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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

Posts Tagged ‘livelli occupazionali’

Robin Tax: Assopetroli, bene Governo, eliminati inutili controlli su piccole imprese

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 agosto 2013

“Nel testo in bozza del DL sul pubblico impiego, varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 26 agosto, leggiamo con favore come siano stati finalmente eliminati almeno i controlli anti-traslazione della Robin Tax effettuati dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas sulle piccole e medie aziende del settore energetico con un fatturato totale inferiore a circa 480 milioni di euro, che sono obbligate al pagamento della maggiorazione IRES del 10,5%, rispetto ad altre aziende operanti in altri settori produttivi non soggette a tale imposta che peraltro resta in attesa del pronunciamento di costituzionalità da parte della Corte Costituzionale.” lo afferma in una nota Franco Ferrari Aggradi, Presidente di Assopetroli-Assoenergia che rappresenta e tutela le oltre mille imprese del settore della commercializzazione dei carburanti e dei servizi e prodotti energetici che aggiunge “Escludere dai controlli le nostre imprese, che non possono ne’ traslare l’imposta proprio per la loro natura commerciale ne’ incidere sul prezzo della materia prima, è una norma positiva e di buon senso che permette alle stesse di liberare le risorse umane ed economiche, sino ad oggi usate per gli onerosissimi adempimenti burocratici richiesti dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas, per destinarle allo sviluppo competitivo dell’impresa e per l’occupazione. E’ un risultato importante – prosegue Franco Ferrari Aggradi – che Assopetroli-Assoenergia attendeva da molto tempo e per il quale si e’ fortemente spesa con le Istituzioni di riferimento. Dobbiamo quindi dare atto al Governo Letta e soprattutto al Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato che lo aveva promesso, di aver mantenuto gli impegni. Nell’esprimere quindi il nostro plauso al Governo per quanto fatto, confidiamo però che si prosegua sulla buona strada della collaborazione intrapresa affinche’ – conclude Ferrari Aggradi – nel prossimo decreto del Fare, di cui già si parla, lo stesso riveda l’articolo 5 comma 1 della Legge 9 agosto 2013, n. 98 (Fare1) che dispone, per reperire solo 75 milioni di euro annui, l’allargamento della platea di imprese soggette alla Robin Tax anche alle piccole e piccolissime imprese energetiche a partire dal gennaio del 2014, ponendo le stesse nella spiacevole condizione di operare la difficile scelta tra il pagare la tassa o il mantenere gli attuali livelli occupazionali”.

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Farmacie a rischio fallimento

Posted by fidest press agency su martedì, 14 giugno 2011

Napoli. Farmacie di Napoli a rischio fallimento, a causa dei mancati pagamenti dalla Regione, che ormai ammontano a dieci mensilità. La denuncia è di Michele Di Iorio presidente di Federfarma Napoli, che stima a «800 le farmacie nella Asl 1 in attesa degli arretrati». Farmacie, ricorda Iorio, che garantiscono seimila i posti di lavoro. «anche se i livelli occupazionali si assottigliano sempre di più, perché di certo non possiamo prendere altro personale». Intanto settimana scorsa c’è stato un incontro tra Federfarma provinciale e il capo di gabinetto del governatore Caldoro, Danilo Del Gaizo, che avrebbe promesso, entro il 30 giugno, un decreto commissariale per il primo trimestre 2011, con l’intenzione poi di procedere alla corresponsione della quota mancante del 2010. In discussione anche un accordo per il pagamento del trimestre che va fino all’agosto dell’anno scorso: secondo Di Iorio, «un piccolo passo in avanti, più umano che sindacale. Vorrei ricordare alla Regione che può scrivere tutti i decreti e i provvedimenti che vuole, ma noi i fornitori li paghiamo con i soldi, non con le carte».

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Fincantieri: disponibilità Tajani

Posted by fidest press agency su sabato, 28 Mag 2011

“Apprezziamo la disponibilità e la tempestività dimostrate da Tajani, nell’affrontare l’emergenza scoppiata dopo le dichiarazioni di Fincantieri sul piano industriale 2010-2014, ma auspichiamo che le misure concrete emerse a sostegno del settore abbiano ricadute positive anche sulle decisioni del Gruppo riguardo agli esuberi e ai livelli occupazionali” Lo ha dichiarato il segretario confederale dell’Ugl, Paolo Varesi, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta al termine dell’incontro con il vice presidente della Commissione europea sulla vertenza Fincantieri, aggiungendo che “siamo pronti ad accettare sfide difficili, come abbiamo già fatto in passato, ma ci aspettiamo che tutte le parti si assumano le proprie responsabilità per evitare il declino di un settore strategico e le drammatiche ricadute occupazionali che avrebbe la realizzazione del piano annunciato lo scorso 23 maggio”.

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La crisi dei livelli occupazionali

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Oggi ci ritroviamo con milioni di disoccupati, cassaintegrati, precari, aree a rischio nel pubblico e nel privato, prepensionamenti e pensionamenti differiti. Così mentre ci lecchiamo le ferite la classe politica si diletta a discettare sul sesso degli angeli: crisi si, crisi no, occupazione inferiore a quella comunitaria o più grave, ripresa dell’economia o un nuovo default. Insomma il tutto e il contrario di tutto. Penso, a questo punto, di cercare un po’ di chiarezza riandando alla crisi dei primi anni novanta che ha preceduto questa e che in qualche modo ha segnato il declino del sistema paese sia dal punto di vista imprenditoriale sia occupazionale. Allora l’accresciuta flessibilità dei rapporti di lavoro favoriti dai cambiamenti normativi con il ricorso ai licenziamenti collettivi, consentì maggiori margini di aggiustamento dell’utilizzo di manodopera e del prodotto e a dare corso a rapidi aggiustamenti del trend imprenditoriale. Quella crisi oggi ci permette di rilevare la minore riduzione del numero degli occupati, ma non certo di sottovalutarne la criticità. Ciò comporterebbe una sottostima della crescita dell’occupazione nel periodo antecedente e una sottostima del calo durante la corrente fase emergenziale. Oggi secondo i dati della B.I., rilevati presso le imprese industriali e dei servizi, condotta nell’autunno del 2009, i settori imprenditoriali più esposti sono stati e continuano ad esserlo quelli correlati alla domanda mondiale. In questo senso dobbiamo dare ragione alle tesi sostenute da Tremonti che i nostri problemi occupazionali e imprenditoriali risentono delle difficoltà che provengono dall’esterno. Ciò non di meno buon senso avrebbe dovuto indurci a rivedere i piani di aiuto governativi e la stessa distribuzione delle risorse cercando, per lo meno, di non deprimere il mercato interno. Una via che non è stata praticata e oggi ci ritroviamo con il tentativo, da parte di alcuni settori industriali, vedasi la Fiat, di risolvere i problemi imprenditoriali e occupazionali con la stessa ricetta  degli anni novanta incidendo sulle normative sul lavoro. D’altra parte il Presidente del consiglio ha già reso chiaro il suo ragionamento, ripetuto giorni fa, secondo cui se in alcune aree del mondo gli operai sono pagati un dollaro ad ora, per poter reggere la concorrenza di quelle produzioni, a costi lavorativi tanto bassi, è necessario anche da noi “fare qualche sacrificio in più” (considerato che sarebbe stato scandaloso abbassare le retribuzioni) incidendo sulla maggiore produttività, minori diritti del lavoratore sull’assistenza sanitaria, maggiori costi gravati sulle famiglie riguardo i servizi, i trasporti, l’istruzione, ecc. E’ un ragionamento tipicamente autarchico, per non dire di un capitalismo che ci ricaccia agli anni bui del XIX secolo: ridurre la spesa pubblica contraendo gli esborsi per i servizi e caricandoli sulle famiglie. Questo significa che se vogliamo una scuola efficiente dobbiamo pagarcela. Lo stesso vale per la sanità, la giustizia, l’ordine pubblico, ecc. Se partiamo con queste premesse noi peggioriamo notevolmente il disagio esistenziale del 90% della popolazione e miglioriamo sensibilmente il benessere del restante 10%. Come potremmo uscirne? Incominciamo a dire che si rende necessaria la ridistribuzione delle risorse con delle priorità per vivacizzare la ripresa economica, senza farla ricadere necessariamente sui lavoratori, a ridurre gli elevati indebitamenti delle imprese, soprattutto le più piccole, nel ricorrere anche in maniera più intensa alla Cig che permette la riduzione dell’input di lavoro senza dover ridurre in modo permanente la forza lavoro e nel modificare la strategia investendo nel marchio e nella penetrazione nei mercati internazionali. Impegni che possono essere realizzati se si includono localizzazione, settore, dimensione, percezione della propria esposizione alla crisi e cambiamento della strategia di mercato. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Cobas: Contro piano Marchionne

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

Roma  22 dicembre manifestazione nazionale a Roma in occasione dell’incontro Fiat-governo-sindacati collaborazionisti. L’iniziativa è stata promossa da: Slai Cobas coordinamento nazionale, Rdb Federazione Nazionale, SdL Intercategoriale. Secondo Slai Cobas, Rdb e SdL è ora di rilanciare l’iniziativa dentro e fuori le fabbriche Fiat, per la difesa dei livelli occupazionali in Fiat ed indotto; per la difesa dell’insieme delle aziende  pubbliche e private colpite  dagli effetti antisociali della crisi economica; per respingere il gravissimo attacco ai diritti sindacali dei lavoratori.

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