tor Marancia l’abbiamo salvata noi”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Raggi e Tgr Lazio surreali su anniversario bombardamento san Lorenzo

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

“Il sindaco di Roma e il Tgr Lazio surreali sull’anniversario del drammatico bombardamento del quartiere San Lorenzo del 19 luglio 1943 che devastò la Capitale e fece migliaia di morti. Il Servizio pubblico e la Raggi, per sciatteria ideologia, omettono di dire che il bombardamento fu compiuto dagli Alleati, seppure nel contesto di un conflitto mondiale e contro i regimi totalitari europei, e parlano invece dell’importanza della ‘lotta antifascista’. Sulla base del servizio del Tgr Lazio e delle dichiarazioni di Virginia Raggi chi non conoscesse i fatti riterrebbe che quel tremendo bombardamento sia stato opera dei nazifascisti. Il ricordo dei drammatici eventi che hanno segnato la storia d’Italia e d’Europa, andrebbe raccontato fedelmente senza la necessità di ricorrere a grottesche distorsioni e omissioni, che sono irrispettose delle vittime e dei loro familiari ma soprattutto che non giovano a creare un futuro di verità e di pace”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Giovanbattista Fazzolari, responsabile nazionale del programma di FdI.

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Il Lazio e la lotta ai tumori

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

Nel Lazio sono oltre 265.000 le persone che convivono con un tumore, 33.850 i nuovi casi registrati: la maggioranza dei pazienti oncologici e onco-ematologici promuovono l’assistenza erogata dal Servizio Sanitario della Regione, apprezzando in particolare la disponibilità di Centri d’eccellenza, la possibilità di scelta tra le diverse strutture presenti nella Regione, gli standard elevati della chirurgia ma anche la competenza dei medici e degli infermieri.I risultati dell’indagine realizzata da Ipsos insieme a Salute Donna Onlus e alle Associazioni pazienti sostenitrici del progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, evidenziano il virtuoso gioco di squadra tra Associazioni e sanità laziale a favore dei pazienti. Nell’ambito del progetto rinasce l’Intergruppo consiliare regionale del Lazio, composto da tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione, per la tutela dei diritti dei pazienti oncologici e onco-ematologici.

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La musica tradizionale del Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

Mercoledì 10 aprile 2019 alle 18.00 la stagione di Roma Sinfonietta presso l’Università di Roma “Tor Vergata” (Auditorium “Ennio Morricone”, Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1) dedica come ogni anno un concerto alla Musica delle Regioni d’Italia: questa volta è il turno del Lazio. Si ascolteranno ciaramelle di Amatrice, improvvisazioni poetiche, organetti, zampogne, saltarelli, canti religiosi.Il concerto è a cura di Giorgio Adamo, professore di etnomusicologia presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, con la collaborazione Giuseppina Colicci, Giancarlo Palombini e Serena Salvatori.Le ciaramelle sono un arcaico strumento a fiato continuo, diverso dalle altre zampogne, sia per la struttura organologica (mancanza di bordone) sia per l’utilizzo di scale musicali pre-tonali e per il repertorio, che comprende la sonata per la sposa, l’accompagnamento del canto a terzina o quartina e la saltarella, per accompagnare l’omonimo ballo. Alessio Di Fabio fa parte dell’ultima leva di ciaramellari. La poesia improvvisata in ottava rima ha nella zona di Amatrice, tradizionalmente pastorale, una presenza forte e diffusa. Pietro e Donato De Acutis rappresentano due generazioni di poeti.I canti a due voci sul lavoro denominati “all’arianella” e “alla monnarella”, eseguiti dalle donne durante i lavori della monda del grano, erano presenti fino a qualche tempo fa soprattutto nella zona di Amatrice e sono riproposti da Susanna Buffa e Ludovica Valori.La ricca tradizione polivocale di canti religiosi del Lazio sarà rappresentata dai due gruppi, ciascuno di circa 25 esecutori, della cantoria della Confraternita del SS. Sacramento e dell’Immacolata Concezione di Fiuggi, Sarà eseguito il repertorio processionale del Venerdì Santo, tra cui il Vexilla Regis, il Pianto della Madonna e la Morte di Gesù.

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Consumi in Lazio: nel 2018 crescita zero per i beni durevoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

Nel comparto ‘mobilità’ lieve aumento per le auto usate (+1,9%) e per i motoveicoli (+1%) ma contrazione per le auto nuove (-2,2%); nel comparto ‘casa’ crescita per i mobili (+1,3%), stabili gli elettrodomestici (0%) e flessione per l’elettronica di consumo (-2,6%) e l’information technology (-2,3%). Il quadro della spesa per i beni durevoli nel Lazio nel 2018 viene tracciato dall’Osservatorio dei Consumi Findomestic, realizzato in collaborazione con Prometeia. “Nell’anno appena concluso – commenta il responsabile dell’Osservatorio Findomestic Claudio Bardazzi – la spesa delle famiglie laziali è rimasta pressoché invariata (5 miliardi e 935 milioni, pari a +0,2%), a fronte dei moderati aumenti registrati nelle altre regioni del Centro. Su questa dinamica ha influito la deludente performance delle auto usate e dei motoveicoli, che hanno mostrato incrementi di spesa inferiori a quelli medi nazionali (rispettivamente 3,5% e 6,2%). Nel 2018 in Lazio la spesa media per famiglia destinata ai durevoli è stata di 2.230 euro, 126 in meno rispetto alla media nazionale”.
“Secondo l’analisi a livello provinciale dell’Osservatorio Findomestic”, afferma Bardazzi, “Viterbo (2,3%), Latina (1,7%) e Frosinone (1,5%) hanno registrato un aumento della spesa per i durevoli, Roma (-0,2%) ha sperimentato una sostanziale stabilità, mentre Rieti (-0,5%) ha mostrato un lieve calo”.

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I picchi di smog registrati a Roma e nel Lazio

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

Sono stati presi in osservazione gli otto punti “critici” della città di Roma scelti in base alle segnalazioni dei cittadini e dei circoli di Legambiente. In questi punti sono state fatte misurazioni della durata di un’ora delle polveri sottili con l’obiettivo di scattare una fotografia dell’inquinamento atmosferico. Se i valori medi di polveri sottili (Pm10) registrati a Roma non sono preoccupanti e variano tra 5,8 e 21,1 microgrammi/mc (come media oraria), a destare forte preoccupazione sono i numerosi picchi registrati durante l’ora di monitoraggio. Questi incidono sulla salute delle persone che passeggiano, lavorano, circolano in queste zone congestionate dal traffico.Il picco più elevato si è registrato in Viale Europa dove si è raggiunto il valore di 180 µg/mc per alcuni minuti a cui sono seguiti diversi picchi di polveri sottili oltre i 100 µg/mc e frequenti picchi nell’ora monitorata tra i 50 e i 100 µg/mc. Non è andata tanto meglio sulla Circonvallazione Ostiense, Viale Marconi e via di Portonaccio (all’angolo con via Tiburtina) dove i picchi più elevati di polveri hanno fatto registrare valori rispettivamente di 165,9 µg/mc, 163 µg/mc e 156,1 µg/mc, mentre decine di ulteriori altri picchi tra i 60 e i 120 µg/mc hanno caratterizzato l’ora di monitoraggio in tutte le postazioni.I punti monitorati sono stati Viale Libia (media oraria di 9,2 µg/mc), Viale regina Elena (5,8 µg/mc), Via di Portonaccio all’angolo con via Tiburtina (13,3 µg/mc), Piazza Fiume (10,1 µg/mc), Viale Marconi (21,1 µg/mc), Largo Fochetti nella zona dell’EUR (12,3 µg/mc), Circonvallazione Ostiense (11,8 µg/mc) e Viale Europa (13,4 µg/mc). È quanto emerge dalla fotografia scattata dal Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare che in questi giorni ha fatto tappa a Roma. I risultati del monitoraggio scientifico della qualità dell’aria – realizzato grazie al progetto di Citizen Science di Legambiente Volontari per Natura – sono stati presentati questa mattina, a bordo della quarta carrozza del convoglio ambientalista, dal Coordinatore dell’ufficio scientifico nazionale di Legambiente Andrea Minutolo e da Roberto Scacchi , Presidente di Legambiente Lazio. Com’è noto Roma comincia male l’anno anche per quanto riguarda i risultati delle analisi effettuate dall’ ARPA Lazio per presenza di Polveri Sottili, con due centraline che hanno registrato più di 10 giorni di superamento del limite previsto per il Pm10: quella denominata Tiburtina, dove sono già 15 i giorni di superamento del limite giornaliero previsto dalla normativa (50 µg/mc come media giornaliera da non superare per più di 35 volte in un anno), mentre nella centralina denominata Preneste gli sforamenti sono stati già 11. Seguono con 7 giorni di sforamento le centraline di Fermi e Magna Grecia e Ciampino (RM).
Situazione ben più critica a livello regionale, quella della provincia di Frosinone, dove il bonus dei 35 giorni è stato ampiamente superato già dalla centralina di Frosinone scalo e Ceccano dove si sono raggiunti i 41 superamenti, seguita da quella di Cassino con 33 e Ferentino 16; a Colleferro (centralina Europa) – comune ricadente nella provincia di Roma ma al confine con l’area del frusinate, sono stati già invece 23 i giorni di superamento nel nuovo anno. Dopo la tappa di Roma, il viaggio del Treno Verde prosegue verso Pescara.

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Lazio: sanità in crisi

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Fuga di camici bianchi dal sistema pubblico, blocco del turnover, liste d’attesa interminabili, costi sociali per la formazione di ogni medico con cifre a piu’ zeri. In attesa di capire se la Regione Lazio uscira’ dal commissariamento, Antonio Magi, presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri riguardo il problema della sanita’ italiana e quella del Lazio che perdono sempre piu’ camici bianchi che emigrano all’estero o nel privato dichiara:
“In realta’ il problema e’ che in questo momento la mancata programmazione, sia in ospedale che sul territorio, ha creato una carenza numerica di camici bianchi, in particolar modo nelle branche della medicina che possono sviluppare conflittualita’ medico-legali e risarcimenti. Questo stato di cose, associato poi al blocco del turnover e al conseguente precariato dovuto a contratti soprattutto a termine e malpagati, spinge i giovani medici ad abbandonare il Paese per proposte molto piu’ attrattive. In questo momento ci sono societa’ che reclutano medici offrendo compensi alti fino a 4mila e 400 euro piu’ alloggio e altri benefit. E’ naturale che il medico che riceve un’offerta di questo tipo rispetto a quanto proposto in Italia, magari un contratto con retribuzione di 1.200 euro senza alloggio, assicurazione e formazione, sia spinto ad emigrare. I posti maggiormente vacanti per concorso sono quelli al Nord, mentre al Sud – e’ una amara realta’ – non si pone proprio il problema: i bandi di concorso non vengono programmati. Negli ultimi 5 anni in Italia abbiamo contato 4.500 medici giovani specializzati che hanno abbandonato il Paese per lavorare all’estero. Poi c’e’ tutta la parte di medici non specializzati che sono andati in Ue od Oltreoceano. Insomma, stiamo perdendo quote di specialisti anche perche’ le universita’ italiane formano bene: non a caso i medici italiani sono richiesti in tutto il mondo. A Roma sono 44mila gli iscritti all’Ordine, quindi i medici ancora ci sono. Il problema e’ un altro: se non si fanno i concorsi e non si stabilizzano le persone dando loro una prospettiva, sia lavorativa che di vita, perderemo sempre piu’ cervelli. Se passa poi il regionalismo differenziato forse avremmo qualche problema in piu’, in quanto ci potrebbe essere una autonomia contrattuale tra una Regione e l’altra per cui Regioni piu’ ricche possono essere piu’ attrattive generando ulteriori disparita’ di cure tra Nord e Sud”.
Analizzando che nel Lazio l’eta’ media dei medic e’ di 57 anni, 6 in piu’ rispetto alla media nazionale che si attesta a 51, afferma:
“Il Lazio e’ nella media nazionale, ma nel Nord Italia sono piu’ giovani solo perche’, essendoci state per concorso nuove assunzioni, nell’organico sono entrati piu’ giovani che hanno abbassato la media. Mentre nelle Regioni con piano di rientro – che non possono assumere – ci sono, naturalmente, medici con eta’ media superiore. Quindi al Nord abbiamo una media di 50-52 anni d’eta’ mentre piu’ ci sposta al Centro-Sud piu’ la media sale sfiorando i 57 anni d’eta’. Questo non va bene, perche’ se pensiamo che intorno ai 60-62 anni d’eta’ si potra’ andare in pensione questo vuol dire che nel Lazio abbiamo solamente 5 anni per riorganizzarci. Bisogna capire anche se la Regione Lazio uscira’ dal piano di rientro. A maggior ragione i medici piu’ validi potranno anche decidere di andare in pensione e spostarsi nel privato depauperando ulteriormente il Ssn. Anche i giovani piu’ competenti potranno fare la stessa scelta. Secondo me, e’ assolutamente importante potenziare gli specialisti ambulatoriali in modo che possano fare da filtro tra territorio e ospedale, cosi’ da evitare l’inutile e dannoso sovraccarico di lavoro al Pronto soccorso. Cominciamo ad avere anche qualche carenza nei medici di medicina generale, poi c’e’ il problema delle liste d’attesa. Ribadisco, nel Lazio vanno potenziati gli specialisti del territorio in modo che gli ospedalieri possano, come dovrebbe essere, concentrarsi sulle acuzie e non sulla cronicita’, in modo anche da abbattere i costi del Servizio sanitario a vantaggio della salute di tutti i cittadini”.

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