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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Istruzione: Il Ministero emana le linee guida sul CCNI

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

L’amministrazione in premessa ha posto il rilievo sull’assenza, anche indiretta, di oneri aggiuntivi, “confermando il sinallagma tra prestazione lavorativa come effettivamente resa e orario di servizio”.Partendo da questa considerazione e dall’impossibilità di inserire un riferimento contrattuale su una diversa disposizione dell’orario di lavoro rispetto a quanto indicato nell’art.28 del CCNL 2006/09 ancora vigente sull’orario del personale docente di ogni ordine e grado, la nota, secondo le osservazioni Anief, ha richiamato la possibilità di adottare un’unità oraria inferiore ai 60 minuti e stabilire le eventuali relative pause così come indicato nei vari PTOF e nelle varie delibere dei Collegi dei Docenti.Per la strumentazione informatica in possesso del personale docente, per venire in supporto a tutto il personale a tempo determinato, circa un quarto del totale del corpo docente, che non usufruisce della Carta docenti, i Dirigenti Scolastici sono stati invitati a far uso dello strumento del comodato d’uso della strumentazione in possesso di ogni istituto.Anief inoltre ha ottenuto un impegno “politico” da parte dell’amministrazione di incrementare la dotazione di device nelle scuole a favore non solo degli alunni ma anche dei docenti che ne facciano richiesta. Nessun riferimento esplicito poteva essere inserito nel CCNI in quanto lo stanziamento di nuovi fondi è di natura legislativa e non contrattuale. I lavoratori, benché il periodo di quarantena sia equiparato al ricovero ospedaliero, non sono da considerarsi non idonei al lavoro e dunque sono considerati in grado di espletare la propria attività professionale.Per il personale ATA assistente amministrativo, figura Dsga inclusa, la nota interviene naturalmente considerando la peculiarità delle prestazioni che permettono di lavorare in modalità agile.Su indicazioni Anief, gli assistenti tecnici, ove possibile, nell’area di appartenenza, danno supporto da remoto alle attività didattiche.Per il collaboratore scolastico, vista la specificità delle mansioni, deve essere garantita la sostituzione del personale assente in quarantena per permettere il normale svolgimento delle attività della scuola.Il personale docente di sostegno, siccome la funzione coordinata con il docente curricolare è una funzione inclusiva per l’alunno con disabilità, dovrà supportare il docente curricolare in quarantena ma senza variare l’impegno orario e senza divenire un tappabuchi come spesso si è visto. Tale indicazione, chiara e precisa, voluta fortemente dall’Anief che è particolarmente sensibile alla didattica inclusiva, diventa ancora più importante quando si mette in evidenza che tale situazione di supporto in presenza del docente curricolare in quarantena deve tener conto anche di particolari situazioni legate alla necessità di gestione esclusiva degli alunni con disabilità loro affidati. In quel caso il Dirigente Scolastico non potrà far altro che organizzare la didattica con il personale dell’organico aggiuntivo Covid, dell’organico di potenziamento o ricorrendo finanche alla supplenza.Ultimo riferimento importante riguarda la rilevazione della presenza in servizio del personale docente in QSA, fatta mediante il registro elettronico precisando, però, se la prestazione sia in presenza o a distanza. Quest’ultimo chiarimento, richiesto nel contratto appena firmato, ma promessoci nella nota esplicativa, si è reso necessario per un discorso di vigilanza degli alunni in presenza, che non può essere imputato ad un docente che eroga il servizio a distanza.

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Linee Guida per una Sana Alimentazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 dicembre 2019

Equilibrio, varietà e moderazione, all’insegna della tradizione italiana e della dieta mediterranea, con un occhio alla migliore ricerca scientifica ed uno alla sostenibilità: questi gli “ingredienti” della Edizione 2018 delle Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, realizzata dal CREA, con il suo Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione, e presentata oggi al Mipaaf. Si tratta, per l’Italia, delle uniche indicazioni istituzionali per una alimentazione equilibrata dirette alla popolazione sana, autorevoli e libere da condizionamenti, redatte periodicamente, a partire dal 1986 e fino al 2003, dal CREA Alimenti e Nutrizione (allora Istituto Nazionale della Nutrizione e poi INRAN), che hanno raggiunto ogni volta milioni di persone. Sono state elaborate con il supporto di una autorevole e nutrita Commissione multidisciplinare di esperti (oltre 100), presieduta da Andrea Ghiselli (dirigente di ricerca CREA Alimenti e Nutrizione) e coordinata da Laura Rossi (ricercatore CREA Alimenti e Nutrizione), con l’intento di raccogliere e rielaborare le migliori evidenze scientifiche, coniugandole con le nostre tradizioni alimentari. L’obiettivo prioritario delle Linee Guida resta sempre lo stesso: la prevenzione dell’eccesso alimentare e dell’obesità che, in Italia, soprattutto nei bambini, mostra dati preoccupanti, in particolare nei gruppi di popolazione più svantaggiati. In generale, l’edizione 2018 si presenta più corposa rispetto alle precedenti revisioni ed è suffragata da un voluminoso dossier scientifico di riferimento, (https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/nuove-linee-guida-per-una-sana-alimentazione-edizione-2018- ) in cui ogni risultato, ogni conclusione e tutte le raccomandazioni sono state sostanziate e supportate dalla letteratura scientifica pubblicata e criticamente revisionata. Esso è basato sulle evidenze derivate da studi epidemiologici, clinici e di intervento, sull’analisi delle revisioni sistematiche della letteratura, meta-analisi, report di agenzie transnazionali (EFSA, OMS, FAO ecc.) o di organizzazioni con specifica missione istituzionale in ambito di nutrizione e salute. Per la sua strutturazione sono state eseguite analisi di dati specifici, soprattutto in materia di consumi alimentari ed epidemiologia.Tuttavia, se le 13 nuove Linee Guida di questa edizione rispecchiano in larga parte quelle del 2003 ancora scientificamente valide, ci sono 3 rilevanti novità, segno dei tempi che cambiano: “Più frutta e verdura”, in considerazione della loro importanza nel quadro di un’alimentazione bilanciata e nella promozione della salute; “Sostenibilità delle diete”, relativa all’impatto ambientale e all’accessibilità socioeconomica di una dieta sana; e, infine, “Attenzione alle diete e all’uso degli integratori senza basi scientifiche”, dedicata a guidare il consumatore nella giungla delle diete alla moda, mettendo in evidenza le ragioni della loro nascita, l’efficacia per il dimagrimento e, soprattutto, le controindicazioni.Inoltre, sono stati compilati per la prima volta piani dietetici, anche ipocalorici, che includono alimenti provenienti da tutti i gruppi alimentari, utilizzando come riferimento le “porzioni standard italiane”, fondamentali per costruirsi una alimentazione equilibrata. E, sempre per facilitare il consumatore, sono state ampliate le parti pratiche del documento, come le “false credenze” e i “come comportarsi” più numerosi box di approfondimento che, senza interrompere o appesantire il testo, si trovano a margine dei vari capitoli.A breve le Linee Guida saranno on line sul sito del CREA.

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Dieta Mediterranea

Posted by fidest press agency su martedì, 22 novembre 2011

mi sono messa a dieta

Image by sara | b. via Flickr

La Dieta Mediterranea arriva nelle scuole di tutta Europa, con progetti condivisi di educazione alimentare volti alla promozione del benessere personale, sociale e ambientale. Questo è quanto emerge dalla relazione presentata sabato 19 novembre al Forum Dieta Mediterranea di Imperia dal gruppo di lavoro Dieta Mediterranea: elemento di educazione alimentare, coordinato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Una serie di progetti rivolti non soltanto agli alunni e le loro famiglie, ma anche a tutto il personale scolastico, che coinvolgano istituzioni sanitarie, enti locali, industria alimentare, mondo agricolo, della distribuzione, della vendita e della comunicazione.
Numerose iniziative sono già attive con successo in Italia, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna e Portogallo, unico paese -quest’ultimo- dell’Unione Europea dove l’educazione al consumo, di cui l’educazione alimentare fa parte, è insegnata curricolarmente in molte scuole pubbliche.
E’ improprio in questo caso parlare di trasmissione alle nuove generazioni dei principi basilari della Dieta Mediterranea soltanto perchè tra i paesi più attivi figurano due stati che non si affacciano sul Mare Nostrum, Irlanda e Gran Bretagna. Tuttavia, educare fin da piccoli a uno stile di vita sano come quello iscritto nel DNA della Dieta Mediterranea, è una priorità per tutti. Anche per i paesi anglosassoni. Perchè la Dieta Mediterranea non è soltanto una specifica cultura gastronomica, ma è anche sinonimo di convivialità e di benessere a tavola, accompagnato dalla giusta dose di attività fisica quotidiana. Uno stile di vita sano che dovrebbe essere già trasmesso ai figli dai propri genitori fin dalla nascita e che dovrebbe proseguire anche sui banchi di scuola, stimolandoli a scoprire ogni giorno sapori nuovi senza perdere di vista il principio basilare del consumo degli alimenti necessari per la crescita e lo sviluppo e combattere quel fenomeno in via di espansione nei paesi investiti dal benessere economico che è il sovrappeso e l’obesità infantile, i cui costi sia monetari che sociali crescono progressivamente. La vasta scelta di prodotti immessi sul mercato porta infatti a un aumento di assunzione di prodotti ad alto contenuto lipidico e zuccherino e a un sempre minore consumo di alimenti “sani” quali frutta, verdura, cereali e carne perchè dotati di minore “appeal”. Per avvicinare i ragazzi al consumo di frutta e verdura in sostituzione di merendine confezionate e snack grassi, in Italia e in tutta Europa – ad eccezione della Spagna – è stato promosso un progetto ministeriale di distribuzione gratuita di frutta e verdura nelle scuole, affiancato da campagne di sensibilizzazione. L’iniziativa è stata recepita nei vari paesi in modo diverso, con un obiettivo comune: formare un pacchetto di “best practices” da condividere per migliorare l’applicazione dei programmi educativi nei singoli Stati. Il Governo Italiano, ad esempio, nel mese di ottobre 2011 ha pubblicato, come risultato del lavoro del Comitato Scuola e Cibo – percorso formativo interdisciplinare quinquennale rivolto a studenti dalla scuola primaria all’università – le “Linee guida per l’Educazione alimentare nella scuola italiana”, che ufficializzano l’introduzione dell’educazione alimentare nei programmi scolastici e tracciano il quadro di riferimento per il suo sviluppo.
I dati riportati nella ricerca presentata dal gruppo di lavoro Dieta Mediterranea: elemento di educazione alimentare, confermano indirettamente anche le conclusioni espresse dal tavolo di lavoro sulla comunicazione, in cui si sottolinea quanto sia radicata e forte la percezione del concetto di Dieta Mediterranea nei paesi affacciati sulla sponda nord del Mare Nostrum e di quanto sia importante fare una corretta informazione – anche a livello mediatico, altro contesto in cui i ragazzi in età scolare hanno un ruolo di primo piano perchè i più facili da influenzare con spot e cattivi esempi da imitare – sui benefici che l’adozione di uno stile di vita sano può avere sulla salute e sul miglioramento dello stato psicofisico di ciascun individuo.

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Stati generali Pdl Campania

Posted by fidest press agency su sabato, 11 settembre 2010

“Gli esiti dell’incontro avuto dal coordinatore regionale Nicola Cosentino e dal vice Mario Landolfi – dice l’On. Vincenzo D’Anna, membro della XII Commissione Affari Sociali e Sanità – hanno posto decisamente le basi per il rilancio e la realizzazione del programma elettorale concordato con gli elettori nella Regione Campania, riaffermando la centralità del Consiglio regionale e della collegialità interna. E’ necessario, tuttavia – prosegue D’Anna – per una piena e spedita realizzazione delle linee guida indicate, convocare con urgenza gli Stati Generali degli eletti della Regione Campania, parlamentari, sindaci e consiglieri provinciali e comunali PDL, affinché siano chiariti il quadro generale e la piena sintonia operativa fra tutte le articolazioni del partito presenti sul territorio regionale, come espressione del Popolo della Libertà, che è e deve restare monolitico.   E’ necessario – conclude D’Anna – scongiurare il riemergere surrettizio delle passate appartenenze ai partiti politici disciolti, del frazionismo e delle anguste logiche personali, la cui affermazione snaturerebbe sia il partito che la sua identità politica e violerebbe il Patto sancito con gli elettori”.

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Metro D a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Il responsabile romano dell’Italia dei Diritti: “Ben venga questa nuova Linea, ma prima pensiamo a terminare e riqualificare l’attuale servizio metropolitano” “Pur essendo completamente d’accordo con l’inserimento della Linea D nelle opere strategiche, ogni volta che sento parlare di trasporti su Roma mi viene da sorridere. Siamo una città con strutture metropolitane fortemente insufficienti rispetto alle altre capitali europee: basti pensare che Vienna ha 5 linee, Bruxelles ne ha 7,  fino a raggiungere le 15 linee di Parigi e Londra”. Questo il commento di Alessandro Calgani, responsabile per la città di Roma dell’Italia dei Diritti, in merito alla richiesta avanzata dal sindaco Gianni Alemanno al ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, e al presidente della Regione, Piero Marrazzo, per inserire la Linea D della metropolitana di Roma all’interno del Programma delle infrastrutture strategiche. L’opera, ancora in fase di definizione, consentirebbe di realizzare un percorso di circa 20 km, munito di oltre venti stazioni dislocate nei quartieri Talenti, Montesacro e Salario a nord, e nelle zone di Trastevere, San Paolo, Marconi, Magliana ed Eur a sud. “Ben venga l’ipotesi della Metro D – osserva l’esponente del movimento diretto da Antonello De Pierro – ma pensiamo prima di tutto a terminare l’attuale metropolitana, a riqualificare la mobilità romana e a non far viaggiare i cittadini in agglomerati mobili di persone”.

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