Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘lockdown’

Scuola: Alunni meno preparati causa lockdown

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

“Formazione e aggiornamento all’innovazione didattica devono diventare un obbligo per tutti con continue verifiche della qualità raggiunta”. Lo chiede Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli: nel commentare i preoccupanti dati emersi dall’ultimo rapporto Invalsi, ha quindi detto che durante il lockdown “i docenti si sono limitati a riproporre online il metodo d’insegnamento tradizionale: lezione frontale, compiti e verifiche”. Anief ricorda che i docenti italiani hanno affrontato un evento eccezionale mostrando altissima professionalità e andando ben oltre quanto loro dovuto, superando gli orari di competenza ed intraprendendo strade didattiche alternative ed efficaci rispetto a quelle tradizionali. Il tutto, con mezzi spesso di fortuna e con i costi di connessione a loro spese.“Puntare il dito contro il corpo docente italiano per giustificare la regressione di apprendimenti rilevata dall’Istituto Invalsi è ingeneroso e ingiusto”, ribatte Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. “Perché dall’inizio della pandemia i nostri insegnanti si sono prodigati al massimo, mettendo a disposizione l’offerta formativa migliore in quel momento e anche oltre. Anche perché organizzata, implementata e attuata senza indicazioni o supporti, almeno nella parte iniziale. Nel caso del personale precario, docente e Ata, nemmeno avvalendosi dal bonus annuale per l’acquisito dei dispositivi tecnologici”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Insegnare durante (e dopo) il lockdown

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2020

A poche settimane dall’inizio della primavera 2020, più di 800.000 docenti delle scuole italiane si sono ritrovati ad affrontare uno scenario del tutto inaspettato. L’improvvisa escalation della pandemia da Covid-19, infatti, li ha proiettati davanti alla nuova sfida della didattica a distanza: l’unico modo possibile di fare scuola (da casa) in un Paese in lockdown.Dopo questi mesi di esperienza nel contesto della pandemia, “siamo rimasti molto colpiti dall’ingegnosità e dalla passione che gli insegnanti e le famiglie italiane hanno dimostrato in questi mesi e siamo lieti che studenti di qualsiasi età siano riusciti a mantenere il loro livello di inglese e progredire nel loro apprendimento nonostante le difficili circostanze”, afferma Nick Beer, Country Head in Italia di Cambridge Assessment English.”Il settore dell’istruzione dovrà senza dubbio affrontare nuove sfide nei prossimi mesi, ma è bello vedere che l’apprendimento non si è mai fermato”. Ne sono prova le decine di migliaia di docenti che hanno partecipato quest’anno a vari seminari e corsi di formazione online, organizzati da Cambridge Assessment English e Cambridge University Press, al fine di migliorare la propria capacità di insegnamento e apprendere nuove tecniche didattiche per affrontare al meglio l’evoluzione della formazione a distanza.Dal punto di vista degli studenti, inoltre, questa situazione li ha portati a confrontarsi con una novità emotivamente problematica: vivere la scuola in isolamento. Tra l’altro, l’ISTAT ha certificato che degli 8 milioni di studenti coinvolti nella didattica a distanza, circa 1.5 milioni di ragazzi tra i 6 e i 17 anni si sono trovati esclusi dall’accesso a device o connessioni, andando ad aggiungere alle problematiche emotive anche quelle tecniche a causa della carenza di strumenti adatti.Cosa fare, dunque, e come continuare a sostenere il percorso dei ragazzi in questo clima di incertezza e instabilità? Cosa hanno fatto i loro docenti per fronteggiare queste difficoltà e per coinvolgerli e supportarli in un percorso inedito e difficile? Cambridge English lo ha chiesto direttamente agli insegnanti di lingua inglese impegnati in tutta Italia, agli esaminatori e ai coordinatori di exam centers, e ha raccolto le loro testimonianze, tra creatività, ascolto, sacrificio e la continua necessità di reinventarsi.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Durante il lockdwon i docenti hanno fatto didattica a distanza per 8 ore a settimanali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

È stato di circa 8 ore, secondo lo studio Indire che ha analizzato le risposte di 3.700 docenti italiani – nel dettaglio, si tratta di 3.195 donne e 579 uomini – tramite in questionario online, così distribuiti per ordine di scuola: il 10% appartenente alla scuola dell’infanzia; il 29,8% alla scuola primaria; il 21,8% alla scuola secondaria di primo grado e il 38,4% alla scuola secondaria di secondo grado. Il report descrive le modalità di trasposizione della didattica tradizionale frontale nella dad, per attuare la quale emergono principalmente due pratiche preminenti quali le lezioni in video-conferenza e l’assegnazione di risorse per lo studio e gli esercizi. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha affermato che “i dati in nostro possesso, ricavati da sondaggi tramite le RSU e i TAS, ci dicono che le ore di attività sincrona sono molte di più. Se consideriamo il periodo da settembre ad oggi poi, tutte le scuole e i colleghi si sono adeguati alle linee guida sulla DDI, prendendo come orario minimo quello indicato, ma erogandone almeno il 30% in più”.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Covid non ha mandato in lockdown le altre malattie”

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

“Il Rapporto “Diritto alla salute e Covid-19, ripartiamo dall’equità”, presentato oggi dalla neonata associazione SALUTEQUITÀ (il report su http://www.salutequita.it ), rimarca, con la chiarezza e l’evidenza dei dati, quello che noi diciamo dall’inizio della pandemia: il Covid non ha mandato in lockdown le altre malattie. Al contrario, sottraendo risorse organizzative, finanziarie e umane alla loro cura, ha aumentato le disuguaglianze di salute. Per questo, oltre alle vittime dell’epidemia, dobbiamo cominciare a contare tutte le vite perse in maniera indiretta, per patologie non curate in tempo o nel modo più appropriato”.Così il Presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei Medici, Filippo Anelli, commenta il Report, divulgato in occasione della presentazione della nuova associazione, presieduta da Tonino Aceti, alla quale tutto il Comitato Centrale manda i migliori auguri.“Fa impressione constatare come, nel primo semestre del 2020, siano calate del 40%, rispetto allo stesso periodo del 2019, le ospedalizzazioni per i malati non Covid; come sia crollato del 58% il numero di ricette per prestazioni di specialistica ambulatoriale, e si siano più che dimezzati gli screening oncologici – continua -.Questo Rapporto evidenzia una preoccupazione che anche noi condividiamo, e abbiamo espresso nelle sedi opportune, sulla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale, e sulla salute dei 26 milioni di malati cronici e di tutti gli altri italiani colpiti da patologie non Covid”.“Riteniamo che le misure restrittive volte a raffreddare la curva dei contagi non debbano essere commisurate solo agli indicatori direttamente legati al Covid, ma alla capacità dei sistemi sanitari di assicurare cure appropriate ed equità di accesso ai pazienti di tutte le patologie – conclude -. Un calo dei contagi ha infatti come effetto benefico anche quello di liberare risorse per la cura di tutte le altre malattie, croniche e acute”.“L’allarme lanciato da SALUTEQUITÀ sui pazienti non Covid è fondamentale – afferma Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) – e gli infermieri lo condividono pienamente perché tutti i giorni si scontrano con questa evidenza che non può non essere al centro delle scelte di politica sanitaria nazionale. La legge di Bilancio 2021 sarà il primo banco di prova e ci aspettiamo risposte concrete ed efficaci dal Governo a partire dal rafforzamento e dalla valorizzazione delle nostre professioni”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Lockdown pulsati nelle aree gialle e arancioni, ma le scuole non chiudano

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

Scongiurare un lockdown nazionale con lockdown intermittenti e micro-lockdown nelle province e nei Comuni più a rischio, senza sacrificare l’istruzione di bambini e ragazzi. Dopo la lettera inviata il 2 novembre al governo e ai membri del Comitato Tecnico Scientifico da 16 tra i più importanti medici e ricercatori italiani – tra i quali Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria dell’Università di Parma e consulente dell’OMS, Antonella Viola, immunologa e Direttore dell’Istituto di Ricerca Pediatrica di Padova, e Stefano Zona, specialista in Malattie Infettive dell’AUSL di Modena –, gli autori intervengono nuovamente in vista delle nuove misure in discussione da parte del governo che potrebbero includere nuove regioni tra le aree rosse.Gli scienziati domandano l’applicazione di chiusure non solo su scala regionale, concentrandosi su Comuni e Province dove i dati sui contagi indicano una situazione epidemiologica in forte crescita e un carico sulle strutture ospedaliere non sostenibile. Secondo gli autori dell’appello, l’immediata attuazione di micro-lockdown estesi anche alle situazioni più critiche nelle aree gialle e aranconi, sull’esempio delle misure intraprese a Codogno, Vo’ e Medicina nello scorso mese di marzo, e di una strategia di medio-lungo periodo con lockdown pulsati di durata intermittente di 1-2 settimane fino alla primavera, porterebbe a una riduzione dei contagi. I medici chiedono inoltre l’interruzione degli spostamenti regionali anche tra regioni “gialle”, l’obbligo (e non solo la raccomandazione contenuta nell’ultimo DPCM) al lavoro agile per amministrazioni pubbliche e attività private attuabili a distanza, il divieto di incontri in abitazioni private tra non conviventi, ad eccezione di congiunti, con numero massimo di 6 persone per abitazione, e il potenziamento delle capacità di Test e Tracciamento, con particolare attenzione alle Regioni in maggiore difficoltà.I medici sottolineano nuovamente l’importanza di mantenere aperte le scuole: “La risposta alla crescita dei contagi non può essere la chiusura delle scuole, che – come tutti i dati regionali confermano – non rappresentano significativi hotspot dei contagi”, ha affermato Stefano Zona. “In uno studio nazionale effettuato durante il primo lockdown su 2.064 adolescenti di età compresa tra 11 e 19 anni abbiamo dimostrato che il 58,5% dichiarava una sensazione di tristezza che si associava a crisi di pianto (nel 31% dei casi) e ad agitazione (nel 48%) come conseguenza della chiusura delle scuole, con il 52,4% dei ragazzi che riferivano disturbi alimentari e il 44,3% che presentavano disturbi del sonno. Inoltre, la chiusura della scuola in presenza determinerebbe un ulteriore aggravamento delle diseguaglianze, con un impatto sociale drammatico soprattutto per le famiglie con persone con disabilità e gravi malattie croniche”, ha sottolineato Susanna Esposito. “Le conseguenze della chiusura della scuola sulla salute psicofisica di bambini e adolescenti sarebbero devastanti”, afferma Antonella Viola. E aggiunge: “le misure messe in atto per combattere COVID-19 devono tener conto del loro effetto sulla salute globale, specialmente di quella delle generazioni future”. “La politica deve agire con scelte rapide e razionali. In Italia nel 2019 1.137.000 bambini (l’11,4% del totale) vivevano in condizioni di povertà assoluta. Si stima che in conseguenza della pandemia questo dato sia cresciuto di un milione di bambini. La chiusura delle scuole avrebbe conseguenze psicologiche, educative e sociali drammatiche, oltre che economiche”, conclude Zona.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Coronavirus, Senior Italia FederAnziani: lockdown per fasce d’età

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 novembre 2020

Al 4 novembre 2020 sono soltanto 1.793 su 39.052 i pazienti deceduti SARS-CoV-2 positivi di età inferiore ai sessant’anni, mentre gli over 60 sono 37.259, ovvero il 95,4% del totale, di cui il 43,4% donne (16.181) e il restante 56,6% uomini (21.078). L’età media dei pazienti deceduti e positivi a SARSCoV-2 è 80 anni. Per questo è necessario un lockdown per fascia di età oppure, qualora ciò fosse impossibile, una mappatura dei soggetti fragili e massima attenzione nei loro confronti, concentrando tutte le risorse sugli over 60 con almeno una patologia, dato che i pazienti con almeno una o più patologie rappresentano il 96,6% dei decessi nel campione del recente studio condotto dall’ISS sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da SARS.COV-2 in Italia.E’ il monito lanciato da Senior Italia FederAnziani dopo un approfondimento dei dati dell’ISS relativi allo studio condotto su 5.047 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche: il numero medio di patologie osservate è di 3,5; sul totale dei decessi presi in considerazione dall’Istituto superiore di sanità, il 96,6% del campione aveva una o più patologie pregresse: il 64,4% del campione aveva tre o più patologie, il 19,1% due patologie e il 13,1% una sola patologia. Soltanto il 3,4% del campione era privo di patologie. Le patologie presenti nelle persone decedute con positività al Covid sono prevalentemente l’ipertensione (65,7%), il diabete mellito di tipo due (29,3%), la cardiopatia ischemica (27,8%), la fibrillazione atriale (24%), la demenza (21,7%), l’insufficienza renale cronica (20,8%) e lo scompenso cardiaco (16,1%).«Questi dati ci spingono a lanciare un monito – dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale Senior Italia FederAnziani – o bisogna mettere in campo un lockdown per fasce d’età e patologie, oppure in subordinata occorre mappare i cittadini con più patologie, contattarli, sensibilizzarli sull’importanza di proteggersi perché sono loro che in caso di infezione rischiano la vita maggiormente, mentre un messaggio di allarme generalizzato senza analisi delle fasce d’età rischia di essere disorientante e controproducente. È fondamentale che i nostri anziani non interrompano le cure ordinarie, in questi difficili mesi in cui abbiamo visto sospesi tanti percorsi terapeutici, perché la sospensione delle terapie e le lacune nella presa in carico dei pazienti cronici polipatologici non possono che aggravare la situazione esistente. Inoltre man mano che i posti di terapia intensiva andranno a saturarsi aumenterà il rischio di trovarsi di fronte alla necessità di compiere scelte etiche che potrebbero penalizzare proprio le persone più anziane, come sta accadendo in altri paesi. Vogliamo scongiurare l’ipotesi aberrante che si arrivi a dover curare solamente le persone che hanno maggiore possibilità di sopravvivenza ovvero i giovani e i sani. Proprio per questo bisogna rafforzare la prevenzione ma dicendo a chiare lettere: sono gli anziani che rischiano la vita e sono loro che in caso di contagio rischiano di essere tagliati fuori dalle cure.» http://www.senioritalia.it

Posted in Spazio aperto/open space, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Sull’Italia l’ombra grigia di un secondo lockdown

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 novembre 2020

Il premier Giuseppe Conte e la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina cercheranno fino all’ultimo di tenere aperte le scuole, come è giusto che sia perché la didattica in presenza è insostituibile. Da ministri Daniele Franceschini a Roberto Speranza, l’ala rigorista del Governo, arrivano però sempre maggiori pressioni per l’attuazione del fermo totale. Secondo il sindacato Anief, l’aumento incessante – intanto Emilia Romagna, Campania, Friuli Venezia Giulia e Veneto, secondo quanto apprende l’Ansa, sono le quattro Regioni per cui l’Istituto superiore di sanità, sulla base dei dati dell’ultimo monitoraggio, ritiene opportuno che siano anticipare le misure più restrittive – del numero di contagi unito alle criticità del sistema sanitario nazionale impone una riflessione anche per quella scuola che tutti noi abbiamo voluto aperta insieme al ministro dell’Istruzione e al presidente del Consiglio perché in primo luogo siamo educatori e proprio questo ruolo viene molto offuscato nella didattica a distanza. La nostra scuola, nonostante l’individuazione di protocolli di sicurezza rigorosamente fatti osservare dentro gli edifici, paga la colpa di comportamenti sbagliati fuori dalle aule e dalle classi, tra gli amici, in famiglia e soprattutto nella rete dei trasporti rilevatasi insufficiente. Di nuovo, l’Italia è spaccata: in alcune regioni sono chiuse tutte le attività produttive e le lezioni in presenza, nell’altra metà i servizi di ristorazione con una curva di aumento del contagio che ci fa supporre che presto tutta l’Italia possa diventare “rossa”.Marcello Pacifico, presidente Anief: “Qui non si tratta più di chiedere l’onore delle armi agli ultimi insegnanti e al personale Ata, che combattono isolati contro un virus invisibile anche se tracciabile, ma di preservare ancora gli ultimi ‘avamposti’ della difesa della salute di tutti noi. Parliamo, quindi, degli ospedali con i loro medici e degli infermieri. Certo, oggi si realizzano dieci volte il numero di tamponi rispetto a pochi mesi fa, siamo più preparati, conosciamo meglio il virus ma proprio per questo dobbiamo chiudere, purtroppo, e con dispiacere, anche le scuole. Sempre cercando di utilizzare al meglio gli strumenti della didattica a distanza a partire dal consentire a ognuno, docente o amministrativo, precario o di ruolo, studente al Sud come al Nord, di quegli strumenti informatici necessari per stare insieme a distanza, impiegando questo periodo di chiusura per riprogrammare investimenti per la nuova apertura del Paese in sicurezza”.Crescono i contagi da Covid19 e i ricoveri. In modo direttamente proporzionale salgono le quotazioni del lockdown, facendo tornare in vita lo spettro delle lunghe settimane di fermo generalizzato della passata primavera: non si tratta più di possibilità, ma di un rischio concreto dettato da una serie di motivazioni nemmeno necessariamente legate all’aumento di casi di positività al coronavirus.

Posted in scuola/school, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Un boom di violenze in famiglia del 50% nella Regione Lombardia a seguito del lockdown

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Non solo, la presidente dell’Osservatorio Nazionale Sostegno Vittime, avv. Elisabetta Aldrovandi, stima anche un esplosione esponenziale di disturbi per quei nuclei famigliari in cui covano patologie emotive o psicologiche che potrebbero essere fatali a causa di un secondo lockdown. L’Osservatorio ha rilevato alcune patologie: “Il disturbo acuto da stress (diagnosticato nel 97% delle vittime a una settimana dalla violenza sessuale e nel 47% a tre mesi dal trauma); il disturbo post-traumatico da stress (dal 13% al 70%); disturbi depressivi (dal 44% al 59% anche a distanza di anni); sintomi d’ansia; abuso di sostanze, bassa autostima, distress psicologico, disfunzioni sessuali. Fra le donne che hanno subito violenza si riscontra anche una maggiore frequenza di suicidio. Sono descritti una serie di disturbi fisici acuti e cronici: lesioni determinate direttamente dai traumi (tra cui ecchimosi, fratture, denti rotti, aborti ripetuti, lesioni del timpano), patologie ginecologiche, gastro-enterologiche, disturbi alimentari, asma, tachicardia, emicrania, abuso di alcol e sostanze, oltre al rischio di gravidanze indesiderate o di malattie sessualmente trasmesse.” Commenta la Aldrovandi. “Grazie a una convenzione con l’Osservatorio Nazionale Violenza e Suicidio abbiamo psicologi su tutto il territorio nazionale che possono fornire aiuti e consulenze a chi soffre di disagio psicologico. Inoltre manteniamo alta l’attenzione per gli episodi di violenza domestica notevolmente aumentati in questi mesi a causa di situazioni personali, economiche e famigliari spesso complicate. Le conseguenze psicologiche avranno degli effetti negativi: pensiamo a coloro che con grande fatica e impiego di risorse avevano riaperto le proprie attività in sicurezza e ora si ritrovano a dover chiudere pur avendo rispettato tutte le regole. Una situazione estremamente frustrante che può provocare stati depressivi e indurre, nei casi più gravi, ad azioni irreparabili. Le richieste di aiuto per fatti collegati alla violenza domestica sono notevolmente aumentate negli ultimi mesi. Le chiamate al Numero Anti Violenza e Stalking 1522, gratuito e attivo 24 h su 24, anche via chat, nel periodo compreso tra marzo e giugno 2020 sono più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+119,6%), passando da 6.956 a 15.280″. Aggiunge l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, punto di riferimento per i famigliari delle vittime di violenza, che conclude con una preoccupante previsione: “Ci prepariamo a affrontare mesi in cui il disagio psicologico, l’ansia e la rabbia repressa potrebbero sfociare in azioni violente, soprattutto in ambito domestico: la vicinanza e l’assistenza psicologica saranno fondamentali”.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’organico aggiuntivo Covid non potrà più essere licenziato in caso di lockdown

Posted by fidest press agency su martedì, 6 ottobre 2020

La notizia dell’approvazione del testo emendato, riportata dalla stampa specializzata Orizzonte Scuola, viene accolta positivamente dal sindacato Anief, che sin dall’inizio si è sempre battuto affinché questo sistema non portasse a ulteriore precariato e assenza di diritti. Il Decreto Rilancio del 19 maggio 2020 convertito con modificazioni dalla Legge 77 del 17 luglio 2020, art. 231 bis, aveva istituto l’organico Covid o organico di emergenza, ovvero posti aggiuntivi di personale docente e Ata che si sommano alle dotazioni organiche ordinarie. Infatti, “durante l’esame del provvedimento presso la commissione Bilancio al Senato del decreto Agosto è stato approvato un emendamento, come prima firmataria la senatrice Loredana De Petris (LEU) che elimina la possibilità che ci sia il licenziamento di questo personale in caso di sospensione delle attività scolastiche in presenza”. Adesso “il testo del Decreto Agosto approderà in aula al Senato nel pomeriggio e verosimilmente sarà approvato tramite voto di fiducia”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il lockdown non scalfisce la richiesta di mutui

Posted by fidest press agency su domenica, 4 ottobre 2020

Nonostante lo stop legato al periodo del lockdown, la richiesta di mutui è rimasta complessivamente solida nei primi 9 mesi del 2020 e addirittura, secondo i dati emersi dall’osservatorio congiunto realizzato da Facile.it e Mutui.it su un campione di oltre 133.000 domande di finanziamento, da gennaio a settembre 2020, l’importo medio erogato dalle banche ai mutuatari è cresciuto del 5,8% in un anno arrivando a 136.630 euro.Un aiuto concreto per gli aspiranti mutuatari è arrivato dal mercato e dagli indici internazionali: a partire da maggio i tassi proposti dalle banche alla clientela finale, soprattutto quelli fissi, hanno ripreso a scendere, stabilizzandosi a settembre su livelli ancor più bassi rispetto a inizio anno. Conti alla mano, sottoscrivere oggi un mutuo a tasso fisso da 126.000 euro con LTV al 70% e piano di restituzione di 25 anni costa circa 6.000 euro in meno rispetto a inizio 2020. Il calo rilevante dei tassi fissi ha portato la quasi totalità di chi ha presentato domanda di finanziamento tra gennaio e settembre (97%) a scegliere questa tipologia di mutuo; era l’87% lo scorso anno. In aumento anche il peso percentuale delle surroghe: più di 1 richiesta su 3 (36%) presentata nel periodo analizzato è stata destinata alla surroga, valore in aumento rispetto allo scorso anno quando la percentuale era pari al 22%.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Imprese e lockdown: Gli effetti sotto la lente

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2020

Veneto Agricoltura ha provato ad analizzare gli effetti del lockdown per Covid-19 sulle imprese italiane. Nello specifico, risulta che nel corso del secondo trimestre gli effetti negativi si sono leggermente attenuati rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Il dato emerge da un’analisi pubblicata da Veneto Agricoltura che prende in considerazione le imprese iscritte nei Registri delle Camere di Commercio provinciali a livello nazionale.Più in dettaglio, ricordando che in Italia il calo del numero di imprese attive rappresenta ormai una tendenza strutturale, gli esperti dell’Agenzia regionale confermano che anche nei primi sei mesi del 2020 il trend negativo è proseguito, visto che il numero delle imprese attive è sceso a circa 5.119.000, segnando una flessione del -0,3% rispetto sia allo stesso periodo del 2019 che al dato medio degli ultimi cinque anni (2015-2019).Da segnalare che le perdite maggiori in termini relativi rispetto al 2019 si sono registrate soprattutto nei settori che presentano il numero maggiore di imprese quali, ad esempio: il comparto del commercio all’ingrosso e al dettaglio (1 milione e 400 mila imprese, -1,6%); dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (743 mila imprese, -1,2%); delle attività manifatturiere (493 mila imprese, -1,2%). Il comparto delle costruzioni (748 mila imprese) ha registrato invece una lievissima crescita (+0,2%), segnando comunque un calo del -1,5% rispetto alla media quinquennale.Un dato interessante segnalato nel Report di Veneto Agricoltura è quello relativo le imprese inattive (imprese che non hanno ancora iniziato la loro attività pur essendo iscritte) e sospese (imprese che hanno sospeso temporaneamente la loro attività per un lungo periodo o per disposizioni amministrative). E’ su queste categorie di imprese, infatti, che sono ricadute le conseguenze più gravi del lockdown, in particolare nel primo trimestre, mentre nel secondo trimestre, ovvero quando le misure di contenimento si sono leggermente ridotte e sono iniziate le prime riaperture, anche il numero delle imprese inattive e sospese ha registrato una riduzione.A livello territoriale, sono state le regioni del Sud Italia a presentare il maggiore incremento di imprese inattive rispetto alla media 2015-2019 (+6.904 unità, +6,2%), seguite dalle regioni del Centro (+5.851 inattive (+3,8%), del Nord (+4.208 imprese, +2,3%) e infine delle Isole (+3.679 unità, +4,9%). I maggiori aumenti in termini assoluti sono stati registrati in Lazio (108.685 imprese, +3,7%), Campania (52.782 unità, +7,5%), Sicilia (60.757, +4,7%) e Lombardia (68.754 inattive, +3,9%).Il Veneto invece (28.530 imprese inattive), ha registrato una delle variazioni più lievi tra tutte le regioni, con un incremento di 173 unità, +0,6% rispetto alla media degli ultimi cinque anni.Il Report ha posto un’attenzione particolare sugli effetti del lockdown sull’agricoltura nazionale, che sotto il profilo numerico sono stati del tutto marginale. Infatti, le imprese inattive del settore agricolo (2.680 nel secondo trimestre) hanno rappresentato solo lo 0,5% del totale complessivo. In termini relativi, rispetto alla media degli ultimi cinque anni, sono state le regioni del Sud Italia a registrare il maggior incremento di imprese inattive (436 imprese, +25,8%), ma in termini assoluti sono state le regioni del Nord Italia (829 inattive) e del Centro Italia (826 unità) a registrate i valori più alti, con un incremento rispettivamente del +12,9% e del +1,6% rispetto alla media quinquennale.In sostanza, gli esperti di Veneto Agricoltura sottolineano che le ripercussioni maggiori dovute al lockdown hanno riguardato le imprese collegate al comparto turistico (alloggio, ristorazione, noleggio, agenzie di viaggio, ecc.), del commercio all’ingrosso e al dettaglio e altre attività di servizi. Per quanto riguarda invece il comparto agricolo, pur registrando un incremento delle imprese inattive e sospese superiore alla media degli altri settori, tale incremento ha riguardato un numero marginale di imprese.A livello territoriale, infine, il Veneto è stata una delle regioni che ha registrato un incremento di imprese inattive e sospese tra i più bassi, sia nel complesso di tutti i settori che relativamente al solo comparto agricolo.Il Report, corredato da alcune tabelle, può essere scaricato da: https://www.venetoagricoltura.org/2020/08/uncategorized/effetti-del-lockdown-covid-19-piu-imprese-inattive-e-sospese-ma-comparto-agricolo-e-regione-veneto-meno-colpiti/

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Vendita a domicilio in forte ripresa dopo il lockdown

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 settembre 2020

Dopo il lockdown a giugno e luglio il fatturato delle aziende di Univendita, la maggiore associazione italiana della vendita a domicilio, ha raggiunto rispettivamente +30% e +32% in confronto agli stessi mesi del 2019. Le aziende che fanno parte di Univendita, che proprio il 16 settembre 2020 festeggia i suoi primi 10 anni di attività, presentano in questo momento 30mila offerte di lavoro attive, mentre 4,8 milioni sono le famiglie servite: una clientela variegata, composta in maggioranza da donne (84,1%), che apprezzano la possibilità di fare acquisti personalizzati e consapevoli, nella tranquillità della propria casa, con la consulenza di un esperto.La relazione diretta e personale che si instaura tra venditore e cliente e la dimostrazione del prodotto, in tutte le sue funzionalità, sono gli elementi irrinunciabili della vendita a domicilio. E i clienti hanno dimostrato di ricercarli fortemente già nelle prime settimane dopo il lockdown. «Tra marzo e maggio, naturalmente, le vendite fisiche non hanno potuto avere luogo e le aziende hanno saputo mettere in campo soluzioni digitali alternative, mantenendo così un buon 35% del fatturato abituale – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. Ma era il contatto umano ciò che mancava di più ai nostri clienti, e quando abbiamo potuto tornare alle vendite in presenza la risposta del mercato è stata positiva oltre le previsioni».Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon, Bimby (divisione di Vorwerk Italia), bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Folletto (divisione di Vorwerk Italia), Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

Dopo il lockdown a giugno e luglio il fatturato delle aziende di Univendita, la maggiore associazione italiana della vendita a domicilio, ha raggiunto rispettivamente +30% e +32% in confronto agli stessi mesi del 2019. Le aziende che fanno parte di Univendita, che proprio il 16 settembre 2020 festeggia i suoi primi 10 anni di attività, presentano in questo momento 30mila offerte di lavoro attive, mentre 4,8 milioni sono le famiglie servite: una clientela variegata, composta in maggioranza da donne (84,1%), che apprezzano la possibilità di fare acquisti personalizzati e consapevoli, nella tranquillità della propria casa, con la consulenza di un esperto.La relazione diretta e personale che si instaura tra venditore e cliente e la dimostrazione del prodotto, in tutte le sue funzionalità, sono gli elementi irrinunciabili della vendita a domicilio. E i clienti hanno dimostrato di ricercarli fortemente già nelle prime settimane dopo il lockdown. «Tra marzo e maggio, naturalmente, le vendite fisiche non hanno potuto avere luogo e le aziende hanno saputo mettere in campo soluzioni digitali alternative, mantenendo così un buon 35% del fatturato abituale – spiega il presidente di Univendita Ciro Sinatra –. Ma era il contatto umano ciò che mancava di più ai nostri clienti, e quando abbiamo potuto tornare alle vendite in presenza la risposta del mercato è stata positiva oltre le previsioni».Univendita (www.univendita.it) Qualità, innovazione, servizio al cliente, elevati standard etici. Sono queste le parole d’ordine di Univendita, la maggiore associazione del settore che riunisce l’eccellenza della vendita diretta a domicilio. All’associazione aderiscono: AMC Italia, Avon, Bimby (divisione di Vorwerk Italia), bofrost* Italia, CartOrange, Conte Ottavio Piccolomini, Dalmesse Italia, DES, Fi.Ma.Stars, Folletto (divisione di Vorwerk Italia), Just Italia, Nuove Idee, Ringana Italia, Starline, Tupperware Italia, Uniquepels Alta Cosmesi, Vast & Fast, Witt Italia, che danno vita a una realtà che mira a riunire l’eccellenza delle imprese di vendita diretta a domicilio con l’obiettivo di rafforzare la credibilità e la reputazione del settore tra i consumatori e verso le istituzioni. Univendita, che aderisce a Confcommercio, rappresenta il 46% del valore dell’intero comparto della vendita diretta in Italia (fonte: Format Research, marzo 2017).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le ferite del lockdown sulle PMI lasciate sole

Posted by fidest press agency su sabato, 22 agosto 2020

Lignano Sabbiadoro (UD) «Un secondo lockdown sarebbe mortale e a Roma lo sanno bene: i costi economici e sociali sarebbero molto superiori a quelli necessari per curare le persone che dovessero ammalarsi». Il presidente di CNA Udine, Luca Tropina, ha aperto così il primo incontro della decima edizione della rassegna “Economia sotto l’Ombrellone” organizzata dall’agenzia di comunicazione Eo Ipso e in svolgimento a Lignano Sabbiadoro (UD). Una preoccupazione, quella di Tropina, condivisa anche dagli altri due relatori della serata: il creatore di paralumi e lampade, Michael Genovese, titolare dell’azienda artigiana udinese Abat-Juor, e il titolare della Sartoria Chiussi, fondata a Udine 152 anni fa, Giorgio Chiussi.
Durante l’incontro, dedicato a “La ripartenza dell’artigianato e delle Pmi”, i tre relatori hanno analizzato la situazione del settore artigiano e delle piccole e medie imprese friulane e nazionali, i cambiamenti indotti dal periodo pandemico, gli interventi che sarebbero necessari e le prospettive che si aprono per i prossimi mesi.
Chiussi, che ha registrato la perdita del 40% di fatturato durante il lockdown, è rimasto però «enormemente sorpreso» nel vedere come dal 18 maggio, giorno della riapertura, «il lavoro è ripreso come se non avessimo mai chiuso, anche se con una notevole differenza: prima gran parte dei clienti chiedeva vestiti nuovi, oggi si vuole la rimessa a modello di vestiti acquistati negli anni scorsi. Il vero problema – ha continuato – non è dunque la mancanza di un mercato, quanto il fatto che è venuto meno il sostegno da parte delle istituzioni. Ci sarebbe voluto un sistema semplice, come quello adottato in Germania o negli Usa, grazie al quale le aziende costrette a chiudere si sono trovate delle cifre, commisurate al fatturato, inviate dallo Stato o dalle Regioni direttamente sul conto corrente senza dover stare dietro a tante domande, richieste di bonus o di prestiti bancari come è successo da noi».
Il lockdown ha però stimolato la voglia di esplorare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e dall’e-commerce che possono diventare utili anche alle piccole aziende artigiane per trovare nuova clientela, farsi conoscere e anche instaurare rapporti di collaborazione. Proprio la collaborazione fra artigiani e aziende è stata, poi, indicata dai partecipanti all’incontro come una delle necessità per il futuro perché «solo collaborando – hanno detto i relatori – le piccole e piccolissime aziende possono trovare la forza per superare momenti cosi difficili come quelli che stiamo vivendo».
In conclusione, Genovese ha lanciato un appello a riattivare i voucher o un sistema analogo che permetta alle piccole aziende di assumere persone attualmente prive di lavoro per far fronte ai picchi di domanda e, al contempo, poter trasmettere a molti giovani le proprie esperienze e la propria arte.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

“Il rating: uno strumento vitale per le Pmi tra credit crunch e lockdown”

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

A cura di Valentino Pediroda, AD di modefinance, società FinTech specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale per la valutazione e la gestione del rischio di credito. Tra le dinamiche che il Covid ha contribuito ad accelerare ce n’è una che fa tremare le imprese: ed è il credit crunch. I numeri sono noti: le piccole imprese, secondo Confesercenti, hanno perso 45 miliardi in 12 mesi pre-Covid – tanto per citare la categoria più bistrattata in questo ambito – tanto che la stessa Confesercenti, a settembre, definiva “una chimera” l’accesso al credito delle Pmi. Quanto è successo nel 2020 con il lockdown non farà che esacerbare la situazione. Anche perché per effetto delle regole di Basilea da anni è stato imposto alle banche di assegnare alle imprese più piccole un indice di rischiosità aggiuntiva anche a parità di tutte le altre condizioni (lo spiega bene questo documento di Bankitalia). Così nel tempo le banche hanno stretto i cordoni per preservare la qualità della propria patrimonializzazione.Tuttavia, le imprese hanno diverse frecce al proprio arco per rendersi più appetibili agli occhi di banche o altri soggetti eroganti finanziamenti. Una di queste, probabilmente la principale, è il rating. Dotarsene, con un atteggiamento proattivo, può essere un primo passo per l’accesso a fonti di finanziamento anche alternative al credito bancario, come i minibond.Intanto, un’analisi condotta a inizio 2020 da modefinance, società FinTech specializzata in soluzioni di Intelligenza Artificiale per la valutazione e la gestione del rischio di credito, su un campione di 187mila aziende con fatturato tra i 2 e i 50 milioni di euro, mostrava una fotografia piuttosto positiva in termini di merito di credito per queste Pmi. Il 65% di esse si colloca nella fascia di rating intermedio identificata da BBB a B: ovvero presenta una situazione economico-finanziaria equilibrata, pur se con margini compressi.È vero anche che si tratta della stessa categoria in cui, secondo i risultati di un successivo stress test condotto con il modello previsionale For-ST (Forecasting-StressTest) di modefinance, esiste il maggior rischio default ingenerato dalla crisi da Covid. Per la classe B la situazione è la più critica: con fatturati in calo del 20%, la probabilità di default si moltiplica, passando dallo 0,98% al 3,29% e diventando di gran lunga superiore a quella della tripla C al 2,38%.Il rating è la misura del merito creditizio di un’impresa , un parametro che consente di valutare le capacità di un soggetto di ripagare i debiti contratti. Il processo che porta all’emissione del rating si compone di tre fasi. La prima è l’analisi dei dati quantitativi che si concretizza nel calcolo del credit score, un punteggio di affidabilità creditizia calcolato sulla base dei dati di bilancio, inteso a valutare l’equilibrio economico-finanziario dell’impresa. Segue poi l’analisi andamentale, che valuta i rapporti intrattenuti dall’impresa con il sistema bancario, attraverso la lettura dei dati forniti dalla Centrale Rischi della Banca d’Italia e dai sistemi di informazione creditizia (SIC), e l’analisi degli aspetti qualitativi che possono influenzare l’andamento della società (capacità gestionali dell’impresa, situazioni politiche avverse, eventi imprevisti, ecc.). Di questi step, quello che maggiormente contribuisce alla definizione del rating finale è il risultato dell’analisi qualitativa sugli ultimi dati di bilancio.
Nel 2020, l’analisi qualitativa viene effettuata sui bilanci 2019 perciò prima che il diffondersi dell’epidemia di Coronavirus in Italia imponesse la chiusura delle attività. Certo, gli effetti della crisi potranno essere visibili dall’analisi della storia creditizia dell’azienda che, indagando le ultime segnalazioni inviate alla Centrale Rischi, fornisce un’informativa più aggiornata sulla salute dell’impresa. Ma il risultato dell’analisi qualitativa e andamentale potrà influire solo limitatamente sul rating finale assegnato all’impresa.Inoltre, le banche non sono le sole a erogare credito alle imprese. Molte iniziative vengono dalla finanza alternativa, un insieme di canali in grado di portare liquidità alle imprese in brevissimo tempo. Come l’emissione di minibond, attraverso cui le PMI possono raccogliere fino a 500 milioni di euro dagli investitori qualificati. Negli ultimi mesi, la Consob ha esteso la platea di piattaforme di crowdfunding autorizzate a collocare minibond e la conversione in legge del Decreto Liquidità ha esteso alle imprese emittenti prestiti obbligazionari la possibilità di ottenere la copertura della garanzia SACE. A patto che la società emittente abbia ottenuto una valutazione investment grade da parte di una Agenzia di Rating.I vantaggi dei minibond per le imprese sono diversi: è un canale che consente di diversificare le fonti di finanziamento e di ridurre la dipendenza dal credito bancario; ma anche e soprattutto avvicina le aziende al mondo finanziario in vista di eventuali future quotazioni (IPO), costituendosi come un primo passo per una maggiore e più sofisticata apertura del capitale. Il database del sesto Report italiano sui minibond del Politecnico di Milano conta 801 emissioni di minibond effettuate dalle imprese del campione a partire da novembre 2012. Il valore nominale totale dei minibond supera 5,5 miliardi di euro mentre la raccolta netta, dedotto il capitale già rimborsato nel corso del tempo, è pari a circa 4,75 miliardi. Il 2019 ha contribuito con 1,18 miliardi di euro arrivati da 207 emissioni: altro record storico (+21,1% la raccolta, +24,7% le emissioni rispetto al 2018). Tuttavia, il valore medio delle emissioni è al minimo tendenziale storico (4,68 milioni nel secondo semestre 2019).Nel campione totale, il 63% delle emissioni è sotto la soglia di 5 milioni e nel 2019 la percentuale sale quasi al 68%: il che indica che lo strumento inizia a essere apprezzato proprio da quelle piccole imprese più vessate dal credit crunch.L’accesso a finanziamenti a medio-lungo termine incrementa la liquidità, migliorando in generale l’equilibrio economico-finanziario dell’azienda. Ciò può portare a sua volta a una valutazione più alta dell’affidabilità creditizia, migliorando le condizioni di accesso al credito bancario. Un circolo virtuoso che si innesca a partire dalla richiesta di rating e che sul rating ha un effetto benefico. (By Diana Ferla)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Continua a crescere il mercato dell’e-commerce anche dopo il lockdown

Posted by fidest press agency su sabato, 11 luglio 2020

I dati sul trimestre marzo-maggio 2020 risentono ancora del periodo di chiusura: “le vendite al dettaglio registrano un calo del 20,6% in valore e del 21,8% in volume rispetto al trimestre precedente. Diminuiscono le vendite dei beni non alimentari (-37,4% in valore e -37,8% in volume), mentre le vendite dei beni alimentari mostrano variazioni positive (rispettivamente +1,5% in valore e +0,4% in volume).” – riporta l’Istituto di Statistica.Segnali che vanno letti alla luce del periodo di lockdown che il Paese pian piano sta superando, che non potrà che lasciare pesanti strascichi in termini economici, determinando anche un profondo cambiamento delle abitudini di consumo dei cittadini.Molti in questi mesi a casa hanno sperimentato, spesso per la prima volta, gli acquisti online, alcuni anche la spesa online. Il grado di soddisfazione è elevato, ma influisce su tale dato la percezione di sicurezza che i cittadini hanno fortemente apprezzato potendo effettuare acquisti senza fare lunghe ore di fila esposti al virus.Questa modalità di vendita, ormai sdoganata, continuerà ad essere sfruttata dai cittadini: per questo è necessario accelerare la discussione e l’avvio di provvedimenti tesi a garantire maggiormente i diritti degli acquirenti online, soprattutto sul piano della sicurezza dei prodotti.In merito ai risvolti economici dei dati odierni, inoltre, è indispensabile che il Governo disponga misure di sostegno alla domanda interna, partendo dall’immediata erogazione bonus e agevolazioni a tutti coloro che da mesi li attendono. Provvedimenti che non dovranno essere unicamente di carattere emergenziale, ma si dovranno tradurre in misure strutturali capaci di restituire al Paese opportunità di crescita e sviluppo, mai urgenti come ora.In tal senso è ora di mettere un punto a ogni dubbio sul Mes: ottenere i fondi europei per la sanità consentirebbe all’Italia di convogliare le risorse necessarie, anche di provenienza europea, sugli investimenti indispensabili per la ripresa. Ci pare del tutto pretestuosa e sterile la polemica sul nome del provvedimento, ci auguriamo che le parole odierne del commissario all’economia Paolo Gentiloni, che garantisce l’eliminazione delle condizionalità macroeconomiche insite nel meccanismo del Mes, possano finalmente far capire a tutti la verità su tale misura.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Gli Uffizi del dopo lockdown

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

Uffizi1Firenze. Il numero dei visitatori aumenta ogni settimana, ed ora torna a crescere, progressivamente, anche il numero dei giorni settimanali di apertura (6 su 7, invece di 5, con l’aggiunta del martedì) e delle ore quotidiane di accesso del museo. Il primo passo dell’ampliamento sarà il 30 giugno, con l’aggiunta di una mezz’ora all’orario fin qui osservato: a partire da questa data sarà infatti possibile entrare in galleria alle 13,30 e non alle 14 come nell’ultimo periodo. È una mezz’ora preziosa per chi voglia godersi il museo all’ora di pranzo (il mercoledi, giovedi, venerdi, il museo resta aperto fino alle 18,30, mentre sabato e domenica dalle 9,00 alle 18,30). Un ulteriore passo in avanti sarà martedi 7 luglio, giorno dal quale agli Uffizi si potrà entrare tutti i giorni (escluso il lunedi, da sempre la giornata di chiusura al pubblico) dalle 9 alle 18,30. Tutte le operazioni di sanificazione verranno effettuate nelle prime ore del mattino di ogni giorno, e dopo la chiusura. Restano ovviamente valide le misure anticovid prescritte dalla normativa: dal distanziamento sociale (e per questo la riduzione drastica delle compresenza in galleria rispetto alle condizioni normali), all’obbligo di indossare la mascherina, dalla misurazione della temperatura corporea all’ingresso attraverso termoscanner, al tetto massimo di 10 persone (inclusa la guida) per i gruppi, e la necessità per le guide di utilizzare sistemi “whisper” con microfono e auricolari per poter garantire il distanziamento sociale tra i componenti del loro gruppo. Col passare delle settimane, sono sempre più numerosi coloro che tornano al museo, molti riscoprendone i tesori come se fossero vecchi amici ritrovati. Se il primo weekend dalla riapertura, dal 5 al 7 giugno, alla Galleria delle statue e delle pitture i visitatori erano stati 4.663, quello successivo, dal 12 al 14, erano saliti complessivamente a 6.231. Quello appena passato (dal 19 al 21 giugno), sono cresciuti ancora, arrivando a sfiorare quota settemila: 6.969, per l’esattezza, il numero di coloro che sono stati agli Uffizi. Bisogna notare che la tendenza al turismo slow e alle visite museali più approfondite trova conferma nella crescita delle vendite del biglietto Passepartout 3 Days: questa formula consente l’ingresso a tutti e tre i musei appartenente alle Gallerie degli Uffizi in un lasso di tempo di tre giorni, e offre in più la visita gratuita al Museo dell’Opificio delle Pietre Dure e al Museo Archeologico Nazionale entro altri cinque giorni: mentre nel weekend dal 12 al 14 giugno sono stati staccati ben 225 biglietti Passepartout, il numero è salito a 416 in quello appena passato (+85%).

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Mutui: dopo il lockdown cresce del 9% l’importo medio erogato

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 giugno 2020

Dopo i mesi di lockdown, la richiesta dei mutui è ripartita a grandissima velocità; secondo l’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it le banche sembrano aver adottato una politica di grande apertura nella concessione di credito alle famiglie tanto che l’importo medio erogato dagli istituti di credito tra l’1 maggio e il 15 giugno 2020 è cresciuto del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo i 134.315 euro,La disponibilità delle banche ad erogare finanziamenti per l’acquisto di un immobile si evidenzia anche nella scelta fatta da molti istituti di credito di allentare i criteri di valutazione dei richiedenti, in primis in riferimento alla cassa integrazione, solitamente ritenuta un elemento ostativo alla concessione del finanziamento, ma oggi guardata con minore rigidità se connessa alla pandemia. Ad agevolare ulteriormente la situazione concorrono anche i tassi di interesse; i valori rilevati a giugno rimangono estremamente bassi e, in alcuni casi, addirittura inferiori di quelli di inizio 2020.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Torino riparte: ouverture, colonna sonora ripartenza Torino dopo lockdown

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

L’Agenzia Armando Testa, la Filarmonica Trt e la Fondazione La Stampa-Specchio dei tempi hanno messo insieme le forze per creare una colonna sonora della ripartenza di Torino dopo tre mesi di lockdown, con il progetto #TOuverture disponibile su Youtube.Tre minuti di pura bellezza con i 30 musicisti della Filarmonica Trt impegnati a suonare ‘en plein air’ ‘Shéhérazade’, di Rimskij-Korsakov, un poema musicale dalla forte valenza simbolica che racconta in note come il timore dell’oscurità si dissolva ogni volta con l’arrivo del nuovo giorno. Per l’occasione i musicisti della Filarmonica sono diventati volontari di Specchio dei tempi al fine di raccogliere fondi per le piccole imprese così compromesse dalla crisi legata alla pandemia.Girate rispettando le normative di sicurezza e di distanziamento, le immagini vogliono incoraggiare i torinesi a ripartire. “Distanti certo – spiega una nota – ma uniti nel compiere un primo passo verso la normalità, senza lasciare indietro nessuno. Specchio dei tempi sta già aiutando 200 attività della provincia con il bando ‘Un respiro per Torino’. #TOuverture vuole contribuire alla raccolta fondi per allargare il progetto di aiuti.

Posted in Cronaca/News, Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Al lavoro in sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 24 Maggio 2020

Post-lockdown: la convivenza con il Covid-19. La riapertura estesa, seppure a scaglioni, delle attività produttive è oramai in corso e necessita di processi di gestione per limitare i possibili rischi e garantire la continuità delle attività, anche in previsione dei possibili scenari evolutivi nei prossimi mesi. Il mondo del lavoro e le aziende saranno normati da nuove regole, che potranno essere a sua volta soggette a cambiamenti repentini, e che impongono già da adesso misure di distanziamento fisico, la possibilità di verificare la temperatura di chi entra in un luogo di lavoro o in un esercizio commerciale, la sanificazione costante degli ambienti e molto altro. La ripresa post Covid-19, vedrà tra l’altro un nuovo modo di vivere i contatti in generale ed una diffusa diffidenza e, pertanto, non può che prevedere, già da queste prime fasi, modelli di gestione delle modalità di riapertura e previsione delle evoluzioni future. Serve dunque un format di risposta, nei diversi settori, capace di unire tecnologia e procedure di comportamento. È questo, in sintesi, il modello di Secursat, la società italiana che utilizza dati e tecnologia come driver per individuare nuovi modelli di business e prevenire e risolvere situazioni di crisi.Secursat nata nel 2013 con l’idea di aiutare le aziende a trasferire sulla rete i sistemi di security tradizionali è riuscita in pochi anni a trasformare il concetto stesso di sicurezza passiva in un modello predittivo in grado di prevenire le crisi e le minacce e contenere i rischi. Il modello di prevenzione dei rischi proposto da Secursat è facilmente replicabile in diversi contesti lavorativi ed è di utilità immediata; nel caso Covid-19 si muove lungo tre binari, come spiega Maura Mormile, responsabile dell’Area Business Development di Secursat: “la mappatura delle informazioni, tramite questionari per dipendenti e fornitori per monitorare e limitare l’eventuale diffusione del virus; la predisposizione di linee guida e protocolli sulle modalità di accesso e di comportamento in azienda; l’analisi dei rischi in relazione alle diverse aree o reparti produttivi per definire soluzioni e tecnologie di mitigazione”. “Le tecnologie possibili sono diverse, da Sensori in grado di restituire informazioni puntuali ed in tempo reale per gestire i flussi di accesso e di mobilità nelle aree, a soluzioni per il monitoraggio della temperatura o del rispetto della distanza gli uni dagli altri, fino alla gestione remota delle tecnologie per limitare al minimo la mobilità, il tutto, chiaramente, sempre nel rispetto della privacy. L’importante è però pensare alle diverse soluzioni all’interno di un quadro complessivo, all’interno di una strategia di sicurezza e gestione delle tecnologie, solo così, infatti, potranno essere a valore aggiunto per le aziende”.La mappatura dei reparti e delle aree consentirà di identificare, e quindi correggere, i comportamenti che possano esporre ad una maggiore rischio di contagio. Le procedure comportamentali e di gestione degli accessi saranno conseguenti, invece, alla individuazione delle funzioni aziendali strategiche per il riavvio e la continuità della produzione e in base a tale premessa si adotteranno le linee guida per gli accessi che possano garantire la governance della sicurezza.Le tecnologie sono fondamentali, tuttavia è necessario un approccio univoco che ne definisca e governi le modalità di gestione. Nel caso della sicurezza come immaginata da Secursat, al fine di creare, ben oltre le telecamere, una rete di sensori di nuova, nuovissima, generazione, capaci di disegnare spazi lavorativi realmente interconnessi, smart, sicuri, e rispettosi della privacy, e processi aziendali capaci di garantire la Business Continuity ed il rapido adattamento a situazioni di crisi.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il Paese comincia a ripartire

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Maggio 2020

Ma il lockdown ha costretto milioni di italiani a cambiare le proprie abitudini con piccole e grandi ripercussioni sull’economia. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat sono ad esempio 8.655.000 gli italiani (19,7%) che hanno riscoperto i piccoli negozi sotto casa, magari anche tramite le consegne a domicilio, preferendoli alle grandi catene.Nella stessa indagine si scopre che l’attenzione per i negozi di prossimità sia stata ancora maggiore nei grandi centri urbani (oltre 250.000 residenti) al Meridione e tra gli over 55. Vero e proprio boom anche per la solidarietà sia in forma di raccolta fondi e donazioni (vi hanno partecipato più di 7,4 milioni di italiani) sia di disponibilità gratuita delle proprie competenze professionali (4,6 milioni di individui)

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »