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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Presentazione del libro “Lenin, un uomo”

Posted by fidest press agency su martedì, 2 aprile 2019

Roma Venerdì 12 Aprile, dalle 18:00 alle 19:30 Centro Congressi Cavour, Via Cavour 50/a presentazione di “Lenin, un uomo” di M. Gor’kij, ed. Sellerio, a cura del prof. Marco Caratozzolo (professore associato dell’Univ. di Bari), dal prof. Lapo Sestan (professore ordinario all’Orientale di Napoli) e dal direttore dell’Istituto prof. Carlo Fredduzzi (slavista e giornalista).«Non ho mai incontrato un uomo che sapesse ridere in modo così contagioso come Vladimir Il’ič. Bisognava godere di un benessere grande e forte per ridere così».Questo era Lenin come persona, secondo Maksim Gor’kij, celebre scrittore, che era tutt’altro che un «leninista» («sono un marxista molto dubbioso, credo poco nella ragione delle masse in generale») ma lo conobbe bene dai primi del Novecento, nell’esilio (il famoso soggiorno di Capri) e poi con la rivoluzione (in cui Gor’kji non credeva tanto).
Quello che interessa l’autore è l’uomo, il carattere, quello che si provava a stare insieme a lui. Si scopre un punto di vista inaspettato su un personaggio morto in realtà prima che la storia potesse capirlo fino in fondo. E senza che ci sia troppo di politica, queste pagine dicono forse sul Lenin politico, sulla sua ispirazione politica, di più di un’analisi metodica.
Maksim Gor’kij (1868-1936), nato povero, autodidatta, per anni vagabondo in Russia occupato in lavori miseri alla ricerca di «materiali umani» per le sue opere, è stato a lungo l’immagine dello «scrittore proletario». Amico di Tolstoj e Čechov, i suoi romanzi e drammi sono considerati l’avvio del cosiddetto «realismo socialista».
Marco Caratozzolo, professore associato, è docente di lingua e letteratura russa presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. È autore di studi sull’opera di Dostoevskij, sull’emigrazione russa in Francia dopo la Rivoluzione, sui rapporti tra Gramsci e il potere sovietico in Italia. Attualmente approfondisce i legami tra Tommaso Fiore e la cultura russa. Bari.

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Così va il mondo: Gli eredi di Lenin e Stalin

Posted by fidest press agency su domenica, 24 settembre 2017

putinMa cosa avvenne in Russia dopo il disfacimento politico ed ideologico del comunismo che fu già di Lenin e di Stalin? Il tutto incominciò nel 1992. Il tentativo fu quello di voler mantenere l’influenza globale nonostante le sue difficoltà economiche e la svolta nell’operare le necessarie riforme per adeguare il paese al superamento della propria antiquata struttura industriale. Questo processo di transizione da un’economia di tipo comunista a una simil-capitalista non fu indolore anche sotto l’aspetto della sua leadership politica e istituzionale. In questo contesto non dobbiamo dimenticare che la Russia restava e resta un paese molto sviluppato nei settori chimico, petrolchimico, militare e meccanico, aero-mobile e spaziale e se il suo gap nel settore alimentare si fece sentire, costringendola ad importare grandi quantità alimentari, restò, comunque, tra i maggiori produttori al mondo di cereali e tra i mercati ittici più abbondanti. Da qui partì la rimonta della Russia e la liberalizzazione e stabilizzazione della sua economia secondo un modello occidentale ma con stile russo e con essa il nuovo processo politico e di leadership del Paese con una nuova costituzione e una “presidenza” forte. Ma la fase che fu in grado di avviare il processo di stabilizzazione della Russia avvenne dopo la crisi finanziaria del 1998. Si susseguirono i primi ministri Evgenij Maksimovič Primakov Sergej Stepašin e per finire, si arrivò a Vladimir Putin. Questi era uomo dell’apparato, già direttore dei servizi segreti (Fsb ex Kgb) sconosciuto ai più ma capace di ricucire l’unità del paese, nel tenere a bada gli stati più recalcitranti della Federazione russa e nel tessere una solida trama di amicizie e alleanze che se in apparenza innocue, come quella con Silvio Berlusconi, si rivelò, ai più attenti osservatori, come un progetto capace di riallacciarsi alla visione che era stata abbozzata in quel lontano 1989 in un appartato ufficio di una torre del Cremlino.
Putin seppe accrescere notevolmente il suo prestigio internazionale e la sua economia riportando la Russia al rango di potenza globale. E’ stato il primo passo per far acquistare affidabilità al ruolo di un paese guida per una nuova svolta negli equilibri internazionali del potere stabilendo nuove alleanze e nel tentare di sfaldare quelle esistenti nella parte avversa per incrinare sempre di più il predominio capitalistico degli U.S.A. e dei suoi alleati, ovunque essi si trovassero. (Riccardo Alfonso)

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