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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘libertà’

Afghanistan: l’Italia nomini un Inviato Speciale per la libertà religiosa

Posted by fidest press agency su martedì, 31 agosto 2021

L’ordine del giorno del G20 straordinario sull’Afghanistan dovrebbe comprendere un punto dedicato al rispetto del fondamentale diritto alla libertà religiosa, perché essa è il sensore del rispetto di tutti gli altri diritti umani. Le violazioni alla libertà religiosa si sono acuite dopo il ritiro delle truppe NATO ma erano già presenti prima: anche quando il territorio era presidiato dai militari stranieri il cristianesimo era visto come una religione occidentale ed estranea, non solo dai terroristi dell’ISKP o dai Talebani ma da gran parte dell’opinione pubblica. I cristiani afghani erano pertanto costretti a praticare il culto da soli o in piccoli gruppi, all’interno di abitazioni private. Chi si dichiarava pubblicamente cristiano, o si convertiva dall’islam al cristianesimo, era vulnerabile, vigendo la pena di morte per l’apostasia. Stessa sorte toccava, e a maggior ragione tocca ora, agli appartenenti ad altre minoranze religiose. La Commissione Europea lo scorso maggio ha nominato Christos Stylianides Inviato speciale per la promozione della libertà di religione e credo. Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), il giorno precedente tale nomina, aveva chiesto al Governo italiano di istituire anche in Italia la carica di Inviato Speciale per la libertà religiosa, sia per assumere un ruolo identificabile e incisivo a livello internazionale, sia per confermare che il diritto di professare liberamente la fede religiosa, riconosciuto dall’art. 19 della Costituzione italiana, non è circoscritto nell’ambito dei confini nazionali ma, al contrario, deve essere promosso in ogni sede internazionale, nazionale e locale, quale diritto inviolabile di ciascuno. Oggi, considerando l’attuale dinamica della jihad globale e in vista del G20 straordinario sull’Afghanistan, appare sempre più urgente che l’Italia dia un ulteriore segnale istituendo la carica di Inviato Speciale per la libertà religiosa. È inoltre necessario introdurre, in ogni atto bilaterale o multilaterale che impegna il Governo italiano, la richiesta formale di un impegno duraturo al rispetto della libertà religiosa da parte di ogni Stato beneficiario della nostra politica estera di sostegno allo sviluppo.

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In arrivo il ‘Reddito di Libertà’ per le donne vittime di violenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 luglio 2021

E’ approdato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Dicembre 2020 che ripartisce tra le regioni le risorse del «Fondo per il reddito di liberta’ per le donne vittime di violenza» e ne stabilisce i criteri di fruizione. Si tratta di fondi incrementati dal decreto “rilancio” del 2020 e stanziati “al fine di contenere i gravi effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da Covid 19, in particolare per quanto concerne le donne in condizione di maggiore vunlerabilità nonché di favorire, attraverso l’indipendenza economica, percorsi di automia e di emancipazione delle donne vittime di violenza in condizione di povertà”.Il reddito di libertà è un contributo mensile di massimo 400 euro pro-capite erogato per massimo 12 mesi e destinato alle donne, sole o con figli minori, seguite da centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza. Il fine è sostenere le spese per assicurare l’autonomia della donna, abitativa innanzitutto, l’acquisizione dell’autonomia personale e il percorso scolastico e formativo dei figli minori.Per fruirne occorrerà presentare un’istanza all’INPS, sulla base di un modello predisposto contenente un’autocertificazione dell’interessata, con allegata la dichiarazione firmata dal rappresentante legale del centro antiviolenza che ha preso in carico la stessa, che ne attesti il percorso di emancipazione ed autonomia intrapreso e la dichiarazione del servizio sociale professionale di riferimento, che ne attesti lo stato di bisogno legato alla situazione straordinaria o urgente.E’ la stessa INPS che poi erogherà il reddito, nei limiti dei fondi assegnati a ciascuna regione. Il reddito di libertà è compatibile con altri strumenti di sostegno come il reddito di cittadinanza.Occhi puntati, per chi fosse interessato, sul sito INPS Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

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Libertà di stampa e sentenza Tar-Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 22 giugno 2021

“Piena e totale solidarietà a Sigfrido Ranucci, alla Redazione di Report ed a RAI3, per il gravissimo attacco politico fascio-leghista, perpetrato per mezzo di una assurda sentenza del TAR Lazio, che mina pesantemente l’attività del giornalismo d’informazione, la libertà di stampa ed i diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione! -cosi Enzo Pirillo Presidente del Circolo Saragat Matteotti- Oggetto del contendere è stato la puntata di Report del 28 ottobre 2020, in particolare il servizio sull’avvocato Mascetti e sul sistema di potere leghista in Lombardia. Nella sentenza odierna il Tar del Lazio ha paragonato il lavoro giornalistico a degli atti amministrativi, ed ha imposto alla Redazione di Report ed alla RAI di svelare le fonti che hanno reso possibile l’inchiesta, peraltro rivelatasi veritiera! Ben venga la scelta della RAI che ha appena comunicato di voler impugnare la sentenza del TAR Lazio davanti al Consiglio di Stato, precisando che <>. Pertanto auspico fortemente l’intervento del Presidente della Repubblica nonché del Ministro Giustizia che è custode dell’Albo dei giornalisti. Tutt’Italia -conclude Pirillo- dovrebbe scendere in piazza per la difesa del lavoro di Ranucci, della Redazione di Report e per la tutela dei diritti costituzionali e della della libertà di stampa, noi siamo pronti!” Enzo Pirillo Presidente del Circolo Culturale “Saragat-Matteotti” Roma

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Garantire libertà espressione sulla rete

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 giugno 2021

“Auspichiamo che l’Agcom, presieduta da Giacomo Lasorella, possa essere Digital services coordinator nell’ambito della cornice del DSA così da garantire la sovranità sui dati nazionali e sui processi in corso. Riteniamo sia urgente e necessario difendere il mercato digitale nazionale dai grandi predatori del mercato: per questo, l’Agcom va riformata, ampliando il perimetro di competenza anche ai nuovi temi e scenari come l’intelligenza artificiale e la regolamentazione degli algoritmi e istituendo all’interno, per la risoluzione delle controversie sulle segnalazioni dei contenuti, un nucleo ad hoc – affermano i parlamentari di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, Alessio Butti, Mauro Rotelli a margine dell’audizione nella commissione Trasporti della Camera sulla proposta di regolamento Ue sui mercati equi e contendibili nel settore digitale (legge sui mercati digitali) e sulla proposta di regolamento Ue sul mercato unico dei servizi digitali (legge sui servizi digitali) – nel corso dell’audizione Google e Facebook hanno mostrato, a parole, disponibilità a garantire regole certe per la circolazione dei contenuti ma non hanno risposto ai nostri rilievi sul trattamento dei dati dell’app IO. La regolamentazione delle piattaforme e degli algoritmi è una posizione storica di FDI, così come la difesa della proprietà intellettuale e del copyright: spesso, le piattaforme digitali hanno evitato di remunerare equamente il lavoro creativo e, in molti casi, hanno censurato contenuti in maniera arbitraria, anche di natura giornalistica senza adire le sedi competenti giudiziarie od ordinistiche. Da parte nostra, resta fermo il principio secondo cui soltanto l’autorità pubblica conserva la prerogativa di stabilire la liceità o meno di un contenuto online, e dunque il diritto ad autorizzarne l’eventuale rimozione. In questo quadro, ben venga la collaborazione da parte delle piattaforme private, nell’ottica dell’autoregolamentazione, purché essa sia iscritta in un sistema di controllo pubblico, che non lasci alcuno spazio a possibili abusi, o speculazioni di natura ideologica come spesso avviene. Questo pacchetto legislativo è un primo passo, ma non abbastanza. Infine, chiediamo massima trasparenza sui bandi per il cloud nazionale. La presenza di manager di big tech nei comitati consultivi rischia di creare situazioni di vantaggio nei bandi per il Polo Strategico, con distorsioni della concorrenza. Chiediamo all’Agcom massima vigilanza.”

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Anniversario della costruzione del Faro della Libertà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 giugno 2021

Prarostino domenica 20 giugno sarà dedicato alla memoria degli oltre seicento caduti nel Pinerolese durante la guerra di Liberazione: l’iniziativa è una tradizione del Comune di Prarostino, che, domenica 20 giugno, tornerà a celebrare l’anniversario della costruzione del Faro della Libertà. Le iniziative, patrocinate dalla Città Metropolitana di Torino, inizieranno alle 10,30 con il ritrovo dei partecipanti sul piazzale del Municipio, da dove partirà un corteo verso il cimitero, il parco della Rimembranza e quello del Faro, dove saranno deposte corone d’alloro in memoria dei caduti per la libertà. Parteciperanno al corteo tutte le associazioni locali, i bambini della scuola materna ed elementare e la banda musicale di Inverso Pinasca. Alle 11 sono in programma i saluti della sindaca di Prarostino Fiorella Vaschetti e dei rappresentanti dell’ANPI, mentre alle 11,15 il sindaco di Pinerolo Luca Salvai terrà l’orazione ufficiale. Orazioni ufficiali saranno pronunciate anche dalla Vicepresidente dell’Unione Montana del Pinerolese, Adriana Sadone, e dal Presidente dell’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca, Marco Ventre. Alla cerimonia parteciperà il coro della sezione ANA di Pinerolo. Seguirà la consegna di una copia della Costituzione della Repubblica Italiana ai diciottenni del paese. Alle 12,30 è in programma il pranzo organizzato dalla Pro Loco. Per le prenotazioni occorre telefonare entro giovedì 17 giugno al numero 340-2234786. By Michele Fassinotti

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In ricordo dell’ultimo sussulto di libertà in Cina

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 giugno 2021

“Come ogni anno celebriamo l’ultimo sussulto di libertà che ci fu in Cina, 32 anni fa a Piazza Tienanmen. E diversamente da ogni anno, oggi a Hong Kong non è stato possibile ricordare quegli eventi a causa del pugno di ferro del regime comunista cinese che ha vietato ogni manifestazione con la mobilitazione della polizia, l’utilizzo di blindati e cannoni d’acqua, arresti e violenza. Hong Kong era un’isola felice dove la libertà e la ricchezza prosperavano. Eppure la dittatura sanguinaria di Pechino trova ospitalità in Europa e in Italia, si progettano affari ultramiliardari, si ignorano le condizioni barbare in cui vivono oltre un miliardo di persone, si glissa sull’inquinamento mostruoso di cui la Cina è protagonista, sullo sfruttamento dei lavoratori, delle donne, dei bambini, dei dissidenti politici. La Cina è un mostro di fronte al quale l’Occidente si genuflette quotidianamente, insensibile alla sofferenza che produce e alle ripercussioni che crea a casa nostra con la concorrenza sleale. Dovrebbe essere cacciato dal WTO per continua infrazione di regole elementari. Di Maio “il cinese” condanni subito la repressione della libertà a Hong Kong di fronte al divieto a ricordare i martiri di Tienanmen”.È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia esprimendo solidarietà al popolo di Hong Kong e alla comunità cinese che combatte per la democrazia.

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Libertà di informazione: Russia e Bielorussia pari sono

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 Maggio 2021

Non è solo per il nome simile, la Bielorussia è anche detta Russia Bianca ma, anche, per i comportamenti dei due presidenti, Vladimir Putin e Alijaksandr Lukashenka, che imprigionano gli oppositori: Aleksej Navalny è detenuto nelle carceri russe e Roman Protasevich in quelle bielorusse.Ultima azione è quella del presidente Lukashenka che ha obbligato all’atterragio un aereo europeo, partito da una capitale europea (Atene) con destinazione una altra capitale europea, Vilnius (Lituania). L’aereo aveva a bordo il giornalista Protasevich, inviso al regime bielorusso, così Lukashenka ha colto l’occasione del sorvolo sul territorio bielorusso per costringere militarmente il velivolo ad atterrare. In risposta, l’Ue ha chiesto ai vettori europei di evitare il sorvolo sul territorio bielorusso e impedisce agli aerei delle compagnie bielorusse di fare altrettanto sul territorio comunitario.In soccorso di Lukashenca è arrivato Putin che ha deciso (ufficialmente per motivi tecnici) di proibire alle compagnie aeree europee di sorvolare il territorio russo, se scelgono di non volare su quello bielorusso. In Bielorussia, come in Russia, l’informazione è strettamente controllata dai rispettivi governi e il fatto che un giornalista, in questo caso Protasevich, faccia informazione diversa da quella decisa dal regime bielorusso, provoca reazioni illegittime e violente. L’Ue ha imposto misure restrittive nei confronti della Bielorussia, anche in relazione alle elezioni presidenziali, definite fraudolente, che hanno riconfermato Lukashenka, al potere dal 1994 (ben 27 anni!). L’Ue non riconosce i risultati delle elezioni, in quanto né libere né regolari.Ulteriori sanzioni sono state definite in questi giorni e riguardano l’export, il settore petrolifero e quello finanziario.La libertà di informazione è uno dei cardini della democrazia. Negarla, arrestando chi informa, definisce un regime dittatoriale. Primo Mastrantoni, segretario Aduc

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AIE sottoscrive la Carta per la libertà di espressione

Posted by fidest press agency su sabato, 15 Maggio 2021

A nome dell’Associazione Italiana Editori (AIE), il presidente Ricardo Franco Levi ha firmato la Carta per la libertà di espressione proposta dall’Associazione Tedesca degli Editori e Librai (Börsenverein des Deutschen Buchhandels). La carta è stata presentata in occasione della Settimana della libertà di espressione, istituita quest’anno dal 3 al 10 maggio in ricordo dei roghi di libri che il 10 maggio del 1933 i nazisti accesero a Berlino e nelle maggiori città tedesche, bruciando ogni volume che contenesse pensieri e idee considerati contrari “alla pura cultura tedesca”.La Carta, composta di undici principi, è consultabile e scaricabile da questo link:Charter for the Freedom of Expression – Woche der Meinungsfreiheit 2021 (woche-der-meinungsfreiheit.de). Chiunque è libero di sottoscriverla e sostenerla.“Le libertà di espressione e di edizione sono al centro della missione sociale degli editori – ha dichiarato Levi –. Difendendole non difendiamo solo la nostra professione, ma anche i principi democratici alla base della convivenza civile, principi che non sono mai acquisiti una volta per tutte”.

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Proposta: Un inviato speciale per la libertà religiosa

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 Maggio 2021

Secondo il Rapporto 2021 sulla libertà religiosa nel mondo di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS), 62 Paesi su un totale di 196 fanno registrare violazioni molto gravi della libertà religiosa. Il 67% circa della popolazione mondiale, pari a circa 5,2 miliardi di persone, vive in nazioni in cui tale diritto umano è seriamente minacciato. La causa principale è la progressiva radicalizzazione del jihadismo nel continente africano, specie nelle aree sub-sahariana e orientale. Violazioni della libertà religiosa si sono verificate nel 42% delle nazioni africane. Burkina Faso e Mozambico rappresentano due casi eclatanti. Questa radicalizzazione non si limita all’Africa. È infatti in atto un consolidamento di un network islamista transnazionale che si estende dal Mali al Mozambico, dalle Comore nell’Oceano Indiano alle Filippine nel Mar Cinese Meridionale, il cui scopo è creare un sedicente califfato transcontinentale. Anche la persecuzione religiosa da parte dei governi autoritari si è intensificata. La promozione della supremazia etnica e religiosa in alcune nazioni asiatiche a maggioranza indù e buddista ha contribuito a intensificare l’oppressione ai danni delle minoranze, riducendone spesso i componenti a livello di cittadini di seconda classe. L’India rappresenta il caso più eclatante, ma tali politiche vengono applicate anche in Pakistan, Nepal, Sri Lanka e Myanmar. Non si può inoltre sottovalutare il profondo impatto della pandemia da COVID-19 sul diritto alla libertà religiosa. A fronte di una tale emergenza i governi hanno imposto misure straordinarie, applicando in alcuni casi limitazioni sproporzionate al culto religioso, specie se confrontate con quelle imposte alle attività secolari. In alcuni Paesi, come ad esempio il Pakistan e l’India, gli aiuti umanitari sono stati negati alle minoranze religiose. La pandemia è stata inoltre utilizzata specie nei social network quale pretesto per stigmatizzare alcuni gruppi religiosi accusati di aver diffuso o addirittura causato la diffusione dell’infezione.La reazione delle istituzioni nazionali e internazionali appare esitante e tardiva, anche se vi sono segnali positivi. Il 28 maggio 2019 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione per istituire il 22 agosto come Giornata internazionale di commemorazione delle vittime di atti di violenza basati sul credo religioso. Tale ricorrenza è stata proposta dalla Polonia con il sostegno di Stati Uniti, Canada, Brasile, Egitto, Iraq, Giordania, Nigeria e Pakistan. A ciò si aggiunga l’Alleanza Internazionale per la Libertà Religiosa promossa dagli Stati Uniti, la creazione di un Segretariato di Stato per la Persecuzione Cristiana in Ungheria e l’istituzione o la riattivazione della carica di Ambasciatore per la libertà religiosa e la fede in un numero crescente di nazioni, quali Danimarca, Paesi Bassi, Stati Uniti, Norvegia, Finlandia, Polonia, Germania e Regno Unito. La fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre chiede dunque al Governo italiano di istituire la carica di Inviato Speciale per la libertà religiosa, sia per assumere un ruolo identificabile e incisivo a livello internazionale, sia per confermare che il diritto di professare liberamente la fede religiosa, riconosciuto dall’art. 19 della Costituzione italiana, non è circoscritto nell’ambito dei confini nazionali ma, al contrario, deve essere promosso in ogni sede internazionale, nazionale e locale, quale diritto inviolabile di ciascuno.

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Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 aprile 2021

Il Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo 2021, pubblicato dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) e giunto alla sua XV edizione, evidenzia che in una nazione su tre si registrano gravi violazioni della libertà religiosa. Secondo lo studio, presentato oggi ufficialmente a Roma e in altre grandi città in tutto il mondo, questo diritto fondamentale non è stato rispettato in 62 dei 196 Paesi sovrani (31,6% del totale) nel biennio 2018-2020. «In 26 di queste nazioni si soffre la persecuzione», dichiara Alessandro Monteduro, Direttore di ACS Italia. «Nove Paesi per la prima volta si sono aggiunti alla lista: sette in Africa (Burkina Faso, Camerun, Ciad, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Mali e Mozambico) e due in Asia (Malesia e Sri Lanka). La causa principale è la progressiva radicalizzazione del continente africano, specie nelle aree sub-sahariana e orientale, dove la presenza di gruppi jihadisti è notevolmente aumentata», prosegue Monteduro. Violazioni della libertà religiosa si sono verificate nel 42% delle nazioni africane. Burkina Faso e Mozambico rappresentano due casi eclatanti. «Questa radicalizzazione non si limita tuttavia all’Africa. Il Rapporto – sottolinea Monteduro – descrive il consolidamento di un network islamista transnazionale che si estende dal Mali al Mozambico, dalle Comore nell’Oceano Indiano alle Filippine nel Mar Cinese Meridionale, il cui scopo è creare un sedicente califfato transcontinentale». Il Rapporto evidenzia una nuova frontiera: l’abuso della tecnologia digitale, delle cyber networks, della sorveglianza di massa basata sull’intelligenza artificiale (AI) e sulla tecnologia del riconoscimento facciale per assicurare un maggiore controllo con finalità discriminatorie. Questo fenomeno è evidente soprattutto in Cina, dove il Partito Comunista sta reprimendo i gruppi religiosi con l’ausilio di 626 milioni di telecamere di sorveglianza con tecnologia AI e con l’aiuto dei sensori degli smartphone. Anche i gruppi jihadisti stanno impiegando la tecnologia digitale per favorire la radicalizzazione e per il reclutamento di nuovi terroristi. In 42 Paesi (21% del totale), abbandonare o cambiare la propria religione può determinare gravi conseguenze legali e/o sociali, con uno spettro di possibili conseguenze che va dall’ostracismo familiare alla pena di morte. La ricerca di ACS denuncia anche l’incremento della violenza sessuale impiegata come un’arma contro le minoranze religiose, in particolare i crimini contro donne adulte e minorenni le quali vengono rapite, violentate e costrette a ripudiare la loro fede per abbracciare coattivamente quella maggioritaria. Il 67% circa della popolazione mondiale, pari a circa 5,2 miliardi di persone, vive attualmente in nazioni in cui si verificano gravi violazioni della libertà religiosa. Fra di esse vi sono quelle più popolose: Cina, India e Pakistan. Anche la persecuzione religiosa da parte dei governi autoritari si è intensificata. La promozione della supremazia etnica e religiosa in alcune nazioni asiatiche a maggioranza indù e buddista ha contribuito a intensificare l’oppressione ai danni delle minoranze, riducendone spesso i componenti a livello di cittadini di seconda classe. L’India rappresenta il caso più eclatante, ma tali politiche vengono applicate anche in Pakistan, Nepal, Sri Lanka e Myanmar. In Occidente si registra una diffusione della “persecuzione educata”, secondo l’espressione coniata da Papa Francesco per descrivere il conflitto fra le nuove tendenze culturali e i diritti individuali alla libertà di coscienza, conflitto a causa del quale la religione viene relegata nel ristretto perimetro dei luoghi di culto. Il Rapporto fa cenno anche al profondo impatto della pandemia da COVID-19 sul diritto alla libertà religiosa. A fronte di una tale emergenza, i governi hanno ritenuto necessario imporre misure straordinarie, applicando in alcuni casi limitazioni sproporzionate al culto religioso, specie se confrontate con quelle imposte ad altre attività secolari. In alcuni Paesi, come ad esempio il Pakistan e l’India, gli aiuti umanitari sono stati negati alle minoranze religiose. La pandemia è stata utilizzata specie nei social network quale pretesto per stigmatizzare alcuni gruppi religiosi accusati di aver diffuso o addirittura causato la pandemia.

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Libertà religiosa nel mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2021

Martedì 20 aprile alle ore 11.00 la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) presenterà la XV edizione del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo. Lo studio, pubblicato ogni due anni, passa in rassegna il grado di rispetto e il livello di violazione del fondamentale diritto alla libertà religiosa nei 196 Paesi sovrani del pianeta. L’obiettivo della ricerca è accendere ancora una volta i riflettori sugli ostacoli incontrati da quanti intendono vivere pacificamente la propria fede. Oltre alla necessaria attenzione alle vittime, il Rapporto approfondisce le cause della persecuzione o discriminazione e denuncia l’identità responsabili, anticipando nella misura del possibile le tendenze del prossimo futuro. Il testo non limita il proprio esame alle violazioni ai danni dei cristiani, e dei cattolici in particolare, ma abbraccia le dinamiche persecutorie e discriminatorie sofferte nell’ultimo biennio dai credenti di ogni religione. Pubblicato per la prima volta nel 1999, il Rapporto viene consultato non solo dalle gerarchie ecclesiastiche ma anche da diplomatici e politici, ricercatori e giornalisti. A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia da COVID-19 la presentazione internazionale quest’anno si terrà nella forma di conferenza stampa in modalità digitale. Il link per il collegamento degli operatori dei media è il seguente: https://us02web.zoom.us/j/84688085860 Id riunione:846 8808 5860 La ricerca di ACS verrà presentata contestualmente nelle ventitré sedi della fondazione in tutto il mondo. All’introduzione iniziale di Alfredo Mantovano e Alessandro Monteduro, rispettivamente Presidente e Direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre – Italia, seguirà un collegamento con Asia Bibi, simbolo mondiale del diritto negato alla libertà religiosa, e con il Professor Shahid Mobeen, Fondatore dell’Associazione Pakistani cristiani in Italia. Interverranno il Cardinale Mauro Piacenza e Thomas Heine-Geldern, rispettivamente Presidente e Presidente esecutivo di ACS Internazionale, e in collegamento da Dori, nord del Burkina Faso, mons. Laurent B. Dabiré, vescovo della stessa diocesi di Dori e presidente della Conferenza episcopale del Burkina Faso e del Niger.

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“Sciascia fu simbolo di libertà, ha saputo dire tante verità”

Posted by fidest press agency su sabato, 9 gennaio 2021

Sono trascorsi cento anni dalla nascita di Leonardo Sciascia. È stato un grande scrittore ma, soprattutto, un simbolo di libertà. Un simbolo della “sicilitudine”, che ha raccontato la sua terra e il proprio radicamento in opere meravigliose come “Il consiglio d’Egitto”, “Le parrocchie di Regalpietra” e “Gli zii di Sicilia”. Venne omaggiato anche da Borges, con cui ebbe contatti. Fu uomo coraggioso: denunciò da comunista le contiguità fra Partito Comunista e DC in Sicilia, lasciando il ruolo da consigliere comunale a Palermo; denunciò le connessioni fra PCI e il terrorismo di sinistra finanziato dai sovietici, tanto che venne querelato da Berlinguer; anticipò il supporto finanziario e logistico che l’URSS inviava alle reti del terrorismo brigatista e internazionale. Tracciò un solco col suo passato comunista venendo eletto nel 1979 alla Camera con le liste dei Radicali, per difendere la libertà e contrastare il giustizialismo dei “professionisti dell’antimafia”. Raccontò che l’allora segretario del PCI gli aveva confidato di “essere a conoscenza di certi rapporti del terrorismo italiano con la Cecoslovacchia”, testimoniando il diretto coinvolgimento del mondo sovietico nella stagione del terrorismo. Anticipò di anni le prove documentali che vennero riversante nell’archivio della commissione Impedian che la procura di Bologna ha prima ignorato e poi archiviato. Fu un esploratore delle pagine più inquiete della nostra Storia, dalla dominazione spagnola, all’Inquisizione all’ “affaire Moro” su cui scrisse un’opera. Un personaggio unico e magistrale sia sul piano letterario che politico: ha saputo dire tante, indicibili, verità.” Così su Facebook il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura, deputato Federico Mollicone.

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Libertà dei media: PE, no a tentativi di soppressione di critica e pluralismo

Posted by fidest press agency su sabato, 28 novembre 2020

Bruxelles. In una risoluzione non legislativa, approvata mercoledì con 553 voti favorevoli, 54 contrari e 89 astensioni, il Parlamento “condanna i tentativi dei governi di alcuni Paesi UE di ridurre al silenzio i media critici e indipendenti e di compromettere la libertà e il pluralismo dei media”. I deputati sono particolarmente preoccupati per lo stato dei media di servizio pubblico in alcuni paesi, dove questi sono diventati “un esempio di propaganda filogovernativa”. Sottolineano che la libertà, il pluralismo e l’indipendenza dei media e la sicurezza dei giornalisti sono elementi fondamentali del diritto alla libertà di espressione e di informazione e sono essenziali per il funzionamento democratico dell’UE. Il testo evidenzia che “la libertà dei media ha subito un deterioramento negli ultimi anni” e che “l’epidemia di COVID-19 ha aggravato tale deterioramento”. Il Parlamento europeo osserva che “vi sono state, con sempre maggior frequenza, intimidazioni sistematiche con l’obiettivo di mettere a tacere i giornalisti” e cita gli omicidi di Daphne Caruana Galizia e di Ján Kuciak e della sua compagna come esempio dei rischi che corrono i giornalisti investigativi. Invita inoltre le personalità pubbliche ad astenersi dal denigrare i giornalisti e pone l’accento sull’obbligo giuridico di indagare su tutti gli attacchi contro questi ultimi, evidenziando che le giornaliste sono particolarmente vulnerabili e pertanto dovrebbero beneficiare di ulteriori misure di salvaguardia.

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(FdI): “Arresto di Wong inaccettabile, ennesimo attacco alla libertà

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2020

Hong Kong. “L’arresto di Wong e degli attivisti democratici è inaccettabile. Il ministro Di Maio intervenga subito in via ufficiale con l’ambasciatore cinese in Italia per garantirne l’immediato rilascio – afferma il deputato FDI Federico Mollicone, componente dell’Alleanza Interparlamentare sulla Cina – la Cina viola sistematicamente i diritti umani delle minoranze in Tibet e Xinjiang e sta costruendo un regime di repressione delle libertà anche ad Hong Kong, con arresti e detenzioni sommarie. La nostra solidarietà a Wong, esempio di coraggio.”

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AIE a sostegno della campagna degli editori europei e internazionali per la libertà di espressione in Bielorussia

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 agosto 2020

“Alexander Lukashenko fermi la repressione in Bielorussia nei confronti degli oppositori e del premio Nobel Svetlana Aleksievič in particolare”. L’Associazione Italiana Editori (AIE), nell’ambito di un’azione coordinata della Federazione degli editori europei (FEP) e dell’Associazione degli editori internazionali (IPA) a sostegno della libertà di espressione, ha chiesto al governo di attivarsi perché “sia messa fine alla campagna di violenza e intimidazione contro ogni forma pacifica di dissenso messa in atto dal Presidente bielorusso Alexander Lukashenko”.Gli editori in particolare intervengono a sostegno della scrittrice Svetlana Aleksievič: nel comunicato (in allegato) pubblicato il giorno del suo interrogatorio lo scorso 26 agosto da parte delle autorità bielorusse – e che AIE ha trasmesso al governo italiano con una lettera al Ministro degli Affari Esteri e a quello per i Beni e per le Attività culturali e per il Turismo – FEP e IPA chiedono di far cadere ogni accusa nei confronti del premio Nobel come primo passo verso un processo di democratizzazione. La scrittrice è stata sottoposta a interrogatorio in quanto membro del Consiglio di coordinamento dell’opposizione, accusato dal regime di “minaccia alla sicurezza nazionale”.

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Italiani alla ricerca di libertà, indipendenza, normalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Sembra proprio che tutto il mondo stia riscoprendo le due ruote: il mercato negli Usa è raddoppiato a marzo, gli ordini per le pieghevoli da pendolari sono quintuplicati ad aprile, Google ha registrato un aumento del 145% delle ricerche per “Best e-bikes”, e in Italia le vendite segnano un +60% rispetto al maggio dello scorso anno (ANCMA).Maggior sicurezza rispetto ai mezzi pubblici, scelta sostenibile o voglia di libertà. Cosa rappresenta la bicicletta per gli italiani al giorno d’oggi?Lo rivela un sondaggio di Wilier Triestina, produttrice di biciclette sportive di alto livello e portavoce del Rebirth Movement, la filosofia di pensiero che esorta a cogliere questa opportunità di ricominciare nel modo giusto, con passione, ostinazione e più rispetto per noi stessi e l’ambiente in cui viviamo.Sicuramente per molti è un mezzo di trasporto smart e funzionale, che risolve problemi di parcheggio, consente di evitare il traffico e, soprattutto, permette di mantenere il distanzamento sociale (39%). La bici è anche uno strumento sportivo per allenarsi (22%): non dimentichiamo che il ciclismo è uno degli sport più amati dagli Italiani, con oltre 2 milioni di ciclisti praticanti (dati ISTAT). C’è poi chi (20%) lo ritiene solamente un diversivo per una passeggiata nel weekend, mentre altri (19%) ammettono di non averne ancora sfruttato il valore aggiunto negli spostamenti quotidiani.

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Libertà, giustizia, democrazia sono solo parole?

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2020

Quante volte mi sono imbattuto con queste parole e mi sono chiesto quanta saggezza e lungimiranza possa aver avuto chi assiso nel suo scranno le ha evocate e instillate in noi con la forza della sua autorevolezza? Mi sono anche chiesto se la nuda terra e il solco tracciato siano stati in grado di accogliere questi semi di saggezza antica e di farli germinare e trasformarli in fiorenti spighe di grano e in pari tempo annichilire la gramigna che avrebbe potuto insidiarne la crescita?  Mi concentro su ciò che offre lo spettacolo della distesa di un campo dove l’occhio si perde al cospetto di questo rigoglio di una natura che si manifesta in tutta la sua bellezza e fecondità. E poi mi sovvengono le parole di Plutarco sulla libertà. Per lui è “il maggiore dei beni per un uomo ma che per un uomo savio è un dono più pericoloso da fare a un popolo stolto.” E rifletto pensando alla “circolarità della forma” che dalla esteriorità riporta alla interiorità. Come il campo prima di accogliere il seme vada scelto con cura, concimato, atteso il tempo giusto così l’essere umano, destinatario di queste parole, deve riuscire a metterle a frutto nella pratica di vita. Ma noi, mi chiedo, siamo davvero pronti nel saper pilotare tali scelte verso la più alta gerarchia dei fini? E il dubbio, a questo punto, s’insinua in me. Perché vedo i tanti che si imbevono in queste parole ma ne fanno scempio nell’ombra. Perché predicano in malafede. Perché chi li ascolta non sa cosa farsene di parole di cui crede servano solo per ammannire gli stolti e non si accorge che lo stolto è proprio lui. Sono parole facili da esprimere ma ardue da praticare perché non sempre in noi è presente la consapevolezza e la lungimiranza del saggio. È qui che si misura la grandezza di un popolo. Impariamo a farne pratica di vita e a rispettarle per quello che vogliono insegnarci e soprattutto che non c’è posto per gli stolti. (Riccardo Alfonso)

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Memoria dei 2024 caduti per la libertà nelle Valli di Susa, Lanzo, Sangone e Chisone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

Domenica 5 luglio, con le dovute prudenze, al Colle del Lys si onorerà a partire dalle 10 del mattino la memoria dei 2024 caduti per la libertà nelle Valli di Susa, Lanzo, Sangone e Chisone. Finalmente, la commemorazione non sarà affidata solo alle maratone web di video e documenti sulla Resistenza, che comunque hanno aiutato gli italiani a celebrare degnamente il 25 Aprile e il 2 Giugno. La commemorazione sarà ancora una volta l’occasione per una riflessione sulle cause dell’ultimo conflitto mondiale, sulla liberazione del continente dalle dittature, sull’importanza e sul ruolo dell’Unione Europea, sulle nuove identità, sui valori costituzionali e sul senso della cittadinanza europea.
Per 24 anni giovani provenienti da numerosi paesi del Vecchio Continente si sono incontrati a cavallo tra le Valli di Lanzo e di Susa, in occasione della manifestazione “Eurolys” organizzata dal Comitato Colle del Lys, con il patrocinio della Comunità europea, della Regione Piemonte, della Città Metropolitana di Torino e con la collaborazione di numerosi Comuni del territorio metropolitano. L’esperienza di incontro, conoscenza e confronto tra decine di giovani europei dai 16 ai 25 anni quest’anno non sarà possibile, a causa delle restrizioni dovute al Covid-19, ma questo non significa che il Comitato Colle del Lys abbia rinunciato alla commemorazione delle vicende della guerra di Liberazione che ebbero come teatro luoghi cari alla memoria di ogni sincero democratico.

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Sanità, libertà ed economia

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Maggio 2020

Conciliare le libertà fondamentali, le necessità economiche e la salute non è facile. Ogni sostenitore di questi argomenti ha le sue ragioni. Affermare le libertà pubbliche, anche di movimento, rilevare che una nazione tutelata dal punto di vista sanitario può morire economicamente è il problema che si pone a chi governa.Occorre una sintesi che è propria della Politica. E’ stato fatto? Non proprio.L’incapacità di dare risposte razionali è diffusa. In Europa il problema sanitario è stato sottovalutato fin dall’inizio: in Italia sono stati predisposti piani sanitari ma subito secretati per non creare allarme sociale, nel Regno Unito si è avanzata la tesi darwiniana del più debole che soccombe per l’infezione e del più forte che sopravvive, in Francia si sorrideva dell’allarme, in Germania si è affrontata la situazione con maggiore razionalità grazie alla capacità organizzativa e alla disciplina dei cittadini. “Ognuno per sé”, il che non ha comportato “il Dio per tutti”, anzi. E’ un problema di classe dirigente e dei cittadini che la esprimono. Ognuno guarda alla punta del proprio naso: chi ritiene il problema sanitario prevalente, chi grida all’attentato alle libertà fondamentali e chi ritiene che gli interessi economici debbano prevalere.Usciremo da questa emergenza? Si certo, quando saremo vaccinati, nel frattempo dobbiamo convivere con il virus limitandone i danni.E’ questo il compito della Politica.L’esperienza dovrebbe insegnare che affrontare i problemi congiuntamente risolve più che chiudersi nel proprio orticello.Insieme, appunto, non solo a livello nazionale, ma europeo: non avremmo avuto questi problemi, perlomeno non con questa intensità, se l’Europa si fosse mossa all’unisono.Chissà se questa esperienza tragica e drammatica servirà a qualcosa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Se le libertà di ricerca, di studio e di riunione continuano ad essere impedite

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 Maggio 2020

di Carlo Ruta (Storico e saggista) Lo stato rovinoso in cui da oltre due mesi versano in Italia le risorse umane e materiali legate ai saperi, alle scienze, alla scuola e ai patrimoni culturali sta procurando danni civili incalcolabili. Ed è sconcertante che tutto questo continui a restare fuori dalla messe di decreti che vengono prodotti, in cui trovano attenzione invece parrucchieri, profumerie, armerie e perfino «compro oro». È drammatico che si continui a non capire.In questo Paese, da oltre due mesi è stata interrotta ogni tradizione convegnistica. Non esistono più momenti materiali di confronto scientifico, di studio, di analisi, di ricerca sul campo. Non ci si riunisce più per parlare di beni culturali, di storia, letteratura, libri, arte, fede, politica, diritti, solidarietà. Il comparto musicale, a partire da quello concertistico, è stato interamente scompaginato. Il cinema, con tutte le attività correlate, rischia di implodere. Il teatro e l’Opera, quasi inutile dirlo, rischiano addirittura di estinguersi. Occorre allora aggiungere altro? Nel Paese fioriva una rete complessa di contatti e sinergie che hanno visto cooperare, da decenni ormai in maniera organica, musei, scuole, parchi archeologici, università, istituti di ricerca, biblioteche, fondazioni e centri studi, produttori culturali, scienziati, operatori di ogni arte. Si tratta, evidentemente, di una delle risorse strategiche del costume nazionale: culturale, civile e morale. Per imperizia, errori di calcolo e altro, tutto ciò è stato letteralmente devastato e, pensate un po’, deviato sul virtuale, in definitiva in un vicolo cieco. Il tiepido interesse iniziale è tramontato infatti in un baleno, quando tutti hanno potuto constatare che il mondo digitale, se non si connette con l’esperienza reale, è solo un travestimento del nulla. È comprovato peraltro che l’applicazione di questo modello alla scuola ha prodotto soprattutto frustrazione, nei docenti, negli studenti e nelle famiglie. E qui si apre un’altra voragine.
Da fine febbraio le lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado sono sospese, in un contesto continentale che trova ancora una volta l’Italia in una situazione anomala. In alcuni Stati le scuole sono rimaste largamente aperte sin dall’inizio. In altri paesi, come la Germania, il ripristino delle lezioni è avvenuto a fine aprile. In Francia, Spagna, Inghilterra e in numerosi altri paesi avverrà entro maggio. L’Italia rimane perciò il solo paese d’Europa in cui le scuole resteranno chiuse fino a settembre. E come se non bastasse, dalle dichiarazioni, davvero curiose, di un ministro emerge la tentazione di allontanare ancora il ripristino pieno dell’attività didattica, mentre si annuncia l’intento di reimpostare le regole dell’istruzione. Si parla di voler introdurre, in particolare, una seconda modalità strutturata, «a remoto», che, laddove venisse posta in opera, rischierebbe di fare strame di tutta la migliore pedagogia dell’età contemporanea, che converge coralmente sulla centralità inderogabile dello spazio fisico nei percorsi formativi del fare scuola.
Si tratta evidentemente di un vuoto sistemico, che corre, appunto, in maniera uniforme, su svariati livelli, dall’istruzione all’impresa culturale, dal travaglio scientifico all’elaborazione artistica, dall’attività solidale all’impegno civile, tutti legati appunto, in primo luogo, alla socialità attiva, irriducibile al virtuale. Che dire? Che Fare? Proviamo intanto a immaginare, per un solo attimo.
Proviamo di immaginare l’età di Pericle senza la recitazione nei teatri delle opere drammatiche di Sofocle, di Euripide e di Eschilo. Immaginiamola senza i riti, i culti e le tradizioni che ispiravano le arti plastiche di Fidia e quelle architettoniche di Callicrate. Proviamo a pensarla senza gli insegnamenti di Anassagora e di Parmenide, senza lo spazio affollato dell’agorà in cui i rappresentanti del popolo, che formavano l’ecclesìa, vociavano e deliberavano. Immaginiamola ancora priva delle scuole artistiche e di pensiero che attiravano la gioventù e priva di dibattiti spontanei. Si compone evidentemente un’altra storia: solo il fantoccio irriconoscibile e spento di una Primavera che mantiene invece, ancora oggi, un posto chiave nella memoria lunga delle civiltà.È chiaro allora qual è il rischio che l’Italia, più di altri paesi, corre oggi, se se non si pone freno alla foga impositiva che stringe, proprio fisicamente, impedendo di respirare e di operare, gli universi fisici dei saperi, delle scienze, delle arti e della conoscenza diffusa. È davvero sorprendente. In questa curiosa seconda fase, in ogni parte d’Italia, tutti i giorni, in qualsiasi momento, è possibile occupare lo scompartimento di un treno, un aereo, un metrò, un bus municipale, un tram, ma viene impedita la sosta fisica in un’aula di liceo e universitaria, in una sala per conferenze, in un laboratorio, in uno spazio seminariale, in una libreria attrezzata per incontri, in un luogo di culto, in una biblioteca dotata di spazi idonei alla discussione. Centinaia di persone, anche nelle aree più infettate, tutti i giorni convergono e operano nelle catene delle fabbriche e nei cantieri ma devono restare chiuse le aule magne, i cinema, i teatri, gli auditorium. È ragionevole tutto questo? Il clima in cui tutto ciò avviene è poi non meno sorprendente. È davvero curioso che chi dovrebbe insorgere, per formazione, tradizione, militanze di una vita e ruolo, spenda tempo per stilare manifesti solo nella logica della contrapposizione, della guerra polarizzata che avvelena da decenni la vita politica nazionale, e non senta il bisogno di porre in chiaro che il sapere, la conoscenza e l’istruzione costituiscono un bene comune, di tutti, da difendere a prescindere. È curioso che non si avverta che se manca l’ossigeno, se manca l’aria, manca per tutti e non per una sola parte. E questi ambienti più di ogni altro dovrebbero trovare inquietante che libertà fondamentali garantite dalla Costituzione, come quelle di riunione, di ricerca, di discussione e di culto continuino ad essere degradate e vengano ricondotte nella categoria dell’«assembramento», davvero triste, tenebrosa e perfino evocativa.

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