Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 25

Posts Tagged ‘libertà stampa’

Libertà di stampa? In pericolo persino in Francia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

I giornalisti denunciano una situazione “inedita” per il diritto di cronaca in Francia. Quattro sindacati di giornalisti – SNJ e le branche sindacali delle tre grandi confederazioni sindacali del settore (CGT, CFDT, FO) -, come riportato tra l’altro dal quotidiano “Le Monde”, hanno denunciato lunedì 10 con un comunicato la situazione “inedita” nell’esercizio della professione giornalistica verificatasi sabato 8 dicembre a Parigi.
Sono stati subito supportati dalla Federazione europea e mondiale dei giornalisti (FEJ e FIJ), mentre fin qui tace pudicamente la Federazione nazionale della stampa italiana, molto più “abituata” a tacere di fronte alle angherie del potere, sia economico che politico.
“È totalmente inaccettabile, in una democrazia e in uno stato di diritto, che i poteri pubblici non garantiscono la libertà di informare”.La denuncia illustra i caso di due fotografi del Parisienne, colpiti intenzionalmente dalle “balle defense” (come peraltro accaduto a manifestanti pacifici e inermi, come testimonia questo video).Inoltre, un fotografo del Journal de Dimanche è stato ricoverato dopo le percosse subite da un agente dei CRS. Altri quindici giornalisti avrebbero subito violenze.Ad alcuni giornalisti è stato intimato di disfarsi dei propri indumenti protettivi, prima della manifestazione, sotto la minaccia di essere posti in stato di fermo.Sembra evidente che l’accanimento su fotografi e operatori video sia motivato dalla volontà di non lasciare “tracce” inconfutabili del proprio comportamento violento e illegale.I quattro sindacati chiedono spiegazioni alle autorità sulle indicazioni date agli agenti sabato e hanno invitato i colleghi a segnalare le varie violazioni. Un episodio inquietante, che insieme alla negazione preventiva della libertà di manifestare denunciata da alcuni legali, e i numerosi episodi di violenza sui manifestanti tutti documentati da video e foto, danno il senso di una pericolosa involuzione delle minime garanzie democratiche in Francia.

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“Raggi all’angolo inveisce su libertà stampa, solidarietà a Repubblica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

“Incapace di governare e di ammettere le proprie responsabilità, la Sindaca di Roma preferisce far finta che la manifestazione di sabato sia stata orchestrata dall’opposizione anziché da liberi cittadini stanchi di una città allo sbando. In pratica, anziché fare un necessario ‘mea culpa’, la Raggi attacca la libertà di stampa prendendosela con il quotidiano la Repubblica, dando così un ennesimo segnale di miopia. È attaccata su più fronti, con un processo pendente e il fallimento amministrativo che ormai è sotto gli occhi di tutti, nonostante ciò la Sindaca circoscrive l’evento di sabato a una protesta politica e la butta in ‘caciara’ contro i soliti nemici giornalisti accaniti. Vecchia storia, Virginia, ormai – a parte qualche tuo amichetto su facebook – nessuno ti crede più”. Lo dichiara in una nota il gruppo capitolino del Pd. (n.r. Le opposizioni, riguardo l’amministrazione della Raggi a Roma, non hanno tutti i torti di là degli spunti polemici che non possiamo del tutto condividere. Noi che ci mettiamo dalla parte di chi vede la situazione solo da cronisti avevamo colto l’inversione di tendenza, già dopo alcuni mesi dalle elezioni, dei romani che plebiscitariamente l’avevano votata. E abbiamo anche intuito la ragione che si è validata nel tempo. Siamo anche convinti che i suoi supporter pentastellati da Grillo in testa si erano da subito resi conto dell’errore ma non hanno avuto il coraggio di dimissionare la sindaca nel timore di perdere il consenso elettorale con una nuova chiamata al voto. Ci siamo anche chiesti cosa possa aver provocato questa inversione di tendenza e la risposta riteniamo di averla trovata nella perdita di contatto con il popolo romano che vuole sentire il sindaco come una sua creatura e partecipare anche alle sue defaillances se confessate, se spiegate, se emendate. E dire che ai romani basta poco per conquistarli. Non ha saputo scendere in piazza, mescolarsi tra la gente, parlare se non dietro il paravento degli incontri istituzionali e delle conferenze stampa per dare della sua amministrazione un’immagine non sempre corrispondente alla realtà e non è necessario essere smaliziati per capire che stava ciurlando nel manico.)

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Turchia: i deputati condannano le morti di civili ad Afrin e la repressione contro la libertà di stampa

Posted by fidest press agency su domenica, 4 febbraio 2018

turchiaStrasburgo 5-8 febbraio 2018, sessione plenaria parlamento europeo. In un dibattito con Federica Mogherini martedì, i deputati dovrebbero condannare l’assalto militare della Turchia contro l’enclave curda di Afrin (Siria) e le centinaia di arresti effettuati dal governo di Ankara nel tentativo di censurare le critiche su tale operazione.Il 29 gennaio scorso, il ministero degli interni turco ha annunciato che la Turchia, nei 10 giorni precedenti, aveva detenuto 311 persone per “diffusione di propaganda terroristica” sui social media. Tra i detenuti figurano politici, giornalisti e attivisti che hanno chiesto la pace e condannato l’offensiva militare del governo turco nell’enclave siriana nordoccidentale di Afrin.Questi arresti fanno parte della più ampia azione di repressione della libertà di stampa in Turchia, iniziata dopo il fallito colpo di Stato militare del luglio 2016. I deputati ne discuteranno martedì pomeriggio, in un dibattito con il Capo della politica estera dell’UE, Federica Mogherini. A seguito di questa discussione, i deputati dovrebbero poi condannare l’offensiva aerea e terrestre turca contro l’enclave curda di Afrin nella Siria settentrionale, che ha causato la morte di molti civili. Una risoluzione sarà votata giovedì.

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In Italia la libertà di stampa è ai minimi storici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 ottobre 2016

GiornalistiGregorio Fontana, deputato e responsabile nazionale dell’organizzazione di Forza Italia, ha dichiarato:“Le reazioni scomposte del Partito democratico alla sacrosanta proposta di Renato Brunetta, di far monitorare dall’OSCE la campagna elettorale per il prossimo referendum, tradisce il nervosismo di chi vede ogni giorno avvicinarsi il momento della sconfitta. Ben vengano gli osservatori internazionali a certificare lo strapotere mediatico del governo Renzi e la situazione di grave deficit di democrazia che vive il nostro Paese ai tempi di Renzi. Infatti, la classifica sulla libertà di stampa di quest’anno, redatta da Reporters Sans Frontieres, vede l’Italia al settantasettesimo posto, dopo la Grecia, tra i peggiori d’ Europa”.

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I deputati europei chiedono chiarimenti sull’accordo UE-Turchia e il rispetto del diritto internazionale

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2016

giornalistiturchiaParlamento europeo. In un dibattito in plenaria con il Consiglio e la Commissione, la maggior parte dei leader dei gruppi politici ha insistito che i negoziati di adesione con la Turchia e i colloqui sulla liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi che viaggiano verso l’UE non dovrebbero essere collegati alla questione dei profughi.Le minacce alla libertà di stampa in Turchia e il recente sequestro del quotidiano Zaman da parte delle autorità, così come il trattamento riservato alle minoranze curde da parte del governo turco, sono stati discussi durante il dibattito con il ministro olandese Jeanine Hennis-Plasschaert, in rappresentanza del Consiglio, e il Vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis.
Nel corso del dibattito si è inoltre discusso dei preparativi per il prossimo vertice del Consiglio europeo, che si terrà il 17-18 marzo prossimi. I deputati hanno inoltre parlato di politica fiscale e di coordinamento delle politiche economiche del “semestre europeo”, punti che figurano all’ordine del giorno del prossimo giorno del vertice.Le modifiche alle regole per i visti implicano la commutazione del Paese interessato da una lista a un’altra, nell’allegato del relativo al regolamento del 2001, e tali modifiche sono soggette alla procedura di codecisione che necessita un accordo fra Parlamento e Consiglio.Il miliardo di euro proveniente dal bilancio dell’UE, cosi come presentato dalla Commissione per i rifugiati in Turchia, come pure eventuali fondi ulteriori provenienti dall’UE, dovrà essere negoziato e approvato dal Parlamento nel quadro della procedura di bilancio.

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In materia di libertà di stampa

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2009

Il Tribunale di Lecce  in composizione monocratica, nella persona del Giudice dr.ssa C. Invitto, ha nei giorni scorsi pronunciato una interessante sentenza in materia di libertà di stampa e di critica su ricorso giudiziale proposto dall’Avv. Piergiorgio Provenzano e dall’avv.Pandiscia di Roma. La vicenda processuale nasce a margine della nota vicenda della cessione del quotidiano di Lecce al gruppo Caltagirone, che vide svilupparsi una forte contrapposizione tra i giornalisti, divisi tra chi accettava le condizioni della nuova proprietà e chi non le accettava e veniva licenziato. In tale contesto di aspra contesa fu pubblicata sul giornale “Stampa di Puglia e Basilicata”, periodico dell’Assostampa locale, una pagina in cui venivano raccolte le manifestazioni di solidarietà nei confronti dei giornalisti licenziati.  Alcuni giornalisti tra quelli che avevano sottoscritto l’accordo con la nuova proprietà ritennero lesiva della loro dignità ed onorabilità una di queste testimonianze, a firma di un rappresentante del sindacato dei giornalisti, in quanto, parlando appunto dei giornalisti che avevano fatto accordi, li aveva apostrofati con le espressioni “servi della gleba”, definendoli come esercenti “il mestiere più antico del mondo”. Per questo motivo avviarono un giudizio civile innanzi il Tribunale di Lecce, citando in giudizio quel giornalista ed il direttore responsabile della testata sindacale che aveva pubblicato il pezzo, chiedendo il risarcimento dei danni quantificati in un miliardo di vecchie lire. Ora con tale sentenza il Tribunale di Lecce, nelle due espressioni incriminate “servi della gleba” e “mestiere più antico del mondo” non ha ravvisato efficacia lesiva dell’onorabilità dei destinatari di tali appellativi, peraltro non indicati nominativamente ma in maniera generica, ritenendo che tali termini, benché forti, rientrassero comunque “abbondantemente nei limiti della correttezza formale e del rispetto dell’altrui dignità, in quanto espressioni non grevi né volgari né di per sé inequivocabilmente destinate ad umiliare il destinatario delle stesse”, ed “obiettivamente dirette a soggetti non individuati e che pertanto anche sotto tale aspetto perdono ogni valenza offensiva dell’immagine altrui, perché non riferite a qualcuno in particolare”. Tale importante decisione, secondo Giovanni D’Agata componente nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, ristabilisce in termini chiari ed inequivocabili il diritto di critica e di critica aspra, senza che per questo un giornalista che tale diritto eserciti debba temere conseguenze giudiziarie in un momento storico, come il nostro, in cui la libertà di stampa viene sempre più presa di mira da interessi personalistici.

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La costituzione italiana vista da Stefano Surace

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Gli abbiamo cosa ne pensa dell’attuale scontro drammatico fra la Corte Costituzionale e l’attuale capo del governo italiano Silvio Berlusconi, con sullo sfondo il Presidente della repubblica Giorgio Napolitano. Riassumiamo quì di seguito il suo commento. Per rendersi conto che la Costituzione italiana non è democratica basti dire che, per esempio, non solo non garantisce la libertà di stampa ma neanche la nomina, neppure nel famoso articolo 21 poichè parla solo vagamente, di una libertà di espressione per i cittadini, cosa ben diversa della libertà di stampa che è invece libertà di informazione, e quindi di controllo democratico, da parte della stampa, per conto del pubblico – che in democrazia, non dimentichiamolo, è sovrano – su ogni questione di pubblico interesse… Ben diversamente, per esempio, dalla Costituzione americana, che al primo emendamento stabilisce a chiare lettere che il Congresso (corrispondente al nostro Parlamento) “non può emanare leggi che limitino la libertà di stampa”. Ciò per la semplice ragione che la libertà di stampa, per chi non lo sapesse, o fingesse di non saperlo, è un pilastro fondamentale della democrazia. In carenza di libertà di stampa qualsiasi democrazia non potendo che degenerare in tempi brevi. Chiaro che chi si appella alla intoccabilita sacra della Costituzione lo fa solo perché gli conviene così com’è, consentendogli di perpetuare privilegi tutt’altro che democratici e confessabili. Patetico perciò chi afferma, come Veltroni, che bisogna essere fedeli all’attuale Costituzione poiché è nata “grazie al sacrificio di milioni di italiani che contrastarono chi aveva cancellato il ruolo del Parlamento e messo gli oppositori in condizione di non poter esprimere le proprie idee”. Certo che è nata così (oltre che da compromessi contingenti fra posizioni, ideologiche poi crollate) ma è certo che da tempo non è più adeguata alla realtà. E non è che si si tratti solo di libertà di stampa (citata qui solo come esempio eclatante) ma anche di consentire efficacia e tempestività al governo e al Parlamento, attualmente ostacolati da norme costituzionali lontane anni-luce da quelle ben collaudate in vigore da tempo negli Stati democratici. Dando ai cittadini una certezza del diritto con un codice di procedura penale degno di questo nome, che fra l’altro imponga che i P.M. siano ben separati dai giudici, escludendo ogni possibilità che poi passino a giudici, e che siano messi allo stesso livello dei difensori.  Un codice che preveda fra l’altro una garanzia fondamentale che esiste in tutti i paesi occidentali salvo, guarda un pò, in Italia (la ex culla del diritto che ne è divenuta la tomba) secondo cui una condanna “in absentia” cioè emessa in un processo in cui l’accusato non è stato presente, non può assolutamente diventare definitiva… Sicche bisogna rifare il processo allorché il “condannato”, in un modo o nell’altro, diventa presente. Insomma si assiste al fenomeno che una serie impressionante di riforme strutturali e istituzionali, in atto da tempo negli altri Paesi europei, in Italia non si riesce mai a farle con grave danno per i cittadini e per il peso internazionale della Penisola Che si aspetta dunque di coprirla senza pietà di emendamenti ben fatti, questa Costituzione non democratica? Ancora una volta bisogna riconoscere che Surace, dal suo ineffabile osservatorio parigino, non manca di chiarezza e di indipendenza di giudizio sugli aspetti inquietanti di certe istituzioni della Penisola. (fonte: http://abcnews.free.fr)

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Parlamento europeo: libertà di stampa

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2009

Dichiarazione di David-Maria SASSOLI per il gruppo politico (S&D, IT)  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signora Commissario, ognuno di noi è influenzato dal contesto in cui vive e capiterà anche a voi di sentirsi dire prima di venire qui a Bruxelles: “ricordati che hai una grande responsabilità, che noi abbiamo una grande responsabilità”, quella di far diventare migliore il tuo paese.  Noi sappiamo che i nostri paesi saranno migliori se l’Europa sarà più forte, in grado di rispondere con un senso di giustizia alle aspettative dei cittadini. Noi sappiamo che questo è possibile se lo facciamo tutti insieme, naturalmente; se sapremo mettere in comune i beni più preziosi, le nostre Costituzioni, quel bagaglio di valori e di norme giuridiche, di diritti, che sono la vera ricchezza dell’Europa. Tante polemiche colpiscono il mio paese ma voglio rassicurare subito tutti che stiamo parlando di un grande paese democratico, che ha una grande Costituzione. Ieri per noi italiani è stato un giorno molto importante, perché la Corte costituzionale, di fronte agli sbandamenti e alle richieste di impunità, ha riaffermato un principio semplice e antico, quello secondo cui tutti i cittadini sono uguali di fronte alla giustizia. Però noi sappiamo che anche i grandi paesi possono sbandare, possono confondere beni pubblici e interessi privati. Ma noi non possiamo permetterci che gli Stati nazionali si indeboliscano.  La direttiva che noi chiediamo alla Commissione deve essere per tutti gli Stati membri. Non c’è una questione italiana: c’è una questione europea. Dirò di più: vogliano che l’interrogazione che presenteremo a Strasburgo venga modificata. Vogliamo che si tratti della discussione del pluralismo in Italia e in Europa.
Dichiarazione di Francesco Speroni per il gruppo politico (EFD, IT)  Signor Presidente, l’Unione europea è uno spazio di libertà e di democrazia: non fa eccezione l’Italia, anche per quanto riguarda l’informazione. Se non bastasse esaminare la pluralità di pubblicazioni presenti nelle edicole, vedere l’ampia offerta di canali televisivi, anche a diffusione locale, si dovrebbero valutare le relazioni di organismi indipendenti come l’Osservatorio di Pavia, secondo il quale l’opposizione, sui telegiornali della televisione statale, ha uno spazio pari al 60 percento e del 49 percento sulle reti Mediaset. Si consideri poi che, su 455 pronunce della Corte per i diritti umani di Strasburgo in merito alla libertà d’informazione, solo sette riguardano l’Italia, rispetto alle 29 della Francia e alle 28 del Regno Unito.  Quanto a sostenere che gli organi d’informazione sarebbero condizionati dal fatto che il presidente del Consiglio, esercitando come cittadino un suo diritto costituzionale, ha intentato azioni giudiziarie contro taluni di essi, è di stretta attualità riconoscere come in Italia, dai primi gradi di giudizio fino a quelli finali e inappellabili, la magistratura di certo non sia certo prona rispetto al capo del governo; anzi a volte l’impressione è quella contraria.  In Italia la libertà  di espressione è garantita: chi sostiene il contrario, abbia il coraggio, non già di proporre generiche proposte di risoluzione di taglio meramente politico, ma di avviare la procedura di cui all’articolo 7 del Trattato, che richiede prove e documentazione allo stato dei fatti assolutamente inesistenti.

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Minacce alla libertà di stampa

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2009

“Lo dico da cittadina, da giornalista e da parlamentare. Scendere in piazza per difendere la libertà d’informazione è sempre un dovere: E lo è maggiormente quando un governo palesa in maniera inequivocabile voglie di censura sui programmi Rai ed esercita pressioni sempre più pesanti sui giornalisti e sugli organi di stampa. Il tentativo costante di limitare la libertà dei giornalisti di informare e la libertà dei cittadini di essere informati innesca oltretutto un meccanismo di avvelenamento del modo di fare informazione nel nostro paese. Questo è un problema in Italia ed è anche un problema per l’Italia in Europa. La situazione della libertà d’informazione da noi è talmente critica al punto che approderà anche al centro dei lavori della prossima sessione plenaria del Parlamento europeo”. Lo ha dichiarato Silvia Costa, europarlamentare Pd, a margine della manifestazione nazionale di questo pomeriggio a Piazza del Popolo a Roma. “L’anomalia italiana di un premier proprietario di tre canali televisivi nazionali, del maggiore gruppo editoriale italiano e della principale concessionaria di pubblicità nel paese e che da capo del governo esercita il controllo sulla televisione pubblica, merita di essere discussa anche a Bruxelles – ha proseguito Silvia Costa -. E’ necessario, davanti ai rappresentanti degli altri paesi europei, testimoniare la preoccupazione ed il disagio per il pesante clima di condizionamento e di intimidazione di questi giorni e di questi mesi”.

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Dovere di informare, diritto di sapere

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2009

Di cosa siamo liberi in questo paese? Di maledire i telegiornali di regime? Di masticare amaro per quotidiana la rassegna di interviste deferenti e di cronache ubbidienti al governo? Siamo liberi di non comprare i giornali che non ci piacciono, di tener spenta la televisione, di parlar d’altro? Non è libertà, questa: è rassegnazione. Contro questa rassegnazione, contro il vizio di voltarsi dall’altra parte, oggi Sinistra e Libertà è in piazza. Vogliamo che questo paese si riprenda la liberta di dire, di scrivere, di leggere, di avere opinioni. Libertà di essere informati: perché non lo siamo affatto. E non solo per colpa della stampa e dei tg di Berlusconi. Attorno a noi vediamo troppi giornali che si sono trasformati in un partito: e quando diventi la gazzetta di un segretario, poco importa che quel segretario sia di destra o di sinistra. E’ quello che rimproveriamo a Repubblica, giornale autorevole ma politicamente fazioso, convinto a torto che oscurare le ragioni della sinistra italiana sia buon giornalismo. (Claudio Fava)

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La libertà di stampa

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

Editoriale fidest. Vorrei capire di che libertà stiamo parlando. E, inoltre, sapere contro chi si protesta se si pensa che sia stata violata. La libertà di stampa si racchiude in un rapporto a due: tra l’editore e i giornalisti e con un terzo incomodo, la pubblicità. Diciamo, dunque, che sono tre i soggetti in questione mentre sullo sfondo si agita la politica e la finanza e l’economia e con l’interfaccia di quell’editore la cui professione prevalente è quella dell’imprenditore o del finanziere. Persino un editore “puro” finisce con l’essere intrappolato dalla logica capitalistica e dalle sue interferenze nel mondo dell’informazione. Al lettore finale sono questi i segnali che gli pervengono e ne subisce gli effetti distorsivi allorché l’imprenditore-editore per vendere più copie ragiona allo stesso modo dell’imprenditore alle prese con la produttività delle sue imprese industriali e commerciali. Vendere più giornali significa referenziarsi nei confronti degli sponsor e condire il tutto con quel valore aggiunto che può provenirgli dalla politica e dai suoi influenti supporter. Ecco come nasce e prospera un giornale o i media, in generale. Ecco come la libertà di stampa si adegua alle esigenze del mercato e s’inchina ai poteri dominanti. Non è quindi il governo in sé a influire sull’autonomia delle testate ma l’intreccio di interessi compositi. Al giornalista cosa rimane? Poco o nulla. Ma non per questo diventa amico o nemico del governo in carica. Solo chi diffonde il suo pensiero su internet o ha un’agenzia di stampa di cui è giornalista e proprietario si può permettere scelte in piena libertà di giudizio, ma anch’egli, a ben considerare, ha dei limiti se alla fine censura il pensiero degli altri che gli scrivono. La sua resta una libertà di stampa che fa fatica ad essere obiettiva e a non far risentire i propri umori e la tentazione di farli prevalere. Alla fine c’è da chiedersi se veramente esiste la libertà di stampa. Persino gli  opinion leader finiscono con il passare per quella genia di intellettuali che mettono la loro penna al servizio di una corrente di pensiero che vuol uscire dal chiuso della sua posizione minoritaria o potenziare sempre di più il pensiero dominante. Pochi sono stati i pensieri liberi ovvero di chi nutre un rapporto critico con il proprio pensiero e cerca di continuo un confronto con gli altri, ma senza pregiudiziali. Sono quei pochi che probabilmente ci fanno ancora dire che esiste la libertà di stampa. Per gli altri è solo una pia illusione, e sono la stragrande maggioranza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Adesione alla manifestazione su libertà stampa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

L’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia aderisce alla Manifestazione nazionale in difesa della libertà di informazione del 3 ottobre. Le ragioni di questa adesione sono radicate nella convinzione che solo in una società in cui è garantita la libera circolazione delle idee è possibile essere cittadini e cittadine responsabili delle proprie scelte in ogni campo. Indipendentemente dalle posizioni politiche dei singoli, che vanno tutte rispettate, le chiese battiste, che vengono da una tradizione di non-conformismo ed operano al loro interno attraverso processi di ricerca del consenso liberi e democratici, esprimono con questa adesione la loro preoccupazione per il tentativo in atto nel nostro paese di soffocare e screditare tutte le voci che direttamente o indirettamente dissentono dalle politiche di governo e pongono domande politicamente legittime a chi ci governa. La storia mostra come spesso l’insofferenza diventa intolleranza, l’intolleranza censura e la censura violenza. Riteniamo che sia importante fermare questo processo degenerativo per evitare gravi derive anti-democratiche e forme imposte di conformismo politico e culturale. L’Evangelo di Gesù Cristo ci spinge a non aver paura della verità, anche delle verità più scomode che mettono in questione il nostro stile di vita e le nostre scelte in campo etico e politico.  La nostra convinta partecipazione alla manifestazione per la libera stampa è  anche impegno a contribuire ad un’informazione non pilotata dai poteri forti e non impostata sulla base del maggiore profitto del mercato pubblicitario.

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Libertà e libertà di stampa

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2009

Di Nunziante Minichiello. Argomento sempre attuale, la libertà a volte fa sorgere il dubbio  che non si sappia che cosa sia, donde inizi e dove finisca: in un paese democratico a sovranità popolare il sentimento ed il godimento della libertà dovrebbero essere scontati, perché   insegnati più con l’esempio che con la teoria fin dalla tenera età. Libertà di opinione, di parola, forse battuta da libertà di parolaccia, di stampa e di esistere sono tipiche, quindi, almeno sulla carta, di popolo sovrano  costituito da pari: concezione e  pratica di vita, la libertà e la libertà di stampa, in particolare in Italia, come si sa anche all’estero, non sempre sono conosciute o ben conosciute.  Evidentemente le conquiste non hanno raggiunto la libertà pura e semplice, la libertà di pensiero, la libertà di parola ed infine la libertà di stampa, la quale ultima, oltre che da prudenza ed opportunismo, è limitata da una legislazione da rivedere per evitare di finire di fare l’informazione che piace a qualcuno o che non dispiace a qualche altro e per dare al cittadino lettore la giusta conoscenza per orientarsi: la stampa tenga nel dovuto conto  i lettori e questi valutano l’importanza della stampa, con chiarezza per capire e per capirsi. Libertà e libertà di stampa non sopravvivono a leggerezza od a necessità contingente con le quali si accetta o si chiede: offerta rimanga sempre offerta, da accettare   o non, senza forzature, come l’invito d’altronde.Professionalità ed affidabilità siano per sé garanzie di autonomia e di indipendenza e per altri certezza di buon lavoro, non dimenticando che, se una volta, quando  raccomandazione e mediazione erano reati, qualche eccezione pure si faceva, oggi le cose sono cambiate e non sempre a favore del prestatore professionale ed affidabile: quando si altera il diritto e si manipola la verità,  la libertà abbandona questo mondo. La conoscenza, la cultura, la preparazione, l’impegno, la volontà danno possibilità di lavorare per conto terzi e per conto proprio;   impediscono formazioni di colossi nei quali i lavoratori potrebbero diventare oggetto di manovra economica; vietano la concentrazione della ricchezza; danno responsabilità, decoro ed autonomia e, risolvendo la questione sociale, consentono pacificazione.  E’ sempre la Costituzione, la grande sconosciuta e disattesa, che, non escludendo nel privato disciplina ed onore  prescritti nel pubblico, garantisce perciò istruzione di base adeguata e favorisce  associazionismo cosciente e spontaneo, che non viene meno se poggia sulla frequente rotazione delle cariche e delle funzioni, affidate a competenti e responsabili. La libertà non si regala, non si compra e non si attende: si conquista e si perde una sola volta come dignità e verginità.  La stampa è servizio ai lettori e non ad altri: quando se ne va il lettore, che deve essere al centro del fenomeno informativo, come il cittadino è al centro della comunità civile e l’uomo è al centro dell’umanità, se ne va la stampa e pure la libertà di stampa,  con grave danno per tutti. (Nunziante Minichiello)

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Libertà di stampa: Italia declassata

Posted by fidest press agency su domenica, 3 maggio 2009

Nel rapporto 2009 di Freedom House (organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo) l’Italia viene retrocessa per la prima volta da Paese ‘libero’ (free) a ‘parzialmente libero’ (partly free), unico caso nell’Europa Occidentale insieme alla Turchia. “Un declino che dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà”. Su un punteggio in scala a 100 (i meno liberi), l’Italia ottiene 32 : è l’unico Paese occidentale con una pagella così bassa. I migliori restano le nazioni del Nord Europa e scandinave: Islanda, Finlandia, Norvegia, Danimarca e Svezia. Secondo Karin Karlekar, la ricercatrice che ha diretto lo studio, il “problema principale dell’Italia”, è Berlusconi, poiché “il suo ritorno nel 2008 …ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida”, sostiene. “La libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e a causa dell’eccessiva concentrazione della proprietà dei media”. Poco più di un terzo dei 195 Paesi esaminati garantiscono attualmente la libertà di stampa: sono classificati ‘free’ solo 70 Stati, il 36% del campione. Sessantuno (il 31%) sono ‘parzialmente liberi’ e 64 (il 33%) sono ‘non liberi’. Secondo l’indagine, solo il 17% della popolazione mondiale vive in Paesi che godono di una stampa libera

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Giornata mondiale della libertà di stampa

Posted by fidest press agency su martedì, 28 aprile 2009

San Marco Argentano (Cosenza) 3 maggio prossimo, alle ore 10,30, nel Teatro Urbano II di, con la partecipazione di prestigiosi giornalisti calabresi e di Annalisa Venditti, giornalista collaboratrice di programmi televisivi Rai e docente alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, sarà celebrata con un incontro sul tema La libertà di stampa e la tutela della persona la Giornata mondiale della libertà di stampa. All’incontro, moderato da Silvio Rubens Vivone, interverranno, oltre alla Venditti, Filippo Veltri, responsabile ANSA Calabria; Arcangelo Badolati, caposervizio Gazzetta del Sud; Attilio Sabato, direttore Teleuropa e Giuseppe Soluri, presidente Ordine dei giornalisti della Calabria. Presiederà i lavori Adriano Ritacco, referente del Comitato Promotore Club UNESCO San Marco Argentano, che così illustra l’iniziativa <<In questa giornata della libertà di stampa 2009 noi esortiamo i decisori di ogni livello a fare tutto ciò che è in loro potere per vegliare affinché i giornalisti possano compiere il loro lavoro senza intralci né timori; noi domandiamo insistentemente ai giornalisti di osservare le regole della loro professione al più elevato livello, di rifiutare di prestare i loro talenti ai mercanti di odio e di rispettare in ogni circostanza il principio di imparzialità. Domandiamo insistentemente alla Comunità Internazionale nel suo insieme di difendere e proteggere questo diritto fondamentale della persona umana – il diritto di ricevere e comunicare l’informazione, lungi da ogni censura. Questo convegno – conclude Adriano Ritacco, referente del Comitato Promotore Club UNESCO San Marco Argentano – che vedrà la presenza di così illustri relatori vuole essere un altro pezzo di mosaico da inserire in questo grande puzzle della libertà di stampa>>.

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Il COISP in merito alle intimidazioni a LiberoReporter

Posted by fidest press agency su domenica, 19 aprile 2009

Il Segretario Generale del Coisp, sindacato di polizia, Franco Maccari in una lettera resa pubblica così si esprime rivolgendosi al direttore editoriale Daniela Russo di LiberoReporter: “Gentilissima Daniela, ti scrivo queste righe per testimoniarti, a nome mio e del Sindacato che rappresento, la vicinanza per  gli atti di intimidazione rivolti a Te ed alla Redazione di LiberoReporter..Le minacce ricevute, paradossalmente, testimoniano, pur non essendocene bisogno, la vostra capacità  di fare informazione in piena libertà ed autonomia.  Sono certo che gli atti perpetrati da mani vigliacche non riusciranno a condizionare la vostra attività,  così come non lo fanno i poteri politici ed economici che troppe volte, invece, tentano di interferire e  minare il diritto fondamentale ad una informazione libera ed imparziale.  La libertà ed il diritto di cronaca, sono strumenti fondamentali per aumentare il grado di  consapevolezza nei cittadini, senza la quale i centri di potere, ma a volte anche qualche governante, potrebbero agire indisturbati nel perseguire i propri interessi e loschi scopi.  LiberoReporter è una delle “luci” che, illuminando intorno a sè, fanno scomparire un po’ delle ombre  che agendo troppo spesso indisturbate, avide ed arroganti, violentano la democrazia ed avvelenano  ogni fiducia nella giustizia e nell’equità sociale..  A volte assistiamo, impotenti, ai tentativi di trasformazione dei cittadini in sudditi. Questo accade  nelle piccole e grandi questioni: dal concorso pubblico truccato, all’appalto predestinato, dai privilegi agli sprechi. Tutto ciò alla fine, lo paghiamo tutti, non solo con i nostri soldi, ma soprattutto con la diminuzione delle nostre libertà. Sono certo quindi, che tu per prima, Roberta, e con te tutta la Redazione, non cesserete di lottare contro chi crede di potervi impaurire. Conosciamo bene il “coraggio” di chi si nasconde dentro ad un  branco o dietro ad un’ideologia, capiamo quindi quanto sia importante che Voi tutti proseguiate nella  vostra trasparente ricerca di fornire, anche a noi tutti, un’informazione obiettiva ed imparziale.  Il COISP ha messo l’Indipendenza al centro del proprio nome, questa scelta ci rende spesso invisi a  politici e certamente scomodi a molti, senza dubbio però ci rende liberi, come voi, di affrontare a viso aperto, e senza pregiudizi ogni questione, con la forza delle nostre idee, aperti ad ogni discussione ed a  tutti e senza dover “reggere il gioco” a nessuno pezzo grosso. “L’opinione pubblica” non si può permettere di perdere voci coraggiose. Non mollare, non mollate. Grazie ancora.”

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La Libertà di stampa in Europa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 marzo 2009

Roma 19 marzo 2009, alle ore 11:00 presso la sede della Rappresentanza in Italia della Commissione europea Sala Azzurra (II piano) si parlerà della Libertà di stampa in Europa come si organizza un diritto” introduce: Pier Virgilio Dastoli, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea Partecipano: Miguel Mora, corrispondente El Pais Tobias Piller, corrispondente Frankfurter Allgemeine Zeitung Philippe Ridet, corrispondente Le Monde Modera: Enzo Marzo, del  Corriere della Sera

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