Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘liquidità’

Agricoltura: Necessaria liquidità per assicurare il rilancio

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 luglio 2020

Alla richiesta di liquidità delle imprese agricole, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali risponde con 426 milioni di euro di esoneri contributivi previdenziali e assistenziali, a carico dei datori di lavoro, per i primi sei mesi del 2020. Una misura dedicata alle ai comparti maggiormente colpite dalle conseguenze economiche della pandemia da Covid-19 che includono le aziende agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura. Il comparto zootecnico viene sostenuto da un Fondo emergenziale con una dotazione di 90 milioni di euro che coinvolgerà la filiera suinicola, cunicola, caprina e del vitello da carne. Con 30 milioni di euro viene rifinanziato il prestito cambiario di Ismea, altri 30 milioni vengono destinati alle aziende ortofrutticole danneggiate dalla cimice asiatica a valere sul Fondo di Solidarietà Nazionale; quest’ultimo, inoltre, è aperto nel limite della dotazione ordinaria alle imprese che hanno subito eventi calamitosi tra il 15 marzo e il 15 giugno mentre altri 10 milioni sono stanziati per le gelate dal 24 marzo al 3 aprile 2020. Sono le novità della conversione in legge del Decreto Rilancio.Dal riordino delle risorse del Cura Italia, non vengono scorporati i 20 milioni di euro destinati alla pesca e all’acquacoltura, il cui decreto attuativo giungerà presto in Conferenza Stato-Regioni per l’intesa. Un’ulteriore buona notizia per il comparto pesca riguarda i pescatori autonomi professionali, compresi i soci di cooperative, a cui è riconosciuta una indennità di 950 euro per il mese di maggio 2020. Vengono, poi, concessi aiuti fino a 100mila euro, nel limite dell’80% delle spese ammissibili, migliorando ciò già previsto dalla Legge di Bilancio 2020, per il rifinanziamento di processi produttivi innovativi volti ad un’agricoltura di precisione o alla tracciabilità di prodotti con tecnologie blockchain. In linea con gli obiettivi di Agenda 2030, inoltre, si introduce un sistema oggettivo di valutazione della sostenibilità sia per il comparto zootecnico sia per il settore vitivinicolo per incentivare gli impatti ambientali, la diffusione delle buone pratiche e il sostegno al benessere animale.​

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Le misure a sostegno della liquidità e delle attività produttive

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “ Le misure a sostegno della liquidità e delle attività produttive” che passa in rassegna gli interventi urgenti a favore delle imprese e dell’economia adottati dal Governo per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, contenuti nel Decreto “Cura Italia” n. 18/2020 (convertito con modificazioni nella legge n. 27/2020), nel Decreto “Liquidità” n. 23/2020 (convertito con modificazioni nella legge n. 40/2020) e nel Decreto “Rilancio” n. 34/2020, attualmente in corso di conversione. Lo studio dei commercialisti racchiude le novità introdotte e i più recenti chiarimenti in merito alle misure che riguardano settori quali il turismo, la cultura, l’editoria, le infrastrutture e i trasporti, lo sport, l’innovazione tecnologica, la coesione territoriale e il Mezzogiorno. Un’analisi dettagliata che parte dal comparto delle aziende dove tra l’altro si approfondiscono gli interventi per il sostegno all’export e all’internazionalizzazione, fondo centrale di garanzia PMI passando per le misure a favore di digitalizzazione, start up e PMI innovative quali il fondo per il trasferimento tecnologico e il credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo nelle aree del Mezzogiorno. Nel settore turismo approfondimento sulla promozione turistica e sul fondo dedicato a questo comparto mentre per la cultura attenzione puntata sul fondo emergenze spettacolo, cinema ed audiovisivo. Si passa poi ad un resoconto delle disposizioni in merito allo sport e al terzo settore con un focus sugli impianti sportivi. Infine il documento si chiude con una ricognizione sulle misure in favore di lavoratori autonomi e liberi professionisti quali l’attuazione del fondo solidarietà mutui prima casa, sospensione delle procedure esecutive sulla prima casa e dei pagamenti delle utenze. In coda una tabella che di ogni misura o adempimento riepiloga articolo, beneficiari, agevolazione e dotazione finanziaria.

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Simoncini: il solo modo per sostenere le aziende è dare liquidità immediata

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

«Valutare lo stato di salute di un’azienda in base al fatturato non solo è sbagliato ma è anche dannoso. Fatturare non vuol dire guadagnare: potremmo registrare dei fatturati altissimi con un guadagno pari a zero. Quel che conta sono le competenze e non il fatturato o la cassa». E’ quanto dichiara il prof. Sandro Simoncini, urbanista e docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno.«Sarebbe più giusto- continua Simoncini – guardare i margini Tentare di aiutare le aziende in crisi, calcolando il calo di fatturato nel periodo di marzo, aprile e maggio è fuorviante: fino a questo momento, infatti, molte aziende hanno anno vissuto di rendita, fatturando lavori assunti prima dello scoppio dell’epidemia. Le difficoltà reali arrivano ora, con le riaperture delle attività».«L’aspetto più grave della crisi – conclude Simoncini – è la carenza di liquidità a breve termine. Ecco perché per uscire dal disastro del lockdown, è indispensabile assicurare liquidità in tempi rapidi. Tutte le altre misure come i crediti d’imposta o i prestiti agevolati lasciano il tempo che trovano».

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“DL liquidità, anzi DL indebitamento”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2020

Questo è quello che il governo propone alle nostre aziende. Avete bisogno di liquidità? Fatevi prestare i soldi dalle banche e il governo vi dà la garanzia. Per precisione vi promette di darvi la garanzia. Si perché il governo dice che ci sono 450 miliardi di garanzia disponibile dello Stato, ma non c’è nessun fondo di garanzia effettivamente depositato. Anche considerando un moltiplicatore di 1 a 10 occorrerebbe un fondo di almeno 45 miliardi, ma al momento sembra che il governo abbia messo a disposizione del fondo poco meno di 3 miliardi. In commissione Agricoltura al Senato ho sottoposto queste questioni al governo, ma non ho ricevuto nessuna risposta precisa e ho denunciato come sia farraginoso per le aziende agricole accedere al credito, in quanto il nostro sistema agroalimentare ha bisogno di un sostegno diretto, soprattutto quei comparti che più di altri hanno risentito dei duri effetti della crisi come il florovivaismo, quello zootecnico, vitivinicolo e della pesca. Senza contare come la chiusura di bar, ristoranti e alberghi abbia impattato sui prodotti freschi. Siamo arrivati di nuovo all’ennesimo provvedimento in cui il dibattito politico non può essere fatto, un provvedimento che sarà con ogni probabilità blindato con la fiducia, impedendo alle opposizioni di poter dare il proprio contributo, insomma un ennesimo schiaffo al Parlamento”. E’ quanto dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Patrizio La Pietra.

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“Il Dl Liquidità crea forti aspettative a fronte di una realtà che non esiste”

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 giugno 2020

Parliamo di 400 miliardi di potenziali prestiti, a cui solo una parte del mondo produttivo ha pensato di poter ricorrere temendo nuovo indebitamento e solo una piccola parte è riuscita ad ottenerli. Dalle Ue vengono prospettati gli arrivi di altri centinaia di miliardi che non si vedono, e nel frattempo Confindustria e autorevoli centri studi certificano un crollo della produzione industriale del 30 per cento e prevedono un calo del Pil del 10 percento. Intanto il tempo passa e i fondi del Recovery sono troppo pochi e soprattutto giungeranno quando sarà troppo tardi per far fronte alla crisi di aziende ed esercizi commerciali: appena 4 miliardi quest’anno e forse 18 nel 2021, mentre il grosso dei soldi arriverà fra tre anni. Si è arrivati ad un provvedimento inefficace quando siamo ormai sull’orlo di un precipizio a fronte del quale non è stato e non è tutt’ora possibile collaborare con la compagine governativa”.E’ quanto ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, nel suo intervento in discussione generale sul dl liquidità e imprese.

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“Dov’è finita la potenza di fuoco nel DL liquidità?”

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2020

“Quella sbandierata da Conte e Gualtieri nel dl Liquidità? – afferma il deputato capogruppo in commissione Cultura per FDI, responsabile Cultura e Innovazione del partito, Federico Mollicone, nel corso della discussione generale sul dl Liquidità in corso alla Camera- Possono essere concesse autorizzazioni europee, preparate le carte dal MISE, possono essere iniziate le istruttorie dalla SACE e dal Fondo centrale, ma fino a quando il governo non mette i soldi, e i soldi veri, tutto resta solo un buon proposito. Nell’ipotesi per cui SACE, in ragione di valutazioni sul proprio portafoglio, utilizzi una leva finanziaria di 20 così che per ogni euro disponibile del Fondo di dotazione, concede garanzie per 20 euro, ben oltre la soglia di rischio, vuol dire che la “potenza di fuoco” messa in campo dallo Stato con questo decreto non è di 400 miliardi, bensì di appena 20 miliardi. I 1.729 milioni aggiuntivi stanziati dal governo dati dal combinato disposto degli articoli 49 del Cura Italia e 13 del Liquidità sono assolutamente inadeguati.
Se la leva sarà 1 a 3, lo stanziamento potrà consentire al Fondo di dare il via libera a circa 350 mila richieste con un valore medio di finanziamento di 15 mila euro, a fronte di una platea superiore di oltre 10 volte.
Qui, mancano le coperture, che necessiterebbero di almeno 30 miliardi, e l’attuazione è ricca di lungaggini burocratiche. Come ha detto Giorgia Meloni, il decreto Liquidità è una grande fregatura, soprattutto per quel tessuto produttivo fatto di piccole e medie imprese che regge l’Italia. Quanti si stanno recando in banca per un finanziamento per vedersi dire che le cifre saranno minori rispetto quelle inserite per norma? E con tempi lunghissimi di erogazione?
Il dl Liquidità è una grande occasione mancata anche per ridefinire il ruolo dello Stato nel mercato e nella globalizzazione.
Abbiamo da sempre denunciato l’attività predatoria della Cina verso le nostre aziende e sulle nostre infrastrutture strategiche, come nel recente caso del porto di Taranto. Il rischio che si passi velocemente dal “made in China” all’ “owned by China” (di proprietà della Cina) è sempre presente e, al netto di chi garantisce l’occupazione di tanti italiani, va esercitata la massima vigilanza. Va bene una ridefinizione della normativa sul golden power per salvaguardare il nostro sistema industriale, ora in grave difficoltà, che rischia di essere “predato” ma deve essere ampliato anche alle PMI innovative.”

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“Proposte per cultura, editoria, sport, innovazione in DL Liquidità”

Posted by fidest press agency su martedì, 12 maggio 2020

“Abbiamo presentato emendamenti per migliorare l’impianto del DL Liquidità, orientandolo a favore delle industrie della cultura, dell’editoria, dello sport e delle startup innovative. In particolare, per la cultura e lo sport, abbiamo proposto un miglioramento delle condizioni di accesso al Fondo per l’impiantistica sportiva dell’Istituto del Credito Sportivo, così da permettere un accesso a finanziamenti per il miglioramento delle impianti; un credito d’imposta del 60% per le spese in sanificazione dei locali adibiti a cultura e sport con incentivi fiscali per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale; misure per agevolare le imprese culturali e creative; un credito d’imposta per le locazioni di teatri, cinema, luoghi dello spettacolo e centri sportivi; la sospensione fino al 2021 dell’IMU e il suo dimezzamento per l’anno in corso; l’ampliamento dei termini di sospensione contributiva e tributaria per tutto il 2020; l’estensione delle attività di promozione all’estero dell’economia italiana da parte di SACE estese anche al settore culturale; l’introduzione di un voucher “sportivo” per gli abbonati alle palestre e agli impianti, così da rilanciare la domanda e sostenere le imprese. In favore dell’editoria abbiamo promosso un aumento del Fondo per il pluralismo e l’informazione di almeno 200 milioni e fino a 400 per l’anno in corso, così da garantire la buona informazione e le testate editoriali e sosterremo tutte le proposte in questo senso. Per le startup innovative, l’ampliamento delle somme dei finanziamenti garantiti per le PMI da 25 mila euro a 100 mila euro; l’introduzione dei termini di sospensione dei contributi e delle tasse anche per le PMI innovative; l’estensione delle garanzie statali anche alle piattaforme di microcredito e di social lending, come il fintech, spesso utilizzate dalle startup per finanziarsi, così da reincentivare i meccanismi di investimento sul rischio; una ridefinizione del ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, all’interno della più ampia normativa sul golden power, per salvaguardare i nostri “gioielli” dell’innovazione, ora in grave difficoltà, che rischiano di essere “predati”; l’introduzione – a fronte dell’uso massiccio del lavoro agile da parte delle aziende e della PA – di un credito d’imposta per gli investimenti in sicurezza informatica. Lanciamo un appello al governo affinchè possa introdurre queste misure, così da garantire fette importanti del nostro tessuto economico-produttivo che, manchevolmente, sono state trascurate negli scorsi provvedimenti.” Così il capogruppo in commissione Cultura, Editoria, Sport e responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia, deputato Federico Mollicone.

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Le imprese italiane dispongono di liquidità limitata

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 maggio 2020

Per la maggior parte delle PMI si esaurirà entro i prossimi 90 giorni, e temono che i fondi previsti dalle misure statali non arrivino in tempo. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da CRIBIS – società del gruppo CRIF specializzata nella business information – e Workinvoice – prima piattaforma digitale italiana di invoice-trading – tra l’8 e il 20 aprile su un campione di imprese di varia dimensione: il 33% con fatturato minore di un milione di euro, il 31% con fatturato compreso tra 1 e 5 milioni, il 21% tra 5 e 20 milioni e il 15% oltre i 20 milioni. A causa del prolungato periodo di lockdown, le PMI sono state sottoposte ad una forte pressione dal punto di vista della liquidità. Ad oggi, dopo quasi due mesi di fermo totale o parziale, la maggioranza di esse ha un orizzonte di sicurezza molto breve: più del 70% degli imprenditori intervistati ha dichiarato infatti che la propria azienda esaurirà la liquidità entro tre mesi. Di queste, l’11% delle imprese l’ha già esaurita, il 32,4% la esaurirà in un mese e il 29,8% entro tre mesi. In generale, oltre 6 imprese su 10 hanno dichiarato di avere una situazione di liquidità “limitata” (43,5%) o “molto limitata” (15,7%) – con punte dell’83% tra le microimprese e del 31% tra le imprese medie. Tuttavia, il 37% delle imprese del campione ritiene ancora oggi di avere una situazione di liquidità sufficiente e il 3,7% di avere “abbondante” liquidità.

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Decreto liquidità e open banking

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 maggio 2020

Banca e Fintech insieme per favorire l’accesso alla liquidità alle ditte individuali, in modalità totalmente digitale, senza andare in succursale, e in tempi molto veloci. Banca Sella, già attiva nell’open banking, nell’ambito delle iniziative che sta avviando per supportare l’economia e i clienti in difficoltà a causa dell’emergenza covid-19, ha firmato un accordo con la Fintech Credimi, leader europeo del finanziamento digitale alle imprese, nella quale detiene anche una partecipazione.Grazie a questa partnership Banca Sella potrà garantire ai propri clienti, che svolgono attività economica rientrante nel perimetro previsto dal cosiddetto decreto liquidità, tempi ancora più rapidi per la gestione delle domande di finanziamento previste dal decreto, che prevede la possibilità di richiedere un prestito fino a 25 mila euro o comunque non superiore al 25% dei ricavi 2019, con la copertura del Fondo di garanzia del 100%.Le ditte individuali, clienti di Banca Sella, potranno richiedere questo finanziamento direttamente dall’internet banking della banca, senza passaggi in filiale e senza presentare alcun modulo o documento cartaceo. A questo punto la domanda verrà presa in carico dai sistemi di Credimi, che processerà la richiesta in maniera quasi automatica, interfacciandosi digitalmente con il Fondo Centrale di Garanzia, senza alcun aggravio per il cliente, escluse le firme (tutte digitali) richieste dalla legge. La risposta arriverà sempre in pochi giorni e l’erogazione avverrà immediatamente dopo il rilascio della garanzia. Questo processo di lavorazione – dedicato alla partnership con Banca Sella – è stato messo a punto e rilasciato in una settimana.“L’accordo con Credimi – ha dichiarato Andrea Massitti, Head of Corporate and Small Business di Banca Sella – rientra nell’ambito delle iniziative che la nostra Banca ha messo in campo nelle ultime settimane per supportare l’economia e i clienti in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19. In particolare, rispetto alle domande di finanziamento previste dal decreto liquidità, ci siamo organizzati per garantire ai nostri clienti tempi rapidi nella gestione delle richieste sia al nostro interno che attraverso la partnership strategica con Credimi. Questa organizzazione ci permette di rispondere alle esigenze dei clienti ed evadere le richieste nel minor tempo possibile.”“L’operazione siglata da Credimi e Banca Sella è un esempio virtuoso di come i vari attori finanziari possono collaborare per migliorare questo paese – sottolinea Ignazio Rocco, Founder e Ceo di Credimi – Una collaborazione fattiva che libera liquidità, nel modo più efficace e veloce possibile, per quella fascia di aziende più piccole, con meno risorse disponibili e dunque più colpite da questa emergenza sanitaria ed economica.”

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Le misure a favore del sostegno della liquidità delle imprese

Posted by fidest press agency su martedì, 5 maggio 2020

La chiusura forzata (totale o parziale) delle attività produttive ha generato una repentina ed eccezionale crisi di liquidità nei confronti di aziende e professionisti, con effetti discendenti su milioni di lavoratori e sulle loro famiglie. In questa situazione emergenziale si è resa, dunque, necessaria l’adozione di strumenti finanziari atti a salvaguardare l’economia nazionale. Al tal fine, mediante il decreto legge n. 23/2020, il legislatore si è fatto garante nei confronti di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, di finanziamenti da erogare alle imprese italiane sotto qualsiasi forma. Con la circolare n. 10/2020, “Le misure a favore del sostegno della liquidità delle imprese: il decreto legge n. 23/2020”, si è ritenuto utile analizzare gli aspetti della normativa che interessano aziende e professionisti che accedono al prestito garantito dallo Stato, le somme richiedibili e la finalizzazione delle stesse al pagamento di debiti correnti nonché al sostegno del programma di sviluppo della propria attività. In allegato la circolare. Vi preghiamo di non pubblicare integralmente il contenuto o di linkare il documento su siti e social network.

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Funzione di supporto alla liquidità delle imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2020

Un meccanismo di garanzia delle cessioni di credito può rimettere in moto la macchina dei pagamenti del sistema delle imprese, in difficoltà per l’emergenza sanitaria, movimentando flussi finanziari fino a 80 miliardi a fronte di una dotazione di fondi pubblici di 5 miliardi. Lo afferma Assifact, l’associazione che riunisce gli operatori del factoring, nel motivare la proposta di includere anche un simile strumento, già adottato da altri Paesi UE, tra i finanziamenti previsti dai Decreti emergenziali in uscita. L’industria del factoring, interlocutore di riferimento per il supporto gestionale e finanziario alle transazioni di natura commerciale delle imprese, è pronta a fornire il proprio contributo all’economia reale con un intervento di sistema supportato da garanzia statale. Attraverso il ricorso ad un fondo di garanzia per la cessione di crediti, e nell’ambito di un plafond specifico con appropriati meccanismi di funzionamento, lo Stato può intervenire garantendo l’importo in conto capitale dei debiti commerciali delle imprese ceduti a banche e intermediari finanziari come le società di factoring, riducendo tempi e costi e liberando così ulteriore capacità di credito per le imprese. Il meccanismo prevede la concessione alle imprese debitrici di una dilazione di pagamento dei propri debiti commerciali non inferiore a 6 mesi, estendendo così i benefici della garanzia sia al debitore che al cedente.
“Il factoring – sottolinea Alessandro Carretta, Segretario Generale di Assifact e professore di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Roma Tor Vergata – ha sempre svolto una funzione di supporto alla liquidità delle imprese. Rappresenta lo strumento ideale per la gestione e il finanziamento del capitale circolante e la pianificazione temporale dei flussi di cassa in entrata e in uscita, anche nei momenti di crisi economica”. “Il lockdown conseguente all’emergenza sanitaria – avverte il Segretario Generale di Assifact – causa drastici cali dei fatturati, minori flussi di cassa e conseguenti tensioni finanziarie improvvise. Molte imprese rischiano di non poter adempiere alle proprie obbligazioni di pagamento commerciali o finanziarie. L’impennata delle insolvenze potrebbe provocare un blackout produttivo generalizzato”.Il Governo italiano ha già disposto una moratoria che per le microimprese e le PMI estende di oltre 180 giorni ogni scadenza legata ad obblighi di pagamento. Assifact ritiene tali misure un primo passo importante per il sostegno della liquidità delle imprese nell’emergenza. Ma secondo l’Associazione degli operatori del factoring si rendono ora necessarie altre misure, nella direzione del coinvolgimento delle grandi imprese e della fornitura al mondo produttivo di ‘nuova’ liquidità, non più quindi il solo mantenimento delle linee di credito esistenti. Ciò può avvenire, secondo Assifact, coinvolgendo direttamente il capitale circolante, vero motore della gestione corrente, direttamente collegato alla disponibilità di cassa e alla rotazione del magazzino e dei crediti e debiti commerciali. Appare quindi cruciale fornire alle imprese i mezzi finanziari di cui hanno bisogno per far fronte ai pagamenti. Il ricorso al factoring in tutte le sue forme, supportato da una garanzia statale, rappresenta un’efficace e immediata soluzione.

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Decreto legge “liquidità” sulle sospensioni mutui, agevolazioni prima casa e altro

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Come ampiamente noto e diffuso, il decreto legge “liquidità”, Dl 23/2020 entrato in vigore oggi 9 aprile 2020, è quasi esclusivamente dedicato alle imprese con le disposizioni di facilitazione per l’accesso al credito, di sospensione di adempimenti fiscali, ma anche di salute e lavoro.Ci sono tuttavia alcune disposizioni che sono di interesse di tutti, e nella fattispecie per quanto ci riguarda del cittadino/consumatore.
Accesso alla sospensione delle rate del mutui. Per quanto riguarda l’accesso alla sospensione delle rate dei mutui accesi per l’acquisto della prima casa viene precisato in particolare che per 9 mesi dall’entrata in vigore del decreto l’accesso all’agevolazione è permessa anche per i mutui in essere (in ammortamento) da meno di un anno.Tutte le informazioni e la modulistica per la richiesta, che va inviata alla banca/controparte contrattuale del mutuo, si trovano sul sito della Consap
Sospensione termini in ambito “agevolazioni prima casa” Vengono sospesi fino a fine 2020 (per la precisione dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020) alcuni termini riguardanti il beneficio:
– quello di 18 mesi entro cui trasferire la residenza nella casa acquistata o nel comune ove essa si trova;
– quello di decadenza dall’agevolazione che scatta se si vende una “prima casa” entro cinque anni dal suo acquisto, a meno che non venga acquistata un’altra “prima casa” entro un anno dalla vendita;
– di stretto collegamento col precedente, quello di un anno entro cui riacquistare una “prima casa” in caso di vendita della prima, con fruizione di un credito di imposta per l’imposta di registro pagata in relazione al primo acquisto.
Questa sospensione significa “blocco”, quindi il tempo trascorso fino al 23 febbraio andrà a sommasi con quello che trascorrerà dal 1 gennaio 2021.
Assistenza fiscale a distanza. Viene previsto che i CAF e i professionisti abilitati (commercialisti, per esempio) possano gestire a distanza le loro attività di consulenza in merito alla redazione/presentazione del 730 telematico, munendosi di una delega del cliente trasmessa telematicamente, anche eventualmente senza sottoscrizione della delega (se per esempio non si può usare uno scanner) ma con la sottoscrizione un’autorizzazione predisposta in forma libera. Le deleghe possono anche essere inviate per presentare domande/istanze all’INPS.
Pin INPS semplificato. Per il periodo di emergenza l’inps può rilasciare le proprie identità digitali in maniera semplificata acquisendo telematicamente gli elementi necessari per identificare il richiedente. Ciò ferma la successiva verifica con riconoscimento diretto (o facciale da remoto) una volta cessata la situazione emergenziale.
Differimento termini processuali e dei procedimenti amministrativi. Il termine di sospensione delle udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari, già spostato dal 9 marzo al 15 aprile dal Dl 18/2020, è ulteriormente prorogato fino all’11 maggio 2020. Stessa cosa per i “termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali”.
Ci sono ovviamente delle eccezioni per alcuni procedimenti. Per il dettaglio si veda il Dl 18/2020 art.83. Sospesi ulteriormente fino al 15 maggio i termini dei procedimenti amministrativi e degli atti amministrativi. La sospensione riguarda le “pratiche” della pubblica amministrazione, ovverosia il computo di termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi, relativi allo svolgimento di procedimenti amministrativi su istanza di parte o d’ufficio, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati successivamente a tale data. In pratica nei conteggi dei termini non non si tiene conto del periodo di tempo decorrente dal 23 febbraio al 15 maggio.
Lavoratori, cassa integrazione e integrazione salariale. Sempre in riferimento al Dl 18/2020, le disposizioni dell’art.19 (Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario) e dell’art. 22 (Nuove disposizione per la Cassa integrazione in deroga) si applicano anche ai lavoratori assunti dal 24 febbraio al 17 marzo 2020. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Contributi assistenziali a supporto della liquidità e crediti agevolati

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

Sono queste le ulteriori linee di intervento per garantire sostegno economico-finanziario agli iscritti nella fase di emergenza Coronavirus che la Cassa Dottori Commercialisti ha definito, alle quali si aggiungeranno altre iniziative probabilmente già con il CdA convocato tra pochi giorni.A fronte di uno stanziamento di 15 milioni di euro la Cassa ha deliberato, in particolare, la pubblicazione di un avviso per il riconoscimento di contributi assistenziali per gli iscritti per contratti di finanziamento sottoscritti nel periodo compreso dal 23 febbraio a fine 2020. A beneficiare dell’intervento saranno gli iscritti con un reddito relativo al periodo di imposta 2019 non superiore ai 50mila euro secondo i requisiti specificati sul sito della Cassa.“Dopo aver prorogato la sospensione dei versamenti sino al 31ottobre, con questa iniziativa – spiega Walter Anedda, Presidente della Cassa Dottori Commercialisti – puntiamo a supportare l’accesso al credito dei colleghi in difficoltà, garantendo loro un aiuto, compensando il costo di ricorso al prestito bancario, nell’ottica di preservare la propria attività”.L’Ente previdenziale ha, inoltre, deliberato l’adesione all’iniziativa promossa da Cassa Depositi e Prestiti, con l’impiego di 1 milione di euro, per favorire le esigenze di garanzia per l’accesso al credito e sta procedendo alla sottoscrizione di convenzioni con alcuni istituti bancari per la concessione di condizioni favorevoli a supporto della liquidità degli iscritti.“Dobbiamo avere presente – ha aggiunto Anedda- che la Cassa può fare leva su un Fondo Assistenziale di circa 40 milioni di euro, la cui quantificazione non dipende da scelte del Consiglio di Amministrazione o dell’Assemblea dei Delegati e, per tale motivo, dobbiamo essere estremamente responsabili nel calibrare gli interventi. Dobbiamo fronteggiare prioritariamente questo momento di carenza di liquidità (che di certo non si risolve elargendo 600 euro a pioggia su 70.000 colleghi) preservando anche capienza per gli interventi che dovremmo fare tra qualche mese, avendo la consapevolezza che per molti studi professionali gli effetti negativi dell’epidemia si manifesteranno nel prossimo futuro”.Per favorire lo svolgimento dell’attività professionale in questo periodo, è stata anche prevista l’estensione a tutti gli iscritti, a prescindere dalla anzianità d’iscrizione, del bando per la richiesta di contributi per l’acquisto di beni strumentali, già prorogato fino al 30 aprile. Fonte: http://www.cnpadc.it

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DL liquidità, Fipe – Confcommercio: “Purtroppo ancora non ci siamo”

Posted by fidest press agency su domenica, 12 aprile 2020

“Dalla lettura delle bozze del decreto, purtroppo ancora non ci siamo. Le misure del governo si rivelano utili per una piccola platea di imprenditori, quelli decisi a chiedere prestiti sotto i 25mila euro, ma per tutti gli altri permangono i problemi. Il decreto, infatti, non sembra rilasciare risorse immediate alle imprese italiane. Chi chiederà cifre superiori ai 25mila euro deve fare diversi passaggi e rischia di dover aspettare ancora. Anche se venisse confermata la semplificazione della valutazione del credito da parte del Fondo centrale di garanzia, bisognerà comunque dare il tempo alle banche di svolgere le loro istruttorie. Il che significa ulteriore tempo, visto che anche gli istituti di credito in questo momento hanno problemi di organici. Una situazione che rischia di penalizzare chi ha maggiori problemi di liquidità e un tempo di sopravvivenza residua breve, come le imprese dei pubblici esercizi che hanno già perso oltre 22 miliardi di euro nel 2020. Il limite dei 25.000 € con garanzia automatica al 100% deve essere aumentato. Oltre al danno, però, ecco la beffa: chi riuscirà ad accedere ai prestiti, rischia di dover utilizzare buona parte del credito per pagare le tasse, la cui scadenza è stata prorogata solo fino a maggio. Stiamo assistendo al fallimento di decine di migliaia di imprese”.È questo il giudizio che arriva da FIPE – CONFCOMMERCIO, la Federazione Italiana dei Pubblici esercizi, che rappresenta 300mila imprese della ristorazione, dell’intrattenimento, del turismo balneare e del catering.“Non sottovalutiamo lo sforzo fatto dal governo, ma serve velocità, zero burocrazia e certezza dei tempi – prosegue la Federazione – e soprattutto servono risorse vere, contributi a fondo perduto per compensare anche solo parzialmente la perdita del fatturato. Indebitandosi si sposta il problema, non lo si risolve”.

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Amministrazioni locali: serve liquidità immediata

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

“Le lamentele dei sindaci sono legittime, i fondi stanziati dal Governo per i Comuni non sono sufficienti. Peraltro si tratta di un fondo che già esiste e che è stato solo anticipato. Auspichiamo che arrivino presto altre risorse, alcune delle quali condivise anche con l’opposizione, ma il punto non è solo questo. Per essere efficaci ed evitare il rischio che le persone più fragili non riescano ad approvvigionarsi, è necessario intervenire tempestivamente con provvedimenti diretti. Bisogna mettere i soldi in tasca alle famiglie e la proposta di Giorgia Meloni va in questa direzione: lo Stato deve mettere a disposizione delle persone che lo richiedono 1000 euro per le immediate necessità. Evitare quindi passaggi burocratici e farraginosi, ma aiutare subito i cittadini indigenti. Serve liquidità immediata senza perdere altro tempo”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo a SkyTg24.

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Bcc: 10 milioni di euro di pronta liquidità a imprese, artigiani, commercianti e partite Iva

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Fronteggiare tempestivamente il fabbisogno di liquidità delle imprese e collaborare a garantirne la continuità produttiva. Con questi due obiettivi primari, la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate mette a disposizione un primo plafond di 10 milioni di euro per prestiti a tassi e condizioni agevolate per le aziende socie e clienti. «E se ce ne sarà bisogno siamo pronti ad aumentare lo stanziamento, perché l’impatto del danno del Coronavirus sull’economia dipende strettamente dalla quantità di soldi che verranno destinati per il sostegno dell’economia reale -dice Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate-. La crisi che stiamo vivendo ha colpito contemporaneamente sia la domanda sia l’offerta di beni e servizi: le nostre imprese soffrono e ormai tutti, anche le famiglie, hanno chiaro che stiamo vivendo una fase di emergenza economica. Il nostro ruolo di banca locale ci impone di attuare iniziative di concreto sostegno al territorio, oltre naturalmente a favorire tutte le procedure e le misure stabilite dai decreti del governo, come la moratoria sui mutui».I finanziamenti a breve termine verranno erogati come mutui chirografari, senza spese di istruttoria, a tassi e condizioni agevolate, per un importo singolo massimo di 250mila euro, con una durata fino a 18 mesi (inclusi i primi 6, se richiesti, di pre ammortamento). «Per richiedere il prestito vanno presentate l’autocertificazione di aver subito danni derivanti dall’emergenza sanitaria e il prospetto delle spese da sostenere -spiega Carlo Crugnola, direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate-. Per i finanziamenti fino a 50mila euro abbiamo istituito un iter di delibera istantanea, mentre gli importi più alti dovranno prevedere spese giustificate per il 70% del totale richiesto. Inoltre, oltre alle spese di istruttoria sono state azzerate quelle di incasso della rata». «Come sempre, e non solo nei momenti di difficoltà, abbiamo facilmente creato la rete nel nostro territorio per supportare la nostra azione di iniezione di liquidità -chiosa il presidente della Bcc, Roberto Scazzosi-. In particolare, per agevolare l’accesso al credito abbiamo raggiunto intese con i vari Confidi del territorio».«Da questa crisi se ne esce solo facendo rete e cooperando, ognuno per il suo ruolo, per sostenere e far ripartire l’economia -commenta Andrea Bianchi, direttore di Confidi Systema!-. Per questo abbiamo deciso di supportare le misure adottate dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Per noi questo territorio è importante, nel 2019 abbiamo avuto una crescita del 20% dei finanziamenti garantiti, aiutando oltre 130 imprese, soprattutto Pmi, nel 94% dei casi con fatturato inferiore a 5 milioni di euro. Insieme vogliamo rivolgere il nostro supporto oggi proprio a queste realtà per garantire loro un nuovo futuro domani».

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Castelli: “Necessario dare immediata liquidità alle imprese”

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 aprile 2020

Roma. “Il sostegno al credito è vitale per imprenditori. Con i primi provvedimenti abbiamo spinto ancora di più i Fondi di Garanzia per le piccole e medie imprese. Sono le risorse attraverso le quali gli imprenditori e gli autonomi, recandosi in banca, possono chiedere della liquidità garantita dallo Stato. È una modalità che funziona in tutta Europa.Con il Cura Italia abbiamo potenziato anche gli strumenti di moratoria. Fino al 30 settembre le persone che hanno prestiti, mutui, fidi bancari, leasing, possono sospendere le rate. Non è una richiesta che va fatta, è scritto nero su bianco ed è applicabile subito. Questo si aggiunge alle sospensioni fiscali e previdenziali, a partire dalle aree maggiormente colpite e dalle società come di 2 milioni di fatturato”.Lo ha detto il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, durante una diretta Facebook con il Deputato Questore Francesco D’Uva.

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Banche centrali, banche e liquidità

Posted by fidest press agency su martedì, 20 agosto 2019

E’ in atto una nuova espansione monetaria. La Federal Reserve ha abbassato a fine luglio il tasso di sconto al 2,25%. Entro la fine dell’anno si prevedono nuovi ribassi. Molti temono che, a differenza del 2007 quando il tasso di sconto era del 5,25%, la Fed, in caso di una nuova crisi, potrebbe avere minori spazi di manovra. Il suo bilancio è cresciuto dai mille miliardi di dollari del 2007 ai 4.500 miliardi odierni. Il 55% dell’ammontare sarebbe costituito da asset backed security (abs), titoli spesso ad alto rischio.
La Banca centrale europea ha annunciato che a settembre si potrebbero attivare nuove forme di Quantitative easing . Dal 2005, soprattutto dopo la Grande Crisi del 2008, la Bce ha quintuplicato il suo bilancio comprando dalle varie banche titoli sia pubblici sia privati in loro possesso.
La domanda cruciale resta sempre la stessa: questa nuova liquidità arriverà veramente ai settori produttivi? Vi saranno prestiti e investimenti oppure, invece, acquisti di titoli del debito pubblico e altri più rischiosi, “parcheggiando”, di fatto, la nuova liquidità nel sistema bancario? E’ ben noto che tutte le grandi banche americane ed europee sono esposte a forti stress e a possibili instabilità, in particolare per la loro attività con i derivati finanziari anche di tipo speculativo. Al riguardo vi è una fortissima compenetrazione tra le banche americane e quelle europee. Ovviamente, se l’economia reale è in difficoltà, è inevitabile che il sistema bancario e gli stessi bilanci degli Stati ne soffrano.
Uno dei problemi più seri, come riporta anche la Barclays Bank inglese, è che a livello mondiale circa 12.000 miliardi di dollari di obbligazioni private e pubbliche hanno un tasso d’interesse negativo. Principalmente in Giappone e in Europa, dove il tasso d’interesse per il Bund decennale è sotto il – 0,5%. Circa la metà delle obbligazioni pubbliche europee, cioè 4.400 miliardi di euro, hanno un tasso negativo. Anche il 20% delle obbligazioni delle imprese private europee.
E’ una situazione del tutto inedita e foriera d’instabilità, tanto che molti investitori potrebbero essere tentati a cercare altri guadagni più remunerativi ma anche più rischiosi.
Negli Usa i problemi del sistema bancario incominciano a “intrecciarsi” con le crescenti difficoltà del sistema industriale. Difficoltà dovute non solo agli effetti della guerra dei dazi e dello scontro tecnologico con la Cina e con l’Europa. Se paragonati con il 2018, i profitti delle imprese produttrici di beni sono in caduta. In una forbice si va dal – 4% per i beni di consumo durevoli al -18% per i produttori di materiali. Il settore delle “imprese industriali” registra un meno 12% di profitto.
Si prevede che nel 2019 le imprese americane riacquisteranno sul mercato le loro azioni per circa 1.000 miliardi di dollari. Tale somma sembra superiore alla loro disponibilità di liquidità. Il che vuol dire che molte di queste operazioni di riacquisto saranno fatte attraverso nuovi indebitamenti.
In Europa le generali difficoltà del settore bancario sono ben evidenziate dalla situazione della Deutsche Bank, che nel secondo trimestre del 2019 ha registrato una perdita di ben 3,15 miliardi di euro, 2,94 dei quali solo nel cosiddetto settore investment.
Adesso, ma in ritardo, la DB vorrebbe abbandonare questo ramo di attività più rischioso. La decisione, però, è osteggiata dal fondo d’investimento statunitense Cerberus, che detiene il 3% delle azione e che, al contrario, vorrebbe che il settore derivati crescesse. Il portafoglio derivati di DB, al suo valore nozionale, è già di 48.000 miliardi di euro, il più alto al mondo. Per capire, 24 volte il debito pubblico tedesco,
Intanto DB vorrebbe cedere alla francese BNP Paribas 150 miliardi di attività legate agli hedge funds. La banca di Parigi, però, non sta molto meglio di quella tedesca. Il rapporto tra capitale sociale e debito di Deutsche Bank è del 36%, quello di BNP Paribas è del 41%.
Come sottolineato più volte su questo giornale, DB deve, inoltre, far fronte a gravi problemi legali negli Usa, dove la sua filiale potrebbe essere stata coinvolta in vaste operazioni di riciclaggio di denaro in Estonia. Il Dipartimento della Giustizia Usa indaga anche sul fatto che la Deutsche Bank, insieme alla Goldman Sachs americana, possano aver violato le leggi anti-riciclaggio per attività svolte per conto del fondo statale malese 1Malaysia Development Berhad. Dati e situazioni non rosei, preoccupanti, che ripropongono l’urgenza di riconsiderare le politiche dei dazi e di rivisitare le regole della finanza. (di Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista)

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Legg Mason ha realizzato una appendice italiana alla propria Global Investment Survey

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 giugno 2016

londraLondra. Come si sono mossi gli investitori italiani over 40 e Millennial tenendo in considerazione le problematiche emerse sui mercati in questi ultimi mesi e cosa richiedono alle strategie di investimento? Sono questi i quesiti su cui ha indagato l’appendice sull’Italia legata alla Global Investment Survey di Legg Mason Global Asset Management, uno dei principali gestori globali diversificati, che ha intervistato 260 investitori italiani. La volatilità è l’elemento chiave che sta caratterizzando i mercati. Tenendola in considerazione, il 31% degli investitori italiani over 40 ha aumentato la parte in liquidità del proprio portafoglio, mentre il 30% ha cercato soluzioni di investimento più flessibili e meno legate a benchmark e il 12% ha aumentato la porzione di investimenti alternativi. Di contro la maggior parte dei Millennial (32%) ha cercato soluzioni flessibili, il 25% ha aumentato la liquidità mentre il 23% ha aumentato la porzione di investimenti alternativi. Sul fronte della parte investita in obbligazioni, alla luce dei bassi tassi di interesse dell’attuale scenario, il 26% degli investitori over 40 ha diversificato maggiormente gli investimenti sia in ambito obbligazioni corporate che debito sovrano, il 19% ha richiesto soluzioni più flessibili e meno legate a benchmark di riferimento, mentre il 16% ha ridotto gli investimenti in obbligazioni aumentando di contro la quota di azionario. L’11% ha investito maggiormente nei settori a più alto rischio ma anche a maggior rendimento. Di contro tra i Millennial, il 22% ha investito nei settori più rischiosi ma più redditizi, il 18% ha cercato misure maggiormente flessibili e unconstrained, stessa percentuale di chi ha ridotto la quota di obbligazioni a favore delle azioni, mentre il 17% ha attuato una maggiore diversificazione tra bond del debito sovrano e corporate. Ma quali sono le soluzioni ritenute più funzionali nel nuovo contesto? Gli over 40 dicono: soluzioni a capitale garantito (39%), soluzioni in grado di proteggere dal rischio inflazione (22%), strategie di investimento indipendenti da benchmark (12%) e approcci maggiormente decorrelati (11%). Le soluzioni a capitale garantito sono anche le preferite tra i Millennial (28%), il 27% predilige quelle capaci di proteggere dal rischio inflazione, il 20% le strategie non legate a benchmark e il 12% gli approcci maggiormente decorrelati. Sia investitori “maturi” (41%) che Millennial (37%) si trovano d’accordo su una cosa: la semplice diversificazione non basta più, ma deve essere accompagnata anche da una maggiore decorrelazione.
“Il mercato è cambiato, di conseguenza le soluzioni di investimento devono adeguarsi e rinnovarsi” dichiara Marco Negri, country head per l’Italia di Legg Mason Global Asset Management. “L’indagine evidenzia una preferenza degli investitori italiani per le strategie flessibili e slegate da benchmark; è positivo rilevare come gli investitori italiani non si accontentino più della sola diversificazione ma ricerchino una maggiore decorrelazione all’interno del proprio portafoglio di investimenti” conclude Negri.

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Crescono i prestiti per liquidità

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 marzo 2012

Rispetto a dodici mesi fa cresce la richiesta per ottenere un prestito di liquidità (+11,4%), mentre diminuiscono notevolmente sia le richieste di finanziamento per l’acquisto di un’automobile nuova (-6,5%) sia quelle per l’acquisto di beni strumentali alla propria attività professionale (più che dimezzate, passando dal rappresentare l’1,8% all’attuale 0,6% delle domande fatte in Italia). È questa una delle evidenze emerse dall’analisi condotta da Prestiti.it (www.prestiti.it) che ha passato sotto la lente oltre 30.000 richieste di prestito presentate negli ultimi sei mesi per capire come la crisi economica abbia modificato l’identikit di chi prova a ottenere un finanziamento. Nonostante la richiesta media sia ancora elevata (11.500 euro da restituire in 67 mesi), questa è nettamente inferiore a quella di 12 mesi fa (17.500 euro). La maggior parte delle richieste proviene da uomini (il 72% del totale, contro il 28% delle donne), mentre l’età media è di 41 anni. (Andrea Polo)

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