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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘licenziati’

Dipendenti pubblici: solo 89 su 3 milioni licenziati per assenteismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 novembre 2018

Per il sindacato l’introduzione del norme sull’assenteismo dei dipendenti pubblici, comprendenti analisi biometriche e l’utilizzo della video sorveglianza, è inutile e illegittima: vìola il regolamento europeo del trattamento dati e non risponde alle osservazioni del Garante sulla privacy che ha espresso la necessità di adottare sul tema “opportune cautele”. Inoltre, non tiene conto di quanto disposto nella sentenza della Cassazione 11025 in merito all’attestazione della presenza dei docenti universitari, nella quale si parla di “cartellino” di presenza non obbligatorio.

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Fondi UE per lavoratori licenziati in Italia (Alitalia), Germania e Belgio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2015

european commissionCon la votazione di martedì, Germania, Italia e Belgio riceveranno 14,6 milioni di euro per aiutare i lavoratori licenziati da due case automobilistiche e da una compagnia aerea a trovare nuovi posti di lavoro.La compagnia di bandiera italiana ha dovuto licenziare oltre 1.200 lavoratori, principalmente a causa di una diminuzione della sua quota di mercato del trasporto aereo di passeggeri internazionali, in particolare a vantaggio dei vettori degli Stati del Golfo e della Turchia. La situazione si è aggravata anche a causa del calo del numero dei passeggeri dovuto alla crisi economica e all’aumento del prezzo del carburante. La maggior parte dei licenziamenti ha colpito la regione Lazio. L’Italia ha chiesto l’intervento del FEG per aiutare 184 lavoratori con maggiori difficoltà a trovare nuovi posti di lavoro.
Gli 1,4 milioni di euro sono la seconda richiesta di intervento del FEG nel settore dei trasporti aerei (dopo la richiesta di Air France nel 2013).Il Parlamento ha approvato la proposta con 605 voti a favore, 77 contrari e 12 astensioni.
Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è stato istituito per fornire servizi su misura ai lavoratori licenziati a trovare un nuovo impiego. Il suo massimale annuo è di 150 milioni di euro.

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A proposito dello Jobs act

Posted by fidest press agency su sabato, 6 dicembre 2014

opportunita-lavoroIn merito al Jobs Act recentemente approvato, che tra i vari provvedimenti prevede l’introduzione del contratto a tutele crescenti, tutele cioè che aumenteranno in relazione all’anzianità del servizio e la modifica dell’art 18 con il reintegro dei lavoratori licenziati per motivi discriminatori e disciplinari destinato, però, solamente ai nuovi assunti, il giuslavorista Avvocato Fabrizio Daverio, socio fondatore dello Studio Legale Daverio & Florio – specializzato in diritto del lavoro e della Previdenza Sociale – commenta:“Sul tema del Jobs Act, tanto discusso in questi giorni, ritengo si sia creato un equivoco mediatico: dopo l’approvazione – commenta l’Avvocato Fabrizio Daverio, socio fondatore dello Studio Legale Daverio & Florio – si è diffuso infatti il concetto della “eliminazione della reintegrazione per i licenziamenti disciplinari” come se questo dovesse coinvolgere tutti i contratti già in essere. Tuttavia, da un attento esame della legge di delega, emerge come ciò valga solamente per i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato, quelli cioè a tutela crescente. Il passo giusto della riforma avrebbe però esigito un attacco più incisivo all’art. 18 che comprendesse anche tutti i normali rapporti di lavoro, non solo quelli iniziali. Questo misunderstanding appare rischioso poiché crea un’aspettativa di riforma ad ampio raggio del mercato del lavoro, che sarà delusa dai decreti legislativi che saranno poi emanati. I nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato, infatti, costituiscono ora e nel futuro solamente una piccola quota dei rapporti di lavoro italiani.”“Va detto però – precisa Fabrizio Daverio – che in ogni caso il Jobs Act promuove contratti nuovi più flessibili e questa è una buona mossa. I nostri osservatori, infatti, ci inducono a ritenere che molte imprese potrebbero valutarla con interesse, tanto più che la manovra complessiva prevede anche vantaggi contributivi per tali assunzioni. A questo bisogna aggiungere, inoltre, che va dato atto a questo governo di aver già realizzato la riforma più importante degli ultimi anni: mi riferisco alla liberalizzazione completa dei contratti a tempo determinato e del lavoro somministrato. È stato infatti abolito, con la riforma di marzo-maggio 2014, l’obbligo di motivare il ricorso a questi contratti.”“Infine – conclude il giuslavorista – c’è molta attesa tra gli addetti ai lavori per la specificazione di norme tecniche annunciate dal Jobs Act su temi meno “popolari”, ma pur sempre importanti come, ad esempio, i controlli tecnologici a distanza” e i “cambi di mansione”. Si tratta di nodi importanti, che finora hanno “ingessato” molti aspetti della vita aziendale. I “controlli tecnologici a distanza” riguardano la necessità di accordi sindacali per poter verificare le attività lavorative tramite i mezzi informatici. I “cambi di mansione” riguardano i casi in cui si può evitare un licenziamento, attribuendo mansioni inferiori rispetto a quelle non più necessarie. Per ora ci sono solo “intenzioni” di riforme, vedremo i contenuti”.
Lo Studio Legale Daverio&Florio è specializzato nel Diritto del Lavoro e nel Diritto della Previdenza Sociale e fornisce assistenza legale giudiziale e stragiudiziale in Italia e all’estero. Possiede uno specifico Dipartimento Studi, diretto dal Prof. Vincenzo Ferrante, associato di Diritto del lavoro presso la facoltà piacentina di Giurisprudenza dell’Università Cattolica, che ha curato, fra l’altro, la realizzazione del “Codice Europeo del Lavoro”, la prima raccolta delle più importanti norme comunitarie relative ai rapporti di lavoro.

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Il Parlamento approva 3 milioni di euro per lavoratori licenziati in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 aprile 2014

televisoriMartedì, il Parlamento ha deciso che i lavoratori italiani licenziati dal settore della produzione di televisori riceveranno 3 milioni di euro dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per aiutarli a rientrare nel mondo del lavoro. La decisione di aiutare i 1.400 lavoratori italiani deve ancora essere approvata dal Consiglio UE.Il produttore televisivo italiano VDC Technologies ha dovuto chiudere il suo stabilimento di Frosinone a causa della forte concorrenza proveniente dalla Cina. Questo ha portato al licenziamento forzato di 1.218 dipendenti di VDC Technologies e di 54 di Cervino Technologies. Le autorità riceveranno € 3.010.985 per aiutare i 1.146 lavoratori che incontrano le maggiori difficoltà a trovare un nuovo impiego. Un importo equivalente sarà assegnato dalle autorità italiane.
VDC Technologies e Cervino non sono le uniche aziende della regione Lazio che hanno subito gli effetti combinati della crisi economica e dei cambiamenti nei flussi commerciali globali. Sia l’attività economica sia l’occupazione sono diminuite a causa della globalizzazione, secondo quanto affermano le autorità italiane. La disoccupazione è in aumento (fino al 10,8% nel 2012 dall’8,5% nel 2009) e le esportazioni dei principali settori industriali della regione si stanno riducendo.La risoluzione è stata approvata con 592 voti a favore, 72 voti contro e 9 astensioni.

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Fondi UE per lavoratori licenziati mantenuti per il periodo 2014-2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2013

Gli aiuti UE per chi ha perso lavoro continueranno a essere disponibili per il periodo 2014-2020 e saranno estesi a nuove categorie di lavoratori, come gli indipendenti e i lavoratori con contratti a tempo determinato, sulla base dell’accordo approvato mercoledì dalla Plenaria. Questo programma europeo, con una dotazione di 1,05 miliardi di euro per sette anni, entrerà in vigore il 1° gennaio 2014.”Secondo le stime della Commissione, il tasso di reinserimento di coloro che hanno usufruito del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è pari al 48%. Il Parlamento ha combattuto con i governi nazionali per mantenere attivo il fondo per il periodo 2014-2020. Tuttavia, mi auguro che lo stanziamento previsto – pari a 1,05 miliardi di euro contro i 3,5 miliardi di euro del periodo precedente – sarà sufficiente”, ha affermato la relatrice Marian Harkin (ALDE, IE). La relazione è stata approvata con 543 voti a favore, 126 contrari e 22 astensioni.Il Parlamento si è adoperato affinché il campo di applicazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEAG) sia nuovamente prorogato per aiutare le persone che hanno perso il lavoro a causa della crisi economica (questa misura era in vigore per il periodo 2009-2011), in aggiunta al suo obiettivo primario di contrastare gli effetti della globalizzazione. La soglia per l’attivazione dell’aiuto è di 500 esuberi.
Inoltre, nuove categorie di lavoratori potranno beneficiare del FEAG, come i lavoratori con contratti a tempo determinato, i lavoratori temporanei e gli indipendenti.Aggiunta di una sezione sulla disoccupazione giovanileSecondo il testo di compromesso e grazie all’intervento del Parlamento, l’aiuto del FEAG potrà essere erogato temporaneamente anche ai giovani che non rientrano nelle categorie di studenti, lavoratori o in formazione, purché provengano da zone colpite da licenziamenti.

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Aiuti UE per i lavoratori delle costruzioni licenziati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 dicembre 2011

FEG in Action

Image by Mr Wabu via Flickr

Il Parlamento europeo ha approvato 3,9 milioni di aiuti dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per aiutare i lavoratori del settore costruzioni a trovare nuovi posti di lavoro. I deputati europei hanno approvato la relazione di Barbara Matera (PPE, IT) che dà il via libera a 3,9 milioni di aiuti comunitari. I fondi provengono dal FEG e mirano a facilitare la ricerca di un nuovo lavoro per i 528 lavoratori licenziati da 323 industrie del settore delle costruzioni nella regione del Trentino-Alto Adige/Südtirol. Il Consiglio dei Ministri aveva già approvato gli aiuti il 29 novembre. La relazione è stata approvata con 610 voti a favore, 72 contrari e 21 astensioni.
Il FEG è stato creato per offrire un aiuto ai lavoratori licenziati a causa dei grandi cambiamenti nei modelli del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione o alla crisi finanziaria e aiutarli a inserirsi nuovamente nel mercato del lavoro. Il tetto annuale del fondo è di 500 milioni di euro.

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Fiat di Melfi: no al rientro operai licenziati

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 agosto 2010

“Apprendiamo dalla stampa della volontà di Fiat comunicata tramite telegramma di non voler far entrare in fabbrica i tre operai licenziati a Melfi nonostante l’ordinanza cautelare del giudice che li reintegrava nel posto di lavoro”. Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello dei Diritti” dichiara che “tale decisione è inaccettabile da ogni punto di vista e dimostra l’arroganza e lo spregio per le regole di diritto proprio da parte di chi dallo Stato e dalle sue risorse ha beneficiato per decenni.Non possiamo che esprimere, quindi, solidarietà incondizionata ai tre operai e un incoraggiamento a continuare nella lotta per i diritti dei lavoratori ed invita Fiat a ripensare immediatamente ad una decisione incomprensibile e deprecabile”.

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Lavoratori Fiat licenziati

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2010

Interrogazione di Antonio Boccuzzi e Stefano Esposito (PD). “Il Governo intervenga con urgenza al fine di scongiurare altre possibili ritorsioni dei vertici aziendali nei confronti dei lavoratori e si adoperi, per quanto di sua competenza, affinché il ritiro dei licenziamenti da parte del gruppo di Torino sia condizione indispensabile al fine di avviare un serio confronto con le parti in relazione alle decisioni di politica industriale del gruppo Fiat recentemente annunciate, ed evitare l’inasprimento del clima sociale e politico in un momento così delicato per la produzione del settore”: queste le richieste avanzate in un’Interrogazione che il PD ha rivolto al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali relativamente alle vicende dei cinque lavoratori licenziati dalla Fiat in una sola settimana (in quattro casi si tratta di delegati sindacali: tre della Fiom e uno del coordinamento dello Slai Cobas). L’Interrogazione, presentata da Antonio BOCCUZZI e Stefano ESPOSITO, è stata sottoscritta dai Deputati piemontesi del PD Cesare DAMIANO, Mimmo LUCA’, Giorgio MERLO, Anna ROSSOMANDO, Mario LOVELLI ed Elisabetta RAMPI, e da numerosi altri Parlamentari in rappresentanza di varie Regioni italiane. Spiegano i Parlamentari del PD: “Il Ministro Sacconi, in relazione agli annunciati licenziamenti ha dichiarato che ‘c’è un clima di relazioni industriali che devono risolvere le parti tra di loro’, sostenendo poi in successive dichiarazioni le motivazioni dell’azienda in riferimento ai ‘gravi episodi di interruzione della produzione’. Fino ad ora il Governo non si è mai messo nella condizione di poter chiedere chiare garanzie occupazionali per i lavoratori interessati e per scongiurare la delocalizzazione produttiva, anche al fine di mantenere i poli di ricerca e innovazione che hanno reso la nostra industria automobilistica tra i leader mondiali del settore. Solo in seguito dell’annuncio dei vertici Fiat di spostare parte della produzione in Serbia il Ministro del lavoro ha convocato un tavolo delle parti a Torino”.

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Tre operai Fiat licenziati a Melfi

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2010

Tre operai del reparto montaggio dello stabilimento della Fiat di Melfi, due dei quali delegati Fiom, sono stati licenziati con l’accusa di aver ostacolato il carrello robotizzato durante un corteo interno e di aver impedito ai lavoratori che non partecipavano allo sciopero di svolgere le loro abituali mansioni. In segno di protesta i tre operai licenziati sono saliti sulla “Porta Venosina”, monumento del centro storico di Melfi, dove nella giornata di domani saranno raggiunti dai loro colleghi che sciopereranno e manifesteranno contro la decisione presa dall’azienda. “Nell’Italia della legalità e delle libertà violate  – ha affermato Antonella Sassone, viceresponsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti – il licenziamento facile appare l’approdo naturale dell’evoluzione del sistema giuslavoristico nazionale. Se poi ad essere licenziati sono tre lavoratori aderenti ad uno sciopero promosso dalla Fiom tanto meglio. E se due di loro sono anche rappresentanti sindacali allora se la sono proprio cercata, trattandosi di un’organizzazione di categoria della Cgil che è al momento l’unico sindacato che non firma accordi con i padroni a danno dei lavoratori”. Nel frattempo i colleghi della Fiat di Mirafiori iscritti alla Fiom, consapevoli della grave crisi economica che sta attraversando l’industria automobilistica italiana, hanno scritto all’amministratore delegato Sergio Marchionne per chiedergli un confronto franco, lontano dai riflettori mediatici, allo scopo di affrontare insieme i problemi dell’azienda e far sì che non siano sempre e solo i lavoratori a pagare i costi della crisi. “Il licenziamento dei tre dipendenti – ha proseguito l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – è un atto gravissimo, che da un lato danneggia ingiustamente gli operai, dall’altro viola le libertà sindacali e il diritto di sciopero, che è un provvedimento previsto e protetto dall’art. 40 della Costituzione. A meno di non voler subordinare la Carta repubblicana anche ai diktat di Marchionne & co. dobbiamo prendere atto dell’ennesimo vulnus alla nostra libertà e alla ‘democrazia fondata sul lavoro’. Se la Fiat non ritirerà immediatamente i licenziamenti c’è il pericolo che si crei un precedente che renderà tutti ancora più precari e ricattabili”.

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I marinai nelle carceri?

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2010

Il Cocer della Marina Militare con una nota chiede “al ministro della Difesa per il tramite del suo Capo di stato Maggiore di intervenire urgentemente presso il ministro della Giustizia affinchè lo stesso, nell’aumentare il personale necessario a fronteggiare l’emergenza carceri (peraltro da tempo evidenziata dai sindacati di categoria), provveda a far assumere nell’Amministrazione Giustizia i giovani ufficiali e militari di truppa che hanno servito con fedeltà e dedizione le istituzioni, anche in teatri operativi esteri, e che per i tagli al professionale militare operanti nelle varie finanziarie sono stati licenziati anche su due piedi , dopo 7, 8 e 9 anni di servizio. “Lassunzione di precari marinai – prosegue la nota – licenziati senza demerito, oltre a costituire un doveroso riconoscimento verso chi ha dato molto allo Stato, costituirebbe un’indubbio vantaggio anche per l’Amministrazione Carceraria che si troverebbe così a disporre di uomini già ben addestrati e di fatto pronti all’impiego”. (fonte grnet.it)

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