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Posts Tagged ‘limitazioni’

Gioco d’azzardo: necessarie limitazioni

Posted by fidest press agency su domenica, 5 agosto 2018

Lamezia Terme. “Siamo fermamente convinti di dover trasmettere un messaggio forte a tutti i cittadini ma soprattutto alle Istituzioni, per fare in modo che venga immediatamente esclusa la possibilità di prelevare in migliaia di tabaccherie italiane – scrivono in una nota il Presidente Nazionale U.Di.Con., Denis Nesci, e il Presidente di Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, – il gioco d’azzardo è un pericolo costante ma, di certo, aumentare questo fattore, cedendo terreno alla possibilità di prelevare con estrema facilità, in un luogo in cui giocare è semplice, non crediamo sia una scelta giusta. Abbiamo avviato una raccolta firme legata alla campagna VincoSeSmetto e attraverseremo le spiagge italiane, per poi andare a toccare anche i centri città, proseguono Nesci e Dona. Riccione, Salerno, Reggio Calabria, Tropea, Cagliari, Palermo, Taranto sono solo alcune delle tappe che percorreremo ad agosto, per poi chiudere la raccolta a metà settembre, consegnando le firme raccolte nelle mani del Ministro Di Maio, che ha più volte espresso la volontà di combattere la ludopatia”.
Nella seconda conferenza stampa, organizzata per bloccare l’installazione di sportelli Atm in migliaia di tabaccherie convenzionate, l’U.Di.Con. e l’Unione Nazionale Consumatori hanno dettato con più precisione i tempi della raccolta firme veicolata dall’hashtag VincoSeSmetto.
“Non si può trascurare la drammaticità degli episodi che legano spesso la ludopatia a veri e propri episodi di cronaca – continuano Nesci e Dona – e per questo abbiamo lanciato l’hashtag #VincoSeSmetto per provare a veicolare un messaggio forte, che una volta per tutte possa entrare nelle case degli italiani, aprendo gli occhi su quella che ormai è considerata una droga a tutti gli effetti – concludono Nesci e Dona – oltre alla raccolta firme andremo in diverse città tra le quali Milano, Firenze e Genova, per continuare a informare e sensibilizzare i cittadini. Per utilizzare un format tanto noto al pubblico italiano e che può avvicinarci ai giocatori, i primi che vorremmo sensibilizzare con la nostra campagna, noi contro la ludopatia non lasciamo e raddoppiamo”.

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La Sicilia sta a guardare

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

sicilia nazioneHamed Bin Al Hamed della famiglia reale di Abu Dhabi, detiene il 100% della Item Holding (con un fondo concreto di 50 miliardi di dollari, uno dei più ricchi del pianeta), ora punta ad altri 4 alberghi storici siciliani, e non solamente, in quanto ci sono programmi che interessano tutta la Sicilia. Secondo quanto mi consta, la società avrebbe infatti proposto l’acquisto dell’Excelsior di Catania, il San Domenico di Taormina, le Palme e Villa Igea di Palermo alla curatela del fallimento Acqua Marciadel gruppo Caltagirone.
Ma la burocrazia siciliana ha posto tali e tante limitazioni, da scoraggiare gli interessati (che non si lasciano, però, scoraggiare facilmente); ci sono sotto traccia interessi non confessati, contro i quali Renzi ha mostrato di essere restio e timoroso, come se una non velata minaccia pendesse sul suo capo.L’affare può essere sbloccato da Renzi, il solo che potrebbe neutralizzare gli ostacoli e stringere i tempi, prima che sia troppo tardi.L’Emiro Hamed Bin Al Hamed ha proposto al ministero di Grazia e Giustizia la successiva cessione dell’Excelsior di Catania, per trasformarlo in un palazzo pubblico (dependance del palazzo di Giustizia, mini-appartamenti, residence). Se l’affare andrà in porto, gli alberghi acquistati dall’Emiro saranno poi gestiti dal gruppo Hilton, così come nel caso de La Perla Jonica, ma stavolta con il marchio Waldorf Astoria.Basterebbe un intervento di Renzi, deciso e perentorio sulla curatela fallimentare di Acqua Marcia, per recuperare credibilità e consensi; ma lo stesso Renzi dovrebbe avere la dignità e il coraggio di mettersi contro quei poteri che vorrebbero ostacolare l’acquisizione, per agguantare il tutto con un piatto di lenticchie.Dovrebbe avere dignità e coraggio…. Ma come Manzoni fa dire a Don Abbondio: “Il coraggio se uno non ce l’ha, non se lo può dare !
Nelle more di una tale attesa, l’Emiro Hamed Bin Al Hamed all’inizio di quest’anno, quando la crisi greca era nel suo momento più grave, ha incaricato una equipe araba di esperti di selezionare le più appetibili isole greche (su 6.000 isole !), idonee a diventare polo internazionale turistico. Il piano di sviluppo, cui ha partecipato anche un ingegnere e architetto tunisino, è dettagliato e prevede un esordio di 5 miliardi di dollari di investimento in cinque anni. E’ allo studio la regolamentazione che dovrebbe gestire i rapporti tra investitori arabi e lo Stato Greco, specialmente per quanto riguarda la pianificazione circa la territorialità delle acque. Di seguito un primo elenco di 12 isole:
1) Lipsi (Dodecanneso)
2) Anafi (cicladi)
3) Antiparos (Cicladi)
4) Piccole Cicladi
5) Itaca (isole ioniche)
6) Ikaria
7) Fourni
8) Astiphalea
9) Isole Diapontie
10) Alonissos
11) Folegandros
12) Skopelos
Le ultime due non si trovano tra le mete turistiche greche più gettonate, probabilmente per via dell’assenza di un aeroporto. Possono comunque essere raggiunte a partire da Skiathos, oppure da Volos, città sulla costa greca, che potrebbero essere inserite nell’elenco, acquistando i diritti aeroportuali. Si tratta di un’isole ricche di verde e di spiagge dalla bellezza unica, considerate tra le migliori non solo della Grecia, ma anche del mondo. La Sicilia sta a guardare. (Rosario Amico Roxas)

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Traumi al polso: i segnali da non trascurare

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2015

traumi polsoA volte basta una caduta in bici, o a piedi, mentre si va a fare la spesa. La mano, appoggiata a terra per parare l’urto, mal sopporta il peso del corpo e il polso ne paga le conseguenze. Sono tante le donne, soprattutto dopo la menopausa (periodo in cui le ossa sono più fragili e a rischio osteoporosi) a fratturarsi questa regione del corpo in seguito a una banale caduta. “Per questo è meglio sempre farsi visitare al pronto soccorso non appena si manifestano gonfiore o dolore – spiega la dottoressa Simona Odella, medico specializzato in chirurgia della mano e del polso dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini -. Anche se si muove, il polso potrebbe essere rotto, quindi è necessario non trascurare alcuni sintomi. Tra questi si può manifestare una irregolarità irregolarità del profilo del polso dovuta alla frattura del radio, accentuata dal gonfiore, chiamata ‘deformità a dorso di forchetta’”. “Il consiglio non è correre immediatamente al pronto soccorso – aggiunge Odella – . Se capita di farsi male di notte e la vascolarizzazione e la sensibilità sono valide, si può aspettare fino al mattino successivo. Dall’altra parte però, se si aspetta troppo tempo senza farsi visitare, si rischiano limitazioni nel movimento e persistenza del dolore”.In ospedale si procede all’adeguato trattamento, che può essere conservativo (quindi il gesso), oppure chirurgico (intervento al polso).“Dopo aver messo il gesso la mattina successiva è necessario tornare all’ospedale per un controllo del circolo sanguigno. Nel caso in cui si verifichino gonfiori, formicolii o scarsa vascolarizzazione, il gesso viene fissurato per ridurre la pressione e mantenere una buona circolazione” commenta la dottoressa.Dopo l’intervento è fondamentale la rieducazione funzionale con il fisioterapista, dopo un’adeguata visita con il medico fisiatra. A volte però possono subentrare successive complicanze e algodistrofia (molto dolore, gonfiore e arrossamento). “Per questo è sempre necessario seguire il paziente dopo il trauma o l’intervento, al fine di evitare le cosiddette complicanze”, precisa Simona Odella. Questo argomento sarà proprio il tema cardine del convegno “The wrist days – le complicanze dei traumi del polso. Prevenzione e trattamento”, in programma all’Istituto Pini il 21 e 22 maggio. Medici ortopedici, fisiatri e fisioterapisti faranno il punto e si confronteranno sulle tecniche per evitare le complicanze e per trovare linee guida condivise, e con l’obiettivo di riconoscere queste complicazioni a carico del polso in modo tempestivo.

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Direttiva tabacco: Parlamento approva norme per dissuadere i giovani dal fumare

Posted by fidest press agency su sabato, 1 marzo 2014

sigaretteIl Parlamento europeo ha votato a favore del progetto di legge per l’aggiornamento della direttiva europea sul tabacco. L’obiettivo è di rendere meno attraente il fumo per i giovani. Un accordo informale era già stato trovato con i ministeri della Salute. Secondo le nuove regole, la foto con le avvertenze sugli effetti alla salute dovrà coprire il 65% del pacchetto. Le sigarette elettroniche saranno regolate come medicinali se vendute come prodotti per aiutare a smettere di fumare, o come prodotti di tabacco in caso contrario.”Questo è il risultato di anni di lavoro in un contesto di intensa attività di lobbying da parte dell’industria del tabacco e dei suoi gruppi. Le nuove misure sono un grande passo avanti per il controllo del tabacco e aiuteranno a prevenire che una nuova generazione di fumatori sia reclutata. Sappiamo che si tratta di ragazzi – non adulti – che iniziano a fumare: la stragrande maggioranza dei fumatori inizia prima del loro 18 ° compleanno” ha spiegato la relatrice Linda McAvan (S&D, UK). La relazione è stata approvata con 514 voti a favore, 66 contrari e 58 astensioni.L’attuale legislazione richiede che le avvertenze per la salute coprano almeno il 30% della superficie frontale del pacchetto e il 40% della parte anteriore. Il nuovo testo stabilisce di aumentare l’area fino al 65%, davanti e dietro, e che tali avvertimenti siano sotto forma d’immagine – cosa che non accade nella maggior parte degli Stati membri al momento. I pacchetti con meno di 20 sigarette, che sono meno costosi e quindi più accessibile ai ragazzi, sarebbero vietate in quei pochi paesi dove sono ancora consentite.Come chiesto dai deputati, il mercato delle sigarette elettroniche deve essere regolato. Le sigarette elettroniche saranno trattate come medicinali se vendute come prodotti che aiutano a smettere di fumare, oppure come prodotti di tabacco in caso contrario. Nell’ultimo caso, la concentrazione di tabacco non deve superare i 20 mg/ml.Le sigarette elettroniche ricaricabili saranno consentite. Queste dovranno inoltre avere delle misure di sicurezza per i bambini e delle avvertenze per la salute. Saranno anche sottomesse alle stesse restrizioni pubblicitarie degli altri prodotti contenenti tabacco.Il testo vieta anche gli aromi per le sigarette e il tabacco da arrotolare. Le sigarette aromatizzate al mentolo saranno vietate dal 2020. Gli aromi saranno permessi per il tabacco per pipe ad acqua.Alcuni additivi che sono particolarmente dannosi per la salute saranno vietati e le autorità di regolamentazione avranno nuovi poteri per richiedere all’industria del tabacco di effettuare studi supplementari su una lista di additivi che sarà predisposta. Gli additivi necessari alla produzione di tabacco, come lo zucchero, saranno autorizzati.Dodici anni dopo l’entrata in vigore dell’attuale direttiva, fumare rimane la causa di morte principale e più evitabile. Nell’Unione europea muoiono 700.000 persone l’anno. Negli anni passati, le misure per disincentivare il fumo hanno contribuito a ridurre la percentuale di fumatori dal 40% nell’UE15 (2002) al 28% nell’UE27 (2012).

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Decreto fiscale, respinto emendamento Udc su limitazioni uso del contante in sale da gioco

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 marzo 2012

E’ stato respinto dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato – impegnate nell’esame del decreto fiscale – l’emendamento 3.64 presentato dal senatore dell’Udc-Svp Antonio Fosson, che, riferisce Agipronews, chiedeva di non applicare “alle case da gioco autorizzate” e “già soggette a controllo pubblico” le “limitazioni all’uso del contante” previste dalla manovra Salva Italia del governo Monti, che prevedeva la tracciabilità del denaro oltre mille euro. MSC/Agipro

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Il ticket peggiora la salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 agosto 2010

Uno studio pubblicato sulla rivista dell’American Medical Association conferma che, se l’accesso al farmaco è reso più costoso per il paziente, diminuisce la compliance. E alla fine la spesa aumenta Per ridurre la spesa farmaceutica si può ricorrere a diversi sistemi. C’è la compartecipazione alla spesa, il ticket, c’è il ricorso al prezzo di riferimento, entrambe vie praticate in tempi diversi in Italia, e altri sistemi, come le limitazioni al rimborso, più praticate in sistemi in cui la copertura sanitaria di tipo privatistico. Negli Stati Uniti tutti questi sistemi sono utilizzati allo stesso tempo, dal momento che non tutti i fornitori di copertura sanitaria adottano gli stessi criteri. La rivista statunitense JAMA ha pubblicato questa settimana un articolo i cui autori hanno valutato tutti gli studi condotti sugli effetti che l’aumento del ticket o la riduzione della copertura farmaceutica hanno sull’adesione alla terapia del paziente (Goldman DP et al.Prescription Drug Cost Sharing. Associations With Medication and Medical Utilization and Spending and Health. JAMA. 2007;298:61-69). Gli studi considerati non riguardavano soltanto gli Stati Uniti, ma anche paesi europei e altri, come il Canada, che hanno comunque un servizio sanitario nazionale. La prima considerazione è che effettivamente la compartecipazione alla spesa fa diminuire i consumi.  Secondo alcuni studi soprattutto dei farmaci con indicazioni meno importanti, come gli antistaminici,  ma non con trattamenti più impegnativi (antipertensivi, per esempio). Tuttavia la revisione di tutti gli studi mostra un andamento differente. Anche nel trattamento di patologie croniche come l’iperlipidemia, l’ipertensione e anche il diabete Tipo 2, si ha una netta diminuzione dell’adesione alla terapia. Molti non la cominciano neppure, altri assumono irregolarmente i farmaci e altri ancora la interrompono. Secondo gli autori dell’articolo questi comportamenti si concentrano nelle fasce più anziane della popolazione e in quelle a reddito più basso. In definitiva, è stato anche possibile stabilire un rapporto tra l’entità della partecipazione alla spesa e l’acquisto dei farmaci: per ogni aumento del 10% del ticket si ha un calo dell’acquisto, valutato attraverso la spesa, che va dal 2 al 6% a seconda della classe terapeutica e della condizione del paziente. Se questo abbia conseguenze dirette sullo stato di salute dei pazienti, secondo l’articolo, non si hanno dati certi. O meglio, per alcune condizioni croniche, come l’insufficienza cardiaca, la schizophrenia, l’iperlipidemia si paga lo scotto di un maggior ricorso all’opedalizzazione o al pronto soccorso. A queste malattie si può anche aggiungere l’asma, nel quale la minore adesione alla prescrizione si traduce spesso in un sensibile peggioramento delle condizioni del paziente.  In sostanza, la tesi degli autori della revisione è che, per ora, le misure di riduzione della spesa farmaceutica, quando coinvolgono direttamente il paziente, tendono a tradursi in un maggiore esborso per altre prestazioni, di norma più costose.

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Le cellule staminali dalla A alla Z

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 aprile 2010

Firenze  15 aprile 2010 ore 21:00 SMS-Rifredi, via Vittorio Emanuele 303,  con Paola Romagnani (Università di Firenze) Riccardo Saccardi (Ospedale di Careggi, Firenze) Moderatrice: Clara Ballerini (Università di Firenze) Le cellule staminali fanno notizia da tempo, sia per le speranze che suscitano, sia per le implicazioni etiche legate alla ricerca. Le staminali sono però un complesso insieme di cellule molto differenti l’una dall’altra ed è quindi utile  capirne di più, da come si ottengono a cosa servono.  Ad esempio, quali sono le malattie che già adesso possono essere curate  con le staminali e quali potrebbero esserlo nel breve futuro? Ci sono invece aspettative che sono irrealizzabili? Infine, la nuova presidenza americana ha  rimosso alcune limitazioni alla ricerca sulle staminali embrionali.  Qual è la situazione, da questo punto di vista, in Italia e in Europa?

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La ZTL a Porta Ardeatina

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

Roma. La Giunta comunale, presieduta dal sindaco Alemanno, ha approvato, su proposta dell’assessore alle Politiche della Mobilità, Sergio Marchi, l’istituzione, in via sperimentale per sei mesi a partire dal mese di aprile, della zona a traffico limitato notturna in viale di Porta Ardeatina e in via Guerrieri.  La ZTL Porta Ardeatina, presidiata dalla Polizia Municipale, sarà in vigore tutti i giorni della settimana dalle ore 23.00 alle 6.00. «Un provvedimento – spiega l’assessore Marchi – a tutela della quiete dei residenti nelle strade interessate dalla limitazione, che risultano essere densamente trafficate anche nelle ore notturne».

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Roma: stop circolazione veicoli inquinanti

Posted by fidest press agency su domenica, 22 novembre 2009

Roma. 23 novembre dalle 7.30 alle 20.30 non potranno circolare all’interno della fascia verde cittadina tutti i veicoli più inquinanti. Il divieto riguarda: autoveicoli (compresi mezzi commerciali) a benzina e diesel “euro 0”;  motoveicoli e ciclomotori a due tempi “euro 0”;  autoveicoli (compresi mezzi commerciali) diesel “euro 1” e “euro 2”; minicar diesel e benzina “euro 0”; minicar diesel “euro 1”.  Come previsto dal piano di intervento operativo comunale per contenere i livelli delle polveri sottili è stata decisa la limitazione della circolazione sulla base dei dati forniti questa mattina da Arpa Lazio che hanno evidenziato livelli di pm10 superiori ai limiti imposti (50 microgrammi per metrocubo) nelle stazioni Arenula, Bufalotta, Cinecittà, Cipro, Fermi, Francia, Magna Grecia, Preneste, Tiburtina, Villa Ada. Il provvedimento è stato deciso anche sulla base delle previsioni meteorologiche che risultano favorevoli al ristagno degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera.

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Banche: no alla “reinvezione” del massimo scoperto

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2009

“L’abolizione della commissione di massimo scoperto rischia di essere scaltramente aggirata”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando l’ultima trovata delle banche di reintrodurre la clausola modificandone semplicemente il nome e non incorrendo, così, nelle limitazioni previste dalla legge.  “Da gennaio 2009 -prosegue Dona- stiamo raccogliendo numerosi dati fra i consumatori per i quali spesso la commissione di massimo scoperto sconfinava in veri e propri tassi di usura. E ora il rischio è che a conti fatti  i cittadini possano rimetterci delle cifre perfino superiori”.  “Da parte nostra -conclude Dona- ci batteremo con la necessaria energia perché cessi lo scorretto comportamento delle banche che troppo spesso reintroducono con diversa terminologia balzelli vessatori e illegittimi. Auspichiamo inoltre un intervento del Ministro Tremonti affinché venga garantita una maggiore trasparenza a favore dei consumatori”.

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Ritorna la commissione di massimo scoperto

Posted by fidest press agency su martedì, 26 maggio 2009

In questi giorni ai correntisti bancari stanno arrivando delle lettere che avvisano sulla modifica di alcune condizioni per la tenuta del conto così come previsto alla legge n.2/2009 art. 2 bis. Si tratta della ridefinizione della commissione di massimo scoperto che, gia’ operativa per chi ha aperto un conto dopo lo scorso 29 gennaio, deve essere modificata entro fine giugno per tutti gli altri. La legge prevede che  la commissione di massimo scoperto possa essere applicata solo quando il cliente ha un fido e il suo scoperto dura piu’ di 30 gg. In pratica, per non applicare la legge e continuare a fare cio’ che vogliono, hanno solo cambiato nome: da “commissione di massimo scoperto” (cms) a “commissione di scoperto di conto” (csc). Per cui le limitazioni che la legge prevede per il cms non hanno effetto. A titolo esemplicativo riportiamo le nuove condizioni della Banca CR Firenze, giunte proprio all’Aduc:- dal 28 giugno 2009 non saranno piu’ applicate le seguenti condizioni economiche, se attualmente praticate: 1 – commissione di massimo scoperto trimestrale 2 – penale per passaggio a debito conti non affidati – da l1 luglio 2009, in sostituzione delle condizioni economiche indicate al punto precedente, sara’ applicata la commissione di scoperto di conto, nella misura di 2 euro per ogni giorno in cui sul conto si e’ determinato un saldo debitore e per ogni 1000 euro di saldo debitore (o frazione). La commissione per scoperto di conto e’ calcolata al termine di ogni trimestre solare: l’importo massimo addebitabile sul conto per un trimestre solare e’ di 100 euro; la commissione non si applica ai conti sui quali e’ stata concessa un’apertura di credito nonche’ per i giorni in cui il saldo debitore e’ stato pari o inferiore a 100 euro. Come si legge, sono “magnanimi” nel non applicare la csc per chi ha un’apertura di credito (e vorremmo anche vedere che lo facessero, altrimenti a cosa servirebbe un’apertura di credito?), ma si vedono bene dal non chiedere soldi a chi va in scoperto e non ha un’apertura di credito (che e’ quello che prevede la legge per la csm). Cosa ha intenzione di fare il ministero dell’Economia di fronte a questa turlupinatura? Oppure dobbiamo rassegnarci come, per esempio, quando gli italiani con un referendum abolirono il finanziamento pubblico ai partiti e lo stesso e’ tornato chiamandosi rimborso elettorale; oppure, sempre con un referendum, fu abolito il ministero dell’Agricoltura e lo stesso e’ tornato chiamandosi ministero delle Politiche Agricole? (fonte aduc)

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Unhcr: stop ai respingimenti in Libia

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2009

Si è tenuto presso il Viminale l’incontro fra il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni ed il Rappresentante in Italia dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Laurens Jolles, per discutere delle implicazioni derivanti dalla politica dei respingimenti di migranti e richiedenti asilo verso la Libia attuata recentemente dal governo italiano. Nel corso dell’incontro, caratterizzato da uno spirito costruttivo, l’UNHCR ha ribadito che la nuova politica inaugurata dal governo si pone in contrasto con il principio del non respingimento sancito dalla Convenzione di Ginevra del 1951, che trova applicazione anche in acqueinternazionali. Questo fondamentale principio, che non conosce limitazione geografica, è contenuto anche nella normativa europea e nell’ordinamento giuridico italiano. Più del 70% delle 31.200 domande d’asilo presentate nel 2008 in Italia provengono da persone sbarcate sulle coste meridionali del Paese. Il 75% circa dei 36.000 migranti sbarcati sulle coste italiane nel 2008 – due su tre – ha presentato domanda d’asilo, sul posto o successivamente, mentre il tasso di riconoscimento di una qualche forma di protezione (status di rifugiato o protezione sussidiaria/umanitaria) delle persone arrivate via mare è stato di circa il 50%. Nel 2008, la maggior parte delle persone arrivate via mare che ha ottenuto protezione internazionale proviene da Somalia, Eritrea, Iraq, Afghanistan e Costa d’Avorio.

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