Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘lettori’

Ai lettori amanti del libro stampato

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 luglio 2019

La Neri Pozza Editore ci ha offerto l’occasione di rilanciare alcuni libri editi dalla casa editrice nella sua raccolta di autori stranieri che riteniamo di segnalare con l’auspicio che ci permettano di trascorrere questa estate in serenità. Non è la prima volta che lo facciamo, come è possibile rilevare nella nostra rubrica “recensioni”, e ci auguriamo di non perdere questa abitudine anche in avvenire. Più avanti citeremo anche i libri editi dalla Fidest (pubblicati da Amazon online), in specie quelli che riteniamo più interessanti, per significare che anche noi, sia pure nel nostro piccolo e con le modeste risorse che disponiamo, cerchiamo di offrire una lettura più distensiva rispetto alle notizie, non sempre piacevoli o solo “di routine” dove il sociale si mescola con il politico e l’economia e poi ancora la medicina con l’arte e più in generale l’attualità delle mostre e dello spettacolo, la cultura e la scuola con tutte le sue problematiche dai banchi alla cattedra. Che dirvi di più? Buona lettura. (Prima parte. Domani 20 la successiva)

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Audipress 2019/I: per i lettori stampa ancora un segno positivo

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

I dati Audipress 2019/I – approvati oggi dal Consiglio di Amministrazione sotto la presidenza di Ernesto Mauri – confermano quanto sia presente la lettura della stampa nella dieta mediatica degli italiani in un contesto sempre più caratterizzato dall’integrazione tra i media.
Dai dati emerge un ulteriore segnale positivo per i lettori nel complesso (+0.2%), per i mensili (+1.1%) e per i settimanali (+ 0.4%) e una sostanziale stabilità per i quotidiani (-0.4%).La ricerca sottolinea il ruolo dell’informazione e dei contenuti di qualità per quasi 40 milioni di italiani (il 75,3% della popolazione), che ogni mese fruiscono di titoli stampa su carta o in digitale, versione per cui migliora il riscontro soprattutto tra la popolazione 25-44 anni.Considerando le principali testate italiane, ogni giorno si raggiungono in media quasi 24 milioni di letture per i quotidiani (per 15.851.000 lettori), ogni settimana più di 22 milioni di letture per le testate settimanali (per 13.280.000 lettori) e ogni mese quasi 20 milioni di letture per le testate mensili (per 11.797.000 lettori).
Dai dati di scenario fino ai livelli più analitici di dettaglio, l’indagine single source Audipress monitora in maniera continuativa le abitudini di lettura e la fruizione delle più importanti testate italiane, permettendo di cogliere le caratteristiche proprie di ciascun segmento editoriale e dei vari target di popolazione.
I dati Audipress 2019/I sono il risultato dell’indagine ufficiale per la lettura della stampa quotidiana e periodica in Italia, condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana di 14 anni e oltre. Per questa edizione sono state eseguite 39.161 interviste, condotte con il sistema CAPI Doppio Schermo, lungo un calendario di rilevazione di 38 settimane complessive, dal 9 aprile 2018 al 31 marzo 2019.Gli Istituti esecutori del field sono Doxa ed Ipsos; il disegno del campione e l’elaborazione dei dati sono stati effettuati da Doxa; i controlli sono a cura di Reply. Ulteriori elaborazioni da nastro di pianificazione sono effettuate da Media Consultants, Memis, MediaSoft e Nielsen. http://www.audipress.it.

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Accolto dal Governo l’Ordine del Giorno dell’on. Nissoli alla legge europea sui lettori di lingua straniera

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

In tale ODG l’on. Nissoli impegna il Governo a sanare una discriminazione inerente il trattamento economico dei lettori di lingua straniera portando, così, l’Italia ai livelli europei per l’internazionalizzazione linguistica delle Università.In particolare, l’ODG Nissoli impegna il Governo “a utilizzare la proroga di cui all’art. 2-bis volto a concludere il perfezionamento del decreto del Miur, previsto dalla legge europea 2017, per intervenire in modo definitivo per rimuovere le disparità di trattamento economico degli ex lettori e collaboratori linguistici di madrelingua, per riconoscere nel contratto nazionale a tale categoria di lavoratori il profilo di insegnante universitario di madrelingua, con il trattamento economico del ricercatore confermato a tempo definito, scongiurando in tal modo l’apertura di ulteriori contenziosi e rendere l’Italia un Paese maggiormente attrattivo per ricercatori e studiosi provenienti da tutto il mondo”.“Dobbiamo fare di più – ha dichiarato l’on. Nissoli – affinché l’Italia sia un Paese attrattivo non solo sul piano paesaggistico e culturale ma anche sul piano della ricerca e questo è possibile attraverso un lavoro di internazionalizzazione di cui questo ODG costituisce un piccolo tassello”.

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L’importanza di dire no: a cura di Giulio Biino

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 gennaio 2019

Torino Lunedì 28 gennaio, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 è Giulio Biino, notaio e presidente della Fondazione Circolo dei lettori, a raccontare la grande storia di chi, nello sport, ha avuto il coraggio di opporsi a ciò che credeva sbagliato. È L’importanza di dire no, spin-off di Torino Spiritualità 2018 – Preferisco di no. “No” è la parola più selvaggia che affidiamo al linguaggio, scrisse la poetessa Emily Dickinson, è la sillaba più piccola e banale, ma tremendamente potente, quella che ogni bambino pronuncia per prima. Spin-off di Torino Spiritualità 2018 Preferisco di no dedicato ai rifiuti pronunciati con gentilezza contro l’opacità dei tempi, una serata in forma di antologia sulle ribellioni nello sport, in un campo da calcio, su un podio olimpico, in una palestra o in palaghiaccio. È L’importanza di dire no, intreccio di quattro storie di atleti dissidenti ma soprattutto di uomini e donne che hanno creduto di poter cambiare il mondo esprimendo il proprio disaccordo a costo di sacrificare notorietà e ricchezza.
Protagonisti sono il calciatore austriaco Matthias Sindelar, la ginnasta ceca Věra Čáslavská, il velocista e giocatore di football Tommie Smith e la pattinatrice Surya Bonaly.
Sono proteste contro ogni forma di discriminazione, a opere di personaggi che hanno utilizzato il proprio status di popolari atleti internazionali per condividere la propria lotta a platee immense, pagando per la propria scelta di libertà, chi con l’emarginazione e chi addirittura con la vita. È il caso di Matthias Sindelar, uno dei più famosi giocatori degli Anni Trenta, capitano dell’Austria, all’epoca nazionale tra le più forti, con la quale vinse la Coppa Internazionale 1931-1932 e preso parte al Mondiale 1934. Quando l’Austria aveva ormai cessato di esistere, diventando una provincia del Terzo Reich, Sindelar e i compagni si trovarono a giocare quella che i nazisti chiamarono “Partita della riunificazione”, ultimo match per loro con la propria casacca da disputare contro la Germania, di cui avrebbero da lì in avanti dovuto vestire la divisa ai Mondiali di Francia. Potevano fregiarsi, ancora una volta, del proprio nome e dei propri colori, ma furono costretti a non vincere, sebbene la nazionale tedesca non fosse un granché. Un’amichevole, insomma, ma soprattutto una farsa, alla quale Sindelar si oppose, rifiutando di fare il saluto nazista, restando immobile prima del calcio d’inizio. La rappresaglia nazista non tardò ad arrivare e il giocatore venne trovato morto avvelenato in una fredda mattina di gennaio a Vienna, insieme alla sua compagna italiana, di religione ebraica.
Un’altra storia di “no” è quella dell’atleta ceca Věra Čáslavská, tra le cinque ginnaste più famose di tutti i tempi, diventata simbolo della ribellione della Cecoslovacchia invasa dall’Unione Sovietica. Nel 1968, durante i Giochi Olimpici di Città del Messico, il pubblico stravedeva per lei. Ma, durante la premiazione, manifestò il proprio dissenso distogliendo lo sguardo durante l’inno sovietico. La sua carriera terminò quel giorno.
Thomas C. Smith detto Tommie è stato velocista e giocatore di football, medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Città del Messico 1968 e primo uomo al mondo a correre i 200 metri in meno di 20 secondi. Ma non solo per questi motivi è diventato celebre. Smith, infatti, insieme al compagno John Carlos, protestò contro la discriminazione razziale e a favore delle Pantere nere nella cerimonia di premiazione olimpica. Per tanti è un simbolo di gesta atletiche che muovono la coscienza, resta indimenticabile quel suo pugno chiuso.
Infine, Surya Bonaly, originaria di La Réunion, cinque volte campionessa europea di pattinaggio sul ghiaccio, ma spesso penalizzata nonostante le sue grandi capacità. È diventata celebre per il back flip, ovvero il salto mortale all’indietro con atterraggio su un piede solo. Era una delle poche donne a compiere questa acrobazia vietata dall’International Skating Union, ma la sua esecuzione scatenava l’ovazione del pubblico.
L’immagine guida scelta per la serata L’importanza di dire no rappresenta Colin Kaepernick, quarterback dei San Francisco 49ers, una delle più importanti squadre della lega di football americana. La sua è stata una recente protesta silenziosa, ma capace di cambiare la sua vita e quella di altri sportivi americani. Kaepernick, infatti, ha scelto di rimanere seduto durante l’esecuzione dell’inno americano. “Non mi alzo per mostrare orgoglio verso la bandiera di un paese che opprime i neri”, ha dichiarato, ribellandosi così a Trump e scelte della sua amministrazione.

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Il Circolo dei lettori ospita Andrea Pomella

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Torino Mercoledì 10 ottobre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9 il Circolo dei lettori ospita Andrea Pomella. L’autore di L’uomo che trema (Einaudi) dialoga con Fabio Geda, scrittore. Autore delle monografie su Caravaggio e su Van Gogh, per Editrice Musei Vaticani 2007, dei romanzi Il soldato bianco (Aracne 2008) e Anni luce (Add 2018), Andrea Pomella torna in libreria con un memoir di una potenza rara. L’uomo che trema (Einaudi), storia della depressione di un giovane uomo, o meglio è la storia di un giovane uomo che guarda il suo male in faccia per cercare di capire più che può.
Per capire la malattia, Pomella utilizza tutte le armi che ha in possesso: l’intelligenza, la forza delle parole, la letteratura, l’arte, la musica, l’ironia, la memoria. L’uomo che trema racconta, s’inoltra nel dirupo della vita di tutti i giorni, non si ferma davanti a niente. Se la sua storia è simile a quella di undici milioni di persone nel nostro Paese, il suo modo di rivelarla non ha molti paragoni.L’uomo che trema racconta, guarda la sua malattia come se fosse un corpo estraneo, lo viviseziona, cerca di capire qualcosa d’importante, e di farcelo capire. È in gioco il senso di tutto, per lui, che sa che più si è depressi «più le cose si fissano nell’attesa di farsi ghiaccio», come scriveva Cioran. E, in un certo senso, la sua cronaca è di ghiaccio. Proprio per questo emoziona nel profondo.Le reazioni del corpo e della psiche alle aggressioni chimiche dei farmaci, la paura, i vari incontri con gli psichiatri, il rapporto con la compagna e con il figlio costretti a convivere con i tumulti della malattia. Le corse per le vie di Roma, le passeggiate nei luoghi di Giuseppe Berto, autore de Il male oscuro.E, al culmine della sofferenza, l’appuntamento che riporta in vita un antico fantasma di famiglia, il padre ripudiato. Uno spiraglio di luce, la possibilità di pronunciare, forse, la parola «guarigione».Leggere questo libro significa immergersi nel mondo di un altro fino a sentirlo completamente tuo. Significa seguire passo dopo passo, con i sensi in allerta, il percorso da una condizione di dolore assoluto a una condizione nuova e possibile. Significa, letteralmente, essere rapiti. Perché a conquistarvi sarà la temperatura di ogni riga, la pasta della scrittura, l’intelligenza febbricitante, la qualità dello sguardo. In una parola: la voce dell’uomo che trema.

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Libri e lettori: Studi in onore di Mariolina Bertini

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2018

Parma venerdì 4 maggio alle 16.45 nell’Aula Miazzi del Plesso di Lingue dell’Università di Parma. Sarà un tributo alla lunga e prestigiosa attività didattica e di ricerca di Mariolina Bertini, illustre studiosa di Letteratura francese, docente della stessa materia fino al 2016 all’Università di Parma, l’incontro in programma per venerdì 4 maggio alle 16.45 nell’Aula Miazzi del Plesso di Lingue dell’Università di Parma (viale San Michele 9). Del resto è nato proprio per questo, come omaggio a una grande intellettuale che con la sua attività continua a “indagare” scrittori e opere (tra i “suoi” autori Proust, Balzac, Stendhal, Flaubert…), il volume che sarà al centro dell’incontro: Libri e lettori (tra autori e personaggi) – Studi in onore di Mariolina Bertini, a cura di Laura Dolfi, Maria Candida Ghidini, Alba Pessini, Elena Pessini.Nel corso dell’incontro, che sarà moderato da Carminella Biondi dell’Università di Bologna, interverranno Maurizio Ascari e Maria Chiara Gnocchi dell’Università di Bologna, Anna Dolfi dell’Università di Firenze e lo scrittore Matteo Marchesini.

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Tempo di libri: chi legge e chi no

Posted by fidest press agency su martedì, 13 marzo 2018

Il 30% dei non lettori italiani non legge per mancanza di tempo libero da investire nei libri. In particolare la mancanza di tempo è indicata dal 31,8% degli uomini e dal 27,7% delle donne.
Questi sono i primi dati dell’indagine sulle ragioni che spingono a non prendere in mano i libri e che Istat ha presentato oggi a Tempo di Libri, Fiera internazionale dell’Editoria in programma fino al 12 marzo a fieramilanocity a Milano.
Il 23,7% di chi non legge preferisce altri svaghi rispetto ai libri, il 15,9% ha motivi di salute che allontanano dalla lettura (“non ci vedo bene, età anziana”) e il 9,1% è troppo stanco dopo aver svolto altre attività. Il motivo economico (“i libri costano troppo”) è scelto dall’8,5% dei non lettori. Televisione, radio, pc, cinema hanno la prevalenza sui libri per il 6,5% dei non lettori.
Oltre alle motivazioni, la ricerca delinea anche l’identikit delle persone che non leggono.
Chi sono i non lettori? Oltre 22 milioni di italiani non ha letto libri nel 2015. Si tratta per la precisione del 39,3% di persone con più di 6 anni che non hanno letto (per motivi non strettamente scolastici o professionali). Una percentuale in aumento rispetto al 37% registrato nel 2006 e al 36,7% del 2010.
Il calo è più forte tra gli uomini. Nel 2015 i non lettori maschi sono il 45,2%, con percentuali di distacco dalla lettura in aumento rispetto al 41,6% del 2006 e il 41,5% del 2000. Le non lettrici donne sono il 33,7% nel 2015 (erano il 32,7% nel 2006 e il 32,2% nel 2000).
La non lettura aumenta con l’età. Tra gli 11-14enni i non lettori sono il 25,7% degli ragazzi e il 17,7% delle ragazze, percentuali che salgono tra i 45-54 anni al 44,2% degli uomini e il 29,4% delle donne, tra i 60-64 anni toccano il 45,7% per i maschi e il 31,4% per le donne.
La scarsa propensione alla lettura è legata anche al livello di istruzione: indici di non lettura più alti si trovano tra le persone che hanno la licenza elementare (il 78,4% degli uomini e il 63,5% delle donne) rispetto ai laureati (il 12,3% degli uomini e il 9,7% delle donne).
“La mancanza di tempo – ha detto il presidente dell’Associazione Italiana Editori, Ricardo Franco Levi – è sempre stata la motivazione principe che i non lettori portano per giustificare il loro rapporto con il libro e la lettura. È certamente vero, soprattutto all’interno degli odierni ritmi di lavoro, spostamento, occupazione del tempo. In realtà credo che dietro questa affermazione si nascondano delle dinamiche più complesse. Tanto che è curioso che la giustificazione della non lettura per il poco tempo a disposizione sia più alta tra gli uomini rispetto alle donne, che hanno anche il cosiddetto tempo di cura a loro sfavore. Dietro questo dato penso ci sia piuttosto un disinteresse verso la lettura più in generale che non si vuole dichiarare, un posizionamento del libro e dell’attività del leggere vissuto come qualcosa di non completamente positivo. Se questo è vero diventa centrale il ruolo che i soggetti delegati alla socializzazione della lettura, e in primo luogo scuole e biblioteche, dovranno svolgere nei prossimi anni. Tra iniziative di promozione del libro e della lettura sviluppate in questi anni e promosse dall’Associazione Italiana Editori ricordo #ioleggoperché che ha permesso alle scuole di dotarsi o rafforzare le proprie biblioteche scolastiche. Cade anche l’affermazione che una delle ragioni della non lettura sia l’elevato prezzo dei libri, dato che solo l’8% risponde in questo modo, o che lo sia la concorrenza di televisione, radio, nuove tecnologie che vengono indicate solo dal 6% dei non lettori come ragione del loro disinteresse verso i libri. Sono convinto che un impegno più continuativo di quanto non si sia fatto negli ultimi anni, risorse maggiori investite in infrastrutture per la lettura o in campagne capaci di far comprendere l’importanza che questa attività ha per l’individuo e per il sistema Paese possano migliorare in modo significativo questi dati”.

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Lettera aperta a Lettori ed Autori

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 gennaio 2018

libriQuest’anno come ormai molti sanno cade il decimo anniversario della Casa Editrice che io ed alcuni amici stiamo cercando di portare avanti occupandoci quasi esclusivamente di poesia ed eventi. Nel tempo abbiamo cavalcato, devo dire prendendoci non di rado asprissime critiche, desideri di innovazione e cambiamento. Dal dire all’Autore facciamo editing, cioè quello che mi mandi lo voglio discutere prima di pubblicare, al facciamo eventi proponendo anche autori di altri Editori, al facciamo gli open-mic per far venire sti benedetti poeti agli eventi e così, incontro dopo incontro, formarli, alla recentissima evoluzione dell’open-mic in richiesta di scrittura su determinati testi e/o tematiche fino all’utilizzo delle piattaforme di Crowdfunding per pubblicare i libri e agli eventi ormai quasi didattici sulla Poesia, o agli incontri ciclici per fare cultura su determinati territori, paesaggi umani come direbbe un amico artista, abbiamo cercato anno dopo anno di far maturare un ambiente che veramente rischiava di vedere l’Editore di Poesia come un semplice stampatore deresponsabilizzato.A volte ci siamo riusciti, altre volte meno. Con orgoglio però posso dire che alle critiche per le novità che di certo non stavamo inventando noi ma semplicemente riproponendo, ristrutturando secondo le regole editoriali, sono corrisposte vere e proprie copie di quello che stavamo facendo. Non che sia una cosa strana in Editoria né nel mondo odierno. Un mondo alla fidget spinner dove le idee funzionano due mesi poi vengono talmente saturate dalle copie e riproposizioni che perdono d’interesse, di qualità, d’efficacia.Ma non è ovviamente solo questo il problema. L’Editoria purtroppo è una realtà che ha le medesime lentezze di un dinosauro. Sa essere resistente ma non vuole evolversi e piange il rischio d’estinzione. E quando parlo di Editoria non sto intendendo semplicemente l’Editore ma l’insieme di tutta la filiera umana attorno al libro. Un Editore non esiste senza Autore e viceversa. Un Editore non esiste senza Lettore e viceversa. E nel mondo editoriale un Autore non esiste senza Lettore e viceversa (altra cosa sarebbe se guardassimo solo le opere che possono ben esistere senza Lettore almeno per un determinato periodo di tempo). Osservando in questa prospettiva l’Editoria ci rendiamo conto che sussiste una percezione condivisa e accettata che è la medesima di trent’anni fa.
Parliamo ad esempio della distribuzione: grandissimo problema della piccola Editoria. E restiamo nell’ambito dell’Editoria di Poesia dato che è l’ambito di chi vi scrive, e resto convinto che bisogna sempre parlare di ciò che si conosce. Una delle domande più classiche che mi vengono fatte è se abbiamo distribuzione. Che sia un Lettore o un Autore la domanda è sempre la medesima. E la risposta che posso dare è ovviamente si, abbiamo un Distributore e ci appoggiamo e determinate realtà. Ma questa è una risposta di trent’anni che ignora i cambiamenti che hanno portato e costruito le dinamiche dell’oggi.Vorrei allora chiedere all’Autore e al Lettore: a cosa vi serve sapere che il libro x (vostro o non vostro) è presente nelle librerie di settore (perché parliamo di Poesia) che non esistono nemmeno più perché voi i libri non li andate a comprare, li volete solo lì? A cosa vi serve quando potete accendere lo schermo del vostro telefonino e aprire Facebook, Instagram, Twitter o Google o andare nel sito dell’Editore che è anche un negozio oppure semplicemente aprire le vostre mail, a volte addirittura whatsapp, per avere davanti i libri? Oggi il Lettore non deve più andare in libreria a cercare le opere perché è l’Editore stesso che va a casa sua e gli dice che ha pubblicato quell’opera. E questa è distribuzione che passa attraverso la promozione. Ed è efficace per il settore della Poesia perché crea luoghi ben definiti, identità riconoscibili dove sai che lì trovi quello che cerchi e anche quello che ti sorprenderà. È sostanzialmente il nuovo negozio di settore che non ti obbliga a prendere l’auto per raggiungerlo ma ti arriva in mano con tutto un apparato di contenuti aggiuntivi (foto degli eventi, recensioni e via dicendo).Parliamo poi degli eventi. Noi come Samuele Editore facciamo dai 2 ai 6 eventi al mese. Dipende dai mesi. Bene, dovete sapere che se a un incontro vengono quattro persone (capita, parliamo di Poesia) io venderò due copie. Se vengono dieci persone io venderò due copie. Se vengono trenta persone probabilmente io venderò sempre solo due copie. E non importa quanti chilometri su e giù per l’Italia io avrò fatto in auto o in treno per quell’evento, quanti soldi avrò speso in spostamenti, alberghi, ufficio stampa, io con due copie dovrò coprire tutte le spese. Questo non è solo sbagliato, è profondamente ingiusto e la responsabilità di questo non è dell’Editore ma del Lettore.In Italia vogliamo tutto gratis, lo sappiamo bene. Ma se il Lettore non compra i libri dell’Editore quest’ultimo non potrà stare in piedi. Ecco allora che se un Editore propone un evento sarebbe non solo educato ma addirittura doveroso acquistare il libro presentato secondo la formula mi è piaciuto l’evento te lo dico comprando il libro. Così facendo l’Editore potrà fare anche l’evento dopo e l’evento dopo ancora. Perché continuare a fare eventi che sono puntualmente una perdita economica non ha senso.Gli Autori e i Lettori vogliono gli eventi e questo è comprensibile. Esistono realtà che pagano gli Autori per presentare e non fanno pagare il biglietto al Lettore per vedere. Ma sono solo due o tre Fondazioni in Italia che riescono ad attrarre fondi e sponsorizzazioni tali da poterselo permettere. E due tre casi significa che sono un’eccezione. Poi ci sono le associazioni che a volte ci riescono a spot. Quando capita capita.Quello che vorrei quindi dire all’Autore e al Lettore è che la responsabilità di un libro di Poesia non è solo dell’Editore o dell’Autore ma anche del Lettore. Perché un Editore di Poesia è un imprenditore che deve sottostare ai doveri di un’impresa ma non può seguirne le regole. Certo mi si potrebbe obiettare che vengono stampati talmente tanti libri di Poesia che non si sa più quali comprare. Questa è una scusa che funzionava dieci anni, e su questa considerazione noi abbiamo fatto la Samuele Editore. Oggi ci sono Editori di Poesia non solo bravi ma ottimi. Quelli che fanno ricerca, che scelgono, che formano, che spingono gli autori non per la loro vendibilità ma per la loro qualità. E sono visibili, conoscibili e conosciuti perché tutto oggi è a portata di mano. Ma hanno bisogno di Lettori per essere in grado di portare avanti un dialogo culturale che, ripeto, non è una responsabilità esclusivamente del singolo ma va intesa come una realtà collettiva dove ognuno deve fare la sua parte. Dove l’Autore studia per scrivere opere di qualità, l’Editore sceglie e matura Autori ed opere, e il Lettore mette in condizioni l’Editore e le opere di esistere.Senza questo ragionamento restano le scelte dei pochi, le lobbies, le edizioni puramente commerciali di cui poi tutti si lamentano.

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Come vi amo grandi e piccoli lettori

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

libriDi tanto in tanto mi sorprendo nel passare in rassegna, con lo sguardo, i mei libri raccolti in due ampie librerie, in una étagère in camera da letto e altri sparsi qua e là per la casa. E mi chiedo sconsolato: dopo di me a chi andranno? Già immagino il carretto dell’ambulante con la sua scorta di libri vecchi, dalle copertine lacere e macchiate e tra questi, perché no?, uno o più dei miei libri. Un pomeriggio ho seguito un giovane che mi precedeva lungo le rampe di casa con un pacco di libri e con somma mia sorpresa li ha buttati nel cassonetto. Chi lo conosceva mi disse che era uno studente universitario e che da poco si era laureato. Con molta probabilità si era disfatto dei testi che non era riuscito nemmeno a vendere di seconda o terza mano. Un mio conoscente, invece, mi confidava sua moglie, dopo aver letto un libro lo butta. E’ che, purtroppo, si fa fatica a leggere in cartaceo impegnati come siamo con lo smartphone e aggeggi elettronici del genere. Nella migliore delle ipotesi la lettura è con gli e-book evitando così anche il fastidio di disfarsene fisicamente.
Ma se mi capita d’incontrare sul tram o seduto in panchina nei giardinetti una persona intenta a leggere un libro mi rincuoro e se mi è possibile cerco di osservarla discretamente finché non lo ripone in una sacca dopo aver sistemato con una certa attenzione il segnalibro tra le pagine. E al mio rientro a casa mi faccio cogliere con un sorrisetto pensando alla scenetta che accuratamente ho memorizzato a futura memoria. So bene che in passato vi erano dei grandi lettori e mi chiedo se oggi ve ne siano ancora sparsi nel mondo. Un mio amico, uomo di mondo, mi assicura che ve ne sono. “Non puoi immaginare, mi dice, le tante biblioteche private sparse nel mondo e la cura che i loro proprietari ripongono nel conservarli, nel leggerli e nel catalogarli. Vanno ancora in giro tra le bancarelle alla ricerca di un pezzo raro, di antica fattura o anche recente purché sia pregevole, per via dell’autore, ma lasciato languire perché démodé.” Come vi amo grandi e piccoli lettori. (Riccardo Alfonso)

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Il mio rapporto con i lettori

Posted by fidest press agency su sabato, 23 settembre 2017

logo-fidest-jpgDi proposito ho adottato un metodo diverso per esporre i vari argomenti trattati lasciando il campo a differenti divagazioni. Il tutto vorrebbe trasformarsi in un “chiacchiericcio” vicino al caminetto di due amici, avanti negli anni ma ancora con la mente lucida. Sono seduti uno accanto all’altro su una comoda poltrona.
Parlano ma non si guardano negli occhi. I loro sguardi sono rivolti alla fiamma del caminetto che si appanna e si ravviva, di tanto in tanto. A tratti uno indugia e l’altro incalza, uno sembra intento a raccogliere i ricordi prima di esternarli e l’altro incomincia a rievocare i suoi. Sono già lì seduti da qualche ora ma non sembrano avere voglia di andarsene. E’ già sera inoltrata. Hanno già fatto onore al desco con un pranzo frugale: una minestra di verdure e un po’ di pane con formaggio e un mezzo bicchiere di vino rosso.
Non è la prima volta che si ritrovano lì seduti davanti al fuoco. Sono vicini di casa. Percorrono poco metri di strada acciottolata prima di ritrovarsi. Il loro passo è malfermo ma li aiuta un bastone a non perdere il loro ritmo lento ma sicuro. Le rispettive famiglie si sono affievolite: le mogli preferiscono ritrovarsi tra loro a ciacolare e soprattutto a pettegolare o a parlare di cucina, di vecchie amicizie e di antichi risentimenti. I figli già da qualche tempo li hanno lasciati ora per un lavoro in città e ora per una dolorosa perdita. Il figlio, infatti, di uno dei due vecchi è morto a trent’anni per un incidente. E’ stato un dolore cocente che ancora si fa sentire e a volte diventa insopportabile. I ricordi sono al primo posto nei pensieri del padre. Ora i due si leccano le ferite, si ritrovano dopo anni che furono separati per ragioni di lavoro: uno in città e l’altro in paese a curare la campagna lasciata dalla famiglia.
Il loro più grande piacere è stare lì per ore tra lunghe chiacchierate inframmezzate a brevi pause e le loro donne lo sanno e li lasciano godere questi momenti di riposo.
Oggi questo quadretto domestico non è più praticabile e allora cerchiamo con la lettura di sostituirci alla parola parlata per indurre chi legge a meditare sulle parole scritte e se vuole a ripercorrerle per stimolarne la riflessione e a ricercare un motivo per una replica, un’osservazione, una critica. (Riccardo Alfonso)

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Come vi amo grandi e piccoli lettori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 agosto 2017

libriDi tanto in tanto mi sorprendo nel passare in rassegna, con lo sguardo, i mei libri raccolti in due ampie librerie, in una étagère in camera da letto e altri sparsi qua e là per la casa. E mi chiedo sconsolato: dopo di me a chi andranno? Già immagino il carretto dell’ambulante con la sua scorta di libri vecchi, dalle copertine lacere e macchiate e tra questi, perché no?, uno o più dei miei libri. Un pomeriggio ho seguito un giovane che mi precedeva lungo le rampe di casa con un pacco di libri e con somma mia sorpresa li ha buttati nel cassonetto. Chi lo conosceva mi disse che era uno studente universitario e che da poco si era laureato. Con molta probabilità si era disfatto dei testi che non era riuscito nemmeno a vendere di seconda o terza mano. Un mio conoscente, invece, mi confidava sua moglie, dopo aver letto un libro lo butta. E’ che, purtroppo, si fa fatica a leggere in cartaceo impegnati come siamo con lo smartphone e aggeggi elettronici del genere. Nella migliore delle ipotesi la lettura è con gli e-book evitando così anche il fastidio di disfarsene fisicamente.
Ma se mi capita d’incontrare sul tram o seduto in panchina nei giardinetti una persona intenta a leggere un libro mi rincuoro e se mi è possibile cerco di osservarla discretamente finché non lo ripone in una sacca dopo aver sistemato con una certa attenzione il segnalibro tra le pagine. E al mio rientro a casa mi faccio cogliere con un sorrisetto pensando alla scenetta che accuratamente ho memorizzato a futura memoria. So bene che in passato vi erano dei grandi lettori e mi chiedo se oggi ve ne siano ancora sparsi nel mondo. Un mio amico, uomo di mondo, mi assicura che ve ne sono. “Non puoi immaginare, mi dice, le tante biblioteche private sparse nel mondo e la cura che i loro proprietari ripongono nel conservarli, nel leggerli e nel catalogarli. Vanno ancora in giro tra le bancarelle alla ricerca di un pezzo raro, di antica fattura o anche recente purché sia pregevole, per via dell’autore, ma lasciato languire perché démodé.” Come vi amo grandi e piccoli lettori. (Riccardo Alfonso)

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Le città che leggono di più secondo Amazon.it

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

lussemburgoLussemburgo. Mentre gli italiani sono immersi nella lettura sotto l’ombrellone o al fresco dei boschi sui monti, Amazon rilascia la classifica delle città italiane che leggono più libri. La classifica è stata stilata prendendo in esame il numero di titoli in formato cartaceo ed eBook acquistati dagli italiani su Amazon.it durante l’ultimo anno su base pro capite, in città con più di 90.000 abitanti.
Per il quinto anno consecutivo Milano si conferma la maggiore appassionata di libri sia in formato cartaceo sia digitale, conquistando il primo posto della classifica. Medaglia d’argento per Trieste che, a sorpresa, raggiunge il secondo posto rispetto al quarto dello scorso anno. Perde invece una posizione Padova, slittando al terzo gradino e scalzando così Verona che precipita al settimo posto, perdendo ben 4 posizioni rispetto allo scorso anno. Bologna guadagna due posizioni e si attesta al quarto posto, mentre Trento resta salda in quinta posizione.
Cresce la lettura a Roma, che risale tre posizioni e arriva al 6° posto. Dopo Verona, chiudono la classifica Firenze, che per il secondo anno consecutivo si attesta ottava, e due new entry: Torino (9a) e Udine (10a). Bergamo (12a) e Vicenza (13a) escono così dalla top 10 di quest’anno e si posizionano dopo Cagliari (11a), mentre le altre principali città italiane ottengono posizioni più basse nella classifica: Genova è 16a, Venezia 29a, Napoli 38a e Palermo 39a. Per quanto riguarda la classifica delle 10 città italiane che prediligono leggere in formato digitale, scaricando i testi da Amazon.it, Milano, Trieste e Trento sono le regine indiscusse, mentre Torino (14a) e Roma (15a) le grandi assenti. In quarta e quinta posizione si classificano Padova e Bolzano seguite da Bologna, Cagliari, Verona, Udine e Bergamo. Per quanto riguarda i libri cartacei preferiti dagli italiani, Storie della buonanotte per bambine ribelli di Francesca Cavallo ed Elena Favilli conquista la prima posizione in ben 18 delle 47 città analizzate, tra cui Milano, Padova, Trieste e Verona. Harry Potter e la maledizione dell’erede di J. K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne è invece primo in 17 città tra cui Roma, Torino, Napoli e Genova.
Tra i libri preferiti in formato digitale Il profumo delle foglie di tè di Dinah Jefferies è primo in 33 città, tra cui Milano, Roma e Torino, mentre La custode dell’ambra di Freda Lightfoot in 4 città tra cui Palermo e Bologna e Un nastro color lavanda di Heather Burch è primo in 3 città tra cui Bari.

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IL NOSTRO: La rivista realizzata con i lettori per i lettori

Posted by fidest press agency su martedì, 2 maggio 2017

il nostroIl Nostro, è il titolo di una nuova rivista cartacea in partenza ad inizio maggio: non una semplice rivista mensile gratuita, ma uno spazio dove chiunque può scrivere gratuitamente sugli argomenti più svariati: attualità, giustizia, esperienze, benessere, cultura.
Un giornale indipendente, libero e aperto a tutti dove l’unico limite è la decenza dei contenuti L’idea de IL NOSTRO nasce dalla mente dell’Editore Davide Del Bello, e si pone l’obiettivo di dare spazio ai cittadini e alla persone che sentono l’esigenza di comunicare la propria opinione, la propria “versione dei fatti”, unitamente alla necessità di esprimersi, cosa che oggi viene affidata ai social e legata comunque all’universo virtuale.Il progetto editoriale vuole trasformare l’immediatezza e la velocità della comunicazione in attesa. Da qui la scelta di andare controtendenza e di prediligere la stampa su carta e la periodicità mensile.Ogni potenziale scrittore avrà l’opportunità di vedere il proprio articolo pubblicato, con la possibilità di fruire del supporto della redazione in fase di stesura e sviluppo dell’articolo.Ma il progetto è ben più ambizioso: IL NOSTRO intende mantenere vivo l’interesse per la cultura, invogliare alla lettura e alla scrittura, con un concetto partecipativo e di Community. La redazione organizzerà occasioni ed eventi volti a coinvolgere tutti gli scrittori ed i lettori e condividere personalmente interessi, passioni, scambiare idee, lontani dallo schermo freddo di un PC o di uno Smartphone.Il Nostro è la rivista di tutti e per tutti.
Il primo numero, andrà in stampa nella prima settimana di giugno e verrà distribuito a Roma in 15.000 copie nei punti strategici della città (alle fermate della Metropolitane, alle Stazioni, nelle Università, nei circoli ricreativi, nei pub e nei locali di svago).
Tra le tante rubriche e articoli presenti uno spazio per i bambini ed una rubrica fissa dedicata a ‘Termini TV’ del giornalista Francesco Conte con le sue interviste alle stazioni di Roma. (foto: il nostro)

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Tempo di Libri: i non lettori sono il 57,6% degli italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 aprile 2017

libriIn Italia oggi ci sono oltre 4 milioni di non lettori di libri in più rispetto al 2010 (4 milioni e 300 mila per la precisione). Nel 2016 sono circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro di carta in un anno, cioè il 57,6% della popolazione ovvero la stessa quota che era stata toccata nel 2000 e in aumento del + 6,8% rispetto al 2010.
Questi sono i primi dati della sintesi che Istat ha presentato nell’incontro Chi ci ha abbandonato? Identikit degli italiani che hanno smesso di leggere presentato oggi, 20 aprile, a Tempo di Libri, alla Fiera dell’Editoria Italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho.
L’elemento di maggior interesse e di riflessione riguarda la necessità di approfondire chi è un non lettore.
Chi sono? Soprattutto i maschi (sono il 64,5% rispetto al 51,1% delle femmine). I non lettori si attestano sul 62-66% tra gli uomini tra 25-74 anni e fino al 72,9% che si raggiunge nella fascia 75 anni e più. Al contrario le donne non lettrici superano il 50% solo nella fascia oltre i 65 anni. Tra 11-24 anni le non lettrici sono il 38-42% e dai 25 anni la quota inizia a crescere, ma si mantiene sotto il 50% fino ai 64 anni.
L’aumento dei non lettori di libri è stato più forte tra i bambini di 6-10 anni (+9,3%), tra gli 11-14 anni (+13,9%.) e tra i 15-17 anni (11,7%).
Da sempre tra gli anziani ci sono più non lettori e fino ai 59 anni l’aumento è trasversale in tutte le età mentre la quota rimane stabile dai 60 anni e più.
I non lettori aumentano con l’età: sono il 46,8% nella fascia 11-14 anni, diventano il 61% tra 65-74 anni e il 73,5% tra 75 anni e più. Anche perché il titolo di studio risulta essere più basso.
La cultura come limite. Un basso livello di istruzione è spesso legato alla non lettura. In particolare sono non lettori il 77,1% tra coloro che possiedono al massimo la licenza media, mentre tra i laureati la percentuale scende al 25%.
La distribuzione geografica dei non lettori. Nel Sud ci sono il 69,2% dei non lettori con una punta del 73% in Calabria, il +13% rispetto al Centro (55,8%) e il +19% rispetto al Nord (49,7%). L’eccezione è rappresentata dalla Sardegna dove i non lettori sono il 51,8%, cioè a livelli inferiori alla media nazionale. Le percentuali più basse di non lettori sono a Trento (43,7%), in Friuli (44,6%) e Bolzano (46%).
La lettura e gli altri consumi culturali. L’elemento interessante che emerge da questa indagine è che i non lettori non sono aumentati solo tra le categorie culturalmente più “disagiate”. I non lettori sono aumentati, invece, tra le persone con i consumi culturali affluenti: tra coloro che vanno al cinema o a teatro, frequentano i musei, le mostre, i concerti, leggono i quotidiani, usano Internet e le nuove tecnologie. Ad esempio tra chi ha seguito tre o più tipi di spettacoli fuori casa (tra cinema, teatro, musei, mostre e monumenti) i non lettori sono il 28,2% nel 2016 (nel 2010 era il 21,7%).
Tra chi usa Internet tutti i giorni i non lettori sono 45,6%, mentre erano il 30,9% nel 2010 e tra chi svolge attività di comunicazione e socializzazione su Internet i non lettori sono il 47,7%, (erano il 33,2% nel 2010).

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Quasi la metà degli italiani sono lettori di libri medio forti o grandi

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 aprile 2017

amazon-libriLa maggior parte (il 32) è Tecno-curioso: persone attive e colte, con una dotazione tecnologica medio-alta e interessati alla lettura su più supporti (libri, ebook e audiolibri). A questi si affianca il 12% rappresentato da giovani e giovanissimi Trendsetter che hanno meno di 25 anni e sono grandi lettori di libri, leggono di tutto e su tutti i formati (cartaceo, digitale e audio). Sono le prime tipologie delineate dall’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori ideato dal Gruppo Innovazione di AIE e condotto da Pepe Research che è stato presentato oggi, 19 aprile, nell’incontro Il lato oscuro del lettore che le tecnologie ci hanno nascosto. Osservatorio sui nuovi confini della lettura e dei consumi culturali a Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho.Ai due profili si aggiungono i Tecno Basic (il 27%), lettori deboli di libri in prevalenza cartacei o altri supporti di carta mentre l’11% è Mobile Only, ovvero lettori deboli di libri che accedono ai contenuti anche attraverso social e community. Gli Sconnessi restano l’18% di persone oltre i 55 anni, professionalmente non più attive, spesso non connesse a internet e non lettori.
Il nuovo concetto di lettura su cui l’Osservatorio si è concentrato tiene conto non solo dei libri – tutti i tipi e generi di libri: manuali, guide di cucina e di viaggio, graphic novel e libri a fumetti, manuali sulla salute e il self help, di giardinaggio e di vela – ma anche di letture di articoli, testi di fan fiction, su riviste, web e social e comprende l’83% dei 14-74enni che dichiarano di aver letto negli ultimi 3 mesi contenuti narrativi o comunque culturali, come la saggistica, o di utilità quotidiana, come guide e manuali. Di questi, il 65% ha letto sia libri di carta (intesi nel senso più ampio e non solo il classico romanzo o il saggio) che contenuti in formato in formato digitale; mentre il 18% è stato lontano dai libri ma ha scelto riviste, giornali e, più raramente, web e social. “L’Osservatorio permette di capire meglio quali sono i nuovi modi di leggere – ha commentato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri – e soprattutto che cosa ha fatto cambiare le modalità di lettura negli ultimi anni. È un quadro per analizzare le nuove forme di consumo editoriale e culturale e anticipare almeno in parte cosa succederà in futuro perché il mondo tecnologico non è in contrapposizione a quello editoriale”.
La maggior parte (il 32) è Tecno-curioso: persone attive e colte, con una dotazione tecnologica medio-alta e interessati alla lettura su più supporti (libri, ebook e audiolibri). A questi si affianca il 12% rappresentato da giovani e giovanissimi Trendsetter che hanno meno di 25 anni e sono grandi lettori di libri, leggono di tutto e su tutti i formati (cartaceo, digitale e audio). Sono le prime tipologie delineate dall’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori ideato dal Gruppo Innovazione di AIE e condotto da Pepe Research che è stato presentato oggi, 19 aprile, nell’incontro Il lato oscuro del lettore che le tecnologie ci hanno nascosto. Osservatorio sui nuovi confini della lettura e dei consumi culturali a Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria italiana in programma fino al 23 aprile a Fiera Milano Rho.
Ai due profili si aggiungono i Tecno Basic (il 27%), lettori deboli di libri in prevalenza cartacei o altri supporti di carta mentre l’11% è Mobile Only, ovvero lettori deboli di libri che accedono ai contenuti anche attraverso social e community. Gli Sconnessi restano l’18% di persone oltre i 55 anni, professionalmente non più attive, spesso non connesse a internet e non lettori.Il nuovo concetto di lettura su cui l’Osservatorio si è concentrato tiene conto non solo dei libri – tutti i tipi e generi di libri: manuali, guide di cucina e di viaggio, graphic novel e libri a fumetti, manuali sulla salute e il self help, di giardinaggio e di vela – ma anche di letture di articoli, testi di fan fiction, su riviste, web e social e comprende l’83% dei 14-74enni che dichiarano di aver letto negli ultimi 3 mesi contenuti narrativi o comunque culturali, come la saggistica, o di utilità quotidiana, come guide e manuali. Di questi, il 65% ha letto sia libri di carta (intesi nel senso più ampio e non solo il classico romanzo o il saggio) che contenuti in formato in formato digitale; mentre il 18% è stato lontano dai libri ma ha scelto riviste, giornali e, più raramente, web e social.“L’Osservatorio permette di capire meglio quali sono i nuovi modi di leggere – ha commentato Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio studi AIE e curatore del programma professionale di Tempo di Libri – e soprattutto che cosa ha fatto cambiare le modalità di lettura negli ultimi anni. È un quadro per analizzare le nuove forme di consumo editoriale e culturale e anticipare almeno in parte cosa succederà in futuro perché il mondo tecnologico non è in contrapposizione a quello editoriale”.

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Roberto Saviano incontra i lettori

Posted by fidest press agency su domenica, 4 dicembre 2016

savianoModena domenica 4 dicembre, alle 17.30 Saviano presenta il libro al BPER Forum Monzani di Modena (via Aristotele 33). Si è ispirato a fatti reali, alla storia della paranza dei bambini di Forcella, Roberto Saviano per dar voce a quei ragazzini in scooter che sfrecciano contromano alla conquista di Napoli nel suo nuovo romanzo “La paranza dei bambini”, pubblicato da Feltrinelli.
Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone – scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere.
La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo. Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino. Roberto Saviano entra implacabile nella realtà che ha sempre indagato e immerge i lettori nell’autenticità di storie immaginate con uno straordinario romanzo di innocenza e sopraffazione. Crudo, violento, senza scampo. (foto: saviano)

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Resta stabile la spesa per leggere degli italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 gennaio 2015

20 Più libri più liberi 2009 foto MatteoMignaniE’ un primo dato di quanto emerge dall’indagine dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sul mercato del libro 2014, che sarà presentato domani, 27 gennaio, nella giornata inaugurale del XXXII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, in programma fino al 30 gennaio a Venezia.
Il 2014 si conferma infatti un anno di grande trasformazione per il settore del libro: diversi indicatori risultano negativi ma, sommati, dimostrano complessivamente come l’andamento della spesa degli italiani in libri, ebook, e-reader e collaterali – in altre parole in ciò che serve a leggere – registri un +0,1% complessivo. Quanto hanno speso dunque gli italiani nel 2014 per leggere? Quasi 1,5miliardi di euro (per la precisione 1,452miliardi): 51,7milioni di euro è la stima del mercato 2014 degli ebook venduti, 1,2miliardi il mercato dei libri di carta secondo Nielsen nei canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione), 111milioni di euro quanto pagato dagli italiani per gli e-reader (stima provvisoria su dati Assinform, non si sono considerati i tablet), 54,3milioni di euro la spesa per i collaterali. La somma dei fattori si traduce in un dato sorprendente e soprattutto in una sfida implicita: “La sfida – sottolinea Giovanni Peresson, responsabile Ufficio studi AIE – di fare in modo nuovo il mestiere del libraio o dell’editore, innovando tutti quegli elementi che ci obbligano a guardare in modo diverso i comportamenti del lettore e cliente. Alcuni dati, presi singolarmente, possono risultare negativi ma aggregati all’interno del “sistema lettura” ci possono raccontare una storia diversa. La storia di una trasformazione”.
Diminuisce la lettura in Italia ma… – Secondo i dati Istat si passa dal 43% di italiani con più di 6 anni che leggono almeno 1 libro all’anno del 2013 al 41,4% del 2014. I forti lettori restano sostanzialmente stabili (-0,02%), crollano i lettori occasionali. Se si vuole fotografare la lettura nel lungo periodo, tra 2010 e 2014 si sono persi qualcosa come 2,6milioni di lettori (il 10%).
Parallelamente nel 2014 cresce, secondo Istat, del 32,2% la lettura di ebook: quasi 7milioni di italiani (il 13,1% della popolazione) hanno letto un ebook nell’anno passato. Diminuisce la produzione di libri di carta, cresce quella degli ebook – Gli editori hanno prodotto nel 2014 63.417 titoli, il 5,1% in meno rispetto al 2012 e con un prezzo di copertina alla produzione in media di 18,14 euro (il -7,2% rispetto al 2012). Parallelamente cresce la produzione di e-book: nel 2014, si stimano 53.739 titoli in digitale (esclusi i gratuiti) nei vari formati (epub, pdf, mobipoket), l’88,4% in più rispetto al 2012 e con un prezzo di copertina alla produzione in media di 6,96 euro (-22,8% sul 2012).
Cala il mercato del libro di carta nel 2014 rispetto all’anno precedente, ma progressivamente meno. Cresce del 40% il mercato e-book – Il 2014 si chiude per i libri di carta con il segno meno nei canali trade, secondo i dati Nielsen: -3,8% il giro d’affari, -6,5% le copie vendute, in ripresa rispetto ai primi mesi dell’anno e anche rispetto agli anni precedenti. Il libro di carta si compra prima di tutto nelle librerie di catena (pesano per il 40,6%, anche se in leggero calo rispetto al 2013), un pochino meno nelle librerie indipendenti (al 30,7%), sempre più nelle librerie online, che oggi pesano il 13,8% (+ 8% rispetto al 2013). Diminuisce invece in modo significativo la grande distribuzione. Parallelamente il mercato degli ebook si stima al 4,4% del mercato del libro, con un fatturato di 51,7milioni di euro (+39,4% sul 2013). “Questo quadro – conclude Peresson – ci dice che siamo entrati in una nuova fase: di lettura, di acquisto, anche di produzione. I paradigmi stanno cambiando. Non è in crisi il libro. Siamo di fronte a un radicale cambiamento nel mix, in cui innovazione è la parola chiave per tenere conto di una società più liquida e fluida”.

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Libri, lettori, ladri

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2011

Book of Job in Illuminated Manuscripts.List of...

Image via Wikipedia

Firenze 21 ottobre 2011 ore 12.00 Sala d’Armi di Palazzo Vecchio – – In questa occasione verrà annunciato il progetto, del quale si è fatta carico la Fondazione Enzo Hruby, per la protezione dell’edificio destinato ad ospitare il CED e la digitalizzazione degli 80.000 manoscritti della Biblioteca Apostolica Vaticana. La Fondazione Enzo Hruby, unica in Italia ed Europa per la sicurezza dei beni culturali ed organizzatrice dell’incontro, avrà il piacere di illustrarvi i gravi rischi ai quali è esposto l’immenso patrimonio librario italiano e le tecnologie sviluppate per la sua protezione. Saranno inoltre resi pubblici I dati sulle attività del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, per quanto concerne i recuperi delle opere/beni defraudati negli ultimi anni, e annunciato il progetto per la protezione della Biblioteca della Basilica di Santa Croce, recentemente ristrutturata e pronta ad essere riconsegnata alla collettività. All’incontro interverranno:
Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby
Mons. Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana
Luciano Ammenti, Responsabile servizi informatici della Biblioteca Apostolica Vaticana
Cristina Acidini * Soprintendente del Polo Museale Fiorentino
Cap. Christian Costantini Comandante Nucleo Carabinieri T.P.C. di Firenze
Seguiràconvegno di approfondimento che si svolgerà alle ore 15.00, moderato da Marco Carminati del Sole 24 Ore con la partecipazione di
Mons. Cesare Pasini, Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana
Luciano Ammenti, Responsabile servizi informatici della Biblioteca Apostolica Vaticana
Mons. Gianantonio Borgonovo, Direttore Biblioteca Ambrosiana di Milano
Maria Letizia Sebastiani Direttore Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e Direttore ad interim Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia
Cristina Acidini, Soprintendente del Polo Museale Fiorentino
Armando Torno Giornalista del Corriere della Sera

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Datalogic: dati ricavi di vendita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2011

Datalogic S.p.A. (Borsa Italiana S.p.A.: DAL) società quotata presso il Mercato Telematico Azionario – Segmento Star – organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. (“Datalogic”), leader nel mercato dei lettori di codici a barre, di mobile computer per la raccolta dati, di sistemi a tecnologia RFID e visione, annuncia i dati dei ricavi di vendita preliminari del primo trimestre del 2011. L’Amministratore Delegato di Datalogic, Mauro Sacchetto, ha così commentato: “L’esercizio 2011 si è aperto con risultati in crescita sia rispetto all’anno precedente che all’ultimo trimestre, confermando così la tendenza più che positiva del 2010.E’ un ulteriore segnale di come Datalogic sia riuscita a consolidare una posizione di leadership nel mercato. I ricavi preliminari delle vendite del primo trimestre 2011 sono pari a 105 milioni di Euro evidenziando una crescita del 17% circa rispetto al primo trimestre del 2010 e in progressione del 3% rispetto al quarto trimestre del 2010. Tutte le divisioni operative del Gruppo sono cresciute rispetto al primo trimestre dell’esercizio precedente; in particolare, la divisione Scanning e la divisione Automation hanno continuato ad evidenziare un andamento molto positivo nei primi tre mesi dell’anno. Nel dettaglio, Datalogic Automation, specializzata nella produzione di sistemi di identificazione automatica barcode, RFID e visione, ha registrato nel trimestre un fatturato superiore a 24 milioni di Euro, in crescita del 28%. La Divisione Datalogic Scanning, specializzata nella produzione di lettori di codici a barre fissi per il mercato retail e di lettori manuali, è cresciuta del 20% con un fatturato superiore a 50 milioni di Euro. La Divisione Datalogic Mobile, specializzata nella produzione di mobile computer ad uso professionale, ha chiuso il trimestre con ricavi di vendita a 21 milioni di Euro in aumento del 2%, mentre la divisione Business Development, che comprende le società Informatics Inc. ed Evolution Robotics Retail Inc. ha riportato un aumento dell’8% con un fatturato pari a circa 9 milioni di Euro. I dati del primo trimestre 2011 verranno approvati nel prossimo Consiglio di Amministrazione che si terrà in data 10 maggio 2011.
Il Gruppo Datalogic è leader nel mercato dei lettori di codici a barre, di mobile computer per la raccolta dati, di sistemi a tecnologia RFID e visione ed offre soluzioni innovative per numerose applicazioni nell’industria manifatturiera, dei trasporti & logistica, e del retail. Datalogic S.p.A. è quotata presso il segmento STAR di Borsa Italiana dal 2001, con il simbolo DAL.MI, ha la propria sede centrale a Lippo di Calderara di Reno (Bologna) e conta 2000 dipendenti nel mondo, distribuiti in 30 Paesi tra Europa, Nord America, Sud America, Asia e Oceania. Il Gruppo investe oltre 26 milioni di Euro nel settore Ricerca e Sviluppo ed ha un patrimonio di 898 brevetti in tutto il mondo. Nel 2010 Datalogic ha conseguito ricavi di vendita pari a 392,7 milioni di Euro, in crescita del 26% su base annua ed un utile netto di 18 milioni di Euro. http://www.datalogic.com.

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The Economist lancia “Thinking Space”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2011

L’Economist’s, con la sua nuova campagna di annunci, chiede: “Da dove nascono le tue idee?” (“Where do you get your ideas?”)  The Economist annuncia il lancio di un applicazione iPhone e di un sito web interattivo progettato per permettere di localizzare gli altri lettori dell’Economist, scoprire e condividere i luoghi in cui pensano e nascono le loro idee.  La nuova piattaforma mobile e digitale rende più facile ai nostri lettori e, alle loro idee, trascorrere un po’ di tempo insieme in luoghi unici e stimolanti. La campagna si propone di costruire una consapevolezza diversa del marchio Economist in tutta Europa e superare eventuali pregiudizi diffusi che il settimanale si concentri solo su temi di finanza ed economia. Partendo dai nostri lettori abbiamo voluto creare un mondo pieno di spazi dedicati ai loro pensieri favoriti, con l’intento di mostrare come la diversità dei nostri lettori riflette l’ampiezza dei nostri contenuti e stimola la riflessione dell’Economist. L’applicazione è disponibile per il download gratuito negli Apple Store ed anche http://thinkingspace.economist.com. La piattaforma ha lanciato anche una serie di spazi “vetrina” per i lettori. Ad esempio il fashion designer Andrea Llosa raccomanda il suo cafè preferito a Barcellona. L’imprenditore attivo nel settore dei media e del marketing Conrad Fritzsch suggerisce una scuola di cucina a Berlino; mentre il cineasta sperimentale e musicista Carlos Casas raccomandala Passerelle Simone de Beauvoir che attraversala Senna a Parigi. Per caricare “Thinking Space”, bisogna utilizzare  la mappa in modo da individuare rapidamente il proprio spazio, poi  basta semplicemente caricare una foto e una descrizione del luogo. L’intero contenuto è pubblico e condivisibile, quindi se si sta visitando una città nuova, o se si sta facendo il turista nella propria città, la piattaforma Economist Thinking Spaces sarà uno strumento prezioso per scoprire posti nuovi e stimolanti da visitare. (Beatrice Mozzi)

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