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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘lega’

Il referendum della Lega sulla legge elettorale è solo propaganda

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

“Il referendum che la Lega vorrebbe fare è un imbroglio, solo un sistema per far propaganda ai danni dei Consigli regionali che dovrebbero piegare i loro lavori alle esigenze di uno scontro nazionale. La maggioranza in Parlamento ha già uno schema di riforma della legge elettorale che potrebbe arrivare in aula ben prima che si tenga il referendum, inficiandolo. Per non parlare del vaglio della Corte di Cassazione e del fatto che le minoranze linguistiche sarebbero schiacciate”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd), commentando il referendum che la Lega propone per abrogare la quota proporzionale prevista dalla legge elettorale in vigore. Per Rojc “è bizzarro che la Lega senta il bisogno di cambiare legge elettorale solo adesso che è all’opposizione in Parlamento, mentre non l’ha fatto quando era in maggioranza”.
Riferendosi alla situazione del Friuli Venezia Giulia, la senatrice osserva che “il fatto che Fedriga abbia dato immediatamente la disponibilità a nome della Regione dimostra definitivamente che l’interesse del presidente non è in primo luogo per il Friuli Venezia Giulia, ma è tutto piegato verso Roma e la Lega. Spero che i consiglieri di una Regione autonoma – conclude – non si piegheranno a farsi dettare il calendario dei lavori da via Bellerio”.

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La Lega di Matteo Salvini ha tradito gli italiani e il Governo del Cambiamento

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 agosto 2019

Godeva del sostegno del 60% dei cittadini, precipitando il Paese nel caos in pieno agosto e rischiando di provocare danni innumerevoli: dall’aumento dell’IVA, al blocco della riforma della Giustizia e delle leggi sull’acqua pubblica, sul salario minimo o per salvare il nostro mare.Salterà anche il lavoro della Commissione d’inchiesta sugli affidi che avrebbe dovuto restituire giustizia alle famiglie coinvolte nel “Caso Bibbiano” e, in questa settimana di dolore in cui ricorre l’anniversario del crollo del Ponte Morandi, è triste ricordare che questa decisione scellerata farà saltare anche la revoca delle concessioni ad Autostrade.
È stata probabilmente proprio la necessità di preservare i potenti di sempre, la vera causa di una crisi innescata da chi, oltre a preservare gli interessi dei Benetton, doveva scongiurare che si arrivasse all’ultimo voto utile sulla riforma portata avanti dal MoVimento 5 Stelle per tagliare ben 345 parlamentari e altrettante poltrone di amici degli amici.Il MoVimento 5 Stelle ha tenuto la barra dritta: prima il taglio dei parlamentari e poi torniamo al voto subito e senza problemi. Salvini messo alle corde prima si è detto sfavorevole (ad una riforma che la stessa Lega ha votato favorevolmente per ben tre volte), poi dopo essere stato contestato in piazza, incalzato dal MoVimento e dai suoi stessi sostenitori che stanno abbandonando in massa la sua pagina Facebook, martedì in Senato si è detto favorevole a tagliare le 345 poltrone. Peccato che fosse un bluff, la “mossa della disperazione”: se la Lega sfiducerà il Governo il 20 agosto, infatti, le attività parlamentari si bloccheranno e salterà il voto sul taglio dei parlamentari previsto per il 22 agosto. Insomma solo un altro tentativo di prendere in giro gli italiani. Cosa aspettarsi d’altronde da chi, nell’ultima settimana, ha annunciato di voler votare contro il suo stesso Governo e quindi anche contro se stesso. Salvini infatti, nonostante gli annunci, non ha ancora neanche rassegnato le dimissioni da ministro del Governo che intende sfiduciare.
La verità è che Salvini ha tradito gli italiani, ha gettato la maschera ed è tornato subito ad Arcore dall’amico di sempre Silvio Berlusconi. A difendere i cittadini italiani rimane ancora una volta soltanto il MoVimento 5 Stelle. Saremo al fianco del Presidente Conte in aula e accetteremo le decisioni del Presidente della Repubblica, l’unico a poter decidere come e quando si va al voto.

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Lega e Fratelli d’Italia si preparano a governare

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

“Le analisi fatte sui voti delle Europee e sugli ultimi sondaggi dicono che Lega e Fratelli d’Italia insieme avrebbero oggi un’ampia maggioranza in entrambe le camere. Abbiamo le nostre differenti sensibilità ma sui grandi temi, dall’economia all’immigrazione alla famiglia, abbiamo valori comuni. E in Europa siamo stati gli unici due partiti italiani a votare contro la Von der Leyen, voluta da Merkel e Macron a capo della Commissione Ue. Se ci sarà l’alleanza? Mi auguro di sì. Tutto può succedere e noi siamo pronti ad ogni evenienza. Ma un’alleanza tra noi e la Lega è naturale e ci consentirebbe di costruire un governo coeso, capace di durare cinque anni e di dare le risposte che gli italiani attendono. Non avrebbe senso rischiare ancora di non avere una maggioranza dopo il voto e preferire un altro contratto di governo a un programma comune votato dai cittadini”.Lo dice in una intervista al Secolo d’Italia il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.“Sono molto soddisfatta del lavoro che i gruppi parlamentari di Camera e Senato di Fratelli d’Italia hanno svolto in questi 14 mesi. Non era facile il ruolo di opposizione patriottica, lo abbiamo svolto con coerenza e con la capacità di essere presenti, e spesso determinanti, su molti temi – continua – come abbiamo già fatto si riparte dal merito e dai territori, magari con qualche innesto di qualità dal mondo del lavoro e dell’impresa. Se tutto va come ci auguriamo, Atreju, che si tiene all’Isola Tiberina di Roma dal 20 al 22 settembre, sarà l’apertura della nostra campagna elettorale e il momento in cui ci confronteremo con le realtà produttive e con i nostri alleati delle destre europee. E anche l’occasione per accogliere in Fratelli d’Italia nuovi amici che ci aiuteranno a rafforzare il nostro progetto. Quale programma per l’Italia? Il clou sarà la nostra ricetta trumpiana: meno tasse per chi produce, più investimenti pubblici per far ripartire la crescita. Un errore da non commettere? Pensare che sia già vinta. E vigilare in questi giorni per evitare che si riaffaccino i soliti giochi di palazzo e garantire agli italiani il ritorno alle urne. Poi dobbiamo essere pronti a fronteggiare qualsiasi colpo basso, perché un governo realmente sovranista farebbe paura a troppa gente. Un rimpianto? Si poteva staccare la spina prima, il giorno dopo le Europee. L’ho chiesto più volte a Matteo Salvini ma lui ha provato fino all’ultimo a salvare il salvabile. Ma come abbiamo detto fin dal primo giorno, l’Italia della tassa piatta e quella del reddito di cittadinanza non possono stare insieme. E il conto pagato dagli italiani alle follie del m5s è stato già fin troppo salato. Quindi meglio tardi che mai”, conclude.

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Il Sindacato Aeronautica Militare e la posizione di Lega e Forza Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Il SIAM – in una nota, critica aspramente le prese di posizione di Lega e Forza Italia in merito alla polemica con i 5 Stelle sul DDL sui sindacati militari. “Siamo increduli di fronte ad una Lega che trovi il tempo di sorridere su un tema così importante come i diritti sindacali dei militari”- afferma il SIAM.
“Gli emendamenti approvati dalla Lega, e che ancora oggi a quanto pare sostengono, sono sufficienti per capire che l’unico sindacato che la Lega di Salvini vuole è quello imbavagliato e legato mani e piedi, costruito appositamente per non essere d’intralcio ai vertici militari e forse anche a quelli politici.
In tutto questo, paradossalmente, il Partito Democratico avrebbe i numeri per ribaltare la partita ed invece abbiamo l’impressione che rimanga volutamente nell’ombra e ci chiediamo quale sia il vero motivo. Infine anche la compattezza che decanta l’onorevole Tripodi di Forza Italia nel suo comunicato non può considerarsi un valore aggiunto se questa è volta a limitate i basilari diritti dei militari. Abbiamo l’impressione – conclude il SIAM – che questa legge, piuttosto che tutelare i diritti dei lavoratori con le stellette voglia tutelare gli equilibri con gli Stati Maggiori. L’occasione della nostra audizione in Commissione Difesa del 16 luglio prossimo, sarà l’occasione per ribadire ed argomentare con decisione il perché riteniamo totalmente inaccettabile il testo unificato oggi in discussione. Vedremo se la tanto decantata vicinanza ai militari è reale oppure si dovrà tradurre in vicinanza alle gerarchie militari”

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Lettera aperta a un pentastellato: Egregio Senatore Vito Claudio Crimi

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Ho partecipato, con altri colleghi, all’incontro, da lei presieduto in qualità di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria, del 28 maggio scorso presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dove i convenuti hanno discettato sul genere di futuro che le agenzie stampa avrebbero potuto ritagliarsi nel composito mondo dell’informazione.
Ho apprezzato gli interventi, le preoccupazioni emerse non solo legate all’inaffidabilità di talune fonti e al modo come porvi riparo, ma anche a livello occupazionale e alla necessità di collegare la riforma del settore a possibili accorpamenti o acquisizioni per meglio adeguarsi al passo dei tempi nuovi. Al di là di questi aspetti tecnici ed operativi, tipici di un’informazione certificata e di utilità pubblica, vi intravedo la necessità che la politica non prenda sottogamba un settore che ritengo nevralgico per misurare le pulsioni popolari e gli orientamenti che esprimono.
In tale ambito ho avvertito in più occasioni, e tra i più disparati ceti sociali, una crescente preoccupazione dell’agire politico e una forte delusione riguardo i pentastellati che hanno fin dalla loro scesa in campo, come soggetto politico, suscitato grandi speranze per un reale cambiamento al cospetto di un paese che da 20 anni a questa parte non riesce a crescere e a scrollarsi di dosso la pesante ipoteca di quei poteri che prosperano proprio sulla patologica inefficienza del sistema.
Lasciando da parte la dietrologia che ha portato il Movimento a responsabilità di governo del paese, stilando un contratto con la Lega di Matteo Salvini, posso dire che il malessere avvertito dalla base pentastellata, per una cogestione governativa, è stata accettata, dopo che il PD ha chiuso la porta ad ogni dialogo con i 5Stelle. E’ stata e resta una coda polemica da parte PD, che continua tutt’oggi, sulla presunta identità politica di 5 stelle che è destinata a continuare e con il rischio di affossare qualsiasi tentativo di confronto odierno e futuro. Questa eventualità è stata percepita dallo stesso Salvini che non ha esitato considerare il sodalizio pentastellato dissolto e ad intravedere una contrapposizione solo con il PD. Tutto questo genera nell’opinione pubblica l’impressione che 5 stelle abbia esaurito la sua spinta propulsiva per essere, alla fine, assorbito dal sistema. A questo punto, e strano a constatarlo, sono proprio i commentatori politici di rango, che in passato non hanno lesinato critiche ai pentastellati, a rammaricarsi e a dirlo esplicitamente. E noi cronisti che viviamo tra la gente possiamo aggiungere che è un’amarezza popolare condivisa, ma accettata come un male inevitabile. Eppure ritengo sia possibile invertire la tendenza, ma per farlo il movimento deve scegliere con più cura la sua classe dirigente e saperla coinvolgerla convintamente nel suo progetto rinnovatore rivolto alla società civile fatta di associazioni, di movimenti, di centri culturali, mondo accademico, intellettuali e andando tra la gente più e meglio di prima. E i giornali dalla carta stampata al web possono fare agevolmente la differenza perché sono esercitati a convivere con le idee altrui e a saper dare il giusto risalto a quella informazione virtuosa che è costata la vita e anche la perdita del lavoro a tanti giornalisti in nome della loro coerenza e ricerca della verità. Così si ritorna al movimento di un tempo con un crescente consenso popolare e, facendosi perdonare gli errori fatti, durante la sua esperienza di governo. (Riccardo Alfonso direttore Fidest e dei centri studi Politici, sociali ed economici della Fidest)

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Europee, Santori (Lega): “Trionfo Lega e avviso di fratto per Zingaretti e Raggi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 Mag 2019

Nel trionfo per la Lega di Matteo Salvini in tutta Italia, esultiamo in particolare per il risultato di Roma e della sua provincia e, più in generale, del Lazio dove la Lega conquista il 30% dei consensi e diventa il primo partito del territorio. Il malgoverno del Cinque Stelle a Roma, il malgoverno del Pd nel Lazio, il grande lavoro che abbiamo portato avanti in questo ultimo anno porta a porta, hanno dato i loro frutti. La Lega è un partito serio, credibile, radicato e con grandi capacità di governo. Un’affermazione che lancia da subito due avvisi di sfratto a Regione e Comune. Il PD del governatore Zingaretti, e ancor più il M5S della sindaca Raggi, non sono più al vertice dei gradimento dei cittadini. Il M5S a Roma ha fatto politiche di sinistra e i cittadini di quell’area hanno scelto l’originale, piuttosto che la copia. La Raggi è l’unica responsabile del fatto che il Pd, ancora per poco, sia il primo partito a Roma. Sorprendente il risultato della Lega in periferia. In V, VI, X, XV Municipio, ad esempio, dove siamo il primo partito in assoluto, e con percentuali emozionanti anche in tutti gli altri municipi della Capitale. E importante è sottolineare come si stia delineando un risultato premiante per l’area di centrodestra, rispetto alla quale non esistono attualmente altre coalizioni più forti. Vinciamo sui territori perché parliamo alle persone e ne conosciamo le esigenze. Zingaretti e Raggi ne traggano le dovute e chiare conclusioni, e vadano a casa.E’ quanto dichiara Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega.

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Legge europea. Urso (FdI): dov’è la Lega sui provvedimenti europei contro l’Italia?

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“In queste ore in Europa si stanno prendendo decisioni importanti che condizioneranno il nostro Paese per i prossimi decenni, con l’approvazione del regolamento sulla riduzione di emissioni di CO2 per auto e veicoli commerciali, nuove normative sul settore dei prodotti plastici monouso e sul fondo “salva stati”. Provvedimenti che penalizzeranno l’Italia, in particolar modo il nostro sistema produttivo, e il Governo non sta facendo nulla per impedirlo, anzi sembra agire per aggravare la situazione”, così il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, durante il suo intervento in Senato sulla legge Europea.
“A seguito di queste nuove norme, infatti, verranno introdotti standard produttivi troppo elevati per le nostre imprese, che potrebbero anche essere poi fonte di nuove procedure di infrazione, come accadde con le quote latte. È incredibile che proprio la Lega non si faccia partecipe, anzi avalli l’operato del governo in sede europea, che sembra agire contro gli interessi del lavoro e della impresa italiana”, continua il senatore di FdI.
“Non si possono fare due parti in commedia. Inutile urlare ‘Europa matrigna’ quando poi si è conniventi di provvedimenti che condannano l’Italia” conclude il senatore Urso.

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Il caso “lega” fa riflettere

Posted by fidest press agency su sabato, 1 settembre 2018

“Un partito non può essere cancellato per sentenza giudiziaria né, per analogia, può nascerne uno nuovo per decisione di una Procura. Mi auguro che il tribunale di Genova non faccia pagare a una comunità umana e politica le colpe di singole persone, piaccia o meno la Lega rappresenta un pezzo della storia italiana. Sarebbe un precedente pericoloso. E in ogni caso ritengo la querelle sul partito unico del centrodestra una boutade di fine estate. Abbiamo già conosciuto l’esperienza del partito unico, l’unione tra Fi e An imposta da Berlusconi e mal sopportata dalla destra: ha avuto un successo istantaneo ma breve, si è estinta nell’arco di tre anni. I partiti moderni nascono per convenienza e calcolo mediatico, sono animati da spinte egemoniche invece che da processi culturali e per questo somigliano più a fastidiose annessioni che a svolte rivoluzionarie sostenute dal basso. Meglio che i partiti del centrodestra rimangano distinti con la loro identità, magari federandosi per coordinare meglio le loro attività e guadagnare più credibilità e consenso. La destra per esempio non è replicabile, il percorso, le prospettive, i riferimenti culturali, il progetto sociale non sono assorbibili da alcun altro dei partiti della coalizione e le ondate di successo dell’uno o dell’altro non possono mai far incarnare un’identità diversa a un soggetto politico che non viene da destra e della destra non ha i fondamentali”. E’ quanto dichiara Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, ospite a TgCom24.

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Il centro-destra esiste ancora?

Posted by fidest press agency su martedì, 14 agosto 2018

“Chiedo a Salvini di dimostrare, proprio partendo dell’Abruzzo, che esiste ancora il centrodestra ma soprattutto che sappia assumersi la responsabilità di guidarlo e tutelarlo. La grande differenza tra i leader ed i molti vincitori del momento è stata, ed è, la capacità di andare oltre la loro forza politica, di saper avere un orizzonte maggiore, più ampio, di lungo termine e meno egoista. Berlusconi, quello vero di 20 anni fa, sapeva far crescere Forza Italia ma contestualmente aiutare gli alleati, anche quando lo meritavano poco. Salvini sembra invece trattare male, senza memoria e senza riconoscenza, anche chi, come Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, gli hanno riservato sempre correttezza e rispetto. Noi abbiamo sempre testardamente creduto nel centrodestra e continuiamo a farlo. A lui chiediamo di essere leale e giusto a sua volta. Dobbiamo avere il coraggio di rilanciare una proposta di crescita e rinascita di cui il paese ha necessità e che è alternativa all’idea di ‘declino programmato’ che rappresenta il M5S”.E’ quanto dichiara Guido Crosetto, deputato e coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia.

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Immigration: the Lega battle horse

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

The question starts on the basis of the statistical report of popular consents to the League for its policy of denial of reception. A question that in some circles tries to exorcise by sticking to the “magic” word of populism. In reality, the speech takes us further. For at least four years, in this regard, our leaders, in terms of hospitality, have chosen a very uneven path, mainly due to methods that have shown they are incapable of having a perspective view of the problem. In the end all the nodes arrived at the comb and showed the unsustainability of the system adopted. And the inversion of course is today, without a doubt, traumatic for all the parties involved. Let’s not forget the magnitude of this “tragedy”: in four years more than half a million “fugitives” have landed on the Italian coast, desperate and anxious to find an outlet that would allow them to lead a less precarious life. We rescued them with humanity and solidarity, beyond the imaginable, because it was especially the poor Italians who broke their frugal food with the stranger and showed them the meaning of our hospitality. But this first step, linked to the emergency, did not have adequate support from the institutions and their “distractions” have in practice nullified the theme of reception and then focus on the final integration. The goal was that, even if not explicitly stated, of wanting to divert them as soon as possible elsewhere, beyond our borders. The move did not succeed because if we want to be clever the others are not stupid. And so we find ourselves with a mass of dispossessed that we can no longer manage and with the aggravating circumstance of making them slaves again of those who unscrupulously exploits them and reproduces the same miseries that they left in their countries of origin. And yet the state has guilty left to sharpen the same relationship between immigrants and natives. Now we wonder we really wanted the Lega di Salvini to understand the mess in which we hunted? And yet we can define them as good or naive or worse yet the governments that preceded the current in wanting to accommodate many without wanting to offer them a possible outlet for hospitality but also work? They say it’s Europe’s fault and they put their mind in peace. Is this perhaps the way to govern? Let us also say that those who cause their illness weep themselves if they were not arid people and that their tear ducts have become atrophied. (Riccardo Alfonso)

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Giocare a poker con un baro

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 Mag 2018

E’ stata la chiusa dell’articolo di spalla scritto qualche giorno fa dal direttore de “Il Fatto” Marco Travaglio. L’argomento trattato ha riguardato l’insolito balletto politico tra intese e smentite che ha visto in primo piano l’attivismo del capo politico pentastellato Luigi Di Maio nel tentativo di gestire delle alleanze con gli altri partiti e nello specifico il Pd e la Lega di Salvini per la formazione di un governo. E a proposito del PD va detto che nel 2013 abbiamo dovuto prendere atto della indisponibilità di 5Stelle nei confronti dei democratici per dar vita a un governo oggi ce lo ritroviamo “pimpante” sulla strada opposta. E’ che la situazione da allora è mutata profondamente. Da queste ultime elezioni abbiamo non uno ma due vincitori: La Lega in virtù di una coalizione di centro destra con il 37% delle preferenze e il Movimento 5Stelle che pur viaggiando da solo ha conseguito il 32% dei consensi dal precedente 25%. Entrambi non avendo la maggioranza assoluta si sono resi conto che la strada da imboccare era a due corsie: o ritornare a votare o tentare un’intesa almeno sui programmi. Scartata l’ipotesi di un governo PD-5Stelle per l’opposizione netta del suo leader ombra e onnipresente Matteo Renzi che si dice deluso dal fatto che non avrebbe potuto fare un’alleanza con il Centro destra (senza la Lega), perché i numeri non lo favorivano, (ricordate la favola della volpe e dell’uva?) restava sul tappeto l’unica alternativa possibile: accordarsi con la Lega. E si badi bene, non con Forza Italia per via di un certo signore chiamato Berlusconi uomo troppo impegnato ad avere il piede in tantissime staffe e soprattutto significativamente legato ad un passato che si vuole dimenticare, ma con Salvini vincitore all’interno del Centro destra del braccio di ferro con l’ex-cavaliere. E ora ritorniamo all’idea del baro citato da Travaglio. Chi alla luce delle ultime vicende e conoscendo i personaggi sa che pensando male si fa peccato ma spesso non si sbaglia? D’altra parte di là dei numeri in parlamento sui quali si appoggiano i “i giallo verdi” di Salvini e Di Maio questo governo, che sembra voler convolare a nozze, nasce debole perché ha troppi potenti nemici che gli stanno scavando la fossa. E il timore che qualcuno stia giocando “sporco” per indebolire l’unico Movimento che ha le mani pulite e per questo fa paura agli inciuciari di turno (unione europea compresa) per poi ritornare al voto tra qualche anno volendo dimostrare che i pentastellati sono incapaci di governare è un qualcosa che non si può escludere. (Riccardo Alfonso)

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Contratto di governo Lega-Cinque stelle

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 Mag 2018

Per chi fosse interessato richiamiamo il succitato link per una pronta visione del contratto stipulato tra le parti (ancora nella sua stesura provvisoria) per avviare una seria attività di governo ed anche per sgomberare i dubbi e la disinformazione di quanti possono diffondere notizie e informazioni diverse dai punti programmatici descritti. Ringraziamo il blog GrNet.it che ce l’ha trasmesso con la sua solita tempestività. https://www.grnet.it/wp-content/uploads/2018/05/contratto-m5s_lega.pdf

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Presto il voto online per il contratto di governo

Posted by fidest press agency su martedì, 15 Mag 2018

di Luigi Di Maio. Abbiamo aggiornato il Presidente della Repubblica su come stiano avanzando le varie interlocuzioni tra MoVimento 5 Stelle e Lega su quello che è il contratto di governo. Un accordo che è il cuore di questo governo di cambiamento che siamo intenzionati a far partire il prima possibile. Abbiamo chiesto a Mattarella qualche altro giorno per poter chiudere definitivamente la discussione sui temi. Se parte questo governo, parte la Terza Repubblica.
Stanno cambiando i riti della politica. Si discute prima delle questioni che riguardano gli italiani e solo dopo chi saranno gli esecutori. Sia io che Salvini siamo d’accordo sul fatto che nomi pubblicamente non ne facciamo. Siamo consapevoli che ci sono scadenze internazionali che ci impongono di fare presto e noi vogliamo fare presto. Ma siccome stiamo scrivendo il programma di governo dei prossimi 5 anni, per noi è molto importante farlo nel migliore dei modi. Si tratta di un contratto di governo sul modello tedesco che mette insieme i punti programmatici dei due movimenti. Noi lo sottoporremo ai nostri iscritti con un voto online che deciderà se far partire questo governo. Sono molto orgoglioso delle interlocuzioni e soddisfatti del clima che si respira, ma soprattutto dei punti che si stanno portando a casa su temi come la legge Fornero, la lotta agli sprechi, la lotta alla corruzione, il carcere per chi evade il fisco. (fonte: blog delle stelle)

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Si va verso esecutivo M5S–Lega

Posted by fidest press agency su domenica, 13 Mag 2018

Anief, il sindacato che ha fatto registrare il maggiore incremento di consensi in occasione del recente rinnovo delle Rsu e grazie ai quali ha raggiunto la rappresentatività nazionale, si fa portavoce delle emergenze da risolvere nel più breve tempo possibile: entro due mesi, va rivista la riforma della Buona Scuola. Come più volte promesso in campagna elettorale, vanno poi ridotte le soglie di accesso per andare in pensioni, con una finestra a 61 anni di età, comprendendo finalmente quello scolastico tra i lavori usuranti. Tra le procedure da affrontare con urgenza c’è poi lo sblocco dei concorsi per Dsga e per dirigenti scolastici, con oltre 2mila posti vacanti a partire dal prossimo settembre: in questo ambito, occorre anche avallare l’assunzione dei ricorrenti 2011 attraverso un corso-concorso, come dei facenti funzioni e vicari da più di 36 mesi. C’è poi da cancellare l’abolizione dei vincoli sulle assegnazioni provvisorie.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): È fondamentale procedere in fretta con la riapertura delle GaE, come già fatto nel 2008 e nel 2012, oltre ad avviare un piano straordinario di assunzioni mettendo in ruolo su tutti i posti dell’organico di fatto disponibili negli ultimi due anni. Tra le priorità del Governo, da includere in un decreto legge ad hoc, c’è anche la trasformazione dei posti in deroga del sostegno in organico di diritto: si tratta di oltre 40mila cattedre, vergognosamente rilegate fino al 30 giugno e quindi non utilizzabili per le immissioni in ruolo e nemmeno per i trasferimenti, mentre nella nuova legge di Stabilità si dovrebbero stanziare i fondi per adeguare gli stipendi all’inflazione, in modo da incentivare gli aumenti-miseria in arrivo con la farsa del rinnovo contrattuale, ripristinare il tempo scuola falcidiato negli ultimi anni e destinare un punto in più di PIL alla Cultura e all’Istruzione, magari distraendo i fondi per le spese militari. Se questi punti verranno attuati, allora riscontreranno il favore del nostro sindacato, perché si andrebbe finalmente verso una scuola giusta.

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Verso un governo Lega-Cinque stelle

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 Mag 2018

Scrive su il blog delle stelle Luigi Di Maio: “È finito da poco l’incontro con Matteo Salvini qui alla Camera dei Deputati. Come sapete ieri si sono create le condizioni per un governo del cambiamento fra MoVimento 5 Stelle e Lega. Io sono molto orgoglioso del fatto che siamo arrivati fino a qui mantenendo la nostra linearità, la nostra coerenza, portando avanti la nostra linea politica. È un grande obiettivo raggiunto. Però adesso è il momento di dare un governo a questo Paese. Con Salvini stamattina abbiamo convenuto che è necessario iniziare a parlare di temi, di soluzioni ai problemi degli italiani che aspettiamo da 30 anni. Oggi pomeriggio si riunirà un tavolo con parlamentari e tecnici di MoVimento e Lega per cominciare a scrivere il contratto di Governo che possa migliorare la qualità della vita degli italiani. Credo che siano stati fatti passi avanti significativi con Matteo Salvini stamattina, e avremo modo nelle prossime ore di metterci subito al lavoro. Il tempo stringe, dobbiamo fare un lavoro fatto bene, dobbiamo ottenere risultati significativi per i cittadini. E non posso nascondere la gioia per il fatto che finalmente possiamo occuparci dei problemi dei cittadini. State con noi, perché sono momenti veramente importanti per la Repubblica italiana”.

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Forza Italia: La lega gioca a “rubamazzetto”?

Posted by fidest press agency su sabato, 17 marzo 2018

“Berlusconi ha sempre avuto un atteggiamento rispettoso nei confronti degli altri partiti della coalizione di centrodestra sia nei dieci anni al governo che dalla sua discesa in campo. Da federatore non ha mai cercato di cannibalizzare gli altri gruppi lanciando opa ostili, ora spero che sia in Parlamento che sui territori non si cominci a giocare a rubamazzetto perché voglio ribadirlo a tutti forte e chiaro: senza Forza Italia non si va da nessuna parte e si rischia di far saltare tutto”.Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Il Mattino”.Eppure era stato il suo collega di partito, Giovanni Toti, a lanciare l`idea del gruppo unico. “Toti è un carissimo amico, ha vinto in Liguria grazie all`apporto di Fi, Lega, Fdi e dei centristi. Semmai, come ha riconosciuto lui stesso, è invece il caso di stabilire insieme le regole come è stato fatto l`altra sera a cena nel vertice che si è tenuto a palazzo Grazioli con Salvini e Meloni. Gli egemonismi sono dannosi e possono generare elementi di frattura. Tutte le scelte future andranno prese con pari dignità e diffusa collegialità a partire dai prossimi passaggi istituzionali”.

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“No a Europa ‘fortezza’, tra Lega e FI chiara incompatibilità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 gennaio 2018

europa-comunitaria“Civica popolare dice no all’Europa ‘fortezza’, come invece vorrebbero Lega e M5S. In merito ha ragione il presidente Mattarella quando sostiene che nei prossimi anni riguardo all’Europa si profilano due diverse sensibilità. Questo è un tema cruciale sul quale le forze politiche devono pronunciarsi in campagna elettorale”. Lo dichiara il deputato Paolo Tancredi di Civica popolare.“Noi vogliamo una Europa più inclusiva, non arroccata. Una Europa unita che possa contare sulle grandi questioni internazionali, di fronte al peso crescente del populismo di Putin e di Trump. Con Beatrice Lorenzin guardiamo con attenzione a quanto accaduto in Germania, dove con l’accordo sulla quarta Grosse Koalition è emerso un chiaro messaggio di rilancio dell’Europa, un forte programma sul welfare e sull’utilizzo dell’avanzo primario, musica per le orecchie dell’export italiano, mentre qualcuno continua a parlare di uscire dall’Ue e vorrebbe un’Italia isolata. Mi chiedo, piuttosto, cosa ne pensano di questa visione disfattista FI e le altre forze che rientrano nella grande famiglia dei popolari europei. Una chiara incompatibilità che emergerà subito dopo il 4 marzo”.

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“La flat Tax è la nostra idea di sempre, e la Lega l’ha condivisa”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

TasseL’obiettivo è di arrivare ad una aliquota unica, nell’arco della legislatura, tra il 15 e il 20%. Meno tasse, meno tasse, meno tasse”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo a “Radio Anch’io”, su Radio Uno. “Con la Lega e con gli altri alleati stiamo scrivendo insieme il programma per il centrodestra, sarà un programma ovviamente unitario per una coalizione che si avvia a vincere le prossime elezioni. Meno tasse, più crescita. Da economista ho insegnato a tutti quelli che scrivono sui giornali cose di economia e posso dire che i programmi della mia parte politica, del centrodestra, hanno una certa credibilità. I posti di lavoro, quelli veri, si creano solo se c’è crescita e se la crescita va oltre il 2% del Pil. Sotto il 2% del Pil anche se si creano posti di lavoro non sono posti di lavoro veri, ma drogati da vari incentivi, come hanno fatto Renzi e Gentiloni con il sistema dei bonus, delle detrazioni, degli incentivi, appunto. Finiti gli incentivi finiscono anche i posti di lavoro, e questo è successo. Quindi la prima vera grande ricetta è avere più crescita. Più crescita si ha tagliando le tasse e facendo più investimenti pubblici e privati, questo è il meccanismo economico. Fuori da questa equazione, che noi chiamiamo equazione del benessere, non si va. Tutto il resto sono balle o sono promesse. Noi diciamo che ci vuole più crescita
stabile sopra il 2%, la si può raggiungere riducendo la pressione fiscale, tagliando il cattivo debito e la cattiva spesa pubblica, ed essendo, da questo punto di vista, più credibili in Europa”.

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Lega: scissione come nel PD?

Posted by fidest press agency su martedì, 16 Mag 2017

salvini“Se nella Lega ci sarà una scissione come nel Pd? No, anche perché nel Pd a volerla fare c’erano fior di dirigenti, militanti, segretari di sezione che avevano fatto quella scelta. Nella Lega c’è solo Bossi che mi ricopre di insulti, io mi mordo la lingua e non gli rispondo, ma è solo lui”. Così Matteo Salvini oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. In realtà a contestarla ci sarebbe anche una certa ‘Signora Gina’. La conosce? “Non la conosco, ho solo letto che è un avvocato che si veste da donna e che imperversa sulle tv private venete. Ieri però in Veneto mi ha scelto il 91% dei militanti…”. Lei ieri ha trionfato nelle primarie della Lega. Si è anche autovotato? “Si, ieri mi sono votato”. La sua compagna Isoardi l’ha votata? “Non è iscritta alla Lega, perché dovrebbe votare?”. Se fosse stata iscritta, è possibile che avrebbe votato per il suo avversario Fava? ”Quelli che mi vogliono bene – ha detto Salvini a Rai Radio1 – probabilmente avrebbero scelto un candidato alternativo, così avrei avuto un pochino di tempo in più per la vita privata”. Renzi le ha fatto i complimenti per le primarie. “Non lo sapevo. Lo ringrazio allora”. Bossi invece ha detto che lei è come Renzi . “Oltre ad insultarmi come fa sempre, la cosa che mi ha incuriosito è che secondo lui i Le Pen andavano a scoperchiare le tombe degli ebrei, per passatempo. Io non lo sapevo, ma Bossi dice tante cose…” Sembra che il senatùr voglia lasciare la Lega…”Io non dirò mai una parola di rancore su di lui, è stato un grande e spero che non esca. Poi ripeto: ha chiesto il congresso e le primarie, sono state fatti e l’80% si è pronunciato per me, quindi è così o è così”.

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Centro-destra: La Lega e gli accordi dell’ultima ora

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 settembre 2016

salvini“Con la Lega abbiamo governato insieme dieci anni negli ultimi ventidue. Era la Lega di Bossi e di Maroni, adesso è la Lega di Salvini. La Lega non è mai stata un alleato facile, eppure con la Lega abbiamo cambiato l’Italia, abbiamo governato l’Italia”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.“Quando Salvini dice ‘presidenzialismo’, siamo perfettamente d’accordo; quando Salvini dice ‘federalismo’, siamo perfettamente d’accordo perché era la nostra riforma costituzionale; quando Salvini dice ‘un nuovo rapporto con l’Europa’, ancora una volta siamo d’accordo perché questa Europa della Merkel non ci è mai piaciuta, non è mai piaciuta a Berlusconi.La base politico-programmatica, storica e culturale, per una grande alleanza, ma anche per un soggetto politico unico del centrodestra c’è. E lo dico al mio amico Stefano Parisi: con la Lega non si fanno gli accordi all’ultimo momento in vista delle elezioni, questa è la prima Repubblica, la vecchia Repubblica, questa è la vecchia politica. Nel centrodestra occorre costruire un soggetto nuovo, unitario, con un programma, capace di intercettare il vento del Nord, quello stesso vento che sta facendo fuori la Merkel e che chiede sicurezza, crescita, sviluppo, meno egemonismi e più solidarietà in Europa”, ha concluso Brunetta.

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