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Posts Tagged ‘legge stabilità’

Scuola: Legge di Stabilità: pacco amaro per i dirigenti scolastici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 dicembre 2018

Con l’accordo degli altri sindacati, il Governo nega la perequazione dal 2016, l’adeguamento dell’indennità di vacanza contrattuale dal 2019 e degli stipendi all’inflazione, mentre potrebbero scomparire chiamata diretta, organico in rete, ambiti territoriali. Ancora una volta presidi sotto mirino. Marcello Pacifico (Udir): Altro che aumenti, qui tutti rischiano di voler tornare a fare i docenti. Il sindacato, nell’augurare Buone Feste, dà appuntamento al nuovo anno con le Giornate di studio: Io Dirigente. Sicurezza, Salute, Retribuzione, Relazioni sindacali.Sta per concludersi l’anno in corso e Udir, giovane sindacato a fianco dei DS, ricorda come sia stato un anno fatto di battaglie, affinché la categoria si riappropri del proprio status e del giusto riconoscimento. Infatti, alla luce del Contratto, Udir ha lanciato l’allarme circa la riduzione delle risorse da destinare ai dirigenti scolastici, con il Fondo di categoria ridimensionato della metà in due anni. Con sempre maggiori responsabilità, sia civili che penali, e più istituti da dirigere, a causa anche del fenomeno della reggenza, i dirigenti scolastici in servizio, circa 6.500 al netto degli ultimi pensionamenti, devono fare i conti anche con continui tagli: come retribuzione di risultato per il solo effetto della decurtazione dei 10 milioni di euro rispetto all’anno precedente, avranno un assegno ridotto di 1.538 lordi al netto degli aumenti contrattuali disposti con il CCNL 2016-2018 d’area. Il sindacato non depone di certo le armi e continua a cercare soluzioni certe: se Udir accoglie con favore il comma 1 dell’art. 10 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135, che semplifica le procedure d’assunzione per i candidati che hanno superato le prove dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici indetto per il 2017, ritiene, di contro, opportuno che siano versati nel FUN i 16,52 milioni di risparmi previsti al comma 2 per evitare questo vistoso decremento delle retribuzioni, al netto dell’esito del contenzioso seriale presso il tribunale del lavoro per il ripristino del versamento della RIA dei presidi andati in quiescenza dal 1 settembre 2012, a far fede dall’a. s. 2015/2016.
Marcello Pacifico, presidente nazione Udir, afferma come sia poco chiara la soddisfazione dei sindacati rappresentativi: “Davvero abbiamo difficoltà serie nell’intendere i toni entusiastici. A noi la musica sembra ben diversa. Conti alla mano, altro che aumenti: qui tutti rischiano di voler tornare a fare i docenti. Invitiamo i dirigenti scolastici a ricorrere presso i tribunali, dove certamente potranno ottenere quanto negato. Nell’augurare a tutti serene e buone feste, vi diamo appuntamento ai prossimi seminari firmati Udir, ancora in giro per gli istituti italiani, con l’intento di cambiare in meglio il sistema scolastico”.

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Scuola – Anief ci riprova in Senato ad emendare la Legge di Stabilità in attesa di leggere il testo voluto dall’Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Presentati ancora altri cento emendamenti per avere una scuola più equa, giusta e solidale. Scarica il testo che è stato inviato ai Senatore della V e VII Commissione. Il governo incassa la fiducia con 330 sì, 291 no e un astenuto ed approva il testo del maxiemendamento il cui esame passa alla V Commissione di Palazzo Madama: il testo è dunque quello che si è formato con gli emendamenti approvati in commissione alla Camera. Ci sono una serie di modifiche importanti rispetto al Ddl originario del Governo, ma ben poche riguardano la scuola. Tra gli emendamenti più importanti del giovane sindacato figurano quota 96 senza svantaggi, Ape social per tutti gli insegnanti , riscatto gratuito della laurea, stabilizzazione dei precari con 36 mesi, l’addio alle classi pollaio e ai posti in deroga su sostegno, la riapertura delle GaE, la conferma dei diplomati magistrale in ruolo, il via libera al doppio canale di reclutamento dalle graduatorie d’istituto, il tempo pieno al Sud, il ritorno ai moduli nella scuola primaria con il maestro specialista in inglese, il ripristino dei corsi abilitanti per i docenti di ruolo, l’introduzione del diritto nella scuola secondaria, l’obbligo scolastico fino a 18 anni, l’aggiornamento dell’indennità di vacanza contrattuale e la parità di trattamento tra personale di ruolo e precario con l’introduzione della ricostruzione di carriera comprendente tutti i periodi di supplenza, l’inquadramento dei ricercatori a tempo indeterminato. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, annuncia che, assieme a Cisal, chiederà di essere ascoltato dalla V Commissione Bilancio del Senato.

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Legge di stabilità 2019: ANIEF invia alla V Commissione 40 emendamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 17 novembre 2018

Il giovane sindacato chiede diverse modifiche correlate dalle relative coperture finanziarie con l’introduzione del salario minimo di cittadinanza allineato all’inflazione, quota 96 per gli insegnanti, stabilizzazione dei precari, riapertura delle GaE e conferma dei ruoli, tutela per il personale terza fascia graduatorie d’istituto, fine della temporizzazione e passaggi verticali personale Ata anche in area C, trasformazione posti in deroga in organico di diritto, problematica classi pollaio, ritorno dei moduli alla primaria, assunzione ricercatori a tempo indeterminato, una nuova mobilità straordinaria. Scarica tutto il testo inviato al Presidente. Il sindacato Anief ha predisposto la batteria di modifiche al testo per la V Commissione Bilancio della Camera: si va dalla disciplina contrattuale-stipendiale a quella didattica, dall’ambito pensionistico al nuovo reclutamento; dall’organizzazione scolastica alla mobilità del personale, anche non docente e universitario.

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Udir rimette la figura del dirigente scolastico al centro del dibattito parlamentare sulla Legge di Stabilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

La Legge di Stabilità 2019 si entra nel clou. Infatti, in seguito alla “bollinatura” della Ragioneria di Stato, il testo è stato trasmesso alle Camere e il disegno di legge di Bilancio è stato affidato alla V Commissione di Montecitorio da cui è partita la procedura; i relatori designati sono i deputati Silvana Comaroli (Lega) e Raphael Raduzzi (M5S). Entro giovedì 15 novembre sarà possibile presentare gli emendamenti: in seguito, nei cinque giorni successivi, quindi entro il 20 novembre, dovranno giungere le modifiche segnalate dai gruppi e votate dal giorno dopo. Per quanto riguarda l’arrivo in Aula dovrà accadere entro il 28 novembre: nelle giornate a ridosso avrà luogo la votazione finale alla Camera. In seguito la manovra passerà a Palazzo Madama dove sarà sottoposta a un processo similare. Entro il 31 dicembre dovrà essere approvata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Udir si appresta dunque a presentare gli emendamenti con l’intento che possano finalmente ridare quanto dovuto alla categoria dei Ds, sia in termini economici che di riconoscimento. Infatti, come largamente detto in questi mesi, sono tantissime le problematiche legate alla figura dell’ex preside: le molte responsabilità, anche penali, per colpe non riconducibili alla sua persona, la retribuzione non adeguata al carico di lavoro, un contratto che non dà il giusto riconoscimento. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, in occasione della predisposizione degli emendamenti, afferma che “è di primaria importanza ripristinare il versamento della Ria dei presidi cessati dal servizio nel FUN a far fede dallo sblocco del contratti. Per quanto concerne poi la perequazione esterna pare che manchino addirittura i fondi e che bisogna attingere a quelli della legge 107 e, per giunta, per gli anni successivi non è garantito nemmeno quel minimo previsto dalla legge, cioè quella progressiva ridistribuzione delle risorse, al punto tale da aumentare di 8mila euro complessivi la retribuzione di posizione di parte fissa dei dirigenti così come quella degli altri dirigenti delle altre ex aree”.“Ci sono inoltre – continua il presidente Pacifico – delle azioni da intraprendere per fare in modo che le nostre scuole funzionino meglio: assumere tutti i DS incaricati, predisporre un corso concorso riservato per tutti i ricorrenti concorso 2011, semplificare le procedure di assunzione per i candidati del concorso 2018 da inserire al più presto negli istituti di loro competenza. Infine, argomento più volte discusso, evitare che il DS paghi per errori non suoi, anche col carcere: per quanto riguarda la sicurezza degli istituti, è necessario eliminare le responsabilità penali del dirigente scolastico, pure attraverso obblighi per il proprietario dell’immobile”.

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Legge di stabilità: Anief presenta 100 emendamenti sulla scuola

Posted by fidest press agency su sabato, 10 novembre 2018

Il ddl è stato assegnato alla V Commissione di Montecitorio dove si è definito l’iter da seguire e si è proceduto alla nomina dei relatori. La scadenza per la presentazione motivata delle modifiche è prevista per metà mese, poi dovranno pervenire entro il 20 e votate dal giorno dopo, l’approdo in Aula si dovrà realizzare entro il 28 novembre, dove di lì a breve si svolgerà la votazione finale. Tra gli emendamenti più importanti del giovane sindacato figurano quota 96 senza svantaggi, Ape social per tutti gli insegnanti, riscatto gratuito della laurea, stabilizzazione dei precari con 36 mesi, l’addio alle classi pollaio e ai posti in deroga su sostegno, la riapertura delle GaE, la conferma dei diplomati magistrale in ruolo, il via libera al doppio canale di reclutamento dalle graduatorie d’istituto, il tempo pieno al Sud, il ritorno ai moduli nella scuola primaria con il maestro specialista in inglese ed educazione motoria, l’introduzione del diritto nella scuola secondaria, l’obbligo scolastico fino a 18 anni, l’aggiornamento dell’indennità di vacanza contrattuale e parità di trattamento tra personale di ruolo e precario con l’introduzione della ricostruzione di carriera comprendente tutti i periodi di supplenza, l’inquadramento dei ricercatori a tempo indeterminato. Marcello Pacifico, presidente Anief, annuncia che assieme a Cisal, chiederà di essere ascoltato dalla V Commissione Bilancio della Camera e che ribadirà le istanze al ministro della PA, Giulia Bongiorno, nel corso dell’incontro del 13 novembre alla Funzione Pubblica.

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Legge di Stabilità 2019, sul reclutamento degli insegnanti l’Italia si allontana dall’Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

La soluzione trovata dal governo gialloverde su formazione e assunzioni dei docenti aumenta il gap rispetto ai Paesi Ue. La storia è datata: quasi trent’anni fa, con gli accordi di Lisbona, il nostro Paese decideva di allinearsi agli altri Paesi Ue sulla formazione universitaria iniziale degli insegnanti; servirono due lustri per fare partire le SSIS, le scuole di abilitazione e specializzazione universitaria, e quasi tutti i corsisti furono assunti dalla GeE. Poi arrivarono il TFA e il PAS che non diedero sblocco per la chiusura delle graduatorie. La stessa sorte è toccata agli abilitati con la laurea in Scienze della formazione primaria conseguita dopo il 2011. Furono però banditi due concorsi riservati, uno per la secondaria e uno per infanzia e primaria. Infine, con la riforma Renzi-Giannini avremmo dovuto avere il Fit triennale, con formazione e reclutamento inclusi, ma ora il Governo, con l’articolo 58 della bozza della manovra di bilancio, “bollinata” e inviata al Quirinale, che modifica il decreto legislativo 59/17, ha deciso di puntare tutto sui vecchi concorsi.

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Legge stabilità e norme salva scuola

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 dicembre 2017

scuola1Rimangono sino all’ultimo in bilico gli emendamenti dei giovani sindacati dell’istruzione al ddl 4768 che andrà a configurare il testo definitivo della manovra di fine anno: nelle ultime ore, la VII Commissione Cultura di Montecitorio ha approvato in sede consultiva i primi emendamenti del partito di maggioranza di Governo, il PD. Ora la parola passa alla V Commissione che sarà chiamata ad esprimersi anche sugli emendamenti segnalati dai sindacati della scuola ANIEF e UDIR. Tra le misure approvate, l’assunzione su tutti i posti vacanti per il personale Ata (1.20/1) dal 2018/9, l’esonero per il vicario su scuole sovradimensionate (1.22), lo scorrimento delle graduatorie di merito per gli idonei e il prolungamento di un ulteriore anno (1.23), il reclutamento di 500 esperti anche per il contenzioso nelle scuole (1.27), l’utilizzo del 5% su potenziamento attività motoria nella primaria. Qualora gli emendamenti non fossero accolti, sarà inevitabile ricorrere in tribunale: a questo proposito, sia Anief che Udir hanno già predisposto specifici e sempre più motivati ricorsi al Giudice del Lavoro.

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Legge di stabilità: Assunzioni maestri scuola d’infanzia, poche e sofferte

Posted by fidest press agency su domenica, 19 novembre 2017

ministero-pubblica-istruzioneSono gli unici insegnanti a non essere stati contemplati nel piano straordinario della riforma Renzi-Giannini e nemmeno nel “potenziamento” che ne è conseguito. Tanto è vero che oggi sono il raggruppamento di gran lunga più numeroso delle Graduatorie ad esaurimento. Ora, però, si potrebbe dare loro la possibilità di riscattarsi, attraverso l’ultima manovra del Governo Gentiloni. L’emendamento Pd prevede al massimo 2mila stabilizzazioni, peraltro pure in dubbio, ma ne servirebbero quindici volte di più. Le proposte Anief sono confluite nelle modifiche al ddl 2960, presentate da più raggruppamenti politici.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Non è possibile che quando si tratta di venire incontro alla stabilizzazione dei maestri che operano nei nostri asili si debba sempre arrivare ad un nulla di fatto. Non abbiamo mai smesso di credere nelle loro assunzioni e per questo abbiamo fatto pervenire alla Commissione Bilancio del Senato 40 emendamenti, alcuni dei quali specifici per risolvere l’annosa questione. Non vogliamo più sentire parlare di strada in salita, ma di assunzioni in gran numero e sicure: ne abbiamo sempre indicate 20mila per il potenziamento e almeno 8mila per il turn over degli ultimi anni. In caso contrario, se non se dovesse fare nulla, non ci vengano a dire che si fa un uso troppo disinvolto del giudice per dirimere i problemi: noi pure stavolta ce l’abbiamo messa tutta per centrare un’operazione sacrosanta tramite il legislatore. Chiediamo il blocco temporale delle supplenze brevi e che venga sciolta la riserva su inserimenti in graduatoria, a seguito del provvedimento amministrativo.

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Legge di stabilità: Docenti, servono modifiche per correggere l’ultima riforma

Posted by fidest press agency su domenica, 12 novembre 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cAnief chiede al Senato di intervenire su mobilità, GaE, educatori, potenziamento e organici. Il giovane sindacato chiede di collocare nella Legge di Stabilità di fine anno una serie di interventi a favore dei docenti precari “storici” e di ruolo che, a seguito della riforma 107/2015, hanno subìto palesi ingiustizie: si va dalla soluzione per tutti quei neo assunti costretti a lavorare in sedi lontanissime per diversi anni alla modifica di gestione delle Graduatorie ad Esaurimento che andrebbero aggiornate ogni anno, per permettere l’inserimento alle tante categorie sino ad oggi illegittimamente escluse; dal trasferimento degli educatori di ruolo nella scuola primaria all’assunzione su posti di potenziamento di almeno 8mila maestri della scuola dell’Infanzia, 20mila Ata e 500 nuovi educatori, fino alla conversione in organico di diritto di tutti i posti, come docente e amministrativo, oggi senza motivi validi inseriti in quello di fatto.

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Scuola: legge stabilità e rinnovo contrattuale

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 novembre 2017

ministero-pubblica-istruzionePer coprire l’indennità non assegnata nel periodo di mancato rinnovo contrattuale occorreva incrementare lo stipendio di oltre il doppio di quanto previsto dal 1° gennaio 2018. Questo significa che gli 85 euro di aumento stabilito un anno fa sono pari a meno della metà di quello che spetta veramente ai dipendenti pubblici. Ai quali, dunque, andrebbero corrisposti 170 euro medi lordi. Più altrettanti di vero e proprio aumento. Inoltre, sempre dalla Relazione tecnica al disegno di legge, risulta che gli aumenti riguardano solo i dipendenti pubblici e non l’area dirigenziale, per la quale sono previsti finanziamenti, sempre utili all’incremento di stipendio, attraverso capitoli a parte.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Al personale della pubblica amministrazione dovrebbero essere assegnati 340 euro lordi, pari a circa 200 euro medi netti a lavoratore. Più gli arretrati, che vanno conteggiati da settembre 2015, come indicato da una puntuale sentenza della Corte Costituzionale e non, come intende fare il Governo, da gennaio 2016, peraltro attraverso l’assegnazione di una tantum miserevole di 14 euro al mese. Così per quasi due anni e mezzo, gli aumenti effettivi, considerando il quadrimestre 2015 cancellato, saranno inferiori agli 8 euro netti. Ecco perché, a queste condizioni improponibili, è meglio non sottoscrivere alcun contratto e diffidiamo le organizzazioni sindacali rappresentative, che siedono ai tavoli contrattuali, a farlo. Il giovane sindacato insiste nell’invitare il personale a presentare in massa richieste di risarcimento per recuperare il 7% dello stipendio da settembre 2015, come già confermato dalla Consulta. Tutti i dipendenti interessati possono utilizzare i modelli di diffida per ancorare almeno lo stipendio al 50% della spinta inflattiva, come previsto dall’articolo 36 della Costituzione.

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Scuola: Legge di Stabilità, per i maestri dell’infanzia il PD promette interventi. Anief: sono doverosi

Posted by fidest press agency su martedì, 31 ottobre 2017

ministero-pubblica-istruzioneSarebbe pronto un emendamento che prevede un contingente di personale di potenziamento per un numero di 2mila unità, anche se alla riunione non è stato fornito nessun numero. Il decreto per l’indizione della procedura concorsuale per i docenti abilitati è pronto e sarà inviato agli organi preposti per il prescritto parere. Lo ha confermato il PD in un incontro con i rappresentanti della scuola. Il numero di immissioni in ruolo, però, sarebbe davvero ridotto rispetto all’alto numero di posti liberi. Il primo partito di Governo, inoltre, fa sapere di essere pronto ad adeguarsi all’esito della Plenaria del Consiglio di Stato che si riunirà il 15 novembre per esprimersi sulla legittimità della richiesta dei docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/02 ad essere inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): La Legge 107/2015 non ha contemplato immissioni in ruolo per i docenti della scuola dell’infanzia, lasciando ancora oggi nelle GaE decine di migliaia di maestri precari, in barba a quanto annunciato sulla volontà di porre fine alla supplentite. Con i nuovi concorsi il Governo si è poi superato, escludendo gli stessi maestri d’infanzia, assieme a quelli della primaria, dalle nuove procedure selettive previste dal D.M 59/2017, attraverso cui sono state introdotte le nuove modalità di selezione e formazione unicamente per i futuri insegnanti della scuola secondaria di primo e secondo grado. Come non si comprende ancora quale futuro attende i 6.399 candidati dell’ultimo corso di Scienze della formazione primaria, che hanno superato le prove selettive solo qualche settimana fa. Se davvero si ha intenzione di cambiare marcia, allora si provveda con la Legge di Stabilità che sta arrivando alle Camera ad avviare nuovi concorsi anche per questi docenti, sino ad oggi trattati come figli di un dio minore in attesa di una riforma del settore ancora indefinita. E si provveda allo sblocco delle assunzioni, sia per le discipline comuni sia per il sostegno agli alunni disabili, collocando nell’organico di diritto tutti i posti oggi ancora inspiegabilmente ‘congelati’ in quello di fatto: solo in questo modo si potrà risolvere il vulnus del precariato. In caso contrario, se dovesse permanere la politica degli annunci, allora la nostra battaglia proseguirà in tribunale. Si ricorda che la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha espresso forti perplessità sul limite dei 12 mesi di risarcimento sanciti dalla Corte di Cassazione (sentenza n. 27384/2016) per indennizzare i precari della Pubblica Amministrazione che non vengono immessi in ruolo.

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Scuola: Legge di Stabilità, beffa cosmica per il sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 novembre 2016

scuolaNel testo della Legge di Bilancio presentato alla Camera, negli articoli 52 e 53, a proposito di stabilizzazione di posti, si parla soltanto di accorpamento degli spezzoni di cattedra che prevede, quindi, una vera e propria ‘aggregazione’ degli spezzoni di orario, anche tra più scuole, fino a formare una cattedra o un posto intero. Non c’è traccia, invece, della stabilizzazione dei posti di sostegno: 9 mila alunni disabili e le loro famiglie non avranno, pertanto, la stabilizzazione sperata. Vengono confermati in pieno, dunque, gli oltre 32mila posti precarizzati per legge la cui supplenza annuale al 30 giugno, malgrado si tratti di cattedre libere, obbliga 60 mila ragazzi disabili ad avere ogni anno docenti precari che, per gli effetti delle graduatorie, mutuano quasi costantemente.
Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): basta ‘tira e molla’ sul sostegno: decine di migliaia di posti in deroga costituiscono un’emergenza formativa nazionale. Se si vuole uscire dalla “babele” sul sostegno, cui pure quest’anno abbiamo assistito, con tanti supplenti annuali ancora da nominare a novembre inoltrato, occorre dare seguito alla sentenza pilota n. 80/10 della Corte Costituzionale e superare i laccioli messi sull’art. 40, comma 1, della Legge 27 dicembre 1997 n. 449, in base al quale è possibile assumere insegnanti di sostegno, in deroga al rapporto docenti-alunni. Proprio a tutela dei diritti degli studenti disabili e delle loro famiglie, per avere più docenti di sostegno, per l’adeguamento dell’organico di fatto a quello di diritto, oltre che per cancellare il vincolo quinquennale per i neo-assunti, Anief ha deciso di scioperare e indire un presidio davanti Montecitorio il prossimo 14 novembre.

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Scuola: Contratto, Legge di Stabilità

Posted by fidest press agency su sabato, 5 novembre 2016

ministero pubblica istruzioneRispetto alla bozza del 24 ottobre, arriva uno stanziamento di ulteriori 520 milioni di euro per la copertura finanziaria del 2017 e 780 milioni in più a partire dal 2018: si passerebbe, quindi, dai 1.400 milioni inizialmente previsti per il 2017 agli attuali 1.920 e dai 1.850 milioni previsti nella prima stesura, per gli anni dal 2018 in poi, agli attuali 2.630. L’aumento netto per i dipendenti statali “sarebbe compreso tra i 40 e i 50 euro, pochi rispetto alla perdita salariale dal 2008 quantificata in 180 euro mensili” a cui vanno aggiunti gli aumenti previsti per legge. È anche possibile, tra l’altro, che lo stanziamento non riguardi solo gli aumenti stipendiali e che, pertanto, le cifre siano ancora più basse. Ora si parla, anche, di astensione facoltativa ridotta del 70%.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): gli aumenti stipendiali devono andare a coprire anni e anni di blocco che prevedono un primo 10 per cento di incremento relativo all’indennità di vacanza contrattuale, creata proprio per non far scendere le buste paga sotto il costo della vita. Un altro 10 per cento è, invece, quello dell’effettivo aumento: considerando uno stipendio medio lordo di 1.500 euro, gli aumenti corrispondono quindi a 300 euro. Non è un’esagerazione, ma si tratta di dati oggettivi che potrebbero diventare ancora più cupi visto che, con la riforma della PA, la 150/09, per il comparto pubblico si prospetta l’addio agli scatti di anzianità automatici. Sinora ci siamo ribellati a questo stato di cose ricorrendo al giudice del lavoro e delle leggi, ma la strada non può essere questa. Ci rivolgiamo ai parlamentari: lo faremo lunedì 14 novembre con una giornata di sciopero e manifestando davanti al palazzo dove si approvano le leggi.

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Legge di Stabilità deludente, lunedì 14 novembre sciopero nazionale Anief con manifestazione a Montecitorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2016

scuola-pubblicaIl sindacato dice basta ad una Legge di Bilancio di fine anno che non rilancia l’istruzione pubblica e lascia immutate le ingiustizie introdotte dalla riforma Renzi-Giannini.La piattaforma rivendicativa sindacale è quanto mai ampia: urge la stabilizzazione dei docenti delle graduatorie d’istituto; l’inserimento nelle GaE del personale abilitato dopo il 2011 e dei diplomati magistrale; un nuovo piano straordinario di assunzioni che stabilizzi coloro che hanno già lavorato, come docenti o Ata, oltre tre anni su posti liberi; consentire ai neolaureati di accedere alla terza fascia delle graduatorie d’istituto e ai concorsi a cattedra; raggiungere la parità di diritti tra personale di ruolo e a tempo determinato, attraverso l’estensione ai precari degli scatti stipendiali e del bonus 500 euro per l’aggiornamento; in tema di permessi e malattia, garantire a tutti le medesime opportunità e modalità di fruizione; aprire ai precari la partecipare al prossimo concorso per dirigenti scolastici, se in possesso del requisito dei 5 anni di servizio; urgono i concorsi per Dsga e come Coordinatore dei servizi di segreteria. Riguardo all’ultimo concorso docenti, è necessario superare il tetto del 10% degli idonei e consentire lo scorrimento delle graduatorie di merito per il 50% delle assunzioni. Ruoli, peraltro, da garantire subito ai vincitori rimasti senza posto; va tolto poi il vincolo triennale sulla provincia di immissione in ruolo e garantito per intero il servizio pre-ruolo ai fini della ricostruzione di carriera; riconoscere l’elevato rischio psico-fisico connesso allo svolgimento della funzione docente, perché lavoro usurante, senza alcuna distinzione di ordine e grado; rispettare i diritti degli studenti disabili con più docenti di sostegno; adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto.
Marcello Pacifico (presidente Anief e segretario confederale Cisal): mai i motivi del dissenso avevano raggiunto una consistenza così forte. Si va dalla mancata stabilizzazione di oltre 100mila docenti abilitati e Ata con lungo servizio alle spalle, ad un blocco del contratto che viola contemporaneamente la Costituzione, il diritto europeo e le sentenze dei tribunali, fino ad un precariato professionale allargato a tutto il personale, dal momento in cui gli ambiti territoriali e la chiamata diretta possono comportare spostamenti coatti a centinaia di chilometri anche a chi ha svolto 40 anni di onorato servizio. Questi obbrobri normativi vanno cancellati, con norme aggiunte da collocare nella versione definitiva della Legge di Stabilità 2017.

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Legge di stabilità: Scuola, solita manovra al ribasso

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 ottobre 2016

scuola-pubblicaLa Legge di Bilancio prevede che solo 20-25mila cattedre si spostino dall’organico di fatto a quello di diritto e lo stanziamento di 300 milioni per finanziare le “deleghe” della Buona Scuola; altri 100 milioni sono stanziati per gli istituti paritari e una quota, ancora da definire, prevede il potenziamento degli Istituti tecnici superiori e la decontribuzione per le aziende che assumono i giovani diplomati; 5 milioni di euro serviranno, ancora, a rafforzare l’Orientamento nelle scuole e vi saranno Incentivi per studenti universitari meritevoli e non abbienti, così pure per i ricercatori. Intanto, dal sondaggio nazionale “Demos – Coop” la Legge 107 viene ancora una volta bocciata. Gli insegnanti, invece, “mantengono un prestigio sociale elevato”, soprattutto i maestri della primaria. Anche gli italiani hanno capito che i nostri docenti sono maltrattati, ‘spediti’ a mille chilometri da casa e sotto-pagati.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): ci sono 100mila posti che annualmente vengono dati ai docenti precari. Cosa dovremmo festeggiare se tra meno di 12 mesi ci ritroveremo ancora una volta con cattedre scoperte, dirigenti costretti a ‘fare acrobazie’ e gli alunni disabili privi del docente di sostegno? Anche con gli Ata siamo fermi a 10mila amministrativi, tecnici e ausiliari che non copriranno neppure il turn over. L’aspetto che lascia, però, più basiti è un altro: dove stanno i soldi per il rinnovo del contratto per il quale si sono aperte le trattative in estate e si sono spese tante belle parole da parte dei rappresentanti del Governo? Pure gli italiani hanno capito come stanno le cose: la gente è grata al lavoro degli insegnanti che percepiscono stipendi da fame in contesti inadeguati e privi di risorse. Con questa Legge di Stabilità, rimaniamo fedeli allo standard.

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Legge stabilità e i soldi

Posted by fidest press agency su sabato, 10 settembre 2016

soldi-pubblici“Non è possibile che Renzi prometta tutti i giorni tutto a tutti: caramelle, nutella, cioccolato, balocchi, profumi, cotillons, pensionati, commercianti, studi di settore, riduzione delle tasse. Ma questo è indecente, è inaccettabile, questo è un imbroglio”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“Soldi non ce ne sono, l’economia va male, siamo in deflazione, siamo in recessione e Renzi promette 25-30 miliardi di euro di maggiori spese? E’ veramente un irresponsabile. Per questa ragione si fissi la data del referendum, si determini la par condito per quanto riguarda i mezzi di comunicazione, e si avvii da subito il dibattito sulla legge di stabilità, la legge di bilancio, per vedere i conti, i conti giusti, la congiuntura. E che Renzi non pensi di avere lo stellone dalla sua. Ormai gli italiani lo hanno capito, e la fortuna l’ha abbandonato”, ha concluso Brunetta.

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Legge di stabilità: iniziano le manovre

Posted by fidest press agency su sabato, 20 agosto 2016

ministero sviluppo economico“La nota di aggiornamento del Def e la prossima legge di Bilancio stanno diventando sempre più centrali nel dibattito di questi ultimi giorni d’estate: segno che si avvicina la ripresa dei lavori parlamentari e si intrecciano le prime contrastanti affermazioni. Tutti parlano di investimenti, pubblici e privati, assumendo posizioni decisamente contrastanti: per alcuni, tra cui Renzi stesso, è urgente insistere su di una serie interventi pubblici mirati, soprattutto nel campo delle infrastrutture, mentre per altri occorre sostenere le imprese con un abbattimento della pressione fiscale tale da favorire gli investimenti. Due approcci diversi, non necessariamente contrastanti, ma che devono misurarsi con una crescita al rallentatore, come quella denunziata dagli ultimi dati Istat, che riduce enormemente la disponibilità delle risorse necessarie per l’una e per l’altra cosa. E soprattutto deve integrare al suo interno quel Piano Famiglia di cui ha recentemente parlato il ministro Costa, che vuole assolutamente rilanciare le politiche demografiche. Ancora una volta la politica dell’annuncio sembra cavalcare un ottimismo di maniera, che non tiene nel giusto conto la drammaticità dei conti pubblici, la riduzione del PIL e l’aumento del debito pubblico.”
Lo afferma l’onorevole Paola Binetti, di Area popolare che continua: “La contraddittorietà dei messaggi, l’intrinseca incompatibilità delle proposte, l’alternanza di euforia e pessimismo, crea una concreta diffidenza nella popolazione e getta un’ombra non indifferente sulla credibilità del governo. Ed è invece proprio su questo fronte che si giocherà una parte consistente della battaglia del Referendum: il governo è credibile nelle sue promesse in materia economica o crede che basti spruzzare nell’aria un po’ di camomilla per convincere gli italiani che va tutto bene e che ci attende un futuro più roseo? Le pagine economiche dei giornali sono altra casa dalle interviste ottimistiche di questo o quel ministro, che sui giornali o in TV sembrano diventati ambasciatori di un benessere inesistente. In questa chiave sentir parlare di una manovra che potrebbe arrivare a 35 miliardi, con qualche sconto per via di una migliore stagione turistica, appare francamente inquietante e induce a pensare che non ci saranno né sconti sulle tasse né investimenti pubblici. E quindi la nostra condizione non potrà che peggiorare, poco o tanto non si sa, ma non ci sono le condizioni per un miglioramento effettivo. Unica alternativa efficace: dire agli italiani come stanno davvero le cose, senza ripetere falsi messaggi, che ormai esasperano gli italiani, come ad esempio che le nostre banche non hanno problemi, che la disoccupazione si è ridotta e che c’è una ripresa a zero virgola in atto. La battaglia sul referendum si giocherà anche su valori immateriali come la possibilità di fidarsi da parte dei cittadini, la correttezza dell’informazione, soprattutto in materia economica, ma non escluderei neppure in materia di droghe; la concretezza sui sacrifici da chiedere: quali, quanti e per quanto tempo. Ad oggi i giornali, soprattutto quelli di stampo filogovernativo, negano in una pagina quello che affermano in un’altra, lasciando ai lettori l’onere della sintesi, che non potrà essere benevola se si tiene conto del livello di insoddisfazione generale”, conclude la Binetti.

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Legge di stabilità e la verità agli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

renato-brunetta“Accogliamo con favore la proposta del professor Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera di oggi di togliere dal dibattito referendario la legge di stabilità. Poniamo un’unica condizione: che Renzi, il grande produttore di incertezza, dica la verità agli italiani”. Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia.
“Noi – prosegue – ci siamo per discutere una Legge di stabilità seria, non clientelare, non finalizzata ad acquistare il consenso e che riassicuri i mercati. Dubitiamo che Renzi sia capace di tutto questo, visti già gli annunci, si pensi a quello sui 500 milioni per combattere la povertà o quello sulla flessibilità pensionistica, e visto lo stile del suo governo, tutto volto a distribuire mance e mancette a soli fini elettorali, ma prendiamo per buona la provocazione di Giavazzi. La accettiamo – continua l’esponente azzurro –, se non altro per verificare quanto lontano sia Renzi da scelte da statista e quanto inadeguata sia la sua ministra Boschi, che pur ad agosto fa dichiarazioni insensate e folli”.
“Noi – sottolinea Brunetta – siamo pronti a discutere una legge di stabilità che dica agli italiani la verità sulla congiuntura economica, che volge al peggio, sui conti pubblici, che versano in condizioni disastrose, sulle banche, sulla disoccupazione, sul collasso degli investimenti, sulla mancata spending review, che spieghi al Parlamento e agli italiani le cose da fare e che non porti più con sè trucchi, imbrogli, inganni, come purtroppo è avvenuto in questi quasi tre anni di governo. Se Renzi farà un’operazione verità saremo pronti a considerare la possibilità di un voto bipartisan sulla Legge di stabilità, così da sottrarla alla più che probabile strumentalizzazione referendaria da parte del governo, chiamando a garante su questo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Dubitiamo che Renzi ne sia capace – conclude –, il suo endemico azzardo morale glielo impedisce”.

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Stabilità: Binetti (Ap): prevedere formazione per ridurre costi della medicina difensiva

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 dicembre 2015

Paola-Binetti“La legge di stabilità potrebbe offrire una doppia via di uscita, sufficientemente onorevole per il governo, a garanzia della salute dei cittadini, ma anche nel pieno rispetto delle nuove norme comunitarie che pongono limiti ben precisi all’orario di lavoro di medici ed infermieri”. Lo scrive in una nota Paola Binetti, deputato di Area popolare (Ncd- Udc).
“Le risorse potrebbero arrivare dalla cosiddetta medicina difensiva che sta raggiungendo dei costi sempre più proibitivi sia per le aziende che per i singoli professionisti. La Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in sanita ritiene che, già la sola medicina difensiva che si riferisce al surplus di spesa sanitaria non legata a finalità terapeutiche ma alla riduzione del rischio di contenzioso, valga annualmente 10 miliardi di Euro, pari allo 0,75% del Prodotto Interno Lordo- spiega la deputata-.
Le ragioni per le quali la medicina difensiva è praticata sono ampiamente riconducibili al timore di una denuncia da parte dei pazienti, che va ad alimentare un contenzioso, che sta sfuggendo di mano alle stesse strutture sanitarie.
Il 77,9% dei medici intervistati in una recente indagine- commenta – ha ammesso di aver tenuto almeno un comportamento di medicina difensiva nell’ultimo mese di lavoro proponendo il ricovero di pazienti che riteneva gestibili ambulatorialmente, prescrivendo un numero di esami maggiore rispetto a quello ritenuto necessario per effettuare la diagnosi.
Contrastare l’abnorme sviluppo della medicina difensiva non può però essere ricondotto esclusivamente ad una operazione della legge di stabilità, servono, infatti, investimenti in formazione che riguardano la classe medica a tutti i livelli, le direzioni aziendali, i pazienti e le associazioni che li rappresentano. Occorre capire e far capire che ci troviamo davanti a degli sprechi di tali dimensioni da sottrarre risorse preziose su altri fronti dell’assistenza e della cura. Quando i malati chiedono più assistenza domiciliare- spiega Binetti- perché anziani soli disabili, quando i pazienti affetti da malattie rare reclamano un’attenzione specifica sui trattamenti innovativi di cui hanno assoluto bisogno, quando l’ampio settore delle dipendenze chiede una revisione radicale dei modelli organizzativi, a tutti costoro occorrerebbe ricordare lo spreco che suppone la medicina difensiva. Ma bisognerebbe ricordarlo anche quando il personale medico-infermieristico affronta turni massacranti, per mettersi in gioco a fianco dei malati ricoverati in aree ad alta intensività.
Grazie alle direttive europee faremo una piccola rivoluzione di cui tutti sentivano un estremo bisogno, ma per questo occorre cominciare e ricominciare investendo il mondo della formazione della informazione, perché le risposte siano efficaci e trasparenti”.

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L. stabilità: congiuntura negativa

Posted by fidest press agency su sabato, 21 novembre 2015

camera deputati“L’avevamo detto, l’avevamo paventato, inascoltati. La congiuntura che ci si prospetta non è buona, contrariamente a quello che ci ha detto fino all’altro ieri il presidente del Consiglio, Matteo Renzi”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio.
“Il 2016 sarà con bassa crescita e bassissimi consumi. Per questa ragione questa finanziaria, questa legge di stabilità è da irresponsabili, è una legge di stabilità che fa debiti, che fa deficit, il tutto per comprarsi il consenso attraverso una fittizia riduzione della pressione fiscale. Fittizia perché poi non si potrà reggere, già l’anno prossimo la pressione fiscale dovrà riaumentare”.
“Noi lo avevamo denunciato sin dall’inizio. Renzi e Padoan irresponsabili. Ora i fatti di Parigi dimostrano ancora di più l’irresponsabilità di questo presidente del Consiglio e di questo ministro (si fa per dire) dell’Economia e delle finanze, che giocano con i destini del Paese per comprarsi il consenso. E’ una legge di stabilità fatta per comprarsi il consenso”, ha sottolineato Brunetta.

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