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Posts Tagged ‘lipofilling’

Tutto quello che c’è da sapere sul trapianto di grasso

Posted by fidest press agency su sabato, 11 giugno 2016

gandolfiFino a 15 anni fa si buttava, oggi è tanto prezioso da essere conservato in banca. È il grasso aspirato dai chirurghi plastici durante la liposuzione e utilizzato per il lipofilling, ossia l’impianto di tessuto adiposo nello stesso paziente per ridare volume al viso o al corpo o, grazie alle cellule staminali in esso contenute, per rigenerare i tessuti. Con 28.500 interventi nel 2014, il trapianto di grasso autologo è l’intervento di chirurgia plastica più in crescita (+20% in un anno, dati Aicpe). Inoltre negli ultimi 5 anni sono aumentati esponenzialmente gli articoli scientifici dedicati all’argomento. Nell’ultimo congresso organizzato dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), ci sono stati molti interventi su questo tema con i maggiori esperti internazionali.«Negli ultimi anni il trapianto di grasso ha fatto grandi passi in avanti. Oggi sono molto più chiare che in passato le basi biologiche che rendono efficace questa metodica» dice il presidente di Aicpe, Eugenio Gandolfi.Due sono gli ambiti di ricerca principali: il primo riguarda la tecnica da utilizzare per l’impianto, il secondo l’utilizzo delle cellule staminali che contiene.
La novità più sostanziale riguarda la conoscenza e l’uso delle cellule staminali: il tessuto adiposo ha il vantaggio di averne in quantità decisamente più alta rispetto ad altri tessuti utilizzati per la loro selezione, come il midollo osseo. «Gli studi hanno dimostrato che le cellule staminali hanno un’enorme capacità di rigenerazione dei tessuti, da quelli cicatriziali a quelli invecchiati, che hanno in alcuni ambiti capacità o potere terapeutico – prosegue -. Sembra ormai certo che, nell’ambito della chirurgia plastica, il volume di grasso che “attecchisce” è superiore se il numero di staminali presenti nel tessuto trasferito è più alto. Da qui nascono gli studi attuali, che mirano ad arricchire i prelievi di grasso di cellule staminali. E qui entrano in gioco le banche delle staminali del grasso, che stanno nascendo per conservare il materiale non utilizzato».Quali gli utilizzi del trapianto di grasso? Non c’è zona del corpo in cui non si possa trapiantare il grasso. Queste sono comunque le più gettonate:
– Viso. Con il grasso si pone rimedio alla perdita di volume del volto, palpebra e sopracciglia incluse
– Cute. Il trapianto di grasso contribuisce, grazie alle cellule staminali, a un miglioramento complessivo della qualità della pelle
– Corpo. È un’alternativa alle protesi di silicone per seno e glutei
– Rimodellamento corporeo. Trasferire grasso significa prelevare prima con la liposcultura. Non bisogna dimenticare infatti che il trapianto di grasso prevede sempre la riduzione di adipe nelle zone dove è più in eccesso, di solito fianchi e addome
– Cicatrici. Il trapianto di grasso serve per riempirle e diminuirne la visibilità (foto gandolfi)

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Liposcultura e cellule staminali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2011

«La liposcultura è una tecnica sempre più apprezzata per rimodellare seno, glutei, addome e fianchi secondo una visione di armonia globale, togliendo grasso dove ce n’è in eccesso e aggiungendolo dove serve volume», ha spiegato Alessandro Gennai nel corso del suo intervento. «Ma, mentre un tempo era necessario eseguire prelievo e innesto del grasso nello stesso intervento, adesso il tessuto adiposo può essere conservato e riutilizzato nel momento più opportuno, per futuri lipofilling e per trattamenti antiaging periodici». Le cellule adipose e staminali mesenchimali prelevate mantengono infatti le loro caratteristiche biologiche inalterate nel tempo. Gennai, fra i primi chirurghi in Italia ad appoggiarsi a una “banca delle staminali”, spiega che non si tratta solo di una riserva di giovinezza, «ma anche, e soprattutto, una riserva di salute, perché le cellule staminali mesenchimali rappresentano la nuova frontiera della medicina rigenerativa, con la prospettiva di curare, in futuro, numerose patologie». Con le nuove tecniche si supera il concetto di semplice asportazione del grasso in eccesso, per pensare a un rimodellamento globale delle forme del corpo, da ritoccare nel tempo. Una soluzione naturale, che elimina le possibilità di rigetto e permette di eseguire interventi mirati: «Già da tempo la liposcultura è molto richiesta dalle mie pazienti, soprattutto in vista dell’estate -continua Gennai-. È un trattamento che garantisce risultati subito visibili che si assestano dopo pochi giorni. Richiede inoltre delle piccole attenzioni e già a distanza di circa tre settimane dall’intervento è possibile esporsi al sole». Il tessuto adiposo prelevato al momento della liposuzione non viene però gettato. «Grazie alle tecniche di oggi, è possibile crioconservare il tessuto asportato per futuri utilizzi estetici e medici», ricorda Gennai. Il tessuto adiposo viene trattato con un procedimento che limita la rottura degli adipociti e garantisce la conservazione delle preziose staminali. Continua il chirurgo: «il lipofilling, grazie anche alla presenza di staminali mesenchimali, non solo tonifica, ma migliora anche la qualità della pelle, che diventa più luminosa e liscia. In altre parole più giovane. In più, i numerosi studi clinici che sono in corso sul possibili utilizzo delle cellule staminali, fanno intravedere nuove applicazioni e nuove opportunità future davvero importanti per la propria salute».
Alessandro Gennai – Profilo professionale. Laureato con lode nel 1988 in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Modena, Alessandro Gennai ha frequentato la Scuola Internazionale di Medicina Estetica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma e la specializzazione in Chirurgia Generale al Policlinico Universitario di Modena, per poi proseguire gli studi all’estero (Los Angeles, Chicago, Spagna, Brasile e Argentina). (www.gennaichirurgia.it).
Il Gruppo Sedna, attivo in Italia dal 2006 nel campo della progettazione e realizzazione di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili, si espande con l’apertura di Sedna Power Plants Bulgaria, una nuova società che afferma la forza del Gruppo sul mercato estero. Un importante risultato, maturato all’interno del contesto di approvazione del Decreto Rinnovabili, messo a segno in un’ottica di ampliamento della strategia d’internazionalizzazione. La pubblicazione del nuovo Decreto, inoltre, ha permesso al Gruppo Sedna di riattivarsi, sia dal punto di vista degli investimenti, sia dal punto di vista dell’organico, con l’apertura di nuove posizioni in un’ottica di ampliamento dello staff che permetterà all’azienda di essere più competitiva.

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Il grasso della liposuzione si mette in banca

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

Mettere in banca le preziose cellule staminali contenute nel grasso aspirato durante la liposuzione per utilizzarle un domani per ringiovanire o per migliorare il proprio corpo. E’ la nuova frontiera della medicina estetica e consiste nella conservazione delle cellule mesenchiali presenti nel grasso aspirato durante la liposuzione, che in questo modo non viene buttato o utilizzato subito per un lipofilling, ma viene messo al sicuro in una banca in Belgio per essere utilizzato in un prossimo futuro.
«Il lipofilling, ossia l’innesto del proprio grasso come trattamento anti-age nel viso o per rimodellare il corpo, ad esempio seno, gambe e addome, è ormai una realtà consolidata nella medicina estetica, in quanto si tratta di una soluzione naturale, atossica e senza il rischio di rigetto» afferma Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna socio dell’Eafps (European academy of facial plastic surgery) che esegue questo trattamento da anni. Fino a oggi, tuttavia, era necessario eseguire il prelievo dei tessuti adiposi e l’innesto durante lo stesso intervento, in quanto il grasso non poteva essere conservato e in alternativa andava buttato.  Una delle più importanti banche europee di crioconservazione di tessuto adiposo è Cryo-Lip, che fa parte della multinazionale Cryo Save, nata per la conservazione delle cellule staminali: «La conservazione delle staminali del grasso è una novità assoluta del 2010, resa possibile grazie ai progressi fatti nel campo della raccolta e lavorazione della preziosa miscela ricca di staminali» afferma Stefano Davanzo responsabile di Cryo Lip Italia. In Italia è stata introdotta da fine settembre, ed è stato il secondo paese in Europa a praticarla tre mesi dopo la Spagna. Oggi è diffusa anche negli Stati Uniti, Grecia, Bulgaria, Ungheria, Cipro e Paesi Bassi. «La tecnica di crioconservazione prevede di raccogliere, lavorare e conservare la miscela ricca di staminali adulte provenienti dalla liposuzione grazie a una nuova procedura di crioconservazione specifica per i tessuti adiposi – prosegue Davanzo -. Il grasso viene congelato a 196 gradi sotto zero in vapori di azoto libero e si può riutilizzare almeno per i 20 anni successivi per eventuali ritocchi, senza quindi ricorrere a nuovi prelievi, risparmiando tempi e costi». Se è vero che l’utilizzo del grasso congelato, nella stragrande maggioranza dei casi, è per motivi estetici, il materiale assicura comunque la possibilità di curare alcune patologie, senza poi considerare le frontiere della chirurgia rigenerativa.
«Per ora siamo nella prima fase del progetto, quella informativa dei medici – aggiunge Davanzo -. A differenza della raccolta delle staminali del cordone ombelicale, dove il medico ha un ruolo marginale in quanto è quasi sempre la paziente che decide e porta avanti il progetto con la struttura scelta, con Cryo Lip il chirurgo plastico è decisivo. E’ lui che propone il servizio , effettua prelievo e, nel 99% dei casi, inietta il tessuto. Per questo l’informativa è rivolta a medici selezionati, che devono avere una vasta esperienza, ma anche voglia di innovazione e motivazione».
Alessandro Gennai – Profilo professionale. Laureato con lode nel 1988 in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Modena, Alessandro Gennai ha frequentato la Scuola Internazionale di Medicina Estetica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma e la specializzazione in Chirurgia Generale al Policlinico Universitario di Modena, per poi proseguire gli studi all’estero (Los Angeles, Chicago, Spagna, Brasile e Argentina). In particolare è stato negli Stati Uniti, dove ha appreso, primo fra gli italiani, la tecnica del lifting endoscopico dal suo “padre fondatore”, Nicanor Isse. Gennai è socio della Eafps, European Academy of Facial Plastic Surgery. Lo studio si trova in via delle Lame a Bologna (www.gennaichirurgia.it).

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Seni prosperosi

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 marzo 2010

«Ridisegnare la silhouette distribuendo meglio le forme nel proprio corpo era, fino a poco tempo fa, solo un esercizio di fantasia che le donne potevano fare davanti allo specchio – afferma Alessandro Gennai, chirurgo plastico di Bologna socio dell’Eafps (European Academy of facial and plastic surgery) -. Ora è diventato realtà anche per il seno, grazie agli ultimi studi fatti in Europa, soprattutto in Italia, e negli Stati Uniti, che hanno dimostrato l’assenza di controindicazioni all’utilizzo del proprio tessuto adiposo anche per rimodellare il seno».  Già da anni il lipofilling viene utilizzato per il riempimento di zone del corpo e del viso, ma solo ultimamente è stato sdoganato anche per il seno: «Da acerrimo nemico, il grasso in eccesso è diventato un alleato importante per la bellezza – prosegue il dottor Gennai -. Nello stesso intervento si aspira il grasso in eccesso da fianchi, pancia o glutei, e poi la si inietta dove c’è bisogno, ad esempio per rendere più abbondante il décolleté. La liposuzione avviene in un circuito sterile, quindi il grasso viene centrifugato in maniera delicata, in modo da preservare la vitalità delle cellule e nello stesso tempo separarle dai liquidi».  L’intervento dura un paio d’ore in sedazione, in regime di day hospital. «Questa è una buona notizia soprattutto per le donne mediterranee che tendono ad avere fianchi larghi e, in molti casi, poco seno. Per chi invece è magro e non ha grasso sufficiente, oltre alle protesi chirurgiche esiste sempre l’alternativa di un gel rimodellante a base di acido ialuronico macromolecolare» conclude Gennai.
Alessandro Gennai – Profilo professionale. Laureato con lode nel 1988 in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Modena, Alessandro Gennai ha frequentato la Scuola Internazionale di Medicina Estetica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma e la specializzazione in Chirurgia Generale al Policlinico Universitario di Modena, per poi proseguire gli studi all’estero (Los Angeles, Chicago, Spagna, Brasile e Argentina). In particolare è stato negli Stati Uniti, dove ha appreso, primo fra gli italiani, la tecnica del lifting endoscopico dal suo “padre fondatore”, Nicanor Isse. Gennai è socio della Eafps, European Academy of Facial Plastic Surgery. Lo studio si trova in via delle Lame a Bologna (www.gennaichirurgia.it).

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