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Quinta edizione del Premio CONI Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 7 aprile 2018

Roma Martedì 10 aprile alle 10.30 si terrà la quinta edizione del Premio CONI Lazio, tradizionale vetrina delle realtà e delle eccellenze sportive, espressione del nostro territorio. L’evento vedrà sfilare i protagonisti del 2017, secondo il giudizio della Commissione giudicante, scelti tra atleti, tecnici, dirigenti e società sportive.Nella Sala Tevere della Presidenza della Regione Lazio, partner dell’iniziativa, alla presenza dei massimi esponenti delle istituzioni e dello sport regionale, verranno consegnati i premi a coloro che si sono particolarmente distinti nel corso della passata stagione.Tuffarsi nell’impegno di una nuova edizione del Premio CONI Lazio è sempre una scoperta – scrive il Presidente del Coni Lazio Riccardo Viola in una nota – e le sorprese che il panorama sportivo del nostro territorio ci regala ogni volta, con le sue eccellenze in così tante discipline diverse, sono motivo di soddisfazione e di orgoglio.
Offrire a tutte queste realtà il palcoscenico istituzionale della Regione è una scelta condivisa con il Presidente Zingaretti e una tradizione che accompagna il Premio fin dalla prima edizione del 2013. Si tratta del risultato di uno stretto rapporto di collaborazione che si rinnova e che nel corso del 2017 ha preso la forma di un protocollo d’intesa con al centro la promozione dello sport a vari livelli: dal sociale, alla scuola, allo sport per tutti, seguendo un unico fil rouge, per un totale di oltre 40 appuntamenti disseminati in tutte le province.
Sono quattordici i riconoscimenti decisi da una Commissione di giornalisti di settore e destinati al mondo sportivo del Lazio. Come in passato, a decretarne l’assegnazione sono i risultati ottenuti, ma non di meno la valenza sociale del messaggio, l’attività di promozione sul territorio, il fair play sportivo, la passione e l’impegno. Alle categorie tradizionali, in questa edizione si aggiungono il Premo del Ricordo per onorare la memoria di Giorgio d’Arpino; il Premio Speciale del Comitato Lazio che quest’anno va al Gruppo Cinofilo Salvamento della Federazione Nuoto; il Premio Speciale Sport & Simpatia assegnato al poliedrico Max Giusti e il Premio Sport e Coraggio dedicato alla vicenda sportiva e umana di Giovanni Bertini.Una delle caratteristiche del Premio CONI Lazio, oltre a puntare i fari su quelle realtà che generalmente non godono della ribalta mediatica, è rappresentata dalla sua attenzione soprattutto verso i giovani.
Una specificità mantenuta anche in questa V edizione, che vede tra i premiati due campioni del mondo come la schermitrice Camilla Mancini e il velista quattordicenne Marco Gradoni insieme a Brando Caruso, punta di diamante dello sci nautico azzurro e al canottiere Gabriele D’Alfonsi, erede della tradizione remiera pontina, a soli 17 anni bronzo iridato junior nel quattro di coppia. Il Premio incontrerà Massimo Barrovecchio, uno dei più stimati arbitri del pugilato a livello internazionale e Kimberly Boccia, prima donna giudice internazionale di taekwondo. Carlo Varalda, il medico e ricercatore della federazione pesi che ha preparato le olimpiadi vittoriose di Arianna Fontana e dello short track azzurro e Vincenzo Santopadre, allevatore di talenti tennistici e alla guida tecnica dell’Aniene, vincitrice del campionato a squadre 2017. Farà incursioni nel triathlon e nel rugby grazie a due dirigenti che molto si sono spesi nella Capitale a favore delle loro discipline come Marco Comotto e Alberto Emett. Si sintonizzerà su due società sportive che tengono alta la bandiera della pallavolo e del tennis tavolo come la Scarabeo GCF Roma e l’ASD GS CRAL Comune di Roma. Darà voce al coraggio di un lottatore come Giovanni Bertini, difensore giallorosso all’epoca di Liedholm, al quale due anni fa è stata diagnosticata la SLA e ricorderà Giorgio d’Arpino, uomo di sport a 360° che ha legato il suo nome a quello della Polisportiva Lazio, dal calcio degli esordi alla pallavolo, guidata fino alla fine. Il riconoscimento speciale del Comitato vivrà della simpatia e della tenerezza dei cani che formano l’Unità di Salvamento della F.I.N., mentre quello dedicato a “Cosimo Impronta”, tradizionalmente dedicato al mondo CONI, quest’anno verrà assegnato a Giuseppe Coccari e Carlo Tranquilli, due dirigenti di grande esperienza in rappresentanza di Federazioni mai premiate prima, ma fondamentali con il loro lavoro, come i cronometristi e i medici sportivi. Il tutto nella migliore tradizione di una cerimonia che vuole rappresentare, una volta di più, tutte le discipline sportive.

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Gli Oli della provincia di Latina tra gli Orii del Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2018

Sono otto le aziende olivicole della provincia di Latina premiate a Roma, presso il Tempio di Adriano, sala storica della Camera di Commercio capitolina, in occasione della cerimonia conclusiva della XXV edizione del Concorso regionale “Orii del Lazio – Capolavori del Gusto”, l’iniziativa promossa ed organizzata da Unioncamere Lazio, con il supporto tecnico di Agro Camera e la collaborazione delle Camere di Commercio del Lazio.Tutti pontini i primi posti nella Categoria Extra Vergine (EVOO – Extra Virgin Olive Oil). Fruttato intenso: 1^ Santina delle Fate Soc. Coop. (Sonnino), che ha ricevuto anche il Premio Grandi Mercati. Menzione speciale: Az. Agr. Biologica Orsini (Priverno). Fruttato medio: 1^ Az. Agr. Biologica Alessandro Scanavini (Sabaudia). Menzione speciale: Az. Agr. Cosmo Di Russo (Gaeta). Fruttato leggero: 1° Impero Biol s.r.l. (Sonnino), a cui è stato consegnato pure del Premio Fedeltà.Questi sono invece i vincitori dell’altra Categoria Colline Pontine D.O.P. Fruttato intenso: 1^ Villa Pontina di Lucio Pontecorvi (Sonnino), che si è aggiudicata altresì i riconoscimenti in palio sia nella Sezione Olio Biologico e che nella Sezione Olio Monovarietale; 2^ Az. Agr. Biologica Orsini (Priverno). Menzione speciale: Az. Agr. Alfredo Cetrone (Sonnino). Fruttato medio: 1^ Az. Agr. Casino Re di Coletta Filomena (Sonnino).Per il Presidente del CAPOL Luigi Centauri – “L’eccellente risultato conferma quanto emerso dalle analisi organolettiche del concorso provinciale ‘L’Olio delle Colline’: l’extravergine d’oliva Itrana, la cultivar autoctona del nostro territorio, ha mantenuto un elevato livello di qualità, imputabile anche alla siccità della scorsa estate che ha favorito la biosintesi fenolica consentendo all’olio di acquisire un adeguato contenuto di polifenoli bioattivi che fanno bene alla salute”.

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Nel Lazio arriva Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

165 musei tra statali, civici e provinciali, 17 tra università, istituti centrali e organismi di ricerca, 30.000 imprese legate alla filiera della cultura e del turismo: questi sono i numeri dell’inestimabile patrimonio culturale del Lazio, che sarà al centro dell’innovazione tecnologica grazie al Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali (DTC).Pubblicato sul BUR della Regione Lazio, il DTC – Distretto Tecnologico per le nuove tecnologie applicate ai Beni e alle Attività Culturali nasce con l’obiettivo di costruire una rete strutturata di rapporti e di collaborazioni tra la ricerca pubblica e quella privata, collegandole al sistema delle imprese.Il patrimonio culturale del Lazio rappresenta infatti un settore strategico, da tutelare e sviluppare anche in funzione delle opportunità che offre ma che potrebbe ulteriormente svilupparsi grazie a un nuovo sistema che coinvolga tutte le sue componenti. Il nuovo Avviso pubblico – finalizzato alla valorizzazione e fruizione in modalità innovativa del patrimonio culturale della regione – mette a disposizione una dotazione di 3,2 per la progettazione e 20 milioni di euro per la realizzazione: un totale di 23,2 milioni di euro per interventi tecnologici destinati a rendere fruibili luoghi, percorsi e itinerari reali e virtuali fornendo, al contempo, opportunità di lavoro ai giovani professionisti, possibilità di sviluppo alle imprese del territorio e creazione di nuove destinazioni turistiche.I titolari dei beni culturali del Lazio (Istituti e Luoghi della Cultura come definiti dagli artt. 101 e ss del Codice dei Beni Culturali), che siano proprietari, gestori o futuri gestori pubblici/privati, potranno presentare proposte di valorizzazione attraverso l’applicazione e lo sviluppo di nuove tecnologie per i Beni e le Attività Culturali. http://www.lazioinnova.it/news/

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Non c’è pace per la sanità del Lazio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 gennaio 2018

regione lazio“Nonostante Zingaretti come Pinocchio Renzi continui a dire che tutto va bene e migliora. I cittadini fanno i conti con liste d’attesa infinite ma soprattutto un livello di insicurezza preoccupante. Abbiamo più volte denunciato in passato la presenza di sbandati, a volte anche tossicodipendenti che usano le zone più recondite degli ospedali per i propri comodi. Le situazioni di emergenza la mancanza di sicurezza dipendono fondamentalmente dalla carenza di personale e da un mancato controllo. Tantissimi medici e infermieri soprattutto del pronto soccorso sono degli eroi perché in pochi riescono a gestire, con turni massacranti, interi reparti. Sono spesso abbandonati al loro destino dall’azienda ospedaliera o dall’Asl senza mai premiare la loro grande professionalità. Abbiamo inoltre segnalazioni di cittadini e operatori sanitari di intere aree degradate, dall’ospedale Sandro Pertini fino al San Camillo. Abbiamo anche presentato diverse interrogazioni su questa situazione diffusa e pericolosa per cittadini e personale che sempre più spesso denunciano aggressioni e violenze. Per non parlare dei posti letto insufficienti rispetto alle necessità, e addirittura dei problemi strutturali, come le infiltrazioni d’acqua nei locali degli ospedali nonostante i fondi del giubileo. Questa è la Sanità di Zingaretti che una volta conquistata la Regione Lazio ci impegneremo a risanare”. Lo dichiara Fabrizio Santori consigliere regionale di fratelli d’Italia.

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Lazio: Pazienti per ore sulle barelle del 118

Posted by fidest press agency su martedì, 9 gennaio 2018

pronto soccorso tor vergataE’ drammatica la situazione dei pronto soccorso di Roma e del Lazio. Già nei primi giorni del 2018 le strutture ospedaliere e il personale sanitario non riescono a far fronte alle richieste di accesso. Il 3 gennaio pronto soccorso quali il Policlinico Casilino avevano 144 persone in lista di cui 40 in attesa di ricovero; Tor Vergata 121 di cui 12 in attesa di ricovero; il Gemelli 159 in lista e 27 in attesa di ricovero; S.Camillo-Forlanini 101 in lista di cui 50 in attesa di ricovero e così via.
La visita o il ricovero avviene il più delle volte con i pazienti per ore ed ore sistemati alla meno peggio sulle barelle delle ambulanze del 118, con evidenti ripercussioni sul servizio di emergenza extraospedaliero che non ha più mezzi di soccorso da inviare, mentre i cittadini subiscono attese lunghissime anche per patologie da codice giallo. L’esiguo personale restante che non è fermo presso i pronto soccorso lavora in costante emergenza, sotto stress e in condizioni a rischio di errori. Evidenziamo l’enorme responsabilità che grava sugli operatori delle Centrali Operative del 118 i quali non avendo mezzi disponibili da inviare per poter evadere le richieste della cittadinanza, vanno incontro a gravi problemi medico-legali. Denunciamo che né l’Ares 118 né la Regione Lazio ad oggi sembrano prendersi l’onere giuridico e morale di tale situazione.Da qualche anno a Roma e nel Lazio il sistema di emergenza va in tilt in coincidenza del picco influenzale, dei ponti festivi che privano la cittadinanza dei medici di base, o dei primi intensi caldi. Dopo anni di tagli al Sistema sanitario pubblico, di fronte a questa insostenibile situazione sono gravi le responsabilità della Regione che si è dimostrata incapace di prevedere, programmare, organizzare ed attuare misure di protezione sanitaria della cittadinanza per far fronte a un’emergenza prevedibile e prevista.L’Unione Sindacale di Base chiede da anni che sia resa efficace ed efficiente la rete dell’emergenza sanitaria con l’assunzione di personale ai pronto soccorso, al 118 e negli ospedali pubblici e che vengano ripristinati e rafforzati i servizi territoriali che in questi anni sono stati declassati e depauperati. L’USB alcuni anni fa denunciò l’utilizzo di ambulanze “a chiamata spot” anche per il fenomeno del “blocco barelle” evidenziando che tutto ciò avrebbe aumentato la spesa senza risolvere il problema. Chiedemmo di utilizzare quei fondi per assumere personale e riaprire reparti di degenza, ma nulla è stato fatto.Anche in condizioni normali il sistema di emergenza ha enormi difficoltà a far fronte alle numerosissime richieste di assistenza sanitaria, e qualsiasi condizione aggiuntiva che aumenti le esigenze dalla cittadinanza manda il sistema in tilt. Gli abitanti del Lazio hanno diritto alla salute e all’assistenza sanitaria di cui necessitano.

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Turismo congressuale a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 novembre 2017

colosseo1Sì della Giunta capitolina allo schema di Protocollo d’intesa tra Roma Capitale, Regione Lazio e Convention Bureau Roma e Lazio S.c.r.l., per l’istituzione del Comitato di indirizzo del Convention Bureau Roma e Lazio (CBReL). Una vera e propria cabina di regia che definirà le linee strategiche del CBReL, organismo costituito il 21 giugno di quest’anno, al fine di rilanciare il turismo congressuale e riposizionare la destinazione “Roma e Lazio” sui mercati internazionali. Istituito con funzioni di raccordo tra Roma Capitale, Regione Lazio, Associazioni di categoria e imprese aderenti, le principali attività del Comitato di indirizzo contemplano il supporto all’elaborazione e attuazione di strategie di marketing, il miglioramento della qualità dell’offerta congressuale e dei servizi correlati, il sostegno all’organizzazione dei grandi eventi, nonché il monitoraggio dei risultati e dell’efficacia degli interventi effettuati. Membri permanenti del Comitato CBReL, l’Assessore Capitolino e l’Assessore Regionale con delega al Turismo, a sottolineare il ruolo di coordinamento, supporto e indirizzo fornito dalle due istituzioni nella valorizzazione dell’offerta MICE (meeting, incentive, conference, exhibition) di Roma e Lazio.
“Da decenni gli operatori di settore chiedono interventi mirati in tal senso, noi li abbiamo portati avanti. L’obiettivo è quello di potenziare indotto e occupazione, portando Roma a scalare la classifica delle città con più congressisti che oggi la vede al 20esimo posto. Entro pochi anni, saremo terzi”, dichiara l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale Adriano Meloni.
Promotori di Convention Bureau Roma e Lazio S.c.r.l., le articolazioni territoriali di Confesercenti, Federalberghi, Federcongressi&eventi e Unindustria. Attualmente, il totale degli associati ha raggiunto quota 86. Tra questi big player della meeting industry, solo per citarne alcuni, Aeroporti di Roma, Nuvola e Palazzo dei Congressi, Fiera Roma e Coni Servizi.

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Giornata Mondiale della Psoriasi

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 ottobre 2017

psoriasiRoma il 25 ottobre alle 17, nella Sala del Consiglio dell’Area Metropolitana a Palazzo Valentini, avrà luogo la I Edizione del Premio Sergio Chimenti. Il concorso letterario sul tema della psoriasi è promosso da A.DI.PSO. con il patrocinio del Senato della Repubblica per premiare le opere letterarie scritte dai pazienti affetti da psoriasi. Sono oltre 235.000 gli abitanti del Lazio affetti dalla psoriasi, che in un terzo dei casi evolve e diventa di grado severo. Chi ne è affetto, però, spesso non ne conosce i sintomi e non si reca tempestivamente dallo specialista, con conseguente ritardo nella diagnosi e nell’inizio del percorso terapeutico che potrebbe rallentare l’evoluzione della malattia. Per informare e sensibilizzare i cittadini, per far luce sulle varie forme di psoriasi e sulle terapie, in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, il 28 ottobre presso l’ U.O.C. Dermatologia – Ospedale A. Fiorini di Terracina sarà possibile usufruire di consulenze e visite gratuite
dalle 10 alle 12.30 mentre a Roma gli appuntamenti sono due: il 28 ottobre, l’ Ambulatorio Dermatologia dell’ Ospedale Cristo Re sarà aperto al pubblico dalle 9 alle 13 mentre il 29 ottobre gazebo informativi saranno presenti in Piazza del Popolo. Gli specialisti saranno a disposizione del pubblico e risponderanno alle domande di chi vorrà saperne di più sulla malattia, che non è di un solo tipo. La più diffusa è quella ‘a placche’ (80-90% dei casi), ma esistono anche altre forme più rare, poco conosciute e per questo sottostimate. Una di queste è la ‘psoriasi invertita’, caratterizzata da chiazze rosse non desquamate sotto le ascelle, sui genitali e sull’addome di chi è in sovrappeso, fino al solco sottomammario. La forma più frequente tra gli adolescenti invece è la ‘psoriasi guttata’, caratterizzata da piccole chiazze desquamate su tronco, braccia, gambe e cuoio capelluto. Esistono poi la ‘psoriasi pustolosa’ e quella ‘eritrodermica’: la prima è caratterizzata da pustole anche molto
localizzate, mentre nella seconda la pelle appare infiammata e arrossata, provoca prurito o bruciore ed è tra le forme più gravi. Su queste l’attenzione è ancora poca. La maggior parte dei pazienti in cerca di risposte raramente si rivolge ai centri di riferimento (ex Psocare) dove, oltre a ricevere diagnosi tempestive, potrebbero essere presi in carico e seguiti a 360 gradi con terapie personalizzate, anche in considerazione delle frequenti comorbidità, come artrite, depressione, obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari che fanno della psoriasi una malattia sistemica. Per non parlare del supporto psicologico, fondamentale nel caso dei pazienti psoriasici, perché non si scoraggino e non abbandonino le cure.“Il risultato – afferma Mara Maccarone, Presidente di ADIPSO – è che 8 pazienti su 10 sono delusi dalle cure e quasi 9 su 10 le abbandonano, cadendo in depressione nell’80% dei casi. Sono dati certificati da interviste svolte durante la giornata mondiale dello scorso anno a più di 5000 pazienti. Un’ulteriore conferma viene dal costante calo di presenzenei centri italiani: in pochi anni siamo scesi da 12mila a 6mila. Per questo è fondamentale creare una inversione di tendenza facendo tanta informazione: vogliamo colmare il grave gap di comunicazione einformazione tra chi soffre e chi può offrire le cure necessarie, per cui bisogna spronare i malati a recarsi nei centri di riferimento presenti sul territorio. Questa “rete” infatti offre tutti i mezzi per curarsi a patto di non abbandonare i percorsi terapeutici che possono essere rimodulati sul paziente fino a trovare le cure più efficaci”

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Sono saliti a 47 i casi di Chikungunya nel Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 19 settembre 2017

zanzara tigrePer il centro nazionale sangue le conseguenze sul Sistema Trasfusionale a seguito dell’emergenza legata ai focolai di Chikungunya nel Lazio sono paragonabili a quelle di una maxi emergenza, sebbene non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. La rapida diffusione che sta avendo il virus, facilitato anche da condizioni climatiche favorevoli per le zanzare, ci pongono come Forza Italia l’obiettivo di mettere in campo politiche efficaci per dare risposte immediate sul cambiamento climatico”. Così Vincenza Labriola, deputata di Forza Italia, intervenendo alla tre giorni azzurra organizzata da Antonio Tajani a Fiuggi.
“Chiediamo con forza al presidente Regionale Lazio Nicola Zingaretti – ha aggiunto – di prevedere una disinfestazione straordinaria delle scuole, dei parchi e tutti quei luoghi di aggregazione per evitare che i casi continuino a proliferare. Auspichiamo, inoltre, per il futuro della Capitale che la sindaca Virginia Raggi si svegli e agisca per il bene della comunità e non aspetti che le situazioni sfuggano di mano per dare poi la colpa a quella o quest’altra amministrazione. La cattiva gestione di Roma – ha concluso Labriola – non penalizzi la sua immagine nel mondo”.

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Regione Lazio: Misure importanti per i piccolo comuni

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 agosto 2017

regione-lazioRoma. Dopo circa 27 ore di discussione, questa mattina il Consiglio regionale ha approvato il cosiddetto “collegato” al bilancio. Una legge di iniziativa della Giunta concernente misure integrative, correttive e di coordinamento in materia di finanza pubblica regionale.Molti sono gli interventi richiamati nella legge, ma alcuni più di altri ne rappresentano il tratto distintivo. “Il collegato che abbiamo appena approvato – ha dichiarato il consigliere Petrassi – contiene delle risposte molto precise e molto importanti soprattutto per quanto concerne i piccoli Comuni. Come tutte le leggi che riguardano il bilancio ha avuto un percorso molto discusso ma allo stesso tempo molto partecipato”.“Tra gli aspetti più importanti – ha proseguito Petrassi – ci sono tre importanti fondi istituiti a favore dei Comuni al di sotto dei diecimila abitanti. Uno è rivolto a favorire il completamento delle opere pubbliche di interesse locale, per le quali sia stato realizzato almeno il 60% dello stato di avanzamento dei lavori. Un altro fondo riguarda invece il finanziamento di progettazioni relative alla realizzazione di infrastrutture di interesse locale. Un altro ancora infine è destinato ad aiutare quei Comuni che potrebbero rischiare il dissesto finanziario, a causa di spese per sentenze o transazioni connesse a calamità naturali. Tali interventi forniscono senza dubbio un importante sostegno finanziario, da parte della Regione, agli enti locali.”“Ugualmente importante è la novità degli incentivi per la manutenzione delle aree riservate al verde pubblico da parte dei cittadini. La Regione, grazie a questo collegato, mette a disposizione dei contributi per il tramite dei Comuni, a favore di quei cittadini che, in forma di comitato o associazione di quartiere, si prendono cura di aree verdi pubbliche. Tale atto è una risposta concreta volta a trovare una soluzione per tutte quelle aree abbandonate e prive di manutenzione; una novità molto interessante in grado di “far vivere” e ridonare alla collettività zone di territorio fino ad oggi trascurate.”“Si tratta quindi – ha concluso Petrassi – di un ottimo lavoro della Giunta Zingaretti e mi preme ringraziare gli Assessori che hanno partecipato alla lunga discussione in Aula, dimostrando, come sempre, grandissima competenza e disponibilità. Un ulteriore passo avanti per il miglioramento della nostra Regione, al fianco dei cittadini e degli enti locali.”

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Roma e il Lazio bruciano

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 agosto 2017

vigili del fuocoTra inizio maggio e il 26 luglio di questo anno sul territorio nazionale sono già andati in fumo 72.039 ettari di bosco, che sommati ai 2.926 ettari bruciati nel periodo invernale, fanno 74.965 ettari di superficie boschiva distrutta dalle fiamme. Siamo a +156,41% del totale della superficie bruciata in tutto il 2016 (47.926 ettari). Questo vero e proprio bollettino di guerra, aggiornato fino allo scorso 26 luglio, si basa su di una raccolta dati fatta da noi di USB Vigili del Fuoco; informazioni poi riprese da Legambiente e dalla Commissione Europea nell’ambito del progetto “Copernico” per monitorare e mappare uno dei fenomeni più devastanti in Italia e nel resto d’Europa. Nella regione Lazio abbiamo fino ad oggi il 400% di roghi in più rispetto al 2016, con la stagione secca che rischia di protrarsi anche ai primi mesi autunnali, con conseguente aggravamento sul fronte degli incendi e il conseguente aumento delle superfici percorse dal fuoco. USB Vigili del Fuoco, in tempi non sospetti, mise in guardia con note scritte e comunicati stampa sia la nostra amministrazione che l’opinione pubblica sui ritardi nell’avvio della campagna AIB 2017, sulla carenza di organico e di mezzi antincendio per affrontare una stagione che si preannunciava difficile già dalla tarda primavera. Come al solito chi amministra la regione Lazio e Vigili del Fuoco sia a livello nazionale che periferico ha preferito puntare sulla buona sorte e sulla clemenza del clima e degli incendiari. Purtroppo così non è stato e, oggi, ci troviamo a far fronte ad una emergenza incendi che pare non abbia soluzione di continuità: noi pompieri siamo stremati da turni massacranti e ore ed ore di lavoro straordinario che non ci permette il giusto recupero psicofisico; non abbiamo più automezzi per andare a spegnere gli incendi, tanto che il giorno 28 luglio una nostra squadra antincendio boschivo, che doveva partecipare allo spegnimento della pineta di Castelfusano, per un guasto si è trovata senza l’autopompa in dotazione e, non potendone reperire un’altra neanche fuori provincia, è rimasta appiedata e costretta a rimanere nella propria sede senza poter operare. Il 29 luglio la squadra boschiva di Fiumicino, sempre per mancanza di mezzi, è stata costretta a svolgere il proprio turno di servizio con una autobotte (due posti) e il resto della squadra (tre vigili) che la seguiva su una vecchia Fiat Punto senza dispositivi di soccorso visivi e acustici. L’officina provinciale di Roma è oramai al collasso con decine e decine di mezzi di soccorso fuori servizio che riempiono ogni angolo del piazzale interno in attesa di riparazioni. Questo accade soprattutto per il fatto che molti automezzi di soccorso si portano sulle spalle almeno 20/25 anni di servizio; mentre quelli più “moderni”, non essendo adatti ad affrontare incendi in terreni accidentati come quelli che si possono incontrare durante le operazioni di spegnimento di un bosco o di terreni incolti, restando il più delle volte danneggiati. D’altronde non si è mai pensato di sottoscrive un Protocollo d’Intesa tra Vigili del Fuoco e Regione Lazio per l’acquisto da parte di quest’ultima di mezzi fuoristrada per affrontare gli incendi boschivi. L’amministrazione regionale, invece, ha giocato al ribasso persino sulla convenzione con noi vv.f. per l’AIB 2017 (antincendio boschivo) togliendoci fondi e accorciando il periodo operativo, pur essendo cosciente dell’avvenuta soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Per questo motivo oggi ci suona strano sentire certe richieste di aiuto al governo centrale per l’emergenza incendi nel Lazio! Purtroppo dobbiamo continuare ad affermare che l’Italia è il “Paese delle catastrofi annunciate” e delle emergenze continue, dove si persevera a non investire seriamente sulla previsione e prevenzione dei rischi, e su di un sistema di Protezione Civile che veda noi Vigili del Fuoco come protagonisti indiscussi.

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Emergenza idrica nel Lazio: Codici annuncia esposto alla Procura di Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 luglio 2017

aceaCome tutte le crisi, anche quella idrica del lago di Bracciano ed il conseguente razionamento dell’acqua che coinvolgerà 1,5 milioni di romani a partire dal 28 luglio prossimo, rischia di diventare una mera bagarre politica tra accusatori ed accusati su un sistema, quello idrico, che pare ingestibile.
Rimpallo di responsabilità quindi tra Acea che afferma di aver lanciato l’allarme già in primavera, e che il provvedimento preso dalla Regione di razionare l’acqua sia inutile, in quanto allo stato attuale si prelevano dal lago giornalmente 86 mila metri cubi che determinano un abbassamento di 1,5 millimetri, a fronte di una profondità del lago di 164 metri.
Il Presidente del Parco di Bracciano, Lorenzetti afferma invece che il prelievo da parte di ACEA sul lago a partire dal gennaio 2016 avrebbe portato alla diminuzione del livello di 100 cm, incidendo dunque per il 90%. Ma a parte la siccità che è un fenomeno che esula dalla gestione e responsabilità umana nel breve periodo, non è invece che il livello del lago si sia abbassato notevolmente perché è stata utilizzata l’acqua potabile per l’agricoltura? I Consorzi di bonifica che si devono occupare della vigilanza e manutenzione dei corsi d’acqua sulla rete secondaria, attraverso interventi volti a realizzare e mantenere in efficienza un assetto territoriale idraulicamente sicuro, tutelando la conservazione delle risorse naturali, cosa fanno? Hanno adeguatamente vigilato a tempo debito, in modo da garantire che l’acqua per irrigare fosse sufficiente?
E la Regione, che a sua volta, supervisiona i Consorzi di bonifica, ha provveduto in tal senso? La soluzione avanzata dal Presidente della Regione Zingaretti, non può essere considerata tale, vogliamo considerarla una provocazione.Conferme in merito arrivano anche dal Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, che ritiene incredibile che Roma rischi di rimanere senza acqua con le ottime fonti di cui dispone. Uno dei problemi maggiori che si hanno in Italia infatti è che a parte le dispersioni e gli sprechi, la metà del totale viene utilizzata in agricoltura, dove si usa anche l’acqua potabile, invece che utilizzare l’acqua piovana.
Sicuramente a parte gli interventi sulle tubature e la dispersione della rete idrica che è un colabrodo con dispersioni che arrivano fino al 44%, si renderà pertanto necessario, alla luce dei fenomeni relativi alla siccità che non saranno più emergenze date dalla contingenza, ma fenomeni a cui dovremo prepararci sempre più spesso, rimettere mano al Piano Regolatore degli Acquedotti del Lazio e censire con minuziosità i consumi ed i prelievi.Pertanto Codici annuncia un esposto alla Procura della Repubblica di Roma per capire le responsabilità di chi è stato negligente nei suoi compiti.Si rendono necessari cambiamenti radicali per la gestione e il consumo della risorsa idrica nel Lazio, non lo svuotamento delle riserve, questo è il presupposto da cui partire, né tanto meno utilizzare l’acqua potabile per irrigare i campi.

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Il Lazio dichiarato in “severità idrica alta” per la siccità

Posted by fidest press agency su martedì, 25 luglio 2017

lago braccianoLegambiente: “Lo stop della regione alle captazioni da parte di Acea è un atto necessario per salvare il lago. Ora si inizi a prevenire l’emergenza. Subito al lavoro per una diversa gestione della risorsa idrica e il Comune di Roma si attivi per piano di adattamento al clima per tutta l’area urbana”. Causa principale della crisi, l’enorme siccità che ha colpito il territorio, a giugno 2017 si registrano valori di mm caduti di pioggia ridotti dell’80% rispetto ai massimi registrati negli anni precedenti, per quanto riguarda Albano, Nemi, Canterno e Fiuggi, e fino all’85% nella zona di Bracciano, Trevignano e Bolsena. A Bracciano sono caduti appena 196,4 mm di pioggia da inizio 2017, a fronte dei 603,4 totali nel 2007 (anno di minima piovosità) e 1.519,9 nel 2014 (anno di massima piovosità), numeri che raccontano l’emergenza idrica complessiva del Lazio.
“Il clima che cambia impone cambiamenti radicali per gestione e consumo della risorsa idrica, non lo svuotamento delle riserve, questo è il presupposto da cui partire – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – prima di danneggiare in maniera irreversibile i preziosi e delicati ecosistemi lacustri e idrici che abbiamo sul territorio regionale. Oltre a combattere con tutte le forze le emissioni di gas climalteranti, c’è bisogno di piani di adattamento anche su scala locale, a partire dalla città di Roma, in cui è necessari anche un adeguamento delle condutture colabrodo che sul territorio provinciale perdono il 44,4% dell’acqua. Serve inoltre un forte controllo delle amministrazioni pubbliche rispetto ai soggetti gestori delle risorse idriche, per garantire gli investimenti e gli interventi necessari alla loro tutela e ad un accesso garantito da parte di tutti, anche delle generazioni future. Ma una diversa gestione della risorsa idrica deve coinvolgere anche il settore agricolo e industriale e bisogna intervenire sul consumo quotidiano, educandoci ad un uso consapevole della risorsa, e abbandonando l’idea dello spreco e dello sfruttamento spregiudicato delle riserve, a partire dalle sorgenti e dai grandi laghi laziali”.
Da metà dicembre 2016 le sorgenti che portano acqua a Roma sono in diminuzione per un inverno senza pioggia e neve, per mantenere acqua nelle tubature di Roma, Acea ha captato fino a 2.600 litri al secondo in questi mesi nel Lago di Bracciano, il quale livello è ora sotto di 140 cm dallo zero idrometrico, con ripercussioni sull’ecosistema, la cui soglia massima di tolleranza è di – 150 cm, superare tale limite porterebbe alla perdita di circa il 13-15% della superficie utile all’auto depurazione mettendo ulteriormente in gravità lo stato del lago. Da due giorni la Regione ha comunicato di aver bloccato tale captazione intimando ad Acea lo stop entro il 28 luglio prossimo alle ore 24. “Lo stop alle captazioni che arriva dalla Regione Lazio, è un atto molto positivo – conclude Scacchi – che mette fine ad una forzatura ecosistemica inaccettabile e obbliga la collettività a fare i conti con un nuovo modello di utilizzo della risorsa idrica, che deve essere messo in campo velocemente, data l’enorme crisi idrica attuale”.Secondo i dati del dossier di Legambiente anche altri laghi del Lazio soffrono della medesima problematica, uno svuotamento che di volta in volta è causato dalle vicende territoriali. Il livello del Lago Albano è rimasto pressoché costante dal 1950 fino al 1980, poi è iniziato il prosciugamento, 50 centimetri dal 1980 al 1985, nel decennio successivo una discesa sino a meno 2 metri e infine, tra il 1995 e il 2005, si è raggiunta la soglia negativa di meno quattro metri rispetto al livello originario. Il lago è in pericolo e negli ultimi 57 anni il livello delle acque è diminuito di quasi 5 metri, negli ultimi 10 anni 21 milioni di litri d’acqua sono esautorati. Anche il Lago di Vico è in sofferenza idrica con 1 metro sotto il livello massimo della soglia farnesiana eanche quest’anno come nel 2012 è ricomparsa un’isoletta all’interno del Lago. L’abbassamento è dovuto alla mancanza delle piogge e allo svuotamento invernale che serve a mettere in sicurezza delle aziende costituite troppo a ridosso della riva. I laghi Salto e Turano scendono a vista d’occhio ogni giorno scoprendo aree del lago prima sommerse con arrivo di alghe e limi e conseguenti cattivi odori; lo svuotamento è artificiale ma raggiunge velocità incredibili anche di 20/30 centimetri in un solo giorno.

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Goletta dei Laghi nel Lazio: inquinato il prelievo di Montefiascone

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 luglio 2017

golettaMontefiascone (VT) Arriva nel Lazio la campagna nazionale Goletta dei Laghi, prima tappa sul Lago di Bolsena con Blitz dei volontari del cigno verde. Dalle analisi effettuate lo scorso 19 luglio dalla squadra di biologi di Goletta dei Laghi, risulta infatti, addirittura per il nono anno consecutivo, un forte inquinamento sul Lago di Bolsena, a Montefiascone, presso il parco attrezzato tra Via del Lago e San Rocco. I volontari di Legambiente si sono ritrovati questa mattina proprio sul punto di prelievo esponendo lo striscione CHE VERGOGNA!!! e consegnando idealmente la BANDIERA NERA alle amministrazioni e ai gestori dei reflui, che in un decennio non hanno mai provveduto a mettere in campo azioni risolutive, finalizzate a intercettare scarichi non depurati, o adeguando e rendendo opportunamente funzionanti i vicini collettori, che indirizzano i flussi reflui all’anello fognario circumlacuale del COBALB (Comunità Bacino Lago di Bolsena).”Purtroppo torniamo a raccontare di una forte criticità a Montefiascone, nel Lago di Bolsena, che negli ultimi nove anni è risultato sempre inquinato – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – lo facciamo consegnando idealmente la Bandiera Nera a tutte le amministrazioni e le aziende di gestione dei reflui goletta1che, evidentemente. poco hanno messo in campo in tutto questo tempo, per fermare l’ingresso di microrganismi fecali nel Lago più grande del Lazio. Questi valori sono causati certamente da scarichi non depurati o malfunzionamento degli impianti fognari del Cobalb, ed esponiamo lo striscione “CHE VERGOGNA”, convinti che i problemi vadano affrontati e non nascosti o negati, ci mettiamo poi a disposizione delle amministrazioni al fine di costruire soluzioni che migliorino la qualità dell’acqua di uno dei luoghi più belli d’Italia”. Tutti gli altri risultati dei prelievi effettuati, saranno resi noti nella conferenza stampa conclusiva del prossimo 25 luglio. “I laghi sono una risorsa delicata e inestimabile, valorizzarli vuol dire aumentare la capacità depurativa e fermare le captazioni, e in questo senso è straordinariamente positivo quanto messo in campo dalla Regione Lazio che nelle ultime ore ha deciso il blocco della captazione sul Lago di Bracciano da parte di Acea. La siccità sempre più dura, va affrontata con il risparmio idrico e un utilizzo responsabile e sostenibile della risorsa a partire dall’adeguamento degli acquedotti colabrodo, non certo svuotando le riserve dei laghi, e il provvedimento regionale va esattamente nella giusta direzione”. (foto. goletta)

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Lazio: rigenerazione urbana

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

regione-lazioIl Consiglio regionale del Lazio ha approvato la Legge per la Rigenerazione Urbana e per il Recupero Edilizio. Si tratta di un provvedimento che oltre ad archiviare definitivamente il Piano Casa apre la possibilità di avviare la tanto attesa cura del bello per intervenire attraverso la rigenerazione sull’immenso patrimonio immobiliare della periferia romana. Auspico che Roma Capitale sappia cogliere al meglio, insieme agli altri comuni regionali, la nuova opportunità per sviluppare un incisivo protagonismo nel rilancio qualitativo del suo patrimonio immobiliare e al tempo stesso possa esercitare una funzione di volano per il rilancio del settore edilizio, da anni in forte affanno.” Così in una nota in consigliere capitolino del Pd Antongiulio Pelonzi.

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Roma Tre per le carceri del Lazio: Open Day Rebibbia

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

rebibbiaRoma Rebibbia nuovo complesso Giovedì 18 Maggio 2017, ore 15:30 l’Università degli Studi Roma Tre presenterà i propri corsi di studio all’istituto penitenziario di Rebibbia. Alla giornata parteciperanno sia i detenuti che stanno terminando i corsi di scuola superiore sia gli studenti di alcuni licei romani. La promozione dello studio universitario negli istituti penitenziari del Lazio è un impegno assunto dall’ateneo Roma Tre, che a tale fine ha stipulato una convenzione con il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e con l’Ufficio del Garante regionale dei diritti dei detenuti. A questa si accompagna il nuovo Regolamento di Ateneo per gli studenti sottoposti a misure restrittive della libertà personale che prevede alcune importanti semplificazioni burocratiche, anche per l’iscrizione ai corsi universitari, per la prenotazione degli esami, per lo svolgimento delle prove, nonché per l’ingresso di docenti e tutor negli Istituti penitenziari del Lazio. L’obiettivo di favorire lo svolgimento del percorso di studi, agevolato dall’esonero dal pagamento dei contributi universitari, si accompagna alla richiesta di assunzione di responsabilità da parte dello studente, che, secondo quanto deliberato dal Comitato istituito in base alla convenzione, potrà mantenere l’agevolazione iniziale a condizione che consegua un numero minimo di crediti annui.
L’Open Day sarà anche l’occasione per illustrare le altre attività svolte da Roma Tre sui temi penitenziari, riassunte nel Progetto Diritti in carcere coordinato dal professore Marco Ruotolo, che mette a disposizione dei detenuti cliniche legali, corsi universitari e alta formazione (con il Master in Diritto penitenziario e Costituzione), tutoraggio degli studenti senior, attività sportive. Oltre al prof. Ruotolo, interverranno le dottoresse Valentina Cavalletti e Roberta Evangelista per presentare i corsi e illustrare le modalità d’iscrizione a Roma Tre. La presentazione sarà seguita dall’anteprima dello spettacolo Hamlet in Rebibbia, con la regia di Fabio Cavalli, le cui prove sono state seguite dagli studenti del Dams di Roma Tre nell’ambito del Laboratorio di Arti dello spettacolo I. Il tema del teatro in carcere è oggetto di studi e ricerche presso il Dipartimento Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, in accordo con il Coordinamento nazionale teatro in carcere e con il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Di tali attività, che hanno portato anche alla realizzazione del Festival Made in Jail, riferirà la professoressa Valentina Venturini. L’introduzione e il coordinamento dell’incontro sono affidati al rettore Mario Panizza. Diverse le autorità coinvolte nei saluti iniziali: Rosella Santoro, Cosimo Ferri, Santi Consolo, Mauro Palma, Cinzia Calandrino, Stefano Anastasia.

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Il diabete nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 7 maggio 2017

diabete testTerzo posto al Lazio per prevalenza di diabete in Italia, con il 6,6 per cento della popolazione colpita dalla malattia. Situazione molto preoccupante soprattutto a Roma e provincia – dove risiedono più persone con diabete che in tutto il Piemonte, ben 286 mila. Nella sola capitale si concentra il 50% delle persone con diabete residenti nel Lazio, ovvero quasi 190 mila persone, pari a quanti diabetici risiedono in Toscana. “Non bastasse, il Lazio e, in particolare, Roma registrano un aumento di obesità e invecchiamento della popolazione, entrambi fattori di rischio strettamente legati all’incremento della prevalenza del diabete”, spiega Ketty Vaccaro, Fondazione Censis e coordinatore di Roma Cities Changing Diabetes. “Il numero di persone obese, ad esempio, ha avuto un aumento del 21 per cento negli ultimi 13 anni nel Lazio, tant’è che oggi 1 residente su 10 in età adulta è affetto dalla malattia”, sostiene Antonio Nicolucci, Direttore Coresearch. “Inoltre, anche il numero di over 65 ha subìto una crescita analoga negli ultimi anni, raggiungendo nella sola città di Roma la quota di 631 mila persone. Anche il problema della sedentarietà non è da sottovalutare. Nel Lazio oltre il 40 per cento della popolazione è totalmente sedentaria e solo un quinto dei cittadini svolge attività fisica con regolarità”, aggiunge Nicolucci. D’altro canto tra le 339 mila persone che ogni giorno si spostano per lo più all’interno della capitale per motivi di lavoro o studio, ben 1 su 5 impiega oltre 45 minuti per il viaggio, valore decisamente superiore a quello nazionale. Se si considera che quasi il 60 per cento utilizza l’auto, se ne deduce che sono in molti i cittadini di Roma che trascorrono parte della loro giornata seduti nel traffico caotico romano. Il lato positivo è che Roma risulta essere uno tra i comuni più verdi d’Europa vantando un’estensione di parchi, giardini, ville storiche e aree protette di vario tipo di 16,5 m2 per abitante, considerate funzionali per lo stato di salute e al benessere della persona.
Questi dati emergono dall’analisi preliminare del progetto internazionale Cities Changing Diabetes per Roma e l’area metropolitana presentato oggi nella sede della Città Metropolitana di Roma. Dopo Città del Messico, Copenhagen, Houston, Shanghai, Tianjin, Vancouver, Johannesburg è, infatti, Roma la metropoli scelta per il 2017 dal progetto nato tre anni fa in Danimarca e promosso dall’University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center, con il contributo dell’azienda farmaceutica Novo Nordisk, in collaborazione con istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore, con l’obiettivo di studiare il legame fra il diabete e le città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute e prevenire la malattia. Il progetto in Italia e a Roma è coordinato dall’Health City Institute in collaborazione con il Ministero della Salute, l’Anci, Roma Città Metropolitana, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istat, la Fondazione Censis, Coresearch, l’Italian Barometer Diabetes Observatory (Ibdo) Foundation, Medi-Pragma e tutte le Università di Roma, le Società scientifiche del diabete e dell’obesità e le associazioni pazienti e di cittadinanza.

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Nutrizione preventiva nel Lazio

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

regione-lazioRoma lunedì 27 marzo, dalle 9 alle 13, presso la sede della regione in via della Pisana a Roma, un convegno con i massimi esperti del settore.
L’obiettivo è creare una rete che metta in comunicazione la grande distribuzione, la ristorazione collettiva, farmacie, istituzioni, fino ad arrivare al singolo cittadino, per meglio veicolare i principi basilari di educazione alimentare. Questo, alla luce del recente accordo siglato da Governo e Regioni sul documento “Valutazione delle criticità nazionali in ambito nutrizionale e strategie d’intervento 2016-2019”. Un testo che riconosce per la prima volta un ruolo operativo fondamentale in ogni Asl del Paese.
La Regione Lazio, anche attraverso l’azione del Presidente della commissione Politiche sociali e Salute, Rodolfo Lena, ha promosso e sostenuto il progetto “Okkio alla Ristorazione”, che è stato la base di partenza del documento sottoscritto dalla Stato-Regioni. Questo progetto, approvato dal ministero della Salute attraverso il Centro Controllo Malattie, è stato avviato nel novembre 2012 in sei regioni (Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Sicilia, Veneto), sviluppando una fattiva collaborazione tra 56 Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione (Sian) e circa 200 Aziende di ristorazione collettiva (che producono in Italia circa due miliardi di pasti l’anno) per promuovere ed implementare la diffusione e conoscenza di corrette informazioni nutrizionali tra gli operatori e l’adozione di adeguati stili alimentari da parte di tutti gli utenti.
Il convegno di lunedì prossimo intende muovere ulteriori passi avanti, offrendo sia una panoramica degli studi più attuali in tema di educazione alimentare, sia idee concrete per promuovere campagne mirate a un maggior consumo di frutta e verdura e a una sensibile riduzione del sale negli alimenti cucinati.
“Poco sale, ma iodato”, sarà uno degli slogan usati dal dottor Giuseppe Ugolini (Asl Roma 2), che tratterà nello specifico il tema della iodoprofilassi e dei “pasti sicuri” fuori casa per le persone affette da Celiachia. I lavori saranno introdotti dal professor Francesco Riva, Presidente dell’associazione Educazione Alimentare, e aperti dallo stesso Lena. Gli interventi previsti nel corso della mattinata saranno moderati dal professor Antonino De Lorenzo, dell’Università degli Studi di Tor Vergata.
Il convegno si chiuderà con una tavola rotonda sulle reti di collaborazione integrata che si stanno sviluppando attualmente nel Lazio, mentre le conclusioni saranno affidate alla direzione regionale Salute e Politiche sociali – Area Prevenzione e Promozione della Salute.

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“Il Consiglio regionale del Lazio nega i diritti dei giornalisti”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 gennaio 2017

regione-lazioDopo lunghe giornate di ripensamenti e colpi di scena il consiglio regionale si è pronunciato. Lo ha fatto negando il contratto giornalistico a tutti coloro che lavorano per l’istituzione Regione in Consiglio e in Giunta. Confermata invece la norma che prevede il contratto giornalistico per gli addetti stampa dei gruppi (emendamento Aurigemma). È prevalsa la linea del partito democratico, avallata e spinta dal presidente del consiglio regionale Daniele Leodori e alla fine accettata dal gruppo guidato da Massimiliano Valeriani, tradotta in un submaxiemendamento alla legge di stabilità che ha impedito il confronto democratico in aula sul punto.
A nulla sono valsi i nostri appelli, il conforto di scelte analoghe delle altre regioni tutte nel segno del contratto giornalistico, il forte sostegno della FNSI.
È prevalsa una logica di puro scambio, di gioco a rimpiattino sulla base di pareri legali (speriamo di un tipo diverso dal penultimo che non era neanche firmato dal legislativo), di mancanza di coraggio e di visione politica, di sprezzo nei confronti di una questione relativa ai diritti, alla legittimità e alla titolarità degli stessi, sulla base dell’idea che questi colleghi sono un “costo della politica”. Paradossalmente l’aula riconosce legittimamente i diritti del contratto ai colleghi dei gruppi che rappresentano più strettamente un costo della politica e non ai colleghi che lavorano per le Istituzioni, l’espressione più alta della Politica.
Vogliamo invece ringraziare tutti quei consiglieri regionali che hanno anteposto la libertà di scelta all’obbedienza di partito o di schieramento, a iniziare dai firmatari dell’emendamento “contratto”, la collega Marta Bonafoni (Si-Sel) e i consiglieri Daniele Fichera (Psi), Piero Petrassi (Centro democratico) e Baldassarre Favara (Pd). Si sono battuti fino all’ultimo per il riconoscimento e l’applicazione di giusti diritti. Una nota di merito va anche ai consiglieri Giuseppe Cangemi (Cuoritaliani) e Valentina Corrado (Movimento Cinque Stelle) per aver condiviso le nostre istanze.
La decisione dell’aula della Pisana non può però essere la pietra tombale di legittime rivendicazioni dei colleghi.
È ora che si sblocchi la vicenda degli uffici stampa che lavorano per gli enti pubblici attraverso un’azione decisa del sindacato sul ministero della Funzione pubblica e sull’Aran.
Stampa Romana sosterrà ogni tipo di mobilitazione o lotta che i colleghi degli uffici stampa della Regione vogliano mettere in campo. (Lazzaro Pappagallo Segretario Associazione Stampa Romana)

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Il Lazio verso l’industria 4.0. Presentazione Bandi “Bioedilizia e Smart Building” e “Ket – Tecnologie abilitanti e ICT”

Posted by fidest press agency su martedì, 6 dicembre 2016

Roma Mercoledì 7 Dicembre 2016, ore 10:30 Dipartimento di Ingegneria, Aula Conferenze Via Vito Volterra 62 si terrà la presentazione dei bandi Bioedilizia e Smart Building” e “Ket – Tecnologie abilitanti e ICT.Per partecipare è necessario registrasi al link: https://bioedilizia-ket-ict.eventbrite.it PROGRAMMA
ore 11:00 Presentazione dei Bandi “Bioedilizia e Smart Building” e “Ket – Tecnologie abilitanti e ICT”
Partecipano:
Nicola Zingaretti – Presidente Regione Lazio
Guido Fabiani – Assessore Sviluppo economico Regione Lazio
Daniele Fichera – Presidente Commissione VIII del Consiglio Regionale del Lazio
Al termine della presentazione i tecnici di Lazio Innova saranno a disposizione delle imprese per rispondere ai quesiti sulla partecipazione ai bandi.

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Ecosistema Urbano 2016, nel Lazio peggiorano Roma e Frosinone scendendo alle posizioni 85 e 103, Latina al 71° posto

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

lazioEcosistema Urbano giunge alla XXIII edizione con nuovi peggioramenti nella graduatoria generale per le città laziali: Roma scende al 85° posto (dal 83° del 2015), Frosinone dal 94° al 103°, penultimo complessivo. Latina solo sale dal 85° posto al 71°.
Anche quest‘anno il rapporto di Legambiente in collaborazione con l’istituto di ricerca AmbienteItalia e la collaborazione editoriale del Sole24ore, mostra delle graduatorie dove le città del Lazio, in particolare la capitale e il capoluogo ciociaro, continuano a peggiorare il loro posizionamento rispetto al resto dei capoluoghi italiani. Le classifiche sono redatte in base a indici sulla qualità dell‘aria (concentrazioni di polveri sottili, biossido di azoto e ozono), gestione delle acque (consumi idrici domestici, dispersione della rete e depurazione), rifiuti (produzione e raccolta differenziata), trasporto pubblico (il primo sull‘offerta, il secondo sull‘uso che ne fa la popolazione), mobilità (tasso di motorizzazione auto e moto, modale share, indice di ciclabilità e isole pedonali), e altro ancora.
“Le città del Lazio continuano a peggiorare nelle graduatorie di Ecosistema Urbano, e Roma è troppo spesso in fondo alle classifiche su mobilità, acqua, rifiuti e qualità dell’aria – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – Nella capitale, oltre le polveri sottili, è allarmante anche la presenza di biossidi di azoto nell’aria con una media annua superiore a quasi tutti capoluoghi, continua ad essere scarsa la qualità del ciclo dei rifiuti certamente troppo lontano dall’essere considerato virtuoso; stentano poi a decollare le proposte di mobilità alternativa all’auto privata con un’indice di ciclabilità molto basso, una forte presenza di auto circolanti e scarse politiche di rilancio del trasporto pubblico, dalle ciclabili alle preferenziali alle nuove linee tramviarie, ci sono tante dinamiche da avviare. Nel resto dei capoluoghi del Lazio spicca Frosinone come la peggiore città per PM10 nell’aria e segnaliamo anche un’allarmante dispersione idrica delle acque potabili sia a Latina che nel capoluogo ciociaro dove quasi tre quarti della risorsa idrica si perde in reti colabrodo. Bisogna fare passi da giganti per imprimere alle città del Lazio una nuova dinamica virtuosa in termini ambientali e di qualità della vita per i propri cittadini e ci rivolgiamo ai sindaci per aprire tavoli di confronto e azioni concrete, atte a migliorare la condizione”.Per la qualità dell’aria pessimo risultato per Roma con il 92° posto (su 95) per la presenza di Biossido di azoto No2 per valore medio annuo pari a 49,4 e ancor peggiore quello di Frosinone all’ultimo posto per la presenza nell’aria di PM10 in valori medi annui pari a 41,5 microgrammi per metro cubo di aria. Nella graduatoria dei consumi idrici la capitale al 77° posto con 165,2 l/ab/giorno e in quella della dispersione nelle reti idriche colabrodo Roma perde il 44,4% dell’acqua immessa, Latina il 67% e Frosinone addirittura il 75,4%. Per il ciclo dei rifiuti emergono negativamente i dati di Roma al 82° posto per produzione procapite con 593,7 kg/anno/abitante e Frosinone con 575,5 ma ancor peggio va sul fronte della percentuale di raccolta differenziata con Roma ferma al 41,2%, Latina al 31,6%, Rieti al 21,1% e Frosinone addirittura al 18,1%. Nel settore dei trasporti, a fronte di un gran numero di passeggeri trasportati annualmente nel trasporto pubblico a Roma sono ancora troppi gli spostamenti su mezzo privato con il 53% del totale e alto è anche il numero di 61 auto ogni 100, solo 0,14 mq per abitante di superfici pedonali e il 77° posto per indice di ciclabilità, ancor peggio Rieti con 70 auto ogni 100 abitanti e Frosinone con 74.

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