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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘leghista’

Il “toto premier” in casa leghista

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

maroni“Io non faccio nomi, ‘La Stampa’ è un giornale filo renziano, anche se non so se sta cambiando collocazione”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di “Radio Anch’io”, su Radio Uno, rispondendo ad una domanda in merito a un retroscena de “La Stampa” che ipotizza Roberto Maroni candidato premier del centrodestra. “Maroni è un bravissimo governatore della Lombardia, è stato ministro del governo Berlusconi, ottimo ministro del Lavoro e ottimo ministro dell’Interno. E’ una personalità fondante della Lega, è una risorsa istituzionale e di governo del nuovo centrodestra vincente nel nostro Paese. Come lo è Zaia e come lo è il ruvido Salvini”.

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La kermesse leghista al Senato

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2011

Cropped picture of Joseph Stiglitz, U.S. econo...

Editoriale Fidest. Oggi abbiamo assistito ad una protesta dai “toni alti e dalle… parolacce” nell’aula del Senato mentre il Presidente del Consiglio si accingeva al suo intervento per erudire i senatori sulla sua trasferta europea. Questo scenario non ci preoccupa per l’immagine che dà quanto per i contenuti della protesta, che fa riflettere. Più passa il tempo, infatti, e maggiore diventa la consapevolezza degli italiani che la tagliola di Monti non avrà scampo e riuscirà a catturare quella maggioranza che gli serve per continuare l’opera di demolizione del sistema paese. Già il giornalista Agostino Spataro si interroga se “La via imboccata è quella giusta o si stanno commettendo nuovi errori?” Il suo articolo “non scaturisce da una paura che in questo periodo un po’ tutti avvertiamo, e che non osiamo esternare in pubblico, ma dall’analisi, libera e schietta, fatta da un economista Usa, Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia, nel corso di un’intervista pubblicata su un importante quotidiano argentino,” “Ovviamente – scrive Spataro – sto parlando di grandi opzioni, di scelte strutturali non delle quisquilie cui ricorrono le varie “compagnie di giro” per tenere aperto il baraccone degli scandaletti a buon mercato e deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri malanni che affliggono l’Italia e l’Europa”. E soggiunge: ““Il principale problema è quello di avere creato un contesto economico a partire dal quale la democrazia è rimasta subordinata ai mercati finanziari. E questo la Merkel lo sa bene. La gente vota, però si sente ricattata. Si dovrebbe riformulare il quadro economico, affinché le conseguenze di non seguire i mercati non siano tanto severe”. Gli fa eco in un altro contesto un broker inglese. “Il nostro lavoro – ci dice – è di fare soldi da questa situazione. Io vado a letto tutte le notti sognando – e lo faccio da tre anni – un’alta recessione e un momento come questo. E’ la depressione degli anni ’30 che si riaffaccia. Allora non è stato solo la depressione dei Mercati, c’era gente che era preparata a quella caduta del mercato. E’ una opportunità, quando il mercato cade, quando l’euro cade se sa, ovviamente, cosa fare, ed è in grado di stabilire un giusto piano. In questo caso si possono fare tanti soldi”. E l’Italia e con essa l’Europa diventano le vittime designate di un imponente trasferimento di ricchezze dagli Stati alla speculazione. Quindi i pensionati, i lavoratori, i piccoli risparmiatori, le famiglie monoreddito o con redditi medio-bassi e tutta l’area che richiama, per lo meno all’80% della popolazione europea, stanno per essere irrimediabilmente impoverite da un sistema che è o dentro la speculazione o è fuori di essa e in entrambi i casi cercano di attrarre capitali o di difendersi servendosi dei soldi di chi ha e ne vuole sempre di più. In questa misura l’uomo della strada, il lavoratore medio o il disoccupato, il cassa integrato non hanno più dei protettori. Non lo è, per l’Italia: il Parlamento, che si accinge a votare la manovra capestro di Monti, non lo è “la Bce perchè rappresenta gli interessi delle banche e non è quindi in grado di regolare il sistema finanziario in maniera adeguata e ha un’attitudine di stimolo ai CDS (Credit Default Swaps) che sono strumenti molto dannosi. Questo dimostra anche che le banche centrali non sono indipendenti…” E il dramma nel dramma sta nel fatto che proprio i partiti che si richiamano ai valori della sinistra, a quelli della dottrina cristiana e della legalità hanno gettato la spugna militando nello schieramento opposto. Sono diventati i mercenari della nuova dottrina. E tutto questo non lo affermo a titolo personale ma mi richiamo, al già citato premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz e poi agli altri economisti accademici di riferimento quali: i Prof. L. Randall Wray, Stephanie Kelton, Warren Mosler, Marshall Auerback, William Black, Michael Hudson. Una sensibilità che hanno mostrato anche gli economisti italiani nel loro appello rivolto ai parlamentari italiani, in queste ore. Essi, in pratica hanno richiamato l’attenzione all’Argentina che ha spezzato il patto iugulatorio con la finanza Usa e ora gode ottima salute e che noi dovremmo seguire uscendo dal pantano dell’Euro e dal ricatto dei patentati europei. Ora, però, traditi da tutti tranne che dai leghisti non ci resta che stare a guardare che ill dramma si compia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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“Senza unità staremmo meglio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2011

“Se non ci fosse stata l’Unità d’Italia, dalle mie parti al nord, saremmo stati meglio e nessuno ci avrebbe obbligato ad andare in giro con le bandiere e il tricolore. Rispetto le istituzioni ma la penso a modo mio”  Cosi è intervenuto Francesco Speroni, europarlamentare, in diretta alla Zanzara in onda da Strasburgo su Radio 24. Alla domanda dell’esistenza del cosiddetto cerchio magico, il leghista risponde così: “Il cerchio magico non esiste: se devo appartenere al cerchio dei fedelissimi si, ma se per cerchio magico si intende alla processione di gente che va chiedere favori a Bossi ecco io no.” Sull’aumento di 3000 € ai parlamentari europei Speroni risponde: ” Ci hanno dato un aumento per il personale ma vanno in tasca agli assistenti non ha me! Servono per prendere qualcuno in più e ce n’è bisogno perché dal 1 dicembre del 2009 è aumentato il lavoro. Noi facciamo più leggi del parlamento italiano perché è entrato in vigore il trattato di Lisbona e per questo c’è la necessità di avere una persona in più. Ecco perché servono quei soldi”

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La scuola “Leghista”

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

E’ nato il nuovo Polo scolastico di via Nigoline inaugurato sabato scorso. L’iniziativa è del sindaco lumbard Oscar Lancini: la scuola timbrata Lega Nord. Il Sole delle Alpi, simbolo del Carroccio, è ovunque: sugli zerbini all’ingresso, sopra i cestini dello sporco in giardino, sulle vetrate, sui banchi iscritto nella «o» di Adro. Non ci si può sbagliare, anche perché il complesso è intitolato ad un padre nobile del movimento, Gianfranco Miglio. La scuola è bella e funzionale. Una scuola pubblica con i vessilli della lega nord, una scelta degna di un passato che tutti vorremmo dimenticare. Nessuno nel bel paese, «al tempo delle amministrazioni comunali democristiane oppure comuniste ha mai pensato di riempire le scuole di scudicrociati o di falci e martello. La scuola è una zona franca. Ci sono limiti che non vanno superati». Ma vi è di più. L’occupazione leghista è appena agli inizi: si parte dalle scuole, si passa alla parentopoli come è stato ampiamente documentato in Piemonte, altro recente caposaldo leghista, e si prepara il terreno al figlio di Bossi nella classica tradizione di certi regimi. Persino il ministro Mariastella Gelmini non si trattiene dal dire: «Quello del sindaco di Adro è estremismo e folkore». Ma sembra volerla prendere come una stravaganza. Non lo è, purtroppo. Ci stupisce, invece, il silenzio di certa stampa e delle istituzioni e, nello specifico, del Presidente della repubblica proprio a ridosso delle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia. D’altra parte la Lega ha già annunciato di non volervi partecipare e sindaci leghisti lo stanno a dimostrare non indossando già da tempo il tradizionale tricolore. Di certo non possiamo archiviare il tutto come se nulla fosse se vi aggiungiamo la nostra politica estera dove si denota la chiara sudditanza del governo italiano alla Libia (il baciamano di Berlusconi a Gheddafi ha già fatto il giro del mondo) e il paradosso dei libici che attaccano le imbarcazioni italiane con le navi che noi abbiamo generosamente donato loro.
Noi del Movimento On  non possiamo tacere.  «Che c’entra il Sole delle Alpi con la didattica e l’istruzione?» E’ giunto il momento di reagire e devono incominciare a farlo le istituzioni. E se proprio non lo fa il dirigente della scuola “leghista” che non ci risulta essere al servizio della Lega ma dello stato Italiano speriamo lo faccia il Presidente della Camera Gianfranco Fini unico italiano rimasto al potere dopo la sospensione dal partito liberal padano sotto la scritta Pdl.

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Berlusconi “mangia benissimo” ma digerisce male

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2010

Con questa battuta potremmo definire l’ultimo incontro Berlusconi – Fini e una sorta di “ultimatum” espresso da Fini sulle scelte politiche del cavaliere. Il problema era noto. Fini è stato da tempo critico sulle strategie del Pdl che, a suo avviso, tendono ad essere condizionate dal suo alleato leghista. Ma gli argomenti di Fini nascondono anche un altro aspetto che riguarda il “dopo Berlusconi” proprio nel momento in cui lo stesso Bossi rivendica il diritto del suo partito ad avere una candidatura per la stessa successione a Berlusconi alla presidenza del consiglio dei ministri. La Lega è, indubbiamente, un alleato prezioso e i suoi consensi elettorali alle regionali pongono il partito in una posizione di vantaggio non da sottovalutare anche perché mostra d’espandersi oltre il Nord Italia. Basti pensare che in Toscana ha raddoppiato i consenti, in Emilia li ha triplicati, e già parla di una candidatura di un leghista a sindaco di Napoli. In questo modo i due “cavalli di razza”, per dirla con il linguaggio democristiano degli anni sessanta, Fini e Casini si troverebbero spiazzati da un nuovo organigramma che Bossi e Berlusconi avrebbero stilato in questi giorni e che prefigurano altri nomi alla guida del paese sia per le presidenze dei due rami del parlamento, sia per quella del presidente del Consiglio e della Repubblica. Lo stesso Berlusconi sembra già aver avviato la “campagna elettorale” per la sua candidatura alla presidenza della Repubblica con il voto plebiscitario che già pensa d’ottenere dagli italiani con l’elezione diretta del capo dello stato. Se poi la riforma costituzionale non sarà possibile si pensa come candidato del Colle a Gianni Letta e a Tremonti presidente del Consiglio, quest’ultimo papabile in ogni caso. Se queste sono le premesse Fini non sembra avere molto tempo per fare delle scelte che mostrino la sua capacità di riaffermare la sua leadership o nel Pdl o con un nuovo movimento. Nello stesso tempo non può alienarsi del tutto l’amicizia con la Lega ma, semmai, convincere i “delfini” di Bossi che è giunto anche per loro il momento di svezzarsi e di camminare con i loro piedi. Ma ce anche chi pensa che sia tutta manovra solo per contare di più nella gestione del Pdl nelle aree del Nord Italia. Certo che è questione di giorni per capire se è solo un braccio di ferro per ottenere più potere o l’intenzione è seria e si andrà ad una rottura sia pure non traumatica come paventa il presidente del Senato con la sua idea delle elezioni anticipate se si matura la rottura con Fini.

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