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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘linguistica’

La prof.ssa Gillian Mansfield rieletta Presidente di CercleS

Posted by fidest press agency su martedì, 30 settembre 2014

La prof.ssa Gillian Mansfield,Duomo_e_Battistero_di_Parma docente di Lingua e traduzione inglese presso il Dipartimento di Antichistica, Lingue, Educazione e Filosofia (A.L.E.F) dell’Università di Parma, è stata rieletta Presidente di CercleS (European Confederation of Language Centres in Higher Education) durante il XIII Convegno Internazionale tenutosi dal 4 al 6 settembre presso la University of Fribourg in Svizzera.CercleS è una confederazione di associazioni indipendenti di 22 Stati europei fondata a Strasburgo nel 1991. Riunisce circa 330 Centri Linguistici, Dipartimenti, Istituti, Facoltà o Scuole di livello universitario, la cui responsabilità principale è l’insegnamento della lingua nell’istruzione superiore e il cui obiettivo è di assicurare, promuovere e tutelare alti standard qualitativi non solo nella formazione e nella ricerca linguistica, ma anche nella didattica delle lingue straniere.
Tra le attività principali, infatti, l’Associazione organizza conferenze, seminari e gruppi di ricerca su tematiche riguardanti l’insegnamento e l’apprendimento delle lingue straniere, la certificazione linguistica, la formazione del personale didattico, tecnico e amministrativo, gli scambi di docenti e studenti fra centri diversi, l’uso delle nuove tecnologie nella didattica delle lingue e il multilinguismo. Tale confederazione è rappresentata da 12 membri plenari (associazioni nazionali) e 25 membri associati, oltre ai circa 250.000 studenti che apprendono le principali lingue dei vari paesi del mondo.Inoltre, la prof.ssa Mansfield è anche Editor-in-chief della rivista accademica di CercleS, Language Learning in Higher Education, pubblicata dalla Casa Editrice De Gruyter Mouton, ed è attualmente coordinatrice didattica dell’Aula Multimedia presso il suo Dipartimento, dove svolge anche le sue ricerche sull’apprendimento autonomo e collaborativo delle lingue straniere per tutto l’arco della vita. Partecipa attivamente al Centro di Ricerca Interdipartimentale per la didattica e il supporto alle pubblicazioni digitali UniPR Co-Lab con la sperimentazione, all’interno dei suoi corsi di Lingua e traduzione inglese, dell’apprendimento linguistico collaborativo con il supporto della tecnologia. Inoltre ha contribuito alla Programmazione Triennale di Ateneo partecipando alla progettazione dell’Azione ENGpower all’interno del Progetto UNIPR E E-LEARNING, e fa parte del Comitato di progetto che monitorerà l’attuazione dello stesso.

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Master in Immigrazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2011

Pavia 8 aprile alle ore 10,00, nell’Aula Grande della Facoltà di Scienze Politiche si inaugura la terza edizione del Master di I livello in “Immigrazione, genere, modelli familiari e strategie di integrazione”. Dopo il saluto delle autorità, il prof. Francesco Remotti, dell’Università di Torino, terrà  la lectio magistralis dal titolo “L’ossessione identitaria”. A seguire la presentazione dei contenuti del Master: gli aspetti demografici, economici e sociali delle migrazioni, la politica dei paesi di emigrazione, migrazione e diritto, discipline sanitarie, psicologia dello sviluppo e dell’educazione e linguistica.

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Italia in camicia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2011

Boccaccio's statue in Uffizi

Image via Wikipedia

L’unità d’Italia cominciò con le camicie rosse di Garibaldi… Fu vera gloria? Una serie di annessioni, diventate “piemontesizzazioni”, dettero forma ad una nuova nazione, accomunata dalla medesima lingua ufficiale, datata di oltre cinque secoli. Se di unità linguistica si deve parlare allora è giusto riconoscere il merito a Dante, Petrarca e Boccaccio che imposero il nuovo idioma al decadente latino, diventato la lingua dei dotti e della Chiesa di Roma. L’Italia indossò la camicia rossa e si sentì unificata. Passarono gli anni tra guerre ed emigrazioni; i popoli conquistati all’unità furono chiamati a morire per dilatare confini che neppure conoscevano; oggi non esiste neanche un piccolo comune dell’entroterra siciliano, che non esibisca all’ingresso del palazzo municipale, il lungo elenco dei caduti che si conclude con la nota esaltazione di  Armando Diaz, che risultava “Firmato Armando Diaz” e i nuovi patrioti-per-forza battezzarono i loro figli “Firmato Armando” credendo che si trattasse del nome proprio del generale Diaz. Terminata la prima grande guerra con la diatriba tra interventisti e non, l’Italia si ritrovò a cambiare camicia, essendogli stata imposta quella nera. L’entusiasmo per la nuova camicia fece diventare tutti (o quasi) indossatori della nuova divisa, anche perché senza quella camicia nera era difficile anche trovare un posto di lavoro. Quando l’improvvisato sarto, inventore di quella camicia, fece la fine che sappiamo, la folla, prima osannante, gettò alle ortiche quella camicia, giurando sulla testa dei figli, di non averla mai indossata (il vezzo di giurare sulla testa dei figli non è ancora scongiurato). L’Italia, dalla disastrosa seconda guerra mondiale,  uscì  letteralmente senza camicia e chi poteva esibiva il dorso nudo. Ci pensò l’America con il piano Marshall a confezionare per tutti la nuova camicia, questa volta bianca, candida, per neutralizzare nel candore  un passato che di onorevole aveva ben poco. Ma grazie a quella camicia fornita in blocco con il Piano Marshall, l’Italia si rialzò, inventò il miracolo economico e garantì la democrazia, mentre si intrufolava nei gangli della Nazione il virus dell’egoismo liberista. La Nazione divenne Stato, essendosi dotata di una autorevole Costituzione, elaborata dai Padri Costituenti appartenenti a tutte le forze politiche anti-fasciste. La Nazione in camicia rossa, transitando per la camicia nera e, infine, adottando la camicia  bianca, divenne Stato, dichiaratamente democratico in quanto quella Costituzione garantista impose l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. La libertà garantita dalla democrazia permise l’affermarsi del capitalismo, che della democrazia necessita per poi superare i concetti di uguaglianza e imporre la sua legge, che è legge economica ma non sociale. E la camicia? E’ cambiata nuovamente! Stavolta è diventata verde e la impone una piccola forza politica locale che è riuscita a diventare l’ago della bilancia del governo, nonché elemento determinante per la sopravvivenza del medesimo. Indossare la camicia verde diventa il viatico della impunità, dell’uso ricattatorio del potere, al punto  che lo stesso presidente del consiglio, invischiato  in una lunga serie di processi  penali, ha esibito una allegro foulard verde per assimilarsi al nuovo colore imposto  da chi lo mantiene in una vita politica artificiale grazie ad un accanimento  di scelte che si concretizza nel voto di fiducia. Ma non è la maggioranza degli italiani che indossa la nuova divisa, anzi la scelta che si vorrebbe imporre ha provocato una regressione storica, con il rifiuto di ogni colore. I governanti si allineano alle nuove esigenze per mantenere saldo lo strapuntino sul quale sono comodamente assisi e non si curano delle mode che imperversano e mutano colore; il colore è un optional, come le idee, per cui cambiano a seconda dello spirare del vento. All’orizzonte sognato dalla stragrande moltitudine degli italiani, compare una nuova camicia da far indossare  a questi governanti piacioni, parolai,  accomodanti, ma per nulla affatto concreti e propositivi; stavolta è il popolo italiano che sceglie ciò che il potere dovrà indossare: la camicia di forza, per liberarci dalla zavorra  e diventare, finalmente “Patria comune”. (Rosario Amico Roxas)

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Promozione linguistica e culturale della Stranieri

Posted by fidest press agency su domenica, 24 ottobre 2010

Perugia. E’ entrato nella sua fase operativa l’articolato programma di collaborazione linguistica e culturale siglato nel giugno 2009 dall’Università per Stranieri di Perugia e dal Supreme Council of Universities egiziano, avente per oggetto l’incremento della conoscenza diffusa della lingua e cultura italiana in Egitto.   Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, comprende una serie di azioni formative, scientifiche e strettamente didattiche indirizzate ai quattro atenei egiziani del Cairo, Helwan, Ain Shama e Al-Azhar.  La Stranieri ha selezionato complessivamente otto insegnanti – un professore di lingua e cultura italiana, due collaboratori ed esperti linguistici e cinque visiting professor di letteratura e linguistica – che hanno iniziato la loro attività didattica in questo mese di ottobre nelle quattro università convenzionate.   La finalità complessiva di tale programma – riguardante la lingua, la letteratura, la linguistica e il pensiero politico e la storia delle idee nella letteratura italiana dall’ ‘800 al ‘900 –  è quella di incrementare lo studio della lingua e cultura italiana e di accrescere l’attrattività dei giovani studiosi egiziani verso l’Italia.Il programma comprende in seconda battuta l’istituzione di un pacchetto di 26 borse di studio destinate agli studenti più meritevoli dei quattro atenei partner, per agevolare il loro soggiorno in Italia nella frequenza di corsi di lingua e cultura italiana presso l’Università per Stranieri di Perugia.  Il progetto formativo varato dall’ateneo di Palazzo Gallenga prevede anche la presenza di un tutor che supporterà, per l’intero periodo di interesse, tutte le attività didattiche e scientifiche attivate.   Positivo è anche il bilancio dell’azione formativa svolta dall’ateneo nei riguardi del gruppo di 89 studenti libici giunti a Perugia per un periodo di studio della lingua italiana, grazie ad una fitta attività di cooperazione tra la Farnesina e Palazzo Gallenga, in conseguenza dell’accordo di collaborazione siglato dai governi italiano e libico a Bengasi il 30 agosto 2008. Il governo libico ha infatti chiesto di prolungare di un anno il periodo di frequenza ai corsi dei giovani libici selezionati, a cui dovrebbero aggiungersi altri 11 studenti, i quali beneficeranno, insieme ai connazionali già presenti, di borse di studio per tutto l’intero soggiorno a Perugia.

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Mediazione linguistica e culturale

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 ottobre 2010

Milano 12 ottobre 2010 alle 12.30, Aula magna del Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano, piazza Montanelli 1, Sesto San Giovanni (Milano). Ingresso libero l’attore Ferruccio Soleri incontra gli studenti e il pubblico per ripercorrere la sua esperienza di giramondo e raccontare come le audience dei diversi Paesi, e della Cina in particolare, hanno accolto negli anni il suo Arlecchino.
L’evento è organizzato dal Corso di laurea in Mediazione linguistica e culturale e dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, in occasione della messa in scena dell’Arlecchino servitore di due padroni sovra titolato in cinese, arabo e spagnolo al Piccolo Teatro di Milano. Si tratta del primo di una serie di spettacoli che il Piccolo proporrà in diverse lingue, per avvicinare il pubblico straniero al teatro italiano offrendo la sovratitolazione in varie lingue. La serata in lingua cinese è fissata per martedì 19 ottobre.
Ferruccio Soleri (Firenze 1929), arrivato al Piccolo nel 1957, studia da Arlecchino con Marcello Moretti e durante la tournée americana, il 28 febbraio 1960 a New York, lo sostituisce per la prima volta. Moretti scomparve nel 1961 e quando Strehler due anni dopo riprese lo spettacolo chiamò Soleri, che da allora «è» Arlecchino, e nel tempo ha condiviso la scena con colleghi come Franco Graziosi, Warner Bentivegna, Giancarlo Dettori, Tino Carraro, Gianrico Tedeschi, Valentina Cortese, Andrea Jonasson.

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Leo Spitzer. Lo stile e il metodo

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

Autore: vari Caratteristiche editoriali: formato cm 17 x 24; 570 pp.; ISBN 88-6058-036-6; € 48,00. Il volume raccoglie gli interventi al XXXVI convegno interuniversitario di Bressanone-Innsbruck (2008) dedicato alla figura e al metodo di Leo Spitzer, al suo ruolo nella cultura novecentesca e in varie discipline, soprattutto nella linguistica, nella semantica e più in generale nella critica letteraria: una riflessione sul modo empirico con il quale lo studioso austriaco ha affrontato l’analisi delle parole e dei testi letterari, sul suo progressivo passaggio da posizioni che egli sentiva astratte a posizioni più confacenti a una concretezza dell’analisi del testo letterario per cercare di dare un senso al proprio lavoro, sui suoi rapporti con la cultura e la politica del suo tempo; per riprendere le sue parole, per cercare di capire il modo nel quale egli si è «aperto un passaggio attraverso il dedalo della linguistica verso il giardino incantato della storia letteraria». I saggi che compongono il volume spaziano dalla riflessione sull’attività critica di Spitzer, nei suoi rapporti con l’idealismo e la cultura mitteleuropea, e la definizione della stilistica, vista anche nella sua ricezione e nei peculiari caratteri italiani, alla riflessione sulle maggiori opere del critico viennese, fino all’analisi delle applicazioni del suo metodo all’etimologia e a testi e autori che vanno dalla letteratura mediolatina al Medioevo, da Dante a Racine, Voltaire, da Leopardi, Verga e Matilde Serao a Baudelaire, da Butor a Sarraute e Handke. (Esedra editrice, via Palestro 8, Padova, : http://www.esedraeditrice.com)

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La crisi dell’industria del settore linguistico

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

L’industria del settore linguistico è stata colpita dalla crisi economica meno di altri settori, come risulta da uno studio condotto per conto della Commissione europea. Lo studio, che rappresenta la prima analisi su scala europea dell’industria linguistica, copre aspetti quali la traduzione, l’interpretazione, la localizzazione e globalizzazione, la sottotitolazione e il doppiaggio, le tecnologie linguistiche, l’organizzazione di conferenze multilingui e l’insegnamento delle lingue. Il fatturato dell’industria linguistica europea è stimato a 8,4 miliardi di euro (2008) e, secondo le previsioni, aumenterà annualmente almeno del 10%, per arrivare entro il 2015 ad un importo compreso tra 16,5 e 20 miliardi di euro. Si tratta di uno dei maggiori tassi di crescita registrati nell’economia dell’UE.  Il mercato dei servizi linguistici è caratterizzato in particolare da un crescente consolidamento delle grandi imprese, accompagnato però da una forte concorrenza in quanto le scarse barriere all’entrata fanno sì che nei mercati della traduzione e dell’interpretazione siano attivi molti operatori. Inoltre la globalizzazione ha bisogno di traduzione e interpretariato in nuove lingue nonché di nuovi servizi linguistici.  L’analisi è stata effettuata sulla base di questionari inviati ad associazioni professionali, autorità nazionali, singoli individui e fornitori di servizi linguistici. Sono pervenute più di 1000 risposte. Lo studio contiene anche schede per Paese relative a ciascuno Stato membro analizzato.

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Formazione linguistica e immigrati

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2009

Roma. Concluse ufficialmente le attività del progetto “Apprendo: formazione linguistica come strumento per l’inclusione sociale dei migranti” organizzato dalla C.R.S. (Cooperativa Roma Solidarietà), della Caritas Diocesana di Roma e finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, con il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati (Anno 2007). Il progetto aveva l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale dei migranti e dei loro familiari utilizzando corsi di formazione linguistico – culturali finalizzati a sviluppare e ad approfondire le conoscenze e le competenze relative alla lingua, alla cultura, alla società ed alle istituzioni del nostro Paese, anche mediante l’insegnamento dell’educazione civica di base e dei principi costituzionali. Nell’ambito dell’iniziativa, 43 stranieri non comunitari domiciliati nella Provincia di Roma hanno frequentato corsi di lingua e cultura italiana sia livello base che intermedio. Il corso, che si è svolto nel periodo marzo-agosto, ha visto la partecipazione di 21 allievi (dei quali 7 donne) al corso base e di 22 allievi (7 le donne) al corso Avanzato. L’età media dei partecipanti è stata di 31 anni, con la più giovane di 19 anni ed il più  anziano di 59. Il corso ha visto la partecipazione di allievi provenienti soprattutto dai paesi africani, tra i quali  Eritrea (9 iscritti), Guinea (8), Costa d’avorio (7) e Repubblica Democratica del Congo (5). Complessivamente, dei 43 partecipanti ben 30 vivevano in centri di Accoglienza e tutti erano in possesso di permesso di soggiorno, la maggior parte dei quali per richiesta di asilo politico e protezione internazionale. L’attività si è svolta sia con lezioni frontali di lingua che con workshop specifici di educazione civica. Sono stati questi ultimi quelli maggiormente graditi e frequentati dagli allievi: il Permesso di lavoro; tipi di contratto di lavoro; come si trova lavoro in Italia (i servizi per l’impiego e le Agenzie per il lavoro); il mercato del lavoro a Roma; strumenti di ricerca del lavoro; come migliorare la propria formazione.

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Nasce il Centro sannita di linguistica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 settembre 2009

Santa Croce del Sannio 9 ottobre (in provincia di Benevento). Conoscere e far conoscere la lingua e la cultura dei popoli nonché promuovere il territorio in cui essi si riconoscono, con particolare riferimento a quello sannita, utilizzando le tecnologie informatiche e telematiche più avanzate: questa l’idea e l’intento alla base dell’istituzione del Centro sannita di linguistica, comunicazione e promozione territoriale in memoria di “Girolamo Vitelli”. Promotori dell’evento il Comune di Santa Croce del Sannio, la Fondazione “G.M. Galanti” onlus (sede dell’incontro), la Società San Paolo, con il patrocinio del Senato della Repubblica. In occasione del 160° anniversario della nascita del grande papirologo, si è pensato di organizzare uno “Spicilegio nel Sannio, Il futuro di Girolamo Vitelli”, ossia una raccolta di esperti e una ricognizione di materiali, dati, documentazioni, conoscenze, informazioni per proseguire nell’opera di valorizzazione culturale intrapresa da Vitelli più di un secolo fa, fondando l’attuale Istituto Papirologico di Firenze, che porta il suo nome, e fregiandosi tra l’altro dei titoli di senatore e di accademico dei Lincei. Tutto è orientato alla costituzione dell’Istituto internazionale di filologia computazionale Vitelli e allo sviluppo di Hieronymus, software applicativo integrato per l’acquisizione digitale e l’analisi di reperti archeologici (iscrizioni, epigrafi, oggetti), di corpora linguistici in lingue antiche e moderne, la ricerca interlingua avanzata e la traduzione moderna. “Oltre a ricercare e sperimentare nuove e più avanzate applicazioni informatiche alla linguistica e alla comunicazione, pensiamo di proporre corsi di formazione per imparare a meglio comunicare e connettere i Sanniti nel mondo”, spiega Giuseppe Del Grosso, coordinatore scientifico del progetto.Il programma prevede inoltre, alle ore 15.30, la “Posa della prima pietra” dei lavori di ristrutturazione alla casa natale di Girolamo Vitelli, la Cerimonia religiosa presieduta dal rev. mons. Pompilio Cristino e, alle ore 16.30, l’incontro sul tema: “Le grandi civiltà del Mediterraneo nella storia del territorio Sannio”, a cura di Antonio Conte.

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Attività del Collegium de Lyon

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 aprile 2009

Tematiche prioritarie della missione del Collegium de Lyon, il linguaggio e la comunicazione, sono ancora al centro degli studi dei due ricercatori unitisi da poco al centro di ricerche di Lione, Francia. Wendy Leeds-Hurwitz e Ian Maddieson resteranno 5 mesi al Collegium, durante i quali godranno del sostegno e delle risorse messe a disposizione dal nuovo centro di ricerche dedicato alle scienze umane e sociali. La seconda sessione che esaminerà le prossime candidature ai posti di ricercato al Collegium de Lyon chiuderà il 15 luglio 2009 Wendy LEEDS-HURWITZ, specialista in comunicazione e linguistica Titolare di un dottorato dell’Università della Pennsylvaniaie, Wendy insegna comunicazione all’Università del Wisconsin-Parkside. I suoi studi si collocano all’intersezione fra antropologia, linguistica e comunicazione. Al Collegium de Lyon, Wendy studia la costruzione sociale dell’interdisciplinarità. Talvolta, fra le discipline accademiche, vengono erette delle barriere che in certi casi, sono difficilmente sormontabili. Sovente, per rispondere a della problematiche complesse, i ricercatori devono poter superare queste barriere ed è proprio qui che si concentrano le ricerche di Wendy, che nel corso del suo soggiorno al Collegium de Lyon lavorerà per identificare le forme di comunicazione che favoriscono e facilitano la ricerca interndisciplinare.  Le nuove tecnologie dell’informazione, come le e-mail, i wikis o internet, sono anch’essi al centro dei suoi studi: in che modo esse offrirebbero nuove opportunità in materia di comunicazione? E come potrebbero essere funzionali agli obiettivi dell’interdisciplinarità? Ian MADDIESON, linguista Diplomato della School of Oriental and African Studies dell’Università di Londra e titolare di un dottorato in linguistica all’Università della California, Ian è insegnante ricercatore all’Università del Nuovo Messico. Le sue ricerche si inoltrano nel campo della diversità dei suoni impiegati nelle differenti lingue parlate nel mondo. Il progetto di Ian Maddieson al Collegium de Lyon rientra nel quadro degli studi della complessità linguistica, in particolare nel settore della fonologia (il suono del linguaggio). Le sue ricerche si concentrano sulle proprietà individuali del suono e sulla comparazioe dei differenti sistemi di linguaggio. Il suo obiettivo é dimostrare se esistono o meno delle tendenze uniformi fra le lingue, sulla base dell’analisi di un campione rappresentativo di lingue differenti.

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