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Sanità: Report Fp Cgil, nel pubblico liste d’attesa di 60 giorni medi

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 Mag 2019

Un’attesa lunga due mesi per effettuare una visita medica nella sanità pubblica, a fronte di una sola settimana nel privato, “effetto di un progressivo definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale”. Sono sempre più lunghi, infatti, i tempi di attesa per visite nel pubblico e costi sempre meno distanti con il privato, come emerge dal secondo Rapporto ‘Osservatorio sui tempi di attesa e sui costi delle prestazioni sanitarie nei Sistemi Sanitari Regionali’, promosso dalla Funzione Pubblica Cgil e dalla Fondazione Luoghi Comuni ed elaborato da Crea. Uno studio che prende in considerazione 11 prestazioni sanitarie (specialistiche e diagnostiche) senza esplicita indicazione di urgenza, erogate da 8 regioni e da 326 strutture sanitarie (195 private e 131 pubbliche).
Il primo dato evidente che emerge dallo studio è che i tempi medi di attesa per effettuare una visita medica attraverso il Sistema Sanitario Nazionale sono nettamente maggiori rispetto a quelli dell’offerta privata: 60 giorni nel pubblico (due mesi) a fronte di 9 nell’intramoenia, 7 nel privato e 39 per il privato convenzionato. Nel dettaglio delle prestazioni, i giorni di attesa della Sanità pubblica sono estremamente lunghi: per esempio, 112 giorni per una Colonscopia (quasi quattro mesi di attesa), contro 11 giorni di attesa in intra-moenia, 79 nel privato convenzionato e appena 11 nel privato. Attese medie che risultano aumentare rispetto allo scorso anno, tranne che per il privato che si mantiene stabile.Per quanto riguarda i costi delle prestazioni sanitarie, dallo studio Fp Cgil emerge un dato sconcertante. Circa la metà delle prestazioni mediche prese in considerazione ha un costo inferiore nel privato piuttosto che in intra-moenia. È il caso, per esempio, della ecocardiografia, che in intra-moenia costa in media 109 euro, contro i 98 del privato. Insomma, non solo costi competitivi, in considerazione di tempi di attesa enormemente inferiori, ma addirittura spesso sovrapponibili o più economici dei costi sostenuti per il ticket. Questo spiega il sempre più frequente ricorso a spese ‘out of pocket’ (di tasca propria) per effettuare visite mediche private. La spesa privata dei cittadini, infatti, arriva a quasi 35 miliardi di euro, di cui ben il 92% out of pocket.
Aspetto importante e significativo, che rappresenta un valore aggiunto rispetto allo studio della Funzione Pubblica Cgil dello scorso anno, è quello che, partendo dai valori medi dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie pubbliche, indaga il confronto tra le regioni, scattando una fotografia della situazione della sanità pubblica in Italia. Si mostra infatti evidente il divario che intercorre tra alcune regioni del paese. La regione che eccelle, in termini di tempi di attesa per le prestazioni mediche, è l’Emilia Romagna con una media di 30 giorni di attesa, a seguire Liguria e Campania, poi il Veneto, la Sicilia, la Lombardia, il Lazio, per ultima le Marche con una media di 110 giorni di attesa per una visita nella sanità pubblica. Nello specifico delle visite specialistiche, ad esempio per una visita ortopedica sono 19 i giorni di attesa in Emilia Romagna, contro addirittura i 91 giorni delle Marche.
“Alla luce di quanto emerso, risulta evidente quanti sia urgente e non più rinviabile un investimento straordinario in termini di risorse, personale, professionalità e tecnologie in tutto il nostro Servizio Sanitario nazionale che mostra evidenti segni di collasso con gravi e profonde ripercussioni sulle sue caratteristiche di universalità”, commenta la Funzione Pubblica Cgil. “Uno dei principali obiettivi della sanità pubblica è l’universalità del servizio. Un principio che però, di fatto, si scontra con la realtà – sottolinea -: allo stato attuale il Servizio Sanitario Nazionale spesso non è in grado di garantire servizi adeguati. Assistiamo da una parte ad un incremento dei tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie pubbliche, dall’altra ad una progressiva dilatazione della spesa ‘out of pocket’ (di tasca propria) per visite mediche private. Il progressivo definanziamento del Servizio Sanitario nazionale – prosegue la categoria della Cgil dei servizi pubblici – ha creato inefficienze che portano ad allungare le liste di attesa e incentivano lo sviluppo di un’offerta privata spesso concorrenziale, tanto per il costo quanto per i tempi di risposta”.Altro aspetto non trascurabile, secondo la Fp Cgil è quello delle “forti disparità regionali, in termini di equità e di carenze organizzative, con il dato di eccellenza di regioni come l’Emilia Romagna, un esempio di ‘best practice’ che dimostra come sia in effetti possibile migliorare, in un tempo relativamente breve, le performance. Non è un caso – aggiunge – che l’Emilia Romagna nell’ultimo biennio abbia investito sul personale (con oltre 5mila assunzioni, di cui 1.450 precari stabilizzati) e sui sistemi di controllo informatizzati, strumento fondamentale per un governo pubblico e trasparente dei flussi di accesso alle prestazioni sanitarie. Quello delle liste di attesa rimane ad oggi un problema che si colloca in cima alla lista delle ragioni di insoddisfazione dei cittadini verso il servizio sanitario. Il caso dell’Emilia Romagna, per altro, emerge anche per il forte investimento nella qualità delle relazioni negoziali con il Sindacato su questi temi e gli esiti di questo processo ne sono il frutto”, conclude la Fp Cgil.

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Liste di attesa regione Lazio: Zingaretti restituisca 7 milioni ai cittadini

Posted by fidest press agency su martedì, 23 giugno 2015

regione-lazio“Annunciato, come sempre, con grande dispiegamento di mezzi il ‘Piano regionale per il governo delle liste di attesa’ non è mai entrato in funzione. Dall’intesa Stato-Regioni del 28 ottobre 2010 ad oggi, la nuova sanità immaginata da Zingaretti è, appunto, soltanto una immagine impressa nella mente del governatore”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che chiarisce: “Dal 30 settembre 2013, data in cui il fantomatico piano fu approvato dalla giunta, i cittadini sono in attesa del cosiddetto ‘nuovo corso della sanità’, come pomposamente lo ha etichettato il presidente/commissario ma non ci sono né corsi tantomeno corse anzi, le prestazioni sono erogate a passo di lumaca”, ironizza Maritato. Altro che classi di priorità in base alle esigenze degli utenti: qui di urgente e di breve non esiste nulla, tantomeno molti medici di famiglia ci sembra si assumano la responsabilità di segnalare sulla ricetta la priorità o prendere contatti diretti con la Asl come prevede l’accordo ‘zingarettiano’. Tutta fuffa come al solito. Mammografie, ecografie, ecodoppler, ecg dinamici, Tac e Moc possiamo pure dimenticarceli. Peccato però che la malattia e l’urgenza non dimentichino. Ne tenga conto il presidente Zingaretti. Soprattutto non si applica una norma, il comma 282 dell’articolo 1 della legge finanziaria del 2006 che vieta la chiusura degli appuntamenti, come sovente accade quando si supera la capienza massima in breve tempo. Insomma un rinnovamento basato sul nulla, quello della sanità del Lazio, le cui gravi carenze si cerca di oscurare tagliando nastri per finte inaugurazioni. Peggio di così non poteva andare – chiosa Maritato – Zingaretti ne tragga le conclusioni”.

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Lavoro: liste mobilità

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 gennaio 2012

Nel 2011 sono stati oltre 46mila (46.637) i lavoratori provenienti dalle liste di mobilità ricollocati attraverso le Agenzia per il Lavoro, con un aumento del 76% sul 2010 (in quell’anno erano stati 26.531). L’incremento più rilevante ha riguardato i lavoratori con più di 44 anni di età, passati da 6.241 a 17.275 (+ 177%). Anche la durata media delle missioni per i lavoratori provenienti dalle liste di mobilità registra risultati straordinari: è, infatti, passata dai 53 giorni del 2010 ai 109 giorni del 2011. I dati derivano da una elaborazione di Assolavoro, l’Associazione Nazionale delle Agenzie per il Lavoro, messa a punto attraverso un’indagine effettuata su un campione rappresentativo del 68% del mercato del lavoro in somministrazione e proiettata sull’interno settore. Considerando il maggiore gettito fiscale e contributivo e il risparmio in termini di indennità di mobilità, nel biennio 2010 -2011 ne deriva un “contributo” per le casse dello Stato stimato in 250 milioni di euro circa. «Si tratta di risultati straordinari che dimostrano come le Agenzie per il Lavoro hanno un ruolo essenziale non solo come porta di ingresso per i giovani ma anche nel ricollocare i lavoratori in uscita da un contratto – ha dichiarato Federico Vione, Presidente di Assolavoro. «È stato possibile ricollocare in due anni oltre 73mila lavoratori provenienti dalle liste di mobilità grazie a una sperimentazione avviata con la Finanziaria del 2010, che ha semplificato per questa categoria l’accesso al lavoro attraverso la somministrazione. «Estendere quella semplificazione (ovvero l’eliminazione dell’indicazione della causa dai contratti di somministrazione, come è già negli ordinamenti dei Paesi più avanzati) è una riforma a costo zero, che non comprime alcun diritto e favorisce l’ingresso al mondo del lavoro attraverso la flessibilità più tutelata, ovvero quella che passa dalle Agenzie per il Lavoro. «Il tavolo aperto presso il Ministero del Lavoro in merito al recepimento della direttiva europea n.104/2008 nel nostro ordinamento rappresenta un’occasione unica per ampliare questa semplificazione che ha dimostrato di funzionare, – ha concluso Vione – così da rendere più semplice accedere al lavoro flessibile con tutti i diritti, a scapito delle forme di lavoro meno tutelate o irregolari ancora troppo diffuse nel nostro ordinamento».

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Piemonte: La poltrona di Cota scricchiola

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 luglio 2010

Dichiarazione di Davide GARIGLIO (PD)  “Giudico saggia la decisione del Tar, perché in questo modo i giudici garantiscono che venga rispettata la volontà degli elettori, limitandosi a verificare – e penso ad annullare – i voti attribuiti a Roberto Cota solo indirettamente, cioè attraverso il voto alle liste non ammesse e senza una espressa croce sul suo nome.  Inoltre, questa pronuncia, evitando di annullare tutte le operazioni elettorali, ci risparmia un ritorno al voto che comporterebbe costi elevati e la paralisi amministrativa per parecchi mesi, consentendo in tal modo alla Giunta regionale di continuare ad operare.  Come PD abbiamo annunciato la massima disponibilità a collaborare al governo regionale per evitare che questa fase di incertezza, che capita in un periodo di grave crisi economica, possa arrecare danni alla nostra comunità.

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Liste attesa per risonanza magnetica

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Mag 2010

In gran parte d’Italia, specie nelle regioni meridionali, le liste di attesa per la risonanza magnetica, è noto, se sono lunghe a volte lunghissime per i normodotati, figuriamoci per i pazienti obesi, claustrofobici o intolleranti in genere ad eseguire un esame nel tunnel chiuso di un apparecchio tradizionale. Le apparecchiature per la risonanza magnetica sono particolarmente opprimenti. Molti pazienti vivono con estrema sofferenza l’esecuzione di uno studio di RMN per il notevole fastidio legato all’avere il capo completamente circondato dal magnete; alcuni non riescono a sopportare l’esame e non possono eseguirlo. Da poco esiste, ed è presente anche sul mercato italiano, un apparecchio di RMN aperto, appositamente studiato per migliorare il comfort del paziente, senza per questo ridurre le prestazioni dell’indagine.  Ed infatti, ci è giunta segnalazione da parte di alcuni cittadini che già alle prese con le difficoltà  quotidiane dell’obesità, sono stati costretti a rivolgersi a proprie spese a centri diagnostici privati per poter effettuare una semplice RMN, spesso a distanza di centinaia di chilometri dalla propria residenza con i conseguenti aggravi in termini di costi, di tempi e le inevitabili ricadute sulla stessa salute che si dovrebbe andare a preservare.All’imbarazzo di certe situazioni può sommarsi, evidentemente, il dramma di una diagnosi improvvisamente fuori portata. Per Giovanni D’AGATA componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, non è retorico affermare che anche nel 2010 non sempre le politiche sanitarie siano rivolte indistintamente a tutti i cittadini, ma ciò che risalta con lampante evidenza è che anche in questi casi le carenze strutturali della sanità pubblica debbano avvantaggiare inevitabilmente quella privata a scapito dei soggetti più deboli.Sempre secondo Giovanni D’AGATA, la battaglia per una sanità più giusta deve partire non solo da una corretta redistribuzione delle risorse pubbliche ma anche dal riequilibrio sui territori delle attrezzature ed infrastrutture poiché le cure non sono concepite per accogliere tutte le forme dell’essere umano. Nel caso di specie, quindi, ogni ASL dovrebbe dotarsi di almeno un’apparecchiatura per Risonanza Magnetica aperta visto che in Italia si possono contare sul palmo della mano e tutte in uso di strutture private

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Ristabilire la verità. Liste: tutti i fatti e le vere cause

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

Editoriale fidest. Abbiamo sentito lo show del presidente Berlusconi sulla sua “verità” riguardo la presentazione delle liste del suo partito presso il tribunale di Roma e gli ostacoli frapposti per vietarne l’adempimento. L’altra “verità” ci è stata fornita dalla cronaca e dalle dichiarazione dei radicali e da un filmato ripreso sull’accaduto. Non entriamo nel merito, almeno per il momento, ma riteniamo che sia interesse dello stesso presidente del Consiglio consentire che la diversa versione abbia un similare spazio mediatico. Non solo. Il presidente del Consiglio ci deve spiegare il perché sta alzando il tiro coinvolgendo la magistratura, i carabinieri che hanno redatto un verbale sugli accadimenti, e che ci risulta diverso dalla storia ammannitaci dal Presidente, e ignorando le parole di buonsenso del Presidente Casini dell’Udc che lo invitava a chiedere scusa agli italiani e che, quando lo dice, non pensiamo sia persona non informata dei fatti. D’altra parte ci sembra davvero esagerato che per un episodio di così marginale rilevanza rispetto ai seri problemi del paese si faccia tanto clamore costringendo molti, compreso noi, a parlarne e a ricercare, sia pure con le nostre modeste fonti, l’effettiva causa scatenante di tanto livore istituzionale. Dovremmo forse convenire con la moglie separata del Presidente che è davvero malato? Di protagonismo, senz’altro. Le luci della ribalta sembrano avergli provocato l’effetto da eccitarlo al punto dal considerarsi il solo detentore della verità nella quale non vi è posto per chi la pensa diversamente da lui. Terenzio faceva dire ai suoi guitti: veritas odium parit (la verità genera odio) e lui che si sente figlio dell’amore e lui stesso la quintessenza dell’amore, non può farsi odiare. E se qualcuno osa “odiarlo” sono i cattivi di turno, gli irriducibili, quelli che non sanno amare: sono i comunisti, quei biechi figuri che hanno bagnato le strade della storia con il sangue degli innocenti, sono i magistrati che invece di tenere in mano il “sacro codice” gli sventolano sotto il naso il libro rosso versione Che Guevara. Sono i politici del taglio di Di Pietro a risvegliargli la sua vocazione martiriologica. Ma io sono certo che è l’uomo che sa amare e di conseguenza sa anche che l’amore è altruismo e allora pensi un poco, solo un poco, ai disoccupati, ai precari, ai pensionati, ai monoreddito che non vivono con le sue ricchezze ma che devono arrangiarsi con salari e pensioni che non vanno oltre i 40 euro al giorno. Ma non ci venga a propinarci altri proclami, noi vogliamo i fatti e subito. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Si pensa solo alle leggi per le liste elettorali

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 marzo 2010

“La recessione non si arresta e si fanno i decreti per le liste elettorali. Mentre la crisi avanza e la fine, secondo recenti dichiarazioni sindacali, proseguirà fino al prossimo anno ci si arroventa la mente a risolvere altre emergenze di tipo elettoralistico”. Questo il primo amaro commento del responsabile per la Lombardia dell’Italia dei Diritti Giuseppe Criseo alla scioccante notizia dell’impennata di ricorsi alla cassa integrazione e ai licenziamenti a Milano e nel resto della Lombardia che nei primi due mesi del 2010 la relegano ad una delle regioni più disastrate del resto del Paese. Spiega con parole dense di preoccupazione l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “L’aumento della cassa integrazione nella nostra regione rispetto al 2009 è arrivato a un dato tremendo: più 241 solo per l’industria. Dalla cassa ordinaria si passa a quella straordinaria e poi alla mobilità, questa è la vera emergenza del Paese. Non basta  però pensare solo alla parte economica che tra l’altro è insufficiente  e non copre tutti i cittadini in difficoltà: occorre provvedere a riconvertire interi settori lavorativi investendo ad esempio sulle energie rinnovabili ma anche sul riciclo dei rifiuti che possono diventare una buona occasione di guadagno. Ci uniamo anche noi – conclude Criseo – all’appello del presidente delle piccole e medie imprese di Confapi Paolo Galassi perché se continuano a retrocedere le aziende di minori dimensioni che costituiscono l’ossatura del Paese, non ci saranno più vie d’uscita”.

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Il governo “blinda” le sue liste

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

Dichiarazione di Marco Ferrando Partito Comunista dei Lavoratori ( PCL): “Il governo si approva per decreto le proprie liste contestate,  ignora le decine di altre liste escluse, sigilla il regime dell’arbitrio e dell’ipocrisia che governa la presentazione delle liste elettorali  in tutta Italia. Tutto ciò è vergognoso e inaccettabile. I partiti dominanti fanno tutto da soli: varano leggi elettorali assurde e discriminatorie, violano platealmente le loro stesse leggi, sanano per decreto le proprie violazioni, abbandonano al proprio destino le vittime “minori” delle loro leggi. E per di più gridano che “la democrazia è salva”. E’ troppo. Come osserva oggi il quotidiano “la Repubblica”, il Partito comunista dei Lavoratori ( PCL) è, assieme ai Radicali, la principale vittima di questa legge elettorale e del decreto del governo. Ma non ne facciamo questione di partito. Ne facciamo questione di democrazia e di principio, che per definizione è universale. Per questo impugneremo e contrasteremo il decreto del governo in tutte le sedi, ne denunceremo la stessa incostituzionalità, parteciperemo alla più ampia mobilitazione di piazza e di strada contro il provvedimento di Berlusconi e Napolitano. E rivendicheremo con più forza la cacciata di un governo reazionario che, mentre condona gli evasori e colpisce l’articolo 18, si arroga il diritto all’arbitrio persino in materia elettorale”.

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Regionali: le liste del Pdl e di Formigoni riammesse

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

Il governo nella seduta del consiglio della sera del 5 marzo ha varato il Dl che consentirà il rientro delle liste escluse dalla competizione elettorale da parte delle Corti di appello di Milano e Roma. In questo Dl si è fatto in modo di fissare delle norme interpretative che in pratica consentono la riapertura dei termini in quanto rendono più elastico l’orario di accettazione delle liste. E’ una procedura che fa violenza al diritto e induce Bersani a definirla un “trucco” e una “scorciatoia”. Per Antonio di Pietro è un atto antidemocratico, un “abuso di potere”. In queste circostanze in cui gli animi sono esagitati molti sono i pompieri che cercano di spegnere sul nascere focolai capaci di attizzare un grande fuoco. Alla fine Bersani sbotta: “Non siamo disposti” all’accordo, “devo dirlo anche in cinese?”. Si fa anche sentire il presidente del Copasir, Massimo D’Alema, che avverte l’esecutivo: “Il governo sia cauto nel prendere decisioni la cui gravità dal punto di vista dei normali rapporti in un Paese civile potrebbero essere veramente pesanti”. E precisa: “Vedremo di che cosa si tratta, per quello che si capisce, il governo ha rinunciato a cambiare la normativa in corso d’opera che sarebbe stata una cosa gravissima”. A nostro avviso i fatti come si stanno evolvendo hanno tutto il sapore che la forzatura del governo rischia di destabilizzare il paese e a scavare un solco ancora più profondo tra la maggioranza e le opposizioni mentre i problemi del paese sono ben altri e in tal modo si continuerà a disattenderli aggravandoli.

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Regionali Lombardia: Verificare tutte le liste

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 marzo 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani “La decisione – ricorsi a parte- di Roberto Formigoni di chiedere, proprio come gli aveva chiesto il nostro candidato Presidente della Lista Bonino-Pannella per la regione Lombardia, un controllo a tappeto ed una verifica di tutte le liste in tutte le province, è davvero – e lo dico senza alcuna ironia-  l’unico contributo serio affinché si avvii il percorso per recuperare un minimo di legalita e democrazia nel nostro Paese. Noi Radicali denunciamo da anni che siamo davanti non ad episodi isolati, ma ad un sistema. Quando a giugno del 2009 decidemmo di partecipare alle elezioni regionali eravamo consapevoli che, in Italia, le elezioni sono strutturalmente illegali e quindi non democratiche. La violazione delle regole elettorali e dei diritti civili dei cittadini è sistematica, coinvolgendo l’intero iter elettorale, dalla fase di presentazione delle liste sino al voto finale. Da parte nostra, intendiamo porre all’attenzione delle giurisdizioni internazionali il “Caso Italia”, quello per cui  la richiesta di asilo politico annunciata da Marco Pannella non può neanche essere conosciuta e discussa”.

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Matteoli su “liste” taroccate alle regionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

“Nessuno può pensare che per ragioni meramente formali – mancanza di timbri, date o quant’altro – o per interpretazioni  discutibili sul luogo in cui doveva trovarsi un presentatore di lista al tribunale,  15 milioni di italiani, circa la metà dell’elettorato chiamato alle urne in questa occasione, siano amministrati da governi regionali scelti di fatto a tavolino. A prescindere, quindi, dalle rispettabili decisioni giudiziarie,  è urgente trovare una soluzione che preservi l’espressione del voto di tutti gli elettori e quindi  la democrazia. Auspico che anche il centrosinistra condivida questa impostazione e che voglia concorrere ad una soluzione condivisa”. Lo dichiara il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli.

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Camorra e amministrative in Campania

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 marzo 2010

A poche ore dall’acquisizione delle liste per le prossime amministrative, già si riempiono i fascicoli della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, riguardante i futuri candidati. “Il problema è trasversale, come per Angelo Brancaccio, che in passato è stato candidato nelle liste dei Democratici di Sinistra”. Così Licia Palmentieri, viceresponsabile per la Campania dell’Italia dei Diritti, analizza il fenomeno ormai noto nel territorio. I riflettori sono puntati sulla provincia di Caserta, che nella competizione elettorale è prima nella lista per il pericolo di infiltrazione mafiosa da parte del clan dei Casalesi, ma riguardano anche la candidatura del sindaco di Villa Literno, Comune reintegrato dal Tar di cui oggi il Consiglio di Stato discuterà il ricorso. “L’Italia dei Diritti auspica in una maggiore attenzione nella scelta dei candidati – continua la vice responsabile del movimento presieduto da Antonello De Pierro – i cittadini non devono sottostare più allo scambio di piaceri tra mafie e classe dirigente. Ci auguriamo, tra le altre cose, che il super potere di Nicola Cosentino, coordinatore regionale del Popolo delle Libertà, venga messo da parte. Cose del genere non devono più accadere. Non abbiamo ancora visto – conclude la Palmentieri – i risultati dei tanti proclami fatti a livello nazionale, sulla pulizia delle liste. La situazione è praticamente rimasta invariata”.

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Illegalità elezioni italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 marzo 2010

Dichiarazione di Mario Staderini, Segretario Nazionale di Radicali Italiani: “Quanto accaduto in Lombardia e  nel Lazio è la dimostrazione di ciò che denunciamo da anni: in Italia le elezioni sono strutturalmente illegali e quindi non democratiche. La violazione delle regole elettorali e dei diritti civili dei cittadini è sistematica, coinvolgendo l’intero iter elettorale, dalla fase di presentazione delle liste sino al voto finale. È bastato, infatti, che un manipolo di Radicali chiedesse il rispetto delle regole  per fa emergere la verità e affondare due corazzate partitocratiche come il PDL di Roma ed il “Ras” della Lombardia. Il “Caso Formigoni” conferma quanto documentammo alle elezioni Regionali nel 2000: le liste dei partiti vengono presentate con firme raccolte al di fuori delle regole. In Lombardia è stato scoperto solo perché i militanti radicali hanno fatto loro le verifiche previste dalla legge. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un sistema. Prevedo che ci saranno altri “casi Formigoni”: nelle prossime ore effettueremo in tutta Italia gli accessi agli atti per controllare le liste presentate e, son certo, ne vedremo delle belle. Si fa per dire”.

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Autocertificazione sottoscrittori liste elettorali

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 febbraio 2010

La normativa nazionale -cosi’ come gran parte di quella regionale- prevede che da 180 giorni prima delle votazioni sia possibile iniziare la raccolta delle firme sulle liste di candidati, su moduli conformi alle indicazioni del Ministero dell’interno o su quelli predisposti dalle Regioni che hanno adottato delle proprie leggi elettorali. Il numero dei sottoscrittori varia a seconda la popolazione e la legge regionale. L’onere della raccolta firme, nata per difendere la democrazia ed arginare le candidature temerarie e le liste senza rappresentatività, è invece divenuto uno strumento per impedire l’accesso alle elezioni di quelle forze politiche che vivono fuori dal recinto partitocratico. A fronte delle migliaia di sottoscrizioni, autenticate e certificate, complessivamente necessarie per presentare le liste, e’ praticamente impossibile raccogliere legalmente le firme per una forza politica priva di consiglieri comunali e provinciali. Come dettagliatamente denunciato dalla Lista Bonino-Pannella: – i cittadini italiani non sono stati in nessun modo informati, tantomeno dal servizio pubblico Rai in violazione della legge, delle modalità del procedimento elettorale ne’ del loro diritto di sottoscrivere le liste di candidati; – 200 mila persone, cui la legge affida la funzione di autenticare le firme, non hanno ricevuto nessuna disposizione per esercitare utilmente il loro potere-dovere di farlo; – Comuni, Province, Tribunali e Procure non hanno predisposto ed organizzato un servizio pubblico di autenticazione, che la legge prevede possa svolgersi anche al di fuori degli uffici comunali; – Il 75% dei Comuni non si è dotato della PEC (posta elettronica certificata), obbligatoria dal 30 giugno 2009, e ciò impedisce di inviare a costi ridotti e tempestivamente le liste provinciali da far sottoscrivere ai cittadini (l’alternativa e’ quella di inviarle a costi elevati, mezzo corriere, ai Comuni). A fronte di questa situazione di assoluta illegalità e incertezza, appare necessario quantomeno intervenire sulla possibilità che i cittadini possano, in base alla legge e al principio di autocertificazione, apporre la propria firma sulle liste cui poi deve essere annotata la certificazione elettorale e vagliate dalle rispettive Corti d’Appello. E’ questo il senso del ddl depositato con il senatore Marco Perduca “Disposizioni per l’autenticazione delle firme negli atti presentati agli uffici elettorali”. Non si tratta di una sovrapposizione di strumenti, perche’ la modalità tradizionale viene mantenuta per le firme rese collettivamente: qui ha senso che un soggetto terzo controlli la libertàà del volere dei sottoscrittori, che proponendosi come gruppo potrebbero connotare di coercizione indebita l’adesione del singolo. Quando invece la sottoscrizione è dell’individuo, in un atto singolo, e’ sufficiente far capo alla modalità dell’articolo 38, comma 3 del D.P.R. n. 445, che contempla l’allegazione di una fotocopia del documento di riconoscimento valido nella parte in cui reca la firma del titolare. La presentazione può essere delegata a chi raccoglie gli atti e, pertanto, fa da tramite non gia’ per l’espressione della volontà, ma per la comunicazione della stessa all’Ufficio elettorale: in tal modo si salvano le esigenze di libertà del volere e, nel contempo, si snelliscono quelle di sua trasmissione all’organo amministrativo, il quale potra’ sempre esercitare (ex ante o ex post, in integrale o a campione) il controllo sull’autenticità delle firme visionando quelle apposte sul documento di riconoscimento fotocopiato.”

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“Con quale partito preferireste si alleasse il Pd?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2009

“Lo chiede ai suoi lettori il sito di Repubblica.it diretto da Vittorio Zucconi. Ecco le scelte possibili: Idv; Prc; Sl; Verdi; UdC; Nuova forza di centro Rutelli-Montezemolo; deve andare da solo; non so”.Come già accaduto (e da noi Radicali denunciato) nei sondaggi Internet per le elezioni europee, il partito di Repubblica, con i suoi Direttori e il suo Editore, continua nella linea di eliminazione dell’esistenza stessa della Lista Bonino-Pannella, pur avendo il movimento radicale già iniziato ufficialmente la campagna di raccolta di pre-firme per la presentazione della lista in tutte le Regioni. Con questo tipo di “informazione” e di “sondaggi”, Repubblica condivide con il potere berlusconiano gli stessi metodi di disinformazione e censura contro i quali vengono raccolte, proprio da Repubblica.it, centinaia di migliaia o milioni di firme. Il sondaggio di oggi è la rappresentazione perfetta del regime post-fascista e anti-democratico italiano. E’ anche un sondaggio “berlusconiano”, non solo nei metodi, ma anche nel merito, se è vero come è vero che dall’analisi dell’Istituto Cattaneo alle elezioni europee è proprio la Lista Bonino_Pannella l’unica ad aver portato via voti a Berlusconi. Ragione di più, per Repubblica, per cercare di eliminarci”. Lo dichiara Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni, del Comitato di Radicali italiani.

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Saltano le elezioni Comunali

Posted by fidest press agency su sabato, 23 Mag 2009

A Bernalda-Metaponto (MT): il 6 e 7 giugno non si vota più. Situazione più unica che rara a Bernalda-Metaponto, in provincia di Matera. Come preannunciato nei giorni scorsi il TAR di Basilicata ha fissato per il prossimo 24 giugno l’udienza camerale preliminare per discutere la sospensiva dei provvedimenti di ricusazione emessi dalla Commissione elettorale mandamentale di Pisticci (MT). Tali provvedimenti avevano entrambi riguardato le uniche due liste presentate nella cittadina jonica – di Centrodestra e Centrosinistra – elaborate con gravi vizi di forma per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del nuovo Sindaco. L’Udienza di merito si terrà invece sempre al Tar il prossimo 19 novembre.  Scontata la nomina del Commissario da parte del Prefetto di Matera, subito dopo il 7 giugno.  Salta inoltre anche la possibilità paventata nei giorni scorsi di poter effettuare le elezioni comunali nel corso dell’eventuale ballottaggio per le Provinciali fissato per il 22 giugno. Con il commissariamento di Bernalda, le prossime elezioni comunali dovrebbero dunque tenersi l’anno prossimo, in concomitanza con le Regionali previste per il 2010. (comunicato del Comitato Cittadini Attivi di Bernalda e Metaponto) http://www.cittadiniattivibernalda.it

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Lista Bonino-Pannella: chi lo sa?

Posted by fidest press agency su domenica, 17 Mag 2009

Solo il 3% degli elettori sa di poter votare la Lista Bonino-Pannella alle prossime elezioni europee. E’ questo quanto emerge da un sondaggio che rendiamo pubblico e che conferma quanto il Regime abbia anche in questa occasione cancellato completamente l’esistenza del movimento radicale e la presentazione del simbolo Lista Bonino-Pannella. Tra gli interpellati, alla domanda “sa quali partiti troverà indicati nella scheda elettorale delle prossime elezioni europee” rispondono spontaneamente, solo 3 su cento, Lista Bonino-Pannella. E’ evidente che si tratta di una partita truccata dove è materialmente impedito “scendere in campo”. La conoscenza dell’offerta politica è negata. Quel che è sicuro è che i Radicali non accetteranno inermi questa esecuzione di Regime.

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