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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘legittimo’

Censurare a livello istituzionale un parlamentare è legittimo?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2015

Ci perviene un comunicato a firma dell’assistente parlamentare dell’on. Alessandro Zan dove si appoggia a spada tratta l’operato del direttore dell’Unar Marco De Giorgi nel suo giudizio espresso nei confronti dell’On.le Giorgia Meloni presidente del partito Fratelli d’Italia in seguito a quanto da lei detto in una intervista sull’immigrazione e la difesa dell’Unar è stata scritta in questi termini: “La lettera a Giorgia Meloni da parte di UNAR, come ha ben spiegato ieri in Aula durante il question time il ministro Maria Elena Boschi, altro non era che una raccomandazione in linea con la prassi già adottata sotto la dirigenza di Massimiliano Monanni (governo Berlusconi), per cui mi auguro che la levata di scudi da parte di Fratelli d’Italia e Ap venga vista per quello che è: una mera propaganda politica di cattivo gusto”. Così il deputato Pd Alessandro Zan sulle polemiche derivate dalla decisione del direttore UNAR Marco De Giorgi di intervenire per far considerare all’On. Meloni l’opportunità in futuro di trasmettere alla collettività messaggi di diverso tenore. “Se è vero infatti che l’opinione di un parlamentare è insindacabile,” prosegue Zan, “è altrettanto vero che un organismo deputato al controllo e alla garanzia contro le discriminazioni ha tutta la legittimità e l’indipendenza per rivolgere anche ai parlamentari, in quanto prima di tutto cittadini, inviti a una maggiore attenzione sull’utilizzo di un linguaggio consono a non ledere la dignità e i diritti di terze persone: è una questione di civiltà, non certo di censura” continua il parlamentare. “Addossare la colpa sul direttore De Giorgi” conclude “altro non è che un goffo e triste tentativo di nascondere le dichiarazioni razziste di Fratelli d’Italia, che non a caso fa comunella con la Lega in una lotta intestina a danno dei più i deboli”. A prescindere dal fatto che su ogni argomento vi possono essere punti di vista diversi e lo scrivente lo sa bene in quanto quotidianamente riceve via e-mail un vero e proprio campionario di bastian contrari che sanno fare gli avvocati del diavolo alla grande soprattutto per le cause perse, devo dire che nella fattispecie se la reazione della Meloni è stata fuori dalle righe il De Giorgi ha anch’egli esagerato nei confronti della parlamentare. Se un appunto andava fatto questo doveva pervenire, semmai, dalla Presidente della Camera e non da altri. Ho l’impressione che l’assistente parlamentare abbia voluto anche lui alzare il tiro oltre misura. Se è così cosa bisognerebbe dire di Salvini e credo del 10-15% degli italiani? Sbagliano certo ma vi sono dati di fatto inconfutabili e validati da esperti internazionali che paventano, per esempio il rischio d’infiltrazioni di terroristi in ragione del 5-8% degli immigrati e qui parliamo di assassini senza scrupoli che fanno delle esecuzioni pubbliche un leit motive propagandistico. Se proprio dobbiamo parlare di razzismo essi lo fanno nei confronti degli occidentali. La verità è invece un’altra. Il nostro maggiore rischio sulla sicurezza nazionale e sulla pace sociale non proviene dalla polemica tra i razzisti e gli antirazzisti ma dalla mancanza in Italia della certezza del diritto e della pena e del rispetto delle regole di convivenza civile. (Riccardo Alfonso)

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Legittimo impedimento

Posted by fidest press agency su martedì, 11 gennaio 2011

“Oggi, la Corte Costituzionale dovrà decidere se restare il baluardo della Costituzione italiana e dovrà allontanare il clima di sospetto che si è venuto a creare attorno all’organo, all’indomani degli strani comportamenti tenuti da alcuni giudici che lo compongono”. Così si esprime Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, in merito all’udienza pubblica alla Consulta sul legittimo impedimento che inizierà domani mattina. “Il nostro Paese ha fortemente bisogno che i suoi organismi principali siano al di fuori da ogni sospetto – continua Girlando – e i giudici della Consulta sanno di appartenere ad uno di questi. Con la loro pronuncia dovranno sgretolare quei dubbi nati nel momento in cui alcuni di essi cenarono col premier e con il ministro della Giustizia Alfano”. In conclusione, l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro sostiene: “Mi auguro che la legge sia bocciata, in quanto ritengo, senza mezzi termini, che sia una ‘porcata allucinante’”.

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Legittimo licenziamento lavoratore per scarso rendimento

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 dicembre 2010

A stabilirlo è stata la Corte di cassazione con la sentenza 24361del 1 dicembre 2010. Il ricorso era stato presentato da un dipendente di una spa contro la decisione della Corte d’ Appello di Brescia che non aveva accolto la sua richiesta di annullamento del licenziamento.  Secondo gli ermellini è “ Legittimo il licenziamento disciplinare del lavoratore che ha uno scarso rendimento tanto da provocare malumori nei colleghi, costretti a terminare le sue attività”. La Società datrice di lavoro tra i motivi degli addebiti disciplinari aveva sostenuto che i suoi colleghi, avevano sempre completato i lavori tralasciati dal collega, manifestando malcontento per tale motivo. L’uomo dal canto suo, lamentava il fatto che, a fronte di vari piccoli episodi che ne dimostravano scarsa diligenza, la società aveva lasciato correre, passando poi alla sanzione disciplinare rilevando che dalle sue inadempienze non era scaturito un danno alla società.I Giudici di piazza Cavour, respingendo le doglianze del dipendente hanno confermato la ratio della decisione del giudice del gravame secondo il quale “è legittimo il licenziamento intimato al lavoratore per scarso rendimento qualora sia risultato provato, sulla scorta della valutazione complessiva dell’attività resa dal lavoratore stesso ed in base agli elementi dimostrati dal datore di lavoro, una evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente, ed a lui imputabile, in conseguenza dell’enorme sproporzione tra gli obiettivi fissati dai programmi di produzione per il lavoratore e quanto effettivamente realizzato nel periodo di riferimento, avuto riguardo al confronto dei risultanti dati globali riferito ad una media di attività tra i vari dipendenti ed indipendentemente dal conseguimento di una soglia minima di produzione”. Secondo Giovanni D’AGATA, componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” anche la Suprema Corte si dimostra intransigente sul rendimento sul posto di lavoro ponendo le basi per un giro di vite nei confronti di soggetti lavativi soprattutto quando il lavoro ricade sui colleghi.

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Brancher alias la “falena”

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

Un ministro nato e morto nel giro di poco più di una settimana non è cosa da poco conto. Brancher l’ho conosciuto alla vigilia di un grande raduno del Pdl e al quale gli fu assegnato l’incarico di coordinatore e mi è parsa un capace organizzatore. I risultati gli hanno dato ragione. Ma mi è anche sembrata una persona sfuggente sul piano personale. Un uomo per dirla con franchezza fatto più per le trame da sottobosco che per quelle allo scoperto. Averlo favorito al punto da nominarlo ministro proprio alla vigilia di un processo per consentirgli di invocare il legittimo impedimento mi è parsa una iniziativa troppo evidente per consentire una diversa interpretazione. Chi ha consigliato il presidente del Consiglio d’operare in questo modo meriterebbe le dimissioni al pari di Brancher. E se, invece, è stato di motu proprio allora a dimettersi il primo ministro non dovrebbe pensarci due volte. E’ un atto che, a prescindere da tutto il resto, ha fatto ricadere sulle istituzioni un’ombra ambigua. Come potremmo criticare chi al cospetto di questa forzatura istituzionale considera la politica corrotta al punto di fare carta straccia delle regole e persino del buon senso? Un governo che alle prese con una crisi economica seria e che tocca la vita degli italiani in profondità, tanto che l’Istat di questi giorni segnala un calo significativo dei consumi e persino un pesante ricorso all’acquisto di prodotti alimentari di scarsa qualità perché soldi non ce ne sono per scelte migliori, non trova di meglio che nominare nuovi ministri. Un governo e anche l’opposizione che al cospetto di una manovra economica che getta le basi per colpire duramente i redditi da lavoro medio bassi e le piccole imprese industriali e artigianali (parliamo di decine di milioni di persone) non pensa che i sacrifici si debbano fare incominciando ad eliminare gli sprechi e a ricercare dal centro alle periferie una conduzione virtuosa della spesa pubblica? Perché prendersela tanto con gli invalidi civili mentre si spende molto di più per tenere oltre seicentomila auto blu? Perché ridurre gli stanziamenti per la sanità quando sappiamo che un consistente recupero lo potremmo ottenere debellando la corruzione, la malasanità, gli sprechi e dando una migliore organizzazione del servizio? Perché non colpiamo le rendite parassitarie da capitale invece di quelle da lavoro? Perché non premiamo quelle amministrazioni regionali e locali che fanno a meno delle consulenze milionarie, delle spese di rappresentanza fuori controllo e riducano i loro consiglieri e i rispettivi emolumenti? Un margine, e persino cospicuo, c’è per tagliare la spesa senza umiliare chi ha dato e si pretende che continuino a dare sempre più e, guarda caso, sono sempre i soliti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Berlusconi: “condono pro vita e post mortem”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2010

“Ci sentiamo particolarmente generosi e abbiamo deciso di fare un regalo al Governo, sebbene non lo meriterebbe. Vi diamo la ricetta per risolvere tutti i problemi della giustizia italiana. Una sola legge, la chiameremo “Condono pro Silvio pro vita e post mortem”. Un solo articolo che reciti più o meno così. “Qualunque cosa abbia fatto Silvio Berlusconi da 1 anno di vita in poi, ad esempio rubare la marmellata, alzare la gonna alla compagnella di scuola, imbrogliare ad asso piglia tutto, qualunque cosa, tutto ma proprio tutto, gli verrà condonato. E la legge resterà in vigore anche 10 anni dopo la morte ufficiale del Presidente del Consiglio, così, se magari gli scappa la marachella lassù, è coperto”.  E’ questa la provocazione lanciata da Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di polizia, rispetto alle modifiche proposte dal Pdl per il Lodo Alfano. “Ora noi vorremmo essere seri su un argomento del genere. Ma non ci riusciamo proprio perché è il Governo che ogni volta  che discute di un provvedimento riduce tutto a una pantomima, una barzelletta”. – Dice ancora Maccari – “Noi non vogliamo far polemica a tutti i costi, però se tra un lodo e un altro, tra un modo di impedire a Premier e Ministri di presentarsi dinanzi al giudizio della corte, tra un legittimo impedimento ed un viaggio, magari ci si potesse occupare dei problemi che riguardano milioni di italiani.

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Via libera al legittimo impedimento

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

“Devo prendere atto che gli sforzi di questa maggioranza impegnata a risolvere i guai giudiziari del premier Silvio Berlusconi sono stati premiati. E’ dall’inizio della legislatura che si cerca di mettere a punto provvedimenti atti a tenere lontano il presidente del Consiglio dalle aule dei tribunali e ora a quanto pare è stata imboccata la giusta strada”. Questo il primo duro commento del presidente dell’Italia dei Diritti Antonello De Pierro in seguito alla firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano del disegno di legge  sul legittimo impedimento che in tal modo viene così promulgato. Il testo prevede il congelamento dei processi per diciotto mesi per il premier e i ministri per consentire loro di espletare le rilevanti funzioni governative nell’interesse del paese e dei cittadini. Prosegue sdegnato De Pierro: “In un paese normale chi sta al governo dovrebbe pensare ai problemi reali della nazione e a quelle che sono le difficoltà e le esigenze dei cittadini ma purtroppo siamo in Italia dove chi gestisce il potere calpesta e mortifica la dignità del popolo e gran parte dell’opposizione sembra pensare ad altro. E’ semplicemente una vergogna: mentre la gente affonda nella palude che una crisi senza precedenti ha prodotto, il potere politico con arroganza si permette di non fare assolutamente nulla di quanto aveva promesso durante una tambureggiante, quanto propagandistica, campagna elettorale. Anzi, quei pochi provvedimenti non riguardanti il premier sono stati addirittura contro gli interessi della massa. Con tutto il rispetto che abbiamo nei confronti del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accettiamo con assoluta considerazione istituzionale del ruolo rivestito la sua decisione ma non possiamo non dissentire dall’avallo dell’ennesimo provvedimento ad personam. Qualora dovessero prendersi per buone le motivazioni addotte per giustificare tale legge, sarebbe necessario che questo principio venisse esteso anche a numerosi altri soggetti con alte responsabilità istituzionali. Mi riferisco – affonda polemicamente De Pierro –  a presidenti di Regione, assessori, sindaci, prefetti e così via. Oppure devo pensare che i ruoli rivestiti da questi ultimi non abbiano grossa importanza  nella macchina amministrativa e sociale? E’ fin troppo chiaro che la norma è stata varata pretestuosamente a vantaggio e godimento di una sola persona, l’estensione ai ministri sembra alquanto strumentale. Si sostiene che il premier debba beneficiare del legittimo impedimento in quanto eletto dai cittadini per governare e non possa essere distolto da tale compito. Si dà il caso che i ministri comunque non sono scelti dal popolo, come invece lo sono alcune delle categorie che ho citato poc’anzi. La nostra opposizione extraparlamentare e movimentista sarà dura e intransigente di fronte a quella che riteniamo l’ennesima violazione di un principio costituzionale”. De Pierro conclude con duro attacco al centrosinistra: “Non riusciamo proprio a comprendere come mai qualcuno debba sottrarsi alla giustizia al contrario della maggior parte dei cittadini. Sosterremo politicamente a spada tratta chi in parlamento farà resistenza vera contro un provvedimento immorale e mi auguro che chi fino a oggi è stato un turista dell’opposizione, cominci a svegliarsi e reagisca all’ennesimo colpo di mano della maggioranza che pare non fermarsi nemmeno di fronte alla logica e al buon senso per raggiungere i suoi opinabilissimi obiettivi a vantaggio solo di pochi”.

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Legittimo impedimento. La ragione del più forte

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Editoriale Fidest. Con 316 voti a favore, 239 contrari e 40 astenuti su 555 votanti la maggioranza richiesta di 278 voti è stata superata con un largo margine. Hanno votato a favore  il Pdl, la Lega, ‘Noi Sud’, Mpa e Partito repubblicano. Si sono Astenuti Udc, Svp e Liberaldemocratici. Hanno detto no Pd, Idv e Alleanza per l’Italia. Ora il provvedimento passa all’esame del Senato. Cosa è successo di tanto strano con questo voto? Nulla. Forse solo il fatto che l’opposizione è uscita, ancora una volta, divisa e, questa volta, per merito dell’Udc. Significa solo che il Parlamento ha una sua maggioranza e l’ha fatta valere per quanto le leggi possono essere in odore di anticostituzionalità. Non è forse vero che il popolo è sovrano e che la sua sovranità è stata delegata a questo parlamento con un voto democratico? E allora cosa abbiamo da recriminare o di fare bagarre risvegliando vecchi e tediosi fantasmi? Nulla. Ci rimane semmai il detto: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Se siamo davvero convinti, sempre come popolo sovrano, che questa legge è ingiusta e vogliamo esprimerne la nostra contrarietà non ci resta che manifestarlo con il voto alle regionali del prossimo marzo anche a dispetto di certe candidature impopolari. Questa sarebbe la vera e più autentica risposta, ma dubitiamo che tale messaggio sarà raccolto dal popolo degli elettori e allora convinciamoci sulla validità e attualità dell’antico detto: dura lex sed lex e continuiamo a gridare al vento e a piangerci addosso. Eppure siamo convinti che nel Paese esiste una maggioranza di segno opposto a quella parlamentare ma stenta a manifestarsi perché non riesce ad entrare in sintonia con le forze politiche che potrebbero rappresentarla e riesce solo ad esprimere uomini e programmi mediocri, a litigare per una poltrona e a blaterare sulla questione morale ma poi gli stessi censori finiscono con il candidare figure poco cristalline o poco rappresentative. E la beffa è anche un’altra e l’ha detto lo stesso Bersani in Parlamento: vi è una classe politica che si infiamma per questioni marginali mentre cresce la disoccupazione, la povertà, il divario Nord/Sud, e la stessa giustizia, istruzione, sanità, welfare si intendono governarli togliendo loro risorse.  Il paese è “incagliato” come afferma Bersani ed è vero, ma di chi è la colpa? Non è certo e non è solo di chi ci governa oggi, ma anche di chi ci ha governato in passato e si dice che tutti i nodi alla fine vanno al pettine. Oggi con molto cinismo la Fiat tende ad abbandonare le sue industrie automobilistiche in Italia per altri lidi dopo che ha ricevuto decine di migliaia di miliardi di vecchie lire di contributi statali a fondo perduto. Oggi persino l’Enel, con un azionariato di riferimento del Tesoro, dimostra d’avere più attività all’estero che in Italia e in pochi anni è passata da 160 mila lavoratori a sessantamila e continua a scendere. Se andiamo avanti di questo passo resteremo solo terreno di conquista per i prodotti d’importazione cinesi e le nostre fabbriche e i nostri imprenditori ce li ritroveremo ovunque nel mondo meno che in Italia. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Il sì dell’Udc al legittimo impedimento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 febbraio 2010

“Il legittimo impedimento è di fatto uno strumento per riproporre tematiche già contemplate nel Lodo Alfano”. Queste le parole di Giuliano Girlando, responsabile per la Giustizia dell’Italia dei Diritti, in merito al parere favorevole dell’Udc sul legittimo impedimento solo se il Pdl non inserirà nel provvedimento ulteriori “scudi” in favore di ministri e sottosegretari. “Ci troviamo in presenza – continua Girlando – del tentativo di mettere in atto un Lodo Alfano bis. E’ stato lo stesso Avvocato Carlo Taormina, in una recente intervista, a confermare che è questo il vero obiettivo del governo. L’Italia dei Diritti ribadisce il proprio secco no a leggi ad personam che abbiano la finalità di garantire l’impunità del Presidente del Consiglio. La riforma della Giustizia, cavallo di battaglia di questa maggioranza, sembra essere totalmente volta al raggiungimento di tale obiettivo senza tener conto per nulla dell’interesse della collettività. Mi riferisco – conclude l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – al fatto che temi come l’adeguamento e la costruzione di nuove carceri, la mancanza di fondi da investire per i tribunali italiani e per le Forze dell’Ordine sono problemi che non sono in alcun modo presi in considerazione, da quella che viene spacciata per una riforma della giustizia”.

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