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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘liquidazione’

Quota 100: fissare un tetto al tasso di finanziamento della liquidazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 febbraio 2019

Grazie ai senatori di Fratelli d’Italia, Antonio Iannone e Stefano Bertacco, se approvato non potrà superare l’1,5% annuo. Dichiarate inammissibili le altre proposte illustrate in audizione dai dirigenti scolastici Pietro Perziani e Patrizia Costantini. Marcello Pacifico, presidente Udir, caldeggia l’approvazione dell’emendamento. Dichiarato ammissibile un emendamento di Udir al ddl A.S. 1018, con disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (Quota 100). La richiesta di modifica all’articolo 23 del provvedimento punta a ridefinire l’importo di finanziamento per la liquidazione. L’emendamento richiesto dal giovane sindacato dei dirigenti scolastici, il 23.12, è stato formalmente presentato dai senatori Antonio Iannone (Fratelli d’Italia) e Stefano Bertacco (Fratelli d’Italia); con esso si punta a una modifica che tutela i lavoratori, fissando un tetto massimo (dell’1,5%) all’aliquota da definire nell’accordo quadro; nello specifico l’emendamento recita così: «all’articolo 23, al comma 2, dopo le parole “comma 5” aggiungere le seguenti: e comunque non superiore all’1,5%». Il 4 febbraio Udir era intervenuta per presentare altri emendamenti al decreto – la maggior parte ritenuti non ammissibili – in XI Commissione del Senato. Il presidente nazionale di Udir, Marcello Pacifico, si augura “che l’emendamento che abbiamo richiesto sia approvato, perché va nella direzione di un miglioramento del testo. Molto altro c’è da fare, consideriamo questo un punto di partenza. Sarebbe giusto tornare a regime alla pre Fornero, o comunque consentire di andare in pensione a 63 anni col massimo dei contributi, ferma restando, su richiesta, la possibilità di permanere in servizio, come accade per i magistrati”.

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Croce Rossa in liquidazione?

Posted by fidest press agency su sabato, 9 Mag 2015

Fabio_Rampelli_daticamera“A 50 anni dall’adozione dei suoi principi fondativi, stanno ammazzando la Croce Rossa per vendersi il patrimonio immobiliare, spartirsi i servizi tra privati, regalare a qualcuno attrezzature che valgono centinaia di milioni, liquidare la Cri militare. Il fiore all’occhiello della Nazione, come dimostrano i momenti di sacrificio esemplare durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, le missioni internazionali Babilonia, Afghanistan, strappati per interessi del tutto estranei alla missione della Cri e dei suoi valori. Invece di riformarla valorizzandola e tagliando sprechi e ruberie, la privatizzano. Con il risultato che i servizi saranno gestiti peggio è con maggiore dispendio di risorse”. È quanto dichiara il capogruppo di Fdi-An Fabio Rampelli.

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Finmeccanica: Guargualini si è dimesso

Posted by fidest press agency su sabato, 3 dicembre 2011

Dopo un regno incontrastato lungo dieci anni. Travolto dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie che lo riguardano. L’accusa è quella di aver creato un sistema di fondi neri e di aver elargito e dato ordini per dare denaro a politici e partiti. Ieri la notizia delle dimissioni di Guarguaglini ed il passaggio ad Orsi, amministratore delegato dell’ex presidente” lo scrive sul suo blog, Massimo Donadi, presidente di IDV alla Camera. “Una scelta, quella del Cda che sorprende e lascia perplessi perché in piena continuità con il passato: perché Guarguaglini va a casa e chi, fino a ieri era amministratore delegato sotto la sua presidenza, fa un passo avanti? Quale è la ratio? Dove è la logica? Che fine hanno fatto le ragioni di verità e trasparenza? Non solo” scrive Donadi. Per la fine del suo decennato Guarguaglini, dopo aver ridotto Finmeccanica con un’esposizione debitoria di oltre un miliardo di euro e aver fatto perdere al titolo in Borsa il 46 per cento in meno di un anno, riceve una liquidazione, tra buonuscita e clausola di non concorrenza, di 5,5 milioni di euro. Ora, tralasciando per un istante la questione giudiziaria, che già di per sé imporrebbe una seria riflessione, in un paese normale, la liquidazione di un manager di Stato dovrebbe essere legata indissolubilmente ai risultati raggiunti. Non in Italia. Piccola ma succosa digressione. Il Governo Prodi, su richiesta ed insistenza di Italia dei Valori, che ne fece una sua battaglia di principio nella scorsa legislatura, impose un tetto agli stipendi dei manager pubblici. Il Governo Berlusconi, con un decreto legislativo, ha non solo cancellato il tetto agli stipendi dei manager pubblici ma ha anche respinto la nostra proposta di legare indissolubilmente la liquidazione dei manager pubblici ai risultati raggiunti. Chiusa parentesi, torniamo al punto. “Una liquidazione di 5.5 MILIONI di euro a chi ha messo in ginocchio un’azienda fiore all’occhiello nel settore difesa e aerospazio, è una vergogna. Per questo, martedì, in Aula, Italia dei Valori non solo chiederà che tutto il Cda di Finmeccanica venga azzerato ma che si faccia tabula rasa anche su queste liquidazioni inconcepibili, indecenti, immorali. Serve cambiare anche queste regole per ridare slancio al Paese, rimetterlo sui binari della crescita e della legalità”.

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Saitta: anch’io ad Arcore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 dicembre 2010

Saitta: “Anch’io ad Arcore! Porto un compattatore a Berlusconi se in cambio mi svincola i fondi della Provincia per pagare le imprese”  “Andrei anch’io ad Arcore con un compattatore: in cambio però Berlusconi mi dovrebbe svincolare i fondi che la Provincia di Torino ha in cassa per pagare le ditte che hanno lavorato per noi e che il patto di stabilità mi impedisce di liquidare”: il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta commenta la visita del sindaco di Firenze Matteo Renzi da Berlusconi e lancia un provocazione. “Sono certo che le imprese che aspettano dalla Provincia di Torino la liquidazione dei loro lavori procurerebbero ben volentieri un compattatore da regalare a Berlusconi per intervenire nell’emergenza rifiuti di Napoli. Leggo che Renzi in cambio  della sua visita ha ottenuto la promessa di  fondi per Firenze nel prossimo decreto mille proroghe, io chiederei solo di togliere i vincoli del patto di stabilità”. “Se la politica in Italia è arrivata a questi colloqui personali anziché alle trattative istituzionali, a malincuore mi dovrò adeguare” commenta Saitta.

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Rc auto: chiusura dei centri di liquidazione al Sud

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

Aumentano sempre più i segnali del “disimpegno” delle imprese assicurative nel Sud del Paese. Anche il Sud del Lazio è coinvolto nell’abbandono “pilotato” del territorio. L’obbligo a contrarre viene aggirato nonostante una sentenza della Corte di Giustizia europea ne legittimi la validità, falsando concorrenza e mercato. Il 2010 rischia di essere l’anno del non ritorno nelle aree del Sud. Aumentano, infatti, i sinistri con i non assicurati. Solo l’area campana detiene quasi la metà di questi incidenti. Il servizio, già disastroso per la chiusura degli uffici locali delle imprese e per il sovraccarico di lavoro dei pochissimi uffici sopravvissuti, oggi sconta anche una progressiva e sempre maggiore difficoltà nel reperimento di una copertura a causa di un sempre più elevato numero di agenzie chiuse dalle imprese.  Ovvio che in situazioni come queste il malaffare vede aumentare in modo esponenziale i propri utili. Un tagliando “falso” costa 100 euro contro i 7000 euro chiesti per una polizza “regolare”. Chi paga tutto questo? Tutto questo viene pagato dall’assicurato onesto che attraverso il contributo al fondo di Garanzia per le Vittime della strada è chiamato a partecipare al pagamento degli incidenti causati dai non assicurati. Adiconsum ritiene necessario che le imprese siano obbligate a fornire, senza elusioni tariffarie, le coperture RC Auto nell’intero Paese, così come previsto dall’autorizzazione che richiedono quando intendono commercializzare polizze RC Auto. Questo è uno degli argomenti su cui Adiconsum chiederà un ulteriore impegno dell’Autorità di vigilanza ISVAP nell’incontro di mercoledì 20 ottobre. Al legislatore Adiconsum chiede un serio impegno a combattere quella che ormai sembra essere una frode assuntiva.

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Unicredit: buonuscita di Profumo

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 settembre 2010

Dichiarazione di Nino BOETI (PD) “Considero immorale una liquidazione di 40 milioni di euro. E’ incredibile che in un momento di crisi economica come quello che sta attraversando il nostro Paese e la nostra Regione, l’Unicredit liquidi con una somma così ingente il suo amministratore delegato.  Le banche gestiscono i soldi dei cittadini, spesso facendo le pulci agli imprenditori che chiedono un fido necessario a continuare la loro attività, ed è incredibile che possano liquidare un loro lavoratore – indipendentemente dal tipo di lavoro svolto e dai risultati conseguiti – con quasi 100 miliardi delle vecchie lire.  E’ vero che la politica deve recuperare un senso etico e morale, ma questo è un impegno che dovrebbe valere per tutto il Paese e per tutti i settori, finanza compresa, ed una liquidazione di tale entità di etico e di morale non ha proprio nulla”.

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Editoriale: Le ragioni di una presenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 agosto 2010

Editoriale Fidest. Questa estate, rispetto a quelle che ci hanno preceduto, negli ultimi anni, sembra non voler interrompere le tensioni politiche che di recente sono state innescate tra il Presidente della Camera e il presidente del consiglio non tanto e non solo per le loro rispettive cariche quanto per ragioni di leadership. Certo è che alla ripresa dei lavori parlamentari il prossimo mese di settembre questi strascichi polemici li ritroveremo enfatizzati prima di trovare uno sbocco ragionevole nel senso, ce lo auguriamo, non si pensi solo a logiche successorie e di liquidazione coatta degli avversari, ma all’interesse generale del paese. D’altra parte non possiamo ripetere la stucchevole messa in opera della volontà popolare, dei milioni di italiani che pedissequamente votano per l’una o l’altra parte politica solo per il gusto della “sceneggiata”. Se è vero che il 70% degli italiani va a votare dobbiamo anche pensare al restante 30% che diserta le urne e capire se questa forza tanto consistente non abbia un motivo valido per astenersi e se è, almeno in parte, recuperabile. E’ un malessere, ci assicurano, diffuso anche tra chi va a votare. In pratica dovremmo sgomberare il terreno da ciò che ha dato e ci offre la politica in termini di legalità, fedeltà alle istituzioni, rispetto per l’avversario, onestà intellettuale e soprattutto meno annunci e più realizzazioni. Oggi lo stereotipo del politico rassomiglia sempre di più a un bugiardo matricolato, a un opportunista, a un carrierista, a un lobbista e nel giudizio l’opinione pubblica finisce di fare di tutta l’erba un fascio non credendo che ci possano essere, come lo sono, politici onesti e sinceramente votati all’interesse comune. E’ uno scadimento dell’immagine che chi razzola male ha tutto l’interesse ad esaltare per creare confusione, divisioni e discrediti. D’altra parte come possono modesti lavoratori che vivono con le loro esigue retribuzioni ambire a candidature politiche dove la sola entrata in campo li costringerebbe ad affrontare spese insostenibili? La politica sta diventando sempre di più un club esclusivo di chi ha risorse economiche notevoli o è disposto a diventare un servus servorum domini. Ma anche se vi riuscisse che potere reale ha nel cambiare le cose? Si troverebbe come la mitica pecorella circondata da lupi famelici. Ecco perché siamo convinti che le elezioni anticipate, o no, riescono difficilmente ad assicurarci uomini e programmi diversi e garantisti per i ceti deboli. Ma questo non vuol dire gettare la spugna e ingrossare le fila degli astensionisti. Al contrario. Occorre perseverare nella ricerca. Occorre fare cordata: una sorta di banda degli onesti e dare fiducia a chi oggi sa ancora essere onesto come l’operaio che ha trovato tra le macerie di una casa distrutta dal terremoto all’Aquila un sacchetto con dentro un piccolo tesoro e il suo primo pensiero è stato quello di consegnarlo a chi avrebbe potuto restituirlo ai legittimi proprietari. Finché esistono persone del genere anche la politica potrebbe diventare più onesta, ma bisogna avere la capacità di usare il voto non come uno strumento di potere, per gli interessi che non ci riguardano, ma per dare l’opportunità agli onesti di diventare maggioranza. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Viaggi del ventaglio in liquidazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 agosto 2010

“I consumatori che vantano diritti di credito nei confronti de “I viaggi del Ventaglio” potranno presentare apposita Istanza di ammissione al passivo del fallimento, per tentare di vedere soddisfatte le proprie ragioni creditorie.” Lo rende noto l’Unione Nazionale Consumatori spiegando che in data 16 Luglio 2010, in seguito alla revoca della procedura di concordato preventivo, la Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento de “I Viaggi del Ventaglio S.p.A. in liquidazione” fissando, per il prossimo 19 Gennaio 2011, l’udienza per l’esame dello stato passivo del Fallimento. L’Unione ricorda ai consumatori che è necessario presentare o spedire, a mezzo di lettera raccomandata a.r., presso il Tribunale di Milano, Sez. 2^ Civ. Fall.,  Palazzo di Giustizia, Via Manara, 1 – 20121 Milano, apposita Istanza di ammissione al passivo fallimentare, corredata dai documenti giustificativi del credito vantato, entro il termine perentorio di giorni 30 prima dell’udienza del 19 Gennaio 2011. Tale ricorso deve essere sottoscritto personalmente o da un legale, nel qual caso questi dovrà essere munito di apposita procura. Le domande presentate successivamente al suindicato termine e non oltre diciotto mesi dal deposito del Decreto di esecutività dello stato passivo, saranno considerate tardive e, come tali, saranno trattate.  L’Unione Nazionale Consumatori invita i consumatori a consultare il sito del Tribunale di Milano per ulteriori informazioni in merito al Fallimento del tour operator, nonché di contattarci per eventuali ulteriori chiarimenti”.

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Pompei: nuovo regolamento guide turistiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2010

Partirà dal 1 luglio la riorganizzazione e la razionalizzazione dell’attività delle guide turistiche a Pompei disposte dal Commissario delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Napoli e Pompei Marcello Fiori, un provvedimento che affronta  un antico problema legato al decoro dell’area e volto a migliorare l’accoglienza ai turisti. Tutti e tre gli ingressi degli scavi (Porta Marina, Porta Anfiteatro e Piazza Esedra) saranno dotati di una postazione permanente con personale dedicato a cui faranno capo esclusivamente le guide abilitate dalla Regione Campania nonché postazioni d’attesa per le guide stesse. Alle tre postazioni degli ingressi le guide  si iscriveranno tutti i giorni, al momento del loro arrivo, e  sarà loro rilasciato un badge. Ogni postazione accoglierà le richieste di servizio da parte dei visitatori e provvederà all’organizzazione delle guide, iscritte in ordine di arrivo,  che dovranno essere disponibili entro 15 minuti dalla chiamata.. Per le  guide anche un codice deontologico condiviso con  le associazioni di categorie nel quale si richiede il rispetto dei colleghi, dei turisti e  dei gruppi, oltre che del  sito archeologico. E’ vietato ingaggiare clienti nelle aree circostanti gli scavi archeologici, bar, parcheggi, chioschi, pena l’esclusione dall’iscrizione giornaliera e la denuncia. I compensi saranno corrisposti  alle postazioni dietro presentazione di fattura,ricevuta o nota di liquidazione.

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Roma: Debiti e finanziamenti dallo Stato

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Mag 2010

«Il blocco dei pagamenti alle imprese da parte delle casse comunali per i debiti ante 28 aprile 2008 dipende dalla grave situazione di dissesto dei conti ereditata dalla precedente Amministrazione. Per rendere possibile la liquidazione di queste somme il Comune di Roma ha chiesto al Governo di  varare regole certe per la gestione del piano di rientro del debito e di introdurre misure che rendano stabile e strutturale il trasferimento delle risorse necessarie a far fronte agli oneri pregressi». E’ quanto afferma l’Assessore al Bilancio e allo Sviluppo economico, Maurizio Leo, in relazione ai dati diffusi oggi dalla Cgia Mestre. «Entro il prossimo 15 giugno – aggiunge Leo – il nuovo commissario straordinario di governo, Domenico Oriani, procederà alla ricognizione della massa attiva e passiva individuando anche l’esatto ammontare dei crediti vantati nei confronti dell’Amministrazione capitolina».

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“Partita Arquati” ancora aperta

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2009

La partita per l’acquisizione e il salvataggio in corner della storica Arquati, non si è ancora chiusa. Una cordata di imprenditori del settore guidati da BrianzaTende, azienda leader nel settore della protezione solare a livello europeo, ha formalizzato nei giorni scorsi un’offerta per rilevare alcuni assets del Gruppo Arquati, attualmente in fase di liquidazione. Oltre all’impegno nei confronti dell’occupazione, è evidente che l’offerta della nuova cordata concede solide garanzie al futuro di Arquati, visto che da anni operano nel medesimo settore con grande successo. Come è noto, la società Arquati, storica azienda di tende da sole e di prodotti per l’arredo-finestra con sede a Sala Baganza, in provincia di Parma (Pr), è stata posta  verso la metà del mese di Luglio scorso in stato di Liquidazione per la grave situazione finanziaria in cui si trovava. L’attuale Liquidatore della società, ha ricevuto nel corso del mese di Agosto un numero imprecisato di offerte di imprenditori interessati ad alcuni assets della società che sono tutt’ora sottoposti ad attenta valutazione. Nonostante le recenti notizie relative al raggiungimento di un accordo preliminare con una cordata imprenditoriale locale, in data 23 Settembre è giunta nelle mani del Liquidatore l’offerta presentata dalla cordata Brianzola. La proposta in questione mira al rilancio del prestigioso marchio Arquati ed al suo riposizionamento nella fascia alta del mercato dove era collocato per volontà del suo fondatore e distribuito da una serie di punti vendita fidelizzati, legati alla casa madre da contratti di franchising. L’offerta si aggancia ad un dettagliato Piano di ristrutturazione finanziaria che passa attraverso un Concordato Preventivo che garantisce una soddisfazione più che ragionevole di tutta la compagine creditoria. Nel contempo la nuova cordata ha manifestato una chiara sensibilità verso il problema dell’occupazione, impegnandosi a mantenere un sito produttivo nella zona in cui si trova attualmente e a ricollocare una parte della forza lavorativa presente sul territorio.

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