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HyperloopTT presenta alla Commissione Europea le linee guida per i sistemi Hyperloop

Posted by fidest press agency su domenica, 26 maggio 2019

Hyperloop Transportation Technologies ha annunciato la presentazione della prima linea guida generica finalizzata per la progettazione, il funzionamento e la certificazione dei sistemi Hyperloop al direttore dei trasporti terrestri presso la DG Move, la direzione generale della mobilità e dei trasporti della Commissione Europea a Bruxelles. Questo segna il primo passo fondamentale per iniziare il processo di regolamentazione dei sistemi Hyperloop da parte dell’Unione Europea.La linea guida è stata creata come parte di un progetto ambizioso da parte di HyperloopTT e TÜV SÜD, una delle principali società di test, certificazione e ispezione al mondo.Nel Settembre del 2018, le due organizzazioni insieme a Munich Re, azienda leader mondiale nel settore della riassicurazione, hanno rivelato che Hyperloop era sicuro e assicurabile con i primi requisiti di sicurezza fondamentali e le strutture assicurative per i sistemi Hyperloop. Le linee guida odierne si basano sul completamento dei principali requisiti di sicurezza e sull’implementazione dei processi di certificazione nonché sull’ulteriore sviluppo per la costruzione e il funzionamento dei sistemi Hyperloop in tutto il mondo.“L’Unione Europea è un riferimento mondiale per la ricerca sui trasporti, norme di sicurezza e regolamentazione. Per facilitare il loro sviluppo ed essere aperti all’innovazione: ecco perché siamo interessati all’analisi presentata qui su Hyperloop. Hyperloop, in quanto nuova tecnologia di trasporto, può essere una grande opportunità per collegare ancora meglio i paesi e le regioni dell’UE e per fornire trasporti via terra privi di emissioni di Carbonio”, ha dichiarato Elizabeth Werner, Direttore dei trasporti terrestri presso la DG Move. “Non vediamo l’ora di aprire la strada con HyperloopTT e altri fornitori di componenti e sistemi per Hyperloop nell’UE per garantire che questa entusiasmante tecnologia continui a emergere in Europa nel modo più fluido e sicuro possibile”.“È importante creare procedure unificate standard con il sistema di HyperloopTT insieme ad altri potenziali fornitori di sistemi. HyperloopTT continua ad essere in prima linea nel movimento Hyperloop, lavorando direttamente con governi e membri del settore normativo”, ha dichiarato Dirk Ahlborn, CEO di HyperloopTT. “Siamo lieti di collaborare con la Commissione Europea e i nostri partner leader del settore per contribuire a creare questa ultima linea guida”. “Stiamo lavorando con i governi di tutto il mondo per creare il quadro legale necessario. È emozionante vedere questi sforzi andare avanti”, ha detto Andres De Leon, COO di HyperloopTT. “Gli Stati Uniti hanno creato un consiglio speciale per la commercializzazione di Hyperloop e la Commissione Europea ha compiuto il primo passo verso la creazione di regolamenti a livello di settore”. “In un approccio multidisciplinare, utilizzando la certificazione per le industrie aerospaziali, ferroviarie e di altro tipo esistenti – e testando questo contro l’esperienza dei team di progettazione di HyperloopTT abbiamo creato il lavoro più completo finora per la progettazione, il funzionamento e la certificazione dei sistemi Hyperloop”, Ferdinand Newwieser, CEO di TÜV SÜD industrie Service Gmbh. “Con questo sforzo saremo in grado di accelerare lo sviluppo della tecnologia Hyperloop creando al contempo ciò che promette di diventare il mezzo di trasporto più sicuro nell’era moderna”.

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Anief presenta le linee guida per il rinnovo del contratto per 1,3 milioni di docenti, educatori, Ata della scuola, dell’università e della ricerca e Afam

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 marzo 2019

Salario minimo di cittadinanza, stipendi ancorati ai livelli europei, fine della discriminazione sul precariato, più tutela sulla sicurezza, nuovi profili per il personale Ata, Afam ed educatore, stop alla temporizzazione, ai vincoli sulla mobilità e alle regole superflue sulle sanzioni disciplinari. Più garanzie per la libertà sindacale e per la parità di genere. Rispetto della funzione docente anche relativamente al potenziamento.
Ripartire, con proposte per il contratto della scuola. Anief dall’H10 di Roma, dove si è tenuto il Consiglio nazionale che ha celebrato il decennale della fondazione e la rappresentatività raggiunta, annuncia le linee guida per il rinnovo contrattuale di tutto il personale della scuola. Numerose e dettagliate le richieste a cui si è giunti nelle singole relazioni.
Sul fronte della responsabilità disciplinare, dei procedimenti e della disciplina sanzionatoria, tra le misure più urgenti proposte da Anief vanno segnalate: l’abolizione del carattere di obbligatorietà del procedimento disciplinare, troppo spesso avviate sulla base di segnalazioni prive di fondamento dell’utenza; il ripristino della decadenza dall’azione disciplinare per l’Amministrazione in caso di violazione dei termini, che consente al datore di lavoro pubblico di non rispettare le regole che invece il dipendente deve osservare.
Quanto alle disposizioni particolari della piattaforma contrattuale Anief propone: una maggior tutela dei diritti delle donne vittime di violenza, con l’innalzamento del tetto di 90 giorni di congedo fino a 120 giorni, congedo di cui possano fruire lavoratrici con contratto a tempo determinato o indeterminato; la possibilità, da parte della lavoratrice vittima di violenza di poter presentare la domanda di trasferimento in qualsiasi momento, non solo verso “altra amministrazione”, ma anche verso “altra sede, anche ubicata in altra provincia, della medesima amministrazione”, una formazione obbligatoria in materia di molestie sessuali e bullismo per tutti i dipendenti e coloro che ricoprono ruoli dirigenziali.A proposito del riconoscimento pieno della professionalità dei docenti è stato sottolineato il taglio di risorse per la scuola pubblica, e in particolare stipendi ben al di sotto della media europea. Ecco perché Anief chiede che gli insegnanti non svolgano compiti che esulano dalla loro principale funzione: si pensi quelli in attività di potenziamento, ad esempio, in istituti in cui non è presente la cdc per cui sono abilitati e che sono impiegati in supplenze o altre attività aggiuntive.
In tema di tutela della salute nell’ambiente di lavoro, Anief avanza l’ipotesi di modifiche e integrazioni all’articolo 72 e seguenti del contratto, in particolare si punta all’elezione o alla designazione nell’ambito delle rappresentanze sindacali unitarie i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS): 1 nelle istituzioni scolastiche fino a 200 lavoratori, 3 quando i lavoratori sono più di 200 lavoratori, 6 nel caso in cui superino le 1.000.
Per ciò che concerne la proposta di piattaforma sindacale per Anief va data priorità assoluta della nuove sessioni negoziali al superamento del vincolo della firma del contratto per poter accedere ai successivi livelli di contrattazione integrativa nel rispetto del voto dei lavoratori e delle regole sull’accertamento della rappresentatività anche per smontare la politica dei cosiddetti “sindacati di comodo”.
L’AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) si trova da decenni ai margini del settore Istruzione. E Anief, invece, ritiene fondamentale, per chi vi opera l’adeguamento degli stipendi tabellari del personale interessato al fine di raggiungere un’equiparazione progressiva con gli standard minimi dei colleghi europei;
Ai lavoratori del settore educativo dei Convitti Nazionali, Educandati e dei Semiconvitti Annessi il giusto riscontro nelle attuali politiche scolastiche. Anief chiede di regolamentare e promuovere il sistema di scambi internazionali scolastici già realizzato da convitti ed educandati, attuando la legittima aspirazione all’internazionalizzazione dell’educazione; istituire nei convitti ed educandati, al pari che in altri istituti scolastici, il “Consiglio dell’Istituzione” da Dirigenti, lavoratori, studenti e genitori, tanto atteso e desiderato assieme con gli Organi Collegiali ad esso collegato; stabilizzare e potenziare gli organici, anche attraverso la modifica dei parametri restrittivi fissati dal DPR 81/2009: La categoria subisce ancora il blocco degli organici, nonostante la popolazione scolastica sia in notevole aumento.
Tra le modifiche e le revisioni richieste per il personale Ata, Anief propone di equiparare i diritti del personale a tempo determinato (al 30 giugno o al 31 agosto) a quelli del personale a tempo indeterminato, una pausa di trenta minuti e la previsione di un buono pasto se la prestazione giornaliera dura più di 9 ore; l’innalzamento dei livelli retributivi, fermi al 1976; una generale riqualificazione del personale, con la temporizzazione dei Dsga e l’equiparazione a quadro dirigenziale e figura apicale, con l’attivazione di figure quali il coordinatore amministrativo e quello tecnico, l’assistente tecnico-informatico e il collaboratore scolastico addetto ai servizi alla persona, per gli alunni diversamente abili e la prassi ormai comune di gravare il collaboratore scolastico anche della cura dell’igiene personale di suddetti studenti, pur non avendo una adeguata formazione né ausilii da parte dell’ASL, contravvenendo a quanto stabilito dal D. Lgs 81/08.

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Sono in totale 37 le Linee Guida ufficiali prodotte dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) nel 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

Si tratta di documenti elaborati con metodologia GRADE e stilati con l’impegno di oltre 500 professionisti e il coinvolgimento di 45 diverse Società Scientifiche. Solo nel 2018 sono state scaricate e consultate da oltre 500mila persone. L’obiettivo, per quest’anno, è procedere con un costante aggiornamento per perfezionare così la formazione continua degli oncologi. E, al tempo stesso, migliorare e garantire un migliore e più uniforme sistema di cure su tutto il territorio nazionale. E’ quanto emerge dal convegno nazionale organizzato da AIOM Linee Guida AIOM 2019. L’evento si svolge oggi a Roma (presso il Ministero della Salute) e vuole portare all’attenzione delle Istituzioni le modalità con cui vengono prodotte le raccomandazioni in ambito oncologico (modi, tempi, metodologia e collaborazioni). Partecipano al convegno le 45 Società Scientifiche con cui AIOM collabora da anni nella produzione di linee guida oncologiche, tra cui l’Associazione Italiana di Medicina Nucleare ed Imaging Molecolare (AIMN, Presidente Orazio Schillaci), l’Associazione Italiana di Radioterapia ed Oncologica Clinica (AIRO, Presidente Stefano Magrini), l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF, Presidente Salvatore Petta), l’Associazione Nazionale Italiana Senologi Chirurghi (ANISC, Presidente Mario Taffurelli), l’Associazione Urologi Italiani (AURO, Presidente Roberta Gunelli), la Società Italiana di Anatomia patologica e di Citologia Diagnostica (SIAPEC, Presidente Mauro Truini), la Società Italiana di Chirurgia Oncologica (SICO, Presidente Domenico D’Ugo), la Società Italiana di Ematologia (SIE, Presidente Paolo Corradini), la Società Italiana di Radiologia medica e Interventistica (SIRM, Past president Carmelo Privitera), la Società Italiana di Urologia (SIU, Presidente Salvatore Voce) e la Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO, Segretario e Tesoriere Giario Conti).
“Le Linee Guida sono uno degli strumenti principali che rappresentano la medicina basata sull’evidenza – spiega Stefania Gori, Presidente nazionale AIOM -. Attraverso un processo sistematico e trasparente rendono possibile il trasferimento nella pratica clinica di tutte le nuove conoscenze prodotte dalla ricerca medico-scientifica. Attualmente le patologie oncologiche sono la seconda causa di decesso nel nostro Paese e ogni giorno sono diagnosticati 1.000 nuovi casi di cancro. Diventa quindi fondamentale, per gli specialisti, avere a disposizione strumenti che favoriscono anche l’appropriatezza prescrittiva dei trattamenti e degli esami diagnostici e strumentali. Gli ultimi provvedimenti legislativi, tra cui la Legge Biondi-Gelli del 2017, hanno rafforzato enormemente il ruolo delle Società Scientifiche nella produzione di Linee Guida. Anche per questo motivo, AIOM ha continuato a lavorare in questo importante progetto che rappresenta uno dei due obiettivi principali della società scientifica. Esistono tuttavia aspetti che vogliamo perfezionare, migliorando sempre più la collaborazione con altre associazioni di specialisti così da ottenere raccomandazioni sempre più condivise e multidisciplinari”.
Nella elaborazione di sei Linee Guida AIOM 2018 hanno preso parte anche i pazienti. “Oltre ai medici specialisti, i malati di cancro sono gli ‘utilizzatori finali’ delle Linee Guida – aggiunge Fabrizio Nicolis, presidente di Fondazione AIOM -. Il coinvolgimento dei pazienti viene suggerito anche dalle Istituzioni sanitarie. Questi pazienti devono essere tuttavia formati adeguatamente e, per questo motivo, Fondazione AIOM, in collaborazione con AIOM, da tre anni ha avviato corsi di formazione specifici”. Fondazione AIOM infatti è da molti anni impegnata per aumentare l’interazione e un dialogo costruttivo fra oncologi e pazienti.

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Calcolosi renale e ureterale, nuove linee guida Nice. Ecco le novità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 gennaio 2019

Appena rilasciate dal Nice (National institute of health and care excellence), le nuove linee guida (Lg) sulla valutazione e la gestione dei calcoli del rene e dell’uretere si contraddistinguono per la loro sintesi e chiarezza espositiva. Come esplicitato nell’introduzione, infatti, il documento è rivolto non solo ai professionisti della salute ma anche ai pazienti e ai loro familiari e caregiver. Inoltre, le raccomandazioni rispecchiano la nota filosofia dell’istituto britannico, che punta ad assicurare al sistema sanitario nazionale (Nhs, National health institute) l’adozione esclusiva di trattamenti di provata sicurezza ed efficacia, dopo un severo vaglio del rapporto costo/beneficio.
Le Lg seguono un diagramma di flusso molto semplice e logico, soffermandosi con raccomandazioni essenziali su ogni aspetto. Il punto di partenza è, ovviamente, la presentazione di un paziente con sospetta calcolosi renale o ureterale. Il primo step è costituito dalla diagnostica per immagini: secondo il Nice occorre offrire con urgenza (entro 24 ore dalla manifestazione dei sintomi) una Tc a bassa dose senza mdc negli adulti con sospetta colica renale. In caso di donne gravide, bambini o ragazzi è opportuno invece eseguire un’ecografia. Solo negli ultimi due casi, qualora persistesse incertezza diagnostica, si può considerare una Tc a bassa dose senza mdc. Il passaggio successivo è costituito dallagestione del dolore. La prima linea di trattamento deve essere costituita – sia negli adulti sia nei soggetti in età pediatrica – dai Fans, tramite qualsiasi via di somministrazione. Se i Fans sono controindicati o insufficienti a dare sollievo dal dolore, occorre offrire paracetamolo per via ev. Qualora sia i Fans sia il paracetamolo fossero controindicati o non sufficientemente efficaci, si può considerare la somministrazione di farmaci oppiacei, mentre in caso di sospetta colica renale non vanno mai somministrati antispastici.
Una volta verificata l’esistenza di un calcolo, la flow-chart si amplia in tre bracci principali, diversamente articolati. 1) Una terapia espulsiva medica mediante somministrazione di alfa-bloccanti può essere considerata a qualsiasi età in caso di calcoli ureterali distali di dimensioni inferiori a 10 mm. 2) In caso di calcoli renali asintomatici a tutte le età si può considerare una vigile attesa se il calcolo è inferiore a 5 mm oppure se è superiore a 5 mm e il paziente dopo counseling acconsente a questa strategia. 3) Più complessa la sezione riservata altrattamento chirurgico (inclusa la litotripsia a onde d’urto [Swl]). Per quanto riguarda i calcoli renali queste sono le opzioni: A) calcoli inferiori a 10 mm: I) nell’adulto (da 16 anni in su) offrire la Swl e considerare l’ureteroscopia (Urs) solo in caso di controindicazioni alla Swl o se un precedente trattamento Swl ha fallito oppure se la Swl non è indicata per ragioni anatomiche. La nefrolitotomia percutanea (Pcnl), infine, va considerata se Swl e Urs hanno fallito o non rappresentano un’opzione; II) nei soggetti sotto i 16 anni in prima linea vi sono Urs o Swl mentre la Pcnl va usata nei casi di fallimento delle precedenti strategie o per ragioni anatomiche. B) calcoli da 10 a 20 mm: I) nell’adulto vanno preferiti Urs o Swl, e la Pcnl solo se le precedenti hanno fallito; II) in età pediatrica, a seconda del giudizio clinico, si può ricorrere a ognuna delle tre strategie. C) Calcoli renali superiori a 20 mm e a stampo: I) nell’adulto va offerta la Pcnl e, se questa non è un’opzione, l’Urs; II) nel bambino e nell’adolescente si possono usare tutte e tre le strategie. Passando ai calcoli ureterali: A) nel caso di formazioni inferiori a 10 mm: I) nell’adulto va offerta la Swl mentre l’Urs va riservata ai casi in cui la Swl sia controindicata, abbia fallito o non permetta il trattamento. II) sotto i 16 anni: si possono considerare Urs o Swl. B) per calcoli ureterali da 10 a 20 mm: I) nell’adulto va considerata in primis l’Urs, mentre vanno preferite la Swl e la Pcnl rispettivamente se le condizioni locali permettono una clearance entro 4 settimane e nel caso di formazioni prossimali qualora l’Urs abbia fallito. b) in pediatria si possono usare sia l’Urs sia la Swl.
Sempre in questa sezione sono offerte alcune specificazioni. Lo stenting prima della Swl non va mai considerata negli adulti ma solo in età pediatrica in caso di calcolosi a stampo. L’esecuzione della Swl negli adulti con calcoli renali o ureterali deve essere condotta entro 48 ore dalla diagnosi o dalla riammissione ospedaliera se il dolore è costante e non tollerato oppure il calcolo non ha probabilità di essere espulso. La terapia medica espulsiva può essere aggiunta alla Swl negli adulti con calcoli ureterali inferiori a 10 mm per favorirne l’espulsione. Non deve essere offerto di routine uno stenting post-trattamento negli adulti sottoposti a Urs per calcoli ureterali inferiori a 20 mm. Si consiglia l’analisi della composizione dei calcoli espulsi e la misurazione del calcio sierico negli adulti con calcoli renali e ureterali.
L’ultima sezione riguarda la prevenzione delle recidive. Questa si basa su con
sigli dietetici e sugli stili di vita (bere da 2,5 a 3 litri di acqua al giorno [1-2 nel bambino], aggiungere succo di limone fresco, evitare bevande addizionate di anidride carbonica, non assumere più di 6 g di sale al giorno [da 2 a 6 in età pediatrica], mantenere un normale intake calcico tra 700 e 1.200 mg [da 250 a 1.000 nel bambino]). Infine, sono citati due farmaci: il potassio citrato – nei casi di soggetti con recidiva di calcoli costituiti prevalentemente (più del 50%) di ossalato di calcio – e i diuretici tiazidici, per gli adulti con recidive di formazioni per più del 50% di ossalato di calcio e con ipercalciuria, dopo restrizione dell’intake di sodio a livelli non superiori a 6 g al giorno. (Arturo Zenorini by Doctor33)

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Le nuove linee guida ADA/EASD sul trattamento del diabete di tipo 2

Posted by fidest press agency su sabato, 6 ottobre 2018

Berlino. Nel corso del meeting EASD di Berlino viene presentata ufficialmente la versione definitiva degli statement di consenso EASD/ADA, già annunciati in occasione dell’ultimo congresso dell’American Diabetes Association (ADA), tenutosi ad Orlando (USA) nel giugno scorso (Standard of Medical Care in Diabetes 2018). Le novità più importanti di questi statement riguardano proprio l’algoritmo terapeutico del diabete mellito di tipo 2 e la scelta dei farmaci più appropriati per le diverse tipologie di pazienti. Viene confermato che, laddove tollerata e non controindicata, la metformina è il primo presidio terapeutico da utilizzare, insieme ad un imprescindibile adeguato counseling sulle abitudini alimentari e sul superamento della sedentarietà. Vengono invece introdotte novità importanti nella scelta del farmaco da affiancare alla metformina, nel momento in cui la metformina non sia più sufficiente come unico trattamento farmacologico a raggiungere e mantenere un controllo metabolico adeguato. Laddove il precedente consenso EASD/ADA metteva sullo stesso piano tutte le terapie disponibili, i nuovi statement suggeriscono di non usare in prima battuta, dopo la metformina, i farmaci ipoglicemizzanti orali più ‘antichi’ e ancor oggi più usati nel mondo (le sulfoniluree), ma di scegliere tra farmaci più innovativi, l’uso dei quali non è gravato da un aumento del rischio di ipoglicemia, ovvero pioglitazone, DPP-IV inibitori, gliflozine, o agonisti recettoriali del GLP-1. In alternativa, dove suggerito dalla gravità del quadro iperglicemico e dalle caratteristiche cliniche del paziente, il ricorso alla terapia insulinica resta comunque una possibile valida scelta.“Il suggerimento di usare le sulfoniluree solo, eventualmente, in terza battuta – commenta il professor Agostino Consoli, presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia – è sicuramente un’indicazione importante e coraggiosa. Importante perché recepisce finalmente le indicazioni di una serie di trial osservazionali e di intervento che hanno dimostrato come l’aumento del rischio di ipoglicemia legato all’uso di sulfoniluree limiti fortemente il beneficio clinico ottenibile dall’abbattimento della glicemia con l’uso di questa classe di farmaci. Coraggiosa perché le sulfoniluree sono farmaci di costo molto basso ed ampiamente diffusi: l’indicazione che emerge dagli statement va quindi nel senso di affermare che la considerazione del valore di un trattamento farmacologico va, ove possibile, anteposta alla considerazione del prezzo”. “Ci fa piacere sottolineare – prosegue Consoli – che la stessa posizione relativa al posizionamento delle sulfoniluree nell’algoritmo terapeutico del diabete mellito di tipo 2 era stata con forza affermata nel documento Standard di Cura SID/AMD 2018, presentato nel maggio scorso al Congresso Nazionale SID di Rimini, e quindi precedente alla prima diffusione delle nuove linee guida EASD/ADA”.La seconda importante novità delle linee guida EASD/ADA 2018 è la caratterizzazione dei pazienti relativamente alla presenza o meno di malattia cardiovascolare in atto, ai fini della personalizzazione della terapia. Questa indicazione scaturisce dai risultati di alcuni recenti grandi trial che hanno dimostrato come, in pazienti diabetici affetti da malattia cardiovascolare, l’utilizzo di pioglitazone e, soprattutto, di alcuni farmaci della classe delle gliflozine o della classe degli agonisti recettoriali del GLP-1, sia in grado di ridurre il rischio di ulteriori eventi cardiovascolari, il rischio di morte e, nel caso delle gliflozine, il rischio di ospedalizzazione per scompenso cardiaco. “I farmaci per i quali, al momento, sono più solide le evidenze in questo senso – afferma Consoli – sono empagliflozin e canagliflozin per gli SGLT2 inibitori (ma al prossimo meeting della American Heart Association in novembre verranno presentati anche i dati relativi a dapagliflozin che, secondo alcune comunicazioni preliminari, presenterebbe anch’essa effetti cardio-protettivi); tra gli antagonisti recettoriali del GLP-1 spiccano liraglutide e semaglutide (quest’ultimo ancora non in commercio in Italia). Anche per questa classe di farmaci dovrebbero essere comunicati a breve i risultati di un ampio studio clinico su dulaglutide che potrebbero confermare anche per questa molecola effetti importanti sul rischio cardiovascolare”. Sulla scorta di questi dati, nelle scelte farmacologiche successive alla terapia con metformina i nuovi statement ‘dividono’ i pazienti in soggetti con malattia cardiovascolare accertata e soggetti senza malattia cardiovascolare accertata. “Nei primi – sottolinea Consoli – DEVONO essere usati farmaci con dimostrato effetto di protezione cardiovascolare”. Anche questa è un’indicazione importante che afferma ancora una volta come l’obiettivo del diabetologo non sia solo il raggiungimento di un buon compenso metabolico, ma soprattutto quello di ridurre gli eventi avversi e di fermare la comparsa o la progressione delle complicanze. “Anche in questo caso – ricorda Consoli – la Società Italiana di Diabetologia aveva precorso i tempi e, come indicato nel position statement della SID pubblicato nell’autunno del 2017 (e in seguito ripreso dai nuovi standard di cura SID/AMD presentati a maggio 2018) aveva suggerito con forza che le strategie terapeutiche impiegate per contrastare il diabete in soggetti con pregressi eventi cardiovascolari dovessero includere farmaci come pioglitazone, empagliflozin e liraglutide (all’epoca gli unici per cui fossero disponibili i dati) con dimostrati effetti protettivi cardiovascolari”. “Il fatto che – conclude Consoli – sia sull’impiego delle sulfoniluree, che sulla necessità di farsi guidare dallo stato di salute cardiovascolare del paziente nella scelta della terapia più appropriata, la Società Italiana di Diabetologia avesse espresso pareri e raccomandazioni, integralmente recepiti e riproposti dai successivi statement congiunti delle due più importanti Società Scientifiche Internazionali di Diabetologia, dimostra quanto la SID e la comunità diabetologica italiana tutta siano attente, dinamiche e propositive. Non solo ‘al passo con i tempi’, ma ‘davanti’ ad essi!” (By Professor Agostino Consoli, presidente eletto SID ordinario di endocrinologia università G. d’Annunzio’ Chieti)

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Nuove linee guida europee per l’ipertensione: cambia l’approccio terapeutico

Posted by fidest press agency su martedì, 19 giugno 2018

Le nuove linee guida europee per la diagnosi e la gestione dell’ipertensione arteriosa, presentate al 28th European Meeting on Hypertension and Cardiovascular Protection della European Society of Hypertension (ESH), conservano il precedente sistema di classificazione basato sui valori di pressione sanguigna ma raccomandano un approccio di trattamento iniziale più deciso rispetto alla versione del 2013. Il documento, sottoscritto dalla European Society of Cardiology (ESC) e dalla ESH e ormai prossimo alla pubblicazione definitiva, classifica ancora i pazienti con pressione sistolica da 130 a 139 mmHg e diastolica da 85 a 89 mmHg come aventi pressione alta ma non ipertensione, a differenza delle controverse linee guida statunitensi del 2017 elaborate congiuntamente da American College of Cardiology (ACC), American Heart Association (AHA) e altre società, che definiscono tale intervallo già come ipertensione di stadio 1.
«Abbiamo rivisto gli obiettivi della pressione sanguigna, suggerendo che tutti i pazienti, compresi quelli più anziani, dovrebbero raggiungere una pressione arteriosa inferiore a 140/90 mmHg come primo passo» spiega Bryan Williams, dello University College London, Regno Unito, che ha co-presieduto la task force sullo sviluppo delle linee guida insieme a Giuseppe Mancia, dell’Università di Milano-Bicocca. Per quanto riguarda le persone di età inferiore ai 65 anni, le raccomandazioni consigliano una pressione sanguigna sistolica intorno ai 130 mmHg, ma non inferiore a 120 mmHg. Per i pazienti di 65 anni e più invece l’obiettivo raccomandato è una pressione inferiore a 140 mmHg, e non inferiore a 130 mmHg. Un obiettivo diastolico inferiore a 80 mmHg è raccomandato per tutti i pazienti trattati con terapia farmacologica.
Le linee guida europee offrono anche una raccomandazione radicalmente nuova per la gestione iniziale dell’ipertensione nella maggior parte dei pazienti consigliando una terapia con due farmaci, possibilmente con una singola pillola combinata per ottenere la massima aderenza. La terapia farmacologica iniziale raccomandata nel documento per l’ipertensione non complicata include ACE-inibitori o bloccanti del recettore dell’angiotensina (ARB) con l’aggiunta di un bloccante del canale del calcio (CCB) o di un diuretico. Il grado successivo di trattamento prevede ACE-inibitore o ARB più CCB e un diuretico. Per chi non raggiunge ancora l’obiettivo, è possibile aggiungere spironolattone o un alfa o beta bloccante. 28th European Meeting on Hypertension and Cardiovascular Protection. http://www.esh2018.eu (fonte: doctor33)

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Linee guida per Roma Capitale e una ‘Magna Charta’ per tutte le città del mondo

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 aprile 2018

Roma “Dopo l’introduzione nello Statuto di Roma Capitale dei nuovi strumenti di democrazia diretta e partecipata, entrati in vigore il 20 marzo 2018, in Assemblea Capitolina sono state approvate le linee guida per gli strumenti di partecipazione e consultazione popolare. Roma Capitale si impegna a disciplinare questi strumenti procedendo a un riordino della materia. Tra le novità introdotte, in materia di consultazione pubblica, vi è la possibilità di indire, all’esito di ogni quadrimestre, una sessione di consultazioni online della durata di sette giorni. Ogni consultazione sarà preceduta da idoneo processo partecipativo e da un’adeguata attività di informazione e comunicazione per garantire il più ampio coinvolgimento della cittadinanza, sulla base delle linee guida tematiche individuate dall’amministrazione. La mozione indirizza anche la disciplina del referendum per il quale introduce, attraverso la promozione di strumenti idonei per consentire l’esercizio del diritto di voto in modalità telematica o informatica, la possibilità di adottare la tecnologia blockchain e l’adozione di un “libretto informativo” per la campagna referendaria, sulla base dell’esperienza consolidata in Svizzera”. Lo dichiara in una nota stampa, Angelo Sturni, presidente della Commissione Roma Capitale e Riforme Istituzionali.“A questo si aggiunge la digitalizzazione degli strumenti di partecipazione e di iniziativa popolare: oltre le petizioni popolari, verrà avviata la digitalizzazione, in tutto o in parte, delle interrogazioni, delle proposte di delibera di iniziativa popolare, referendum di iniziativa popolare, in attuazione del diritto alla partecipazione democratica elettronica, ai sensi dell’articolo 9 del Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 – spiega il consigliere capitolino del M5s – Per il crowdfunding civico invece si pensa alla realizzazione di una piattaforma online, possibilmente nell’ambito di una società in-house di Roma Capitale, che garantisca la raccolta di capitali per i progetti presentati da Roma Capitale e dai Municipi, valutando funzionali connessioni con gli altri strumenti di partecipazione quali il Bilancio Partecipativo. Infine per tutelare la trasparenza delle attività degli stakeholders, in relazione a tutte le consultazioni pubbliche promosse dall’amministrazione capitolina, viene chiesta l’adozione di un apposito registro unico dei portatori di interesse. In vista del ‘Global Forum on Modern Direct Democracy 2018’, che si terrà quest’anno a Roma, l’Aula Giulio Cesare ha votato anche un atto di indirizzo per promuovere la realizzazione di una ‘Magna Charta’ sulla democrazia diretta e partecipata per le città del mondo. Mediante il coinvolgimento di tutte le istituzioni e organizzazioni nazionali e internazionali, si vuole avviare una discussione globale che porti alla condivisione di buone pratiche a livello mondiale”.

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“Con nuove linee guide PUMS mobilità romana sostenibile più efficiente”

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2018

Roma.”Nella Commissione Trasporti odierna, assieme all’Assessorato alla Mobilità, a Roma Servizi per la Mobilità e ai rappresentanti di alcuni Municipi e Associazioni, abbiamo esaminato le linee guida al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) di Roma Capitale. Attraverso queste ultime ci prefiggiamo di: garantire e migliorare l’accessibilità al territorio; garantire e migliorare l’accessibilità delle persone; migliorare la qualità dell’aria; migliorare la qualità dell’ambiente urbano; favorire l’uso del trasporto pubblico; garantire efficienza e sicurezza al sistema della viabilità e dei trasporti; governare la mobilità attraverso tecnologie innovative e l’infomobilità. Il PUMS è un piano ad orizzonte temporale di breve, medio e lungo periodo, che intende mettere a sistema i vari piani della mobilità: viene affrontato, infatti, il tema delle infrastrutture con particolare riferimento al trasporto pubblico, alla mobilità dolce, alla rete stradale primaria e alla distribuzione delle merci, favorendo la sicurezza e l’accessibilità per tutti. Il Piano mette al centro le persone e la soddisfazione delle loro esigenze di mobilità, seguendo un approccio trasparente e partecipativo che prevede il coinvolgimento attivo dei cittadini e degli altri portatori di interesse”. Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione Mobilità di Roma Capitale Enrico Stefàno. (n.r. Ci auguriamo che le promesse vadano oltre le premesse e che diventino ben presto una realtà perché la situazione sta diventando insostenibile)

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Ipertensione, Parati: le vere novità delle linee guida Usa su uso farmaci e modalità misurazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 marzo 2018

Le linee guida Usa per l’ipertensione? Tutto sommato non così diverse dalle indicazioni precedenti. Il punto fondamentale resta quello di un’attenzione individualizzata al profilo di rischio del paziente. Così Gianfranco Parati nella diretta Facebook su Doctor33 ridimensiona l’allarme scaturito dalle nuove raccomandazioni diffuse dall’American College of Cardiology e dall’American Heart Association. Parametri troppo restrittivi e molto pericolosi in particolare per la popolazione anziana, secondo alcuni osservatori mentre per il direttore dell’Unita operativa di Cardiologia dell’Istituto auxologico San Luca di Milano, è fondamentale agire con buonsenso nell’intervento e nell’uso dei farmaci. Parati nel suo intervento passa in rassegna i temi più rilevanti ribadendo come il concetto base sia l’individualizzazione della terapia.
«In nessun modo» dice l’esperto «si parla di trattamento con più farmaci quanto piuttosto di elevare il livello di attenzione soprattutto quando coesistono altri fattori di rischio dal colesterolo alto al fumo fino al danno d’organo. Il vero tema è l’intervento sullo stile di vita». Fatta questa premessa il cardiologo prende in esame le reali novità introdotte dalle linee guida Usa: l’uso contemporaneo di due farmaci antipertensivi invece che l’associazione graduale nonché le indicazioni su come e dove misurare la pressione. «L’obiettivo» spiega «è ottenere il risultato senza effetti collaterali ed effettivamente se combiniamo composti diversi a un dosaggio più basso abbiamo sinergia e meno effetti collaterali di entrambi composti. Una direzione che perseguiranno anche le linee guida europee. Quello della modalità di misurazione» aggiunge Parati «è un tema complesso ma l’indicazione di fondo è quella di valorizzare le misurazioni pressorie casalinghe per confermare la diagnosi di ipertensione anche per scovare i casi di ipertensione mascherata». Dall’esperto arrivano anche anticipazioni sulle linee guida europee che saranno presentate all’Esh di Barcellona a giugno. La parola chiave è di nuovo buonsenso. «Noi» conclude Parati «non curiamo l’ipertensione ma il paziente e il profilo di rischio va interpretato in questo modo». Marco Malagutti – fonte: doctor33)

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Arrivano le nuove linee guida europee per la cura delle malattie valvolari cardiache

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 settembre 2017

londonLondra. Discusse, in occasione di PCR – London Valves 2017, l’annuale conferenza europea di cardiologia interventistica dedicata alle malattie delle valvole cardiache, le nuove linee guida europee ESC/EACTS (European Society of Cardiology/European Association for Cardio-Thoracic Surgery) che raccomandano l’estensione dell’impiego della tecnica TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation; sostituzione della valvola aortica per via transcatetere) nella cura dei pazienti con stenosi aortica a rischio intermedio. “Si tratta di un’importante novità – spiega Giuseppe Tarantini, Direttore Unità di cardiologia interventistica, Università di Padova e Revisore linee guida europee ESC/EACTS – in quanto sino ad oggi questa tecnica d’intervento era riservata alle persone non operabili o a rischio elevato per l’intervento di cardiochirurgia. La TAVI, infatti, è un’alternativa all’operazione chirurgica a cuore aperto, datata 2002 e disponibile su larga scala dal 2007, per sostituire la valvola aortica in caso di stenosi, cioè l’indurimento, detto calcificazione, della valvola causato dal processo di invecchiamento, che porta al restringimento progressivo della sua apertura, con limitazione del flusso di sangue. L’intervento TAVI, meno invasivo di quello chirurgico, viene eseguito spesso in anestesia locale, attraverso un’arteria dell’inguine, usando una sonda di circa 6 mm di diametro.”
Sulla base delle evidenze scientifiche1 la Società europea di cardiologia e quella di chirurgia cardio-toracica hanno deciso di aggiornare le linee guida per il trattamento delle malattie valvolari cardiache, allargando l’intervento anche a pazienti non ad alto rischio2. Le precedenti linee guida, rilasciate nel 2012, stabilivano, invece, che la TAVI fosse riservata a pazienti con stenosi aortica sintomatica a rischio chirurgico elevato. Sono oltre 1 milione le persone over 65 che soffrono di malattie valvolari cardiache in Italia, con la stenosi aortica a fare da padrona: è stato stimato, ad esempio, che la percentuale di popolazione ultrasettantacinquenne con stenosi aortica sia pari al 3,8% e quella colpita da stenosi aortica severa e sintomatica, ossia le persone che secondo le linee guida internazionali hanno indicazione all’intervento di sostituzione valvolare, sia del 2%3; in termini pratici, si parla di circa 130mila Italiani con indicazione all’intervento chirurgico oppure alla TAVI. “Quando è indicata la sostituzione della valvola aortica, la scelta tra i due tipi di intervento, sempre secondo le linee guida europee, deve essere assunta da un team multidisciplinare chiamato ‘heart team’, costituito da cardiologo interventista, cardiochirurgo, anestesista e altri operatori sanitari – spiega Tarantini.”
“La TAVI rappresenta senz’altro la tecnica più adeguata nei pazienti anziani e ad alto rischio chirurgico, andrebbe considerata nei pazienti anziani e a rischio intermedio, ma sarebbe da ipotizzare anche nei pazienti più giovani, là dove il rischio chirurgico è elevato. Uso il condizionale – aggiunge Tarantini – perché purtroppo in Italia, questa, come molte procedure chirurgiche di intervento per via transcatetere, è penalizzata: non dispone, infatti, di un codice di procedura che la identifichi in modo univoco, né di una tariffa DRG specifica, con sistemi di remunerazione adeguati, predisposti e assegnati solo in alcune Regioni, con una distribuzione a macchia di leopardo. Ne risulta una grande differenza di accesso alla TAVI nel Paese, che comporta flussi migratori sanitari evitabili.” Sarà forse anche per questo che l’Italia è ancora ben lontana, per quanto riguarda l’offerta di questo intervento, da Paesi con i cui sistemi sanitari siamo soliti confrontarci, come Germania, Francia, ma anche come Svizzera, Austria o i Paesi Nordici dove il numero di valvole impiantato arriva ad essere doppio (rapportato sul milione di abitanti) rispetto al nostro Paese.

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Linee Guida per lo svolgimento di eventi sportivi patrocinati da Roma Capitale

Posted by fidest press agency su sabato, 8 luglio 2017

campidoglioRoma “In Commissione Personale, Statuto e Sport, abbiamo parlato delle Linee Guida per lo svolgimento di eventi sportivi patrocinati da Roma Capitale. Tale documento, frutto di un lavoro di confronto e di condivisione con le associazioni di categoria e tuttora aperto ai contributi dei vari soggetti interessati, si rende necessario alla luce della crescente richiesta di eventi sportivi e della conseguente esigenza di regolamentare un settore attualmente privo di riferimenti. Tra gli obiettivi perseguiti dalle Linee Guida, vi sono la garanzia della buona riuscita degli eventi, il controllo e l’ottimizzazione delle risorse pubbliche utilizzate per la promozione delle manifestazioni sportive e la minimizzazione dei disagi per la cittadinanza derivanti da quest’ultime. Inoltre, tale regolamento costituirà un vademecum per gli organizzatori degli eventi ancora inesperti e scongiurerà il sovrapporsi di eventi riferiti ad uno stesso pubblico o ad uno stesso luogo, nonchè lo svolgimento dei grandi eventi a distanze temporali ravvicinate. Tra le novità più importanti introdotte dalle Linee Guida, è importante citare la costituzione di una cabina di regia che avrà compiti di coordinamento in tema di organizzazione dei grandi eventi sportivi e la fissazione di criteri certi per il rilascio di autorizzazioni e patrocini. Il documento è già stato inviato a Coni e Cip, oltre che a Federazioni, Enti e Associazioni sportive, il cui contributo sarà determinante nel definire al meglio le varie prescrizioni in esso contenute”. Lo dichiara, in una nota stampa, il presidente della Commissione capitolina Personale, Statuto e Sport Angelo Diario.

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Sharing economy: il Parlamento chiede linee-guida UE

Posted by fidest press agency su domenica, 18 giugno 2017

europaL’UE deve sostenere l’economia “collaborativa”, garantendo allo stesso tempo la concorrenza leale e il rispetto dei diritti dei lavoratori e degli obblighi fiscali.Il Parlamento ha sottolineato la necessità di affrontare le zone grigie delle normative nazionali in vigore, che causano notevoli differenze tra gli Stati membri e quindi rendono più difficile la crescita del settore.Tali nuovi modelli aziendali variano dai servizi alberghieri (come Airbnb) agli spostamenti in automobile (come Uber), passando per i servizi domestici.Tra le raccomandazioni approvate giovedì dai deputati figurano:
· fornitori individuali o professionisti: sono necessari criteri effettivi per distinguere tra “pari” (peer-to-peer), ovvero i cittadini che forniscono un servizio su base occasionale, e “professionisti”, con principi a livello UE e soglie a livello nazionale (ad esempio basate sul reddito)
· diritti dei consumatori: i consumatori devono essere informati sulle regole che si applicano a ciascuna transazione e sui loro diritti. Le piattaforme collaborative dovrebbero prevedere sistemi efficienti per le procedure di denuncia e risoluzione delle controversie
· responsabilità: la Commissione dovrebbe chiarire ulteriormente e quanto prima i regimi di responsabilità da applicare alle piattaforme di collaborazione
· diritti dei lavoratori: dovranno essere garantite condizioni di lavoro eque e protezioni sociali adeguate a tutti i lavoratori dell’economia collaborativa; i lavoratori dovrebbero essere in grado di beneficiare della portabilità delle valutazioni e recensioni ricevute online, che rappresentano il loro valore nel mercato digitale
· tassazione: obblighi fiscali analoghi dovrebbero essere applicati alle imprese che prestano servizi comparabili, sia nell’economia tradizionale che nell’economia collaborativa. I deputati chiedono alle piattaforme online di collaborare verso questo scopo.
Secondo i deputati, un regolamento che disciplini tale settore non dovrebbe comunque limitare le potenzialità dell’economia collaborativa. Inoltre, criticano le regolamentazioni imposte da alcune autorità pubbliche volte a limitare la quantità di alloggi turistici offerta dall’economia collaborativa.

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Sindrome Ring14: pubblicate le prime linee guida internazionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 maggio 2017

reggio emiliaLa Sindrome Ring14 è una rarissima malattia genetica (prevalenza meno di 1:1.000.000 nati) dovuta ad un riarrangiamento del cromosoma 14.Grazie all’impegno di 15 ricercatori e clinici esperti sulla sindrome Ring14 e afferenti ad alcuni tra i più importanti ospedali, università e centri di ricerca italiani sono state stilate le prime linee-guida per la diagnosi della sindrome Ring14 e la gestione clinica e sociale di chi ne è affetto. Si tratta di un documento di notevole interesse per aiutare medici, familiari e qualsiasi altro caregiver che per la prima volta viene a conoscere di un problema clinico così grave come la sindrome Ring14 e su cui fino ad ora mancava un qualsiasi riferimento assistenziale.Dato il valore scientifico, l’Orphanet Journal of Rare Diseases, rivista di riferimento mondiale per le malattie rare, ha appena pubblicato il lavoro sulle linee-guida per la sindrome Ring14. Grazie alla fondamentale collaborazione dell’AUSL di Reggio Emilia, che ne ha assunto gli oneri di pubblicazione, l’articolo è in Open Access e quindi accessibile gratuitamente in tutto il mondo.Le linee-guida pubblicate forniscono raccomandazioni in tutti i diversi ambiti clinici in cui la sindrome Ring14 si manifesta e che annovera i tratti autistici e le continue crisi epilettiche tra gli aspetti più frequenti oltre alle complicazioni di tipo immunitario, respiratorio, linguistico e nutrizionale.La stesura di linee-guida per malattie genetico-rare rappresenta un risultato fondamentale per consentire una gestione più efficace, di chi colpito da una sindrome come Ring14, poco nota, se non addirittura sconosciuta, alle strutture cliniche sul territorio. Infatti come conferma il dr. Marco Crimi, responsabile scientifico di Ring14 International, “la pubblicazione delle linee-guida è uno strumento fruibile sia ai medici che ai pazienti e ci consente di essere un riferimento nel rispetto delle “best practices” definite a livello internazionale nell’ambito delle malattie rare”.Per Stefania Azzali, Presidente di Ring14 International, “il lavoro svolto è, per noi genitori, un sogno che si avvera. Finalmente genitori e medici avranno un documento completo ed esaustivo sui sintomi legati a queste malattie rare e sulle migliori cure e terapia per curare i bambini. Ancora una volta la nostra associazione è stata pioniera in questo prezioso lavoro, che speriamo possa davvero avere un impatto importante sulla presa in carico e sulla cura dei nostri pazienti.E’ inoltre significativo evidenziare che, per la prima volta in Italia, il lavoro di progettazione cha ha portato alla realizzazione delle linee-guida per una malattia rara è stato coordinato direttamente da un’associazione di pazienti, come Ring14 International, aprendo così la strada ad altre associazioni che vorranno cimentarsi in questo tipo di documentazione.”

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Linee guida per l’accreditamento dei dottorati

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

università roma tre«Le Linee guida per l’accreditamento dei dottorati appena firmate dalla ministra Valeria Fedeli, – afferma il rettore dell’università Roma tre Mario panizza – che consentiranno l’attivazione dei corsi di dottorato nelle università, accolgono le richieste degli atenei non cambiando le regole del gioco a ridosso della scadenza. C’è da rilevare una declinazione di dottorati intersettoriali, interdisciplinari e internazionali un po’ più stringente rispetto al passato, vedremo se questo si rivelerà un fattore positivo». Così Mario Panizza, rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, alla notizia dell’emanazione del documento da parte del Miur.

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Stadio Roma: Campidoglio, da giunta ok linee guida per revisione pubblico interesse

Posted by fidest press agency su sabato, 1 aprile 2017

stadio roma (2)Roma La Giunta Capitolina ha approvato questo pomeriggio una delibera con cui si conferma l’interesse alla realizzazione del progetto dello stadio a Tor di Valle e si conferisce mandato al Dipartimento Programmazione ed Attuazione Urbanistica di procedere alla revisione della determinazione del pubblico interesse dichiarato con deliberazione dell’Assemblea capitolina n.132/2014 sulla base di una proposta progettuale purché sia adeguata al mutato quadro delle condizioni e a nuovi obiettivi prioritari.Le linee programmatiche 2016/2021 per il governo di Roma, illustrate dalla sindaca di Roma Virginia Raggi ed approvate in Assemblea capitolina il 3 agosto 2016, hanno imposto di procedere alla revisione della delibera n.132/2014 nell’ottica di una riduzione sostanziale della SUL direzionale, di una rimodulazione dell’intervento edificatorio e di un miglioramento delle caratteristiche prestazionali sotto il profilo energetico degli edifici. Per questo l’Amministrazione Capitolina aveva gia’ avviato, dal mese di Febbraio, un confronto con i soggetti proponenti al fine di verificare la sostenibilità complessiva del progetto rispetto al mutato quadro delle esigenze.L’attività di rideterminazione del progetto dovrà tenere conto di quanto espresso dall’Assemblea capitolina nell’ordine del giorno approvato il 23 marzo 2017 per il raggiungimento dei seguenti obiettivi di pubblico interesse:
riduzione di oltre il 50% della SUL relativa al cosiddetto “Business park”, attraverso l’eliminazione delle previste torri;
massima accessibilità dell’area tramite il trasporto pubblico su ferro e il potenziamento della ferrovia Roma-Lido, prevedendo in particolare un servizio minimo di 20.000 passeggeri l’ora sull’intera tratta, a cui vanno garantiti ulteriori 7.500 passeggeri l’ora sulla FL1 durante gli eventi sportivi – i passeggeri della FL1 potranno accedere all’area attraverso il ponte ciclo-pedonale che viene confermato;
miglioramento dell’accessibilità carrabile, attraverso l’unificazione della Via Ostiense – Via del Mare nell’intero tratto urbano tra Grande Raccordo Anulare e Viale Marconi (l’allungamento del percorso permetterebbe di raggiungere anche il previsto Ponte dei Congressi già finanziato dallo Stato);
superamento delle condizioni di rischio idrogeologico con un intervento più esteso lungo il Fosso di Vallerano;
edificazione sostenibile di basso impatto ambientale e con elevati standard energetici attraverso l’adozione di materiali e tecnologie d’avanguardia.

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Lombalgia, le nuove raccomandazioni in terapia dell’American College of Physicians

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 febbraio 2017

lombalgiaLe nuove linee guida per il trattamento della lombalgia appena pubblicate su Annals of Internal Medicine e firmate dagli esperti dell’American College of Physicians (Acp) consigliano di iniziare la cura del mal di schiena lombare acuto o subacuto con terapie non farmacologiche tra cui massaggi, agopuntura o manipolazioni. E se un farmaco è proprio necessario, medici e pazienti dovrebbero ricorrere in prima battuta ai farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) o ai miorilassanti. «I medici dovrebbero avvisare i loro pazienti che la lombalgia in genere migliora in modo Indipendente dalla cura» esordisce Nitin Damle, presidente dell’Acp. «Per questo bisognerebbe evitare di prescrivere test inutili nonché farmaci costosi e potenzialmente dannosi» aggiunge l’esperto, sottolineando in particolare che diversi studi hanno evidenziato l’inefficacia del paracetamolo nel dolore lombare rispetto al placebo. Lo stesso è avvenuto, sebbene gli studi fossero di bassa qualità, anche per gli steroidi sistemici, dimostratisi incapaci di migliorare sintomi della lombalgia acuta o subacuta. Anche nella forma cronica la Acp raccomanda a medici e pazienti di preferire inizialmente la terapia non farmacologica con esercizio fisico e riabilitazione, ma ricorrendo anche all’agopuntura, alla terapia cognitivo-comportamentale o alla manipolazione spinale. Anche nei pazienti con mal di schiena cronico che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia non farmacologica gli esperti dell’American College of Physicians raccomandano il trattamento con Fans come terapia di prima linea. Se anche questi non funzionassero è opportuno ricorrere a tramadolo o duloxetina come farmaci di seconda linea. «Il ricorso agli oppiacei è consigliabile solo nei pazienti che non hanno risposto ad alcuno dei trattamenti sopra elencati e solamente se i potenziali benefici superano i rischi, compresi quelli derivati da dipendenza o sovradosaggio accidentale» conclude Damle. (fonte: Doctor33) (foto: lombalgia)

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Pediatria: ecco le nuove linee guida sulle cure per infanzia e l’adolescenza

Posted by fidest press agency su martedì, 24 gennaio 2017

Doctor with filesDopo una lunga attesa nei cassetti del Ministero approda alle Regioni il restyling delle cure pediatriche che prevede dieci linee di azione per migliorare qualità, sicurezza e appropriatezza nell’area pediatrico-adolescenziale, più un ampio approfondimento sulle cure d’emergenza-urgenza ai minori. Una revisione attesa da strutture, addetti ai lavori e famiglie, un tassello necessario a colmare disomogeneità nazionali e gravi lacune nel collegamento tra ospedale e territorio, nella formazione del personale, nel confezionare una rete di assistenza d’emergenza 118 ancora piena di buchi. Infine, ma non certo in ordine d’importanza, vi sono i bisogni emersi negli ultimi anni: la gestione delle cronicità pediatriche, le nuove emergenze in campo neuropsichiatrico, i percorsi assistenziali necessari alla gestione dei grandi prematuri. Queste, in sintesi, le linee d’indirizzo su cui focalizzare gli interventi: misure di politica sanitaria per l’integrazione dell’assistenza pediatrica; criteri e standard per l’assistenza pediatrica; hospice e terapia del dolore; assistenza al bambino con malattie croniche complesse e malattie rare; assistenza neuropsichiatrica in età evolutiva; riabilitazione in età evolutiva; formazione degli operatori; carta dei servizi e volontariato; monitoraggio e verifica delle attività; istituzione di una funzione di coordinamento permanente per l’assistenza in area pediatrico-adolescenziale. Il documento, elaborato dagli esperti del ministero della Salute già dal 2013 e tenuto in stand by fino a oggi, riscrive la rete delle cure d’emergenza a partire dalle criticità: l’insufficiente integrazione tra sistema di emergenza territoriale 118 con i Pronto Soccorso pediatrici, ove presenti, e con i Dea pediatrici di riferimento per l’emergenza-urgenza; la mancanza di sistemi di monitoraggio in tempo reale dei posti letto nelle terapie intensive neonatali e nelle terapie intensive pediatriche; la carenza di programmi formativi ad hoc per il personale. La griglia proposta prevede 4 livelli: i presidi ospedalieri di base (80.000-150.000 abitanti), i Dea di I livello (150.000-300.000 abitanti), i Dea di II livello (600.000-1.200.000 abitanti), i Dea di II livello pediatrico e il trauma center pediatrico. Nodo cruciale della rete, la terapia intensiva (Tip) e semintensiva pediatrica. Infine l’Obi, osservazione breve intensiva, va organizzata in tutti gli ospedali pediatrici. (fonte: doctor33) (foto doctor)

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Pubblicate su Jama le nuove linee guida sulla gestione dell’acne

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

acneLe nuove linee guida sulla gestione dell’acne vulgaris sono state prodotte da un gruppo di lavoro dell’American Academy of Dermatology (Aad), che ha condotto una revisione sistematica della letteratura corrente sviluppando una serie di raccomandazioni cliniche sulla base delle evidenze o, in caso di evidenze non disponibili, non coerenti o limitate, sulla base dell’opinione degli esperti. «Il successo nella gestione dell’acne dipende dalla valutazione accurata della sua morfologia e gravità e dallo sviluppo di un adeguato regime di trattamento» spiega Carly Roman, della University of Chicago e prima autrice dell’articolo pubblicato su Jama, elencando le principali raccomandazioni dell’Aad. I retinoidi topici, la componente fondamentale della terapia topica per l’acne, sono raccomandati in monoterapia per l’acne comedonica o in combinazione con antimicrobici per uso topico o orale in pazienti con acne mista o prevalentemente infiammatoria (livello di evidenza I). Il perossido di benzoile è un efficace trattamento topico dell’acne (livello di evidenza I). La terapia antibiotica topica (clindamicina o eritromicina) è consigliata solo in combinazione con il perossido di benzoile (livello di evidenza I). La terapia antibiotica sistemica è raccomandata per la gestione di acne infiammatoria moderata e grave e resistente ai trattamenti topici (livello di evidenza I). L’uso di antibiotici sistemici dovrebbe essere limitato al minor tempo possibile, in genere 3 mesi. La terapia topica concomitante e costante con perossido di benzoile o un retinoide topico è consigliata per il mantenimento (livello di evidenza I). I contraccettivi orali combinati sono efficaci nel trattamento dell’acne infiammatoria nelle ragazze e nelle donne (livello di evidenza I). L’isotretinoina orale è raccomandata per il trattamento dell’acne nodulare grave, dell’acne moderata recalcitrante, o dell’acne che produce cicatrici o disagio psico-sociale (livello di evidenza I). (foto: acne) (fonte: doctornews33)

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Hiv, pubblicate le linee guida 2016 sul trattamento e la prevenzione. Novità nell’uso degli antiretrovirali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 luglio 2016

Senior woman tipping pills from prescription bottle, close-up of hands

Senior woman tipping pills from prescription bottle, close-up of hands

Giornata mondiale Aids, Brignoli (Simg): Mmg fondamentali per sorveglianza e prevenzione. In un articolo pubblicato su Jama, Huldrych Gunthard, dell’Ospedale universitario di Zurigo in Svizzera, e i colleghi dell’International Antiviral Society-USA (Ias-Usa) hanno aggiornato le indicazioni sulla terapia antiretrovirale negli adulti con infezione da Hiv«Dall’ultima versione, pubblicata nel 2014, ci sono stati progressi sostanziali nell’uso dei farmaci antiretrovirali (Arv) per il trattamento e la prevenzione dell’infezione da HIV che hanno reso necessario l’aggiornamento» esordisce il ricercatore, spiegando che la terapia antiretrovirale va avviata in tutti gli individui con infezione da Hiv e viremia rilevabile a prescindere dalla conta delle cellule CD4. I regimi iniziali consigliati per la maggior parte dei pazienti sono a base di due inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (Nrti) più un inibitore dell’integrasi strand transfer (InSTI). Altri regimi efficaci includono gli inibitori non-nucleosidici della trascrittasi inversa o gli inibitori potenziati della proteasi associati a due Nrti.«Tra i motivi per modificare la terapia ricordiamo la tollerabilità, la necessità di semplificare la cura, le interazioni farmacologiche, la tossicità e la gravidanza» scrivono gli esperti, consigliando una valutazione di laboratorio prima del trattamento, e un monitoraggio durante la cura per valutare la risposta, gli effetti collaterali e l’aderenza alla terapia. In tema di profilassi, la somministrazione quotidiana di tenofovir disoproxil fumarato/emtricitabina è raccomandata per prevenire l’infezione da HIV in persone ad alto rischio, mentre la profilassi post-esposizione deve essere iniziata al più presto dopo l’esposizione. «Gli antiretrovirali rimangono la pietra angolare del trattamento e della prevenzione, in quanto sopprimono la carica virale e prevengono nuove infezioni, garantendo tassi di sopravvivenza tra gli adulti infetti vicini a quelli dei coetanei non infetti» conclude Gunthard. E in un editoriale di commento Douglas Krakower di Fenway Health, Boston, scrive: «Le attuali linee guida Ias-Usa riflettono il faticoso successo di 35 anni di ricerca clinica e i successi di una terapia antiretrovirale altamente efficace. Nessuno può mettere in dubbio i risultati degli studi fin qui svolti, né l’impegno della comunità scientifica nel mettere a punto una strategia comune per affrontare questa pandemia globale, che continuerà a porre nuove sfide». (fonte doctor33) (foto: antivirali)

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Tumore al pancreas: ambiti terapeutici

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2016

pancreas-01“Troppi interventi chirurgici contro il tumore del pancreas sono svolti in strutture che ne svolgono meno di 20 l’anno. Si tratta del numero minino raccomandato dalle linee guida internazionali e dalle istituzioni sanitarie italiane. La garanzia di un’adeguata diagnosi e cura richiede invece la definizione di percorsi diagnostici-terapeutici organizzati in rete e con centri di riferimento definiti per competenze professionali, volumi di attività e tecnologie disponibili”. E’ questo l’appello lanciato dagli esperti riuniti a Verona per il convegno nazionale Advances in Oncology focus sul carcinoma del pancreas. L’evento vede la partecipazione dei più importanti esperti sulla neoplasia e di diversi rappresentanti delle associazioni di pazienti. “La chirurgia del cancro al pancreas è estremamente complessa – afferma il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) -. Richiede un approccio multidisciplinare e una formazione di equipe che possono essere garantiti solo in centri ad ‘alto volume’ che trattano ogni anno un numero sufficiente di casi. Da un’indagine svolta su OncoGuida, che è il servizio di informazione per malati del Ministero della Salute-ISS e AIMaC, emerge invece una realtà diversa. Alcune Regioni non hanno nemmeno una struttura sanitaria che rispetta questi parametri. Per garantire la migliore assistenza possibile a tutti è necessario prevedere una sempre maggiore collaborazione tra i centri”. “E’ una neoplasia particolarmente insidiosa – aggiunge il prof. Claudio Bassi, Direttore dell’Istituto del Pancreas dell’Azienda Ospedaliera di Verona e co-presidente del convegno nazionale organizzato nella città scaligera -. Colpisce ogni anno 12.500 italiani e nonostante la sua bassa incidenza ha una mortalità molto elevata. Non esiste uno screening per individuare diagnosi precoci e quindi siamo costretti ad intervenire quando la situazione è già complessa con interventi gravati da molte e pericolose complicanze. Per tutti questi motivi non è più accettabile che alcuni pazienti siano operati in centri che svolgono uno o due interventi l’anno. Solo attraverso la giusta specializzazione si può curare la patologia”. “Oggi dopo cinque anni dalla diagnosi del cancro sopravvive il 7% degli uomini ed il 9% delle donne – sottolinea il prof. Giampaolo Tortora, Direttore dell’Oncologia Universitaria e dell’Azienda Ospedaliera di Verona e co-presidente del convegno -. Diagnosi tardive, pochi sintomi evidenti e la velocità di evoluzione del tumore sono le principali cause per cui abbiamo ancora esiti infausti. Oltre la metà dei casi viene diagnosticata quando la malattia è già in fase metastatica. Se vogliamo dare nuove speranze ai pazienti è necessario riorganizzare anche l’attuale sistema di cure e investire maggiori risorse nella ricerca medico-scientifica”. La ricerca clinica sta portando comunque risultati, come si ribadisce al convegno di Verona. Una delle ultime armi a disposizione degli oncologi è il Nab-paclitaxel (paclitaxel legato all’albumina formulato in nanoparticelle) che sfrutta la nanotecnologia per migliorare la somministrazione della terapia. “Grazie all’albumina, una proteina già presente nell’organismo umano, possiamo trasportare il chemioterapico direttamente nella sede del tumore – sottolinea il prof. Tortora -. Nab-paclitaxel ha dimostrato risultati positivi nel trattamento del carcinoma mammario e polmonare e ha dimostrato di essere efficace anche per quello del pancreas. Migliora in maniera significativa la sopravvivenza globale e presenta minore tossicità rispetto ad altre cure. Inoltre il farmaco, associato alla gemcitabina, ha dato risultati positivi, permettendo di avere pazienti lungo sopravviventi a 3 anni e mezzo (3% pazienti vivi nel braccio nab-paclitaxel + gemcitabina vs 0% pazienti vivi nel braccio con sola gemcitabina)”. “Solo il 3% dei pazienti afflitti dalla neoplasia riesce a guarire – sostiene il prof. Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) -. Le possibilità per il mondo del volontariato di reclutare persone con queste esperienze sono perciò molto ridotte. A differenza di altri Paesi, come l’Inghilterra, in Italia non sono attive associazioni di malati. Questo rende ancora più difficile affrontare la patologia. La nostra Federazione, insieme alle associazioni di medici, è da anni impegnata affinché sul tumore del pancreas sia prestata maggiore attenzione da parte di tutti. Aumentare l’informazione e il dibattito sulla malattia attraverso campagne ed eventi specifici deve essere il nostro primo obiettivo. E’ una forma di cancro, quella del pancreas, che riceve solo il 2% dei finanziamenti per la ricerca a livello europeo. Dal 2014, il volontariato oncologico, attraverso la European Cancer Patients Coalition, ha pertanto promosso una mobilitazione generale attraverso la costituzione della Piattaforma Europea per il Tumore del Pancreas (EPPC), a cui hanno aderito clinici, ricercatori, politici e rappresentanti dell’industria farmaceutica, con l’obiettivo di delineare una strategia condivisa e sensibilizzare l’opinione pubblica e gli addetti ai lavori. La Piattaforma ha anche contribuito all’elaborazione della ‘Dichiarazione sul Tumore del Pancreas’, sottoscritta da più di 50 parlamentari europei, per portare questa neoplasia al centro del dibattito parlamentare, creare politiche specifiche per dare una risposta ai bisogni dei malati e adottare iniziative concrete per migliorare la loro qualità di vita. Altra iniziativa promossa dalla Piattaforma è il World Pancreatic Cancer Day, che dal 2015 è celebrato in Italia da FAVO”. Sempre in occasione nel convegno viene presentato anche il progetto AIOM Cooking, Comfort, Care. Una campagna internazionale che ha l’obiettivo di favorire corretti stili alimentari a misura di paziente colpito da carcinoma pancreatico. Su http://www.aiom.it è stata attivata una sezione dove è possibile trovare tante ricette semplici ma gustose, rispettose delle esigenze del malato ma adatte anche al resto della famiglia e caregivers. “Durante le cure oncologiche la qualità di vita passa anche dalla tavola – aggiunge il prof. Pinto -. Alimentarsi in modo adeguato evita la perdita di peso, riduce le tossicità provocate dalla chemio o dalla radioterapia, rinforza le difese dell’organismo e previene le complicanze post operatorie. Con questa campagna vogliamo aiutare le persone alle prese con nausea, vomito, diarrea, rifiuto del cibo e tutti gli altri effetti collaterali provocati dai trattamenti antitumorali”. Cooking, Comfort, Care è reso possibile grazie al contributo non condizionato di Celgene. “Siamo orgogliosi di sostenere questa importante iniziativa così come l’impegno nella lotta al tumore del pancreas in partnership con le Società Scientifiche e le Associazioni Pazienti – conclude Pasquale Frega, Presidente e Amministratore Delegato di Celgene Italia -. La nostra azienda da dieci anni in Italia si prende cura dei pazienti e dei loro bisogni ed è impegnata nello sviluppare terapie innovative e mirate che contribuiscono in modo rilevante a migliorare e prolungare la loro salute. Ma siamo convinti che il nostro ruolo debba andare anche oltre l’innovazione in medicina. Quindi promuoviamo campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione e sosteniamo la ricerca scientifica d’avanguardia”.

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