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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘leva’

Istruzione quale leva per lo sviluppo e la democrazia

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Venerdì 16 aprile 2021 – ore 18.00 In diretta streaming sul canale YouTube UCID Padova. Prosegue il ciclo di incontri proposti dalla sezione UCID di Padova in programma per l’Anno Sociale 2021, su Istruzione quale leva per lo sviluppo e la democrazia. Un tema importante e delicato che in questo anno di pandemia si trova al centro di gravi problematiche, cariche di conseguenze per le generazioni di futuri lavoratori. Un tema su cui i Soci UCID desiderano riflettere anche grazie alla presenza di illustri Ospiti, partendo dal presupposto che istruzione e lavoro sono due facce della stessa medaglia.«L’obiettivo è quello di indagare su come stanno evolvendo le esigenze dell’impresa in termini di competenze e profili professionali – anticipa Massimo D’Onofrio, Presidente UCID Padova –, se e come si adeguano i programmi formativi, il ruolo del sindacato, alla luce dei nuovi paradigmi imposti dalla quarta rivoluzione industriale e dalle condizioni post pandemiche. Ancorché oggi non siamo in condizione di disegnare una buona parte dei nuovi lavori di cui ci sarà bisogno in un prossimo domani, avendo coscienza della ineludibilità dei cambiamenti in corso, dovremmo fare qualcosa per predisporre una risposta coordinata, a dispetto di una burocrazia che fa buona guardia a difesa di equilibri ormai superati.»I tre relatori invitati – Roberta CALLEGARO, Direttore Scuola Professionale Pd e Progetti Speciali Enaip Veneto; Federico DE STEFANI, Presidente e A.D. Sit spa; Christian FERRARI, Segretario Generale CGIL Veneto – nel prossimo incontro che si terrà venerdì 16 aprile dalle ore 18 in diretta streaming sul canale Youtube UCID Padova, porteranno il loro contributo sull’evoluzione dei percorsi formativi, sulle necessità dell’impresa in termini di competenze e profili professionali, sul ruolo del sindacato alla luce dei nuovi paradigmi imposti dalla quarta rivoluzione industriale e dalle condizioni post pandemiche per identificare sinergie e tratti di collaborazione trasversali.

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Militari e morti sospette

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

“La morte di Emanuele Scieri rappresenta solo uno dei tanti casi di “morti sospette” che in quegli anni funestarono le caserme d’ tutta Italia” Lo dichiara Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti dei militari. “Sono purtroppo ancora numerosi i casi dei militari deceduti in condizioni misteriose che non sono mai stati definitivamente chiariti. Negli anni che precedettero la ristrutturazione delle Forze armate, e l’abolizione della leva, il caso del giovane paracadutista Scieri, morto misteriosamente 10 anni fa, e ripreso da alcune testate giornalistiche proprio in questi giorni, fu oggetto di un ampio dibattito parlamentare ma quella morte – prosegue Comellini – non fu l’unica che in quegli anni suscitò un certo scalpore. Prima ancora di Scieri, la notte fra il 9 e il 10 giugno 1998, quattro militari di leva in servizio presso il 14° Reggimento Alpini, Battaglione “Tolmezzo” della Brigata Julia, di stanza a Venzone UD (Caserma “Manlio Feruglio”) trovavano la morte in condizioni, che a distanza di oltre 10 anni, restano ancora avvolte dal più assoluto mistero. Come i Genitori di Scieri, – aggiunge Comellini – anche quelli degli alpini Roberto Garro, Giovanni Lombardo, Andrea Cordori e Mirco Bergonzini, attendono ancora  di conoscere la verità sulla morte dei loro figli. Lo Stato- conclude Comellini – non può e non deve sottrarsi all’obbligo di fornire risposte e accertate responsabilità”.

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30mila militari in attesa di destinazione

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2009

Gli onorevoli del Pd Turco Maurizio, Bernardini Rita, Beltrandi Marco, Farina Coscioni Maria Antonietta, Mecacci Matteo e Zamparutti Elisabetta hanno nei giorni scorsi presentata una interrogazione a risposta scritta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al ministro della difesa per sapere il motivo per cui vi sono 30 mila unità di personale dell’Esercito poco utilizzate: si tratta dei sottufficiali che gestivano gli uffici di leva mentre in altri ambiti è notevole la carenza di peronale. Non solo. Chiedono di sapere con quali mansioni, le 30 mila unità di personale dell’Esercito dell’Aeronautica, della Marina dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di finanza, poco utilizzate sono ora impiegate. Non vi è dubbio che il loro mancato utilizzo costituisce un costo indebito per le casse dello Stato.   (4-03699)

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