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Novartis lancia la Linea Embrace

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

Si tratta di un progetto nato per affrontare la grande sfida della gestione del paziente cronico. In Italia, infatti, sono 24 milioni i cittadini che presentano una patologia cronica, di questi 12,5 milioni sono afflitti da multi-cronicità, per una spesa sanitaria che sfiora i 67 miliardi di euro.La Linea Embrace si avvarrà di 80 giovani di età compresa tra i 24 e i 29 anni, Advisor di Patologia identificati attraverso innovativi processi di selezione grazie all’impiego di piattaforme digitali. In un anno, gli Embrace Advisor incontreranno 15.000 medici sul territorio italiano con l’obiettivo di creare e sostenere la rete dei player coinvolti nella gestione della cronicità, fornendo nuovi stimoli per interpretare la medicina del futuro. Gli obiettivi del progetto sono: dimezzare i tempi di accesso al percorso di diagnosi, favorire la collaborazione tra ospedale e territorio assicurando la continuità assistenziale, migliorare la capacità di gestione della malattia.
“Da oggi il nostro Gruppo lancia un progetto innovativo, dedicato all’area della cronicità, nato per diffondere cultura scientifica sulle patologie croniche – sottolinea Pasquale Frega, Country President di Novartis in Italia – La nascita della nuova Linea Embrace è un investimento che vogliamo fare per il Sistema Paese, un’alleanza con i cittadini, un vero e proprio impegno che ci sentiamo di prendere con i pazienti per farci promotori dell’accesso alle migliori e più innovative terapie”.

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La linea dei numeri e la tavola pitagorica sui banchi di scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 aprile 2018

Torino Venerdì 6 e sabato 7 aprile al Centro Congressi Santo Volto di Torino Il III convegno nazionale SOS Dislessia lancia il progetto pilota “Tuttaunaltrascuola” con la direzione scientifica del prof. Giacomo Stella alla scuola primaria di Marmorta a Molinella. Tra gli ospiti del convegno anche Lapo Elkann.
Banchi di scuola con la linea dei numeri e la tavola pitagorica. E’ la scuola primaria di Marmorta, a pochi chilometri da Molinella, la prima scuola in Italia a dotarsi di metodi di supporto compensativo per aiutare i bambini con difficoltà di apprendimento. Ne parlerà per la prima volta il professor Giacomo Stella, Professore ordinario di Psicologia Clinica al dipartimento di Educazione e Scienze Umane presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e curatore del progetto, in occasione del III Convegno nazionale SOS Dislessia “Guardare, provare, imparare. Dai neuroni a specchio alla didattica a scuola” in programma venerdì 6 e sabato 7 aprile al Centro Congressi Santo Volto di Torino. La scuola primaria di Marmorta chiusa dal 2016 e recentemente ristrutturata ha accettato di applicare su tutti i banchi gli adesivi studiati dal professor Stella, propedeutici ai metodi di supporto compensativo. Un ritorno nostalgico al passato? Un anacronismo? Niente di tutto questo. Per il prof. Stella, direttore scientifico del III convegno SOS DISLESSIA, si tratta di uno strumento compensativo utile ai ragazzi con DSA ma non solo a loro per favorire i processi di apprendimento. “La scuola deve ritornare ad essere amica dei bambini e cercare di rendere accessibile e piacevole l’apprendimento dell’aritmetica che viene considerata una disciplina ostica. In realtà il bambino nasce con una predisposizione innata a “matematizzare” l’ambiente, come dimostrano le ricerche sulle capacità del neonato di apprezzare le quantità – spiega il prof. Stella – È dunque necessario continuare a favorire questa capacità recuperando gli strumenti di base che facilitano il calcolo e stimolano la voglia di fare esperienza”.
Sabato 7 aprile il convegno promosso da SOS Dislessia in collaborazione con Anastasis e Pearson e patrocinato da Comune di Torino, Università di Torino, Università di Modena e Reggio Emilia, Fondazione Emanuele Scifo e Fondazione LAPS, terrà a battesimo questo importante progetto pilota che verrà inaugurato in contemporanea proprio nell’Open Day della scuola di Molinella. E sarà solo uno dei momenti significativi della due giorni torinese alla quale parteciperanno neuroscienziati, ricercatori ed esperti di DSA provenienti da tutto il mondo. Tante le testimonianze illustri previste tra cui: Lapo Elkann Presidente e Fondatore di Garage Italia e Italia Independent Group, Emanuel Simeoni, fumettista internazionale autore di Batman Eternal per la DC Comics e Francesco Riva, attore e scrittore. Un appuntamento dall’alto valore formativo aperto a clinici e insegnanti al quale prenderanno parte: Leonardo Fogassi Università di Parma, Marco Zorzi Università di Padova, Arnold Wilkins Università di Essex, Maria Luisa Gorno-Tempini Università di San Francisco, Concetta Pacifico Dirigente scolastico, Roberto Trinchero Università di Torino, Graziano Cecchinato Università di Padova, Maurizio Parodi Università di Genova, Giancarlo Cerini Dirigente tecnico, Andrea Marini Università di Udine e Roma Tor Vergata, Luisa Girelli Università di Milano-Bicocca, Gabriele Pallotti Università di Modena e Reggio Emilia, Gaia Scerif Università di Oxford, Antonella Gagliano Università di Messina e Salvatore Giuliano Dirigente scolastico.
Si parlerà di diversi modi di apprendere a partire dall’analisi del funzionamento dei neuroni specchio e delle reti neurali artificiali nella visione e nella lettura, nella grammatica e nella matematica, nell’educazione linguistica ma anche nel comportamento. Nell’occasione si rifletterà anche su modelli didattici che propongono un modo diverso di insegnare più coerente con i modelli di apprendimento. Previste due sessioni poster (venerdì alle 18.00 e sabato alle 13.00) e i laboratori Pearson a cura di Barbata Urdanch “Stu (p) [d] enti I maturandi Dsa spiegano ai docenti come “SI PUÒ FARE!!!” (venerdì 6 ore 17.00) e “Gente che vibra: narrazione da una scuola che ci prova…e ci riesce!” a cura della Dott.ssa Antonella Accili Dirigente scolastica Piandimeleto (sabato 7 ore 14.00).

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Scuola Graduatorie precari sbagliate e da rifare: la linea del Miur frana davanti ai giudici

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 gennaio 2017

ministero-pubblica-istruzioneNegli ultimi giorni una serie di sentenze ha stabilito la poca lungimiranza con cui siano state allestite e si sia bloccato l’accesso nelle GaE a chi, invece, ne avesse pieno diritto. A favore dei diplomati magistrali esclusi, si sono posti i Tribunali di Rieti e di Nocera Inferiore; il Tar del Lazio ha dato ragione, poi, ai docenti illegittimamente inseriti in quarta fascia nel 2012. Via libera al reinserimento nelle liste di attesa provinciale da parte del tribunale di Napoli.Chi fosse interessato a impugnare il trattamento iniquo, subito dall’amministrazione scolastica sulle GaE, può consultare la “sezione ricorsi” sul sito internet Anief.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non è un caso se dal conto annuale, pubblicato in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato, risulti che tre precari su quattro della pubblica amministrazione appartengono alla Scuola: si tratta di oltre 100mila docenti e 40mila Ata, che continuano a essere osteggiati per completare il loro naturale processo di stabilizzazione: tuttavia, se in un altro Paese moderno europeo tutto questo sarebbe stato favorito, come indicato dalla stessa UE, nella nostra Penisola tale processo continua a essere osteggiato. Se questo Governo, come ha dichiarato, vuole davvero voltare pagina sul fronte dei supplenti condannati a tale vita, colga dunque l’occasione per permettere da subito l’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento, in contemporanea a quelle d’Istituto, il cui aggiornamento è previsto nella prossima primavera. È tutto sbagliato, è tutto da rifare: torna alla mente la frase tipica di Gino Bartali, uno degli atleti che hanno fatto la storia del ciclismo italiano, nel commentare la gestione delle Graduatorie ad esaurimento dei precari della scuola: anche questi ultimi, per colpa di un’amministrazione allergica alle soluzioni di buon senso, hanno dovuto scalare a loro modo delle montagne per il riconoscimento dei propri diritti. Ora, però, i fatti gli stanno dando finalmente ragione. Negli ultimi giorni, infatti, una serie di sentenze emesse dai tribunali ha stabilito la poca lungimiranza con cui siano state allestite e si sia bloccato l’accesso nelle GaE a chi, invece, ne avesse pieno diritto.A iniziare da coloro che sono in possesso del diploma magistrale: un titolo senza ombra di dubbio abilitante all’insegnamento, ma non per il Miur. Stavolta a “ricordarlo” all’amministrazione è stato il Tribunale del Lavoro di Rieti, che si è espresso in via definitiva sul diritto di tale tipologia di docenti (oltre 50mila in tutta Italia) a ottenere il riconoscimento nelle GaE, utile sia per accedere alle supplenze di lunga durata, sia per l’immissione in ruolo sul 50 per cento dei posti disponibili: il giudice ha disposto, quindi, la condanna del Ministero dell’Istruzione a permettere ai docenti la produzione della domanda di inserimento in GaE e a provvedere al loro inserimento con il corretto computo del servizio e dei titoli effettivamente posseduti.Una sentenza dello stesso tenore è giunta dal Tribunale del Lavoro di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, dove a una docente con lo stesso titolo il Miur aveva negato il diritto alla partecipazione al piano straordinario di immissioni in ruolo decretato dalla Legge 107/2015: il tutto è avvenuto nonostante la favorevole sentenza del Consiglio di Stato che già aveva sancito il suo pieno inserimento in GaE, a far data dalla prima pubblicazione delle stesse, avvenuta all’atto dell’aggiornamento 2014. La stessa docente, peraltro in possesso di diritto al collocamento mirato con riserva del posto in base alla Legge 68/99, aveva subito per anni il “veto” dell’amministrazione che la escludeva dalla possibilità di inserimento: ci ha pensato, però, il giudice del lavoro a ristabilire la legalità, dichiarando lecita la domanda della ricorrente all’immissione in ruolo nella prima provincia indicata, avendo dimostrato l’avvenuta immissione in ruolo di candidati in possesso di minor punteggio e non destinatari di diritti alla cosiddetta “riserva del posto” per le categorie protette.A smontare le GaE ci ha pensato anche il Tar del Lazio che, con una sentenza prima in assoluto nel suo genere, è destinata a segnare la storia di queste graduatorie e dei docenti illegittimamente inseriti in quarta fascia nel 2012, senza possibilità di passaggio nella corrispondente terza fascia all’atto dell’aggiornamento 2014. Per il Tar del Lazio, infatti, una volta ottenuto il requisito di ammissione nelle Graduatorie d’interesse, “l’unico criterio di graduazione è quello che discende dalla valutazione dei titoli al fine di individuare i più capaci e meritevoli, non essendo il momento di conseguimento dei requisiti di ammissione utile a individuare i soggetti più capaci e meritevoli”.
Sempre per il tribunale laziale, “i requisiti per accedere all’insegnamento sono costituiti soltanto dal titolo di studio specificatamente richiesto e dal titolo di abilitazione allo specifico insegnamento, avendo il possesso di ogni altro titolo soltanto valore al fine di determinare il maggiore o minor merito, è evidente che la collocazione dei soggetti, che hanno conseguito i requisiti di accesso successivamente, in posizione comunque deteriore, quali che siano i titoli valutati, rispetto ai soggetti che li hanno conseguito precedentemente, viola il principio costituzionale che garantisce l’accesso ai pubblici uffici a tutti coloro che ne hanno titolo, indipendentemente dal momento in cui l’hanno conseguito”. Di conseguenza, “non si poteva distinguere la graduatoria in fasce e non potevano porsi in posizione deteriore soggetti aventi maggior punteggio rispetto a soggetti che con un punteggio inferiore sono stati collocati in fasce precedenti, sia perché non è disposto dalla L. 124/99, che così viene ad essere violata, sia perché in contrasto con i principi costituzionali”. Per questi motivi, Anief avvierà appositi ricorsi, per tutti coloro i quali abbiano mancato l’immissione in ruolo a causa dell’illegittima collocazione in IV fascia. Lo stesso giovane sindacato autonomo ha ottenuto una piena vittoria per il diritto al reinserimento di chi era stato depennato dalle GaE nel 2009, per mancata presentazione della domanda di aggiornamento, dopo che il Miur aveva negato loro, nonostante la domanda di reinserimento presentata per tempo nel 2014, la possibilità di essere nuovamente inserito nelle graduatorie d’interesse: anche in questo caso, il Tribunale del Lavoro di Napoli ha condannato senza riserve il Ministero all’immediato reinserimento di un docente cancellato e al pagamento delle spese di soccombenza, “con il recupero del punteggio maturato all’atto della cancellazione”. “Le risposte che stanno dando i giudici – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – confermano che non è un caso se dal conto annuale pubblicato in queste ore dalla Ragioneria generale dello Stato risulti che tre precari su quattro della pubblica amministrazione appartengono alla Scuola: si tratta di oltre 100mila docenti e 40mila Ata, che continuano a essere osteggiati per completare il loro naturale processo di stabilizzazione. Tuttavia, se in un altro Paese moderno europeo tutto questo sarebbe stato favorito, come indicato dalla stessa UE, nella nostra Penisola tale processo continua a essere osteggiato”. “Se questo Governo, come ha dichiarato, vuole davvero voltare pagina sul fronte dei supplenti condannati a tale vita, colga dunque l’occasione per permettere da subito l’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento, in contemporanea a quelle d’Istituto, il cui aggiornamento è previsto nella prossima primavera. Disallineare questa ‘finestra’ comporterebbe ulteriori pasticci che il nostro sindacato si impegna, sin da oggi, a contrastare presentando ricorso motivato in tribunale”, conclude Pacifico.Anief ricorda che, per i docenti destinatari di favorevole e definitiva sentenza del Consiglio di Stato, è ancora possibile ricorrere in caso la propria domanda cartacea di partecipazione al piano straordinario di immissioni in ruolo, decretato con la Legge 107/2015, non abbia avuto seguito.

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Dieta mediterranea un toccasana per la linea e la memoria

Posted by fidest press agency su domenica, 21 agosto 2016

dieta mediterraneaChe la dieta mediterranea composta principalmente di frutta e verdura, cereali integrali e legumi, potesse essere una componente essenziale per mantenere sano il corpo era già noto ma che fosse determinante per aiutare anche il cervello, ancora non era stato spiegato. A dimostrare i meccanismi che legano la dieta mediterranea non solo per i suoi benefici sulla linea e che ne lodano le proprietà sul cervello, è uno studio condotto i ricercatori della Swinburne University of Technology di Melbourne, in Australia, che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che da sempre ha promosso la nostra dieta tradizionale come naturale abitudine per vivere una vita sana e meno a rischio, ritiene molto interessante e da prendere in seria considerazione. Secondo la ricerca in questione, uno stile alimentare di tipo mediterraneo sarebbe in grado di agire sulla memoria a lungo termine, le funzioni esecutive e le costruzioni visive. «Come mai vi è un maggiore legame tra la dieta mediterranea e il rallentamento del declino cognitivo? Perché la dieta mediterranea offre l’opportunità di cambiare alcuni dei fattori-rischio che contribuiscono allo sviluppo delle malattie neurodegenerative», spiega il professore leader dello studio Roy Hardman.«Ridurre l’infiammazione, per esempio, aumentare i micronutrienti, migliorare l’apporto di vitamine e minerali, cambiare il profilo dei grassi attraverso il consumo d’olio d’oliva come fonte principale di grassi alimentari; mantenere un peso regolare e potenzialmente ridurre un problema di obesità, migliorare il livello di polifenoli nel sangue e l’energia metabolica delle cellule, cambiando anche il microbiota intestinale, anche se quest’ultimo fattore non è stato ancora esaminato nel dettaglio». Secondo il dottor Hardman, inoltre, il risultato più sorprendente della ricerca riguarda gli effetti sul peso che possono essere riscontrati a livello globale, in diversi Paesi e culture. «Consigliamo a tutte le persone del mondo di cercare di seguire con rigore questa alimentazione, o di cambiare dieta se ancora non lo hanno fatto. E questo vale anche per gli individui di un’età avanzata», ha continuato l’esperto. Oltre all’olio extravergine d’oliva, la dieta mediterranea si basa sull’abbondante consumo di verdure e frutta fresca, semi, noci e frutta secca, con una quantità ridotta al minimo di carni, soprattutto quelle rosse. I risultati sono stati pubblicati nella rivista scientifica Frontiers in Nutrition. Dunque, via libera a cereali, frutta, verdura, frutta secca, olio di oliva, pesce e pollame. Ed andiamoci piano con carni rosse e concedersi, moderatamente, qualche bicchiere di vino rosso. Il tutto condito con un minimo di attività fisica. Dietro questa semplice ricetta di uno stile sano di vita ci sarebbe il segreto per la linea e la memoria. La dieta mediterranea è ben nota per essere una dieta sana, ed è associata alla longevità, al benessere, ad una minore incidenza di cancro e malattie cardiovascolari. E questo è molto importante, perché la gente può scegliere di seguire questo tipo di dieta per prevenire o ripristinare la propria salute.

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Linea verde va in città

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 aprile 2012

Caserta 13 aprile Ore 12.00 Sala del Consiglio Camera del Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Caserta Via Roma, 75 Conferenza stampa per la presentazione di LINEA VERDE VA IN CITTA’: CASERTA Interverranno:
Pio Del Gaudio – Sindaco di Caserta
Domenico Zinzi – Presidente della Provincia di Caserta
Tommaso De Simone – Presidente CCIAA di Caserta
Pasquale Russo – Presidente SINTESI/CCIAA di Caserta
Giovanna Pensabene – Capo Progetto “Linea Verde”
Carlo Raspollini – Autore “Linea Verde”
Eleonora Daniele – Conduttrice “Linea Verde”
In onda su Rai 1, domenica 15 aprile ore 12,20

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Arezzo: osservatorio confindustria

Posted by fidest press agency su sabato, 25 dicembre 2010

Diversamente da quanto rilevato a livello regionale, la provincia di Arezzo secondo la consueta indagine sul comparto manifatturiero condotta da Confindustria Arezzo e Camera di Commercio di Arezzo, nel terzo trimestre 2010 accelera il recupero produttivo sul 2009. L’indicatore della produzione dopo il +4,8% dei primi tre mesi dell’anno e il +3,6% del secondo trimestre si attesta adesso a +6,3% superando il dato regionale fermo a +3,5%. In un contesto generale di diffuso rallentamento, quello di Arezzo è indubbiamente un risultato positivo anche se il recupero dei livelli pre-crisi resta ancora lontano. In linea con quanto rilevato nella precedente indagine il fatturato raggiunge il +8,7% confermando una ripresa che anche in questa provincia risulta trainata dall’export con gli ordinativi esteri a +12,3% e quelli interni fermi a +2,9%. Resta negativo il quadro occupazionale che infatti, nonostante il lieve miglioramento rispetto ai primi mesi dell’anno, nel terzo trimestre 2010 flette del 2,8% dopo il -4,9% dei primi tre mesi dell’anno e il -3,2% del periodo aprile-giugno.  A livello territoriale Arezzo si distingue per la miglior performance provinciale (dopo Livorno) confermando un percorso di ripresa in continuo miglioramento dall’inizio dell’anno.  Positivi anche i risultati di Firenze e Lucca mentre le altre realtà rallentano rispetto ai primi mesi dell’anno.
A livello settoriale in questo trimestre a differenza di quanto rilevato nei mesi precedenti  tutti i comparti sembrano aver agganciato la ripresa. L’unico dato negativo riguarda la gioielleria e bigiotteria che infatti continua a flettere, in termini produttivi, del 6,8% evidenziando anche significative difficoltà dal lato della domanda (-10,7% la componente interna e -4,5% quella estera).  In recupero invece il sistema moda con un +13,2% del pelli e cuoio, un +4,6% delle calzature e un +2,6% del tessile e abbigliamento e il comparto della chimica allargata che, dopo il -21,3% del secondo trimestre, adesso torna sulla stazionarietà. In crescita la meccanica (+8,1%), l’industria alimentare (+2,6%), i metalli (+4,4%) e i minerali non metalliferi (+3,2%) ma il dato più significativo interessa l’elettronica e i mezzi di trasporto che infatti, dopo il +32% del secondo trimestre, sale adesso al 43%.
A livello dimensionale anche ad Arezzo come in Toscana sono le grandi unità produttive (oltre 250 addetti) ad evidenziare lo slancio maggiore. Nel terzo trimestre 2010 la produzione in queste imprese risulta cresciuta del 21,8% contestualmente ad  incrementi del 19% della domanda interna e del 46% di quella estera.
Positivi i risultati anche per le medie imprese (50-249 addetti) che rispetto al 2009 salgono dell’8,8% in termini produttivi e del 15% in termini di fatturato confermando un’accelerazione degli ordinativi esteri. Ancora  incerto il quadro delle piccole (10-49 addetti) che dopo il -2,9% del secondo trimestre dell’anno si stabilizzano adesso a +0,5% trascinando il fatturato su valori simili (+0,9%). Anche la domanda non appare particolarmente vivace: il mercato interno continua a flettere mentre quello estero segna un  timido +1,9%.  Continuano ad essere positive e superiori ai dati regionali e nazionali le vendite all’estero dei prodotti aretini: i mesi luglio-settembre 2010 si chiudono infatti con un positivo +38,4% dopo il +1,6% e il +18,2% dei primi due trimestri dell’anno.
A livello settoriale, in linea con quanto già rilevato nella precedente indagine, migliora l’export dei due principali comparti della provincia: i metalli preziosi e l’oreficeria che infatti si attestano rispettivamente a +60,3% e a +22% in linea con il dato vicentino e decisamente al sotto della performance del distretto alessandrino (+150% e +87%).  Sono indubbiamente due risultati incoraggianti anche se fortemente inquinati dall’incremento del prezzo della materia prima e, limitatamente alla gioielleria, dall’andamento particolarmente drammatico del III trimestre 2009 tanto che il confronto con il 2008 resta negativo (-8%). Fra le altre specializzazioni nonostante il miglioramento dei prodotti tessili continua a flettere del 13,5% l’aggregato del sistema moda che risente infatti delle negative dinamiche dell’abbigliamento e dei prodotti del pelli e cuoio.  In recupero invece gli altri comparti tranne la gomma, plastica e i minerali non metalliferi che tornano in terreno negativo. Va evidenziato che la performance dell’elettronica (+193%) è legata all’ottimo andamento di un ristretto numero di imprese e che i comparti dei mezzi di trasporto (+176%) e della farmaceutica (+223%) seppur in forte crescita rappresentano ancora meno dell’1% del valore delle esportazioni provinciali. Bene l’industria alimentare (+10,1%), i mobili (+38,3%) e la meccanica (+2,1% nonostante la frenata rispetto al precedente trimestre).  Il valore delle esportazioni complessive del settore manifatturiero aretino nel terzo trimestre 2010 è pari ad un miliardo e trecento milioni.

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Ettore Maria Merlino: Linea e colore

Posted by fidest press agency su domenica, 19 dicembre 2010

S. Agata Militello 19 Dicembre 2010 (fino al 9 gennaio 2011)  il Castello Gallego ospita la mostra “Ettore Maria Merlino – Linea e colore”. Curata da Andrea Romoli Barberini, l’esposizione documenta con oltre 40 opere tra dipinti, sculture e disegni la ricerca recente di questo artista da sempre attratto dalle polarità del mito, dell’eros e della religione.  Catalogo in mostra con testi di José Hernandez, Andrea Romoli Barberini, Albano Rossi, Elena Santomarco e una nota dell’artista.
Ettore Maria Merlino è nato a S. Agata di Militello (Me) il 27 agosto 1950. Ha studiato al liceo artistico di Reggio Calabria e in quello di Palermo. Conseguito il diploma di maturità artistica si iscrive alla Facoltà di Architettura presso l’Università di Palermo. Trasferitosi a Roma nel 1980, frequenta l’Accademia di Belle Arti. Inizia la sua attività espositiva nella seconda metà degli anni Sessanta prendendo parte a numerose mostre, personali e collettive su tutto il territorio nazionale. Le sue opere sono conservate in raccolte pubbliche e private. Risiede e opera tra S.Agata di Militello (Me) e Roma. (ettore)

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Pd tra Di Pietro e Casini

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2010

“Stiamo vivendo  ore sono decisive per il futuro del Paese e, come ha chiarito bene oggi a Torino Enrico Letta, c’è solo un obiettivo dopo la fine del Pdl certificata ieri da Fini: mandare a casa il governo. Se Di Pietro è compatibile con i contestatori professionisti, come quelli che hanno consegnato la Regione Piemonte al centrodestra, deve sapere che è finita nel Pd la stagione di chi porge l’altra guancia. Non consentiremo a Di Pietro di giocare con il Pd così come ha fatto nel 2008. E se pone una questione di scelta tra lui e Casini deve sapere che, se non cambia linea, per noi non si porrà nemmeno il problema di chi dover scegliere”. Così Francesco Boccia, deputato PD, tra i fondatori di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta

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Voto elettronico per gli italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 12 gennaio 2010

L’on. Razzi (IdV) ha presentato il progetto di legge che consentirà a tutti gli italiani ovunque si trovino in Italia e nel mondo di votare dal salotto di casa propria  «Un provvedimento che bisognava prendere. Farò il possibile e l’impossibile affinché venga approvata in Parlamento una legge vera detentrice di civiltà e di diritti tra italiani» lo ha dichiarato l’On. Razzi di Italia dei Valori, eletto nella circoscrizione estero Europa, «la coscienza, l’amore che ho per i connazionali all’estero, lo scrupolo di perpetrare iniquità tra gli italiani residenti all’estero e quelli residenti in Italia, la piaga di brogli a tutti i livelli, mi ha  fatto decidere in questo senso».  Il progetto, in linea con l’afflato innovatore bipartisan tra gli schieramenti tende ad eliminare le ingiustizie emerse con l’istituzione della Circoscrizione Estero: «…basta disparità, basta figli e figliastri, gli italiani sono italiani tutti uguali ovunque vivano ecco perché la Patria alla quale siamo così legati viene definita “madre”, è impensabile non prendere atto di questa verità, non è intellettualmente onesto. Aboliremo spese enormi se si pensa all’organizzazione dei seggi con presidenti e scrutatori compresi, si avrà la possibilità di avere i risultati delle votazioni in tempo reale e faremo finalmente a meno degli exip pool inaffidabili e costosi.

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Attentato talebano di Kabul

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2009

Lettera al direttore. come tutti, anch’io esprimo il mio cordoglio nei confronti dei militari italiani rimasti vittime dell’attentato talebano di Kabul, così come nei confronti delle vittime civili di oggi e nei giorni scorsi in seguito ai sanguinari bombardamenti della NATO. Occorre, però, anche in questa occasione, non esimersi, noi militanti e quadri della CGIL, dal cogliere quanto accade nella linea politica della nostra Confederazione. Già da tempo avevo sottolineato come la tragica realtà della guerra in Afghanistan non fosse più tra le preoccupazioni né tanto meno tra gli oggetti di mobilitazione del nostro sindacato. Opportunamente il documento del 14° Congresso del febbraio 2002, nonostante fosse ancora vivissimo lo shock per il massacro delle Torri gemelle, recitava: ”La Cgil si è opposta e si oppone al permanere e all’estendersi di ogni conflitto e dunque alla partecipazione italiana ad azioni di guerra”, mettendo almeno provvisoriamente fine, anche grazie alla insistente e tenace azione della sinistra sindacale, alla dolorosa fase della “contingente necessità”. Ma da allora ad oggi molta acqua è passata sotto i ponti. La “missione” in Afghanistan si è rivelata sempre più per quello che è sempre stata: un’azione di guerra, nel quadro della guerra preventiva voluta da Bush e dai suoi accoliti. Migliaia sono i civili morti, equamente colpiti dagli attentati talebani e dai bombardamenti Nato. Nonostante ciò, però, la segreteria nazionale della CGIL, di fronte al tragico evento di questa mattina, si limita a chiedere una “riflessione collettiva”, in modo ben diverso anche da quanto dichiarato sei anni fa in una situazione analoga, all’indomani dell’attentato di Nassiriya, quando il documento della segreteria si concludeva proclamando: “no al terrorismo, no alla violenza, no alla guerra preventiva, immediata assunzione di responsabilità della comunità internazionale e immediato ritiro delle truppe”. Credo che anche questo dato, come purtroppo confermato dalle scelte politiche sul fronte più prettamente sindacale, ci parlino di una Confederazione che sceglie, deliberatamente, di restare “in mezzo al guado”. Credo perciò che la sinistra sindacale (o almeno di ciò che ne resta dopo lo sgretolamento di questi ultimi mesi) non possa affatto attestarsi ad accreditare a sinistra la linea di Epifani ma debba tornare a rivendicare una netta svolta, in direzione di una autonoma, lunga, difficile ma inevitabile azione di conflitto contro la politica governativa e padronale”. (Fabrizio Burattini)

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Chiamare il medico invece di comprare antivirali

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2009

Si sta mettendo a punto “un accordo quadro con pediatri e medici di famiglia per la somministrazione dei vaccini” contro il virus H1N1. Lo ha spiegato il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, nel corso della conferenza stampa seguita alla riunione della task force sull’emergenza influenza A. Non è da escludere, nell’ambito dell’intesa, la “reperibilità h24 con l’obiettivo di decomprimere i pronto soccorso”. Il piano vaccinale per fronteggiare il virus, comunque, “al momento non ha subito variazioni”. Si punta, dunque, “a vaccinare il 40% della popolazione”, ricorda Fazio. Per fronteggiare l’emergenza nuova influenza “la nostra linea sarà quella di dire ai cittadini di rivolgersi al medico, non di comprare il Tamiflu come gli inglesi” conclude Fazio.

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Il nostro presidente e le cattive lingue

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2009

Rosario Amico Roxas quando ci scrive informandoci che il nostro presidente del consiglio ha fatto il “giro dei siti, giornali e televisioni di tutto il  mondo” sulle sue vicende “amorose” in pratica ci chiede il motivo per il quale noi, come tutta la stampa nazionale, a parziale eccezione del Tg3 e di Skytg24, continuiamo ad ignorare tali notizie. E ci precisa: “All’estero, invece, le registrazioni realizzate da Patrizia D’Addario e pubblicate dal sito de “L’espresso” sono tra le principali notizie della settimana. Il telegiornale del canale inglese “Channel4” dedica un lungo servizio alla vicenda, trasmettendo parte delle intercettazioni (in Italia non l’ha fatto nessuno). Ne parla persino la Pro-tv principale emittente privata della Romania. Così la Francia, su France24 Le Figaro racconta la notte di “Berlusconi e una call-girl nel letto di Putin”. Sulla stessa linea L’Express, mentre Le Monde ripercorre i burrascosi ultimi mesi del Premier dal “Noemigate allo scandalo delle escort”. La vicenda arriva persino sulle televisioni del Perù, con le interviste raccolte fra gli italiani. Ma non ci sono soltanto i video. I maggiori network mondiali riportano le cronache italiane anche sui loro siti Internet. Lo fa la BBC, lo fa la CNN, lo fa la tedesca RTL. Immensa poi la mole di notizie riportata sui giornali di tutto il mondo. A cominciare dalla Gran Bretagna. Per il Times di Rupert Murdoch la popolarità del Cavaliere “sta appassendo” mentre “luride registrazioni” parlano di sesso in cambio di favori. Sarcastico The Independent che titola: “Il primo ministro, Patrizia la prostituta e il letto di Putin”. Più aggressivo il popolare “Daily Mail”, con allusioni molto intime. Dalla Gran Bretagna alla Spagna. Per El Pais, il giornale che in passato ha pubblicato le foto di Villa Certosa e le nuove rivelazioni de “L’Espresso” dimostrano che “Patrizia D’Addario ha detto la verità”, mentre “il primo ministro ha mentito all’opinione pubblica”. La trasposizione fedele delle intercettazioni è poi sulle pagine de El Mundo, principale quotidiano conservatore spagnolo. La vicenda è ampiamente trattata anche in Russia (Gazeta), Portogallo (Correio de Manha), Irlanda (Irish Times), Olanda (Da Telegraaf), Romania (Cotidianul), e Austria (Keline Zeitung). Tutto ciò, ovviamente, non si ferma al Vecchio Continente. E così l’Indian Express parla dei “Misteri di Berlusconi, delle audiocassette sessuali e del letto di Putin”, mentre secondo il canadese National Post il Cavaliere ‘affonda sempre di più nello scandalo delle call-girl’. Il brasiliano O Globo racconta ai lettori come Berlusconi si sia messo “in una situazione imbarazzante”, e The Australian News parla di intercettazioni che “fanno arrabbiare” l’avvocato del Primo Ministro, alludendo alle dichiarazioni di Niccolò Ghedini sulla falsità delle registrazioni.  Migliaia, infine, i blog stranieri che dedicano spazio alle registrazioni. Fra i più famosi c’è senza dubbio “The Huffington Post”, che racconta l’attacco dell’opposizione in parlamento dopo la pubblicazione delle registrazioni. Lo stesso “Huffington Post” ha appena stilato la classifica dei “dieci peggiori leader del mondo”: tra il dittatore nordcoreano Kim Jong Il e il satrapo africano Robert Mugabe, è incluso anche il primo ministro italiano Silvio Berlusconi. A questo punto si chiede Rosario: “Chissà quanti tiggì nostrani riporteranno questa classifica…” Se la domanda è rivolta a noi saremo i primi a dirgli che non lo faremo perché per noi sono tutte calunnie e basse insinuazioni. Abbiamo come garanti gli stessi esponenti della Chiesa cattolica e la sua stampa più rappresentativa che non solo ha ignorato le accuse ma ha anche attestato in più occasioni stima e riconoscenza per un presidente che sta facendo grande l’Italia a partire dal suo meridione. Lo conferma tutta la rete informativa italiana che non si può definire filogovernativa ma sa che in Italia l’idea del maschio “latin lover” è uno sport nazionale e che gli stranieri ci invidiano e sbavano di rabbia. E poi vi è una questione d’età. Pensate quanti settantenni e giù di lì si sentiranno inorgogliti apprendere che uno di loro è un mandrillo? Ci sembra, a questo punto, di sentire la voce del ministro Giovanardi che ci ammonisce: “vedrete come la stampa mondiale si ricrederà allorché il nostro Berlusca diventerà premio Nobel della pace”. (R.A)

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Il business Regus cresce in Sud Africa

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

Cresce la domanda di spazi lavoro nel paese africano – le aziende attirate dalle manifestazioni sportive trovano in Regus le soluzioni ideali per sviluppare il loro business. Molte quelle italiane. La Confederations Cup appena terminata in Sud Africa ha rappresentato un importante banco di prova per tutte le squadre coinvolte e per gli organizzatori della manifestazione, in prospettiva della più prestigiosa Coppa del Mondo che si disputerà nel giugno del prossimo anno. Ma le rappresentative nazionali di calcio non sono state le sole ad essere sotto pressione in questi giorni –dietro la manifestazione sportiva una gigantesca macchina organizzativa ha fatto in modo che tutto filasse nel migliori dei modi. Sponsor, troupe giornalistiche, staff organizzativi e aziende sono accorsi da ogni paese per gli eventi sportivi e molti hanno scelto gli spazi e le soluzioni Regus come ideali per  la propria base operativa. Regus è presente in Sud Africa dal 1996 e oggi sono 12 i business center: 6 nell’aerea di Johannesburg, 5 nell’area di Cape Town e 1 a Durban; per un totale di 1.720 postazioni di lavoro distribuite in oltre 22.100 metri quadri.   Il Gruppo Regus rappresenta la soluzione ideale per attività di espansione in nuovi mercati o l’avvio di nuovi progetti grazie alla vasta gamma di prodotti e servizi su misura e la possibilità per le aziende di poter usufruire di uffici pronti all’uso in maniera completamente flessibile e in linea con le proprie necessità.  I business center Regus comprendono ambienti professionali completamente attrezzati: uffici, sale riunioni, sale per videoconferenze  e aree relax che permettono di far partire il proprio business in qualsiasi momento, gestirlo secondo le proprie esigenze, senza alcun rischio o spreco economico.
Il gruppo Regus è leader mondiale di soluzioni per gli spazi di lavoro, con prodotti e servizi su misura che comprendono ambienti professionali completamente attrezzati: uffici, sale riunioni, spazi business e un network di sale per videoconferenze. Il gruppo Regus offre un nuovo modo di lavorare da casa, in viaggio o da un ufficio. Clienti come Google, GlaxoSmithKline e Nokia, così come migliaia di altre piccole e medie aziende, sfruttano i vantaggi derivanti dall’outsourcing delle proprie esigenze di uffici e spazi di lavoro rivolgendosi al gruppo Regus, potendo così dedicarsi interamente al loro core business. Più di 400.000 clienti ogni giorno  si avvalgono delle oltre 1.000 location Regus in 450 città e 75 nazioni.  In Italia Regus dispone complessivamente di 11 business centre dislocati a Milano, Roma e Torino.

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Flying Woodstock…sulle ali di un sogno Rock!

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2009

pendenteIl 15 agosto 2009 il Festival di Woodstock festeggerà il suo 40° compleanno e per l’occasione, il designer Manuel Bozzi ha celebrato la sua passione per il rock ‘n’ roll con una creazione speciale: un pendente raffigurante una “Standard Gibson volante”  la famosa chitarra Diavoletto,,, divenuta un angelo grazie alle ali incise artigianalmente. La griffe italiana Manuel Bozzi, già nota per la sua linea ispirata alla “University of Rock’n’Roll”, rende omaggio ai primi 40 anni del più grande sogno Rock. Dopo il successo internazionale ottenuto con le “Cinture Chitarra”, lo stilista italiano prosegue il suo ormai leggendario sogno rock sulle note di una chitarra d’argento, che si presenta all’interno di una mini collezione esclusiva costituita da due pendenti e due spille, una vera e propria “luxury guitar band”. Appassionato da sempre di musica e soprattutto di rock art, l’artista conosce lo strumento a tal punto da saperlo riprodurre con dovizia di dettagli, incredibili rifiniture che uniti alla padronanza e maestria nell’arte orafa permettono di “toccare” ed “indossare” il suo suono. Ad impreziosire ulteriormente la mini collezione, Manuel Bozzi in persona realizzerà in edizione limitata alcuni esemplari in oro giallo e bianco con aggiunta di diamanti, offrendo anche la possibilità di rendere uniche le creazioni con personalizzazioni realizzate con la tecnica dell’incisione a bulino. http://www.manuelbozzi.it (pendente)

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Progetto Torino-Lione

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2009

Bruxelles “Per il progetto della Torino-Lione è arrivato dall’Unione Europea un segnale inatteso e molto positivo. Bruxelles ha destinato al nodo di Torino e alla tratta Susa-Stura oltre 52 milioni di euro di contributi Ue su un totale di 80 milioni per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali italiane. E’ la dimostrazione che finalmente siamo sulla strada giusta”. E’ molto soddisfatto il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta per la notizia del contributo europeo alla Torino-Lione: “Ora è indispensabile che il Governo italiano confermi il suo impegno e renda disponibili i 200 milioni che ha promesso, così come è determinante procedere con l’attuazione del piano strategico di sviluppo della zona interessata dal passaggio della linea. La Provincia farà la sua parte per questo”.

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