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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘legalizzazione’

Legalizzazione droghe. Capire i fatti e le dinamiche. Come andare avanti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 gennaio 2020

Dopo che nella recente campagna elettorale per le regionali in Emilia Romagna, con notevoli risvolti mediatici a livello nazionale e non solo, ne abbiamo sentite e viste di “cotte e di crude” in materia di droghe… occorre porsi al cune domande e agire di conseguenza.Siccome è lo schieramento che rivendicava e voleva indurire il proibizionismo sulle droghe ad essere stato sconfitto, crediamo sia legittimo pensare che certe maggioranze sono possibili anche sulle droghe, tra i vari argomenti che sono stati trattati in quella campagna elettorale… con un problema non secondario: lo schieramento proibizionista ha perso in Emilia Romagna ma ha trionfato in Calabria. Valutazione a cui occorre anche aggiungere che le estremizzazioni proibizioniste (tipo la citofonata di Matteo Salvini a casa di una famiglia tunisina ) ci sono state solo in Emilia Romagna. In Calabria, a parte le ordinarie affermazioni sulle droghe cattive e malefiche, invece, non abbiamo avuto queste estremizzazioni, ma “solo” delle eccellenti operazioni di polizia che hanno sgominato non pochi centri di smistamento dei narcos italiani… ma che tecnicamente confermano che di per sé non potranno mai estinguere la presenza di questa merce sul mercato nero.Per capire: le due cose sono sì l’aspetto di una stessa medaglia (la lotta alle droghe) ma, mentre la citofonata presuppone una eterna ed indistruttibile attività di sequestri, la legalizzazione apre ad un ridimensionamento dei sequestri (nel lungo periodo, visto che, per esempio, uno dei problemi che oggi ci sono in un Paese come il Canada dove è più di un anno che la cannabis è legale, è il contrasto e la valorizzazione del mercato legale rispetto a quello clandestino, che continua ad esserci – esentasse e di facile reperibilità – pur se in calo).Stiamo parlando delle tendenze della politica, cercando di leggere i fatti per capire come incastonare e far meglio comprendere agli scettici i vantaggi di una legalizzazione.
La breve conclusione a cui giungiamo è che con l’elettorato si può ragionare anche su cose che apparentemente sembrano difficili, e che in genere si pensa che vengano affrontate di pancia e non di testa. La legalizzazione delle droghe tra queste.Crediamo che il passo successivo non sia tanto di cercare di infilare in qualche provvedimento una qualche forma di legalizzazione (come è stato infelicemente tentato con insuccesso fino ad oggi), ma seguire una strada maestra, aperta, trasparente che porti a dibattere sulla questione in sé piuttosto che affidarsi ad espedienti che rendano di fatto legale ciò che oggi non lo è (pur se già depenalizzato, il ché ci rende un passo avanti rispetto ad altri contesti, anche europei).La lezione di cui abbiamo scritto sopra ci porta a queste valutazioni:
1 – le estremizzazioni non pagano, per proibizionisti e per legalizzatori;
2 – la sintonia con le forze dell’ordine è importante, perché la legalizzazione non porta magicamente alla fine dei narcos, dei traffici e del mercato nero.
3 – come storicamente è stato per altri proibizionismi (vedi alcool in Usa nel secolo scorso), per il superamento non basta un tratto di penna. Occorre onestà intellettuale da parte di entrambi gli schieramenti. Non minimizzare, non eccedere, non parlare per sentito dire, ma affidarsi alla scienza e al buon senso.
Le droghe oggi illegali, come tante altre sostanze legali (alcool e tabacco sono droghe…) con cui abbiamo a che fare ogni giorno, sono per alcuni mezzi di piacere, e non potranno mai essere cancellate. La proibizione ha aggravato la situazione (individuale, collettiva, sociale, sanitaria, politica ed economica: quel che accade in Messico valga come esempio), perciò occorre affrontare e sperimentare altri approcci. Come stanno facendo in Canada e Uruguay e in diversi Stati degli Usa. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Legalizzazione droga: E’ solo una resa dello Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2016

droga cannabis-vicino“La legalizzazione della droga non servirebbe assolutamente a nulla per combattere la criminalità, sarebbe solo un modo per mascherare l’ennesima resa dello Stato. Siamo veramente e profondamente scioccati dalle dichiarazioni di Raffaele Cantone a proposito della legalizzazione della droga.Lo siamo una volta di più perché dice di farle nelle sue vesti di padre, senza contare il fatto che è un magistrato e che occupa un ruolo di altissima responsabilità istituzionale, che non dovrebbe consentirgli di indulgere a proposte che, di fatto, porterebbero lo Stato ad ‘aprire’ per debolezza e per convenienza a compromessi dannosi per la salute pubblica”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, dopo le dichiarazioni di Raffaele Cantone, a capo dell’Autorità Anticorruzione, che ha detto di aver cambiato posizione rispetto alla proposta di legalizzare le droghe leggere e di essere ora a favore, soprattutto nelle sue vesti di padre.
“Legalizzare le cosiddette droghe leggere – insiste Maccari – non darebbe alcun serio colpo all’economia della criminalità che guadagna le cifre più consistenti con le sostanze cosiddette pesanti, e che comunque manterrebbe praticamente intatto il suo mercato illegale anche di cannabinoidi considerato che li venderebbe a prezzi inferiori e senza alcuna restrizione. Inutile dire che il solo ed unico risultato reale che si otterrebbe con la legalizzazione sarebbe di alleggerire un po’ il lavoro di procure e tribunali, che oggi combattono, o dovrebbero combattere senza sosta lo spaccio. Ed è altrettanto inutile sottolineare quanto ciò sia vergognoso, proprio come ogni indulto, ogni svuota carceri, ogni altro folle provvedimento che per alleggerire il carico di lavoro di un sistema ingolfato, inefficiente e senza mezzi, non fa che arretrare nelle sue responsabilità, nel suo ruolo, nella sua credibilità”.
“Da ultimo – conclude Maccari -, visto che siamo Poliziotti e molti di noi anche padri, non possiamo che tornare a rilevare quanto certe dichiarazioni abbiano il brutto tanfo di una sorta di incertezza e di una specie di timore di essere inadeguati rispetto al proprio ruolo genitoriale. Se il fenomeno dell’uso delle droghe leggere è sempre più diffuso fra i giovanissimi, ciò dovrebbe indurre una seria riflessione sulla capacità di educare in un certo modo i propri figli e di fornirgli determinati ‘mezzi’ per affrontare una realtà sempre più complessa e subdola, non cadere nel solito tranello di dover considerare come ‘normale’ una cosa che è sbagliata e che non dovrebbe trovare spazio in un contesto sano e sicuro. Non è che se una cosa sbagliata è molto diffusa allora diventa giusta. Sbagliata è e sbagliata resta. E l’unica vera risposta dovrebbe essere combatterla con sempre maggiore determinazione”.

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Legalizzazione Cannabis

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 luglio 2016

droga cannabis-vicinoOggi 25 luglio 2016, il Dj Aniceto, uno dei dj piu’ impegnati nel sociale, già membro della Consulta per le politiche antidroga a palazzo Chigi, testimonial antidroga in tv anche con Piero Chiambretti e con quasi 20 anni di esperienza nella prevenzione della tossicodipendenza, ribadisce il proprio assoluto disappunto e la propria assoluta contrarietà.
Non usa mezzi termini il DJ ANTISBALLO: “Sapere di una discussione in Parlamento sulla legalizzazione delle droghe leggere, mi ha profondamente indignato, è stato come ricevere un violento schiaffo in faccia! Una persona sana non pensa a vendere la droga legalmente o illegalmente ma ad evitare in tutti i modi il diffondersi di questa piaga sociale” – ha affermato Aniceto, “Ma da chi siamo governati? Dai Pokemon? Si fa tanto per debellare la piaga della droga” – continua Aniceto – “E poi bastano proposte di legge ‘oscene’ come queste, per vanificare in un’attimo, l’impegno di tanti operatori che quotidianamente si impegnano in questa che, ormai, può essere definita una vera e propria missione a favore della vita. La legalizzazione ha l’unico scopo di risolvere un problema di ordine economico. Ma lo StaTo non può essere una banca o ancora peggio una volgarissima agenzia di scommesse. Lo stato non può abbandonare i giovani a loro stessi ridicolizzando i rischi di una sostanza stupefacente, ma deve assumere un ruolo educativo. La legalizzazione è un cattivo messaggio al mondo dei giovani, la trasgressione si sposterà in avanti, verso altre frontiere. Se la cannabis diventa legale, allora la trasgressione sarà farsi una pippata di cocaina! La libertà delle idee è importante, fondamentale, ma divulgare questi messaggi in contesti dove si dovrebbero invece, discutere in modo assolutamente negativo temi come quelli delle droghe e che interessano il futuro morale e fisico delle nuove generazioni assolutamente no! I giovani italiani non sono abbastanza maturi per affrontare seppure una piccola legalizzazione. Sarebbe come invitare Lucignolo sull’albero della cuccagna. Ricordiamo e gridiamo invece con tutte le nostre forze invece che tutte le droghe, leggere e pesanti, danneggiano gravemente la salute, in maniera irreversibile, condizionando negativamente la vita dei ragazzi e di conseguenza anche quella delle loro famiglie!”

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Legalizzazione prostituzione

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2010

Dichiarazione della Senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicali/Pd Sono sempre stata dell’idea che sia necessario intervenire a livello normativo per un pieno riconoscimento dell’attivita’ di prestazione di servizi sessuali e remunerati tra persone maggiorenni consenzienti. Più volte ho proposto al Parlamento di affrontare la questione: l’ho fatto con la presentazione di un disegno di legge ed ora con un emendamento alla manovra economica sottoscritto anche dai senatori Emma Bonino e Marco Perduca: legalizzare significa anche e soprattutto regolarizzare in termini economici l’attivita’ meretricia, che potra’ essere svolta in forma autonoma, dipendente o associata. Con un semplice calcolo approssimativo, su 70mila prostitute presenti nel nostro Paese (50% straniere, 20% minorenni) per 9 milioni di clienti, costo medio per prestazione di 30 euro -con ampia approssimazione per difetto-, con un giro d’affari di 90 milioni al mese,  oltre un miliardo l’anno. Naturalmente se leviamo a questo miliardo le minorenni e le straniere irregolari si arriverebbe alla cifra di 300 milioni di euro annui per un totale di aliquota al 26% di 80 milioni di euro annui. Cifra che spero il Parlamento non sottovaluti anche perchè -ripeto- si tratta di stime assolutamente al ribasso. Inoltre, da un tale provvedimento sarebbe notevole anche il risparmio in termini di risorsa lavoro da parte di forze di polizia e magistratura, che non dovrebbero più impegnarsi nel contrasto ad una prostituzione legalizzata e sottoposta a regime fiscale, e potrebbero concentrarsi con più efficacia nel contrasto dello sfruttamento della prostituzione anche minorile, ed altre tipologie di crimine. E non ci si scandalizzi sul fatto che l’attivita’ possa essere tassata visto che gia’ oggi accertamenti fiscali e redditometri nei fatti lo fanno. Se fosse legalizzata ci sarebbero non solo doveri pagare le tasse- ma anche diritti: assistenza sanitaria, previdenziale, ecc.

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