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Posts Tagged ‘legge bilancio’

Scuola. Pubblicata la Legge di Bilancio 2020: per l’Istruzione un sostegno modesto

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2020

Nella Legge 27/12/2019, n.160 figurano 30 milioni di euro per il fondo unico nazionale destinato ai dirigenti scolastici; 11 milioni di euro per il potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica; un milione di euro per 2020, 2021 e 2022 per attività di formazione su bullismo e cyberbullismo; 2 milioni di euro per attività finalizzate all’innovazione digitale nella didattica; l’apertura a fondi specifici per l’edilizia scolastica per un totale di 70 milioni di euro; l’incremento di 31 milioni di euro del fondo per il diritto allo studio universitario; la trasformazione in organico di diritto di circa mille posti di sostegno oggi in deroga. Invece, nulla per il precariato, per le carriere del personale, per cancellare classi pollaio ed estendere il tempo pieno, solo per fare qualche esempio. Marcello Pacifico (Anief): Deluse le aspettative di chi insegna e degli alunni. La manovra finanziaria è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale: la Legge 27/12/2019, n.160, sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022”, ha trovato spazio sul supplemento ordinario n. 45 della Gazzetta ufficiale n. 304. Si compone di 19 articoli, corredati da centinaia di pagine di tabelle, ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2020. Le norme che riguardano la scuola sono contenute nell’articolo 1, a partire dal comma 255 e fino al 285. E la delusione è tanta. Fra le disposizioni più importanti del settore scolastico figurano lo stanziamento di 30 milioni di euro per il fondo unico nazionale destinato ai dirigenti scolastici; un fondo di 11 milioni di euro per il potenziamento della qualificazione dei docenti in materia d’inclusione scolastica; la concessione di un milione di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 per attività di formazione in materia di bullismo e cyberbullismo; l’aggiunta di 2 milioni di euro per attività finalizzate all’innovazione digitale nella didattica; l’apertura a fondi specifici per l’edilizia scolastica per un totale di 70 milioni di euro; l’incremento di 31 milioni di euro del fondo per il diritto allo studio universitario; la trasformazione in organico di diritto di circa mille posti di sostegno oggi in deroga. “Mancano, come abbiamo avuto occasione di segnalare più volte, finanziamenti necessari per ridurre il numero di alunni per classe o per estendere ulteriormente il tempo pieno nelle scuole delle regioni del sud”, commenta la rivista La Tecnica della Scuola. Ma per la Scuola mancano all’appello, aggiunge Anief, anche e soprattutto gli attesi finanziamenti utili agli aumenti contrattuali e per cancellare la piaga del precariato. Il suo presidente Marcello Pacifico commenta così: “Avevamo fatto presentare diverse proposte emendative a questa Legge di Bilancio, che però non sono state accolte. Servivano in primis delle risorse, utili a coprire almeno l’inflazione: non si possono prendere come riferimento gli stipendi europei e poi nemmeno recuperare il gap rispetto al costo della vita”. “Il fondo unico nazionale per i dirigenti scolastici, il potenziamento dei docenti in materia d’inclusione scolastica, l’incremento dell’attività di formazione su bullismo, cyberbullismo, innovazione digitale nella didattica e per il diritto allo studio universitario, i fondi specifici per l’edilizia scolastica, la trasformazione in organico di diritto di appena mille posti di sostegno su 60 mila in deroga non possono soddisfarci. Se non si investe sulla formazione, la sfida del domani è persa in partenza. Bisogna, a questo punto, pensare di rivedere l’approccio alla prossima manovra, perché siamo convinti che, oltre alle risorse, manca anche il giusto apporto culturale e l’adeguata sensibilizzazione ai problemi della scuola da parte di governanti e parlamentari. Noi – conclude Pacifico – continueremo la nostra azione, ancora più incisiva di prima, attraverso audizioni, incontri e partecipando a tutti le riunioni sindacali in qualità di organizzazione rappresentativa nazionale”.

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Nella Legge di Bilancio atti concreti per potenziare l’assistenza territoriale

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 dicembre 2019

“Grazie ai finanziamenti aggiuntivi previsti dalla Legge di Bilancio 2020, la sperimentazione della “farmacia dei servizi” acquista uno slancio ancora maggiore: non soltanto si amplia la partecipazione a tutte le 15 Regioni a statuto ordinario più la Sicilia, ma si prolunga la sua durata all’anno 2022. E’ senz’altro la prova che il nostro paese è seriamente impegnato a fare dell’assistenza sul territorio il perno per risolvere le criticità dell’assistenza sanitaria, ma anche la conferma del valore del progetto di evoluzione del ruolo del farmacista promosso dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti” dice il presidente della FOFI, Andrea Mandelli. Con la Legge di Bilancio 2020 (comma 524) si dispone infatti un’integrazione di risorse per gli anni 2021 e 2022 per un totale di 50,6 milioni di euro in aggiunta ai 36 stanziati nel 2017. “Anche in considerazione di quanto prevede il Patto per la Salute 2020-2021” prosegue Mandelli ”la farmacia di comunità ha la possibilità di dimostrare di poter essere realmente il punto di accesso al Servizio sanitario più capillare e un presidio capace di orientare il cittadino e di fornire prestazioni di prima istanza così come servizi cognitivi, capaci di rendere più efficace ed efficiente il processo di cura, in collaborazione con gli altri professionisti della salute”. Un aspetto sottolineato al Comma 525 della Legge, dove si sottolinea l’importanza del rapporto tra farmacisti, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta per costruire un accesso personalizzato al farmaco che garantisca, oltre a continuità e sicurezza all’uso del farmaco, il rispetto delle indicazioni del medico. “Si dimostra così l’importanza delle prestazioni del farmacista a supporto dell’aderenza terapeutica, di cui la Federazione aveva già dimostrato e fattibilità ed efficacia con il suo progetto I-MUR, ma anche di uno strumento come il dossier farmaceutico, che abbiamo a suo tempo ottenuto fosse un elemento costitutivo del Fascicolo sanitario elettronico”. Va dato atto al Ministro della Salute, Onorevole Roberto Speranza e alle Regioni, di aver riconosciuto le potenzialità della farmacia dei servizi per costruire una rete territoriale capace di prendere in carico il paziente, rispondere all’emergenza della cronicità e operare per un accesso alle cure il più possibile uniforme su tutto il territorio nazionale. “Rinnoviamo il nostro impegno a collaborare a tutti i livelli per la riuscita della sperimentazione” conclude Mandelli ”e sono certo che tutti farmacisti italiani sapranno cogliere questa opportunità storica, che è cruciale per la sostenibilità del nostro SSN e dalla quale dipende anche il futuro della nostra professione”.

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Gli editori e le misure urgenti per l’editoria contenute nella Legge di Bilancio

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

Per il Presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti “il riconoscimento dell’importanza dell’informazione da parte del Governo, del Parlamento e delle forze politiche, costituisce un importante stimolo per gli editori a continuare a svolgere il loro ruolo e ad essere “garanti” del rapporto fra le Istituzioni e i cittadini”. Riffeser, nel sottolineare l’importanza della condivisione delle forze politiche per un settore così importante per la democrazia, esprime l’auspicio che questa rinnovata attenzione prosegua con una Legge di sistema per l’editoria che affronti i temi della tutela del prodotto, della distribuzione e della pubblicità e possa avviare a soluzioni strutturali per il prossimo futuro.

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Legge di Bilancio 2020 ignora la cooperazione allo sviluppo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 dicembre 2019

Mai come ora lo stato della cooperazione italiana allo sviluppo può definirsi “comatoso”. A cinque anni dall’approvazione della Legge n. 125 del 2014, che si impegnava a rilanciare la cooperazione allo sviluppo italiana con un sistema moderno, al passo con i tempi e con le tante sfide presenti e future, tanti impegni restano ancora ‘sulla carta’.Uno su tutti è rappresentato dagli investimenti. Scarso è infatti il peso quantitativo della cooperazione allo sviluppo del nostro Paese: tra il 2017 e il 2018 si è passati da 5,19 miliardi a 4,15 miliardi di euro e anche dal Disegno di Legge di Bilancio 2020-2022 non arriva nessun segnale di ripresa.Con questa prospettiva, il rapporto fra Aiuto Pubblico allo Sviluppo e ricchezza nazionale si terrà con ogni probabilità sotto la soglia dello 0,25%, anni luce di distanza dall’obiettivo dello 0,70% da raggiungere entro il 2030. AOI, CINI e Link2007, rappresentanze delle Organizzazioni Non Governative italiane, consapevoli della gravità di questo disimpegno istituzionale nel settore, si sono impegnate affinché il DdL Bilancio contenesse maggiori risorse e misure che rilanciassero lo stato della cooperazione allo sviluppo italiana. In particolare l’attenzione delle Ong si è concentrata sull’adeguamento degli stanziamenti per l’APS, il trasferimento dal Ministero degli Interni al Ministero degli Esteri e Cooperazione dei fondi non impegnati nell’accoglienza dei migranti, ed il completamento degli organici per la piena operatività dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione.Con il voto di fiducia dell’Aula del Senato, si prende atto con amarezza e sconcerto di un nulla di fatto.Di fronte ad un quadro sconfortante, le centinaia di organizzazioni aderenti ad AOI, CINI e Link2007 chiedono al Governo e alle forze politiche rappresentate in Parlamento impegni seri per rilanciare il ruolo dell’Italia come attore solidale e di sviluppo. AOi Associazione Ong Italiane, CINI Coordinamento Italiano Ngo Internazionali, LINK2007 cooperazione ın rete.

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Scuola: Legge di Bilancio, organico delle scuole d’infanzia maggiorato di soli 390 posti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 dicembre 2019

La scuola da 3 a 6 anni continua a essere considerata dai nostri governanti di serie B. Come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “la Manovra potrebbe far aumentare l’organico della scuola di infanzia di appena 390 posti. Si tratta di posti che andrebbero destinati al potenziamento delle attività formative, sulla base dei criteri individuati dalla Legge La buona scuola del 2015. La modifica, voluta dalla maggioranza di Governo, è stata votata dalla commissione Bilancio al Senato”.Secondo il sindacato la cifra relativa agli insegnanti potenziatori è insufficiente, soprattutto se si considera che le sedi scolastiche nelle scuole dell’infanzia sono 13.286 su un totale complessivo di 40.749. Il potenziamento approvato, quindi, porterà un maestro ogni 34 sedi scolastiche. A quanto pare, il decreto legislativo 65/17 della legge 107 continua a essere disatteso, perché questi 390 posti si aggiungono ad altri 800 introdotti con nota Miur 160 41 del marzo 2018. Solo un mese fa era stato approvato un ordine del giorno che impegnava il Governo a valutare la possibilità di ampliare l’organico della scuola dell’infanzia, nei limiti delle disponibilità di bilancio, con ulteriori 3000 posti da riservare al potenziamento. Adesso un organico maggiorato di soli 390 posti è fin troppo al di sotto di ogni ragionevole aspettativa.Anief attende ora l’esito della proposta presentata in Senato come emendamento al Decreto Scuola (as 1633), che ha l’obiettivo di incrementare il numero dei docenti nella scuola dell’infanzia e della primaria. In assenza di significativi interventi legislativi abbiamo chiesto l’attivazione di un concorso straordinario, con numeri decisamente superiori a quelli previsti dalla Legge di Bilancio: ottomila posti di cui tremila all’infanzia. Al Governo la possibilità di riconoscere il valore della scuola dell’infanzia, troppo spesso trascurata, e di accogliere proposte più coraggiose.

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La Legge di Bilancio porta via alla Scuola tre miliardi e mezzo in due anni

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Mentre il ministro dell’istruzione Lorenzo Fioramonti si dice ottimista per i finanziamenti che ogni giorno si stanno aggiungendo alla manovra di bilancio, la stampa specializzata scopre che le cifre che si leggono nei documenti allegati alla legge di bilancio non sono per nulla confortanti. Per esempio, nel dossier sullo stato di previsione dei Ministeri, si legge che “gli stanziamenti per spese finali del MIUR autorizzati per il 2020 dal ddl di bilancio rappresentano, in termini di competenza, il 9,1% della spesa finale del bilancio statale, a fronte del 9,4% registrato in base alla legge di assestamento 2019 (L. 110/2019)”. In pratica, riassumendo, rispetto al bilancio statale, la percentuale destinata all’istruzione diminuisce, passando dal 9,4% al 9,1%; inoltre la spesa prevista per il 2020 aumenta di 467 milioni rispetto al 2019, ma negli anni a venire diminuisce nettamente passando dai 59.972 milioni del 2020 ai 56.457 previsti per il 2022. Il “taglio” è esattamente di 3 miliardi e mezzo ed è legato, probabilmente, alle previsioni di Miur e MEF relativamente alle conseguenze collegate al calo demografico. Marcello Pacifico (Anief): Non è possibile risparmiare ancora a discapito dell’istruzione, non è giusto né per i lavoratori della scuola né tantomeno per i nostri studenti, che, ricordiamo, tra i banchi si preparano a essere il motore della nostra nazione nei prossimi anni. Mentre il ministro dell’istruzione, Lorenzo Fioramonti, si dice contento delle trattative “interne alla maggioranza per aumentare le risorse destinate al sistema scolastico”, desta preoccupazione la reale situazione della scuola, che tutto sembra fuorché felice. Come riporta infatti la rivista specializzata La Tecnica della Scuola, “nel dossier sullo stato di previsione dei Ministeri, si legge: ‘La tabella 7 del ddl di bilancio 2020-2022 autorizza, per lo stato di previsione del MIUR, spese finali – escluse, dunque, le spese relative alle operazioni di rimborso di passività finanziarie –, in termini di competenza, pari a € 59.972,8 mln per il 2020, € 58.592,1 mln per il 2021 e € 56.457,0 mln per il 2022’. ‘Rispetto agli stanziamenti previsti per il 2019 dalla legge di bilancio 2019 – si legge ancora – si registra un aumento di € 467,1 mln per il 2020 e una diminuzione di -€ 913,6 mln per il 2021 e di – € 3.048,7 mln per il 2022’”.

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Legge di Bilancio, stipendi piccoli anche per colpa di norme sbagliate

Posted by fidest press agency su domenica, 17 novembre 2019

L’organizzazione sindacale chiede, in particolare, di andare a modificare l’articolo 23, comma 2 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, eliminandola frase “in modo selettivo, ad una quota limitata di dipendenti”; inoltre, si chiede di mettere mano al comma 1-bis dell’articolo 52 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, cancellando le parole “secondo principi di selettività” e “attraverso l’attribuzione di fasce di merito”. Queste modifiche permetterebbero, spiega il sindacato nella motivazione dell’emendamento n. 13.2.1, di andare incontro al personale contrattualizzato della P.A., che “ha visto negli anni preclusa la possibilità di avanzamento stipendiale, poiché da una parte i rinnovi contrattuali sono rimasti bloccati per lungo tempo e nel contempo sono stati eliminati gli adeguamenti stipendiali per anzianità di servizio”. Il sindacato autonomo ritiene pertanto necessario adottare immediati “interventi legislativi”, attraverso la manovra di fine anno, finalizzati a “favorire un percorso di recupero salariale attraverso la valorizzazione in via prevalente dell’esperienza maturata, della professionalità e dell’anzianità di servizio”.
Anief chiede anche di migliorare il trattamento economico del personale pubblico allineando il salario minimo dei dipendenti al tasso annuo di inflazione reale, certificato dall’Istat e accertato dal Ministero dell’Economia. Una disposizione sempre più necessaria per recuperare il “blocco contrattuale avvenuto tra il 2008 e il 2016 e la progressiva perdita d’acquisto dei salari dei dipendenti pubblici in contrasto con gli articoli 36 e 39 della Costituzione”: per tali motivi, l’associazione sindacale rappresentativa del comparto Scuola chiede “il riallineamento degli stipendi attraverso l’integrale recupero, in percentuale, del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat, superiore al 14%”, specificando che“la norma non comporta maggiori oneri per la finanza pubblica”.
Il sindacato chiede anche che “in via sperimentale, le università statali” possano “incrementare, oltre il limite di cui all’art. 23, comma 2 del decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 75, l’ammontare della componente variabile del fondo per il trattamento accessorio del personale, costituita dalle risorse determinate dai contratti collettivi. Il maggiore onere è a carico dei bilanci degli Atenei”. Il via libera al trattamento accessorio personale universitario avrebbe “lo scopo di dare compimento all’art. 63, comma 5, del CCNL 2016-2018 rimasto inattuato a causa della mancata emanazione dei decreti attuativi previsti. Eppure, la norna dice che“a decorrere dal 1° gennaio 2018 e sino al 31 dicembre 2020, in via sperimentale, le Università statali” possono “incrementare, oltre il limite di cui all’art. 23, comma 2 del medesimo decreto legislativo, l’ammontare della componente variabile del presente Fondo, costituita dalle risorse di cui al comma 3, in misura non superiore ad una percentuale della sua componente stabile, costituita dalle risorse di cui ai commi 1 e 2”.

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Castelli: “Con local tax accorpiamo numerosi tributi locali”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

“Con la local tax accorpiamo i numerosi tributi locali minori, tra quello relativo all’occupazione di suolo pubblico e l’imposta sulla pubblicità, al fine di semplificare la vita ai cittadini e soprattutto alle tante imprese che operano sul territorio. A questa si aggiunge una importante semplificazione per gli ambulanti, perché riteniamo che i mercati locali, specialmente nei piccoli Comuni, rappresentano un’importante spazio di socializzazione. Accorpamento in un unico tributo anche per IMU e Tasi.
Vogliamo semplificare realmente la vita di cittadini e imprese”.
Lo ha chiarito il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, annunciando l’inserimento del pacchetto “Enti Locali” nella Legge di Bilancio.

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Legge bilancio: Scuola, taglio di un miliardo per mancata copertura degli stipendi dei 40 supplenti di sostegno nel 2020 e 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Altro che trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto come annunciato da diversi esponenti della maggioranza giallo-verde, mentre Anief continua a vincere al Tar ottenendo le ore negate agli studenti, risarcimenti per le famiglie e condanne alle spese legali dello Stato. Come si evince dalla tabella 7 allegata alla Legge di stabilità, se per il 2019 sono iscritte le risorse per pagare i 40 mila insegnanti in deroga, queste risorse scompaiono per i due anni successivi. E intanto un alunno su quattro con handicap certificato dovrà ritrovarsi un nuovo insegnante sempre precario, perché il problema della continuità didattica non si risolve assegnando un docente per tutto il ciclo di studi o bloccando i trasferimenti, ma assumendo nei ruoli quelli che servono, l’attuale 30% chiamato ogni anno al termine delle attività didattiche per esigenze di cassa.
La Legge di bilancio, approvata dalla Camera, porterà tagli importanti nei confronti dell’istruzione pubblica per il 2020 e 2021 dopo gli aumenti delle risorse per il 2018 e 2019: se si guarda al piano di lungo corso della manovra, la scuola “avrà investimenti ridotti da 48.3 a 44.4 nel giro di tre anni: meno per l’istruzione primaria (da 29.4 a 27.1), meno per la secondaria (da 15.3 a 14.1 miliardi)”, scrive la stampa specializzata. Nella tabella del Miur allegata al bilancio si evince un risparmio di spesa concentrato sul personale destinato al sostegno: nel primo ciclo, infatti, si passa dai 3.489 milioni del 2019 ai 3.079 del 2020 e ai 2.457 del 2021; stesso trend nel secondo ciclo dove la spesa prevista scenderà da 1.454 milioni del 2019, a 1.317 del 2020 e a 1.108 nel 2021. E a niente valgono le rassicurazioni dei Presidenti delle VII Commissione parlamentare. Perché se è vero che le risorse sono aumentate rispetto ai tagli del PD per il 2018 e il 2019, è innegabile che le stesse siano state tagliate dal Tesoro per il biennio successivo per evitare l’esercizio provvisorio e la procedura d’infrazione sui conti pubblici. Al di là delle rassicurazioni, servono impegni ben precisi del Governo perché se no nella legislazione vigente salteranno 40 mila cattedra su posti in deroga di sostegno dal 2020, il contrario di quello che avrebbe voluto fare l’attuale maggioranza, cioè la stabilizzazione degli organici. La riduzione riguarda anche i fondi per i docenti di sostegno: 1 miliardo nella scuola primaria, 300 in quello secondario. Queste sono cifre al di là degli intenti che dovranno essere recuperate già da domani se non si vorrà ledere il diritto all’istruzione di 80 mila alunni con handicap certificato, uno su quattro.

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La legge di bilancio cambia le abilitazioni all’insegnamento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 gennaio 2019

Con la manovra, si supera il decreto legislativo 59/2017 applicativo della riforma Renzi-Giannini: già come il 2019 il concorso a cattedra diventerà abilitante, così il docente di ruolo potrà utilizzare il titolo o per una nuova immissione in ruolo o per richiedere la mobilità professionale, quindi per il passaggio di ruolo o di cattedra. Il giovane sindacato ritiene che i corsi abilitanti debbano essere sicuramente attivati. E anche che ciò debba avvenire non solo per il personale docente di ruolo, ma pure per quello precario. Secondo Marcello Pacifico (Anief-Cisal), alla luce delle diverse decine di migliaia di posti vacanti in organico di diritto e della prossima riforma del reclutamento, diventa sempre più importante introdurre nel breve periodo una fase straordinaria di mobilità, con l’obiettivo di tutelare in primis i docenti ingabbiati dalla Buona Scuola e traditi subito dopo dall’algoritmo ‘impazzito’, ma anche avviare dei corsi abilitanti per il personale docente già assunto. Inoltre, questi corsi dovrebbero essere rivolti anche ai colleghi precari: in questo modo, si potrà favorire una sorta di passaggio di ruolo per tutti i supplenti che detengono i titoli utili al cambio di disciplina d’insegnamento.

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Legge di bilancio 2019: Approvata stabilizzazione in due anni di 12 mila LSU

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 dicembre 2018

Anief avvia i ricorsi per gli altri 40 mila Ata non assunti La manovra di fine anno prevede la trasformazione dei contratti a tempo pieno per i primi 226 lavoratori Ata della scuola ex Co.co.co. su 789 lavoratori che hanno già partecipato alla procedura selettiva; inoltre, passa l’emendamento che permette a 11.552 lavoratori socialmente utili, soprattutto del Sud e della Sicilia, di essere gradualmente immessi in ruolo. Se Anief può essere contenta della fine della esternalizzazione dei servizi dietro conferma nei ruoli del personale con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, lo stesso sindacato non può tacere sulla discriminazione verso tutto il personale Ata che ha svolto le stesse funzioni, quelle primarie in orario di servizio, per 36 mesi senza la stessa procedura straordinaria di immissione in ruolo: ci sono 46 mila collaboratori scolastici e assistenti tecnici e amministrativi che da anni attendono la stabilizzazione. Non è possibile innescare una guerra tra lavoratori che svolgono lo stesso servizio e meritano il medesimo trattamento. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Questa decisione diventa incredibile dal momento in cui la Curia Europea ci chiede si stabilizzare il personale a tempo determinato, ma lo Stato italiano risponde di no per adottare una normativa a parte, che oggi punisce soltanto gli Ata che da anni portano avanti le nostre scuole. Per questi motivi, il sindacato invita il personale Ata precario ancora non immesso in ruolo a ricorrere per rivendicare l’immissione in ruolo e adeguati risarcimenti danni.

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Legge bilancio: via libera a incentivi auto elettriche

Posted by fidest press agency su sabato, 8 dicembre 2018

“Il via libera di un emendamento alla legge di Bilancio che prevede agevolazioni per chi acquisterà e immatricolerà in Italia un’autovettura nuova elettrica, ibrida o alimentata a metano, è un fatto positivo. Fratelli d’Italia aveva già presentato nel decreto fiscale un emendamento in tal senso, e quindi non possiamo che salutare favorevolmente una simile misura, che oltre a contribuire al rinnovamento del parco automobilistico, con riflessi positivi sull’ambiente, consentirà anche di incentivare un mercato in grossa difficoltà. Non siamo però d’accordo sulla previsione, sempre nello stesso emendamento, di tassare e punire chi invece acquisterà un’auto non ecologica. Una misura che rischia di colpire coloro che, non avendone le possibilità economiche, saranno costretti a comprare un’automobile meno performante. Una logica che noi, da sempre a sostegno della riduzione della pressione fiscale, non possiamo accettare. Così come non possiamo accettare un modo di lavorare quanto meno stravagante della maggioranza che, da un lato, tende a bocciare i nostri emendamenti e, dall’altro, si dimostra pronta a presentarne di simili, approvandoli. Come accaduto in questo ultimo caso. Peccato, però, perchè se in questo specifico caso la maggioranza ci avesse dato ascolto, appoggiando il nostro emendamento, gli incentivi sarebbero già in vigore, visto che il dl è stato approvato in via definitiva”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea de Bertoldi, segretario della Commissione Finanze e Tesoro.

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Farmacie: Lettera aperta al Governo sulla Legge di Bilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

Riceviamo e rilanciamo: “Egregio Presidente Conte, Onorevoli Ministro Di Maio e Ministro Salvini. In rappresentanza delle società che investono e gestiscono libere farmacie sul territorio italiano, desideriamo esprimere con questa lettera un segnale di allarme.
Il subemendamento alla Legge di Bilancio per il 2019, depositato dall’Onorevole Giorgio Trizzino del Movimento 5 Stelle nella mattinata di lunedì 3 dicembre 2018 costituirebbe un passo indietro fondamentale rispetto all’evoluzione del settore delle libere farmacie creando al contempo una grave incertezza del quadro normativo tale da minare la capacità di stimolare e attrarre investimenti anche in altri settori.Il subemendamento va infatti in direzione opposta rispetto a un trend che, come già successo a livello globale, vede le farmacie evolversi ed arricchirsi (in termini di offerta, di servizi aggiuntivi, di fruibilità e di accesso digitalizzato) sotto la gestione di soggetti specializzati capaci di investire e valorizzare le professionalità che offre il settore al fine di garantire migliori servizi e facilità di accesso ai cittadini, e di raccogliere le nuove sfide proposte dalla stessa Amministrazione Pubblica (si pensi al Piano Nazionale della Cronicità) e rispondere a queste in senso fattuale e concreto.Realtà come le nostre, società italiane e multinazionali, hanno deciso di investire sul tessuto produttivo nazionale creando e mantenendo migliaia di posti di lavoro, ed hanno già messo in campo grandi impegni e forti investimenti, palesemente non tenuti in considerazione dal subemendamento suddetto.Sono oltre 300 le farmacie che rischiano di non essere più sostenute da una società a seguito di questo provvedimento, oltre 1.500 i posti di lavoro che sarebbero in grande rischio, e ammontante a circa 500 milioni di Euro il fatturato aggregato delle aziende del settore che andrebbe irrimediabilmente a contrarsi, con gravi effetti anche sulla contribuzione all’erario”.

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Legge bilancio: La VII Commissione della Camera dice sì all’emendamento M5S che incrementa forse di soli mille posti il tempo prolungato alla primaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Per il giovane sindacato ne servirebbero altri 80 mila: la metà per il tempo pieno e gli altri per ritornare alla riforma ante Gelmini su insegnamento per moduli, con il docente specialista in lingua inglese, a cui aggiungere i maestri specializzati in educazione motoria. Non serve annunciare bei disegni di legge sui social se poi ci si infrange contro i paletti della legge di stabilità. Si creano aspettative inutili per famiglie, docenti e Ata, salvo poi scontrarsi con delusioni più cocenti. Basterebbe approvare gli emendamenti suggeriti da Anief e correlati dalle dovute copertura finanziarie, peraltro, in alcuni casi riprese proprio dalle proposte di legge già presentate. Mille posti in più per il tempo pieno sono pioggia nel deserto. Ora, con l’aumento proposto nella manovra dal primo partito di Governo, non basterebbero 20 anni per allargare il tempo pieno in tutti gli istituti primari d’Italia. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): dopo tanti annunci sul tempo pieno al Sud, rispetto ai 40 mila posti da attivare, pensarne soltanto, forse, mille significa non risolvere il problema degli organici, né dei gap dei numeri che penalizzano il Meridione su livelli di apprendimento, tasso di disoccupazione e abbandono scolastico, che in certe zone raggiunge quasi il 50%, vero preludio al triste e inarrestabile fenomeno dei Neet.

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Legge di bilancio: Emendamento Anief per accordare il salario minimo di cittadinanza ai dipendenti pubblici

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 novembre 2018

Il giovane sindacato chiede di dirottare 4,8 dei 6,8 miliardi previsti nel Fondo per il reddito minimo di cittadinanza ai 3,3 milioni di dipendenti della pubblica amministrazione, al fine di ancorare i loro stipendi base all’inflazione cresciuta nell’ultimo decennio di 4,5 punti rispetto agli aumenti preventivati. I 540 euro lordo Stato e lordo dipendente, infatti, già previsti dalla stessa manovra economica per il 2019, pur sbloccando l’indennità di vacanza contrattuale, non tengono conto dell’aumento del costo della vita registrato dal 2010. Con tale modifica, scrive il sindacato nella motivazione della modifica di cui si è fatto tramite, “si dispone il riallineamento degli stipendi attraverso l’integrale recupero, in percentuale, del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat, superiore al 20%”.

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Legge di Bilancio, M5S e Lega chiedono 1.200 docenti primaria in più al Sud

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

I partiti di maggioranza fanno a gara per far conoscere le loro richieste di modifica al disegno di legge sul “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021” AC n. 1334 e fanno sapere già da subito che potrebbero trovare il consenso del Ministero dell’Economia. Per la maggiorazione del tempo scuola nel Meridione, fanno sapere, servirebbero circa 45 milioni di euro. Secondo il giovane sindacato, la cifra impegnata per un’operazione così rilevante la dice tutta sulle priorità che si è dato il governo: siamo dinanzi all’ennesima manovra-spot. Marcello Pacifico, presidente Anief: 30 mila posti in più avevamo nel 2010. Solo per il Sud, ora servono altri 100 mila posti per ampliare gli organici differenziati. O si ha il coraggio di osare, come si è deciso di fare nella manovra economica 2019 finanziando 15 miliardi per il reddito di cittadinanza e l’anticipo pensionistico, oppure è meglio tacere.

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La Legge di Bilancio riforma il reclutamento degli insegnanti

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Nell’ultima versione del testo che oggi verrà consegnato alle Camere, spuntano nuove importanti norme: tra queste figura anche il nuovo sistema di selezione e formazione dei docenti, che darà una “spallata” importante alla Buona Scuola di Renzi, a partire dal modello formativo triennale del FIT, riservato ai vincitori di concorso, che si trasforma in “Percorso annuale di formazione iniziale e prova”. Addio anche al concorso riservato ai precari non abilitati con 36 mesi, i quali potranno accedere solo al 10% dei posti del nuovo concorso ordinario, con due prove scritte e una orale. Si impone anche il vincolo di mobilità quinquennale dei neo-assunti e scompare la titolarità per ambito territoriale. Niente idonei per il sostegno, ma graduatorie biennali per i soli posti banditi con scritto e orale. Anief plaude alla riduzione ad una annualità del percorso triennale del Fit e al ritorno ai concorsi abilitanti, ma denuncia l’abbandono di 200 mila precari storici con la percentuale di posti loro riservati davvero irrisoria. Pertanto, saranno fatti presentare emendamenti in Parlamento, al fine, tra le altre cose, di riaprire le GaE agli abilitati, far estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto, se esaurite, stabilizzare i precari sui posti vacanti e disponibili, far cadere il vincolo di 5 anni per i neo-assunti. Ci si chiede, poi, che fine hanno fatto gli investimenti per l’aumento del tempo pieno al Sud, rideterminare il rapporto alunni-docenti, ripristinare insegnamento per moduli nella primaria, dell’inglese e dell’educazione motoria, dell’insegnamento del diritto alle superiori.

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Legge di bilancio e interventi a sostegno della famiglia

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

“Fratelli d’Italia attende di leggere i provvedimenti, ed in particolare il Def, per valutare la politica del governo a sostegno della famiglia. Abbiamo votato favorevolmente all’istituzione del ministero per la Famiglia e la disabilità, ma non siamo disponibili ad assistere al suo fallimento. La famiglia, insieme ai giovani ed alle donne, continua ad essere il grande assente della politica nazionale ed al di là degli annunci in questi primi mesi di governo abbiamo visto ben poco. Fratelli d’Italia ribadisce la strategicità delle politiche per la famiglia a partire dall’istituzione di un reddito d’infanzia, consistente in un assegno mensile per ogni minore a carico, alla previsione di specifiche agevolazioni fiscali accompagnate da incentivi alle imprese che assumono neomamme e giovani donne. Misure unite al pieno riconoscimento dei caregiver familiari, al potenziamento degli strumenti di conciliazione famiglia-lavoro e asili nido gratuiti e a tempo pieno. Interventi che riteniamo debbano trovare spazio all’interno della prossima legge di Bilancio, le cui risorse certamente non vanno impegnate per iniziative dal carattere puramente assistenziale, come il reddito di cittadinanza”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, a margine del Question time a Palazzo Madama.

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L’irriverente nella palude della legge di Bilancio 2018

Posted by fidest press agency su martedì, 2 gennaio 2018

pier-carlo-padoanVediamo un po’ questa legge di bilancio del 2018. Hanno detto e scritto in questi anni che le leggi devono essere comprensibili a tutti. Ma noi, che siamo irriverenti, per DNA non ci fidiamo e cerchiamo sempre il pelo nell’uovo. Dopo una tentativo sofferto di lettura e comprensione, dopo esserci coperti le dita coi tanti peli ritrovati nell’albume del nostro uovo, ci siamo resi conto che la navigazione era tutt’altro che semplice. Uno stagno di palude, con correnti sotterranee e bisce e serpenti sott’acqua pronti ad agguantare i nostri piedini immersi ingenuamente senza protezione. Uno stagno con tronchi galleggianti. Liane pendenti che spesso dovevano essere tranciate con un macete per consentirci di proseguire. Piantine di dubbia e sconosciuta salubrita’. Corpi galleggianti di animali di ogni tipo soprattutto umani, scansati da esperti nuotatori che con maschera e boccaglio raccattavano commi ricercati, commissionati e previsti, per infilarli in sacchetti a tenuta stagna si’ da portarli nei singoli collegi. Stavamo cominciando a farci occhio, braccia e orientamento, forti di una leggera imbarcazione di cui nel frattempo ci eravamo muniti, su cui tiravamo sopra tutto cio’ che ci appariva degno di menzione e smembramento per darlo poi in pasto -con le nostre schede pratiche- agli ingenui contribuenti desiderosi di essere cittadini e contribuenti che raccolgono i frutti del proprio impegno civico…. Ma ci siamo imbattuti in un 7-bis di un punto c) di un comma 75 dell’art.1 (1), e abbiamo deciso di buttare i remi in barca:
Art 1, comma 75 c) dopo il comma 7 e’ aggiunto il seguente: « 7-bis. Le disposizioni degli articoli 291-bis, 291-ter e 291-quater del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, si applicano anche con riferimento ai prodotti di cui ai commi 1 e 1-bis del presente articolo, ad eccezione dei dispositivi meccanici ed elettronici e delle parti di ricambio, secondo il meccanismo di equivalenza di cui al comma 1-bis. Si applicano altresi’ ai medesimi prodotti di cui ai commi 5 e 5-bis del presente articolo le disposizioni degli articoli 96 della legge 17 luglio 1942, n. 907, e 5 della legge 18 gennaio 1994, n. 50». Chiaro tutto? Siamo noi che non sappiamo navigare in palude? O forse non vogliamo rassegnarci a vivere in palude.http:// http://www.altalex.com/documents/news/2017/12/30/legge-di-bilancio-2018-co0100 Nota. Ringraziamo il quotidiano Italia Oggi del 02/01/2018 per averci ispirato.(Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Legge di bilancio: occasione mancata per la scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 dicembre 2017

senatoDa Palazzo Madama è arrivato il via libera al testo definitivo della Legge sul Bilancio di previsione dello Stato per il 2018. Per la scuola tanto fumo e poco arrosto. A partire dalla trasformazione delle cattedre di fatto in cattedra di diritto, utili per mobilità e immissioni in ruolo. A fronte delle circa 18mila finanziate per i prossimi anni, ne mancano all’appello almeno 40mila su sostegno. Fumata nera anche per le risorse per il rinnovo del contratto. I 60 milioni in più raschiati negli ultimi giorni serviranno per la costituzione di un fondo per la valorizzazione del merito. Come dire: poco e solo per pochi. Male anche la bocciatura del doppio emendamento per l’ammissione dei ricorrenti 2011 e 2015 al corso intensivo per accesso al ruolo di Dirigente scolastico.
Sul fronte Ata viene superato il divieto di conferire supplenze per la sostituzione di assistenti tecnici e amministrativi, introdotto dalla legge 190/2014, ma solo dopo il trentesimo giorno di assenza. Non cambia nulla, invece, sul versante dei collaboratori scolastici, per i quali il divieto di sostituzione rimane. In arrivo nel 2018, dopo anni di attesa, il concorso per DSGA.Unica nota positiva, l’eliminazione del vincolo allo scorrimento delle graduatorie di merito del concorso docenti 2016 fino al limite aggiuntivo del 10% dei vincitori, che impediva agli idonei collocati oltre tale limite di poter ottenere la nomina in ruolo. Una norma illogica contro cui Anief aveva già ottenuto ragione in tribunale. Prorogata di un anno, inoltre, la validità delle GM del Concorso 2016.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La Legge di Bilancio così come approvata dal Senato purtroppo rappresenta un’occasione mancata. In questi mesi abbiamo più volte sentito la Ministra Fedeli parlare della necessità di valorizzare la professione docente, addirittura raddoppiando gli stipendi. Constatiamo con amarezza che la realtà è un’altra, fatta com’è solo di poche luci e molte ombre. Ma con Anief ai tavoli di contrattazione, una volta raggiunta la rappresentatività, la storia cambierà.

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