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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘lettere’

Vi è una figura nella storia dell’umanità che sembra aver avuto il merito di far penetrare dappertutto le proprie idee

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 luglio 2018

Mi riferisco a Francesco Maria Arouet altrimenti detto Voltaire. Dice di lui Marcillac: “Il Voltaire scrisse in tutte le forme in cui il pensiero umano può manifestarsi: commedie, tragedie, romanzi, racconti, poemi, liriche, epistole in versi, lettere, satire, storia, filosofia e provò in tutti i generi e, cosa sorprendente, con un certo successo. Il suo pronto e rapido ingegno, la sua stringente dialettica e il suo buon senso gli acquistarono ben presto un gran numero di parti-giani in tutte le classi del popolo, la sua influenza di-venne irresistibile, la sua popolarità universale, ed egli fu il rimorchiatore della pubblica opinione dei contemporanei.” Voltaire, tuttavia, non fu immune da critiche anche feroci in specie quando con le sue filippiche contro il cristianesimo nelle sue “Lettere filosofiche” sollevò un grande polverone fino a spingere il parlamento a decretarne la distruzione.
In conclusione posso dire che il valore poetico di Voltaire non è dunque valore di eccezione, ma è un valore che deriva dalla facilità in lui veramente eccezionale, di scrivere e di comporre partendo da punti di vista prestabiliti, quasi sempre d’interesse personale, non da quelli che sono la coscienza dell’artista e il culto elevato grande, solenne per l’arte. Sono anche questioni di stile che rendono grandi i personaggi e ci fanno riflettere a lungo e ad amareggiarci nell’averli abbandonati nei loro loculi storici mentre le opere costituiscono dei capisaldi culturali e un insegnamento che non si può, anzi non si deve obliare. (Riccardo Alfonso)

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Quanto costa inviare 4 milioni di lettere? Chi paga realmente?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 novembre 2016

uffici postali“Ribadiamo le domande: come ha fatto il Partito Democratico a pagare le 4 milioni di lettere inviate dal premier agli italiani all’estero? Il Pd può caricare sul proprio sito la fattura dell’avvenuto pagamento? Siamo proprio sicuri che Poste Italiane possa accettare i pagamenti di un partito per una spesa affrontata da un diverso committente (Palazzo Chigi)? Viceversa, se il Pd ha gestito anche l’invio delle lettere, il che sarebbe davvero gravissimo e penalmente rilevante, chi ha fornito il partito dell’indirizzario dell’Aire? Dopo anni di assoluta indifferenza Renzi ha scoperto l’esistenza degli italiani all’estero. Prima facendo iniziare improvvisi viaggi della Boschi oltre oceano e ora con questa clamorosa gaffe della lettera ai 4 milioni di connazionali. Peccato però che nella lettera non abbia detto che gli stessi destinatari saranno privati del diritto di voto al Senato, visto che di fatto la riforma mantiene la Seconda Camera, ma priva gli italiani all’estero dei loro rappresentanti. A queste domande, che Fdi ieri ha posto per per prima, dovrà rispondere il presidente del Consiglio, e la magistratura alla quale faremo un esposto”. E’ quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli. (n.r. E’ davvero sorprendente che solo ora ci si accorge dei quattro milioni di italiani che vivono all’estero mentre in passato è stato fatto di tutto per ignorarli e umiliarli nei loro diritti. Nella nuova costituzione che si vuole osannare per via plebiscitaria con il si ci sarà sempre meno spazio per loro e dopo i clamori di questa sceneggiata la politica di Renzi li ricaccerà nell’oblio. Ricordiamo l’insegnamento gattopardesco adottato da Renzi: tutto cambiare per nulla cambiare perché il potere che si chiede è solo finalizzato a svendere l’Italia agli intrallazzatori di turno.)

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Lettere in fondo al mare

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2011

Mare mare...

Image by Jody Art via Flickr

Di Alessandra Venturelli. Libretto operativo di avvio alla scrittura A corredo e completamento della teoria illustrata in Scrivere: l’abilità dimenticata, un quaderno di esercizi strutturati secondo una difficoltà crescente e destinato ai bambini che si trovano a cavallo tra l’ultimo anno di scuola dell’infanzia e il primo anno di scuola primaria. Pagg. 96, con disegni ed esercizi Formato 14 x 21, brossura Euro 11,00 EAN 978-88-425-4912-3 Codice 30949C

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In scena un viaggio tra lettere e parole

Posted by fidest press agency su sabato, 27 novembre 2010

Cinisello Balsamo 28 novembre alle ore 16.30 si riaccendono le luci sul palcoscenico del Teatro Pax mentre prosegue la rassegna per il pubblico delle famiglie al Teatro del Buratto al Pime.Sul palcoscenico dell’Auditorium del Teatro del Buratto al Pime FonteMaggiore Teatro Stabile di Innovazione mette in scena un viaggio tra lettere e parole. Dove può una scrittrice trovare le parole per iniziare a scrivere un libro? Nelle sua mente o nel mondo del farsi della storia? E quando questi due mondi si incontrano cosa succede? Ecco, nasce la fiaba dove i protagonisti sono la strega delle consonanti, la fata delle vocali e l’orco dei verbi. In cerca di parole; età consigliata: 5-10 anni. Prima dello spettacolo genitori e bambini potranno inoltre sfogliare insieme un libro, seduti su morbidi cuscini nell’angolo della lettura.
Il pubblico di Cinisello Balsamo dalle 15.00 assisterà al Teatro PAX a una magica fiaba africana. La compagnia Baule Volante di Ferrara propone – per i bambini dai 4 ai 10 anni – IL SOGNO DI TARTARUGA. Una fiaba africana. Protagonisti dello spettacolo sono gli animali della savana, rappresentati da animali animati a vista; le musiche sono eseguite dal vivo con strumenti della tradizione africana per rendere partecipi adulti e bambini del viaggio alla ricerca dell’albero dai mille frutti sognato da Tartaruga.  Prezzi: Teatro del Buratto al Pime – posto unico (bambini e adulti) € 7.00 Teatro PAX – posto unico (bambini e adulti) € 5.50  Per informazioni 02 27002476. La prenotazione è obbligatoria.

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Lettere immorali

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

Lettera al direttore. La maggior parte dei quotidiani non pubblica lettere contrarie alla propria linea politica, salvo che il direttore non se ne voglia servire per dire la sua. Vana è la speranza, in tal caso, della pubblicazione di una replica da parte del lettore. Diversi quotidiani, però, pubblicano con facilità lettere il cui contenuto è  contrario alla morale. E se qualcuno protesta,  la risposta (magari privata) da parte del giornale è che la rubrica è uno specchio della società,  che c’è libertà d’opinione, e via di seguito. Ma è lecito pubblicare cose indegne senza neppure un rigo di disapprovazione? Non c’è il rischio che i lettori pensino che quella sia “la linea morale” del quotidiano, così come avviene per le lettere di contenuto politico? Un esempio recentissimo (13 settembre). Un noto quotidiano pubblica una lettera riguardo alla donna iraniana che rischia la lapidazione, con la seguente conclusione: “Giornali e telegiornali per settimane sono stati impegnati a crocifiggere la pur biblica lapidazione, dimenticando che ogni civiltà ha diritto a sanzionare i reati come più gli aggrada”. Come dire: “Ogni popolo ha diritto di torturare e uccidere chi ritiene colpevoli, come più gli aggrada”; o peggio: “Ogni dittatore ha diritto di compiere le nefandezze che vuole”. E poi: quel “pur biblica”, che cosa c’entra mai? Si ha maggiore diritto a praticare la tortura qualora sia biblica? (Attlio Doni Genova)

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Rispettiamo le lettere inviate dai lettori

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2009

Lettera al direttore. Caro direttore, le “rubriche lettere” dei quotidiani e di alcuni settimanali, danno la possibilità al comune cittadino di esprimere pubblicamente il proprio pensiero. Un mezzo di comunicazione importante, che purtroppo è spesso svilito dai giornalisti che curano la rubrica, e alle volte dallo stesso direttore. Parlo con cognizione di causa poiché da molti anni invio lettere ai giornali. Gli scritti che contrastano con la linea politica del giornale, di norma vengono  cestinati. Ma questo mi sembra abbastanza giusto. Capita che venga pubblicata ogni tanto una lettera contraria alle idee politiche del direttore, ma in tal caso reca anche la risposta del direttore stesso, il quale ovviamente non ammette repliche. Capita anche (raramente) che un direttore, anziché pubblicare una lettera che non gli piace o pensa possa turbare i suoi lettori,  preferisca rispondere personalmente all’autore. Questo mi è capitato più volte con un paio di quotidiani importanti e con un notissimo settimanale. Fin qui, in ogni modo, pazienza. Il brutto è quando viene meno ogni rispetto verso il lettore che scrive. Vale a dire quando il testo della lettera viene manipolato o tagliato ad arte, in maniera da eliminare la parti non gradite al direttore o, peggio ancora, da alterarne il significato.  Ma dico: se la lettera non è gradita, perché non cestinarla, anziché manipolarla? (Elisa  Merlo)

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Il “mestiere” del giornalista

Posted by fidest press agency su domenica, 9 agosto 2009

Lettera al direttore. Gentile direttore,  non voglio insegnare il mestiere ai giornalisti, e quindi formulo la mia critica in forma interrogativa. Non sarebbe bene che i giornali prima di pubblicare le lettere dei lettori verificassero se non la giustezza del contenuto, perlomeno la giustezza delle notizie riferite? E non sarebbe giusto che ci andassero cauti con i titoli, sì da non avallare le sciocchezze che alle volte i lettori scrivono? Su un noto quotidiano è stata pubblicata una lettera dal titolo: “Berlusconi più etico di sua figlia”, dove viene riferito che Barbara Berlusconi in un’intervista del 5 marzo 2008 su Novella2000 “difendeva nientemeno che graffitari e centri sociali” (cito dalla lettera). E’ falso. L’articolo riferiva il giudizio di Nicolò Cardi, gallerista socio di Barbara Berlusconi. Il lettore che firma la lettera non entra nel merito di ciò che Barbara ha detto riguardo al padre (che importanza ha?), ma fa un confronto tra la moralità del giudizio che le ha falsamente attribuito, e la moralità dei noti comportamenti  del premier, e ne deduce che il genitore è  più «etico» della figlia. Ma si può? (Miriam Della Croce)

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