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Posts Tagged ‘liberalismo’

Morto Michael Novak il filosofo che ha conciliato il Cristianesimo con il liberalismo

Posted by fidest press agency su domenica, 19 febbraio 2017

michael-novakÈ appena scomparso a Washington, al termine di una grave malattia, Michael Novak tra i principali filosofi cattolici americani. Questo il ricordo di Flavio Felice, docente universitario e autore per Rubbettino dell’unica monografia in lingua italiana dedicata proprio al pensatore liberale intitolata “Capitalismo e Cristianesimo. Il personalismo economico di Michael Novak”:«Con Novak scompare una figura eminente del pensiero sociale cattolico del nostro secolo. L’importanza di Novak è fondamentale in quanto ha contribuito a sviluppare quella corrente di pensiero che riconcilia la tradizione cristiana con la modernità, sanando quel conflitto che si era aperto con la rivoluzione borghese. Sulla scia di San Giovanni Paolo II, Novak ha saputo far dialogare la Dottrina Sociale della Chiesa con la modernità politica ed economica».Michael Novak era nato nel 1933 in Pennsylvania. Laureato in filosofia allo Stonehill College aveva conseguito il Baccalaureato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e un Master in Storia e filosofia della Religione ad Harvard.Fu corrispondente per il National Catholic Reporter durante il Concilio Vaticano II. È stato il primo cattolico romano a insegnare una disciplina umanistica nella prestigiosa università di Stanford.Rubbettino ha contribuito alla diffusione del suo pensiero in Italia pubblicando alcune sue opere, tra le quali ricordiamo: “L’impresa come vocazione” e “Coltivare la libertà” (foto: Michael Novak)

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Rinasce la fondazione Einaudi

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2016

einaudiRoma. Mercoledì 3 Febbraio alle ore 10.30, presso la sala stampa della Camera Deputati, si terrà la conferenza stampa per la presentazione del nuovo corso della Fondazione Einaudi, che mira a diffondere le idee del liberalismo e a riformularle in chiave contemporanea. Nel corso della conferenza stampa, a cui parteciperanno Giuseppe Benedetto, Davide Giacalone e Mario Lupo, saranno presentati il nuovo Consiglio di Amministrazione e alcune prime indicazioni in merito al programma delle prossime attivita’ politico-culturali.La Fondazione Einaudi di Roma – la cui Assemblea ha di recente approvato una proposta di ricapitalizzazione e di rilancio che consente all’Ente, dopo una parentesi di gravi difficolta’ economiche e finanziarie, di iniziare un nuovo corso – promuove la conoscenza e la diffusione del pensiero liberale attraverso studi, ricerche e iniziative culturali, dedicando particolare attenzione alle tematiche politiche ed economiche, tanto nei loro presupposti storici quanto nella loro incidenza sulla vita sociale. Sin dalla sua nascita, avvenuta nel 1962 per iniziativa di Giovanni Malagodi, la Fondazione ha svolto una preziosa funzione di diffusione delle idee e delle opere dei principali esponenti della cultura liberale – economisti, filosofi, politici – troppo spesso ignorati anche in ambito accademico. Attraverso la concessione di borse di studio mirate a ricerche e approfondimenti specifici, la Fondazione ha inoltre contribuito alla formazione di una classe dirigente più sensibile alle istanze di un liberalismo moderno e consapevole dei grandi processi di trasformazione che stanno cambiando il mondo.Nel corso della sua esistenza la Fondazione è stata presieduta da personalità che hanno svolto un ruolo di rilievo nel campo culturale e in quello politico: Gaetano Martino, statista e più volte ministro nonché fisiologo di fama mondiale; Ruggero Moscati, storico tra i maggiori del Novecento; Vittorio Badini Confalonieri, ministro e insigne penalista; Franco Mattei, economista, manager e per molti anni direttore generale della Confindustria; Giancarlo Lunati, scrittore e manager, presidente del Touring Club Italiano; Valerio Zanone, uomo di cultura, deputato, senatore, più volte Ministro, segretario del PLI, recentemente scomparso; Roberto Einaudi, architetto e nipote di Luigi Einaudi; Mario Lupo, manager di lungo corso che è stato al vertice di numerose primarie società private e pubbliche. (foto:einaudi)

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Il liberalismo italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 febbraio 2010

Bologna 4 febbraio alle ore 20.00, Casa dell’Angelo via San Mamolo 24, la Scuola del Pensiero Liberale 2010 di ospiterà la lezione di Luigi Compagna dedicata a Il liberalismo italiano e le sue radici ideali.Professore ordinario di Storia delle Dottrine Politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli, e Senatore della Repubblica, Luigi Compagna ha dedicato la propria attività di ricerca alla storia e alle istituzioni della politica, con particolare riferimento ai movimenti del Novecento e al liberalismo italiano. Su questi temi, ha pubblicato L’idea dei partiti da Hobbes a Burke (Città Nuova, 2008) e (con Ettore Cuomo) La democrazia dei liberali (Giappichelli, 2000).

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“Europa di oggi, Europa di Coppet”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2009

E’ stato costituito un primo nucleo di persone interessate a rilanciare i valori del liberalismo, dell’europeismo federalista, delle garanzie dei cittadini di fronte ai poteri pubblici, della corretta declinazione della modernità dal volto umano. Questi valori furono al centro dell’impegno del gruppo di intellettuali che si riunirono nel Castello di Coppet a partire dal 1720 e oggi meritano di essere rilanciati come lievito per una nuova stagione di democrazia, di libertà, di progresso civile, di integrazione europea. Nasce così il gruppo degli Amici di Coppet, a cui mi piacerebbe che voi aderiste. L’obiettivo del gruppo di Coppet è quello di presentare a Bruxelles agli inizi del 2010 un MANIFESTO che allego e che rappresenta la base per incontri su temi specifici e per un appuntamento annuale di verifica e di programmazione nella splendida cittadina di Coppet. Hanno già aderito:  On. Gianni Pittella – Vice Presidente Parlamento Europeo Prof. Paolo Garonna – Direttore Generale ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicurative)  Dott. Andrea G. Lotti – Segretario Generale – Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Dott.ssa Marilena Berardo – Responsabile ufficio di Ginevra – Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Avv. Renzo Baldino – Direttore Castello di Coppet Avv. Stefano Catelani – Presidente Associazione Calimala Dott.ssa Elena Mancusi Materi – Senior Liaison Officer, Representative Office Geneva UNRWA — United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East Dott. Adolfo Barattolo – Console Generale d’Italia a Losanna Dott. Pierre André Romanens – Sindaco di Coppet

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Marcia internazionale per la libertà

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2009

Roma – 24 ottobre – ore 14 da Piazza Bocca della Verità a Piazza Navona L’Associazione di cultura liberale Societa’ Libera, non schierata a fianco di  nessun  attore  della  quotidianità  politica,  da  tempo  indirizza  la  sua  attività  verso iniziative tese ad esaltare la salvaguardia del principio di Libertà intesa come diritto individuale e di autodeterminazione dei Popoli. Coerente con la sua concezione del Liberalismo, da interpretare essenzialmente come responsabilità individuale, promuove questa marcia silenziosa per amplificare l’impegno di chi, in varie parti del mondo, lotta per la libertà.

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Marcia internazionale per la libertà

Posted by fidest press agency su sabato, 10 ottobre 2009

Roma – 24 ottobre – ore 14 da Piazza Bocca della Verità a Piazza Navona Ashin Kovida (monaco Birmano) Mahmoud Hakamian (esponente resistenza Iraniana) Dechen Dolkar (rappresentante donne Tibetane) guideranno la Marcia internazionale per la libertà in Birmania – Iran – Tibet L’Associazione di cultura liberale Societa’ Libera, non schierata a fianco di  nessun  attore  della  quotidianità  politica,  da  tempo  indirizza  la  sua  attività  verso iniziative tese ad esaltare la salvaguardia del principio di Libertà intesa come diritto individuale e di autodeterminazione dei Popoli. Coerente con la sua concezione del Liberalismo, da interpretare essenzialmente come responsabilità individuale, promuove questa marcia silenziosa per amplificare l’impegno di chi, in varie parti del mondo, lotta per la libertà.

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Il Messico e Pio XI Papa “Liberale”?

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2009

messico1messico2La leggenda di Pio XI “Papa liberale” è sfatata dai fatti storici e dai princìpi dei documenti magisteriali promulgati da papa Ratti[1]. Infatti,  a) se una parte dell’episcopato messicano preferiva, per evitare un male maggiore, trattare giuridicamente col governo al fine di ottenere la libertà per la Chiesa; vi era un’altra parte dell’episcopato che preferiva la resistenza, prima passiva, poi attiva e in ultimo armata, per ottenere lo stesso risultato. b) La dottrina cattolica insegna che è lecito pattuire giuridicamente, a condizione di non ledere i principi delle fede e del diritto naturale e divino. Dunque non vi è stato peccato di liberalismo nella pratica “concordataria” di una parte dell’episcopato, anche se essa si è poi rivelata una chimera. Al massimo si può dire che vi fu un errore pratico di valutazione sui mezzi migliori da prendere, ma non che vi sia stato cedimento sui princìpi o scelta di mezzi cattivi in sé. Così pure – per la dottrina cattolica – è lecito, come extrema ratio, resistere attivamente ed anche con le armi a certe determinate condizioni (essere sicuri moralmente della riuscita della rivolta e che la situazione posteriore non sarà peggiore di quella anteriore). Ora i “cristeros” avrebbero potuto vincere (ma tuttavia non ve ne era la certezza) e ridare la libertà alla Chiesa. Quindi anche la loro condotta non fu biasimevole, anzi, essa si sarebbe rivelata poi – praticamente – la migliore. I “cristeros” obbedirono all’episcopato (a differenza di Maurras) e questo si lasciò dirigere da Roma (a differenza dei gallicani). c) La tattica della Segreteria di Stato fu più “conciliazionista” di quella del Papa.  d) Pio XI, che già il 2 febbraio 1926 (Paterna Sane Sollicitudo) “aveva alzato il tono della critica” (m. de giuseppe) e l’11 luglio 1926, aveva appoggiato l’episcopato messicano nella decisione di sospendere il culto (a differenza di Gasparri, che manteneva le sue perplessità su tale divieto), nel 1929 appoggiò (pur con qualche dubbio pratico) la tattica del dialogo giuridico, onde evitare una guerra civile; nel 1932, però, cambiò strategia, (distanziandosi dal card. Gasparri che opinava ancora per gli accordi giuridici) davanti al fatto che il governo messicano non aveva rispettato i patti. Infine, nel 1937 dette il nulla osta alla rivolta armata dei fedeli laici, escludendo dalla lotta armata – ma non dalla direzione e protezione degli insorti – soltanto il clero e l’Azione Cattolica in quanto associazione direttamente mandataria del clero. (Don Curzio Nitoglia)
[1] Dal punto di vista filosofico-teologico, Pio XI volle riportare in auge, seguendo la linea di Leone XIII e s. Pio X, il tomismo contro ogni forma di immanentismo liberale e modernistico, con la enciclica “Studiorum duce” del 1923.  In campo sociale-politico istituì la festa liturgica di “Cristo Re” e scrisse la “Quas primas” sulla regalità sociale di Gesù Cristo nel 1926; ad essa seguirono la Divini illius magistri del 1929, sulla esatta nozione di educazione della gioventù, la Quadragesimo anno sulla questione dei rapporti tra capitale e lavoro nel 1931, la condanna del comunismo come “intrinsecamente perverso”, con la Divini Redemptoris del 1937.  In materia dogmatica nel 1928 condannò il falso ecumenismo, con la Mortalium animos.  In campo ascetico, condannò ogni forma di americanismo e falso misticismo con la Mens nostra, sugli “Esercizi Spirituali” di s. Ignazio da Loyola, nel 1929 e la Ad catholici sacerdotii nel 1935, sulla retta definizione del sacerdozio cattolico.  Infine, “in re morali” scrisse la magistrale Casti connubii  nel 1930. Come si vede, le idee di Pio XI sono l’esatto contrario per diametrum di ogni forma di liberalismo, naturalismo, immanentismo, laicismo e modernismo, condannati già nella sua prima enciclica Ubi arcano Dei del 1922, che è il programma del suo pontificato: la pace tra uomini e nazioni (appena uscite dalla prima guerra mondiale) potrà sussistere solo se si tornerà sinceramente a Cristo, non solo individualmente ma anche socialmente. Onde accusarlo di essere un Papa “liberale”, significa o non aver letto il suo magistero o essere in mala fede. (messico1,2)

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I Lunedì di Società Libera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 aprile 2009

Roma 27 aprile 2009 – ore 19.00 Via dei Prefetti, 17 Politiche della Libertà Ciclo di lecture promosse dall’Associazione Società Libera Società Libera Luca Ostellino “Federalismo: l’eterno incompiuto” Prossimo appuntamento: Lunedì 25 maggio 2009 Dario Antiseri “Liberalismo e relativismo culturale”

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