Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

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Nella Chiesa di Sant’Antonio Abate a Ferentino, nel Lazio portato alla luce un Labirinto di epoca medievale

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

“Continuano ad arrivare sorprese importanti da Ferentino, città del Lazio. Nella Chiesa di Sant’Antonio Abate a Colle del Fico di Ferentino, in provincia di Frosinone, è stato scoperto un Labirinto Medievale di notevole importanza. La scoperta è ad opera del ricercatore irpino, Marco Di Donato, che ha condotto importanti studi sulle simbologie medievali presenti nell’Abbazia del Goleto. La Chiesa di Sant’Antonio Abate è ricca di storia e affreschi. Si tratta di una chiesa importante, edificata nella metà del XIII secolo da Pietro del Morrone che sarebbe poi diventato Papa con il nome di Celestino V. E fu proprio tale edificio ad ospitare per ben 30 anni le spoglie del Pontefice ricordato da Dante nella Divina Commedia come colui che fece per viltade il gran rifiuto. Il Labirinto Medievale è inciso all’interno della chiesa ed è un ritrovamento importante in quanto rappresenta il percorso gerosolomitano o cammino di espiazione che veniva compiuto, nell’immaginario, dal pellegrino che non poteva intraprendere il viaggio verso i luoghi di pellegrinaggio in Terra Santa. Si tratta dunque di un labirinto inciso sulle pareti interne di questa chiesa che rappresenta un unicum in Italia. Infatti nel nostro Paese si contano pochi labirinti incisi ed esattamente solo 7: Pontremoli (MS), Lucca (LU), Tossicia (TE), Sonnino (LT), Colli al Volturno (IS), Petrella Tifernina (CB) e Conversano (BA). Forse, ma ci sono studi in corso, non sarebbe da escludere il fatto che l’incisione di questo labirinto sarebbe stata commissionata dai Cavalieri Templari. Infatti una chiara testimonianza templare è stata trovata anche nella Chiesa di Sant’Antonio Abate. Durante i lavori di restauro è venuto alla luce un rarissimo “Valcento” cioè l’unico scudo utilizzato dai Cavalieri Templari in 200 anni di storia. Ora lo scenario aperto dal ricercatore Marco Di Donato sono davvero innovativi e rappresentano le basi per nuove ricerche sul territorio”. Lo ha affermato Antonio Ribezzo, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Ferentino.

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Bilancio Lazio: Non garantisce sviluppo economia e politiche sociali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 dicembre 2021

“Voto contrario di Fdi ad un Bilancio preoccupante per l’enorme passivo delle casse regionali e per lo scenario di previsione relativo al 2022, che indica un ulteriore aumento del debito, come preannunciato dal severo Giudizio di Parifica della Corte dei Conti che ha smentito l’annuncio di Zingaretti sull’assenza di debiti del Lazio. Da biasimare la condotta della Giunta che ha presentato in forte ritardo, DEFR, Legge di Stabilità e Legge di Bilancio, tutti insieme a ridosso delle festività, imponendo la discussione in Consiglio senza il necessario approfondimento in Commissione, di fatto ostacolando e limitando l’attività emendativa. Per l’ennesima volta ci troviamo a commentare una manovra di Bilancio che non presenta alcuna novità di rilievo, ne alcuna inversione di tendenza rispetto al passato. Di contro paradossalmente, nel collegato sono contenute norme che apportano modifiche a precedenti disposizioni volute dalla Maggioranza, che essendo state osservate dagli organi competenti andavano quindi corrette. Ciò significa che per diminuire il debito c’è ancora molto da fare. La pressione fiscale, nonostante una serie di emendamenti presentati da FDI, rimane ancora molto alta e una ipotetica riduzione resta soggetta all’esito del ricorso contro il giudizio di parifica della Corte dei Conti e alle decisioni del Governo sulla compartecipazione della Regione al Fondo di Coesione Sociale. In definitiva questa manovra palesa le tante difficoltà dell’Amministrazione Zingaretti che stenta fortemente a far ripartire il Lazio e che appare non in grado di migliorare la capacità di spesa della Regione in vista, soprattutto, delle risorse del PNRR, che speriamo arrivino in tempi brevi. Non condividiamo inoltre la trasformazione di fatto del Consorzio Unico Industriale in un organismo attuatore di investimenti europei e soprattutto gestore dei finanziamenti del PNRR.>> Così in un comunicato i consiglieri regionali del Lazio di Fdi. Crédit Agricole Italia e Università Bocconi insieme per sostenere la ricerca nel settore agricolo e agroalimentare Crédit Agricole Italia ha sottoscritto un innovativo accordo triennale con l’Università Bocconi di Milano attraverso il quale il Gruppo Bancario metterà a disposizione dell’Ateneo avanzati strumenti analitici e radicate competenze specialistiche in materia agri-agro, al fine di sostenere la ricerca nel settore agricolo e agroalimentare. L’intesa è stata formalizzata alla presenza di Vittorio Ratto, Vice Direttore Generale Retail, Private e Digital di Crédit Agricole Italia, del Professor Gianmario Verona, Rettore dell’Università Bocconi, del Professor Bruno Busacca, Prorettore per il Fund raising e le Relazioni con gli Alumni, e del Professor Vitaliano Fiorillo, Direttore AgriLab. L’accordo rafforza la già solida collaborazione tra Crédit Agricole Italia e l’Università Bocconi in termini di elaborazione di analisi ed approfondimenti tematici relativi alle filiere agroalimentari, unendo, attraverso l’AgriLab, laboratorio di ricerca di SDA Bocconi diretto dal professor Vitaliano Fiorillo, dedicato al settore e fondato nel 2019 insieme alla Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi, le competenze di docenti e ricercatori con quelle del Gruppo Bancario. Non solo, sono previsti la stesura di un Libro Bianco inerente allo status del mercato agriagro italiano e seminari formativi sul territorio, con l’ambizione di individuare futuri trend di sviluppo, analizzare le potenzialità del settore, prevedendo l’andamento del mercato, ed elaborare progetti di ricerca su argomenti attuali come sostenibilità e circolarità. Crédit Agricole Italia conferma, ancora una volta, la grande attenzione verso l’agribusiness italiano che, con l’efficienza delle filiere, la spinta all’innovazione pur preservando la tradizione e l’elevata qualità delle produzioni certificate, è tra i migliori al mondo. Il Gruppo è così deciso a giocare un ruolo di prim’ordine nel supportare la crescita di questo settore, strategico per l’intera economia nazionale.

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211 borse di studio agli studenti del Lazio per un totale di € 25.115 di sussidi erogati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 dicembre 2021

Anche per quest’anno la Mutua sanitaria Cesare Pozzo conferma il suo sostegno allo studio assegnando 211 borse di studio agli studenti del Lazio per un totale di € 25.115 di sussidi erogati.Un impegno, quello della Mutua, messo in atto a livello nazionale. Nel 2021 in tutta Italia sono stati premiati 1.966 studenti per un totale di 258.000 euro di sussidi assegnati.A ricevere il premio sono stati gli studenti più meritevoli delle scuole primarie, secondarie di primo grado, secondarie di secondo grado, delle università di primo livello, specialistiche, di università estere e di altri percorsi di studio.

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Codici: le ultime operazioni nel Lazio rilanciano l’allarme usura

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2021

Roma, Terni, Salerno e Frosinone. Sono i territori teatro delle ultime vicende segnate dall’usura, casi drammatici che ripropongono il tema di un’emergenza sempre più grave. Una minaccia che con la pandemia è diventata un pericolo costante a causa della difficoltà economica di tanti cittadini e su cui l’associazione Codici torna a richiamare l’attenzione, impegnata, al tempo stesso, a fare la sua parte in Tribunale.Da Roma arriva la storia di un commerciante dell’Appia costretto a dichiarare il fallimento dopo che il prestito di 160mila euro si è trasformato in un debito da oltre 1 milione di euro, con interessi pari al 221%. Un incubo durato 3 anni, con minacce anche di morte, e che è stato spezzato grazie all’intervento della Polizia, con il carcere per un uomo ed i domiciliari per due donne. Sono cinque, invece, le persone finite in manette nell’ambito di un’indagine condotta dalla Procura di Terni e portata avanti in maniera congiunta da Polizia e Guardia di Finanza. Stando alle ricostruzioni degli investigatori, il giro d’affari della banda di strozzini, che agiva tra la provincia di Terni e la capitale, si aggira intorno a 1,6 milioni di euro. Minacce e intimidazioni alle vittime, tra cui figurano anche imprenditori locali, alle quali veniva imposto di pagare interessi complessivi di oltre il 60%. Superano addirittura il 500% gli interessi applicati dalle cinque persone arrestate nell’ambito di un’operazione condotta dalla Dia di Salerno. Le intimidazioni hanno riguardato anche parenti delle vittime, quest’ultime raggiunte pure sul luogo di lavoro per avere i soldi e perfino in una struttura ospedaliera, in provincia di Frosinone, dove uno degli strozzini si è recato per intercettare una vittima che si sarebbe dovuta recare a visitare un parente ricoverato. L’ultima vicenda riguarda l’arresto ad Ostia da parte della Polizia di un uomo per l’accusa di usura ai danni di un imprenditore, in difficoltà economica a causa della pandemia, motivo per cui aveva chiesto ad alcune istituzioni bancarie l’apertura di nuove linee di credito, ottenendo però un rifiuto. Dopo un prestito iniziale di 40mila euro, il commerciante si è visto richiedere la restituzione di oltre 50mila euro, subendo un’aggressione fisica e ripetute minacce. Una storia iniziata nel marzo 2020, conclusa grazie all’inchiesta scaturita dalla denuncia.“Il quadro che emerge è drammatico – afferma Giacomelli – ed il fatto che il Lazio è il comune denominatore delle varie vicende deve far riflettere, perché dimostra quanto l’usura sia diffusa nella regione, con livelli allarmanti a Roma”.

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Lazio: Approvata la legge sull’invecchiamento attivo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2021

“Con questa legge, sottoscritta da tutte le forze politiche e di cui sono prima firmataria, il Lazio si pone tra le regioni che per prime si sono occupate del tema in Italia, nel quadro di riferimento delineato in materia dall’Oms e dall’Ue per la promozione di politiche di prevenzione per un invecchiamento attivo e in buona salute. La legge, sentita e plurale, nasce da un percorso iniziato fuori dal Consiglio regionale con una corposa raccolta firme promossa dalle categorie dei pensionati dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, e si è resa urgente dopo la lezione del Covid-19, che proprio tra le persone anziane ha mietuto più vittime, accrescendone il senso di isolamento e abbandono”. Lo dichiara in una nota la capogruppo della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio Marta Bonafoni. “La norma, che si avvale di un investimento di risorse pari a 1 milione e 350mila euro nel triennio 2021-2023, ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere il ruolo della persona anziana nella comunità e favorire la costruzione di percorsi di autonomia e benessere nei vari contesti della vita quotidiana, superando la logica assistenzialistica schiacciata sui servizi ancora prevalente- aggiunge Bonafoni- Molteplici gli strumenti previsti nei 14 articoli che compongono la legge, per realizzare un cambio di passo culturale, prima ancora che sociale. Oltre alla programmazione di interventi coordinati e integrati negli ambiti della promozione sociale, della salute, della formazione permanente, del volontariato, dello sport e del tempo libero- spiega Bonafoni- la legge dispone la promozione di protocolli con scuole, università, musei e associazioni di categoria, per garantire quello scambio intergenerazionale che può garantire ai nostri anziani l’integrazione e l’arricchimento delle comunità. Non solo. Grazie alla norma, sarà favorita la partecipazione ad attività culturali, di turismo sociale e socialmente utili, oltre alla diffusione di corretti stili di vita, corretta alimentazione e attività motoria, nell’ambito di protocolli operativi tra enti locali, Asl, Terzo settore e centri anziani. Infine, viene istituita la Giornata regionale dell’invecchiamento attivo, che sarà celebrata ogni anno il 22 aprile in occasione della ricorrenza della nascita del Premio Nobel Rita Levi Montalcini. Questo immenso e prezioso lavoro corale- conclude Bonafoni- è dedicato alle nostre anziane e ai nostri anziani, che potranno guardare con speranza al futuro, e rappresenta un primo risarcimento istituzionale e politico per chi in questi due anni di pandemia non ce l’ha fatta. Un primo passo che permetterà alla lezione del Covid di camminare nelle nostre scelte e nelle nostre politiche”.

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2020: 1 milione e mezzo di prestazioni sanitarie non erogate nella Regione Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Nella sola Regione Lazio, tra il 2019 e il 2020, sono mancate all’appello circa un milione e mezzo – esattamente, 1.433.681 prestazioni sanitarie in meno – tra prime visite, visite specialistiche, interventi chirurgici, ricoveri e prestazioni strumentali di diversa natura. Servizi sanitari non erogati perché l’emergenza Covid-19 del 2020 ha sottratto risorse indispensabili al normale funzionamento dei servizi sanitari. L’unica prestazione che vede aumentare il proprio volume è rappresentata dagli interventi chirurgici per il tumore al retto con una differenza positiva di +63 interventi tra il 2019 e il 2020. Tutto il resto, Prime visite (-678.500), Prestazioni strumentali (-292.618), Esami specialistici (-428.719), Interventi chirurgici (-9.834) e Prestazioni in Ricovero ordinario (-24.010) segnano complessivamente un segno negativo.Sono alcuni dei dati pubblicati nel secondo Report di monitoraggio dei dati d’accesso alle prestazioni sanitarie a cura di Cittadinanzattiva Lazio, realizzato attraverso la verifica di quanto previsto nel Piano di Governo 2019-2021 per le liste di attesa messo a punto dalla Regione Lazio, e a distanza di 6 mesi dal primo Report della stessa organizzazione.Questa attività viene realizzata da Cittadinanzattiva Lazio attraverso la collaborazione con l’Assessorato regionale alla Salute, al fine di individuare criticità, segnalare situazioni di sofferenza e produrre i necessari miglioramenti alle azioni di accessibilità ai servizi sanitari regionali. La novità di questa seconda edizione sta nell’unire ai dati la proposta di 4 azioni prossime a venire, ai fini di preparare i servizi sanitari del futuro e rendere i percorsi socio sanitari sempre più fluidi e accessibili attraverso attività di monitoraggio, tutela e relazioni istituzionali.Il Report offre inoltre una rielaborazione dei dati presentati dalla organizzazione nel 2019 insieme a SIMEU Lazio, e che ha riguardato il monitoraggio di 24 Pronto Soccorso della Regione: su 1.095.763 di interventi nelle 24 strutture monitorate su dati 2018, i Codici bianchi erano il 2,54%; i Codici Verdi, il 66,38%, i Codici Gialli, il 27,09% e i Codici Rossi appena il 4% del totale degli interventi. Sommando quindi il totale dei Codici Bianchi con quello dei Codici Verdi si tocca il 68,92% del totale. Le stesse situazioni di accesso da strutture tipo le RSA in Pronto Soccorso segnalate dai medici del Pronto Soccorso sono un campanello di allarme della situazione che rischia di non essere correttamente governata, seguita, gestita.La terza ed ultima considerazione che si può trarre dal Report è quella del territorio come luogo di governo delle azioni di politiche pubbliche. Storicamente nel Lazio la città di Roma ha avuto e ha ancora una forte centralità dovuta al numero di abitanti, rispetto alla Regione Lazio nel suo complesso, e all’offerta sanitaria pubblica, privata e privata accreditata. Nel Report, i dati di accesso ai Pronto Soccorso della città di Roma in rapporto ai quadranti che la compongono evidenziano delle criticità in ordine ad alcuni di questi: per esempio, il quadrante EST di Roma rappresenta una sfida e un’opportunità rilevante dal punto di vista del governo della salute pubblica.Accanto ai dati utili alle analisi, il Report di luglio 2021 a cura di Cittadinanzattiva Lazio vuol essere fonte di alcune azioni da avviare nelle prossime settimane. 1 – Richiesta formale di convocazione dell’Osservatorio regionale per il Governo delle Liste di Attesa del Lazio e a cascata degli Osservatori Aziendali propri delle ASL territoriali, perché il tema dell’accesso ai servizi (che se non ben organizzati producono le liste di attesa) è tema che viene anche prima dell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute. Chi non riesce ad accedere vede lesa la propria dignità umana. 2 – Avvio di un Monitoraggio sui Distretti sociosanitari, con il concreto supporto, adeguato sostegno e formale collaborazione da parte della Regione Lazio, che coinvolgerà, oltre il mondo della salute, anche gli Enti Locali e le organizzazioni civiche per l’ideazione di percorsi di salute, di benessere e di socialità di cui questa Regione ha saputo dare esempi concreti anche durante la pandemia. 3 – Collaborazione con il Policlinico Tor Vergata per mettere al centro le eccellenze a favore dei territori e dei Comuni limitrofi, con il coinvolgimento delle ASL territoriali, dove il Policlinico Tor Vergata possa diventare un player rilevante nel quadrante sud di Roma con uno sguardo attento ai bisogni, alle necessità, alle opportunità dei territori del quadrante a EST e a SUD di Roma. 4 – Avvio, nel prossimo autunno ed in base alla situazione sanitaria in corso, di un programma di reclutamento, formazione e messa in campo di cittadini volontari che possano nei diversi territori assumere la responsabilità di offrire modalità di tutela dei diritti dei cittadini nei diversi ambiti in cui opera Cittadinanzattiva Lazio. (fonte: Fabio Fantoni Segretario generale Igor)

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Rifiuti. Commissariare Regione Lazio e Comune di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2021

Roma. La Capitale d’Italia è sommersa dai rifiuti. Dire Terzo mondo è già un complimento. Si passa al Quarto.Tutta la crisi della gestione rifiuti nella Capitale d’Italia era prevedibile e oggi i romani pagano le conseguenze di scelte sbagliate, ideologiche, basate su slogan buoni per chi ci vuol credere e, soprattutto, si tiene d’occhio l’elettorato.Sicchè, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, chiude l’unico termovalorizzatore regionale e la sindaca di Roma, Virginia Raggi, rimane ancorata alle favole dei rifiuti come “materiale post consumo”; insomma, è come definire operatori ecologici i netturbini, ovvero, operatori scolastici i bidelli. Così è politicamente corretto.Nel frattempo, i rifiuti ammorbano l’aria della Città Eterna.Non sono bastati 7 anni al presidente Zingaretti e 5 alla sindaca Raggi per affrontare il problema dei rifiuti a Roma.Occorre una decisione. Commissariare Regione e Comune.Lo chiediamo al Governo. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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Libertà di stampa e sentenza Tar-Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2021

“Piena e totale solidarietà a Sigfrido Ranucci, alla Redazione di Report ed a RAI3, per il gravissimo attacco politico fascio-leghista, perpetrato per mezzo di una assurda sentenza del TAR Lazio, che mina pesantemente l’attività del giornalismo d’informazione, la libertà di stampa ed i diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione! -cosi Enzo Pirillo Presidente del Circolo Saragat Matteotti- Oggetto del contendere è stato la puntata di Report del 28 ottobre 2020, in particolare il servizio sull’avvocato Mascetti e sul sistema di potere leghista in Lombardia. Nella sentenza odierna il Tar del Lazio ha paragonato il lavoro giornalistico a degli atti amministrativi, ed ha imposto alla Redazione di Report ed alla RAI di svelare le fonti che hanno reso possibile l’inchiesta, peraltro rivelatasi veritiera! Ben venga la scelta della RAI che ha appena comunicato di voler impugnare la sentenza del TAR Lazio davanti al Consiglio di Stato, precisando che <>. Pertanto auspico fortemente l’intervento del Presidente della Repubblica nonché del Ministro Giustizia che è custode dell’Albo dei giornalisti. Tutt’Italia -conclude Pirillo- dovrebbe scendere in piazza per la difesa del lavoro di Ranucci, della Redazione di Report e per la tutela dei diritti costituzionali e della della libertà di stampa, noi siamo pronti!” Enzo Pirillo Presidente del Circolo Culturale “Saragat-Matteotti” Roma

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Con questa Pubblica Amministrazione, l’Italia non ripartirà mai. Il caso Corecom Lazio

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

Come associazione, abbiamo spesso a che fare con uffici pubblici inefficienti e impiegati pubblici che ignorano i diritti del cittadino, certi che non subiranno alcuna conseguenza per il loro comportamento. Prendiamo ad esempio il Corecom Lazio, dove si svolgono le conciliazioni e le definizioni delle controversie tra utenti e compagnie telefoniche. Il caso: istanza di conciliazione depositata nel 2019, ad oggi nessuna udienza è stata fissata. Il termine previsto dalla normativa sarebbe di 30 giorni. Ovviamente nessun cittadino sano di mente si illude che un termine così “nordeuropeo” possa minimamente essere rispettato da una pubblica amministrazione italiana. Ma due anni per fissare una conciliazione di 15 minuti rischia di mettere in pericolo il primato che la giustizia civile ha sempre goduto in termini di efficienza… Per questo abbiamo scritto al Corecom Lazio, facendo presente che l’istanza giace ignorata da quasi due anni. In casi analoghi, altri Corecom hanno subito rimediato, chiedendo scusa. Ma non certo il Corecom Lazio, che risponde: non sappiamo che dirle, le udienze le decide il sistema informatico. La rivoluzione digitale incontra la PA italiana: da qui in avanti, la colpa sarà del sistema informatico.Questa la risposta del Corecom Lazio:“non è possibile stabilire una tempistica di attesa per lo svolgimento della stessa udienza, essendo questa effettuata automaticamente dalla piattaforma ConciliaWeb in base all’ordine cronologico di ingresso delle relative istanze, all’Operatore di telecomunicazione nei confronti del quale si è avviato il ricorso e dalla disponibilità dei calendari sulla piattaforma stessa.” Pietro Moretti, vicepresidente Aduc

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Vaccini Lazio: ricorso al Tar contro il CTS, a rischio il piano Figliuolo in tutta Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

Dopo l’incontro con i legali legali Nicola Elmi e Vincenzina Salvatori i cittadini del Lazio hanno le idee chiare. Il 15 maggio sarà presentato il ricorso al Tar di Roma, competente per tutta Italia, che impugna la circolare del CTS recepita dalla Regione Lazio. Il piano Figliuolo, che non è suffragato da nessuna evidenza scientifica ma dalla smania di mostrare una falsa efficienza, rischia di naufragare sul nascere. Centinaia di adesioni al ricorso che crescono di ora in ora.«I cittadini del Lazio hanno detto un NO forte e chiaro – dichiara Francesco Iacovone, del Cobas nazionale – nella riunione con i legali, carte alla mano, si sono analizzati tutti i documenti ufficiali e in nessuno di essi si evince un’evidenza scientifica che giustifica la dilatazione dei tempi di somministrazione della seconda dose di vaccino. Una decisione tutta politica che impatterà sulla salute di milioni di persone.» «Gli enti regolatori e la stessa Pfizer mai asseriscono quanto strombazzati in TV a reti unificate. E a parlare sono i documenti ufficiali – prosegue il sindacalista – non subiremo un enorme esperimento empirico di massa al solo fine di far fare bella figura al Generale, che aveva promesso i 500mila vaccini al giorno ma che in realtà non è ancora riuscito a garantire neanche quelli, se non per pochi giorni del mese di maggio.»

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Salgono a 19 le Città dell’Olio del Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 1 Maggio 2021

Minturno è Città dell’Olio. Alfredo D’Antimi Coordinatore regionale: “Lazio sempre più presente nella grande rete dei territori olivetati italiani” Salgono a 19 le Città dell’Olio del Lazio con l’ingresso del Comune di Minturno in provincia di Latina nell’Associazione nazionale Città dell’Olio, la grande rete che raccoglie 371 enti pubblici impegnati nella promozione dell’olio extravergine di oliva e nella valorizzazione del patrimonio olivicolo italiano, con più di 25 anni di attività alle spalle.“L’adesione alla nostra associazione del Comune di Minturno ci riempie di gioia e di orgoglio. La scelta dell’amministrazione dimostra una grande attenzione all’olivicoltura del proprio territorio e va nella chiara direzione del voler dare un valido supporto ai produttori locali attraverso la partecipazione alle tante iniziative che come Associazione mettiamo in campo per promuovere l’olio EVO, il territorio e le sue bellezze. Ci auguriamo che altre Città dell’Olio del Lazio seguano l’esempio, perché sogniamo di poter mettere in campo progettualità condivise legate al turismo dell’olio: itinerari sulle strade dell’extravergine che portino i visitatori a scoprire i nostri borghi dall’identità unica” ha dichiarato Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio.“Sempre più Comuni laziali credono nelle Città dell’Olio e nel percorso comune di valorizzazione dell’olivicoltura locale che stiamo compiendo da alcuni anni – ha dichiarato Alfredo D’Antimi Coordinatore regionale delle Città dell’Olio del Lazio – questa nuova adesione è un ulteriore incentivo ad essere presenti sul territorio e protagonisti nell’organizzazione di eventi di qualità in grado di dare visibilità alle nostre eccellenze. Sappiamo di dover scommettere soprattutto sul turismo dell’olio per permettere ai nostri Comuni di vedere nell’olivicoltura un’opportunità di riscatto e di ripartenza”. Ufficio Stampa Associazione nazionale Città dell’Olio

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Pronto Soccorso del Lazio nuovamente in emergenza

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

La situazione nei Pronto Soccorso del Lazio precipita già nella giornata di domenica: ancora una volta l’aumento dei casi, preannunciato da giorni, travolge tutto come una bufera e da ieri si registrano di nuovo i blocchi delle ambulanze, con pazienti Covid e no Covid in attesa ore per un ricovero.A Latina 12 ambulanze sono ferme con pazienti in attesa di ricovero. Nel Pronto Soccorso del Santa Maria Goretti, come se la pandemia non fosse abbastanza, si è proceduto anche alla ristrutturazione di una area riducendo i posti letto Covid. Questa volta anche l’uso della cappella dell’ospedale è compromessa dalla carenza di personale, già insufficiente per la gestione ordinaria.Negli ospedali romani, come il Policlinico Casilino, la situazione non è migliore: a infermieri e OSS è già stato comunicato l’“obbligo di straordinari” per coprire l’emergenza e la carenza di personale.In tutto questo, da settimane chiediamo alla Regione Lazio lo scorrimento della graduatoria degli infermieri idonei e la pubblicazione della manifestazione di interesse OSS emessa dalla Asl Rm2. Richieste che hanno avuto risposte insufficienti e che hanno prodotto non più di duecento chiamate da gennaio 2021. Ora l’emergenza è di nuovo sulle spalle di chi da un anno fronteggia la pandemia con armi spuntate. Ancora una volta chi ci governa continua a pensare che una coperta corta possa veramente garantirci il diritto alla cura… Per noi e per tutti gli operatori sanitari investiti dall’emergenza è chiaro e palese che sulla salute non si specula.Assunzioni subito per garantire la fase attuale e un piano vaccinale adeguato e rapido. fonte: USB Sanità Regione Lazio

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Lazio: Protocollo lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2021

“E’ un’ottima notizia il Protocollo di Intesa per le Politiche attive del Lavoro siglato stamattina dal presidente Nicola Zingaretti e dall’assessore Claudio Di Berardino con tutte le organizzazioni sindacali e datoriali. Il protocollo è il primo in Italia nel suo genere e speriamo faccia presto da apripista. Perché è un protocollo lungimirante che non interviene soltanto sull’emergenza vera e drammatica nella quale potremo trovarci al termine del blocco dei licenziamenti, ma guarda a un nuovo modello di mondo del lavoro. Un lavoro nuovo, di qualità che scommette sulle competenze e sul patto generazionale. E’ composto da 21 misure atte a promuovere l’occupabilità e l’inserimento lavorativo con uno importante stanziamento di 245 milioni di euro e una attenzione particolare ad alcune categorie: giovani, donne, persone con disabilità, disoccupati o persone coinvolte in processi di riorganizzazione industriale. Il protocollo interverrà sulla riorganizzazione produttiva e dei servizi puntando sui fattori di sviluppo, sulle eccellenze del Lazio e sulla digitalizzazione dei servizi pubblici. Il loro rafforzamento è infatti la condizione essenziale per erogare politiche attive del lavoro efficaci. Voglio sottolineare che con questo protocollo ci lasciamo alle spalle vecchie concezioni di occupazione e, grazie al contributo fattivo di Cgil, Cils e Uil, viene costruito un modello diverso di tenuta e rilancio del lavoro che può reggere alle sfide che il futuro ci offre. E’ decisamente una “prima volta” che va esportata nel resto d’Italia”.Così in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio, Marta Bonafoni.

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Vaccini/Lazio: Perché non si tutelano gli assistenti di studi medici?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2021

Riceviamo e diffondiamo una lettera della dott.ssa Raffaella Fabi:”sono medico di Medicina Generale e segnalo l’urgenza di vaccinare gli “assistenti di studio” come categoria prioritaria: sono lavoratori del comparto sanitario.La mancata vaccinazione, in caso di contagio, innescherebbe pesantissime ripercussioni sul Servizio sanitario: sono sempre a contatto con varie patologie.Da marzo 2020, i medici di Medicina Generale convenzionati col S.S.N. (in seguito: Medici) hanno in carico la gestione:
a) di igiene pubblica, burocratica e medica dei contatti, dei positivi asintomatici e dei malati non ospedalizzati con SARS-CoV-2;
b) dei malati già seguiti da specialisti delle strutture pubbliche che, con la pandemia, hanno sospeso le visite.Ciò ha comportato un pesante aggravio del carico di lavoro.Nell’attuale emergenza, per i Medici è più necessario il loro supporto continuativo. Si interfacciano fisicamente con gli assistiti, con lavoro preliminare al rapporto medico-paziente (es. accompagnamento anziani e disabili, misurazione temperatura corporea, compilazione questionario rischio-Covid, verifiche per l’accesso in studio in sicurezza, preparazione dei consensi informati, ecc.). Gli assistenti sono esposti allo stesso rischio dei Medici di contrarre il Coronavirus e diffonderlo. Anzi, filtrando gli ingressi negli ambulatori, corrono più rischi.E’ indispensabile vaccinarli per contenere i contagi, anche perché la seconda fase vaccinale porterà più assistiti “fragili” negli studi. Segnalo anche diffuse disparità nazionali e regionali, che potrebbero sollevare contenziosi legali: in Regione Lazio, a differenza di altre Regioni, gli assistenti sono stati senza ragione depennati da categoria prioritaria per vaccinarsi. E’ urgente considerarli categoria prioritaria per maggior tutela della salute pubblica. Non è rivendicazione corporativa, ma esigenza legata al rischio di contagio, così come Medici e infermieri. Non sono solo amministrativi, ma assimilabili a personale socio-sanitario a stretto contatto con pazienti. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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“La Regione Lazio da oggi ospita il più grande centro vaccinale d’Italia”

Posted by fidest press agency su sabato, 27 febbraio 2021

E’ motivo d’orgoglio l’apertura dell’hub nella Nuvola di Fuksas, messa a disposizione dell`Ente Eur grazie allo sforzo del suo presidente Antonio Rosati. E’ un’accelerazione nella grande campagna di vaccinazione dei cittadini e delle cittadine, dovuta al lavoro costante della Regione Lazio. All’interno dei suoi 50mila metri quadrati sarà possibile effettuare oltre 3mila vaccinazioni al giorno. Dall’8 marzo, poi, anche la stazione Termini ospiterà un hub ferroviario vaccinale. Speriamo adesso che la questione della disponibilità dei vaccini si risolva immediatamente. L’unico modo per uscire presto dalla pandemia e dalla crisi sociale che questa ha determinato è la vaccinazione, veloce e pervasiva. La Regione Lazio ce la sta mettendo tutta con responsabilità, impegno e un lavoro corale”. Così in una nota la capogruppo della Lista Zingaretti alla Regione Lazio, Marta Bonafoni.

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Scuola: I presidi del Lazio raccomandano la doppia mascherina

Posted by fidest press agency su sabato, 20 febbraio 2021

È notizia dei giorni scorsi che l’associazione presidi del Lazio ha invitato i Dirigenti Scolastici a raccomandare l’uso della doppia mascherina per studenti e docenti, anche alla luce della “scarsa qualità di alcune finiture di DPI (dispositivi di protezione individuale) messe a disposizione della struttura commissariale dell’emergenza”, si legge nel comunicato.È dunque evidente che i Dirigenti Scolastici sono pienamente consapevoli della situazione per nulla sicura in cui si trovano i lavoratori della scuola e gli studenti, situazione che USB, insieme a Rete Iside ONLUS e agli studenti di OSA, denuncia dall’inizio dell’anno scolastico.Sulle mascherine di scarsa qualità, prodotte da FCA, dopo aver chiesto conto all’IIS della scarsa vestibilità dei primi lotti, abbiamo sporto denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e alla Procura regionale del Lazio presso la Corte dei Conti, avendone riscontrato la non rispondenza ai parametri stabiliti dal Dpcm 17 marzo 2020 n.18 in relazione al “potere filtrante”, sulla base delle analisi di Archa srl (società accreditata da Accredia, ente designato dal governo italiano ad attestare competenza, indipendenza e imparzialità dei laboratori che verificano la conformità di beni e servizi alle norme). Le analisi dicono infatti che le mascherine pediatriche hanno un potere filtrante dell’83-86% (invece del 98% previsto dalla norma), mentre quelle per adulti un potere filtrante dell’89-90% (invece del 98%).A questo punto, vista l’iniziativa dei Dirigenti Scolastici del Lazio, chiediamo ai Dirigenti Scolastici di tutta Italia, su cui da un anno viene scaricata la totale responsabilità della gestione della difficile situazione creata dalla pandemia, a fronte della scarsità di risorse loro assegnate e della mancanza di una reale pianificazione nazionale da parte del MIUR, di farsi parte attiva e fare pressione sul Ministero, perché le mascherine fornite alle scuole – ricordiamo che quelle di FCA Itali sono ben11 milioni di mascherine al giorno, il 70% del fabbisogno delle scuole italiane – siano adeguate al rischio per la salute che studenti e lavoratori effettivamente corrono. Che facciano questa richiesta direttamente al neoinsediato ministro Bianchi.In questo senso ribadiamo, come facciamo ormai da settembre, che la richiesta deve essere quella di mascherine FFP2 per tutti, visto l’elevato numero di ore quotidiane che le comunità scolastiche trascorrono insieme. I Dirigenti Scolastici sono stati lasciati soli dal Ministero e su di loro cade la responsabilità civile e penale della salute e della sicurezza dei lavoratori e degli studenti. Si facciano per questo parte in causa e pretendano quella sicurezza che sappiamo tutti bene non ci è garantita da ormai un anno!

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Sanità Regione Lazio: assunzioni ferme al palo

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 febbraio 2021

La Regione Lazio ha sospeso le assunzioni nella Sanità? Così sembra. Le ultime chiamate a tempo indeterminato degli infermieri idonei della graduatoria del Sant’Andrea risalgono al 4 dicembre 2020. L’avviso pubblico per OSS, emesso in tutta fretta i primi di dicembre, dalla ASL RM2 non ha prodotto ancora nessuna graduatoria. La graduatoria degli autisti soccorritori vincitori del concorso di Ares 118 è uscita da qualche giorno e ancora non è stata attivata e approvata dalla Regione.L’attuazione dell’infermiere di comunità, votato dalla Commissione Salute a metà dicembre, è ferma a prendere polvere in attesa dell’approvazione e della copertura economica in Commissione Bilancio e, visti i tempi biblici della burocrazia, l’iter prima di agosto non sarà concluso. La figura è stata approvata dal governo con il decreto “Cura Italia” a marzo 2020… un anno fa! Però alcune ASL stanno chiamando da avvisi pubblici per emergenza Covid con massimo contrattuale di 12 mesi di contratto, oltre gli infermieri “vaccinatori” affidati dal commissario Arcuri a cinque agenzie interinali immettendo nuove sacche di precariato nel servizio sanitario.La sensazione che abbiamo è che ci sia un blocco volontario delle assunzioni nella sanità pubblica da parte della Regione Lazio. Non vorremmo che i soggetti privati che fino ad ora hanno lucrato sulla sanità e su lavoratori e lavoratrici possano aver esercitato una qualsivoglia pressione temendo di veder lesi i propri interessi economici. Non possiamo permettere che la scelta di riqualificare la sanità pubblica, appena iniziata nella Regione Lazio, venga bruscamente interrotta. Non ci stancheremo mai di dirlo, dove c’è precariato tutto è precario.

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Covid-19: il Lazio sospende la vaccinazione

Posted by fidest press agency su domenica, 24 gennaio 2021

Era ormai nell’aria viste le ultime decisioni di Pfizer sul taglio lineare delle forniture vaccinali ai singoli stati. Come si legge nella nota inviata dalla Regione Lazio a tutte le strutture sanitarie e ospedaliere, per mancanza di approvvigionamenti vengono sospese su tutto il territorio regionale le vaccinazioni. Viene garantita esclusivamente la somministrazione della seconda dose a chi ha già avuto la prima.Non va meglio nel resto d’Italia, pur se in assenza di decisioni ufficiali sul modello Regione Lazio: in Lombardia la Assl di Como garantisce solo i richiami; a Pavia non sono garantiti nemmeno questi e sono sospese le consegne anche alle RSA; a Firenze l’ospedale Careggi assicura solo i richiami. In Lombardia la campagna vaccinale per gli over 80 – che nelle parole di Arcuri doveva partire a fine gennaio – slitta a metà marzo. Rinvii anche in Emilia Romagna e Puglia.Era prevedibile che le multinazionali del farmaco, in questo caso Pfizer praticamente esclusivista in Occidente, mettessero sotto scacco gli stati. È possibile che giganti di questo genere non sapessero che la produzione massiccia li avrebbe messi in difficoltà? O forse il trattamento per i paesi del Sud Europa è lo stesso proposto dalla Moratti? Come abbiamo ripetuto più volte salute e profitto non possono essere messi sullo stesso piano. Gli accordi, economici e non, su un vaccino che come molti hanno ripetuto più volte è l’unica via per uscire dalla crisi pandemica non garantiscono l’incolumità e la salvaguardia della popolazione. Il vaccino non può essere vincolato alle logiche di potere economico di pochi. Il vaccino deve essere un bene di tutti senza che nessuno dall’alto del suo potere ne detti le regole.

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Roma Capitale. La catastrofe rifiuti a Roma e nel Lazio chiamata Raggi e Zingaretti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 dicembre 2020

Roma. Quali “doni” ha portato Babbo Natale ai romani? La monnezza.Vediamo quali sono i “doni”: 1. Il 71% dei rifiuti organici romani prende la strada del Veneto e del Friuli. Costo 21 milioni di euro, con i tir che consumano 3 milioni e mezzo di litri di gasolio e percorrono 10 milioni e mezzo di chilometri, con una produzione di 1 milione e 750 mila kg di anidride carbonica. 2. Il costo medio annuo della Tari per cittadini romani è di 280 euro; per i milanesi è di 210 euro. 3. L’addizionale Irpef (tasse) del Comune di Roma e della Regione Lazio è la più alta d’Italia. 4. La sindaca Raggi e il presidente Zingaretti non vogliono i termovalorizzatori, sicchè i rifiuti sono portati, per l’85%, in altre regioni o provincie. Insomma, Roma tratta in proprio solo il 15% dei rifiuti, contro il 99% di Berlino e il 95% di Parigi. 5. L’amministratore delegato dell’Ama (azienda dei rifiuti romana) ha dichiarato che per chiudere il ciclo dei rifiuti ci vuole il termovalorizzatore. 6. E’ stato chiuso uno dei due termovalorizzatori presenti sul territorio regionale. Rimane in funzione solo l’impianto di S. Vittore da 350 mila t/a, mentre il Lazio ha un fabbisogno, stimato dal Ministero dell’Ambiente, per 900 mila t/a, dunque c’è un deficit di circa 550 mila t/a. Insomma, nel Lazio occorrono almeno altri due termovalorizzatori. In Lombardia ci sono 13 termovalorizzatori, con recupero energetico e produzione di calore e elettricità. 7. Il governo nazionale della passata legislatura, a guida Pd, prevedeva impianti di termovalorizzazione nel Lazio. Lo stabilisce, anche, l’Unione europea. 8. Il Piano rifiuti, approvato lo scorso luglio dalla Regione, oltre che tardivo, contrasta con la direttiva europea e con la legge nazionale. 9. L’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale scrive che il Piano dei rifiuti regionali, getta “un’ombra sia sulla realizzabilità degli obiettivi tendenziali, sia sull’adeguatezza della programmazione impiantistica pluriennale, deputata a chiudere il ciclo in base alle caratteristiche dei flussi attesi”. Insomma, l’Agenzia stronca il Piano regionale. I due Babbo Natale, che i romani ringraziano per i “doni”, non hanno chiara la scelta: l’alternativa ai termovalorizzatori non è la raccolta differenziata, ma la discarica, in sostanza, o termovalorizzatori o discarica. Non se ne esce da questa scelta ma, la Raggi e Zingaretti, si affidano alle chimere. Il risultato è che Roma è sommersa dai rifiuti che i cittadini pagano in termini di degrado e di maggiori costi economici e ambientali. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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“Vogliamo dare supporto economico agli studenti e alle Università del Lazio”

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2020

Vogliamo farlo nei riguardi di quanti sono sempre più in difficoltà durante questa emergenza sanitaria e valorizzare il patrimonio di intelligenza e conoscenza che il Governo Conte, a differenza di altre nazioni europee ha trascurato, lasciando il mondo accademico e la comunità studentesca senza supporto durante la pandemia. Questo è l’obiettivo degli emendamenti che abbiamo presentato durante la discussione della legge di bilancio regionale. Un pacchetto di proposte che spazia dall’aumento dei fondi per la digitalizzazione dei libri di testo e per i buoni acquisto dei libri convenzionali, all’istituzione a livello regionale del programma “Studenti 100 giga”, dedicato a chi si trova dove non c’è copertura di fibra o non dispone di connessione o è un fuori sede, che predispone la fornitura di Sim Card gratuite da 100 giga agli universitari per consentire la fruizione delle attività didattiche telematiche. E ancora, più fondi per il progetto “Torno Subito”, percorsi integrati di alta formazione ed esperienze lavorative in Italia e all’estero, ed inoltre maggiori risorse per le università che sviluppano progetti di riqualificazione economica e sociale dei territori più svantaggiati realizzando Biblioteche e Centri Sportivi. Nel rilevare l’impegno delle opposizioni in Regione Lazio a sostegno delle iniziative promosse dagli studenti negli atenei, auspichiamo che anche la maggioranza della Pisana voglia accogliere le nostre richieste e contribuire a riportare la questione universitaria al centro del dibattito politico nazionale sull’istruzione.>> Così in un comunicato, Giancarlo Righini e Elisa Sciarra presidente Azione Universitaria Roma Tre.

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