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Aeroporto Firenze. Lilliput e il Gigante? ‘Pericoloso’. Decidere!

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

aeroporto firenzeChe l’aeroporto di Firenze sia quello che in termini gentili si puo’ definire una “ciofeca”, lo sanno tutti e chi non lo sa ancora basta che si vada a fare un giretto nell’aerostazione nel quartiere di Peretola, lungo l’autostrada. Non ce ne vogliano i lavoratori e i gestori dell’aeroporto, ma e’ cosi’. E per capire meglio, da un punto di vista di praticabilita’ tecnica dei voli, basta andare in cima a Monte Morello, sotto i ripetitori vari, dov’e’ il ristorante, e fermarsi a guardare gli aerei che atterrano e decollano dalla strisciolina/pista; complice anche la distanza e l’altezza della prospettiva, come dice mia figlia adolescente, “sembra un gioco da tavolo, pericoloso”.
“Pericoloso” fino ad un certo punto, ovviamente, visto che i crismi tecnici per atterraggio e decollo sono rispettati. Da questo punto di vista, si puo’ anche alzare un sopracciglio, ma e’ ineccepibile. Diverso se “pericoloso” lo applichiamo all’utente del servizio, il passeggero. “Speriamo che vada bene”, e’ quanto ogni passeggero consapevole pensa quando si appresta a usare il servizio dell’Amerigo Vespucci. Perche’, per esempio, nei giorni scorsi sono rimaste a terra novecento valigie che, causa vento, i piloti hanno ritenuto opportuno non caricare per decollare in sicurezza… e siccome, l’utente e’ sempre l’ultimo anello (debole) di questo servizio, crediamo che non siano pochi, sparsi nel mondo, che stanno ancora aspettando di riceverli. Un episodio che si somma a tanti altri in cui -forte vento, nuvole basse, cattivo tempo- i voli sono stati deviati su Pisa o Bologna, con tutte le conseguenze disastrose per chi, dovendo partire, ha una
coincidenza, in genere in qualche citta’ europea. Certo c’e’ il progetto della pista parallela all’autostrada (in attesa della VIA, Valutazione Impatto Ambientale), ma ci sono anche dei comitati che la contestano perche’ sarebbe ambientalmente ed urbanisticamente troppo invasiva. Tempi, quindi, legati alla politica e imprevedibili. La citta’ di Firenze e’ un Gigante (nella sua dimensione…) nel turismo, nella storia e nella cultura mondiale. E grazie a questo aeroporto e’ impedita nei suoi movimenti di base (economici, storici e culturali) come il gigante ne “I viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift, legato al suolo dalla diffidenza istintiva degli abitanti dell’isola di Lilliput, che nel nostro caso sarebbe si’ diffidenza da parte dei comitati “anti”, ma soprattutto cialtroneria ed incapacita’ da parte dei politici. Quindi, visto che riteniamo che la citta’ di Firenze debba avere un aeroporto all’altezza del necessario servizio di mobilita’ aerea, i casi sono due:
1 -si declassa l’Amerigo Vespucci, facendolo tornare ad aerodromo per i cosiddetti aerei da turismo, e si fa un collegamento su rotaia che in 30 minuti colleghi la stazione di Firenze all’aeroporto di Pisa, potenziando anche quest’ultimo visto il non indifferente impatto di passeggeri che avrebbe (non e’ una societa’ unica -Toscana Aeroporti spa- che gestisce i due aeroporti, e che dovrebbe rendere la cosa piu’ semplice?);
2 – si parta subito con la costruzione della nuova pista, si’ che dall’aeroporto di Peretola possano partire anche i voli diretti a New York, con qualunque situazione climatica. E’ solo questione politica, solo volonta’ politica; il resto -VIA inclusa- e’ solo burocrazia che -se abbiamo studiato bene l’educazione civica- dovrebbe essere solo funzionale al benessere civico. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Aeroporto Firenze. Lilliput. Continuiamo a farci male…

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 dicembre 2016

firenzeSe c’e’ una cosa che fa imbestialire i passeggeri aerei, sono gli annullamenti o i cambi aeroporto dovuti a cattive condizioni meteorologiche… non tifoni, tsunami, e cose del genere, ma -parlando dell’aeroporto di Firenze- nebbia. Ma mica chissa’ quale nebbia (tipo Valpadana, anche se pure quella…) robuccia da fossa fiorentina: due banchi che dopo un po’ vanno via. Fanno imbestialire soprattutto perche’ buona parte dei voli internazionali che partono nella prima mattinata, come stamane, sono per coincidenze internazionali in alcune citta’ europee. E quindi: disagi, code, cambio dei piani di volo, telefonate per avvisare questo e quell’altro albergo od autonoleggio, etc.. Tutto questo perche’? L’Amerigo Vespucci di Firenze, nonostante l’altosonante nome e’ roba da Lilliput, sempre a rischio partenza (anche un po’ di vento in piu’ provoca lo stesso effetto), per cui, votando per la innegabile comodita’ di un aeroporto a 20 minuti dal centro citta’, lo si puo’ fare sperando come in un terno al Lotto. E l’utente paga. Cosi’ come paga la citta’. Per le responsabilita’ delle scelte dell’amministrazione, che ha preferito investire in questo Lilliput invece che potenziare il collegamento con Pisa, che sarebbe costato meno e avrebbe presentato moltissimi problemi in meno. Un collegamento che se fatto in modo decente, al pari e meglio di quasi tutte le citta’ del mondo, sarebbe stato al massimo di 30 minuti dalla stazione centrale di Firenze, in un aeroporto dove possono partire i voli diretti per oltreoceano e per l’estremo Oriente e che, rispetto ad oggi dove da Pisa ce ne sono pochi e stagionali, avrebbero potuto essere di piu’ e permanenti, visto che il bacino pisano non sarebbe stato solo quello della costa ma anche Firenze.
Certo, ci sono i progetti, i piani di fattibilita’, bla bla bla a cui prestiamo orecchio da diversi anni e decenni, anche se ogni tanto il Sindaco o chi per esso dice di essere riuscito a…. che cosa? La virgola, il punto e virgola al massimo. Ma tutto e’ sempre cosi, ed oggi ci risiamo, come ci risaremo domani e dopodomani.
Siamo incoscienti se diciamo che sarebbe opportuno declassare Firenze ad aeroporto “turistico” e spostare e investire tutto su Pisa? Gia’ vediamo chi si e’ azzardato a leggere queste righe: spallucce, risolino e metti da parte: non capiscono nulla questi di Aduc: la politica, la programmazione , i passi avanti che abbiamo gia’ fatto per la pista parallela all’autostrada (che poco cambierebbe per quanto riguarda la nebbia che, invece, e’ piu’ facilmente spazzata in un contesto costiero come l’aeroporto di Pisa). E l’utente che continua a domandarsi: ma come fanno in aeroporti tipo Toronto o Denver con le temperature polari e ghiaccio fisso d’inverno, o Londra o Mosca o Helsinki etc? Fanno che sono amministrati in modo diverso, con scelte diverse e -qualcuno ci smentisca- piu’ funzionali all’utenza e all’economia. E quindi? Per ora continuiamo a sentirci piu’ sicuri con l’ora e mezza che ci vuole di viaggio verso Pisa o Bologna (quando li’ ci sono i
servizi che ci servono), oppure la “tradotta” treno+treno per Fiumicino o la notte in albergo per partire da Malpensa. Che comodita’!! (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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