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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘legislazione’

Legislazione di emergenza in caso di Brexit senza accordo, a che punto siamo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 febbraio 2019

Finora la Commissione ha presentato 19 proposte legislative, sulle quali sono stati compiuti progressi significativi in seno al Parlamento europeo e al Consiglio, che ne hanno adottate o concordate 7. Dodici proposte devono ancora essere finalizzate dai colegislatori, che stanno procedendo speditamente. Sono anche stati adottati alcuni atti non legislativi, compresi 10 atti delegati, 6 atti di esecuzione e 3 decisioni della Commissione. Tutti i testi sono disponibili qui. Come sottolineato nelle precedenti comunicazioni della Commissione sui preparativi in vista della Brexit, le misure di emergenza non mitigheranno né potranno attenuare l’impatto complessivo di un mancato accordo, non compenseranno in alcun modo la mancanza di preparazione, né replicheranno tutti i vantaggi dell’appartenenza all’UE o le condizioni favorevoli di un eventuale periodo di transizione, come previsto nell’accordo di recesso. Queste proposte hanno un carattere temporaneo, una portata limitata e saranno adottate unilateralmente dall’UE; non si tratta di “mini accordi” e non sono state negoziate con il Regno Unito.Oltre a questa attività legislativa, la Commissione ha intensificato il proprio impegno ad informare proattivamente il pubblico sull’importanza di prepararsi ad una Brexit senza accordo. Ha pubblicato 88 avvisi e 3 comunicazioni dettagliate sui preparativi in vista della Brexit. Questa settimana ha inoltre intensificato l’attività informativa rivolta alle imprese dell’UE per quanto concerne dogane e imposte indirette.La Commissione continua a tenere dibattiti tecnici con i 27 Stati membri sia su questioni generali relative alle misure preparatorie e di emergenza che su questioni specifiche settoriali, giuridiche e amministrative.Tra gennaio e marzo 2019 la Segretaria generale aggiunta della Commissione Céline Gauer e un gruppo di funzionari della Commissione hanno programmato visite alle capitali dei 27 Stati membri per fornire i chiarimenti necessari sulle azioni preparatorie e di emergenza della Commissione e per discutere dei preparativi e dei piani di emergenza nazionali. Oggi si trovano in Lettonia. Finora le visite hanno evidenziato un elevato grado di preparazione degli Stati membri a tutte le eventualità.

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Baby gang: “Chiederemo revisione legislazione penale per minorenni”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 gennaio 2018

carcere“Il fenomeno delle baby gang va combattuto e sconfitto attraverso una revisione della legislazione penale per i minorenni”: è quanto dichiara in una nota Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli di Italia e responsabile Giustizia del partito, commentando gli ultimi due episodi di violenza avvenuti a Napoli e provincia.”E’ inutile prenderci in giro: gli autori delle due aggressioni sono delinquenti. E come tali trattati senza alcuna tolleranza” – spiega Cirielli. “Per Fratelli di Italia la sicurezza dei cittadini sarà uno dei cardini dell’azione di governo. Quando tra pochi mesi saremo al Governo del Paese proporremo la revisione della legislazione penale per i minorenni in modo da inasprire il sistema della giustizia minorile e che non ci sia più impunità per gli autori di simili violenze per garantire soprattutto e sempre la tutela dei cittadini onesti” conclude il deputato di Fratelli di Italia. (n.r. Il problema a nostro avviso non è nella severità delle pene quanto nella certezza della pena. Oggi la disfunzione sta nel come si affronta il giudizio, il suo iter e le lungaggini che presenta. In un nostro studio avevamo proposto la presenza di un giudice distaccato presso le questure che a rotazione nelle 24 ore prendesse in esame gli autori di reati  e provvedesse in tempo reale a giudicarli rendendo la sentenza da subito esecutiva ma non necessariamente la detenzione per i reati minori (servizi civili, obbligo di frequentare corsi di educazione civica, ecc.).

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Legislazioni speciali

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2011

L’On. Giorgio Merlo ha dichiarato: “La composizione del nuovo Governo Monti è certamente tecnica, ma le scelte, com’è ovvio, sono e saranno squisitamente politiche. E quindi anche le leggi che riguardano lo sviluppo di singole città rispondono ad un preciso disegno politico. E l’allarme lanciato dal Sindaco di Torino Fassino sull’inopportunità di soddisfare le esigenze e i problemi di grandi città come Roma e Milano dimenticando altre realtà è del tutto condivisibile. La legislazione speciale, in un regime di normalità e di uguaglianza sostanziale come quello attuale, non ha più ragion d’esistere. Anche perché Torino non ne ha mai beneficiato neanche per l’evento olimpico di Torino 2006 e tanto meno per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Sarà bene che, d’ora in poi, il vizio di aiutare qualcuno a scapito di altri venga rimosso al più presto. E questo non per rivendicazione campanilistica, ma per una semplice esigenza di giustizia e di pari trattamento”.

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Autorità indipendente cercasi…

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 dicembre 2010

Uno dei vulnus più significativi della nostra democrazia è rappresentato dal gigantesco problema delle c.d. “Autorità indipendenti” (Banca d’Italia, AGCM – cioè l’Antitrust  – AGCOM,  Consob, ISVAP, ecc. ). Da anni, queste autorità stanno acquisiscono un potere sempre più significativo sia in termini di legislazione (sebbene non come fonte primaria, ma producendo comunque norme di fatto cogenti per i soggetti vigilati) che di poteri sanzionatori. Chi controlla questi “controllori”? Di fatto nessuno. Il presupposto teorico della sempre maggiore delega di potere a queste istituzioni dovrebbe essere l’indipendenza. Si ritiene, in teoria giustamente, che sia un bene sottrarre questioni molto specifiche e particolarmente delicate dalla sfera di competenza dei politici.
Il problema è che il presupposto dell’indipendenza sta via via venendo sempre meno in maniera inversamente proporzionale al potere che viene delegato a queste autorità. Esse sono guidate ormai (in larga parte con alcune lodevoli eccezioni) da politici di secondo piano che non si pongono più neppure il problema dell’immagine nei confronti dell’opinione pubblica,  per cui sono guidate esclusivamente da una logica di sotto-potere politico. Ormai non si salvano più neppure le forme.
Un tempo le autorità si sforzavano quantomeno di apparire indipendenti, oggi non c’è più neppure questo “scrupolo”. Un esempio clamoroso si è avuto ieri 14 dicembre.
Il 18 Novembre scorso il Consiglio dei ministri ha nominato Giuseppe Vegas (viceministro dell’Economia) a capo della Consob, l’Autorità che dovrebbe vigilare sulla trasparenza e correttezza degli operatori finanziari (pochi giorni dopo la nomina è stata ratificata dalle commissioni parlamentari e l’insediamento formale è atteso dal primo gennaio). Già il fatto che un viceministro dell’Economia passi da questa carica a quella di Presidente della Consob non è il massimo, ma il fatto che il Presidente nominato di una autorità così detta indipendente vada in Parlamento a votare la fiducia al Governo ci sembra emblematico della decadenza del senso civico ed istituzionale di questo Paese. Riteniamo che un atto del genere sia umiliante prima di tutto per le risorse umane che sono in Consob e che, mediamente, sono ancora di buon livello (sebbene da tempo i vertici stiano facendo il possibile per non avere di  mezzo persone di livello con i quali -comunque- confrontarsi). Con quale faccia il Presidente nominato della Consob si occuperà di questioni che interessano anche il Governo (in passato, ad esempio, il caso Alitalia) oltreché i risparmiatori? Temiamo di sapere con quale faccia…. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc-Investire Informati)

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Depurazione scarichi industriali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 settembre 2010

Scade lunedì 13 settembre p.v. il termine per iscriversi, usufruendo della quota ridotta, al corso La depurazione degli scarichi industriali del 29-30 settembre e 1° ottobre, realizzato dalla Fast con la collaborazione di ITT e il patrocinio di Ati. Si tratta della più completa proposta formativa  per essere aggiornati  sulle più appropriate tecnologie applicate ai principali processi industriali, ma pure sulle migliori pratiche, sulle più significative innovazioni introdotte. Non mancano importanti riferimenti a legislazione, autorizzazioni e controlli. E’ un corso, dunque, rivolto a chi lavora in azienda o nei consorzi, nelle amministrazioni pubbliche preposte ai controlli; ma anche a quanti vogliono acquisire le conoscenze per entrare con competenza in tale comparto.
La direzione scientifica del prof. Renato Vismara del Politecnico di Milano consente ai partecipanti  di incontrare e confrontarsi con professionisti del settore, scelti tra università, imprese, studi di ingegneria.

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Legislazione specifica per i rifiuti organici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2010

Parlamento europeo. Una direttiva specifica sui rifiuti organici, che includa norme vincolanti su riciclaggio e raccolta differenziata e un sistema di classificazione della qualità dei diversi compost ottenuti dai rifiuti organici è necessaria per migliorare l’ambiente e l’economia, secondo quanto hanno stabilito i deputati martedì. L’Aula ha anche chiesto alla Commissione e agli Stati membri di promuovere azioni di sensibilizzazione ambientale e di sostenere l’innovazione e la ricerca in questo campo.  Ogni anno, l’UE produce fra i 118 e in 138 milioni di tonnellate di rifiuti organici (rifiuti alimentari e di giardinaggio dalle abitazioni private e dall’industria). Se le norme esistenti fossero applicate in maniera completa, ci potrebbe essere un risparmio, in termini finanziari e ambientali, estimato fra 1,5 e 7 miliardi di euro.  La risoluzione, preparata da José Manuel Fernandes (PPE, PT) in risposta al Libro verde della Commissione sulla gestione dei rifiuti organici, invita la Commissione a rivedere la legislazione sui rifiuti organici e di elaborare, entro la fine del 2010, una proposta legislativa specifica, che comprenda fra l’altro:
l’istituzione di un sistema di raccolta differenziata obbligatorio, salvo nei casi in cui questa non sia l’opzione più adeguata dal punto di vista ambientale ed economico;
il riciclaggio dei rifiuti organici;
un sistema di classificazione della qualità dei diversi compost ottenuti dai rifiuti organici;
La risoluzione afferma inoltre che la raccolta differenziata dei rifiuti organici deve essere potenziata per raggiungere gli obiettivi di riciclaggio e di energie rinnovabili nell’abito della strategia UE 2020, in particolare a favore dell’efficienza delle risorse.  Infine, i deputati chiedono alla Commissione e agli Stati membri di promuovere azioni di sensibilizzazione ambientale nel campo dei rifiuti organici, in particolare nelle scuole e negli istituti di insegnamento superiore, e sottolineano il ruolo fondamentale delle città, delle amministrazioni comunali e delle imprese municipali nel fornire consulenza e informazioni ai cittadini.

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Supervisione finanziaria

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

Bruxelles Parlamento europeo. Dibattito: martedì 6 luglio Votazione: mercoledì 7 luglio Procedura: legislativa ordinaria I deputati discuteranno il sistema UE di controllo delle organizzazioni finanziarie e i poteri che le future autorità europee di supervisione dovrebbero avere. Il Parlamento dovrebbe votare sul pacchetto legislativo mercoledì. I maggiori gruppi politici del PE da tempo insistono sul fatto che la nuova architettura di supervisione finanziaria debba avere un forte carattere europeo e che le autorità di supervisione debbano essere dotate di poteri sufficienti per evitare il ripetersi dell’approccio frammentato e nazionalistico che si è visto durante l’ultima crisi bancaria. Nel corso degli attuali negoziati con il Consiglio dei Ministri UE su questa legislazione, i deputati hanno chiesto ai governi di puntare a riforme ambiziose e di impegnarsi per raggiungere presto un accordo. Il Parlamento mercoledì dovrebbe approvare sia emendamenti che riflettono l’accordo rag- giunto col Consiglio, sia modifiche sulle quali tale accordo ancora non c’é, in particolare su alcuni da affidare alle autorità di supervisione per il settore bancario, delle assicurazioni e degli strumenti finanziari.

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“Etica, Cultura e Legislazione”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2010

Firenze 24 Aprile 2010, 9:30 -18:30 Villa La Pietra (interno Villa Sassetti), New York University  Via Bolognese 120 con traduzione simultanea (italiano-inglese) Al convegno interverranno, James Cuno, Direttore dell’Art Institute di Chicago e autore del libro: Who Owns Antiquity?: Museums and the Battle over Our Ancient Heritage, Angelo Tartuferi, Vice Direttore della Galleria degli Uffizi e Direttore dell’Ufficio Esportazione Oggetti di Antichità e d’Arte presso Palazzo Pitti e Serena Padovani, già Direttrice della Galleria Palatina, Firenze. Dopo il benvenuto di Ellyn Toscano, Direttrice Esecutiva di New York University di Firenze, la conferenza sarà aperta da Cristina Acidini, Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, del Prof. Francesco Francioni, Istituto Universitario Europeo e di Bruno Santi, Storico d’Arte. Seguiranno le sessioni Etica, cultura e paesaggio, Etica, patrimonio immateriale e diritto e Chi vanta diritto di proprietà sulla cultura? con Amy Strecker, Emanuela Orlando, Emanuela Ignatoiu Sora, Lucas Lixinski, Adriana A. Bessa da Costa Antunes Rodrigues, relatori dell’IUE, Valentina S. Vadi, Università di Maastricht, Robert Peters, IUE, Andrzej Jakubowski, IUE e Alessandro Chechi, IUE. La conferenza si concluderà con una tavola rotonda alla quale parteciperanno tutti i relatori compreso Giovannangelo Camporeale, Professore Emerito dell’Etruscologia e Antichità Italiche dell’Università degli Studi di Firenze e Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Il convegno si inserisce nel ciclo degli eventi promossi da La Pietra Policy Dialogues, progetto della New York University, che mirano a contribuire creativamente al dibattito contemporaneo sulle politiche pubbliche, creando occasioni di discussione intorno ad alcuni tra i temi politici più pressanti e urgenti negli Stati Uniti e in Europa.

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“Etica, Cultura e Legislazione”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 aprile 2010

Firenze, 24 Aprile 2010, 9:30 -18:30 Villa Sassetti, New York University a Via Bolognese 120  un gruppo di eminenti studiosi ed esperti a livello internazionale converrà alla New York University di Firenze per discutere dei recenti sviluppi nella legislazione internazionale riguardante la salvaguardia di beni culturali tangibili ed intangibili; al centro del dibattito: il concetto della proprietà degli oggetti di antichità e la comparsa di nuove categorie di eredità culturale intangibile, come paesaggio e stile di vita. Al convegno interverranno, fra gli altri, James Cuno, Direttore dell’Art Institute di Chicago e autore del libro: Who Owns Antiquities: Museums and the Battle over Our Ancient Heritage, Angelo Tartuferi, Vice Direttore della Galleria degli Uffizi e Direttore dell’Ufficio Esportazione Oggetti di Antichità e d’Arte presso Palazzo Pitti e Serena Padovani, ex Direttrice della Galleria Palatina, Firenze. Al discorso di apertura del Prof. Francesco Francioni, Istituto Universitario Europeo e di Bruno Santi, Storico d’Arte, seguiranno le sessioni Etica, cultura e paesaggio, Etica, eredità culturale intangibile e legislazione e  Chi vanta diritto di proprietà sulla cultura? La conferenza si concluderà con una tavola rotonda alla quale parteciperanno tutti i relatori compreso Giovannangelo Camporeale, Professore Emerito dell’Università degli Studi di Firenze e Presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. Il convegno si inserisce nel ciclo degli eventi promossi da La Pietra Policy Dialogues, New York University, che mirano a contribuire creativamente al dibattito contemporaneo sulle politiche pubbliche, creando occasioni di discussione intorno ad alcuni tra i temi politici più pressanti e urgenti negli Stati Uniti e in Europa. I Dialoghi vanno oltre i confini disciplinari e il modo di pensare convenzionale, riunendo un ampio spettro di attori, i quali raramente vengono chiamati a riflettere su questioni politiche o a sedere allo stesso tavolo; tra questi vi sono accademici, figure politiche, imprenditori e altri intellettuali d’ambito pubblico, accomunati dallo scopo ultimo di costruire una rete di relazioni ricca e diversificata da una parte all’altra dell’Atlantico.

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Creatività delle imprese friulane

Posted by fidest press agency su sabato, 5 dicembre 2009

La crisi non ha fermato la creatività delle imprese friulane che al 30 novembre 2009, oltre alle invenzioni, hanno richiesto all’ente camerale anche il deposito di 26 modelli di utilità e 466 marchi nazionali. Sono i principali titoli di proprietà industriale, «un bagaglio d’idee e invenzioni – ha affermato il presidente della Cciaa di Udine, Giovanni Da Pozzo, aprendo i lavori del convegno “Il brevetto per invenzione industriale: tutela e valorizzazione economica” che si è svolto oggi pomeriggio (3 dicembre) in un’affollata Sala Valduga – su cui le nostre imprese devono puntare per differenziarsi: la brevettualità, infatti, è segnale della vivacità economica di un sistema produttivo. In questo senso, il Made in Italy va rafforzato con un’opportuna legislazione, specie nell’ottica della ripresa dalla crisi». La Camera di Commercio, che anche per il 2009 ha aderito al progetto di diffusione tra le pmi delle conoscenze in materia di brevettazione, finanziato dalla Regione Fvg e nell’ambito del quale rientra l’incontro, «nel contesto dell’iniziativa regionale ha avviato anche l’attività di pre-diagnosi gratuita per le imprese – ha aggiunto il presidente Da Pozzo – che ha l’obiettivo di promuovere la conoscenza degli strumenti di proprietà industriale adattandoli alla singola realtà: sono state una ventina, finora, le visite aziendali svolte dai consulenti». Le novità della nuova normativa in materia brevettuale (decreto ministeriale del 27 giugno 2008), che ha introdotto la ricerca di anteriorità da parte dell’Ufficio europeo dei brevetti-Epo per le domande di utilizzo esclusivo dell’invenzione industriale depositate in Italia dal 1° luglio 2008, infine, sono state illustrate da Riccardo Coppo, dirigente dell’Ufficio italiano brevetti e marchi-Uibm. «Grazie al decreto – ha affermato Coppo, sottolineando che all’Uibm arrivano in media 800 richieste di deposito al mese – gli inventori possono disporre di un rapporto di ricerca che permette loro di valutare l’effettiva novità dell’idea e considerare con maggiori elementi, così, l’opportunità di estenderla anche all’estero a costi inferiori».

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I 150 anni dall’unità d’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 agosto 2009

Editoriale fidest. Lo stato italiano nacque nel 1861. Nel 2011 ci troveremo a festeggiare i 150 anni trascorsi da allora ad oggi. In questi giorni si stanno gettando le basi per organizzare le manifestazioni che andranno a coronare l’evento. Le scadenze sono molteplici. Si pensi, ad esempio, alla prima convocazione del parlamento avvenuta il 18 febbraio 1861 e alla proclamazione il 17 marzo dello stesso anno di Vittorio Emanuele II quale primo re d’Italia. Si trattò, formalmente, di un ingrandimento del Regno di Sardegna. Ma l’inizio di questa avventura “nazionale” non fu agevole. Vi ostavano la mancanza di risorse essendo le casse del nuovo stato vuote per le spese belliche oltre alla necessità di armonizzare la legislazione piemontese con quella esistente nei vari stati e a creare una moneta unica oltre ad altri problemi come l’analfabetismo e la povertà diffusa. Insorse, in pari tempo, prepotente, la questione meridionale che ebbe come primo impatto la necessità di debellare il brigantaggio antisabuado che si protrasse sino al 1869. Si aggiunse, ovviamente, anche l’ostilità della Chiesa cattolica e del clero che cercarono di osteggiare in tutti i modi il già faticoso avvio del nuovo Stato. Una contrarietà che si rese maggiore nel 1870 allorché vi su la presa di Roma divenendo così la capitale d’Italia. In tutto questo travaglio il giudizio storico che oggi possiamo trarre è che l’unità fu una impresa prematura ma imposta dalle classi borghesi e della borghesia industriale del Nord che considerarono il meridione un terreno di sbocco per i propri traffici e ambizioni carrieristiche. Fu anche un’occasione mancata per un progetto che avrebbe potuto offrire al Meridione l’opportunità, sia pure lenta ma progressiva, di un suo riscatto economico e produttivo. Il primo sforzo doveva essere quello di un potenziamento della rete dei trasporti via terra (stradale e ferroviario) e via mare. In questo modo i costi, da una parte, delle produzioni industriali del Nord avrebbero avuto un costo minore al Sud e l’agricoltura un passaggio al Nord con sbocchi più attivi e con carattere di continuità. Questo primo interscambio mancò e con esso, ovviamente, la fase successiva con la modernizzazione dell’assetto imprenditoriale del meridione. Si ebbe invece una aggravamento della povertà e dell’emarginazione sociale che spinse milioni di italiani, soprattutto del Sud, ad emigrare. Agli atti parlamentari tra il 1890 e il 1915 risultano appassionati dibattiti sulla questione meridionale ma i governi che all’epoca si succedettero si guardarono bene dall’avviare una seria politica meridionalista. Le sirene del Nord erano più suadenti e influenti delle altre regioni italiane. Così arrivammo e consolidammo l’unità d’Italia a scartamento ridotto in tutti i sensi. La prima guerra mondiale fu la goccia che fece traboccare il vaso. A fronte di un nuovo rigurgito di patriottismo che attraversava tutta la penisola vi facemmo da contro altare le nostre povertà e il prezzo di centinaia di migliaia di morti in battaglia e uno spreco spropositato di risorse. Del resto nemmeno il fascismo con la sua dittatura riuscì a sollevare le sorti del meridione. Nel secondo dopo guerra la situazione non migliorò e si aggiunsero inevitabili i venti del separatismo, in specie in Sicilia. Fu un segnale che il sistema ben presto metabolizzò riportando il tutto nell’alveo di un miraggio che si chiamò per l’occasione Cassa del Mezzogiorno e che oggi eufemisticamente vorremmo chiamare banca del Sud. Una macchina ben oliata per erogare migliaia di miliardi di vecchie lire a fondo perduto alle imprese del nord che si impegnavano a doppiare al sud le loro attività industriali. Il risultato fu che dopo aver costruito capannoni e incassati i contributi si fece ritorno al Nord. Così alla “beffa” si aggiunse lo “scorno”. Dopo tutte queste e altre umiliazioni unitamente alle più recenti  esternazioni della Lega e del suo leader Bossi noi dovremmo esultare e festeggiare un anniversario che sa ancora oggi farci bere il fiele della discordia e del separatismo. Forse è un po’ troppo ma forse, sia pure tardivamente, dovremmo cogliere l’opportunità per riflettere seriamente sulla questione meridionale e chiederci se non sia meglio cogliere l’occasione per rimboccarsi le mani e dimostrare con i fatti che il meridione va aiutato, che il meridione è una risorsa per il sistema paese, che il meridione ha una cultura e una tradizione ad altissimo livello e che è stato sommamente ingiusto averlo ostentatamente ignorato per 150 anni. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Matteoli contro la legge regionale toscana sull’immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2009

“Proporrò in Consiglio dei Ministri di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge regionale sull’immigrazione approvata dalla Regione Toscana”. Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. “Si tratta di una normativa inaccettabile non solo perché viola  la Costituzione – aggiunge Matteoli – ma perché mira palesemente a legalizzare la clandestinità Esattamente il contrario di quanto prevede la legislazione nazionale. Con questa norma, peraltro, si dà un pericoloso segnale di porte spalancate a chi intende venire irregolarmente sul nostro territorio e in particolare in Toscana”.

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Alimentare: indicare il luogo d’origine sulle etichette

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 marzo 2009

Le norme UE sulla sicurezza alimentare sono le più rigorose del mondo. Sollecitandone la semplificazione, il Parlamento ne chiede il rispetto anche per i prodotti importati e raccomanda l’indicazione dell’origine delle materie prime sulle etichette. Auspica lo sviluppo di farmer market, l’istituzione di un’Agenzia europea per la qualità e il rafforzamento della tutela UE e internazionale per DOP e IGP. Vanno promosse le produzioni biologiche e introdotte nuove etichette in materia di OGM.   il Parlamento auspica una semplificazione della normativa comunitaria, purché ciò non si traduca in uno suo smantellamento. Manifesta infatti preoccupazione per la complessità del sistema europeo delle norme di base e per le numerose disposizioni a cui devono conformarsi gli agricoltori dell’Unione. Inoltre, si dovrebbero limitare i settori in cui si pratica l’autoregolamentazione e promuovere la coregolamentazione. Più in generale, ritiene che, se un prodotto è conforme ai requisiti di sicurezza alimentare, le norme in materia di commercializzazione «non debbano ostacolarne l’accesso al mercato per ragioni legate all’estetica, alla forma o alla dimensione».  Notando poi che i produttori europei si trovano direttamente esposti alla concorrenza internazionale per il continuo processo di liberalizzazione dei mercati agricoli mondiali, il Parlamento osserva che ogni nuova disposizione a cui devono conformarsi «può sì costituire uno svantaggio competitivo». Ritiene quindi necessario incrementare il controllo e il coordinamento tra le diverse autorità al fine di garantire che i prodotti alimentari importati siano conformi alle norme comunitarie  in materia di ambiente, sicurezza alimentare e benessere degli animali. Rileva inoltre la necessità che la Commissione, nell’ambito delle trattative sulle questioni non commerciali in seno all’OMC, ottenga l’imposizione dell’obbligo per i prodotti importati di rispettare gli stessi requisiti cui sono soggetti gli agricoltori europei.

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