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Il Margutta – Leonardo da Vinci diventa “pop” e digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 14 maggio 2019

Roma mercoledì 15 maggio, vernissage ore 19, sino a domenica 15 settembre Margutta Veggy Food & Art, in via Margutta 118 l’esposizione “Leonardo Brivido Contemporaneo”, ideata e organizzata da Tina Vannini,è ospitata presso il ristorante vegetariano Il Margutta Veggy Food & Art curata dallo scrittore e critico d’arte Vittorio de Bonis. Saranno esposte 16 opere, realizzate tramite collage digitali e poi stampate su tela, caratterizzate da aggiunte di pezzi di carta strappata dai poster pubblicitari.
LE OPERE IN MOSTRA – Brivido Pop, all’anagrafe Marco Innocenti, parte dai quadri leggendari del genio, la cui morte è avvenuta proprio 500 anni fa, accostandovi e frapponendovi, come sua consuetudine, varie immagini estrapolate da riviste e locandine. I soggetti di questi ritagli sono soprattutto di natura cinematografica, con citazioni di film realizzati tra gli anni Cinquanta e Settanta, nonché di personaggi fantasy e sportivi. Questi si fondono a quadri “iconici” e ad altri meno conosciuti, dai “Cavalli” leonardeschi alla “Madonna Litta”, dalla “Gioconda” alla “Dama con l’ermellino”, senza tralasciare la sua “Annunciazione” e il “Salvator Mundi” a lui attribuito.”Sono davvero entusiasta di questo progetto – dichiara Marco Innocenti – perchè mi sono divertito e appassionato durante l’ideazione e la realizzazione di ogni opera, proprio come farebbe un bambino che ha sotto mano dei giocattoli bellissimi. Ma il mio obiettivo non è soltanto quello di raccontare l’arte di Leonardo, che non ha bisogno di tante presentazioni, ma soprattutto quello di far scoprire tante piccole chicche della cultura moderna internazionale. Con variegate suggestioni artistiche e pittoriche, da Modigliani a Tiziano, e pubblicità vintage. Regalando un sorriso e, magari, un’emozione”.
LO STILE DI BRIVIDO POP – “Quello che appare come un mero gioco d’assemblaggi più o meno convincenti ed ironici – spiega Vittorio de Bonis – rivela in realtà, all’esperto come al novizio, allo scaltrito fruitore della grande Arte del Passato come al compulsivo divoratore d’immagini del Web, un sorprendente gioco d’occulte citazioni e di analogie folgoranti, che vincola in un intreccio inestricabile ed allusivo Arte e Cinema, pittori del Rinascimento ed artisti ottocenteschi, dichiarando – una volta per tutte – il potere travolgente, ed ineffabile, dell’universo delle Immagini che fanno scaturire inediti effetti di senso e reconditi significati solo nella misura in cui creano cortocircuiti gioiosi senza temere censure accademiche o dogmi preconcetti. Esattamente quello che Leonardo aveva sempre auspicato. Senza riserve”.

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Lorenzo Puglisi: Il Grande Sacrificio

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Milano 3 – 28 aprile 2019 inaugurazione martedì 2 aprile, ore 18.30 Basilica di Santa Maria delle Grazie Sacrestia del Bramante via Caradosso 1 Lorenzo Puglisi Il Grande Sacrificio a cura di Giovanni Gazzaneo. Nell’anno del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, Lorenzo Puglisi rende il suo personale omaggio al genio fiorentino presentando a Milano la monumentale e inedita opera pittorica Il Grande Sacrificio, lavoro appositamente realizzato per l’esposizione a cura di Giovanni Gazzaneo.
A poca distanza dal capolavoro vinciano cui è dedicato – la celeberrima Ultima Cena – il dipinto a olio su tavola di pioppo, realizzato da Puglisi nel 2019, si staglia nella Sacrestia in tutta la sua imponenza, sei metri di lunghezza e due di altezza. È l’opera più grande realizzata dall’artista: nell’abisso del nero emergono, nella purezza del bianco, le teste e le mani di Cristo e degli apostoli, in una sequenza ritmica e fluttuante.
L’artista ha dedicato al capolavoro vinciano un ciclo di opere che si inserisce in un percorso di dialogo, iniziato sette anni fa, con i grandi artisti del passato e con i loro capolavori.
Scrive Giovanni Gazzaneo: «La storia dell’arte Puglisi l’accoglie nella sua opera non attraverso la perfezione della compiutezza formale, ma offrendoci un’immagine aperta, libera di giocare nelle polarità del bianco e del nero, in un dinamismo che non conosce fine. Dove il nero non è solo orizzonte, tanto meno cornice: è sostanza stessa dell’opera. Dal buio emerge la presenza, una presenza che da quel buio è sostenuta e in quel buio prende vita: bagliori di luce, scaglie di pittura densa e fremente, come in movimento. Il nero invoca la luce e accoglie il generarsi della forma. E nella generazione della forma possiamo cogliere il senso del contemplare l’arte del passato da parte di Puglisi: l’opera non è morta, l’opera è viva, è feconda e il suo splendore attraversa i secoli e continua a illuminare gli uomini e il tempo. Uno splendore che si fa abbagliante per un’icona come l’Ultima Cena di Leonardo. Gli apostoli, ritratti di uomini veri colti in un turbine di emozioni e pensieri per l’annuncio inaspettato del tradimento – che si accompagna al miracolo più grande, l’offerta d’amore e di vita di Cristo nella consacrazione del pane e del vino – nella visione di Puglisi si fanno volti e mani di luce, quasi a formare una partitura ideale o forse una costellazione di stelle».
La mostra – che presenta anche due opere dedicate al tema della Passione di Cristo, Crocifissione del 2018 e Nell’orto degli ulivi del 2017, che trovano ispirazione in Velázquez, Rubens e Goya – è infine una rara occasione per ammirare la bellezza della Sacrestia del Bramante, normalmente non accessibile al pubblico, con tutti i suoi tesori, a cominciare dai dipinti che decorano le ante degli armadi cinquecenteschi e che, con le loro accese cromie, creano un dialogo tra antico e contemporaneo in uno dei luoghi più intensi e conosciuti di Milano.Accompagna la mostra un volume pubblicato da Manfredi Edizioni, a cura di Giovanni Gazzaneo. http://www.fondazionecrocevia.it

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Il capolavoro di Leonardo da Vinci Salvator Mundi in mostra al Louvre Abu Dhabi

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Abu Dhabi 18 settembre il Salvator Mundi, capolavoro di Leonardo da Vinci sarà presentato al pubblico al Louvre di Abu Dhabi. Acquisito dal Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi) nel 2017, il Salvator Mundi è uno dei meno noti dei 20 dipinti superstiti del maestro del Rinascimento italiano, uno dei più grandi e famosi artisti della storia, e l’ultimo ad entrare nella collezione di una istituzione culturale.
SE Mohamed Khalifa Al Mubarak, Chairman del Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi, ha dichiarato: “Il Salvator Mundi incarna la natura inclusiva del Louvre Abu Dhabi e la missione di Abu Dhabi di promuovere un messaggio di tolleranza e apertura. È un’opportunità per i visitatori di farsi coinvolgere da un’opera rara e iconica di grande significato culturale presso il Louvre Abu Dhabi. Rimasto per così tanto tempo in mani private, il capolavoro di Leonardo Da Vinci è ora il nostro dono per il mondo. Appartiene a tutti noi, che avremo l’opportunità di testimoniare la maestria di uno degli artisti più significativi della storia.” “Le sue innovative rotture dagli standard artistici del suo tempo hanno guidato generazioni di pittori. È uno degli artisti più influenti della storia, che ha lasciato un’eredità significativa non solo nel campo dell’arte ma anche in quello della scienza. Oggi, nessun nome sembra incarnare l’età rinascimentale più di quello di Leonardo da Vinci.”
Quale sommo simbolo del Rinascimento, la curiosità apparentemente infinita di da Vinci era eguagliata solo dal suo potere di invenzione. Il suo genio risiede nella sua capacità di connettere scienza e anatomia, geologia, matematica, ingegneria, architettura, teatro, ottica e molte altre discipline.Risalente al 1500 circa, il Salvator Mundi è un dipinto a olio su tavola, eseguito su un pannello di noce, raffigurante una figura a mezzo busto di Cristo come Salvatore del Mondo, rivolta verso lo spettatore, e vestita con una morbida tonaca azzurra e cremisi. La figura tiene un globo di cristallo nella sua mano sinistra mentre solleva la sua mano destra in segno di benedizione. Si ritiene che l’opera sia coeva a La Belle Ferronnière e alla Gioconda.
SE Saif Saeed Ghobash, Sottosegretario del Dipartimento di Cultura and Turismo di Abu Dhabi, ha dichiarato: “A più di 500 anni, il Salvator Mundi conserva ancora una presenza notevole e il persistente senso di mistero che caratterizza le opere migliori di Leonardo. Come uno dei più grandi pittori, filosofi e pensatori della storia, da Vinci ha lasciato il segno su molte delle discipline che hanno plasmato il mondo moderno. È rimasto un’eccezionale icona culturale e come tale, il suo lavoro ha un ruolo importante da svolgere nella narrativa universale del Louvre Abu Dhabi, che racchiude la storia dell’umanità. Con il Salvator Mundi in mostra, potremo onorare l’eredità influente del genio creativo di da Vinci, condividere questa straordinaria opera d’arte con il mondo e ispirare una nuova generazione di leader culturali e pensatori creativi.”
La riscoperta del Salvator Mundi è uno dei ritrovamenti artistici più significativi della storia recente, dai tempi della scoperta di un dipinto di Leonardo da Vinci nel 1909, quando la Madonna Benois, ora all’Ermitage di San Pietroburgo, fu attribuita all’artista. La presentazione dell’opera prima della vendita da parte di Christie’s New York ha suscitato interesse in tutto il mondo. Durante il tour del dipinto ad Hong Kong, Londra, San Francisco e New York, oltre 27.000 persone hanno visto il capolavoro, stabilendo un record per il numero più alto di spettatori prevendita per un’opera d’arte individuale, secondo Christie’s.Dipinto più di 500 anni fa (1490 circa – 1515), il Salvator Mundi potrebbe essere stato realizzato per la famiglia reale francese prima di essere portato in Inghilterra dalla regina Henrietta Maria quando sposò Carlo I. Il lavoro era nella collezione di re Carlo I (1600-1649), dove è registrato nell’inventario della collezione reale. Ritenuto distrutto, il Salvator Mundi è stato riscoperto nel 2007, quando il restauro è stato intrapreso da Dianne Dwyer Modestini, ricercatore senior e conservatore del programma Kress in Paintings Conservation presso il Conservation Center dell’Institute of Fine Arts, New York University. Da quando la fase iniziale di restauro è stata completata nel 2007, il dipinto è stato studiato dalle principali autorità scientifiche competenti sull’opera di Leonardo da Vinci, che hanno attribuito inequivocabilmente il dipinto al più importante pittore del Rinascimento e a una delle figure più significative nella storia dell’arte.Dopo la presentazione al Louvre di Abu Dhabi a settembre, il Salvator Mundi sarà in prestito al Musée du Louvre di Parigi, dove farà parte della mostra di Leonardo da Vinci che si svolgerà dal 24 ottobre 2019 al 24 febbraio 2020. Il Salvator Mundi dovrebbe tornare nella capitale degli Emirati Arabi Uniti dopo l’esposizione e sarà di nuovo in mostra al Louvre Abu Dhabi.

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In mostra agli Uffizi il Codice Leicester di Leonardo da Vinci

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 novembre 2017

LeicesterLeicester1Firenze fino al 20 gennaio 2019.Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci a Firenze come anteprima di assoluta grandezza delle celebrazioni leonardiane che si svolgeranno in tutto il mondo nel 2019 in occasione dei 500 anni della morte di una delle figure-icona della storia dell’umanità. Lo offre alla città Bill Gates, il fondatore di Microsoft che ne è diventato proprietario (lo ha acquistato dal miliardario Armand Hammer nel 1994), e sarà esposto agli Uffizi dal 29 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019. La mostra, Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci. L’Acqua Microscopio della Natura, a cura di Paolo Galluzzi, è frutto di oltre due anni di preparazione ed è realizzata da Gallerie degli Uffizi e dal Museo Galileo col contributo di Fondazione CR Firenze.E sarà davvero un evento eccezionale perché consentirà di vedere una delle opere più importanti del maestro con le conoscenze e le sensibilità che oggi abbiamo maturato verso i temi dell’acqua e dell’ambiente che sono il filo rosso che lega le 72 pagine del manoscritto. Un’opera fitta di geniali annotazioni e di straordinari disegni, che Leonardo vergò tra il 1504 e il 1508, anni per lui di intensa attività artistica e scientifica. Era infatti il periodo nel quale effettuava gli studi di anatomia nell’Ospedale di Santa Maria Nuova, cercava di far volare l’uomo, era impegnato nell’impresa, poi non condotta a termine, della Leicester2pittura murale raffigurante la Battaglia di Anghiari a Palazzo Vecchio e studiava soluzioni avveniristiche per rendere l’Arno navigabile.I 72 fogli del Codice saranno collocati nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi. Grazie ad un innovativo sussidio multimediale, il Codescope, il visitatore potrà sfogliare i singoli fogli sugli schermi digitali, accedere alla trascrizione dei testi, e ricevere molteplici informazioni sui temi trattati. Saranno esposti anche alcuni spettacolari disegni originali di Leonardo, prestati da prestigiose istituzioni italiane e straniere, realizzati in quegli stessi anni, una stagione davvero ‘magica’ della storia di Firenze che vide la presenza contemporanea nel perimetro delle proprie mura di grandissimi personaggi delle lettere, delle arti e delle scienze. Non a caso, Benvenuto Cellini definì quell’eccezionale stagione fiorentina ‘La Scuola del Mondo’. Le applicazioni multimediali realizzate dal Museo Galileo saranno consultabili sui siti web degli Uffizi e del Museo Galieleo stesso. Il catalogo sarà pubblicato da Giunti Editore.
Per il Codice Leicester si tratta del secondo ‘viaggio’ a Firenze in quanto fu esposto nel 1982 (ma allora era ancora denominato Codice Hammer) nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, ottenendo uno straordinario successo di pubblico (oltre 400.000 visitatori in poco più di tre mesi). (foto: Leicester)

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Leonardo da Vinci: Visions

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

visionsMontepulciano, Fortezza e Giardino di Poggiofanti fino al 17 settembre 2017 il Comune di Montepulciano e la Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, con l’organizzazione di Opera Civita, presentano la mostra Leonardo da Vinci: Visions che si articola in una duplice sede espositiva: presso la fortezza sono ospitate le riproduzioni delle macchine di Leonardo, mentre presso il Giardino di Poggiofanti è collocata una straordinaria ricostruzione in scala 1:1 del Monumento Equestre in memoria di Francesco Sforza. Questa ricostruzione del gigantesco cavallo, alto oltre sette metri, è caratterizzata dalla fedeltà ai disegni di Leonardo e al processo di fusione da lui ideato. Realizzato in materiali compositi e struttura in acciaio, è alto 7,80 metri per un estesione totale di circa 10 x 4 metri con un peso complessivo di 20.000 kg.
Leonardo da Vinci: Visions è il risultato dell’esperienza espositiva delle mostre Gli ingegneri del Rinascimento (1995), L’automobile di Leonardo (2004) e La mente di Leonardo (2006), ideate dal Museo Galileo di Firenze e curate dal suo direttore, Prof. Paolo Galluzzi.
Visions è un invito a esplorare il modo di pensare di Leonardo da Vinci e la sua concezione unitaria della conoscenza come sforzo di assimilare con ardite sintesi teoriche e con geniali esperimenti le leggi che governano tutte le meravigliose operazioni dell’uomo e della natura. La mostra presenta alcuni ambiziosi progetti di Leonardo, che ben illustrano la sua attitudine a cimentarsi con temi di complessità inaudita. Sogno dell’uomo fin dai tempi più antichi, il volo prende forma nei suoi studi e nelle macchine da lui disegnate. Leonardo si misura anche con l’idea di conferire il movimento a oggetti inanimati: il carro semovente e il leone meccanico sono eloquente testimonianza dei risultati dal potenziale fortemente innovativo che egli raggiunse. Infine, il progetto per la gigantesca statua equestre in bronzo in memoria di Francesco Sforza costituisce un’ulteriore prova dell’eccezionale intelligenza e tenacia con le quali Leonardo affrontava le più audaci sfide tecnologiche e artistiche. (foto: visions)

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Leonardo da Vinci: Visions

Posted by fidest press agency su domenica, 14 maggio 2017

leonardoMontepulciano, Fortezza e Giardino di Poggiofanti 14 maggio- 17 settembre 2017 Tutti i giorni ore 10.30 – 19.30 Costo euro 5,00. Leonardo da Vinci: Visions è il risultato dell’esperienza espositiva delle mostre Gli ingegneri del Rinascimento (1995), L’automobile di Leonardo (2004) e La mente di Leonardo (2006), ideate dal Museo Galileo di Firenze e curate dal suo direttore, Prof. Paolo Galluzzi.
Visions è un invito a esplorare il modo di pensare di Leonardo da Vinci e la sua concezione unitaria della conoscenza come sforzo di assimilare con ardite sintesi teoriche e con geniali esperimenti le leggi che governano tutte le meravigliose operazioni dell’uomo e della natura.
La mostra presenta alcuni ambiziosi progetti di Leonardo, che ben illustrano la sua attitudine a cimentarsi con temi di complessità inaudita. Sogno dell’uomo fin dai tempi più antichi, il volo prende forma nei suoi studi e nelle macchine da lui disegnate. Leonardo si misura anche con l’idea di conferire il movimento a oggetti inanimati: il carro semovente e il leone meccanico sono eloquente testimonianza dei risultati dal potenziale fortemente innovativo che egli raggiunse. Infine, il progetto per la gigantesca statua equestre in bronzo in memoria di Francesco Sforza costituisce un’ulteriore prova dell’eccezionale intelligenza e tenacia con le quali Leonardo affrontava le più audaci sfide tecnologiche e artistiche.

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Il cosmo magico di Leonardo da Vinci

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 marzo 2017

cosmo magicoFirenze Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture fino al 24 settembre 2017. L’Adorazione dei Magi di Leonardo degli Uffizi torna in Galleria dopo un restauro compiuto all’Opificio delle Pietre Dure, durato cinque anni. Infatti nel novembre del 2011 la grande tavola dell’Adorazione dei Magi di Leonardo fu trasferita al laboratorio di restauro della Fortezza da Basso, dove per molti mesi fu sottoposta a numerose indagini diagnostiche, prima che, nell’ottobre 2012, venisse finalmente presa la decisione congiunta di intraprenderne il restauro.
Fra gli studiosi, dieci anni prima, quando era stato ventilato un possibile restauro, si erano accese discussioni e controversie: alcuni non erano certi che dalla superficie scura e brumosa potesse emergere qualcosa di più di quello che si poteva intravedere o, a volte, solo immaginare. Leonardo da Vinci, infatti, partendo nel 1482 da Firenze alla volta di Milano, lasciò la pittura a diversi livelli di avanzamento: alla stesura di azzurro del cielo, appena accennato, si affiancano aree quasi di solo disegno; figure più costruite e rilevate con colori scuri; immagini che si sovrappongono ad altre, cancellandole e cambiando l’intenzione precedente; zone di ricerca spaziale e volumetrica. Interpretare un’opera così non era certo facile, ma soprattutto per i restauratori non era una procedura comune confrontarsi con le idee continuamente in divenire di Leonardo, invece che con un lavoro finito.
Secondo la metodologia propria dell’Opificio, si iniziò con una fase di studio, di ricerca e di indagini diagnostiche volta a comprendere sia la costruzione materiale dell’opera, sia la natura dei suoi problemi conservativi; da questi passi preliminari scaturirono e sono andati precisandosi meglio, nel corso del restauro, anche molti nuovi significati artistici, finora per lo più misconosciuti o addirittura ignoti. La conoscenza di tutti questi elementi è stato il punto di partenza necessario per elaborare un progetto di restauro che potesse consentire anche al grande pubblico una migliore comprensione e fruizione di questo straordinario capolavoro.
Il gruppo di lavoro formatosi intorno a quest’opera, diretto da Marco Ciatti e Cecilia Frosinini, ha legato insieme i risultati delle indagini diagnostiche, la riflessione sui significati storico-artistici del capolavoro e le indicazioni sulla sua storia conservativa, per mettere a punto le linee guida del restauro. La pulitura è stata condotta in modo ineccepibile e intelligente da Roberto Bellucci e Patrizia Riitano; il risanamento del supporto ligneo è stato compiuto da Ciro Castelli e Andrea Santacesaria, con la collaborazione di Alberto Dimuccio. La pulitura è stata effettuata sui materiali non originali che col tempo si erano sovrapposti alla superficie, il cui spessore è stato solo assottigliato in maniera graduale e differenziata, a seconda delle condizioni di ogni singola area e di ogni figura. Altrettanto importante per la futura conservazione è stato il risanamento del supporto e del sistema di traverse con la predisposizione di un più adeguato funzionamento di controllo dei movimenti del legno, pur nel rispetto della struttura originale.
Ora sono più leggibili tutte le figure ed i dettagli ed è anche percepibile l’eccezionale costruzione spaziale interna alla figurazione, soprattutto nello sfondo che si apre su una visione prospettica ed atmosferica tipica di Leonardo, sinora addirittura mascherata da una vera e propria patinatura (cioè uno strato di vernice pigmentata che voleva conferire all’insieme l’aspetto di un monocromo).
In occasione della presentazione di questo prestigioso restauro al pubblico, all’Adorazione dei Magi di Leonardo sarà affiancata l’omonima pala, sempre degli Uffizi, di Filippino Lippi, commissionata nel 1496 al pittore per l’altare maggiore della chiesa di San Donato a Scopeto dai medesimi Canonici Regolari del convento di Sant’Agostino che nel 1481 avevano dato lo stesso incarico al da Vinci.
La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Eike D. Schmidt, Marco Ciatti e Daniela Parenti, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con le Gallerie degli Uffizi, l’Opificio delle Pietre Dure, gli Amici degli Uffizi e Firenze Musei. (abstract) (foto: cosmo magico)

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Alla Federico II un Codice apografo di Leonardo da Vinci

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2016

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli venerdì 11 novembre 2016, alle 11, Università Federico II nell’Aula Pessina (in corso Umberto I, 40), dal Rettore Gaetano Manfredi, sarà presentato al pubblico il codice dal Prorettore Arturo De Vivo, da Roberto Delle Donne, presidente del Centro di Ateneo per le Biblioteche “Roberto Pettorino”, da Alfredo Buccaro, direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca sull’Iconografia della Città Europea e noto esperto leonardiano, da Matteo Angelo Palumbo, raffinato interprete della tradizione letteraria e culturale italiana ed eurpea. Interverrà Carlo Vecce, professore di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, e sarà proiettato un videointervento da Carlo Pedretti, storico dell’arte tra i maggiori studiosi italiani dell’opera vinciana. Il manoscritto sarà reso liberamente consultabile in formato digitale sulla piattaforma eCo, approntata dal Centro di Ateneo per le Biblioteche “Roberto Pettorino” per ospitare le collezioni digitali di Ateneo.

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Leonardo da Vinci: Cartographer

Posted by fidest press agency su martedì, 6 settembre 2016

aeroporto leonardo da vinciby Ann C. Pizzorusso. The artist Leonardo da Vinci (1452–1519) was also a geologist and cartographer. He was an ardent observer of the Earth’s topography, depicting it precisely in his paintings and, by using surveying instruments he developed, produced a variety of maps which were extraordinarily accurate and precursors to modern ones. While in the service of Ludovico Sforza in Milan, da Vinci made many maps for civic as well as defensive purposes. He was familiar with the simple land-register plans, which he found at the municipal council. Then, using his artistic skill, drew maps producing both aerial and perspective views.
After leaving Milan in 1499 he consulted with the Venetians, who were concerned about a Turkish attack. He suggested artificial inundation of the Isonzo valley in Friuli and drew a small sketch map of the area.One of his most audacious assignments was to advise Florence on its plans to divert the Arno River away from Pisa, its enemy. Leonardo drew a series of reference maps. However, long before this military assignment, he drew maps envisioning ways to change the course of the Arno and open Florence to the sea.Leonardo’s maps were remarkable not only for their geographic accuracy, but because they anticipated modern day map-making by his dark shading of mountains and careful attention to rivers, lakes, valleys and towns. His alpine maps capture the geology of the area so precisely that rock types as well as mountain peaks can be identified.
In 1502 Leonardo, as military architect and engineer, worked for Cesare Borgia, whose goal was to conquer all of Romagna (north-central Italy). Da Vinci became chief inspector of military fortifications thus, traveling freely throughout the embattled region to investigate and evaluate. He looked not only at structures, but ports, waterways, trails and natural formations which could be useful for, or a hindrance to Borgia’s military objectives.
As da Vinci travelled through Romagna, he made a series of maps to be used for military purposes. They included geological and topographical information, vital for developing battle plans. Many of them survive today, including geographic sketches of the entire Piombino coastline, The Arno River and its Watersheds with its extraordinary aerial perspective, showing the river, with its vein-like tributaries and intricate drainage patterns curving its way through the mountains near Pisa down to the marchlands of the Chiana valley and one, of the City of Imola. The unprecedented accuracy of this map, based on his odometer readings, was critical, as Imola was an important military base for Borgia.
In 1508 he sketched an octant projection and in 1514 made an octant world map, the first known example of its time. His lifelong map production had an unexpected result: they established da Vinci as a master of cartography, as nothing so precise had ever before been produced. (Ann C. Pizzorusso)

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Ma Leonardo da Vinci giocava a scacchi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

scacchiscacchi2Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ne parla giovedì 8 settembre alle ore 18.30 presso lo Spazio Espositivo PwC Milano di viale Monte Rosa 91 in occasione dell’inaugurazione della mostra di Franco Rocco “La Via Geometrica. Da Scaccomatto agli Scacchi di Leonardo” (8-30 settembre). La mostra parte dalla riedizione del libro dell’architetto Franco Rocco “Leonardo e Luca Pacioli. L’evidenza” (Editore Due Torri, Bologna) che, partendo da una approfondita analisi del Manoscritto riconosciuto come preparatorio del De Ludo Scachorum o Schifanoia del famoso matematico Frà Luca Pacioli, dimostra l’indiscutibile contributo di Leonardo da Vinci alla sua stesura e nell’evoluzione del gioco degli scacchi.Il lavoro editoriale di Franco Rocco nasce infatti dal ritrovamento a Gorizia, fra i fondi storici della biblioteca del conte Guglielmo Coronini Cronberg, proprio del manoscritto sopra citato, databile con sicurezza fra il 1497 e il 1508.
In particolare Franco Rocco evidenzia l’aspetto inedito dei pezzi rappresentati sul Manoscritto rispetto a quelli su altri documenti dell’epoca, e dimostra come in molte pagine i tratti grafici di Leonardo da Vinci siano inconfondibili.Afferma Vittorio Sgarbi: “Sono anni importanti, quelli rinascimentali che portano alla fine del Quattrocento, anche per la storia degli scacchi, come ci informa Rocco: il gioco medievale si stava modernizzando nella forma detta “alla rabiosa”, prevedendo il cambio di alcune regole fondamentali. Il manoscritto di Gorizia prende atto proprio di questa evoluzione, presentando il gioco secondo due varianti, la vecchia e l’aggiornata. Fra le nuove regole c’è anche la possibilità dell’arrocco, che limita i margini di manovra della regina, fino a quel momento troppo superiori rispetto a quelli delle altre pedine. E’ Leonardo, riferisce Rocco, il primo ad alludere alla mossa scacchistica nel modo in cui normalmente la intendiamo, attraverso la soluzione di un rebus che compare nel scacchi1grande foglio 12692 di Windsor (1487-90 ca.)”In particolare, scrive Franco Rocco, negli antichi trattati le posizione dei pezzi sulle scacchiere erano indicate con il loro nome o con figure soltanto accennate, mentre nel Manoscritto pacioliano sulle scacchiere sono rappresentati pezzi veri dalle forme chiaramente distinguibili le une dalle altre, caratterizzate da proporzioni perfette, pezzi di un design ricercato ed elegante mai visto prima.Inoltre sulle 96 pagine del manoscritto, suddivise in 5 fascicoli, i pezzi sono disegnati in due maniere differenti: su 48 pagine tutte le figure hanno il contorno ben delineato e spesso ma non sempre sono colorate, mentre sulle altre 48 pagine le figure dei pezzi sono definite con la sola stesura del colore e sono senza contorno.
Franco Rocco dimostra infine come dei 114 problemi scacchistici presentati nel Manoscritto Leonardo ne abbia illustrati 58, dei quali ben 24 inediti, inventanti per il manoscritto, tutti da giocare con le nuove regole “a la rabiosa”, ovvero quelle ancora oggi in uso con la regina in grado di muoversi sulla scacchiera in ogni direzione.
La mostra milanese pone anche l’attenzione sul metodo con il quale Franco Rocco ha affrontato lo studio del Manoscritto, mettendo in evidenza il suo gioco di scacchi Scaccomatto, nel quale i pezzi neri in bronzo e i pezzi bianchi in bronzo argentato possono essere ricomposti secondo uno schema di incastri in due cubi che racchiudono tutte le 32 pedine del gioco.
L’esposizione è inoltre arricchita da una sezione video che, in realtà virtuale, presenta il minuzioso lavoro di ricerca sul De Ludo Scachorum, lo scomponimento e ricomponimento tridimensionale del cubo Scaccomatto, e un’altra opera fondamentale del lavoro di Franco Rocco: La Via di Colombo, una sfera composta da trentasette parti in legno e bronzo che può essere smontata lasciandosi guidare dalla simbologia incisa sulla sua superficie come addentrandosi in un labirinto.
La mostra è completata da due sculture in bronzo a cera persa: Giano e La Parola e il Gesto, sul tema della natura messa a rischio dal gesto dell’uomo. (scacchi)

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Aeroporto di Fiumicino: E’ finita a tarallucci e vino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2015

aeroporto leonardo da vinciE’ finita a tarallucci e vino la vicenda dell’aeroporto intercontinentale “Leonardo da Vinci” di Fiumicino. La relazione del ministro dei Trasporti, Graziano Del Rio e’ stata un capolavoro. Vediamo. Il ministro parla di 1100 milioni di investimenti che, pero’, sono gia’ stati stanziati dai precedenti governi. Se, invece di risalire alle responsabilita’ di 20 anni, si volesse risalire, piu’ propriamente a quelle di 4 anni fa, potremmo ricordare al ministro la presenza nella maggioranza governativa del suo partito. Tra l’altro, mentre il presidente Renzi viaggiava in treno, in Giappone, a 400 km all’ora, il treno Fiumicino-Roma (quello diretto) impiega 36 minuti per fare 30 km. Forse e’ il caso di darsi una mossa e impiegare da subito i denari a disposizione. Inoltre, per fare un po’ di chiarezza cerchiamo di distinguere gli episodi che hanno creato non poche difficolta’ agli utenti.
1. Maggio 2015. Incendio al terminal 3. La gestione dell’aeroporto e’ di Adr che ha impegnato negli ultimi 3 anni 600 milioni di euro per investimenti. Possibile che non sia stato rilevato in tempo l’incendio? Ci sono i sensori?
2. Luglio 2015. Interruzione energia elettrica. La gestione dell’aeroporto e’ di Adr che ha impegnato negli ultimi 3 anni 600 milioni di euro per investimenti. Possibile che non ci sia un sistema automatico di supporto di energia elettrica?
3. Luglio 2015. Incendio nella Riserva naturale statale del Litorale Romano a ridosso dell’aeroporto che ha creato il fumo il quale ha bloccato i voli. La riserva e’ affidata ai comuni di Roma (manco a dirlo) e Fiumicino. Incendi di tale portata significano incuria. E’ il caso che il ministero dell’Ambiente si riprenda la gestione della riserva? Dopodiche’, chi e’ rimasto con il cerino in mano e’ l’utente. Interessa? Non sembra, visto che il ministro, invece di prendere decisioni, si e’ limitato alle geremiadi di turno.E’ questa la nostra classe politica, bellezza! (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Achille De Tommaso espone al Palazzo del Louvre

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2011

Courtyard of the Museum of Louvre, and its pyr...

Image via Wikipedia

Parigi Dal 21 al 23 ottobre 2011 Vernissage su invito: Venerdì 21 ottobre dalle ore 19 alle 22 Presso: Carrousel du Louvre “Art Shopping” IX Salone Internazionale d’ArteOrari di apertura h.11-20a cura di Sabrina Falzone.
Espone al Palazzo del Louvre l’artista italiano Achille De Tommaso, che ha saputo coniugare abilmente il pensiero scientifico alla creatività. Questo connubio tra razionalità e irrazionalità, questa fusione tra logos e pathos, tra ratio e sentimento, fanno di De Tommaso un instancabile ricercatore dell’armonia universale. Perché la matematica non può prescindere dall’arte né viceversa. Anche nella vita, Achille De Tommaso fonde questo dualismo concettuale nella professione dell’artista e nel ruolo di prestigio che ricopre nell’ambito delle telecomunicazioni, del business e delle imprese. Egli ha diretto, per anni, alcune delle più prestigiose aziende di telecomunicazioni europee, dal 1998 è Amministratore Delegato e Presidente di Colt Telecom per l’Italia e Presidente di ANFOV, associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione. Si è laureato in Fisica Elettronica a Milano. La sua testa è quindi felicemente divisa tra Arte e Scienza. La curatrice dell’esposizione, Sabrina Falzone, ci introduce alla pittura di Achille De Tommaso con queste parole: “Nel sentimento del colore, l’intelletto schiude i suoi enigmi all’esperienza segnica, avvolgendo le sue aurore con il manto della materia. Nella ricerca pittorica di Achille De Tommaso vi è un incessante evolversi di forme, di segni e linguaggi inconsci, nei quali le relazioni cromatiche danno la luce a nuove valenze espressive, generando uno straordinario capolavoro della comunicazione artistica.” Perché proprio la comunicazione artistica è il LEIT MOTIV della pittura di De Tommaso: quest’esigenza di un dialogo sempre più aperto con il prossimo ci svela il lato più filantropico dell’artista. http://www.achilledetommaso.it

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“Porte aperte” alla Leonardo da Vinci academy

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 novembre 2010

Etobicoke (Canada) 25 Novembre 2010, dalle 9 alle 11:30 e dalle 12:30 alle 15, Leonardo Da Vinci Academy, 100 Allanhurst Drive, M9A 4K4 http://www.ldva.on.ca la  Scuola sarà aperta a chi desidera visitarla.  La nostra iniziativa “porte aperte” è indirizzata a famiglie che possono essere interessate a conoscere, a incontrare gli insegnanti e a visitare la Scuola.  La Leonardo Da Vinci Academy è stata fondata 25 anni fa.  L’obiettivo principale della Scuola è di offrire un curriculum arricchito che tiene conto di sviluppare tutti gli aspetti inerenti all’acquisizione di una buona cultura, incluso l’essere indipendenti, il senso di responsabilita` e la crescita intelletuale.  Offriamo un programma Montessori in italiano e uno in inglese per bambini dai 3 ai 6 anni; il livello elementare va dalla prima alla quinta e dalla prima fino alla terza media.  Il programma della prima, seconda e terza elementare è basato sulla filosofia Montessoriana.  Tutti gli studenti della Leonardo Da Vinci studiano Italiano e Francese quotidianamente.  La scuola è l’unica in Canada ad aver ottenuto un riconoscimento ufficiale dal Governo Italiano.  Questo riconoscimento significa che la nostra scuola è parificata alle scuole italiane.
On Thursday November 25, 2010, guests are invited to visit between the hours of 9am – 11:30am or between 12:30pm-3pm.  The school will be open to guests and prospective families to drop in and visit our classes and meet with staff.  If you are interested in discovering a school with an enriched well rounded curriculum and teachers who nurture responsibility, independence, and intellectual growth, then come and visit LDVA.  The Leonardo Da Vinci Academy offers Casa Montessori programs for children between 3 and 6 years old.  One of the programs is in English and the other is Italian Full-Immersion for the same age group.  The elementary programs offered are from Grade 1 to Grade 8.  The Lower Elementary program, Grade 1 through 3, is based on the Montessori philosophy. All Leonardo Da Vinci students study Italian and French daily.  Our school is the first and only in Canada to be officially recognized by the Italian Government, which means that our students could transfer to schools in Italy at their grade level.

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Leonardo da Vinci: “Tavola di Acerenza”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

Chieti (CH) Venerdì 7 maggio 2010, ore 10:30 Museo universitario “G. d’Annunzio” Piazza Trento e Trieste, 1 – conferenza stampa.  All’incontro parteciperanno: Prof. Luigi Capasso – Direttore del Centro Universitario Museale dell’Ateneo “G. d’Annunzio”; Dott. Nicola Barbatelli – Direttore del Museo delle Antiche Genti di Lucania – Vaglio Basilicata; Colonnello Gianfranco De Fulvio – Comandante del Reparto Dattiloscopia Preventiva del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche – Roma; Avv. Giuseppe Pio Musacchio – Sindaco di Vaglio Basilicata; Dott. Luciano Di Tizio – Giornalista, coordinatore del convegno “Leonardo da Vinci: Presunto autoritratto Lucano, gli studi” che si svolgerà sabato 8 maggio 2010 (ore 10:00) presso l’Auditorium del Museo universitario; Dott.ssa Simona Petaccia – Giornalista, Responsabile Ufficio Stampa dell’evento.  L’evento sarà incentrato sull’esposizione da venerdì 7 a martedì 11 maggio 2010, presso il Museo universitario dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti – Pescara del “Presunto autoritratto lucano” di Leonardo da Vinci, anche noto come “Tavola di Acerenza”: dipinto ad olio su tavola (mezza pialla) di cm 60×44, riscoperto nel 2009 da Nicola Barbatelli. Il quadro, abitualmente custodito all’interno di una teca blindata (sorvegliata a vista) nel Museo delle Antiche Genti di Lucania a Vaglio Basilicata, è stato presentato in più occasioni al grande pubblico e, nello scorso febbraio, esposto anche nel Kadriorg Art Museum di Tallinn (Estonia) grazie a un’iniziativa coordinata tra il Ministero degli Affari Esteri e l’Ambasciata Italiana di quel Paese.  In occasione della mostra a Chieti, saranno illustrati i risultati delle indagini tecnico-scientifiche volte a chiarire se ci fu sull’opera la presenza della mano del Genio fiorentino.

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Leonardo da Vinci: Nature, Art & Science

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 settembre 2009

leonardoIncheon,Corea until 30/12/2009 Milano Design City Exhibition Center YeongJong-do. In occasione della mostra itinerante, il Museo presenta in anteprima al pubblico coreano il nuovo volume -Leonardo da Vinci. La collezione di modelli del Museo-, a cura di Claudio Giorgione, curatore del Dipartimento Leonardo Arte&Scienza, che racconta la storia della collezione e illustra nel dettaglio le caratteristiche dei modelli, leggendoli parallelamente ai disegni di Leonardo.  Nel 1953 infatti, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica (oggi Tecnologia) inaugurava con una grande mostra in cui era esposta una serie di modelli realizzati interpretando i disegni di Leonardo da Vinci, a cui il Museo veniva intitolato. I modelli, entrati nelle collezioni del Museo, sono ancora oggi in parte esposti (a cui se ne sono aggiunti altri, negli anni, costituendo oggi la piu’ importante collezione al mondo) e rappresentano una testimonianza unica nell’ambito dello studio e della divulgazione dell’opera tecnico-scientifica di Leonardo.  Il contesto storico in cui sono nati questi oggetti – gli studi su Leonardo scienziato e tecnologo, i progettisti dei modelli, le mostre in cui sono stati esposti, l’allestimento permanente creato per il Museo – sono il punto di partenza per arrivare ai piu’ recenti sviluppi che hanno coinvolto la collezione, oggi nucleo centrale del Dipartimento Leonardo Arte&Scienza.  Allo stesso tempo, gli appunti, gli schizzi e i disegni di Leonardo rappresentano il confronto indispensabile per comprendere queste macchine. Il legame con la tradizione e il contributo di Leonardo nel campo della tecnica e della tecnologia, con soluzioni anticipatrici ed innovative, spesso particolarmente affascinanti, viene illustrato con particolare attenzione ai temi principali che anche la collezione di modelli affronta: il volo, l’ingegneria militare, le architetture e l’urbanistica, l’ingegneria idraulica e le imbarcazioni, le macchine e gli strumenti.  Grazie a una scheda dedicata, e’ possibile studiare ogni modello nel dettaglio, ripercorrendo cosi’ l’intera collezione. (leonardo)

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