Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘libere professioni’

“Le libere professioni rappresentano un comparto fondamentale per la nostra economia”

Posted by fidest press agency su martedì, 22 ottobre 2019

“Con 2,3 milioni di unità si concentra in Italia la maggiore percentuale dei professionisti censiti nei 18 Paesi dell’Unione europea, una platea pari al 26% del lavoro indipendente, capace a sua volta di occupare circa 900 mila persone. Secondo il rapporto 2018 di Confprofessioni, i liberi professionisti più di altri hanno retto alla crisi economica ed alla seguente stagnazione, tuttavia il contributo al Pil dal 2011 al 2016 è calato dal 12,8% al 12,4%. Difendere le libere professioni significa difendere un modello sociale nel quale crediamo. I liberi professionisti necessitano di risposte urgenti ed indifferibili da parte del Governo, in termini di difesa della propria specificità ed identità, di riduzione della pressione fiscale, di semplificazione delle incombenze burocratiche, di tutela della meritocrazia anche a difesa di un modello che funziona e che è tipicamente italiano”. Così Marcello Gemmato, deputato di Fratelli d’Italia intervenendo in aula alla discussione generale sulla mozione concernente iniziative a sostegno delle libere professioni.

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Libere professioni: legge quadro per valorizzarle

Posted by fidest press agency su sabato, 9 marzo 2019

“Anni di sciatteria, quando non di provvedimenti punitivi nei confronti delle libere professioni, hanno comportato l’accentuazione di una crisi economica già dura. Due sono le richieste che avanziamo al Governo e alla sua maggioranza: varare con urgenza una legge quadro per il rilancio e la valorizzazione delle libere professioni, sancire il diritto inalienabile all’equo compenso e il ripristino dei minimi tariffari, anche a tutela dell’art. 2233 del codice civile e dell’art. 36 della Costituzione, calendarizzando immediatamente le diverse proposte di legge depositate, tra le quali la prima in ordine cronologico è di Fdi. Le libere professioni devono essere riconosciute come una tradizione culturale italiana, una caratteristica modalità di relazione fiduciaria tra committente e cliente e ogni subdolo tentativo di smantellamento va rintuzzato. Ricordo che nella scorsa legislatura gli attuali partiti al governo capeggiarono con noi il corteo di protesta organizzato da tutte le categorie delle professioni intellettuali, pertanto ci aspettiamo oggi comportamenti politicamente coerenti e una veloce ed efficace azione legislativa. Sono pronto a fare questa battaglia in Parlamento e vorrei fosse condivisa da tutti coloro che hanno a cuore le sorti delle libere professioni”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi – intervenendo all’incontro organizzato dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, in collaborazione con la Fondazione Inarcassa, in materia di ‘equo compenso’ per i liberi professionisti.

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L’O.U.A. suscita solo indignazione nei cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

La “casta” ha  salvaguardato  gli avvocati in pensione  affondando tutti quelli non pensionati.Dal decreto “milleproroghe”  due notizie una cattiva e una buona per gli avvocati ed entrambe hanno un unico  attore  protagonista:l’O.U.A.   Per fortuna  che la notizia cattiva è bilanciata  da quella buona.  La notizia cattiva è quella che  gli avvocati non pensionati, in particolare i più giovani – non ancora inseriti nel mercato delle libere professioni – sono obbligati a versare un contributo previdenziale,  che è aumentato dagli originari mille e settecento euro circa agli attuali tremila e cinquecento, a prescindere dal reddito e dal compimento del trentacinquesimo anno di età. La notizia buona, è l’entrata in vigore dell’obbligatorietà  della mediazione civile dell’esperimento  del procedimento  di  mediazione   quale  condizione    di    procedibilità   della   domanda    giudiziale che avrà decorrenza a partire dal 20 marzo 2011. l’O.U.A. sapete cosa fa? Indice uno sciopero cont! ro la mediazione e contro i cittadini. Bocche cucite  sulla prima notizia da parte di chi, avrebbe dovuto difendere e non ha difeso i giovani e non giovani avvocati al contrario della seconda  nei confronti della quale vi è stato  e c’è un continuo attentato  contro il diritto degli avvocati a  conoscere  come realmente stavano e stanno le cose in materia di mediazione civile.  Ora s’avverte un grave disagio fra gli avvocati,  c’è la corsa a formarsi  per specializzarsi in  conciliatore per allinearsi con i  colleghi che  già da tempo sono “operatori della mediazione” – afferma Pecoraro presidente dell’organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato dell’ ANPAR.  Gli avvocati  e gli ordini professionali, compresi quelli degli avvocati, più attenti ai fatti e non alle chiacchiere, dal 20 marzo 2010 sono pronti  a sedersi comodamente al tavolo ! della mediazione obbligatoria. Sono tanti gli ordini degli avvocati appartenenti all’O.U.A  che si sono costituiti in organismi  di conciliazione e contrari allo sciopero indetto due giorni prima dell’entrata in vigore della obbligatorietà.  Gli attacchi alla mediazione?  Si spiegano  con il clima  clientelare  con il quale vengono gestiti  alcuni ordini “politici”  degli avvocati,  altro che arricchimento di organismi privati di conciliazione.  Gli organismi privati di conciliazione assommano solo responsabilità  e non risorse a differenza degli organismi pubblici che hanno molte  risorse e poche responsabilità, sulle designazioni, il fenomeno clientelare c’era, resta e continuerà- conclude Pecoraro. (A. Bove)

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