Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘legittima’

Per Fratelli d’Italia la difesa è sempre legittima

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 febbraio 2019

“Il testo sulla legittima difesa approvato in Senato è un primo importante passo avanti ma rimane ancora troppo debole per quelle che sono le aspettative di Fratelli d’Italia su una sua battaglia storica. Ci auguriamo, pertanto, che la Camera accolga i nostri emendamenti che puntano a facilitare l’attività interpretativa dei giudici sull’eccesso colposo di legittima difesa: se un ladro entra nel domicilio, non si deve indagare lo stato psicologico e la reazione della vittima che si difende, ma le modalità oggettive dell’aggressione. Senza nulla togliere allo Stato nel monopolio dell’uso legittimo della forza, va affermato con chiarezza il diritto naturale a difendersi in casa propria quando lo Stato non può intervenire. Se un delinquente entra in una casa si presume il rischio maggiore, cioè alla vita e all’incolumità e si deve perseguire il delinquente e non la vittima che si difende. Per Fratelli d’Italia insomma, la difesa è sempre legittima”.
Lo dichiara Ciro Maschio, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Giustizia.

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Garattini: norma su equivalenti legittima

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2012

La norma che obbliga i medici a indicare in ricetta l’esistenza del farmaco equivalente ha fatto discutere parecchi interlocutori delle parti interessate. Ma dal punto di vista del farmacologo Silvio Garattini direttore dell’Istituto Mario Negri, si tratta di una norma legittima: «Il Servizio sanitario nazionale ha il diritto di richiedere al personale medico di preferire i farmaci equivalenti a causa del loro basso costo». E aggiunge: «In Italia i farmaci equivalenti sono stati introdotti con ritardo rispetto ad altri Paesi. L’industria farmaceutica è ovviamente interessata a screditare i farmaci equivalenti perchè abbassano il prezzo ed erodono il mercato dei prodotti con il marchio. Ma il cittadino deve sapere che i farmaci equivalenti sono controllati e può evitare di pagare la differenza di prezzo fra il farmaco con il marchio ed il farmaco equivalente». Anche Giorgio Foresti presidente di AssoGenerici, si esprime a favore del farmaco equivalente e della norma. E risponde alle preoccupazioni di Lucia Aleotti, vice presidente di Farmindustria, che sostiene la difficoltà a «competere all’infinito con i costi e con i prezzi dei prodotti che arrivano dai paesi emergenti», sottolineando i vantaggi che ci potranno essere per il sistema industriale italiano che non verrrà penalizzato: «La norma inserita nel Dl Liberalizzazioni non farà altro che rafforzare e innescare la crescita di un settore che da solo ha garantito in media oltre 300 milioni di euro l’anno di risparmi al SSN per il solo fatto di esistere e creare concorrenza». Dal canto loro, i medici riconoscono il valore dei i farmaci a brevetto scaduto come «una grande risorsa per la cura dei pazienti cronici» ma, come commenta Fiorenzo Corti, segretario della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) della Lombardia «Riteniamo però che quel prodotto che il medico di famiglia prescrive al paziente debba essere proprio quello che il paziente riceve dal farmacista». Corti ribadisce, così, «un atto di autonomia prescrittiva e responsabilità professionale che il medico ha il diritto e dovere di difendere. Perciò inizieremo un percorso di sensibilizzazione dei nostri medici affinché appongano sulle prescrizione la dizione “non sostituibile”».(fonte farmacista33)

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Bonus bebè non dovuto e restituzione

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

A diverse famiglie sta arrivando una comunicazione raccomandata A/R del ministero dell’Economia per recriminare la restituzione del bonus bebè elargito nel 2006, così come stabilito dalla legge 266/2005 per i bimbi nati o adottati nel 2005 e nel 2006. Richiesta in parte legittima perchè i requisiti per goderne erano di avere un reddito inferiore a 50.000,00 euro. Alcuni, sbagliando, hanno creduto che si intendesse il reddito netto e non -come sempre in questi casi- lordo, ed hanno fatto una autocertificazione sbagliata. A distanza di tempo, il ministero e’ andato a riguardare queste autodichiarazioni e, messele in parallelo con la reale situazione reddituale, ha scoperto che in diversi sforavano, anche se di poco, i 50mila euro. Il ministero oggi, pero’, non ce dice tutta. In diversi casi la richiesta di restituzione e’ stata inoltrata oltre i cinque anni da quando il bonus e’ stato riscosso, quindi soggetta a prescrizione. Inoltre il ministero ha strutturato la raccomandata di richiesta in modo ambiguo, si’ da far credere al chi la riceve che deve pagare subito anche la sanzione amministrativa di 3.000,00 euro: solo in fondo, dopo le intimazioni e i riferimenti delle violazioni penali ipoteticamente commesse, si legge che la sanzione sara’ dovuta solo dopo pronuncia del giudice; pronuncia che, telefonando agli uffici del ministero, viene chiesto ai contribuenti di andare a compilare presso di loro per inviarla… una sorta di autodenuncia. A nostro avviso i contribuenti dovrebbero comportarsi cosi’:
a) se sono trascorsi più di cinque anni dalla riscossione al momento in cui e’ partita la richiesta di rimborso, inviare una raccomandata A/R in cui eccepisce la prescrizione della loro richiesta (senza aggiungere altro). Ovviamente se i cinque anni non sono trascorsi, occorre restituire il dovuto;
b) non fare nulla per la sanzione amministrativa di 3mila euro. Per la denuncia ci penserà, eventualmente, il ministero per proprio conto e, se il giudice darà loro ragione, non ci si potrà opporre al pagamento di questa sanzione se la dichiarazione resa a suo tempo era mendace.

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No ai festeggiamenti del 150°

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2011

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu “Sicilia Indipinnenti” sostengono che la ricorrenza del 150° anniversario della proclamazione del Regno d’Italia (avvenuta, appunto, il 17 marzo del 1861) non debba essere affatto utilizzata – soprattutto in Sicilia – per “Festeggiamenti”, che offenderebbero, fra l’altro, la dignità del Popolo Siciliano. In quanto costituirebbero altrettanti tentativi di far passare per legittima e per “partecipata” quella che fu la “Conquista” della Sicilia (e della Napolitania) da parte dell’Armata anglo-piemontese-garibaldina. La data del 17 marzo, soprattutto quest’anno, dovrà essere, piuttosto, da una parte una giornata della memoria e del dolore (se non del lutto) per il Popolo Siciliano. Dall’altra parte dovrà essere un’occasione per ribadire il nostro diritto all’Indipendenza, alla libertà, al progresso ed … all’avvenire. Ed il Popolo Siciliano (la Nazione Siciliana, cioè) e noi stessi come Partito e come singole persone, dovremmo attivarci maggiormente per far sì che la Sicilia partecipi, direttamente ed in prima persona, ai Consessi internazionali, dai quali oggi è esclusa formalmente per la propria condizione coloniale.Dobbiamo – e subito – rivendicare attivamente e “dinamicamente” il diritto del Popolo Siciliano al recupero della propria memoria storica, nonchè il diritto alla verità e alla giustizia, per tutti gli avvenimenti, per i fatti, per i fattacci, – piccoli o grandi, conosciuti o ignorati, – che si sono abbattuti sulla Sicilia in questi centocinquanta anni. Dobbiamo rivendicare il DIRITTO del Popolo Siciliano all’Autodeterminazione e il diritto ad uno specifico Referendum sulla indipendenza della Sicilia.Dobbiamo, altresì, rivendicare la puntuale applicazione di quei Diritti fondamentali dell’uomo e dei popoli, alla legalita’ e alla legittimita’, che sono stati violati, soppressi e calpestati in un bagno di sangue, con la violenza e con la frode, nel biennio 1860-1861, proprio dai “Padri” del Regno d’Italia e dai loro successori. Un esempio per tutti è costituito dal cosiddetto Plebiscito del 21 ottobre 1860, che sarebbe riduttivo definire soltanto falso e bugiardo. E che, tuttavia, – pur nella propria articolazioone illegittima, arrogante, incongruente – serve, ancora oggi, a testimoniare che quella orrenda conquista (come, fra gli altri, sostiene Corrado MIRTO), che non fu legittimata nè voluta dai Sicliani allora, non può diventare legittima oggi, per il solo fatto che sono passati ben 150 anni. L’FNS, che, peraltro, aderisce all’Assemblea permanente ed alla confederazione degli stati preunitari, – e che ha in corso la promozione di varie iniziative in materia, – rivolge un invito al Governo Regionale e al Parlamento Siciliano affinchè la Regione Siciliana, così come, purtroppo, è avvenuto negli anniversari precedenti, eviti nel 2011 di accodarsi al coro dell’Ascarismo culturale e politico, oggi prevalente in Sicilia, e si schieri, una volta tanto, a difesa dei diritti imprescrittibili ed inalienabili della Nazione Siciliana, contestando una “Festa” che non ci appartiene.

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D’Alema l’ex-comunista “doc”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 gennaio 2010

Il giornalista Travaglio definito dall’on.le Cicchito il “terrorista mediatico” e da altri più semplicemente “antipatico” per un suo certo modo di presentarsi davanti alle telecamere e nei suoi conversari you-tube su internet, ha dedicato una delle sue esternazioni agli “inciuci” dalemiani con Berlusconi. E’ uscito uno spaccato di una certa Italia politica a dir poco inquietante. Dobbiamo, se non altro, dedurre che sia stato siglato un “patto d’acciaio” tra il “capitale e la classe operaia”, per dirla alla maniera comunista, che ha spazzato in sol colpo tutte le legittime speranze di costruire una società legittimata dai suoi valori e dai suoi destini. Non solo. Abbiamo avuto per almeno tre lustri solo l’idea di una opposizione, di una alternativa al potere tra il centro-destra e il centro-sinistra. In effetti vi è stata una manovra di basso profilo per favorire l’ascesa di Berlusconi sia pure tenendolo, da funambulo, sulla corda tesa delle liti giudiziarie, delle disinvolte operazioni mediatiche e affaristiche e quel che ne segue. Alla fine abbiamo dato in pasto agli “ingenui” elettori  la figura di un uomo perseguitato dalla giustizia, dalle maldicenze, dalle accuse più infamanti per farsi beffa di tutti e per sfruttare le sue stesse negatività a suo vantaggio. La circostanza mi ha fatto andare a ritroso nel tempo in cui avevo conosciuto un giornalista russo e avemmo l’opportunità, dopo la caduta del muro di Berlino, di discuterne. Egli allora mi diceva che l’evento non lo stupiva più di tanto. A suo avviso era stata un’operazione pilotata e calcolata a freddo dagli strateghi del Cremlino. Non potevano reggere la fallimentare gestione del socialismo reale negli stati satellite dell’Urss e contrapporsi, al tempo stesso, con efficacia al capitalismo occidentale. Occorreva un rimescolamento delle carte e partire da una diversa posizione per avere l’opportunità, al proprio interno, di ristabilire su altre posizioni i rapporti di forza e per meglio prepararsi allo scontro internazionale. Occorreva “abbassare la guardia” per far esplodere le contraddizioni interne allo stesso capitalismo e che era stato, sino allora, impedito dal pericolo dell’espansionismo mondiale dell’internazionale comunista. In questo ambito le stesse alleanze andavano riscritte e Putin è riuscito nell’intento portando dalla sua Berlusconi per sviluppare, rapporti più distesi con gli altri paesi dell’U.E. e gli statunitensi. Ora non si tratta più del comunismo che si contrappone al capitalismo ma di interessi del grande capitale e le sue sfere d’influenza per la conquista delle fonti energetiche e il controllo dei flussi finanziari ed economici. A questo punto D’Alema e i suoi amici ex-comunisti potevano solo fare una cosa: favorire l’ascesa del delfino di Putin e del nuovo corso geopolitico. Se queste sono le premesse non dobbiamo di certo farci molte illusioni sull’avvenire dell’Italia e dei suoi supposti attributi di democrazia compiuta. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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