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Posts Tagged ‘linfomi’

Scoperto “per caso” il ruolo di alcuni recettori nella cura dei linfomi

Posted by fidest press agency su sabato, 15 giugno 2019

Per creare cure su misura contro i linfomi, i ricercatori sono impegnati a capire perché la stessa terapia su un malato funziona bene, su un altro meno, su un terzo per nulla. Questione di geni, ma non solo: serve andare oltre, capire quali recettori sono “espressi” dalle cellule del nostro sistema immunitario, perché il successo delle cure dipende in gran parte da loro. Josée Golay – una vita dedicata a indagare come funzionano gli anticorpi monoclonali usati attualmente come farmaci per la cura di linfomi e altri tipi di tumore – ha fornito per la prima volta alla comunità internazionale dei ricercatori un’informazione importante, grazie a una scoperta inaspettata.“Durante gli studi arruoliamo volontari sani disposti a sottoporsi a un semplice prelievo di sangue per studiare l’interazione degli anticorpi terapeutici con il nostro sistema immunitario. Uno di loro, come abbiamo scoperto successivamente, aveva una caratteristica molto rara: era un donatore “nullo”: non esprime cioè un particolare recettore del sistema immune, chiamato CD16B, normalmente espresso dai neutrofili, un importante tipo cellulare del sistema immune – spiega Golay -. Questi donatori sani sono rarissimi. In questo modo abbiamo capito che alcuni effetti degli anticorpi in vitro non erano dovuti al CD16B ma a un altro recettore simile, il CD16A, che solitamente non viene preso in considerazione. Invece ora sappiamo che ha un effetto importante nella risposta del paziente a uno dei farmaci più utilizzati contro i linfomi”.scoperta è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista dell’American Society of Hematology, Blood, con un commento del Prof. Ronald Taylor dell’Università della Virginia, Stati Uniti. Il ruolo di questi recettori, infatti, apre nuovi scenari non solo in campo ematologico, ma in tutte le ricerche in cui il sistema immunitario gioca un ruolo fondamentale, ad esempio negli studi dedicati alle patologie autoimmuni dove i neutrofili hanno un’attività.Alla scoperta ha lavorato un gruppo tutto “bergamasco” che ha riunito ricercatori del Centro di Terapia Cellulare “Gilberto Lanzani” dell’ASST Papa Giovanni XXIII, dell’Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma (AIL) – sezione Paolo Belli di Bergamo, che ha fondato e sostenuto il Centro di Terapia Cellulare fin dal 2003, e della FROM, Fondazione nata da una costola dell’ospedale di Bergamo e oggi importante centro di ricerca presieduto da Alberto Bombassei, patron di Brembo spa e del Kilometro Rosso. Fra i colleghi che con Golay hanno firmato il lavoro vi sono Martino Introna, Rut Valgardsdottir, Gerta Musaraj, Damiano Giupponi e Orietta Spinelli. La ricerca ha goduto del supporto di AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

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Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma

Posted by fidest press agency su martedì, 11 giugno 2019

Il 21 giugno si celebra la 14° edizione della Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e istituita permanentemente dal Consiglio dei Ministri. La Giornata sarà un’occasione speciale per illustrare i progressi della Ricerca Scientifica e per essere ancora più vicini ai malati ematologici, adulti e bambini, attraverso incontri e manifestazioni di sensibilizzazione e raccolta fondi.
In occasione dei 50 anni di attività al fianco dei malati ematologici e a sostegno della ricerca scientifica, un’ampia delegazione di AIL, composta dai Presidenti delle 81 sezioni provinciali, da esponenti del mondo del volontariato, della ricerca scientifica e da ex pazienti che hanno combattuto la malattia, sarà ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Sala degli Specchi del Palazzo del Quirinale.
Per l’intera giornata di venerdì 21 giugno sarà attivo uno Speciale Numero Verde AIL – Problemi Ematologici 800.22.65.24, al quale otto illustri ematologi risponderanno per offrire a tutti coloro che chiameranno consigli sulla malattia e sui centri di terapia di tutto il territorio nazionale.
Appuntamento centrale della Giornata sarà, anche quest’anno, “…Sognando Itaca”, un lungo viaggio in barca a vela da Napoli a Palermo, in programma dal 3 al 18 giugno. Testimonial d’eccezione dell’iniziativa è la campionessa olimpionica di windsurf, Alessandra Sensini. L’iniziativa ha lo scopo di promuovere la vela come metodo terapeutico volto alla riabilitazione psicologica e al miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

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Giornata Nazionale contro Leucemie, Linfomi e Mieloma

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

E’ in programma il 21 giugno 2018. L’iniziativa, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e promossa dall’AIL, sarà l’occasione per sottolineare i progressi della Ricerca Scientifica e per essere vicini ai pazienti attraverso incontri ed iniziative di sensibilizzazione.Per l’intera giornata di giovedì 21 giugno sarà attivo uno Speciale Numero Verde AIL – Problemi Ematologici 800.22.65.24, al quale otto illustri ematologi risponderanno per offrire a tutti coloro che chiameranno consigli sulla malattia e sui centri di terapia di tutto il territorio nazionale.Appuntamento centrale della Giornata sarà, anche quest’anno, “…Sognando Itaca”, un lungo viaggio in barca a vela da Trieste a Taranto, in programma dal 4 al 21 giugno. Testimonial d’eccezione dell’iniziativa è la campionessa olimpionica di windsurf, Alessandra Sensini. L’iniziativa ha lo scopo di promuovere la vela come metodo terapeutico volto alla riabilitazione psicologica e al miglioramento della qualità della vita dei pazienti.

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New Perspective: un evento dedicato all’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 dicembre 2017

Paola Di BelloLetizia CarielloMilano Dal 26 gennaio al 18 febbraio 2018, la Triennale di Milano Viale Alemagna 6 ospita New Perspective, un evento dedicato all’Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma, col patrocinio della SIE Società Italiana di Ematologia e di REL Rete Ematologica Lombarda, e il supporto di Takeda Italia, per informare e sensibilizzare alla lotta contro i tumori del sangue, con particolare attenzione al mieloma multiplo. Tutti i proventi ricavati dalla vendita dei biglietti e del catalogo saranno infatti interamente devoluti a sostegno di progetti AIL destinati a pazienti affetti da mieloma multiplo.Da un’idea di Ogilvy Italia, agenzia di comunicazione, nasce New Perspective: una mostra, curata da Denis Curti, che presenta installazioni, fotografie e video di 23 artisti le cui opere porteranno i visitatori a guardare la realtà, spesso difficile, da un’angolazione inedita.
“Un gruppo di artisti – afferma Denis Curti -, dotati di un particolare sismografo interiore, riesce a svelare punti di vista inediti sul mondo accompagnandoci all’interno di uno sviluppo armonico capace di misurare una quantità umana senza peso specifico”.
La collettiva, grazie alla regìa curatoriale che segue un registro visivo ed emotivo, presenterà autori italiani appartenenti a quella ‘generazione di mezzo’ nata nella seconda metà del secolo, che si troveranno per la prima volta a esporre tutti assieme.
Si potranno così ammirare le installazioni di Carola Bonfili, Letizia Carriello, Carlo Cossignani, Theo Drebbel, Manuel Felisi, Martino Genchi, Fabio Giampietro, Eva Marisaldi, Liliana Moro, Luca Pancrazzi, Lorenzo Vitturi, le fotografie di Silvia Camporesi, Lorenzo Cicconi Massi, Paola De Pietri, Maurizio Galimberti, Fabio Paleari, Marco Palmieri, Agnese Purgatorio, Paolo Ventura e i video di Olivo Barbieri, Paola Di Bello, Francesco Jodice, Masbedo.
Agnese PurgatorioUno dei compiti degli artisti è quello di registrare i cambiamenti della società con un occhio diverso e di stimolare una inedita visione del mondo, oltre a percepire la realtà da un diverso orizzonte cognitivo.Ecco allora che il groviglio di un nastro di ottone di Carlo Cossignani rivela un profilo di due volti, o che le ombre proiettate da due bicchieri producono la forma di una bottiglia nell’opera di Luca Pancrazzi, o la costrizione e l’angoscia di trovarsi all’interno di una fitta selva si stempera in speranza e nella possibilità di un cambiamento solo se si alza lo sguardo verso il cielo azzurro, come nella fotografia di Manuel Felisi.
O ancora, se nel video di Paola Di Bello, lo scorrere delle persone in una delle torri dello stadio di San Siro produce l’effetto di una vite senza fine che ruota all’infinito su sé stessa, in quello dei Masbedo, l’inquietudine di un luogo dominato dal senso di vuoto è in realtà un invito a superare la vertigine ed entrare in un mondo di bellezza.
Così come nelle fotografie di Maurizio Galimberti le regole prospettiche vengono disattese da nuovi punti di vista generando orizzonti inattesi, gli autoritratti di Paolo Ventura in veste di soldati reduci dalle grandi guerre riescono a comunicare la loro voglia di lasciarsi alle spalle tutti gli orrori che hanno vissuto per ricrearsi una nuova vita.
All’interno del percorso espositivo sarà creata una ‘camera immersiva’ al cui interno si troverà un’installazione interattiva per scoprire come, anche per i pazienti affetti da mieloma multiplo, possa vedere la malattia in una nuova prospettiva.
Fabio GiampietroNew Perspective si chiude idealmente con una sala esperienziale in cui si approfondirà la valenza scientifica dei contenuti proposti lungo tutta la mostra. Da un lato si informerà il visitatore sulla patologia, dall’altro si sottolineerà come, attraverso la ricerca e lo sviluppo di nuove cure, la qualità della vita del paziente sia notevolmente migliorata.
All’interno si troveranno delle isole multimediali, come l’installazione grazie alla quale, guardando attraverso gli oculari di un microscopio, sarà possibile distinguere le cellule aggredite dal mieloma multiplo da quelle attaccate dalla leucemia e dal linfoma. Inoltre, un tavolo interattivo focalizzerà l’attenzione sulle importanti attività di supporto ai pazienti svolte da AIL, come le cure domiciliari.
Durante il periodo di apertura si terranno delle iniziative collaterali, come workshop con gli artisti, conferenze, incontri con autori e molto altro.Accompagna la mostra un catalogo Silvana Editoriale.
Orari martedì – domenica, 10.30-20.30 Ingresso € 5,00 (Il ricavato verrà interamente devoluto ad AIL) Mostra non inclusa nel Biglietto Unico di Triennale. (foto: paola di bella, letizia cariello, agnese purgatorio, fabio giampietro)

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Giornata per sostenere la Ricerca per il trattamento di Leucemie, Linfomi e Mieloma

Posted by fidest press agency su martedì, 20 giugno 2017

franco-mandelliSi celebra il 21 giugno. Cresce di anno in anno la speranza per le persone colpite da tumori del sangue. Anche per il mieloma multiplo, che fino a 20 anni fa aveva come unica terapia la chemio con significativi effetti collaterali, sono ora disponibili nuovi trattamenti in grado di offrire importanti opportunità terapeutiche per i pazienti. Il mieloma multiplo colpisce prevalentemente intorno ai 60 anni. In Italia le stime relative al 2016 parlano di poco più di 2.700 nuovi casi di mieloma ogni anno tra le donne e circa 3.000 tra gli uomini. L’occasione per ribadire i successi ottenuti dalla ricerca scientifica è la dodicesima “Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma” promossa dall’AIL e posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Il 19 giugno una delegazione delle sezioni provinciali AIL guidata dal Professor Franco Mandelli, presidente nazionale AIL, sarà ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nei prossimi anni è previsto l’arrivo di nuovi farmaci che potranno far fare ulteriori passi avanti; il punto cruciale per medici e pazienti è renderli disponibili. La valutazione di efficacia e innovatività delle nuove terapie viene fatta dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), che considera i benefici clinici e calcola il numero di pazienti che ne hanno bisogno. «Negli ultimi anni SIE ha iniziato una proficua collaborazione con AIRTUM, Associazione Italiana Registri Tumori, con l’obiettivo di stabilire nel modo più dettagliato possibile il numero dei pazienti affetti dalle principali patologie ematologiche di tipo neoplastico. – Informa il Prof. Fabrizio Pane, Presidente SIE, Direttore U.O. di Ematologia e Trapianti, A.O.U. Federico II di Napoli – I risultati costituiscono uno strumento epidemiologico molto prezioso per AIFA e per l’industria farmaceutica, necessario all’immissione in commercio dei nuovi farmaci e a rendere disponibili le nuove strategie terapeutiche». Inoltre, la SIE sponsorizza degli studi clinici della Fondazione GIMEMA e della Fondazione Italiana Linfomi, affinché i risultati dei trial siano scientificamente validi e accurati. – E conclude il Prof. Pane «Per la SIE e per coloro che conducono gli studi la cosa più importante è garantire la sicurezza e la salute dei pazienti che sono stati arruolati nei trial».
La terapia del mieloma multiplo è attualmente caratterizzata da cicli di chemioterapia e successivamente, per i pazienti che hanno meno di 65/70 anni e senza particolari comorbidità, dal trapianto di cellule staminali, per la maggior parte con autotrapianto e molto raramente con allotrapianto.
I pazienti affetti da mieloma multiplo nella maggior parte dei casi rispondono molto bene alla terapia, sono controllati, rimangono in osservazione anche per diversi anni, ma a un certo punto i segni e i sintomi della malattia si ripresentano. «Quando ci troviamo di fronte ad una recidiva, la “tripletta”, cioè la combinazione di 3 farmaci, in termini di efficacia sarebbe da preferire, ma non in tutti i casi risulta essere la scelta migliore. Non sempre, infatti, il regime terapeutico che, secondo le evidenze di studi clinici, sembra essere il più efficace è il più adatto per il singolo paziente. – Spiega la Dr.ssa Maria Teresa Petrucci, Dipartimento di Biotecnologie cellulari ed ematologia Università Sapienza di Roma – Bisogna continuamente cercare un equilibrio tra efficacia, tollerabilità e, di conseguenza, qualità di vita della persona».
La ricerca di nuovi farmaci richiede investimenti importanti, che devono essere sostenuti per periodi lunghi, per poter essere sottoposti a tutti i test per verificarne efficacia e sicurezza per il destinatario finale: il paziente.
Insieme ai risultati più brillanti della ricerca scientifica, la Giornata Nazionale è un’occasione per presentare la XI Edizione di “…Sognando Itaca”, un’iniziativa di vela terapia dedicata ai pazienti ematologici che ha lo scopo di favorire la loro riabilitazione psicologica e il miglioramento della qualità della vita. L’imbarcazione sta percorrendo il Mar Tirreno: partita da Gaeta lo scorso 5 giugno approderà a Napoli il 21 giugno.In ogni porto si svolge l’Itaca Day: una giornata durante la quale un gruppo di pazienti, accompagnati da un’équipe medica multi specialistica, ha la possibilità di vivere l’esperienza di un’emozionante veleggiata.
Come ogni anno, alcuni tra i più illustri ematologi italiani saranno a disposizione di chi ne ha bisogno per fornire risposte e consigli al NUMERO VERDE “AIL – PROBLEMI EMATOLOGICI”: 800.226.524 dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di mercoledì 21 giugno.
Tutte le informazioni sulle iniziative e gli incontri promossi dalle sezioni AIL in occasione della Giornata sono disponibili sul sito http://www.ail.it.

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Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma

Posted by fidest press agency su martedì, 13 giugno 2017

mielomaRoma Il 21 giugno si celebra la 12° edizione della Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma, posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e istituita permanentemente dal Consiglio dei Ministri.
Il 19 giugno, in occasione della Giornata, una delegazione delle sezioni provinciali AIL guidata dal professor Franco Mandelli, presidente nazionale AIL, sarà ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.La Giornata sarà un’occasione speciale per illustrare i progressi della Ricerca Scientifica e per essere ancora una volta vicini ai malati ematologici, adulti e bambini, attraverso incontri e manifestazioni di sensibilizzazione.Di seguito alcune delle iniziative che l’AIL metterà in campo in occasione di questo importante appuntamento:
Linea diretta con gli EmatologiMercoledì 21 Giugno, dalle ore 08.00 alle 20.00, sarà attivo il Numero Verde Ail – Problemi Ematologici 800-226524. Al numero risponderanno otto illustri Ematologi, e un pool di altri specialisti, per offrire a tutti coloro che chiameranno consigli sulla malattia e sui centri di terapia presenti sul territorio nazionale.
8.00/9.30 Prof. Paolo Corradini
9.30/11.00 Prof. Sante Tura
11.00/12.30 Prof. Franco Mandelli
12.30/14.00 Prof. Pietro Leoni
14.00/15.30 Prof. Giuseppe Basso
15.30/17.00 Prof. Alessandro Rambaldi
17.00/18.30 Prof.ssa Giorgina Specchia
18.30/20.00 Prof. Fabrizio Pane
“… Sognando Itaca” Appuntamento centrale della Giornata sarà “… Sognando Itaca”, un lungo viaggio in barca a vela nel Mar Tirreno, in programma dal 5 al 21 giugno. L’iniziativa ha lo scopo di promuovere la vela come metodo terapeutico volto alla riabilitazione psicologica e al miglioramento della qualità della vita dei pazienti. Testimonial d’eccezione dell’iniziativa è la velista Alessandra Sensini, campionessa olimpionica di windsurf e vice presidente del CONI. Durante la traversata si svolgeranno 7 “Itaca Day”, giornate in cui i pazienti in cura nei Centri Ematologici delle città toccate dal tour avranno la possibilità di vivere in mare un’esperienza intensa e indimenticabile.

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Linfomi e leucemie: nuovi scenari da una ricerca del Papa Giovanni

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 giugno 2017

ospedale bergamoBergamo Arriva dal Papa Giovanni XXIII di Bergamo un contributo importante alla conoscenza del meccanismo di azione degli anticorpi monoclonali terapeutici anti-CD20, rituximab e obinutuzumab, farmaci di ultima generazione usati per il trattamento di linfomi e leucemie di tipo B.E’ stato infatti pubblicato sul numero di Maggio di Blood, la più prestigiosa rivista scientifica al mondo in campo ematologico, uno studio condotto nel Laboratorio “Lanzani” dedicato al ruolo dei neutrofili, parte integrante del nostro sistema immunitario, che vengono attivati dai nuovi anticorpi monoclonali. Allo studio, coordinato da Josee Golay hanno partecipato Martino Introna del Laboratorio “Lanzani” per l’ASST Papa Giovanni XXIII e Irene Cattaneo e Marina Figliuzzi per l’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.Il lavoro ha messo in dubbio le precedenti informazioni secondo le quali i neutrofili sono in grado di eliminare direttamente le cellule tumorali in presenza di anticorpi monoclonali. Secondo i ricercatori bergamaschi invece rimuovono solamente una parte, l’antigene target, senza tuttavia uccidere completamente le cellule.A questo lavoro è stata dedicata la copertina del numero di Maggio di Blood e l’editoriale, a dimostrazione dell’importanza che questa ricerca avrà sulla conoscenza di questi farmaci, che hanno cambiato la storia della cura dei linfomi negli ultimi 20 anni. “Gli anticorpi monoclonali terapeutici sono farmaci di nuova generazione e il loro meccanismo di azione è solo parzialmente conosciuto – ha spiegato la ricercatrice Josee Golay -. Si sa che questi anticorpi eliminano le cellule neoplastiche grazie soprattutto alla loro capacità di attivare il sistema immunitario e in particolare i neutrofili. Il nostro lavoro ha permesso però di aggiungere un importante tassello, soprattutto rispetto alla loro capacità di sviluppare un meccanismo di resistenza ai nuovi farmaci”.“Capire il meccanismo di azione degli anticorpi terapeutici ci aiuterà a capire perché alcuni pazienti non rispondono alle cure e quindi a sapere in anticipo quale strategia terapeutica è meglio adottare, in base alle caratteristiche della malattia e del paziente – ha spiegato Alessandro Rambaldi, professore ordinario di Ematologia all’Università Statale di Milano e direttore del Dipartimento di oncologia ed ematologia del Papa Giovanni XXIII -. Sono informazioni preziose per non sprecare tempo in tentativi inutili e scegliere la cura più appropriata al singolo caso”.I primi risultati ottenuti promettono di aprire interessanti strade per l’applicazione clinica. Prima però sarà necessario attendere ulteriori conferme e nuovi studi, su cui il gruppo di ricerca di Josee Golay si sta già impegnando.

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Lotta ai linfomi aggressivi

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

linfoma follicolareNella lotta ai linfomi aggressivi, l’efficacia del Rituximab associato alla chemioterapia convenzionale (R-CHOP) è sovrapponibile a quella del Rituximab associato a cicli di chemioterapia ad alto dosaggio (R-HDS), ma con minore tossicità. Lo dimostra uno studio clinico randomizzato di fase 3 che ha coinvolto 246 pazienti e 18 centri, coordinato da Alessandro Rambaldi, professore di Ematologia all’Università degli studi di Milano e Direttore del Dipartimento di Oncoematologia dell’ASST Papa Giovanni XXIII.
La ricerca, pubblicata dal Journal of Clinical Oncology il 3 ottobre scorso, si inserisce in un dibattito ancora aperto sull’efficacia dell’impiego di alte dosi di chemioterapia con autotrapianto di cellule staminali emopoietiche, quale prima linea di terapia nei pazienti affetti da linfoma aggressivo. I pazienti selezionati per questo studio presentavano una malattia in stadio avanzato e ad alto rischio di ricaduta. Entrambi i trattamenti proposti sono risultati molto efficaci ma a parità di risultati nel controllo della malattia, la differenza fondamentale evidenziata dallo studio consiste nella minore incidenza di effetti collaterali osservati con la terapia convenzionale.Lo studio conferma nel suo complesso i grandi progressi nella terapia dei linfomi aggressivi con i trattamenti oggi disponibili, dimostrando ancora una volta l’importanza di condurre studi prospettici randomizzati per giungere a conclusioni definitive sull’efficacia dei trattamenti. Studi che richiedono anni di lavoro per essere programmati e condotti nel rispetto rigoroso delle normative internazionali che regolano l’esecuzione degli studi clinici.
Alessandro Rambaldi, principal investigator dello studio, spiega: “La tossicità dei trattamenti deve rimanere un elemento chiave nel confronto fra vecchi e nuovi programmi terapeutici. Da questo punto di vista deve essere sottolineata l’importanza della ricerca promossa dalla comunità scientifica che è mirata all’ottimizzazione dei trattamenti e che pertanto si differenzia da quella, pur importantissima, promossa dall’industria farmaceutica che invece è mirata alla registrazione e all’immissione in commercio di nuovi farmaci”.
Quali prospettive ci sono per i pazienti che non rispondono alle terapie? “Purtroppo circa un terzo dei pazienti con linfoma aggressivo non risponde alla prima linea di trattamento – prosegue Rambaldi -. Nei prossimi anni il progresso dei risultati verrà dalla miglior conoscenza delle alterazioni genetiche che in queste malattie sono responsabili della resistenza ai trattamenti convenzionali. Queste nuove informazioni ci permetteranno di scegliere in modo mirato i nuovi trattamenti che si stanno rendendo disponibili”
Lo studio, pubblicato on line su http://www.jco.org il 3 ottobre 2016, è stato supportato in parte dall’Ail Bergamo, dall’Airc, dal Miur e da grant incondizionati di Roche spa e Amgen.

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Linfomi: studio testa-testa dimostra superiorità di obinutuzumab

Posted by fidest press agency su domenica, 5 giugno 2016

linfoma follicolareSono stati comunicati i risultati positivi dello studio registrativo di fase III, GALLIUM, nei pazienti non precedentemente trattati affetti da linfoma follicolare, la forma più comune di linfoma non-Hodgkin indolente (a crescita lenta). Lo studio ha confrontato l’efficacia e la sicurezza di obinutuzumab▼ più chemioterapia (CHOP, CVP o bendamustina) seguito da obinutuzumab in monoterapia, con rituximab più chemioterapia seguito da rituximab in monoterapia.I risultati dell’analisi ad interim hanno dimostrato che il trattamento con obinutuzumab ha ridotto significativamente il rischio di peggioramento della malattia o di mortalità (sopravvivenza libera da progressione, PFS, secondo le valutazioni dello sperimentatore) rispetto al trattamento con la terapia standard, rituximab.
Nel primo confronto testa a testa di obinutuzumab e rituximab, lo studio CLL11, condotto su pazienti affetti da leucemia linfatica cronica precedentemente non trattata e comorbilità, la combinazione obinutuzumab più clorambucile ha prolungato significativamente la PFS rispetto al trattamento con rituximab più clorambucile (PFS mediana 26,7 mesi vs. 14,9 mesi, rispettivamente; HR = 0,42; 95% IC, 0,33-0,54; p<0,0001). I più comuni eventi avversi di obinutuzumab più clorambucile sono stati: reazioni all’infusione, bassa conta leucocitaria, bassa conta piastrinica, bassa conta eritrocitaria, febbre, tosse, nausea e diarrea.
L’endpoint primario dello studio era la PFS valutata dallo sperimentatore in pazienti affetti da linfoma follicolare; gli endpoint secondari includevano la PFS valutata dal comitato di revisione indipendente (IRC), la PFS nella popolazione globale dello studio (iNHL), il tasso di risposta (risposta globale, ORR; risposta completa, CR), la sopravvivenza globale (OS), la sopravvivenza libera da malattia (DFS) e la sicurezza. Lo studio GALLIUM è condotto in collaborazione con il Gruppo tedesco di studio del linfoma indolente (GLSG, Germania), il Gruppo di studio di ematologia e oncologia della Germania dell’est (OSHO, Germania) e l’Istituto nazionale britannico della ricerca sul cancro (NCRI; Regno Unito).
Obinutuzumab è un anticorpo monoclonale ingegnerizzato disegnato per legarsi al CD20, una proteina presente solo sulle cellule B. Obinutuzumab colpisce e distrugge in modo mirato le cellule B sia direttamente, sia attraverso il sistema immunitario dell’organismo.
Obinutuzumab, è attualmente approvato in più di 60 Paesi in combinazione con clorambucile, per le persone affette da leucemia linfatica cronica precedentemente non trattata. L’approvazione è basata sullo studio CLL11, il quale ha evidenziato miglioramenti significativi con obinutuzumab più clorambucile in diversi endpoint clinici, tra cui la sopravvivenza libera da progressione (PFS), il tasso di risposta globale (ORR), il tasso di risposta completa (CR) e la malattia minima residua (MRD) in un confronto testa a testa con rituximab più clorambucile.Inoltre, obinutuzumab è stato recentemente approvato dalla FDA statunitense in combinazione con bendamustine seguito da obinutuzumab in monoterapia per i pazienti con linfoma follicolare che non hanno risposto o sono andati in progressione dopo un trattamento con rituximab.Tale approvazione si è basata sui dati dello studio GADOLIN che mostrano un significativo miglioramento della sopravvivenza libera da progressione con obinutuzumab rispetto al trattamento con sola bendamustine.I risultati dello studio GADOLIN, sono stati oggetto della richiesta di commercializzazione sottomessa alle autorità sanitarie di tutto il mondo.Recentemente, in Europa, il Comitato europeo per i medicinali per uso umano (CHMP) ha dato parere positivo per l’uso di obinutuzumab in combinazione con la chemioterapia bendamustine seguito da obinutuzumab in monoterapia per i pazienti con linfoma follicolare che non abbiano risposto, o che abbiano avuto una progressione di malattia, durante o fino a sei mesi dopo il trattamento con rituximab o un regime terapeutico con rituximab.Obinutuzumab continua ad essere testato nell’ambito di un ampio programma clinico che comprende lo studio di fase III GOYA. Lo studio GOYA analizza il confronto tra obinutuzumab e rituximab più chemioterapia CHOP nel linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) in prima linea. Ulteriori studi di combinazione su obinutuzumab con altri farmaci approvati o sperimentali, tra cui le immunoterapie e gli inibitori di piccole molecole, sono in programma o in corso in diverse forme di tumori del sangue.
Il linfoma follicolare, la forma più comune di linfoma non-Hodgkin indolente (a crescita lenta) pari a circa un caso ogni cinque di linfoma non-Hodgkin (NHL)[2] ed è considerato incurabile e la recidiva è fattore comune. Si stima che, nel mondo, a più di 75.000 persone ogni anno venga diagnosticato il linfoma follicolare.

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Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 giugno 2012

Roma 20 giugno 2012 – ore 11,30 Biblioteca del Senato – Sala degli Atti Parlamentari Piazza della Minerva, 38 –
La Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma che si celebra il 21 giugno, sarà l’occasione per sottolineare i grandi progressi della Ricerca Scientifica. Oggi, grazie allo sviluppo di nuovi approcci terapeutici, per alcune forme di leucemia è più vicino l’obiettivo della guarigione completa.
Per il quarto anno consecutivo l’AIL organizza un viaggio di 1.000 miglia lungo la costa Adriatica,
iniziativa di vela terapia dedicata ai pazienti ematologici.
Modera: Franco Mandelli, Presidente Nazionale AIL
Partecipano
Giuseppe Saglio, Professore di Ematologia, Università di Torino,
Direttore Dipartimento di Medicina Interna, Ospedale Universitario San Luigi di Orbassano-Torino
Fabrizio Pane, Presidente della Società Italiana di Ematologia,
Direttore U.O. di Ematologia e Trapianti, A.O.U. Federico II di Napoli
Massimo Breccia, Dirigente Medico, Azienda Policlinico Umberto I,
Sapienza Università di Roma
Giuseppe Navoni, Presidente AIL Brescia per “…Sognando Itaca”

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Malattie del sangue: nuovi traguardi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 giugno 2011

La cura definitiva di alcune malattie ematologiche, prima fra tutti la leucemia mieloide cronica, è un traguardo sempre più vicino, grazie ai progressi della ricerca e alle nuove terapie. E’ con questo messaggio di speranza che si apre la sesta Giornata Nazionale per la lotta contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma che si celebra in tutta Italia sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica il 21 giugno per unire volontari, pazienti e specialisti di tutta Italia. “Con questa Giornata vogliamo accendere i riflettori sulle malattie ematologiche e sottolineare il ruolo fondamentale svolto dall’AIL soprattutto in un momento, come questo, di carenza di fondi pubblici destinati alla Sanità” afferma il professor Franco Mandelli, Presidente dell’AIL “E’ necessario il sostegno di tutti per consentire alla nostra associazione di continuare ad esistere e lavorare per portare avanti iniziative in favore dei pazienti con malattie ematologiche”.
Gli avanzamenti della ricerca e l’introduzione dei farmaci intelligenti hanno consentito alla maggioranza dei pazienti ematologici di vivere più a lungo e di spostare il proprio problema da una questione di sopravvivenza all’organizzazione pratica della propria vita personale e sociale.
“Un paziente con leucemia mieloide cronica è oggi più simile ad una persona con diabete che ad un paziente oncologico” afferma il dottor Fabio Efficace, Responsabile Studi sulla Qualità della Vita GIMEMA – Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto, “A differenza di pazienti con altre patologie oncologiche, però, i pazienti con leucemia mieloide cronica devono oggi assumere il farmaco su base giornaliera e per un tempo indefinito e quindi convivere per molti anni con un trattamento che non può essere interrotto”.
Questo potrebbe cambiare in un futuro prossimo, perché oltre al miglioramento della qualità della vita, le nuove terapie puntano alla cura definitiva della patologia. Il traguardo è oggi più vicino nella leucemia mieloide cronica con l’introduzione dei farmaci di seconda generazione come nilotinib, successore del Glivec, recentemente approvato dall’EMA per il trattamento in prima linea.
“I risultati dello studio ENESTnd a 24 mesi su nilotinib hanno evidenziato come il farmaco sia più efficace e selettivo di imatinib, poiché induce un’elevata incidenza di risposte molecolari complete in tempi rapidi, ossia la scomparsa del marcatore della leucemia del sangue dei pazienti” ha affermato il dottor Massimo Breccia ematologo, Dipartimento di Biotecnologie Cellulari ed Ematologia, Università “Sapienza” di Roma“Ridurre il residuo di malattia non è importante solo per la minore incidenza di progressioni, ma anche perché permette di iniziare a pensare di poter sospendere il trattamento in un futuro prossimo, senza recidiva di malattia”.
Si apre dunque la possibilità di una reale guarigione dalla malattia, un obiettivo che vede in prima linea Novartis che, con il progetto denominato “Path to Cure”, intende rafforzare la collaborazione con ricercatori, esperti scientifici ed associazioni pazienti per accelerare il percorso verso questo fondamentale traguardo.
“Il progetto Path to Cure potrebbe richiedere ancora del tempo prima di dare concreti risultati, ma come allude il suo nome, dobbiamo davvero a questo punto puntare in alto e cercare di trovare il sentiero giusto per arrivare alla cura definitiva della leucemia mieloide cronica”ha aggiunto il professor Giuseppe Saglio, Direttore della Divisione di Ematologia e del Dipartimento di Medicina dell’Ospedale San Luigi, Orbassano-Torino “ i primi risultati inducono a puntare al fatto che si possa davvero arrivare ad una effettiva e definitiva guarigione in una molto percentuale molto elevata di pazienti. Quanto elevata questa percentuale ancora non lo sappiamo, ma è chiaro che speriamo in quasi tutti e la sfida, che mi piacerebbe chiamare finale, ormai è aperta.”
“Di fronte a questi straordinari progressi è importante però non perdere l’occasione che le nuove terapie offrono ai pazienti” ha concluso ilprof. Mandelli “In Italia, le carenze del Sistema Sanitario Nazionale fanno sì che in alcuni casi non venga data ai malati la possibilità di accedere a questi farmaci avanzati. Questo è un ulteriore motivo per cui l’AIL deve continuare ad esistere e lavorare per poter intervenire immediatamente per fare in modo che, laddove vi siano delle carenze, il farmaco venga messo a disposizione dei malati”.
Anche quest’anno sono numerose le iniziative organizzate in occasione della Giornata dall’AIL in tutta Italia per sostenere i malati. Otto tra i più illustri ematologi italiani saranno a disposizione di chi ne ha bisogno per fornire risposte e consigli al Numero Verde AIL – Problemi Ematologici: 800-226524, dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di martedì 21 giugno.
Il 20 giugno, inoltre, partirà dal porto di Livorno l’imbarcazione oceanica per l’iniziativa “Sognando Itaca – Regata per la vita”: una “straordinaria” barca a vela con equipaggio formato da skipper professionisti, pazienti in fase riabilitativa, medici, infermieri e psicologi, veleggerà nel mar Tirreno dal 20 al 29 giugnocon a bordo pazienti di diversa età dei 15 centri toccando i porti di Ostia, Salerno, Reggio Calabria, Catania, Palermo e Cagliari. (Alessandro Spinelli)

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Innovazioni nella terapia dei linfomi

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 febbraio 2010

Empoli 15 febbraio dalle ore 16 alle ore 18, nei locali del Palazzo delle Esposizioni, in piazza Guido Guerra  “Aspetti innovativi nella terapia del mieloma multiplo e dei linfomi” è l’argomento che verrà trattato da Paolo Bernardeschi e Teresa Perrotta dell’unità operativa di oncologia dell’Asl 11. L’incontro, gratuito, rivolto a tutti i cittadini, è promosso dall’Associazione dei Cittadini per la Salute in collaborazione con l’Asl 11 e Astro (Associazione per il Sostegno Terapeutico e Riabilitativo in Oncologia). Il ciclo di incontri dedicati alla salute proseguirà lunedì 1 marzo. Nell’occasione si discuterà della sindrome vertiginosa e delle disfonie.

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Giornata mondiale per la Conoscenza dei linfomi

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

Roma 15/9/2009 Via in Miranda 1 (Foro romano) Giornata mondiale per la Conoscenza dei linfomi. Ogni anno si celebra questa giornata. L’obiettivo è promuovere l’informazione sulla malattia e sulle nuove strategie terapeutiche come gli anticorpi e le cellule staminali. Risultati promettenti arrivano anche da GA-101, terapia biotecnologica di terza generazione in sperimentazione, che potrà essere utilizzata nel trattamento dei linfomi Non Hodgkin compreso il linfoma linfocitico. Quest’anno per continuare alla raccolta fondi l’Ail promuove un evento speciale il Grn Gala spettacolo di Massimo Ranieri, in programma al teatro Sistina di Roma, il 24 settembre alle ore 21. Il grande artista napoletano ha deciso di offrire all’Ail una serata speciale di musica e spettacoli. Il suo incasso sarà interamente devoluto alla ricerca sui linfomi.

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Malattie del sangue: una nuova frontiera

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2009

La Giornata AIL, che si celebra il 21 giugno, ha l’obiettivo di informare i cittadini sull’importanza di sostenere costantemente la Ricerca Scientifica   per il trattamento di leucemie, linfomi e mieloma.  Un impegno sempre più forte per la qualità della vita dei pazienti affetti da malattie ematologiche, mentre si sviluppa e consolida la rivoluzione delle terapie mirate: i dati di uno studio interamente italiano dimostrano che “il farmaco intelligente”, imatinib, utilizzato da anni contro la leucemia mieloide cronica, offre risultati straordinari nel trattamento di un’altra grave forma di leucemia, la leucemia linfloblastica acuta Ph positivo. Sono questi i principali temi della IV edizione della “Giornata Nazionale per la lotta contro le leucemie, i linfomi e il mieloma”, promossa dall’AIL, posta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e che si celebra in tutta Italia il 21 giugno.  L’obiettivo della Giornata è quello di dare voce alle esigenze dei malati e di sensibilizzare l’opinione pubblica sui traguardi raggiunti nella lotta contro leucemie, linfomi e mieloma. Numerose le iniziative che verranno organizzate nelle diverse città italiane dalle 79 Sezioni provinciali AIL per ricordare una volta di più l’importanza di sostenere progetti di Ricerca e di Assistenza.  La leucemia linfoblastica acuta è una patologia molto grave soprattutto nella forma detta Ph positivo, che presenta la stessa caratteristica alterazione dei cromosomi che contraddistingue la leucemia Mieloide Cronica e non risponde alle terapie convenzionali, se non per brevissimo tempo. Ed è ancora più grave in particolare nelle persone anziane che non possono essere trattate con terapie aggressive.  Uno studio italiano condotto dal GIMEMA (Gruppo Italiano Malattie EMatologiche dell’Adulto) in collaborazione con Novartis ha verificato che anche nei pazienti con leucemia linfoblastica acuta Ph positivo poteva essere utile il trattamento già dimostratosi efficace nella leucemia mieloide cronica. Si conferma quindi l’efficacia delle terapie mirate che hanno rivoluzionato il trattamento delle leucemie colpendo in modo selettivo il difetto molecolare. E i risultati a 7 anni dello Studio Iris ribadiscono le altissime percentuali di risposta alla terapia con Glivec nella leucemia mieloide cronica (LMC).  Per la piccola percentuale di pazienti che mostrano resistenza a imatinib, è disponibile nilotinib, terapia di nuova generazione, adesso indicata anche come terapia di prima linea.  Nel prossimo ottobre si conosceranno i risultati del primo studio al mondo sulla qualità della vita dei pazienti affetti da leucemia mieloide cronica trattati con Glivec. È uno studio avviato alcuni mesi fa a cui partecipano 27 centri italiani con l’obiettivo di valutare l’effetto sulla qualità della vita di un farmaco che è assunto quotidianamente e che dovrà essere assunto per tutto il corso della vita. Sul sito dell’AIL http://www.ail.it sono disponibili le informazioni sulle iniziative promosse in tutta Italia dalle sezioni AIL.
La leucemia mieloide cronica (LMC) è una neoplasia maligna, causata da una alterazione acquisita della cellula staminale totipotente del midollo osseo, quella cioè dalla quale si originano tutte le altre cellule.  Questa alterazione, permanente, causa una proliferazione incontrollata del midollo osseo stesso con produzione di un numero elevato di globuli bianchi. I globuli bianchi in eccesso escono dal midollo osseo e vanno a colonizzare il sangue periferico e la milza.  Il termine “cronica” indica che la malattia ha inizialmente un decorso lento, con pochi sintomi, anche se dopo un periodo variabile di alcuni anni si trasforma inevitabilmente in una leucemia acuta.   La malattia è caratterizzata dalla presenza del cromosoma Philadelphia (Ph), dal nome della città nella quale fu scoperto dal Dr. Peter Nowell e dal Dr. David Hungerford nel 1960.  Questo unico marcatore cromosomico rappresenta l’anomalia genetica specifica della LMC, ed è il risultato di uno scambio (o traslocazione) di DNA tra i cromosomi 9 e 22: tale scambio dà luogo ad un cromosoma 22 più corto, detto appunto Philadelphia.
Epidemiologia   Le leucemie sono responsabili di circa il 3% di tutte le neoplasie con un’incidenza nel mondo di circa 60-100 per milione per anno. L’incidenza della leucemia mieloide cronica (LMC) è di 16 nuovi casi per milione per anno. È una malattia rara nei bambini, in cui non costituisce più del 5% di tutte le leucemie. Negli adulti la LMC rappresenta circa il 15-20% di tutti i casi di leucemie dell’adulto ed è meno comune della leucemia mieloide acuta (LMA, 33%) e della leucemia linfoide cronica (LLC, 26%) (Dati Usa, Cancer Statistics, anno 1997, su un totale di 28.300 casi). In Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 900-1000 nuovi pazienti. L’età media di comparsa della LMC è attorno a 55 anni. Meno del 10% dei pazienti con leucemia mieloide cronica ha meno di vent’anni, mentre il 30% ha più di 60 anni.  La malattia colpisce leggermente di più l’uomo che la donna, con un rapporto di 1,3:1.  Malattia le cui cause risultano sconosciute nella quasi totalità dei casi, la LMC non è una malattia ereditaria e non esiste associazione nota con agenti infettivi. Esiste invece un’associazione tra LMC ed esposizione alle radiazioni ionizzanti. La prima dimostrazione si è avuta facendo l’analisi epidemiologica dei casi di LMC nei sopravvissuti alle esplosioni atomiche belliche di Hiroshima e Nagasaki: la LMC è risultata molto più frequente dell’atteso.   I sintomi della LMC, non sempre presenti, comprendono: stanchezza, sudorazione notturna, perdita di peso, senso di tensione addominale (legata alla presenza di una milza ingrandita). Quando la malattia progredisce possono comparire febbre, dolori ossei e all’addome (legati all’ulteriore incremento volumetrico della milza). Negli stadi avanzati la LMC presenta segni e sintomi tipici della leucemia acuta; l’esame del sangue rivela ulteriore incremento dei globuli bianchi e ulteriore sovvertimento della loro composizione, anemia, aumento o drastica riduzione delle piastrine.  La LMC progredisce attraverso tre fasi caratterizzate da un progressivo peggioramento delle condizioni cliniche. Al momento della diagnosi, il 90% dei pazienti sono in fase cronica, i rimanenti sono già in fase accelerata o blastica. Nella fase cronica i pazienti presentano un elevato numero di globuli bianchi in tutti gli stadi di maturazione e, meno del 10% di cellule indifferenziate (definite blastiche), nel sangue periferico e nel midollo osseo. La fase cronica può durare 5 o 6 anni prima di progredire verso la fase accelerata. Nella  fase accelerata è una fase intermedia nella storia della malattia in cui si comincia ad evidenziare una certa resistenza alle terapie. È caratterizzata dalla presenza nel sangue periferico o nel midollo osseo del 10-30% di cellule indifferenziate. I sintomi peggiorano e comprendono febbre di origine sconosciuta, dolore osseo, sintomi correlati all’ingrossamento della milza o del fegato, come nausea e dolori addominali. Possono manifestarsi diminuzione delle piastrine e anemia progressiva. Si osservano anche nuove e multiple anomalie cromosomiche. La fase accelerata dura in media da 6 a 12 mesi.

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Asta benefica per lotta leucemie, linfomi e mieloma

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2009

Roma 11 giugno 2009 – ore 19,00 Palazzo Massimo Lancellotti – piazza Navona, 114 Seconda Edizione dopo quella di Milano del 28 maggio scorso. Asta benefica a favore dell’Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma  Curata da CHRISTIE’S, Casa d’Aste Internazionale a Roma verrà battuta, anche quest’anno, un’asta molto particolare sia per la singolarità delle opere proposte sia per la finalità dell’evento. I fondi raccolti attraverso le scorse edizioni milanesi di “Una mano per AIL” hanno contribuito alla realizzazione del nuovo Reparto di Degenze di Ematologia dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e all’ampliamento delle unità abitative messe gratuitamente a disposizione dei malati provenienti da fuori città per essere curati nei centri ospedalieri del capoluogo Lombardo.  Il ricavato dell’edizione di quest’anno aprirà la nuova campagna “ail sostiene. sostegno a medici e ricercatori, un impegno per il futuro”. I fondi raccolti verranno utilizzati per finanziare borse di studio ad uso di giovani medici ematologi e specialisti ematologici precari. L’obiettivo è di garantire continuità ed efficacia ai loro studi e al loro ruolo assistenziale all’interno dei dipartimenti nei quali operano. Chi sono i personaggi che hanno aderito quest’anno? A Roma: Renzo Arbore, Serena Autieri, F.lli Bergamasco, Fausto Brizzi, Sergio Castellitto, Paola Cortellesi, Maurizio Crozza, Pino Daniele, Maria De Filippi, Michele Emmer, Giorgio Faletti, Fiorello, Fabrizio Gifuni, David J. Gross, Monica Guerritore, Virna Lisi, Franco Mandelli, Filippo Magnini, Antonio Pappano, Gigi Proietti, Melania Rizzoli, Antonio Rossi, Carla Signoris, Silvio Soldini, Giorgio Tirabassi, Valentina Vezzali, Mara Venier, Fabio Volo, Renato Zero.  Gli artisti che hanno trasformato le impronte in opere d’arte originali: A Roma: Adalberto Abbate, Roberto Almagno, Anke Armandi, Ubaldo Bartolini, Angelo Bellobono, Tommaso Cascella, Sergio Ceccotti, Francesco Cervelli, Fabrice De Nola, Claudio De Carlo, Andrea Di Marco, Pablo  Echaurren, Stefania Fabrizi, David Fagioli, Emanuela Fiorelli, Giosetta Fioroni, Massimo Giannoni, Emilio Leofreddi, Marco Lodola, Ernesto Morales, Andrea Nicodemo, Giorgio Otona, Daniela Papaia, Giacchino Pontrelli, Paolo Radi, Mauro Reggio, Roxi in the box, Sandro Sanna, Giuseppe Stampone, Sivano Tessarollo.     “Una mano per AIL 2009” avrà anche lo scopo, come nelle scorse edizioni, di promuovere giovani talenti: accanto agli artisti affermati e agli emergenti, l’AIL ha riservato a 10 giovani pittori delle Accademie di Belle Arti di Roma e quella di Brera di Milano un apposito spazio all’interno dell’asta. Ecco i loro nomi: A Roma: Valentina Sarti Magi, Florentina Gloria, Serena De Angelis, Carla Paiolo, Francesco Campise, Ester Ciannetti, Danilo Innocenti, Jessica Pintaldi, Chiara Fazi, Maria Abduihamid.
AIL: opera in tutta Italia grazie all’attività di 79 sezioni provinciali che collaborano costantemente con i Centri di Ematologia. E’ impegnata in diverse e importanti attività che richiedono sempre crescenti risorse: da una parte finanzia la ricerca Scientifica, dall’altra offre contributi all’assistenza per sostenere quotidianamente i malati e le loro famiglie. http://www.ail.it
CHRISTIE’S: Fondata nel 1766 da James Christie a Londra, Christie’s è oggi la maggiore Casa d’Aste internazionale. La direzione generale di Christie’s Italia è attiva a Milano in Via dei Bossi, 4 e le aste ed esposizioni si tengono a Palazzo Clerici, sempre a Milano. Oltre alla sede di Milano e l’ufficio di Roma, una rete capillare di consulenti regionali garantisce i servizi Christie’s in tutto il territorio italiano. Per ulteriori informazioni http://www.christies.com

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