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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 220

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Libri: Otto milioni di copie vendute in meno

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

E questo nel solo settore della varia (saggistica e fiction) con circa 134 milioni di euro di fatturato già persi nei primi quattro mesi dell’anno, concentrati tutti tra marzo e aprile. Sono i numeri della crisi che ha travolto l’editoria italiana, secondo una ricerca dell’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con Nielsen e IE-Informazioni Editoriali, e che, tra le altre cose, fotografa l’ascesa degli store online, oggi primo canale di acquisto dei libri con una quota pari al 47% (la sintesi è in allegato).“Siamo di fronte a una crisi epocale. La perdita di reddito delle famiglie conseguente alla caduta del Pil, -8% annuo secondo le stime del governo, porterà a una riorganizzazione della spesa di cui vediamo già oggi i segnali e che, se non contrastata attraverso un forte sostegno alla domanda, potrebbe avere un impatto drammatico sul nostro settore con forti ricadute sull’occupazione – spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi –. Sommando gli effetti del lockdown con la caduta della domanda nella seconda parte dell’anno, temiamo che l’intero mercato del libro (fiction, saggistica, ma anche libri scolastici, universitari e professionali più la vendita dei diritti) possa chiudere il 2020 con un pesantissimo calo di fatturato quantificabile tra i 650 e i 900 milioni rispetto ai 3,2 miliardi complessivi del 2019”.“Non si esce da questa crisi senza una forte presa di consapevolezza da parte di istituzioni e operatori. La partita non è chiusa – continua Levi –: sia pure nelle difficoltà, le imprese stanno reagendo e un forte sostegno alla domanda, tramite bonus alle famiglie e acquisti delle biblioteche, può ancora avere significativi effetti. Se faremo presto”.Secondo le stime di Nielsen, il mercato dell’editoria di varia (fiction e non fiction) in librerie, store online e grande distribuzione organizzata (Gdo), dal primo gennaio fino al 3 maggio, registra una perdita netta di 90,3 milioni. Considerando anche le vendite fuori dai canali rilevati dagli istituti di ricerca (cartolibrerie, vendite dirette, fiere, librerie specialistiche e universitarie) la perdita sale a circa 134 milioni di euro. Paralisi nei lanci dei nuovi titoli: dal 16 marzo al 3 maggio, gli editori distribuiti dai maggiori gruppi nazionali hanno congelato il 91,1% delle uscite.Accanto ai numeri della crisi, la ricerca di AIE fotografa cambiamenti nei modi di acquisto degli italiani che rischiano di non terminare con la fine dell’emergenza. Nelle prime 16 settimane dell’anno, dagli store online sono passate il 47% delle vendite di libri di varia (fiction e non fiction), contro il 26,7% dell’anno precedente. Stabile la Gdo al 7,3%, le librerie calano dal 66,2% al 45% Dal 9 marzo al 12 aprile, cioè le settimane di chiusura, le librerie hanno perso l’85% delle vendite. Ma questo 85%, come evidenzia l’indagine di Informazioni Editoriali, ha anche degli spiragli di luce: è frutto infatti della media tra chi, chiuso completamente, ha perso il 100% del fatturato e chi – organizzandosi con le consegne a domicilio e grazie anche a una buona presenza sui social e alla fidelizzazione dei clienti -, ha ridotto il suo calo al 71%. Che la rete sia sempre più strategica, d’altronde, ce lo dice il fatto che se prima della crisi il 59% dei lettori dichiarava di acquistare sulla base di segnalazioni su blog, siti dedicati o social network, adesso quella percentuale è salita al 64%.

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Carte per gli acquisti di libri a famiglie e biblioteche

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2020

Rilanciare il mondo del libro sostenendo la domanda di famiglie e biblioteche attraverso carte per gli acquisti, così come proposto dalla Federation of European Publishers (FEP) e dalla European and International Booksellers Federation (EIBF) in un appello inviato alla Commissaria dell’istruzione, gioventù, sport e cultura Mariya Gabriel e ai Ministri della Cultura della UE.
Lo chiedono, in un comunicato congiunto, l’Associazione Italiana Editori (AIE) e l’Associazione Librai Italiani (ALI) all’indomani della creazione di un fondo per il mondo del libro nel decreto Rilancio. “Con la 18App l’Italia è stata in prima linea nel proporre un modello che ha fatto scuola in tutta Europa – dichiarano il presidente di AIE Ricardo Franco Levi e di ALI Paolo Ambrosini –. Adesso che le federazioni di settore europee propongono questo modello come via principale per uscire dalla crisi Covid-19 in tutto il Continente, chiediamo al governo e al parlamento di farsene carico, individuando nuove platee, accanto a quella dei neo-diciottenni, e sostenendo allo stesso tempo il sistema bibliotecario”.“L’obiettivo principale – spiega l’appello di FEP e EIBF in riferimento alle carte per la famiglia – è di aiutare i destinatari del bonus ad acquistare libri nelle proprie librerie. Il progetto, spiegano le due federazioni, è quello di “estendere il bonus a tutte le famiglie, a tutti gli studenti oppure ad alcuni classi di età, o categorie, come i disoccupati, eccetera”.Per quanto riguarda le biblioteche, “l’acquisto su larga scala di libri, attraverso le librerie – continua l’appello – conseguirebbe diversi obiettivi: servirebbe a fornire un’ancora di salvezza all’intera filiera del libro (dagli autori, agli editori, ai librai) grazie a un’iniezione di liquidità assolutamente necessaria, ad aggiornare e rimodernare le raccolte delle biblioteche e delle altre istituzioni, e, più in generale, a incentivare la lettura”.

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“Ripartire dai libri”

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 aprile 2020

Ripartire dai libri con un piano straordinario, a sostegno del settore, per superare “la più grave crisi attraversata dal libro dal Dopoguerra”. È la richiesta della filiera del libro al governo in un appello (il testo integrale è in allegato) firmato da AIB – Associazione Italiana Biblioteche, AIE – Associazione Italiana Editori e ALI – Associazioni Librai Italiani.Secondo le tre associazioni sono urgenti “interventi immediati a sostegno di imprese, specie le più piccole, di biblioteche, di lavoratori, autori e traduttori e per risolvere la crisi di liquidità che attraversa l’intera filiera”. Interventi che prevedano “un sostegno alla domanda lungo due linee: fondi alle biblioteche di pubblica lettura per un piano straordinario di acquisti di libri, con particolare attenzione alle librerie del territorio, e un sostegno tramite strumenti analoghi al bonus cultura, finora dedicato ai diciottenni, da estendersi ad altre fasce della popolazione”. Servono inoltre interventi strutturali per la ripresa, con misure per promuovere la lettura con risorse finalmente all’altezza. Questo significa “stabilizzare il sostegno alla domanda oltre l’emergenza, prevedere una detrazione fiscale sull’acquisto dei libri, rafforzare il sistema bibliotecario del paese, promuovere l’innovazione e completare la transizione verso un’editoria libraria interamente verde e inclusiva, e rafforzare la promozione del libro italiano all’estero”.
La situazione del comparto, ricordano le associazioni, è drammatica: “Sono state chiuse le librerie, e molte ancora lo sono, con perdite solo a marzo di 25milioni di ricavi; sono chiuse scuole e università, luoghi di scambi culturali per elezione. Sono chiuse le biblioteche: quasi 600 biblioteche di pubblica lettura si sono mobilitate in collaborazione con autori ed editori per non interrompere il loro legame con i propri piccoli lettori, ma è una goccia rispetto alle 11.608 biblioteche chiuse”.“Le chiusure generano la più grave crisi attraversata dal libro dal Dopoguerra – ricordano le associazioni -. Già a fine marzo il 64% degli editori librari aveva fatto ricorso alla cassa integrazione o era in procinto di farlo. Il numero delle novità previste nel 2020 era stato riprogettato con una riduzione del 31% rispetto ai programmi di inizio anno, con conseguenze pesanti sui posti di lavoro nei settori della carta, della stampa e nei service editoriali e grafici, ma anche per autori e i traduttori”.“Sarà un colpo verso la cultura italiana, la diversità culturale e il pluralismo – concludono le associazioni -. Per questo un intervento mirato a sostegno del libro è veramente necessario subito”.

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Libri di testo e piattaforme digitali

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2020

Mentre si profila un significativo prolungamento dello stop alle lezioni in classe, gli editori scolastici confermano il loro impegno a supporto di alunni, famiglie, docenti, dirigenti scolastici. “Mai come oggi – spiega il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi – i libri di testo e i loro supporti digitali sono garanzia di continuità didattica. Oggi siamo in prima linea nei piani per la didattica a distanza con strumenti che sono stati dall’inizio dell’emergenza a disposizione delle famiglie, senza costi aggiuntivi”.Già oggi, infatti, sono numerose le piattaforme per la didattica a distanza messe a disposizione gratuita delle scuole di ogni ordine e grado e che, con al centro il libro di testo, vera colonna portante del nostro sistema di educazione, permettono la continuità didattica: migliaia di contenuti digitali, videolezioni, webinar e altro ancora, materiali tutti che hanno consentito – grazie al lavoro infaticabile e insostituibile di docenti e dirigenti – di dare concreta attuazione al diritto allo studio di bambine e bambini, ragazze e ragazzi.“Siamo stati a fianco delle famiglie – spiega Giovanni Bonfanti, vicepresidente di AIE e presidente del gruppo Educativo – in momenti drammatici, attraverso le donazioni per le scuole e le famiglie nelle zone terremotate, o colpite nel crollo del ponte di Genova, e lo siamo anche oggi con l’emergenza Coronavirus”. In questo contesto, è importante garantire il processo di adeguamento dei testi scolastici confermando anche quest’anno il normale procedere delle nuove adozioni, anche a garanzia della libertà di insegnamento dei docenti: “La conferma, anche in un anno così difficile, delle nuove adozioni – prosegue Giovanni Bonfanti– consoliderebbe l’impegno nell’educazione delle case editrici che danno lavoro, direttamente e indirettamente, a migliaia di persone e che contribuiscono ad attuare e a rendere effettivo il diritto allo studio, intervenendo significativamente nella formazione del “capitale umano”, cioè i nostri figli, i cittadini di domani”.
“Chiediamo di poter continuare a svolgere questo lavoro di accompagnamento delle scuole e delle famiglie – conclude Bonfanti -. Allo Stato invece il compito di tutelare i bilanci familiari con opportune politiche di sostegno, quali la tanto auspicata detrazione fiscale per l’acquisto dei libri di testo e il rifinanziamento del fondo per l’acquisto dei libri di testo per le famiglie bisognose, fermo al 1998 e da quella data mai rivalutato”.

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Acquistare libri senza impatto sulla circolazione delle persone

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Una rete di case editrici e librerie indipendenti per bambini e ragazzi che, in conseguenza e in ottemperanza del Dpcm del 11 marzo 2020, hanno deciso di accogliere le disposizioni del Governo e la richiesta di chiudere le attività commerciali per limitare e fermare la diffusione incontrollata del contagio da COVID-19 (rinunciando, pertanto, alle consegne a domicilio e alle consegne tramite corriere) nata dall’intento comune di dare una risposta concreta e responsabile.Abbiamo recuperato l’idea del “#librosospeso” e, più ci ragionavamo, più ci sembrava una delle possibili risposte da attuare. In essa troviamo coerenza con le direttive del Governo e una visione nell’ottica di condivisione e di sostegno reciproco. Ci sembra una modalità costruttiva che tutela, inoltre, il lavoro di tutti i protagonisti della filiera del libro.Sulla pagina dedicata http://www.facebook.com/librosospeso2020, saranno promossi i titoli degli editori aderenti, tra cui anche le novità in uscita alla riapertura delle librerie, che i lettori potranno acquistare e/o prenotare come #librosospeso in una delle librerie aderenti (l’elenco è pubblicato sulla stessa pagina e costantemente aggiornato). I lettori avranno, pertanto, modo di chiacchierare con i propri librai di fiducia e di avere uno sguardo d’insieme e ragionato sui cataloghi e sulle novità degli editori aderenti all’iniziativa. Questo, nella nostra ottica, ci permetterà di prendere le distanze da un presente che è buio, proiettandoci in avanti, utilizzandolo per costruire, perché le nostre attività possano continuare ad essere parte viva e fondamentale della società, creando inoltre una rete di collaborazione che supporterà ulteriormente la ripresa delle attività dopo che questa emergenza sarà finita.Il progetto #librosospeso è stato, finora, proposto a casa editrici e librerie indipendenti che abbracciano il nostro sentire. L’adesione è aperta a altri editori e altre librerie indipendenti che condividono la nostra stessa visione.

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Rubbettino: regaliamo un best seller per allietare il tempo da trascorrere in casa

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

«Il cielo comincia dal basso» di Sonia Serazzi sarà scaricabile gratuitamente sabato 14 e domenica 15 marzo. Da due giorni milioni di italiani sono costretti a rimanere chiusi in casa. Sicuramente una buona lettura non rappresenta una soluzione ma può costituire un piccolo antidoto alla noia. In un periodo storico come questo che, con la stretta data a molte attività commerciali, rappresenta per molti anche un momento di difficoltà economica, abbiamo dunque deciso di offrire in dono un romanzo in ebook dal nostro catalogo. Abbiamo scelto “Il cielo comincia dall’alto” di Sonia Serazzi. Un libro che ci ha dato molte soddisfazioni, sicuramente tra i più belli e apprezzati tra quelli che abbiamo pubblicato finora. Abbiamo scelto questo libro perché ci pare che il messaggio di speranza che veicola, l’atmosfera domestica che trasuda dalle sue pagine e, soprattutto, l’insegnamento di godere di quello che si ha, delle cose semplici, della famiglia, del pane caldo con l’olio, di una pianta cresciuta per caso tra le crepe del cemento…, siano particolarmente adatti ai giorni difficili che stiamo vivendo.Nel recensire il libro, Davide Brullo su “Linkiesta” ha scritto: «Volevo scrivere qualcosa del genere. «Il nuovo Cormac McCarthy è una donna, è nata nel 1971 e vive in un paese dimenticato dagli dèi, in Calabria». Molto giornalistico. Parzialmente veritiero. Quello che ho scritto, privatamente, a un amico, è questo: «Il libro è notevole. Mi piace che vada tra i sassi con la Bibbia nella tasca, che sia scandito da placche brevi e da parole forti. Come vetro che, levigato, diventa cuoio». Il libro s’intitola Il cielo comincia dal basso, l’autrice si chiama Sonia Serazzi e, per capirci, è molto più brava di una Elena Ferrante qualsiasi»La protagonista del libro, Rosa Sirace, è una che impara a fiorire nel posto che ha, e fiorendo scrive la sua vita di cose piccole su un’agenda: fogli con sopra il numero del giorno, e la carta che tiene il conto ripete quotidianamente che una storia non ha tutto lo spazio e il tempo che vuole. Così Rosa Sirace disciplina fatti, incontri e volti costringendoli sulle righe, e sceglie di essere sincera su quello che c’è intorno: la verità resiste a ogni poco. Allora la figlia di un Visconte operaio e di una Baronessa casalinga si porta in casa il lettore offrendogli un mondo senza imbrogli. Ma nell’offerta qualcosa brucia e qualcosa profuma, poi c’è il cielo, un azzurro modesto che Rosa Sirace insegue sul messale e impara da sua nonna: Antonia Cristallo. E Rosa tutto il cielo che scava lo appende in alto, a cominciare ogni pagina, e spera che bastino le Scritture a far scintillare la terra rivoltata. Il cielo comincia dal basso è un libro che mastica duro cercando il bene, e lo trova.Di Sonia Serazzi Rubbettino ha da poco ripubblicato il romanzo d’esordio “Non c’è niente a Simbari Crichi”.
L’ebook sarà scaricabile sabato 14 e domenica 15 dalle varie piattaforme che consentono il download di ebook gratuiti (come Bookrepublic o Amazon) e, ovviamente, dal nostro sito http://www.rubbettinoeditore.it

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Conferma dei 500 euro per la 18App da spendere nel 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 febbraio 2020

“La pubblicazione in Gazzetta ufficiale del regolamento della 18App, con la conferma che anche ai nati nel 2001 verranno assegnati 500 euro da spendere in cultura nel 2020, è una notizia positiva – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi –. La 18App non solo contribuisce a sostenere l’industria culturale, ma è un tassello importante di una politica volta a far crescere la lettura nel nostro Paese. Per questo è necessario garantire a tutti i neomaggiorenni la stessa possibilità di spesa anche in futuro”. “Adesso – continua Levi – si tratta di dare continuità e sicurezza per l’avvenire a questa importante misura di sostegno alla lettura dei giovani, ripristinando la dotazione originaria della 18App a 290 milioni e confermando l’assegno di 500 euro per ciascun ragazzo per gli anni futuri, a partire dal 2021”. Nel 2018, ricorda l’associazione degli editori, sono stati spesi in libri 132,4 milioni di euro, il 69% della spesa totale. Nel 2019 131,5 milioni, il 66% della spesa totale. “Nella grande maggioranza dei casi – conclude Levi – i ragazzi utilizzano i soldi ricevuti per i libri: è la dimostrazione che il sostegno alla domanda funziona nel far avvicinare famiglie e giovani alla lettura”.

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Libri: Vince la narrativa, resiste la carta e si acquista da smartphone

Posted by fidest press agency su domenica, 26 gennaio 2020

Oltre 2 lettori su 3 preferiscono la narrativa e più dell’80% sceglie il cartaceo. Sono questi i dati che emergono dall’analisi delle abitudini di lettura della community di bookabook, la prima casa editrice italiana che pubblica libri attraverso il crowdfunding. Nata nel 2014, ha raccolto 85.500 lettori, pubblicando 250 libri e vendendo più di 50mila copie nel solo 2019.A leggere sono soprattutto le donne, che rappresentano il 70% del campione analizzato da bookabook; in generale il lettore italiano ha un’età compresa tra i 46 e i 54 anni (21%), seguito a breve distanza da lettori di età compresa tra i 36 e i 45 anni (19%) e tra i 26-35 (17%).Nonostante gli acquisti avvengano nel 67% dei casi tramite smartphone, a resistere è ancora il supporto cartaceo, scelto dall’84% dei lettori, mentre il restante 16% usufruisce del formato digitale degli ebook.La narrativa si conferma il genere più apprezzato, con il 70% di preferenze: piacciono soprattutto le opere come i gialli o i fantasy o le storie vere familiari, che riescono a raccogliere intorno allo scrittore comunità forti ed interessate.
”Nel 2020 si leggerà ancora molto su carta, con una lenta ma costante crescita dell’ebook”, spiega Tomaso Greco, co-fondatore di bookabook insieme a Emanuela Furiosi. “Prevediamo un anno molto buono per la non fiction e per la narrativa, soprattutto quella che sperimenta di più rispetto ai paletti di genere. Ma l’editoria rimane un terreno di grandi sorprese, in particolare quando ad incidere sulle logiche di pubblicazione sono le preferenze dei lettori, come accade con bookabook”.Quella di bookabook è infatti un’editoria innovativa che mette al centro il lettore. Dopo una selezione condotta da editor professionisti, i manoscritti inediti vengono proposti alla community tramite campagne di crowdfunding. I lettori possono leggerne l’anteprima e partecipare all’intero processo di pubblicazione, dalla fase di editing alla distribuzione nelle librerie: i testi che raggiungono l’obiettivo di 200 copie pre-ordinate arrivano infine sugli scaffali delle librerie. “Di fatto – aggiunge Greco – abbiamo creato anche uno strumento di scouting per la grande editoria: nel tempo abbiamo lanciato autori che hanno poi continuato il loro percorso con Mondadori, Rizzoli, Giunti e Longanesi”.È il caso de “L’influenza del Blu”, romanzo d’esordio di Giulio Ravizza, che su bookabook ha aggregato una comunità di diverse centinaia di lettori con la campagna di crowdfunding: il romanzo sarà distribuito a partire da gennaio 2020 in tutti gli store online e nelle librerie aderenti al circuito di Messaggerie Libri e le royalties saranno devolute ad Emergency. “Per noi è fondamentale il coinvolgimento dei lettori, per questo stiamo sviluppando nuove esperienze che li mettano in gioco in prima persona, anche attraverso i canali social”, sottolinea Tomaso Greco. “Il nostro obiettivo è duplice: da un lato fornire contenuti multimediali che arricchiscano l’esperienza di lettura, dall’altro stimolare la fantasia del lettore e il suo desiderio di scambiare opinioni e consigli”.

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Da uno dei miei primi libri “L’ultima Frontiera”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 gennaio 2020

Durante la mia permanenza in Australia mi trovai a toccare quasi per mano, si fa per dire, un evento tra i più tragici della nostra umanità: un’esplosione atomica sotterranea. Questa volta si verificò per ragioni sperimentali in un poligono situato nel deserto australiano ad un paio di centinaia di chilometri da dove mi ero fatto “sorprendere”. Non si trattò, quindi, di un atto aggressivo come era già avvenuto anni addietro in due città giapponesi. Ma fu lo stesso una circostanza traumatica e gravida di implicazioni sull’ambiente e sugli uomini che abitavano nei pressi.
Tale deflagrazione, esaltata dalla “vicinanza”, divenne ben presto, per me, il tema dominante nel quale riversai, per anni, tutta la mia attenzione. Esso mi coinvolgeva, con milioni di altri simili, e poneva interrogativi a non finire. Incominciai ad indagare in proposito e mi accorsi che molta gente era a digiuno delle nozioni scientifiche che diedero vita ad un simile esperimento e mostravano la loro ignoranza pure sugli effetti perversi che provocavano, sia sull’ambiente circostante che a grandi distanze, e per i danni che arrecavano alla salute dei viventi e di riflesso sulle generazioni future. Così un po’ alla volta maturò in me l’idea di scrivere un libro sull’argomento. Da allora trascorsero degli anni prima che l’idea potesse concretizzarsi. Avevo bisogno di approfondire alcuni aspetti del problema, di fare delle ricerche, di consultare testi spesso non tradotti in italiano e di rappresentare il tutto in un ben definito disegno organico dove la fisica si sarebbe inevitabilmente mescolata alla sociologia, alla religione e a tutti gli altri nostri pensieri maturati, macinati ed esternati e tramandati per farci crescere ma anche con il rischio di ricondurci a forme di nanismo culturale e civile. Nel frattempo dovevo procurarmi di che vivere e la ricerca di un lavoro diventava la risposta più ovvia per soddisfare queste esigenze primarie anche se mal si conciliava con tutto il resto in specie se si trattò, come lo fu, di un impiego non congeniale alle mie inclinazioni. Ma a dispetto del contingente continuai a scrivere e a meditare su queste cose. Mi resi conto, tra l’altro, che non vi era alcuna differenza tra gli atomi, la politica e il comportamento sociale degli uomini. Tutti insieme facevano derivare la loro origine dalle “grandi molecole” che pascolano negli infiniti spazi intergalattici. Infatti all’interno della nube “Sagittarius B2”, nella nostra stessa galassia e ad un anno luce da noi, è stata individuata non solo la glicina, (acido aminoacetico) il più semplice degli aminoacidi che costituiscono molte proteine, ma anche svariate altre molecole che rappresentano i primi gradini verso la materia vivente. Dobbiamo, quindi, dedurre per prima cosa che la chimica della terra “prebiotica” (quella che è precedente alla comparsa di ogni organismo vivente) è analoga a quella di tutta la galassia o di molte altre più distanti o attigue alla nostra. Sono conseguenze che coinvolgono il mondo scientifico in pari misura con quello del pensiero. Esse danno un senso alla vita, in una sorta di “intelligenza centrale e derivata” che garantisce la sopravvivenza del tutto. Con siffatti aggregati molecolari e chimici la natura umana fa derivare i pensieri. Sono il loro frutto e talvolta diventano capaci di provocare una tempesta che in apparenza sembra coinvolgerci per annientarci ma che in effetti è solo capace di toccare il livello del mare o qualche metro più in giù ma nello stesso tempo non è in grado di scendere in profondità. Sul fondo degli oceani a centinaia o migliaia di metri dalla superficie le acque restano calme ed insensibili al turbinio degli elementi che si agitano al di fuori di esse. Ed è il primo aspetto che distingue l’uomo, con il suo egocentrismo, dalle leggi della natura e lo proietta in uno spazio temporale limitato concettualmente e fisicamente. Sono fenomeni naturali e a volte conseguenti alle azioni dell’uomo ma che lo definiscono. Vi sono esseri umani che si sentono inviati dalla provvidenza, ritengono che tutto ciò che fanno è segnato dal destino e che il loro, in particolare, è baciato dalla fortuna e dall’infallibilità. Ma per essi, come per tutti i restanti loro simili, sopraggiunge il comune destino che ci affratella e va al di là delle fortune e delle sfortune, delle gioie e dei dolori e ci scompone in tante infinite parti fino a dissolverci nel nulla. Siamo il frutto della terra e alla terra ritorniamo come polvere. Resta ciò che si matura e si evolve nell’abbandono del proprio io vorace per avvicinarci all’essere universale. Così un’esplosione atomica e la meraviglia, il timore e le paure ataviche si sono intrecciate e mi hanno spinto ad altri più sorprendenti e inquietanti approfondimenti. (Riccardo Alfonso)

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Bene i libri anche se in Italia si legge poco

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 novembre 2019

Milano. Crescono macchine grafiche, libri e comparto imballaggio, in difficoltà gli altri settori. Dopo la crescita messa a segno nel 2018, l’aggregato industriale che riunisce Federazione Carta Grafica (Acimga, Assocarta, Assografici), Aie (editoria libraria), Fieg (editoria quotidiana e periodica) e Asig (stampa di giornali quotidiani) in questi mesi sta soffrendo il calo delle variabili macroeconomiche sia interne sia della componente estera ed è in arretramento, con un risultato che nel primo semestre 2019 ha riportato l’indice giù dell’1,6%, due punti decimali in meno rispetto all’anno precedente. Il dato viene presentato oggi nell’ambito dell’incontro “L’insostituibile autorevolezza del leggere” che mette a confronto, al Castello Sforzesco, editori, stampatori e protagonisti della filiera per valutare, a partire dai libri, quali prodotti e quali scelte possono aiutare il settore a invertire la tendenza di una crisi che ormai affonda le radici nel lontano 2004 e che, negli ultimi tre anni, registra un recupero dovuto anche al successo del bonus cultura per i 18enni, 430mila fruitori lo scorso anno con l’80% della spesa destinata ai libri (che sarà reiterato nel 2020 e di cui il settore auspica diventi misura stabile). I dati economici elaborati e diffusi dalle Associazioni di Filiera, indicano i comparti delle macchine da stampa, dei libri e dell’industria cartotecnica trasformatrice come quelli che presentano tassi di crescita interessanti, segnalandosi come zone di luce negli andamenti dell’aggregato industriale che riunisce Federazione Carta e Grafica (Acimga, Assocarta, Assografici), Aie (editoria libraria), Fieg (editoria quotidiana e periodica) e Asig (stampa di giornali quotidiani). Questo segmento industriale è vitale per l’economia del Paese: lo scorso anno, con fatturato aggregato di 31,4 miliardi di euro, ha pesato per l’1,8% sulla formazione del Pil, poco meno di un terzo dell’industria automobilistica (106 miliardi di euro). L’export, tradizionale elemento trainante della Filiera, oggi incide per il 31,8% sul fatturato complessivo, con saldo della bilancia commerciale positivo di 3,5 miliardi di euro. In termini occupazionali la Filiera lo scorso anno ha sfiorato i 200mila addetti diretti (sono 199.700, che con l’indotto diventano 695.000), pari al 5% dell’occupazione manifatturiera totale.
La lettura per comparti del primo semestre 2019 mostra risultati di fatturato positivi per la produzione di macchine per la grafica e la cartotecnica (+3,1%), il comparto imballaggio (+2,8%) e l’editoria libraria (+2,7%). Segni meno per tutte le altre componenti della filiera, a partire dall’industria grafica (-3,2%) e via a scendere con la produzione di carta e cartone (-4,3%), l’editoria quotidiana (-7,5%), le importazioni di macchine grafiche e da stampa (-8,6%) e infine l’editoria periodica (-11,9%).L’analisi delle macro variabili vede l’export, in buono sviluppo nel 2018 (+4,2% sul 2017) stabilendosi sul livello record di quasi 10 miliardi di euro, a fare da elemento trainante della Filiera e dei settori che la compongono. Resta comunque prevalente il peso della componente nazionale sul mercato totale della Filiera (68-69% negli ultimi 5 anni; oltre 78% nel 2007) con gli ovvi riflessi degli andamenti dei consumi interni sui livelli di fatturato. Sulle complessive difficoltà dei prodotti in carta e della stampa, pesano la diminuita propensione alla spesa delle famiglie (2 punti in meno fra il 2017 e il 2018 e il continuo calo della pubblicità su stampa, che oggi vale meno di un sesto del mercato pubblicitario (un terzo nel 2007). Ancora, a incidere negativamente, fa rilevare l’Ufficio Studi della Federazione Carta Grafica, è il continuo calo del numero dei lettori e la conseguente riduzione dei consumi interni di prodotti culturali. Nel 2018 la popolazione che legge libri rappresenta il 40,6% (46,8% nel 2010), per quotidiani e periodici siamo oggi rispettivamente al 30% e al 37,1% (36,6% e 50,5% nel 2014).

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Ioleggoperché: raggiunto l’obiettivo di 1milione di libri donati alle scuole

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

ioleggoperché si supera, ancora una volta. L’iniziativa lanciata nel 2015 dall’Associazione Italiana Editori (AIE) si conferma “a furor di popolo” la più grande maratona nazionale di solidarietà a favore delle biblioteche scolastiche: i cittadini hanno infatti risposto con grande generosità alla chiamata, accorrendo a donare un libro per le oltre 15.000 scuole iscritte omogeneamente tra Nord, Centro, Sud Italia e isole (un’adesione superiore al 70% rispetto allo scorso anno, quando erano state circa 9.000 le scuole partecipanti), durante la campagna che si è svolta dal 19 al 27 ottobre scorsi nelle oltre 2.400 librerie aderenti. In base ai primi dati parziali, provenienti dall’86% delle librerie, si è già superato l’ammontare complessivo dei libri donati lo scorso anno, toccando quota 273.676. Il testimone passa ora agli editori aderenti che contribuiranno con altri 100.000 libri da ripartire tra le scuole che ne avranno fatto richiesta entro e non oltre il 15 novembre prossimo attraverso il portale http://www.ioleggoperche.it.
La manifestazione – organizzata e promossa dall’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), con l’Associazione Librai Italiani (ALI) e il Sindacato Librai e Cartolibrai (SIL), l’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), il Centro per il Libro e la Lettura, Confindustria – Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo, con il supporto di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, che vanta anche il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e per le Attività culturali e per il Turismo (MIBACT) e della Banca d’Italia – ha battuto in questa edizione tutti i dati delle precedenti, confermando ancora una volta quanto sia urgente il “fabbisogno” di libri per gli istituti scolastici di tutti gli ordini e i gradi nel Paese.Davvero significativa anche la mobilitazione sui social media: i canali dell’iniziativa hanno ricevuto oltre 25 milioni di visualizzazioni raggiungendo, soltanto nella settimana di donazioni, oltre 5 milioni di persone (2.835.000 Facebook + 1.716.813 Instagram + 700.000 Twitter) e generando intorno all’hashtag #ioleggoperché quasi 1.200.000 interazioni. La maratona #ioleggoperché è stata raccontata anche in diretta social alla Libreria dei Ragazzi di Milano sabato 19 ottobre.

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Il tema e il manifesto di Più libri più liberi 2019

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

Roma dal 4 all’8 dicembre si svolgerà a Roma nella Nuvola dell’Eur la diciottesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana editori (AIE).La manifestazione è sostenuta dal Centro per il libro e la lettura, dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dalla Regione Lazio, da Roma Capitale, dalla Camera di Commercio di Roma e da ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, con il contributo di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e di BNL Gruppo BNP Paribas. È realizzata in collaborazione con Istituzione Biblioteche di Roma, ATAC Azienda per i trasporti capitolina, EUR spa, Roma Convention Group e si avvale della Main Media Partnership di RAI.Più libri più liberi partecipa ad ALDUS, la rete europea delle fiere del libro cofinanziata dall’Unione Europea nell’ambito del programma Europa Creativa.
La Fiera compie diciotto anni, un traguardo importante, che non poteva che essere celebrato con la scelta di un tema altrettanto significativo: l’Europa. Un argomento cruciale – per il nostro presente e per gli anni che ci attendono – da affrontare non attraverso speculazioni teoriche ma tramite discussioni aperte, dove confrontarsi su questioni fondamentali come l’identità, il dialogo, i valori. Ma anche gli assetti geopolitici, la democrazia e i diritti civili. Che cos’è l’Europa? E, soprattutto, quale sarà l’Europa di domani? Una fortezza difesa da muri e filo spinato o un luogo meticcio, fondato sul confronto e sull’accoglienza? In un momento storico particolarmente delicato – di grande passaggio e trasformazione culturale e politica – questo straordinario cantiere comune che è l’Unione europea ci chiama a immaginare quale futuro desideriamo per noi stessi e per il Continente. A questa chiamata, oggi più che mai urgente, risponderemo a Più libri più liberi. Emi Ligabue è nata a Mantova nel 1957. Illustratrice e designer, ha iniziato la sua carriera nei primi anni Ottanta, collaborando con Studio Alchimia alla progettazione di Casa Alessi, per poi dedicarsi autonomamente all’arte visiva. Tra le moltissime mostre, nel 1988 i Musei Civici di Reggio Emilia le hanno dedicato la prima personale; nel 1990 ha partecipato alla ricognizione “Ipotesi Arte Giovane”, organizzata dalla rivista Flash Art alla Fabbrica del Vapore a Milano. Nel 2002 ha esposto, invece, a Villa delle Rose a Bologna nella mostra “Spazio aperto al disegno”. Nel 2016 Silvana Annicchiarico l’ha scelta per la XXI Triennale di Milano nella rassegna sul design italiano al femminile: “W. Women in Italian Design”. Ha pubblicato Let’s Cook Italian (Quarto, 2016) e La settimana bianca (Lazy Dog Press, 2018). Vive e lavora a Milano.

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I grandi libri della tradizione cristiana

Posted by fidest press agency su sabato, 19 ottobre 2019

Roma Da martedì 22 ottobre 2019, ore 17:30 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4 Tornano i “Martedì alla Gregoriana”, il ciclo di conferenze pubbliche che il Centro Fede e Cultura “Alberto Hurtado” della Gregoriana, ora diretto dalla Prof.ssa Stella Morra, offre alla città di Roma. «Tra labirinti e biblioteche. I grandi libri della tradizione cristiana» è il tema scelto l’anno accademico 2019-2020.
Il libro è vita. Poiché “tradizione” non significa ripetere, ma imparare a leggere per saper rileggere. Sembra un miracolo, alle volte, che le parole depositate nelle nostre tradizioni culturali si rivolgano a noi permettendoci di riconoscerci con e in esse. Il libro è scaturigine e insieme deposito della sapienza multiforme di Dio: teologi, filosofi, poeti, artisti, tutti insieme costituiscono la trama di quel tessuto sacramentale – l’evangelico “lembo del mantello” – che ci fa avvertire la presenza del Dio che salva. Per questo, accanto ai grandi classici delle origini e del Medioevo, compariranno anche nomi insoliti e inaspettati. Come quello del primo incontro. La conferenza inaugurale di martedì 22 ottobre, offerta dal biblista di fama internazionale Jean Louis Ska, ci introdurrà tra le pagine di «Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale», il capolavoro del filologo Erich Auerbach.
Martedì 5 novembre la professoressa Rosalba Manes ci porterà invece all’incontro tra cultura pagana e novità cristiana con lo scritto «A Diogneto». Il 19 novembre sarà la volta dell’«Itinerarium Mentis in Deum» di Bonaventura da Bagnoregio (Amaury Begasse de Dhaem), mentre il 3 dicembre sarà la volta di «Storia e dogma» di Maurice Blondel (Giuseppe Bonfrate). Due date saranno dedicate agli scritti di sant’Ignazio di Loyola: il 17 dicembre con il poco noto «Epistolario» (Emilio González Magaña) e il 14 gennaio 2020 con i celebri «Esercizi Spirituali» ( Rossano Zas Friz De Col). Si proseguirà poi con i «Commenti alle Sentenze di Pietro Lombardo» di Tommaso d’Aquino (18 febbraio, Andrea Di Maio), il «Cur Deus Homo» di Anselmo d’Aosta (3 marzo, Paul Gilbert); «Scientia Crucis» di Edith Stein (17 marzo, Emma Caroleo); le «Confessioni» di Agostino d’Ippona (31 marzo, Gaetano Piccolo); la «Summa Teologica» di Tommaso d’Aquino (21 aprile, Etienne Emmanuel Vetö); e infine «L’essere del Signore» di Joseph Fuchs (5 maggio, Humberto Miguel Yáñez).Il ciclo di conferenze non risponde a una pretesa classificatoria o di esaustività, ma intende rendere onore al libro e alle sue declinazioni cristiane, nel riconoscimento della centralità della Parola e delle parole che ha ispirato nell’arco dei secoli. Essa assume la carne delle nostre ispirazioni e si fa ogni volta storia, provocando il pensiero che, talvolta, può aver bisogno di perdersi per ritrovarsi, appunto, tra labirinti e biblioteche. Gli incontri, che cominceranno alle ore 17:30, sono gratuiti e aperti a tutti.

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Solo il 5,3% dei libri digitali viene attivato dagli studenti italiani

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 ottobre 2019

E anche quando questo accade, di media l’accesso è inferiore alle 6 volte in un anno scolastico. È quanto emerge dall’indagine dell’osservatorio AIE-MIUR presentata oggi durante il convegno “Libri di testo e risorse digitali per l’apprendimento. Strumenti diversi per una scuola che cambia” all’interno della Fiera Didacta a Firenze. I dati, illustrati da Giovanni Bonfanti, vicepresidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) e presidente del Gruppo Educativo, alla presenza del viceministro all’Istruzione Anna Ascani, mostrano per la prima volta come gli studenti italiani accedano agli strumenti didattici digitali.La ricerca, condotta tra gli editori che operano nel settore educativo per valutare le modalità di studio degli studenti, tra carta e digitale, dimostra come negli ultimi cinque anni l’adozione del libro misto (versione che comprende una parte cartacea e una digitale accompagnata da contenuti digitali integrativi, senza aggravio di costo per l’utente) sia passata dal 70% al 92%, mentre il libro di testo completamente digitale (il cosiddetto ebook) sia rimasto pressoché stabilmente fermo all’1%.I libri più attivati risultano essere i sussidiari delle classi 4-5 nelle scuole primarie; nelle scuole secondarie invece la materia più attivata è l’inglese, anche se la matematica registra il maggior numero di accessi e di utilizzo effettivo.Nonostante il 74,6% dei docenti utilizzi almeno una volta alla settimana il digitale nella didattica, i dati evidenziano che solo una piccola parte degli studenti usufruisce realmente dei contenuti digitali per studiare.
“Non tutti sanno che l’Italia è un unicum – ha commentato Giovanni Bonfanti – un paese dove per tutte le materie ogni insegnante e ogni studente è dotato di materiali digitali di qualità, validati ed efficaci. Non solo dei semplici libri in pdf ma molto, molto di più. I dati dell’Osservatorio sono chiari: ancora pochi studenti accedono a questi contenuti, va detto però che noi editori registriamo un chiaro trend di forte crescita, non solo nella fruizione di libri digitali interattivi ma anche di tutti i contenuti multimediali a supporto dell’apprendimento delle materie scolastiche. Questo Osservatorio e questi dati sono quindi un punto di partenza, un inizio di un percorso di analisi per identificare aree di approfondimento e condividere buone pratiche e soluzioni utili per una scuola migliore”.

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Diceva Paracelso che i pazienti dovrebbero essere i libri del medico

Posted by fidest press agency su domenica, 6 ottobre 2019

E nel terzo millennio i medici hanno imparato a leggerli. Merito di quella che viene chiamata ‘medicina di precisione’ e che oggi entra di diritto anche nei reparti di reumatologia. Le malattie gastro-reumatologiche colpiscono circa un milione di persone in Italia hanno indotto la SIGR a credere nel progetto di creare un Registro Nazionale Spondiloartriti Enteropatiche.
Si tratta di un ambizioso e complesso progetto, che ha visto finora la partecipazione attiva di 16 Centri di gastroenterologia e reumatologia sul territorio nazionale” sottolinea il Dottor Andrea Picchianti Diamanti, ricercatore universitario al Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare, “Sapienza” Università di Roma – permette ndo di ottenere quella che è, ad oggi, la più ampia casistica italiana di pazienti affetti da Spondiliti Anchilosanti enteropatiche”. La raccolta dei dati avviene tramite una piattaforma online dedicata di semplice utilizzo, in cui ogni centro ha inserito le principali caratteristiche cliniche di ogni singolo paziente tra cui: la tipologia di SpA enteropatica, la severità della malattia, la diagnostica per immagini (risonanza magnetica, ecografia articolare, radiografia), le comorbidità e il regime terapeutico. I preziosi dati epidemiologici scaturiti da questa popolazione potranno ampliare la conoscenza delle Spondiloartriti (Spa) enteropatiche nella speranza di migliorarne il percorso diagnostico/terapeutico attraverso la gestione multidisciplinare di questi pazienti e favorire l’approccio di ‘patient profiling’”.Ad oggi, l’incidenza di spondiloartriti e artrite reumatoide si attesta intorno allo 0,5% della popolazione e per le malattie infiammatorie croniche intestinali intorno allo 0,3%-0,5%.Sono patologie infiammatorie che possono interessare le articolazioni e la colonna vertebrale, frequentemente associate alle malattie infiammatorie croniche intestinali (M.I.C.I.),come colite ulcerosa o il Morbo di Crohn e la sovrapposizione di queste due patologie nello stesso paziente viene appunto definita SpA enteropatica. “Si tratta di malattie croniche di forte impatto sociale che colpiscono spesso persone giovani in piena età lavorativa con costi diretti e indiretti rilevanti e una alta quota di disabilità” specifica il Professor Bruno Laganà, Presidente della SIGR. “In ambito sanitario si sta affermando un concetto di medicina cucito sulle differenze individuali, che tiene conto della variabilità genetica, dell’ambiente, delle caratteristiche del microbioma e dello stile di vita delle singole persone. Il minuzioso processo di individuazione di terapie e cure in modo così personalizzato prende il nome di ‘medicina di precisione’. Motivata dall’esplosione dei dati legati agli studi di biologia molecolare, che hanno evidenziato la forte variabilità tra individui, la medicina di precisione è destinata all’ampliamento della tassonomia delle patologie, perché tiene conto delle singole peculiarità”. Il primo articolo presente nella banca dati NCBI che cita la medicina di precisione risale al 1952, ma l’interesse è esploso negli anni 2000 , precisamente nel 2014, quando si è registrato un aumento del 66% delle pubblicazioni scientifiche inerenti all’argomento. In una ricerca su Arthritis & Rheumatology Richard Pope e Deborah Winter, autori di spicco della Nord-Ovest University hanno sottolineato: “Abbiamo tanti diversi farmaci biologici, ma c’è nessuna motivazione per usare un farmaco anzichè un altro”, ha detto Perlman. “Sprechiamo 2,5 miliardi di dollari l’anno in una terapia inefficace e i pazienti passano attraverso 12 settimane di terapia a cui non rispondono”.Nella medicina “personalizzata” si cerca di riconoscere e colpire specifici bersagli molecolari mentre la ricerca medica e farmacologica si concentra su bio- marcatori in grado di prevedere la risposta terapeutica in sottogruppi di pazienti con specifici profili genetici.Questo approccio promette di migliorare l’efficacia e la sicurezza dei nuovi trattamenti limitandone gli effetti collaterali e risparmiando ai pazienti l’esposizione a farmaci che hanno scarse probabilità di successo.

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Adiconsum al nuovo Governo: Rendere detraibili le spese per i libri di testo

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 settembre 2019

Come ogni anno, in questo periodo, si sente parlare del caro scuola e di quanto impatterà sul bilancio delle famiglie, in particolare per quanto riguarda l’acquisto dei libri di testo.
L’istruzione è alla base della crescita e dello sviluppo di un Paese e non può essere lasciato interamente sulle spalle delle famiglie – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – Oltre alle detrazioni già in vigore per le spese sostenute per la mensa, i servizi di pre e post scuola, le gite, le assicurazioni e i corsi deliberati dall’istituto, è arrivato il momento di prevedere una detrazione anche per l’acquisto dei libri di testo che rappresentano la spesa più costosa per le famiglie. Adiconsum sostiene la richiesta dei librai di Ali Confcommercio di introdurre la detrazione Irpef per le spese sostenute dalle famiglie per l’acquisto dei libri di testo dalla dichiarazione dei redditi e la sottopone al nuovo Governo e al nuovo Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti

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Celebrazioni per i 150 anni di AIE

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 settembre 2019

Roma 11 settembre ore 11 sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica (viale Pietro de Coubertin, 30) si aprirà con il video a cura di Rai Cultura “150 anni di libri. 150 anni di storia d’Italia”. Moderata e coordinata da Paolo Mieli, e introdotta dall’intervento del presidente Ricardo Franco Levi (Essere editore: libertà e speranza), si snoderà tra gli interventi di Gian Arturo Ferrari (I primi 150 anni), della senatrice a vita Elena Cattaneo (L’avventura della conoscenza) e di Alessandro Baricco (I prossimi 150 anni). A riconoscimento dell’attività di AIE e dei suoi 150 anni, il Ministero dello Sviluppo Economico ha decretato l’emissione di una carta di valore postale: sempre l’11 settembre è prevista la presentazione del francobollo celebrativo.
Fondata il 17 ottobre 1869, AIE è infatti la più antica associazione di categoria italiana, socia fondatrice nel 1910 di Confindustria. Riunisce gli editori italiani – e quelli stranieri attivi in Italia – di libri, riviste scientifiche, prodotti e contenuti dell’editoria digitale. Sul piano internazionale, nel 1896, a Parigi, ha partecipato alla fondazione dell’International Publishers Association (IPA) e nel 1967 della Federation of European Publishers (FEP).

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Rientro scuole: Come spendere meno e meglio per libri e materiali vari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Si avvicina il rientro a scuola e, per chi non avesse ancora provveduto, soprattutto per i libri, ci sono buone possibilità di risparmiare qualcosa: basta informarsi.
Per i libri, le percentuali di sconto rispetto ai prezzi di copertina, con l’acquisto complessivo, possono arrivare anche al 20/30.
Quindi, prima di procedere all’ordine occorre fare un giro di confronto sui tre luoghi in cui abitualmente vengono acquistati i libri: librerie, shopping online, grande distribuzione (supermercati).
Librerie. E’ più raro trovare chi pratica degli sconti, visti i margini risicati di guadagno degli esercenti. Ma alcune preferiscono ridurre al lumicino questi margini perché comunque, quantità e fidelizzazione del cliente, in qualche modo fa loro tornare i conti. Specialmente la fidelizzazione per l’acquisto dei materiali scolastici che non siano libri, materiali che possono essere scelti tra ampie opzioni di qualità e prezzi che talvolta è difficile trovare in altri luoghi.
Shopping Online. Innegabilmente rimane il metodo più economico per i libri, oltre alla possibile praticità (la consegna a domicilio, ma attenzione che quando i corrieri non trovano in casa nessuno, per andare a ritirare questa merce spesso bisogna mettere in conto un trasferimento in estrema periferia urbana dove, abitualmente, questi corrieri hanno la loro sede). Con questa forma di acquisto occorre fare attenzione alle date di consegna che, per alcuni testi possono essere anche molto il là, magari anche a dopo che la scuola è iniziata; quindi va valutato se queste date corrispondono ai propri interessi, considerando che non è detto che una data oltre l’apertura della scuola possa essere di per sé negativa, dipende dalla materia a cui si riferisce il testo e da quando le lezioni di questa materia cominceranno realmente. Per gli altri materiali, l’economicità va attentamente valutata rispetto ad esigenze di qualità e varietà.Grande distribuzione (supermercati). A metà tra quanto accade in libreria e l’online, con l’aggiunta positiva (tipica della grande distribuzione) che i prezzi possono essere simili, se non inferiori, all’acquisto online. Occorre quindi fare attenzione ai tempi di consegna, nonché ai luoghi della stessa consegna – talvolta questi centri commerciali fanno consegne a domicilio (da valutare, ovviamente, anche rispetto alla propria presenza in casa negli orari di consegna). Un piccolo problema di scelta limitata può esserci, tranne casi particolari di centri commerciali ad hoc, per la scelta dei materiali non-libri.
Un consiglio in generale sui materiali non-libri. I ragazzi sono molto volatili e seguono le mode. Per cui, per esempio, anche se magari comprare tutti i quaderni (e non solo) necessari per l’anno scolastico in un’unica soluzione presenta innegabilmente un risparmio (tempo e, talvolta, anche denaro), può succedere di ritrovarsi poi a fine anno con dei materiali che “avanzano” e che difficilmente i ragazzi mostreranno intenzione di usare, riusare o riciclare: perché, nel corso dell’anno scolastico, è stata scoperta o è sopraggiunta una moda che se non hanno quello specifico quaderno o penna, si sentono “male”, cioè emarginati rispetto ai loro compagni e al cosiddetto trend. L’eventuale costo aggiuntivo di un quaderno o di una penna rispetto a quello iniziale, è poco significativo rispetto a ritrovarsi con oggetti messi nell’angolo e, sostanzialmente, buttati. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Leonardo e i suoi libri. La biblioteca del Genio Universale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 maggio 2019

Firenze 6 giugno – 22 settembre 2019 Museo Galileo, Piazza dei Giudici 1 Come lavorava Leonardo? La risposta migliore ce la danno i suoi manoscritti. Leonardo non era un “omo sanza lettere”. Non gli bastava l’insegnamento diretto della maestra Natura: aveva anche bisogno del dialogo con gli autori, antichi e moderni. Nel tempo, era diventato un appassionato lettore, cacciatore e collezionista di libri. E i libri, per lui, non erano solo oggetti: erano affascinanti ‘macchine’ mentali, da costruire e smontare, con i loro ingranaggi (parole, pensieri, immagini). Alla fine della sua vita, arriverà a possedere quasi duecento volumi: un numero straordinario per un ingegnere-artista del ‘400.La biblioteca di Leonardo è uno degli aspetti meno conosciuti del suo laboratorio, perché si tratta di una biblioteca ‘perduta’: un solo libro è stato finora identificato, il trattato di architettura e ingegneria di Francesco di Giorgio Martini conservato nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, con postille autografe di Leonardo.Per la prima volta, la mostra presso il Museo Galileo di Firenze, tenterà la ricostruzione di questa biblioteca, in un percorso cronologico che racconta l’incontro di Leonardo con il mondo dei libri e della parola scritta: i documenti della famiglia Da Vinci, i primi grandi libri del giovane Leonardo (Dante, Ovidio), i grandi maestri (Alberti, Toscanelli, Pacioli). Saranno esposti manoscritti e incunaboli identificati con i testi utilizzati da Leonardo, affiancati da applicazioni multimediali che consentiranno di sfogliarli e confrontarli con i codici autografi. Verrà inoltre ricostruito lo studio di Leonardo con gli strumenti di scrittura e da disegno da lui utilizzati. L’intera biblioteca di Leonardo, grazie al lavoro di un’équipe internazionale di specialisti, sarà pubblicata online nella biblioteca digitale del Museo Galileo e costituirà una risorsa inestimabile per lo sviluppo degli studi vinciani.
La mostra, a cura di Carlo Vecce, è realizzata dal Museo Galileo in collaborazione con Commissione per l’Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo da Vinci, Accademia Nazionale dei Lincei e Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, nel quadro del progetto di ricerca FISR “Scienza, storia, società in Italia. Da Leonardo a Galileo alle ‘case’ dell’innovazione”, promosso e sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Carlo Iacomucci: “La Mano Ribelle”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

di Patrizia Minnozzi. Quest’anno, in occasione dei suoi 70 anni, Carlo Iacomucci ha fatto un regalo a sé stesso ed ai suoi estimatori, con la pubblicazione di un libro molto particolare e insolito, dal titolo “ La Mano Ribelle”.
Ancora una volta, il Maestro è stato in grado di stupirci, trasformando gli esercizi di scrittura e disegno per curare una fastidiosa patologia della mano, dal nome complicato (distonia di torsione idiopatica), in un’opera d’arte in formato libro, dal titolo” La mano ribelle”. Questa particolare patologia rientra tra le malattie rare ed è conosciuta ai più come “crampo dello scrivano”. Si tratta, nello specifico, di una non corretta funzionalità e comunicazione tra il cervello e la mano, che di conseguenza, agisce da sola e non esegue a dovere gli ordini, come ci si aspetterebbe in condizioni normali.Siamo a conoscenza di vari libri sulla distonia, ma finora, nessuno dei tanti era stato ideato con disegni eseguiti da un artista con distonia della mano e, con questa opera , Iacomucci vuol lasciare una verità o traccia (per rimanere nel suo stile), nella storia delle distonie che, nello specifico, si riscontrano in categorie di artisti quali gli scrittori, i musicisti e gli incisori. In tutto il libro, si nota la presenza molto attiva e preponderante della “mano ribelle” dell’artista e possiamo considerarlo una sorta di gestazione, che si è maturata ed evoluta nel tempo, durante il quale Iacomucci ha esercitato la sua “mano ribelle”.La mano umana ha caratteristiche anatomiche uniche: è un mezzo di espressione e attraverso di essa l’artista svolge il suo personale processo creativo. L’incisore francese Henri Focillon, sintetizzò in una frase del suo raffinato “Elogio della mano” «l’arte si fa con le mani e la mano dell’artista è “mano operaia”.
Il libro di Iacomucci si compone di una quarantina di disegni, realizzati con penne grafiche, punzone e alcune sfumature di grafite e intervallati da parti scritte, dettate dalla necessità di fare esercizio manuale. Ogni foglio ha la pagina numerata, ma soprattutto ha la data ben scritta, in basso, ad indicare il momento esatto della sua realizzazione, che si è protratta nell’arco di un decennio (dal 2008 al 2018). Le pagine sono state più volte rimaneggiate, con l’aggiunta di nuovi elementi, ma in questi “disegni-scarabocchi” o gestualità del segno, troviamo i motivi ricorrenti della poetica di Iacomucci, come ad esempio le gocce o tracce, i personaggi, le linee e l’immancabile aquilone.Da sottolineare che il libro è altamente impreziosito da testimonianze e appunti di importanti studiosi ed esperti di questa particolare patologia. In primis la stessa Sig.ra Flavia Cogliati, Presidente dell’ Associazione Italiana per la Ricerca sulla Distonia – A.R.D. Non mancano, altresì, le testimonianze e, soprattutto, le spiegazioni medico- scientifiche sulla diagnosi e la cura di questo disturbo neurologico, sapientemente esposte dal Dott. Giovanni Flamma, Dirigente Medico Neurologia-Ospedale di Pesaro e dal Dr. Francesco Logullo, Direttore Neurologia-Ospedale di Macerata.
La generosa collaborazione di questi medici, rende il libro ancora più ricco e denso di significato, soprattutto a livello umano e personale.
E’, senza dubbio, un’opera insolita e unica nella sua composizione e di rilevante valore artistico, poiché rappresenta la sintesi di tutta la tematica più intima e personale del Maestro Iacomucci. pag.116, disegni 45 Ed. Zefiro. IBS, La Mano Ribelle di Carlo Iacomucci.

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