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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘liberalizzazione’

Calendarizzazione della legge sulla cannabis

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

droga cannabis-vicino“Ci sono almeno tre ragioni di sostanza per considerare inopportuna la calendarizzazione della legge sulla cannabis per la fine di luglio, ossia subito prima di andare in vacanza. La prima ragione riguarda la gerarchia delle priorità nel Paese. Liberalizzare la cannabis non è in assoluto una priorità: ci dibattiamo tra il ddl sulla povertà e la prossima legge di Stabilità, le famiglie italiane sono stufe di essere prese in giro, ora vogliono vedere in pole position le loro necessità. Basta tergiversare. La seconda ragione è che nessuno crede che questa legge avrà solo una valenza terapeutica, ossia un uso della cannabis come cura. È evidente lo stravolgimento dell’impostazione che punta invece ad una diffusione della droga anche tra i più giovani e i più fragili. Le dipendenze sono in vistoso aumento e questa legge non potrà che accelerare questo processo di disfacimento, facendo saltare uno dei pilastri della prevenzione per la tutela della salute”.
Lo afferma Paola Binetti, deputata di Area popolare.
“In terzo luogo – spiega – è davvero molto ambigua questa sovrapposizione di ruoli che vede impegnato il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, tra i primi e principali proponenti della proposta di legge, anche nel ruolo di responsabile del governo. Il governo pensi se davvero è opportuno aumentare ulteriormente i motivi diffusi di perplessità che serpeggiano nel Paese, con scelte che appaiono in flagrante contraddizione con le necessità del Paese stesso”.
“Legalizzare la cannabis per fare cassa con nuove entrate fiscali e usare queste risorse per combattere la droga mi sembra un atteggiamento schizofrenico che dimostra la pochezza degli argomenti di chi ha voluto portare in Parlamento una proposta di cui non si sentiva assolutamente bisogno. Il Paese ha ben altre urgenze, per i giovani, per le famiglie, per l’educazione, per l’occupazione, per la lotta alla povertà, per il degrado delle periferie. O veramente crediamo che la cannabis sia un modo per uscire dalla crisi? Semmai è un palliativo per estraniarsi dalla realtà facendo finta che non esista”. Lo dichiara Maurizio Lupi, presidente dei deputati di Area popolare.

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Unione Naz. Consumatori su ddl concorrenza

Posted by fidest press agency su domenica, 1 marzo 2015

camera deputati2L’Unione Nazionale Consumatori avanza delle proposte per rendere efficace il capitolo II, art. 16 e 17, del ddl concorrenza, che disciplina il recesso in materia di comunicazioni.
“Attualmente la norma del Governo è, nella migliore ipotesi, inutile. La reintroduzione dell’espressione penali, eliminate formalmente con la Bersani, per quanto rimaste nella sostanza sotto forma di spese giustificate, è simbolicamente indicativa dell’inutilità della proposta” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
Per un’effettiva liberalizzazione, l’Unc propone al Parlamento le seguenti modifiche:
1) Azzeramento delle spese per il recesso da contratto telefonico, in modo da realizzare una vera portabilità, come avviene per i conti correnti.
2) Zero spese di chiusura anche in caso di offerte promozionali legate a sconti tariffari.
3) Nuovo tetto di durata alle offerte promozionali: da 24 a 12 mesi
4) In presenza di beni in offerta, tipo modem o smartphone in omaggio o scontati, in caso di recesso anticipato il consumatore dovrà versare una spesa commisurata al valore del bene al momento del recesso.
5) Eliminazione delle spese di spedizione delle bollette a carico degli utenti. Oggi, con la scusa che sono servizi a favore del consumatore, le compagnie telefoniche (ma anche quelle elettriche, del gas ecc ecc), fanno pagare al consumatore la spedizione della fattura, anche se, per l’art. 21 del D.P.R. n. 633/1972 sono a carico di chi le emette (“non possono formare oggetto di addebito a qualsiasi titolo”). La proposta era nella famosa terza lenzuolata Bersani, mai approvata.
Nel dettaglio ecco le modifiche tecniche proposte al ddl concorrenza:
1) E’ abrogato l’art. 1 comma 3 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, limitatamente alle parole “senza spese non giustificate da costi dell’operatore”.
2) Al comma 3 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: non potranno essere addebitate spese o ogni altro onere comunque denominato in relazione al recesso o al trasferimento dell’utenza ad altro operatore, anche in caso di offerte promozionali legate a sconti tariffari.
3) e 4) L’art. 3, comma 3 ter. che il ddl concorrenza propone di aggiungere all’art. 1 della legge n. 40/2007 diventa: “Il contratto stipulato con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica ove comprensivi di offerte promozionali non può avere durata superiore a dodici mesi. Se, e solo se, nel contratto sono previsti beni offerti in promozione, ed in caso di recesso anticipato, le spese e ogni altro onere comunque denominato dovranno essere rese note al consumatore al momento della sottoscrizione del contratto, nonché comunicati, in via generale, all’Autorità per le garanzie delle comunicazioni, esplicitando analiticamente la composizione di ciascuna voce e la rispettiva giustificazione economica. In ogni caso la spesa e ogni altro onere per il recesso anticipato dovranno essere equi e proporzionati, oltre che inferiori al valore del bene offerto nel contratto, tenuto conto anche dei versamenti già effettuati dal consumatore e del valore del bene al momento del recesso”.
5) Al ddl va aggiunto un nuovo articolo: “E’ fatto divieto assoluto di addebitare spese di qualsiasi natura o contributi comunque denominati anche inerenti alla predisposizione o produzione oppure alla spedizione o riscossione della fattura o della bolletta”.

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Droga: italiani al primo posto in Europa per consumo di cannabis nell’ultimo anno

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 Maggio 2012

Ancora una volta l’Italia nelle posizioni d’avanguardia nelle graduatorie negative a livello internazionale. Un’altra conferma in tal senso viene dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA) che ha preso in esame la popolazione compresa nella fascia che va dai 15 ai 64 anni. Pensate che nella speciale classifica abbiamo la medaglia d’oro in Europa per consumo di cannabis nell’ultimo anno(14,3%); siamo al secondo posto (6,9%), dopo la Spagna (7,6%) per uso della canapa nell’ultimo mese; mentre il 32%, quindi circa un terzo della popolazione ha consumato cannabis almeno una volta nella vita piazzandoci così al terzo posto dopo la Danimarca (32,5%) e la Spagna (32,1%). Tutte cifre che nelle singole classifiche (+7,6%, +3,3%, +8,8%) ci pongono ben al di sopra delle rispettive medie europee, un primato che condividiamo solo con la Spagna.
Altissimo anche il consumo di droghe pesanti. Si pensi che l’Italia è puntualmente al terzo posto per utilizzo nell’ultimo mese (0,7% della popolazione analizzata; +0,2 rispetto alla media europea) di cocaina, nella fascia 15-64, nell’ultimo anno (2,1%; +0,9%) e nella classifica di chi ha provato la polvere bianca almeno una volta (7%; +2,7%).
Meno utilizzate le droghe sintetiche quali anfetamine ed ecstasy con percentuali al di sotto della media europea: gli italiani tra i 15 e i 64 anni che hanno fatto uso di queste sostanze nell’ultimo mese sono lo 0,3%; quelli che le hanno usate nell’ultimo anno sono l’1,1%; quelli che le hanno provate almeno una volta nella vita sono il 6,2%..
La cosa che fa più preoccupare è il trend negativo vissuto dall’Italia dal 2001 al 2008 che ha segnato aumenti da capogiro, dal 9,2% al 20,3%, che segnano il massimo incremento a livello europeo, ovvero un aumento dei consumatori di cannabis dell’11,1% in meno di dieci anni.
Preoccupante anche il numero dei giovani e giovanissimi italiani (15-34) che hanno fatto uso di cocaina nell’ultimo anno, dal 1990 al 2010 se si guarda alla media europea, è preoccupante: dal 2001 al 2005 i consumatori di polvere bianca sono cresciuti dell’1,5% mentre solo dal 2005 al 2008 c’è stato un leggero trend inverso con un decremento dello 0,3%.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, alla luce di numeri così alti, sul consumo di cannabis e cocaina non è semplice ipotizzare soluzioni rapide ed efficaci che riducano in maniera drastica i consumi di sostanze stupefacenti.
A tal proposito è interessante il rapporto 2011 della Commissione globale per le politiche sulla droga, di cui fanno parte Kofi Annan e numerosi ex capi di Stato, che ha esortato i governi a prendere in considerazione la via della legalizzazione delle droghe leggere al fine di colpire efficacemente la criminalità organizzata e costituire un’ingente fonte di liquidità per le casse dello Stato. Addirittura una ricerca dell’Università La Sapienza di Roma da parte del prof. Marco Rossi ha calcolato che con provvedimenti di tal tipo si potrebbero recuperare 5,5 miliardi di euro all’anno rivenienti dalla tassazione sulla vendita della sola cannabis.
Per i proibizionisti, ovviamente la liberalizzazione è da ripudiare per una serie di motivazioni anche condivisibili tra cui il rischio di un aumento ancor più marcato dell’uso di droghe. In tal senso però sono scarsi i dati scientifici a supporto dell’una o dell’altra tesi. Per la verità il Portogallo a partire dal 2001 ha legalizzato il consumo delle droghe ed in particolare di quelle leggere con la conseguenza accertata di un drastico calo nell’utilizzo proprio della cannabis.

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Liberalizzazioni farmacie: trattativa ad oltranza

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 febbraio 2012

English: Palazzo Madama in Rome, seat of the I...

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Week end di straordinari in commissione Industria del Senato per trovare l’intesa sull’articolo 11 del decreto liberalizzazioni. Straordinari e notturni, perché ormai il confronto ha i toni di una trattativa a oltranza, costellata da tensioni e crisi di nervi. Le carte in gioco rimangono quelle già note ma combinazioni e rimescolamenti si susseguono di ora in ora: sul quorum sembra ormai essere un tiro alla fune tra 3.300 e 3.500 abitanti per farmacia, ma il Governo avrebbe già fatto sapere che l’obiettivo delle 5mila nuove aperture non è trattabile. Sul comma 3 (aperture in deroga in stazioni, centri commerciali eccetera) è spuntata fuori l’ipotesi di un tetto regionale pari al 5% delle sedi che si aprirebbero sul rispettivo territorio, ma i no sono parecchi. Sull’ipotesi di un concorso per quote riservate, invece, si registrerebbe nelle ultime ore un raffreddamento del Pd, in precedenza favorevole alla proposta: l’eventualità che le parafarmacie divengano in blocco farmacie sembra improvvisamente preoccupare, perché toglierebbe all’ala liberista del partito quello che viene considerato un suo fiore all’occhiello. In attesa degli sviluppi, dentro e fuori della categoria dei farmacisti proseguono interventi e prese di posizione sul decreto. Venerdì in una nota il Conasfa (Federazione nazionale delle associazioni dei farmacisti non titolari) ha bocciato la proposta del concorso per quote riservate «perché apertamente in contrasto con il principio meritocratico» e con l’obiettivo «di garantire al cittadino la qualità del servizio». Dai medici veterinari dell’Anmvi, invece, arriva un no all’ipotesi di autorizzare la vendita dei farmaci veterinari nelle parafarmacie: «Si tratterebbe» si legge in un comunicato «di uno stravolgimento gravissimo della filiera del medicinale veterinario. La liberalizzazione dei medicinali veterinari comporta problematiche peculiari rispetto ai medicinali per l’uomo, tanto è vero che questa categoria di farmaci conosce, sia a livello europeo che nazionale, legislazioni diverse. La materia pertanto non può pertanto rientrare nell’articolo 11 del Decreto liberalizzazioni senza adeguati approfondimenti che vanno discussi con i medici veterinari italiani».(fonte farmacista33)

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Liberalizzazione ferroviaria

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2011

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“Si vuole ostacolare la liberalizzazione ferroviaria? Chi fa queste dichiarazioni non dice la verità” Lo afferma il Segretario Generale del Fast-Confsal Pietro Serbassi, rispondendo alle provocazioni del Forum del Trasporto ferroviario che si è schierato contro il provvedimento, contenuto nel maxiemendamento alla manovra-bis approvato dal Senato, che pone rimedio a un buco lasciato dal legislatore nel 2003. “Nel nostro Paese in 10 anni (dal 2000 al 2010) sono state rilasciate 62 licenze! Oltre 30 sono le imprese ferroviarie in possesso del Certificato di Sicurezza e le quote di merci e persone trasportate su ferro sono rimaste pressoché inalterate” sottolinea il sindacalista. “Nel trasporto ferroviario – incalza Serbassi – il rispetto delle norme di sicurezza è una
condizione imprescindibile e la si può garantire solo con l’applicazione di norme di impiego che tengono rigorosamente conto delle peculiarità del settore”. “Affermare poi che la manovra-bis obbliga tutte le imprese ferroviarie ad applicare il contratto delle Ferrovie dello Stato è come dire che le imprese metalmeccaniche italiane applicano tutte il contratto della Fiat – rimarca il Segretario del Fast-Confsal – quelli che si stanno lamentando sanno bene che il Contratto Collettivo Nazionale delle Attività Ferroviarie è un contratto di Primo livello con contenuti marcatamente diversi dal contratto delle Ferrovie dello Stato che è un contratto aziendale.” “Se il Governo non fosse intervenuto con una norma cogente per ripristinare condizioni di normalità – conclude Serbassi – nei prossimi mesi si sarebbe sviluppato un notevole conflitto sindacale oltre che un contenzioso legale plurimo.

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Farmaci: liberalizzazione fascia C

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2011

«Come farmacisti non titolari di farmacia, chiediamo al Parlamento di rimuovere un privilegio corporativo che risale a un periodo storico del nostro Paese, il ventennio fascista, nel quale la “domanda” di farmaci sul territorio, il grado di scolarizzazione e il rapporto tra cittadino/consumatore e servizi pubblici, certamente non erano quelli dell’Italia, moderna e secolarizzata, nella quale viviamo». A sottolinearlo un comunicato dell’Anpi che chiede al Parlamento maggiore attenzione sul tema delle “caste professionali”, sul quale sottolinea l’Anpi, il Governo per ora ha avuto un atteggiamento «da Ponzio Pilato». «In altri termini» aggiunge la nota Anpi «riteniamo urgente una riforma del sistema distributivo dei farmaci nella quale, rafforzata la figura del farmacista come professionista in grado di svolgere una funzione di “cuscinetto” tra le strutture sanitarie sul territorio e la popolazione, si dia al farmacista la possibilità di accedere alla professione in tutte le sue espressioni, compresa quella di fare impresa nella vendita dei farmaci con obbligo di prescrizione medica». Una liberalizzazione, quella dei farmaci di fascia C, conclude l’Anpi «alla quale si deve accompagnare anche la rimozione del prezzo fisso, attesa dalla professione e dai cittadini per le ricadute su occupazione, investimenti e risparmi». (M.M.) (fonte farmacista33)

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Processo di liberalizzazione

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Maggio 2011

Roma 31 maggio 2011 ore 17,30 Centro Studi Americani Via Caetani, 32 Introduce
Vincenzo Olita Ne discutono Giuseppe de Vergottini Giuseppe Pennisi. Il nono rapporto sulle liberalizzazioni conferma e documenta il passo stentato del processo di apertura dell’economia italiana, segnata, anzi, da una sempre maggiore presenza dello Stato. Nel totale silenzio dei mezzi di comunicazione e nell’inerzia della classe politica, le politiche di liberalizzazione sono semplicemente scomparse dall’orizzonte del discorso pubblico. In questo settore di policy, in altri termini, trionfano le non-decisioni. E forse non c’è da rammaricarsene più di tanto,visto che,in diversi casi, quando nuove regole sono formulate o deliberate (dalla riforma della professione forense alle modalità di gestione delle concessioni balneari), la maggioranza di governo si muove in direzione diametralmente opposta a quella auspicabile sulla base dei principi di liberalizzazione e apertura concorrenziale. Il nuovo piano per il Sud, l’intervento statale in difesa degli assetti proprietari di Parmalat, l’espansione delle partecipazioni municipali nel settore economico sono solo gli indicatori più evidenti di una tendenza all’aumento della presenza pubblica che pregiudica la libertà economica, riducendo sostanzialmente i margini di concorrenza. Il rapporto di Società Libera vuole fornire uno strumento utile al dibattito senza nutrire illusioni sull’influenza che potrà avere presso il ceto politico, ma con l’ambizione di rendere un servizio a fasce di opinione pubblica preoccupate per le condizioni del confronto in cui, a prescindere dal colore politico, termini come concorrenza, deregolazione, trasparenza e semplificazione risultano solo formule dal blando valore evocativo.
Società Libera, associazione di cultura liberale, vuole essere un’opportunità di collegamento per chi condivide la necessità di riflettere su cosa una società liberale richieda per essere sostanzialmente tale, interpretando una concezione del liberalismo razionale, non gridato, fondato su una continua revisione delle certezze.

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Urgente istituzione Autorità comparto ferroviario

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Vicario – accoglie positivamente la costituzione del Forum del Trasporto Ferroviario e si augura che sia il primo passo verso una vera liberalizzazione del settore, in grado di produrre una sana competizione tra le aziende del comparto. Sana competizione che non deve solo essere limitata alle aree di business, ma che deve garantire il c.d. servizio universale, migliorando il trasporto regionale soprattutto nelle tratte del Sud del Paese e fornendo un servizio puntuale e decoroso ai pendolari. Adiconsum – prosegue Giordano – chiede che al Forum partecipino anche le Associazioni dei consumatori, rappresentanti degli interessi di viaggiatori e turisti. Adiconsum chiede al Governo di istituire al più presto l’Autorità del comparto ferroviario.

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Liberalizzazione servizi postali

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 marzo 2011

Il settore postale, a livello nazionale e comunitario, è stato interessato negli ultimi anni da profondi cambiamenti che hanno riguardato il contesto regolatorio, il grado di concorrenzialità dei mercati e la marcata evoluzione delle esigenze della clientela verso una differenziazione dell’offerta dei servizi. Con la direttiva 2008/6/CE viene portato a compimento il processo di liberalizzazione del mercato dei servizi postali nei paesi della UE. Dal 1 gennaio 2011 gli Stati membri non possono concedere o mantenere in vigore diritti esclusivi per la forniture di servizi postali. Sullo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva la Commissione trasporti della Camera ha espresso il 16 febbraio parere favorevole. Il processo di liberalizzazione dei servizi postali è stato avviato con il decreto legislativo n. 261/1999, adottato in attuazione della direttiva 97/67/CE, la quale stabiliva regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e per il miglioramento della qualità del servizio. L’obiettivo perseguito fin dall’adozione di tale decreto era quello di conciliare l’apertura del mercato alla concorrenza e l’esigenza di salvaguardia dell’universalità del servizio sull’intero territorio nazionale, a condizioni accessibili per tutti gli utenti. Il decreto riconosce carattere di attività di preminente interesse generale alla fornitura dei servizi postali, nonché alla realizzazione e all’esercizio della rete postale pubblica.

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Costituzione: la figura del consumatore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

“Iscrivere ‘formalmente’ nella Costituzione la protezione dei consumatori”. E’ quanto chiede Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando il dibattito in atto sulla possibile modifica dell’articolo 41 della nostra Costituzione e ribadendo la proposta di riformularlo nella prospettiva di un espresso riconoscimento della figura del consumatore. “L’osservazione del mercato  -spiega Dona- dimostra che non sempre i consumatori sono tenuti nella giusta considerazione: i processi di liberalizzazione sono ancora osteggiati; le Autorità di controllo faticano ad esercitare con continuità la loro funzione di deterrenza nei confronti dei comportamenti scorretti; l’accesso alla giustizia, anche tramite l’azione di classe, è esageratamente difficoltoso per le liti di consumo”. “In questo contesto -prosegue il Segretario generale dell’UNC- il consumatore rischia di trovarsi esposto agli inganni del mercato, anche per la scarsa cultura dei propri diritti. Ecco perché, secondo la nostra Unione Consumatori, tra le priorità della futura azione di governo non potrà mancare un serio investimento nell’educazione al consumo dei nostri cittadini, a partire dalla scuola”. “Ed ecco perché -conclude Dona- iscrivere i diritti del consumatore nel 2° comma dell’art. 41 della Costituzione Repubblicana rappresenterebbe un primo importante passo per garantire libertà di impresa nel rispetto dei cittadini”.

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Assicurazioni: Proposte Isvap

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

“Le proposte formulate dall’ISVAP sulle tariffe relative all’RC-auto sono tardive e non aggiungono nulla di nuovo a quello che si ripete da anni senza risultati”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la segnalazione al Parlamento e al Governo formulata dall’ISVAP sull’RC-auto. “Il nodo vero -prosegue Dona- senza sciogliere il quale non si risolverà il problema del caro-polizze, è quello della liberalizzazione del settore, che in Italia c’è solo sulla carta: l’aumento costante dei prezzi è il risultato della mancanza di vera concorrenza all’interno del mercato italiano RC-auto dovuta soprattutto alla rigidità del sistema di vendita delle polizze”.“E’ indubbiamente importante -conclude Dona- istituire una banca-datii efficiente per contrastare il fenomeno dei sinistri fraudolenti, ma bisogna creare al contempo una bad company per impedire che le compagnie continuino a ‘scaricare’ su tutti gli assicurati i costi derivanti da tale fenomeno”.

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Liberalizzazione farmaci e farmacie

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 novembre 2010

Il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricala, e’ stato ascoltato dalla Commissione del Senato Igiene e Sanita’ sul tema delle farmacie e delle parafarmacie. E come sempre accade al presidente di questa Autorita’, si e’ distinto, nell’interesse dei consumatori, per chiarezza, semplicita’ e lungimiranza. L’interesse dei consumatori, per l’appunto. Ma e’ questo che vogliono anche i senatori che lo hanno ascoltato e, soprattutto, quelli che hanno proposto le restrizioni per le vendite fuori delle farmacie? E’ questo che vogliono quei legislatori che sembra agiscano telecomandati dalle case farmaceutiche e dalla corporazione dei farmacisti? Sembra di no, visto lo stato comatoso del nostro sistema di distribuzione: costoso e con vistosi deficit di presenza sul territorio; situazione che determina anche gli alti prezzi dei farmaci a monte.
Per questo crediamo che quanto rilevato da Antonio Catricala’ sia una sorta di libro dei sogni. Da cui e’ difficile venirne fuori: maggioranza e opposizione, pur se per motivi diversi, non giocano a favore del consumatore. La maggioranza perche’ non cedera’ mai sulla difesa del potere corporativo delle farmacie: ve l’immaginate una situazione in cui si possa aprire una farmacia solo rispondendo ad alcune condizioni tecniche e professionali dei gestori o -come rilevato da Catricala’- remunerando i farmacisti in modo forfettario per i farmaci passati dal Ssn? Fantascienza. Oppure, ve l’immaginate l’opposizione che consenta la vendita dei farmaci senza ricette anche in assenza di farmacista, e quindi rottura dell’attuale monopolio di fatto delle Coop? Altrettanta fantascienza.Comunque, diciamo grazie al presidente dell’Antitrust perche’ ci fa sentire meno soli. Per ora denunciamo la situazione di stallo e di probabile peggioramento rispetto alle riforme Bersani dell’epoca, con l’auspicio che questo possa portare ad una riflessione che faccia comprendere come la liberalizzazione puo’ solo far bene a tutti -produttori, venditori e consumatori- mentre l’attuale situazione fa male solo ai consumatori. (fonte aduc)

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No del senato alle parafarmacie

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

“E’ notizia di recente la decisione presa dalla XII Commissione Sanità del Senato, relativa all’utilizzo del DDL 863 Gasparri/Tomassini, come testo base per il riordino del sistema farmaceutico”.Così l’On. Scilipoti (IDV), nel corso dell’incontro, presso P.zo Marini, con il Direttivo nazionale delle Parafarmacie. “Questa è una scelta gravissima, perché va contro le indicazioni dell’anti-trust e le posizioni di tutte le associazioni di categoria dei consumatori e dei rappresentanti le Parafarmacie. In questo modo – prosegue l’On. Scilipoti (IdV) – si annullerebbero tutti quegli effetti positivi della liberalizzazione di alcuni farmaci voluti dalla L. 248/2006 (Decreto Bersani) che ha permesso, a esercizi diversi dalle farmacie convenzionate, di vendere farmaci senza l’obbligo di prescrizione medica, creando una sana concorrenza di mercato e scalfendo, seppur minimamente, il monopolio da sempre detenuto dalle farmacie, costrette, per questa ragione, a ridurre il prezzo di alcuni farmaci. A difesa delle Parafarmacie, esprimo, inoltre, il mio rammarico – conclude Scilipoti (IDV) – per la risposta negativa avuta dalla segreteria del Presidente Sen. Tomassini, relativa ad una richiesta di audizione di alcuni rappresentanti di categoria.  Auspicando che tale diniego non sia legato a motivazioni politiche che, ormai, bloccano da decenni il sistema farmaceutico italiano, il direttivo nazionale delle Parafarmacie è pronto a collaborare con le Istituzioni per sostenere la propria proposta di revisione del sistema con la nascita della “Farmacia Non Convenzionata”. (Angelica Bianco)

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Liberalizzazione trasporto marittimo

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani: “La vicenda Tirrenia rende manifesta l’assoluta incapacità del Governo Berlusconi di realizzare riforme liberali. Sotto la spinta dell’Unione europea, il Governo ha avuto la possibilità di liberalizzare il trasporto marittimo, valorizzare, privatizzandola, la più grande compagnia di navigazione italiana e restituire ai cittadini servizi efficienti e minori spese per lo Stato. È stato scelto invece di far passare Tirrenia dalle mani dello Stato a quelle della Regione Sicilia, prevedendo sussidi pubblici per 1,3 miliardi euro senza aver nemmeno definito gli obblighi di servizio universale. Intanto i bandi regionali, con altri 700 milioni di euro di sussidi in palio,  sono fermi e i lavoratori rimangono nell’assoluta incertezza, mentre le procedure di infrazione della UE pendono come un macigno. È evidente oramai che occorre separare il processo di privatizzazione da quello per l’affidamento dei servizi sussidiati e liberalizzare davvero il settore, con una nuova gara per individuare il fornitore che richieda i sussidi più bassi per effettuare i servizi  e che non sia necessariamente l’acquirente delle società del gruppo Tirrenia

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Senatori Pdl contro liberalizzazione fascia C

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

«Appare sorprendente che in parlamento si sia potuto approvare, con l’avallo della maggioranza, un ordine del giorno presentato dall’opposizione che impegna il Governo a prendere in considerazione la possibilità di vendere fuori dalle farmacie i farmaci di fascia C. Tale ipotesi va nella direzione opposta rispetto alla linea del Governo in materia di servizio farmaceutico, come più volte ribadita anche dal Ministro della Salute Ferruccio Fazio, e contraddice il lavoro della Commissione XII del Senato, al quale è affidato l’esame della riforma del settore». Questo il commento del senatore Antonio Tomassini, presidente della Commissione XII del Senato all’approvazione dell’Ordine del giorno presentato ieri da alcuni esponenti di IDV e PD, prima firmataria l’Onorevole Laura Froner. «Il testo approvato, oltretutto, contiene un vizio d’origine» rincara il senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, segretario della Commissione e relatore sui progetti di riforma del Servizio farmaceutico. «Infatti si parte da una fantasiosa premessa sulla manovra finanziaria, che si occupa di spesa e finanza pubbliche, per poi andare a incidere su tutt’altra materia, quale la concorrenza nella distribuzione del farmaco e l’eventuale, ipotetico risparmio per il privato cittadino. E a questo proposito», sottolineano i due esponenti del Pdl, «è bene essere chiari: i vantaggi economici sono più che altro teorici, mentre invece sono concreti i rischi per la salute». D’accordo anche Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani secondo il quale «trattare un argomento delicato come l’uscita dalla farmacia dei farmaci di fascia C soggetti a prescrizione all’intermo di un ordine del giorno collegato alla Finanziaria che dovrebbe occuparsi di tutt’altra materia, cioè della finanza pubblica, è un’oggettiva leggerezza». (fonte farmacista33)

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Carburanti: liberalizzazione totale

Posted by fidest press agency su domenica, 4 aprile 2010

“Se non si liberalizza totalmente il settore dei carburanti incentivando self e iperself, il problema dei prezzi alla pompa non sarà mai risolto”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC). “Dall’inizio di gennaio ad oggi -continua Dona- il prezzo medio della benzina è aumentato di quasi 18 centesimi al litro, mentre nello stesso periodo, il prezzo del petrolio è rimasto pressoché costante”. “Chiediamo al Ministero dello Sviluppo economico -conclude Dona- di intervenire urgentemente con le misure attese per evitare fenomeni speculativi”.

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Benzina: per il prezzo è necessaria una soluzione

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2009

“Per tenere sotto controllo l’andamento del prezzo del carburante è bene considerare tutte le opzioni possibili: l’ipotesi di aggiornare il listino dei prezzi con cadenza settimanale è da prendere in considerazione, magari verificandone l’efficacia con un periodo di sperimentazione”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, proponendo che la proposta avanzata dal Ministero dello Sviluppo Economico sia al centro dell’incontro tra le Associazioni dei consumatori e l’Unione Petrolifera previsto per il prossimo 17 dicembre. “Una soluzione -conclude Dona- per tenere sotto controllo i prezzi deve essere necessariamente trovata anche con la liberalizzazione dell’intero settore dei carburanti”.

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Aerei: Bagagli

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

Le vicende di questi giorni a danno dei passeggeri avvenute all’aeroporto di Fiumicino – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum – non sono che la punta dell’iceberg di un trasporto aereo sempre più incontrollato, perché privo di una reale Autorità di controllo. È indispensabile, anche per il settore trasporti, un’Autorità di regolazione in considerazione del processo di liberalizzazione e privatizzazione in atto. Adiconsum da tempo – continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – chiede al Governo pieni poteri di controllo e sanzionatori per l’Enac. Il crescendo della presenza delle compagnie low cost, il sistema degli appalti aeroportuali, i comportamenti sempre più “disinvolti” degli operatori del settore, richiedono regole e poteri che Enac con la legislazione attuale non ha. È ormai improrogabile per Adiconsum un tavolo permanente che affronti i disservizi crescenti del trasporto aereo presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Solo la concertazione tra le Associazioni dei Consumatori e le categorie del trasporto aereo, può ridimensionare fortemente i gravi disservizi registrati in quest’estate (v. anche vicende Myair e Todomondo). Adiconsum chiede al Ministro dei Trasporti l’istituzione di un’Autorità per il settore trasporti anche per  varare un Piano dei Trasporti annunciato e mai attuato, capace di dare impulso reale al turismo ed all’intera economia del Paese. Ecco un breve vademecum di Adiconsum su cosa fare in caso di smarrimento dei bagagli: 1.     conservare il talloncino adesivo che reca impresso il numero identificativo assegnato al bagaglio; 2.     conservare tutte le ricevute delle spese per effetti personali e non, dovute dallo smarrimento del bagagli; 3.     presentare denuncia di smarrimento, attraverso il modello PIR (reclamo bagaglio), presso l’ufficio aeroportuale deputato alla perdita dei bagagli, che si trova (o dovrebbe trovarsi) in ogni aeroporto nazionale o internazionale; 4.     chiedere, entro 21 giorni dalla data di smarrimento del bagaglio, alla Compagnia aerea l’indennizzo, tramite raccomandata A/R; 5.     chiedere, entro sette giorni, in caso di bagaglio consegnato danneggiato, l’indennizzo alla Compagnia aerea. Inoltre ricordiamo che: •       l’indennizzo massimo per convenzione in caso di distruzione, perdita, deterioramento o ritardo del bagaglio, è di circa 1.100 euro per passeggero. Ciò non toglie che il giudice di pace possa prevedere anche indennizzi superiori; •       molte Compagnie aeree prevedono somme inferiori. Tali disposizioni sono nulle in quanto non  conformi alla Convenzione di Montreal; se il passeggero dichiara un valore del bagaglio superiore, dietro pagamento di un’eventuale tassa supplementare, la Compagnia aerea è tenuta a pagare l’indennizzo, sino a concorrenza, per la parte cioè che eccede il rimborso previsto per legge.

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Sicurezza alimentare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

Il documento finale sulla sicurezza alimentare redatto e approvato da G8+5, più alcuni Paesi africani più un pattuglione di organizzazioni internazionali – FAO, IEA, IFAD, ILO, IMF, OCSE, UN High Level Task Force on the Global Food Security Crisis, WFP, World Bank, WTO a alcune realtà private e miste come Alliance for a Green Revolution in Africa (AGRA), Bioversity/Consultative Group on International Agricultural Research (CGIAR), Global Donor Platform for Rural Development, Global Forum on Agricultural Research (GFAR), non può fare a meno di riconoscere e di assumere le parole d’ordine e le richieste dei movimenti. I Grandi hanno riconosciuto che una sicurezza alimentare sostenibile, un’alimentazione sufficiente e un’agricoltura anch’essa sostenibile devono essere affermate come priorità nell’agenda politica, e per assicurarle debbono essere coinvolti tutti gli attori sociali rilevanti, – dalle istituzioni, ai piccoli produttori, al settore privato, a livello globale, regionale e nazionale. La cattiva notizia, secondo la coalizione Help Local Trade – che coordina ong Crocevia, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Fair, Mani Tese, ong Mais e Servizio Civile Internazionale e lavora per la promozione delle economie locali e solidali in risposta alla crisi della globalizzazione – è che questo testo mantiene al centro, in parallelo, i vecchi attori e modelli: una nuova spinta al libero commercio e alla WTO per risolvere la crisi, che Berlusconi stesso ha indicato come strumento strategico per permettere ai paesi poveri di battere la povertà, annunciando una mini-ministeriale per i primi di settembre che dovrebbe portare la WTO fuori dalle secche presenti. http://www.helplocaltrade.org

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Farmaci: anche la Coop sul mercato

Posted by fidest press agency su sabato, 30 Maggio 2009

E’ possibile produrre farmaci a costo più basso ma con uguale qualità ed efficacia. Lo ha reso evidente Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Coop Italia, portando sul mercato farmaci a marchio Coop e dimostrando che è possibile abbassare il prezzo dei farmaci di più della metà, intervenendo sulla filiera e mantenendo, comunque, un margine di profitto. Questo è solo un esempio di come la liberalizzazione abbia contribuito ad introdurre la competizione nel settore farmaceutico, prima assente. Il Presidente di Primoconsumo, al riguardo afferma: “Trovo molto positivo che la Coop si sia mossa nel settore farmaceutico e penso che i farmaci generici, venduti anche nei supermercati, riducano i prezzi e favoriscono il consumatore, mantenendo comunque la qualità del prodotto”.

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