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Coronavirus: Serracchiani, Lega ricomincia scaricabarile

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

“Al primo rialzarsi dei numeri dei contagi la Lega ricomincia lo scaricabarile buttando colpe sul Governo, sui migranti o sui confini permeabili. Il trucco, quando arriva un problema, è farsi trovare da un’altra parte. In Friuli Venezia Giulia Fedriga ha dimenticato l’entusiasmo con cui ringraziava la Slovenia per aver aperto i confini con 48 di anticipo, da cui hanno guadagnato solo i benzinai d’oltreconfine. Ora è già pronto a imbracciare il pericolo dei Balcani, alla faccia degli spettacoli indegni offerti da Salvini coi suoi bagni di folla. Al Governo si deve chiedere di lavorare di più, certo, ma a 360 gradi controllando per esempio anche gli arrivi dagli Stati Uniti che fanno scali intermedi. Non ci si sveglia improvvisamente additando i rischi e chiedendo che ci pensi il Governo se no è colpa sua”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd), dopo le prese di posizione di presidenti di Regioni esponenti della Lega a fronte della comparsa di nuovi focolai di Covid19.
“Da settimane la Lega sta facendo a gara con se stessa – continua la parlamentare – per togliere paletti e precauzioni, senza attuare al contempo campagne informative e preventive, e lasciando molto a desiderare su controlli e tracciamenti. Tra il lockdown e lo sbraco, tra il boicottaggio all’App Immuni e la richiesta di Tso, dovrebbe esserci l’equilibrio e la vigilanza delle istituzioni regionali, e continuare a esibire i muscoli del ‘siamo stati i primi’, ‘siamo i migliori’ davvero a nulla serve”.
“Adesso – aggiunge Serracchiani – ci dicono dalla Regione Friuli Venezia Giulia che vogliono potenziare la sorveglianza e ampliare il tracciamento: era ora, speriamo lo facciano presto con trasparenza. Importante è che si capisca una volta per tutte che il Covid va gestito, che occorre allestire la comunità a vivere con questo rischio e a controllarlo, smettendo di considerarlo un’arma di propaganda”.

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Intenzioni di voto: Lega stabile e PD in calo. Crescono ancora M5S e FdI

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

Frena, per questa settimana, il calo della Lega, che resta stabile al 24,6%, mentre perde quasi mezzo punto il PD, riportando a 3 punti la distanza dal partito di Salvini.Continua invece a salire il Movimento 5 Stelle (17,2%), consolidando una tendenza che rileviamo ormai da 2 mesi e ritrovando così il livello delle Europee di un anno fa.Sale ancora Fratelli d’Italia (14,7%), la forza che sta mostrando la maggiore capacità espansiva e che in questi mesi ha compensato la flessione della Lega.Poche variazioni nel gradimenti dei politici. Conte stabile al 59%, così come i leader di centro destra, Meloni (34%) e Salvini (29%). Perde un punto Zingaretti (27%), appaiandosi così a Di Maio. Scendono anche Berlusconi (21%) e Renzi (10%).Sul Decreto rilancio, gli italiani si dividono. Lo giudica positivo il 52% del campione, segnalando quote di delusione o scetticismo anche tra quanti apprezzano l’operato complessivo del Governo rispetto all’emergenza Covid (il 66% degli italiani, pur segnando una significativa flessione nell’ultima settimana). Le riaperture delle attività economiche di questa settimana sono bene accolte da tre cittadini su quattro (78%), ma si registra la diffusa convinzione che gli italiani tenderanno ad abbassare la guardia: il 53% ritiene, infatti, che in questa fase ci saranno comportamenti meno prudenti.

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“Autonomia? Giunta leghista ossessionata dal potere”

Posted by fidest press agency su martedì, 14 aprile 2020

“Già a suo tempo è stato inevitabile notare come “cultura” e “autonomia” nelle competenze di un solo assessorato dovessero comportare un enorme sforzo e soprattutto un interpretazione positiva. Purtroppo la giunta leghista, invece, interpreta il concetto di autonomia in maniera provocatoria e strumentale, come si denota dal comunicato stampa rilasciato dall’assessore stefano bruno galli, che rivendica successi che sono stati possibili solo all’operosità dei lombardi. Il Movimento 5 stelle ha voluto fortemente il referendum per l’autonomia della Lombardia, e ne siamo stati promotori, un’autonomia che potesse diventare una marcia in più alla nostra Regione per far viaggiare più veloce il nostro Paese. Ci spiace notare che in un momento d’emerganza, in cui riceviamo aiuti da tutto il mondo, il tema principale pare essere il potere, che poi puntualmente non è stato esercitato quando se ne aveva la possibilità. L’autonomia va innanzitutto esercitata nall’ambito delle proprie competenze, è troppo facile scaricare le responsabilità allo Stato quando si è in difficoltà per poi rivendicare maggiori competenze”, così Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia.
“Eviterei toni trionfalistici sulla creazione di nuovi ospedali – spesso funzionanti solo grazie ai contributi di associazioni, fondazioni, Ong e dello Stato e sopratutto sulla gestione della crisi. Si dovrà aprire una lunga riflessione sul modello Lombardo, e sulla responsabilità che la politica degli ultimi 20 anni basata sulle privatizzazioni e sull’aziendalizzazione partitica della sanità pubblica, i numeri parlano chiaro e ancor di più parleranno chiaro le azioni finalizzate alla ripartenza… cosa che altre Regioni che chiedono “autonomia” stanno facendo invece diessere ossessionate dal potere”, conclude Mammì”.

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Da Lega emendamento vergogna su operatori sanitari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 aprile 2020

“Una vergogna. Da un lato il senatore Salvini fa tanta retorica sul valore degli operatori sanitari impegnati nell’emergenza Coronavirus mentre dall’altra in Senato lavora per scaricare sulle loro spalle le responsabilità civili e penali. Salvini ritiri l’emendamento vergogna che lascia scoperti medici, infermieri e operatori sanitari”. Ad affermarlo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in merito all’emendamento presentato dalla Lega, con primo firmatario il senatore Salvini, al ddl di conversione del decreto Cura Italia e che scaricherebbe sugli operatori sanitari le responsabilità civili e penali.”Salvini smentisce Salvini – spiegano i sindacati -. Il senatore della Lega, che in Aula a Palazzo Madama invocava maggiori tutele e protezioni per i medici e per il personale sanitario tutto impegnato nella gestione di questa emergenza, ora è lo stesso che presenta un emendamento che tutela solo i datori di lavoro nei confronti della responsabilità civile e penale, scaricando tutto sulle spalle degli operatori sanitari”. Con questo emendamento, affermano i sindacati, “gli operatori sanitari pagherebbero questa emergenza tre volte: perché sono senza Dpi e mettono a rischio la propria salute, perché non hanno alcuna valorizzazione professionale ed economica e, adesso, con la responsabilità civile e penale che gli verrà scaricata sulle spalle, nonostante il contesto in cui operano e l’alta soglia di rischio alla quale sono sottoposti”. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl precisano che “non è assolutamente ciò che abbiamo chiesto al Parlamento in queste ore. Abbiamo, al contrario, chiesto una valorizzazione economica, riconoscendo una indennità al personale impegnato nell’emergenza; così come, anche attraverso il protocollo sottoscritto col Ministero della Salute, abbiamo chiesto che in via prioritaria il personale avesse dispositivi di protezione individuale adeguati e che fossero sottoposti al test coloro che sono stati esposti al rischio. Il tutto insieme ad un potenziamento in termini di risorse umane per dare ristoro a tutti quegli operatori che da giorni, e per molte ore, sono alle prese con la gestione di questa emergenza. Questo emendamento della Lega è una vergogna, ci aspettiamo che venga ritirato subito”, concludono.

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M5S Lombardia. Aler: Corte Costituzionale boccia propaganda della Lega

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2020

“Ancora una volta la Corte Costituzionale boccia la propaganda elettorale della Lega. Non sono in grado di scrivere leggi a tutela dei cittadini e delle famiglie in difficoltà. Si possono, e si devono, individuare iniziative che realizzino concretamente il diritto alla casa per i lombardi senza scadere in facili pregiudizi e discriminazioni, ad esempio con un piano strutturale per aumentare dopo anni l’offerta abitativa in Lombardia”, così Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, commenta la bocciatura della Corte Costituzionale del requisito di 5 anni di residenza per l’accesso all’edilizia pubblica in Lombardia.

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Fratelli d’Italia: “Da Lega nervosismo incomprensibile”

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 febbraio 2020

“Se vuole governo larghe intese lo faccia ma eviti attacchi a FdI. I toni dell’onorevole Morelli dispiacciono e denotano un nervosismo incomprensibile. L’attuale assetto della Rai è frutto delle scelte della Lega quando era al governo, che peraltro nessuno ha condiviso con Fratelli d’Italia. Gli amici della Lega se vogliono fare governi di larghe intese sono liberi di farli, come del resto hanno già fatto. Ma senza dubbio farebbero bene ad evitare di prendersela con chi come Fratelli d’Italia non ha alcuna intenzione di farli”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè, capogruppo nella Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.

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Andiamo verso il bipolarismo: Pd-Lega

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

By Enrico Cisnetto. È bastato il voto in due regioni – importante soprattutto per il sovraccarico di significati politici nazionali che gli erano stati forzosamente attribuiti – per far tornare in auge il bipolarismo. La crisi dei 5stelle, forza non più decisiva e ormai destinata ad estinguersi scissione dopo scissione, il recupero del Pd, oggettivo ma forse un po’ troppo frettolosamente ipervalutato, e la conferma che la Lega è il perno del centro-destra nonostante l’evidente sconfitta politica del presuntuoso e “smoderato” Salvini, hanno proiettato l’immagine di un sistema politico tornato a dividersi, bipolaristicamente, tra destra e sinistra. Ma siamo sicuri che sia davvero così? E nel caso, sarebbe un bene o un male? Diciamo prima di tutto che l’analisi di coloro che registrano, e in certi casi celebrano, il ritorno del bipolarismo, parte da un assunto sbagliato. Si dice, infatti, che il movimento 5stelle fosse il terzo polo, e in quanto tale di centro, e che venendo meno quella centralità non si può che tornare all’assetto bipolare del sistema politico. Ma qui si confonde l’agnosticismo dei pentastellati rispetto alla novecentesca suddivisione delle forze politiche con una posizione di centro che è storicamente non meno definita di destra e sinistra. Come abbiamo sempre sostenuto fin dagli albori del grillismo, un soggetto nato e cresciuto sul rifiuto della politica (il famoso “vaffa”) non è né di destra, né di centro, né di sinistra, ma inevitabilmente pesca elettori provenienti da tutti gli schieramenti, e in particolare da quelli più estremi. Elettorati diversi che riesce a far convivere con facilità fintanto che resta movimento extraparlamentare o partito di opposizione, ma che inevitabilmente gli presentano il conto allorquando va al governo e deve passare dagli slogan ai fatti. E infatti, i pentastellati sono entrati in crisi quando hanno varcato la soglia del potere, vuoi perché impreparati a gestirlo – hanno finito per scimmiottare, anche malamente, ciò che fino a poco prima aveva demonizzato – vuoi perché le diverse anime sono entrate in contraddizione, generando un conflitto gestibile solo con l’immobilismo (non scegliere per evitare di spaccarsi). Dunque, la progressiva (e iper veloce) caduta del loro consenso non fa sparire una posizione centrale nello scacchiere politico, che non è mai esistita. Semplicemente rimette in gioco una grande quantità di voti. Che nel caso dell’Emilia-Romagna per i due terzi sono andati al Pd – da cui erano in gran parte venuti – ma che probabilmente in altre aree del Paese potrebbero premiare di più la Lega. Certo, il centro politico – inteso come l’area popolata dagli elettori meno radicalizzati, cioè riformisti e quindi più orientati verso sinistra, e moderati, e quindi più orientati verso destra – non è presidiato, se non da forze marginali destinate, purtroppo, a rimanere tali. Ed è questo vuoto, non la crisi pentastellata, a spingere il sistema politico a polarizzarsi intorno al Pd e alla Lega. Un fatto che Dario Franceschini, tra i tanti, celebra come una conquista e pensa di cementare con una legge elettorale proporzionale alla tedesca (cioè con lo sbarramento al 5%). Uno strumento buono per un fine cattivo.Gli assertori di questa tesi, infatti, partono dal presupposto che la vittoria del governatore Bonaccini in Emilia-Romagna abbia ridato la forza perduta al Pd, il quale per raggiungere la maggioranza a livello nazionale non dovrà far altro che allearsi (per poi annettersi) il movimento 5stelle o quella parte di esso più orientata a sinistra, recuperare le varie forze alla sua sinistra, a cominciare da quella dove erano finito Bersani e D’Alema, ed enfatizzare il rapporto simbiotico con le Sardine, versione aggiornata di quello che furono i vari movimenti, dai Girotondi al Popolo viola. Simbolo di questo schema politico sono gli accordi, in corso di realizzazione, che dovrebbero portare i giornalisti Ruotolo e Sansa, esponenti del sempreverde “partito giustizialista”, ad essere candidati governatori (sic!) per la sinistra rispettivamente in Campania e Liguria, dove si voterà prossimamente. Insomma, un Pd al tempo stesso grillizzato e sardinizzato che, come sostiene Luca Ricolfi, marcia verso la creazione del PUS-Partito unico della sinistra, il cui collante politico non potrà che essere l’antisalvinismo, il giustizialismo e l’assistenzialismo, a fronte di un definitivo abbandono del mai veramente decollato progetto liberal-riformista (Renzi l’ha evocato ma mai veramente praticato), che invece richiederebbe alleanze di ben altra tempra. Analogo processo di radicalizzazione si va formando sul fronte opposto. Il crollo al limite dell’inesistenza di Forza Italia in Emilia-Romagna – fatto molto più anticipatorio di quel che accadrà su scala nazionale del risultato in Calabria – la crescita relativa del partito della Meloni e la conclamata incapacità di Salvini, con la sua strategia estremistica, di intercettare il voto moderato, mettono una pietra tombale sul vecchio centro-destra, ormai solo destra. E nello stesso tempo inchiodano la Lega intorno ad una quota (30%) che consentirebbe di conquistare gli agognati “pieni poteri” solo attraverso una legge elettorale iper-maggioritaria, che (per fortuna) non è nell’ordine delle cose.Di conseguenza, il “nuovo bipolarismo” sarebbe formato da due poli estremizzati, impediti nel dialogare con il centro che peraltro non esiste più sul versante destro ed è limitato e diviso (Renzi, Calenda, Bonino) sul versante di sinistra. Inoltre, ripropone il vecchio (e fallimentare) schema di una persona – in questo caso Salvini – che è insieme leader indiscusso di un fronte e pressoché unico collante di quello opposto. Con l’aggravante (dal punto di vista della consistenza di questa presunta nuova stagione politica cui i fans del bipolarismo hanno già applaudito) che il suo perno, Salvini, è già nella parabola discendente: ha trasformato il voto di domenica scorsa in un referendum su di lui, commettendo un errore grossolano, e l’ha perso; non comanda da solo come voleva, ma deve costruire una coalizione; non ha abbattuto il governo Conte2 come aveva promesso, anzi gli ha allungato (almeno un po’) la vita; difficilmente avrà i numeri per eleggere un presidente della Repubblica salviniano. Ed è facile prevedere che, in conseguenza di tutto ciò, nel suo partito qualcuno comincerà a chiedergli il conto. Insomma, rispetto al vecchio bipolarismo, passiamo dalla padella alla brace. È dal 1994 che la politica tenta di recuperare credibilità coltivando l’illusione che per mettere le cose a posto occorra dar vita ad un sistema per cui “la sera delle elezioni bisogna sapere chi ha vinto”. Ma non sta scritto da nessuna parte che debba essere per forza così in una democrazia parlamentare, nella quale, non essendo un sistema presidenziale, è normale che le maggioranze di governo si formino in parlamento. Noi, invece, per tutta la Seconda Repubblica abbiamo avuto un maggioritario solo nelle urne, senza adeguare l’architettura istituzionale. Con molti danni e nessun vantaggio. Per esempio, non ha prodotto stabilità, visto che nessuna coalizione è stata mai confermata alla successiva tornata elettorale e che i governi si sono alternati con maggioranze assai più variabili di quelle della Prima Repubblica. Inoltre non c’è stata l’auspicata semplificazione, visto che i partiti si sono moltiplicati esponenzialmente rispetto ai tempi del proporzionale. Insomma, quello che abbiamo realizzato negli anni scorsi è stata una mostruosa caricatura del bipolarismo. Conseguenza, anche, del dna di un paese individualista, frazionista e campanilista come il nostro, che non è fatto per un sistema politico maggioritario in cui chi vince prende tutto e chi perde fa l’opposizione preparandosi al game successivo. Perché chi conquista la maggioranza dei seggi parlamentari per effetto di meccanismi “dopanti” del voto, poi si ritrova incapace di governare, non avendo il sufficiente consenso nella società. Ora vogliamo replicare l’esperienza, e in peggio.Si dirà: ma TerzaRepubblica è nata, tanti anni fa, intorno al rifiuto dell’illusione maggioritaria e alla critica al bipolarismo “armato” che la fine della stagione proporzionale ha prodotto, quello basato sullo schema “berlusconismo e anti-berlusconismo” della Seconda Repubblica; una fase storica che è coincisa con il declino socio-economico e morale dell’Italia, non per pura casualità ma come rapporto di causa ed effetto. Dunque, è logico aspettarsi da voi le critiche sulle qualità di questo rinascente bipolarismo. Può darsi che in noi scatti un riflesso condizionato. Ma vi pare che le nostre siano considerazioni infondate? (fonte: http://www.terzarepubblica.it)

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Lega: Serracchiani, sovranismo e identità nuovi idoli

Posted by fidest press agency su domenica, 22 dicembre 2019

“Il congresso della Lega ha chiarito definitivamente che è un partito centralista, indifferente alle domande del Nord, alla questione meridionale e a qualunque vera istanza federalista: per la Lega il sovranismo e l’identità sono i nuovi idoli e il capo del partito Salvini ne è il custode. Il lavoro, la politica economica, i bisogni sociali, le povertà, le minoranze di ogni tipo sono marginali o emarginati. Il sovranismo sostituisce il pluralismo e la democrazia liberale”. Lo afferma la deputata del Debora Serracchiani, commentando i lavori del congresso della Lega, oggi a Milano.
“Contro l’Europa a prescindere, con l’euro sotto sotto in discussione – ha aggiunto la parlamentare – Salvini ha indicato i suoi nemici, interni e internazionali. Il Pd non vuole nemici né guerre ma – precisa – siamo altro e alternativi a tutto questo”.
Per Serracchiani “l’insistenza con cui Salvini si propone come simbolo di tutto il ‘popolo’ italiano è uno degli aspetti più pericolosi del nuovo corso”.

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Lega: “Treni entro le elezioni”. M5S Lombardia

Posted by fidest press agency su martedì, 26 novembre 2019

Chi comanda FNM? “Lega senza vergogna: usa il trasporto pubblico solo per fare spot elettorali. Ora dimissioni Gibelli e Fontana riferisca in aula”.“Ciò che ha scoperto e pubblicato ‘Il Fatto Quotidiano’ è gravissimo. La Lega mostra solo una lezione di disonestà politica, uno schiaffo e un insulto ai lombardi. Una società privata che risponde alla Lega, non dà più garanzie che lavori per tutta la comunità. Spartirsi i treni con quei toni arroganti è come sputare sui pendolari sfigati e sui loro disagi. Bravi i giornalisti de Il Fatto Quotidiano per non stancarsi mai di cercare la verità.Per la Lega di Salvini i treni sono solo uno spot elettorale, i treni vanno messi dove c’è riscontro tangibile per fare poi i fuochi d’artificio nel post elezioni. Al di là di ogni logica, del buonsenso e del corretto uso dei soldi pubblici, il centro-destra sacrifica i pendolari, i viaggiatori e smantella il trasporto pubblico solo per garantirsi un po’ di propaganda a spese dei lombardi.
I treni nuovi li hanno pagati gli italiani e devono essere messi sulle linee al collasso e non in vetrina. Per i primi 15 treni che arriveranno dobbiamo ringraziare l’Ex Ministro Toninelli e il M5S, non sono quelli ordinati dalla Lega, ma la Regione è subentrata a un contratto di Trenitalia. Questa Giunta e questa Maggioranza non meritano di stare alla guida della Lombardia un minuto di più”, così Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5S Lombardia, sull’articolo pubblicato oggi da “Il Fatto Quotidiano”: “Eravamo tre leghisti in aula: “I treni? Entro le elezioni”.“FNM e il suo presidente Andrea Gibelli non sono a libro paga di Salvini, ma dei cittadini. Deve dimettersi: quel ruolo deve essere ricoperto da una persona super partes.Invitiamo l’Assessore Claudia Terzi a un passo indietro, il suo Assessorato ai Trasporti è ormai un Ministero di Propaganda e nel ruolo non ha più nessuna credibilità. Il Presidente Fontana venga a riferire in aula cosa intende fare del trasporto su treno: la Lombardia ha bisogno di una maggioranza che amministri nell’interesse dei cittadini, non di un ufficio di marketing e comunicazione a spese dei lombardi”, conclude Degli Angeli.

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Il referendum della Lega sulla legge elettorale è solo propaganda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

“Il referendum che la Lega vorrebbe fare è un imbroglio, solo un sistema per far propaganda ai danni dei Consigli regionali che dovrebbero piegare i loro lavori alle esigenze di uno scontro nazionale. La maggioranza in Parlamento ha già uno schema di riforma della legge elettorale che potrebbe arrivare in aula ben prima che si tenga il referendum, inficiandolo. Per non parlare del vaglio della Corte di Cassazione e del fatto che le minoranze linguistiche sarebbero schiacciate”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd), commentando il referendum che la Lega propone per abrogare la quota proporzionale prevista dalla legge elettorale in vigore. Per Rojc “è bizzarro che la Lega senta il bisogno di cambiare legge elettorale solo adesso che è all’opposizione in Parlamento, mentre non l’ha fatto quando era in maggioranza”.
Riferendosi alla situazione del Friuli Venezia Giulia, la senatrice osserva che “il fatto che Fedriga abbia dato immediatamente la disponibilità a nome della Regione dimostra definitivamente che l’interesse del presidente non è in primo luogo per il Friuli Venezia Giulia, ma è tutto piegato verso Roma e la Lega. Spero che i consiglieri di una Regione autonoma – conclude – non si piegheranno a farsi dettare il calendario dei lavori da via Bellerio”.

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La Lega di Matteo Salvini ha tradito gli italiani e il Governo del Cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 agosto 2019

Godeva del sostegno del 60% dei cittadini, precipitando il Paese nel caos in pieno agosto e rischiando di provocare danni innumerevoli: dall’aumento dell’IVA, al blocco della riforma della Giustizia e delle leggi sull’acqua pubblica, sul salario minimo o per salvare il nostro mare.Salterà anche il lavoro della Commissione d’inchiesta sugli affidi che avrebbe dovuto restituire giustizia alle famiglie coinvolte nel “Caso Bibbiano” e, in questa settimana di dolore in cui ricorre l’anniversario del crollo del Ponte Morandi, è triste ricordare che questa decisione scellerata farà saltare anche la revoca delle concessioni ad Autostrade.
È stata probabilmente proprio la necessità di preservare i potenti di sempre, la vera causa di una crisi innescata da chi, oltre a preservare gli interessi dei Benetton, doveva scongiurare che si arrivasse all’ultimo voto utile sulla riforma portata avanti dal MoVimento 5 Stelle per tagliare ben 345 parlamentari e altrettante poltrone di amici degli amici.Il MoVimento 5 Stelle ha tenuto la barra dritta: prima il taglio dei parlamentari e poi torniamo al voto subito e senza problemi. Salvini messo alle corde prima si è detto sfavorevole (ad una riforma che la stessa Lega ha votato favorevolmente per ben tre volte), poi dopo essere stato contestato in piazza, incalzato dal MoVimento e dai suoi stessi sostenitori che stanno abbandonando in massa la sua pagina Facebook, martedì in Senato si è detto favorevole a tagliare le 345 poltrone. Peccato che fosse un bluff, la “mossa della disperazione”: se la Lega sfiducerà il Governo il 20 agosto, infatti, le attività parlamentari si bloccheranno e salterà il voto sul taglio dei parlamentari previsto per il 22 agosto. Insomma solo un altro tentativo di prendere in giro gli italiani. Cosa aspettarsi d’altronde da chi, nell’ultima settimana, ha annunciato di voler votare contro il suo stesso Governo e quindi anche contro se stesso. Salvini infatti, nonostante gli annunci, non ha ancora neanche rassegnato le dimissioni da ministro del Governo che intende sfiduciare.
La verità è che Salvini ha tradito gli italiani, ha gettato la maschera ed è tornato subito ad Arcore dall’amico di sempre Silvio Berlusconi. A difendere i cittadini italiani rimane ancora una volta soltanto il MoVimento 5 Stelle. Saremo al fianco del Presidente Conte in aula e accetteremo le decisioni del Presidente della Repubblica, l’unico a poter decidere come e quando si va al voto.

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Lega e Fratelli d’Italia si preparano a governare

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

“Le analisi fatte sui voti delle Europee e sugli ultimi sondaggi dicono che Lega e Fratelli d’Italia insieme avrebbero oggi un’ampia maggioranza in entrambe le camere. Abbiamo le nostre differenti sensibilità ma sui grandi temi, dall’economia all’immigrazione alla famiglia, abbiamo valori comuni. E in Europa siamo stati gli unici due partiti italiani a votare contro la Von der Leyen, voluta da Merkel e Macron a capo della Commissione Ue. Se ci sarà l’alleanza? Mi auguro di sì. Tutto può succedere e noi siamo pronti ad ogni evenienza. Ma un’alleanza tra noi e la Lega è naturale e ci consentirebbe di costruire un governo coeso, capace di durare cinque anni e di dare le risposte che gli italiani attendono. Non avrebbe senso rischiare ancora di non avere una maggioranza dopo il voto e preferire un altro contratto di governo a un programma comune votato dai cittadini”.Lo dice in una intervista al Secolo d’Italia il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.“Sono molto soddisfatta del lavoro che i gruppi parlamentari di Camera e Senato di Fratelli d’Italia hanno svolto in questi 14 mesi. Non era facile il ruolo di opposizione patriottica, lo abbiamo svolto con coerenza e con la capacità di essere presenti, e spesso determinanti, su molti temi – continua – come abbiamo già fatto si riparte dal merito e dai territori, magari con qualche innesto di qualità dal mondo del lavoro e dell’impresa. Se tutto va come ci auguriamo, Atreju, che si tiene all’Isola Tiberina di Roma dal 20 al 22 settembre, sarà l’apertura della nostra campagna elettorale e il momento in cui ci confronteremo con le realtà produttive e con i nostri alleati delle destre europee. E anche l’occasione per accogliere in Fratelli d’Italia nuovi amici che ci aiuteranno a rafforzare il nostro progetto. Quale programma per l’Italia? Il clou sarà la nostra ricetta trumpiana: meno tasse per chi produce, più investimenti pubblici per far ripartire la crescita. Un errore da non commettere? Pensare che sia già vinta. E vigilare in questi giorni per evitare che si riaffaccino i soliti giochi di palazzo e garantire agli italiani il ritorno alle urne. Poi dobbiamo essere pronti a fronteggiare qualsiasi colpo basso, perché un governo realmente sovranista farebbe paura a troppa gente. Un rimpianto? Si poteva staccare la spina prima, il giorno dopo le Europee. L’ho chiesto più volte a Matteo Salvini ma lui ha provato fino all’ultimo a salvare il salvabile. Ma come abbiamo detto fin dal primo giorno, l’Italia della tassa piatta e quella del reddito di cittadinanza non possono stare insieme. E il conto pagato dagli italiani alle follie del m5s è stato già fin troppo salato. Quindi meglio tardi che mai”, conclude.

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Il Sindacato Aeronautica Militare e la posizione di Lega e Forza Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Il SIAM – in una nota, critica aspramente le prese di posizione di Lega e Forza Italia in merito alla polemica con i 5 Stelle sul DDL sui sindacati militari. “Siamo increduli di fronte ad una Lega che trovi il tempo di sorridere su un tema così importante come i diritti sindacali dei militari”- afferma il SIAM.
“Gli emendamenti approvati dalla Lega, e che ancora oggi a quanto pare sostengono, sono sufficienti per capire che l’unico sindacato che la Lega di Salvini vuole è quello imbavagliato e legato mani e piedi, costruito appositamente per non essere d’intralcio ai vertici militari e forse anche a quelli politici.
In tutto questo, paradossalmente, il Partito Democratico avrebbe i numeri per ribaltare la partita ed invece abbiamo l’impressione che rimanga volutamente nell’ombra e ci chiediamo quale sia il vero motivo. Infine anche la compattezza che decanta l’onorevole Tripodi di Forza Italia nel suo comunicato non può considerarsi un valore aggiunto se questa è volta a limitate i basilari diritti dei militari. Abbiamo l’impressione – conclude il SIAM – che questa legge, piuttosto che tutelare i diritti dei lavoratori con le stellette voglia tutelare gli equilibri con gli Stati Maggiori. L’occasione della nostra audizione in Commissione Difesa del 16 luglio prossimo, sarà l’occasione per ribadire ed argomentare con decisione il perché riteniamo totalmente inaccettabile il testo unificato oggi in discussione. Vedremo se la tanto decantata vicinanza ai militari è reale oppure si dovrà tradurre in vicinanza alle gerarchie militari”

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Lettera aperta a un pentastellato: Egregio Senatore Vito Claudio Crimi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 maggio 2019

Ho partecipato, con altri colleghi, all’incontro, da lei presieduto in qualità di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria, del 28 maggio scorso presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dove i convenuti hanno discettato sul genere di futuro che le agenzie stampa avrebbero potuto ritagliarsi nel composito mondo dell’informazione.
Ho apprezzato gli interventi, le preoccupazioni emerse non solo legate all’inaffidabilità di talune fonti e al modo come porvi riparo, ma anche a livello occupazionale e alla necessità di collegare la riforma del settore a possibili accorpamenti o acquisizioni per meglio adeguarsi al passo dei tempi nuovi. Al di là di questi aspetti tecnici ed operativi, tipici di un’informazione certificata e di utilità pubblica, vi intravedo la necessità che la politica non prenda sottogamba un settore che ritengo nevralgico per misurare le pulsioni popolari e gli orientamenti che esprimono.
In tale ambito ho avvertito in più occasioni, e tra i più disparati ceti sociali, una crescente preoccupazione dell’agire politico e una forte delusione riguardo i pentastellati che hanno fin dalla loro scesa in campo, come soggetto politico, suscitato grandi speranze per un reale cambiamento al cospetto di un paese che da 20 anni a questa parte non riesce a crescere e a scrollarsi di dosso la pesante ipoteca di quei poteri che prosperano proprio sulla patologica inefficienza del sistema.
Lasciando da parte la dietrologia che ha portato il Movimento a responsabilità di governo del paese, stilando un contratto con la Lega di Matteo Salvini, posso dire che il malessere avvertito dalla base pentastellata, per una cogestione governativa, è stata accettata, dopo che il PD ha chiuso la porta ad ogni dialogo con i 5Stelle. E’ stata e resta una coda polemica da parte PD, che continua tutt’oggi, sulla presunta identità politica di 5 stelle che è destinata a continuare e con il rischio di affossare qualsiasi tentativo di confronto odierno e futuro. Questa eventualità è stata percepita dallo stesso Salvini che non ha esitato considerare il sodalizio pentastellato dissolto e ad intravedere una contrapposizione solo con il PD. Tutto questo genera nell’opinione pubblica l’impressione che 5 stelle abbia esaurito la sua spinta propulsiva per essere, alla fine, assorbito dal sistema. A questo punto, e strano a constatarlo, sono proprio i commentatori politici di rango, che in passato non hanno lesinato critiche ai pentastellati, a rammaricarsi e a dirlo esplicitamente. E noi cronisti che viviamo tra la gente possiamo aggiungere che è un’amarezza popolare condivisa, ma accettata come un male inevitabile. Eppure ritengo sia possibile invertire la tendenza, ma per farlo il movimento deve scegliere con più cura la sua classe dirigente e saperla coinvolgerla convintamente nel suo progetto rinnovatore rivolto alla società civile fatta di associazioni, di movimenti, di centri culturali, mondo accademico, intellettuali e andando tra la gente più e meglio di prima. E i giornali dalla carta stampata al web possono fare agevolmente la differenza perché sono esercitati a convivere con le idee altrui e a saper dare il giusto risalto a quella informazione virtuosa che è costata la vita e anche la perdita del lavoro a tanti giornalisti in nome della loro coerenza e ricerca della verità. Così si ritorna al movimento di un tempo con un crescente consenso popolare e, facendosi perdonare gli errori fatti, durante la sua esperienza di governo. (Riccardo Alfonso direttore Fidest e dei centri studi Politici, sociali ed economici della Fidest)

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Europee, Santori (Lega): “Trionfo Lega e avviso di fratto per Zingaretti e Raggi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 maggio 2019

Nel trionfo per la Lega di Matteo Salvini in tutta Italia, esultiamo in particolare per il risultato di Roma e della sua provincia e, più in generale, del Lazio dove la Lega conquista il 30% dei consensi e diventa il primo partito del territorio. Il malgoverno del Cinque Stelle a Roma, il malgoverno del Pd nel Lazio, il grande lavoro che abbiamo portato avanti in questo ultimo anno porta a porta, hanno dato i loro frutti. La Lega è un partito serio, credibile, radicato e con grandi capacità di governo. Un’affermazione che lancia da subito due avvisi di sfratto a Regione e Comune. Il PD del governatore Zingaretti, e ancor più il M5S della sindaca Raggi, non sono più al vertice dei gradimento dei cittadini. Il M5S a Roma ha fatto politiche di sinistra e i cittadini di quell’area hanno scelto l’originale, piuttosto che la copia. La Raggi è l’unica responsabile del fatto che il Pd, ancora per poco, sia il primo partito a Roma. Sorprendente il risultato della Lega in periferia. In V, VI, X, XV Municipio, ad esempio, dove siamo il primo partito in assoluto, e con percentuali emozionanti anche in tutti gli altri municipi della Capitale. E importante è sottolineare come si stia delineando un risultato premiante per l’area di centrodestra, rispetto alla quale non esistono attualmente altre coalizioni più forti. Vinciamo sui territori perché parliamo alle persone e ne conosciamo le esigenze. Zingaretti e Raggi ne traggano le dovute e chiare conclusioni, e vadano a casa.E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega.

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Legge europea. Urso (FdI): dov’è la Lega sui provvedimenti europei contro l’Italia?

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“In queste ore in Europa si stanno prendendo decisioni importanti che condizioneranno il nostro Paese per i prossimi decenni, con l’approvazione del regolamento sulla riduzione di emissioni di CO2 per auto e veicoli commerciali, nuove normative sul settore dei prodotti plastici monouso e sul fondo “salva stati”. Provvedimenti che penalizzeranno l’Italia, in particolar modo il nostro sistema produttivo, e il Governo non sta facendo nulla per impedirlo, anzi sembra agire per aggravare la situazione”, così il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, durante il suo intervento in Senato sulla legge Europea.
“A seguito di queste nuove norme, infatti, verranno introdotti standard produttivi troppo elevati per le nostre imprese, che potrebbero anche essere poi fonte di nuove procedure di infrazione, come accadde con le quote latte. È incredibile che proprio la Lega non si faccia partecipe, anzi avalli l’operato del governo in sede europea, che sembra agire contro gli interessi del lavoro e della impresa italiana”, continua il senatore di FdI.
“Non si possono fare due parti in commedia. Inutile urlare ‘Europa matrigna’ quando poi si è conniventi di provvedimenti che condannano l’Italia” conclude il senatore Urso.

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Il caso “lega” fa riflettere

Posted by fidest press agency su sabato, 1 settembre 2018

“Un partito non può essere cancellato per sentenza giudiziaria né, per analogia, può nascerne uno nuovo per decisione di una Procura. Mi auguro che il tribunale di Genova non faccia pagare a una comunità umana e politica le colpe di singole persone, piaccia o meno la Lega rappresenta un pezzo della storia italiana. Sarebbe un precedente pericoloso. E in ogni caso ritengo la querelle sul partito unico del centrodestra una boutade di fine estate. Abbiamo già conosciuto l’esperienza del partito unico, l’unione tra Fi e An imposta da Berlusconi e mal sopportata dalla destra: ha avuto un successo istantaneo ma breve, si è estinta nell’arco di tre anni. I partiti moderni nascono per convenienza e calcolo mediatico, sono animati da spinte egemoniche invece che da processi culturali e per questo somigliano più a fastidiose annessioni che a svolte rivoluzionarie sostenute dal basso. Meglio che i partiti del centrodestra rimangano distinti con la loro identità, magari federandosi per coordinare meglio le loro attività e guadagnare più credibilità e consenso. La destra per esempio non è replicabile, il percorso, le prospettive, i riferimenti culturali, il progetto sociale non sono assorbibili da alcun altro dei partiti della coalizione e le ondate di successo dell’uno o dell’altro non possono mai far incarnare un’identità diversa a un soggetto politico che non viene da destra e della destra non ha i fondamentali”. E’ quanto dichiara Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, ospite a TgCom24.

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Il centro-destra esiste ancora?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

“Chiedo a Salvini di dimostrare, proprio partendo dell’Abruzzo, che esiste ancora il centrodestra ma soprattutto che sappia assumersi la responsabilità di guidarlo e tutelarlo. La grande differenza tra i leader ed i molti vincitori del momento è stata, ed è, la capacità di andare oltre la loro forza politica, di saper avere un orizzonte maggiore, più ampio, di lungo termine e meno egoista. Berlusconi, quello vero di 20 anni fa, sapeva far crescere Forza Italia ma contestualmente aiutare gli alleati, anche quando lo meritavano poco. Salvini sembra invece trattare male, senza memoria e senza riconoscenza, anche chi, come Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, gli hanno riservato sempre correttezza e rispetto. Noi abbiamo sempre testardamente creduto nel centrodestra e continuiamo a farlo. A lui chiediamo di essere leale e giusto a sua volta. Dobbiamo avere il coraggio di rilanciare una proposta di crescita e rinascita di cui il paese ha necessità e che è alternativa all’idea di ‘declino programmato’ che rappresenta il M5S”.E’ quanto dichiara Guido Crosetto, deputato e coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia.

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Immigration: the Lega battle horse

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

The question starts on the basis of the statistical report of popular consents to the League for its policy of denial of reception. A question that in some circles tries to exorcise by sticking to the “magic” word of populism. In reality, the speech takes us further. For at least four years, in this regard, our leaders, in terms of hospitality, have chosen a very uneven path, mainly due to methods that have shown they are incapable of having a perspective view of the problem. In the end all the nodes arrived at the comb and showed the unsustainability of the system adopted. And the inversion of course is today, without a doubt, traumatic for all the parties involved. Let’s not forget the magnitude of this “tragedy”: in four years more than half a million “fugitives” have landed on the Italian coast, desperate and anxious to find an outlet that would allow them to lead a less precarious life. We rescued them with humanity and solidarity, beyond the imaginable, because it was especially the poor Italians who broke their frugal food with the stranger and showed them the meaning of our hospitality. But this first step, linked to the emergency, did not have adequate support from the institutions and their “distractions” have in practice nullified the theme of reception and then focus on the final integration. The goal was that, even if not explicitly stated, of wanting to divert them as soon as possible elsewhere, beyond our borders. The move did not succeed because if we want to be clever the others are not stupid. And so we find ourselves with a mass of dispossessed that we can no longer manage and with the aggravating circumstance of making them slaves again of those who unscrupulously exploits them and reproduces the same miseries that they left in their countries of origin. And yet the state has guilty left to sharpen the same relationship between immigrants and natives. Now we wonder we really wanted the Lega di Salvini to understand the mess in which we hunted? And yet we can define them as good or naive or worse yet the governments that preceded the current in wanting to accommodate many without wanting to offer them a possible outlet for hospitality but also work? They say it’s Europe’s fault and they put their mind in peace. Is this perhaps the way to govern? Let us also say that those who cause their illness weep themselves if they were not arid people and that their tear ducts have become atrophied. (Riccardo Alfonso)

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Giocare a poker con un baro

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2018

E’ stata la chiusa dell’articolo di spalla scritto qualche giorno fa dal direttore de “Il Fatto” Marco Travaglio. L’argomento trattato ha riguardato l’insolito balletto politico tra intese e smentite che ha visto in primo piano l’attivismo del capo politico pentastellato Luigi Di Maio nel tentativo di gestire delle alleanze con gli altri partiti e nello specifico il Pd e la Lega di Salvini per la formazione di un governo. E a proposito del PD va detto che nel 2013 abbiamo dovuto prendere atto della indisponibilità di 5Stelle nei confronti dei democratici per dar vita a un governo oggi ce lo ritroviamo “pimpante” sulla strada opposta. E’ che la situazione da allora è mutata profondamente. Da queste ultime elezioni abbiamo non uno ma due vincitori: La Lega in virtù di una coalizione di centro destra con il 37% delle preferenze e il Movimento 5Stelle che pur viaggiando da solo ha conseguito il 32% dei consensi dal precedente 25%. Entrambi non avendo la maggioranza assoluta si sono resi conto che la strada da imboccare era a due corsie: o ritornare a votare o tentare un’intesa almeno sui programmi. Scartata l’ipotesi di un governo PD-5Stelle per l’opposizione netta del suo leader ombra e onnipresente Matteo Renzi che si dice deluso dal fatto che non avrebbe potuto fare un’alleanza con il Centro destra (senza la Lega), perché i numeri non lo favorivano, (ricordate la favola della volpe e dell’uva?) restava sul tappeto l’unica alternativa possibile: accordarsi con la Lega. E si badi bene, non con Forza Italia per via di un certo signore chiamato Berlusconi uomo troppo impegnato ad avere il piede in tantissime staffe e soprattutto significativamente legato ad un passato che si vuole dimenticare, ma con Salvini vincitore all’interno del Centro destra del braccio di ferro con l’ex-cavaliere. E ora ritorniamo all’idea del baro citato da Travaglio. Chi alla luce delle ultime vicende e conoscendo i personaggi sa che pensando male si fa peccato ma spesso non si sbaglia? D’altra parte di là dei numeri in parlamento sui quali si appoggiano i “i giallo verdi” di Salvini e Di Maio questo governo, che sembra voler convolare a nozze, nasce debole perché ha troppi potenti nemici che gli stanno scavando la fossa. E il timore che qualcuno stia giocando “sporco” per indebolire l’unico Movimento che ha le mani pulite e per questo fa paura agli inciuciari di turno (unione europea compresa) per poi ritornare al voto tra qualche anno volendo dimostrare che i pentastellati sono incapaci di governare è un qualcosa che non si può escludere. (Riccardo Alfonso)

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