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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘legge bilancio’

Legge bilancio: Scuola, taglio di un miliardo per mancata copertura degli stipendi dei 40 supplenti di sostegno nel 2020 e 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Altro che trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto come annunciato da diversi esponenti della maggioranza giallo-verde, mentre Anief continua a vincere al Tar ottenendo le ore negate agli studenti, risarcimenti per le famiglie e condanne alle spese legali dello Stato. Come si evince dalla tabella 7 allegata alla Legge di stabilità, se per il 2019 sono iscritte le risorse per pagare i 40 mila insegnanti in deroga, queste risorse scompaiono per i due anni successivi. E intanto un alunno su quattro con handicap certificato dovrà ritrovarsi un nuovo insegnante sempre precario, perché il problema della continuità didattica non si risolve assegnando un docente per tutto il ciclo di studi o bloccando i trasferimenti, ma assumendo nei ruoli quelli che servono, l’attuale 30% chiamato ogni anno al termine delle attività didattiche per esigenze di cassa.
La Legge di bilancio, approvata dalla Camera, porterà tagli importanti nei confronti dell’istruzione pubblica per il 2020 e 2021 dopo gli aumenti delle risorse per il 2018 e 2019: se si guarda al piano di lungo corso della manovra, la scuola “avrà investimenti ridotti da 48.3 a 44.4 nel giro di tre anni: meno per l’istruzione primaria (da 29.4 a 27.1), meno per la secondaria (da 15.3 a 14.1 miliardi)”, scrive la stampa specializzata. Nella tabella del Miur allegata al bilancio si evince un risparmio di spesa concentrato sul personale destinato al sostegno: nel primo ciclo, infatti, si passa dai 3.489 milioni del 2019 ai 3.079 del 2020 e ai 2.457 del 2021; stesso trend nel secondo ciclo dove la spesa prevista scenderà da 1.454 milioni del 2019, a 1.317 del 2020 e a 1.108 nel 2021. E a niente valgono le rassicurazioni dei Presidenti delle VII Commissione parlamentare. Perché se è vero che le risorse sono aumentate rispetto ai tagli del PD per il 2018 e il 2019, è innegabile che le stesse siano state tagliate dal Tesoro per il biennio successivo per evitare l’esercizio provvisorio e la procedura d’infrazione sui conti pubblici. Al di là delle rassicurazioni, servono impegni ben precisi del Governo perché se no nella legislazione vigente salteranno 40 mila cattedra su posti in deroga di sostegno dal 2020, il contrario di quello che avrebbe voluto fare l’attuale maggioranza, cioè la stabilizzazione degli organici. La riduzione riguarda anche i fondi per i docenti di sostegno: 1 miliardo nella scuola primaria, 300 in quello secondario. Queste sono cifre al di là degli intenti che dovranno essere recuperate già da domani se non si vorrà ledere il diritto all’istruzione di 80 mila alunni con handicap certificato, uno su quattro.

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La legge di bilancio cambia le abilitazioni all’insegnamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Con la manovra, si supera il decreto legislativo 59/2017 applicativo della riforma Renzi-Giannini: già come il 2019 il concorso a cattedra diventerà abilitante, così il docente di ruolo potrà utilizzare il titolo o per una nuova immissione in ruolo o per richiedere la mobilità professionale, quindi per il passaggio di ruolo o di cattedra. Il giovane sindacato ritiene che i corsi abilitanti debbano essere sicuramente attivati. E anche che ciò debba avvenire non solo per il personale docente di ruolo, ma pure per quello precario. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), alla luce delle diverse decine di migliaia di posti vacanti in organico di diritto e della prossima riforma del reclutamento, diventa sempre più importante introdurre nel breve periodo una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dall’algoritmo ‘impazzito’, ma anche avviare dei corsi abilitanti per il personale docente già assunto. Inoltre, questi corsi dovrebbero essere rivolti anche ai colleghi precari: in questo modo, si potrà favorire una sorta di passaggio di ruolo per tutti i supplenti che detengono i titoli utili al cambio di disciplina d’insegnamento.

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Legge di bilancio 2019: Approvata stabilizzazione in due anni di 12 mila LSU

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 dicembre 2018

Anief avvia i ricorsi per gli altri 40 mila Ata non assunti La manovra di fine anno prevede la trasformazione dei contratti a tempo pieno per i primi 226 lavoratori Ata della scuola ex Co.co.co. su 789 lavoratori che hanno già partecipato alla procedura selettiva; inoltre, passa l’emendamento che permette a 11.552 lavoratori socialmente utili, soprattutto del Sud e della Sicilia, di essere gradualmente immessi in ruolo. Se Anief può essere contenta della fine della esternalizzazione dei servizi dietro conferma nei ruoli del personale con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, lo stesso sindacato non può tacere sulla discriminazione verso tutto il personale Ata che ha svolto le stesse funzioni, quelle primarie in orario di servizio, per 36 mesi senza la stessa procedura straordinaria di immissione in ruolo: ci sono 46 mila collaboratori scolastici e assistenti tecnici e amministrativi che da anni attendono la stabilizzazione. Non è possibile innescare una guerra tra lavoratori che svolgono lo stesso servizio e meritano il medesimo trattamento. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questa decisione diventa incredibile dal momento in cui la Curia Europea ci chiede si stabilizzare il personale a tempo determinato, ma lo Stato italiano risponde di no per adottare una normativa a parte, che oggi punisce soltanto gli Ata che da anni portano avanti le nostre scuole. Per questi motivi, il sindacato invita il personale Ata precario ancora non immesso in ruolo a ricorrere per rivendicare l’immissione in ruolo e adeguati risarcimenti danni.

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Legge bilancio: via libera a incentivi auto elettriche

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“Il via libera di un emendamento alla legge di Bilancio che prevede agevolazioni per chi acquisterà e immatricolerà in Italia un’autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano, è un fatto positivo. Fratelli d’Italia aveva già presentato nel decreto fiscale un emendamento in tal senso, e quindi non possiamo che salutare favorevolmente una simile misura, che oltre a contribuire al rinnovamento del parco automobilistico, con riflessi positivi sull’ambiente, consentirà anche di incentivare un mercato in grossa difficoltà. Non siamo però d’accordo sulla previsione, sempre nello stesso emendamento, di tassare e punire chi invece acquisterà un’auto non ecologica. Una misura che rischia di colpire coloro che, non avendone le possibilità economiche, saranno costretti a comprare un’automobile meno performante. Una logica che noi, da sempre a sostegno della riduzione della pressione fiscale, non possiamo accettare. Così come non possiamo accettare un modo di lavorare quanto meno stravagante della maggioranza che, da un lato, tende a bocciare i nostri emendamenti e, dall’altro, si dimostra pronta a presentarne di simili, approvandoli. Come accaduto in questo ultimo caso. Peccato, però, perchè se in questo specifico caso la maggioranza ci avesse dato ascolto, appoggiando il nostro emendamento, gli incentivi sarebbero già in vigore, visto che il dl è stato approvato in via definitiva”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Farmacie: Lettera aperta al Governo sulla Legge di Bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Riceviamo e rilanciamo: “Egregio Presidente Conte, Onorevoli Ministro Di Maio e Ministro Salvini. In rappresentanza delle società che investono e gestiscono libere farmacie sul territorio italiano, desideriamo esprimere con questa lettera un segnale di allarme.
Il subemendamento alla Legge di Bilancio per il 2019, depositato dall’Onorevole Giorgio Trizzino del Movimento 5 Stelle nella mattinata di lunedì 3 dicembre 2018 costituirebbe un passo indietro fondamentale rispetto all’evoluzione del settore delle libere farmacie creando al contempo una grave incertezza del quadro normativo tale da minare la capacità di stimolare e attrarre investimenti anche in altri settori.Il subemendamento va infatti in direzione opposta rispetto a un trend che, come già successo a livello globale, vede le farmacie evolversi ed arricchirsi (in termini di offerta, di servizi aggiuntivi, di fruibilità e di accesso digitalizzato) sotto la gestione di soggetti specializzati capaci di investire e valorizzare le professionalità che offre il settore al fine di garantire migliori servizi e facilità di accesso ai cittadini, e di raccogliere le nuove sfide proposte dalla stessa Amministrazione Pubblica (si pensi al Piano Nazionale della Cronicità) e rispondere a queste in senso fattuale e concreto.Realtà come le nostre, società italiane e multinazionali, hanno deciso di investire sul tessuto produttivo nazionale creando e mantenendo migliaia di posti di lavoro, ed hanno già messo in campo grandi impegni e forti investimenti, palesemente non tenuti in considerazione dal subemendamento suddetto.Sono oltre 300 le farmacie che rischiano di non essere più sostenute da una società a seguito di questo provvedimento, oltre 1.500 i posti di lavoro che sarebbero in grande rischio, e ammontante a circa 500 milioni di Euro il fatturato aggregato delle aziende del settore che andrebbe irrimediabilmente a contrarsi, con gravi effetti anche sulla contribuzione all’erario”.

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Legge bilancio: La VII Commissione della Camera dice sì all’emendamento M5S che incrementa forse di soli mille posti il tempo prolungato alla primaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Per il giovane sindacato ne servirebbero altri 80 mila: la metà per il tempo pieno e gli altri per ritornare alla riforma ante Gelmini su insegnamento per moduli, con il docente specialista in lingua inglese, a cui aggiungere i maestri specializzati in educazione motoria. Non serve annunciare bei disegni di legge sui social se poi ci si infrange contro i paletti della legge di stabilità. Si creano aspettative inutili per famiglie, docenti e Ata, salvo poi scontrarsi con delusioni più cocenti. Basterebbe approvare gli emendamenti suggeriti da Anief e correlati dalle dovute copertura finanziarie, peraltro, in alcuni casi riprese proprio dalle proposte di legge già presentate. Mille posti in più per il tempo pieno sono pioggia nel deserto. Ora, con l’aumento proposto nella manovra dal primo partito di Governo, non basterebbero 20 anni per allargare il tempo pieno in tutti gli istituti primari d’Italia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): dopo tanti annunci sul tempo pieno al Sud, rispetto ai 40 mila posti da attivare, pensarne soltanto, forse, mille significa non risolvere il problema degli organici, né dei gap dei numeri che penalizzano il Meridione su livelli di apprendimento, tasso di disoccupazione e abbandono scolastico, che in certe zone raggiunge quasi il 50%, vero preludio al triste e inarrestabile fenomeno dei Neet.

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Legge di bilancio: Emendamento Anief per accordare il salario minimo di cittadinanza ai dipendenti pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

Il giovane sindacato chiede di dirottare 4,8 dei 6,8 miliardi previsti nel Fondo per il reddito minimo di cittadinanza ai 3,3 milioni di dipendenti della pubblica amministrazione, al fine di ancorare i loro stipendi base all’inflazione cresciuta nell’ultimo decennio di 4,5 punti rispetto agli aumenti preventivati. I 540 euro lordo Stato e lordo dipendente, infatti, già previsti dalla stessa manovra economica per il 2019, pur sbloccando l’indennità di vacanza contrattuale, non tengono conto dell’aumento del costo della vita registrato dal 2010. Con tale modifica, scrive il sindacato nella motivazione della modifica di cui si è fatto tramite, “si dispone il riallineamento degli stipendi attraverso l’integrale recupero, in percentuale, del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat, superiore al 20%”.

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Legge di Bilancio, M5S e Lega chiedono 1.200 docenti primaria in più al Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

I partiti di maggioranza fanno a gara per far conoscere le loro richieste di modifica al disegno di legge sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” AC n. 1334 e fanno sapere già da subito che potrebbero trovare il consenso del Ministero dell’Economia. Per la maggiorazione del tempo scuola nel Meridione, fanno sapere, servirebbero circa 45 milioni di euro. Secondo il giovane sindacato, la cifra impegnata per un’operazione così rilevante la dice tutta sulle priorità che si è dato il governo: siamo dinanzi all’ennesima manovra-spot. Marcello Pacifico, presidente Anief: 30 mila posti in più avevamo nel 2010. Solo per il Sud, ora servono altri 100 mila posti per ampliare gli organici differenziati. O si ha il coraggio di osare, come si è deciso di fare nella manovra economica 2019 finanziando 15 miliardi per il reddito di cittadinanza e l’anticipo pensionistico, oppure è meglio tacere.

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La Legge di Bilancio riforma il reclutamento degli insegnanti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Nell’ultima versione del testo che oggi verrà consegnato alle Camere, spuntano nuove importanti norme: tra queste figura anche il nuovo sistema di selezione e formazione dei docenti, che darà una “spallata” importante alla Buona Scuola di Renzi, a partire dal modello formativo triennale del FIT, riservato ai vincitori di concorso, che si trasforma in “Percorso annuale di formazione iniziale e prova”. Addio anche al concorso riservato ai precari non abilitati con 36 mesi, i quali potranno accedere solo al 10% dei posti del nuovo concorso ordinario, con due prove scritte e una orale. Si impone anche il vincolo di mobilità quinquennale dei neo-assunti e scompare la titolarità per ambito territoriale. Niente idonei per il sostegno, ma graduatorie biennali per i soli posti banditi con scritto e orale. Anief plaude alla riduzione ad una annualità del percorso triennale del Fit e al ritorno ai concorsi abilitanti, ma denuncia l’abbandono di 200 mila precari storici con la percentuale di posti loro riservati davvero irrisoria. Pertanto, saranno fatti presentare emendamenti in Parlamento, al fine, tra le altre cose, di riaprire le GaE agli abilitati, far estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, se esaurite, stabilizzare i precari sui posti vacanti e disponibili, far cadere il vincolo di 5 anni per i neo-assunti. Ci si chiede, poi, che fine hanno fatto gli investimenti per l’aumento del tempo pieno al Sud, rideterminare il rapporto alunni-docenti, ripristinare insegnamento per moduli nella primaria, dell’inglese e dell’educazione motoria, dell’insegnamento del diritto alle superiori.

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Legge di bilancio e interventi a sostegno della famiglia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

“Fratelli d’Italia attende di leggere i provvedimenti, ed in particolare il Def, per valutare la politica del governo a sostegno della famiglia. Abbiamo votato favorevolmente all’istituzione del ministero per la Famiglia e la disabilità, ma non siamo disponibili ad assistere al suo fallimento. La famiglia, insieme ai giovani ed alle donne, continua ad essere il grande assente della politica nazionale ed al di là degli annunci in questi primi mesi di governo abbiamo visto ben poco. Fratelli d’Italia ribadisce la strategicità delle politiche per la famiglia a partire dall’istituzione di un reddito d’infanzia, consistente in un assegno mensile per ogni minore a carico, alla previsione di specifiche agevolazioni fiscali accompagnate da incentivi alle imprese che assumono neomamme e giovani donne. Misure unite al pieno riconoscimento dei caregiver familiari, al potenziamento degli strumenti di conciliazione famiglia-lavoro e asili nido gratuiti e a tempo pieno. Interventi che riteniamo debbano trovare spazio all’interno della prossima legge di Bilancio, le cui risorse certamente non vanno impegnate per iniziative dal carattere puramente assistenziale, come il reddito di cittadinanza”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, a margine del Question time a Palazzo Madama.

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L’irriverente nella palude della legge di Bilancio 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 2 gennaio 2018

pier-carlo-padoanVediamo un po’ questa legge di bilancio del 2018. Hanno detto e scritto in questi anni che le leggi devono essere comprensibili a tutti. Ma noi, che siamo irriverenti, per DNA non ci fidiamo e cerchiamo sempre il pelo nell’uovo. Dopo una tentativo sofferto di lettura e comprensione, dopo esserci coperti le dita coi tanti peli ritrovati nell’albume del nostro uovo, ci siamo resi conto che la navigazione era tutt’altro che semplice. Uno stagno di palude, con correnti sotterranee e bisce e serpenti sott’acqua pronti ad agguantare i nostri piedini immersi ingenuamente senza protezione. Uno stagno con tronchi galleggianti. Liane pendenti che spesso dovevano essere tranciate con un macete per consentirci di proseguire. Piantine di dubbia e sconosciuta salubrita’. Corpi galleggianti di animali di ogni tipo soprattutto umani, scansati da esperti nuotatori che con maschera e boccaglio raccattavano commi ricercati, commissionati e previsti, per infilarli in sacchetti a tenuta stagna si’ da portarli nei singoli collegi. Stavamo cominciando a farci occhio, braccia e orientamento, forti di una leggera imbarcazione di cui nel frattempo ci eravamo muniti, su cui tiravamo sopra tutto cio’ che ci appariva degno di menzione e smembramento per darlo poi in pasto -con le nostre schede pratiche- agli ingenui contribuenti desiderosi di essere cittadini e contribuenti che raccolgono i frutti del proprio impegno civico…. Ma ci siamo imbattuti in un 7-bis di un punto c) di un comma 75 dell’art.1 (1), e abbiamo deciso di buttare i remi in barca:
Art 1, comma 75 c) dopo il comma 7 e’ aggiunto il seguente: « 7-bis. Le disposizioni degli articoli 291-bis, 291-ter e 291-quater del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, si applicano anche con riferimento ai prodotti di cui ai commi 1 e 1-bis del presente articolo, ad eccezione dei dispositivi meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio, secondo il meccanismo di equivalenza di cui al comma 1-bis. Si applicano altresi’ ai medesimi prodotti di cui ai commi 5 e 5-bis del presente articolo le disposizioni degli articoli 96 della legge 17 luglio 1942, n. 907, e 5 della legge 18 gennaio 1994, n. 50». Chiaro tutto? Siamo noi che non sappiamo navigare in palude? O forse non vogliamo rassegnarci a vivere in palude.http:// http://www.altalex.com/documents/news/2017/12/30/legge-di-bilancio-2018-co0100 Nota. Ringraziamo il quotidiano Italia Oggi del 02/01/2018 per averci ispirato.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Legge di bilancio: occasione mancata per la scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 dicembre 2017

senatoDa Palazzo Madama è arrivato il via libera al testo definitivo della Legge sul Bilancio di previsione dello Stato per il 2018. Per la scuola tanto fumo e poco arrosto. A partire dalla trasformazione delle cattedre di fatto in cattedra di diritto, utili per mobilità e immissioni in ruolo. A fronte delle circa 18mila finanziate per i prossimi anni, ne mancano all’appello almeno 40mila su sostegno. Fumata nera anche per le risorse per il rinnovo del contratto. I 60 milioni in più raschiati negli ultimi giorni serviranno per la costituzione di un fondo per la valorizzazione del merito. Come dire: poco e solo per pochi. Male anche la bocciatura del doppio emendamento per l’ammissione dei ricorrenti 2011 e 2015 al corso intensivo per accesso al ruolo di Dirigente scolastico.
Sul fronte Ata viene superato il divieto di conferire supplenze per la sostituzione di assistenti tecnici e amministrativi, introdotto dalla legge 190/2014, ma solo dopo il trentesimo giorno di assenza. Non cambia nulla, invece, sul versante dei collaboratori scolastici, per i quali il divieto di sostituzione rimane. In arrivo nel 2018, dopo anni di attesa, il concorso per DSGA.Unica nota positiva, l’eliminazione del vincolo allo scorrimento delle graduatorie di merito del concorso docenti 2016 fino al limite aggiuntivo del 10% dei vincitori, che impediva agli idonei collocati oltre tale limite di poter ottenere la nomina in ruolo. Una norma illogica contro cui Anief aveva già ottenuto ragione in tribunale. Prorogata di un anno, inoltre, la validità delle GM del Concorso 2016.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La Legge di Bilancio così come approvata dal Senato purtroppo rappresenta un’occasione mancata. In questi mesi abbiamo più volte sentito la Ministra Fedeli parlare della necessità di valorizzare la professione docente, addirittura raddoppiando gli stipendi. Constatiamo con amarezza che la realtà è un’altra, fatta com’è solo di poche luci e molte ombre. Ma con Anief ai tavoli di contrattazione, una volta raggiunta la rappresentatività, la storia cambierà.

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Legge di bilancio o mercato delle vacche?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 dicembre 2017

camera deputatiDichiarazione congiunta degli onorevoli Alberto Giorgetti, Lorena Milanato, Rocco Palese e Stefania Prestigiacomo, deputati di Forza Italia:“Destano grande preoccupazione le assurde e inaccettabili modalità con le quali stanno proseguendo i lavori in Commissione Bilancio alla Camera dei deputati in merito all’esame della cosiddetta manovra. Stiamo assistendo, sempre più sconcertati, ad una situazione di caos totale.Continua l’assalto alla diligenza, continuano le mance e le marchette, con l’approvazione irresponsabile di emendamenti legati solo ed esclusivamente ad interessi particolari, a vantaggio, di volta in volta, di specifiche categorie. Un vero e proprio mercato delle vacche.Governo e maggioranza continuano ad istruire nuovi fascicoli, su temi non esaminati sino ad ora, prolungando i lavori in modo indeterminato. Si prosegue stravolgendo i principi della legge di bilancio, attraverso l’inserimento di contenuti assolutamente eterogenei e non rispondenti alle caratteristiche previste dalla legge di contabilità e di finanza pubblica. All’interno del testo continuano ad essere infilati interventi ordinamentali, microsettoriali e inadeguati a fornire un quadro complessivo di finanza pubblica coerente, così come richiesto dalla disciplina vigente.Pertanto si stanno minando le fondamenta dei conti pubblici, con enorme danno per il Paese e per i cittadini italiani, lasciando in eredità al prossimo governo una situazione grave. Di tutto questo si dovranno assumere le responsabilità Gentiloni, Renzi, il ministro Padoan e il Partito democratico”.

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Legge di Bilancio: comparto immobiliare dimenticato dal Governo

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 dicembre 2017

casa-vivaBocciando l’estensione della cedolare secca alle locazioni commerciali, la Commissione Bilancio del Senato affossa ancora una volta il settore immobiliare”. Lo ha dichiarato in una nota, Paolo RIGHI, Presidente di CONFASSOCIAZIONI IMMOBILIARE.“Il Governo ha perso una ulteriore occasione – ha continuato il Presidente RIGHI – per dare un segnale positivo al comparto dell’immobiliare. Gli investimenti privati nei locali commerciali sono fermi da anni a causa dell’alta tassazione e di contratti ormai obsoleti che non permettono alla proprietà e all’inquilino di modulare i canoni in base all’andamento dell’economia. Siamo l’unico Paese in Europa che vede i prezzi dell’immobiliare ancora in calo, mentre gli altri Stati possono vantare percentuali di aumento dei prezzi e delle transazioni a due cifre”
“La proroga di due anni della cedolare secca al 10% per i canoni concordati non soddisfa le associazioni del comparto Real Estate. Come è possibile – ha affermato Paolo RIGHI – pensare di poter prorogare solo per due anni una condizione di favore su contratti di durata quinquennale?”. “Dopo aver ulteriormente danneggiato gli operatori del comparto – ha concluso il Presidente di CONFASSOCIAZIONI Immobiliare – imponendogli di diventare sostituti d’imposta in caso di riscossione dei canoni sulle locazioni brevi e penalizzando di fatto il mercato delle locazioni turistiche, ora si assiste all’ennesimo colpo inferto all’immobiliare”.

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Legge di Bilancio al Senato: per la scuola il piatto piange

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

senatoHa preso il via ieri l’ultimo atto di una legislatura che al comparto ha dato una riforma mai “digerita” e risorse col contagocce. Fino all’ultimo momento, visto che nella stessa legge di fine anno si stanno inserendo in itinere nuovi fondi per coprire il miserevole aumento di 85 euro medi da assegnare ai dipendenti pubblici, compresi i lavoratori della scuola che sono i meno pagati della PA. Stanziati 1,65 miliardi aggiuntivi per garantire agli statali gli aumenti medi di 85 euro al mese, in modo da garantire incrementi retributivi del 3,48%. Tali risorse aggiuntive permetteranno anche di alzare le soglie di reddito per ottenere il bonus Irpef da 80 euro in modo da salvaguardare gli 80 euro dei dipendenti pubblici, che con il rinnovo del contratto supererebbero le soglie ad oggi vigente. L’operazione conferma tutti i dubbi posti dall’Anief sull’incompleta copertura degli 85 euro per ogni dipendente pubblico e sulla mancata volontà di portare le buste paga degli statali almeno al livello dell’inflazione che è schizzata in avanti quasi del 15 per cento. I fatti, non gli slogan, stanno ancora una volta dando ragione al giovane sindacato. C’è amarezza poi per la mancata perequazione stipendiale “esterna” dei dirigenti scolastici, come non c’è traccia delle annunciate assunzioni del personale Ata, né del concorso per Dsga, né tantomeno delle immissioni in ruolo a favore dei maestri d’infanzia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Si conferma l’inadeguatezza delle risorse sinora messe in campo dal Governo. Tra l’altro, considerando che la maggior parte degli ultimi fondi serviranno per evitare la beffa di vedersi togliere gli 80 euro di bonus fiscale del Governo Renzi, per gli effettivi aumenti di tutto il personale rimarrà ben poco. Quindi, il passo compiuto dal Governo rimane davvero piccolo: 1,1 milione di docenti e Ata hanno diritto non ad elemosine.

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Legge di Bilancio 2018: Ancora proroga per le detrazioni fiscali edilizie. Servono?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 novembre 2017

ministero-finanzeAccendo il pc, “sfoglio” i giornali on-line e tra le prime cose che leggo c’è la firma di Mattarella sul DDL della futura Legge di Bilancio, il cui testo già circola in rete.E tra le proroghe certe, ormai immancabili, ci sono pure quelle sulle detrazioni fiscali per interventi edilizi. Per carità, di certo non c’è niente finché la legge non verrà approvata, ma alcuni “zuccherini” sono immancabili. Spenderò 10.000,00 euro per la ristrutturazione straordinaria di casa? Se il spenderò nel 2018 (com’era per il 2017 e per qualche anno precedente) avrò la possibilità di detrarre dalle tasse 5.000,00 euro. Tutte assieme? Naturalmente no! 500 euro l’anno per dieci. Per mille euro di spesa straordinaria, 100 euro l’anno. Per 500 euro, 50 euro l’anno. E se facessi tutto in nero? Magari l’impresa mi costerebbe un po’ meno, che so io, due o tre mila euro in meno? Cosa mi conviene di più? Mi sento preso un po’ in giro. Compro una casa e pago le tasse, per viverci dentro pago le tasse, per ristrutturarla pago le tasse e se la lascio andare in malora pago le sanzioni. Qual è il senso della detrazione? A che cosa serve veramente? Miprendono in giro? Forse faccio meglio a fare da me…e poi penso non sarebbe meglio stabilire che sui soldi che si spendono per tenere bene la casa in cui si vive non si pagano le tasse, (nemmeno l’IVA)?Fu detto, qualche tempo fa, che era intenzione del Governo “mettere mano al sistema delle detrazioni” per razionalizzarlo e renderlo migliore. Le elezioni sono vicine, però: e forse non è più tempo; o non è mai tempo. (Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc)

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“Legge di Bilancio 2018: chi l’ha vista?

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 ottobre 2017

padoanSe lo stanno chiedendo in molti, dal momento che sono circolate diverse bozze ufficiose, riportate dalla stampa nazionale, ma il testo ufficiale ancora non si è visto, forse perché semplicemente non esiste. La prima domanda che viene da fare al premier Gentiloni e al suo fedele ministro Padoan è, quindi, la seguente: cosa ha approvato il Consiglio dei Ministri nella riunione del 16 ottobre scorso? Il testo finale con il dettaglio dei dati sulle spese e sulle entrate o soltanto una bella lista di intenzioni? Sarebbe molto grave se i ministri del Governo avessero votato il budget dei loro ministeri senza neanche aver visto i numeri che li riguardano. Così, a scatola chiusa. Ad avvalorare il dubbio che il testo della manovra non esista ancora è il fatto che questo non è ancora giunto in Senato, nonostante il termine previsto per la sua presentazione fosse fissato per venerdì 20 ottobre. A cosa è dovuto questo ritardo?La mancanza di un testo definitivo risulta essere ancora più inspiegabile se si pensa che in data 16 ottobre il Governo aveva inviato, come da suo obbligo, il “Draft Budgetary Plan” alla Commissione Europea, in tempo utile perché questa lo potesse esaminare, inviando le proprie eventuali osservazioni entro il prossimo Novembre. Non sarà che l’Esecutivo ha inviato una manovra che non corrisponde a quella finale che verrà approvata, con il chiaro tentativo di nascondere alla Commissione le reali misure? Un’altra anomalia di questa vicenda riguarda il ruolo che sta svolgendo la Ragioneria Generale dello Stato. Scorrendo le bozze della manovra si legge, infatti, che alcune misure sono ancora “sub judice”, ovvero in attesa dell’approvazione o della scrittura da parte della RGS. Ci chiediamo quindi chi si stia occupando della scrittura del testo: gli uffici del MEF o la RGS, il cui ruolo dovrebbe essere quello di monitorare imparzialmente la compatibilità delle misure economiche scelte dal Governo con le risorse disponibili? Inoltre, cosa dirà la suddetta Ragioneria a proposito delle coperture aleatorie e fantasiose, soprattutto quelle relative alla “lotta all’evasione”, pensate dal Governo solo per far passare la Legge di Bilancio, pur sapendo che non porteranno gettito? Le boccerà come previsto dalle rigide regole di contabilità pubblica o le bollinerà senza esitazioni per fare l’ennesimo piacere al suo Ministro? Infine, cosa dicono i tecnici del Quirinale e il Presidente della Repubblica Mattarella su questi ritardi? Solleciteranno, secondo il loro ruolo istituzionale, il Governo a rispettare i tempi previsti dalla legge e l’obbligo di fornire coperture adeguate? Ricordiamo che, secondo il riformato articolo 81 della Costituzione, ogni norma che introduca nuove spese deve indicarne la rispettiva copertura finanziaria. In base a questo articolo, il Presidente della Repubblica può rifiutare la firma di misure prive di copertura finanziaria”.

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Legge bilancio: Le “favolette” sui conti pubblici

Posted by fidest press agency su martedì, 17 ottobre 2017

palazzo chigi“Nella conferenza stampa di presentazione del disegno di legge di Bilancio, appena approvato dal Consiglio dei Ministri, il presidente del consiglio Paolo Gentiloni e il suo fedele ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ci hanno raccontato l’ennesima favoletta sui conti pubblici italiani e sui miracolosi effetti che la loro manovra, ancora tutta da discutere – lo ricordiamo – in Parlamento, produrrebbe sull’economia italiana. Il premier, in particolare, ha dichiarato, rispondendo alle nostre previsioni espresse qualche mese fa di una possibile sessione di bilancio lacrime e sangue, che la sua manovra sarà, invece, ‘snella e utile per la nostra economia’”.Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.”Il premier e il ministro – aggiunge – si sono poi lanciati in una serie di dichiarazioni entusiastiche, del tutto infondate, sulla totale assenza di nuove tasse all’interno del testo, sulla loro bravura nell’avere evitato l’aumento dell’Iva e nell’aver introdotto misure a sostegno della crescita, dell’occupazione giovanile, delle pensioni, delle crisi aziendali, della riqualificazione delle periferie e del rafforzamento delle misure di contrasto alla povertà e altro ancora”.”La realtà dei fatti, purtroppo – prosegue l’esponente azzurro -, è molto diversa da quella descritta. Innanzitutto, la manovra va analizzata tenendo in considerazione anche il decreto fiscale approvato settimana scorsa dal consiglio dei ministri e furbescamente lasciato fuori dal quadro della manovra. Se prendiamo in considerazione anche quel provvedimento, scopriamo che è proprio lì che si annidano le maggiori tasse, come quella imposta, nuovamente, sulla liquidità delle imprese, attraverso l’estensione del meccanismo dello split payment ai fornitori della pubblica amministrazione”.”Inoltre, il premier Gentiloni e il ministro Padoan – evidenzia Brunetta – non hanno voluto ammettere che, se non sono stati inseriti altri 10 miliardi di maggiori tasse nella manovra, questo è avvenuto soltanto per effetto del maggior deficit concesso loro dalla Commissione Europea. Il quale deficit, si badi bene, non è una “copertura” come vorrebbe far credere il Governo, ma semplicemente un buco di bilancio che dovrà essere ripianato con altro debito pubblico. Un atteggiamento irresponsabile, quello di effettuare l’ennesima manovra in deficit, nel momento stesso in cui il debito italiano ha raggiunto un nuovo record storico. Anche la dichiarazione di aver evitato l’aumento delle aliquote Iva come previsto dalla legislazione vigente – continua – è una grossa bufala, dal momento che tutti sono a conoscenza del fatto che la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia vale solo per l’anno 2018 e che il futuro governo sarà costretto a trovare nuove risorse per sterilizzarle anche nel 2019, probabilmente senza più la possibilità di ricorrere al maggior deficit necessario per evitare l’aumento, del quale hanno potuto godere gli ultimi due governi di centrosinistra”.”Come riportato dalla stampa nazionale, tolte le risorse necessarie per coprire l’aumento dell’Iva, per finanziare tutte le altre misure rimangono a disposizione soltanto poche centinaia di milioni. Davvero noccioline, se si pensa al reale costo necessario per supportare gli ambiziosi e velleitari piani del governo”.
“Forza Italia, come al solito, darà battaglia nel passaggio parlamentare, per evitare che venga approvata ancora una volta una stangata fiscale sulle imprese e per fare in modo di destinare maggiori risorse alle famiglie e imprese in difficoltà”, conclude Brunetta.

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Legge di bilancio: si prevede piena di mance

Posted by fidest press agency su domenica, 10 settembre 2017

palazzo chigi“La prossima Legge di Bilancio sarà piena di mance elettorali, e ancora una volta, per il terzo anno consecutivo, finanziata attraverso nuovo deficit, contando sul solito “sconto” concesso dall’Ue. Ciononostante, il rapporto deficit/Pil per il 2018 aumenterà comunque dall’1,2% previsto dal DEF dello scorso Aprile all’1,8%. L’aumento dell’indebitamento provocherà, poi, un ulteriore incremento del debito pubblico, che già ha toccato livelli record, e rimanderà ancora una volta quel pareggio di bilancio annunciato ogni anno dal Governo, che però mai arriva. Il continuo ricorso al deficit e al debito per finanziare le manovre ha minato fortemente la credibilità sia del Governo italiano, che si è mostrato incapace di garantire all’Italia una crescita stabile e duratura basata su riforme efficaci, sia della Commissione Europea che, nonostante continui a sbandierare la necessità di azzerare il deficit strutturale, utilizza la concessione della cosiddetta “flessibilità” nei conti pubblici come merce di scambio con l’Italia per assicurarsi vantaggi di natura politica su altre questioni di interesse europeo, come le politiche migratorie e la riforma dell’unione di bilancio. Le quali, una volta messi a tacere gli italiani con i loro sconticini, procedono a nostra insaputa e contro i nostri interessi. Bel risultato.”

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Legge Bilancio 2018 e risorse

Posted by fidest press agency su domenica, 6 agosto 2017

pier-carlo-padoanDichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia: “Il ministro Padoan ha ammesso che le risorse per la prossima Legge di Bilancio 2018 saranno ‘molto limitate’. Siamo lieti di leggere che il ministro sembra finalmente riconoscere lo stato di calamità nel quale versa il bilancio dello Stato, dopo che per anni è andato avanti ad illudere gli italiani facendo credere che i soldi per finanziare la lista delle promesse scritte nel Documento di Finanza Pubblica cadessero come la manna dal cielo.Noi correggiamo il ministro Padoan dicendo che le risorse a disposizione non sono ‘molto limitate’ ma non ci sono proprio. Per eliminare le clausole di salvaguardia sull’aumento delle aliquote IVA, mantenere tutte le promesse sul taglio del cuneo fiscale, il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, riempire i buchi di bilancio creatisi nel 2017 per via del fallimento delle misure di contrasto all’evasione fiscale, voluntary disclosure in primis, e delle mancate privatizzazioni (5 miliardi di euro solo nel 2017), nonché sostenere le spese militari per le quali siamo già impegnati, occorrerebbe infatti una manovra da 35-40 miliardi di euro. Soldi di cui il Tesoro non dispone nella maniera più assoluta.Così, il nostro ministro Padoan chiederà di nuovo al Commissario Moscovici l’ennesimo sconto sul deficit che questa volta però difficilmente gli verrà concesso. Prima di tutto perché l’Italia ha già beneficiato nel recente passato della flessibilità concessa dai trattati europei per terremoti e calamità varie, nonché per la grave crisi economica nella quale era piombata. Ora, i presupposti per giustificare lo sconto non ci sono più e quindi, per concederne un altro, la Commissione dovrebbe inventarsi qualche ‘circostanza eccezionale’ difficilmente individuabile.Secondariamente, uno sconto sul deficit renderebbe inattuabile il piano di rientro dal debito pubblico, che continuerebbe ad aumentare. Una eventualità che la Commissione Europea non può accettare, perché perderebbe la sua reputazione politica.
Terzo, bisogna considerare che le trattative sulla legge di bilancio avverranno negli stessi giorni del bilaterale tra il primo ministro Gentiloni e il presidente francese Macron sul delicato caso Fincantieri – Stx. Come potrà il nostro governo pretendere uno sconto dal francese Moscovici quando allo stesso tempo dovrà fare giustamente la faccia feroce con la Francia per portare a casa i cantieri di Saint-Nazaire?”.

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