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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘legislatura’

Governo, Serracchiani “Ora Conte si impegni a realizzare patto legislatura”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2021

“Abbiamo chiesto noi la parlamentarizzazione della crisi. Ora è importante che il Governo si rafforzi con un patto di legislatura e il rafforzamento della maggioranza passa anche dalla possibilità di aumentarla. All’interno del Parlamento, sia alla Camera che al Senato, ci sono forze assolutamente europeiste che sono pronte a ragionare sul Recovery plan e noi ci appelliamo a loro”, così la deputata Pd e presidente della commissione Lavoro alla Camera, Debora Serracchiani è intervenuta questa mattina a Radio Anch’io. “Il passaggio di ieri era obbligato, necessario e opportuno e oggi cominciamo a lavorare per rafforzare questa maggioranza. Ieri tanti colleghi, anche del Pd che poi hanno fatto scelte diverse, hanno votato con molta molta sofferenza e sono convinta che non vogliono mettere in difficoltà il paese”. “Nella commissione Lavoro alla Camera – ha poi aggiunto Serracchiani – ho lavorato in questi mesi tantissimo e bene con i colleghi di Italia Viva e credo sinceramente che, visto quello che sta affrontando il paese e la grande opportunità delle risorse europee, con loro si continuerà a lavorare bene”. “Il passaggio parlamentare c’è stato e c’è maggioranza assoluta alla Camera e maggioranza relativa al Senato. Credo che cresceranno entrambe e dobbiamo fare del nostro meglio nell’interesse del Paese”.(n.r. Crediamo, a questo punto, che non vi sia altra strada che quella di rimettere il mandato al corpo elettorale perché convivere con Italia viva non convince. Renzi è inaffidabile. Nel frattempo non si può continuare a vivacchiare con sedute notturne, consigli dei ministri fiume per poi vedere “la montagna partorire il solito topolino”. E il discorso non è tanto di chi può guidare la coalizione di governo, in questo frangente, quanto che gli sia data la possibilità di “governare” con scelte che possono anche essere difficili ma necessarie e il parlamento gli possa offrire, a ragion veduta, il necessario supporto. Qui è essenziale la credibilità del sistema paese e vi sono riforme che non possono attendere oltre come quella della giustizia, del fisco e della sanità, per non dire altro.)

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Lombardia: Bilancio 1 anno legislatura

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

“Ci sembra eccessivo l’entusiasmo di Fontana nel giudicare il suo operato a un anno dalle elezioni.In Lombardia non c’è da sorridere in Sanità, con lunghe liste d’attesa identiche a quelle di un anno fa e il fallimento su tutta la linea certificato dai numeri della presa in carico dei pazienti cronici. L’offerta sanitaria è ancora quella di Formigoni, tutta squilibrata sul privato, mentre le risorse devono tornare nel pubblico.Anche il trasporto arranca, tanto che è stato avviato da Trenord un piano d’emergenza che ha creato extra disagi a pendolari e viaggiatori con il taglio di numerose corse periferiche. Sulle politiche sull’ambiente è tutto fermo, mentre sulla qualità dell’aria, solo la settimana scorsa, abbiamo visto franare su se stessa la maggioranza di Fontana e affossare una risoluzione per prevenire i danni del cambiamento climatico. Va male anche l’edilizia pubblica popolare, con Aler Milano che non da segni di vita.Sicuramente è il Governo che sta investendo risorse in Lombardia.Sono arrivati i primi treni per far fronte all’emergenza trasporti, fondi ai piccoli Comuni, 400 milioni, per le opere urgenti, fondi alle province per strade e scuole e ne arriveranno altri per la prevenzione del dissesto idrogeologico.Insomma, i lombardi meritano qualcosa di più delle lodi che Fontana fa a se stesso, noi ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno e in Consiglio regionale siamo riusciti a fare approvare importanti proposte come il taglio dei vitalizi degli ex consiglieri con un risparmio di 3 milioni, 750 mila euro per i centri l’impiego e un milione in più per l’ambiente”, così Andrea Fiasconaro, capogruppo del M5S Lombardia, commenta le parole del Presidente della Lombardia Attilio Fontana che ha proposto un bilancio del suo primo anno di legislatura regionale.

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Manovra: costi della politica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 dicembre 2011

Sulla polemica sul taglio dei costi della politica – interviene Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum. Fermo restando che la professionalità e le capacità personali vanno premiate, è necessario in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversiamo – per equità e per buon esempio – che chi più guadagna più deve contribuire. Non è possibile che mentre i lavoratori dipendenti ed i pensionati pagano un alto contributo per l’uscita dalla crisi, chi guadagna da 500mila euro in su all’anno, non versi il 10% come contributo straordinario, siano essi manager di Stato o di Aziende private.” Adiconsum – prosegue Giordano – ha stilato un Vademecum di buon governo da sottoporre all’Esecutivo di Monti in cui devono trovare posto le seguenti riforme:
• equiparazione dei trattamenti economici e normativi dei parlamentari e del Governo a quelli vigenti nel Parlamento e nella Commissione Europea;
• consentire ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento;
• tagliare i contributi a quei partiti che non raggiungono il 4% del consenso elettorale;
• abbassare il contributo elettorale a 3 euro, anziché agli attuali 4 euro per voto ricevuto, e favoriscano la dimensione associativa dei partiti, non solo quella elettoralistica;
• tagliare i troppi benefici di cui i parlamentari ed i senatori godono;
• impedire la formazione, nel corso della legislatura, di formazioni politiche troppo spesso costituite per fini economici o a sostegni politici di convenienza personale e di gruppo.

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Entro fine anno riduzione parlamentari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

“Ieri in Commissione Affari costituzionali, Italia dei Valori ha chiesto l’urgente calendarizzazione in commissione della sua proposta di legge, sottoscritta da tutti i deputati IDV, per la riduzione del numero dei parlamentari, per poter arrivare a discuterla in Aula entro la fine dell’anno” lo annuncia in una nota l’on. Massimo Donadi, presidente dei deputati di Italia dei Valori alla Camera. “La nostra proposta di legge, estrapolata da un pacchetto di proposte per la riduzione dei costi della politica depositate ad inizio legislatura, intende ridurre a 300 il numero dei deputati e a 150 quello dei senatori” spiega Donadi. “Così facendo, non solo procederemo non solo nella giusta direzione di una maggiore razionalizzazione delle istituzioni migliorandone il funzionamento e definendo un più efficiente livello di rappresentanza politica, ma daremo un segnale concreto e tangibile, in tempi rapidi, nella riduzione dei costi della politica” conclude Donadi.

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Infrastrutture e il ministro Matteoli

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 giugno 2011

“La disfatta del Governo sul fronte delle infrastrutture ha in Matteoli il suo miglior rappresentante”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd, membro della commissione Trasporti, Debora Serracchiani, commentando le parole del ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, il quale oggi ha specificato che le priorità infrastrutturali non sono ‘solo al Nord del Paese’ e che ‘il piano per il Sud è un obiettivo altrettanto prioritario dell’intero Governo per la seconda parte della legislatura’. “Berlusconi aveva promesso agli italiani che le infrastrutture sarebbero state la punta di lancia della ripresa – ha osservato Serracchiani – e invece sono il termometro con cui misuriamo la nostra distanza dall’Europa: investimenti a picco, burocrazia insostenibile, costi più alti, disoccupazione in crescita nel settore. Così interi pezzi del Paese sono abbandonati e lasciati privi delle opere strategiche necessarie a far ripartire la loro economia e quella di tutto il sistema Italia”. Secondo Serracchiani “quando al Governo l’inefficienza si somma alla demagogia, quando non si riesce nemmeno a spendere le risorse comunitarie o approfittare degli investitori privati, finisce che si scontentano tutti. Vale per il sud come vale per il nordest affamato di Alta velocità e Alta capacità, al quale – ha concluso – sarebbe un errore storico non dare risposte all’altezza delle attese”.

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Utah: da immigrazione statale a nazionale?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 marzo 2011

Con quasi 12 milioni di clandestini il governo federale degli Stati Uniti dovrebbe riformare la legge sull’immigrazione. Incapace di farlo al livello nazionale, gli Stati stanno cercando di risolvere la questione  da se stessi. Uno dei più noti è l’Arizona il quale l’anno scorso ha approvato leggi anti-immigranti che sono state bloccate in parte dai tribunali. Adesso l’Utah, un altro red state, uno di quelli che tradizionalmente vota per i repubblicani, ha fatto qualche passo per fare fronte al dilemma dei clandestini. La legislatura statale ha approvato un decreto che offrirebbe agli indocumentati un contratto a tempo determinato. I clandestini che potrebbero dimostrare di essere vissuti per alcuni anni in Utah qualificherebbero per  una carta d’identità statale e  potrebbero lavorare legalmente. Dovrebbero però pagare una multa onerosa di 2.500 dollari. Il decreto richiede  inoltre che i poliziotti dello Stato controllino lo status immigratorio di coloro che sono fermati per infrazioni. Il decreto dell’Utah non contiene la clausola che i poliziotti potrebbero fermare chiunque in caso di sospetti che l’individuo sia nel Paese illegalmente. Questo è  uno dei provvedimenti  più polemici  perché potrebbe condurre al racial profiling, cioè la discriminazione etnico – razziale. Le motivazioni per il decreto in Utah sono emerse dalla necessità di risolvere la situazione dei clandestini ma forse, ed anche più importante, per risolvere i bisogni della manodopera delle aziende. Il decreto offrirebbe una fonte di lavoratori legali  a buon mercato.Parecchi gruppi in Utah, incluso  alcune organizzazioni conservative di Latinos, si sono schierati a favore del decreto. Inoltre la Chiesa Cattolica statale, la Camera del Commercio ed alcune associazioni di polizia hanno dichiarato il loro appoggio. La fortissima Chiesa Mormone ha anche dichiarato il suo supporto ma non in modo visibile. Il governatore dell’Utah, Gary Herbert,  non ha ancora deciso se firmerà il decreto di legge anche se ha avuto parole elogiative per il legislatori.Ma anche con la firma del governatore la legge non potrebbe mettersi in pratica perché le questioni di immigrazione sono sotto il controllo del governo federale. Lo Stato dell’Utah chiederebbe in questo caso un’esenzione che con ogni probabilità non sarebbe esaudita. Nonostante lo stallo a Washington per la questione dell’immigrazione il governo federale non darà il suo permesso a uno Stato di creare le sue leggi nel campo internazionale. Sarebbe pericoloso perché aprirebbe le porte a troppi futuri guai in molti altri settori. I promotori del decreto dell’Utah si considerano mediatori fra l’inattività del governo federale e l’aspra legge verso i clandestini approvata l’anno scorso dall’Arizona. Ma in Utah si è anche preoccupati per leggi anti-immigranti che possono avere un forte impatto negativo all’economia com’è successo in Arizona. Si calcola che il boicottaggio economico di alcuni gruppi di latinos ha fatto perdere una sessantina di milioni di dollari all’Arizona dato che convegni, turismo ed altre visite sono state cancellate e ridirette ad altri Stati. Il decreto dell’Utah cerca di essere più “giusto” di quello dell’Arizona e di altre leggi in considerazione da altri Stati. Ciononostante non riflette  il benvenuto che gli Stati Uniti dicono di avere offerto agli immigrati nel passato. Infatti,  il benvenuto agli immigrati del passato è un mito. Tutti i gruppi etnici che adesso si sono integrati in America hanno dovuto affrontare pregiudizi. Ma l’America è sempre stato un Paese che ad un certo livello ha sempre dato il benvenuto a persone di tutte le parti del mondo. Ciò è riflesso ancora nelle città americane che si sono dichiarate sanctuaries, santuari per i clandestini. Parecchie fra le più importanti  città americane, seguendo l’iniziativa di Los Angeles, hanno dichiarato che i loro poliziotti non faranno sforzi per scoprire lo status immigratorio di nessuno. Queste zone metropolitane includono New York, Washington, Chicago, Miami, Houston, Detroit ecc. La città di San Francisco ha persino creato un sistema di sanità per i più poveri ad un costo bassissimo che non esclude nessuno nemmeno i clandestini. È questo lo spirito dell’America che la Statua della Libertà di New York incorpora alla perfezione. (Domenico Maceri)

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Nomine in agricoltura al maschile

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

“Tante e qualificate sono le donne che si occupano di agricoltura, ma ai vertici degli enti agricoli di nomina governativa e ministeriale c’è una sola donna , fra decine e decine di colleghi maschi: presidenti, commissari straordinari e componenti dei consigli di amministrazione. Una percentuale minima, in evidente contrasto sia con il dettato della Costituzione repubblicana, sia con un consolidato orientamento comunitario, peraltro recepito dal nostro Paese proprio nel corso di questa legislatura”. Susanna Cenni, deputata Pd in commissione Agricoltura alla Camera, chiede perché e denuncia la quasi totale assenza di donne nei livelli dirigenziali e nei vertici amministrativi delle istituzioni agricole di nomina governativa . Lo fa presentando un’interrogazione parlamentare, sottoscritta dalle deputate Servodio (Pd) e Di Giuseppe (Idv) e rivolta ai ministri dell’Agricoltura, Giancarlo Galan, e delle Pari opportunità, Mara Carfagna. Ai ministri, Cenni chiede se siano a conoscenza di questo quadro di nomine così sbilanciato, che priva la nostra agricoltura di valide competenze e risorse femminili, e quali provvedimenti intendano prendere per garantire la necessaria rappresentanza di genere nella governance di enti e istituzioni del comparto agricolo.

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Politica: attacchi ad Enrico Letta

Posted by fidest press agency su martedì, 1 febbraio 2011

“La mattina gli appelli bipartisan. All’ora di pranzo gli attacchi, sopra le righe e fuori bersaglio, a Enrico Letta. Cerchiamo di capirci su alcuni punti senza offendere nessuno. Primo, il PD non è né per la patrimoniale, né per un aumento delle tasse. Il PD vuole una riforma del fisco a misura di chi lavora e di chi produce. Per inciso, faccio notare che la pressione fiscale non è mai stata così elevata come con il governo Berlusconi. In secondo luogo, noi non abbiamo mai proposto, in tre anni di legislatura, un incremento della spesa pubblica, ma una sua diversa allocazione, più razionale e di qualità, che consentisse di finanziare lo sviluppo riducendo gli sprechi. Terzo, l’appello del presidente del Consiglio  riconosce tardi la grave emergenza economica in cui versa il Paese: se si fosse occupato di più degli italiani, anziché badare ai suoi svaghi, forse il premier avrebbe capito che occorreva intervenire con maggiore tempestività. La mossa di oggi è chiaramente figlia della disperazione e di una deliberata, e neanche troppo sottile, strategia di comunicazione: vuole distogliere l’attenzione dagli scandali e provare, in corner, a darsi un allure istituzionale. Poteva pensarci prima. Ad esempio, poteva farlo, questo intervento conciliante sul Corriere, il 15 di dicembre, dopo la fiducia della Camera, se proprio gli stava a cuore l’interesse del Paese. Noi siamo sempre dalla parte degli italiani. Dunque, già  da domani siamo pronti a sederci e a discutere di crescita e sviluppo. Ma siamo disposti a farlo con chi può autorevolmente rappresentare il Paese e le istituzioni. Quindi, non con Silvio Berlusconi”. Lo scrive sul sito di TrecentoSessanta, Paola De Micheli, deputato e responsabile PMI del PD e tra i fondatori dell’Associazione di Enrico Letta.

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Bertolaso al posto di Alemanno?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 gennaio 2011

“Apprezziamo il gesto del sindaco Alemanno, anche se obiettivamente tardivo, considerati i risultati deludenti del suo operato. Non c’era certo bisogno della classifica de Il Sole 24 ore a sottolineare il fallimento del primo cittadino di Roma, bastava una passeggiata in centro o in periferia per accorgersi dell’abbandono in cui versa la capitale. Per non parlare degli scandali che hanno segnato questa prima fase della legislatura. Non vorremmo però incorrere negli errori del passato con le nomine che stanno circolando. Individuare in Bertolaso il nuovo vice sindaco vuol dire essenzialmente riconoscere che Roma è in uno stato di emergenza e che quindi ci vuole una persona che in passato si è occupato di terremoti, inondazioni e così via. Ma al tempo stesso vuol dire anche lasciare il timone della città per dedicarsi a carriere “altre” (leggi nazionali). Il tutto per manifesta incapacità.” Lo dichiara l’On. Gianfranco ZAMBELLI

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I disabili di classe A e B

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2010

Lettera al direttore. Scusate se, esprimendo un parere personale, mi dilungo in alcune riflessioni. Se non ricordo male, più di tre anni fa il blog di Beppe Grillo lanciò la stessa informativa denunciando il precedente aumento di stipendio con le medesime modalità. Il tempo passa, cambiano gli attori (e di legislatura in legislatura se ne aggiungono sempre di nuovi per nuovi vitalizi), ma la musica è sempre la stessa. Personalmente credo che fin quando la maggior parte degli italiani cinicamente si lascia ingrassare dal meccanismo dell’attuale classe politica, per la minoranza non cambierà nulla se non in peggio. Fin quando non raggiungeremo una responsabile coscienza sociale, che ti da il diritto di pretendere il servizio che paghi profumatamente, non abbiamo altra via d’uscita che soccombere a questi politici (tutti) che ci ritroviamo.
Credo che oggi come vanno le cose in Italia, sostanzialmente non interessa a nessuno fino a quando non si tocca l’interesse personale; e un esempio banalissimo, ma significativo, lo stiamo vivendo noi di Carnera21. Mi spiego: recentemente hanno sostituito i vecchi contenitori dell’immondizie con dei nuovi affinché un solo dipendente AMA sia conducente e operatore ecologico allo stesso tempo. Tralasciando le conseguenze ben visibili di questa innovazione, i contenitori sono stati piazzati nel bel mezzo della strada e sul marciapiedi, che per passare con un passeggino si doveva scendere dal marciapiedi. Per non parlare poi di chi, purtroppo diversamente abile, doveva percorrere lo stesso tratto di strada. Tutto è rimasto invariato fino a quando il palazzo a vetri marrone è diventato sede amministrativa della USL RM11. Allora è stata asfaltata Via P.Carnera (che da diversi anni doveva esserlo), è stata trovata la giusta collocazione ai contenitori dell’immondizie e si sono perfino abbattute le barriere architettoniche almeno per le aree limitrofe alla sede della USL. Ma allora mi chiedo: se non ci fosse stata la USL (alla quale rendo grazie), eravamo destinati a stare nella cacca? È possibile che praticamente esistano disabili di classe A e di classe B? Ognuno è libero di fare ciò che crede, ma più che una petizione alle prossime elezioni non dovrebbe presentarsi nessuno.(lettera firmata)

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Ex-An: per completare la legislatura

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

“Talune ricostruzioni giornalistiche, che individuano tra gli ex An ‘buoni e cattivi’, sono infondate. A differenza di quanto accaduto ad altri, nessuno tra noi si è pentito di aver contribuito attivamente a far nascere il Pdl e tutti lavoriamo perché si porti a termine la legislatura mantenendo gli impegni programmatici assunti con gli elettori”. Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. “Abbiamo registrato  – aggiunge – le dichiarazioni rilasciate nelle Aule del Parlamento dai colleghi del nuovo gruppo del Fli che confermano la validità del programma elettorale e la volontà di voler appoggiare l’azione del governo e ci auguriamo che alle parole seguano i fatti concreti e i voti parlamentari. Assicuriamo inoltre  – conclude – che l’integrazione nel Pdl con gli amici ex Forza Italia è totale”.

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Stop alla violenza sulle donne

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 settembre 2010

Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del consumatore” di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA, ritiene opportuno di fronte all’aumento esponenziale su tutto il territorio nazionale di atti di violenza ed abusi sulle donne, rilanciare il progetto del Generale Luciano Garofano – il noto ex comandante del Ris dei Carabinieri di Parma – che da diverso tempo ha elaborato una proposta per arginare la criminalità per il tramite dell’istituzione di una Banca Dati del DNA.  Esiste già  in Parlamento un disegno di legge trasversale presentato nel corso della precedente legislatura che ha subito uno stop il suo iter legislativo per i problemi connessi alla tutela della privacy e della libertà che un archivio di dati personali potrebbe comportare. Infatti, dopo averne approvato la legge nel 2009, ad oggi, non ha ancora ricevuto il via libera per la sua applicazione con i decreti attuativi. Pertanto, mentre in Inghilterra e Usa la banca dati del DNA è un efficientissimo strumento contro il crimine, in Italia è tutto fermo. Ma in presenza di una spirale così odiosa di delinquenza nei confronti delle donne – che è divenuto un vero e proprio problema di ordine pubblico, in alcune città – occorrerebbe una poderosa accelerata all’iter legislativo per la creazione di quest’ importante contenitore di informazioni genetiche che conservi l’impronta genetica quantomeno di tutti coloro che si sono resi colpevoli di reati gravi ed in particolare di “violenza sessuale” e che scoraggerebbe chiunque a mettere in atto forme di violenza di tale stregua, permettendo alla magistratura e alle forze dell’ordine di svolgere indagini più rapide, efficaci e meno dispendiose. Per non parlare dell’efficacia di una simile banca dati nelle indagini sui reati connessi al terrorismo, alle associazioni mafiose, agli omicidi, ed alla pedofilia. Giovanni D’Agata, ritenendo che l’idea del generale Luciano Garofano possa contemperare l’esigenze di tutela della Privacy e della libertà, con quelle della pubblica sicurezza e della tutela della persona, in particolar modo delle donne e dei bambini, tutti diritti costituzionalmente garantiti, perorerà presso tutte le sedi competenti al fine di una rapido compimento dell’iter legislativo.

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Regione Lazio: fine legislatura e rimpasto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

“Ho ascoltato con attenzione – dichiara il consigliere del PdCI, Prc e Socialismo2000 della regione Lazio, Maria Antonietta Grosso rivolgendosi al presidente Marrazzo dopo il suo intervento nell’aula consiliare – quanto da lei comunicato in riferimento all’ultimo ed ennesimo rimpasto e il programma di fine legislatura. La mia prima reazione è stata di sconforto prendendo atto che più che un rimpasto per ricompattare la coalizione che vinse le elezioni si è realizzata una vera e propria logica spartitoria tutta interna al partito di maggioranza e che ha escluso, tra l’altro, una componente della stessa e non ha reso possibile avere tra gli assessori una donna capace, esperta e di lunga esperienza quale è appunto Luisa Laurelli. Sconcerto – aggiunge Maria Antonietta Grosso – anche perché siamo ad un passo dalle prossime elezioni e probabilmente dei tanti buoni propositi da lei enunciati si potrà realizzare ben poco e ancora meno tutto ciò che  riguarda la condizione di vita e le aspettative dei nostri cittadini. Un rimpasto – aggiunge il consigliere – che disegna delle scelte precise, che se da un lato recuperano un assessore già defenestrato dall’altro escludono i comunisti, PdCI e Prc, che pure furono determinanti nelle precedenti elezioni e per realizzare parte, finché ci è stato possibile, di quel programma e di quell’impegno che prendemmo con i nostri elettori. E questo, presidente è un atto grave. Parlo non come consigliere ma come cittadino ed anche sul welfare prendo atto, dopo aver cambiato ben tre assessori alle politiche sociali, che mai il sociale è stato vissuto come priorità. Le ricordo presidente – conclude la Grosso – che il mandato per tornare ad essere governatore di questa regione non le verrà conferito da alchimie di coalizione, che tra l’altro vedono IDV dire no all’UDC e lo stesso dire di no a lei e molto altro ancora, ma dai cittadini e questi la giudicheranno per le cose pratiche realizzate e per le tante che ancora si devono fare”.

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Elezioni europee

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2009

Tra il 4 e il 7 giugno 2009 i cittadini europei si recheranno alle urne per eleggere i deputati al Parlamento europeo. Questa cartella stampa ha l’obiettivo di aiutare i lettori a inquadrare qual è la posta in gioco. Fornisce quindi un background sul Parlamento europeo e sulle precedenti tornate  elettorali, illustra i “Punti forti” della legislatura 2004-2009 e i “Prossimi impegni” che i deputati  dovranno affrontare prima delle elezioni. In chiusura figurano alcuni articoli che descrivono  dettagliatamente i “Grandi temi” che il Parlamento ha trattato negli ultimi cinque anni. Background sul Parlamento europeo – Questa sezione contiene informazioni circa la tornata elettorale, i  deputati e i gruppi politici, le leggi elettorali, l’affluenza alle precedenti elezioni, i poteri del Parlamento europeo, il multilinguismo e il ruolo delle donne. I Punti forti della legislatura – Le schede di questa sezione forniscono una panoramica sull’attività svolta  dal Parlamento europeo durante la legislatura 2004-2009. I “punti forti” sono suddivisi per temi quali  l’ambiente, i cambiamenti climatici, l’occupazione e gli affari sociali, il mercato interno dei prodotti e dei servizi, i consumatori, i trasporti, la sicurezza e la salute, per non citarne che alcuni. In ogni scheda figura una breve presentazione di una selezione di atti legislativi di particolare rilevanza adottati dal Parlamento europeo nel corso dei cinque anni di questa legislatura e, talvolta, alcune prese di posizione politiche non vincolanti.Questa sezione illustra alcuni dei temi che i deputati dovranno affrontare prima delle elezioni di giugno. Si va dalla liberalizzazione dei mercati del gas e dell’elettricità, alle cure sanitarie in Stati membri diversi da quelli di residenza, dalla riduzione delle tariffe degli SMS inviati o ricevuti in roaming, alla direttiva sull’orario di lavoro. Il Parlamento sarà anche implicato nella definizione di una nuova architettura per i mercati finanziari.

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