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Posts Tagged ‘locazioni’

Locazioni: mercato in sofferenza in tutte le aree del Paese ma prezzi fermi

Posted by fidest press agency su domenica, 28 marzo 2021

Non solo le grandi città a vocazione turistica sono state colpite dagli effetti del Coronavirus, ma tutto il Paese – a un anno dall’inizio della pandemia – ha visto cambiare il mercato immobiliare degli affitti. A dimostrarlo i dati relativi all’ultimo semestre (settembre 2020 – febbraio 2021) registrati dall’Osservatorio di Immobiliare.it, secondo cui in Italia l’offerta di immobili in affitto è aumentata dell’1,8%, mentre la domanda è diminuita di quasi 6 punti e mezzo percentuali. A variare meno sono solo i costi: per un trilocale in affitto si spendono in media 801 euro, con una variazione percentuale negli ultimi sei mesi pari all’1%.Guardando al dettaglio delle diverse aree del Paese emergono trend differenti tra loro. Nel Nord-est emerge una generale condizione di sofferenza in cui sono calate sia l’offerta che la domanda di immobili in affitto rispetto a settembre 2020.Il Nord-ovest invece registra un mercato a due velocità differenti: cresce l’offerta (+3,5%), ma scende la domanda che perde 6,5 punti percentuali. Per quanto riguarda i costi, restano invariati, segnando un +0,2% che va ad incidere poco sul prezzo finale.Centro e Isole sono accomunati dalla crescita significativa dell’offerta di immobili in affitto, provenienti dallo stock precedentemente destinato all’uso turistico, pari al 2,3% per il Centro e al 5,2% delle Isole. In queste ultime diminuisce invece in maniera profonda la domanda di abitazioni (-19,9%)Infine il Sud che – come il Nord-est – vede il segno meno sia per quanto riguarda la domanda (-3,3%) che l’offerta (-3,4%) di abitazioni in locazione negli ultimi 6 mesi. A salire sono solo i prezzi che segnano un aumento di 3,3 punti percentuali portando il costo medio di un trilocale a 613 euro.

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Codici in azione per la soluzione dei possibili conflitti su contratti di affitto e locazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

La situazione di blocco dettata dalle norme per la prevenzione del contagio da COVID-19 sta colpendo duramente i rapporti economici e giuridici, non tutti disciplinati dal Decreto Cura Italia. Sta assumendo particolare rilevanza l’impossibilità, sia per privati che per operatori economici e professionali, di poter rispettare le obbligazioni derivanti dai contratti di locazione e di affitto.
“La causa – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – è ovviamente da far risalire all’impossibilità di poter produrre reddito derivante dalla forzata chiusura delle attività economiche. Per questo motivo stiamo valutando le
possibili azioni per la tutela delle posizioni, sia lato conduttori sia lato locatori”. Le norme introdotte dal Decreto Cura Italia hanno limitato fortemente sia la possibilità di sfratto, sia la possibilità di esperire azioni giudiziali, con una scelta normativa che l’associazione Codici condivide appieno: la situazione straordinaria determinata dal COVID-19 ed e i suoi effetti sui rapporti giuridici non possono essere affrontati semplicemente con gli ordinari strumenti messi a disposizione dall’ordinamento giuridico e tantomeno con l’avvio, almeno in questa fase, di azioni legali. L’associazione ha pertanto deciso di adottare la più ampia gamma di strumenti messi a disposizione dalle cosiddette ADR (Alternative Despute Resolution), tra cui negoziazione assistita, conciliazioni e mediazioni, per evitare e prevenire conflitti giudiziali e stimolare la soluzione bonaria e “pacifica” tra le parti. “A tal fine – afferma l’avvocato Carmine Laurenzano, legale di Codici – stiamo ponendo le parti ed i clienti di fronte alla concreta situazione determinata dal contagio COVID-19, che ha comportato in alcune situazioni una vera e propria impossibilità sopravvenuta, totale o parziale, di fare fronte alle obbligazioni, portando conduttori e locatori a reperire e concordare soluzioni di comune accordo che consentano la possibilità di proseguire il rapporto contrattuale, avendo cura di soddisfare le nuove situazioni oggettive e soggettive delle parti contrattuali. L’obiettivo dell’associazione Codici è pertanto quello di innescare fenomeni virtuosi, attuare strategie per evitarecontenziosi tra le parti contrattuali e reperire soluzioni che possano comunque consentire l’efficacia ed il mantenimento dei rapporti”.Codici ha attivato un servizio speciale di assistenza ai consumatori per problematichelegate all’emergenza Coronavirus.
http://www.codici.org

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Università: posti letto più cari

Posted by fidest press agency su sabato, 21 ottobre 2017

casa-vivaSecondo l’analisi sulle locazioni a studenti universitari di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nelle locazioni con 350 agenzie (50 in Spagna), il costo dei posti letto è aumentato mediamente del 4%, con punte più elevate a Genova (+29%) e Bologna (+11%) e cali anche del 20% al Sud.
Il costo dei posti letto per studenti universitari è cresciuto nell’ultimo anno del 4%, specie le stanze singole (+5%), ma mentre al Nord si toccano incrementi del 30%, nel Centro Sud i prezzi scendono fino al 20%. È quanto emerge da un’analisi sugli affitti agli studenti universitari condotta da Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 350 agenzie (50 in spagna), che rileva un costo medio dei posti letto di 234 euro. Solo Affitti ha rilevato una crescita record del costo dei posti letto a Genova (+29%) e incrementi a 2 cifre anche Bologna e Torino (+11% ciascuna). I cali più significativi si sono registrati a Catania (-17%), Perugia (-11%), Palermo (-10%) e Roma (-10%). “Quest’andamento dei prezzi – spiega Isabella Tulipano dell’ufficio studi di Solo Affitti – rispecchia gli spostamenti della popolazione studentesca nel nostro Paese, che sempre più spesso lascia le città del Sud per trasferirsi nei centri universitari del Nord, facendo crescere la domanda di posti letto e di conseguenza i prezzi”.Solo Affitti ha rilevato i posti letto più cari d’Italia a Milano, dove a fronte di un costo medio di 419 euro (+6%), si arrivano a pagare 525 euro per la stanza singola e circa 313 euro per una doppia. A Roma, dove il costo medio del posto letto è sceso di 36 euro, una stanza singola costa agli studenti universitari 398 euro. Nella Capitale si pagano attorno ai 240 euro per un posto letto in stanza doppia e circa 200 per uno in tripla.L’esborso richiesto per una stanza singola a Bologna è di 342 euro, poco più che a Firenze (333 euro), dove rispetto allo scorso anno il costo medio del posto letto è cresciuto dell’8% a 272 euro. Secondo Solo Affitti a Siena per una stanza si pagano mediamente 260 euro a studente (-5%), con una punta massima di circa 300 euro per la singola e una minima di 220 euro per la doppia. Una stanza in affitto per gli studenti fuori sede di Torino costa circa 245 euro, con una spesa che arriva attorno ai 303 euro per la singola e ai 203 euro per la stanza doppia. Nessuna variazione rilevante di prezzo è stata riscontrata a Bari, dove il costo della stanza singola è di 250 e quello del posto letto in stanza doppia di 150 euro.Il contratto a canone concordato è il più utilizzato nelle locazioni per studenti universitari: si applica in quasi un caso su 2 (46%) ma non in quelle città dove gli accordi territoriali tra rappresentanti di inquilini e proprietari non sono stati aggiornati o in quelle dove i canoni concordati risultano troppo bassi rispetto alle medie di mercato, come avviene ad esempio a Milano. Il contratto transitorio è utilizzato in quasi un caso su 5 (17%), con punte massime del 90% a Perugia e del 70% a Catania e Palermo. Trova applicazione solo nel 14% dei casi il contratto libero 4+4, che continua a essere particolarmente apprezzato a Milano (75%). Trascurabile l’utilizzo del contratto di posto letto (7%), anche se a Bari sembra andare per la maggiore (70%). Secondo quanto rilevato da Solo Affitti, per gli studenti alla ricerca di un posto letto la vicinanza dell’appartamento all’università (81%) è più importante della vicinanza ai mezzi pubblici e della disponibilità della stanza singola (62% ciascuna). L’arredamento moderno è richiesto nel 44% dei casi, mentre non è ritenuta fondamentale la presenza nell’appartamento di inquilini dello stesso sesso (12%) o la disponibilità del condizionatore (3%).

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Locazioni e fondo per la copertura della ‘morosità incolpevole’: stanziamenti per il 2016

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2016

E’ in vigore il decreto ministeriale che ripartisce per l’anno 2016 tra le Regioni il fondo destinato agli inquilini morosi cosiddetti “incolpevoli”, per complessivi 59,73 milioni di euro, introdotto a partire dal 2014 e destinato a situazioni dove c’e’ già un provvedimento di sfratto e il mancato pagamento dei canoni di affitto è dovuto ad una temporanea situazione di difficoltà economica legata all’imprevista perdita, o forte riduzione, della capacità reddituale dell’inquilino o della sua famiglia. La ripartizione del fondo è avvenuta sulla base del numero di provvedimenti di sfratto per morosità emessi in ambito regionale entro il 2014. Le Regioni, a loro volta, dovranno distribuire i fondi tra i propri Comuni individuati tra quelli ad alta tensione abitativa, i capoluoghi di provincia e quelli ad alto disagio abitativo. Ogni Comune poi si occuperà dell’assegnazione dei fondi agli inquilini che ne hanno diritto e ne faranno richiesta. Nell’allegato del decreto si trova l’elenco delle Regioni con i fondi destinati per ognuna (alla Toscana sono andati circa 5 milioni di euro); prossimamente ogni Regione dovrà deliberare la ripartizione tra i Comuni e poi potranno partire le assegnazioni. Per chiunque sia interessato e in possesso dei giusti requisiti, quindi, occhi puntati nei prossimi mesi sul proprio Comune. (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Effetto Imu sulle locazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 1 Maggio 2012

Solo un nuovo contratto di locazione su dieci (11%) ha fatto registrare in Italia un aumento dei canoni (entro 100 euro) a causa dell’Imu anche se, a macchia di leopardo, gli incrementi sono più numerosi fino alla punta massima del 90% in alcune zone del centro di Milano. E’ quanto emerge da un sondaggio effettuato in questi giorni da Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato nella locazione con oltre 300 agenzie in Italia. L’89% degli affiliati intervistati ha dichiarato che fra i contratti di affitto stipulati nel primo trimestre di quest’anno non hanno registrato aumenti del canone da parte dei proprietari degli immobili. L’11% ha verificato, invece, degli incrementi. Se guardiamo alle macroaree del Paese, il nord-ovest e il centro rispecchiano la media nazionale mentre nel nord-est si arriva fino al 93% di agenti che non hanno rilevato aumenti nei contratti di locazione firmati da gennaio ad oggi. Situazione diversa nel sud Italia, dove un quarto degli agenti intervistati da Solo Affitti (25%) ha verificato un aumento dei canoni come effetto della nuova Imu che si prospetta più onerosa. “Dal monitoraggio delle nostre agenzie sul territorio – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – deduciamo che non c’è una corsa agli aumenti degli affitti per compensare le nuove tassazioni immobiliari e tuttavia in qualche area del Paese l’argomento è più sensibile. Nel 66% dei casi registriamo aumenti entro 50 euro al mese, nel 33% compresi fra 50 e 100 euro. I rincari sono più contenuti nel nord-ovest, maggiori (superiori a 50 euro) nel centro (35%) e nel sud Italia (43%) e soprattutto nelle grandi città (63% dei rispondenti)”.
La mappa dei punti caldi della penisola per l’incremento degli affitti tocca ha la sua massima espressione nel centro di Milano dove, secondo quanto segnalano le agenzie Solo Affitti di alcuni quartieri della città, dall’inizio di quest’anno nel 90% dei casi i canoni sono aumentati fino a 100 euro al mese. Si scende all’80% di aumenti nei primi 3 mesi dell’anno in alcune zone di Torino e Catania. Fra i capoluoghi di provincia analoghe segnalazioni arrivano da Savona e Messina (70% dei nuovi contratti 2012 in aumento), Genova, Bergamo e Firenze (fino al 60% dei nuovi contratti 2012 in aumento). Così pure Vercelli, Macerata (50%) e Bari (40%) hanno fatto registrare canoni di locazione più alti. Neppure le piccole realtà della provincia italiana sono immuni da questo fenomeno di maggiorazioni degli affitti: ad esempio nel torinese a Ciriè (30% di nuovi contratti aumentati) e Rivarolo (20%), nel milanese a Cassano d’Adda (70%). Punte più elevate vengono rilevate da Solo Affitti ad esempio a Milazzo nel messinese (90%), a Bastia Umbra, in provincia di Perugia (70%), a Francavilla, nel chietino (40%).

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Cedolare secca sugli affitti

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2010

“Sono sempre stato uno tra coloro che ritenevano la cedolare secca sui canoni di locazione un toccasana per la situazione a dir poco tragica degli affitti – dichiara Maurizio Ferraioli dell’Idv –  ma fatta in tale maniera risulta solo ed esclusivamente un regalo ai proprietari senza alcun beneficio per inquilini e Stato. Come quindi non concordare con l’attenta analisi di Franco Bravo del Sunia che evidenzia tali anomalie in un momento dove l’evasione fiscale nel settore delle locazioni assume aspetti preoccupanti e gli innumerevoli sfratti per morosità creano un allarme sociale senza precedenti. La cosiddetta “Cedolare Secca” seppur giusta avrebbe avuto il suo effetto benefico se collegata ai contratti concordati e per canoni di locazione calmierati che consentissero un utilizzo maggiormente umano delle abitazioni e diminuissero la necessità d’interventi assistenziali da parte degli Enti. Un’aliquota fiscale fissa per i proprietari, la possibilità di detrazioni fiscali per gli inquilini e canoni concordati per l’ottenimento di tali agevolazioni avrebbero consentito di far emergere parte del cosiddetto “sommerso” ridando ossigeno allo Stato e creando le condizioni per diminuire quel conflitto sociale sempre più emergente nella nostra società.
La legislazione in materia di locazione, conclude Ferraioli,  è una legislazione carente che applica tempi lunghi per rientrare nel possesso del bene da parte dei proprietari ,a seguito di sfratti per morosità, e questa carenza che si vuol far passare come una sorta di agevolazione per gli inquilini di fatto al contrario diventa una sorta di blocco inducendo i proprietari a sempre maggiori ed attente selezioni che frequentemente limitano la corretta circolazione delle case da affittare, lasciandone molte sfitte. Credo che sia indispensabile tutelare entrambi gli attori di un contratto di locazione e così facendo con tutta probabilità si riuscirebbe ad avere un maggior numero d’immobili sul mercato, a canoni calmierati, con tassazioni e detrazioni umane, premiando i proprietari virtuosi e gli inquilini corretti. Un ritorno a momenti di equilibrio dialettico riporterebbero ad un sano confronto fra le parti ed al contrasto assoluto di eventuali disagi e conflitti sociali.

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