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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘lettura’

La grande festa italiana del 2020 dedicata alla lettura

Posted by fidest press agency su domenica, 19 luglio 2020

Roma, Si terrà dall’1 al 4 ottobre 2020 una grande manifestazione dedicata al libro e alla lettura che prevederà la presenza di circa 200 editori con un ricco calendario di incontri con autori italiani e stranieri, sia in presenza che in streaming. “Insieme – lettori, autori, editori” sarà un evento eccezionale per Roma e per il Lazio dopo i difficili mesi dovuti all’emergenza sanitaria. Un evento unico, e non ripetibile, nato dall’esigenza in questo anno particolare di restituire luoghi di incontro agli appassionati del mondo del libro e per trovare un nuovo modo di stare “insieme”.
La grande festa del libro di inizio ottobre animerà l’Auditorium Parco della Musica – nell’area pedonale, nei giardini pensili come in alcuni spazi interni – il Parco Archeologico del Colosseo – tra la Basilica di Massenzio, lo Stadio Palatino e il Tempio di Venere – e il quartiere Eur con una anteprima speciale che inaugurerà la manifestazione il 30 settembre.Il programma generale dell’evento sarà a cura di un comitato editoriale composto da Silvia Barbagallo, Andrea Cusumano, Michele De Mieri, Lea Iandiorio, Rosa Polacco e Marino Sinibaldi. Insieme nasce da un’idea di Letterature, Libri Come e Più libri più liberi ed è un progetto promosso dal Mibact, per il tramite del Centro per il libro e la lettura, dalla Regione Lazio e da Roma Capitale. È organizzato da AIE (Associazione Italiana Editori), Istituzione Biblioteche di Roma e Fondazione Musica per Roma in collaborazione con il Parco Archeologico del Colosseo e Zètema Progetto Cultura.

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Lettura e consumi culturali nell’emergenza Covid-19

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2020

Sarà presentato il prossimo 16 luglio il primo rapporto dell’Osservatorio sulla lettura e sui consumi culturali nelle famiglie durante l’emergenza Covid-19, a cura del Centro per il libro e la lettura (Cepell) e dell’Associazione Italiana Editori (AIE). L’evento sarà trasmesso in diretta online a partire dalle 11.00 sui siti del Cepell e di AIE e sui profili Facebook del Centro per il libro e la lettura e di Più libri più liberi. Si tratta della prima indagine in Europa di questa portata in grado di analizzare in tempi così brevi e con tale approfondimento l’impatto della pandemia e della successiva crisi economica sul settore editoriale.
Con la moderazione di Paolo Conti (Corriere della Sera) e dopo un saluto di Paola Passarelli (Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo), interverranno Angelo Piero Cappello (direttore Cepell), Diego Marani (presidente Cepell) e Ricardo Franco Levi (presidente AIE). Illustrerà l’indagine Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE).Come stanno cambiando lettura e consumi culturali? Chiusi in casa gli italiani hanno letto di più? E che cosa, libri o eBook? È aumentata la concorrenza di altre forme di intrattenimento e consumo culturale? Che ruolo hanno giocato le biblioteche? Quali sono oggi gli indicatori da monitorare per sviluppare efficaci politiche di promozione della lettura? Sono alcune delle domande a cui questo primo report risponde.La presentazione del 16 luglio è il primo passo pubblico di un ampio progetto di ricerca in collaborazione tra Centro per il libro e la lettura ed AIE, e con il contributo di Pepe Research, per capire come è cambiata la lettura nei due mesi di eccezionalità dell’emergenza e come – e in quale direzione – cambierà prossimamente, trasformazione che verrà analizzata grazie a una successiva rilevazione a settembre-ottobre. Il progetto si concluderà quindi a novembre con la pubblicazione di un rapporto di ricerca che raccoglierà i risultati emersi e individuerà una serie di iniziative organiche per la promozione della lettura e il sostegno alle aziende della filiera del libro.

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Cervia è una “città che legge”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2020

Cervia è stata inserita nell’elenco dei Comuni che hanno ottenuto il riconoscimento della qualifica “Città che legge” per il biennio 2020/2021.La qualifica “Città che legge” è promossa dal Centro per il libro e la lettura o, organo del MInistero per i Beni Culturali, d’intesa con l’ANCI, che promuove e valorizza l’Amministrazione comunale che si impegna a svolgere con continuità politiche pubbliche di promozione della lettura sul proprio territorio. Attraverso la qualifica di “Città che legge” si riconosce la crescita socio-culturale delle comunità urbane attraverso la diffusione della lettura come valore condiviso in grado di influenzare positivamente la qualità della vita individuale e collettiva.
Il Comune di Cervia ha conseguito tale riconoscimento per il biennio 2020/2021 ed è inserito in elenco nella sezione “Comuni da 15.001 a 50.000 abitanti”. Con tale qualifica l’Amministrazione comunale si impegna a dar vita ad un Patto locale per la lettura e potrà partecipare ai bandi che il Centro per il libro e la lettura pubblicherà per attribuire contributi economici, premi ed incentivi ai progetti più meritevoli. Queste le parole di Michele Fiumi, Assessore alla cultura: “Bellissimo traguardo che ci permettere di progettare una città più bella dove far crescere uomini e donne migliori. La lettura dei libri e la parola come strumenti di creazione di cittadini evoluti, consapevoli, aperti, partecipi nella costruzione della città ideale. Un traguardo ma anche uno stimolo a continuare ad ad alimentare questa città che legge per creare cittadini coscienti e consapevoli dell’importanza del libro per stimolare la mente, ridurre lo stress, aumentare le conoscenze e le capacità di ragionamento e di attenzione. Il periodo della quarantena ci ha insegnato che attraverso la lettura eravamo tutti un po’ meno soli e un po’ più ricchi nella mente e nell’animo. Non dimentichiamo questo saggio insegnamento!”

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Riscoprire i piaceri della lettura

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 aprile 2020

In questo periodo di isolamento sono tanti gli italiani che stanno riscoprendo alcune delle loro passioni e aspirazioni. C’è chi ha iniziato quel corso di pilates procrastinato da mesi, chi si sta impegnando nello studio di una nuova lingua, ma soprattutto sono sempre più numerosi quelli che, avendo maggiore tempo a disposizione, si stanno dedicando alla lettura.Pur non essendo una nazione di lettori incalliti, la quarantena sta dando l’opportunità anche agli italiani più pigri di aprire le pagine di un libro e ritagliarsi del tempo per sé.Parliamo di pagine perché, secondo il sondaggio che Wiko, il brand franco-cinese di telefonia, ha effettuato sui suoi follower di Instagram, nel 78% dei casi il libro cartaceo è preferito ai vari e-book e supporti digitali. Il fascino della carta resta intatto e, c’è di più, la trama del libro – spesso riportata sulla sovraccoperta – è ciò che conquista il 60% dei lettori.È così che Wiko, da sempre sostenitore di un utilizzo moderato, etico e coscienzioso dello strumento smartphone, ha voluto supportare questa virtuosa riscoperta della lettura interpellando una nota “book influencer” italiana, Petunia Ollister.Petunia, che fotografa con la tecnica del flat lay le sue book breakfast su Instagram fornendo spunti di lettura ai suoi follower, ha fornito 3 utili consigli a Wiko per affascinare e formare i nuovi lettori di domani.
Quali libri riscoprire? È il periodo giusto per affrontare con la dovuta tranquillità i libri di grande mole – consiglia Petunia – quelli che ci hanno sempre un po’ spaventato per il timore di non riuscire ad arrivare alla fine. Autori classici come Victor Hugo, Fëdor Dostoevskij, Honoré de Balzac, Charles Dickens, Thomas Mann ma anche contemporanei come David Foster Wallace, Don DeLillo, Haruki Murakami e Stephen King sono ideali per farci compagnia in queste lunghe giornate.
In quali momenti leggere? Siamo tutti in casa, si sa, ma non siamo in vacanza, motivo per cui il tempo di lettura deve essere scelto accuratamente tra gli impegni di lavoro e quelli che impone la vita familiare. Il miglior momento per leggere, secondo Petunia, è la sera dopo cena, con lo stesso spirito con cui si affronta una serie TV «chissà cosa succederà adesso?». Ma anche la mattina, prima di affrontare il lavoro, come quando recandoci in ufficio ci ritagliamo il tempo per leggere sui mezzi pubblici.
Ben il 74% dei rispondenti alla survey di Wiko sostiene di leggere tra le mura domestiche, molto più che in viaggio (26%). Ecco quindi che questa quarantena potrà essere vissuta alternando il più moderno e tecnologico smartphone al classico libro.

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Rubbettino: regaliamo un best seller per allietare il tempo da trascorrere in casa

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

«Il cielo comincia dal basso» di Sonia Serazzi sarà scaricabile gratuitamente sabato 14 e domenica 15 marzo. Da due giorni milioni di italiani sono costretti a rimanere chiusi in casa. Sicuramente una buona lettura non rappresenta una soluzione ma può costituire un piccolo antidoto alla noia. In un periodo storico come questo che, con la stretta data a molte attività commerciali, rappresenta per molti anche un momento di difficoltà economica, abbiamo dunque deciso di offrire in dono un romanzo in ebook dal nostro catalogo. Abbiamo scelto “Il cielo comincia dall’alto” di Sonia Serazzi. Un libro che ci ha dato molte soddisfazioni, sicuramente tra i più belli e apprezzati tra quelli che abbiamo pubblicato finora. Abbiamo scelto questo libro perché ci pare che il messaggio di speranza che veicola, l’atmosfera domestica che trasuda dalle sue pagine e, soprattutto, l’insegnamento di godere di quello che si ha, delle cose semplici, della famiglia, del pane caldo con l’olio, di una pianta cresciuta per caso tra le crepe del cemento…, siano particolarmente adatti ai giorni difficili che stiamo vivendo.Nel recensire il libro, Davide Brullo su “Linkiesta” ha scritto: «Volevo scrivere qualcosa del genere. «Il nuovo Cormac McCarthy è una donna, è nata nel 1971 e vive in un paese dimenticato dagli dèi, in Calabria». Molto giornalistico. Parzialmente veritiero. Quello che ho scritto, privatamente, a un amico, è questo: «Il libro è notevole. Mi piace che vada tra i sassi con la Bibbia nella tasca, che sia scandito da placche brevi e da parole forti. Come vetro che, levigato, diventa cuoio». Il libro s’intitola Il cielo comincia dal basso, l’autrice si chiama Sonia Serazzi e, per capirci, è molto più brava di una Elena Ferrante qualsiasi»La protagonista del libro, Rosa Sirace, è una che impara a fiorire nel posto che ha, e fiorendo scrive la sua vita di cose piccole su un’agenda: fogli con sopra il numero del giorno, e la carta che tiene il conto ripete quotidianamente che una storia non ha tutto lo spazio e il tempo che vuole. Così Rosa Sirace disciplina fatti, incontri e volti costringendoli sulle righe, e sceglie di essere sincera su quello che c’è intorno: la verità resiste a ogni poco. Allora la figlia di un Visconte operaio e di una Baronessa casalinga si porta in casa il lettore offrendogli un mondo senza imbrogli. Ma nell’offerta qualcosa brucia e qualcosa profuma, poi c’è il cielo, un azzurro modesto che Rosa Sirace insegue sul messale e impara da sua nonna: Antonia Cristallo. E Rosa tutto il cielo che scava lo appende in alto, a cominciare ogni pagina, e spera che bastino le Scritture a far scintillare la terra rivoltata. Il cielo comincia dal basso è un libro che mastica duro cercando il bene, e lo trova.Di Sonia Serazzi Rubbettino ha da poco ripubblicato il romanzo d’esordio “Non c’è niente a Simbari Crichi”.
L’ebook sarà scaricabile sabato 14 e domenica 15 dalle varie piattaforme che consentono il download di ebook gratuiti (come Bookrepublic o Amazon) e, ovviamente, dal nostro sito http://www.rubbettinoeditore.it

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Cultura: luci e ombre della legge per la promozione e il sostegno della lettura

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 febbraio 2020

Sono sempre meno gli italiani che leggono libri e quotidiani, soprattutto in alcune aree del Paese. Anche dal punto di vista dei lettori emerge una palese ineguaglianza sociale. La diffusione della cultura digitale ha introdotto profondi mutamenti all’interno del mercato editoriale, non vogliamo soffermarci sul dibattito incentrato sul valore e sulle implicazioni, anche di carattere psicologico, che sottostanno alle differenti modalità di fruizione dei contenuti editoriali, ma riteniamo che sia nostro preciso compito, in qualità di associazione che tutela i diritti dei cittadini, contrastare l’impoverimento culturale delle persone e del Paese.In tal senso, la recente legge per la promozione e il sostegno della lettura, voluta dal Ministro Franceschini, se da un lato rappresenta un positivo tentativo di affrontare il tema, denotando una sensibilità verso tale problema, dall’altro si riscontrano alcune criticità relativamente agli strumenti adottati ed alcune scelte compiute, a partire dalle risorse stanziate, che risultano del tutto inadeguate.
In particolare per quanto riguarda la Carta della Cultura, che prevede un bonus per l’acquisto di libri, compresi i testi scolastici, di 100 euro: tale carta verrà consegnata in base a un criterio reddituale che ancora non è stato stabilito, è stato però fissato il finanziamento pubblico di 1 milione di euro. Si tratta, quindi, complessivamente di 10.000 carte (circa una per ogni comune italiano). Appare evidente l’esiguità di tale misura che, proprio per questo, rischia di risultare inefficace.La seconda misura, che giudichiamo invece intrinsecamente sbagliata, riguarda il taglio agli sconti sui libri di cui i consumatori possono beneficiare nei supermercati, nelle vendite per corrispondenza e nelle piattaforme digitali, che saranno ridotti dal 15% al 5% per i libri non scolastici e dal 20% al 15% per i libri di testo. L’intento della misura dovrebbe essere quello di spostare la clientela verso le librerie tradizionali. Federconsumatori appoggia ogni iniziativa, anche nella legge, che può aiutare il mondo delle tradizionali librerie, ma ritiene che questo metodo sia profondamente iniquo e scarsamente efficace e che, paradossalmente, potrebbe allontanare ulteriormente una fascia di lettori.Ridurre inoltre gli sconti anche sui libri scolastici è davvero una misura inspiegabile, che colpisce milioni di famiglie, soprattutto quelle con più figli e con redditi medi e medio bassi.Dallo studio che Federconsumatori effettua ogni anno, emerge che i costi per i libri di testo mettono a dura prova i bilanci delle famiglie: nel 2019 mediamente per i libri + 2 dizionari si spendono 470,55 Euro per ogni ragazzo.Alla luce di tali considerazioni Federconsumatori chiede di potenziare i fondi per la Carta della cultura e di rivedere la misura sugli sconti. Se si vuole davvero tentare di avvicinare le persone alla lettura si potrebbe attivare la detraibilità fiscale, per lo meno fino a una certa soglia di reddito, delle spese per libri acquistati nelle librerie tradizionali.Si potrebbe, inoltre, optare per una rimodulazione dell’IVA sull’editoria, attualmente fissata al 4%: oltralpe, ad esempio, è al 2,1%. È necessario aprire un confronto con tutti i soggetti coinvolti: le istituzioni culturali e scolastiche, gli operatori del mercato, le Associazioni dei Consumatori, per far sì che una legge che si prefigge obiettivi così utili e necessari sia studiata e attuata nel miglior modo possibile.

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Dalla penna del grafomane alla lettura impegnata

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 gennaio 2020

Credo che fin dalla mia infanzia non ho smesso di privilegiare la lettura del libro stampato anche se a volte, per lo più trovandomi fuori casa, mi son servito di un lettore. Intendo riferirmi a quell’aggeggio piccoletto tanto da poterlo mettere in tasca ma con la sua capacità di contenere almeno un centinaio di libri. E per soddisfare la mia vanità vi ho aggiunto una sessantina di miei libri. Ma nonostante il fascino della modernità non si attenua la mia voglia di ritrovarmi con libri freschi di stampa o ingialliti dal tempo toccandoli, sfogliandoli e riprendendo il percorso di mio figlio che aveva avuto cura di segnare la pagina con striscioline di carta e di servirsene con qualche piccolo commento.
Io, invece, ero criticabile perché le pagine che m’interessavano, e potevo poi trarne lo spunto per un mio articolo, si distinguevano dalle altre perché rilevavo a matita i periodi che intendevo riprendere per una citazione e a margine vi aggiungevo, a volte, anche qualche mia breve riflessione.
Era un modo di fare che mio figlio disapprovava e che, alla fine, ne riconoscevo la ragione e facendo violenza alle mie malsane abitudini ho poi cercato di ovviarvi dotandomi di alcuni foglietti dove annotavo gli argomenti che m’interessavano e riuscivo anche ad aggiungervi qualche laconico commento. Tutto questo lo sto dicendo ora che credo di essere vicino al capolinea della mia esistenza se non altro per ragioni anagrafiche.
Se invece mi chiedo da dove è venuta questa voglia di leggere, ma anche di scrivere non saprei con franchezza fissare una data precisa. Posso solo pensare che vi sono state circostanze fortuite che alla fine hanno fatto scattare la scintilla dell’interesse e prima ancora della curiosità. Di certo una delle concause può essere stata la voglia di leggere i libri che per imitazione suscitavano nei compagni di giochi e di confidenze un qualche interesse. Penso al primo libro che mi spinse a fuggire di casa perché mia madre non volle assolutamente comprare. Si trattava delle “Mie prigioni” di Silvio Pellico e per giunta in edizione economica. Mia madre si era convinta che non era fatto per la mia età. Mio padre, in quel periodo, era di stanza con il suo reggimento in un’altra città e di certo non poteva, in qualche modo, esprimere la sua opinione.
Un altro indizio, qualche anno più tardi, lo potrei individuare nella mia scoperta di una vecchia libreria messa da qualche tempo in cantina che conteneva molti libri e persino scritti di un prozio di mio padre che era abate in convento di frati francescani e che aveva lasciato in eredità alla famiglia.
Così scoprii le opere integrali di alcuni autori dell’antica Grecia e romani con il testo in greco e in latino e di lato la traduzione in italiano. Fu anche il tempo in cui mi dedicai a trascrivere con la mia calligrafia le prediche del mio bisavolo e a prendere confidenza di una prosa molto infiorata di parole che non conoscevo e di citazioni in latino.
Si aggiungeva, altresì, la circostanza che alcuni miei amici avevano dei genitori appassionati di letture per cui le loro biblioteche erano una fonte inesauribile di curiosità e d’interessi.
Così mi trovai al cospetto di una palese contraddizione, dove disdegnavo il libro scolastico ma mi abbeveravo ad altre fonti in un certo senso più specialistiche e meno commentate dove diventava più facile che incorressi in errori di valutazione e di non avere un quadro d’insieme della storia letteraria e filosofica dalle sue origini a oggi. Così sono maturati i miei pensieri e la mia grande sete di conoscenza e ora di averli in libera uscita. (Riccardo Alfonso)

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Gli italiani leggono poco?

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 gennaio 2020

Durante le festività di fine anno ho avuto modo di osservare con più frequenza, e alle ore più disparate, quanti si recavano nelle due librerie che si trovano a pochi metri dalla mia abitazione e mi son fatta l’idea che il libro stampato continua ad essere un’attrazione alquanto diffusa. Ho notato, nello specifico, bambini che cercavano di scegliere libri non sempre adatti alla loro età forse attratti dalle figure della copertina, giovani che pensavano di fare dei regali agli amici con un libro e con qualche preferenza sul fantastico e altri con scelte forse orientate dalla pubblicità mediatica o dal nome altisonante del personaggio del giorno o dalle suggestioni di un classico. E’, nel loro insieme mi è apparso uno spettacolo incoraggiante. Non saprei, tuttavia, fare un confronto meticoloso tra gli anni della mia gioventù e quelli delle nuove generazioni in fatto di letture. Posso solo chiedermi quanti libri ho letto, sino ad oggi, mentre sono seduto sullo scranno dei miei anni dall’età scolare e ancor prima per merito di chi me li ha letti dalle favole a quelli un po’ più impegnativi, ma in edizione per bambini e con tante immagini come pinocchio, cenerentola, ecc. Ed anche in questo caso la risposta non riuscirei a darla.Ora una loro parte è lì silenziosa a fare bella mostra sugli scaffali delle mie librerie da quella del salotto all’altra nella camera di mio figlio e persino nella mensola in cucina o in una piccola étagère nella mia stanza da letto o nei riposti angoli degli armadi.Non li ho contati, con certosina precisione, ma mi sono fatta l’idea che non fossero meno di tremila. Li ho letti tutti? Non so anche perché alcuni sono gli acquisti fatti da mio figlio e gli argomenti non sempre mi attiravano. Di certo non saprei disfarmene a cuor leggero anche se per talune pubblicazioni ne avrei la voglia avendo, nel frattempo, cambiato gusti e interessi. Avrei voluto dar loro un certo ordine raccogliendoli per tematiche per consentirmi una più facile lettura o consultazione, ma alla fine è prevalso un altro modo di tenerli raccolti conservando con maggior cura le edizioni più vecchie a prescindere dagli argomenti trattati. Con mio figlio, poi, ho dovuto convivere con libri scritti in Inglese, spagnolo e francese. Egli, man mano che approfondiva lo studio in queste lingue, preferiva entrare in possesso dei classici che prima aveva letto tradotti in italiano.Vi sono quindi dei libri “doppiati” e per quanto avessi poca dimestichezza nella lingua, che non fosse la mia, ogni tanto cercavo di leggerli anche avvalendomi del fatto che l’avevo già fatto in italiano. Mio figlio, poi, a volte s’intrometteva spiegandomi che alcuni traduttori avevano fatto un uso non preciso di talune parole e mi aveva convinto della necessità che per leggere correttamente un autore straniero era molto importante sapere chi lo avesse tradotto. Così con quest’andante adagio finivo con ritrovarmi con una pila di libri sul mio comodino pronti per essere letti e che a volte mi limitavo a scorrere le prime pagine prima di passare a un altro autore. Ho sempre letto di tutto: narrativa, saggistica, letteratura, filosofia, ecc. In particolare dopo che mio figlio si era iscritto alla facoltà di psicologia il mio interesse per questa materia, si era accresciuto. Arrivò ad avere tra testi universitari e letture di riferimento non meno di centotrenta volumi. Ma ciò che posso dire con assoluta certezza avvalendomi dalle mie osservazioni andando a trovare parenti, amici e conoscenti è che non ho trovato famiglie che possedessero più di un centinaio di libri al di fuori di quelli scolastici. E allora? Mi rimane il dubbio ma in parte tende a dissolversi quando vedo sul tram o sui bus o in treno dei giovani e meno giovani che in luogo del classico smartphone prendono dal loro zainetto un libro e si concentrano alla sua lettura. (Riccardo Alfonso)

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Le biblioteche scolastiche e l’abitudine alla lettura

Posted by fidest press agency su domenica, 8 dicembre 2019

Quattrocentodieci euro. È la spesa media annua per acquisto di libri in Italia per biblioteca scolastica. Corrisponde a qualcosa come 0,2 libri nuovi a studente (il patrimonio bibliotecario scolastico medio è invece di 5,8 libri a studente). Ancora: la spesa annua per il funzionamento complessivo della singola biblioteca a scuola è di 1152 euro. Pochi dati ma sufficienti a tracciare il quadro delle biblioteche scolastiche oggi nella fotografia – a cura dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), il Centro per il Libro e la Lettura (CEPELL) e l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) – presentata a Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino all’8 dicembre alla Nuvola. Un’indagine che si basa sulle risposte delle 7.762 scuole che hanno partecipato alla ricerca e che torna a far luce, dopo otto anni, su ruolo, funzionamento, bisogni delle biblioteche, oggi presidio davvero fondamentale se si considera che il 26% dei ragazzi (più di 1 su 4) fino ai 14 anni, secondo i dati dell’Osservatorio lettura e consumi culturali di AIE, frequenta almeno una volta al mese una biblioteca scolastica.Come sono quindi rispetto a otto anni fa? Oggi più di 8 scuole su 10 ne hanno una (è l’84,8%: un dato che al Sud scende all’81%) ma era quasi il 90% – l’89,4% – nel 2011). Una scuola su tre (30,1%) ne ha una biblioteca sia di classe che centrale, il 60,1% ha solo una biblioteca centrale. Laddove non c’è – dicono le scuole – è per mancanza di spazi nel 43,6% dei casi e per mancanza di risorse economiche per il 29,6%. Il profilo delle biblioteche scolastiche centrali: Occupano in media uno spazio di 57 metri quadri, 16 posti a sedere, in un caso su 3 (35,3%) con postazioni internet. Il profilo del referente è per più della metà dei casi (52,7) volontaristico: insegnanti fuori dall’orario, genitori, persino studenti. Solo nell’1,3% dei casi è un bibliotecario professionista ad occuparsene.Le dotazioni: in media sono 109 i libri nuovi entrati in un anno, per il 70% donati: i nuovi titoli entrati nella biblioteca sono in media 109, qualcosa come 0,2 in media a studente (!). Per il 70% sono donazioni: nel 47,1% dei casi sono ricevuti in omaggio da soggetti esterni (come #ioleggoperché) e nel 20,8% dalle famiglie. In altre parole, i tre quarti dei libri che entrano nelle biblioteche scolastiche oggi sono regali.La finalità della biblioteca scolastica: ciò che sorprende rispetto a questo quadro desolante è il ruolo decisivo della biblioteca nelle scuole, secondo gli stessi partecipanti all’indagine. Per l’82,9% le scuole dicono infatti che lo scopo della biblioteca è promuovere la lettura (8 anni fa era il 64,4% degli Istituti ad affermarlo), ma c’è anche un alto numero (il 65,7%, era il 41% nel 2011) che dichiara che favorisce il prestito a casa dei libri e il 59% (37,2%) il supporto all’attività didattica. Il supporto all’attività dei docenti emerge “solo” nel 20,3% delle risposte.I rapporti: con nessuno: per il 78,4% delle scuole la biblioteca non è inserita in alcun sistema. Solo il 14,2% prevede una relazione tra biblioteche scolastiche.È ioleggoperché, l’iniziativa di AIE per potenziare proprio le biblioteche nelle scuole, il caso più incisivo di cooperazione secondo le scuole stesse, indicata nel 46,5% dei casi. A seguire sono indicate le attività con le biblioteche pubbliche (25,3%) e con Libriamoci (24,1%), l’iniziativa del Centro per il Libro e la Lettura. Secondo le scuole inoltre il progetto #ioleggoperché ha contribuito nel 44,7% dei casi a potenziare biblioteche esistenti e a far nascere 131 nuove biblioteche: “Questa è una ricerca preziosa perché si diventa lettori a partire dalla scuola – ha sottolineato il presidente di AIE, Ricardo Franco Levi -. Le biblioteche scolastiche sono il pilastro centrale su cui costruire l’abitudine alla lettura. #ioleggoperché è la risposta di AIE a questa consapevolezza”.

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Bene i libri anche se in Italia si legge poco

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Milano. Crescono macchine grafiche, libri e comparto imballaggio, in difficoltà gli altri settori. Dopo la crescita messa a segno nel 2018, l’aggregato industriale che riunisce Federazione Carta Grafica (Acimga, Assocarta, Assografici), Aie (editoria libraria), Fieg (editoria quotidiana e periodica) e Asig (stampa di giornali quotidiani) in questi mesi sta soffrendo il calo delle variabili macroeconomiche sia interne sia della componente estera ed è in arretramento, con un risultato che nel primo semestre 2019 ha riportato l’indice giù dell’1,6%, due punti decimali in meno rispetto all’anno precedente. Il dato viene presentato oggi nell’ambito dell’incontro “L’insostituibile autorevolezza del leggere” che mette a confronto, al Castello Sforzesco, editori, stampatori e protagonisti della filiera per valutare, a partire dai libri, quali prodotti e quali scelte possono aiutare il settore a invertire la tendenza di una crisi che ormai affonda le radici nel lontano 2004 e che, negli ultimi tre anni, registra un recupero dovuto anche al successo del bonus cultura per i 18enni, 430mila fruitori lo scorso anno con l’80% della spesa destinata ai libri (che sarà reiterato nel 2020 e di cui il settore auspica diventi misura stabile). I dati economici elaborati e diffusi dalle Associazioni di Filiera, indicano i comparti delle macchine da stampa, dei libri e dell’industria cartotecnica trasformatrice come quelli che presentano tassi di crescita interessanti, segnalandosi come zone di luce negli andamenti dell’aggregato industriale che riunisce Federazione Carta e Grafica (Acimga, Assocarta, Assografici), Aie (editoria libraria), Fieg (editoria quotidiana e periodica) e Asig (stampa di giornali quotidiani). Questo segmento industriale è vitale per l’economia del Paese: lo scorso anno, con fatturato aggregato di 31,4 miliardi di euro, ha pesato per l’1,8% sulla formazione del Pil, poco meno di un terzo dell’industria automobilistica (106 miliardi di euro). L’export, tradizionale elemento trainante della Filiera, oggi incide per il 31,8% sul fatturato complessivo, con saldo della bilancia commerciale positivo di 3,5 miliardi di euro. In termini occupazionali la Filiera lo scorso anno ha sfiorato i 200mila addetti diretti (sono 199.700, che con l’indotto diventano 695.000), pari al 5% dell’occupazione manifatturiera totale.
La lettura per comparti del primo semestre 2019 mostra risultati di fatturato positivi per la produzione di macchine per la grafica e la cartotecnica (+3,1%), il comparto imballaggio (+2,8%) e l’editoria libraria (+2,7%). Segni meno per tutte le altre componenti della filiera, a partire dall’industria grafica (-3,2%) e via a scendere con la produzione di carta e cartone (-4,3%), l’editoria quotidiana (-7,5%), le importazioni di macchine grafiche e da stampa (-8,6%) e infine l’editoria periodica (-11,9%).L’analisi delle macro variabili vede l’export, in buono sviluppo nel 2018 (+4,2% sul 2017) stabilendosi sul livello record di quasi 10 miliardi di euro, a fare da elemento trainante della Filiera e dei settori che la compongono. Resta comunque prevalente il peso della componente nazionale sul mercato totale della Filiera (68-69% negli ultimi 5 anni; oltre 78% nel 2007) con gli ovvi riflessi degli andamenti dei consumi interni sui livelli di fatturato. Sulle complessive difficoltà dei prodotti in carta e della stampa, pesano la diminuita propensione alla spesa delle famiglie (2 punti in meno fra il 2017 e il 2018 e il continuo calo della pubblicità su stampa, che oggi vale meno di un sesto del mercato pubblicitario (un terzo nel 2007). Ancora, a incidere negativamente, fa rilevare l’Ufficio Studi della Federazione Carta Grafica, è il continuo calo del numero dei lettori e la conseguente riduzione dei consumi interni di prodotti culturali. Nel 2018 la popolazione che legge libri rappresenta il 40,6% (46,8% nel 2010), per quotidiani e periodici siamo oggi rispettivamente al 30% e al 37,1% (36,6% e 50,5% nel 2014).

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“Leggimi ancora. Lettura ad alta voce e life skills”

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

Leggere in classe ad alta voce, ogni giorno, cambiando stili, generi e temi, produce effetti positivi in tutti i settori dell’apprendimento. Ne sono convinti i 13.000 docenti di scuola primaria che hanno aderito alla prima edizione del progetto nazionale “Leggimi ancora. Lettura ad alta voce e life skills”, organizzato e promosso da Giunti Scuola e Giunti Editore. Hanno letto in classe, ai loro bambini, fino a un’ora al giorno di racconti e storie coinvolgendoli poi nella rielaborazione delle emozioni suscitate, del lessico acquisito, delle difficoltà incontrate.Tutto è pronto adesso per il secondo anno, dal 1 ottobre 2019 sul sito http://www.leggimiancora.it sarà possibile aderire alla nuova edizione: il docente che iscrive la propria classe riceverà un “kit per la lettura” con titoli messi a disposizione da Giunti Editore, istruzioni su come leggere al meglio ai bambini, formazione online e tutoraggio costante. La sfida è rivolta a tutti i docenti delle scuole primarie che vogliono ripetere l’esperienza o iscriversi per la prima volta.La lettura è uno strumento potente per aiutare i bambini nel loro percorso di crescita, per sviluppare le cosiddette “life skills”, ovvero le competenze cognitive, emotive e sociali utili per il successo scolastico e per la vita. Leggere ad alta voce è una vera e propria palestra che allena e sviluppa specifiche abilità legate alla comprensione, all’apprendimento, alla costruzione della propria identità, allo sviluppo del pensiero critico, al riconoscimento delle emozioni, alla gestione delle difficoltà. Ed è un gran divertimento! I bambini coinvolti nella prima edizione, più di 200.000 da nord a sud del Paese, hanno personalizzato questa esperienza assieme ai loro docenti, con disegni, presentazioni, “angoli della lettura”, riflessioni e diari di bordo del progetto.
“Leggimi ancora” nasce dall’incontro tra Giunti Scuola – le cui attività sono orientate a valorizzare e aumentare il benessere degli studenti nelle aule – e Federico Batini, professore di pedagogia sperimentale, metodologia della ricerca educativa e metodi e tecniche della valutazione scolastica dell’Università di Perugia, la cui attività di ricerca sviluppa da anni un filone dedicato alla lettura e ai suoi effetti, che firma la direzione scientifica dell’intero progetto. “Leggimi ancora” è uno strumento di promozione della lettura presso i più giovani, e in particolare della lettura ad alta voce, come risposta a percentuali rilevanti di dispersione scolastica, al crescente analfabetismo “funzionale”, al calo dei lettori, costante negli ultimi anni, e alle difficoltà di relazione con le differenze. La lettura è una vera e propria ginnastica per il cervello, le cui ricadute positive si apprezzano in ambito scolastico e nell’ordinarietà della vita.
“Leggimi ancora” è uno strumento di promozione della lettura presso i più giovani, e in particolare della lettura ad alta voce, come risposta a percentuali rilevanti di dispersione scolastica, al crescente analfabetismo “funzionale”, al calo dei lettori, costante negli ultimi anni, e alle difficoltà di relazione con le differenze. La lettura è una vera e propria ginnastica per il cervello, le cui ricadute positive si apprezzano in ambito scolastico e nell’ordinarietà della vita.Approfondimenti e materiali del progetto sono online su http://www.leggimiancora.it.

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La lettura attraverso la lente generazionale: La stampa come fil rouge

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 maggio 2019

Da una parte i Millennials, il gruppo demografico di chi è nato tra il 1983 e il 1999, la prima generazione ad essere cresciuta con Internet e le nuove tecnologie; dall’altra i Baby Boomers, nati tra il 1946 e il 1963, la generazione ad oggi con il più alto potere d’acquisto. Audipress – l’indagine ufficiale di riferimento per la lettura di quotidiani e periodici – ha analizzato quanto sono distanti nella loro relazione con la stampa queste due generazioni, attraverso un’elaborazione dei dati 2018/III, in un percorso di esplorazione dei comportamenti di lettura della popolazione italiana che si svilupperà nel corso del 2019.I Millennials sono comunemente ritenuti portatori di valori, atteggiamenti, attitudini, comportamenti multimediali profondamente diversi rispetto alle generazioni precedenti, in particolar modo in relazione ai loro «genitori» Baby Boomers. Se è vero che i siti di informazione digitali sono la principale fonte di notizie per la maggior parte degli under 35, sta emergendo anche in vari mercati internazionali che i giovani non hanno dimenticato la carta e che apprezzano anche fonti informative “non algoritmiche”. L’iperstimolazione multipiattaforma a cui siamo sottoposti segna una diffusa tendenza a riprendersi il controllo delle fonti, della qualità dell’informazione e dell’attendibilità. E si tratta di un atteggiamento intergenerazionale.“I dati Audipress mostrano che il gusto informativo e la capacità di selezionare le fonti più valide e attendibili nascono e si rafforzano in buona parte in famiglia e proprio in questo ambito si trasferisce anche l’abitudine alla lettura”, commenta il Presidente di Audipress Ernesto Mauri. I Millennials che lavorano e vivono ancora in famiglia leggono di più rispetto ai coetanei che non vivono più con i genitori (65% vs 59.6%) e tra i Baby Boomers chi vive con figli legge mediamente di più di chi vive da solo (65.3% di chi vive con figli Millennials vs 61.8%).
Se tra i Baby Boomers i livelli di lettura aumentano al crescere del reddito familiare e del segmento sociale di appartenenza, tra i Millennials la lettura sembra essere un’abitudine più trasversale, meno influenzata da questi parametri sociali e più omogenea sul territorio, superando le tradizionali dinamiche geografiche. I giovani mostrano di apprezzare soprattutto i mensili (il 27.5% ne legge almeno uno al mese vs il 19.7% dei Boomers), mentre i Boomers sono più vicini alla lettura dei quotidiani (33.7% vs 27.2% dei Millennials, nel Giorno Medio).Emergono peculiarità coerenti con i diversi profili generazionali anche considerando le frequenze di lettura e la fonte di provenienza. Per i Millennials la lettura è un po’ meno sistematica e fedele in termini di frequenza (con una differenza maggiore tra le due generazioni soprattutto per quotidiani e settimanali, con circa 10 punti percentuali di distanza nella fruizione ad alta frequenza), in linea con un approccio trasversale a diverse fonti di informazione, in una dieta mediatica varia e funzionale alle proprie esigenze. Si conferma per questa generazione anche un approccio più strumentale al consumo della copia, spesso letta in condivisione con familiari o amici, in casa o fuori casa, a conferma anche della maggior attitudine allo sharing.
Il documento completo “Millennials vs baby Boomers”, elaborato da Doxa sulla banca dati Audipress 2018/III, è disponibile sul sito http://www.audipress.it nella sezione News.

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La passione universale per la lettura: Steve McCurry

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

Torino Dal 2 marzo al 1 luglio 2019 nella Corte Medievale di Palazzo Madama, è possibile visitare una nuova rassegna, dedicata a un tema specifico: la passione universale per la lettura.Steve McCurry. Leggere è una mostra costituita da una selezione di scatti realizzati in oltre quarant’anni di carriera e comprende la serie di immagini che egli stesso ha riunito in un magnifico volume, pubblicato come omaggio al grande fotografo ungherese André Kertész. Con questa nuova rassegna Steve McCurry presenta le sue foto legate al tema universale della lettura in una città, Torino, che, anche in virtù del Salone del Libro, può essere considerata la “capitale italiana della lettura”.
Curata da Biba Giacchetti e, per i contributi letterari da Roberto Cotroneo, giornalista e scrittore, la rassegna presenta 65 fotografie che ritraggono persone di tutto il mondo, assorte nell’atto intimo e universale del leggere. Persone catturate dall’obiettivo di McCurry che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo. I contesti sono i più vari: i luoghi di preghiera in Turchia, le strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan a Cuba, dall’Africa agli Stati Uniti. Immagini vibranti e intense, che documentano momenti di quiete durante i quali le persone si immergono nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque c’è un momento per la lettura.Le fotografie che rendono omaggio alla parola scritta sono accompagnate da una serie di brani letterari scelti da Roberto Cotroneo, in una sorta di percorso parallelo. Un contrappunto di parole dedicate alla lettura che affiancano gli scatti di McCurry, coinvolgendo il visitatore in un rapporto intimo e diretto con la lettura e con le immagini.
La mostra è completata dalla sezione Leggere McCurry, dedicata ai libri pubblicati a partire dal 1985 con le foto di Steve McCurry, molti dei quali tradotti in varie lingue: ne sono esposti 15, alcuni ormai introvabili, insieme ai più recenti, tra cui il volume edito da Mondadori che ha ispirato la realizzazione di questa mostra. Tutti i libri sono accompagnati dalle foto utilizzate per le copertine, che sono spesso le icone che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.www.civita.it

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Centralità alla lettura nel futuro del Paese

Posted by fidest press agency su sabato, 26 gennaio 2019

“I primi segnali sui risultati dell’anno 2018 dell’industria editoriale libraria evidenziano una sostanziale tenuta del settore nel quadro di un generale rallentamento dell’economia ma questo non basta: occorrono misure forti per ridare centralità alla lettura nel futuro del Paese”. È l’appello lanciato dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi al Governo nel corso dell’incontro convocato dal Ministro Bonisoli con l’industria editoriale per discutere delle prospettive del settore.“Per questo – ha proseguito Levi – è fondamentale sostenere e allargare la domanda di cultura. I linguaggi ormai sono i più diversi: in molti di questi settori si è già intervenuti. Considerata l’importanza del libro è indispensabile una politica che rafforzi libro e lettura, a partire dalla conferma della 18app, che si è rivelata uno strumento prezioso, e dalla straordinaria iniziativa di promozione della lettura che, da quattro anni, è #ioleggoperché. Non chiediamo contributi per gli editori ma promozione della lettura, sostegno – anche fiscale – a librerie e biblioteche, investimenti per l’innovazione”.“Il libro – ha proseguito – è un elemento fondamento della società della conoscenza. É uno strumento di cittadinanza. Per questo va riaffermato il suo valore nell’istruzione e nella formazione lungo tutto l’arco della vita, per garantire democrazia e competenze necessarie per lo sviluppo nella società della conoscenza. E’una battaglia di civiltà in cui muoversi insieme e davvero con forza”.

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Avvicinare i cittadini alla lettura dei giornali

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

“Intensificare la promozione presso i Comuni italiani delle indicazioni del Protocollo d’intesa Fieg/Anci per favorire il rinnovamento del ruolo e della funzione delle edicole e per affiancare a questa attività iniziative condivise per avvicinare i cittadini alla lettura dei giornali.” Con questo impegno, il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il coordinatore delle Città metropolitane, Dario Nardella, sindaco di Firenze, hanno illustrato a Rimini, nel corso dell’Assemblea nazionale dell’Anci, le iniziative programmate e gli sviluppi dell’accordo Fieg/Anci. Il presidente della Fieg ha voluto sugellare l’intesa, consegnando una medaglia al presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro come ringraziamento a tutti i sindaci impegnati nella lotta contro il degrado e in particolare al sindaco Cesare Mason di Piombino Dese per la sua risposta civile all’inciviltà.
L’accordo Anci-Fieg prevede iniziative volte a: ridurre i canoni delle edicole per le occupazioni di suolo pubblico; esonerare dall’imposta le locandine editoriali dei quotidiani e dei periodici esposte nei locali pubblici; ampliare le categorie di beni e i servizi offerti dagli edicolanti a cittadini e turisti (pagamento ticket, prenotazioni visite mediche, spedizioni e recapiti corrispondenza, eccetera), garantendo che la parte maggioritaria del punto vendita sia comunque destinato alla stampa; assicurare una presenza capillare delle edicole, anche nelle aree periferiche; individuare criteri volti alla liberalizzazione degli orari e dei periodi di chiusura dei punti vendita con l’obiettivo di garantire la presenza di rivendite di giornali in ogni momento possibile; riqualificare e ridefinire ruolo e funzione dei punti vendita con politiche di sostegno per la ristrutturazione/sostituzione dei manufatti.Con l’intesa di implementazione dell’Accordo firmata a Rimini la Fieg si impegna a supportare le campagne di Anci di educazione al civismo.L’Anci si impegna a sostenere e promuovere, attraverso eventi pubblici e campagne di comunicazione, le iniziative realizzate da Fieg di educazione alla lettura di quotidiani, periodici e libri, e di allargamento della platea dei lettori, soprattutto giovani.
Anci e Fieg si impegnano a favorire convenzioni tra Comuni ed editori associati per la pubblicazione di informazioni istituzionali e a promuovere, anche con il coinvolgimento di altri soggetti interessati, un evento annuale nazionale sulla situazione dell’editoria, con focalizzazione su quella di livello regionale e locale, e sull’impatto della normativa di settore per i rispettivi ambiti di interesse.

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Il culto della lettura e la forza della meditazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Leggere, scrivere e meditare sono le opportunità che possono raggiungere solo poche persone in una società come la nostra in cui il ritmo della vita, non solo è frenetico ma invasato dal demone del denaro che ci acceca e ci rende perversi, egoisti e homo homini lupus, ci assegna ben poco tempo per una serena e pacata riflessione su di noi, sul nostro essere e divenire.
Io ho cercato, sovente non riuscendovi, più per necessità che per libera scelta di sottrarmi da questa tela di ragno del contingente che mi avviluppa e tende a soffocarmi. E’ che se non lavoro, e mi faccio sfruttare, la mia esistenza verrebbe posta in serio pericolo. Vivo se mi considerano utile e se produco ricchezza per gli altri, beninteso, mentre a me restano solo le briciole. Cosa mi rimane se non la strenua ricerca di un mio spazio vitale nel quale rifugiarmi a leggere e a meditare anche se in condizioni di precarietà? Ora che sto facendo un piccolo bilancio della mia vita mi sembra un miracolo che io possa aver letto tanto, scritto tanto e anche meditato. Ancora mi chiedo perplesso come io possa essere riuscito nell’impresa pensando ai miei 120 libri, ai migliaia di articoli redatti e nell’aver svolto tantissimi impegni nel sociale a titolo rigorosamente gratuito. Nel loro insieme posso dire che sono stati il frutto delle mie letture, riflessioni, creazioni nate a volte, così per caso o dalla mia innata curiosità letteraria, scientifica e parascientifica. Uno scibile che dominava il mio pensiero e che, a mio avviso, avrebbe avuto un suo naturale epilogo, con l’avanzare degli anni, potendoli curare meglio e spurgargli dagli inevitabili strafalcioni dovuti soprattutto dalla fretta di scrivere. Ci fu nel mezzo un libro che non avrei voluto mai scrivere. Fu quello su mio figlio morto prematuramente a trent’anni. Lo titolai: “Chi sei? Dove vai?” Era diventato improvvisamente la prova provata della caducità della vita e della sua fatale precarietà. A che serve mi sono chiesto, e continuo a pensarlo, tanto fervore, tanta voglia di leggere e conoscere se improvvisamente si può chiudere il capitolo della propria vita e quella dei propri cari in maniera tanto brutale quanto inaspettata?
Guardo la mia e quella di mio figlio librerie gravide di libri, di classici, di narrativa, di saggistica, di fantascienza, di letteratura, ecc. e mi chiedo che senso può avere averli lì muti testimoni di tante tragedie umane. Impotenti a lenirne il dolore. Incapaci di trasmettere il sentimento che potevano aver suscitato nei precedenti lettori ma non certo per loro demerito. (Riccardo Alfonso)

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La lettura dei nostri padri per i nostri figli nella catena del pensiero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 luglio 2018

La lettura è stata, per molte generazioni lo stile di vita di chi riempiva la propria solitudine con la meditazione e l’immaginazione. Quante volte, infatti, i personaggi erano soliti uscire dalle pagine di un libro e diventare reali? Era un modo per materializzare una prosa a tratti arida e che pure faceva muovere i personaggi che descriveva a volte sin nei minimi particolari e metteva a nudo i loro più riposti segreti.
Forse così è nato il teatro con il guitto che scendeva nell’arena e si immedesimava nella parte del narratore recitante e chi l’ascoltava ritornava al racconto e gli dava un senso, lo vedeva materializzarsi sotto gli occhi e lo seguiva ancor meglio mentre le parole uscivano dalla loro prigione nel chiuso di una pagina tra le tante che ispessivano la pubblicazione.
Oggi questa trasposizione in alcuni casi è impraticabile per via del ritmo che abbiamo imposto al nostro vivere tra il lavoro, le piccole faccende casalinghe, gli affetti familiari che richiedono tempo e attenzioni e quant’altro.
Nell’ecclettismo spaventevole del pensiero contemporaneo è sterile pretesa quella di rincantucciarsi in un angolo e di là occhieggiare umile e incapace di liberi voli perché una lettura può diventare un lusso che non possiamo più permetterci.
Mi riferisco, ovviamente, ai libri letterari, a una letteratura colta, al riaccostarsi ai classici, a farne un motivo di personale appagamento nella maturità e non certo in quel tempo dove si studia e si legge per imposta necessità e non per libera scelta.
E’ un discorso che non è rivolto solo agli altri ma include anche me. Ora credo di essere giunto a qualche pratico risultato usando razionalmente un metodo che molti praticano, ma non tutti bene. Mi servo, cioè, di una sorta di diario quotidiano, non fatto di date, di titoli e di appunti, ma di cose intime e personali, di tutto quel mondo fuggevole di impressioni e di meditazioni e di desideri e di sogni che sorge e s’illumina nelle nostre ore più inerti.
Del libro letto e del sentimento provato, non mi curerò di catalogare il tempo e la durata e l’origine ma la intensità, la forza di gaudio o di sofferenza. Avrò come un termometro graduale e ogni giorno ascendente del mio spirito.
Allora ogni più fugace e labile lettura troverà modo di mutarsi in elemento della mia cultura e della mia intelligenza. Acquisterò una sempre più interiore abitudine all’analisi, alla scelta, alla riflessione, alla sintesi, in quel cercare e sognare ciò che più vicino mi è e più utile, e insieme una sempre più industre facilità nel rendere per iscritto i miei più minuti pensieri. Da qui parte la voglia di dare contenuti rappresentativi che permettano di comunicare, di spiegare, di dare un senso alla vita, di saggiare i sentimenti e di renderli ove possibile condivisibili.
E qui entro immancabilmente nel suggestivo mondo dell’arte e dove ogni arte manifesta il desiderio di accostarsi all’arte sorella. I pittori introducono gamme musicali, gli scultori del colore della pittura, i letterati dei mezzi plastici nella letteratura e gli altri artisti calcano le scene e danno corpo alle nostre fantasie. (Riccardo Alfonso)

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Il Centro per il libro e la lettura al Salone Internazionale del Libro di Torino

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2018

Torino Nei giorni del Salone, dal 10 al 14 maggio al Lingotto di Torino, il Centro per il libro e la lettura dà appuntamento a tutti gli amanti dei libri, ai curiosi, a chi cerca un motivo in più per iniziare a leggere o per leggere ancora di più, e invita a seguire i numerosi approfondimenti proposti.
Il Centro per il libro e la lettura, istituto autonomo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, partecipa al Salone internazionale del Libro di Torino per presentare e diffondere il proprio lavoro di valorizzazione e rilancio della lettura, ampliare il coinvolgimento attivo del pubblico più diverso, come anche per sottolineare il legame speciale con il mese in cui si svolge la manifestazione, lo stesso che dà il nome alla principale campagna organizzata dal Centro per il libro fin dal 2011: il Maggio dei Libri. Giunto quest’anno all’ottava edizione – il claim è Vo(g)liamo leggere –, il Maggio dei Libri ha l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile di un Paese; a questo scopo vengono coinvolti in tutta Italia soggetti pubblici e privati in una rete condivisa di eventi che mette insieme enti locali, associazioni culturali, editori, librai, insegnanti, bibliotecari, studenti, lettori, festival, supermercati, centri commerciali.
A cominciare dal ciclo Educare alla lettura (da giovedì 10 a lunedì 14 maggio): 18 incontri di formazione per insegnanti, bibliotecari ed educatori organizzati da Salone Internazionale del Libro, Centro per il libro e la lettura e AIB (valido ai fini della formazione del personale docente della scuola), incentrato sui fondamenti dell’educazione alla lettura e declinato attraverso tematiche diverse (dettagli e programma completo qui). In particolare, all’interno di questo ciclo, il 10 maggio è da non perdere il focus Si rafforza, brilla, incanta, su La letteratura attraverso personaggi indimenticabili (ore 12, Sala Blu), dedicato agli studenti delle scuole superiori (a cura del Centro per il libro e dell’Atlante digitale del Novecento letterario). I ragazzi insieme a Carlo Albarello, Paolo di Paolo, Natascia Tonelli e altri ospiti racconteranno i propri eroi narrativi, della letteratura del Novecento o contemporanea, quelli che più li hanno affascinati e si sono impressi nella memoria.

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Ai bambini piace (tanto) leggere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 marzo 2018

Quasi 7 su 10, per la precisione il 69% degli 0-13enni, apprezzano i libri più della media («molto» + «abbastanza»). Sono le prime indicazioni che emergono dall’indagine presentata oggi a Tempo di Libri, la Fiera internazionale dell’Editoria in programma fino al 12 marzo a fieramilanocity a Milano. La ricerca, sviluppo dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sui consumi culturali, condotta in collaborazione con Pepe Research, fotografa la fascia dei lettori tra 0-13 – e, con un focus specifico che colma il vuoto di informazioni sulle abitudini di lettura, generi e numero di libri (o ebook,) letti, rapporto con i genitori in questa attività e con le tecnologie che ci sono nella fascia 0-5 anni, configurandosi come un vero e proprio osservatorio da cui indagare gli andamenti della lettura nella fase più delicata che delinea lo spartiacque dal diventare da grandi lettori o non lettori.
La lettura però fa parte della vita di quasi tutti i bambini. Se sono il 69% i bambini che amano tanto leggere, è però l’82% degli 0-13enni che nei 12 mesi precedenti ha sfogliato un albo illustrato, letto un libri di carta o tattile, letto un ebook, un audiolibro, usato un’app a contenuto editoriale (mentre la media italiana nella fascia 14-75 anni è 65%). È il 59% dei bambini 0-3 anni a «leggere» (o a manipolare libri tattili, libri attivi, pop-up, ecc.), che sale al 92% di quelli tra 4 e 6 anni, per poi iniziare a calare: 91% tra 7 e 9, l’88% tra i 10-14enni
Ma come leggono i più piccoli? Il bambino ricerca una prima autonomia nella lettura già tra i 4-6 anni (il 3%), ma è tra i 7-9 anni che l’indipendenza raggiunge il 33% fino a esplodere all’84% tra i 10-13enni. Ci sono differenze tra maschi e femmine. Alcuni elementi caratterizzano i comportamenti di lettura anche tra i più piccoli, come la prevalenza della lettura dei libri di carta tra le bambine (li scelgono il 77% delle bambine e il 75% dei maschi). Il 19% dei maschi utilizza le App, mentre le ragazze si fermano al 9%. Gli e-book sono letti dal 13% dei maschi e dal 9% delle femmine.
Con il crescere insieme dell’età è la lettura di e-book a conquistare attenzione: coinvolge l’1% dei bambini tra i 4-6 anni, diventa il 10% tra i 7-9enni, fino a raggiungere il 25% dei 10-13enni. Anche l’uso delle App subisce una crescita dal 2% dei più piccoli (0-3 anni) al 22% dei 4-6 anni, per attestarsi al 21% tra i 7-13enni.
Nelle fasce 4-6 e 7-9 anni i lettori sono 9 su 10: il 92% dei bambini in età prescolare e il 91% di quelli ai primi anni delle elementari.Qual è il ruolo che gli adulti svolgono nella lettura dei figli? Quasi sei bambini su dieci (il 59%) leggono i libri con gli adulti. La presenza del genitore è più forte soprattutto tra i più piccoli: tra 4-6 anni leggono insieme a un adulto quasi la totalità dei bambini (il 97%); percentuale che si riduce al 79% appena il bambino acquisisce le prime competenze alfabetiche in questo modo inizia a esercitare pienamente la sua autonomia tra i 7-9anni. Ma con chi leggono? La maggioranza con la mamma (il 59%) ma anche con entrambi i genitori (il 34%). Meno incisiva l’incidenza degli insegnanti: un bambino su due tra i 7 e i 13 anni non legge libri (esclusi quelli scolastici, ovviamente) suggeriti dai docenti. Si tratta per la precisione del 52% dei bambini, percentuale che sale al 64% tra i 7-9 anni. Sono le età in cui i bambini preferiscono scegliere i libri da soli (per il 54%) o insieme ai genitori (il 43%).La ricerca rileva non solo la lettura ma anche i comportamenti dei più piccoli rispetto dell’ambiente che li circonda.
La tecnologia in casa fa parte della loro vita: otto bambini su dieci tra i 7-9 anni utilizza gli smartphone e di questi il 32% lo fa già da solo. L’indipendenza è ancora maggiore tra i 10-13 anni in cui il 91% dei bambini usa gli smartphone, e di questi il 79% lo fa in completa autonomia. Del resto quasi un genitore su tre (il 31%) acquista oggetti tecnologici per la casa soprattutto per i figli (il 4% su loro richiesta e il 24% anche se non richiesti).«Disporre di un osservatorio che prende in esame i comportamenti di lettura anche delle fasce dei bambini più piccoli – ha detto la responsabile del Gruppo Editori per Ragazzi AIE, Beatrice Fini – è fondamentale per tutto il settore, oltre che per gli editori che concentrano il loro catalogo e la loro produzione su queste fasce di età. È fondamentale, perché permette di monitorare età e comportamenti mai prima indagati nella relazione che i bambini hanno con le varie forme di lettura, con i genitori e con gli adulti: insegnanti, mondo della scuola, biblioteca. Nella loro relazione con le tecnologie e le altre modalità di occupare il tempo libero. Nel comprendere dove e come i genitori si procurano i libri per i loro figli e come si informano. È importante individuare le politiche efficaci perché cresca l’intensità di lettura, cioè il numero di libri letti, in queste fasce di età che determineranno poi, proprio da questo comportamento, il futuro stesso delle nuove generazioni».

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