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Ricostruita l’antica posizione del livello del mare sulla costa laziale

Posted by fidest press agency su domenica, 29 settembre 2019

litorale lazialeUno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), appena pubblicato sulla rivista Quaternary International, indica che le tracce geologiche del livello del mare durante le oscillazioni di 100.000 e 79.000 anni fa si trovano a quote sensibilmente più alte di quelle sinora stimate dagli attuali modelli. I risultati del lavoro, che ha preso in esame un insieme di grotte che si aprono sulle pendici delle scogliere che formano il promontorio del Circeo, sono frutto dell’analisi di indicatori sedimentari, come gli antichi depositi di laguna dei terrazzi marini, e quelli all’interno delle grotte al Circeo frequentate dall’Uomo di Neanderthal.
Negli ultimi 250.000 anni l’area laziale si è progressivamente sollevata di oltre 50 metri. Questo fenomeno ha creato dei cd. terrazzi marini, ovvero piattaforme che si rinvengono ora a quote via via più alte a seconda della loro età e che rappresentano i lembi rimanenti delle antiche spiagge e pianure costiere. Si tratta di una sorta di grande gradinata lungo tutta la costa del Tirreno centrale, ora ricostruita nel dettaglio grazie allo studio geomorfologico su carte topografiche e all’utilizzo delle moderne tecniche di rilevamento satellitare (Modello Digitale del Terreno, o DEM).“Questa suite di terrazzi” – prosegue Fabrizio Marra – “è stata ricostruita e datata. Per definire le posizioni dell’antico livello del mare abbiamo preso in esame, tra gli altri indicatori, un insieme di grotte che si aprono sulle pendici delle scogliere che formano il promontorio del Circeo. Le ricerche mettono in evidenza il legame tra presenza neanderthaliana a Roma e nel Lazio e le oscillazioni del livello del mare legate all’alternarsi dei periodi glaciali ed interglaciali. Nelle grotte del Circeo sono state, infatti, rinvenute numerose testimonianze di frequentazione umana del Paleolitico, tra le quali un cranio di Neanderthal quasi completo rinvenuto a Grotta Guattari è la più importante.Lo studio ha messo in evidenza nuovi elementi che cambiano in maniera profonda le nozioni sul livello del mare nel Mediterraneo durante il penultimo periodo interglaciale (l’ultimo è quello attuale), caratterizzato da tre successive oscillazioni avvenute intorno ai 125.000, 100.000 e 80.000 anni fa.“Mettendo insieme la ricostruzione dei terrazzi marini con le indicazioni del livello del mare desunte dagli indicatori sedimentari si sono identificati tre paleo-livelli del mare a quote via via più basse. Quello più alto, che si rinviene ora a quote attorno ai trentacinque metri sul livello attuale del mare, corrispondente al terrazzo più antico la cui età è stata stabilita essere di circa 125.000 anni, grazie alla presenza di livelli vulcanici che sono stati datati col metodo dell’argon radioattivo. Il più basso, attorno a dieci metri, identificato dai depositi conchigliferi, dai fori di litodomo e dal solco di battigia a grotta Guattari e in altre grotte del Circeo, corrisponde al terrazzo marino più recente. Questo terrazzo era considerato fino a oggi quello di 125.000 anni fa, che invece le nuove ricerche identificano ben venticinque metri più in alto. Sul terrazzo più basso è stata fatta una datazione su guscio di conchiglia di Glycimeris che ha fornito un’età di 79.000, permettendo di correlare questo terrazzo con l’ultima oscillazione positiva del livello del mare alla fine dell’ultimo periodo interglaciale. Il livello del mare intermedio, identificato da un “solco di battigia” attualmente a circa ventidue metri di quota nelle scogliere del Circeo, si correla conseguentemente con l’oscillazione di circa 100.000 anni fa. Anche tenendo conto del sollevamento del margine tirrenico laziale avvenuto negli ultimi 125.000 anni, che spiega perché il terrazzo corrispondente a quest’epoca sia così alto, i livelli del mare di 100.000 e 79.000 anni fa risultano comunque significativamente più alti di quanto precedentemente stimato sulla base di modelli globali”. precisa Fabrizio Marra. “Le implicazioni dei risultati dello studio”, conclude il ricercatore, “sono evidenti e importanti anche per l’epoca attuale. Si dovrà infatti tenere conto di questi nuovi dati sul Mediterraneo nelle proiezioni future sulla risalita del livello del mare provocato dal riscaldamento globale. Inoltre la ricostruzione della paleogeografia all’epoca della frequentazione delle grotte del Circeo offre uno spaccato sull’ambiente in cui i Neanderthal vivevano. A differenza di oggi, in cui le grotte sono poste a diversi metri a picco sul mare o lontane da esso, 79.000 anni fa queste grotte si aprivano su spiagge che ne facilitavano la frequentazione e offrivano materiali inusuali ma molto adatti, quali le conchiglie, per costruire piccoli manufatti e strumenti”. (foto litorale laziale copyright Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV)

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Colesterolo, il ruolo delle proteine della soia sui livelli torna in discussione

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 luglio 2019

Da uno studio svolto all’Università di Toronto e pubblicato sul Journal of American Heart Association emerge un effetto di abbassamento del colesterolo per le proteine della soia, dimostrato da dati aggregati di dozzine di studi clinici eseguiti negli ultimi due decenni. «La riduzione si osserva sia per il colesterolo totale sia per la componente lipoproteica a bassa densità (LDL), ossia quella che può danneggiare il cuore» esordisce David Jenkins, professore di medicina e scienza della nutrizione all’Università di Toronto, che assieme ai collaboratori ha riesaminato gli studi sulla base dei quali la Food and Drugs Administration degli Usa sta valutando la possibilità di revocare agli alimenti a base di soia l’etichetta: “fa bene alla salute del cuore”. Alla base della revoca ci sarebbe proprio lo scarso effetto che l’alimento avrebbe sulla riduzione del colesterolo. «Ma l’effetto riduttivo è costante in tutti e 46 gli studi citati dall’FDA nel 2017, quando ha proposto di revocare l’indicazione sulla salute per la soia sulla base di studi da cui erano emersi risultati contrastanti. Dei 46 trials identificati dalla FDA, 43 hanno fornito dati per le meta-analisi. Di questi, 41 hanno fornito dati per il colesterolo LDL e tutti e 43 per il colesterolo totale» scrivono gli autori, che hanno eseguito una meta-analisi cumulativa, aggiornando i risultati della prima metanalisi condotta con quelli provenienti da un nuovo studio una volta terminato. Il metodo permette di capire in che direzione vanno i risultati e, cosa ancor più utile, consente di individuare una risposta statisticamente significativa appena questa evidente. «È importante notare che la riduzione del colesterolo della soia da sola è inferiore al 5%, ma l’effetto è molto più marcato associandola ad altri alimenti vegetali» spiegano i ricercatori, condannando l’iniziativa dell’FDA nei confronti della soia e spiegando che aziende come Beyond Meat e Impossible Foods hanno visto una crescita enorme quest’anno commercializzando alternative vegetali alla carne, e che Burger King ha in programma di offrire il suo hamburger a base di soia in tutti gli Stati Uniti entro la fine del 2019. «I nostri dati dimostrano che i produttori di alimenti a base vegetale, l’industria e i rivenditori hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile per rendere i loro prodotti accessibili al pubblico» conclude Jenkins.J Am Heart Assoc. 2019. doi: 10.1161/JAHA.119.012458 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31242779 -fonte: doctor33)

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Il sogno di una Europa unita a livello continentale

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Il discorso si può suddividere in più parti. Si tratta, innanzitutto, di capire se il modello europeo di società è in grado o meno di rispondere alle sfide attuali. Esse sono molto impegnative sotto vari profili: economico, di coordinamento politico, amministrativo e sociale. Costituiscono, per altro, risposte che rappresentano, una sfida nei confronti della concorrenza internazionale.
In altri termini, occorre ridisegnare un nuovo modello di società non unicamente europeo, ma che deve esserlo come punto di partenza. Esso deve rispondere non solo alle sfide attuali, ma dimostrare di poter fronteggiare il futuro con mezzi adeguati e per affinità ambientali e culturali.
In difetto non è unicamente l’Europa a essere condannata alla decadenza ma gran parte, se non tutta l’umanità. Non dimentichiamo che siamo di fronte ad una sfida di proporzioni gigantesche. A ridosso di essa ci troviamo con:
• Oltre un miliardo di disoccupati
• 980 milioni di sotto occupati
• 3 miliardi e 200 milioni di poveri
Questi sono dei limiti che si presentano come macigni al cospetto di una corretta crescita del sistema evolutivo mondiale. L’Europa ha un suo modello basato anzitutto sul principio della solidarietà: insegnamento gratuito (o quasi) per ognuno, protezione sociale che copra in linea di massima tutti i cittadini, cure sanitarie in alcuni paesi totalmente gratuite, in altri semigratuite. E’ un modello, come si può arguire, che ha un costo crescente non facilmente sostenibile a lungo.
Ciò deriva, essenzialmente, dallo squilibrio tra le entrate e i costi, che aumentano di continuo e, per lo più, derivanti da certi abusi e talune storture dei rispettivi funzionamenti.
Poi si aggiunge la concorrenza mondiale, là dove non esiste tale ombrello “protettivo”, per cui i costi di esercizio delle produzioni è mediamente più basso e di conseguenza più competitivo. In tal modo s’innesta un ciclo perverso nel quale vanno a inserirsi elementi di disturbo soprattutto in Europa:
• minore creazione di posti di lavoro;
• più alta incidenza dei mutamenti intervenuti nel progresso tecnologico;
• ritardi nella costruzione di reti e d’infrastrutture nelle telecomunicazioni e nei trasporti.
Significa, quindi, che se il modello europeo vuole avere un futuro deve rinnovarsi e ridistribuire meglio le sue risorse e riconsiderare la sua crescita rendendola più mirata.
Significa, anche, che la costruzione di una società che guarda al sociale, come un bene prima-rio da tutelare, non può essere figlia dell’Europa e matrigna degenere, nel resto del mondo.
Non si può distruggere quanto è stato fatto di buono solo perché non lo consentono gli egoismi degli altri Paesi. Il primo discorso è di ridurre gli sprechi e favorire, a livello globale, una forte e convinta ridistribuzione delle risorse.
Gli sperperi, ovviamente, sono anche di natura strettamente legata ai cicli produttivi, dove prevale la logica di beni scarsamente riciclabili per avvalorare la tendenza dell’usa e getta.
Posso chiamarlo un precetto di “responsabilità collettiva.”
Lo è non solo nel rapporto tecnologico, industriale e del terziario ma anche nel concepire la gratuità, di determinate prestazioni, considerandolo un “diritto assoluto”, ma un modo per aiutare chi effettivamente è più bisognoso.
In altre parole non possono esistere diritti senza doveri in senso individuale e collettivo, come comunità e come Governi. Il modello europeo deve, in primo luogo, diventare una base per tutti e mostrare con chiarezza i suoi propositi sfruttando al massimo le proprie potenzialità.
Sono, per intenderci, come le definisce Delors, delle “ricchezze immateriali”: livello elevato d’insegnamento, qualifiche professionali, capacità d’iniziativa, sistemi finanziari efficienti, ampiezza del risparmio ecc. Sono, nel loro insieme, dei punti qualificanti e che li posso definire nel modo seguente:
1 Moderazione salariale temporanea.
2 Flessibilità dell’organizzazione del lavoro.
3 Revisione del finanziamento della solidarietà
4 Sviluppo dei nuovi tipi d’attività.
5 Riforma profonda dei sistemi di formazione e qualificazione professionale.
6 Riforma e rafforzamento radicale della ricerca.
7 Realizzazione delle grandi reti europee, per i trasporti, le energie e le telecomunicazioni.
Tutto questo è essenziale per rilanciare l’economia e per non dimenticare la solidarietà sociale. (Riccardo Alfonso)

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I modelli possibili in un’attività consortile a livello di area

Posted by fidest press agency su domenica, 29 luglio 2018

Se usciamo da “schemi”, in un certo qual modo “protettivi”, e ci concentriamo sulle strategie operative e immaginarci taluni modelli d’intervento, la situazione ci apparirà più chiara.
Se ci troviamo, per esempio, al cospetto di un consorzio export e nel paese di destino abbiamo un nostro “partner” le strutture di vendita e di distribuzione non hanno bisogno d’essere create ex novo e ad hoc. Considerazioni analoghe possono essere fatte riguardo un consorzio d’acquisto e alla scelta dei prodotti da comprare in forma consortile. In pratica ci troveremmo con due gruppi di aggregati: uno territoriale a dimensione limitata dove si produce, si esporta e s’importa e l’altro quale sistema ricevente e operante con analoghe finalità.
Può essere anche il caso del consorzio commerciale, dove i prodotti sono i servizi o finanziari o legati all’intermediazione di elementi tecnologici acquistati altrove. In questo modo si possono evitare costi aggiuntivi e rischi nell’export e, non ultima, la possibilità di poter programmare uno sviluppo delle rispettive produzioni in misura armonica con le domande di mercato.
Non vi è dubbio che per ottenere risultati indicati è necessario prevedere la messa a punto di prodotti e servizi, ma anche prontezza d’intermediazione, stipulazioni di convenzioni, attività di ricerca, ecc. che possano essere indirizzati a una clientela non captive e che presentino caratteristiche tali da poter competere sul mercato. La partnership tipo di un simile aggregato consortile deve combinare una scelta capace di consolidare strategie comuni e di reciproco sostegno. Penso a un editore da una parte e, dall’altra, quelle aziende che hanno bisogno di servizi editoriali per la stampa aziendale, la modulistica e via dicendo e non solo in cartaceo ma anche per via telematica.
Penso ai possibili ritorni quando un istituto finanziario si avvale della consorziata per soddisfare le proprie esigenze operative: stessi ambienti, apparecchiature seriali in comune, migliore utilizzo delle rispettive risorse ecc.
Il tutto per creare le condizioni di crescita, di un sistema, e per aprire mercati là dove la piccola e media impresa incontra maggiori ostacoli e costi proibitivi. E’ un discorso, ovviamente, che è simile a quello che potrebbe essere fatto per impostare una logica imprenditoriale nel settore agricolo. (Riccardo Alfonso)

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I livelli di sicurezza sui treni si potenziano migliorando la comunicazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 Mag 2018

Porta la firma dell’azienda goriziana Ermetris la nuova cornetta smart all in one sviluppata per assicurare una connessione costante sui convogli ferroviari; una soluzione che apre una nuova frontiera nella gestione della comunicazione sui treni. Un dispositivo che, per resilienza e facilità di utilizzo, promette di essere applicabile anche sui tram e persino sugli autobus.
«Il problema maggiore della comunicazione sui treni è dovuto al guasto del server del computer di bordo in cui solitamente risiede il SIP server», premette Claudio Borrello amministratore e fondatore di Ermetris, società specializzata nelle soluzioni innovative di comunicazione per il settore ferroviario. «È un imprevisto che può capitare ma che, se in un ufficio può essere sopportabile, su un treno per i livelli di sicurezza che richiede rappresenta un vero problema. La comunicazione su un convoglio è infatti importantissima: in caso di guasti, emergenze o imprevisti i macchinisti devono poter comunicare prontamente sia tra loro sia con la centrale operativa e, nel caso, dover comunicare anche con i passeggeri». I passaggi di informazioni sono oggi affidati a delle particolari cornette (normalmente una ogni vagone) collegate al computer di bordo. Ermetris ha superato il nodo centrale rendendo autonome le singole cornette. «Le abbiamo fatte diventare smart», semplifica Borrello. «Ogni apparecchio è stato dotato di un SIP client e server automatico ed autoapprendente che lo rende così autonomo e indipendente. È come se ogni cornetta sia un server a sé stante: collegato in rete con gli altri dispositivi, ma pronto a intervenire in caso di guasto di una delle altre cornette. Il segreto è flessibilità della tecnologia applicata: un software che permette di autoconfigurasi e adattarsi alla situazione e di garantire la connessione e la comunicazione sempre». Non solo. «Le cornette smart sono collegate con il sistema di alert del treno. Ogni treno è infatti dotato di un pedale che il macchinista può schiacciare quanto registra un’emergenza. E attraverso quel pedale avvia una comunicazione diretta con la centrale. La cornetta smart, a sua volta collegata a questo strumento, in caso di problemi attiva automaticamente un microfono che consente alla centrale di sentire direttamente cosa sta avvenendo in cabina di comando».Il vantaggi non sono solamente in termine di efficacia ed efficienza, ma anche di costi. «Con l’eliminazione del computer di bordo, sostituito dalle singole cornette smart, si dimezza la spesa. Questo anche grazie al fatto che abbiamo superato l’annosa questione legata alla customizzaizone delle tastiere introducendo uno schermo da 2,4 pollici che funge da tastiera touch», osserva Borrello. «La tecnologia touch, che ormai è entrata nella nostra vita di tutti i giorni attraverso gli smartphone, è anche una tecnologia più intuitiva e semplice da utilizzare». L’interesse che si sta sviluppando attorno a questi dispositivo è notevole. Infatti la sua flessibilità e facilità utilizzo permettono un impiego non solamente sui treni a breve e lunga percorrenza, ma anche sui tram. «Una novità di applicazione potrebbe essere rappresentata dagli autobus – aggiunge Borrello – . Qui la comunicazione tra centrale operativa e l’autista solitamente viene affidata ad un cellulare. Per ovviare dimenticanze o guasti, avere su ogni autobus un dispositivo rappresenta di sicuro un collegamento continuo tra la centrale e l’autobus e garantisce la possibili di raggiungere l’autista in ogni momento».

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Intollerabile il livello della corruzione in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 ottobre 2017

corruzione_urloI dati forniti dal report di Transparency International confermano come il Paese sia ancora ostaggio del livello della sua corruzione (l’Italia è al 66° posto sui 176 Paesi presi in esame), ma soprattutto evidenziano come questo fenomeno incida gravemente sugli aspetti democratici interni.
Come Confeuro abbiamo spesso denunciato la chiara ingerenza economica, culturale e sociale delle prassi illegali nei diversi settori; eppure non si è andati molto al di là del determinare normative confuse e spesso controproducenti. Quello che ci preme sottolineare, infatti, non è il pur gravoso dato numerico della corruzione, ma soprattutto l’impatto che questa ha sulla morale e sulla cultura del Paese. E’ solo se visto in questi termini che il tema potrà divenire centrale all’interno di una prossima agenda politica.

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Una vergogna! Individui poveri salgono del 3,1%

Posted by fidest press agency su sabato, 15 luglio 2017

poveroSecondo i dati resi noti oggi dall’Istat, nel 2016 viene battuto il record storico raggiunto nel 2015 degli individui in povertà assoluta, che sale da 4 mln e 598 mila a 4 mln e 742 mila (+3,1%), un livello mai raggiunto dall’inizio delle serie storiche, iniziate nel 2005 (cfr tabella).”Una vergogna, che dimostra che quanto è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà è servito a ben poco. Per gli individui, l’incidenza passa dal precedente primato del 7,6 al 7,9 per cento. Anche se per le famiglie povere non si è battuto il record del 2013, 1 mln e 641 mila famiglie, rispetto al 2015 si registra un peggioramento notevole, pari al 2,3 per cento” dichiara Massimiliano Dona, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Se invece di sprecare soldi in bonus inutili o, peggio ancora, dati a famiglie benestanti, solo perché non commisurati al reddito Isee, si concentrassero gli stanziamenti su chi ne ha effettivamente bisogno, questo dato sarebbe crollato” prosegue Dona.L’associazione di consumatori ricorda che il bonus di 80 euro, che avrebbe dovuto aiutare le persone con redditi medio bassi, va solo al 28,2% delle famiglie più povere (1 mln e 411 mila le famiglie beneficiarie), contro il 29,6% del quinto più ricco (1 mln e 613 mila famiglia) e, addirittura, il 45,9% di quelle con redditi medio alti (2 mln e 383 mila famiglia), ossia della quarta classe di reddito disponibile. Le cose vanno un po’ meglio, si fa per dire, per la quattordicesima, anche se ne beneficiano di più i redditi medi della terza classe (733 mila famiglie) rispetto ai più poveri del primo quinto (570 mila famiglia), persino rispetto all’importo medio annuo, 280 euro contro 267.
“Una situazione assurda e paradossale. Basterebbe che gli stessi soldi venissero spesi meglio per contrastare seriamente la povertà, Il Reddito d’inclusione, che secondo il comunicato del Governo del 9 giugno, dovrebbe andare, nella prima fase, ad appena 500 mila famiglie, ossia ad appena il 30,9% dei poveri assoluti, stanzierà importi vergognosi, da un minino di 190 a un massimo di 485 euro per le famiglie più numerose con 5 componenti. Insomma, si può e si deve fare di più” conclude Dona.

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La ricerca medica italiana rimane tra le più attive ed apprezzate a livello internazionale

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2016

istituto superiore sanitàMa non basta. Dalle relazioni emerse oggi durante il convegno “la ricerca clinica in Italia: evoluzione o involuzione?”, patrocinato dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore della Sanità e dall’Agenzia Italiana del Farmaco e promosso dalla Consulta delle Società Scientifiche SCV in collaborazione con UniSalute, la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti.
Molti sono stati gli elementi di riflessione per affrontare alcune delle sfide che la ricerca italiana si trova di fronte quotidianamente. Secondo l’ultima ricerca presentata da European House-Ambrosetti, il nostro Paese rientra nella ‘top 10’ mondiale per numero di pubblicazioni realizzate in ambito medico nel periodo 1996-2015 (al settimo posto con quasi 456.000 pubblicazioni), mentre è addirittura al primo posto per numero di pubblicazioni per ricercatore (5,3) e per numero di citazioni per ricercatore (101,6). Permangono tuttavia in Italia alcuni ostacoli allo sviluppo della ricerca clinica: il numero di studi clinici è andato progressivamente riducendosi negli ultimi anni per la contingenza economica, ma anche per una generale sofferenza della ricerca in Italia, come per esempio le tempistiche richieste per avviare i trial e la scarsa accessibilità alle informazioni necessarie che rendono il nostro Paese meno attrattivo per gli investitori rispetto ai competitor europei. Fiammetta Fabris, direttore generale UniSalute, commenta: “Sono convinta che per rafforzare la posizione di leadership dell’Italia nella ricerca sia necessaria un’efficace collaborazione tra tutti gli attori coinvolti nella ricerca clinica, dal servizio sanitario ai centri di ricerca, oltre chiaramente all’importante ruolo che le aziende possono ricoprire nei confronti del mondo scientifico.”
UniSalute è la prima assicurazione sanitaria in Italia per numero di clienti gestiti. Si prende cura ogni giorno della salute di 6 milion di persone provenienti dalle più grandi aziende italiane, dai Fondi sanitari di categoria e dalle Casse professionali. E’ l’unica compagnia in Italia che si dedica da 20 anni esclusivamente alla protezione della salute e offre piani sanitari personalizzati e integrati con un’ampia gamma di servizi per rispondere nel modo più efficace ai diversi bisogni di protezione per le aziende di ogni dimensione e tipo. Inoltre, per prima in Italia, ha sviluppato una gamma di polizze individuali acquistabili online.Garantisce ai propri assistiti l’accesso in tempi rapidi alle migliori strutture sanitarie in Italia e all’estero tra cui ospedali, case di cura, poliambulatori, centri diagnostici e fisioterapici, studi odontoiatrici e di psicoterapia, operatori socio assistenziali anche a domicilio. E’ la prima assicurazione in Italia ad aver istituito un Circuito termale a cui i clienti possono accedere a tariffe riservate. Monitora costantemente la qualità proprio network di migliaia di strutture: 9 clienti su 10 consigliano la struttura in cui hanno effettuato le cure. Fondata dal Gruppo Unipol nel 1995 è l’operatore di riferimento nel mercato della sanità integrativa italiana.

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Francia sotto attacco

Posted by fidest press agency su sabato, 14 novembre 2015

attentato parigiChi sta facendo quello che sta succedendo a Parigi non sta improvvisando. Sa che tra quattordici giorni ci sarà il vertice mondiale sul Clima il cui valore negoziale e mediatico è altissimo. Sa che arriverà il mondo perchè è un negoziato su cui la Francia si è spesa moltissimo, sa che arriveranno almeno cento capi di stato, cinquantamila delegati, sa che gli investimenti in sicurezza per proteggere quell’evento può aver lasciato le maglie più larghe adesso, sa che i servizi segreti si sono concentrati per avere il massimo della protezione tra una settimana per poi aumentarlo esponenzialmente tra due o tre quando ci sarà il segmento ad alto livello. Sa tutte queste cose, quindi è frutto di menti che stanno dentro le cose. Sa, come successe per la Conferenza Mondiale contro il razzismo, che bisognava spargere terrore. La COP21 inizia prima di un attentato ancora in corso, quella contro il razzismo, presidiata da Bin Laden con i suoi volantini con Hitler immaginato a pensare cosa farebbe di Israele, finì il giorno prima delle torri gemelle. Solo per chi ha partecipato a quell’evento in Sud Africa e chi parteciperà alla Cop 21 sa che questa è una azione terroristica in cui logistica, preparazione, reclutamento sono terribilmente sofisticati. E’ una azione politica devastante, sottolinea Stefano Mannacio e che rilancia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che rischia di avere seri effetti sul nostro diritto a vivere liberi perchè è un secondo terrificante attacco al paese dove la libertà è uno dei valori fondativi. Solidarietà alle vittime sopravvissute e cordoglio per i defunti. Repubblica francese resisti. (Giovanni D’Agata) (foto fonte Agi)

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Livello istruzione in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2015

istruzione in italiaIn occasione del ritorno sui banchi, Qlik®, leader nella Visual Analytics, presenta alcuni dati interessanti sul livello di istruzione in Italia e negli altri Paesi Europei. L’app “Quanto sei Europeo?”, fornisce una panoramica completa su somiglianze e differenze europee nei vari ambiti, prendendo in considerazione le informazioni relative a qualifiche, percorsi formativi, stipendi, etc.Per esempio:
Nel nostro Paese, dove gli anni di studio in media si aggirano intorno ai 17, il 63% della popolazione ha frequentato la scuola secondaria, mentre solo il 13% ha conseguito la laurea. Quest’ultimo dato risulta essere di molto inferiore rispetto alla media europea, che registra una percentuale di laureati del 25%.L’app analizza anche il rapporto tra gli anni trascorsi sui libri e il livello di soddisfazione personale (da 1 a 10). In Italia (17 anni di studio) il livello di soddisfazione è 6, mentre nei Paesi nordici, in cui il numero di laureati è nettamente più alto, la soddisfazione supera il livello 7.Qlik analizza e confronta anche i salari medi e le ore lavorate in Europa. Da qui emerge che, spesso e volentieri, più è il tempo passato al lavoro e più è basso il livello degli stipendi. Quando invece le ore di lavoro diminuiscono, sono gli stipendi a salire. Per esempio, in Grecia dove si lavorano ben 41,9 ore ogni settimana, lo stipendio nnuale ammonta a soli 17.000€; mentre nei Paesi Bassi con sole 30 ore si raggiunge uno stipendio di 36.600€. L’Italia, dove lavorano circa 37 ore per uno stipendio di 24.500€, non si discosta molto dai dati medi europei che registrano quasi 38 ore e uno stipendio di 26.000€. (foto: istruzione in italia)

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Dimension Data presenta un nuovo assessment che aiuta le organizzazioni a valutare le proprie architetture di sicurezza

Posted by fidest press agency su sabato, 11 aprile 2015

dimension dataDimension Data, specialista di soluzioni IT e fornitore di servizi da 6,7 miliardi di dollari, ha annunciato un nuovo servizio di assessment che supporta le organizzazioni nel valutare la maturità della propria architettura di sicurezza, ovvero la protezione di persone, processi e tecnologie dalle minacce informatiche.Matthew Gyde, Group Executive – Security di Dimension Data ha messo in evidenza come, a fronte di un continuo aumento di nuove minacce informatiche, gli approcci tradizionali rischiano di risultare obsoleti. “Anche i dipendenti sono esposti a una varietà di minacce che includono attacchi drive-by e watering hole, che spesso si verificano durante il fine settimana. Inoltre, emerge un basso livello di maturità anche in aziende di grandi dimensioni – molte delle quali hanno investito milioni di dollari in tecnologia per la sicurezza. “Nella valutazione della solidità del livello di sicurezza, non può non essere presa in considerazione la sicurezza dei dipendenti. Infatti, è essenziale che il personale comprenda il proprio contributo sia come risorsa sia come elemento costituente della sicurezza complessiva dell’azienda,” ha spiegato Gyde. Strategia di sicurezza e vision confluiscono ed è necessario definire solide policy per la gestione delle vulnerabilità e delle minacce, processi e procedure che permettano di far fronte agli incidenti. “E’ importante che le cause di possibili problemi di sicurezza vengano affrontati alla radice e, per far ciò, è necessario mettere a disposizione le risorse e i controlli più opportuni per proteggere gli asset fondamentali,” ha affermato. Gli assessment di sicurezza di Dimension Data sono stati pensati come un servizio di consulenza disponibile a livello globale a supporto delle organizzazioni con presenza mondiale.
Le valutazioni dell’architettura di sicurezza di Dimension Data consentono di :
· Determinare la capacità e la maturità dei principali controlli architetturali che coinvolgono le persone, i processi e le tecnologie, sulla base di metriche di mercato standard.
· Definire una roadmap di sicurezza in linea con gli obiettivi di business.
· Validare o migliorare la strategia e il programma architetturale di sicurezza.
· Gestire la sicurezza sulla base degli standard come l’ISO27000.
· Standardizzare e controllare le best practice di più sistemi e sedi.
· Condividere le metriche con il business per allineare la sicurezza IT con il resto dell’organizzazione.
Fondata nel 1983, Dimension Data è un fornitore di servizi e soluzioni ICT e, grazie alle proprie competenze tecnologiche, alla capacità di operare su scala globale ed al proprio orientamento all’innovazione, aiuta ad accelerare le ambizioni di business dei propri clienti. Dimension Data è un’azienda del Gruppo NTT.

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Una scuola all’avanguardia: l’esperienza del Centro Studi Casnati di Como

Posted by fidest press agency su martedì, 13 gennaio 2015

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cCinisello Balsamo. Nel variegato scenario scolastico italiano si trovano realtà che hanno investito risorse ed energie per fornire agli studenti una formazione di livello elevato, con l’impiego di tecnologie moderne. Il Centro Studi Casnati è una di queste ed è un ottimo esempio di scuola digitale. Tutto è iniziato nel 2009 con i libri di testo realizzati dai docenti e condivisi su una piattaforma di formazione a distanza, poi si è avviata la dotazione di portatili per gli studenti e oggi si è arrivati alla didattica interattiva, realizzata grazie a videoproiettori Epson. Nato come liceo linguistico, oggi il Centro Studi Casnati è un istituto paritario che conta circa 800 studenti con quattro indirizzi secondari superiori.”Siamo fortemente focalizzati – spiega Davide Discacciati, dirigente della scuola – sugli aspetti concreti dell’insegnamento, con un’impostazione didattica volta a insegnare una professione ai ragazzi, quindi la parte pratica è per noi molto importante. Analoga attenzione è dedicata anche alle infrastrutture tecnologiche, che oggi prevedono portatili per tutti gli studenti, videoproiettori interattivi nelle aule (ne abbiamo più di 40) e un’infrastruttura di rete che permette a tutti di utilizzare la piattaforma didattica anche a casa”.
L’avvio del progetto di digitalizzazione nasce dalla volontà di far studiare i ragazzi su dispense scaturite dalle lezioni attraverso il coinvolgimento dei docenti nell’attività di creazione dei libri di testo. “Tuttavia – spiega Discacciati – non sempre si riusciva a produrre i contenuti nei tempi richiesti con la produzione dei contenuti. Ci siamo quindi accordati con una casa editrice, in modo da poter accedere al loro catalogo di libri digitali: oggi oltre 7.000 copie di libri digitali sono a disposizione degli studenti attraverso i notebook in dotazione.
Partendo dal lavoro di produzione e condivisione dei contenuti digitali, il Centro Studi Casnati ha sviluppato un progetto specifico per studenti con problemi di dislessia che nel 2011 ha vinto, insieme ad altre 50 scuole su tutto il territorio nazionale, un bando del MIUR e di TELECOM ITALIA per l’introduzione di strumenti digitali di supporto alla didattica per il lavoro a casa – tramite piattaforma – e per i compiti in classe.Essenziale per l’evoluzione verso la didattica digitale è stata l’introduzione dei videoproiettori interattivi Epson EB-485wi, che oggi vengono quotidianamente impiegati dai docenti per le attività didattiche.”I videoproiettori Epson – afferma Discacciati – hanno caratteristiche e prestazioni perfette per una scuola come la nostra, prima fra tutte l’elevata versatilità, sia dal punto di vista dell’installazione sia della compatibilità con i sistemi operativi MacOs, Windows e open source. Sono inoltre dotati di connessione Wi-Fi, così da semplificare il collegamento con il computer e agevolare l’installazione.
“I nostri proiettori – ha dichiarato Carla Conca, Business Manager Videoproiettori di Epson Italia – aiutano gli insegnanti a sostituire le attività di classe basate su carta e penna con metodi che promuovono la creatività e l’interazione. Inoltre sono studiati per rispondere alle esigenze di robustezza e facilità d’uso, trasformando l’apprendimento in un’esperienza coinvolgente e interattiva. Come indicano diverse ricerche, infatti, le presentazioni audiovisive sono un sostegno efficace all’apprendimento degli studenti”.
Epson è leader mondiale nell’innovazione con soluzioni che superano le aspettative dei clienti in mercati diversi quali ufficio, casa, Retail e industria. La gamma dei prodotti Epson comprende stampanti inkjet, meccanismi di stampa, videoproiettori 3LCD così come robot industriali, visori e sensori, e si basa su tecnologie proprietarie che garantiscono compattezza, riduzione dei consumi energetici e affidabilità elevata. Con capogruppo Seiko Epson Corporation che ha sede in Giappone, il Gruppo Epson conta oltre 73.000 dipendenti in 94 società nel mondo ed è orgoglioso di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente naturale globale e di sostenere le comunità locali nelle quali opera. (foto: Centro Studi Casnati di Como)

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Fronteggiare l’ebola a livello mondiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 ottobre 2014

virus-ebolaLa gestione dell’epidemia da virus Ebola necessita la massima collaborazione tra gli Stati e una chiara leadership che fino ad ora l’Organizzazione Mondiale della Sanità non è stata in grado di realizzare. Le epidemie sono come un incendio: si possono controllare quando è sono un fuocherello, mentre quando divampano è quasi impossibile spegnerle, poiché i numeri salgono in modo esponenziale. L’epidemia in Liberia, Guinea e Sierra Leone avrebbe dovuto esser controllata agli esordi o almeno si sarebbe dovuto fare tutto il possibile per evitare la diffusione del contagio in occasione della comparsa dei primi casi. In mancanza di vaccini e terapie efficaci, l’umanità affronta oggi l’epidemia da virus Ebola con gli stessi mezzi con cui affrontava la peste nei secoli passati, con la differenza che il contagio si diffonde ora non più con le navi, ma con il mezzo aereo. E’ molto probabile che il contagio si estenda a breve ad altri paesi africani, rendendone sempre più difficile il controllo. Una misura efficace potrebbe essere la realizzazione di un cordone sanitario per i tre paesi colpiti impedendo qualsiasi volo da quei paesi, ma tale misura provocherebbe certamente panico e forse reazioni violente da parte degli abitanti di quei paesi. Lasciando aperte le frontiere, è inevitabile che tutti gli Stati si trovino ad affrontare prima o poi la gestione di nuovi casi anche- come si è visto- a migliaia di chilometri di distanza. Come per le epidemie del passato, in particolare la peste, si dovranno affrontare paure ingiustificate, comportamernti irrazionali, fughe di sanitari, panico. E’ dunque molto importante che la gestione dell’epidemia possa contare su una leadership autorevole, scelta dalle Nazioni Unite. Mentre l’European CDC con sede a Stoccolma ha mostrato chiari limiti, la CDC di Atlanta, organismo governativo degli Stati Uniti creato nel 1948 dimostra molta più autorevolezza pur avendo subito negli ultimi giorni una perdita di credibilità nell’incapacità di garantire la sicurezza degli operatori sanitari che hanno affrontato il caso zero degli Stati Uniti, posto che l’infermiera ammalata abbia seguito scrupolosamente i protocolli indicati. Evidenti sono apparsi altresì i limiti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, nella gestione della cinese Chan, aveva già manifestato grave carenze in occasione della gestione della pandemia influenzale da virus H1N1. (Dr Walter Pasini Direttore Centro Travel Medicine and Global Health)

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Disoccupazione e investimenti

Posted by fidest press agency su martedì, 3 settembre 2013

I dati provvisori forniti dall’Istat sulla disoccupazione registrata a Luglio – dichiara il presidente nazionale Confeuro, Rocco Tiso – confermano la gravità della situazione per il paese e l’esigenza di investire quanto prima in politiche per la crescita.
L’aumento dell’1,3% su base annua del livello della disoccupazione nazionale (oggi al 12%) – continua Tiso – indica con chiarezza che quanto fatto fino ad ora risulta del tutto insufficiente, e quindi il dovere di cambiare marcia e prospettiva.
Come organizzazione – prosegue Tiso – abbiamo sempre considerato necessario delineare degli obiettivi strategici e delle priorità, e rimaniamo convinti che il modo migliore per ripartire sia farlo dal mondo agricolo e dai giovani, oggi più che mai protagonisti involontari di una situazione indegna per un paese civile con un tasso di disoccupazione pari al 39,5% (+ 4,3% su base annuale). E’ poi chiaro – conclude Tiso – che manovre economiche che abbiamo al centro questi obiettivi debbano prevedere degli sforzi e degli investimenti importanti, ma non si può continuare a credere che navigando a vista riusciremo ad uscire dalla crisi.

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Livelli di Vegf predicono efficacia degli antidepressivi

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 dicembre 2011

English: 2D structure of SSRI-class antidepres...

I livelli alti di Vegf, fattore di crescita per lo sviluppo dei vasi sanguigni, predicono una buona risposta alla terapia con antidepressivi inibitori dell’assorbimento della serotonina (Ssri). Il dosaggio si esegue su campione di sangue, e l’esame messo a punto l’equipe di Angelos Halaris dell’università di Lodola, potrebbe diventare un elemento predittivo dell’esito, di per sé incerto e variabile, delle cure contro la depressione. Il test è concettualmente molto semplice: i ricercatori si sono accorti che usando gli antidepressivi più comuni, come gli Ssri, l’85% dei pazienti con alti livelli del fattore di crescita nel sangue risponde ai farmaci; al contrario meno del 10% dei soggetti con bassa concentrazione trae giovamento da questi farmaci. La misura di questo fattore di crescita, dunque, può essere un buon metodo predittivo per capire in anticipo chi ne trarrà giovamento significa fare un passo avanti enorme nella personalizzazione del trattamento di questo disturbo, ricorrendo alla classe di farmaci che sembra più utile per ciascun paziente.

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Screening osteoporosi in farmacia

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 ottobre 2011

Farmacia dell'Eremo

Image by zu78 via Flickr

Si è conclusa con successo la campagna gratuita di prevenzione dell’osteoporosi promossa da Farmondo, la rete di 83 farmacie di Pisa e Livorno che aderiscono a Cofapi (Cooperativa farmacisti pisani). Di queste, 60 hanno svolto uno screening nelle due province tra maggio e settembre che consisteva in una ultrasonometria ossea con apparecchi di facile trasportabilità e senza radiazioni, particolarmente adatti a un monitoraggio di primo livello. L’esame non durava più di 60 secondi, e al paziente veniva rilasciato un referto e a seconda dell’esito veniva invitato a recarsi dal medico di famiglia o dallo specialista. Sono stati eseguiti 3.300 test, per il 96% dei casi a donne e buona parte dei soggetti è risultata soffrire di osteoporosi o osteopenia severa già prima dei 60 anni, con il 5% di questi assolutamente ignari e quindi “scoperti” per la prima volta. «I farmacisti della rete hanno operato assolutamente in maniera gratuita, dedicando il loro tempo, la poro professionalità e gli spazi della loro farmacia».(fonte farmacista33)

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La manovra: E’ scandalosa

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 settembre 2011

Nei documenti presentati alle autorità europee, il Governo si era impegnato a un aggiustamento prevalentemente sul lato della spesa. La manovra approvata al Senato mercoled 7 settembre si muove in direzione opposta poichè si basa sull’aumento delle tasse, innanzitutto sull’inasprimento Iva, che vale a regime più di 4 miliardi; bruscolini verranno dal contributo di solidarietà sui redditi superiori a 300 mila euro: circa 140 milioni a regime. Complessivamente il contributo delle tasse salirà al 73 per cento nel 2012, anzi di più considerando le nuove tasse degli enti locali che si rifaranno dei tagli ai trasferimenti aumentando le addizionali Irpef, come loro consentito già nel 2012. Il risultato finale è che per ogni euro generato (alla luce del sole e non in nero), metà andrà all’erario. E i tagli ai costi della politica? Spariti; un emendamento del governo in zona cesarini ha ridotto il taglio delle indennità dei membri di Camera e Senato, almeno sei volte di meno rispetto a quanto previsto nel testo originario, e ammorbidito l’incompatibilità del loro mandato con gli altri incarichi pubblici. Per taglio province e dimezzamento parlamentari siamo sempre a livello di promesse. Riassumendo: settimane di annunci per partorire una “geniale” manovra fatta del solito inasprimento delle tasse, a carico ovviamente di chi già le paga. Equità? Ignorata.
La domanda viene spontanea: giusto far fatica a tirare la fine del mese per permettere a questi signori di continuare il loro avido gioco? “i mercati finanziari non sono qualcosa di imparziale e neutrale, ma sono espressione di una precisa gerarchia: lungi dallessere concorrenziali, si confermano come fortemente concentrati: una piramide che vede al vertice pochi operatori finanziari in grado di controllare il 70% dei flussi finanziari globali e, alla base, una miriade di piccoli risparmiatori che svolgono una funzione meramente passiva”. (Andrea Fumagalli).
Limitandoci al settore energia, la manovra si rivela assurda poichè non ha compreso alcuna misura di sviluppo del settore green, fra i pochi che nel biennio abbia prodotto lavoro e reddito, nessuna misura semplificativa (vero motore di sviluppo, non i soliti incentivi) o sgravi fiscali (perchè non un annuncio dell’estensione della detrazione del 55% stabile per i prossimi cinque anni per interventi di efficienza energetica? Tremonti non ha provato a pensare a quanta Iva avrebbe incamerato? Ha calcolato quanta ne ha recuperata solo lo scorso anno grazie a un fotovoltaico che ha superato i 10.000 MW ?). Ora le nuove norme, come le ha riassunte l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas:
• ampliano il novero delle attività energetiche cui si applica la citata maggiorazione includendovi anche le attività di trasmissione e dispacciamento dell’energia elettrica,
• trasporto del gas e le attività di distribuzione sia del gas che dellenergia elettrica;
• eliminano l’esenzione precedentemente prevista per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (biomasse, solare-fotovoltaica, eolica);
• incrementano dal 6,5% al 10,5% l’addizionale, da applicarsi nei tre esercizi finanziari successivi a quello in corso al 31 dicembre 2010.
Colpendo poi il settore delle reti, si rischia di ridurre gli investimenti che sono urgenti per migliorare la rete elettrica e permettere l’utilizzo della produzione rinnovabile, quanto all’estensione dell’Ires a questo comparto, che dire di uno Stato che da un lato si fa carico di incentivarne la produzione e dall’altro stabilisce una tassa su di essa?
Questo governo aveva varato un piano nucleare con l’obiettivo, fra gli altri, di ridurre il costo dell’energia, ma nei fatti continua a considerare il settore (accise benzina compresa) come un paniere a cui attingere a richiesta. Ottima cosa se l’obiettivo è quello di tirare a avanti il più possibile sulle spalle dei contribuenti, pessima se si ha a cuore le persone che abitano il Paese. (Roberto Meregalli)

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Quasi 650.000 i minori in povertà assoluta in Italia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Ci sono voluti 4.153 giorni dalla prima proposta del 22 luglio 1999 per giungere finalmente all’approvazione in via definitiva della legge S.2631 che istituisce in Italia il Garante Nazionale dell’Infanzia.Si tratta di un risultato positivo ma è fondamentale ora vigilare sulla sua attivazione, niente affatto scontata, come dimostra l’esperienza fin qui fatta a livello regionale. Basti pensare che in due grandi regioni come Lombardia e Toscana, infatti, dopo il varo delle rispettive leggi regionali non si è ancora provveduto, dopo 2 anni e 1 anno rispettivamente, alla nomina del Garante, mentre in Emilia Romagna l’incarico è attualmente svolto dal difensore civico che non ha ricevuto delega formale. Tre, secondo Save the Children, i pilastri per l’azione immediata del Garante:
• Attivare una rete in difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza con istituzioni e organizzazioni della società civile avviando anche forme di partecipazione diretta dei minori
• Prendere contatto con la realtà dell’emergenza infanzia toccando con mano sul posto le situazioni più critiche in Italia
• Aprire i primi dossier sulle riforme più urgenti.
Partendo da Lampedusa, si possono incontrare alcuni tra i più di 1800 minori migranti non accompagnati transitati negli ultimi mesi sull’isola, dove hanno vissuto fasi di caos e sovraffollamento e dove si sono perse le tracce di alcuni di loro in assenza di identificazione o altri sono rimasti troppo a lungo in condizioni di vita assolutamente inaccettabili. Il viaggio prosegue in Sicilia, nel quartiere Zisa di Palermo, per visitare un’area da recuperare, i cantieri culturali – ex Officine Ducrot: 19 padiglioni e una sala cinema da 500 posti ristrutturati anni fa con ingenti investimenti che sarebbero dovuti diventare un punto di riferimento culturale e artistico per i giovani palermitani, e versano oggi in condizioni di degrado e di incuria.
Visitando Reggio Calabria invece ci si potrà rendere conto degli effetti negativi permanenti della spesa sociale pro-capite per l’infanzia più bassa d’Italia: 3 euro, contro i 109 spesi per lo stesso bambino a Trieste (dati 2007). In Calabria solo 3,5 bambini su 100 hanno un posto in asilo nido o in altri servizi socio educativi a fronte dei 29,5 su 100 dell’Emilia Romagna. L’occasione giusta per affrontare il paradosso di un paese dove la spesa sociale è più bassa proprio dove la povertà è più grave.
Più su, a Napoli, nei quartieri Avvocata e Mercato Pendino, si incontra il più alto tasso di dispersione scolastica della città (il 2,66%) nelle scuole secondarie di primo grado.
Poi si potrà raggiungere l’Aquila, dove nelle “new town” di Bazzano e Paganica, ad esempio, non ci sono spazi e centri di aggregazione per bambini e adolescenti e bisogna cercarli altrove. I ragazzi minori che lavorano si potranno incontrare ad esempio alle porte di Roma, alla rotonda di Setteville verso Tivoli, da dove entrano nei mercati generali dal retro, ricordandosi che l’ultima indagine nazionale Istat sul lavoro minorile in Italia risale al 2002, dopo il silenzio. Alcuni dei 1.500 minori che si prostituiscono e sono vittima di tratta sessuale in Italia si potranno invece incontrare anche accompagnando una unità di strada di Save the Children a Civitanova Marche e Porto S.Elpidio, nelle Marche, dove come in altri posti la rete di protezione locale (unità di strada, case di fuga,..) invece di rafforzarsi si indebolisce per la mancanza di finanziamenti anno dopo anno.
Gli esiti finali della ricerca, realizzata con il coinvolgimento di rappresentanti delle istituzioni territoriali, delle ONG, di ragazzi e ragazze, sono raccolti nel Rapporto “Politiche per l’infanzia, a che punto siamo?” presentato oggi in occasione della conferenza. Tra le carenze segnalate, il fondo nazionale infanzia, istituito con la legge 285 del 97 su base triennale, ma confluito successivamente – fatta eccezione per le città riservatarie – nel fondo nazionale sociale, oggi quasi azzerato.
Il Garante, che viene nominato dai Presidenti di Camera e Senato, avrà infatti il potere di intervenire su specifiche situazioni di violazione dei diritti dell’infanzia, di carattere generale e particolare, attraverso attività di verifica, richieste di informazione, accertamenti, controlli e segnalazioni. Nei rapporti con il Governo e il Parlamento, il Garante avrà la possibilità di esprimere pareri, osservazioni e proposte su atti normativi in materia di tutela dei diritti dell’infanzia. La legge prevede, tra l’altro, che il Garante assicuri forme di consultazione diretta e di ascolto dei minori e di collaborazione con tutti gli organismi e istituti che operano per la promozione e la tutela dell’infanzia, associazioni, organizzazioni non governative e altri soggetti impegnati in questo ambito. Il Garante, inoltre, dovrà lavorare in stretto contatto con i Garanti regionali, per promuovere l’adozione di linee comuni.

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Pdl: rilanciare il partito

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

«L’ordine del giorno per l’adozione di un codice etico, presentato dal ministro Giorgia Meloni e dal presidente Giuseppe Scopelliti nel corso del Consiglio nazionale del Pdl, è un’ottima notizia ed uno strumento necessario per rilanciare l’azione del partito sulla base della meritocrazia e della rappresentatività. Devono essere questi due principi le colonne portanti della nuova architettura del Pdl, sia a livello territoriale che nazionale, per trasformare il partito nel “movimento di popolo” che tutti noi avevamo in mente al momento della sua nascita. Un partito radicato sul territorio e ampiamente partecipato, capace di coinvolgere le migliore energie della Nazione e di selezionare una classe dirigente preparata, onesta e al servizio dei cittadini». Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri Pdl di Roma Capitale, Federico Mollicone, Andrea De Priamo e Lavinia Mennuni.

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Commissione medico-scientifica di Aisla onlus

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

A norma dell’art. 9), lett. g) dello Statuto di Aisla Onlus, il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione ha deliberato l’istituzione di una Commissione Medico-Scientifica dell’Associazione, composta da esperti sulle problematiche correlate alla Sla e alle malattie neuromuscolari, con i seguenti scopi: l’informazione, sia generale verso l’esterno sia verso le Sezioni AISLA; l’aggiornamento in ambito di ricerca, diagnosi, assistenza e cura; il miglioramento degli aspetti assistenziali; la promozione e/o il sostegno a seminari e convegni organizzati a livello nazionale e locale. Dopo la ratifica di questa decisione da parte dei Soci riunitisi in assemblea annuale a Milano lo scorso 30 aprile, la Commissione Medico-Scientifica di Aisla Onlus si è insediata ufficialmente oggi, 29 giugno. Resterà in carica per tre anni. A presiederla è stata eletta la dottoressa Claudia Caponnetto, neurologa della Clinica Neurologica Aou S. Martino di Genova. Vice presidenti saranno invece la dottoressa Giovanna Beretta, dirigente Medicina Riabilitativa e Riabilitazione dell’Ao Niguarda di Milano e il dottor Michele Vitacca, Responsabile Uo Pneumologia dell’Irccs Fondazione Maugeri di Lumezzane (Bs): «Si tratta di un momento importante per la comunità dei malati di Sla ma anche per i ricercatori, in quanto viene sancita ulteriormente quell’alleanza che permette di portare avanti insieme una battaglia comune contro la Sla», commenta il presidente nazionale di Aisla Onlus, Mario Melazzini.
Compongono la Commissione Medico Scientifica di Aisla Onlus anche i seguenti professionisti affermati nella cura e nella presa in carico dei malati di Sla: Dr. Banfi Paolo; Dr. Beghi Ettore; Dr. Bongioanni Paolo; Dr. Bonito Virginio; Dr. Borghero Giuseppe; Dr. Bortolotti Paolo; Dr.ssa Cellotto Nadia; Prof. Ceroni Mauro; Prof. Chiò Adriano; Prof. Comi Giacomo; Dr. Corbo Massimo; Dr. Del Piano Mario; Prof. Giannini Fabio; Dr. La Bella Vincenzo; Dr. Lauria Giuseppe; Prof. Logroscino Giancarlo; Dr. Lunetta Christian; Dr.ssa Mandrioli Jessica; Dr. Mascia Vincenzo; Dr.ssa Mazzini Letizia; Dr. Mora Gabriele; Dr.ssa Monsurrò Maria Rosaria; Prof. Muscaritoli Maurizio; Dr. Sabatelli Mario; Dr. Santomauro Domenico; Prof. Siciliano Gabriele; Prof. Silani Vincenzo; Prof.ssa Simone Isa Laura; Prof. Uncini Antonino; Dr. Vianello Andrea; Dr. Volanti Paolo. (Filippo Bezio)

 

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