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AR Market porta la realtà aumentata alla ribalta del Web Summit di Lisbona

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 novembre 2018

Lisbona 5-8 novembre 2018. Sarà AR Market, primo marketplace italiano per la Realtà Aumentata (https://www.arealitymarket.com/), a rappresentare l’Italia in questo settore all’imminente Web Summit di Lisbona (5-8 novembre) che Forbes ha definito l’evento tecnologico più importante al mondo. Un altro traguardo importante dopo la partecipazione al RISE di Hong Kong dello scorso luglio.AR Market è stata selezionata all’interno di PITCH, una competition tra le migliori start up al mondo, per il suo innovativo marketplace per la realtà aumentata.
Cresce sempre più, infatti, l’interesse del mercato per questo genere di soluzioni (includendo quindi anche la Realtà Virtuale): nel 2017 (fonte: IDC) il fatturato globale ha superato i 9 miliardi di dollari. Nei prossimi 2 anni la crescita sarà notevole fino a toccare, nel 2020, la quota di 150 miliardi di dollari, con una fetta considerevole – 120 miliardi – rappresentata dalla Realtà Aumentata, oltre l’80% (fonte: Digi-Capital).La realtà aumentata è certamente uno dei trend trainanti del settore IT: se al momento esistono circa 5 miliardi di utenti “mobile” nel mondo, nel 2020 sarà di oltre 1 miliardo la popolazione di utenti AR a livello globale.Al centro della proposta vincente di AR Market c’è la possibilità di cambiare per sempre il rapporto tra aziende e clienti, fornendo loro esperienze interattive e avvincenti attraverso un unico canale di accesso, l’App AR Market, senza dovere quindi scaricare differenti applicazioni.

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103° Congresso Universale dell’UEA

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 agosto 2018

Lisbona. Messaggio di saluto di Audrey Azoulay, Direttrice Generale dell’UNESCO al 103° Congresso Universale dell’UEA: “Sono felice di poter indirizzare queste parole di sostegno ai partecipanti del 103° Congresso Universale dell’UEA. Avete l’opportunità di riunirvi in questa bellissima città di Lisbona, una città con una grande storia, che fu eretta al crocevia di diverse culture, una città aperta al mondo, all’estremità occidentale della penisola iberica.Non ho dubbi che questa cornice eccezionale riuscirà ad ispirarvi degli interscambi fruttuosi.
Come sapete, l’UNESCO sostiene l’insegnamento dell’esperanto da molti anni. E’ noto che la nostra Organizzazione condivide con il Movimento esperantista dei valori comuni: la speranza nella costruzione di un mondo in pace, la coesistenza armoniosa tra i popoli, il rispetto della diversità culturale, la solidarietà oltre le frontiere. Il cemento di tutti questi valori è la capacità di dialogare, ascoltare, condividere. Le lingue sono il vettore che rende possibile questo dialogo; esse costituiscono quindi lo strumento essenziale per raggiungere gli obiettivi che noi dobbiamo concretizzare, come anche per difendere i nostri valori. Noi dobbiamo difendere le lingue, soprattutto le lingue rare, le lingue autoctone, che ora sappiamo estinguersi al ritmo di una ogni due settimane. Questa è una perdita gigantesca per il patrimonio dell’umanità. Dobbiamo difendere maggiormente il plurilinguismo nell’istruzione con delle politiche pubbliche adeguate, ma anche nello spazio virtuale della Rete, affinché sopravviva la diversità linguistica e culturale di tutti i gruppi umani. E’ importante che ognuno riesca a rimanere in contatto con la propria storia, la propria identità e le risorse simboliche della sua comunità d’origine. Questa attività dell’UNESCO è anche la VOSTRA azione. Perché l’Esperanto non vuole cancellare il grande numero di lingue parlate nel mondo; al contrario, rappresenta lo strumento adatto per comunicare nel rispetto di tutte le lingue, sia minoritarie che maggioritarie. Esso permette l’esistenza di una comunità di parlanti indipendenti da ogni egemonia economica, politica o culturale. Parlare in esperanto è elevarsi al livello di una coscienza cosmopolita, è essere un cittadino del mondo – senza lasciare i propri legami particolari.
Il tema scelto per il vostro congresso di quest’anno è: “Culture, lingue, globalizzazione: dove andiamo? »La direzione da scegliere è certamente quella che il vostro Movimento e la nostra Organizzazione mostrano da anni: essere coinvolti sempre più per salvare e far vivere questa parte essenziale del patrimonio immateriale dell’umanità: le lingue. Difendere la diversità linguistica e incoraggiare l’educazione plurilingue.Così riusciremo a costruire un mondo più aperto, più inclusivo e in pace.«Molte voci, un mondo» Ecco lo slogan della nostra famosa pubblicazione “Il Corriere dell’UNESCO”. «Multaj voĉoj, unu mondo », così si traduce in esperanto questo ideale, che abbiamo noi e voi, e che sta sulla versione della nostra rivista, che ora è pubblicata in esperanto: UNESKO-KURIERO. Infine voglio trasmettere, a nome dell’UNESCO, auguri di cuore per il successo del Vostro congresso”.

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Web Summit 2016, da Lisbona la nuova rete Europea dell’innovazione

Posted by fidest press agency su sabato, 12 novembre 2016

andrea-di-camilloA cura di Andrea Di Camillo, Managing Partner del fondo di venture capital P101. 53 mila partecipanti, 15 mila società provenienti da 166 paesi, 7 mila CEO, 21 conferenze, un indotto previsto di circa 250 milioni di euro. Questo è il Web Summit 2016, in corso a Lisbona proprio in questi giorni, ovvero l’evento tecnologico più importante in Europa, in cui startup, investitori, e leader internazionali si incontrano per confrontarsi e costruire relazioni. Il Web summit nasce a Dublino ma si sposta per la prima volta quest’anno nel Sud dell’Europa, raddoppiando il numero di partecipanti rispetto al 2015: segnale inequivocabile che l’Europa meridionale non è più un fanalino di coda, ma si sta delineando sempre più chiaramente come il giovane cuore pulsante dell’innovazione nel vecchio continente.
Mentre si risolleva dall’ultima crisi finanziaria del 2000, il Portogallo si sta rapidamente facendo strada nella geografia europea del mondo startup grazie ad una comunità di imprenditori molto vivace, ma non solo: a candidare il Portogallo come la Silicon Valley europea c’è una campagna appena annunciata dal Segretario di stato all’industria João Vasconcelos, ovvero lo stanziamento di 400 milioni di euro di investimenti con Business Angel e venture capital, sgravi fiscali per gli investitori, una rete di oltre 80 incubatori certificati e un piano di sviluppo per portare la banda larga in tutta la nazione, comprese le scuole.Per questo e grazie alla rete generata dal Web Summit, la città portoghese si avvia ad essere riconosciuta a livello internazionale come polo dell’innovazione e nuovo hub per le startup. Anzi, secondo il The Guardian potrebbe essere la prossima capitale tecnologica d’Europa. Il Web Summit infatti non è solo l’occasione per assistere in prima persona ai talk di presidenti e rappresentanti di grandi nomi della tecnologia come Cisco, Facebook, Soundcloud, Blablacar, Niantic (quelli di Pokémon Go). Tra l’evento in sé e le sue diramazioni (Collision , RISE , MoneyConf), lo scorso anno le startup partecipanti hanno raccolto oltre un miliardo di dollari in investimenti e si prevede che quest’anno la cifra possa essere ancora più alta.
Noi di P101 abbiamo partecipato e siamo rimasti colpiti non soltanto dall’impressionante quantità di startup, istituzioni e investitori che questo evento è riuscito ad attirare, ma soprattutto dal fatto le oltre 50 mila persone partecipanti rappresentano l’affermazione di una nuova imprenditorialità, che va ben oltre il tema digitale/tecnologia e pone le basi per un modo del tutto nuovo di fare impresa.
Per l’Italia quello di Lisbona e in generale del Portogallo è un esempio da seguire: un Paese che fino a pochi anni fa era confinato al di fuori del radar dell’innovazione e della new economy europea, è riuscito a reinventarsi e a diventare il fulcro della futura rete delle startup continentali. Una strada che anche il nostro Paese può intraprendere e ha già iniziato a percorrere: il Web Summit è stato per l’Italia un banco di prova in cui abbiamo testato l’interesse internazionale per il nostro ecosistema e l’abbiamo trovato, senza troppa sorpresa, in crescita. Le startup del sud Europa ed italiane in particolare rappresentano oggi un’opportunità di investimento nuova, fresca, di alto livello, che le corporate nazionali ed internazionali non possono lasciarsi scappare se vogliono restare competitive. (foto: andrea di camillo)

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Lisbona ospiterà il summit della Nato

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Lisbona dal 19 al 20 novembre presso il Parque das Nações, la capitale portoghese sarà il palcoscenico del primo meeting portoghese della Nato. I leader delle 28 nazioni alleate, compreso il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e rappresentanti della Federazione Russa parteciperanno a questo evento dove si parlerà della nuova politica della Nato. Il summit avrà luogo il in cui sarà definita la linea strategica della NATO per i prossimi anni, ponendo in questo modo Lisbona al centro delle politiche internazionali. Questa sarà la prima visita del Presidente Americano nella capitale portoghese, dove incontrerà anche i rappresentanti dell’Unione Europea, compresi i Presidenti del Cosiglio Europeo, Herman van Rompuy, e della Commissione Europea, José Manuel Durão Barroso. Il meeting si svolgerà in concomitanza con il summit della NATO. Il Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen ha annunciato che, in contemporanea, molto probabilmente sarà tenuto a Lisbona anche il summit NATO- Russia sulla cooperazione nella difesa antimissile. Se questo evento avrà luogo, Lisbona ospiterà anche il Presidente russo, Dmitri Medvedev. (n.r. Perché teniamo in piedi questa struttura militare? Non era nata per contrastare il pericolo comunista? Perché in Europa non si pensa ad una forza militare dell’Ue? Una forza militare che sostituisca a pieno titolo tutte le altre forze nazionali cementerebbe di sicuro una Europa capace di esprimere una volontà sovranazionale qualificata e propositiva molto più efficace e unitaria di quanto non si faccia con la Nato, storicamente superata)

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Parlamento europeo: confronti su trattato Lisbona

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

Per la prima volta dall’entrata in vigore del nuovo Trattato di Lisbona, affrontando nello specifico il tema legato alle produzioni Dop e Igp, si sono confrontati  pubblicamente il Commissario Dacian Ciolos e il Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro. L’incontro, organizzato dall’Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche e da Cnaol, in collaborazione con Origin, Efow e Qualivita, si è svolto in Parlamento a Bruxelles alla presenza di un folto pubblico con l’intervento di numerosi parlamentari. Due gli argomenti trattati: la definizione di un ruolo chiaro e preciso per i Consorzi di  tutela e la possibilità, per questi ultimi, di regolamentare i volumi delle produzioni. A supportare con forza le richieste del settore sono intervenuti rappresentanti di  produttori (oltre a francesi e italiani) provenienti da Austria, Germania, Polonia e Ungheria.  Il Commissario si è detto favorevole all’inserimento di una definizione chiara dei ruoli dei Consorzi di tutela. In merito alla seconda richiesta avanzata dal settore relativa alla programmazione, il Commissario ha specificato che è sua intenzione trattare l’argomento ma è necessario individuare degli strumenti compatibili con la normativa sulla concorrenza e comunque legati ad aspetti qualitativi. Il Presidente De Castro ha ribadito la posizione favorevole del Parlamento e si è detto aperto ad un ampio confronto con la Commissione per definire i contenuti della riforma. Molto soddisfatto il Presidente di Aicig Giuseppe Liberatore: “il Commissario Ciolos  ed il Presiente De Castro, insieme con tutti gli altri parlamentari intervenuti, hanno dato forti segnali di apertura nei confronti delle nostre richieste. È infatti fondamentale definire a livello comunitario il ruolo dei Consorzi di tutela che da sempre si occupano, con notevoli sforzi anche economici, della protezione e della valorizzazione delle rispettive Dop e Igp. È poi importante individuare degli strumenti di programmazione  delle produzioni adeguati per salvaguardare gli aspetti qualitativi e permettere ai produttori di competere sui mercati”.

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