Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘lele mora’

Pdl giovani: no a personaggi ambigui

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 marzo 2011

“La dichiarazione di Lele Mora di potersi candidare con il PDL ci lascia al quanto basiti. Crediamo che la misura sia colma, è ora che questo partito decida quale via seguire e la smetta di prestare il fianco a facili critiche che piovono da ogni parte d’Italia” è quanto dichiarano in una nota congiunta Andrea Volpi Coordinatore Nazionale di Azione Universitaria e Luciano Cavaliere Dirigente Nazionale della Giovane Italia. “Chiediamo ai tre coordinatori nazionali del PdL di esprimersi a sfavore di questa possibile discesa in politica del manager dei Vip  troppo spesso ricordato per alcuni comportamenti disdicevoli – continuano i due. In questo momento tanto delicato non solo per il nostro partito una scelta di questo tipo sarebbe un suicidio politico e culturale nonché un ulteriore insulto al lavoro di tanti ragazzi che da anni e quotidianamente fanno politica nelle piazze, nelle scuole e nelle università senza chiedere né ricevere nulle” “Come giovani che hanno consapevolmente intrapreso una strada difficile in questo partito, crediamo sia giunto il momento di ripristinare quelli che sono i valori che hanno portato molti di noi a scegliere la via dell’impegno politico. Non  abbiamo nulla contro l’uomo Mora – conclude la nota – ma il PdL non può servire alla sua riabilitazione e noi non possiamo permettere che la politica diventi un surrogato dello star system, se continuiamo così gli esclusi del grande fratello siederanno direttamente in parlamento senza passare dalle urne”.

Posted in Spazio aperto/open space, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il caso Renzi: ma è proprio un caso?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

Molte e molto dure le critiche in casa Pd al sindaco di Firenze, ‘reo’ di aver preso parte ad un pranzo con Silvio Berlusconi nella di lui dimora privata. Lui, dal canto suo, non ha mancato di sottolineare le sue ragioni in difesa del suo gesto. Ha raccontato che hanno pranzato assieme ed erano solo loro due, lui ed il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, non c’erano né Emilio Fede né Lele Mora. Dice di essere andato ad Arcore per perorare la causa di Firenze e sostenere la legge speciale per la città. A chi lo ha attaccato duramente ha ribadito che non c’erano altri scopi segreti. Solo in un paese malato, ha detto il sindaco di Firenze, si può pensare che ci sia qualcosa sotto. Premesso che ho sempre guardato a Renzi e ai rottamatori con grande simpatia, perchè in questo paese di inamovibili rappresentano la volontà di dare una scossa per liberare gli alberi dai frutti troppo maturi, questa volta non condivido del tutto il suo gesto. Io faccio il sindaco di Firenze, ha detto Renzi, lui il presidente del Consiglio. Appunto. E’ proprio qui che avverto una nota stonata. Un sindaco quando incontra un presidente del Consiglio non lo fa nella sua residenza privata, ad Arcore, ma a palazzo Chigi, nella sede istituzionale del Governo. E soprattutto, non lo fa pochi giorni prima il voto di sfiducia, quando tutte le opposizioni stanno sostenendo uno sforzo titanico per chiudere definitivamente l’epoca del berlusconismo che ha fatto danni inenarrabili a questo povero Paese. Non ho dubbi che il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che ha provocato più di qualche mal di pancia al segretario del Pd Pierluigi Bersani e a tutta la nomenclatura del Partito democratico, abbia avuto motivi nobili e finalità altamente istituzionali ma scegliere di andare ad Arcore, in questo momento, significa scendere sul piano di quel berlusconismo che ha il suo motore e credo nella confusione dei ruoli, delle istituzioni che confonde pubblico e privato. Sicuramente, come scrive oggi Massimo Gramellini su la Stampa, Renzi appartiene all’attualità e gli altri al museo del Novecento ma, non sarà politicamente sexy dirlo, lo stile come rispetto delle regole e della distinzione dei ruoli è una condizione imprescindibile in politica, è la regola aurea e se l’attualità del centrosinistra passa attraverso il modello Berlusconi, allora vorrebbe dire che abbiamo trovatomagari un nuovo leader ma non siamo riusciti ad uscire dalle secche del leaderismo e personalismo in politica. Per questo, pur ribadendo la mia stima ai rottamatori, stavolta la scelta di Matteo Renzi di andare ad incontrare il presidente del Consiglio nella sua residenza privata e non nella più opportuna sede di palazzo Chigi è un segnale bruttissimo. E’ una questione non secondaria di stile e se questo è quello dei rottamatori, spiace dirlo ma viene voglia di dire “niente di nuovo sotto il sole”. Cambiano le generazioni ma lo stile resta lo stesso, anzi peggiora. Perché, almeno fino ad oggi, mai nessun alto esponente del Partito democratico avevano varcato i cancelli della residenza privata del presidente del Consiglio. (Massimo Donadi)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »