Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 30 n° 299

Posts Tagged ‘lega’

Il centro-destra esiste ancora?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

“Chiedo a Salvini di dimostrare, proprio partendo dell’Abruzzo, che esiste ancora il centrodestra ma soprattutto che sappia assumersi la responsabilità di guidarlo e tutelarlo. La grande differenza tra i leader ed i molti vincitori del momento è stata, ed è, la capacità di andare oltre la loro forza politica, di saper avere un orizzonte maggiore, più ampio, di lungo termine e meno egoista. Berlusconi, quello vero di 20 anni fa, sapeva far crescere Forza Italia ma contestualmente aiutare gli alleati, anche quando lo meritavano poco. Salvini sembra invece trattare male, senza memoria e senza riconoscenza, anche chi, come Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, gli hanno riservato sempre correttezza e rispetto. Noi abbiamo sempre testardamente creduto nel centrodestra e continuiamo a farlo. A lui chiediamo di essere leale e giusto a sua volta. Dobbiamo avere il coraggio di rilanciare una proposta di crescita e rinascita di cui il paese ha necessità e che è alternativa all’idea di ‘declino programmato’ che rappresenta il M5S”.E’ quanto dichiara Guido Crosetto, deputato e coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia.

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Immigration: the Lega battle horse

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

The question starts on the basis of the statistical report of popular consents to the League for its policy of denial of reception. A question that in some circles tries to exorcise by sticking to the “magic” word of populism. In reality, the speech takes us further. For at least four years, in this regard, our leaders, in terms of hospitality, have chosen a very uneven path, mainly due to methods that have shown they are incapable of having a perspective view of the problem. In the end all the nodes arrived at the comb and showed the unsustainability of the system adopted. And the inversion of course is today, without a doubt, traumatic for all the parties involved. Let’s not forget the magnitude of this “tragedy”: in four years more than half a million “fugitives” have landed on the Italian coast, desperate and anxious to find an outlet that would allow them to lead a less precarious life. We rescued them with humanity and solidarity, beyond the imaginable, because it was especially the poor Italians who broke their frugal food with the stranger and showed them the meaning of our hospitality. But this first step, linked to the emergency, did not have adequate support from the institutions and their “distractions” have in practice nullified the theme of reception and then focus on the final integration. The goal was that, even if not explicitly stated, of wanting to divert them as soon as possible elsewhere, beyond our borders. The move did not succeed because if we want to be clever the others are not stupid. And so we find ourselves with a mass of dispossessed that we can no longer manage and with the aggravating circumstance of making them slaves again of those who unscrupulously exploits them and reproduces the same miseries that they left in their countries of origin. And yet the state has guilty left to sharpen the same relationship between immigrants and natives. Now we wonder we really wanted the Lega di Salvini to understand the mess in which we hunted? And yet we can define them as good or naive or worse yet the governments that preceded the current in wanting to accommodate many without wanting to offer them a possible outlet for hospitality but also work? They say it’s Europe’s fault and they put their mind in peace. Is this perhaps the way to govern? Let us also say that those who cause their illness weep themselves if they were not arid people and that their tear ducts have become atrophied. (Riccardo Alfonso)

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Giocare a poker con un baro

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

E’ stata la chiusa dell’articolo di spalla scritto qualche giorno fa dal direttore de “Il Fatto” Marco Travaglio. L’argomento trattato ha riguardato l’insolito balletto politico tra intese e smentite che ha visto in primo piano l’attivismo del capo politico pentastellato Luigi Di Maio nel tentativo di gestire delle alleanze con gli altri partiti e nello specifico il Pd e la Lega di Salvini per la formazione di un governo. E a proposito del PD va detto che nel 2013 abbiamo dovuto prendere atto della indisponibilità di 5Stelle nei confronti dei democratici per dar vita a un governo oggi ce lo ritroviamo “pimpante” sulla strada opposta. E’ che la situazione da allora è mutata profondamente. Da queste ultime elezioni abbiamo non uno ma due vincitori: La Lega in virtù di una coalizione di centro destra con il 37% delle preferenze e il Movimento 5Stelle che pur viaggiando da solo ha conseguito il 32% dei consensi dal precedente 25%. Entrambi non avendo la maggioranza assoluta si sono resi conto che la strada da imboccare era a due corsie: o ritornare a votare o tentare un’intesa almeno sui programmi. Scartata l’ipotesi di un governo PD-5Stelle per l’opposizione netta del suo leader ombra e onnipresente Matteo Renzi che si dice deluso dal fatto che non avrebbe potuto fare un’alleanza con il Centro destra (senza la Lega), perché i numeri non lo favorivano, (ricordate la favola della volpe e dell’uva?) restava sul tappeto l’unica alternativa possibile: accordarsi con la Lega. E si badi bene, non con Forza Italia per via di un certo signore chiamato Berlusconi uomo troppo impegnato ad avere il piede in tantissime staffe e soprattutto significativamente legato ad un passato che si vuole dimenticare, ma con Salvini vincitore all’interno del Centro destra del braccio di ferro con l’ex-cavaliere. E ora ritorniamo all’idea del baro citato da Travaglio. Chi alla luce delle ultime vicende e conoscendo i personaggi sa che pensando male si fa peccato ma spesso non si sbaglia? D’altra parte di là dei numeri in parlamento sui quali si appoggiano i “i giallo verdi” di Salvini e Di Maio questo governo, che sembra voler convolare a nozze, nasce debole perché ha troppi potenti nemici che gli stanno scavando la fossa. E il timore che qualcuno stia giocando “sporco” per indebolire l’unico Movimento che ha le mani pulite e per questo fa paura agli inciuciari di turno (unione europea compresa) per poi ritornare al voto tra qualche anno volendo dimostrare che i pentastellati sono incapaci di governare è un qualcosa che non si può escludere. (Riccardo Alfonso)

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Contratto di governo Lega-Cinque stelle

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

Per chi fosse interessato richiamiamo il succitato link per una pronta visione del contratto stipulato tra le parti (ancora nella sua stesura provvisoria) per avviare una seria attività di governo ed anche per sgomberare i dubbi e la disinformazione di quanti possono diffondere notizie e informazioni diverse dai punti programmatici descritti. Ringraziamo il blog GrNet.it che ce l’ha trasmesso con la sua solita tempestività. https://www.grnet.it/wp-content/uploads/2018/05/contratto-m5s_lega.pdf

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Presto il voto online per il contratto di governo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 maggio 2018

di Luigi Di Maio. Abbiamo aggiornato il Presidente della Repubblica su come stiano avanzando le varie interlocuzioni tra MoVimento 5 Stelle e Lega su quello che è il contratto di governo. Un accordo che è il cuore di questo governo di cambiamento che siamo intenzionati a far partire il prima possibile. Abbiamo chiesto a Mattarella qualche altro giorno per poter chiudere definitivamente la discussione sui temi. Se parte questo governo, parte la Terza Repubblica.
Stanno cambiando i riti della politica. Si discute prima delle questioni che riguardano gli italiani e solo dopo chi saranno gli esecutori. Sia io che Salvini siamo d’accordo sul fatto che nomi pubblicamente non ne facciamo. Siamo consapevoli che ci sono scadenze internazionali che ci impongono di fare presto e noi vogliamo fare presto. Ma siccome stiamo scrivendo il programma di governo dei prossimi 5 anni, per noi è molto importante farlo nel migliore dei modi. Si tratta di un contratto di governo sul modello tedesco che mette insieme i punti programmatici dei due movimenti. Noi lo sottoporremo ai nostri iscritti con un voto online che deciderà se far partire questo governo. Sono molto orgoglioso delle interlocuzioni e soddisfatti del clima che si respira, ma soprattutto dei punti che si stanno portando a casa su temi come la legge Fornero, la lotta agli sprechi, la lotta alla corruzione, il carcere per chi evade il fisco. (fonte: blog delle stelle)

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Si va verso esecutivo M5S–Lega

Posted by fidest press agency su domenica, 13 maggio 2018

Anief, il sindacato che ha fatto registrare il maggiore incremento di consensi in occasione del recente rinnovo delle Rsu e grazie ai quali ha raggiunto la rappresentatività nazionale, si fa portavoce delle emergenze da risolvere nel più breve tempo possibile: entro due mesi, va rivista la riforma della Buona Scuola. Come più volte promesso in campagna elettorale, vanno poi ridotte le soglie di accesso per andare in pensioni, con una finestra a 61 anni di età, comprendendo finalmente quello scolastico tra i lavori usuranti. Tra le procedure da affrontare con urgenza c’è poi lo sblocco dei concorsi per Dsga e per dirigenti scolastici, con oltre 2mila posti vacanti a partire dal prossimo settembre: in questo ambito, occorre anche avallare l’assunzione dei ricorrenti 2011 attraverso un corso-concorso, come dei facenti funzioni e vicari da più di 36 mesi. C’è poi da cancellare l’abolizione dei vincoli sulle assegnazioni provvisorie.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È fondamentale procedere in fretta con la riapertura delle GaE, come già fatto nel 2008 e nel 2012, oltre ad avviare un piano straordinario di assunzioni mettendo in ruolo su tutti i posti dell’organico di fatto disponibili negli ultimi due anni. Tra le priorità del Governo, da includere in un decreto legge ad hoc, c’è anche la trasformazione dei posti in deroga del sostegno in organico di diritto: si tratta di oltre 40mila cattedre, vergognosamente rilegate fino al 30 giugno e quindi non utilizzabili per le immissioni in ruolo e nemmeno per i trasferimenti, mentre nella nuova legge di Stabilità si dovrebbero stanziare i fondi per adeguare gli stipendi all’inflazione, in modo da incentivare gli aumenti-miseria in arrivo con la farsa del rinnovo contrattuale, ripristinare il tempo scuola falcidiato negli ultimi anni e destinare un punto in più di PIL alla Cultura e all’Istruzione, magari distraendo i fondi per le spese militari. Se questi punti verranno attuati, allora riscontreranno il favore del nostro sindacato, perché si andrebbe finalmente verso una scuola giusta.

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Verso un governo Lega-Cinque stelle

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 maggio 2018

Scrive su il blog delle stelle Luigi Di Maio: “È finito da poco l’incontro con Matteo Salvini qui alla Camera dei Deputati. Come sapete ieri si sono create le condizioni per un governo del cambiamento fra MoVimento 5 Stelle e Lega. Io sono molto orgoglioso del fatto che siamo arrivati fino a qui mantenendo la nostra linearità, la nostra coerenza, portando avanti la nostra linea politica. È un grande obiettivo raggiunto. Però adesso è il momento di dare un governo a questo Paese. Con Salvini stamattina abbiamo convenuto che è necessario iniziare a parlare di temi, di soluzioni ai problemi degli italiani che aspettiamo da 30 anni. Oggi pomeriggio si riunirà un tavolo con parlamentari e tecnici di MoVimento e Lega per cominciare a scrivere il contratto di Governo che possa migliorare la qualità della vita degli italiani. Credo che siano stati fatti passi avanti significativi con Matteo Salvini stamattina, e avremo modo nelle prossime ore di metterci subito al lavoro. Il tempo stringe, dobbiamo fare un lavoro fatto bene, dobbiamo ottenere risultati significativi per i cittadini. E non posso nascondere la gioia per il fatto che finalmente possiamo occuparci dei problemi dei cittadini. State con noi, perché sono momenti veramente importanti per la Repubblica italiana”.

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Forza Italia: La lega gioca a “rubamazzetto”?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

“Berlusconi ha sempre avuto un atteggiamento rispettoso nei confronti degli altri partiti della coalizione di centrodestra sia nei dieci anni al governo che dalla sua discesa in campo. Da federatore non ha mai cercato di cannibalizzare gli altri gruppi lanciando opa ostili, ora spero che sia in Parlamento che sui territori non si cominci a giocare a rubamazzetto perché voglio ribadirlo a tutti forte e chiaro: senza Forza Italia non si va da nessuna parte e si rischia di far saltare tutto”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Mattino”.Eppure era stato il suo collega di partito, Giovanni Toti, a lanciare l`idea del gruppo unico. “Toti è un carissimo amico, ha vinto in Liguria grazie all`apporto di Fi, Lega, Fdi e dei centristi. Semmai, come ha riconosciuto lui stesso, è invece il caso di stabilire insieme le regole come è stato fatto l`altra sera a cena nel vertice che si è tenuto a palazzo Grazioli con Salvini e Meloni. Gli egemonismi sono dannosi e possono generare elementi di frattura. Tutte le scelte future andranno prese con pari dignità e diffusa collegialità a partire dai prossimi passaggi istituzionali”.

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“No a Europa ‘fortezza’, tra Lega e FI chiara incompatibilità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

europa-comunitaria“Civica popolare dice no all’Europa ‘fortezza’, come invece vorrebbero Lega e M5S. In merito ha ragione il presidente Mattarella quando sostiene che nei prossimi anni riguardo all’Europa si profilano due diverse sensibilità. Questo è un tema cruciale sul quale le forze politiche devono pronunciarsi in campagna elettorale”. Lo dichiara il deputato Paolo Tancredi di Civica popolare.“Noi vogliamo una Europa più inclusiva, non arroccata. Una Europa unita che possa contare sulle grandi questioni internazionali, di fronte al peso crescente del populismo di Putin e di Trump. Con Beatrice Lorenzin guardiamo con attenzione a quanto accaduto in Germania, dove con l’accordo sulla quarta Grosse Koalition è emerso un chiaro messaggio di rilancio dell’Europa, un forte programma sul welfare e sull’utilizzo dell’avanzo primario, musica per le orecchie dell’export italiano, mentre qualcuno continua a parlare di uscire dall’Ue e vorrebbe un’Italia isolata. Mi chiedo, piuttosto, cosa ne pensano di questa visione disfattista FI e le altre forze che rientrano nella grande famiglia dei popolari europei. Una chiara incompatibilità che emergerà subito dopo il 4 marzo”.

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“La flat Tax è la nostra idea di sempre, e la Lega l’ha condivisa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

TasseL’obiettivo è di arrivare ad una aliquota unica, nell’arco della legislatura, tra il 15 e il 20%. Meno tasse, meno tasse, meno tasse”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “Radio Anch’io”, su Radio Uno. “Con la Lega e con gli altri alleati stiamo scrivendo insieme il programma per il centrodestra, sarà un programma ovviamente unitario per una coalizione che si avvia a vincere le prossime elezioni. Meno tasse, più crescita. Da economista ho insegnato a tutti quelli che scrivono sui giornali cose di economia e posso dire che i programmi della mia parte politica, del centrodestra, hanno una certa credibilità. I posti di lavoro, quelli veri, si creano solo se c’è crescita e se la crescita va oltre il 2% del Pil. Sotto il 2% del Pil anche se si creano posti di lavoro non sono posti di lavoro veri, ma drogati da vari incentivi, come hanno fatto Renzi e Gentiloni con il sistema dei bonus, delle detrazioni, degli incentivi, appunto. Finiti gli incentivi finiscono anche i posti di lavoro, e questo è successo. Quindi la prima vera grande ricetta è avere più crescita. Più crescita si ha tagliando le tasse e facendo più investimenti pubblici e privati, questo è il meccanismo economico. Fuori da questa equazione, che noi chiamiamo equazione del benessere, non si va. Tutto il resto sono balle o sono promesse. Noi diciamo che ci vuole più crescita
stabile sopra il 2%, la si può raggiungere riducendo la pressione fiscale, tagliando il cattivo debito e la cattiva spesa pubblica, ed essendo, da questo punto di vista, più credibili in Europa”.

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Lega: scissione come nel PD?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 maggio 2017

salvini“Se nella Lega ci sarà una scissione come nel Pd? No, anche perché nel Pd a volerla fare c’erano fior di dirigenti, militanti, segretari di sezione che avevano fatto quella scelta. Nella Lega c’è solo Bossi che mi ricopre di insulti, io mi mordo la lingua e non gli rispondo, ma è solo lui”. Così Matteo Salvini oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. In realtà a contestarla ci sarebbe anche una certa ‘Signora Gina’. La conosce? “Non la conosco, ho solo letto che è un avvocato che si veste da donna e che imperversa sulle tv private venete. Ieri però in Veneto mi ha scelto il 91% dei militanti…”. Lei ieri ha trionfato nelle primarie della Lega. Si è anche autovotato? “Si, ieri mi sono votato”. La sua compagna Isoardi l’ha votata? “Non è iscritta alla Lega, perché dovrebbe votare?”. Se fosse stata iscritta, è possibile che avrebbe votato per il suo avversario Fava? ”Quelli che mi vogliono bene – ha detto Salvini a Rai Radio1 – probabilmente avrebbero scelto un candidato alternativo, così avrei avuto un pochino di tempo in più per la vita privata”. Renzi le ha fatto i complimenti per le primarie. “Non lo sapevo. Lo ringrazio allora”. Bossi invece ha detto che lei è come Renzi . “Oltre ad insultarmi come fa sempre, la cosa che mi ha incuriosito è che secondo lui i Le Pen andavano a scoperchiare le tombe degli ebrei, per passatempo. Io non lo sapevo, ma Bossi dice tante cose…” Sembra che il senatùr voglia lasciare la Lega…”Io non dirò mai una parola di rancore su di lui, è stato un grande e spero che non esca. Poi ripeto: ha chiesto il congresso e le primarie, sono state fatti e l’80% si è pronunciato per me, quindi è così o è così”.

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Centro-destra: La Lega e gli accordi dell’ultima ora

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2016

salvini“Con la Lega abbiamo governato insieme dieci anni negli ultimi ventidue. Era la Lega di Bossi e di Maroni, adesso è la Lega di Salvini. La Lega non è mai stata un alleato facile, eppure con la Lega abbiamo cambiato l’Italia, abbiamo governato l’Italia”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Quando Salvini dice ‘presidenzialismo’, siamo perfettamente d’accordo; quando Salvini dice ‘federalismo’, siamo perfettamente d’accordo perché era la nostra riforma costituzionale; quando Salvini dice ‘un nuovo rapporto con l’Europa’, ancora una volta siamo d’accordo perché questa Europa della Merkel non ci è mai piaciuta, non è mai piaciuta a Berlusconi.La base politico-programmatica, storica e culturale, per una grande alleanza, ma anche per un soggetto politico unico del centrodestra c’è. E lo dico al mio amico Stefano Parisi: con la Lega non si fanno gli accordi all’ultimo momento in vista delle elezioni, questa è la prima Repubblica, la vecchia Repubblica, questa è la vecchia politica. Nel centrodestra occorre costruire un soggetto nuovo, unitario, con un programma, capace di intercettare il vento del Nord, quello stesso vento che sta facendo fuori la Merkel e che chiede sicurezza, crescita, sviluppo, meno egemonismi e più solidarietà in Europa”, ha concluso Brunetta.

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Veronica Pivetti su La Lega

Posted by fidest press agency su martedì, 17 aprile 2012

“Di là di quello che stabilirà l’inchiesta, la Lega ha fatto un autogol. Questo è vermante uno scossone spaventoso per il loro elettorato. Poi adesso se la prendono tutti col Trota, ma – voglio dire – non è che sembrasse Eistein anche prima”. Lo afferma l’attrice Veronica Pivetti – sorella di Irene, ex presidente leghista della Camera – durante la trasmissione Non ci sono più le mezze stagioni, di Roberta Giordano, su Radio 24, commentando le notizie che stanno emergendo dall’inchiesta sulla Lega Nord. “Premetto” sottolinea Pivetti “che non sono mai stata leghista, non condivido nulla della Lega, ma questo è un partito che c’è da tanto tempo e c’è tanta gente che ci ha creduto fortemente. A parte che ora ci sarà l’inchiesta, ma quello che è saltato fuori è molto penoso, ed è soprattutto un enorme tradimento per l’elettorato leghista. Io credo che le ultime cose che sono venute fuori sulla Lega sia stato un vero shock per i leghisti”. E a proposito degli espulsi e dei graziati dal partito, Pivetti, sempre durante la trasmissione di Roberta Giordano, osserva: “Adesso se la prendono tutti col Trota, ma – voglio dire – non è che sembrasse Eistein anche prima. Se son vere le cose a suo carico – se saranno appurate – sono di una bassezza tremenda, anche per come vengono fuori.. Però, insomma, non è che neanche prima il Trota fosse l’immagine dell’Italia del futuro”. Quanto all’epurazione di Rosy Mauro, l’attrice commenta: “Qualcuno dovevano fare fuori in modo brutale. Intanto è una donna. Io cero non la difendo, Ma, in quanto donna, è stata facilissima da colpire. Qualcuno da tirare via come un birillo ci doveva essere. Però io vorrei anche sapere: Calderoli cosa ci racconta?”.

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Renata Polverini a “La Zanzara”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2012

English: Renata Polverini, italian trade union...

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Renata Polverini alla Zanzara su Radio 24: “Cota, Zaia e Maroni molto diversi da parlamentari della Lega.” “Cosentino? Gravissime le cose che si leggono. Nel Pdl purtroppo c’è di tutto”- “Alemanno sbaglia sulla Lega, in politica mai dire mai.” “Vitalizi agli assessori? Ho fatto bene” “Io sono un po’ meno contenta della fine dell’alleanza con la Lega. Se guardo l’atteggiamento di alcuni parlamentari della Lega che hanno nei confronti di Roma, sono molto preoccupata e perplessa. Bossi dice tutto e il contrario di tutto. Abbiamo tentato di superare queste divisioni ma è chiaro che la Lega è cambiata. Il patto della pajata è durata poco. Alemanno non deve dire fine perché troppo spesso dobbiamo rimangiare le posizioni nette. Cota, Zaia e Maroni sono molto diversi dai parlamentari della Lega” Lo dice alla Zanzara su Radio 24 il Governatore del Lazio Renata Polverini. “La Lega che investe in Tanzania? – continua il Governatore a Radio 24 – Mi ha colpito soprattutto perché viene dalla Lega che rappresenta il partito del rigore, antispreco. Poi alla fine ha abitudini molto affini a partiti che ha contrastato. C’è molta ipocrisia nella Lega. Lo scandalo è sia sull’uso dei fondi pubblici che sull’investimento in uno stato africano, dopo che propina la Padania come centro del mondo. Maroni, bravo come ministro del lavoro e dell’interno, mi pare un po’ diverso a molti suoi colleghi della Lega. Potrebbe essere una persona che avvicina. E’ il leghista con il quale è più facile dialogare”. Su Cosentino, e se fosse in parlamento cosa voterebbe, Renata Polverini risponde alla Zanzara su Radio 24: “Cosentino? In questo momento sono contenta di non essere in parlamento, è una decisione molto forte e le cose che leggiamo sono molto pesanti e gravissime. Appartengo allo stesso partito che al suo interno ha dentro di tutto. C’è di tutto. Anche dentro al Pdl ci sono anime che si sono espresse in modo molto chiaro nei confronti di Cosentino. Non possiamo non considerarci tutti uguali davanti alla legge” Sui vitalizi agli Assessori, Renata Polverini conclude alla Zanzara su Radio 24: “Assessori esterni ci sono in tutte le regioni. Abbiamo fatto quello che hanno fatto anche gli altri con l’abolizione dei vitalizi. Sono persone che hanno responsabilità enormi che lavorano 24 ore al giorno. Non mi pento di aver appoggiato questa scelta perché conosco i miei assessori.” (Maria Luisa Chioda)

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Lega bi-fronte

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 dicembre 2011

 

Una f(r)onte di Giano

Image by Marco Fedele via Flickr

“La Lega abbandona il carattere bipolare e assume, con sconcertante disinvoltura, un doppia identità. La Lega bi-fronte non si smentisce e se ieri l’IMU era la lungimirante invenzione dell’ex ministro Calderoli, oggi si trasforma nella bandiera di una nuova disobbedienza civile. Quando è funzionale al federalismo municipale l’IMU si qualifica come una tassa nobile e legittima. Quando invece l’IMU si rende necessaria per garantire la copertura di vere e proprie voragini di bilancio dello Stato, creati anche dal governo di cui la Lega ha fatto parte fino a ieri, la tassa, tanto odiosa per tutti, si trasforma in una bandiera che esalta i deliranti proclami dei sindaci leghisti.
Per la Lega la tentazione della strada del populismo, fin troppo facile in materia di tassazione, prende ancora la mano di un partito che insegue il suo profondo carattere demagogico e si ostina a non riconoscere la gravità della situazione rifiutando di assumersi la cospicua parte di responsabilità.”. Lo dichiara in una nota l’On. Giorgio Conte, Vicepresidente del gruppo FLI alla Camera dei Deputati e Coordinatore regionale per il Veneto.

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Lo “strappo” della Lega

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Due presidenti di Regione: Zaia per il Veneto e Cota per il Piemonte rifiutano l’incontro con il Presidente del Consiglio e preferiscono partecipare alla riunione del Parlamento Padano. E’ un gesto politico ai limiti della rottura istituzionale in quanto intendono avvalersi della loro carica per rappresentare un malessere diffuso anche in chi non lo vorrebbe espresso in questi termini e non si sente figlio naturale di un separatismo così marcatamente anti-italiano. Ma se dischiudiamo questa specie di vaso di pandora c’è qualcosa di più e di diverso di un separatismo che agita gli italiani e li rende irrequieti sebbene indecisi sul da farsi. Qui si parla diffusamente di sacrifici ma la politica è la prima a non volerli per sé anche se si battono i tamburi della giustizia previdenziale che coglie le sue briciole con un suggestivo ma poco reale taglio alle rendite di chi ha alle spalle un mandato elettorale. Perchè non si riducono gli oltre un milione di persone che ruota intorno alla politica e sono, per lo più, coloro che la sfruttano e non concorrono di certo ad esaltarla? Perché non si contraggono gli stipendi milionari (oltre 4 milioni di euro all’anno) di taluni manager pubblici? Perchè non si fa nulla ai ripetuti richiami della corte dei conti sugli sprechi nella pubblica amministrazione che raggiungono ben 70 miliardi di euro? Perchè si fa molto poco per contrastare un’evasione fiscale che raggiunge i 200 miliardi di euro? E per contro si sottraggono poche decine di euro ad un pensionato che rappresentano l’adeguamento al costo della vita, si impongono ticket sanitari ai redditi medio-bassi, si aumentano le tariffe dei mezzi pubblici e via di questo passo tanto che fa dire alla segretaria della Cgil che nemmeno con una lente di ingrandimento si possono notare i provvedimenti in favore delle classi sociali più deboli. Ecco perchè lo strappo della Lega e le perplessità dell’on.le Di Pietro, per quanto criticabili nella forma e nelle motivazioni, non lo sono nei fatti. E’ bene che i partiti lo sappiano se, acquiescenti a questa “macelleria sociale”, saranno abbandonati dai loro elettori. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La lega diserta le consultazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2011

Enrico Letta at the Trento 2009 Economics Fest...

Image via Wikipedia

“Caduta la foglia di fico dell’alleanza strumentale con Berlusconi, la Lega si rivela per quello che è sempre stata: un movimento territoriale caratterizzato dal dispregio per le istituzioni repubblicane e unitarie. Dopo anni passati a vivacchiare a Roma e senza aver portato a casa il federalismo tanto sbandierato, a Bossi e accoliti non resta altro che tornare a casa, brandire l’arma spuntata del secessionismo e rispolverare la retorica grottesca della Padania. In tal senso, se l’annuncio dell’apertura del Parlamento padano può rientrare nel novero delle boutade cui purtroppo ci ha abituato il Carroccio, l’aver disertato oggi le consultazioni con Mario Monti è un fatto molto grave che la dice lunga sul senso di responsabilità e sulla credibilità dell’intero gruppo dirigente leghista. Mi auguro che i più raziocinanti, a partire dal ministro Maroni, si ravvedano e approfittino di questa fase di emergenza per trasformare finalmente la Lega in un partito serio”. Lo scrive Marco Stradiotto, senatore PD, sul sito di TrecentoSessanta, l’Associazione di Enrico Letta.

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I radicali e il ruolo istituzionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2011

Italian Radicals

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Editoriale Fidest. Oggi i radicali sono al “secondo strappo” con il Pd partecipando alla comunicazione del presidente del consiglio mentre le opposizioni disertano l’aula. Lo giustificano asserendo di voler rispettare il ruolo istituzionale del capo dell’esecutivo e anche aggiungendovi le passate contraddizioni con un’aula “desertificata” allorchè prendeva la parola Almirante salvo poi, ipocritamente, avvalersi dei voti del Movimento sociale se si trattava di eleggere i presidenti della Repubblica o spartirsi la torta del finanziamento pubblico ai partiti.
Incominciamo con il rispetto. Ci sembra singolare che dopo le tante “stravaganti” esternazioni del capo del governo si possa ancora considerare questa posizione anche perché si tratta di un personaggio che ha pervicacemente perseguito il fine di mettere gli italiani gli uni contro gli altri per generazioni, per genere e per umiliare le categorie più deboli e infliggere un duro colpo alla scuola pubblica, alla ricerca e ad insabbiare gli stessi problemi vicini ai radicali quali la questione delle carceri e della giustizia. Il rispetto non si acquista con una “patacca” ma con un’azione di governo, seria, responsabile, saggia e con un profilo umano e comportamentale conseguente così come la Costituzione ci insegna mentre nelle stesse file della coalizione governativa vi sono ben altri motivi di sconcerto come la conclamata volontà secessionista della Lega.
Se facciamo riferimento al passato di certo i Radicali hanno ragione. Ma a mio avviso oggi vi è una ragione in più dettata dal fatto che un’alternativa è possibile solo se si mostra di essere uniti e di poter sacrificare quale “principio” nell’interesse generale del paese. La storia ci insegna che le svolte involutive che hanno aperto la strada alle dittature o a poteri anomali provengono tutte dalla incapacità delle opposizioni di parlare una sola lingua e su valori irrinunciabili per altro insiti nella stessa cultura radicale. Ecco perché ogni segno di tentennamento che offra il fianco ad una sorta di distinguo, per non dire defezione, ci mette in allarme, perché è in gioco proprio quello che tutti noi vogliamo: la credibilità delle istituzioni, una guida da statista, una pacificazione nazionale, il rispetto della nostra identità nazionale. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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(fidest) La repubblica romana delle due Sicilie

Posted by fidest press agency su sabato, 1 ottobre 2011

Il vantato secessionismo leghista che paventa la nascita dello Stato lombardo-veneto potrebbe diventare una sorta di licenza “politica-istituzionale” per dare il via ad un’altra scomposizione del sistema Paese lanciando l’idea della “repubblica romana delle due Sicilie”. In questo caso vi sono a sostenerne la causa non tanto, e non solo, ragioni di opportunità politica ma anche di natura storica e istituzionale. D’altra parte è già esistita la Repubblica romana come lo è stato il regno delle due Sicilie e sarebbero durate in prosperità se non avessero subito il vulnus dell’occupazione militare dei piemontesi e il suggestivo scenario dello sbarco dei mille in quel di Marsala. E’ una ferita, quella del Sud, che non tutti hanno digerito, e il comportamento della Lega non fa altro che rinfocolare un passato che si pensava in via di estinzione. Il tutto andrebbe a vantaggio del sud sia per estensione territoriale sia per la capacità di generare risorse oggi occluse da una politica incapace di risvegliare interessi e passioni in un’area dotata di grandi ingegni e di fertile immaginazione e anche di possibili risorse energetiche, turistiche, industriali e di sbocchi commerciali con i paesi che si affacciano nel Mediterraneo dalla sponda nord dell’Africa e dell’Asia. Non a caso queste opportunità sono state individuate da una grande nazione asiatica che avrebbe tutto da guadagnare consolidando la sua posizione economico-strategica nel meridione d’Italia tanto che ha già stabilito solidi legami finanziari con la Sicilia. A questo punto il secessionismo padano farebbe il gioco del meridione e lo solleverebbe da un asservimento subdolo e irragionevole se si pensa che persino i tedeschi hanno capito, con la loro riunificazione del paese, dopo il crollo del muro di Berlino, che una nazione non cresce se non cresce insieme allo stesso modo. D’altra parte non possiamo sentirci italiani solo per “sfruttare i più deboli”, ma se italiani dobbiamo essere facciamolo in modo che una mano sappia lavare l’altra e tutte e due lavino la faccia, alias Italia. Se si è insieme, insieme dobbiamo crescere e prosperare, altrimenti è meglio dividersi e subito. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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La Lega e la secessione

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 settembre 2011

President of Italy Giorgio Napolitano.

Image via Wikipedia

L’associazione Valore & Futuro interviene sulla polemica sollevata dal capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati, Marco Reguzzoni, dicendo fermamente no a qualsiasi attacco al Capo dello Stato, che esercita in modo ineccepibile il suo ruolo di garante del popolo sovrano. La figura di Giorgio Napolitano, sempre inappuntabile per i modi e le iniziative di intervento, è un’ulteriore elemento di garanzia, oltre il suo ruolo, quale autorevole esponente politico e uomo delle istituzioni apprezzato da tutti gli italiani. In un clima europeista e di cooperazione globale, ormai irreversibile, ci chiediamo come si possa avere la pretesa di ritenersi dentro la storia chiamando a raccolta “i popoli padani” per una secessione priva di senso. Agli esponenti della Lega chiediamo di abbandonare l’utopia secessionista da un’Italia che ha bisogno semmai di sostegno, mai prima come in questo momento di depressione economica e di emergenza sociale, per diventare più forte in Europa e più concorrenziale, avendone le potenzialità, rispetto a molti comparti specifici del mercato economico globale. Ci chiediamo cosa trasmetteremo ai nostri giovani se non fondiamo l’impegno di tutti e di ciascuno, a cominciare dalla classe dirigente politica, su valori che aprano finalmente il futuro alla speranza.

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