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La migrazione artistica

Posted by fidest press agency su domenica, 28 novembre 2010

Bologna 30 novembre – 2 dicembre 2010 Palazzo Saraceni (Via Farini 15) In tanti paesi europei, ma perfino in Russia e in America Latina, gli artisti bolognesi dettero un contributo straordinario allo sviluppo delle arti, abbracciandone tutti i generi dall’architettura, la pittura, il disegno e la scultura fino alla decorazione di interni e all’allestimento delle feste. Souplesse intellettuale, una straordinaria capacità di assimilazione e un talento per l’integrazione permisero loro di mettere a punto sintesi inedite, fondate sul dialogo tra le proprie tradizioni e quelle dei paesi ospitanti. A questo fenomeno, suscettibile di modificare alcuni lineamenti della storia dell’arte moderna, si dedica un progetto di ricerca promosso dalla Fondazione Carisbo, il Centro di Studi sul Rinascimento (Fondazione Carisbo) e l’Ecole pratique des hautes études (Paris, Sorbonne). La presentazione degli atti del primo convegno internazionale, tenutosi nel maggio 2009 e dedicato ai secoli XV-XVI, coinciderà con una nuova manifestazione sul Seicento, un periodo di un fulminante irraggiamento della cultura bolognese.  Il principe elettore Ferdinando di Baviera chiamò Agostino Barelli per la costruzione della chiesa dei Teatini a Monaco e per il progetto del famoso castello di Nymphenburg. Più ancora che nell’ambito dell’arte edilizia, la teoria e l’ingegneria, la fama dei bolognesi si estese alla decorazione interna, alla quadratura e alla scenografia. Attivi nel castello di Versailles e a Madrid, Agostino Mitelli e Angelo Michele Colonna crearono prospettive grandiose, inaugurando un nuovo stile. Nel confronto internazionale Carlo Cesare Malvasia sorge come uno dei protagonisti della letteratura artistica mentre il trattato di Vignola continua a provocare importanti mutazioni stilistiche fuori dai confini italiani. Questi temi, ma anche la letteratura, la pittura, la grafica, l’arte sacra e la musica, saranno affrontati nelle sette sezioni in cui è articolato il convegno, che ospita studiosi provenienti da numerose Istituzioni europee e americane. Tanto il volume Crocevia e capitale della migrazione artistica: forestieri a Bologna e bolognesi nel mondo (XV-XVI secolo), edito dalla Bononia University Press, che i lavori del prossimo convegno hanno come obiettivo la collocazione della cultura bolognese nell’universo internazionale, nella convinzione che questo importante contributo al tema più ampio dello scambio culturale nell’Europa dei secoli XV-XVIII si riveli di grandissimo interesse nel dibattito attuale sulle identità e sulle dinamiche di contaminazione tra i diversi paesi.
Il progetto di ricerca Crocevia e capitale della migrazione artistica: forestieri a Bologna e bolognesi nel mondo (secc. XV-XVIII) è promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna in collaborazione con l’École Pratique des Hautes Études, Paris, Direction d’étude d’Histoire de l’art de la Renaissance.

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Hillary Jordan: Fiori nel fango

Posted by fidest press agency su martedì, 29 settembre 2009

Nella primavera del 1939, Laura Chappell incontra per la prima volta a Memphis Henry McAllan. Lei, piccola e scura, con marcati lineamenti francesi, ha trentun anni ed è ancora vergine: una «zitella sulla via della pietrificazione», come ironicamente si definisce. Insegna inglese in una scuola privata per ragazzi, canta nel coro della Calvary Episcopal Church e fa da baby-sitter  ai suoi nipoti. Lui, quarantunenne che dimostra tutti i suoi anni soprattutto per via dei capelli candidi, ha mani forti, una solida aria di sicurezza e la deliziosa parlata del Delta del Mississippi. Quando Henry McAllan le propone di sposarlo, Laura accetta di buon grado, certa che il primogenito di un clan rurale come Henry non possa che essere un buon marito e un padre premuroso dei suoi figli.  Il giorno in cui Henry decide di ubbidire al «richiamo della terra» dei McCallan e di trasferirsi col vecchio padre in una fattoria sul Delta del Mississippi, Laura lo segue fedele, portandosi dietro le due bambine nate un paio d’anni dopo il matrimonio. Sul Delta del fiume, però, la vita si rivela completamente diversa dall’idillio che Laura aveva immaginato. È costretta ad alzarsi all’alba, uscire e andare al gabinetto, rabbrividendo d’inverno e sudando d’estate. Poi deve togliere il fango dal pavimento, strofinare le casseruole e le facce delle bambine e dare da mangiare a tutti, anche al vecchio genitore di Henry nel capanno: un uomo odioso con una voce rappresa per il troppo fumo e gli occhi chiari, scaltri e severi sempre fissi su di lei e sulle bambine. Infine, ramazzare di nuovo e pulire la stalla fino a che non calano le ombre della sera. Certo Laura ha stretto amicizia con Florence, la moglie di Hap Jackson, una nera dalla pelle scura come fuliggine e muscoli fibrosi come quelli di un uomo. Ma è un’amicizia che costa non poco lì sul Delta del Mississippi. Mostrando i suoi denti lunghi e color zafferano, il vecchio McCallan non lascia trascorrere giorno senza insultare i «negri» e il dottor Turpin, l’unico medico a disposizione per molte miglia, non fa nulla per nascondere il fatto che lui odia i «negri» semplicemente perché esistono. Come un raggio di sole nel fango dei campi di cotone, un giorno fa però la sua apparizione Jamie, il fratello di Henry tornato dalla guerra in Europa. Bello e magro, con i capelli del colore di un penny appena coniato, a Jamie piace conquistare il prossimo. Quando parla con Laura, inclina la testa leggermente da un lato quasi voglia afferrare meglio le sue parole. E ogni mattina lascia fiori di campo in una bottiglia del latte sul tavolo della cucina, e sorride sempre felice alle bambine. Per Laura Chappell è una pericolosa e irresistibile tentazione…  Romanzo vincitore del Bellwether Prize.
Hillary Jordan è cresciuta in Texas e in Oklahoma. Ha studiato presso la Columbia University. Fiori nel fango è il suo primo romanzo e ha ottenuto negli Stati Uniti uno straordinario successo di pubblico e critica. Vive a Tivoli, New York.

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