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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

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Cade il limite dei 5 anni per la prescrizione delle rivendicazioni dei lavoratori

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 gennaio 2018

tribunaleIl tribunale di Firenze, con la sentenza emessa il 19 gennaio 2018 a favore dei dipendenti dell’Unicoop Firenze, ha emesso una sentenza espansiva che, come USB, riteniamo storica.Il tribunale, oltre ad accogliere la richiesta dei lavoratori ricorrenti, consistente nel riconoscimento del pagamento della festività del 4 novembre, uniformandosi alla precedente sentenza che dava ragione a 110 lavoratori, ha accolto anche la tesi sostenuta dall’USB per il tramite dello studio legale Conte, Marini e Rafagni, ossia che il limite temporale di 5 anni per poter rivendicare arretrati retributivi prima della prescrizione, possa essere superato.
La tesi sostenuta dall’USB è stata infatti che la norma che prevedeva la prescrizione dopo 5 anni non fosse più coerente con le attuali modifiche normative e le ridotte tutele che hanno oggi i lavoratori.Come noto, fino a un recente passato, i lavoratori avevano una serie di tutele che con varie riforme sono state abolite, tanto da rendere ancora più debole il suo rapporto con il datore di lavoro. La legislazione negli scorsi decenni era fondata su un elemento centrale, ossia che nel rapporto tra lavoratore e datore di lavoro, il primo era il soggetto debole che andava tutelato. A corollario di questo principio il legislatore aveva prodotto una serie di norme e facilitato anche il ricorso alla magistratura.Basti pensare all’art. 18, prima delle manomissioni operate dalla Fornero e da Renzi, dal passare alla possibilità di presentare un ricorso alla magistratura senza pagare cifre importanti all’attuale obbligo di pagare le spese, dall’essere gravato, in tutto o in parte, dei costi nei casi la sentenza non fosse favorevole ecc.In pochi anni le norme introdotte dai vari governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi hanno totalmente modificato queste tutele, tanto da mettere sullo stesso piano, il datore di lavoro e il lavoratore che, oggi, non solo è stato sostanzialmente privato delle possibilità di essere reintegrato in azienda in caso di licenziamento illegittimo, ma deve anche sostenere costi notevoli per affrontare una vertenza di lavoro.Il limite temporale dei 5 anni per poter rivendicare arretrati e differenze retributive, prima che le stesse andassero in prescrizione, è una di quelle norme che era stata pensata negli anni in cui il lavoratore godeva di una legislazione di sostegno che muoveva dall’assunto che tra datore di lavoro e lavoratore era quest’ultimo il soggetto debole che necessitava di maggiori tutele.
Il venir meno di queste tutele ha reso anacronistica, a nostro avviso, una norma che poneva il limite temporale dei 5 anni.È evidente che oggi il lavoratore ha più difficoltà a contrapporsi al datore di lavoro vigendo un regime ricattatorio e di precarietà dilagante.
Questo può determinare anche che il lavoratore possa richiedere delle somme di denaro, a titolo di arretrati, differenze retributive ecc, anche dopo che siano decorsi i 5 anni, come conseguenza del peggioramento delle leggi sul lavoro e del timore di subire ritorsioni nel caso rivendichi differenze retributive.Il tribunale di Firenze ha, nella sostanza, riconosciuto che una norma prevista quando erano vigenti le reali tutele a favore dei lavoratori possa non essere più coerente con l’attuale sistema di precarietà e di mancanza di diritti, emettendo una sentenza di natura espansiva che apre nuove possibilità per i lavoratori dipendenti.

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Roma e i migranti: In tutto vi è un limite

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2015

campidoglio“Il sindaco Marino potrebbe partecipare alle olimpiadi di poker per i bluff che riesce a sostenere nella totale acquiescenza, se non addirittura complicità, del presidente Gennaro Migliore e dei componenti della sua commissione d’inchiesta. Nessuna domanda scomoda, nessun problema sollevato sulle speculazioni realizzate da Mafia Capitale sui centri di accoglienza e sui campi rom. Soltanto oggi il sindaco si rende conto che Roma non è in grado di ricevere più altri migranti eppure fu proprio lui a chiedere che venissero accolte tremila persone in deroga alle 250 stabilite dal ministero dell’Interno. Evidentemente, l’esplosione del disagio cittadino, e il sistema del malaffare lo hanno indotto, tardivamente, a più miti consigli. Quello che ci sembra grave però è la segretazione dei lavori della commissione per ben 3 volte. Un tema di questa importanza non può essere trattato secondo i vecchi schemi dei misteri italiani. Ci sorprende che Gennaro Migliore si sia lasciato tentare da questo vecchio stile democristiano”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli commentando l’audizione del sindaco di Roma Ignazio Marino presso la commissione d’inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti.

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La cellulite e i fili di ringiovanimento

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2015

cellulite-centro-medicina-estetica-roma-centroLa cosiddetta cellulite è una vera patologia estetica, anzi un insieme di sintomi che costituiscono un campanello d’allarme per alterazioni, spesso iniziali, che si manifestano con la tipica buccia d’arancia, in inglese ‘Dimpling skin’. Si tratta di una patologia estetica che presenta varie cause, aspetti e stadi, per cui occorre sempre cercare di capire il limite fra patologia ed estetica, rivedendo quel fiume d’inchiostro scritto sulla cellulite, talvolta con contraddizioni o differenti opinioni, spesso senza affrontare il vero problema: la definizione e la classificazione. La cellulite deve essere intesa come una patologia complessa e non come grasso localizzato, distribuito male o in eccesso; è una patologia d’organo secondaria a una mesenchimopatia e disendocrinia, sistemica o localizzata, dove la microangiopatia e la stasi venolinfatica sono strettamente collegate, sia come prima causa che conseguenza o copatologia. Su questo si inserisce all’inizio una risposta infiammatoria, che poi diventerà risposta degenerativa tipica del processo evolutivo.“Le moderne conoscenze hanno identificato il tessuto adiposo come un organo fondamentale per la vita cellulare, la riduzione dell’ossigeno cellulare e le alterazioni tossiche dei tessuti scatenano quei processi infiammatori e degenerativi che realizzano infine la fastidiosa cellulite – scrive Pier Antonio Bacci docente di medicina estetica all’Università di Siena e Barcellona – La vita, per esistere, ha bisogno di ossigeno e di energia, in un ambiente che permetta la vita stessa, per questo occorre imparare a non intossicare i tessuti e, meglio ancora, imparare a depurare periodicamente l’organismo, sia con idonee diete deacidificanti sia con trattamenti di medicina estetica, come carbossiterapia, mesoterapia, propulsione d’ossigeno e laser. L’energia è importante anche per rimuovere le tossine – continua Bacci – ma se i tessuti sono intossicati non hanno ossigeno e quindi non creano energia, la chiave di lettura della medicina moderna è il messaggio di prevenzione e cura del corpo, prima che le alterazioni siano avanzate. Questo è il ruolo chiave della medicina estetica!”

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Giustizia: limite di tollerabilità

Posted by fidest press agency su sabato, 19 marzo 2011

“Il limite della tollerabilità non è certo superato da chi parla in difesa della Costituzione e dei diritti dei cittadini. A superare ogni limite di tollerabilità è invece chi opera costantemente torsioni nei confronti delle norme ordinarie ed ora sta tentando di farlo con la Costituzione stessa, solo al fine di tutelare interessi individuali”. Lo dice in una nota Federico Palomba, capogruppo IdV in commissione Giustizia alla camera. “Noi siamo a fianco della magistratura – aggiunge Palomba – che ha sempre operato nell’interesse dei cittadini e contro le ipocrisie e l’incoerenza di una maggioranza che urla contro la politicizzazione dei magistrati ma di fatto sta tentando di assoggettare la magistratura al potere politico”.

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Roma: ecosistema urbano

Posted by fidest press agency su sabato, 23 ottobre 2010

«Sono pienamente d’accordo con quanto dichiarato oggi da Lorenzo Parlati presidente di Legambiente Lazio sulle pagine del Corriere della Sera. I dati sono dati. C’è un piccolo particolare però: quelli di Legambiente sono sbagliati.. Per la prima volta nella storia della Capitale, siamo ampiamente sotto al limite imposto dall’Unione Europa dei 35 superamenti annuali (la centralità che al 18 ottobre ha fatto registrare più superamenti è Cinecittà con 25). Nel 2009 si sono registrati il 47% di sforamenti in meno rispetto al 2007, un dato addirittura migliorato quest’anno. Al 18 ottobre 2010 Roma registra il 72% di sforamenti in meno rispetto allo stesso periodo del 2007. Una differenza impressionante (161 sforamenti complessivi nel 2010 a fronte di 565 sforamenti del 2007). Nel dettaglio, questo è il confronto tra il 18 ottobre 2007 e il 18 ottobre 2010, secondo gli unici dati ufficiali che vengono forniti dalle centraline Arpa:
Arenula 61 sforamenti nel 2007 – 10 sforamenti nel 2010;
Preneste 59 sforamenti nel 2007 – 23 sforamenti nel 2010;
Francia 81 sforamenti nel 2007 – 24 sforamenti nel 2010;
Cinecittà 45 sforamenti nel 2007 – 25 sforamenti nel 2010;
Villa Ada 19 sforamenti nel 2007 – 4 sforamenti nel 2010;
Fermi 75 sforamenti nel 2007, – 20 sforamenti nel 2010;
Bufalotta 32 sforamenti nel 2007, – 3 sforamenti nel 2010;
Tiburtina 87 sforamenti nel 2007, – 25 sforamenti nel 2010;
Magna Grecia 60 sforamenti nel 2007 – 12 sforamenti nel 2010,
Cipro 46 sforamenti nel 2007, 14 sforamenti nel 2010.

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Berlusconi alle corde?

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Il caso “Berlusconi” fa riflettere. Le sue insistenze per avere subito un provvedimento che lo affranchi dai suoi guai giudiziari lo rendono nervoso e persino aggressivo. Rosario Amico Roxas chiedendosi la ragione di tanta ansietà ci espone la situazione nell’intento di portare luce a una vicenda che, a suo avviso, rappresenta un limite, se non oltre, di decenza istituzionale. Il tutto, per Rosario, incomincia nel “ 1970 allorchè Dario Azzaletto, figlio di Giuseppe (fiduciario di Andreotti in Sicilia), diviene socio della banca Rasini. Sempre nel 1970, il procuratore della banca Luigi Berlusconi (padre del cavaliere) ratificò un’operazione destinata ad avere un peso nella storia della Rasini: la banca acquisisce una quota della Brittener Anstalt, una società di Nassau legata alla Cisalpina Overseas Nassau Bank, nel cui consiglio d’amministrazione figurano nomi destinati a divenire famosi, come Roberto Calvi, Licio Gelli, Michele Sindona e monsignor Paul Marcinkus.
Quando il giornalista del New York Times, Nick Tosches, chiese a Sindona (poco prima della misteriosa, ma non troppo, morte di quest’ultimo): «Quali sono le banche usate dalla mafia?». Sindona rispose: «In Sicilia il Banco di Sicilia, a volte. A Milano una piccola banca in Piazza dei Mercanti». L’unica banca presente a Piazza dei Mercanti, al tempo, era inequivocabilmente la Banca Rasini. La Banca Rasini risulta, inoltre,  anche nella lista di banche ed istituti di credito che gestirono il passaggio dei finanziamenti di 113 miliardi di lire (equivalenti ad oltre 300 milioni di euro nel 2006) che ricevette la Fininvest, il gruppo finanziario e televisivo di Berlusconi, tra il 1978 ed il 1983, da ignoti benefattori, per cui il cavaliere, interrogato in proposito al processo Dell’Utri come persona informata dei fatti, si avvalse della facoltà di non rispondere. Il giornale inglese The Economist cita ripetutamente la Banca Rasini nel suo noto reportage su Silvio Berlusconi, sottolineando come, ad avviso dei recensori del reportage, Berlusconi abbia effettuato transazioni per mezzo della banca. È stato invece accertato che Silvio Berlusconi ha registrato presso la banca ventitré holding come negozi di parrucchiere ed estetista. Anche per fare chiarezza su questi fatti nel 1998 l’archivio della banca è stato messo sotto sequestro”. A questo punto c’è da chiedersi quali sono i timori del cavaliere sui risvolti di queste faccende? “Non riguardano – afferma Rosario – le piccole operazioni, per quanto discutibili, dalle quali si è salvato con prescrizioni, oppure “per intervenuta modifica della legge sul falso in bilancio”, oppure con sanatorie, condoni o perdoni acquistati (Previti fu molto attivo in quegli anni).  I timori riguardano ben altri intrecci dove si incontrano mafia, politica, affari, Vaticano e P2; lì dentro ci sono morti, dispersi, scomparsi, banda della Magliana, il bandito De Pedis sepolto in Sant’Apollinare. La coincidenza vuole che in tutte queste circostanze, appare l’ombra del cavaliere”. “Lo scivolone – precisa Rosario – in un modesto processo di corruzione, come nel caso Mills, potrebbe aprire varchi nella difesa dai quali uscirebbero moltissimi segreti di Stato che ancora incombono sull’Italia come  irrisolti oppure coperti dal segreto di Stato”. E’ questo il back ground che riaffiora oggi e rende agitati i sonni del Cavaliere. (Rosario Amico Roxas)

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Cresce il numero dei detenuti

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

Secondo le ultime rilevazioni statistiche aggiornate a questa mattina, i detenuti presenti negli Istituti penitenziari delineano una situazione italiana da terzo Mondo: 68.026 i detenuti presento e 13 Regioni ‘fuori legge’. E’ la denuncia della Segreteria Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e più rappresentativa della Categoria, che con il segretario generale Donato Capece commenta: “I detenuti presenti sono 68.026, il record nella storia del Paese. E salgono a 13 le Regioni “fuori legge” che ospitano un numero di persone superiore al limite “tollerabile”: Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto. A queste si aggiungono tutte le altre che superano comunque il limite “regolamentare” ed una carenza complessiva negli organici della Polizia Penitenziaria di oltre 6mila unità. Tutto questo si concretizza in una quotidiana realtà penitenziaria nazionale fatta sempre più frequentemente di tentativi di suicidio, risse, aggressioni e atti di autolesionismo. Cosa si aspetta ad intervenire? Quali strategie urgenti si vogliono mettere in atto per risolvere queste gravi criticità? Cosa prevede il Piano carceri che il Comitato di sorveglianza, costituito dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e dal Capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, istituito tramite ordinanza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risalente al 28 marzo 2010, ha approvato il 24 giugno scorso? Quali sono i dettagli del crono-programma che si pone il preciso obiettivo di fare fronte, in tempi brevi, all’emergenza carceri, coniugando certezza della pena, processo di rieducazione del detenuto e condizioni di vivibilità nel rispetto degli standard europei?” Capece ritiene che una sola possa essere la soluzione: “Un incontro con il Ministro della Giustizia Alfano, il SAPPE e le altre Organizzazioni sindacali di Categoria per affrontare le strategie di intervento alle crescenti criticità del sistema carcere. Incontro che torno oggi a sollecitare e che sono certo, stante la riconosciuta sensibilità del Ministro Guardasigilli e del Capo DAP Ionta, non tarderà ad arrivare”.

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Commercio internazionale d’armi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 aprile 2010

Intervento della senatrice Donatella Poretti, parlamentare Radicali-Pd Nel “Rapporto annuale relativo al 2009 sui lineamenti di politica del Governo in materia di controllo dell’esportazione, dell’importazione e del transito dei materiali d’armamento”, si rileva la mancanza dell’allegato contenente  il “Riepilogo in dettaglio suddiviso per Istituti di Credito”. Tale mancanza riduce il controllo del Parlamento e della società civile e limita le informazioni circa l’operato in materia degli istituti di credito. Il “Riepilogo in dettaglio suddiviso per Istituti di Credito”, richiesto dalla legge 185 del 1990, è reso usualmente disponibile ed è necessario non solo per comprendere il valore monetario e la controparte estera delle singole operazioni autorizzate alle banche, ma anche per osservare la corrispondenza delle autorizzazioni rilasciate dal Dipartimento del Tesoro con quelle emesse dal Ministero degli Esteri. E’ un elenco importante perché permette alla società civile e ai singoli correntisti interessati ai temi della responsabilità sociale d’impresa, alle dichiarazioni etiche, di verificare se le direttive e policy emanate negli ultimi anni da diversi e importanti istituti di credito italiani, in relazione ai servizi d’appoggio al commercio di armi, siano effettivamente attuate e rispettate. Il “Riepilogo in dettaglio suddiviso per Istituti di Credito” permette in ultimo, a chi è interessato, un raffronto tra i trend relativi ai finanziamenti del mercato degli armamenti e gli interventi e gli aiuti allo sviluppo socio economico del territorio. In mancanza di tale elenco di dettaglio sull’attività degli Istituti di credito, infatti, il solo dato conoscibile dalla Relazione del Tesoro è l’ammontare complessivo del valore delle autorizzazioni rilasciate alle banche: un dato che, non specificando con quali Paesi sono in corso operazioni relative all’esportazione di armi italiane, inevitabilmente mette tutte le banche sullo stesso piano, come corresponsabili del commercio di armi. Per queste ragioni, con il senatore Marco Perduca, abbiamo rivolto un’interpellanza al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Difesa, per sapere: – per quale motivo il 29 marzo 2010 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha presentato il Rapporto annuale sui lineamenti di politica del Governo in materia di controllo dell’esportazione, dell’importazione e del transito dei materiali d’armamento, privo dell’allegato che riporta le indicazioni delle singole operazioni autorizzate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze agli Istituti di Credito relative all’esportazione di armi italiane, denominato “Riepilogo in dettaglio suddiviso per Istituti di Credito”; – se non si intenda provvedere quanto prima all’integrazione e alla pubblicazione della documentazione citata richiesta per legge, secondo quali modalità e tempi.

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Libro: Il mio ultimo capello nero

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 febbraio 2010

Arguta, brillante autoanalisi di uno scrittore giunto alla soglia critica dei sessant’anni («Non riesco a capacitarmi di avere sessant’anni. Eppure, ho avuto sessant’anni per prepararmi»), il libro va ben oltre l’evidente intento di “tirare avanti” senza cedimenti o di “tirarsi su” con qualche dritta in una stagione di bilanci. Graffianti verità in forma di aneddoti, riflessioni o epigrammi contribuiscono al buon umore ma soprattutto demoliscono con ironia tagliente e spregiudicatezza il moralismo ipocrita di chi non sa far di meglio che inzuccherare la pillola. E una certa verve impertinente aiuta a scorgere un nuovo inizio: «Ho superato il limite d’età, e forse i miei stessi limiti. Ho alcuni rimpianti. Ci sono molte cose che mi sarebbe piaciuto fare e che non farò mai. Non dirigerò mai l’orchestra filarmonica di Vienna. Non sarò mai re di Svezia. Non farò mai il domatore di tigri. Non piloterò mai il Concorde. Non mi esibirò mai in un grande concerto (nemmeno per il primo tempo). Non diventerò mai un campione olimpico. Non attraverserò mai l’Atlantico a remi. Non sarò mai eletto presidente degli Stati Uniti. Non metterò mai piede sulla luna. Non diventerò mai accademico di Francia. Non vincerò mai il Roland-Garros. Non sposerò mai Julia Roberts. Non scalerò mai la vetta dell’Everest. Non registrerò mai tutte le sonate di Scarlatti (cinquecentocinquantacinque). Non diventerò mai papa. Non dipingerò mai La Gioconda. Non farò mai il triplo salto mortale. Non ballerò mai Il lago dei cigni al Bolscioj. Alla fine dei conti, me ne frego». (Jean-Louis Fournier  Euro: 16,90 Pagine: 256 Ean: 9788841859995)
Jean-Louis Fournier è nato in Francia nel 1938 e, dopo una lunga carriera come regista e documentarista per la TV, si è dedicato alla scrittura pubblicando una serie di saggi umoristici di grande successo, tra cui Arithmétique appliquée et impertinente (1993) in cui ha rivelato come calcolare il peso del cervello di un cretino, à ma dernière cigarette (2007), Petites histoires pour ma psy qui s’ennuie (2007) e Le C.V. de Dieu (2008).

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“Fuori i bus turistici dalla città storica”

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 febbraio 2010

Roma: “Siamo fortemente contrari al fatto che la Giunta del Comune di Roma intenda regolamentare la circolazione dei bus turistici continuando a permettere l’accesso di tali mezzi all’interno della città storica con gravi conseguenze sia  sul traffico veicolare che sull’inquinamento atmosferico e acustico. Ricordiamo che,  secondo alcuni dati scientifici  diffusi da Legambiente, ormai  un terzo dei bambini romani soffre di problemi respiratori e un giorno su tre, nella città di Roma, le polveri sottili superano il limite consentito.  Ovviamente il problema del traffico e dell’inquinamento atmosferico non è rappresentato solamente dai bus turistici, i quali però giocano  un ruolo sicuramente  importante nell’aggravare questo tipo di fenomeni. Per questi motivi non riusciamo a capire per quale ragione non si possa  adottare una diversa regolamentazione dei bus turistici che impedisca l’accesso di tali mezzi nella parte centrale della città e che preveda, individuando aree di sosta  presso i nodi di scambio situati nelle zone più periferiche della città,  una reale integrazione del trasporto privato dei turisti con quello pubblico, su gomma e ferro”. E’ quanto dichiara  Giovanni Barbera, Presidente del Municipio Roma XVII ed esponente del Prc – Federazione della Sinistra. “Non condividiamo neanche le posizioni del Pd e dalla Giunta del Municipio che invece di opporsi all’individuazione di punti sosta per i bus turistici all’interno del nostro Municipio, come quelli di piazza Risorgimento, di Piazza Cavour e di lungotevere Oberdan,  abbia semplicemente deciso di “sponsorizzare” la struttura privata del Terminal Gianicolo, proponendo al Campidoglio una convenzione con tale struttura che già tante polemiche ha provocato in passato” conclude Barbera

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Donne al volante

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

donna al volante1Il 65% delle infrazioni commesse dalle automobiliste italiane non viene sanzionato. Questo il primo dato emerso dall’indagine commissionata da Assicurazione.it, comparatore online di preventivi RC auto e moto, all’istituto di ricerca TNS Italia.  Parlare al cellulare mentre si guida è l’infrazione più comune, commessa dal 51% delle intervistate. Al secondo posto di questo podio particolare una sorpresa che infrange uno stereotipo importante: le donne al volante corrono, e parecchio. Ben il 49% delle automobiliste italiane ha infranto il limite di velocità nel corso degli ultimi 12 mesi e, se questo non bastasse, nel 30% sono passate col rosso e senza allacciare le cinture di sicurezza. A concludere questa cinquina di cui sarebbe meglio non vantarsi altre due violazioni del codice piuttosto gravi: il non mantenere le distanze di sicurezza (29%) e il parcheggiare in zone non consentite (19%).Nell’ultimo anno, secondo la ricerca condotto per conto di Assicurazione.it, il 59% delle patentate italiane è stato coinvolto in un incidente stradale. In questo caso cosa accade? Nel 74% delle circostanze si ricorre alla constatazione amichevole, ma ben oltre 600.000 italiane, magari per evitare le ire dei compagni, hanno preferito pagare di tasca propria l’altro conducente piuttosto che rivolgersi alla compagnia assicurativa. Avranno fatto bene? In media la loro spesa è stata di 200€, quasi il doppio di quanto sarebbe aumentato il loro premio cambiando classe di merito, se si fossero rivolte a un comparatore prezzi come Assicurazione.it ed avessero confrontato le offerte di diverse compagnie.  Sempre secondo l’indagine, le donne sono molto più inclini a risolvere la questione dell’incidente indennizzando l’altro conducente rispetto a quanto non lo siano gli uomini (41% rispetto a 26%)  Secondo il Prof. Gianluca Castelnuovo, docente di Psicologia all’Università Cattolica di Milano,.”  Di emozioni al volante, si sa, se ne vivono tante. La più intensa, forse, è la rabbia per un comportamento scorretto tenuto dagli altri. L’indagine condotta da TNS per Assicurazione.it ha messo in luce anche quali micce accendono l’ira delle donne al volante. L’80% delle automobiliste italiane si è trovata coinvolta in litigi con altri conducenti. Nel 54% dei casi si infuriano per l’esecuzione di manovre pericolose, nel 53% perché non gli viene data la precedenza e, nel 40% perché un altro mezzo ostruisce la carreggiata. Ai rumori, invece, sembra ci siano abituate e l’uso eccessivo del clacson occupa, assieme all’ostruzione del passo carrabile, l’ultimo posto nella classifica dei motivi d’ira delle automobiliste italiane (16%). E’ divertente notare, infine, come le donne siano molto meno tolleranti rispetto agli uomini per quanto concerne gli insulti ricevuti da altri automobilisti. Fanno perdere le staffe al 27% delle automobiliste, quasi 10 punti percentuali in più rispetto a quanto non accada agli uomini. (donna al volante)

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Seminario su professioni sociali

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Bolzano, 28 , 29 e 30 ottobre 2009 via Santa Geltrude, 3 Scuola Provinciale per le Professioni Sociali docente dr.ssa Loredana Gambuzzi quota di partecipazione € 50,00. Il seminario si prefigge di: Fornire un’analisi delle comunicazioni verbali e non verbali, delle diverse strategie comunicative e delle tecniche da apprendere e utilizzare efficacemente. Acquisire elementi di lettura legate a situazioni problematiche tipiche dei gruppi formali/informali. Come migliorare le relazioni interpersonali e la comunicazione, la gestione dei propri atteggiamenti e comportamenti nell’incontro con l’altro nella dimensione interpersonale e organizzativa. I suoi contenuti sono: Gli assiomi della comunicazione. L’interazione tra operatori: i processi legati al compito e alla relazione, l’uso delle emozioni e l’arte dell’ascolto. La diversità come limite e ricchezza: i conflitti e l’arte del negoziare. Analisi delle relazioni disfunzionali nei contesti operativi dei corsisti: situazioni portate dai corsisti. Sperimentarsi direttamente in esperienze di relazione che sviluppino competenze comunicative quali il saper dialogare, negoziare, persuadere. http://www.sociale-einaudi.fpbz.it

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Vettori aerei che falliscono

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Assotravel, associazione di agenzie viaggi aderente a Confindustria, è intervenuta sulla problematica del fallimento dei vettori aerei: propone di inserire 1 o 2 euro nel costo di ogni biglietto per creare un fondo destinato a far tornare a casa i viaggiatori che si trovassero senza copertura per il rientro a causa del fallimento del vettore o dell’operatore, prescindendo dal fatto che abbiano acquistato il solo volo o che il volo sia inserito in un pacchetto turistico. Una proposta interessante se però a versare questo importo sono i vettori aerei e non gli utenti del loro servizio. I balzelli che vengono aggiunti alla tariffa base sono già numerosi e talvolta al limite della legalità (famosi i “fuel surcharge” di carburante che invece non ha subito nessun aumento di costo), inoltre il problema dell’eventuale fallimento riguarda gli operatori del settore e non gli utenti del servizio, quindi è giusto che a farse carico sia chi decide di fare business nel settore. Altro aspetto importante e’ che non si riduca ad una burletta come il Fondo di Garanzia per i tour operator, la cui disponibilita’ attuale (195.000 euro) e’ talmente scarsa che se, per esempio, tutti i clienti (5.000) del tour operator Todomondo che sono stati lasciati appiedati lo scorso luglio dovessero fruirne, prenderebbero circa 40 euro a testa. Un’operazione quindi che non dovrebbe solo servire a salvarsi la coscienza, come di fatto e’ quella dell’attuale Fondo di Garanzia, ma che dovrebbe essere organizzata per servire alla bisogna. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Roma centro: proposta limite 30 chilometri

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 settembre 2009

Il vice presidente dell’Italia dei Diritti Soldà così dichiara: “Ben vengano iniziative volte a rendere più sicura la viabilità della città e più respirabile l’aria,ma il piano va studiato nei minimi dettagli dal punto di vista tecnico-scientifico” Trenta chilometri orari in alcune strade del centro della Capitale è una delle proposte contenute nel Piano strategico della mobilità sostenibile che sarà presentato e discusso a fine settembre in Campidoglio. Scopo del piano è di ridurre l’inquinamento e gli incidenti per rendere più sicura la mobilità a Roma. Il comandante del Gruppo intervento traffico (Git) Carlo Buttarelli, ricordando che sono già presenti delle zone dove vige il limite di 30 chilometri orari, esprime il suo assenso all’iniziativa e suggerisce di installare autovelox nelle zone coinvolte per far rispettare il limite. ” Ben vengano iniziative volte a rendere più sicura la viabilità della città e più respirabile l’aria- commenta Roberto Soldà, vice presidente dell’Italia dei Diritti – ma il piano va studiato nei minimi dettagli dal punto di vista tecnico-scientifico poiché va appurato se, riducendo il limite di velocità e di conseguenza aumentando il tempo di permanenza delle auto non si rischia di rendere maggiore il traffico e l’inquinamento “.

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Carceri, solidarietà del COISP agli Agenti aggrediti

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

Il Coisp – Sindacato indipendente di Polizia, per bocca del suo Segretario Generale, Franco Maccari, ha dichiarato la propria solidarietà all’Agente penitenziario rimasto vittima di un tentato omicidio da parte di un detenuto nel carcere di Rossano (Cs). La notizia segue a stretto giro quella degli incendi appiccati a Vibo Valentia, nonché quelle delle altre numerose proteste messe in atto nelle Case circondariali del Paese.  “La nostra vicinanza ai colleghi impegnati in questi servizi al limite dell’umanità è vera e non formale – ha detto Maccari -. Noi sappiamo bene cosa significhi lavorare ai ritmi e nelle condizioni indegne cui troppi colleghi sono costretti, in questo come in altri delicati settori. La situazione è ormai ad un passo dall’andare totalmente fuori controllo, e di tutto questo dobbiamo ringraziare ovviamente una classe politica bugiarda e superficiale, che sopravvive propinandoci spot per realizzare i quali, addirittura, peggiora la situazione in sistemi al limite, come quello carcerario. Penso – argomenta il leader del Coisp – a trovate geniali come l’ultimo pacchetto sicurezza, che in tema di immigrazione ha prodotto autentiche ‘perle’, le quali non faranno altro che mandare ancora più in tilt sistemi giudiziario e carcerario”.“E’ persino offensivo della nostra dignità ed intelligenza costringerci ancora una volta a ripetere che la vera necessità di chi opera in settori così importanti è quella di avere più uomini, mezzi e risorse. E’ da veri incoscienti – conclude Maccari – continuare a mentire ai cittadini, facendo loro credere che ci si sta prodigando per la sicurezza e per la legalità, quando si sorvola, per usare un eufemismo, su problematiche che rischiano di far scoppiare una vera e propria rivoluzione, di fronte alla quale a farne le spese saranno non i politici, al sicuro nelle loro residenze presidiate dalle scorte garantite da noi, ma come al solito quei servitori dello Stato che si troveranno a fronteggiare la situazione in condizioni del tutto impari”.

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