Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘lezioni’

M5S Lombardia: Inaccettabili lezioni del PD sulla povertà

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

Milano. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione del PD, emendata dall’Assessore regionale al Lavoro Melania Rizzoli, sul reddito di cittadinanza che invita la Giunta regionale ad applicare al meglio la misura in Lombardia anche valutando gli strumenti di sostegno già esistenti.Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, “Con questa mozione il PD chiede conto in Lombardia del reddito di cittadinanza e vorrebbe spiegare al M5S come applicarlo al meglio.Le loro lezioni sul sostegno ai più deboli non sono assolutamente credibili, hanno smantellato il Paese e impoverito le famiglie dimostrando tutta la loro incapacità amministrativa.Sul reddito sono ancora confusi nonostante abbiano presidenti di Regione che, con i loro Assessori, hanno incontrato il Ministro Di Maio per collaborare alla realizzazione del reddito. Proprio non ce la fanno, è chiaro che non hanno nessuna idea di cosa sia la povertà.Li invito a provare a vivere con meno di 780 euro al mese come migliaia di lombardi che hanno fatto domanda per il reddito”.Andrea Fiasconaro, consigliere regionale del M5S Lombarda, aggiunge: “I Presidenti di regione e l’Assessore Rizzoli hanno spiegato che sul reddito di cittadinanza la collaborazione con il Governo è costante, proficua e positiva. Siamo stati i primi a chiedere che la nostra misura funzioni al meglio in Lombardia e da qui il nostro voto favorevole alla mozione emendata.Il dibattito in aula è stato inaccettabile, con il reddito paragonato addirittura al voto di scambio. Il reddito di cittadinanza è una legge dello Stato che deve essere rispettata, così come la dignità delle persone in difficoltà.Non accettiamo che chi ha governato fino all’altro ieri arrivi in aula con la soluzione a tutti i problemi che non è mai stato in grado di risolvere.Il reddito di cittadinanza del M5S servirà a ricollocare migliaia di persone in difficoltà e la lotta alla povertà per il M5S va affrontata con serietà e impegno”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“Lezioni da un decennio di piani di salvataggio per le banche”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

A cura di Mark Burgess, Vice CIO Globale e CIO EMEA. A un decennio di distanza, in alcune delle maggiori economie le banche si sono ampiamente riprese dalla crisi finanziaria globale. In altre, tuttavia, l’eredità lasciata dagli attivi deteriorati continua a soffocare il sistema bancario, intralciando il motore della crescita economica. Questo divario è dovuto in ampia misura agli approcci divergenti adottati dai vari governi per ricapitalizzare le rispettive banche dopo la crisi ed è dipeso, in particolare, dalla volontà degli stessi di affrontare i problemi in maniera approfondita e tempestiva.
Gli Stati Uniti riconobbero velocemente la portata della crisi e reagirono con il piano di aiuti TARP (Troubled Asset Relief Program) a ottobre del 2008. L’intero settore bancario fu costretto ad accettare iniezioni di capitale dalla Federal Reserve. In breve tempo, tale intervento permise di sostenere la fiducia del mercato, consentendo alle banche di assorbire rapidamente le ingenti svalutazioni nei rispettivi portafogli di mutui subprime e le perdite registrate dai portafogli prestiti sulla scia del deterioramento dell’economia statunitense.
Il Regno Unito adottò un approccio simile. Il governo iniettò capitale negli istituti più in difficoltà, in particolare RBS e Lloyds, istituendo un piano di protezione dai titoli tossici garantito dallo Stato. Due istituti di credito ipotecario in dissesto, Northern Rock e Bradford & Bingley, furono inseriti in un sistema di classificazione di tipo “good bank/bad bank”, con il trasferimento dei titoli deteriorati a UK Asset Resolution, controllata dallo Stato. Contestualmente, la Bank of England mise a disposizione liquidità illimitate per far fronte ai timori legati alla solvibilità.Inizialmente, l’Irlanda garantì i debiti di tutte le sue banche, sottoponendo a forte pressione il bilancio dello Stato. Successivamente, verso la fine del 2009, il governo decise di spostare i titoli problematici in una struttura di dismissione garantita dallo Stato, la National Asset Management Agency. Le cosiddette “good bank” (banche solide) ricevettero iniezioni di capitale, mentre gli attivi tossici furono acquistati dalla NAMA al valore di mercato o quasi, lasciando un po’ di respiro per consentire la ripresa delle banche ristrutturate. Tuttavia, la ricapitalizzazione delle banche irlandesi provocò enormi buchi di bilancio.Nel resto d’Europa non vi fu un approccio uniforme alla ricapitalizzazione. Istituti come UBS, ING e KBC vennero ristrutturati con piani ad hoc, ma in linea generale si può affermare che i governi, le banche centrali e le autorità di regolamentazione del Vecchio Continente siano stati più lenti nell’affrontare la debolezza sistemica dei rispettivi apparati bancari. Di conseguenza, molti istituti restarono paralizzati dalla mole di crediti incerti e deteriorati, innescando una flessione dei prestiti all’economia reale.Nel 2012, iniziando a riconoscere la gravità del problema, la Spagna istituì una “bad bank”, Sareb, votata a ricevere oltre 50 miliardi di euro di attivi immobiliari tossici che gravavano sui suoi prestatori commerciali. Questa mossa permise al settore bancario spagnolo di rafforzarsi, nonché di ricapitalizzare i bilanci degli istituti, sancendo l’inizio della ripresa per il paese.
In Italia il quadro è alquanto diverso, poiché i problemi delle sue banche non sono mai stati affrontati in maniera esaustiva. Sono state promosse unicamente soluzioni ad hoc per istituti come Monte dei Paschi e le banche venete, senza nessun intervento di ricapitalizzazione approfondito.La Germania ha avuto grossi problemi con la sua rete di banche locali all’ingrosso controllate da enti locali (Landesbanken), che avevano investito somme cospicue in attivi immobiliari tossici statunitensi. Quando i problemi hanno iniziato a emergere, diverse Landesbanken sono andate in fallimento e hanno richiesto l’intervento del governo in vista della ricapitalizzazione. Nel settore bancario privato tedesco, la situazione più grave ha riguardato Commerzbank, anch’essa salvata dallo Stato.
A un decennio di distanza, lo stato di salute delle banche di questi paesi riflette ampiamente i diversi approcci adottati dai governi per la ricapitalizzazione dopo la crisi finanziaria globale. Le banche statunitensi si sono rimesse rapidamente, sostenute dalle brillanti performance economiche a livello nazionale. Oggi vantano solide situazioni patrimoniali, come dimostrato dagli stress test periodici della Fed, ed esibiscono quote di utile distribuito superiori al 100%, in altre parole restituiscono l’eccedenza di capitale agli azionisti.
I bilanci delle banche inglesi appaiono in salute e capaci di sopravvivere a un’uscita disordinata dall’Unione europea, stando ai recenti stress test della BoE. Le banche esibiscono un eccesso di capitale che potrebbe essere restituito agli azionisti, ma la ripresa degli utili dopo la recessione ha risentito pesantemente dei conduct costs, essenzialmente legati alla vendita impropria di assicurazioni sulla protezione dei pagamenti (PPI). Ciononostante, questo fattore è destinato a venire meno a breve, considerando che la scadenza per la presentazione di reclami connessi a prodotti PPI è agosto 2019.
In Europa continentale il quadro è molto più variegato. I grandi istituti che hanno beneficiato di piani di salvataggio su misura, tra cui ING, UBS e KBC, si sono ripresi relativamente in fretta. Analogamente, al momento le banche spagnole appaiono in buona salute, dopo la decisione del governo di trasferire i titoli problematici a Sareb e ristrutturare il settore.Per contro, il sistema bancario tedesco deve ancora riprendersi del tutto e l’Italia non ha affrontato il problema degli attivi tossici delle banche. Di conseguenza, questi paesi non sono in grado di sostenere la crescita: l’economia dell’eurozona è finanziata per due terzi dalle banche e le PMI rappresentano una porzione analoga dell’economia italiana, eppure il volume di prestiti bancari a tali soggetti è in calo da 10 anni a questa parte.È evidente che l’approccio adottato dagli Stati Uniti per ricapitalizzare il sistema bancario dopo la crisi finanziaria globale ha permesso di assorbire le perdite e di continuare a erogare prestiti nell’economia reale, stimolando la crescita delle società e il PIL negli anni successivi la crisi. La situazione è invece ben diversa in Europa, dove gli effetti a catena del mancato supporto delle banche alle PMI hanno fatto sì che, nel complesso, la crescita del PIL abbia segnato il passo rispetto a quella di USA e Regno Unito per gran parte del periodo successivo alla crisi finanziaria globale.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | 1 Comment »

Le amare lezioni del protezionismo

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

Se gli Stati Uniti, la prima potenza economica e militare mondiale, lanciano una politica protezionistica imponendo alti dazi sulle importazioni, evidentemente intendono iniziare una vera e propria guerra commerciale. Le recenti dichiarazioni di Trump nei confronti della Cina e dell’Unione europea ne sono la prova.
Eppure Washington sa che, quando in passato sono state introdotte simili politiche, esse hanno soltanto esacerbato le crisi in corso aggravando le tensioni politiche internazionali.
Ciò avvenne dopo il crollo di Wall Street del 1929 con la conseguente Grande Depressione. Nel 1930 il presidente Herbert Hoover e, più ancora, il Congresso americano, allora dominato dal Partito Repubblicano, approvarono la legge Smoot-Hawley Tarif Act (dai nomi dei due parlamentari che la presentarono) che impose pesanti dazi su oltre 20.000 prodotti d’importazione.
Si trattò di una specie di “America First” che avrebbe dovuto rilanciare produzioni, consumi e occupazione, sbarrando la strada ai prodotti provenienti da altri paesi. Fu la risposta negativa all’appello generale fatto in precedenza, nel 1927, dalla Lega della Nazioni, precursore dell’ONU, che, al contrario, chiedeva di “porre fine alla politica dei dazi e di andare nella direzione opposta”. Fino allora gli Usa avevano avuto una bilancia commerciale positiva, con un surplus delle esportazioni. I dazi imposti sui beni inclusi nella lista, che mediamente erano del 40,1% nel 1929, raggiunsero il livello di 59,1% nel 1932, con un aumento del 19%.
Ovviamente su tali politiche restrittive sono stati fatti molti studi. Però nessuno mette in discussione l’effetto recessivo e depressivo provocato dai dazi.
Nel quadriennio 1929 – 1933 le importazioni americane diminuirono del 66% e le esportazioni scesero del 61%. Anche l’export-import con l’Europa crollò. Il Pil Usa passò da 103 miliardi di dollari del 1929 a 76 nel 1931 e a poco più di 56 nel 1933. Anche il commercio mondiale nel suo insieme si ridusse di circa il 33%.
Nello stesso periodo la disoccupazione americana salì dall’8% del 1930 al 25% nel 1933. Questa tendenza cambiò solo durante la seconda guerra mondiale con la grande mobilitazione produttiva bellica.
Purtroppo oggi c’è la tendenza a ignorare le lezioni del passato.
Gli Usa e le corporation americane sono stati loro a iniziare la cosiddetta politica dell’outsorucing e a portare all’estero le produzioni di componenti di prodotti manifatturieri, perché c’è mano d’opera a basso costo.
E’ stata la Federal Reserve a inondare il mondo, soprattutto le economie emergenti, con tanta liquidità a bassissimi tassi d’interesse. Fu il famoso Quantitative easing che ha favorito gli acquisti all’estero di beni da parte delle imprese americane e ha sostenuto al contempo i consumi interni. Al contrario i paesi emergenti hanno visto crescere i loro debiti e hanno accentuato la propria destabilizzazione finanziaria.
L’economia è stata quindi messa sottosopra, generando deficit enormi nella bilancia commerciale americana e di molti altri paesi. Si consideri che nel 2006 negli Usa esso era di 762 miliardi di dollari e nel 2017 era ancora di 566 miliardi. Però il deficit commerciale del settore dei beni reali va ben oltre gli 810 miliardi di dollari.
Di conseguenza anche il budget federale Usa è andato in tilt con deficit strepitosi: oltre 1400 miliardi nel 2009, 1300 miliardi nel 2011 e ancora 665 nel 2017. Quest’anno dovrebbe salire a oltre 830. Tali politiche hanno portato a un grande indebitamento americano anche verso l’estero, in particolare verso la Cina, che detiene circa 1.000 miliardi di dollari in obbligazioni del Tesoro Usa, evidentemente emesse per coprire i deficit di bilancio.
Purtroppo Washington si sta muovendo come un elefante in un negozio di porcellane. Provoca tensioni con i partner commerciali, a cominciare dalla Cina e dall’Ue, e nello stesso tempo continua a esporsi con deficit e debiti che il resto del mondo dovrebbe in certo qual modo garantire. C’è il forte timore che un qualsiasi evento non prevedibile in campo economico e finanziario possa generare guerre commerciali e monetarie con conseguenze incalcolabili. Ovviamente non solo negli Usa. (Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ciclo di lezioni prof. Gerald Epstein

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 giugno 2017

Roma Lunedì 5 Giugno 2017, ore 10:30 / 12 Giugno 2017 Scuola di Economia e Studi Aziendali Via Silvio D’Amico 77.Il prof. Gerald Epstein (Professor and Co-Director PERI – Political Economy Research Institute- UMassAmherst, MA – US), nell’ambito del Dottorato in Economia, terrà un ciclo di lezioni sul tema “The Bankers Club and Rise of Right Wing Populism”.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Ciclo di lezioni prof. J. Mohan Rao

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 maggio 2017

Roma Lunedì 22 Maggio 2017, ore 10:30 / 9 Giugno 2017Scuola di Economia e Studi Aziendali. Via Silvio D’Amico 77. Il prof. J.Mohan Rao (UMassAmherst, MA – USA), nell’ambito del Dottorato in Economia e del Master in Human Development and Food Security, terrà un ciclo di lezioni sui tem: “High Development Theory”, “Agricultural Development & Globalization e “Methodological Implications for Development Theory &Practice in XXI Century”.

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Tornano all’Università di Parma le “Lezioni aperte sulla globalizzazione”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

parma universitàParma dal 13 febbraio al 30 marzo, otto incontri organizzati all’interno del corso di Sociologia della Comunicazione (prof.ssa Vincenza Pellegrino) e aperti a tutti gli interessati. Gli incontri del primo ciclo si svolgeranno nell’Aula B (primo piano) del Palazzo centrale dell’Università di Parma, dalle ore 16.30 alle 19. Il via il 13 febbraio con “Cercare di salvarsi. Come interpretare le migrazioni forzate contemporanee: le instabilità neocoloniali, le rotte di fughe, le città dell’attesa, i nuovi muri e gli (im)possibili attraversamenti”. Secondo incontro il 20 febbraio: “Spostarsi in Europa nell’era Dublino. Come interpretare “l’andirivieni” migratorio tra politiche locali e desideri soggettivi”. Terzo appuntamento il 6 marzo con “Protestare insieme. Come interpretare i movimenti di protesta: il caso Lampedusa in Berlin e la co-costruzione di uno spazio pubblico per l’asilo”. Il ciclo si chiuderà il 20 marzo con “Nonostante tutto, rifarsi una vita e rigenerare la cittadinanza. Come interpretare le politiche dell’accoglienza alla luce di alcune sperimentazioni di accoglienza e con-cittadinanza”
Gli incontri del primo ciclo si svolgeranno nell’Aula B (primo piano) del Palazzo centrale dell’Università di Parma, dalle ore 16.30 alle 19. Il via il 13 febbraio con “Cercare di salvarsi. Come interpretare le migrazioni forzate contemporanee: le instabilità neocoloniali, le rotte di fughe, le città dell’attesa, i nuovi muri e gli (im)possibili attraversamenti”. Secondo incontro il 20 febbraio: “Spostarsi in Europa nell’era Dublino. Come interpretare “l’andirivieni” migratorio tra politiche locali e desideri soggettivi”. Terzo appuntamento il 6 marzo con “Protestare insieme. Come interpretare i movimenti di protesta: il caso Lampedusa in Berlin e la co-costruzione di uno spazio pubblico per l’asilo”. Il ciclo si chiuderà il 20 marzo con “Nonostante tutto, rifarsi una vita e rigenerare la cittadinanza. Come interpretare le politiche dell’accoglienza alla luce di alcune sperimentazioni di accoglienza e con-cittadinanza”
Il secondo ciclo si aprirà invece il 15 febbraio dalle ore 14.45 alle 17 nell’Aula dei Filosofi dell’Università di Parma (Palazzo centrale, via Università 12), con “Assia Djebar, Leila Sebbar e la forza del plurilinguismo”. Secondo incontro il 23 febbraio dalle ore 15.30 alle 17 al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani (v.le S.Martino 8 – Parma) con “Try-me. La soggettività femminile interculturale. Partecipazione, politica, coraggio di sé: donne allo specchio”. Terzo appuntamento il 13 marzo dalle ore 16.30 alle 18 con “Intercultura e stili di maternità (in luogo ancora da definire). Ultimo incontro il 30 marzo dalle ore 15.30 alle 17, nell’Aula B (primo piano) del Palazzo centrale dell’Università (via Università 12), con “I femminismi mediterranei e l’agency femminile che cambia, a partire dalla voce di Fatima Mernissi”
Il secondo ciclo si aprirà invece il 15 febbraio dalle ore 14.45 alle 17 nell’Aula dei Filosofi dell’Università di Parma (Palazzo centrale, via Università 12), con “Assia Djebar, Leila Sebbar e la forza del plurilinguismo”. Secondo incontro il 23 febbraio dalle ore 15.30 alle 17 al Museo d’Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani (v.le S.Martino 8 – Parma) con “Try-me. La soggettività femminile interculturale. Partecipazione, politica, coraggio di sé: donne allo specchio”. Terzo appuntamento il 13 marzo dalle ore 16.30 alle 18 con “Intercultura e stili di maternità (in luogo ancora da definire). Ultimo incontro il 30 marzo dalle ore 15.30 alle 17, nell’Aula B (primo piano) del Palazzo centrale dell’Università (via Università 12), con “I femminismi mediterranei e l’agency femminile che cambia, a partire dalla voce di Fatima Mernissi”
L’obiettivo specifico delle lezioni aperte è quello di coinvolgere nei corsi universitari – a fianco di ricercatori e scienziati sociali – persone che abbiano esperienza diretta dei fenomeni sociali analizzati: in questo ciclo di seminari, infatti, tra i docenti ci saranno anche richiedenti asilo e donne delle associazioni interculturali del territorio.
Le lezioni aperte non sono riservate ai soli studenti: tutti gli interessati sono invitati a partecipare. L’iscrizione non è obbligatoria ma gradita e permette anche di ricevere i materiali presentati negli incontri.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ciclo di lezioni sullo sviluppo sostenibile

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 novembre 2016

paolo-viRoma 1 dicembre 2016 ore 16:30 – 18:00 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta, 4 La Facoltà di Scienze Sociali della Pontificia Università Gregoriana ha voluto per questo dedicare il suo annuale ciclo di lezioni pubbliche a «Lo sviluppo sostenibile. Dalla Populorum Progressio ad oggi». Gli incontri, coordinati dal gesuita spagnolo Ferdinando de la Iglesia Viguiristi, si svolgeranno tra dicembre e maggio, il giovedì, dalle ore 16:30 alle 18:00.
Si affronteranno non solo tematiche di taglio storico quali la preparazione della Populorum Progressio (Diego Alonso Lasheras, S.I., Gregoriana), ma confronti tra la situazione mondiale di allora e quella odierna (Francesco Maria Sanna, “Sapienza” Università di Roma), la questione della fame nel mondo nel mondo contemporaneo (Carlo Cafiero, FAO), l’istituzione del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, recentemente riformato nel nuovo Dicastero per il servizio dello «sviluppo integrale dell’uomo» – espressione tratta proprio da Populorum Progressio (Flaminia Giovanelli, Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace), il rapporto tra crescita della popolazione e sviluppo (Emilia Palladino, Gregoriana), nonché gli obiettivi dello sviluppo sostenibile (Fernando de la IglesiaViguiristi, S.I., Gregoriana).
La recente istituzione della Giornata mondiale dei Poveri da parte di papa Francesco ha riportato l’attenzione sull’opzione preferenziale per gli ultimi e gli esclusi, una delle affermazioni fondamentali della dottrina sociale della Chiesa. Una tappa imprescindibile nel cammino della riflessione ecclesiale, che a tale opzione pose le premesse, fu l’enciclica Populorum Progressio del beato Paolo VI, sensibilizzato dai suoi viaggi in America Latina, Africa, India e Medio Oriente. Nel marzo 2017 ricorreranno 50 anni dalla promulgazione di quest’enciclica oggi riconosciuta come profetica per l’affermazione della necessità della giustizia sociale per un autentico sviluppo, e che tuttavia registrò allora dure critiche da parte di testate nazionali e di alcuni settori ecclesiali, paragonabili a quelle suscitate dall’enciclica Laudato Si’. (foto: Paolo VI)

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Lezioni a singhiozzo

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 ottobre 2016

scuolaIn ogni istituto mancano ancora tra i 4 e gli 8 supplenti annuali. Nelle grandi città non ci sono ancora le convocazioni: 50mila docenti precari in cattedra tra novembre e Natale. Gli Ambiti territoriali sono in questi giorni ancora alle prese con le rettifiche di utilizzazione, assegnazioni provvisorie e miglioramenti cattedre: a Roma, Napoli, Cagliari, Reggio Calabria, Milano e Torino non sono uscite neppure le convocazioni degli aspiranti alla nomina e le supplenze verranno affidate a novembre se non successivamente. Nel frattempo, non tutti i presidi hanno nominato il supplente sino all’avente diritto, soprattutto per coprire i vuoti sul sostegno, affidandosi in prevalenza agli insegnanti di “potenziamento”. Che dire, poi, della mancata collocazione nelle GaE dei docenti che hanno ottenuto un’ordinanza cautelare dai giudici? I dirigenti responsabili, a rischio di commissariamento, hanno introdotto una data off limits, oltre la quale hanno dato ordine ai propri uffici di non cambiare più l’assetto delle graduatorie.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): quei dirigenti Miur non si sono resi conto che stanno stoppando delle ordinanze cautelari emesse in tribunale, in particolare dal TAR del Lazio: presto, però, torneranno con i piedi per terra, perché all’ordinanza di un giudice non si può rispondere alzando le spalle. Non bastava, insomma, che i docenti precari ricorrenti si ritrovassero ad operare per un Miur che si ostina a non recepire la giurisprudenza del Consiglio di Stato. Vorrà dire che se la situazione non si sbloccasse nelle prossime ore, chiederemo pure pesanti condanne alle spese. La legge non è un’opinione: gli Ambiti territoriali la smettano di andare per conto loro e pensino a ricomporre le GaE in tempo reale, anche ogni ventiquattrore. La trascuratezza del Governo verso i precari è palpabile: si è appena certificato che un docente che ha svolto pochi giorni di supplenza all’inizio di questo mese, si vedrà riconoscere il pagamento solo alla fine del prossimo. Come farà, se privo di altri lavori o proventi, nei 50 e oltre giorni di attesa?

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lezioni-concerto per il 500° anniversario del Ghetto di Venezia

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

Chiesa_luterana_riesteRoma-Venezia. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (CELI), che riunisce le comunità luterane dell’intera penisola, annuncia che la sua Comunità di Venezia promuove – insieme a SAE Venezia, Beit Venezia e Medici Archive Project – una serie di quattro incontri, dedicati alle relazioni musicali tra mondo ebraico e mondo cristiano, in occasione dei 500 anni dalla fondazione del Ghetto di Venezia.In forma di lezioni-concerto – curate da Piergabriele Mancuso, Direttore del Centro Veneziano di Studi Ebraici Internazionali – gli appuntamenti daranno vita alla manifestazione Il linguaggio e la scrittura musicali quali mezzo e materia di dialogo interreligioso – Secoli XII-XIXIl programma di incontri – coordinato da Michaela Böhringer, Delegata per l’Ecumenismo della comunità luterana lagunare – si svolgerà presso la Chiesa in Campo Santi Apostoli, Cannaregio 4448 (cfr. paragrafo “Calendario delle lezioni-concerto”).
“Siamo felici di promuovere questa manifestazione, in occasione del cinquecentenario del Ghetto, per almeno tre motivi – spiega Michaela Böhringer della Comunità luterana di Venezia – Perché è segno della nostra amicizia nei confronti della comunità ebraica ed è stata ideata nel solco della tradizione di ecumenismo e dialogo interreligioso che da sempre caratterizza la nostra comunità e i luterani in Italia. Perché si svolgerà presso la nostra Chiesa, la cui storia è un simbolo di libertà religiosa. E perché avrà come filo conduttore la musica che accompagna da secoli la fede protestante e i suoi culti”.Come la fondazione del Ghetto fu segno tangibile di segregazione e subordinazione della minoranza ebraica nei confronti della maggioranza cristiano-cattolica, anche i luterani furono oggetto di periodiche vessazioni e repressioni, praticamente obbligati alla clandestinità e al silenzio: fino a quando, due secoli fa, poterono celebrare per la prima volta un culto proprio nella Chiesa di Campo Ss. Apostoli, sede dell’odierna manifestazione. E in cui, regolarmente si svolgono eventi musicali perché la musica – strumento potente della Riforma, con un circolo virtuoso che portò alla nascita e allo sviluppo di una innovativa e ricca cultura musicale europea – ha ancora oggi un enorme rilievo nella formazione e nella quotidianità dei luterani.Peraltro, nel periodo a cavallo tra ‘800 e ‘900, le comunità ebraiche, nel pieno di un’onda di revisione delle proprie antiche tradizioni, proprio nel repertorio musicale della tradizione protestante tedesca identificarono un modello cui attenersi.Un fenomeno che riguardò anche Venezia sia perché il suo Ghetto, da luogo di segregazione, divenne presto spazio di intensa interazione umana e culturale (non solo all’interno della comunità ebraica ma anche in relazione al mondo maggioritario), sia perché la laguna fu teatro di un costante ed esteso meticciato musicale in cui forme e contenuti musicali vennero vicendevolmente scambiati e fatti propri da gruppi sociali diversi.Calendario delle lezioni-concerto. Gli appuntamenti si svolgeranno sempre di martedì, alle ore 17.
1° marzo – Italkim, la più antica comunità della Diaspora: la radice giudeo-gregoriana del canto liturgico in Italia.
22 marzo – Amsterdam, il Levante, Venezia: città cosmopolita. Cosa resta del repertorio musicale del ghetto veneziano?
12 aprile – Il ruolo della musica nei processi di avvicinamento all’ebraismo: da Ovadiah ha-ger ai neofiti di Sannicandro Garganico
26 aprile – Fuori dal ghetto: la riforma dell’ebraismo europeo e la nascita del repertorio musicale colto.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

A lezione con le imprese

Posted by fidest press agency su martedì, 24 novembre 2015

la sapienzaSi è svolto lo scorso giovedì 19 novembre nella sala Convegni della Macro Area di Ingegneria dell’Università di Roma Tor Vergata il seminario, in occasione del quale è stato presentato ufficialmente il nuovo indirizzo Telecomunicazioni attivato presso il corso di studi della laurea e della Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale della stessa Università. Il progetto formativo, primo nel suo genere in Italia, è stato ideato e realizzato dal Prof. Francesco Vatalaro, Ordinario di Telecomunicazioni presso il Dipartimento di Ingegneria dell’ Impresa (DII) dell’ Università di Roma Tor Vergata. Il seminario, organizzato in collaborazione con l’ Associazione per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (AICT), Key4biz e Media Duemila, ha consentito ai partecipanti provenienti dal mondo accademico e dalle principali aziende italiane del settore ICT, di poter discutere e riflettere sulle opportunità di lavoro offerte dal mondo del lavoro nei prossimi anni, in particolare quello dell’ Information & Communication Technology (ICT), sui nuovi profili di ingegnere richiesti e in che modo il mondo accademico italiano può contribuire in un contesto socio-culturale sempre più “digitale”.L’evento è stato aperto dai saluti iniziali da parte del Prof. Nathan Levialdi (Direttore del DII), il quale ha ribadito “la necessità da parte dei neolaureati di possedere un giusto bilanciamento di conoscenze e competenze sia nelle aree principalemente tecniche (incluse le Telecomunicazioni) sia in quelle gestionali. A questa necessità vuole rispondere l’intero Corso di Laurea e di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale erogato dal nostro Dipartimento”. L’ Ing. Andrea Penza (Presidente AICT) ha sottolineato l’importanza di una stretta collaborazione tra il mondo universitario e il mondo delle aziende soprattutto nel settore dell’ ICT che ha assunto ormai una importanza sempre più rilevante. “Per questo motivo – conclude Penza – la Society AICT della Federazione AEIT, in qualità di organismo no profit che a livello nazionale raggruppa i maggiori esperti di ICT provenienti sia dal mondo accademico che da quello industriale, farà la sua parte ed è lieta di poter contribuire a questa importante iniziativa, unica in Italia”.
E’ stata la volta poi del Prof. Francesco Vatalaro (Università di Roma Tor Vergata) che ha introdotto l’attuale contesto in cui si inserisce il progetto formativo, evidenziando il “ruolo dell’intero settore ICT, fortemente legato alla crescita dell’intera eurozona e in grado di cubare quasi un terzo dell’ intero PIL europeo.” “In Europa entro il 2020 – prosegue Vatalaro – si stima una carenza di oltre 800.000 posti di lavoro nel settore ICT, nonostante l’impiego professionisti esperti del digitale cresca ogni anno del 4%. Stiamo assistendo ad una mancanza quantitativa dei nuovi esperti del digitale. Ma non solo. E’ anche quantitativa. Infatti dal punto di vista delle competenze, già da diversi anni si sta assistendo ad un cambiamento dei profili richiesti. La rivoluzione digitale in atto ha creato una crescente domanda di nuovi esperti del digitale con un forte focus sulla gestione, sulla conoscenza degli aspetti di business e sulla capacità di analisi dei dati. Si stima che entro il 2020 questi nuovi profili cresceranno del 44,2%.” “Per tali motivi – conclude Vatalaro – il mondo accademico deve tenere in forte considerazione questi nuovi elementi, rimanendo al passo dei tempi. L’indirizzo Telecomunicazioni del Corso di Laurea e Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale attivato presso il nostro Dipartimento di Ingegneria dell’ Impresa si prefigge proprio questi obiettivi ”.La Tavola Rotonda moderata da Raffaele Barberio (Direttore di Key4biz) ha visto la partecipazione di manager di importanti aziende italiane del settore ICT.

Posted in Cronaca/News, Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Siena Jazz

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2015

siena jazzDal 24 luglio al 7 agosto a Siena due settimane all’insegna del “fare musica” condividendo esperienze, confrontando linguaggi musicali e armonizzando le culture di paesi diversi, il tutto all’interno di una organizzazione della didattica altamente innovativa che conferma la prestigiosa istituzione senese come eccellenza europea nell’alta formazione musicale. Sono in programma 68 laboratori musicali, 2 lezioni al giorno di tecniche dell’improvvisazione applicate allo strumento, altrettante di musica d’insieme e, tra le novità, il Master di canto e il prestigioso Seminario speciale diretto da Enrico Rava: l’insegnamento fondante per tutti i corsi è l’acquisizione e la condivisione di esperienze, per cui ogni giorno gli studenti devono impegnarsi in due gruppi di musica d’insieme, con formazioni e docenti diversi, e in due lezioni di tecniche dell’improvvisazione applicata allo strumento, anch’esse con docenti diversi. Le classi di musica d’insieme sono coordinate dal docente che, oltre ad insegnare, suona e dirige la formazione come se fosse il leader del gruppo: una inedita occasione artistica per gli studenti e difficilmente riproponibile nelle altre scuole. Alla fine in due settimane le classi di musica d’insieme che vengono a comporsi sono 64, con scambi internazionali tra allievi e i musicisti: si crea così l’atmosfera di un vero e proprio Campo estivo,

Siena, ITA, 27.07.2008: Die -Seminari Senesi di Musica Jazz- finden seit 38. Jahren jeden Sommer und fuer zwei Wochen in Siena statt. Sie bieten an 200 jungen Musiker die Moeglichkeit  von renommierten  italienischen jazzern und Musikhistoriker Unterricht zu bekommen. Schueler vor einem Bildschirm, alle Unterrichtsraeumen sind mit HiFi Anlage, Computer und hellhoerig. | Siena, ITA, 27.07.2005: For years Siena jazz has been recognised as a qualified teaching reality and national reference point for jazz specialisation, high qualification courses and the professional formation of its participants aiding their entrance into professional jazz and contemporary music scene. |

Siena, ITA, 27.07.2008: Die -Seminari Senesi di Musica Jazz- finden seit 38. Jahren jeden Sommer und fuer zwei Wochen in Siena statt. Sie bieten an 200 jungen Musiker die Moeglichkeit von renommierten italienischen jazzern und Musikhistoriker Unterricht zu bekommen. Schueler vor einem Bildschirm, alle Unterrichtsraeumen sind mit HiFi Anlage, Computer und hellhoerig. | Siena, ITA, 27.07.2005: For years Siena jazz has been recognised as a qualified teaching reality and national reference point for jazz specialisation, high qualification courses and the professional formation of its participants aiding their entrance into professional jazz and contemporary music scene. |

un’esperienza che per tutti gli studenti diventa un importante momento di crescita, non solo artistica, da ricordare negli anni. Gli allievi possono inoltre contare su 26 aule – completamente attrezzate per la musica d’insieme e le tecniche dell’improvvisazione – e particolare attenzione è data ai concerti che da sempre affiancano la didattica e che vedono alternarsi sui vari palcoscenici delle Società di contrada 100 formazioni musicali diverse.
Grazie all’intensificarsi delle cooperazioni europee ed extraeuropee portate avanti già da tempo dalla Fondazione Siena Jazz e grazie ai successi ottenuti nei bandi nazionali ministeriali, quest’anno nel fitto calendario di concerti – 15 in altrettanti giorni – spiccano le due nuove rassegne “Young Lions For Europe” e “Giovani Talenti Italiani” dove sono protagoniste le rappresentative di alcuni tra i più importanti conservatori europei e festival italiani. Allo straordinario programma estivo si aggiungono così altri 8 concerti, alzando sempre di più il livello qualitativo dell’offerta culturale e didattica proposta da Siena Jazz. Inoltre, il 3 agosto arriva “ChiJazz Lab”- Chigiana meets Siena Jazz, una serata in collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana, che inaugura una sinergia fortemente voluta dalle due istituzioni: sul palco un sestetto formato da tre musicisti di jazz – Stefano Battaglia, Paolino Dalla Porta, Roberto Gatto – e da tre musicisti di musica classica – Luciano Tristaino, Alessandro Carbonare, Antonio Caggiano – per un concerto unico nel suo genere. Il cartellone si apre venerdì 24 luglio in piazza Provenzano con un doppio set: per la rassegna “Giovani talenti italiani” protagonista il gruppo vincitore del progetto “We Insist!” promosso dall’Associazione MIDJ – Musicisti Italiani di Jazz, composto da Federico Pierantoni, Giovanni Benvenuti, Fabio Tuminelli e Andrea Grillini e a seguire l’esibizione della “SJU Jazz Orchestra”, formata da 25 studenti dei corsi della Siena Jazz University. Per l’occasione l’orchestra, diretta dal maestro Roberto Spadoni, si avvale della partecipazione straordinaria di due grandi musicisti della scena jazz nazionale, il trombettista Fulvio Sigurtà e il clarinettista Achille Succi. Con gli appuntamenti di “Siena Jazz masters” e le ormai tradizionali “Jam session in Contrada”, fino al 7 agosto continua il susseguirsi di concerti, che vede alternarsi sul palco ogni sera un minimo di due formazioni, fino al grande evento dei concerti conclusivi, una vera e propria “maratona jazz” di due giorni, con doppie postazioni in cui si esibiscono 64 gruppi di musica di insieme, guidati dai docenti che suonano nelle formazioni come leader dei gruppi, in produzioni originali composte per l’occasione. Un appuntamento che viene ripetuto per due volte, offrendo al pubblico un’opportunità unica per gustare una varietà di differenze stilistiche e di repertorio. (foto: siena jazz)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Politica: lezioni amministrative

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2012

Deutsch: Prof. Dr. Leoluca Orlando bei der Ver...

Deutsch: Prof. Dr. Leoluca Orlando bei der Verleihung des Humanismus-Preises im Rahmen des Bundeskongresses des DAV 2008 in der alten Aula der Universität Göttingen. (Photo credit: Wikipedia)

Le recenti elezioni amministrative hanno aperto il vaso di pandora dei partiti e da quel contenitore sono uscite tante parole, inutili e fuorvianti. Possiamo dire, se mettiamo da parte tante chiacchiere inutili, che i fatti dimostrano una situazione non del tutto spiegabile razionalmente per via dell’indecisione strisciante che ha provocato un’alta percentuale di astensioni, ma pur sempre indicativa di un malessere profondamente avvertito.
Fatta questa premessa valutiamo le circostanze per i dati che si desumono dal voto di quest’ultima tornata elettorale caratterizzata dai ballottaggi tra i due candidati più rappresentativi.
Il primo che balza evidente è dato dai due risultati più eclatanti di Parma con l’elezione di Federico Pizzarotti del Movimento Grillo cinque stelle e di Palermo con Leoluca Orlando. E se vi aggiungiamo il voto di Verona con il leghista Tosi possiamo dire che l’elettore ha espresso il suo consenso non ad uno schieramento ma all’uomo e al suo “pedigree” di amministratore più che di politico in carriera e dove, come a Palermo vi è stata la candidatura che si identificava con l’uomo del sistema, il favore è venuto dalla convinzione che fosse l’unico capace di restare nell’ambito della qualità e della affidabilità nei confronti di un oppositore inconsistente. E questi dati sono, per altro, conformi al precedente di Milano con Pisapia e di Luigi de Magistris per Napoli. Ma vi è qualcosa di più da considerare. Nel 1993 abbiamo avuto in Berlusconi l’uomo nuovo ed è stato votato perché rappresentava la discontinuità con il vecchio sistema e oggi si vorrebbe ripetere l’exploit con un altro personaggio similare e già circolano i nomi di taluni esponenti dell’industria e della finanza italiana.
Ma la cattiva riuscita di Berlusconi e il prezzo che tutti noi abbiamo dovuto pagare per il suo malgoverno, non incoraggia di certo una candidatura dello stesso genere. Varrebbe solo se si sortisse dall’attuale impeachment dei partiti e dei loro leader che rendono fumoso il quadro politico nostrano e lo arricchiscono solo d’incognite, per fare piazza pulita dei soliti nomi, salvo qualcuno, ovviamente che ha dimostrato di saper uscire dal coro. E’ questo il primo segnale per un rinnovamento sociale, economico e civile che la Nazione attende e poi vi è il programma che dovrebbe fare la differenza tra gli opposti schieramenti e, al tempo stesso, mandare in pensione le logiche di schieramento: destra, centro, sinistra e sfumature varie. Diciamo che in effetti vi sono solo due partiti: quello che privilegia l’avere e che penalizza l’essere e quello che, al contrario, privilegia l‘essere e diffida di chi ha. E’ tempo che si prenda coscienza di questo dualismo e se ne faccia una ragione di vita privata e pubblica in Italia come altrove. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Gita didattica no Tav

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 dicembre 2011

Vista della Val di Susa dalla Sacra di San Michele

Image via Wikipedia

L’On. Stefano Esposito (PD) ha scritto una lettera al Ministro dell’Istruzione Prof. Francesco Profumo, relativamente a un fatto sconcertante che si è verificato nel pomeriggio del 23 dicembre 2011, quando gli studenti di due classi del Liceo ‘Lorenzo Federici’ di Trescore Balneario (Bergamo), in gita didattica e accompagnati da due insegnanti di religione, hanno fatto la loro comparsa in prossimità delle recinzioni del cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa.
A fare da ‘cicerone’ agli studenti c’era Guido Fissore, consigliere comunale del Comune di Villarfocchiardo, pluridenunciato per atti illegali commessi in questi mesi contro il cantiere, insieme a un gruppo di militanti No Tav.
“A sconcertare non è il fatto che militanti No Tav mettano a disposizione anche delle scolaresche il loro zelo missionario e il loro instancabile impegno propagandistico – scrive l’On. Stefano Esposito – bensì che possa essere promossa ed autorizzata una gita didattica in un luogo dove da mesi si commettono reati, dove centinaia di agenti sono stati feriti e contusi in occasione dei ripetuti assalti ai cantieri, consentendo a personaggi responsabili di atti illegali di fare ‘lezioni’ contro lo Stato e le istituzioni europee ed italiane”.
Gli insegnanti sono stati denunciati dalle forze dell’ordine per inosservanza dell’ordinanza del Prefetto che vieta la circolazione nell’area circostante al cantiere. Aggiunge l’On. Stefano Esposito: “Portare degli studenti, peraltro minorenni, a violare un’ordinanza prefettizia e ad ascoltare ‘sermoni’ contro lo Stato non ha nulla a che vedere con l’approfondimento del fenomeno sociale e politico dell’opposizione alla Tav, ma si è trattato di una grave strumentalizzazione delle scolaresche”.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Venticinque lezioni a cura di Antonio Faeti

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

Bologna dal 17 ottobre 2011 al 14 maggio 2012, il lunedì dalle ore 17.30 alle ore 19.30, presso la Sala delle Assemblee della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (Via Farini, 15 ) Le iscrizioni si accettano entro e non oltre il 30 settembre 2011, lezioni, gratuite e a numero chiuso secondo l’ordine di arrivo delle richieste L’ottimo riscontro e l’interesse dimostrato da parte di un pubblico selezionato, competente e ormai consolidato, ha indotto la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna ad accogliere anche quest’anno la proposta di un quinto corso di specializzazione nell’ambito del progetto di alta formazione ideato e curato dal prof. Antonio Faeti rivolto a insegnanti, educatori, studenti e tutti coloro che, per formazione personale o professionale, ritengono i temi trattati una conoscenza indispensabile ai fini della salvaguardia di un bene in via di estinzione quale è oggi l’immaginario.
Da ottobre prossimo partirà il corso Il principe ireneo. Cosa ci dicono le fiabe, un ritorno alle tematiche del primo anno già proposte da Faeti al suo pubblico con Itinerari del fiabesco e oggi riprese quale antidoto alla malvagità del mondo e alla perdita di valori quali fantasia, creatività e immaginazione, un tempo patrimonio spontaneo di ogni essere umano e oggi fortemente minacciati da una cultura dominata dal video, che tutto esibisce appiattendo e disvelando con violenza ogni cosa, impedendo di immaginare alcunché. Per iscriversi è necessario presentare richiesta all’indirizzo iniziative.rocchettamattei@fondazionecarisbo.it allegando un curriculum personale. Le richieste saranno accettate entro e non oltre il 30 settembre 2011 fino ad esaurimento dei posti disponibili. Verrà considerato l’ordine di arrivo delle mail. Alla fine del corso è previsto il rilascio di un attestato di partecipazione. a fronte di una frequenza pari all’80% delle lezioni,.
Le lezioni hanno inizio alle 17,30. L’accesso agli iscritti sarà consentito fino e non oltre le 17,45. L’uscita anticipata dalle lezioni dovrà essere comunicata e motivata preventivamente tramite mail alla segreteria del corso. Le firme di presenza saranno registrate alla fine di ogni lezione. In caso si verifichino 3 assenze consecutive non giustificate si riterrà decaduta automaticamente l’iscrizione. L’attestato finale sarà rilasciato a fronte di un numero di presenze pari all’80% (20 su 25). (antonio faeti, il principe igor)

Posted in Cronaca/News, Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Oltre la mostra: lezioni d’arte

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 maggio 2011

Roma 10 maggio 2011 alle ore 18.30 Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, Via di Ripetta 160, Lezioni d’arte Testi, immagini e filmati raccontano artisti e opere d’arte Ingresso libero (tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00) In occasione delle grandi mostre romane in corso, con l’obiettivo di stimolare l’esperienza personale dello studio e della fruizione piacevole, torna l’appuntamento dedicato a studiosi e appassionati di storia dell’arte. “Oltre la mostra. Lezioni d’arte a Roma. Testi, immagini e filmati raccontano artisti e opere d’arte”, ultimo di quattroincontri ad ingresso gratuito, si svolgerà il 10 Maggio presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis in via di Ripetta 160. Il progetto è ideato e curato da Fabiana Mendia per ArteInDiretta, promosso da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura.
La lezione, tenuta dalla giornalista e storica dell’arte Fabiana Mendia, della durata di due ore circa, si basa sull’esame di testi e immagini ed è inframmezzata da brani letti e interpretati da Antonio Merone (per questa lezione testi tratti da: Vasari, Aretino, Lotto, Trismosin, Berenson, Zampetti, Bolzoni ). Nella seconda parte sarà proiettato un montaggio di un film-documentario ( Aspetti del carattere indagatore di Lorenzo Lotto: un colloquio ancora aperto tra l’artista e noi stessi).
Lorenzo Lotto nasce a Venezia verso il 1480. Al contrario dei suoi contemporanei Giorgione, Palma il Vecchio o Tiziano che esercitano la loro arte nella città dei dogi, Lotto la lascia subito. La sua formazione resta ancorai un mistero. Passa il primo decennio della sua carriera a Treviso (1503-1506), nelle Marche (1506-1508), a Roma (1508-1510) poi Bergamo a partire dal 1513. Rientra a Venezia nel 1525, a 45 anni, e vi fonda una bottega dalla quale si assenta spesso. Nel 1549, parte per Ancona, cinque anni più tardi, entra come oblato nella comunità francescana di Loreto. Muore nel 1557. Alla sua morte, Lotto cade nell’oblio. E’ alla fine dell’800, grazie alla monografia che lo consacra di Bernard Berenson del 1895, che il pittore è riscoperto. Nel 1953, il grande pubblico scopre la sua opera nell’ambito di una serie di esposizioni consacrate, a Venezia, alla pittura veneziana. Seguono le mostre del 1998 di Bergamo, Parigi e Washington (lotto)

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La lezione di storia della Brigliadori

Posted by fidest press agency su sabato, 12 marzo 2011

Se adesso mi mettessi a scrivere dell’eliminazione dall’Isola dei famosi di Walter Garibaldi, pronipote adottivo dell’eroe dei due mondi, proprio nell’anno dei festeggiamenti dell’Unità d’Italia, sul Forum o per posta elettronica verrei sommerso da un’unica protesta, così riassumibile: l’Italia è migliore di quella rappresentata in tv. Dove regna solo la volgarità (i reality), la morbosità (tutti i programmi che si occupano di omicidi), la rissosità (i talk politici). Spero sia così, non ho mai creduto alla teoria della tv come specchio della realtà; del resto, i dati ci confermano che almeno metà della popolazione italiana la sera non guarda la tv. È una metà che andrà a teatro, guarderà qualche film importante, leggerà romanzi impegnati, si appassionerà a discussioni familiari di grande interesse; spero sia così. Qualcuno insinua che, è vero, non si può dare la colpa di tutte le nefandezze alla tv, anche se ormai molti comportamenti pubblici, persino molte sedute del Parlamento assomigliano a gazzarre televisive. Eppure Eleonora Brigliadori, quella «spaccamaroni» della Brigliadori, una che non sta mai zitta neanche se le tappassero la bocca, l’altra sera, sull’Isola, ha fatto un discorsino niente male: ha spiegato agli altri naufraghi che la storia procede solo quando qualcuno prende decisioni importanti, spesso contro il parere della maggioranza (Raidue, mercoledì, ore 21.10). Insomma, se continuano a esserci milioni d’italiani che guardano certi programmi (spesso la maggioranza dell’audience televisiva) e non c’è nessuno che prenda decisioni importanti, la storia della tv non procederà mai, anzi sarà condannata a una regressione continua, continuerà a rappresentare quel peggio che piace molto alla maggioranza. A chi tocca prendere decisioni impopolari? Alle élite che si occupano di tv? Al Servizio pubblico? A qualche coraggioso solitario? Ecco una bella discussione che ci accompagnerà nei prossimi mesi.Aldo Grasso  (da il Corriere della Sera)

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La guerra sporca ad Assange

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 dicembre 2010

Nelle democrazie occidentali vige un principio semplice e chiaro: nessuno può essere incriminato se il fatto non costituisce reato. Dovrebbe saperlo bene il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che per anni è stato direttore dell’Harvard Law Review. E dovrebbero saperlo i politici americani, che giustamente fanno sfoggio di una delle costituzioni liberali più antiche, datata 1789. Eppure quando c’è di mezzo Julian Assange ogni garanzia democratica sembra essere superflua. Per gli americani, il guru di Wikileaks s’è permesso il lusso di ledere gli interessi nazionali, pubblicando i famosi cables, e quindi gli va data una lezione, a prescindere da eventuali responsabilità giuridiche. Una lezione che sia da monito per i tanti emuli che già promettono di seguirne le orme. Bisogna quindi estradarlo in America, processarlo e possibilmente imprigionarlo.
In queste ore a Washington si stanno scervellando su come formulare delle accuse nei confronti di Assange. Il dipartimento di giustizia si sta arrampicando sugli specchi pur di poter giustificare una richiesta di estradizione alla Svezia. Lo ammette candidamente in una conferenza stampa il procuratore generale, Eric Holder. Rispondendo alle domande dei giornalisti, conferma di star valutando se utilizzare o meno l’Espionage Act, una legge del 1917 che mira a punire chi ruba e diffonde informazioni sensibili per la sicurezza nazionale. Ma non è l’unica opzione. «Ci sono altre norme, altri strumenti che abbiamo a disposizione». Per capire, però, la forzatura giuridica che gli americani si apprestano a fare, bisogna fare un passo indietro e ricordare come è avvenuta la fuga di notizie. Assange, almeno per quanto si sa, non si è personalmente introdotto negli archivi informatici della Casa Bianca, ma si è limitato a raccogliere i file dall’ex analista dell’esercito a stelle e strisce, Bradley Manning, per pubblicarli sul suo sito. E di fatti Manning è stato già beccato dalla polizia e oggi si trova nel carcere di Quantico, in Virginia, sotto stretta sorveglianza, non potendo vedere né amici né parenti. Qual è quindi il reato di cui si sarebbe macchiato il pur sfuggente e misterioso Assange? Non certo quello che ricade sotto l’Espionage Act, come ricordano alcuni funzionari del dipartimento di giustizia, sentiti dal New York Times. Quella legge serve a punire chi materialmente è responsabile della fuga di notizie (quindi Manning) e non il giornalista che pubblica i documenti, che è invece protetto dal primo emendamento della Costituzione americana, quello che tutela la libertà d’espressione. Non a caso Holder sta cercando altre strade per incriminare Assange. Una può essere quella che porta al reato di ricettazione, e cioè la diffusione di materiale rubato. Ma anche in questo caso alcuni giuristi americani smontano l’imputazione: i file sono riproduzioni digitali che il governo tuttora possiede, non c’è quindi nessun furto. Altrimenti, oltre ad Assange, bisognerebbe portare in tribunale anche i giornali che li hanno pubblicati, New York Times in testa, come vorrebbe lo scriteriato Joe Lieberman, senatore indipendente a capo della commissione per la sicurezza nazionale. C’è poi chi tira in ballo la violazione del copyright, dimenticando però che il governo americano non è un’azienda e i cables non sono protetti dal diritto d’autore. Insomma, è abbastanza evidente come l’amministrazione Usa stia cercando di tagliare un reato su misura per Assange. Ora, sicuramente è lecito che Obama faccia di tutto per mettere i bastoni fra le ruote al giornalista australiano. Dagli attacchi degli hacker governativi a Wikileaks alle pressioni verso la Svizzera perché chiuda i suoi conti, passando per la chiusura coatta di carte di credito e PayPal. Ma è parimenti illegale incriminare una persona che reati, almeno a quanto risulta finora, non ne ha commessi, e che invece si appella alla libertà d’espressione e di informazione. Chi tira fuori la storia di Al Capone e dell’evasione fiscale è evidentemente in malafede. (Luigi Micca)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Lezioni di dignità ed onestà intellettuale

Posted by fidest press agency su martedì, 7 dicembre 2010

“E’ abbastanza sorprendente dover ascoltare lezioni di coerenza, di dignità e di presunta onestà intellettuale dall’On. Fini”. Così dichiara Mario Mantovani, sottosegretario alle Infrastrutture e dirigente nazionale PdL.  “Il leader di FLI nella sua lunga storia politica –sottolinea Mantovani- è passato dal sostegno alla famiglia tradizionale alle coppie di fatto, dall’impegno contro l’immigrazione clandestina alla cittadinanza breve, dalla battaglia contro i referendum per il maggioritario nel 1994 a sostenitore, notizia di oggi, dei collegi uninominali, dal Mussolini statista al Mussolini male assoluto”. “Credo piuttosto che la gente continui a preferire chi –prosegue Mantovani- al di là dei giochi di palazzo, mantiene le promesse: affrontare l’emergenza Napoli, ridurre lo sbarco dei clandestini, arrestare i delinquenti, riformare la scuola e l’università, salvaguardare le imprese e le famiglie di fronte alla crisi”. “La coerenza, la dignità e l’onestà intellettuale –conclude Mantovani- si dimostrano innanzitutto sul campo, lavorando giorno dopo giorno per concretizzare gli impegni, come ha ampiamente dimostrato in questi anni il Premier Berlusconi”.

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

In memoria di Domenico Musti

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

Si è spento l’altro ieri Domenico Musti, illustre docente di Storia greca, maestro di molte generazioni di storici e archeologi che si sono formati all’Università di Roma “La Sapienza”.
Ne vogliamo serbare il ricordo di persona pacata e appassionata, ripensando alle oceaniche lezioni nell’aula XXII e all’Odeion, il suo manuale di Storia Greca che ha consentito a molti di noi di avvicinarsi a questa materia appassionandoci e vivendola come il romanzo di un popolo: «Il modo più autentico di mostrare rispetto per la storia dei Greci è sentirla e trattarla, innanzitutto e semplicemente, come storia di gente che ha vissuto. “L’esperienza dei Greci non è librata sulla vita e lontana da essa; è la vita stessa e la realtà nella diversità delle sue manifestazioni: con in più però qualcosa che ne fa un precedente grandioso per tutta l’esperienza umana, cioè la coscienza, la riflessione, la teorizzazione, la parola che le ha espresse, la scrittura che ha dato alla parola forma stabile e, a suo modo,definitiva» (Confederazione Italiana Archeologi)

Posted in Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Lezioni Franco Angeleri”

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 ottobre 2010

Ancona 8 ottobre alle 18 alle 18 nella Sala del Rettorato  Giulio Giorello inaugura il ciclo intitolato all’illustre docente dell’Università Politecnica delle Marche.  Quando un grande docente come il professor Franco Angeleri ci lascia, se è di quelli che hanno impresso un segno indelebile sia nella coscienza e nella formazione dei molti allievi che hanno avuto, sia nel ricordo dei colleghi, il mondo accademico entro il quale ha distribuito il suo insegnamento sente un bisogno insopprimibile di tributare all’Amico e Maestro scomparso una testimonianza di stima alla memoria. Così, le “Lezioni Franco Angeleri” non potevano venire inaugurate che dal professor Giulio Giorello, personalità di spicco che ha partecipato in passato ad alcune edizioni degli Incontri di Scienza & Filosofia,
Giulio Giorello, nato a Milano il 14 maggio 1945, si è laureato in filosofia nel 1968 e in matematica nel 1971 presso l’Università degli Studi di Milano, come fece a suo tempo anche il suo famoso maestro Ludovico Geymonat. (giorello)

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »