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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘lesioni cutanee’

Italia: Due milioni affetti da lesioni cutanee

Posted by fidest press agency su sabato, 21 maggio 2016

melanoma-sulla-pelleSono circa due milioni gli italiani che nel corso della loro vita sono affetti da lesioni cutanee croniche (Lcc). Si tratta di una serie di patologie dolorose come ulcere vascolari, piaghe da decubito e lesioni da piede diabetico, che richiedono terapie specifiche, spesso di lunga durata, e che non rientrano nei Livelli essenziali di assistenza essendo dunque a carico di chi ne soffre. E anche se il fenomeno è in costante crescita (+8% l’anno) e in 2 casi su 10 c’e’ il ricorso al ricovero ospedaliero, il Sistema sanitario nazionale non include le Lcc nei Lea e non fornisce i territori di una rete assistenziale specifica. Quindi i malati, oltre che dover pagare le cure di tasca propria, non sanno a chi rivolgersi quando necessitano di assistenza. Questo l’allarme lanciato da Aiuc e Simitu in occasione della presentazione della campagna di sensibilizzazione ‘Salvamilapelle!‘, all’Hotel Nazionale a Roma. Campagna che si propone di informare sul problema delle Lcc attraverso uno spot te levisivo, un sito internet e un’attività di raccolta firme, ma è anche un appello affinché le Lcc vengano inserite nei Lea.
“Salvamilapelle!’ è accompagnata da due ricerche che offrono un quadro di quale sia l’incidenza di queste patologie, quali gli effetti sui malati e come il sistema sanitario risponde alle loro esigenze. Secondo i dati raccolti da Simitu nello studio ‘Quality of life study in wound care’, le Lcc si manifestano piu’ frequentemente nei pazienti anziani e di sesso femminile, spesso single o in condizione di vedovanza, con un livello di istruzione basso. Nel 65% dei casi, i pazienti dichiarano di avere una condizione fisica tra lo scadente e il passabile, con una marcata limitazione delle attività quotidiane. Nella maggior parte dei casi, le lesioni influenzano negativamente il paziente, isolandolo in uno stato di tristezza e scoraggiamento.
Il progetto Siuc-Studio italiano ulcere cutanee, certifica la lunga durata delle ulcere, che si manifestano nel 32% dei casi per più di un anno e nel 16% da oltre due anni. Lo studio riporta che il 20,2% dei pazienti è dovuto ricorrere al ricovero ospedaliero e che oltre il 70% si è rivolto a strutture pubbliche del sistema sanitario. Nel 29,7% dei casi, i pazienti hanno fatto ricorso all’Adi, assistenza dmiciliare. “Nel sistema sanitario nazionale- spiega Francesco Petrella, presidente Aiuc- non esistono codici prestazionali riguardanti le attività ambulatoriali per la cura delle ulcere. I pazienti non risultano tali. Quindi il sistema non sa quanti pazienti affetti da lesioni cutanee accedono alle cure pubbliche o vengono visitate”. Come spiega anche il presidente Simitu, Giuseppe Nebbioso, grazie ai codici prestazionali “il medico generico puo’ fare una richiesta per l’ulcera e il paziente puo’ andare in ambulatorio pubblico e afferire a strutture dedicate. Cio’ significa incentivare il settore delle medicazioni ed evitare che il paziente compri da solo questi prodotti”. La spesa non è indifferente: “Se il paziente dovesse comprare cio che serve per una terapia complessiva- spiega Petrella- spenderebbe tra 80 e 100 euro ad accesso”. Cifre significative, specialmente se si considera che a sostenerle sarebbe una fascia economicamente debole della popolazione, come illustrano i dati raccolti da Simitu: “Coi tagli alla sanità molti pazienti rinunciano alle cure- commenta il presidente Simitu, Giuseppe Nebbioso- e le conseguenze sono gravi, possono andare fino all’amputazione di arti o morte”.

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Dermatite atopica in età pediatrica

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 novembre 2011

Pediatria

Image by Ministério da Saúde via Flickr

La dermatite atopica è sicuramente una delle patologie dermatologiche di più frequente riscontro nell’età pediatrica. L’età media di comparsa dei sintomi si aggira intorno all’ottavo mese ma in più di un terzo dei casi la malattia insorge in maniera caratteristica già dal 3°-4° mese di vita. Già nei piccoli da 0 a 2 anni le lesioni cutanee hanno un aspetto eczematoso, di colore rosso vivo, spesso edematose, talvolta essudative e si localizzano sulle superfici convesse di viso (fronte, guance, mento) e corpo (soprattutto superfici estensorie degli arti).“Bisogna promuovere l’educazione terapeutica come strumento imprescindibile nella gestione clinica della dermatite atopica, confrontandosi su strumenti teorico-pratici per favorire l’utilizzo di un giusto management, consolidando la rete territorio/ospedale, razionalizzando l’utilizzo delle risorse del nastro Sistema Sanitario Nazionale. È indispensabile che ci sia collaborazione continua tra il pediatra e la famiglia: è fondamentale infatti che il pediatra responsabilizzi la famiglia su una patologia come la dermatite atopica spiegandone l’importanza, per migliorare la qualità della vita del paziente affetto, con la massima apertura e attenzione, data dalle evidenze scientifiche e dalle nuove proposte terapeutiche, come le nuove nanotecnologie. Intendiamo a questo proposito nel prossimo Congresso Nazionale di Genova riservare e dedicare una giornata aperta al pubblico per dare formazione alle famiglie”. Ha dichiarato Giuseppe Mele, Presidente Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

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Cure hi-tech per ferite difficili

Posted by fidest press agency su domenica, 25 settembre 2011

Ancona, Negli ultimi anni il problema delle ulcere cutanee (venose, arteriose, diabetiche e da pressione) ha assunto un’importanza crescente, soprattutto in relazione al progressivo aumento della popolazione di età avanzata e quindi alla prevalenza delle patologie cronico-disabilitanti. Le lesioni cutanee rappresentano un problema clinico-assistenziale spesso invalidante, di difficile approccio e di crescente importanza. In Italia interessano circa 2 milioni di persone e si stima che nei prossimi 5 anni il numero dei casi di lesioni croniche aumenterà dell’8% su base annua. Per discutere i migliori approcci e le novità terapeutiche in questo ambito, i migliori specialisti nazionali ed internazionali sono riuniti al Polo Fieristico di Ancona che ospita dal 21 al 24 settembre il X Congresso Nazionale AIUC (Associazione Italiana Ulcere Cutanee) dal titolo “AIUC:10 anni di uomini storie e progressi in Vulnologia. Tramonto del primo decennio e alba del secondo.
Teva da anni affronta il problema delle lesioni cutanee croniche puntando su medicazioni tecnologicamente avanzate (biotech), sostituti della cute bioingegnerizzati e prodotti che riattivano i naturali sistemi di riparazione tissutale. Trattamenti che la multinazionale farmaceutica presenta in occasione del Congresso AIUC in particolare in due momenti importanti: il 23 settembre con il simposio “Biomateriali e riparazione tissutale: un approccio a 360°”, l’azienda presenta alcuni prodotti altamente innovativi per il trattamento delle ulcere cutanee. “Il vantaggio di questi prodotti nella cura delle lesioni cutanee sta nella loro capacità di creare e sostenere un ambiente ottimale per l’attività cellulare necessaria per la riparazione dei tessuti” spiega ilprof. Gerit Mulder, professore di Chirurgia e Ortopedia presso l’Università di California, San Diego, Dipartimento di Chirurgia e Divisione Trauma. “Medicazioni e prodotti tradizionali non consentono di modulare l’attività cellulare né di influenzarla direttamente. Questi prodotti invece possono agire anche come rivestimenti biologici che proteggono la lesione dall’ambiente esterno”.
Il 24 settembre nel corso della sessione plenaria internazionale il prof. Lior Rosenberg, capo del Dipartimento di Chirurgia Plastica presso la Soroka University Medical Center di Beer Sheva e docente di Medicina presso la Ben- Gurion University Medical School di Beer Sheva, ha presentato il primo farmaco Teva per la cura delle ulcere che verrà lanciato nel 2012. “Si tratta di un agente per il debridement enzimatico dei grandi ustionati, innovativo come approccio, perché combina i vantaggi della rimozione chirurgica dei tessuti non vitali con quelli dell’approccio non invasivo”
L’evoluzione della Vulnologia ha portato metodiche sempre più complesse e tecnologicamente avanzate, finalizzate a una migliore prevenzione nei soggetti più fragili e a una più precisa diagnosi e terapia delle lesioni cutanee di difficile guarigione.
21 ottobre sciopero nazionale
sciopero nazionale unitario di 8 ore di tutto il personale del Gruppo per il prossimo 21 ottobre, dalle 9.01 alle 17.00” “Contro il mancato rispetto degli impegni assunti dai vertici delle Ferrovie dello Stato. E’ stato indetto dall’Ugl Trasporti, insieme a Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Fast Ferrovie, Lo rende noto la segreteria nazionale Ugl Trasporti, spiegando che “con questa protesta, chiediamo all’azienda di assumere una volta per tutte un atteggiamento responsabile nei confronti dei propri dipendenti e delle attività che svolge, perché in gioco ci sono non solo migliaia di posti di lavoro, ma anche la capacità di garantire un servizio pubblico essenziale per il Paese”. “Le dichiarazioni rilasciate anche oggi dall’amministratore delegato del Gruppo, Mauro Moretti – si precisa nella nota – non fanno altro che creare confusione nel tentativo strumentale di spostare l’attenzione su altre questioni. Lo sciopero del 21 ottobre non è infatti legato alla vertenza del Contratto della Mobilità, che coinvolge tutte le aziende del trasporto pubblico e che è stato sempre sostenuto da tutte le sigle di settore. Per il Contratto della Mobilità siamo stati sempre pronti al negoziato, e abbiamo protestato con scioperi generali di settore quando ci siamo scontrati con l’atteggiamento ostruzionistico delle parti datoriali”. “Il 21 ottobre – conclude la nota – protesteremo invece contro l’incapacità gestionale del management Fs, che deve fare chiarezza una volta per tutte sul futuro del trasporto ferroviario in Italia. Non si può più continuare a gettare fumo negli occhi, è ora di dare risposte concrete”.

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Cura delle lesioni cutanee

Posted by fidest press agency su domenica, 26 giugno 2011

A breve partirà in Calabria il progetto sperimentale per la cura delle ulcere cutanee. Saranno infatti istituiti tre ambulatori territoriali di 1° livello e due di 2° livello ubicati in due Presidi Ospedalieri dove verranno erogate le cure più adeguate e avanzate nel trattamento delle lesioni cutanee di qualsiasi natura: dalle ormai classiche medicazioni avanzate alle più innovative, a base di tessuti bioingegnerizzati e sino ai trapianti autologhi su colture cellulari.
Lo ha annunciato il coordinatore dell’AIUC Calabria, dottor Luigi Battaglia, Dirigente Medico dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell’Azienda Ospedaliera di Soverato, ASP di Catanzaro, nel corso del congresso interregionale AIUC-Associazione Italiana Ulcere Cutanee (Basilicata, Calabria, Sicilia e Campania), dal titolo ‘Il Cratere malato’, che si è svolto a Melfi (PZ). http://www.aiuc.it,
Oggi, secondo i dati, un milione e mezzo di pazienti soffre di ulcere vascolari, piaghe da decubito, ulcere da vasculiti. Eppure, i pazienti sono molti di più, poiché non esiste un adeguato monitoraggio del problema: si pensi che alla dimissione del paziente la presenza di lesioni spesso non viene segnalata sulla cartella clinica. Oltre a creare forti limitazioni alla vita del paziente, le lesioni possono portare a gravi infezioni, compresa la setticemia, dovute alla mancanza di un adeguato trattamento. Derivano, fondamentalmente, dall’insufficienza venosa cronica e da deficit di circolazione arteriosa, situazioni frequenti nei pazienti anziani. Inoltre, non si dimentichi che molti pazienti con diabete possono soffrire di piede diabetico, con frequenti ulcere e lesioni cutanee problematiche che nel 30% dei casi conducono ad interventi di amputazione a vari livelli. (battaglia)

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Pazienti ricoverati e lesioni da decubito

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 maggio 2011

Bologna ha ospitato il VII Congresso Nazionale dell’Associazione Infermieristica per lo Studio delle Lesioni Cutanee (AISLeC). Nel corso della tre giorni sono stati presentati i dati dell’Indagine di prevalenza nazionale relativa alla stima di ulcere da decubito, spesso presenti nei pazienti ricoverati presso i reparti di medicina e terapia intensiva. Dal 1° al 30 novembre 2010, sono stati raccolti i dati di 3.426 pazienti, ricoverati presso 112 reparti di medicina e 55 reparti di area intensiva di tutto il territorio nazionale. Da questa ricerca è emersa la gravità di quelle che tecnicamente sono conosciute come “lesioni da pressione”, un fenomeno capace di incidere pesantemente sulla qualità di vita e sulla salute dei pazienti, nonostante l’evoluzione delle tecnologie e delle conoscenze; i pazienti che presentano queste lesioni sono:
• al Nord: 37,59% nelle aree intensive e 19,38% nelle medicine/lungodegenze
• al Centro: 20,78% nelle aree intensive e 17,58% nelle medicine/lungodegenze
• al Sud e isole: 41,51% nelle aree intensive e 15,20% nelle medicine/lungodegenze
• complessivamente: 28,94% nelle aree intensive e 17,98% nelle medicine/lungodegenze
Nel capoluogo emiliano si è parlato del ruolo chiave dell’infermiere e di tutti i professionisti della salute, chiamati ad operare in situazioni critiche, dove sono necessarie non solo esperienza e professionalità ma anche doti umane non comuni per la cura di pazienti troppo spesso dimenticati.
Durante il convegno si è discusso anche di assistenza al paziente ustionato; trattamento topico delle ustioni minori; ferita psichica; trattamento riabilitativo dell’ustionato; medicazioni di ultima generazione; lesioni diabetiche, da dialisi e vascolari, nonché di allergie dei prodotti di medicazione.
Allo scopo di fornire indicazioni sul comportamento più adeguato nella scelta delle superfici, favorire la prevenzione e migliorare il trattamento dei pazienti, durante l’evento è stato dato ampio spazio alle Linee Guida sul comportamento clinico per l’utilizzo dei dispositivi antidecubito; queste raccomandazioni sono emerse da una consensus conferencecondotta da AISLeC e realizzata attraverso:
• analisi dei risultati provenienti da studi clinici, reperiti attraverso la consultazione delle principali banche dati biomediche
• confronto con le indicazioni del Piano Nazionale Linee Guida (PNLG) dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dell’NHS R&D HTA Programme del Health Technology Assessment (H.T.A.) della Gran Bretagna
• coinvolgimento multiprofessionale e multidisciplinare
• coinvolgimento del Ministero della Salute
• confronto con le associazioni degli utenti/pazienti
• confronto con le aziende produttrici di ausili antidecubito e di prodotti per il trattamento delle lesioni da pressione
• coinvolgimento diretto dei maggiori esperti internazionali nel campo
A Bologna si è poi dibattuto dell’importanza del database online e del significato che assume per i pazienti la rete dei centri specializzati che decidono di condividere la propria casistica nella cura delle lesioni cutanee croniche. Questo strumento, utile per migliorare la qualità dell’assistenza, presenta numerosi vantaggi:
• Possibilità di ottenere dati epidemiologici utili a migliorare la programmazione dei servizi
• Possibilità di confrontare le esperienze e le performance dei diversi centri al fine di tendere ad una qualità il più possibile alta ed uniforme
• Possibilità di ottenere informazioni affidabili sull’efficacia e la tollerabilità di nuove terapie, in un’area dell’assistenza caratterizzata dalla scarsità di dati provenienti dalla ricerca clinica
AISLeC ha creato anche una rete sperimentale dedicata ad una categoria di persone particolarmente difficili, quelle affette da malattie autoimmuni, con la prospettiva di estendere poi il progetto ad altre tipologie di malati con ulcere croniche.Nel 2010 AISLeC ha registrato 990 iscrizioni. All’inizio del 2011 ha fondato una rivista intitolata “Il wound care basato sulle prove di efficacia – The italian journal of wocn”, presentata per la prima volta nel corso del congresso. L’evento ha ricevuto una medaglia di rappresentanza dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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