Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘lega nord’

Roma è capitale d’Italia e di tutti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

“Salvini dichiara, al termine dell’incontro lombardo con Confindustria, che nell’ultimo budget sono stati inseriti i fondi per la metro di Milano e di Roma. Quando vedremo questi fondi sostituire le dichiarazioni ne riparleremo e applaudiremo, nel frattempo non si può non notare che ogni volta che si parla di Roma, simmetricamente si deve parlare di Milano. È un modo indiretto per confermare che la strada per trasformare la Lega Nord in un autentico partito nazionale è ancora lunga. Roma è la capitale d’Italia, capitale di tutti, anche di coloro che risiedono o lavorano al nord e un governo che non ha pregiudizi storico-geografici deve investirci sopra, come hanno fatto Germania, Francia, Regno Unito, Spagna destinando decine di miliardi sulle loro capitali. Roma ha un’estensione territoriale pari a dieci volte Milano e una popolazione pari a più del doppio, anche la città metropolitana che gli sta intorno ha numeri per superficie e per abitanti di gran lunga superiori. Questo al netto delle funzioni esercitate, cento volte più onerose, tra cui quella di contenere un intero Stato e il più grande patrimonio culturale e archeologico del mondo. Il vicepremier della nazione quando parla della Capitale non è necessario che subito dica di Milano e Monza, quasi si debba giustificare con il suo elettorato, cresciuto a pane e ‘Roma ladrona’. Questi pregiudizi hanno messo in ginocchio la capitale d’Italia e fatto precipitare la qualità della vita dei romani, specialmente di coloro che risiedono in periferia”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Berlusconi ruba la scena

Posted by fidest press agency su domenica, 7 aprile 2013

Ci risiamo. Ancora una volta la parola conclusiva in quella che sempre più diventa la sceneggiata della politica ha un solo vincitore: Silvio Berlusconi. L’uomo che si fa sempre più amare e odiare ma con il quale prima o poi si deve avere a che fare ed è meglio per gli avversari non sottovalutarlo. Mostra d’essere non solo il padrone della Lega ma persino di una parte cospicua del Pd. Il suo merito è anche il demerito dei suoi avversari da Bersani che ha mostrato sia in campagna elettorale sia nel gestire il dopo elezioni tutti i suoi limiti e con lui, mi dispiace dirlo ma è così, lo stesso presidente della Repubblica.
Un Bersani che ha giocato tutta la sua partita alle lunghe trattative per la formazione del governo e ora ci si è messo lo stesso presidente della repubblica mentre il “paese brucia” e occorrono risposte immediate. L’errore di Bersani è stato quello di rendersi “incomprensibile” con la sua insistenza nel volere un’alleanza con il M5S pur sapendo sin dall’inizio che non sarebbe stata possibile. Alcuni osservatori politici ritengono che la mossa era tutta protesa alla ricerca di un alibi per ritornare sia pure con una formulazione diversa dalle “larghe intese” tra le braccia di Berlusconi “padre padrone”. Un gioco al massacro che, purtroppo, vede sconfitto lo stesso M5S dal quale molti avrebbero voluto non solo la protesta ma anche la spinta per il cambiamento. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Italiani: una società malata?

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2013

Dopo 20 anni la giustizia riesce ad emettere qualche sentenza di condanna nei confronti di chi si è sempre sottratto ad essa ora per prescrizione ora per leggi ad personam ora per le difficoltà obiettive di reperire prove d’accusa. A questo punto si potrebbe, se non sotto l’aspetto del carico giudiziario ma quello etico, chiudere la partita e mandare a vita privata l’autore di tante rocambolesche storie. In altre parti del mondo come negli U.S.A. nel Regno Unito, in Germania, in Canada, in Australia, ecc., ciò sarebbe stata la naturale conseguenza per un leader politico. Non accade in Italia. Non solo. Chi è stato investito da tali e tante accuse si ribella, organizza un’adunata di popolo per sostenerlo e altri milioni di italiani lo votano e tifano per lui. La magistratura è demonizzata, le istituzioni sono umiliate, l’antistato sembra prendere il sopravvento e nonostante ciò si continua a parlare di libertà, di giustizia, di verità. A questo punto c’è da chiedersi cosa ci sta capitando. Sembra che una parte dell’elettorato italiano ha perso il senso della realtà. Faccio un solo esempio. Mi riferisco alle macro regioni del Nord dove si rinuncia all’idea solidaristica identificabile con l’unità nazionale e si chiudono gli accessi al resto del paese accusato di essere spendaccione. Non si fa, come si dovrebbe, una politica di risanamento ma si procede solo in chiave punitiva per tutti, virtuosi o meno virtuosi. E allora che senso ha votare pdl al centro e al sud se al Nord funziona in chiave antimeridionalista? (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Anti-politica? Bene: facciamo politica

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 aprile 2012

Tanzania 41

Tanzania 41 (Photo credit: al_green)

I partiti che vanno per la maggiore (Pdl, Pd e Fli) stanno sulla difensiva. Si sentono investiti dal vento gelido soffiato dal popolo degli elettori nei loro confronti. Il rischio è che possono essere travolti senza che si possa fare un distinguo e valutare le circostanze senza gravarle con il peso del sospetto. La distinzione che facciamo è a livello umano e non riguarda la politica in se stessa che riteniamo fondamentale per la vita di una comunità e nel suo ruolo di mediatore in una società complessa come la nostra e attraversata da interessi spesso conflittuali tra loro.
Ma nello stesso tempo gli esponenti di questi partiti non si rendono conto della ragione di tali e tante contrarietà popolari. Credo che, intimamente, tutti concordano sulla necessità che la politica abbia un costo e che debba essere sobbarcato dalla collettività. Ma ciò che non è perdonato è il fatto di aver trasformato un contributo in una speculazione commerciale e per trarne personali interessi. Non solo. Queste cose si conoscevano da anni come lo è stato per la Lega Nord che ha utilizzato gran parte dei fondi pubblici per speculazioni finanziarie in Tanzania e Cipro e per usi privati dei loro leader e familiari o che un tesoriere della “Margherita”, un partito che poi si è sciolto confluendo in parte nel Pd., abbia potuto distrarre milioni di euro con una facilità incredibile. E tutto sarebbe passato come un “pettegolezzo” o una malevolenza di giornalisti come Fabio Bonasera e Davide Romano, e non sono i soli, che con i tipi delle Edizioni La Zisa hanno scritto la vera storia della “Lega Nord” riportando le stesse cose che ora ben sei procure ne hanno tratto lo spunto per aprire un fascicolo e avviare delle indagini con svariate ipotesi di reato. E non dimentichiamo che lo stesso Roberto Maroni autoproclamatosi “moralizzatore” si può dire sino a qualche mese fa se l’era presa con i giornalisti accusandoli di attacchi ingiusti e immotivati e minacciando querele. Avrebbe fatto meglio ad accertarsi prima di come stavano realmente le cose, ammesso che non le conoscesse già. Ma la mia rabbia non sta solo qui. E’ nel sentire come sono forti le difese dei leghisti che preferiscono accettare l’idea di un leader raggirato dai familiari e dai “falsi amici”, dandogli, praticamente, dell’incapace, pur di sottrarlo alle sue responsabilità. E dire che gli italiani se solo lo volessero alle prossime elezioni dovrebbero andare in massa a votare penalizzando quei partiti che hanno dimostrato d’avere poca sensibilità e rispetto per la politica e minandola nelle sue fondamenta. Ma ne saranno capaci? Ne dubito, purtroppo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Lega Nord, Il libro dei giornalisti Bonasera e Romano aveva già anticipato tutto

Posted by fidest press agency su sabato, 14 aprile 2012

Palermo. Il denaro pubblico ottenuto dalla Lega Nord utilizzato per speculazioni finanziarie in Tanzania e Cipro, per la ristrutturazione della casa di Umberto Bossi (a sua insaputa, naturalmente), per finanziare la scuola privata della moglie, per comprare i titoli di studio del Trota o della “badante” del Capo, Rosy Mauro, vicepresidente del Senato. Tutti sintomi della corruzione dilagante in seno al Carroccio, sulla quale indagano ben sei Procure, che hanno spinto il Senatùr a cedere il timone e il figlio Renzo a dimettersi dal Consiglio regionale della Lombardia. Una corruzione diffusa a tutti i livelli più alti del partito che era già stata anticipata in tempi non sospetti dal libro “Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord” dei giornalisti siciliani Fabio Bonasera e Davide Romano e che le Edizioni La Zisa rimandano, in terza ristampa, in questi giorni in libreria. Una denuncia che aveva causato agli autori gli attacchi diretti da parte dei dirigenti della Lega, a partire dal “moralizzatore” Roberto Maroni

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Lega: predica bene e razzola male

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 aprile 2012

Italiano: Umberto Bossi

Italiano: Umberto Bossi (Photo credit: Wikipedia)

“I rilievi sull’allegra gestione dei fondi pubblici e privati affidati alla Lega Nord svelano un quadro desolante che sottolinea come il Carroccio abbia sempre fatto della propaganda la sua unica bandiera. Con tutta evidenza la Lega ha predicato bene, ma razzolato proprio male, anzi peggio! Non sorprende che PDL e Lega siano accomunati dallo stesso concetto di legalità e quindi anche da un comune declino. Sono proprio lontani i tempi in cui la Lega si definiva unico baluardo al malaffare della politica. C’è solo da auspicarsi che i Veneti aprano finalmente gli occhi e sappiano distinguere tra chi la legalità e la trasparenza la pratica e chi invece la brandisce come una spada di propaganda, ma nasconde dubbi comportamenti.”. La dichiara l’on. Giorgio Conte, Coordinatore Regionale FLI del Veneto, proprio il giorno in cui Futuro e Libertà presenta due annunciate petizioni popolari contro la corruzione nella pubblica amministrazione. (dott. Marco Bonafede)

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Governo: un tramonto a lungo atteso

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2011

La crisi que la paguin els rics 4

Image by Jose Téllez via Flickr

Riprendo sia pure per sommi capi quanto è stato scritto dalla “redazione terza repubblica” (n°33 del 15/10/2011) a margine del voto di fiducia, che il governo, a differenza di un altro 14, ma del dicembre del 2010, che ha portato a “quota 316” contro i 314 di allora i consensi. Niente di nuovo e di diverso, ovviamente. “Semmai, si fa osservare, i problemi li ha avuti il centro-sinistra, che si ritrova con la gatta da pelare dei radicali, verso i quali avere stizza significa misurare tutta la propria impotenza”.
La situazione che è venuta a crearsi è surreale come avevamo già evidenziato alcuni mesi fa. Questo perché, e oggi lo confermano quelli della redazione di Terza repubblica: “Berlusconi e il suo esecutivo erano e sono politicamente morti anche prima dell’ennesima fiducia. Lo sono da molti mesi, almeno da quando dovettero ricorrere ai cosiddetti “responsabili” per avere i numeri in parlamento”. E ciò non di meno nessuno sembra riuscire a dare la spallata decisiva.
Un altro aspetto che mi trova sulla stessa lunghezza d’onda da Terza repubblica è nell’annotare l’atteggiamento delle opposizione che “non hanno saputo fare altro, in questi mesi, che ripetere stancamente il ritornello quotidiano “Berlusconi si deve dimettere” e ogni tanto tentare di mandare al premier un “cartellino rosso” che il voto di fiducia ha puntualmente respinto al mittente” (e siamo già a 51 voti di fiducia in tre anni). In altri termini le parti si sono impantanate in una “guerra di posizione” dalla quale ognuno tenta mosse difensive ma non risolutive.
Ciò che paralizza entrambi gli schieramenti è la logica dello hic sunt leones. Nel Pdl e nella Lega si chiedono: ma reggeranno questi partiti al dopo dei loro leader? Non si scioglieranno come neve al sole e come è già accaduto alla D.C.? E mentre le giovani leve scalpitano ma temono di staccare la spina il loro rischio è quello che alla fine possono ritrovarsi “con una mano davanti e l’altra dietro” poiché se in passato una soluzione al cambiamento è stata offerta da “mani pulite” oggi non è tanto la magistratura a fare da protagonista ma la crisi internazionale che incombe. Non vi è dubbio che in tutto questo vi è il problema di una leadership credibile e alternativa a Berlusconi nel centro-destra. E’ come dire che il leader maximo abbia fatto di tutto per circondarsi di mediocri cosi come potrebbe fare una bella ragazza che per esaltare di più la sua avvenenza si accompagni con amiche bruttine. E la prova ne è che basta un invito a pranzo con il capo che anche la più ardita delle proteste finisce, come dicono i toscani in “brodo di giuggiole”.
E qui i limiti del dentro-destra ai quali dobbiamo aggiungere quelli che starnazzano al centro-sinistra dove non mostrano minimamente d’essere credibili e lasciando percepire all’opinione pubblica una tregua opportunistica legata al contingente ma pronta ad infrangersi nel dopo Berlusconi. E qui ci risiamo con un “Bersani che sa bene che andare alle elezioni significherebbe due cose: sciogliere subito quel nodo delle alleanze fin qui rinviato; rischiare di fare la fine di Occhetto, che nel 1994 partì con un enorme margine di vantaggio e la sicurezza (sicumera) di vincere, e poi si ritrovò sconfitto dal debuttante Berlusconi. Se a questo si aggiunge che le opposizioni non sono riuscite a raggiungere uno straccio di convergenza su una legge elettorale alternativa al porcellum e il Pd si è dovuto accodare al referendum pro ritorno del mattarellum – avendo nel frattempo sciaguratamente affossato quello promosso da Passigli pro sistema tedesco – e quindi si ritroverebbero nel caso di un governo che deve portare a termine la legislatura o anche solo portare al voto, e dunque con il compito primario di cambiare il sistema elettorale, a non sapere che pesci prendere, e invece nel caso di elezioni anticipate cui ci porterebbe lo stesso Berlusconi, a dover affrontare le medesime con la legge attuale. Una prospettiva negativa nell’uno come nell’altro caso”. A questo punto tutti siamo convinti che occorre dare una “scossa” al sistema paese che si è avvitato su se stesso, ma per farlo significa rottamare almeno l’80% dell’attuale classe politica a tutti i livelli di responsabilità. E questo ci fa ritornare all’attuale situazione di stallo la cui sola novità sta nella logica gattopardesca: tutto cambiare per nulla cambiare. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Secessione leghista

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

Umberto Bossi

Image via Wikipedia

“Non si tratta più solo del folclore delle feste padane e dei gesti plateali con cui il suo leader ultimamente comunica. La Lega Nord deve iniziare a rispondere delle sue affermazioni ad iniziare dalle dichiarazioni incostituzionali contenute nel suo Statuto”. Lo dichiara Donato Renato Mosella, deputato di Alleanza per l’Italia e firmatario insieme a Bruno Tabacci e Pino Pisicchio di un’interrogazione che è stata presentata oggi su questo tema. “Non è più tollerabile – continua l’on. Mosella – che dei ministri che hanno giurato fedeltà alla Costituzione la domenica poi mettano la casacca leghista ed invochino la secessione parlando dell’Italia come di un Paese fallito”. “Basta, poi, con l’alimentare la continua guerra tra Nord e Sud. Siamo stanchi di sentire le dichiarazioni come quelle della Consigliera della Lega Nord in regione Lombardia Luciana Ruffinelli la quale, durante la discussione della mozione sull’emergenza rifiuti a Napoli, ha ribadito che la Lombardia non vuole più aiutare la Campania. Il problema dello smaltimento dei rifiuti – ha proseguito l’esponente di Alleanza per l’Italia – è un dramma dell’intero Paese. Anche perché è acclarata, al di là dei reati caduti in prescrizione, la responsabilità morale di operatori economici ed aziende del Nord nella crisi dei rifiuti campani”. “Per questo è profondamente ingiusto, visto il momento di crisi, che un partito politico attualmente al Governo continui ad approfittare delle difficoltà di una regione italiana per mettere una parte del Paese contro l’altra. Abbiamo bisogno – conclude l’on. Mosella – di un clima di riconciliazione nazionale perché la crisi che attanaglia il Paese non risparmierà nessuno, Lega compresa”.

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Bersani ringrazia Bossi

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2011

Pierluigi Bersani

Image by PD Cagliari via Flickr

Se fossi Bersani – scrive nel suo editoriale il direttore della Fidest – ringrazierei Bossi non una volta ma più volte. Lo ringrazierei perchè visto dalla parte strettamente elettorale le recenti amministrative e i referendum hanno affossato il Pdl e lanciato un segnale eloquente alla Lega. Ora quest’ultima cerca d’ignorarlo e così facendo colerà a picco alle prossime elezioni. Tuttavia come cittadini, come persone responsabili resta l’amaro in bocca. Questo governo è agonizzante per l’esclusivo merito del suo presidente del consiglio. Lo afferma anche Renato Mannheimer,direttore dell’istituto demoscopico Ispo, che intervistato dal Clandestinoweb non ha dubbi nel rilevare il calo dei consensi popolari per il Pdl ma soprattutto per il suo leader. Ma Mannheimer annota qualcosa di più parlando dei leghisti. Infatti dice: “Non dimentichiamo che i dubbi che sono emersi all’interno delle fila della Lega Nord sono in fondo l’effetto della diminuzione di fiducia da parte dei leghisti nei confronti dell’esecutivo, e questo è accaduto per ciò di cui parlavamo sopra, ovvero per l’inerzia del Governo”.. Ora Bossi da Pontida ha cercato di esorcizzare quest’umore così forte e pressante ventilando l’idea di voler cercare il male minore e afferma: “se oggi andiamo alle elezioni perderemo di sicuro”. E allora è solo una questione di poltrone? E’ solo il mantenimento di uno status quo? Perché Bossi non ha detto che i soldi si possono trovare non attraverso una partita di giro come il trasferimento dei ministeri che, comunque, sono costosi ovunque si trovino, ma riducendoli mentre il suo compagno di cordata li allarga e moltiplica i sottosegretari per rabbonire i suoi nuovi sostenitori in parlamento? Perchè non ha detto che si possono abolire le province? Perchè non ha detto che si possono ridurre i parlamentari e gli amministratori locali? Perchè non ha detto che si deve rinunciare al rimborso ai partiti per le spese elettorali così come è stato sancito da un referendum di qualche anno fa? Perché non si fanno leggi per far emergere il lavoro in nero? Perchè non si fanno leggi per una più seria e convinta lotta all’evasione fiscale? Il perchè ve lo diciamo noi: i privilegi sono duri a morire e i ladroni non sono una prerogativa nè dei romani nè degli altri ma peggio dei ladroni vi sono quelli che vedono e non fiatano. (comunicato redazione Fidest)

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Pontida, la Lega e la fiducia

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2011

Il raduno annuale della Lega Nord a Pontida avrà effetti sul Governo? La fiducia nel premier, registrata in questi giorni in forte calo da tutti gli istituti demoscopici, potrebbe subire un ennesimo duro colpo? Il giornale online Clandestinoweb lo ha chiesto al professor Renato Mannheimer, direttore dell’istituto demoscopico Ispo.
Professor Mannheimer, la fiducia in Berlusconi è registrata da tutti in forte calo. Quali sono i motivi secondo lei?
“Credo che soprattutto conti l’impressione di inerzia del Governo, il fatto che i cittadini percepiscano fortemente questa inattività. Più che i problemi personali del premier, insomma, adesso incide molto l’inoperatività della maggioranza e il fatto che non siano state mantenute le promesse fatte nel corso della campagna elettorale”.
L’incontro di Pontida a suo parere potrebbe sortire qualche effetto sulla figura del premier e sulla fiducia accordatagli dagli italiani?
“Potrebbe accadere. Non dimentichiamo che i dubbi che sono emersi all’interno delle fila della Lega Nord sono in fondo l’effetto della diminuzione di fiducia da parte dei leghisti nei confronti dell’esecutivo, e questo è accaduto per ciò di cui parlavamo sopra, ovvero per l’inerzia del Governo”.

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Osservatorio a sud sulla Lega nord

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 giugno 2011

Di Giulio Giallombardo (La Repubblica, 8 maggio 2011) Partito di lotta e, nello stesso tempo, di governo. Grazie a quest’ambiguità di fondo, la Lega Nord ha costruito la sua fortuna politica, non senza una buona dose di furbizia e populismo. Ma ci sono altri aspetti che stanno alla base del potere del partito politico fondato da Umberto Bossi nel 1989: zone d’ombra su cui riflettono Fabio Bonasera e Davide Romano, nel libro Inganno padano. La vera storia della Lega Nord “, un’ inchiesta che svela le trame nascoste che avrebbero dato vita al Carroccio, facendone poi un partito consolidato nelle istituzioni. Già nella premessa gli evidenziano la natura anticostituzionale che sta all’origine del partito leghista. Il primo articolo dello statuto lo dice chiaro e tondo: «Il Movimento politico denominato Lega Nord ha per finalità il conseguimento dell’ indipendenza della Padania e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica federale indipendente e sovrana». Queste basi sarebbero già sufficienti a mettere fuori legge le “camice verdi”: qualunque movimento politico miri alla creazione di uno Stato autonomo all’ interno della Repubblica italiana, dovrebbe essere perseguito penalmente. Il libro, che vanta la prefazione di Furio Colombo, ricostruisce tutta la storia leghista, dalle origini militanti di movimento di lotta alla sua consacrazione di partito di governo, raccogliendo le testimonianze scomode di chi, deluso, ha lasciato il Carroccio dopo la sua metamorfosi istituzionale. Fabio Bonasera e Davide Romano, “Inganno Padano. La vera storia della Lega Nord”, Prefazione di Furio Colombo, Edizioni La Zisa, pagg. 176, euro 14,90

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Milano e Napoli liberate …vince il popolo italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 giugno 2011

Che strano: in questo paese vincono tutti, ad eccezione del Partito Democratico, del Popolo della Libertà, del Terzo polo e della Lega Nord. Che amarezza vedere Bersani sorridere e aver il coraggio di dire che il centro sinistra si è riscattato, peggio ancora ascoltare le scuse banali dei leghisti e i proclami del Terzo polo: in questo paese gli unici vincitori sono gli italiani, il popolo stanco non della politica, ma dei partiti tradizionali, della loro oligarchia sia di destra che di sinistra. Ha vinto Niki Vendola, ha vinto Pisapia, ha vinto De Magistris; oltre al popolo, hanno vinto le novità, i singoli politici. Ci vuole coraggio a dire che il voto non è stata una conseguenza del governo, lo stesso governo che ha portato gli italiani allo sconforto totale. Cosa si poteva pretendere dai cittadini arrabbiati e delusi non solo dei governanti, ma anche di quelle rappresentanze sindacali allineate, pardon, riformiste, come diceva un certo Ministro, incapaci di dare battaglia su questioni vergognose come il congelamento degli stipendi per tre anni, l’aumento del caro vita, la riduzione di fondi alla difesa e sicurezza, il precariato, le odiose questioni personali del Premier che non importano a nessuno; per non parlare del degrado totale del Sud, relegato a viaggiare su reti e treni sporchi e vetusti, snervando i cittadini e bloccando i flussi turistici. Ma cosa hanno fatto per questo i politici siciliani in parlamento? Ce lo chiediamo tutti …
Così come siamo sbigottiti di una Palermo la seconda città del Sud, devastata dai rifiuti e con le coste trascurate, un Sindaco che non c’è, e una giunta antipatica a tutti i palermitani, siti culturali in totale stato di abbandono. Il vento di cambiamento del resto d’Italia in Sicilia non ha ben soffiato, ma anche qui prima o poi si mobiliteranno le coscienze. Cavaliere ma lei pensa che tutto questo non c’è lo siamo legati al dito? Aspettiamo il 2013 per rendervi conto del vostro operato. (Girolamo Foti)

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Ministeri decentrati

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 Mag 2011

“Calderoli afferma che Berlusconi ha congelato e non superato il tentativo di trasferimento dei tre ministeri. Al di là della proposta in questione, c’è molta preoccupazione per il modo in cui vengono affrontati i problemi dall’attuale governo”. Questo il commento di Oscar Tortosa, responsabile per la Politica Interna dell’Italia dei Diritti, in merito alla proposta di qualche giorno fa avanzata dal presidente del Consiglio e accolta con soddisfazione dalla Lega Nord, che prevedeva di decentrare alcuni ministeri senza portafoglio, quali il dipartimento per le Riforme, per la Semplificazione e per le Pari Opportunità, i primi due trasferiti a Milano, il terzo a Salerno. Il particolare progetto d’allocazione dei tre dipartimenti di Palazzo Chigi ha suscitato molte critiche.
Tortosa ha tenuto a precisare che quanto sta succedendo a Milano e Napoli, sia segno di cambiamento, verso un’alternanza di governo che rispecchi realmente le esigenze del Paese: “Milano e Napoli ci fanno capire che le cose stanno cambiando. Come in qualsiasi democrazia bipolare è bene che ci sia l’alternanza, soprattutto a fronte di un Governo incapace di contrastare i reali problemi del paese. Un’amministrazione insensibile e non curante davanti alla disperazione delineata nelle coscienze degli italiani, piegati dalla crisi. Ringraziamo l’Onorevole Antonio Di Pietro per aver sottolineato, in una recente dichiarazione televisiva, l’importanza di protesta ma anche di proposta. L’ideologia berlusconiana e leghista dell’inventare sempre nuovi problemi, che poco riguardano il popolo italiano, deve essere abbandonata. Quanto sta succedendo nel mondo arabo – conclude il rappresentante del movimento extraparlamentare -, ma anche in Europa, con la recente rivolta di piazza spagnola, potrebbe verificarsi anche in Italia. Sono aspetti che ci riguardano molto da vicino e prima che avvengano episodi simili, sarebbe bene cominciare ad agire negli interessi del popolo”.

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Elezioni 2011: Chi ha vinto? Chi ha perso?

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Mag 2011

Nei comuni dove il voto è stato più politico che amministrativo hanno perso Berlusconi e la Lega Nord su tutta la linea. Ha vinto il Pd, ma non a Napoli. Ha vinto Idv a Napoli, ma non ha vinto altrove. Sel non ha vinto da nessuna parte. Grillo ha vinto e perso nello stesso tempo. Vi spiego perché. Tutti diranno che hanno vinto le elezioni, magari dicendo che sono andati meglio nel comune di Montefiascone o in quello di Roccasecca. La verità è che per la pervicace volontà di Berlusconi di dare a questo voto amministrativo un significato politico le elezioni simbolo erano quelle di quattro grandi città: Milano, Torino, Bologna e Napoli. E’ su questi risultati che, a mio avviso, vanno espresse le valutazioni politiche del voto di oggi. Berlusconi ci ha messo la faccia e le solite promesse da piazzista e forse per la prima volta gli elettori gli hanno fatto uno sberleffo ed gli hanno votato contro (aveva chiesto almeno 50 mila preferenze e ne ha ottenute la metà). A Milano la Moratti con solo il 41% dei voti è stata duramente bastonata dagli elettori che hanno voluto in realtà colpire, attraverso di lei, Berlusconi e le sue vicende tragicomiche dell’ultimo anno: i suoi processi per corruzione, la sua frequentazione con prostitute minorenni e l’assenza di un vero governo di un Paese in grave crisi. Il Pdl passa a Milano dal 41% del 2006 al 28%, del 2011 (37% alle Politiche del 2008 e 36% alle Regionali del 2010). A Torino dal 23% al 18% (32% e 22%). A Bologna dal 15% al 16% (27% e 25%). A Napoli dal 26% al 23% (45% e 34%).
Ha perso la Lega Nord che passa a Milano dal 4% al 10% (ma 12% alle Politiche 2008 e 14% alle Regionali del 2010). A Torino dal 2,5% al 7% (ma 6,5% e 10%). A Bologna (dove esprime il candidato sindaco) dal 3% all’11% (ma 4% e9%).
Vince il Pd che passa a Milano dal 22% del 2006 (ma con l’Ulivo) al 29% (ma 34% nel 2008 e 26% nel 2010). A Torino il suo candidato è eletto sindaco al primo turno e passa dal 39% (con Ulivo) al 34% (ma 39% e 25%). A Bologna il suo candidato è eletto sindaco al primo turno e passa dal 39% al 38% (ma 49% e 40%). A Napoli perde nettamente e passa dal 30% al 17% (ma 35% nel 2008 e 25% nel 2010).
Vince l’Idv a Napoli dove De Magistris va al ballottaggio battendo il candidato del Pd. L’Idv passa dal 4% all’8% (ma 5,5% e 8%). Non vince invece a Milano dove passa da 1,5% a 2,5% (ma 5% nel 2008 e 8% nel 2010). A Torino passa da 2% al 5% (ma 6,5% e 10%). A Bologna dal 4,4% al 3,7% (ma 6% e 8%).
Vince e perde Grillo perché ottiene percentuali importanti ma dichiaratamente inutili, anzi utili a far sperare al Centro destra per i ballottaggi. Grillo consegue a Milano il 3,4% (aveva il 3,2% nel 2010), a Torino il 5,2% ( 3,7% nel 2010), a Bologna il 9,4% (8,1 nel 2010).
Non vince Sel, che ottiene molto meno delle sue attese. A Milano dove esprimeva il candidato sindaco ottiene solo il 4,7%, a Torino il 5,6%, a Napoli il 3,9%.
Concludo con la seguente riflessione: centro destra o centro sinistra vincono o perdono per lo spostamento del voto moderato da una parte o dall’altra. I dati, ed in particolare quello di Milano, ci dicono che Idv non intercettato nulla di questo spostamento, mentre ha visto il suo risultato sicuramente eroso da Sel e da Grillo. Su questo fatto dovrebbe aprirsi il dibattito al prossimo Esecutivo Nazionale. (Antonio Borghesi parlamentare Idv)

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Piemonte e il nucleare

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“Ora che anche il Veneto ha detto no al nucleare, che cosa pensa di fare il Presidente Roberto Cota?”: è quanto chiedono l’On. Luigi BOBBA e il Capogruppo del PD in Consiglio regionale Aldo RESCHIGNA dopo che il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una mozione che dice no al nucleare in quella Regione (nuove centrali e siti di stoccaggio), mozione che è stata votata dalla Lega Nord insieme al PD e alle altre opposizioni di centrosinistra.   Secondo Luigi BOBBA e Aldo RESCHIGNA “Cota non può più limitarsi a generiche rassicurazioni sul fatto che in Piemonte non verranno realizzate nuove centrali. Invitiamo il Presidente e il suo partito a passare ad atti concreti, per questo il PD ripresenterà un testo analogo a quello approvato in Veneto e invitiamo i leghisti a votarlo per dire no non solo a nuove centrali ma anche al permanere delle vecchie scorie nucleari a Trino e Saluggia. Dal Governo ci aspettiamo una rapida individuazione del sito del deposito unico nazionale e Cota dovrebbe incalzare il Governo. Speriamo che questa volta Cota non dia ordine ai consiglieri di Lega e Pdl di votare contro come invece fece in occasione della recente presentazione di un’analoga mozione che venne respinta dalla maggioranza”.

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Mutui sulle proroghe

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 gennaio 2011

“Le moratorie sul pagamento dei mutui delle famiglie e dei debiti delle piccole e medie imprese sono strumenti utili per reggere l’urto della crisi sull’economia italiana, che ha pagato un prezzo più alto di tutti i Paesi dell’eurozona. Ma si tratta di accordi tra banche ed associazioni di consumatori e imprese, di cui il governo si vanta senza alcun merito”. Questo il commento di Franco Ceccuzzi, deputato Pd e membro della commissione Finanze della Camera, dopo la risposta di oggi al ‘question time’ da parte del ministro per i rapporti col Parlamento, Elio Vito, a un’interrogazione parlamentare della Lega Nord che chiedeva quali misure avesse preso l’esecutivo per sostenere le piccole e medie imprese. “Non c’è alcuna nuova misura presa dal Governo per sostenere la nostra economia – sottolinea Ceccuzzi. – Le proroghe, di cui quella sui mutui è stata firmata oggi, sono un fatto positivo, perché consentiranno a tutti coloro che non ne hanno già usufruito di poter accedere alla sospensione dei pagamenti. Ma non c’è niente di nuovo rispetto a quanto emerso dalla risposta ad una nostra interrogazione in Commissione Finanze del luglio scorso, ed è francamente desolante che la Lega, con il ‘question time’ di oggi, abbia voluto fare propaganda sulle difficoltà di famiglie e imprese, senza che ci siano nuove misure per fronteggiare il prolungamento degli effetti della crisi. Ci saremmo aspettati – conclude il deputato Pd – che, all’indomani dell’ennesima correzione al ribasso delle previsioni di crescita del nostro Paese, il governo portasse in Parlamento qualche idea utile per la nostra economia e per la coesione sociale, ma non è stato così”.

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Pacchetto sicurezza italiano

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2010

Il Gruppo EveryOne e le ong italiane che si occupano di diritti umani, in particolare legati al popolo Rom, ai migranti e ai rifugiati promuovono un appello urgente presso le Istituzioni dell’Unione europea e le Nazioni Unite contro un nuovo provvedimento anti-stranieri già varato dal Consiglio dei Ministri italiano. Si tratta di un altro pacchetto-sicurezza (decreto legge), preparato dal ministro degli Interni (membro di spicco del partito Lega Nord, notoriamente  ostile ai Rom, all’immigrazione e alle politiche comunitarie sull’accoglienza) e approvato dal governo che è in crisi manifesta – come tutto il mondo sa leggendo sui giornali le notizie sullo stato della politica italiana – ed è ormai politicamente dipendente dalla Lega Nord. Il pacchetto-sicurezza contiene provvedimenti non improntati alla tolleranza e contrari allo spirito e alle norme dell’Unione europea, in particolare laddove prevede di allontanare i cittadini comunitari (soprattutto quelli Rom) colpiti da discriminazione sociale e razziale e di conseguenza in stato di povertà, costretti a sopravvivere mendicando. Questo progetto di espulsioni di massa viola sia la Direttiva 2004/38/CE (libera circolazione) sia la Direttiva europea 2000/43/CE (non discriminazione) sia la Carta dei diritti fondamentali nell’Ue, che protegge i cittadini poveri e appartenenti a minoranze etniche discriminate. Il progetto di repressione dei migranti indigenti comunitari viola inoltre i diritti delle famiglie, dei fanciulli e degli individui malati o vulnerabili bollati quali “problemi di sicurezza”. Nuovi provvedimenti contro i Rom costituirebbero gravi e intollerabili drammi umanitari. EveryOne ricorda che a causa delle politiche contro le minoranze etniche storicamente discriminate, attualmente in Italia parte delle forze dell’ordine e della magistratura hanno assimilato i pregiudizi che avvelenano la cultura italiana, divenuta cultura d’odio e intolleranza a causa di anni di propaganda anti-immigrazione condotta da quasi tutte le forze politiche e dai media. Questo fenomeno impedisce che di fronte alla legge i Rom e gli stranieri poveri siano trattati con giustizia. In questo clima, vi sono migliaia di Rom in Italia in carcere o colpiti da decreti di espulsione emessi dalle questure anche per ragioni inconsistenti (che riguardano l’emarginazione e non la sicurezza): accattonaggio molesto, occupazione di spazi pubblici o privati, furto aggravato (spesso per aver rovistato nei rifiuti o per aver preso un vestito dismesso da un cassonetto), ecc. Il pacchetto-sicurezza intende allontanare dall’Italia queste famiglie già colpite da provvedimenti eccessivi, in totale antitesi rispetto allo spirito solidale e antirazzista dell’Unione europea. Il Gruppo EveryOne ricorda inoltre come i suoi difensori dei diritti umani siano oggetto di persecuzione istituzionale a causa del loro impegno per i Rom e i migranti. Anche questa forma di repressione, che viola la Convenzione Onu sui difensori dei diritti umani e le norme europee che tutelano chi difende secondo le filosofie nonviolente i diritti umani e civili delle minoranze più deboli, fa parte di un progetto ostile alle minoranze etniche e ai programmi di integrazione e accoglienza di chi è povero ed escluso dalla società italiana. Con queste premesse, chiediamo alle Istituzioni europee e ai responsabili delle Nazioni Unite di compiere ogni sforzo possibile per dichiarare illegittimo il nuovo pacchetto-sicurezza, per intervenire contro il dilagare dell’intolleranza contro i Rom e gli stranieri poveri, promuovendo vera uguaglianza sociale e per tutelare l’opera dei difensori dei diritti umani, che in Italia è ormai combattuta senza mezzi termini da Istituzioni e autorità e pone l’attivismo in una condizione di persecuzione e pericolo.

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La scuola di Adro continua a far discutere

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

La scuola di Adro, in provincia di Brescia, da oggi avrà due alunne in meno. Una mamma, Laura Parzani, ha infatti ritirato le figlie, Samantha e Denise, dal plesso scolastico statale al centro delle polemiche per i 700 simboli del Sole delle Alpi presenti al suo interno, che richiamano espressamente il logo della Lega Nord.  “La vicenda – interviene Enzo Graziano, viceresponsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti –  che pian piano sta prendendo largo nel territorio ‘padano’ rimane un evento estremamente preoccupante,  in quanto camuffare simboli politici nelle scuole non è oggettivamente accettabile e comprensibile”.  Sdegnata dai fatti, la speranza della signora Parzani è che la sua protesta funga da stimolo per un cambiamento repentino della situazione nell’istituto santificato dal Carroccio, traducibile in un’immediata rimozione del marchio del partito di Bossi da arredi, tetto, vetri e pareti. Soltanto in questo caso tornerebbero a frequentarlo le sue bambine, vittime come gli altri allievi, a parere della donna, di una vera e propria strumentalizzazione politica. “Le famiglie – prosegue l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – dovrebbero essere tutte allibite di fronte a questa ennesima provocazione,  indignarsi e impegnarsi a protestare perché vengano perlomeno cancellati tali simboli che non fanno altro che portare odio e discriminazioni tra i giovani scolari. Conseguentemente – conclude Graziano – la risposta data da tale nucleo familiare dovrebbe essere presa come esempio dagli altri, se essi si considerano civili”.

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Polemica Lega Nord-Formigoni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Aria di polemica in Lombardia tra Lega Nord e il governatore Roberto Formigoni. Il capogruppo del Carroccio in Regione, Stefano Galli, ha dichiarato il suo disappunto sulla cifra stanziata, come ogni anno dal Pirellone per la sponsorizzazione del Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. I numeri parlano di 234mila euro, che in tempo di crisi e di ristrettezze delle finanze pubbliche, sembrerebbero per Galli un inutile spreco. La risposta viene affidata al capogruppo regionale del Pdl, Paolo Valentini, il quale appoggia favorevolmente l’evento in quanto capace di garantire la presenza di significative personalità da tutto il mondo, oltre che di numerosi cittadini lombardi.  Interviene sulla questione il vicepresidente dell’Italia dei Diritti, Roberto Soldà, il quale afferma: “Seppure l’iniziativa promossa sembra meritevole, purtroppo la crisi ed il piano tagli della manovra finanziaria non ci permettono di commettere errori. Ogni risparmio è un tassello per ricostruire la solidità del nostro Paese e gli sperperi non sono ammessi. Il presidente Formigoni deve adeguarsi come tutti alla situazione in corso. In ballo ci sono gli interessi dei cittadini”.

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