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La leucemia linfatica cronica è la forma di leucemia più frequente

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2021

Roma, 5 ottobre 2021, ore 11.30 Hotel Nazionale (Piazza Montecitorio 131) si terrà una conferenza stampa con gli interventi di Sergio Amadori (Presidente AIL), Antonio Cuneo (Direttore Unità Operativa Ematologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara), Francesca Mauro (Professore Associato Istituto di Ematologia, Sapienza Università, Roma) e Mirko Merletti (Vice Presidente Oncology AstraZeneca). È prevista anche la diretta on line e si potranno rivolgere domande ai relatori. La maggior parte dei pazienti scopre la malattia in seguito ad altri controlli e, non presentando sintomi, non ha necessità di terapie immediate. La diagnosi però provoca una frattura nella vita dei pazienti ed è fonte di una vera e propria tempesta emotiva. In realtà questi pazienti possono condurre per molti anni una vita normale. Per far capire loro che la cronicità rappresenta un’occasione positiva per gestire a lungo termine la malattia, parte una nuova campagna con il patrocinio di AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma).

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Salute venosa e linfatica delle gambe

Posted by fidest press agency su sabato, 3 aprile 2021

Più di una persona su due presenta sintomi e/o segni di patologia venosa–linfatica quali gambe gonfie, pesanti o doloranti, ma meno del 50% dei pazienti, anche con segni cutanei di patologia severa (iperpigmentazione, eczema, lipodermatosclerosi), viene indirizzato all’opportuna visita specialistica o riceve una diagnosi negli stadi precoci della malattia. Questo uno dei motivi per cui, in occasione della settimana del 5-11 aprile dedicata alla salute ed in particolare il 7 aprile, riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “giorno mondiale della salute”, Venous-lymphatic World International Network foundation (v-WIN) – organizzazione no profit internazionale per l’educazione in campo venoso e linfatico – ha realizzato un progetto internazionale di consapevolezza pubblica, finalizzato a incrementare l’attenzione sanitaria sul tema della patologia venosa e linfatica degli arti inferiori. Il progetto Vein Week si svilupperà durante la settimana della salute, connettendo esperti, pazienti e pubblico di tutto il mondo. Un software dedicato è stato reso gratuitamente disponibile a tutti i professionisti della salute e alle associazioni pazienti desiderosi di aggiungere contenuti educazionali. Più di 150 iniziative sono già state ad oggi programmate.“La trombosi venosa rappresenta una delle prime cause di morte prevenibile, il linfedema è considerato un’epidemia nascosta, il dolore pelvico potenzialmente associato a reflussi venosi è più frequente dell’asma e del mal di schiena” così Sergio Gianesini, chirurgo e presidente della Venous-lymphatic World International Network Foundation (v-WIN Foundation), sottolinea l’importanza della gestione venosa della popolazione soprattutto in epoca COVID, dove le complicanze trombotiche rappresentano una delle sfide cliniche maggiori da affrontare.La fondazione ha sede in Italia e rappresenta il centro nevralgico per attività su scala mondiale: coinvolge il mondo accademico in congressi internazionali, sviluppa progetti sportivi ed educazionali, quali il progetto Game Over to Leg Failure e offre diverse iniziative educazionali, disponibili anche in italiano nel sito della fondazione (www.vwinfoundation.com).Quest’anno a sostenere l’iniziativa no profit Vein Week, quale unica pharma italiana tra i supporters, ci sarà Alfasigma. L’appoggio incondizionato dell’Azienda, tra i primi 5 player farmaceutici in Italia, ha permesso la realizzazione di un software di geo-calendarizzazione che mostra su una mappa interattiva gli eventi sviluppati e caricati autonomamente da esperti vascolari provenienti da tutto il mondo. “Tutti i continenti partecipano attivamente caricando su un sito dedicato eventi scientifici, educazionali e sociali, secondo un calendario condiviso. Sono coinvolte le più importanti società scientifiche del settore”, aggiunge Gianesini.La pagina web connessa al software di geo-calendarizzazione (https://veinweek.vwinfoundation.com) rimarrà attiva anche dopo la Vein Week, offrendo uno spazio di condivisione eventi, a disposizione dell’enorme numero di professionisti sanitari e promotori della salute coinvolti nell’importante tema venoso e linfatico. “Il valore aggiunto che Alfasigma dà all’importante appuntamento della Vein Week è quello di permettere la condivisione a livello globale di iniziative locali- spiega Federico Riccardini di Alfasigma-. Più di 200 eventi sono stati già autonomamente caricati da tutte le parti del mondo e ognuno di questi può essere personalizzato con video, interviste e altri contenuti di presentazione”. A guidare questa iniziativa di sostegno è la volontà di investire in un software digitale a sostegno della salute che diventa così uno dei numerosi tasselli del processo di digital transformation della multinazionale farmaceutica. Conclude il professor Willy Chi fondatore e membro del board della v-WIN Foundation: “Il disturbo venoso e linfatico è una delle condizioni sanitarie più comuni in tutto il mondo, indipendentemente dalla pandemia. È anche strettamente legato alle complicanze del COVID-19, ovvero la trombosi venosa. Una campagna dedicata incentrata sull’aumento della consapevolezza del disturbo venoso e linfatico, oltre alla sua associazione con la complicanza COVID durante pandemia globale, è fondamentale per la cura di coloro che hanno sofferto della malattia.”

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Leucemia linfatica cronica

Posted by fidest press agency su martedì, 16 giugno 2020

Acalabrutinib è efficace e tollerato a lungo termine nel trattamento della leucemia linfatica cronica (LLC), la forma più comune di leucemia dell’adulto. Lo dimostrano i risultati dettagliati dello studio di Fase 2 ACE-CL-001 e dello studio di Fase 3 ASCEND, presentati al 25° Congresso della Società Europea di Ematologia (EHA, European Hematology Association).Nello studio monobraccio ACE-CL-001, l’86% dei pazienti con LLC trattati con acalabrutinib come monoterapia in prima linea è rimasto in trattamento con un follow-up mediano di oltre quattro anni. Lo studio ha mostrato un tasso di risposta complessivo del 97% (7% di risposta completa; 90% di risposta parziale) e un tasso di risposta globale (ORR) del 100% nel sottogruppo di pazienti con caratteristiche di malattia considerate ad alto rischio, tra le quali le aberrazioni genomiche (delezione 17p e mutazione TP53), lo stato di mutazione delle immunoglobuline (IGHV non mutato) e cariotipo complesso.Il profilo di sicurezza della molecola si è mostrato coerente nel lungo termine.Nell’analisi finale dello studio ASCEND, circa l’82% dei pazienti con LLC, nel setting recidivato refrattario trattati con acalabrutinib risultava vivo e libero dalla progressione di malattia a 18 mesi rispetto al 48% dei pazienti trattati con rituximab in associazione con idelalisib o bendamustina. Lo studio aveva precedentemente già raggiunto l’endpoint primario della sopravvivenza libera da progressione valutata dall’Independent Review Committee nell’ambito di un’interim analysis presentata al precedente congresso dell’EHA.Paolo Ghia, Professore Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele, Coordinatore del Programma Strategico di Ricerca sulla LLC dell’Ospedale San Raffaele e Principal Investigator per l’Italia degli studi ACE-CL-001 e ASCEND ha dichiarato: “Questi dati, con follow-up a lungo termine, ribadiscono come acalabrutinib possa fornire ai pazienti affetti da Leucemia Linfatica Cronica, al primo trattamento o alla ricaduta, una risposta duratura con un profilo di sicurezza favorevole. I pazienti affetti da questa patologia ricevono in genere la diagnosi dopo i 70 anni, presentano comorbidità e hanno ragionevoli aspettative di ricevere un trattamento prolungato nel tempo, prospettiva che rende il profilo di sicurezza ed efficacia prolungata altamente rilevante per la loro qualità di vita”.Lo studio ACE-CL-001, che ha posto le basi per lo studio registrativo ELEVATE/TN recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet, valuta la sicurezza e l’efficacia di acalabrutinib, in monoterapia e combinazione, nel trattamento di prima linea della Leucemia Linfatica Cronica. Anche lo studio ASCEND, primo trial randomizzato a confrontare direttamente un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton come monoterapia con la chemio-immunoterapia standard e con una terapia chemo-free nel trattamento della malattia recidivante o refrattaria, ha ottenuto nelle scorse settimane la pubblicazione sul prestigioso Journal of Clinical Oncology.

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Leucemia linfatica cronica

Posted by fidest press agency su martedì, 17 dicembre 2019

Orlando. AstraZeneca ha presentato i risultati dettagliati dell’analisi ad interim dello Studio di Fase III ELEVATE-TN che mostrano come acalabrutinib, sia in combinazione con obitunuzumab che somministrato in monoterapia, migliori significativamente la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al trattamento con chlorambucil in combinazione con obinutuzumab, uno dei trattamenti chemio-immunoterapici standard per i pazienti affetti da leucemia linfatica cronica (LLC) non precedentemente trattati.I risultati analizzati dall’Independent Review Committee (IRC) sono stati presentati nell’ambito del Congresso Annuale dell’American Society of Hematology 2019 di Orlando. Ad un follow-up mediano di 28,3 mesi, acalabrutinib in combinazione con obinutuzumab e in monoterapia ha ridotto significativamente il rischio di progressione o morte rispetto al chlorambucil in combinazione con obinutuzumab, rispettivamente del 90% e dell’80%.Paolo Ghia, Professore Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele e Coordinatore del Programma Strategico per lo Studio della CLL dell’Ospedale San Raffaele, ha commentato: “I risultati dello Studio ELEVATE-TN, che confronta acalabrutinib, sia come monoterapia che in combinazione con obinutuzumab, con un regime di trattamento chemio-immunoterapico comunemente utilizzato, mostrano un miglioramento clinicamente significativo della sopravvivenza libera da progressione per i pazienti anziani o giovani con comorbilità affetti da leucemia linfatica cronica e non pre trattati, confermandosi pertanto una potenziale nuova opzione per il trattamento di prima linea di questa patologia. I risultati di tollerabilità e sicurezza, fattori fondamentali per questa popolazione di pazienti, si sono inoltre rivelati incoraggianti nei due bracci di trattamento con acalabrutinib”.Il verificarsi di Eventi Avversi (EA) ha portato all’interruzione del trattamento, rispettivamente, nell’11,2% dei pazienti trattati con acalabrutinib in combinazione con obinutuzumab e nell’8,9% dei pazienti trattati con acalabrutinib in monoterapia, rispetto al 14,1% dei pazienti trattati con chlorambucil più obinutuzumab. Questi risultati, insieme ai dati precedentemente presentati dello Studio di Fase III ASCEND sulla LLC recidivante o refrattaria, supportano le recenti approvazioni di acalabrutinib da parte della Food and Drug Administration (FDA) negli Stati Uniti e dell’Australian Therapeutic Goods Administration per il trattamento di pazienti adulti affetti da LLC o da informa linfocitico a piccole cellule e dall’Health Canada per il trattamento della LLC.2

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