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Lina Sastri al Teatro Brancaccio di Roma con “Pensieri all’improvviso”

Posted by fidest press agency su martedì, 7 Maggio 2019

Roma 9 maggio 2019 ore 21,00 teatro Brancaccio Via Merulana 244 (Poltronissima Gold 39,00 € – Poltronissima 39,00 € – Poltrona A – 34,00 € – Poltrona B 28,00 €). Lina Sastri porta sul palco del Brancaccio i suoi versi, insieme a citazioni di Ortese, Serao, De Filippo, Merini e Leopardi. I pensieri spesso sono brevi sprazzi di luce e ombre del cuore; a volte nascono spontaneamente in versi, così all’improvviso. E si intitola proprio “Pensieri all’improvviso. Poesia in musica. Cantata del prima e del dopo” lo spettacolo di teatro-canzone che Lina Sastri porterà in scena al Teatro Brancaccio di Roma la sera del 9 maggio, ispirato al suo omonimo libro di poesie. In prima assoluta dopo il debutto al Napoli Teatro Festival del luglio 2018, l’artista interpreterà suoi testi e composizioni in versi, oltre a brevi citazioni da scritti poetici e letterari di Alda Merini, Matilde Serao, Anna Maria Ortese, Eduardo De Filippo e Giacomo Leopardi. E anche le musiche saranno quelle dei «poeti musicanti», dei cantastorie del nostro tempo: da Pino Daniele a Lucio Dalla, da De Gregori a…qualche sorpresa. I pensieri in versi che Lina Sastri reciterà sul palcoscenico parlano di ferite d’amore e dell’anima, di dolore e speranza, ma anche di gioie improvvise. Sono stati d’animo, scanditi in sette capitoli ideali: dal prologo del chi sono io adesso, al chi ero; dalla ferita d’amore, alla nostalgia d’amore, «al mio paese, al mare, al saluto finale». Il sottotitolo è «cantata del prima e del dopo». Il «prima» e «dopo» servono a segnare il tempo dell’anima: quando le cose si sentono, in modo diverso: con maggiore passione forse il «prima», ma con profondo amore, dolore e pietà, il «dopo». Sul palcoscenico, dove campeggiano un grande dipinto e una scultura del maestro Alessandro Kokocinski, la musica scandisce i tempi del respiro del cuore. Ogni tanto il canto. In scena con Lina Sastri cinque musicisti di formazione classica: al pianoforte Ciro Cascino, alla chitarra classica Maurizio Pica, alla chitarra Filippo D’Allio, al contrabasso Luigi Sigillo e Gennaro Desiderio al violino. Direzione musicale e arrangiamenti sono di Maurizio Pica; mentre ideazione, drammaturgia e regia sono della stessa Lina Sastri. Durata dello spettacolo 1 ora e 30 minuti.

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Filumena Marturano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2009

Lina Sastri-lightRoma dall’11 al 29 novembre Teatro Argentina  2009 Filumena Marturano di Eduardo De Filippo.  (tutte le sere ore 21.00-giovedì e domenica ore 17-lunedì riposo-mercoledì 18 e 25 novembre ore 19)  Regia di Francesco Rosi scene Enrico Job costumi Cristiana Lafayette luci Stefano Stacchini  con Lina Sastri, Luca De Filippo e  Nicola Di Pinto, Antonella Morea  Silvia Maino, Gioia Miale, Carmine Borrino, Geremia Longobardo,Antonio D’Avino, Giuseppe Rispoli e Chiara De Crescenzo  Ritorna al Teatro Argentina, dopo il grande successo della scorsa stagione, Filumena Marturano, uno dei testi più rappresentativi del teatro di Eduardo De Filippo, per la regia di Francesco Rosi con Lina Sastri e Luca De Filippo.  Lo spettacolo prodotto dal Teatro di Roma e da Elledieffe Filumena Marturano è una donna del popolo, ex prostituta, tolta dal postribolo da un napoletano borghese e benestante, Domenico Soriano, tenuta per venticinque anni nella casa di lui come amante, pur se in condizioni di inferiorità; autrice di uno stratagemma per farsi sposare “in extremis” dall’uomo che vuol porre fine al legame perché si è innamorato di una giovane che vuole sposare. E’ una delle commedie che Eduardo definiva “commedie sociali”. Rappresentata per la prima volta al Politeama di Napoli il 7 novembre 1946, “Filumena Marturano” è, delle commedie di Eduardo, la più rappresentata in tutto il mondo.  Filumena conduce il filo del dramma con la sapienza e la determinazione dovute al sentimento di una maternità tenuta segreta per anni e poi rivelata. Filumena ha tre figli, avuti da tre uomini diversi, li ha voluti, li ha cresciuti, li ha assistiti, rimanendo nell’ombra senza mai rivelarsi come madre. Solo di uno è sicura la paternità, il figlio di Domenico Soriano, ma Domenico non lo sa e non lo deve sapere. Quando Filumena decide che lo deve sapere e glielo dirà, non gli dirà altro, chi è, come si chiama, come vive: perché “i figli sono figli” e devono essere tutti uguali, quelli di cui si conosce la paternità e quelli di cui non la si conosce. La commedia di Eduardo porta al pubblico il problema dei diritti dei figli illegittimi mentre nello stesso tempo l’Assemblea Costituente svolgeva un dibattito sulla famiglia e sui figli nati fuori dal matrimonio. La tematica affrontata da Eduardo trova riscontro nell’impegno dell’Assemblea Costituente e offre materia di riflessione per affrontare il drammatico problema. (lina sastri)

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