Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘licenziamenti’

Cassazione: niente licenziamento per chi fuma in orario d’ufficio nonostante il divieto

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Fumare è una pessima abitudine per la quale noi dello “Sportello dei Diritti”abbiamo avviato la battaglia senza sosta per la tutela della salute. Tuttavia anche i fumatori più incalliti non possono essere licenziati sol perché vengono sorpresi a fumare sul luogo del lavoro in orario d’ufficio e in barba al divieto. A meno che non metta a repentaglio l’incolumità e la salute dei colleghi. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza 12841 del 26 giugno 2020, ha respinto il ricorso di una società salvando un dipendente sorpreso all’interno dell’intercapedine con la sigaretta accesa. Per gli Ermellini, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti” bene ha fatto la Corte territoriale – condividendo le conclusioni assunte dal Tribunale circa la vigenza del divieto di fumo (a norma di legge e di specifica disposizione adottata dalla ditta committente) in tutto lo stabilimento presso il quale l’uomo era stato assegnato per lo svolgimento della sua attività lavorativa — a valutare, ai fini di riempire di contenuto la clausola generale dettata dall’art. 2119 cod. civ., la scala valoriale del codice disciplinare contenuto nel contratto collettivo applicato in azienda; avendo rinvenuto due tipizzazioni contrattuali concernenti l’infrazione al divieto di fumo (l’una, ex art .47 ccnl, punita con sanzione conservativa e l’altra, ex art. 48, lett. f) con sanzione espulsiva) ha proceduto alla verifica della sussistenza dei requisiti elaborati dalle parti sociali per l’adozione del provvedimento di licenziamento, pervenendo alla conclusione della impossibilità della sussunzione della condotta adottata nell’art. 48, lett. f) per carenza della situazione di “pericolo per le persone o per gli impianti”. La Corte distrettuale, valutando sia il profilo soggettivo che quello oggettivo della condotta e in specie la conformazione del luogo ove il lavoratore è stato trovato intento a fumare, ha ritenuto di escludere la ricorrenza dei requisiti costitutivi della fattispecie contrattuale punita con sanzione espulsiva, in particolare rilevando che — alla luce delle circostanze concrete che caratterizzavano la condotta del lavoratore — non poteva ritenersi integrato un pericolo alla salute derivante dalla mera combustione di una sigaretta posto che l’infrazione al divieto di fumo in ambienti chiusi previsto dalla legge (art. 5 1 legge n. 3 del 2003) doveva misurarsi, quanto agli effetti sul rapporto di lavoro, con le due distinte previsioni disciplinari elaborate dalle parti sociali (artt. 47 e 48 ccnl). Infatti, in tema di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento, denotando scarsa inclinazione all’attuazione degli obblighi in conformità a diligenza, buona fede e correttezza.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Continuano i licenziamenti nell’aeroporto di Fiumicino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 ottobre 2019

Si è conclusa con un accordo sindacale la procedura di licenziamento collettivo avviata in data 25 Settembre 2019 dalla società IAC, multinazionale irlandese a cui, a seguito dello smembramento di Alitalia, è stato svenduto il settore di verniciatura degli aeromobili.
Procedura di licenziamento collettivo avallata dalla Fismic Confsal, unica organizzazione sindacale chiamata ad espletare procedura di cui sopra che ha visto coinvolti 29 lavoratori.La stessa Fismic Confsal che non ha esitato a chiudere la procedura in fase sindacale con un accordo che, oltretutto, prevede, in cambio di una non opposizione al licenziamento, un risarcimento del danno pari ad un importo lordo di 1.200. euro.Parliamo di lavoratori che si occupano all’interno dell’aeroporto di Fiumicino di attività di montaggio ponteggi, carteggiamento e verniciatura degli aeromobili in una condizione ambientale non idonea all’attività lavorativa con temperature che sfiorano i 30 gradi con turni di 11 ore al giorno per 6 giorni a settimana ricevendo continue pressioni dai responsabili per velocizzare i tempi di lavorazione, condizioni di lavoro che hanno portato, in questi anni, a numerosi infortuni e casi di malattia anche di grave entità, con danni alle vie respiratorie.Nonostante le numerose segnalazioni fatte da USB in questi anni sia all’azienda, che si è sempre sottratta ad aprire un confronto, che agli organi competenti, i lavoratori hanno continuato a lavorare in un ambiente insalubre e con l’utilizzo di sostanze definite cancerogene, con gravi inadempienze sull’orario di lavoro e sulla sicurezza.Nessuna volontà di risolvere l’ennesima situazione di sfruttamento e di rischio all’interno dell’Aeroporto di Fiumicino che fino a pochi anni fa era visto come un luogo ambito dove poter andare a lavorare e che è la principale base della compagnia aerea Alitalia.Con il risultato che, appena è venuto meno il supporto di una programmazione delle attività che garantivano la presenza degli aerei delle primarie compagnie aeree internazionali, la Società IAC non ha esitato ad aprire prima la procedura per avere accesso agli ammortizzatori sociali con una cassa integrazione di 13 settimane molto pesante a spese dei lavoratori e successivamente l’avvio della procedura di licenziamento collettivo.Si conclude una lunga vicenda dove USB ha sostenuto senza indugi la lotta dei lavoratori una lotta fatta di scioperi, di denunce in materia di sicurezza contro una multinazionale a cui è stato consentito, anche con la complicità di ENAC e di ADR, di fare i suoi interessi, agendo nella più totale illegalità e, a nostro avviso con metodi poco consoni non rispettando nemmeno le più basilari regole in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Editoria: “No ai licenziamenti Askanews”

Posted by fidest press agency su domenica, 27 ottobre 2019

“Chiederemo che vengano attivati tutti i canali possibili per scongiurare il licenziamento dei giornalisti di Askanews, che da troppo tempo vivono una situazione difficile e ai quali oggi l’azienda ha tristemente comunicato il licenziamento di 23 dipendenti”. Lo afferma il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. “Ai cronisti dell’agenzia di stampa va la nostra completa solidarietà – aggiunge Donzelli – il mondo dell’informazione merita di continuare ad avere il loro contributo di professionalità e competenza, non possiamo accettare che il panorama giornalistico venga ancora una volta indebolito così. Invitiamo la proprietà a ripensare la scelta – conclude Donzelli – da parte nostra confermiamo la volontà ad aprire un tavolo istituzionale per discutere della situazione e salvare i posti di lavoro”.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Unicredit lascia l’Italia?

Posted by fidest press agency su sabato, 27 luglio 2019

“L’ipotesi di un taglio di 10mila dipendenti di Unicredit, dopo il recente profondo riassetto organizzativo, suona come un’ipoteca pesantissima sulle casse dell’Inps. Un’ipoteca messa da manager che si dimostrano non in grado di valorizzare Unicredit come eccellenza italiana nel credito, per farne il più grande polo bancario europeo. Giova ricordare che Unicredit nasce dalla fusione di Banca di Roma, Banco di Santo Spirito e Cassa di Risparmio di Roma, istituti fortemente radicati su un territorio da cui l’attuale colosso multinazionale ha tratto più di un beneficio, restando per decenni cotesoriere di Campidoglio, Provincia di Roma e Regione Lazio. Fermo restando l’assoluta contrarietà al trasferimento degli asset strategici nel nord Europa, credo che il governo italiano debba riprendere l’iniziativa è far capire con chiarezza che Unicredit rappresenta un interesse nazionale. Di sicuro non resteremo muti di fronte a questo ennesimo processo di desertificazione economica di Roma, in parte già avvenuta con il trasferimento della sede legale e che rischia ora di fuoriuscire anche dai confini nazionali”. E’ quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Istruzione: Decreto Dignità, respinti tutti gli emendamenti salva-scuola

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Si sta preparando il terreno al più grande licenziamento di dipendenti pubblici della storia della Repubblica italiana, avallando un concorso straordinario, voluto dai parlamentari delle Commissioni Cultura e Lavoro, che metterà in palio un numero di cattedre irrisorie, appena 12 mila a fronte di oltre 50 mila diplomati magistrali che lavorano stabilmente e ancora più laureati in Scienze della formazione primaria abbandonati al loro destino, con il risultato di scatenare una concorrenza spietata tra i docenti e costringere tutti gli esclusi al rivolgersi al tribunale per avere giustizia. Dopo le discussioni sulle richieste di modifica di ieri, terminate in piena notte, tutte sistematicamente bocciate per via del muro alzato dai parlamentari del M5S e della Lega, questa sera, alle ore 21.00, l’Aula passerà alle dichiarazioni di voto che non dovrebbero portare alcuna sorpresa. Pertanto, si può dire sin d’ora che la Camera dei Deputati perde l’opportunità di risolvere il problema del precariato, a partire da quello delle tante maestre e maestri della primaria e dell’infanzia che dopo anni e anni di supplenze, invece di vedere realizzata la loro stabilizzazione, dovranno riiniziare daccapo dalle graduatorie d’istituto che offrono l’opportunità di lavorare solo in 15-20 istituti. Eppure, l’opposizione ha presentato una serie di emendamenti specifici, ad iniziare dalla riapertura delle GaE per tutti gli abilitati, che avrebbero dato una valida risposta politica all’insignificante proroga di 120 giorni decisa dal governo per dare esecuzione delle sentenze sui diplomati magistrale a seguito della decisione del Consiglio di Stato.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Si sta certificando il licenziamento, dal prossimo 30 giugno, di tanti maestri che avevano già erano stati assorbiti nei ruoli delle Stato, a cui si vanno ad aggiungere altri 43 mila docenti della scuola dell’infanzia e primaria che hanno sottoscritto un contratto annuale da GaE. E poi ci sono tutti gli altri abilitati. Pensare di risolvere tutto questo con un ‘concorsino’ per 12 mila posti, appare l’ennesima manovra da fumo negli occhi. A questo punto, possiamo dire che il prossimo anno scolastico si ricorderà per essere tra i più disorganizzati e caotici. Con un decimo del personale della scuola precario, non può essere quella dei concorsi la strada da prendere. Ancora di più perché in grandissima parte i 100 mila insegnanti che vengono chiamati ogni anno per coprire altrettanti posti disponibili, sono già stati scelti, formati e abilitati all’insegnamento. Ci ritroveremo in alcuni corsi di studio, quali appunto la primaria e la scuola dell’infanzia, per non parlare del sostegno e di alcune aree geografiche, in una situazione di vuoti da riempire che getterà i presidi nello sconforto. Quella che sta prendendo il Parlamento è una soluzione che scontenta tutti e crea le basi per una guerra interna alla docenza italiana: nell’ideare il concorso straordinario ci si è dimenticati di pezzi interi di categorie, anche queste già abilitate, solo perché non hanno svolto 24 mesi di servizio oppure perché la scuola non è statale, come ha osservato pure il servizio studi del Parlamento analizzando proprio il Decreto Dignità, rappresenta una scelta che costerà carissima allo Stato: si va verso, in questo modo, uno dei più grandi ricorsi della storia della Repubblica italiana.

Posted in Cronaca/News, scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Ispra: licenziamenti in vista?

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

IspraAll’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), risorsa strategica per il Paese, si apprestano a licenziare 93 ricercatori e tecnici precari, con anzianità media di un decennio. Tutti abbiamo il diritto/dovere d’impedirlo, d’intervenire perché le loro ricerche hanno tutelato e tutelano il nostro territorio e la nostra salute. Infatti, studiano il mare, le coste, il dissesto idrogeologico, le frane, la qualità dell’aria, la gestione dei rifiuti. Aprendo http://www.isprambiente.gov.it/it troviamo i temi, i servizi per l’ambiente, le banche dati, i progetti, la cartografia, le pubblicazioni, la biblioteca, le collezioni geologiche e storiche, i laboratori. Funzioni e concetti che rischiano di rimanere solo sulla carta. L’allarme è stato lanciato da tempo ma, dal 22 maggio 2017, in assenza di interventi da parte del Ministero dell’Ambiente, i lavoratori dell’ISPRA hanno occupato la sala dei convegni dell’Istituto. Si possono seguire gli eventi sulla pagina Facebook. Per quanto sopra scritto è importante che noi tutti entrassimo in azione, poiché non è utile per il nostro benessere accettare passivamente le soppressioni della banca dati Aria (BRACE), del gruppo di ricerca sui pesticidi nelle acque, della sezione ecotossicologia e bioindicatori, la continua erosione delle funzioni strategiche di un ente che, con le sue ricerche scientifiche indipendenti, ha bloccato varie opere dannose e inutili dal punto di vista ecologico ed economico. Nicola Lugeri, dell’USB PI ISPRA, ha dichiarato che i soldi ci sono, e per tutti gli enti di ricerca; infatti, un “tesoretto” di oltre 400 milioni di euro non è utilizzato da parte dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia). I lavoratori chiedono al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti di NON destinare soldi pubblici agli enti privati, di rilanciare l’ISPRA attingendo dal “tesoretto” utilizzando solo 3 milioni di euro per 3 anni nonché procedendo subito alla restituzione dei 13 milioni tagliati al momento della costituzione dell’Istituto per destinarli ad avviare un piano di assunzioni straordinario secondo le norme contenute nel nuovo Testo Unico del Pubblico Impiego, in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ognuno di noi ha il potere d’intervenire, sollecitando Governo e parlamentari, per riportare l’ISPRA all’indispensabile efficienza che la tutela della qualità della nostra vita richiede. (Pier Luigi Ciolli – nuove direzioni)

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

IBM comunica altri licenziamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

ibmIl 6 dicembre scorso, dopo l’ennesimo anno di emorragia continua di posti di lavoro, IBM ha comunicato di voler espellere ulteriori 184 impiegati e 60 dirigenti e di trasferire 18 lavoratori dalle sedi di Bari, Cagliari, Catania, Genova e Palermo alla sede di Milano Segrate. IBM ha sempre dichiarato di non essere in crisi e contrariamente alle valutazioni e alle richieste dell’USB, IBM ha rifiutato aprioristicamente l’uso della CIGO, del Contratto di Solidarietà rimanendo ogni volta ferma sui licenziamenti.
Ad oggi ben 137 dipendenti,al prezzo di grandi sacrifici personali, di fronte alla minaccia di licenziamenti hanno preferito aderire al piano di “esodi” incentivati. Nonostante questo sacrificio pesante e drammatico, nell’incontro tenuto in Assolombarda il 17 gennaio, IBM è rimasta irremovibile sia sul numero delle teste da tagliare , che rimane di 184 e sia sui lavoratori da trasferire. Al contrario l’atteggiamento di IBM verso i dirigenti è molto più comprensivo sia sui numeri e sia sul piano degli incentivi.
Denunciamo la chiusura arrogante e arbitraria della multinazionale, tanto più che quest’ennesima procedura richiama in causa anche i profili professionali dichiarati in esubero e risolti nella trattativa conclusasi a marzo 2016 presso il Ministero del Lavoro. In quella sede IBM aveva assunto l’impegno di riqualificare e ricollocare le professionalità all’interno del perimetro aziendale.
Il piano di ristrutturazione avviato dalla multinazionale, non è altro che una brutale riduzione dei costi, fatta di licenziamenti collettivi, delocalizzazioni e trasferimenti di ramo d’azienda, a nostro avviso fittizi, verso i fornitori. L’azione di bonifica non riguarda solo i costi, ma anche la presenza sindacale, che per esempio a Roma viene azzerata.
Questa macelleria sociale, negli ultimi 12 mesi, solo per quanto riguarda l’ Italia, ha toccato:
• i colleghi ceduti a Modis (305 dipendenti),
• i licenziamenti collettivi di primavera 2016 (290 dipendenti),
• una cessione di parte del Lab di Roma ad HCL (75 dipendenti),
• i licenziamenti in Sistemi Informativi (138 dipendenti),
• gli incentivi “spintanei” all’uscita di ottobre (110 dipendenti),
• ed altri licenziamenti individuali in molte sedi.
L’USB dichiara sin da subito di non essere disponibile ad avvallare i piani aziendali, ci aspettiamo che per il prossimo incontro del 2 febbraio, la direzione IBM venga al tavolo delle trattative con un atteggiamento diverso e chiuda la vicenda onorando gli impegni presi al Ministero del Lavoro, che ritiri i trasferimenti e raccolga le indicazioni avanzate dalle RSU.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Caso Nola: In arrivo ispettori e licenziamenti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

donna-medicoNon si smorzano le polemiche attorno all’Ospedale di Nola dove, per i troppi accessi al pronto soccorso, i malati sono stati adagiati a terra in assenza di letti e barelle. Le foto dei pazienti, che hanno fatto dapprima il giro dei social e poi sono apparse sulla stampa, hanno spinto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ad inviare gli ispettori dei Nas e hanno convinto il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, a convocare tutti i responsabili delle Asl e delle aziende ospedaliere della Campania, per chiedere di avviare immediatamente le procedure di licenziamento dei responsabili del pronto Soccorso e del presidio ospedaliero. «È evidente che in alcuni periodi dell’anno – precisa a DoctorNews33 il presidente dell’Omceo di Napoli e segretario della Fimmg, Silvestro Scotti – ci sia un maggior numero di richieste di cura sia da parte degli ospedali che della medicina di base. E quest’anno, poi, la situazione è anche peggiorata per la paura dei pazienti di contrarre la meningite. Ma ciò non giustifica situazioni come quelle di Nola. Credo che i colleghi abbiano più volte segnalato le condizioni in cui sono costretti a lavorare, ma ritengo anche che ad un certo punto ci si debba proprio rifiutare di andare avanti. E me lo aspetterei in primis da parte del direttore generale e sanitario, che mi auguro siano dei medici». E mentre dal nosocomio arrivano le prime repliche in cui si afferma di aver comunque assistito tutti nonostante le brutte condizioni per i pazienti, Scotti rimanda il discorso sugli accessi ai pronto soccorso e a questioni di tipo politico-organizzative. «Un vero grande problema ancora tutto da affrontare nell’intero Paese – prosegue Scotti – è quello del meccanismo del triage che, tra l’altro, in molti ospedali della Campania nemmeno esiste in maniera strutturata». Appare strano, secondo Scotti, che la maggior parte dei codici di accesso registrati dagli ospedali, siano in genere i verdi e non i bianchi quando poi, alla luce dei fatti, molte delle richieste di cure si rilevano alla prima visita del medico tranquillamente gestibili sul territorio. «Bisogna fare delle scelte e andare alla ricerca di soluzioni che producano sicurezza, efficacia ed efficienza per gli assistiti, tenendo presente però che l’evidenza di questo periodo in tutta Italia è che è fallito il sistema del codice bianco e del relativo ticket. Ormai quasi tutti i codici bianchi vengono trasformati in verdi – precisa Scotti – facendo sì che il paziente non si renda nemmeno conto di essere andato in maniera inappropriata in ospedale.
E Il sistema è stato messo in crisi anche in Regioni che hanno modelli di assistenza territoriale significativi come la Toscana e l’Emilia Romagna. Ma finché gli ospedali riceveranno i finanziamenti, in termini di risorse umane e dotazioni, sulla base degli accessi in pronto soccorso, questo problema non si risolverà perché un sistema pagato per accessi non può promuovere i non accessi. Se queste risorse fossero invece spostate sul territorio, avremmo un primo livello di diagnostica tale da fornire una prima assistenza e alleggerire gli ospedali». Ovviamente, ricorda Scotti, finché sul territorio i medici avranno a disposizione a malapena un fonendoscopio, il meccanismo non si interromperà e i pazienti correranno in ospedale perché solo qui hanno a disposizione, anche con codice bianco, tutta la strumentazione necessaria per le prime cure necessarie. (foto: donna medico) (fonte: doctor33)

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Pensiamo ai lavoratori che perdono il posto di lavoro e a chi non riesce a trovarlo

Posted by fidest press agency su sabato, 31 dicembre 2016

usbMentre da una parte si sorride all’arrivo del nuovo anno c’è chi deve mettere in conto un licenziamento che metterà a dura prova la propria famiglia per un reddito che non sarà più grantito. Pensiamo, soprattutto ai 1600 licenziamenti di Almaviva che diventeranno operativi dal primo gennaio prossimo. Per il sindacato USB la responsabilità della gestione della vertenza è tutta di Cgil Cisl e Uil e del MISE che, come ormai accade in ogni importante vertenza, neanche prova a mettere sotto pressione le aziende affinché ritirino i licenziamenti. USB, il sindacato autonomo, come sempre in ogni vertenza, avrebbe gestito ben diversamente questo drammatico confronto senza alcun cedimento e senza introdurre alcuna pratica di contrapposizione tra lavoratori. Ora al dramma si aggiunge lo scorno con un Governo che decide un importante stanziamento per salvare le Banche. E’ lo stesso governo, “assieme ai sindacati complici – come è detto in un comunicato della Usb – che non vuole entrare seriamente in campo per imporre soluzioni occupazionali per i lavoratori. A questo governo e a questi sindacati vanno quindi attribuite le responsabilità della drammatica conclusione di questa vertenza.”
Avremmo voluto più solidarietà da parte dei lavoratori, più fermezza del governo, più presa di coscienza dell’opinione pubblica e più determinazione dei media nel trattare questo problema che tocca profondamente le coscienze di tutti noi. Il lavoro non è un optional ma una necessità inderogabile se vogliamo garantirci un’esistenza meno amara, se non drammatica. Non a caso i nostri padri costituenti hanno affermato che il nostro paese è una repubblica fondata sul lavoro. E allora prendiamo atto della vera emergenza che sta attraversando l’Italia e condividiamo per lo meno un “reddito di cittadinanza” a quanti si trovano senza lavoro, con una famiglia da mantenere o a giovani senza un futuro. Diamo concretezza alla nostra solidarietà e imponiamo al Parlamento e al Governo le giuste scelte che garantiscano dignità e rispetto ai nostri simili in difficoltà.

Posted in Cronaca/News, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Riforma del mercato del lavoro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 febbraio 2015

opportunita-lavoroIl Consiglio dei Ministri ieri ha approvato i decreti attuativi della riforma sul mercato del lavoro. Di seguito il commento dell’Avvocato giuslavorista Fabrizio Daverio, socio fondatore dello Studio Legale Daverio & Florio, specializzato in diritto del lavoro e della Previdenza Sociale: “La riforma sulle “tuteli crescenti” ha quindi superato l’ultimo ostacolo e questo non era così scontato: i pareri delle Commissioni di Camera e Senato erano infatti volti a ripristinare la reintegrazione anche per i licenziamenti disciplinari, affidando al Giudice una valutazione di “proporzionalità” e anche per i licenziamenti collettivi (cioè per le operazioni più importanti di ristrutturazione). Se fossero passate queste idee la riforma sarebbe stata del tutto snaturata, diventando di fatto una Fornero-bis. Oggi si può dire che, per i nuovi assunti, l’Italia ha una normativa “europea” sui licenziamenti. La spaccatura comunque è evidente: il Governo ha agito sulla base di una delega del Parlamento, e ha tenuto ferma la propria lettura, nonostante i ripensamenti del delegante, e cioè dello stesso Parlamento.” “Il giudizio sulla manovra a livello generale è positivo poiché cambia il volto della disciplina del rapporto di lavoro in Italia rendendola più vicina a quelle europee, anche se ci vorranno anni o decenni affinché si estenda alla maggioranza della popolazione italiana lavorativa. Anche quando il nuovo sistema andrà a regime, non credo ci saranno licenziamenti di massa nella platea dei nuovi assunti.”“L’obiettivo della riforma è quello di ridurre la precarietà e promuovere il contratto a tempo indeterminato come forma comune di contratto di lavoro. Il proposito è lodevole, ma la cancellazione totale dei contratti di collaborazione a progetto non sembra la soluzione corretta, soprattutto in questa fase in cui è necessario un mercato del lavoro dinamico. I contratti a progetto rappresentano nel nostro Paese una quota rilevante in termini occupazionali, e le 200.000 “assunzioni a tempo indeterminato” di co.co.pro. che il Governo ipotizza appaiono difficili. La loro eliminazione porterebbe molti a utilizzare le famigerate “false partite IVA” di cui tanto si parla. Si annunciano contenziosi sulle trasformazioni, perché saranno necessarie delle conciliazioni individuali, che potrebbero diventare onerose.”“C’è anche uno schema di decreto che raccoglie tutte le normative per le varie tipologie di lavoro. E’ il “Codice Renzi del Lavoro”. Renzi ha voluto riscrivere a proprio nome tutte le precedenti normative, anche se la ripubblicazione è più che altro estetica.” (Roberto Grattagliano)

Posted in Diritti/Human rights, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Arese:revocare i licenziamenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 maggio 2011

Una delegazione del Consiglio regionale guidata dal Presidente Davide Boni (Lega Nord) ha effettuato un incontro presso l’ex area dell’Alfa di Arese e si è intrattenuta con sindacati e lavoratori per discutere e approfondire la questione relativa all’occupazione dei lavoratori dell’ex polo automobilistico, 62 dei quali hanno ricevuto nelle scorse settimane la lettera di licenziamento e sono stati collocati in mobilità con il solo assegno di disoccupazione per 8 mesi. Con Boni, c’erano anche il Vicepresidente Filippo Penati (PD), il Presidente della Commissione Attività Produttive Mario Sala (PdL) e i Consiglieri regionali Arianna Cavicchioli (Pd) e Giorgio Puricelli (PdL). “Siamo venuti oggi qui a parlare con sindacati e lavoratori –ha detto il Presidente Davide Boni– perché il Consiglio regionale, come ho già avuto modo di dire anche in occasioni recenti, vuole farsi parte attiva per trovare una soluzione ai licenziamenti. Sono convito che sia a questo punto urgente attivare un Tavolo Istituzionale per sondare tutte le strade percorribili per salvaguardare l’occupazione. Se è necessario valuteremo anche la possibilità di convocare un Consiglio regionale straordinario in modo che il parlamento regionale sia nelle condizioni di valutare e approfondire tutti gli aspetti di questa vicenda e predisporre un documento di indirizzo affinché si possano attivare le politiche regionali idonee per salvare i posti di lavoro”. D’accordo con Boni si è detto il Vicepresidente Penati. “Noi – ha detto Filippo Penati– sulle problematiche relative a quest’area abbiamo il dovere di tenere accesi i riflettori dell’attenzione della società civile e al tempo stesso come Consiglio regionale ci dobbiamo attivare per rendere concreto e immediato un accordo tra le parti. I licenziamenti cui vanno incontro 62 lavoratori vanno ritirati subito perché sono inaccettabili. Quest’area è un area del lavoro. Non può morire così, abbandonata e lasciata alle sterpaglie. Faremo fino in fondo la nostra parte”. Il Presidente della Commissione Attività Produttive Mario Sala ha confermato la volontà di attivare da subito la Commissione per cercare di trovare una soluzione ai licenziamenti annunciati e più in generale alla questione occupazione sull’ex area Alfa. “La Regione –ha detto Sala a sindacati e lavoratori– non è vostra nemica e noi siamo qui a darvene testimonianza. Se fosse stato firmato a suo tempo l’Accordo di programma sulla riconversione dell’area -ha poi aggiunto- oggi sarebbe stato però più facile intervenire perché avremmo una presenza importante di attività produttive e dunque più facilità nel campo delle possibilità occupazionali”. Concreto interessamento per la sorte dei lavoratori rimasti senza occupazione è stato dichiarato anche dai Consiglieri Puricelli e Cavicchioli.

Posted in Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Licenziamenti collettivi

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 maggio 2011

Roma. “E’ necessario che le istituzioni scendano in prima linea contro la crisi lavorativa che sta investendo oltre 1400 dipendenti della Teleperformance Italia, che rischiano di perdere il posto di lavoro a causa di scelte sconsiderate che devono essere smascherate. Per uscire dalla crisi occupazionale che sta creando forti ripercussioni a tante famiglie romane serve, infatti, una presa di posizione forte che inchiodi alle proprie responsabilità aziendali chi gioca sulla pelle dei lavoratori” – lo dichiara in una nota Fabrizio Santori (Pdl), consigliere di Roma Capitale, che questa mattina ha portato la sua solidarietà al sit – in di protesta organizzato dalle Rsu delle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl di fronte la sede della Regione Lazio. “Il Campidoglio, già lo scorso anno, ha fatto la sua parte sostenendo la preoccupazione dei lavoratori, grazie all’approvazione di una mozione votata all’unanimità in aula Giulio Cesare. Ora è indispensabile che la Regione Lazio apra un tavolo di confronto con l’Azienda Teleperformance e il Ministero del Lavoro al fine di scongiurare licenziamenti collettivi che colpiranno ulteriormente il già gravoso tessuto sociale della Capitale. E’ arrivato il momento di fare chiarezza sui processi di delocalizzazione delle aziende all’estero, atti ad abbassare il costo del lavoro e ad incrementare il profitto, soprattutto se gli imprenditori usufruiscono di sussidi dello Stato volti a sviluppare occupazione nel nostro Paese – conclude Santori.

Posted in Roma/about Rome, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Italia dei Valori dice no ai licenziamenti di massa

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

Roma “Per questo motivo Italia dei valori era presente ieri al presidio presso la sede dell’Unione Industriali di Roma, dove si è svolto l’incontro tra i rappresentanti della società Accenture HRS Services, le  Organizzazioni Sindacali e i lavoratori in ordine alla minacciata chiusura delle tre sedi di Torino, Bologna e Napoli, che comporterebbe il licenziamento delle circa trenta unità attualmente operanti”. Lo dichiarano in una nota congiunta Gaetano Porcino, deputato dell’Italia dei Valori e Maurizio Zipponi, responsabile nazionale Lavoro e Welfare del partito.Nella Società in questione, confluirono tra il 2000 e il 2002 i dipendenti dell’amministrazione del personale di Telecom e Seat, grazie ad una cessione di ramo d’azienda. Appare incomprensibile che una multinazionale leader nel settore della gestione e sviluppo del personale, oltre che dei servizi amministrativi, possa addurre la motivazione del calo di fatturato e dell’ imprevisto incremento di competitors sullo scenario globale a giustificazione dei licenziamenti, considerate le importanti commesse pluriennali ricevute da Telecom e Seat ed il mancato rinnovo di contratti di servizio con clienti esterni, acquisiti faticosamente e poi disdetti al prezzo di onerose penali”.“Italia dei Valori – concludono i dipietristi – chiederà al Ministero del Lavoro e a quello dello Sviluppo Economico di promuovere un tavolo di confronto con le OOSS e tutte le aziende interessate, a partire da Telecom e Seat, affinchè possa essere scongiurato il rischio dei licenziamenti annunciati”.

Posted in Roma/about Rome, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La C.R.I. smobilita?

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

Il Commissario straordinario della Croce Rossa Italiana, Avv. Francesco Rocca, in questi giorni sta dando una forte accelerazione al processo di smantellamento dell’Ente Pubblico C.R.I.. Con l’avallo della Direzione Generale e di numerosi Direttori di Comitato, il Commissario sta concretizzando una serie di licenziamenti che mirano a colpire i soggetti più indifesi a livello contrattuale, ovvero quei precari che da decenni lavorano con la C.R.I. e che proprio per questo motivo sono titolari di un processo di stabilizzazione mai avviato. Nella città di Roma sta poi chiudendo alcuni ambulatori pubblici (Via Luigi Cesana nel quartiere Tiburtino; Largo Preneste al Pigneto, Via del Porto Fluviale in zona Marconi) che da più di 50 anni fornivano servizi gratuiti alla cittadinanza. Inoltre il Commissario non rispetta le prerogative previste dalla Legge 104/92; mette in atto la mobilità selvaggia dei lavoratori senza preventivo accordo con le parti sociali; non applica gli accordi e viola le relazioni sindacali; non applica e viola costantemente le previsioni del T.U. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei posti di lavoro e ultimo, ma non per importanza, vorrebbe mettere il bavaglio ai lavoratori ed ai soci della C.R.I. attraverso l’adozione di un inaccettabile Codice Etico. Tale situazione sta portando all’esasperazione i lavoratori e i soci della C.R.I., che protestano a gran voce contro questo Commissariamento assolutamente fallimentare. L’Unione Sindacale di Base, stanca di questo atteggiamento dispotico, preannuncia una giornata di sciopero, che coinvolga tutte le realtà di Croce Rossa, al fine di restituire dignità e regole certe ai lavoratori e ai soci di questo Ente/Associazione.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Teatro dell’opera di Roma: licenziamenti

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2010

Solo nei mesi di novembre e dicembre circa 200 precari non avranno il rinnovo del contratto di lavoro e altre decine ne seguiranno nel corso del 2011.  E’ una agonia senza appello che porterà alla morte professionale artisti, tecnici e maestranze, tutti precari storici che erano impiegati nel Teatro da anni, in alcuni casi decenni, in maniera continuativa. E questo è solo il primo e non ultimo degli effetti devastanti del Decreto Bondi in quanto, senza più questi professionisti dello spettacolo in parte ormai disoccupati, non potrà essere garantita la continuazione della produzione delle rappresentazioni ed a breve metterà in pericolo la sopravvivenza del Teatro stesso -è quanto denuncia l’USB del Teatro dell’Opera di Roma- Il fatto più rilevante è che il Decreto è stato convertito in legge a metà anno a programmazione già avviata e contratti di lavoro già in essere, ed anche l’Amministrazione più virtuosa non avrebbe modo di salvaguardare la forza lavoro necessaria alla produzione; ed è preoccupante – prosegue l’USB del Teatro- che  tutto ciò sta passando sotto il silenzio assordante dei sindacati concertativi e soprattutto del Sindaco di Roma e Presidente del Teatro On. Alemanno che, nei mesi scorsi, aveva promesso un rilancio del Teatro dell’Opera ed il mantenimento dei livelli occupazionali.
Ora questi lavoratori con contratto scaduto si aspettano che l’On. Alemanno intervenga presso il Ministro ed il Governo per condividere le soluzioni che permetterebbero di avviare un percorso a salvaguardia dei posti di lavoro, anche se USB è fermamente convinta che solo l’abrogazione della legge possa riportare la situazione alla normalità. USB del Teatro dell’Opera di Roma, da sempre attenta ai problemi dei colleghi precari e delle loro famiglie, denuncerà questo ennesimo attacco alla cultura ed ai lavoratori in una assemblea pubblica Martedì 9 novembre alle ore 15 in Piazza Beniamino Gigli (fronte Teatro dell’Opera) e alla quale è stato invitato l’On. Alemanno.

Posted in Roma/about Rome, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Fiat Melfi: licenziamenti

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 agosto 2010

Dichiarazione On. Antonio Razzi (IdV): “Fiat Melfi, se neanche una sentenza della  Magistratura è sufficiente a ripristinare il mal tolto, allora questo  non è un paese di diritto. Lo afferma Antonio Razzi oggi deputato della Repubblica Italiana  eletto in Svizzera Circoscrizione Estero dove è stato operaio per 40  anni «Sono assolutamente solidale con i tre lavoratori licenziati ma  reintegrati da una sentenza di un Tribunale- ha detto Razzi – capisco  anche quanto si sentano orgogliosi, Marco Pignatelli, Antonio La Morte  e Giovanni Barozzino, per aver ricevuto riscontro scritto dal Presidente Napolitano che ha risposto positivamente al loro appello». La preoccupazione è che questa posizione sorda ed irrispettosa dei  vertici Fiat nei riguardi di una sentenza di reintegro del posto di  lavoro possa estendersi ad altre situazioni analoghe di altre aziende. «Occorre un po’ di lucidità, non si può offendere la giustizia in  questo modo che sembra addirittura spudorato- dice Razzi – questo è un  paese in cui vige il diritto e non l’anarchia, se neanche la giustizia  incassa il rispetto e l’ottemperanza, allora siamo veramente messi  molto male- ha chiosato».

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Telecom Italia: Annuncio licenziamenti strumentali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2010

In apparenza, quella di Telecom Italia (ha annunciato 3.700 esuberi) è una delle tante crisi aziendali aperte, su cui il Governo interviene per tutelare posti di lavoro . Nei fatti, è facile intuire che dietro l’annuncio di Telecom Italia ci sia altro.  Sfruttare i lavoratori per acquisire vantaggi nell’estenuante trattativa tra Governo, Agcom e altri gestori sulla rete di nuova generazione (quella in fibra ottica), di fatto bloccata da Telecom Italia, che perderebbe potere di mercato se ai cavi in rame (di sua esclusiva proprietà) subentrasse la fibra. In ballo c’è questo. Purtroppo l’ignavia delle autorità pubbliche (oltre al Governo, l’Agcom), determinata anche alla difesa di interessi tutt’altro che ‘popolari’, facilita l’ostruzionismo di Telecom Italia. E a rimetterci è il futuro dell’Italia che, come tutte le statistiche confermano, è in ritardo nella diffusione della banda larga. Per mantenere il monopolio della rete, Telecom è disposta a tutto, anche a ‘giocare’ con i diritti elementari, degli utenti e dei lavoratori, ma per ‘tagliare la testa al toro’ basterebbe inserire nell’alveo del servizio universale la banda larga (avviene gia’ in Svizzere a Finlandia). A fronte di un simile obbligo, Telecom Italia avrebbe due scelte: investire in modo concreto ed immediato sulla nuova rete oppure mettere a disposizione di una nuova società la sua attuale rete (il famoso scorporo). (Domenico Murrone, responsabile Telecomunicazioni)

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Licenziamenti Telecom

Posted by fidest press agency su martedì, 13 luglio 2010

“Quando leggo dei licenziamenti alla Telecom resto sbalordita per come vengano decontestualizzati da tutto il trascorso dell’azienda. Come se fossero, solo, l’effetto della crisi, una sciagura piovuta dall’alto all’improvviso, ma non è così”. Questo il primo amaro commento della viceresponsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti, Antonella Sassone, alla terribile prospettiva che la Telecom potrebbe licenziare circa 6822 persone entro il 2012 se non si troverà una soluzione in accordo con i sindacati, risoluzione auspicata comunque da Telecom e che avvierà l’apertura di un tavolo di trattativa. Duro l’affondo dell’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro circa le responsabilità dell’azienda sull’attuale condizione in cui versa: “Chi si informa sulla rete sa bene che alla base di questa situazione ci sono le nefandezze degli amministratori Telecom che si sono succeduti negli anni. Non si può non citare la battaglia di Beppe Grillo, ignorato dai più ma che costituisce drammaticamente l’unico tentativo di denuncia dell’ennesimo scempio nazionale poiché un intervento come il suo me lo sarei aspettato da lor signori politici che hanno avuto anche il coraggio di criticarlo. Telecom non è solo un’azienda che è andata in frantumi ma un laboratorio di interessi politici e finanziari pagati sulla testa degli azionisti e dei lavoratori. In principio – spiega la Sassone – Telecom era una società in ottima salute, dove ad un certo punto i suoi amministratori, leggi Tronchetti Provera, hanno deciso di allargare il loro campo d’azione alle intercettazioni illegali ai danni di due ministeri e migliaia di italiani. Si trattava di intercettazioni non autorizzate da nessun organo giudiziario perciò illegali ma lì nessuno gridò allo scandalo. E dopo che Telecom ha dovuto risarcire 7 milioni di euro, Tronchetti Provera è stato promosso – indovinate da chi? – a presidente di Mediobanca con Marina Berlusconi al Consiglio di Amministrazione. Dopo il Tronchetti nazionale adeguatamente premiato per aver distrutto un’azienda florida ecco Franco Bernabè che come primo atto della sua nuova gestione cede, o meglio regala, Telecom alla spagnola Telefonica, l’alternativa sarebbe stato il fallimento dell’azienda che negli ultimi otto anni ha accumulato debiti per 35 milioni di euro. Ora – conclude  indignata la Sassone – chiedere alle forze politiche che hanno avallato queste condotte, di cui molte all’attenzione dei giudici di Milano, di porre un freno ai licenziamenti con il giochetto della cassa integrazione e delle liste di mobilità è una cosa ridicola. Ma dove dovrebbero essere ricollocati i lavoratori messi in mobilità se sono previsti altri tagli in tutti i settori produttivi? Forse a Mediobanca o a Palazzo Grazioli se si tratta di avvenenti signorine?”.

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Licenziamenti: un’azienda su due

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 luglio 2010

Un’azienda su due ha optato per tagli del personale  E’ il dato che colpisce di più perché fa riferimento alla soluzione più drastica e temuta in questi casi. Nello specifico, la strada dei licenziamenti è stata presa nel 36,5% delle piccole aziende, nel 53,8% delle medie imprese e addirittura nel 57,9% delle grandi aziende. I dati Regus sui licenziamenti certificano quindi sul campo le altre statistiche che recentemente avevano inquadrato questo fenomeno;  come ad esempio l’ultimo rapporto del Centro Studi di Confindustria che ha rilevato come tra il primo trimestre 2008 e il quarto del 2009 i posti di lavoro andati in fumo siano stati 528.000 o i numeri  Istat che hanno affermato come il tasso dei senza lavoro nel primo trimestre di quest’anno sia salito al 9,1% dal 7,9% dello stesso periodo del 2009. Tornando ai dati Regus, le altre misure più gettonate per far fronte alla crisi e ridurre i costi secondo gli intervistati italiani sono state: riduzione viaggi d’affari (64%), riduzione dei benefit (41,2%), trasloco verso uffici meno costosi (27,9%), chiusura di uffici satellite (23,5%) e infine il ricorso a soluzioni di telelavoro da casa (8,1%).  Le piccole aziende (0-49 dipendenti) hanno quindi cercato di limitare i licenziamenti (36,5%), ma più di tutti hanno guardato al telelavoro: nel 9,6% dei casi hanno infatti chiesto ai dipendenti di lavorare da casa. Non solo, sono le strutture che più di tutte hanno tagliato le spese di viaggi non essenziali, per il 65,4% e che hanno cercato uffici meno costosi; questo è avvenuto nel 31,7% dei casi.  Nelle aziende di media dimensione (50-249 dipendenti) pesa il dato relativo ai licenziamenti, avvenuto nel 53,8% dei casi. La misura più adottata in prima battuta è stata però la riduzione delle spese di viaggi e trasferte, che si attesta al 61,5%, seguita dalle riduzioni di benefit, 38,5%. Nel 15,4% dei casi le medie imprese hanno fatto registrare anche la chiusura di uffici satellite.  Le grandi aziende (250+ dipendenti), come anticipato, sono le prime nella classifica licenziamenti, con il 57,9%. Questa percentuale è identica anche alla voce “riduzione benfit”- cosa che non stupisce visto la maggiore articolazione degli organici delle grandi aziende. Interessante notare invece che nel 31,6% dei casi le aziende hanno provveduto a chiudere uffici satellite e per il 21,1% hanno traslocato verso uffici meno costosi. Da ultimo, anche in questa fascia una cospicua riduzione delle spese di viaggio, al 57,9%
I dati forniti fanno parte della ricerca Regus GBS – Great Big Survey che ha intervistato più di 15.000 businessman e dipendenti in tutto il mondo tra febbraio e marzo 2010 per un campione altamente rappresentativo della classe dirigente.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Licenziamenti alla Nuova Pansac in Veneto

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 maggio 2010

“Anche le industrie del Veneto iniziano ad avere grossi problemi causati da questa crisi, che a detta degli analisti durerà altri tre anni. Il Governo deve iniziare a dare più soldi e soluzioni per sopperire allo stallo del nostro comparto industriale”. E’ questo il commento del responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti, Giuseppe Criseo, alla notizia che la Nuova Pansac, azienda leader e all’avanguardia nella tecnologia dell’estrazione di film in bolla, in crisi per carenza di liquidità e di materie prime, prevede un taglio del personale di circa il 50 per cento. Alle recriminazioni dei sindacati, che avrebbero unanimemente dichiarato il piano “inaccettabile”, visto che non contemplerebbe l’accordo con gli istituti di credito, l’azienda avrebbe minacciato la mobilità. “Molte fabbriche stanno andando in crisi anche perché i loro fornitori o clienti sono già crollati. In pratica le società si stanno trascinando a vicenda in direzione di una stagnazione economica. Per evitare la situazione greca – continua Criseo – bisogna necessariamente tentare di eliminare l’evasione fiscale e gli sprechi di vario genere. Tagliare le spese superflue e dare segnali forti di intolleranza verso i disonesti sono alcuni dei modi per arginare la crisi”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro termina aggiungendo: “Non assolvere persone come Scajola che fanno una vita al di sopra delle loro possibilità economiche, gravando anche sulla spesa pubblica, è uno dei comportamenti da mettere in pratica; oltre all’aiutare in maniera decisiva le classi disagiate”.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »